Diretta Bagnolo C5 Femminile: Interviste a Giusy Faragò, Massimiliano Bellarte e Lara D’Amato

Un bel pomeriggio all’insegna del futsal quello che è andato in scena sulla pagina instagram del Bagnolo calcio a 5 femminile.
Ormai sta diventando un appuntamento fisso, il ritrovarsi a parlare di questo sport che appassiona tutti noi.

GIUSY FARAGò

Ospite di Mister Orlando d’Alsazia è stata per prima il pivot della Cà Rossa Bagnolo Giusy Faragò che ci ha spiegato cosa ha voluto dire per lei passare dal calcio a 11 al Futsal e in che modo è diventata subito una pedina importante del Bagnolo.

massimiliano bellarte

Il vero protagonista è stato senza dubbio Mister Massimiliano Bellarte attuale allentore dell’Acqua & Sapone, che di certo non ha bisogno di presentazioni, con il quale si è discusso di molte argomentazioni, come ad esempio la differenza tra allenare una squadra maschile da una femminile, fino ad arrivare al tema delicato dei settori giovanili.
Interessante anche il suo discorso sul collettivo di ogni squadra e i vari metodi di allenamento che ha condiviso con noi, insegnandoci molto nel tempo che ha messo a nostra disposizione.

LARA D’AMATO

Concluso con Lara D’Amato giocatrice del Pelletterie, squadra toscana che milita in serie A e della nazionale slovena, che ci ha raccontato alcuni aneddoti della sua carriera, partendo dai ricordi d’infanzia grazie ai quali si è avvicinata al calcio fino ad arrivare ai giorni nostri, che la vedono protagonista di questo mondo de futsal femminile dove ha riscosso grandi consensi in ogni squadra nella quale ha militato.

Giusy Faragò

Giusy, come hai deciso di passare da una squadra di Serie A del calcio a 11 al calcio a 5? Quali sono state le principali difficoltà?

Ho preso questa decisione per ragioni lavorative. In molti pensano che il futsal sia uno sport per vecchi, ma mi sono presto resa conto che è tutto il contrario dove è molto importante la corsa dinamica. 

Sicuramente non ero abituata a seguire l’uomo, dato che a Sassuolo si prediligeva un gioco a zona… ho dovuto imparare alla svelta un sacco di schemi, che mi hanno fatto capire che questo è uno sport completamente diverso. Dal punto di vista tecnico non ero abituata al gioco di suola.

Comunque le compagne mi dicono che mi sto adattando e sto imparando ad essere una calciatrice di futsal.

in questo periodo di quarantena continui ad allenarti?

Certamente, anche se non è possibile fare tutto quello che si faceva in palestra, il nostro preparatore ci ha dato una scheda con allenamenti atletici che riesco a svolgere in casa ed in giardino.

Qual è stato il momento più emozionante della tua carriera calcistica?

La promozione in serie A con il Sassuolo.

Massimiliano Bellarte

cosa pensa bellarte di questo periodo di fermo dettato dall’epidemia di corona virus?

Prima di tutto bisogna pensare alla salute. Scherzando posso dire che subisco il fatto di essere a “cottimo” e questa condizione mi pesa. Sicuramente occorrerà capire fino a quando si protrarrà lo stop delle attività, anche se molti pensano che il campionato sia finito. Io vorrei essere ottimista; se si adottasse la formula dei playoff in un mese di partite si potrebbe terminare il campionato. Ovviamente per la mia squadra che sta lavorando da casa per il mantenimento della forma fisica con esercizi di forza e corsa, occorrerebbero un paio di settimane di allenamenti in campo per essere sufficientemente preparati a riprendere.

Purtroppo per tutte le squadre temo delle ripercussioni economiche per l’anno prossimo.

da allenatore quali sono le principali differenze tra calcio a 5 femminile e maschile?

Da allenatore non ho mai cambiato il mio metodo, ho mantenuto la stessa intensità ma a velocità ridotte. Le donne si rendono molto più disponibili a lavorare insieme per correggere gli errori se sai essere un loro punto di riferimento. Riescono a dimostrarti che sei importante per loro. Ovviamente ho avuto anche la fortuna di avere ragazze che comprendevano il futsal e lo sapevano mettere in pratica.

come hai deciso di diventare allenatore?

Ero un giocatore di livello regionale. Ho iniziato prendendo il patentino a 25 anni ed ho allenato per la prima volta una squadra femminile nel torneo sperimentale regionale. 

Nel 2004 allenavo, studiavo all’Università di Roma e facevo il lavoro da rappresentante. Ebbi un incidente mentre lavoravo come rappresentante e quando mi ripresi dal trauma decisi di intraprendere (forse in maniera incosciente) questa carriera, che a dire il vero è molto precaria e per la quale occorre grande passione per continuare.

In cosa sta la passione per un allenatore?

La grande passione sta anche nel mantenere un cammino di crescita individuale cercando di continuare a formarsi. Non penso sia sufficiente partecipare ai corsi federali che gettano solo le basi, occorre muoversi e partecipare ad incontri con altri allenatori per rimanere sempre informato. Un ottimo strumento può essere anche il portale di Futsal Way, dove 250 allenatori si confrontano guardando insieme gli esercizi e proponendo varianti. Trovo giusto che un allenatore debba approfondire il proprio cammino basandosi sul proprio stile di gioco, mentre degli stage istituzionali rischiano di diventare troppo “standard” e farti perdere la personalizzazione del gioco

quali sono gli elementi essenziali dei tuoi allenamenti?

Io credo molto negli allenamenti individuali. Se un giocatore riesce a diventare completo sia nelle caratteristiche di attacco che in quelle difensive la tattica di squadra diventa solo un corollario.

Un aspetto che spesso viene trascurato dagli allenatori è di fornire un corretto peso cognitivo emozionale agli esercizi.

Quali skill deve acquisire un allenatore?

L’allenatore deve saper manipolare gli allenamenti per adattarli ai problemi che i giocatori saranno chiamati a risolvere durante la partita che stiamo preparando. Sono quindi contrario a mostrare video ai miei giocatori, ma sono io che dalla analisi dei video devo tradurli in allenamento ricreando le situazioni che si troveranno ad affrontare. Vedo l’atto di mostrare immagini come una scusa per scaricare l’allenatore da certe responsabilità. Inoltre se un allenatore è un bravo comunicatore, può esprimere meglio in allenamento quanto in molti cercano di vedere in amichevole.

Quale può essere un errore da parte di un allenatore?

Molti allenatori cercano proporre esercizi complicati, ma io dico di essere prudenti perché il rischio è che le regole che tu dai possano spostare l’attenzione sulle regole e non affrontino adeguatamente le problematicità della partita che stai preparando. In questa capacità di manipolare i contesti sta la bravura dell’allenatore.

Un elemento che mi piace molto è allenare il corretto uso del portiere di movimento e come difenderlo. Mi piace utilizzarlo anche in altri contesti oltre che nel classico ultimo minuto.

una curiosità: perchè fa i time out da seduto?

Se guardate le partite di basket tutti i time out vengono fatti da seduto. Questa posizione aiuta a ristabilire la calma che è fondamentale nel momento in cui decidi di spezzare l’azione. Per i bambini è molto efficace comunicare con loro da seduto per riportare tutto alla loro altezza.

Parlando di bambini, cosa pensa del futsal giovanile?

Secondo me in Italia abbiamo principalmente 2 problemi:

Il primo, dal mio punto di vista mancano dirigenti formati per avere 6-7 gruppi di bambini di età diverse e che sappiano scegliere i formatori adatti.

Il secondo, mancano formatori all’altezza, perché facendolo magari come secondo lavoro spesso non si cura la formazione personale per riuscire a trasmettere dei contenuti adeguati, sia a livello sportivo che individuale.

Il futsal giovanile avrebbe molta più approvazione rispetto al calcio da parte dei genitori essendo uno sport indoor.

Lara D’Amato

LARA D’AMATO

Conosciuta a Bagnolo per aver partecipato a 2 allenamenti durante gli stage 3 anni fa, prima di andare a Porto San Giorgio ed in seguito a Salerno.

cosa fa lara in questo periodo?

Continuo ad allenarmi anche da casa, soprattutto cardio… poi ho una cyclette…

Quali squadre hai visto meglio nel tuo campionato?

Sicuramente Città di Falconara. Poi sicuramente Salinis e Montesilvano. Ovviamente il Kick Off è sempre a lottare tra le prime.

Qual è il gol che porti più nel cuore?

Il gol in nazionale (slovena) contro la Slovacchia.

qual è stata la delusione più grande?

Iniziare a giocare per la nazionale italiana di calcio a 11, ma di non essere più riconvocata dopo un infortunio.

quale squadra ti è rimasta nel cuore?

Sicuramente Manfredonia nonostante che sia fallita, abbiamo fatto un grande campionato ed avremmo potuto vincere… poi la squadra si è disfatta nella seconda metà del campionato.

la tifoseria più calda?

La tifoseria più calda è sicuramente stata quella di Noci contro di noi

Come hai iniziato?

A 6 anni convocarono il mio fratello gemello in una squadra e dato che sino a quel momento facevamo tutto insieme mi sentii esclusa. Così convinsi i miei genitori a mandarmi con lui. Trovo molto importante che il tipo di attività fisica debba essere scelta e non imposta. Oggi esistono tante scuole calcio solo femminili, ma allora era una cosa molto particolare vedere una ragazzina di 6 anni giocare.

Hai un rituale scaramantico?

Bacio i parastinchi. Su uno c’è scritto Teddy, il nome del mio orsachiotto.

Quali pensi che siano le migliori giocatrici del tuo campinato?

Italiana: Arianna Pomposelli del Kick Off

Straniere: Tati del Salinis e Guti del Falconara

Come vedi il calcio a 5 femminile in Emilia Romagna?

Meno organizzato rispetto a Veneto od al Sud.

Prossimi obiettivi?

Continuare a giocare in nazionale ed in serie A…. magari concludere la carriera a Bagnolo, perché tutto può succedere!!! 🙂

Calcio femminile al tempo del corona virus

Notizie dal mondo Latino

Puntata settimanale di Género, Deporte y Comunicación

Mi ha scritto la mia amica Yamila Castillo Martínez di Género, Deporte y Comunicación dicendomi che anche in Argentina stanno fermando il campionato.

Mi ha girato l’intervista a Belén Potassa che gioca in Spagna nell’ Albacete che dice che il governo ha adottato delle misure molto restrittive sugli spostamenti(come quelle che abbiamo in Italia) e che quindi è molto difficile allenarsi in casa. Non avrebbe mai creduto che potesse succedere una cosa del genere e che non ci si può rendere conto di cosa significhi finché non si prova.

#MeQuedoEnCasa

Ellas, las jugadoras de reserva #sequedanencasaProyección Femenina ha dejado de informar resultados, novedades o todo lo que tenga que ver con el torneo de reserva, hoy sabemos que el partido a ganar es otroEl partido de la responsabilidad, la prevención y el cuidado de los unos con los otrosEllas, las jugadoras, te piden que las ayudes a ganar este partido, ponete la 10 y hacé como ellas, vos también #quedateencasa#mequedoencasa #covid_19#entretodospodemos #juntospodemosGracias aPriscila Tomasi – Banfield (@pri_tomasi2003)Amalia Peña Nocito – Tigre (@amalia_futboll)Nayla Gallo – Independiente (@naylagallo_)Florencia Aquino – San Lorenzo (@fflor.aquino)Zoe Martínez – Platense (@zoembappe4)Sabrina Fuoco – Vélez (@sabrii_fuoco)Agustina Chazarreta – Boca Jrs (@aguus_chazarreta10)Edición @squiroga.ph

Pubblicato da Proyección Femenina su Martedì 24 marzo 2020

Intanto che si attende in casa, dopo qualche allenamento fisico, in tutto il mondo del calcio femminile impazza il challenge dei palleggi con un rotolo di carta igienica!!!

Sfida di palleggio con carta igienica

Chiacchirando di calcio a 5 in casa Bagnolo

Domenica sera, ospite d’onore della diretta del Bagnolo calcio a 5 femminile c’era Arianna Pomposelli , giocatrice dalla Nazionale Italiana di Calcio a 5, nonché giocatrice dalla Kick Off e promotrice del progetto “Be Brave”.

Arianna è una delle rare ragazze nate nel calcio a 5. 

Assieme a lei abbiamo convenuto che uno dei problemi di questo sport è che in Italia manca un po’ la cultura del calcio a 5 e che quindi le ragazze che lo approcciano lo fanno sempre troppo tardi.

Sono d’accordo con lei che, come avviene nei paesi dell’America Latina ed in alcune scuole calcio della Spagna, il calcio a 5 dovrebbe essere insegnato dai “primi calci” per poi essere affinato con la crescita o trasformarsi in calcio a 11.

Per questo stimo molto il suo progetto “Be Brave” in cui si propone di insegnare il calcio a 5 alle bambine. 

Arianna Pomposelli
Riassumendo brevemente i contenuti salienti dell’incontro

Assieme al mister Orlando D’Alsazia, che si è dimostrato orgoglioso ed emozionato di aver giocato nel campo del Kick off (dove abitualmente gioca la sua ospite) per lo spareggio di Coppa contro il Pero, si è analizzato che il problema principale del calcio a 5 femminile è che la rosa di una squadra spesso si compone di ragazze a cui mancano le basi per questo sport.

Sopratutto le ragazze che vengono dal mondo del calcio a 11, hanno difficoltà nel gioco di suola, che è uno dei principali fondamentali tecnici. L’utilizzo di questa tecnica non si tratta di leziosità, ma di efficacia. Non si può avere un tempo di reazione adeguato se non la si domina istintivamente. Confina l’atleta nelle categorie minori.

L’arma vincente sarà trovare i mezzi per fondare delle scuole di futsal.

Dalla sua esperienza, Arianna, ci ha potuto testimoniare che maggiore è il numero di elementi all’interno di una squadra in grado di dominare a pieno la tecnica e maggiore è la possibilità di esprimere un gioco offensivo. Altrimenti spesso nelle squadre si predilige un gioco maggiormente difensivo.

PSICOLOGIA, QUESTA SCONOSCIUTA

Sicuramente uno degli elementi fondamentali per allenare nelle squadre femminili è la capacità di gestire l’aspetto psicologico della squadra.

Molto di più rispetto ai maschi.

Arianna sostiene che anche la motivazione è molto differente, perché è maggiore il numero di giocatrici che lo fa per propria scelta, lottando per averlo.

Non si può mai generalizzare, perché ci sono anche ragazze che si fanno convincere dall’amica a partecipare per poter passare del tempo insieme… ma si riconoscono molto bene le due tipologie di atlete dai livelli di apprendimento e di crescita!

Arianna sostiene che durante il corso di allenatrice, i partecipanti affrontano anche qualche lezione di psicologia dello sport, ma che suscita ben poco interesse… nonostante questo aspetto possa influire significativamente sul rendimento della squadra.

COme torneremo dopo la quarantena?

Nell’ultima parte dell’incontro si è parlato della condizione attuale di confinamento in casa e delle ipotesi per la conclusione dei campionati.

In questa parte erano ospiti anche Debora Paolucci del CorticellaMarianna Pepe della Polisportiva 1980 e Silvia Iemmi della Cà Rossa Bagnolo.

La paura è che questa pausa possa influire sulla condizione fisica e psicologica delle atlete modificando gli equilibri precedenti.

Soprattutto nella lotta promozione del campionato di serie C regionale, dove Polisportiva 1980, Bagnolo e Cesena sono ad 1 punto di distanza.

Con 3 giornate ancora da giocare, tra cui alcuni scontri diretti, con avversarie che (dalla prima all’ultima) non regalano nulla, in un campionato che non era mai stato tanto equilibrato, sarà difficile predire il verdetto finale.

Sperando di poter riprendere presto le attività, facciamo un grosso in bocca al lupo a tutte loro.

Marianna Pepe – Portiere della Polisportiva 1980
Debora Paolucci del Corticella contro Vanessa Bonatti del Bagnolo.
Silvia Iemmi assieme al portiere Celii sollevano la Coppa Italia – Emilia Romagna

Da “Sorelle d’Italia” di Stefano Santachiara:

Federica Belli, nazionale Calcio a 5: “Il gol più bello è sempre l’assist alla compagna”

Montesilvano – Grisignano

Montesilvano – Grisignano

Pubblicato da Montesilvano c5 Femminile su Domenica 27 ottobre 2019

Buongiorno ragazzi, dato il perdurare del periodo di stop a causa del corona virus mi sto dedicando maggiormente al lavoro social e letterario. 

Sto aiutando Stefano Santachiara (giornalista) a scrivere alcuni capitoli del suo libro “Sorelle d’Italia” sul calcio e futsal femminile.

Vorrei condividere con voi una sua intervista a Federica Belli che potete trovare in versione originale sul suo blog:

BLOG – Stefano Santachiara 

Di Stefano Santachiara.

Federica Belli gioca a “calcetto”, come viene ancora impropriamente definito, dall’età di 14 anni. Dalla Sicilia a Milano fino a Montesilvano, ha attraversato la serie A segnando, finora, centodieci gol. In campo, per quanto nel calcio a 5 si giochi in continuo movimento e interscambio, si muove soprattutto sulla fascia laterale. Classe 1992, di origine palermitana, Belli oggi è colonna portante della squadra della provincia di Pescara, fresca vincitrice della Coppa della Divisione in finale contro la Salinis di Margherita di Savoia.  Ma Federica indossa anche la maglia della nazionale, nata soltanto nel 2015 e già insignita di due titoli internazionali: nel giugno 2019 la Woman futsal week in virtù di tre vittorie contro Moldavia, Polonia e Croazia; sei mesi dopo la Freedom cup per via dei successi contro Slovacchia, Repubblica Ceca e, in finale, contro le padrone di casa dell’Ucraina per 4-2. In tale occasione Belli ha siglato il rigore del 3-1, che si traduce nel diciottesimo gol su 30 partite in azzurro futsal.

Le origini della sua passione per il football?

Ho iniziato a sei anni con Alessio, il più grande dei miei fratelli, e con i miei cugini. Alessio mi incoraggiava anche quei pomeriggi dove ci vedevamo con la nostra comitiva del paese a San Martino delle scale, frazione di Monreale, per organizzare partite o tornei. Ti dirò, non c’era molta differenza con i maschi, anzi suggerisco di giocare il più possibile con i ragazzi perché si cresce di più a livello tecnico.

Come mai hai scelto il calcio a 5?

Mi trovavo al primo anno di scuole superiori: ora di educazione fisica, in palestra. Ero lì che giochicchiavo con il pallone assieme ad alcuni compagni, mi vide una ragazza del quinto anno e mi portò a fare il provino nella sua squadra, la Trinakria C5 di Palermo. La prima volta in una squadra femminile, l’unico maschio era il mister. È stato strano.

Poi Cus Palermo, Kick-off Milano e Montesilvano. Quali sono le giocatrici più forti con cui hai giocato?

Per me la “giocatrice forte” aiuta la squadra, una compagna, è a disposizione per il gruppo. Lei era così, non perdeva mai la pazienza, sempre calma, sempre lucida, a differenza mia magari che mi innervosivo subito e spesso! Veniva chiamata “computer” e il suo nome è Sofia Vieira (portoghese, nda). Forse Sofia non è neanche a conoscenza di tutto questo, nel senso che io in campo l’ho sempre osservata parecchio, ho cercato di apprendere molte sue caratteristiche, poi chissà se veramente qualcosa mi è rimasto… (ride) Ho giocato con Debora Vanin (brasiliana), Nona Navarro Saez (spagnola). Lo scorso anno insieme siamo riuscite a portare a “casa” una Coppa Italia con il Kick Off.

Le principali differenze col calcio a 11.

Sotto alcuni aspetti sono due sport simili ma allo stesso tempo hanno concetti e regole differenti. Si nota la differenza tra i giocatori che hanno masticato del futsal e quelli che non ne conoscono neanche l’esistenza. I primi sono più fantasiosi, più propositivi, giocano a testa alta e accarezzano la palla.

Alcuni club come Milan, Sassuolo e Chievo Verona hanno firmato un progetto in cui si impegnano ad insegnare il metodo futsal all’interno degli allenamenti di calcio a 11. Che ne pensi?

Nel campo più piccolo la tecnica è fondamentale. Il futsal è molto utile alla formazione dei giovani calciatori. Soprattutto per quanto riguarda il reparto del centrocampo, la costruzione dal basso e la finalizzazione in contropiede. Nel nostro sport c’è la continua ricerca dei triangoli difensivi e offensivi. Nel calcio a 11 spesso possiamo vedere come la palla gira velocemente quando tre giocatori si posizionano tra le linee difensive. Questo succede sempre nel campo da calcio a 5.

In cosa consiste l’allenamento futsal?

Il coach cerca di dare tante chiavi di lettura. Nella prima parte della seduta si lavora in modo analitico senza avversario in modo da poter osservare e valutare le varie possibilità da mettere in atto nella partita finale. Un altro aspetto non meno importante è la tecnica individuale perché saltando l’uomo nel duello uno contro uno si crea sempre quella superiorità numerica che, se sfruttata nel migliore dei modi, porta a una finalizzazione positiva. L’individualità deve essere messa al servizio della squadra per far sì che la tecnica collettiva del gruppo sia il punto di forza, In conclusione penso che il futsal sia molto utile per lo sviluppo nel calcio a 11 perché come ho detto prima si riesce a tenere alta l’intensità in un campo più piccolo e si muove più velocemente la palla.

Gli infortuni sono più o meno frequenti?

Gli infortuni nel futsal sono molto frequenti, per questo è fondamentale la prevenzione quotidiana per le articolazioni, soprattutto ginocchia e caviglie. I numerosi cambi di direzione e movimenti di torsione ripetuti sul parquet e nel tempo usurano la cartilagine, ma una buona muscolatura ci aiuta a correggere il peso del nostro corpo.

Le figure professionali che si occupano di prevenzione sono all’altezza?

Nella massima serie ho sempre incontrato staff efficienti che includono figure come quella di dottori fisioterapisti, massaggiatori e preparatori atletici.

Fino a che età si può giocare?

Fondamentale è la cura del proprio corpo. Se il corpo è allenato si può giocare fino ad età avanzata.

L’esperienza in nazionale. Esordio con Roberto Menichelli, oggi le vittorie con la ct Francesca Salvatore.

La nazionale è nata con Menichelli, lui per me è sempre stato un idolo, non lo conoscevo di persona, però lo seguivo con la nazionale maschile. Essere stata allenata da lui per me è stato davvero più che un privilegio. Devo essere sincera, non trovo nessuna differenza ad essere allenata da un uomo piuttosto che da una donna. I concetti e la pratica sono sempre gli stessi…

Il goal più importante lo hai realizzato nella finale della Freedom cup contro l’Ucraina. Il più bello?

Beh, in questo momento ricordo il goal in rovesciata che feci contro una squadra di Castellammare del Golfo, giù in Sicilia. Un campionato regionale, ti direi questo è il più bello da vedere… Ma in realtà io lo vedo sempre all’ultimo secondo della partita. Meglio: il goal più bello per me è riuscire a fare un assist e portare a segno la mia compagna.

Per leggere altre interviste o sapere di più sull’uscita del libro vistate la pagina facebook: https://www.facebook.com/sorelleitaliane/

All’interno della pagina troverete anche il meglio degli articoli del Misterone!!!!

Calcio a 5 Femminile – Finale Coppa Italia Emilia Romagna: Bagnolo campione!

Mi concedo un breve ritaglio da tifoso per celebrare la vittoria del Bagnolo Calcio a 5 Femminile di cui fanno parte, come giocatrici, le mie co-allenatrici Vanessa Bonatti e Francesca Grossi.

Non sono un cronista sportivo e non posso essere imparziale, quindi mi faccio aiutare dall’amico Stefano Santachiara a commentare la partita: “In un gremito Palamadiba, il Bagnolo conquista la Coppa Italia serie C Emilia Romagna vincendo 5-4 ai calci di rigore contro la Polisportiva 1980. I tempi regolamentari e i supplementari si sono chiusi sull’ 1-1, le bagnolesi hanno mostrato un gioco più incisivo e spettacolare della rivali, ben organizzate tatticamente e pericolose in contropiede, hanno presidiato la metà campo avversaria in modo non sterile, aggirando l’arcigna difesa della Polisportiva con triangolazioni e profondità sulle fasce garantita in particolare da Iemmi : dopo lo sfortunato autogol del pareggio, il Bagnolo ha sfiorato più volte la seconda rete, sbagliando anche un tiro libero allo scadere del secondo tempo supplementare. Decisiva, oltre alla precisione chirurgica delle rigoriste della cinquina, la parata plastica di Celii all’ultimo penalty.”

Ci sono tante immagini di questa Final Four e nei prossimi giorni le pubblicheremo, ma questo video racchiude tutto quello che sono stati questi due giorni.Questo gruppo ci ha sempre creduto e alla fine, meritatamente porta a Bagnolo una Coppa dal valore inestimabile.Noi come Bagnolo Calcio a 5 abbiamo creduto da subito nel progetto femminile, partito 4 anni fa dal nulla e che ha avuto sempre un costante miglioramento.Avete riempito palazetti, vi siete meritate tanti applausi, avete avvicinato molta gente al mondo rosa del futsal.Alziamo il volume adesso e corriamo idealmente ad esultare anche tutti noi con loro!!!!FORZA BAGNOLO🖤💛

Pubblicato da A.S.D. Bagnolo Calcio a 5 su Lunedì 6 gennaio 2020
COMMENTO A CALDO DEL MISTER D’ALSAZIA
Una vittoria sofferta, arrivata ai calci di rigore… quanta fatica e quanto lavoro è servito per arrivare a questo successo?

Questo successo non nasce oggi, ma parte da lontano, precisamente da quattro anni fa quando io e la società abbiamo iniziato un percorso credendo realmente nella crescita del movimento femminile, fino a quel tempo ancora poco considerato soprattutto nella nostra provincia. Sono stati quattro anni intensi in cui ogni giorno abbiamo lavorato perché la nostra realtà risultasse sempre più riconoscibile nel panorama regionale e nazionale.

Comunque… lei ha sempre sostenuto questo progetto, credendo nelle sue potenzialità sin da subito, vero?

Quando ho iniziato questo percorso ero sinceramente scettico su quanto realmente le ragazze potessero approcciarsi in maniera così professionale a questa disciplina, ma già dai primi allenamenti mi sono reso conto di quanto fossi in errore e capii che c’erano tutti i presupposti per poter iniziare un progetto importante.
In questi anni sono passate tante giocatrici ed ognuna di loro mi ha sempre insegnato qualcosa: ho imparato che le donne (per certi versi) danno molto di più dei maschi, ho scoperto da vicino nuove forme di amore, ho imparato che la vera passione non ha bisogno di essere ripagata economicamente, perché quando si gioca per amore di questo sport non serve nessun rimborso tuttavia mi sono anche dovuto imbattere in pregiudizi stupidi, ancora presenti in Italia e che non fanno altro che ostacolare il movimento.

Cosa ci può dire delle sue ragazze?

Queste giocatrici, le mie giocatrici, hanno sempre fatto una marea di chilometri sfidando qualsiasi evento atmosferico, per esserci sempre, per allenarsi con costanza e determinazione, provando sempre a superare i propri limiti e questo successo che si sono conquistate non è arrivato a caso, ma frutto di tutta questa abnegazione che è stata giustamente premiata.
In quattro anni ci siamo sempre migliorate, facendo sempre un piccolo passo in avanti, imparando sempre, sia dopo una vittoria che soprattutto dopo una sconfitta.
Abbiamo iniziato a giocare in un palazzetto di Bagnolo deserto e siamo arrivate a riempirlo di persone che si sono appassionate sempre di più a noi, ed è questa forse la nostra vittoria più grande.

In base alla sua esperienza, cosa ci può dire del calcio e del futsal femminile in generale?

Spesso sento in giro parlare di progetti, oppure di ragazze che rivendicano la loro voglia di emergere, ma allo stesso tempo non fanno nulla per provare a far crescere il movimento, il LORO movimento.
Per farlo crescere bisogna crederci, investire su se stesse, provare nuove esperienze senza aver paura dell’impegno, perché per emergere bisogna lavorare sodo, nessuno vi regalerà mai nulla.
Il mondo femminile ha bisogno di ragazze volenterose e ambiziose, ha bisogno di dirigenti preparati e non di “dirigenti” che guardano il proprio orticello pensando, o facendo credere, che ci tengono alla crescita….se si vuole far crescere il tutto, bisogna guardare sempre in alto e non in basso.

In relazione a questa critica costruttiva, che personalmente condivido, che ambiente ha trovato a Bagnolo?

Io mi ritengo fortunato perché grazie alle mie giocatrici, al mio staff, alla mia società, abbiamo sempre puntato in alto e continueremo a farlo, perché AMO questo sport, AMO il movimento femminile e mi batterò, nel mio piccolo, per provare a farlo emergere sempre di più.
Grazie alla mia SQUADRA, mi rendete giorno dopo giorno, sempre più orgoglioso di voi e avete dimostrato (anche se lo sapevo già) di avere due palle giganti.

Il contesto: Un vero palcoscenico per il futsal femminile

Le finali sono sempre un ottimo palcoscenico per il calcio a 5 femminile.

Le partite erano trasmesse live sul portale Sport2u.tv ed il palazzetto di Modena era gremito.

Sicuramente la struttura era di livello superiore rispetto alla media, il campo di gioco era di dimensioni molto ampie (a cui le ragazze non sono abituate) e con il pavimento in parquet.

Il pallone era il Premier X Pro Futsal ufficiale delle gare nazionali.

A differenza delle partite di campionato era presente anche il terzo arbitro.

In poche parole, le finali di Coppa Italia di serie C femminile fanno assaporare l’atmosfera delle serie nazionali.

Video a cura di Stefano Santachiara
LA POLISPORTIVA 1980

No hay descripción de la foto disponible.Cosa dire delle seconde classificate?Sicuramente la partita è stata molto combattuta. Se un paio di pali colpiti dalla Polisportiva 1980 si fossero trasformati in rete staremmo commentando un’altra partita. Occasioni mancate, ottimo lavoro da parte dei portieri e delle giocatrici di movimento. Il Bagnolo sapeva che la squadra vincitrice del campionato nazionale CSI, che già si era imposta in campionato 2 a 1 su di loro, non sarebbe stata facile da battere, ma le partite si decidono sempre all’ultimo minuto o all’ultimo rigore lottando fino alla fine.

Le ragazze seconde classificate meritano grande rispetto. Ricordo negli anni scorsi, prima che si trasferissero al Pala Seven di Savignano, quando in inverno giocavano nel campo esterno in sintetico a Santa Maria Nuova, ammiravo la forza con cui erano abituate a giocare al freddo uno sport che tipicamente si svolge nelle palestre riscaldate. Questa è la tenacia delle donne!!!

conclusioni

Vinta la coppa regionale, non resta che vedere cosa combineranno le nostre tigri alle fasi nazionali della coppa Italia, sperando che in campionato possano guadagnare i punti che mancano per tornare in vetta alla classifica

Calcio a 5 femminile: Bagnolo – Cesena

Femminile: Turno di campionato CaRossa Bagnolo vs Futsal Cesena

Pubblicato da A.S.D. Bagnolo Calcio a 5 su Domenica 1 dicembre 2019

Vi presento alcuni highlight di questa partita perché prendiate confidenza con questa realtà.

Nel campionato FIGC regionale si inizia a fare sul serio. Molte delle ragazze approdano a questo campionato dopo aver fatto una buona gavetta nei campionati amatoriali UISP e CSI.

L’approccio a questo campionato è tuttavia molto differente:

  • Le sbavature tecniche debbono essere ridotte al minimo;
  • Occorre essere sempre ordinate in campo ed allenare gli automatismi tattici per ridurre i tempi di esecuzione;
  • Le vere occasioni da rete sono molto risicate e spesso si vengono a generare solo a causa di brevi ritardi o imprecisioni da parte delle avversarie;
  • I portieri non possono permettersi alcun tipo di distrazione e di solito sono loro a fare la differenza, soprattutto perché le giocatrici di movimento spesso si equivalgono rispetto alle avversarie;
  • Occorre imparare a giocare in maniera molto fisica, cosa che i campionati amatoriali non insegnano, perché molti tipi di contrasto duro vengono tollerati.

In questo campionato gli allenatori iniziano ad inserire schemi per tutte le situazioni di gioco. Questo è uno degli scogli maggiori per le giocatrici che vengono dai campionati amatoriali od il calcio a 11. Il primo anno che una ragazza pratica questo tipo di futsal deve essere pronta al sacrificio, per vederne i risultati nel campionato successivo tornando a diversi con una nuova consapevolezza.

Femminile: Turno di campionato Risultato finale CaRossa Bagnolo vs Futsal Cesena 2 a 2Marcatori Bagnolo ⚽️ Catellani ⚽️ Faragò

Pubblicato da A.S.D. Bagnolo Calcio a 5 su Domenica 1 dicembre 2019

E le partite terminano solo con il triplice fischio dell’arbitro…

LINK : 

https://www.facebook.com/ASD-Bagnolo-Calcio-a-5-392507296339/

https://www.facebook.com/futsalcesena2000/

Calcio a 5 femminile giovanile: Punti chiave

Sulla base della mia esperienza vorrei elencare quelli che penso siano i punti fondamentali da affrontare per chi inizia ad allenare delle giovani ragazze:

  • Essere autorevoli e non autoritari!

Allenare le ragazze richiede pazienza, equilibrio e la cura della comunicazione è molto importante. Per esempio, quando durante le fasi di gioco esse appaiano distratte o spaesate, per richiamare l’attenzione si tende ad urlare ordini ed osservazioni. Le nostre indicazioni possono essere utili nel momento in cui il richiamo riesce a suggerire in maniera tempestiva il comportamento da correggere. Spesso però, soprattutto se le giocatrici non hanno molta esperienza, potrebbero non comprendere e confondersi andando nel pallone. Una serie di indicazioni troppo lunga potrebbe essere difficile da capire. Meglio poche istruzioni, chiare ed essenziali date al momento giusto. Se siete soliti alzare la voce in campo, ricordate che le donne non lo gradiscono; non reagiscono immediatamente, accusano il colpo ed elaborano conservando il ricordo! Quindi cercate di essere il più autorevoli possibile senza cadere nell’autoritarismo o le giocatrici di punto in bianco potrebbero lasciare la squadra. Le ragazze praticano sport sopratutto per divertirsi!

  • Giocare facile!
    Per quanto sia possibile, soprattutto nelle giovanili, occorre insegnare la costruzione di azioni in cui la portatrice di palla venga aiutata dalle compagne che si fanno vedere in posizioni dove il passaggio sia facile da eseguire e da ricevere. Purtroppo, i nemici principali del passaggio facile sono:
    1. La scarsa reattività;
    2. La lentezza di impostazione;
    3. La forza mal dosata; 
    4. Il pressing degli avversari e la difficoltà di dribblare.

Quando si è alle prime armi, spesso si incontrano tutte queste difficoltà e solo con tanta sofferenza si riesce ad uscire dalla propria trequarti cercando di concludere un giro-palla. Di conseguenza, si cade nella tentazione di giocare palle lunghe. Il gioco “lungo” cerca di risolvere il problema di venire “schiacciati” dagli avversari, ma nasconde delle insidie:

    1. Richiede corse lunghe e ripetute che nel lungo periodo porta ad essere più stanche delle avversarie;
    2. Chi calcia deve possedere una buona tecnica di lancio, perchè deve essere preciso, per non consegnare il pallone alle avversarie ed evitare corse inutili;
    3. La giocatrice che riceve deve avere un buon controllo o si rischia che perda la palla;
    4. Riduce il tempo di possesso palla e dell’azione, ciò significa che si corre di più ed in un minor tempo si restituisce palla agli avversari aumentando il numero dei loro attacchi.

Tante squadre nel calcio e calcio a 5 femminile si affidano ai lanci, senza avere padronanza della tecnica, concludendo buona parte delle azioni con la palla persa. In certi momenti sembra di vedere il football americano giocato con i piedi.

  • Si difende tra l’avversaria e la (propria) porta!

Sottotitolo: Se si perde palla non si sta ferme in attacco ma si ritorna in difesa!

Come verrà recuperata la palla persa?
 
  • Chiarire chi è la propria avversaria! 

Prima di sperimentare altri tipi di difesa, consiglio di iniziare dalla difesa a uomo. Una ragazza deve avere chiaro chi sia la propria avversaria ed imparare a non farsi sorprendere dai suoi movimenti.  Per iniziare, quindi, è meglio dar loro un avversario fisso, assicurarsi che gli sia chiaro come marcarlo e sappiano muoversi insieme a lui per tutto il campo. Solo quando si avrà maturato sufficiente consapevolezza si potranno introdurre altri elementi come scalare o scambiarsi le marcature, che implicano la visione degli spazi lasciati vuoti.

Qual è la mia?
  • Chi bella vuole apparire un poco deve soffrire!

Con tutta la fantasia possibile per cercare di renderlo piacevole, occorre allenare atleticamente le ragazze, soprattutto se questo è il primo sport che praticano in vita loro. Nel femminile, una migliore condizione atletica sovrasta una migliore preparazione tecnica a parità di esperienza. In tutto ciò, mi sento di consigliare di affidare la preparazione atletica a chi ha studiato e sa gestire carichi di lavoro differenziati, anche individuali, per non provocare infortuni su ragazze giovani. La mia fortuna è di essere in staff con due ragazze che hanno studiato Scienze Motorie e hanno sempre ottimi consigli per adattare gli allenamenti in funzione delle condizioni fisiche delle ragazze, riducendo considerevolmente il rischio di traumi.

Calcio femminile giovanile: Al via i campionati!!!

L’anno scorso si sperimentava la prima Regional Cup UISP di calcio a 5 femminile giovanile in Emilia Romagna con la formula dei concentramenti provinciali. A rappresentare il territorio parmense c’era il team Vallinbici guidato dal mister Mariani.

Un primo importante passo per esaudire il sogno del mister è stato compiuto: sabato inizierà il campionato regionale!

Verrà comunque presentata la seconda edizione della Regional Cup, aperta anche ad altre squadre che volessero partecipare ad un solo concentramento.

Ecco svelato il calendario delle prime partite:

Calendari campionati calcio a 5 femminile giovanile UISP

 

Anche la FIGC non è da meno!

Il 24 novembre, partirà la prima fase a gironi del torneo sperimentale FAIR PLAY WOMEN’s.

L’obiettivo è creare campionati giovanili femminili, per squadre under 12  che oggi militano nei campionati misti. Si pensa così di ridurre il fenomeno dell’abbandono da parte delle atlete più giovani. (già esistono campionati under 15, under 17 e under 19 solo femminili.)

 

Il Torneo prevede:

I° TURNO: 24 Novembre 2019

II° TURNO: 7 Dicembre 2019

III° TURNO 12 Gennaio 2020

Festa finale Febbraio 2020 (per tutte le squadre partecipanti)

Ovviamente non vogliamo dimenticare il campionato ALLIEVE (annate 2004-2008) di calcio a 9 organizzato dal CSI di Reggio Emilia, che già da qualche anno permette la crescita sportiva delle giocatrici nell’età adolescenziale. Il campionato è già iniziato e dopo 2 giornate in testa c’è il Nubilaria al comando a punteggio pieno seguito dall’Arsenal di Cadelbosco Sopra (Calendario sul sito e sulla APP del CSIRE).

Credo che si stia lavorando bene e con la giusta visibilità si otterranno risultati ancora migliori.

Foto della partita tra G.S. Arsenal e Atletico Castellazzo

Link utili per maggiori informazioni:

http://www.figc-dilettanti-er.it/comunicati/2019

https://www.csire.it/albo/risultati-calendario-classifiche-squadre.html?q=cal

http://www.uisp.it/emiliaromagna/calcio/comunicati

Serve continuità nel calcio a 5 femminile

La gestione delle squadre femminili nel calcio a 5 presenta sempre molti problemi di carattere gestionale e organizzativo. Soprattutto serve continuità. Prendo spunto per parlarne perché da alcuni anni ad ogni riunione in lega calcio UISP, si ripresenta la polemica di alcune squadre amatoriali verso la rosa di alcune squadre che sono sempre amatoriali ma presentano anche molte ragazze che partecipano ai campionati FIGC. Mi piacerebbe condividere con voi alcune considerazioni a tal proposito.

Anche se tesserate Figc, buona parte delle squadre femminili sono Associazioni Sportive Dilettantistiche che talvolta sono di fatto solo un gruppo di amiche che chiede l’affiliazione ad una ASD per adempiere alle procedure burocratiche.

Dispongono di budget modesti spesso raccolti in autofinanziamento. Avere budget ridotti porta a cercare di risparmiare sull’affitto delle palestre e di conseguenza a ridurre le ore di allenamento (per molte, si parla di un allenamento settimanale da 2 ore, più la partita, nel periodo da settembre a maggio).

Chi contesta il fatto che nell’amatoriale ci siano squadre organizzate anche per fare la FIGC parte dal fatto che le giocatrici FIGC possono contare su 2-3 allenamenti settimanali (ed una partita nei week end) che le portano ad essere più allenate fisicamente e preparate mentalmente rispetto alle altre. D’altro canto, non fermandosi mai, sono molto più affaticate e più a rischio di infortunio.

Purtroppo, il fatto di non poter disporre di tempo o denaro sufficienti limita a crescita di una squadra. Un problema comune a tutte le squadre è proprio quello di non poter apprendere e sviluppare le tecniche e la coscienza tattica perchè occorre spendere tempo e mettere impegno con continuità e questo non è sempre possibile.

Il punto critico per molte squadre infatti è di non poter disporre delle proprie giocatrici in maniera costante a causa dei vari impegni che queste hanno per lavoro, studio o famiglia. Esistono team di 25 giocatrici di cui in partita se ne presentano 6.

Giocare ed allenarsi insieme sta alla base della costruzione delle buone dinamiche di una squadra. Quindi ritornando alla polemica delle squadre amatoriali le giocatrici FIGC possono essere l’anello debole perché essendo parte del gruppo in maniera incostante non si amalgamano al pari delle altre.

Concludendo questa serie di considerazioni sottolineo alcuni aspetti che valgono anche per le altre categorie maschili e non.

Nell’allenamento che ogni mister fa, sin dalle giovanili, si deve insegnare che un atleta deve gestire il proprio tempo per rispettare l’impegno preso verso il gruppo (e verso se stessi).

Nella scelta di comporre le rose delle squadre l’inserimento di elementi apparentemente più preparati ma incostanti non è mai vincente e nel lungo periodo genera fratture tattiche e di spogliatoio.

Avere una società (allo stadio attuale non tutte le società femminili di calcio a 5 sono in queste condizioni) che riesca a garantire il budget per riuscire a fare un numero adeguato di allenamenti in modo da diventare sempre più strutturati. Per essere credibili e poter impostare un lavoro adeguato serve continuità!

Ragazze Nel Pallone

Quando si parla di calcio femminile, spesso non si parla solo di sport.

Come viene ben spiegato nel video di presentazione del torneo RNP di Padova, uno dei tornei con maggiore partecipazione d’Italia, lo sport femminile è anche il mezzo di riscatto sociale.

Le donne di tutto il mondo lottano per la parità di genere e nello sport cercano di ottenerla lavorando ed impegnandosi attivamente.

RNP / Documentario

Ragazze nel Pallone è molto più di un torneo.Il documentario, a cura di A Qualcuna Piace il Calcio, da spazio alle atlete che partecipano a #RagazzeNelPallone e all'energia dello staff coinvolto nell'organizzazione di questo evento arrivato quest'anno alla 9ᵃ edizione.#RNP17 #FeelTheWave #RNP16 #ViviLaTuaSfida #AQualcunaPiaceIlCalcio #sisters #sistersinthespace Sisters #SportFemminile #Soccer #Rugby #Basket #Volley #Padova #Italy #equalplayingfield #mymountain #WePlayStrong We Play StrongImmagini drone: Digitalmovie.it

Pubblicato da Ragazze nel Pallone su Martedì 20 giugno 2017

Nella pagina facebook di RNP scherzano su uno scoglio culturale di alcune calciatrici adulte, meno abituate allo sport all’aperto:

Nella mia esperienza di allenatore di futsal, ho ricevuto delle lamentele da parte dei genitori di alcune ragazze che allenandosi da portiere, durante la preparazione precampionato tornavano a casa completamente infangate.

Forse avevo in un qualche modo tradito un patto non scritto che uno sport al chiuso non includesse i bagni nel fango.

Sicuramente con l’arrivo della brutta stagione, delle piogge e del freddo, anche alcune adulte presentano una certa “inerzia” ad allenarsi all’aperto (soprattutto da parte di quelle ragazze che in adolescenza avevano praticato sport in palestra); ma nessuna di loro che coltivi questa passione in maniera concreta si darà davvero per vinta, tanto è forte la voglia di giocare e di competere con le avversarie!

Il calcio però non è tutto!!!

Escludendo le squadre di serie A e B, l’impegno richiesto generalmente va da agosto sino alla fine di giugno, allenandosi anche durante la pausa natalizia; quindi non essendo uno sport professionistico, ovviamente, quando arrivano i giorni di ferie dal lavoro, le ragazze prendono una pausa anche dallo sport.