Calcio femminile al tempo del corona virus

Notizie dal mondo Latino

Puntata settimanale di Género, Deporte y Comunicación

Mi ha scritto la mia amica Yamila Castillo Martínez di Género, Deporte y Comunicación dicendomi che anche in Argentina stanno fermando il campionato.

Mi ha girato l’intervista a Belén Potassa che gioca in Spagna nell’ Albacete che dice che il governo ha adottato delle misure molto restrittive sugli spostamenti(come quelle che abbiamo in Italia) e che quindi è molto difficile allenarsi in casa. Non avrebbe mai creduto che potesse succedere una cosa del genere e che non ci si può rendere conto di cosa significhi finché non si prova.

#MeQuedoEnCasa

Ellas, las jugadoras de reserva #sequedanencasaProyección Femenina ha dejado de informar resultados, novedades o todo lo que tenga que ver con el torneo de reserva, hoy sabemos que el partido a ganar es otroEl partido de la responsabilidad, la prevención y el cuidado de los unos con los otrosEllas, las jugadoras, te piden que las ayudes a ganar este partido, ponete la 10 y hacé como ellas, vos también #quedateencasa#mequedoencasa #covid_19#entretodospodemos #juntospodemosGracias aPriscila Tomasi – Banfield (@pri_tomasi2003)Amalia Peña Nocito – Tigre (@amalia_futboll)Nayla Gallo – Independiente (@naylagallo_)Florencia Aquino – San Lorenzo (@fflor.aquino)Zoe Martínez – Platense (@zoembappe4)Sabrina Fuoco – Vélez (@sabrii_fuoco)Agustina Chazarreta – Boca Jrs (@aguus_chazarreta10)Edición @squiroga.ph

Pubblicato da Proyección Femenina su Martedì 24 marzo 2020

Intanto che si attende in casa, dopo qualche allenamento fisico, in tutto il mondo del calcio femminile impazza il challenge dei palleggi con un rotolo di carta igienica!!!

Sfida di palleggio con carta igienica

Chiacchirando di calcio a 5 in casa Bagnolo

Domenica sera, ospite d’onore della diretta del Bagnolo calcio a 5 femminile c’era Arianna Pomposelli , giocatrice dalla Nazionale Italiana di Calcio a 5, nonché giocatrice dalla Kick Off e promotrice del progetto “Be Brave”.

Arianna è una delle rare ragazze nate nel calcio a 5. 

Assieme a lei abbiamo convenuto che uno dei problemi di questo sport è che in Italia manca un po’ la cultura del calcio a 5 e che quindi le ragazze che lo approcciano lo fanno sempre troppo tardi.

Sono d’accordo con lei che, come avviene nei paesi dell’America Latina ed in alcune scuole calcio della Spagna, il calcio a 5 dovrebbe essere insegnato dai “primi calci” per poi essere affinato con la crescita o trasformarsi in calcio a 11.

Per questo stimo molto il suo progetto “Be Brave” in cui si propone di insegnare il calcio a 5 alle bambine. 

Arianna Pomposelli
Riassumendo brevemente i contenuti salienti dell’incontro

Assieme al mister Orlando D’Alsazia, che si è dimostrato orgoglioso ed emozionato di aver giocato nel campo del Kick off (dove abitualmente gioca la sua ospite) per lo spareggio di Coppa contro il Pero, si è analizzato che il problema principale del calcio a 5 femminile è che la rosa di una squadra spesso si compone di ragazze a cui mancano le basi per questo sport.

Sopratutto le ragazze che vengono dal mondo del calcio a 11, hanno difficoltà nel gioco di suola, che è uno dei principali fondamentali tecnici. L’utilizzo di questa tecnica non si tratta di leziosità, ma di efficacia. Non si può avere un tempo di reazione adeguato se non la si domina istintivamente. Confina l’atleta nelle categorie minori.

L’arma vincente sarà trovare i mezzi per fondare delle scuole di futsal.

Dalla sua esperienza, Arianna, ci ha potuto testimoniare che maggiore è il numero di elementi all’interno di una squadra in grado di dominare a pieno la tecnica e maggiore è la possibilità di esprimere un gioco offensivo. Altrimenti spesso nelle squadre si predilige un gioco maggiormente difensivo.

PSICOLOGIA, QUESTA SCONOSCIUTA

Sicuramente uno degli elementi fondamentali per allenare nelle squadre femminili è la capacità di gestire l’aspetto psicologico della squadra.

Molto di più rispetto ai maschi.

Arianna sostiene che anche la motivazione è molto differente, perché è maggiore il numero di giocatrici che lo fa per propria scelta, lottando per averlo.

Non si può mai generalizzare, perché ci sono anche ragazze che si fanno convincere dall’amica a partecipare per poter passare del tempo insieme… ma si riconoscono molto bene le due tipologie di atlete dai livelli di apprendimento e di crescita!

Arianna sostiene che durante il corso di allenatrice, i partecipanti affrontano anche qualche lezione di psicologia dello sport, ma che suscita ben poco interesse… nonostante questo aspetto possa influire significativamente sul rendimento della squadra.

COme torneremo dopo la quarantena?

Nell’ultima parte dell’incontro si è parlato della condizione attuale di confinamento in casa e delle ipotesi per la conclusione dei campionati.

In questa parte erano ospiti anche Debora Paolucci del CorticellaMarianna Pepe della Polisportiva 1980 e Silvia Iemmi della Cà Rossa Bagnolo.

La paura è che questa pausa possa influire sulla condizione fisica e psicologica delle atlete modificando gli equilibri precedenti.

Soprattutto nella lotta promozione del campionato di serie C regionale, dove Polisportiva 1980, Bagnolo e Cesena sono ad 1 punto di distanza.

Con 3 giornate ancora da giocare, tra cui alcuni scontri diretti, con avversarie che (dalla prima all’ultima) non regalano nulla, in un campionato che non era mai stato tanto equilibrato, sarà difficile predire il verdetto finale.

Sperando di poter riprendere presto le attività, facciamo un grosso in bocca al lupo a tutte loro.

Marianna Pepe – Portiere della Polisportiva 1980
Debora Paolucci del Corticella contro Vanessa Bonatti del Bagnolo.
Silvia Iemmi assieme al portiere Celii sollevano la Coppa Italia – Emilia Romagna

Georgia Fest: Alla ricerca del vello d’oro del calcio (femminile)

Incontro con i giovani

Prosegue il mio lavoro nelle scuole, assieme agli attivisti dell’associazione Tuttimondi, per la sensibilizzare i ragazzi verso il diritto allo sport.

In questi incontri, abbiamo parlato con i ragazzi delle loro abitudini sportive ed abbiamo potuto constatare che i tempi che dedicano all’attività fisica sono sempre più circoscritti alle ore dei corsi sportivi pomeridiani, perché “gli schermi” hanno preso parte del tempo che le generazioni precedenti dedicavano alla socialità all’aria aperta.

Il fatto che la propria esperienza di gioco sia legata ad un contesto “chiuso” nelle regole prestabilite dello sport che praticano (negli spazi e nei tempi predeterminati), mi lascia il dubbio che essi possano perdere la capacità di di esprimersi nel gioco libero.

Football without borders

👉 Football without borders ⚽️ ⚽️ 🏃‍♂️🏃‍♂️🇬🇪 come and play with us 😍 😍#georgiafest

Pubblicato da International Festival of Football and Culture "Georgia Fest" su Martedì 3 settembre 2019

Forse sarò un inguaribile romantico, ma ricordo quanto era bello giocare nei prati in collina. L’irregolarità e le pendenze del terreno erano parte integrante del divertimento.

📢 New Challenge_ monawile❗Miranda — " Girls power ⚽️ surrounded by the fantastic nature of Georgia – creates unforgattable emotions👟👠"

Pubblicato da International Festival of Football and Culture "Georgia Fest" su Mercoledì 17 luglio 2019

Ricordo con malinconia i pomeriggi passati nei giardini dei miei amici, nelle campagne del comune di Montechiarugolo. Improvvisavamo campi di gioco diagonali confinati tra 4 alberi che fungevano da porte, la cui traversa immaginaria era regolata sull’altezza del portiere di turno.

Il tempo, che nella mia memoria ora sembra sconfinato, pareva volare. Il sole era troppo impaziente di andare a dormire e noi non avremmo voluto smettere di giocare al suo riposo.

Football in the cave Muradi, Georgia.

🔥Экстремальный футбол в пещере🔥🥅👍На данном видео победитель 🏆челленджа @ჯანიკო ჯანაშია играет в футбол в пещере Мурада, Имерети, Грузия.📍- На вопрос, "Каково играть в футбол в пещере?" Джано, отвечает:- В резиновых сапогах много не набьешь🤣 Дышать легко. Это новые ощущения. ⚽️❤ Football is not just a hobby, it is passion, love.In this video, the winner of the challenge Jano plays with the ball in the cave of Muradi. Imereti, Georgia.

Pubblicato da International Festival of Football and Culture "Georgia Fest" su Martedì 6 agosto 2019

Molte di queste emozioni le ho riscoperte sulla pagina Facebook del International Festival of Football and Culture “Georgia Fest”.

Ci stiamo allontanando

Guardando queste foto, penso alla distanza che abbiamo lasciato che si creasse tra il calcio e le persone (o forse tra le persone e le persone). Lentamente la nostra società si è chiusa nell’individualismo, avvelenando i valori sociali dello sport. Allo stesso tempo, abbiamo lasciato largo spazio alla paura (pur cercando di reprimere ogni tipo di violenza ed adottando contromisure severe), soprattutto nella percezione della gente. Ciò si può riassumere nel luogo comune: “Una volta venivo con la famiglia allo stadio, adesso non mi attento più!!!”

Parlando di calcio femminile,

pensavo alle ultime due edizioni della finale di Coppa Italia Femminile. Sono contento che alle ragazze sia stato dato un palcoscenico più prestigioso, passando dal Noce di Noceto dove si è disputata Fiorentina-Brescia nel 2018 al Tardini di Fiorentina-Juventus del 2019, perché si meritano maggiore risalto e visibilità.

Però, essendo stato ad entrambe le finali da spettatore, nel 2019 ho patito la mancanza del “terzo tempo” con le giocatrici, come invece era accaduto per Fiorentina-Brescia dell’anno precedente. La grande presenza di security del Tardini ha aggravato questo senso di distacco.

Ciò che non vorrei per il calcio femminile, come accade per il calcio maschile professionistico, è che si perdesse il contatto umano che a mio parere è la forza di questo movimento.

Ma ascoltiamo il parere dell’organizzazione del torneo Georgia Fest:
“The idea to give a name to the international sports and tourism event for non-professional fans of the game “football” – namely, the “Festival of Football and Culture”, seems to us quite logical. In fact, the title does not contain a combination of the two concepts, but emphasizes the components of a planetary phenomenon – World Football Culture.
We believe that the global trends of globalization and cosmopolitanism have already created such a multi-cultural phenomenon as World Football Culture. And this phenomenon, of course, includes, first of all, the game “football” itself, as well as the national cultural and mental characteristics of the peoples playing this game. At the same time, it is quite obvious that the World Football Culture, as a world trend, in turn, influences individual national cultures, becoming their integral part.
Georgia is a football country. The history of Georgian football has more than 100 years. Football theme is an integral and beautiful component of modern Georgian culture. Moreover. Modern Georgian culture is unthinkable without football !!!
Football in language, everyday life, art: cinema, music and fiction. Football in kindergartens and jokes, in disputes about manhood and honor. And even the reason for weddings and divorce proceedings!
The theme of football received a separate reflection in the Classical Ancient Georgian tradition of toasts (health resorts), an integral part of national feasts.
We, as the organizers of the “Georgia Fest”, invite you to take part in the festival, which will be held from August 2 to 18, 2020.
We invite you to try the “sparkling” cocktail of football and unique Georgian flavor!
We sincerely offer you to add the colors of your country, a unique feature of your national culture, into the multicolor of the festival.
We promise – WILL BE FUN !!!”
Traduzione:

L’idea di chiamare l’evento sportivo e turistico internazionale per appassionati del calcio non professionistico ” Festival del calcio e della cultura “, ci è sembrato abbastanza scontato. In realtà, volevamo dare enfasi alla “World Football Culture” che è un fenomeno globale in cui passione per il calcio e per la cultura si fondono in una unica unità solida.
Riteniamo che grazie agli effetti dalla globalizzazione e del cosmopolitismo si sia già creato un fenomeno multiculturale di “cultura mondiale del calcio”. E questo fenomeno, ovviamente, include, prima di tutto, il gioco stesso, nonché le caratteristiche culturali e mentali nazionali delle persone che giocano a questo gioco.

Allo stesso tempo, è abbastanza ovvio che la cultura mondiale del calcio, come tendenza, a sua volta influenza le singole culture nazionali, diventando parte integrante.
La Georgia è paese di calcio. La storia del calcio georgiano ha più di 100 anni. Questo sport è una componente integrante e prospera della moderna cultura georgiana. Inoltre.

La cultura georgiana moderna è impensabile senza il calcio !!!
Esso è nella lingua, nella vita quotidiana, nell’arte come il cinema, la musica e la fiction.

Il calcio inizia alle scuole materne e si ritrova nelle battute. Si ritrova nelle controversie su virilità e onore. E anche il motivo dei matrimoni e causa di divorzio!
Il tema del calcio ha ricevuto una riflessione separata nella classica tradizione georgiana dei toast (centri benessere), parte integrante delle feste nazionali.
In qualità di organizzatori del “Georgia Fest”, ti invitiamo a prendere parte al festival, che si terrà dal 2 al 18 agosto 2020.
Ti invitiamo a provare il cocktail “frizzante” del calcio e il sapore georgiano unico!
Ti offriamo sinceramente di aggiungere i colori del tuo paese, una caratteristica unica della tua cultura nazionale, nel multicolore del festival.
Promettiamo – SARÀ DIVERTENTE !!! “

Conclusioni

Sembra che in Georgia ancora riconoscano il fatto che il calcio è l’immagine di una cultura. Quindi mi chiedo: che cultura trasmettiamo continuando a tollerare che gli arbitri, gli allenatori ed i giocatori siano insultati? Se gli arbitri sono donne è accettabile che tali insulti siano sessisti? Troviamo tollerabile che per protestare con un arbitro occorra mettergli le mani addosso?

Brianna Curtis, calciatrice americana racconta la sua storia

Nota: La traduzione in italiano è alla fine dell’intervista originale in inglese.

Ringrazio Soccer Management Institute e College Life per avermi messo in contatto con Brianna.

New Year Vibe

⚽With the start of the new year, we just cannot wait to be back on the field💯2020 will be amazing in Rome! #LeadTheGamesoccermanagementinstitute.com

Pubblicato da Soccer Management Institute su Giovedì 2 gennaio 2020
Hi Brianna, when did you start to play soccer?

I started playing soccer when I was 4 years old. And it really started as a small club where kids could go to burn off some energy before bed time. But it quickly turned into a competitive soccer I grew to love!

tell us more about your career in youth soccer …

I played for Evergreen “Stingers” for about 14 years before I made it onto a traveling team. Freshman year of high school I played for Colorado Rush. Which was I. The super league and the ECNL league (elites club national league), I played college for my high school and basketball for my high school as well.

you had to be very busy, no?

The Rush team meant that I trained everyday for about 2 hours and then would play two games every weekend. It was a lot especially at a young age. And the traveling is a huge reason why I am who I am today along with how I got to Italy.

it was a good team?

We won nationals my freshman year so a lot of college scouts noticed my team. I verbally committed to play SEC D1 soccer at the University of Arkansas at 16. I went there for a semester in 2015 and then transferred to Iowa state quickly after where I played my last 3 years in the Big12 D1 league. 

You love this game, do ya?

The soccer is amazing.

Have you ever paid to play?

As a student athlete I never had to pay for my sport or any other collegiate sports.

Are youth leagues always associated with schools?

Youth teams are either club or school affiliated. For instances. You can play for your high school and a local club. in college you are either on the school team (meaning you can get scholarship and represent the school) or you are on the club team where players are far less competitive and have to pay for their own flights, trips, tournaments etc.
It depends on the college and popularity of women’s soccer in the location.

does americans pay to watch school championship games?

At university of Arkansas it cost money to see the women’s soccer team play (making us a revenue sport) while at Iowa state you could watch for free.

and what did you do upon your graduation?

Upon graduation I was committed to play for Oxford Brookes university while I would have received masters as well. But Soccer Management reached out to me and I knew I had to go. I knew that being 22 and forcing myself to be uncomfortable, learn a new language and pursue my love for coaching was the best choice for me. Especially after having coached at a highschool in Iowa I was the importance sports has on the lives of children (especially girls) and the structure it can provide for them. 

what about your italian experience?

Now, once I arrived to Italy it was clear that it was going to be a challenge. In a very new way. The soccer was amazing, but the program allows for something I haven’t experience since I was little: play with boys. In the mornings we train as an SMI group, so I play against males the same age as me, from different countries and frankly a lot bigger than me. And I love it. It is amazing competition and forces me to grow as a player.

do amateur championships exist in america?

Yes there are non-competitive championships depends on the league you’re in.

Have you ever heard of the indoor soccer that is played 5vs5 which is taught in soccer schools in latin america to improve the technique?

Oh yes in America we call it futsal, and you’re right. It promotes coerver soccer and tika taka soccer. I agree.

What differences have you noticed between Italian and American women’s football?

With regard to the soccer coaching and playing in women’s soccer (in Italy) as a whole; it is smarter than American soccer. I would say that in America we are know for being athletes. We “out athletic” if you will, our opponents. We run for days, kick it and run, tackle and run, run run run. But here everyone loves soccer so much they focus on developing strong soccer IQs and technical ability at a young age. The amount of Coever style soccer coaching used here is impressive and refreshing to be around. It was the style I was lucky enough to be around in the Colorado Rush program, which brought us wild success. Much like it has brought success to my current team here in Italy. We won our game last night 10-0 and are looking to moving up divisions.

Why did you choose Italy as a study destination?

I chose Italy because soccer is my heart and it is an amazing location (a dream for most Americans) and learning Italian was a goal of mine. I love Rome and am learning quickly.

what is your opinion about women’s sport?

I also agree that many amazing accomplishments in women’s sports but soccer in particular, have been minimized from the public eye. I studied abroad in Costa Rica as well, and so I do have an interesting collection of men’s perspectives from around the world and in different cultures.

Do you think women’s sport is hidden from the male chauvinist culture?

Sadly yes, that does limit experience but the goal is to increase popularity through accomplishments and viewership! Women’s sports are on the come up so I am happy to know you are participating to helping it.

Traduzione:

Ciao Brianna, come inizia la tua storia di calciatrice?

Ho iniziato a giocare a calcio quando avevo 4 anni. Ed è iniziato tutto in un piccolo club dove i bambini potevano andare a bruciare un po’ di energia prima di coricarsi. Ma sono passata rapidamente al calcio competitivo e l’ho imparato ad amare!

dicci qualcosa della tua carriera nel calcio competitivo…

Ho giocato negli Evergreen “Stingers” per circa 14 anni prima di entrare in una squadra lontano casa. Il primo anno di liceo ho giocato per i Colorado Rush. Ciò significava giocare La super league e la ECNL league (elites club national league) per il mio liceo, dove ho giocato anche a basket!

DEVI ESSERE stata MOLTO OCCUPATa…

Giocare per il team di Rush voleva dire allenamenti ogni giorno per circa 2 ore. A quei tempi giocavo due partite ogni fine settimana. È stato molto impegnativo, soprattutto per la giovane età. Penso che “il viaggio” sia la grande ragione per cui sono quello che sono oggi.  Penso che sia per questo che mi ha spinto a venire in Italia.

i rush erano una buona squadra?

Abbiamo vinto i nazionali il mio primo anno, quindi molti osservatori del college hanno notato la mia squadra. Ero sempre impegnatissima a giocare a calcio. A 16 anni ho giocato in SEC D1 all’Università dell’Arkansas per un semestre (nel 2015) e poi mi sono trasferita nello stato dell’ Iowa dove ho giocato i miei ultimi 3 anni nella lega Big12 D1.

Ami questo sport, vero?

Il calcio è stato fantastico.

Hai mai pagato per giocare nelle giovanili?

In quanto studentessa atleta non ho mai dovuto pagare per praticare il calcio o qualsiasi altro sport collegiale.

le squadre giovanili sono sempre collegate alle scuole?

Le squadre giovanili sono affiliate al club o alla scuola. Per esempio, puoi giocare per il tuo liceo e un club locale. Al college fai parte della squadra della scuola (il che significa che puoi ottenere una borsa di studio e rappresentare la scuola), mentre se sei nella squadra del club, questi sono molto meno competitivi e devono pagare per i propri voli, viaggi, tornei ecc.
Il trattamento dipende soprattutto dal college e dalla popolarità del calcio femminile nella specifica località.

si paga per vedere le partite scolastiche?

All’Università dell’Arkansas si paga per vedere le partite del calcio femminile (rendendoci uno sport che procura entrate economiche per la scuola) mentre in Iowa state l’ingresso è libero.

dopo la laurea cosa hai deciso di fare?

Dopo la laurea avevo preso l’impegno di giocare per l’università di Oxford Brookes mentre avrei conseguito i master, ma Soccer Management mi ha contattata per venire in Italia per conseguirlo a Roma. Sapevo che non avrei dovuto perdere l’occasione. Pur sapendo che a 22 anni sarei dovuta uscire dalla mia zona di confort e che avrei dovuto imparare una nuova lingua per perseguire i miei scopi in nome dell’amore per il coaching, ero certa che sarebbe stata la scelta migliore per la mia vita. Certezza maturata dopo la mia esperienza alla scuola superiore in Iowa, dove ho scoperto l’importanza che lo sport ha sulla vita dei bambini (in particolare le ragazze) e sulla formazione che può fornire loro.

cosa ci puoi dire della tua esperienza in Italia?

Ora sono arrivata in Italia. Era chiaro che sarebbe stata una sfida in un mondo completamente nuovo. Il calcio qui è fantastico. Ciò che non mi aspettavo, era di giocare con i ragazzi, cosa che non facevo da quando ero piccola! Al mattino ci alleniamo tutti insieme noi del gruppo SMI, quindi gioco contro maschi della mia stessa età e di paesi diversi… francamente molto più grandi di me!!!! Ed amo questa cosa. È una sfida straordinaria che mi costringe a crescere come giocatrice.

esistono campionati amatoriali ?

Sì esistono anche campionati non competitivi.

hai mai sentito parlare del calcio a 5 indoor utilizzato dai sudamericani per migliorare la tecnica nelle scuole calcio?

Oh, sì! In America lo chiamiamo futsal. Hai ragione, promuove il metodo di insengamento Coerver ed il tika taka. Sono d’accordo che aiuti molto a migliorare la tecnica individuale.

Che differenze ci sono tra il calcio femminile italiano e statunitense?

Per quanto riguarda l’allenamento e il gioco, il calcio femminile in Italia, nel suo insieme, è più intelligente del calcio americano. Direi che in America siamo conosciuti per essere atleti. Sovrastiamo atleticamente i nostri avversari. Corriamo per giorni, calciamo e corriamo, facciamo interventi in scivolata e corriamo, corriamo, corriamo e corriamo. Qui tutti amano il calcio così tanto che si concentrano sullo sviluppo dell’intelligenza tattica del calcio allenando le abilità tecniche già in giovane età. La quantità di allenamenti di calcio in stile Coever, qui, è veramente impressionante! Svolgerlo mi rinfresca!!! Mi ricorda lo stile di allenamento utilizzato dai Colorado Rush, che ci ha procurato un successo incredibile. Proprio come sta portando successo alla mia squadra attuale qui in Italia. Abbiamo vinto ieri sera per 10-0 e stiamo cercando di fare ancora meglio.

perchè hai scelto l’italia come meta di studio?

Ho scelto l’Italia perché il calcio è nel mio cuore e questo paese ne è una patria. Penso che sia un paese meraviglioso e per molti americani è un sogno. Avevo l’obiettivo personale di imparare l’italiano, amo Roma che me lo sta facendo imparare in fretta.

Come pensi che sia visto lo sport femminile nel mondo?

Avendo studiato all’estero, anche in Costa Rica, ho potuto inquadrare le prospettive degli uomini di tutte le parti del mondo e delle più varie culture. Posso quindi dire che nonostante i grandi successi dello sport femminile, dagli uomini e dalla nostra società questi vengono sempre di minimizzati, soprattutto nel calcio.

pensi che venga un po’ oscurato dalla nostra cultura che predilige lo sport maschile?

Purtroppo sì, questo è un limite per l’esperienza, ma l’obiettivo è aumentare la popolarità attraverso la sua pratica ed aumentandone la visibilità! Lo sport femminile è in crescita e sono felice di averti conosciuto perché so che sei una persona che si impegna ne suo sviluppo.

Progetto “Libere di giocare” – Il calcio femminile saharawi

Voglio parlare di questo progetto, perché crei uno spunto di riflessione sul calcio maschile e femminile di periferia.

In un mondo dove sembra sempre tutto dovuto, trovo importante portare rispetto ai campi comunali che permettono a tutti di giocare! Per quanto siano malandati non saranno mai poco confortevoli come la sabbia nel deserto a 40 gradi dove queste bambine giocano e si allenano! 

Trovo importante che si torni a parlare dell’impegno nel volontariato sportivo in Italia, perché sta scomparendo e ciò porterà a morire molte realtà. Da questo pensiero che interessa direttamente il calcio italiano, vorrei parlare del progetto della mia associazione nei campi saharawi e di quanto un piccolo gruppo di volontari possa andare avanti, nonostante le difficoltà che ogni anno si vengono a sommare.

Sostenere questo progetto in Africa, mi ha insegnato come dovremmo ricominciare a sostenere il calcio giovanile italiano, spendere il nostro tempo per loro, perché “Tutti i bambini hanno diritto di giocare”. Il calcio ci sta chiedendo il sacrificio di aiutare a formare i volontari che seguono le categorie giovanili, che saranno il futuro di questa disciplina e nel fare ciò dobbiamo creare opportunità e non sbarramenti.

Ringrazio  College Life Italia per la realizzazione del seguente video, come lo porto alle associazioni sportive/fondazioni/società che ne hanno preso parte- Sport Managment InstituteU.S. Ladispoli femminileRoma Calcio FemminileAsd Trastevere calcio Femminile

(Cliccate sul nome per aprire la pagina!!!) Video realizzato da College Life ItaliaSport Managment InstituteU.S. Ladispoli femminileRoma Calcio FemminileAsd Trastevere calcio Femminile
COS’È il progetto libere di giocare?

“Libere di giocare” è un progetto di sviluppo e diffusione del calcio femminile tra la popolazione musulmana Saharawi (donne, ragazze e bambine) nei campi dei rifugiati ad Al Layoun e Smara. Del progetto se ne occupa la associaione  Tuttimondi,  che lo finanzia attraverso i ricavi del torneo di calcio a 5 femminile “Tuttimondi Cup” che si svolge ogni anno a Praticello di Gattatico (RE). (Edizione 2020 sarà il 6/7 giugno)

Le "nostre" giovani calciatrici di Smara

Pubblicato da Tutti Mondi su Martedì 15 marzo 2016

PERCHÉ UN PROGETTO DI COOPERAZIONE internazionale….. SPORTIVO ?

Tuttimondi è una associazione a promozione sociale che utilizza, oltre ai mezzi classici, lo sport come veicolo per lo sviluppo sociale e per diffondere i propri valori ed ideali di solidarietà ed integrazione.

Come sostiene la fondatrice del progetto: “Non di solo pane vive l’uomo”. Gli aiuti umanitari e lo status di rifugiati garantiscono ai Saharawi tutto ciò che è necessario alla loro sopravvivenza in pieno deserto del Sahara, ma è altrettanto vero che ciò non è sufficiente a rendere la vita di centinaia di migliaia di persone degna di questo nome. 

Ma saranno dolci? Grazie Shaba Faragi per questi video!!

Pubblicato da Tutti Mondi su Martedì 15 marzo 2016

cosa chiedono i saharawi, cosa può rendere la loro vita più dignitosa?

I Saharawi chiedono di poter impiegare il loro tempo positivamente a favore della famiglia e della comunità attraverso un lavoro, ma allo stesso tempo di poter avere occasioni di svago e di mantenersi in salute.

Per questo, da anni dall’Italia forniamo sostegno nello sviluppo e consolidamento del loro sistema sportivo: Tuttimondi, il CISP, la regione Emilia Romagna, Uisp, Jaima Saharawi, El Ouali, Kabara Lagdaf ed una fitta rete di altre associazioni ed amministrazioni locali lavorano a tal scopo fin dal 2007, dividendo i compiti in base alle competenze ed ai mezzi a disposizione.

Libere di giocare
e quali sono i bisogni delle donne?

Le donne chiedono opportunità di maggiori emancipazione ed autodeterminazione.

La associazione Mujeres Saharauis UNMS è una tra le più attive su questi temi.

 

Di cosa si occupa l’associazione Tuttimondi in questo progetto?

A Tuttimondi è affidato il compito di collaborare con le allenatrici locali per far crescere il movimento del calcio femminile, in risposta alle sollecitazioni giunte dalle donne di ogni età . Perciò le bambine chiedono di praticare lo sport che amano, senza discriminazioni, mentre le ragazze chiedono di non perdere la loro rete di amiche nel rispetto dei doveri in ambito domestico e di acquisire la libertà di continuare a giocare a calcio, allorché le donne chiedono di fare movimento, in tutela della propria salute, prevenendo molti disturbi legati all’ipomobilità. Infine, le istruttrici, diventando allenatrici, vedono in prospettiva la speranza di poter diventare professioniste.

(Vedo una certa analogia con il calcio femminile italiano)

Munich Irish Rovers FC Ladies
Roma Femminile
Universidad de Los Lagos

Riprenderò l’argomento nei prossimi articoli. Ciao.

Calcio femminile U12: Bibbiano San Polo

Articolo estratto dal sito internet della Società Bibbiano San Polo a cura di Lorenzo Chierici. Potete seguire le ultime notizie della squadra anche sulla pagina facebook della società.

🏴󠁧󠁢󠁳󠁣󠁴󠁿 Le ragazze dell’ASD Bibbiano SAN POLO, che da quest’anno ha avviato la propria scuola calcio femminile. Nelle immagini di Lorenzo Chierici, gli allenamenti delle giocatrici e il punto dei tecnici Elisabetta Ravaglia e Davide Randazzo.❗️Della squadra femminile del Bibbiano San Polo ne abbiamo parlato nell’ultima puntata di #91minuto su Telereggio! Oggi la replica della trasmissione alle 15!📰 Qui il link dell’articolo su Reggionline!https://www.reggionline.com/bibbiano-san-polo-le-ragazze-del-calcio-femminile-bilancio-positivo-video/

Pubblicato da 91 Minuto – Telereggio su Mercoledì 13 novembre 2019

C’è davvero molto entusiasmo sul campo Lapi Plast di Barco di Bibbiano, dove 21 ragazzine del Bibbiano San Polo si stanno allenando con grande entusiasmo ogni settimana. A due mesi di distanza dall’Open Day, durante il quale tante ragazzine hanno deciso di provare questa nuova attività sportiva, l’adrenalina è ancora altissima e molte ragazze della società della Val d’Enza stanno vivendo sul campo, molte di loro per la prima volta, l’esperienza di uno sport di squadra.
“Quasi tutte coloro che hanno fatto la prova in occasione dell’Open Day hanno aderito al nostro progetto, il primo di calcio femminile in tutta la Val d’Enza – ci spiega Elisabetta Rabaglia, allenatrice e tra i promotori dell’iniziativa assieme a Fabio Allodi e a Gianni Delrio – Ora abbiamo davvero un numero importante di bimbe, ben 21, di età diversa: la più grande è infatti una 2006, mentre la più piccola è una 2012”.
Queste giovani atlete si stanno però allenando senza fare ancora gare di campionato?
“Non è proprio così. Prima di tutto ci rende orgogliosi il fatto che si sia formato un gruppo di amiche, una squadra vera; le bimbe, infatti, arrivano al campo per giocare a calcio e per divertirsi con le altre atlete e questo è fondamentale, trattandosi di ragazzine che non hanno mai vissuto la realtà di uno sport di squadra. Tra loro c’è grande sintonia e questo, considerando che le ragazzine coinvolte hanno età molto diverse, è un elemento al quale noi allenatori non siamo abituati, avendo vissuto esperienze sul campo coi maschi dove al massimo si uniscono i ragazzi soltanto di due anni. Tornando alle competizioni, le ragazze più grandi stanno disputando il campionato Pulcini 2009 a 7 della Figc, ovviamente assieme ai maschi del Bibbiano San Polo, mentre le piccoline, che sono comunque un buon numero e sono sempre presente ad ogni allenamento, parteciperanno ai cinque raggruppamenti della Federazione all’interno dei quali giocheranno contro le 2011 di altre società, in modo da avvicinarle ai campionati, consentendo loro di crescere”.
A tal proposito ci sarà il primo raduno regionale il prossimo 24 novembre a Collecchio…
“Sì, infatti, il 24 novembre parteciperemo al primo raggruppamento regionale, interamente femminile, che faremo appunto a Collecchio assieme alle ragazzine di Parma e Rapid Viadana, un’esperienza che permetterà alle nostre atlete di crescere attraverso il confronto con altre realtà”.
Com’è stato invece l’impatto coi maschi per le ragazze più grandi?
“Positivo, si sono perfettamente integrate. E’ ovvio che i maschi abbiano una fisicità diversa e magari siano già più impostati, ma gara dopo gara le nostre atlete aggiungono sempre tasselli positivi alle loro esperienze. Loro stesse, per prime, si rendono conto dei miglioramenti che stanno acquisendo di partita in partita e sono soddisfatte”.
A gestire il progetto sul campo ci siete in tre: tu, Davide Randazzo e Carlotta Tedeschi…
“Sì, io e Davide siamo sempre sul campo, mentre Carlotta, che era un’ex giocatrice della Reggiana femminile, viene a darci un amano un giorno a settimana”.
La grande eco dei Mondiale femminile di calcio è stata un elemento che ha attratto le ragazze?
“La spinta, grazie alla quale siamo riusciti ad avere 21 ragazzine, al di là della qualità del nostro progetto, è arrivata senz’altro anche dal messaggio promozionale per il calcio femminile diffuso dai recenti Mondiali, che hanno certamente dato visibilità e lustro a una realtà già esistente, per la quale serviva però uno sprone di quel tipo. Molte ragazzine, infatti, si sono appassionate al calcio grazie ai Mondiali e alla grande carica trasmessa dalle ragazze della nostra Nazionale”.
Il fatto che la reggiana Milena Bertolini sia il ct azzurro ha aiutato indirettamente il vostro progetto?
“Sì, assolutamente. Tra l’altro il fatto che Milena sia il ct della Nazionale è motivo d’orgoglio per tutti noi, giocatrici e allenatori. I nostri tanti sforzi profusi fino ad oggi per potenziare e dare visibilità al calcio femminile vengono gratificati da una figura come quella di Milena, che per noi reggiani deve rimanere un fulgido esempio da seguire per tutto ciò che ha fatto e che sta facendo per questo movimento”.
Credi che il calcio femminile in Val d’Enza possa crescere ancora?
“Assolutamente sì, come sono convinta che possa crescere, in generale, tutto il movimento femminile, non solo in Val d’Enza. Nella nostra realtà siamo partiti quasi per gioco, senza alcuna certezza sul fatto che il progetto potesse realmente prendere forma e invece, nel giro di poche settimane, l’iniziativa ha preso piede e siamo arrivate a 21 bimbe. Altre realtà si stanno muovendo in tal senso, ma ritengo sia fondamentale per la crescita del calcio femminile che arrivino sollecitazioni anche dall’esterno”.
Chiudiamo con un tuo sogno nel cassetto…
“Arrivare a disputare un campionato tutto femminile e se la Federazione ci aiuterà, come credo, sono assolutamente convinta che tale obiettivo possa essere raggiunto in tempi non lunghi. L’entusiasmo c’è, non solo nel Bibbiano San Polo, ma anche in altre realtà e sarà proprio questo entusiasmo il motore che farà crescere il calcio femminile nel nostro Paese”

Una squadra nata per la lotta al femminicidio: Bassa Parmense

Parliamo con il Direttore Sportivo Cofano TITO dell’A.D.G.S.  Bassa Parmense Calcio di come è nata una squadra Under 10 femminile a Trecasali, quale spirito muova questa società e che valori porta con se.

 

Come nasce nel territorio della Bassa Parmense una squadra di giovani calciatrici?
Tutto ha inizio 3 anni fa grazie ad un progetto coltivato insieme all’assessore alle Pari oppurtunità del comune di SissaTrecasali. Egli al primo incontro ci ha comunicato l’esigenza dell’amministrazione di presentare un progetto che sottolineasse l’impegno nella lotta contro il femminicidio. Assieme al nostro Direttore Sportivo arrivammo all’idea di una creare di una squadra femminile che portasse con se questo valore. Si decise di non optare per una squadra di adulte, perché sembrava una scelta poco originale dato che il territorio provinciale ne è pieno, ma di puntare su un percorso di crescita di ragazze più giovani. Grazie all’appoggio dell’amministrazione comunale riuscimmo ad arrivare agevolmente nelle case dei concittadini per informarli della splendida iniziativa.
Sì, tutto il mondo del calcio femminile è sensibile al tema del femminicidio, esistono diverse iniziative legate alla giornata mondiale contro la violenza, ma sicuramente se a vestire la maglia dell’anti-violenza sono delle bambine l’impatto è ancora più potente.
Bassa Parmense e Parma Calcio Femminile
Sposo a pieno il vostro messaggio! la mia associazione Tuttimondi fa dello sport un mezzo per la lotta alla violenza ed alle differenze di genere. Organizziamo un torneo dove richiediamo espressamente di indossare maglie che sensibilizzino verso questi temi e Trovo rassicurante che ci siano molte squadre che lottano insieme a noi per maggiori diritti e maggiori tutele. anche le varie federazioni non sono di certo indifferenti a questo tema.
Ma torniamo alla squadra, nell’anno del debutto quante ragazze aderirono al progetto?
Nel Settembre 2017 le bimbe che aderirono furono 7, fummo felici di questo primo risultato ed iniziammo la nostra avventura.  Dopo pochi mesi arrivammo ad avere 11 atlete.
Andò tutto liscio o ci furono dei problemi?
All’inizio non fu facile. Non riuscivamo ad avere un mister fisso, perché gli allenatori maschi non credevano (e tutt’ora non credono) troppo nella nostra scommessa e trovare una mister donna non risulta cosi facile.
Si figuri che io alleno insieme a 3 donne di cui 2 laureate in Scienze Motorie. A volte la vita è fatta di occasioni… per questo mi spendo molto per il dialogo e la condivisione di esperienze. a volte non trovare la persona giusta si tratta solo di un incontro mancato. Ma mi dica, poi avete risolto questo problema?
Ad un certo punto, una Mamma di una nostra giocatrice si offrì volontaria ed insieme al nostro direttore portò avanti la stagione. Ma penso che nella stagione successiva, la 2018-2019, che avvenne vero miracolo…
Cosa successe nel 2018?
Nel 2018, rimasero in 7. Grazie alla super Mamma di cui parlavo, che si chiama KATIA TONNA, le bimbe non si arresero nonostante fossero poche e continuarono a giocare.
Cercando di resistere, le proposi la sfida di guidare una squadra MISTA composta da 7 femmine e 12 maschietti. Accettò e da questo punto in poi si ebbe un grosso cambiamento positivo.
una mamma come mister???
Posso dire di essere orgoglioso di aver avuto questa idea, perché KATIA non solo si dimostra un OTTIMO MISTER, ma riesce con DELICATEZZA e PREMURA a dare ed infondere PASSIONE nelle cose, come solo una DONNA è in grado di FARE e DONARE.
Quindi, mi sta dicendo la figura dell’allenatore va oltre gli aspetti tecnico-tattici…

Ci tengo a sottolinearlo: chi ha la volontà e la capacità di capire, da tutto ciò può imparare qualcosa! Io personalmente, dopo anni vissuti nel mondo del calcio, grazie a questa nuova esperienza ho imparato ha guardare questo sport con un occhio diverso. Il gioco del pallone non è fatto solo di fame e soddisfazioni sportive, ma è anche fatto di sensazioni, rispetto e tanto amore per quello che si fa, cercando di farlo non tanto per soddisfare se stessi quanto per donare emozioni felici a chi lo vive con noi. Quindi, mi sta dicendo la figura dell’allenatore va oltre gli aspetti tecnico-tattici…

belle parole, ma questo metodo è efficace per creare un gruppo?

Certamente, questo metodo di allenare è miracoloso per la costruzione di un gruppo! Nella stagione corrente 2019-2020 siamo arrivati ad avere 22 bambine. Il loro entusiasmo è contagioso per tante altre bimbe, che arrivano, provano e poi amano fin da subito tutto.  Come dicevo prima, il merito è di KATIA. Sa di avere molte doti fondamentali per mantenere unita la squadra e per essere seguita da delle bambine. Però sa anche di non avere le migliori competenze tecniche,  così ci insegna un’altra cosa: l’umiltà di chiedere aiuto nelle cose dove è meno competente.  Così la facciamo affiancare da uno dei nostri migliori istruttori di scuola calcio per essere supportata negli aspetti che non conosce. Dimostra tenacia e non si accontenta, così si iscrive a corsi tecnici per migliorare e rimanere al fianco della propria creatura, come farebbe ogni Mamma.

Valuta quindi positivamente questo progetto?
Siamo felici di aver intrapreso questa avventura e speriamo che possa durare e crescere sempre più; anche se un giorno disgraziatamente tutto dovesse finire saremmo felici lo stesso per ciò che ci ha dato e insegnato QUESTA SQUADRA, che allo stesso modo non ce lo avrebbe mai INSEGNATO NESSUNO.
 
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 2010-torneo-coltaro-2019-300x225-1.jpgVorrebbe ringraziare qualcuno in particolare?
Grazie Katia a TE e alle TUE RAGAZZE per averci donato:
PASSIONE-FRATELLANZA-COLLABORAZIONE-UNIONE-DIVERTIMENTO.
mentre io ringrazio lei per la disponibilità. la saluto sperando di incontrarci un giorno in campo per condividere emozioni ed ideali comuni attraverso lo sport.

Per maggiori informazioni: sulla società Bassa Parmense:  https://www.bassaparmensecalcio.it/

Allieve CSI Reggio E.: Ascoltiamo il capitano dell’Atletico Castellazzo

Campionato Allieve CSI di Reggio Emilia:

Si tratta di un campionato di calcio a 9 rivolto alle ragazze delle annate dal 2004 al 2008.

Il campionato prevede un girone unico con gare di andata e ritorno che si svolgono da ottobre a marzo.

Al campionato attualmente partecipano 6 squadre (clicca sul link per vedere la loro pagina ufficiale):

Per capirne di più, facciamo 2 chiacchiere con Lisa Catellani, capitano dell’Atletico Castellazzo (fonte http://atleticocastellazzo.it/?p=1843)

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 74927895_2450847478467025_6537106663084654592_n.pngLa prima domanda è una curiosità, anche per conoscerti meglio, quando hai capito che volevi giocare a pallone ? e come/dove hai iniziato ?
Ho iniziato a giocare a calcio in quarta elementare, a 9 anni.
Cominciai ad interessarmi al calcio l’estate tra la terza e la quarta.  Al Grest vedevo tutti i giorni i bimbi giocare a pallone e non capivo perché lo trovassero così interessante e li rimanevo a guardare.
Un giorno un educatore mi convinse a provare.
La mia preoccupazione era che i bambini erano tutti maschi e pensavo non mi avrebbero mai trattata come loro.
Fatto sta che inizia la stagione calcistica e i miei decidono finalmente di iscrivermi in una squadra vicino casa: a.s.d. Virtus Cibeno, pulcini 2005. Anno 2014/2015 inizia la mia carriera calcistica.
Cos’è il calcio per Lisa Catellani ? Quanto è importante per te giocare a pallone ?
Cos’è il calcio per me? Beh innanzi tutto direi che il calcio è il mio momento personale di sfogo e di divertimento.
Mi permette di concentrarmi su un unico obiettivo non lasciando spesse volte spazio per le preoccupazioni della giornata.
Infine il calcio è anche fare gruppo. Con alti e bassi, è vero, ma comunque un gruppo fondamentale.
Perché è così: niente gruppo, niente squadra. Niente squadra, niente calcio.

Oltre al calcio hai altri Hobbies, passioni ?
Sì, credo. Mi piace suonare la tastiera.
Diciamo che imparare da autodidatta è stato più difficile del previsto, ma più o meno qualche nota ora la so mettere insieme.

Il ricordo più bello e il ricordo più brutto legato alla tua carriera calcistica ?
Il ricordo più bello legato alla mia carriera calcistica è sicuramente stata la convocazione al provino per la squadra rappresentativa UISP Modena maschile.
Con questa squadra ho giocato contro squadre fortissime, ad esempio Modena, Atalanta, Chievo e Hellas Verona…
Per quanto riguarda il momento più brutto non saprei come rispondere. Anche qui sono stati presenti alti e bassi, ma sicuramente nulla di tragico.

Quest’ anno l’ esperienza con l’ Atletico Castellazzo, un bilancio di questi primi tre mesi in rossoblu. Quali differenze hai trovato passando da una società come il Carpi all’ Atletico ?
Sicuramente la considerazione e l’impegno della società nei confronti delle giocatrici.

Sei il nostro capitano, cosa significa per te indossare quella fascia ?
Essere il rappresentante in campo della squadra ed assumermi la responsabilità di chiedere chiarimenti.
Significa anche portare avanti la squadra ed essere un “punto di riferimento”.

Come hai preso la notizia della collaborazione con la Torres Femminile ? Conoscevi la storia di questa squadra ? Credi possa essere una cosa positiva ?
Sinceramente non la conoscevo per niente, ma mi sono affrettata ad informarmi.
Penso che sia una cosa positiva soprattutto per quanto riguarda il percorso di crescita delle ragazze, ma anche della società.

Due partite di campionato una bella vittoria ed una sconfitta, dove credi potete arrivare a fine anno ? l’obbiettivo del capitano qual’ è ?
Penso che se continuiamo ad impegnarci potremmo raggiungere diversi obiettivi.
Vorrei arrivare in alto in classifica, ma questo dipenderà da noi.
Obiettivo del capitano? Beh, non ho un vero e proprio obiettivo in realtà, cerco di aiutare le ragazze in campo e di incoraggiarle un po’ prima della partita.
Stessa cosa che fanno loro con me.

Cosa ci dici dello Staff ? Ti trovi bene con il Mister e gli altri ? pregi difetti ?
Vedo molto impegno da parte dello Staff verso il settore femminile.
Devo davvero dire complimenti. Gli anni scorsi non ho notato molto interesse da parte delle società verso le squadre nelle quali ho giocato.
I Mister mi piacciono, si vede che hanno voglia.

Al momento sei il capocannoniere della squadra, fare gol è necessario per a partita perfetta o dai più peso ad altre cose ?
Sicuramente segnare è importante per portare a casa una vittoria, però ritengo opportuno dare valore anche al fatto di avere giocato bene e di aver compiuto azioni pericolose, dunque di avere messo in seria difficoltà le avversarie.

Ora un po’ di domande a raffica !! Tifosa di che squadra ? (Atletico a parte)
Non mi ritengo una vera e propria tifosa. Semplicemente simpatizzo per la Juventus Women.

Musica preferita ?
Ascolto un po’ di tutto, ma ciò che prediligo è la musica classica.

Piatto preferito ?
Pizza pomodorini e bufala.

A scuola cosa ti piace e cosa proprio non sopporti ?
Le mie materie preferite sono biologia e Scienze Tecnologie Applicate (STA).
Una o due materie che proprio non mi vanno a genio sono fisica e tecniche di rappresentazione grafica sui CAD.

Per finire , il futuro …come vedi il futuro di Lisa nel calcio ? …noi speriamo sempre in rossoblu per tanti tanti anni a venire.
Mah, spero comunque di continuare a giocare in un gruppo così e di poter migliorare sempre di più.

Calcio femminile giovanile: Under 12

Ingresso in campo Parma U12 – Bibbiano San Polo U12

Il movimento del calcio femminile sta crescendo e sempre più bambine chiedono di giocare!

Vorrei ribadire e ripetere: I BAMBINI E LE BAMBINE VOGLIONO GIOCARE.

Mi raccontava Cristina Romanini (Parma) di una ragazzina che sarebbe dovuta entrare nella squadra under 10. Rifiutò perché la squadra di quella annata non partecipa ancora a nessun campionato. Alla proposta di fare solo allenamenti, ella rispose di voler tornare nella squadra del suo paese per GIOCARE assieme ai maschi.

Sembra banale, ma il nostro ego competitivo spesso ci impedisce di riconoscere l’essenza del calcio: è un GIOCO e per questo va GIOCATO.

Tantissime squadre (soprattutto in ambito maschile) fanno pesanti selezioni già tra i pulcini. Nel farlo, guardando solo il qui ed ora e dimenticandosi della prospettiva, non si rendono conto che con la crescita e lo sviluppo le caratteristiche possono subire notevoli cambiamenti.

Oltre al fatto che questo comportamento spinge i ragazzi apparentemente meno dotati all’abbandono del calcio, è immensamente diseducativo sia dal punto di vista della crescita individuale che di quella sportiva. Non potendosi confrontare con compagni dalle diverse capacità, questi perderanno l’occasione di imparare a rapportarsi con la differenza. Rischiano così di perdere il senso unitario di squadra, dove le capacità del singolo devono essere messe a disposizione del benessere collettivo del gruppo.

Per iniziare con il piede giusto per far crescere il movimento del calcio femminile, occorre perciò raccogliere i frutti dell’esperienza acquisita e riflettere sugli errori commessi.

Seguendo il triangolare tra Parma, Bibbiano San Polo e Rapid Viadana mi sono reso conto del fatto che le ragazze si sentissero a proprio agio. a giocare tra femmine. 

Nonostante ci potessero essere delle differenze in campo dal punto di vista fisico e della preparazione tra le squadre, a mio si sono divertite molto. 

Si spera che le pioniere possano fare da traino per tutte le nuove squadre che inizieranno questo percorso.

Link utili:

http://parmacalcio1913.com/category/femminile

http://www.asdbibbianosanpolo.it/

https://www.facebook.com/POL-RAPID-Viadana-1956159651095349/

Calcio a 5 femminile giovanile: Punti chiave

Sulla base della mia esperienza vorrei elencare quelli che penso siano i punti fondamentali da affrontare per chi inizia ad allenare delle giovani ragazze:

  • Essere autorevoli e non autoritari!

Allenare le ragazze richiede pazienza, equilibrio e la cura della comunicazione è molto importante. Per esempio, quando durante le fasi di gioco esse appaiano distratte o spaesate, per richiamare l’attenzione si tende ad urlare ordini ed osservazioni. Le nostre indicazioni possono essere utili nel momento in cui il richiamo riesce a suggerire in maniera tempestiva il comportamento da correggere. Spesso però, soprattutto se le giocatrici non hanno molta esperienza, potrebbero non comprendere e confondersi andando nel pallone. Una serie di indicazioni troppo lunga potrebbe essere difficile da capire. Meglio poche istruzioni, chiare ed essenziali date al momento giusto. Se siete soliti alzare la voce in campo, ricordate che le donne non lo gradiscono; non reagiscono immediatamente, accusano il colpo ed elaborano conservando il ricordo! Quindi cercate di essere il più autorevoli possibile senza cadere nell’autoritarismo o le giocatrici di punto in bianco potrebbero lasciare la squadra. Le ragazze praticano sport sopratutto per divertirsi!

  • Giocare facile!
    Per quanto sia possibile, soprattutto nelle giovanili, occorre insegnare la costruzione di azioni in cui la portatrice di palla venga aiutata dalle compagne che si fanno vedere in posizioni dove il passaggio sia facile da eseguire e da ricevere. Purtroppo, i nemici principali del passaggio facile sono:
    1. La scarsa reattività;
    2. La lentezza di impostazione;
    3. La forza mal dosata; 
    4. Il pressing degli avversari e la difficoltà di dribblare.

Quando si è alle prime armi, spesso si incontrano tutte queste difficoltà e solo con tanta sofferenza si riesce ad uscire dalla propria trequarti cercando di concludere un giro-palla. Di conseguenza, si cade nella tentazione di giocare palle lunghe. Il gioco “lungo” cerca di risolvere il problema di venire “schiacciati” dagli avversari, ma nasconde delle insidie:

    1. Richiede corse lunghe e ripetute che nel lungo periodo porta ad essere più stanche delle avversarie;
    2. Chi calcia deve possedere una buona tecnica di lancio, perchè deve essere preciso, per non consegnare il pallone alle avversarie ed evitare corse inutili;
    3. La giocatrice che riceve deve avere un buon controllo o si rischia che perda la palla;
    4. Riduce il tempo di possesso palla e dell’azione, ciò significa che si corre di più ed in un minor tempo si restituisce palla agli avversari aumentando il numero dei loro attacchi.

Tante squadre nel calcio e calcio a 5 femminile si affidano ai lanci, senza avere padronanza della tecnica, concludendo buona parte delle azioni con la palla persa. In certi momenti sembra di vedere il football americano giocato con i piedi.

  • Si difende tra l’avversaria e la (propria) porta!

Sottotitolo: Se si perde palla non si sta ferme in attacco ma si ritorna in difesa!

Come verrà recuperata la palla persa?
 
  • Chiarire chi è la propria avversaria! 

Prima di sperimentare altri tipi di difesa, consiglio di iniziare dalla difesa a uomo. Una ragazza deve avere chiaro chi sia la propria avversaria ed imparare a non farsi sorprendere dai suoi movimenti.  Per iniziare, quindi, è meglio dar loro un avversario fisso, assicurarsi che gli sia chiaro come marcarlo e sappiano muoversi insieme a lui per tutto il campo. Solo quando si avrà maturato sufficiente consapevolezza si potranno introdurre altri elementi come scalare o scambiarsi le marcature, che implicano la visione degli spazi lasciati vuoti.

Qual è la mia?
  • Chi bella vuole apparire un poco deve soffrire!

Con tutta la fantasia possibile per cercare di renderlo piacevole, occorre allenare atleticamente le ragazze, soprattutto se questo è il primo sport che praticano in vita loro. Nel femminile, una migliore condizione atletica sovrasta una migliore preparazione tecnica a parità di esperienza. In tutto ciò, mi sento di consigliare di affidare la preparazione atletica a chi ha studiato e sa gestire carichi di lavoro differenziati, anche individuali, per non provocare infortuni su ragazze giovani. La mia fortuna è di essere in staff con due ragazze che hanno studiato Scienze Motorie e hanno sempre ottimi consigli per adattare gli allenamenti in funzione delle condizioni fisiche delle ragazze, riducendo considerevolmente il rischio di traumi.

Calcio femminile giovanile: Al via i campionati!!!

L’anno scorso si sperimentava la prima Regional Cup UISP di calcio a 5 femminile giovanile in Emilia Romagna con la formula dei concentramenti provinciali. A rappresentare il territorio parmense c’era il team Vallinbici guidato dal mister Mariani.

Un primo importante passo per esaudire il sogno del mister è stato compiuto: sabato inizierà il campionato regionale!

Verrà comunque presentata la seconda edizione della Regional Cup, aperta anche ad altre squadre che volessero partecipare ad un solo concentramento.

Ecco svelato il calendario delle prime partite:

Calendari campionati calcio a 5 femminile giovanile UISP

 

Anche la FIGC non è da meno!

Il 24 novembre, partirà la prima fase a gironi del torneo sperimentale FAIR PLAY WOMEN’s.

L’obiettivo è creare campionati giovanili femminili, per squadre under 12  che oggi militano nei campionati misti. Si pensa così di ridurre il fenomeno dell’abbandono da parte delle atlete più giovani. (già esistono campionati under 15, under 17 e under 19 solo femminili.)

 

Il Torneo prevede:

I° TURNO: 24 Novembre 2019

II° TURNO: 7 Dicembre 2019

III° TURNO 12 Gennaio 2020

Festa finale Febbraio 2020 (per tutte le squadre partecipanti)

Ovviamente non vogliamo dimenticare il campionato ALLIEVE (annate 2004-2008) di calcio a 9 organizzato dal CSI di Reggio Emilia, che già da qualche anno permette la crescita sportiva delle giocatrici nell’età adolescenziale. Il campionato è già iniziato e dopo 2 giornate in testa c’è il Nubilaria al comando a punteggio pieno seguito dall’Arsenal di Cadelbosco Sopra (Calendario sul sito e sulla APP del CSIRE).

Credo che si stia lavorando bene e con la giusta visibilità si otterranno risultati ancora migliori.

Foto della partita tra G.S. Arsenal e Atletico Castellazzo

Link utili per maggiori informazioni:

http://www.figc-dilettanti-er.it/comunicati/2019

https://www.csire.it/albo/risultati-calendario-classifiche-squadre.html?q=cal

http://www.uisp.it/emiliaromagna/calcio/comunicati