Fuorigioco: sintonia tra centrocampisti e attaccanti

Tutti i giocatori della squadra devono essere a conoscenza di come funziona la propria strategia del fuorigioco. In questo allenamento dividiamo il campo in 3 parti dove ogni “terzo finale” ha tre difensori e due attaccanti, e il centrocampo contiene quattro centrocampisti contro una squadra invece schierata con due difese a 3 e un centrocampista.

Fuorigioco

Il mister inizia ogni fase passando la palla a un qualsiasi centrocampista. I centrocampisti fanno girare la palla prima di passare a uno degli attaccanti nelle aree di attacco.

Giochiamo una palla avanti – indietro – avanti. Sotto la pressione dei difensori, gli attaccanti tengono alta la palla sul primo passaggio dei centrocampisti e la passano indietro facendo un movimento a smarcarsi.

Sull’ultimo passaggio tra centrocampisti e attaccanti, tutti i difensori avversari devono “farsi avanti” per cercare di mettere gli attaccanti in fuorigioco.
I centrocampisti possono compiere inserimenti ma l’attenzione deve essere posta a mantenere il possesso palla per trovare gli attaccanti con passaggi tempestivi e angolati.

Importante che ci sia sintonia tra centrocampisti e attaccanti. Gli attaccanti devono con il movimento tentare di aprire la difesa stando attenti a rimanere in gioco mentre i centrocampisti devono considerare il tempismo, la velocità e l’angolazione delle loro corse e passaggi.

Costruzione dal Basso nel settore Giovanile

Oggi segnaliamo una bella iniziativa da parte di Aiac Parma che il 19 GIUGNO organizza il primo stage “Dante Boni” sul tema della costruzione dal basso nel settore giovanile.

Mister Gino Cervi e mister Stefano Bonaccorso saranno presenti sul campo del Colorno calcio sia al mattino che al pomeriggio per gestire l’attività.

Si tratta di un corso a pagamento (25,00 € per associati AIAC e 40,00 € per non associati) che prevede però nel costo sia il pranzo che il kit comprensivo di: cartellina per prendere appunti, maglia, bermuda e calzettoni da indossare durante lo stage, dello sponsor tecnico ERREA.  

Si ricorda che per motivi organizzativi saranno accettate le prime 80 adesioni.

I docenti                                                                                                                                    

Stefano Bonaccorso – Coordinatore del settore Giovalile ATALANTA
Gino Cervi – cofondatore del sito ILMISTERONE.COM – Preparatore dei Portieri Staff CREMONESE – Referente Provinciale Apport per Parma

 

Trattamento palla – Coordinazione

 

Buongiorno a tutti.

Questo articolo nasce dalla mia diretta esperienza personale, analizzando quasi 6 mesi di allenamenti di questa stagione. 

In estate ho completato il corso Uefa C;  tra i vari spunti acquisiti, sicuramente quello più interessante riguarda le modalità di cura del trattamento palla.

Per trattamento palla intendiamo tutti quei gesti che permettono al ragazzo di arrivare a migliorare il dominio del pallone e la sensibilità verso l’attrezzo stesso.

Il nostro docente di Tecnica Ivan Zauli, noto maestro della tecnica nonchè creatore del progetto “La strada dei campioni” (https://ivanzauli.it/), insistette molto su una strada alternativa a quella tradizionale (giochi motori) per migliorare la coordinazione dei ragazzi: quella, appunto, del trattamento palla.

Sin da settembre, ho alternato le due modalità di attivazione. Nei mesi sono piacevolmente rimasto sorpreso dai notevoli risultati avuti a livello coordinativo  e di dominio del pallone che queste esercitazioni hanno portato. 

Nello specifico, andiamo a chiarire meglio in cosa consistono queste esercitazioni. Mi servirò dell’aiuto di video, sia per facilitare la mia spiegazione, sia perchè mi sembra doverosa una piccola “pubblicità” a chi ci ha introdotti a questo.

Un primo vantaggio di questa esercitazione è quello della velocità di preparazione, in quanto l’unico materiale necessario può essere solamente un cinesino.  Generalmente, giunti al momento di iniziare l’attività, ai miei ragazzi dico: “prendete il cinesino“. Autonomamente, si dispongono in campo con il loro cinesino davanti ai piedi  e sono pronti per iniziare. 

L’obiettivo dell’esercizio è quello di mantenere un contatto ininterrotto con il pallone, muovendoci sul posto.

Il piede infatti non si stacca mai dall’attrezzo, il movimento è continuativo. Questa è la prima raccomandazione fondamentale per la coordinazione e la sensibilità.   La seconda riguarda il piede di appoggio, quello non occupato dal pallone: mai, mai, mai fermo!!! Il movimento di questo, ci permette di scandire il ritmo dell’esercizio e di arrivare ad un perfetto equilibrio.

Utilizzando inizialmente un piede, e poi entrambi insieme, andiamo a simulare inizialmente a spostare il pallone per dei cambi di direzione,  da un lato all’altro del cinesino. 

Successivamente possiamo proporre tutti i gesti che vogliamo trasmettere per vincere l’ 1 contro 1 in campo. (doppio passo, forbice ecc. ecc.)

Se volessimo invece passare ad una esercitazione completa, non più una attivazione, possiamo inserire nell’esercitazione un duello 1 contro 1 o la conclusione in porta.

Di seguito pubblico due video (pubblici), uno dell’Academy del Chievo Verona, l’altro (più complesso, forse più adatto alle categorie più grandi) del docente Zauli di cui parlavo prima, per farvi rendere conto visivamente e semplificare la spiegazione del trattamento palla.

 

Voltarsi e segnare goal

Quando il percorso verso la porta è bloccato, i giocatori devono essere in grado di voltarsi e segnare trovando un percorso verso la porta, 

Voltarsi e segnare goal

Alla chiamata del mister , l’attaccante rosso passa la palla al mister e riceve un passaggio. I difensori partono quando il mister effettua i passaggio di ritorno per entrare in campo e coprire le porte sul loro lato del campo. L’attaccante deve decidere rapidamente a quale obiettivo tirare e usando l’inversione a U entrare in una delle zone di tiro per segnare.

Gli attaccanti intelligenti useranno la velocità per raggiungere la palla e riusciranno ad entrare in una zona di tiro prima che i difensori reagiscano. Voltarsi e muoversi in una direzione diversa se il difensore è già piazzato diventa un’abilità vitale per qualsiasi giocatore che vuole mantenere il possesso e trovare opportunità per fare goal.

Chi non tira in porta non segna.
Vujadin Boškov

ALLENARE IL PORTIERE SECONDO IL MODELLO PRESTATIVO?

Ciao a tutti e bentrovati !

Oggi lo spunto della giornata deriva da una conversazione che abbiamo avuto con i colleghi dell’area portieri con cui condividiamo idee e pensieri. Parlando di analisi video, e di conseguenza all’estrapolazione di dei dati, ci  si è posta la domanda di come utilizzarli.

A differenza dei giocatori di movimento in cui con i dati si può identificare il modello prestativo con il portiere è molto più complicato perchè i dati ci indirizzerebbero verso una direzione che non sarebbe corretta .

A tal proposito inserisco dei grafici che ho ricavato dall’analisi di una partita di Under 19 Nazionale (Primavera 2 ) e come noterete ci sarebbero delle indicazioni ben precise .

 

Come notate dal grafico a torta la fanno da padrone le transizioni positive che sommate danno 84% ed in particolar modo quelle podaliche con il 72% mentre a scendere andiamo sulla difesa dello spazio con il 14% ( Uscite ) e con solo il 2% le parate.

Alla luce di questo modello prestativo ricavato dal match negli allenamenti dovremmo lavorare di più sulle transizioni podaliche, che logicamente hanno anche la percentuale maggiore di errore come vedete nell’istogramma.

A mio parere la cosa non può funzionare data la complessità del ruolo che in prima battuta deve indicare al portiere di difendere la porta, lo spazio e poi di giocare con la squadra.

Oggi questa tendenza viene trascurata nel senso che gli allenatori pretendono dal portiere sempre che pari e non sbagli nei suoi fondamentali ma in più gli chiedono di avere una proprietà podalica pari quasi ad un centrocampista.

D’altro canto, troppo spesso, non pensano ad esercitazioni integrate che permettano al portiere di migliorare le proprietà podaliche insieme ai compagni di squadra.

Credo che ci sia la necessità, proprio per la complessità del ruolo, di valutare bene che modello utilizzare per allenare correttamente i nostri portieri e  sempre più spesso si avverte la necessita di  integrarsi con la squadra per ottimizzare in maniera migliore i tempi di lavoro specifici sul lavoro podalico.

E’ chiaro che questo programma deve essere concordato con il Mister che deve adattare anche il suo lavoro alle esigenze del portiere e soprattutto metterlo nelle condizioni più reali possibili, quindi con situazioni e spazi veritieri, in maniera da aumentare le sue competenze e la sua intesa con i giocatori di movimento.

Una nota che è emersa dall’interpretazioni dei dati, ma che non ho riportato , riguarda il fatto che la maggior parte degli errori sulle transizioni podaliche nasce da un’azione di retropassaggio e questo mi ha fatto pensare che forse non è solo il portiere a sbagliare ma forse viene messo nelle condizioni di poter sbagliare; è molto più facile scaricare la colpa sul singolo che ha effettuato l’ultima giocata che non esaminare da dove può derivare l’errore di più singoli insieme.

Con questa considerazione vi saluto e come al solito vi chiedo di condividere i vostri pensieri.

A presto !

COVID e allenamenti individuali – Un nuovo modo di fare calcio

Buongiorno a tutti. Sono felice di rimettermi all’opera sul nostro Misterone dopo un po’ di tempo.  La situazione che ormai viviamo da un anno sta diventando sempre più impegnativa da sopportare.  Non sempre la mente ha contribuito a darmi la serenità di cui potevo aver necessità, ma anzi mi sono spesso trovato immerso in riflessioni, dubbi, negatività.

Questo è capitato  in tutti gli ambiti della mia vita, ma soprattutto con il calcio e i miei ragazzi classe 2012. 

Ogni volta al ritorno a casa dopo l’allenamento, vivo troppo spesso con estrema fatica l’analisi del lavoro appena terminato: “Sarò riuscito a portargli qualche miglioramento? Avranno vissuto una esperienza costruttiva e serena? Sarò entrato nella loro testa?”.

Dopo un po’ di tormento, mi sono concentrato sulla ricerca del perché di queste sensazioni.

Spesso e volentieri noi adulti ci lasciamo “distruggere” dallo stress lavorativo, e tendiamo colpevolmente a dimenticarci di tutto quanto bambini e ragazzi hanno subito e stanno subendo, e di quanto le loro vite e le loro routine siano state completamente ribaltate.

Quante volte ci siamo ritrovati a dire “siamo davvero fortunati a poterci allenare comunque”? Io stesso, in un precedente articolo, addirittura ero euforico di fronte a  questa nuova possibilità di lavorare senza “pressione” delle partite. Sicuramente è vero che la possibilità concessa a fronte di questa emergenza è da considerare un privilegio.

Ma dopo varie settimane mi sto rendendo conto che non è una passeggiata.

La fatica principale, almeno per la mia fascia d’età, è quella di riuscire a tenere alti gli stimoli; d’altronde ognuno di loro inizia a giocare a calcio per le partitelle durante gli allenamenti e quella del weekend contro le altre squadre della città. L’assenza di questa ci toglie quel rinforzo, quel gran finale, che per loro è sempre stato l’unico momento atteso.

E’ diventato fondamentale integrare il modo di allenare la tecnica individuale, andare oltre le tradizionali esercitazioni che abbiamo sempre utilizzato; per poter aumentare il loro livello d’attenzione abbiamo dovuto rispolverare giochi d’un tempo (porta a porta, gara di traverse, tedesche ecc. ecc.)e “farcire ” gli esercizi abituali (  gare di tiri in porta, giochi a livelli, partitelle di calcio balilla umano ecc. ecc.). Il tutto assegnandoli i nomi dei loro giocatori preferiti (“facciamo che sono Cornelius”).

Per questa motivazione, anche la programmazione è dovuta diventare più flessibile e meno rigida. Come già detto, le risposte in questo periodo non potranno essere le stesse di una settimana tipo normale,  per cui è molto importante avere l’intelligenza e la lucidità di saper “mollare”  e fare un passo indietro, per avere una qualità di allenamento adeguata. 

Nel nostro caso, nei periodi più storti, abbiamo ridotto l’allenamento a 2/3 esercitazioni/giochi mirati...”pochi ma buoni”.

Tralasciando l’aspetto tecnico dell’allenamento, una dimensione che rischia di sgretolarsi è quella dell’affiatamento del gruppo. 

La condivisione dell’esperienza in gruppo è sicuramente molto limitata: l’assenza dei momenti insieme nello spogliatoio,   la distanza forzata, le mancate sensazioni del match,  con il pre, il durante, e il post,  sono tutti fattori che rischiano di “raffreddare” i rapporti e il sentirsi parte di un gruppo.  La prova di questo è proprio il fatto che negli ultimi mesi, sono aumentate le assenze, in molti casi nemmeno giustificate,  cosa mai capitata prima.

Insomma…i bambini stanno perdendo molti riferimenti e stanno vivendo un momento di grande delusione e sconforto. 

Più di ogni altra cosa quindi, un allenatore dovrebbe riuscire ad evitare di andare a sbattere contro un muro, chiuso nelle sue idee, e lavorare per riportare i bisogni dei bambini e i ragazzi al centro, ascoltandoli e osservandoli.

Ad ogni corso a cui abbiamo partecipato, o in tutti i confronti sulla pedagogia e l’educazione, quest’ultimo concetto sicuramente sarà sempre apparso piuttosto scontato. Ma sappiamo anche che non è affatto semplice riuscire sempre a fermarsi ad analizzare le situazioni con lucidità.

Questo momento storico è una prova durissima per noi allenatori, ma ci offre preziose opportunità per nuovi modi di fare squadra e allenare i nostri giocatori, portandoci ad un forzato miglioramento delle nostre competenze alla continua ricerca di fantasiosa qualità e novità.

La speranza è quella che questo disastro possa finire prima possibile, ma sappiamo tutti che non sarà così.

Il nostro lavoro dovrà essere speciale, per far si che i nostri ragazzi arrivino alla fine di questo incubo ancora più innamorati di prima del calcio.

 

Il Doppio Allenatore dei Portieri

Buongiorno a tutti !!

Spero stiate tutti bene, purtroppo siamo ritornati in una situazione border line che ci impedisce, se non a tutti a molti, di ritornare sui campi a fare quello che più ci piace….

Speriamo di ritornare ad un briciolo di normalità….

Oggi volevo proporvi una considerazione che, dal titolo dell’articolo, avrete già individuato. Durante questa mia esperienza da allenatore in una squadra professionistica ho rafforzato, se ce ne era ancora bisogno, la mia convinzione che allenare in due è estremamente utile e formativo per i ragazzi. 

Avendo la fortuna spesso di avere i video degli allenamenti si nota una grande differenza tra quando l’aiuto viene richiesto ai ragazzi a quando invece sono due Mister che operano insieme; la velocità di palla, di esecuzione e la concentrazione sono assolutamente migliori rispetto a quando i ragazzi vedono di fronte a loro un amico a cui non vogliono fare un torto”.

Gli ultimi allenamenti che abbiamo eseguito in coppia, anche con l’ausilio di un deviatore artigianale e di uno scudo, hanno prodotto una intensità importante ed un adattamento alla situazione che mi sono piaciute molto e credo abbiano stimolato molto i ragazzi .

Bastano situazioni molto semplice ma l’attenzione che i ragazzi hanno sapendo che in tutte e due le fasi dell’esercitazione può capitare qualcosa che li mette in difficoltà, visto che in tutte le azioni entriamo in gioco noi Mister, aumenta sensibilmente la concentrazione dei ragazzi.

Doppio Allenatore dei Portieri

In questa esercitazione il portiere parte da una posizione di palla in possesso del Mister 2 che passa la palla al Mister 1 al limite dell’area ( E qui primo spostamento del portiere che si deve regolare sulla velocità di palla concentrandosi sul timing di stop del Mister 1 ) il quale può calciare o ripassare la palla al Mister 2 che nel frattempo è scattato per effettuare un cross su una delle tre posizioni segnalate ( Qui abbiamo un potenziale tiro oppure un secondo spostamento sia in profondità che in lateralità sempre dettato dalla velocità di palla ) il Mister 2 effettua il cross per un colpo di testa al volo del Mister 1, o degli altri portieri che diventano attivi sul cross, oppure effettua un passaggio arretrato per il Mister 1 che può scegliere come concludere.

L’esempio che riporto sopra è banale ma pensate se al posto del Mister 1 ci fosse un ragazzo, come si svolgerebbe l’esercitazione ?  La velocità della palla potrebbe essere la stessa ? La precisione   e l a consapevolezza di piazzare il pallone dove si vuole potrebbe essere la stessa ? La voglia di far migliorare il portiere spingendolo al limite o lavorando sui suoi difetti potrebbe essere la stessa ? 

Questo è solo un possibile esempio di una esercitazione che cambia radicalmente con l’utilizzo del Doppio Allenatore dei Portieri quando non si può utilizzare la squadra per un esercizio situazionale che comprenderebbe attacco e difesa .

Cosa ne pensate ? 

Aspetto commenti e pensieri…..

A presto !!!

 

Deviazione in tuffo e rialzata

Buongiorno a tutti, spero stiate tutti bene !

Oggi vorrei proporre una progressione sulla deviazione ad una mano con la relativa rialzata e riposizionamento su una eventuale seconda palla.

Premetto che in questa fase non curerò in maniera troppo analitica il gesto del tuffo ma mi concentrerò sulla deviazione, sulla rialzata e sul riposizionamento corretto.

Come primo esercizio andrò a posizionare palla i fil di palo spostata in avanti di una ventina di cm ed il portiere da centro porta effettuerà un passo spinta andando in deviazione ad una mano verso il compagno che attende la deviazione, qui mi soffermo solo sul fatto che, a mio modo di vedere, la mano e l’avambraccio DEVONO rimanere al suolo strisciando.

Ho notato, invece, che la tendenza è quella di sollevare l’avambraccio in tanto che avviene l’impatto con il pallone e questo, se non c’è una perfetta coordinazione, rischia di non impattare bene il tiro ma soprattutto di far passare il pallone tra mano e suolo. 

Ne secondo esercizio inserirò un pallone sotto il mio controllo su cui il portiere dopo aver effettuato la parata si rialzerà con il metodo tradizionale all’italiana quindi piegando la gamba  omologa al lato di tuffo facendo perno sul ginocchio contestualmente ad uno sbilanciamento del busto in avanti e utilizzando la mano, sempre del lato omologo al tuffo, come appoggio per poi sposate la gamba superiore in avanti per rialzarsi .

Nel terzo esercizio aggiungo sola la variante che il Mister, dopo la rialzata del portiere, si sposta la palla e tira in porta e qui si ha un nuovo riposizionamento sulla seconda palla ed una parata.

L’ultima parte è molto più dinamica e sostanzialmente unisce tutte le esercitazioni precedenti .

Il mister calcia la palla verso la porta dove il portiere dovrà effettuare la deviazione al compagno che, a seconda delle indicazioni del Mister ( di prima o con controllo), gli passerà la palla .

Nel frattempo il Mister si sposta verso la direzione del passaggio per ricevere la sfera in maniera da concludere a rete; allo stesso modo il portiere dopo aver effettuato la deviazione dovrà rialzarsi e riposizionarsi sul  secondo tiro.

Come notate il secondo tiro avviene dalla stessa parte della deviazione perché a mio parere è impossibile deviare ad una mano verso dx e dover compiere una rialzata verso sinistra fermo restando un eventuale rimpallo che cambia completamente la traiettoria ma che, comunque , non permetterebbe al portiere di fare la prima parata .

Credo sia molto importante lavorare bene sull’avambraccio della mano che devia perché troppe volte, come dicevo prima, la mano si alza troppo velocemente durante l’impatto.

Come al solito non vedo l’ora di avere dei feedback !!!

Vi aspetto !!! Alla prossima. !!

 

IL TIMING SUGLI SPOSTAMENTI

Ciao a tutti ! Eccoci di nuovo qui….Come al solito spero stiate tutti bene….

Oggi vorrei parlarvi del timing sugli spostamenti cioè la ricerca dello stop in posizione corretta del portiere in funzione della trasmissione di palla avversaria. Sembra una cosa banale ma in realtà il corretto posizionamento unito al corretto timing di stop sul controllo avversario permette al portiere di poter essere efficace in molte occasioni cosa che, essendo in movimento, diventa difficile. 

Ricominciando a fare allenamento mi sono accorto che i ragazzi avevano perso proprio il corretto tempismo sull’arresto della palla in possesso all’attaccante per questo ho proposto una banale esercitazione per riprendere i tempi corretti.

Innanzitutto la premessa è che per gli spostamenti corti si usa un passo accostato mentre per gli spostamenti lunghi si usa la corsa, questo deve essere molto chiaro ai ragazzi come deve essere altrettanto chiaro che differenza c’è stra le due tipologie di spostamento. E’ logico che in tutti i casi comanda la velocità della trasmissione di palla su cui il portiere si deve regolare.

Per stimolare proprio questo gesto ho proposto una semplicissima esercitazione che riporto qui sotto:

timing

Nella prima parte i portieri ed il mister si passano il pallone e con obbligo di controllo. Il portiere si deve spostare e fermarsi in posizione corretta sul controllo del compagno. Si finisce il giropalla con un tiro che in questa prima fase viene fatto solo dal Mister (Per correggere la posizione) e che nelle ripetizioni si sposterà volta per volta in posizioni diverse.

Le varianti che interverranno in un secondo momento sono le seguenti :

  • Passaggio di prima intenzione ( Quindi molta più velocità di esecuzione ) e di conseguenza ancora più stress nella ricerca dello stop in posizione corretta ;
  • Libertà di tiro a tutti e di conseguenza soglia di attenzione ancora più alta ;
  • Anticipo del tiro da parte dei compagni con spostamento quindi entra in gioco anche la visione periferica e la velocità sulla presa di decisione.

Sicuramente questa è una esercitazione semplice ma, a mio parere, di una valenza importante per dare principi corretti ai ragazzi. Ricordo sempre ai miei portieri che, nel caso non riescano a posizionarsi correttamente, ” Meglio fermi messi in posizione sbagliata che in movimento ma in posizione corretta”  questo perchè da fermi possiamo eseguire il gesto richiesto dall’eventuale conclusione ma se siamo in movimento il gesto non si riesce ad eseguire in maniera efficace.

Sperando che vi sia piaciuta questa semplice esercitazione vi esorto a darmi le vostre opinioni se volete.

 

A presto !