Giovinette: le calciatrici che sfidarono il Duce

Virginia Divivo, per Ragazze nel Pallone, intervista Federica Seneghini sul suo libro riguardante la storia di alcune giocatrici milanesi al tempo del Regime Fascista.

Insieme analizzano alcuni aspetti socioculturali che hanno frenato l’ascesa del movimento femminile nel calcio a partire dagli albori per arrivare ai giorni nostri.

Il libro offre quindi molti spunti di riflessione sulla condizione della donna nello sport e nella vita di tutti i giorni.

Buon ascolto.

Mai dire Pol: Intervista a Luana Andreini

MAI DIRE POL: Diretta Instagram dal canale ufficiale della squadra Polisportiva 1980 di Santa Maria Nuova di Bertinoro. 

Nella puntata proposta, Marianna Pepe (portiere della Polisportiva 1980), conduttrice della diretta, ha come ospite il portiere Silvia Bagnolini della ACDF Virtus Romagna Calcio a 5 (militante in serie A2), con cui parlerà del ruolo dell’estremo difensore nel futsal.

A seguire intervisterà il capitano della sua squadra Luana Andreini.

Marco Montemagno intervista Elena Linari

Calcio femminile e dintorni con Elena Linari

Calcio femminile e dintorni con Elena Linari

Pubblicato da Marco Monty Montemagno su Lunedì 13 aprile 2020

Ripropongo questa intervista come testimonianza perché tocca diversi temi interessanti e spunti di riflessione a 360° sul calcio femminile.

 A me personalmente ha lasciato delle domande su come il calcio femminile italiano possa avvicinarsi al professionismo:

  • Come si può aumentare l’audience per portare investitori?
  • Si può investire nella figura del nutrizionista?
  • Si può investire nella figura dello psicologo dello sport?
  • Si può investire in persone in grado di proporre piani di allenamento personalizzati?
  • Si possono portare queste figure anche nelle categorie giovanili?

#ragazzeinquarantena: Intervista a Sara Iturriaga

#ragazzeinquarantena, ovvero la diretta #IG della 📺 di #rnp, intervista Sara Iturriaga.
Inizia a giocare dai 4 agli 11 anni nella squadra maschile fino a che non entra nella femminile nella sua regione: La Rioja.
A 17 anni si trasferisce a Madrid per studiare continuando a giocare, vincendo 5 Campionati di #Spagna, 5 #CampionatiUniversitari e 2 Europei Universitari Calcio a 7.
🏅🏅🏅
Con la Nazionale Spagnola di #futsal vince 4 Tornei Mondiali e 2 Tornei Internazionali in Russia.
💣 💣 💣
Curriculum sportivo:
4 anni giocatrice dell’ #AtleticoMadrid C5.
🇮🇹 Dal 2013 inizia la sua avventura Italiana:
– 2013/2015 #MontesilvanoC5
– 2015/2016 #OlimpusRoma
– 2016/2017 #Kickoff Milano
– 2017/2019 #Grisignano
– 2019/2020 #Granzette
(attualmente prime in classifica in A2)
🏆🏆🏆
..
#ragazzenelpallone #rnp20 #futsal

L’associazione Tutti in campo per tutte chiacchiera con Solocalciomercato di calcio femminile

L’associazione Tutti in campo con tutte invita sul proprio canale Instagram la pagina facebook Solocalciomercato per parlare di calcio femminile.

Ve ne ripropongo l’ascolto perché secondo me si toccano tanti temi interessanti per tutti coloro che vogliono avvicinarsi a questo mondo.

Si tratta di una intervista abbastanza lunga, ma merita di essere ascoltata.

Cartellino rosa intervista Manuela Nicolosi (arbitro)

Il calcio ha ormai sdoganato tante figure femminili… giocatrici, allenatrici, dottoresse, psicologhe, massaggiatrici e dirigenti… ma questo mondo è davvero pronto a delle donne arbitro?

Manuela Nicolosi, racconta la propria esperienza di arbitro in Francia nella diretta Instagram di Cartellino Rosa.

(Rubrica di informazione sul calcio femminile che racconta storie di persone e sport)

#Lacasadiorla: Chiara Bassi – Giampiero Piovani – Jessica Parmiggiani

#Lacasadiorla 

Mister Orlando D’Alsazia presenta ed intervista Chiara Bassi, Giampiero Piovani  e Jessica Parmiggiani. 

Con Chiara Bassi (allenatrice del Granzette Calcio a 5 militante in A2) sviscera alcune delle problematiche per le squadre che militano nella serie cadetta del calcio a 5 italiano.

Giampietro Piovani (ex calciatore del Piacenza e mister del Sassuolo Femminile) parla da professionista del pallone delle soddisfazioni che provengono dal calcio femminile. Chiara la passione e l’entusiasmo espressi dalle parole di chi ha allenato molte delle ragazze mondiali.

Jessica Parmiggiani (giocatrice del Bagnolo calcio a 5 femminile) mette a confronto il calcio a 5 amatoriale con quello di Federazione.

Pensando allo spogliatoio

Lo Spogliatoio…questo sconosciuto! Come lo si vive, come lo si gestisce…cosa succede dentro quelle “4 mura”. Il punto di vista di Davide Gottuso, mister del Forii calcio a 5.

Quanto è importante per un Mister “saper comunicare”?

Credo sia una delle qualità più importanti per un allenatore, saper comunicare verbalmente ma anche fisicamente è fondamentale… Riuscire ad entrare in empatia con ogni ragazzo, riuscire a trasformare la propria autorità (data dal ruolo di Mister) in autorevolezza grazie al modo di comunicare con i giocatori crea un rapporto di reale fiducia indispensabile per ottenere risultati positivi.

Secondo me un allenatore deve essere un po’ padre, un po’ fratello maggiore, un po’ professore, un po’ psicologo e un po’ amico… Se manca qualcuna di queste figure diventa difficile trovare il modo giusto per comunicare con la squadra.

spogliatoio

Codici di comportamento e regole… come le gestisci con i tuoi giocatori?

Di fatto creo ad inizio stagione una sorta di regolamento interno, dove ad ogni situazione negativa viene associata una sorta di “punizione”, come a cercare di creare qualcosa di automatico e schematico, ma ciò serve solo ad indicare cosa non si deve fare, nella realtà ogni situazione viene valutata volta per volta, cercando di avere un metro di giudizio oggettivo e di non creare differenze all’interno dello spogliatoio.

Ammetto che molto dipende dal trascorso del giocatore in questione, nel senso che se due giocatori arrivano tardi ad allenamento, oltre a prendere in considerazione le motivazioni e se hanno avvisato per tempo o no, valuto il passato dei due ragazzi, il decimo ritardo non può avere lo stesso peso del primo o del terzo.

Ti è mai capitato di “ammettere di aver sbagliato” nello spogliatoio?

Un sacco di volte, mi è capitato di scusarmi per una reazione magari troppo forte o per un rimprovero troppo veemente, parto sempre dal presupposto che ai ragazzi non serve un dito accusatore ma piuttosto un muro dietro al quale sentirsi protetti, devono giocare ed allenarsi con serenità, ho sempre fatto da scudo alle loro prestazioni negative cercando di prendermi le mie responsabilità.

Come prepari una partita?

Dal punto di vista tecnico/tattico in base ai fattori statistici e oggettivi, dimensioni del campo, tipo di gioco preferito dagli avversari, situazione di classifica, giocatori a disposizione, etc. etc…

Dal punto di vista emotivo in base all’importanza della gara e soprattutto ai comportamenti dei miei giocatori, se li vedo troppo euforici cerco di abbassare la loro “troppa” sicurezza, se invece li vedo rassegnati o abbattuti vado a cercare di colpire il loro orgoglio e provo ad infuocare il loro spirito.

Durante la settimana martello molto, a prescindere dalla classifica o dai risultati ottenuti, ogni partita va giocata con la massima concentrazione e con il massimo rispetto dell’avversario, nessuna partita è vinta o persa al venerdì sera… I conti si fanno dopo il triplice fischio.

spogliatoio

Che tipo di comunicazione fai quando devi comunicare i titolari e le riserve?

Nel calcio a 5 trovo riduttivo parlare di titolari e riserve, nell’arco della partita tutto cambia costantemente ogni secondo.

I convocati al match vengono indicati al mattino del giorno di gara, con un messaggio nel gruppo di whatsapp, raramente avviso prima un non convocato, alla fine lo trovo poco rispettoso per me e per il mio staff, come se dovessimo giustificarci di una scelta, i 12 che vengono convocati, lo sono in funzione del match e della stagione, e sono sempre quei giocatori che mi danno più garanzie.

Come ti comporti dopo una sconfitta?

Partiamo dal presupposto che mi metto sempre in discussione, mi assumo la totale responsabilità delle sconfitte.

La mia reazione però dipende principalmente da due fattori, il primo è l’atteggiamento avuto dai ragazzi e il secondo le scelte fatte. Ammetto di non essere bravissimo nel riuscire a non esternare rabbia o delusione ma credo che per imparare a vincere bisogna necessariamente saper perdere.

Se però ho notato poco attaccamento alla maglia o mancanza di voglia allora significa che non sono nel posto giusto, perché una squadra allenata da me non può scendere in campo senza il sangue agli occhi.

Alla fine chi comanda dentro uno spogliatoio?

Risponderei tutti e nessuno, lo spogliatoio è un po’ come una famiglia, dove intervengono sicuramente  i  genitori  ma  anche  i  fratelli  maggiori,  gli  zii  e  i  nonni  hanno  la loro importanza e utilità… Ecco, Il Mister, i giocatori, i dirigenti, i collaboratori tecnici… ognuno ha la sua importanza e aiuta nel creare un ambiente il più sereno e positivo possibile.

spogliatoio

Che “strategie” utilizzi per cambiare le “strategie” in una squadra?

Gioco di parole interessante, diciamo che cerco sempre di far arrivare alle soluzioni i giocatori stessi, cerco sempre di aumentare la capacità cognitiva e provo ad avere giocatori pensanti in ogni momento, dal riscaldamento, all’esercitazione fino ad arrivare alla partita, voglio giocatori capaci di adattarsi e di trovare soluzioni, la maggior parte degli  allenamenti  sono  questo,  risoluzione  di  problemi.  

Quindi  se  stiamo usando strategie di squadra poco funzionali la mia strategia per cambiarle sarà quella di mettere i miei giocatori nelle condizioni di dover trovare soluzioni a problemi che con la “solita” strategia non possono essere risolti.

Come integri “i nuovi arrivi”?

Dipende da quanto sono importanti e dal loro carattere, se arriva un giocatore di un certo livello e con un carattere forte verrà trattato come gli altri, se invece viene un giocatore poco conosciuto o con un carattere introverso o timido come spesso accade con i giovani dell’under quando vengono aggregati alla prima squadra, allora faccio un po’ da chioccia, e cerco di farli sentire subito importanti per il progetto, magari creando esercitazioni che ne evidenzino le peculiarità, che sicuramente li porteranno ad emergere positivamente e a togliersi di dosso un po’ di timore iniziale.

spogliatoio

Calcio femminile giovanile: Intervista a Elisa Casellato dell’under 17 dell’Hellas Verona

Ripropongo questa intervista, presa dal canale Instagram dell’Hellas Verona Femminile, per far capire come vive una ragazza di 17 anni il calcio femminile. 

Ci teniamo a precisare che Elisa già vive una realtà dove esiste una categoria under 17 femminile, a differenza delle colleghe che l’hanno preceduta negli anni passati.

L’appello che mi sento di fare a tutte le società è di non vivere la presenza delle categorie femminili (anche giovanili) come un obbligo, ma come una possibilità di crescita.