Partitella a 4 porte – Progressione

Buongiorno a tutti.

Ci scusiamo per la “pausa” di questi ultimi  giorni, abbiamo avuto vari imprevisti che ci hanno tenuti forzatamente lontani.

Adesso siamo qua, pronti a ripartire con il nostro amato calcio.

L’esercitazione che propongo oggi è sicuramente un classico dei classici; il calcio è una cosa semplice, ma spesso noi allenatori ci intestardiamo nel volerlo rendere difficile.

Oggi mi rivolgo alle fasce più piccole, quelle dei primi approcci al calcio. 

Uno dei principali obiettivi di questa età è sicuramente quello di portare il ragazzo alla gestione del movimento nello spazio e nella ampiezza del campo.  E soprattutto ad iniziare ad affrontare ed abbandonare l’egocentrismo tipico dei bambini, ancora presente nei primi anni di scuola calcio, inziando a sviluppare la condivisione con i compagni.

Questa progressione risulta essere perfettamente efficace lungo il percorso, e soprattutto non richiede particolari sforzi per la preparazione. 

L’unica cosa da preparare è semplicemente un campo con 4 porte, 2 per squadra, disposte una affianco all’altra in posizione laterale in modo da andare ad attaccare tutta la superficie.

La progressione nei mesi è composta da:

1 vs 1 (campo ridotto): allena la conduzione del pallone e la gestione di tutta l’ampiezza del campo

-2 vs 2 : allena il passaggio e il conseguente movimento nello spazio per ricevere il pallone (smarcamento) e, cosa assai importante, la copertura. Da riproporre, nel periodo iniziale, fino alla nausea. A mio avviso il più importante, assolutamente da non sottovalutare.

-3 vs 3: fondamentale per arrivare allo step successivo: la ricerca del terzo uomo e per iniziare a curare la finalizzazione di squadra.

-4vs 4: da proporre con prudenza e ai più grandini,  dopo aver assimilato le precedenti varianti. Nel 4 contro 4 possiamo iniziare ad allenare la corsa degli esterni della zona di competenza in profondità, alle spalle del difensore. Come vedete ho avvicinato appena le porte, per arrivare poi nelle prossime categorie ad allenare il taglio  verso la porta.

 

Ragazze Ribelli & Sport ©: Marta Carissimi

Marta ha iniziato a 9 anni nella squadra del paese, spinta dai compagni di classe che volevano giocasse con loro. Dopo il primo allenamento la società le ha subito fatto firmare il cartellino.
In deroga al regolamento, ha giocato fino a 15 anni con i pari età, poi è passata a giocare nel femminile al Torino, pensava di andare con la squadra primavera e invece a 15 anni si è ritrovata subito a giocare in prima squadra, in serie A.
6 mesi dopo la prima convocazione in Nazionale U19, con cui, negli anni, disputò due campionati europei e un mondiale di categoria.
In Nazionale A ha esordito a febbraio 2007 collezionando 56 presenze e partecipando all’Europeo di Finlandia 2009 e Olanda 2017.
Dopo 9 anni al Torino il passaggio a Verona, due anni lì, poi uno all’Inter e un’esperienza in Islanda. Di nuovo Verona, con cui vinse il campionato e poi alla Fiorentina. Due stagioni incredibili con scudetto e due coppe Italia e poi gli ultimi due anni al Milan, dove chiuse la carriera.
Diplomata al liceo scientifico e successivamente laureata in ingegneria Gestionale al Politecnico di Torino.
Un master in Management degli impianti sportivi e a breve sosterrà l’esame per l’abilitazione al patentino da allenatore UEFA B.
Lei è sempre stata consapevole che la carriera calcistica ha una vita relativamente breve e che sia quindi fondamentale formarsi per essere pronti al mondo del lavoro.
Inoltre, fino a pochi anni fa, erano quasi nulle le opportunità di lavoro nel mondo del calcio femminile.

L’Europeo che ci piace – UNA STRANA AMICHEVOLE

Ciao a tutti e ben trovati….

Oggi non voglio parlare di esercizi o temi particolari sul ruolo del portiere ma soltanto parlare di una giornata particolare.

Il 19 Giugno siamo stati invitati a Coverciano per giocare un’amichevole con la Nazionale A che si è laureata campione d’Europa. La nazionale aveva appena giocato e vinto contro la Svizzera. Potete immaginare l’emozione nostra e dei ragazzi alla notizia che, a dire la verità e fino all’ultimo sembrava inimmaginabile.

Personalmente penso di aver giocato il jolly di una vita nel senso che calciatori pro che fanno una carriera di professionismo non hanno mai avuto l’occasione di giocare un’amichevole proprio con la nazionale maggiore. ed io esattamente due anni dopo il mio esame di abilitazione a Coverciano mi sono ritrovato nel Centro Tecnico Federale a parlare con Vialli che ho visto in TV e nelle figurine. Se non è un jolly questo!

La foto non è delle più belle ma per me è ricca di significati e soprattutto tutto lo staff azzurro si è dimostrato molto disponibile verso tutti noi . Per fare un esempio Mister Mancini ha salutato tutti personalmente con una stretta di mano, che non credo sia una cosa da tutti.

Tutto quello detto in tv è vero…clima sereno ed amichevole, attenzioni da parte di tutti.

Ci sono tanti aneddoti che ci hanno fatto capire cosa voglia dire GRUPPO e quello che si è visto durante questo europeo lo ha dimostrato appieno.

Credo che sarà uno dei ricordi calcistici migliori della mia vita e me lo terrò ben stretto.

Scusate se ho scritto di questa avventura ma mi piaceva condividerla.

A presto !

Calcio femminile giovanile: San Leo

Nasce sui campi della  ASD San Leo la prima squadra femminile giovanile del quartiere San Leonardo di Parma.

Emilio Cosentino, team Manager e responsabile della comunicazione della società ci racconta:

La nostra è una società di quartiere e vediamo nello sport un importante mezzo di sviluppo sociale per il territorio.

Il 2 giugno abbiamo organizzato un Open Day Femminile di calcio in allenamento congiunto con il Parma Calcio femminile e l’evento ha avuto un discreto successo arrivando ad avere l’adesione di 12 bambine.

Sono rimasto piacevolmente sorpreso di trovare delle mamme residenti del quartiere che guardando dall’esterno e vedendo bambine giocare hanno deciso di portare anche le proprie figlie a fare una prova.

Uno degli obiettivi che ci prefiggiamo è riuscire a creare squadre di calcio esclusivamente femminili, perchè molti genitori delle bambine sono scoraggiati dal gioco misto e dalle problematiche ad esso connesse.

La chiave per lo sviluppo è battere il pregiudizio e gli stereotipi legati alla pratica sportiva delle donne.

Posso gradevolmente constatare, però, una maggiore apertura mentale da parte dei genitori rispetto al passato e il numero di adesioni in costante ascesa lo sta dimostrando.

Siamo ancora agli inizi e non c’è omogeneità tra le età anagrafiche delle ragazze e penso che sia un fattore comune a tutte le nuove squadre della città.

Confido quindi in una congrua elasticità guidata dal senso sportivo e dai principi di inclusione che esso rappresenta perché nessuna venga esclusa.

Per poterlo mettere in pratica occorre collaborazione da parte delle società e degli organizzatori dei campionati. Confido perciò di poter fare rete tra le società che nella nostra città stanno condividendo il nostro stesso percorso per poter collaborare reciprocamente al fine di poter offrire alle ragazze un campionato e i giusti stimoli per la crescita sportiva e personale.”

Passaggi in movimento

Esercizio di passaggi in movimento da utilizzare soprattutto in riscaldamento dove simuliamo la costruzione del gioco, La palla viene giocata in profondità dopo che il gioco è stato aperto con due passaggi brevi.

Passaggi in movimento

I giocatori A alzano le braccia prima del primo passaggio in modo da partire contemporaneamente.

Il giocatore A passa al giocatore B per un 1 – 2. Quando il giocatore A riceve la palla di ritorno passa in profondità la palla attraverso i paletti all’altro gruppo.
Il giocatore B fa un contromovimento veloce e attende il passaggio dall’altra parte dell’esercizio.
Quando il giocatore B riceve la palla la passa al giocatore successivo (C) nel gruppo di partenza.
Dopo l’azione il giocatore A assume la posizione B, C diventa il giocatore iniziale e assume la posizione A, B si trasforma in C.

I giocatori devono stare in movimento andando velocemente a proporsi negli spazi vuoti

Anche in questo esercizio ci sono molte varianti. Cambiare il senso di otazione (antiorario invece che orario), cambiare le distanze, ecc.
Succede spesso con i giovanissimi ad esempio che i ragazzi tendano ad evitare di usare il piede debole. Il mister deve fare in modo di farglielo notare ed eventualemte far girare l’esercizio per obbligarli ad utilizzarlo.

E’ un esercizio semplice ma conviene mantenere gruppi di pochi giocatori per evitare confusione. Eventualmente si fanno più campi.costruire uno o più campi.

Concentrazione, passaggi precisi e un buon controllo di palla sono fondamentali per la buona riuscita di questo esercizio.

Fuorigioco: sintonia tra centrocampisti e attaccanti

Tutti i giocatori della squadra devono essere a conoscenza di come funziona la propria strategia del fuorigioco. In questo allenamento dividiamo il campo in 3 parti dove ogni “terzo finale” ha tre difensori e due attaccanti, e il centrocampo contiene quattro centrocampisti contro una squadra invece schierata con due difese a 3 e un centrocampista.

Fuorigioco

Il mister inizia ogni fase passando la palla a un qualsiasi centrocampista. I centrocampisti fanno girare la palla prima di passare a uno degli attaccanti nelle aree di attacco.

Giochiamo una palla avanti – indietro – avanti. Sotto la pressione dei difensori, gli attaccanti tengono alta la palla sul primo passaggio dei centrocampisti e la passano indietro facendo un movimento a smarcarsi.

Sull’ultimo passaggio tra centrocampisti e attaccanti, tutti i difensori avversari devono “farsi avanti” per cercare di mettere gli attaccanti in fuorigioco.
I centrocampisti possono compiere inserimenti ma l’attenzione deve essere posta a mantenere il possesso palla per trovare gli attaccanti con passaggi tempestivi e angolati.

Importante che ci sia sintonia tra centrocampisti e attaccanti. Gli attaccanti devono con il movimento tentare di aprire la difesa stando attenti a rimanere in gioco mentre i centrocampisti devono considerare il tempismo, la velocità e l’angolazione delle loro corse e passaggi.

Costruzione dal Basso nel settore Giovanile

Oggi segnaliamo una bella iniziativa da parte di Aiac Parma che il 19 GIUGNO organizza il primo stage “Dante Boni” sul tema della costruzione dal basso nel settore giovanile.

Mister Gino Cervi e mister Stefano Bonaccorso saranno presenti sul campo del Colorno calcio sia al mattino che al pomeriggio per gestire l’attività.

Si tratta di un corso a pagamento (25,00 € per associati AIAC e 40,00 € per non associati) che prevede però nel costo sia il pranzo che il kit comprensivo di: cartellina per prendere appunti, maglia, bermuda e calzettoni da indossare durante lo stage, dello sponsor tecnico ERREA.  

Si ricorda che per motivi organizzativi saranno accettate le prime 80 adesioni.

I docenti                                                                                                                                    

Stefano Bonaccorso – Coordinatore del settore Giovalile ATALANTA
Gino Cervi – cofondatore del sito ILMISTERONE.COM – Preparatore dei Portieri Staff CREMONESE – Referente Provinciale Apport per Parma

 

Trattamento palla – Coordinazione

 

Buongiorno a tutti.

Questo articolo nasce dalla mia diretta esperienza personale, analizzando quasi 6 mesi di allenamenti di questa stagione. 

In estate ho completato il corso Uefa C;  tra i vari spunti acquisiti, sicuramente quello più interessante riguarda le modalità di cura del trattamento palla.

Per trattamento palla intendiamo tutti quei gesti che permettono al ragazzo di arrivare a migliorare il dominio del pallone e la sensibilità verso l’attrezzo stesso.

Il nostro docente di Tecnica Ivan Zauli, noto maestro della tecnica nonchè creatore del progetto “La strada dei campioni” (https://ivanzauli.it/), insistette molto su una strada alternativa a quella tradizionale (giochi motori) per migliorare la coordinazione dei ragazzi: quella, appunto, del trattamento palla.

Sin da settembre, ho alternato le due modalità di attivazione. Nei mesi sono piacevolmente rimasto sorpreso dai notevoli risultati avuti a livello coordinativo  e di dominio del pallone che queste esercitazioni hanno portato. 

Nello specifico, andiamo a chiarire meglio in cosa consistono queste esercitazioni. Mi servirò dell’aiuto di video, sia per facilitare la mia spiegazione, sia perchè mi sembra doverosa una piccola “pubblicità” a chi ci ha introdotti a questo.

Un primo vantaggio di questa esercitazione è quello della velocità di preparazione, in quanto l’unico materiale necessario può essere solamente un cinesino.  Generalmente, giunti al momento di iniziare l’attività, ai miei ragazzi dico: “prendete il cinesino“. Autonomamente, si dispongono in campo con il loro cinesino davanti ai piedi  e sono pronti per iniziare. 

L’obiettivo dell’esercizio è quello di mantenere un contatto ininterrotto con il pallone, muovendoci sul posto.

Il piede infatti non si stacca mai dall’attrezzo, il movimento è continuativo. Questa è la prima raccomandazione fondamentale per la coordinazione e la sensibilità.   La seconda riguarda il piede di appoggio, quello non occupato dal pallone: mai, mai, mai fermo!!! Il movimento di questo, ci permette di scandire il ritmo dell’esercizio e di arrivare ad un perfetto equilibrio.

Utilizzando inizialmente un piede, e poi entrambi insieme, andiamo a simulare inizialmente a spostare il pallone per dei cambi di direzione,  da un lato all’altro del cinesino. 

Successivamente possiamo proporre tutti i gesti che vogliamo trasmettere per vincere l’ 1 contro 1 in campo. (doppio passo, forbice ecc. ecc.)

Se volessimo invece passare ad una esercitazione completa, non più una attivazione, possiamo inserire nell’esercitazione un duello 1 contro 1 o la conclusione in porta.

Di seguito pubblico due video (pubblici), uno dell’Academy del Chievo Verona, l’altro (più complesso, forse più adatto alle categorie più grandi) del docente Zauli di cui parlavo prima, per farvi rendere conto visivamente e semplificare la spiegazione del trattamento palla.

 

Voltarsi e segnare goal

Quando il percorso verso la porta è bloccato, i giocatori devono essere in grado di voltarsi e segnare trovando un percorso verso la porta, 

Voltarsi e segnare goal

Alla chiamata del mister , l’attaccante rosso passa la palla al mister e riceve un passaggio. I difensori partono quando il mister effettua i passaggio di ritorno per entrare in campo e coprire le porte sul loro lato del campo. L’attaccante deve decidere rapidamente a quale obiettivo tirare e usando l’inversione a U entrare in una delle zone di tiro per segnare.

Gli attaccanti intelligenti useranno la velocità per raggiungere la palla e riusciranno ad entrare in una zona di tiro prima che i difensori reagiscano. Voltarsi e muoversi in una direzione diversa se il difensore è già piazzato diventa un’abilità vitale per qualsiasi giocatore che vuole mantenere il possesso e trovare opportunità per fare goal.

Chi non tira in porta non segna.
Vujadin Boškov

ALLENARE IL PORTIERE SECONDO IL MODELLO PRESTATIVO?

Ciao a tutti e bentrovati !

Oggi lo spunto della giornata deriva da una conversazione che abbiamo avuto con i colleghi dell’area portieri con cui condividiamo idee e pensieri. Parlando di analisi video, e di conseguenza all’estrapolazione di dei dati, ci  si è posta la domanda di come utilizzarli.

A differenza dei giocatori di movimento in cui con i dati si può identificare il modello prestativo con il portiere è molto più complicato perchè i dati ci indirizzerebbero verso una direzione che non sarebbe corretta .

A tal proposito inserisco dei grafici che ho ricavato dall’analisi di una partita di Under 19 Nazionale (Primavera 2 ) e come noterete ci sarebbero delle indicazioni ben precise .

 

Come notate dal grafico a torta la fanno da padrone le transizioni positive che sommate danno 84% ed in particolar modo quelle podaliche con il 72% mentre a scendere andiamo sulla difesa dello spazio con il 14% ( Uscite ) e con solo il 2% le parate.

Alla luce di questo modello prestativo ricavato dal match negli allenamenti dovremmo lavorare di più sulle transizioni podaliche, che logicamente hanno anche la percentuale maggiore di errore come vedete nell’istogramma.

A mio parere la cosa non può funzionare data la complessità del ruolo che in prima battuta deve indicare al portiere di difendere la porta, lo spazio e poi di giocare con la squadra.

Oggi questa tendenza viene trascurata nel senso che gli allenatori pretendono dal portiere sempre che pari e non sbagli nei suoi fondamentali ma in più gli chiedono di avere una proprietà podalica pari quasi ad un centrocampista.

D’altro canto, troppo spesso, non pensano ad esercitazioni integrate che permettano al portiere di migliorare le proprietà podaliche insieme ai compagni di squadra.

Credo che ci sia la necessità, proprio per la complessità del ruolo, di valutare bene che modello utilizzare per allenare correttamente i nostri portieri e  sempre più spesso si avverte la necessita di  integrarsi con la squadra per ottimizzare in maniera migliore i tempi di lavoro specifici sul lavoro podalico.

E’ chiaro che questo programma deve essere concordato con il Mister che deve adattare anche il suo lavoro alle esigenze del portiere e soprattutto metterlo nelle condizioni più reali possibili, quindi con situazioni e spazi veritieri, in maniera da aumentare le sue competenze e la sua intesa con i giocatori di movimento.

Una nota che è emersa dall’interpretazioni dei dati, ma che non ho riportato , riguarda il fatto che la maggior parte degli errori sulle transizioni podaliche nasce da un’azione di retropassaggio e questo mi ha fatto pensare che forse non è solo il portiere a sbagliare ma forse viene messo nelle condizioni di poter sbagliare; è molto più facile scaricare la colpa sul singolo che ha effettuato l’ultima giocata che non esaminare da dove può derivare l’errore di più singoli insieme.

Con questa considerazione vi saluto e come al solito vi chiedo di condividere i vostri pensieri.

A presto !