Difesa a zona

Per chi ha già lavorato sulla difesa a zona questa esercitazione  porta i giocatori a contestualizzare il gioco giocando una partita con molti calcio d’angolo proprio per provare le marcature di questo sistema di gioco.

La squadra in difesa deve essere brava per disporsi bene in campo quando ha perso la palla per poter fare una efficace difesa a zona. Siccome durante la partita  verranno fatti molti calci d’angolo il mister deve osservare le decisioni dei giocatori su come difendere l’angolo.

Difesa a zona

Giochiamo una partita 7 contro 7 compresi i portieri. Ogni squadra, a turno, attacca e difende l’area di circa 20 metri quadrati davanti alla porta.

La squadra in difesa deve essere in area quando non ha la palla e se intercettando la palla sul possesso avversario la mette fuori si riprende con un calcio d’angolo contro di loro.

La squadra in attacco gioca normalmente ma non può segnare da fuori area. Se la squadra in attacco mette fuori la palla ricomincia con il proprio portiere. Se la squadra in difesa vince la palla, invece può contrattaccare velocemente.

Specialmente sugli angoli i difensori dovrebbero impostare la marcatura a zona. Ogni tre attacchi le squadre cambiano. I difensori devono mettersi in posizione per coprire tutte le aree dell’area.

Nell’esercitazione i giocatori oltre a migliorare collaborazione e comunicazione dovranno effettuare le scelte in base a determinati obiettivi:

  1. Intuire e rallentare le iniziative dell’attacco, cercarne di limitare il più possibile i vantaggi.
  2. Occupare la maggior parte dell’area difensiva in relazione alla palla e agli avversari (negando il maggior numero di linee di penetrazione e di passaggio).
  3. Coinvolgere tutti i giocatori nella difesa dovendo sempre adeguare la loro posizione rispetto ai movimenti della palla e degli avversari.
  4. Cambiare, “rompere”, il ritmo della squadra avversaria, facendo rallentare le iniziative dei giochi d’attacco.

Il rondo di Filipe Ragel

Filipe Ragel è l’allenatore dell’under 19 della Marcet Academy di Barcellona. Mi ha piacevolmente colpito questo rondo 4 + 2 x 2.

Come è scritto nel video gli obiettivi tecnici sono:
– Migliorare il primo tocco
– Migliorare l’utilizzo di entrambi i piedi
– Eseguire passaggi con diverse superfici del piede

Obiettivi tattici invece sono:
– Visione di gioco
– Creare spazio e occuparlo
– Gioco con passaggi lunghi e corti
– Pressione dopo la perdita della palla

Ci sono tanti modo di eseguire l’esercitazione. Alcune regole evidenziate nel video sono di poter giocare ad un tocco, oppure di poter utilizzare due tocchi (controllo – passaggio) se la palla non passa attraverso la coppia centrale.

Altro aspetto è che i giocatori con la palla sono divisi in 3 coppie (al centro e ai lati). Ogni volta che uno dei giocatori di una delle due coppie sui lati passa la palla da un lato all’altro senza passare attraverso la coppia al centro, la coppia che ha eseguito il passaggio viene scambiata con la coppia al centro.

In questo modo possiamo allenare sia il centrocampo che la difesa a seconda degli obiettivi nella programmazione.

Pressione sull’attaccante

Quando un difensore fa pressione sull’attaccante, è fondamentale che un altro difensore rimanga vicino in una posizione di supporto. Questo esercizio serve per abituare i giocatori ad “allearsi” in situazioni difensive in modo da migliorare la loro comunicazione, il loro posizionamento e il lavoro di squadra.

Pressione sull'attaccante

Il mister chiama il colore del cono. Il giocatore più vicino va verso il cono simulando la pressione sull’attaccante e e il compagno lavora in coppia comunicando e assumendo la posizione di sostegno dietro il loro compagno di squadra.
Quando la prima coppia si sposta sulla seconda serie di coni, inizia la coppia successiva.

Il mister deve spiegare bene come muoversi in coppia per recuperare il possesso palla.
Il giocatore più vicino deve esercitare pressione sulla palla.

I ragazzi devono capire che quando si avvicinano all’attaccante, il difensore deve decidere se forzare il giocatore verso un compagno di squadra o costringerlo a uscire dal campo a seconda della posizione che andrà ad occupare.

È importante che il difensore a sostegno comunichi con il suo compagno di squadra e prenda una posizione in cui è abbastanza vicino da bloccare l’avversario verso la porta se l’attaccante passa.

Alternandosi per fare pressione sui coni I difensori devono essere aggressivi nel loro approccio e “allearsi” contro l’attaccante per eliminare il possibile pericolo.

Pressione sull'attaccante

Lo sviluppo successivo è introdurre un attaccante. I difensori lavorano per due attacchi, tentando di impedire agli attaccanti di fare goal. Siccome gli attacchi provengono sia da desta che da sinistra entrambi i difensori hanno la possibilità sia di essere il difensore che fa pressione o quello che fa sostegno.

Dopo i due attacchi, gli attaccanti diventano i difensori ei difensori si uniscono alla fine delle linee di attacco.

Pressione sull'attaccante

Un successivo sviluppo e scegliere tre squadre da 2 persone Si inizia la partita passando alla squadra centrale, che attacca una porta a scelta. Se gli attaccanti fanno goal rimangono nella zona centrale altrimenti i difensori dalla parte dove hanno attaccato prendono il loro posto.

Se i difensori sono in grado di lavorare insieme facendo presisone sull’attaccante applicando le tecniche apprese sarò molto diffile per l’attaccante trovare spazi per segnare.

4 contro 2

Questo esercizio consiste in un normale gioco 4 contro 2, con entrambe le squadre che hanno l’opportunità di segnare un goal. 

4 contro 2

Dividiamo il gruppo in squadre di 4 (portiere escluso). Due giocatori della squadra in difesa aspetteranno come sostituti vicino alla porta. La squadra attaccante (rossa) inizierà la partita fuori area e proverà a sfruttare la situazione di superiorità, attraverso passaggi filtranti per portare i compagni al tiro.

Se la palla va fuori oppure in goal i difensori si trasformano in attaccanti e viceversa. Se i due difensori sono in grado di intercettare la palla faranno punto se riusciranno ad effettuare 3 passaggi consecutivi o più uscendo dall’area con la palla in possesso.

Invece che cambiare ad ogni tiro si può giocare una partita di 4 minuti dove il goal dell’attacco vale 1 punto e il goal (in possesso della difesa ne vale 3.

Se gli attaccanti invece prolungano molto l’azione di attacco i difensori in campo possono scambiarsi con quelli fuori per riposare.

Il mister con questo tipo di esercizio può lavorare su diversi obiettivi: la gestione del passaggio, l’intercetto, il possesso palla, il pressing, ecc.

Personalmente lo utilizzo per sottolineare la precisione sui passaggi e la creazione di triangoli di possesso palla per “tagliare” fuori l’intervento avversario. Un modo per abituare i ragazzi alla visione di gioco e a muoversi continuamente per dare possibilità di passaggio continuo ai compagni.

A seconda dell’età e della grandezza dei campi si può lavorare anche sulla forza o sulla resistenza alla velocità.

Se vogliamo tenere un ritmo alto la coppia di difesa all’interno dell’area dovrà aumentare l’organizzazione e i tempi di reazione. A volte sottolineare questo obiettivo preparo diverse squadre di attaccanti per fare in modo di avere degli attacchi a ripetizione e mettere in condizione i difensori di organizzarsi velocemente contro avversari diversi e di lavorare quindi sulla loro concentrazione e sui tempi di reazione.

Partita 4 porte

Esercizio che porta i giocatori a decidere in spazi piccoli e affollati. La partita 4 porte infatti vede 4 squadre giocare contemporaneamente due partite diverse tra loro.  I giocatori sono obbligati ad interagire in spazi limitati e devono creare spazio sia con la palla che senza palla per arrivare al tiro.

Diversi anni fa mi trovavo ad Antigua una piccola città di montagna al centro del Guatemala meta di diversi studenti sia stranieri che provenienti da tutto il paese per imparare bene la lingua. Mi sono fermato un pomeriggio a guardare in un campo da basket assembramenti  di ragazzi (con età molto diverse tra di loro) che giocavano sullo stesso campo partite diverse in contemporanea.

Nessun litigio, pochissimi falli e tanto adattamento alle situazioni che si venivano a creare con continui cambi di direzione e scelte decisionali dei singoli per poter arrivare all’obiettivo. Una gioia per gli occhi.

Obbligati dai pochi campi disponibili in città e dal numero alto di giocatori presenti, spesso senza conoscersi tra loro, si trovavano, costituivano squadre improvvisate per giocare adattandosi alle varie situazioni in campi  dove già si svolgevano altre partite in contemporanea …bellissimo…un esempio concreto di integrazione, dinamiche di gruppo, tecnica…giocatori pensanti!!!

Partita 4 porte

L’esercizio prevede di dividere i giocatori in quattro squadre da quattro (3 più il portiere). Le quattro squadre sono in campo contemporaneamente con due squadre che giocano in una direzione (blu e verdi) e le altre due nell’altra direzione (marroni e arancioni).

Ognuna delle due partite ha la sua palla e non è consentito toccarla ai giocatori delle altre due squadre. I giocatori devono trovare spazi e muoversi per tentare di arrivare al tiro in porta. Tutte le ripartenze iniziano con i portieri.

I giocatori devono essere bravi ad alzare la testa e indirizzare il pallone verso zone di campo libero dove i compagni dovranno essere bravi a farsi trovare.

Dribbling, controllo di palla, consapevolezza del gioco, cambi di direzione, primi tocchi intelligenti, velocità diverse di conduzione palla, ecc. Ci sono mille aspetti che impegnano il giocatore senza che il mister debba dilungarsi nello spiegare i particolari.

I ragazzi si divertono, la partita 4 porte li costringe a tenere la testa alta e a dribblare il più spesso possibile.

Con i giocatori più grandi (anche quelli della prima squadra) cambiare avversario in corsa e giocare quindi sullo stesso campo una specie di torneo tra tutte le squadre presenti porta ad una sana competizione che stimola tutti a giocare al massimo delle loro capacità e a non adattarsi a ruoli o a situazioni di comodo.

Più è presente nei giocatori tecnica e tattica (individuale e di squadra più il possesso palla dipende dalla velocità e dalla elasticità di pensiero dei vari giocatori.

Essendoci una componente di gioco elevata i ragazzi si divertono ma allo stesso tempo lavorano continuamente anche su reattività e coordinazione (a seconda degli spazi che si utilizzano) diventando così la partita una valida alternativa ad allenamenti specifici più atletici su questi temi che a volte sono più faticosi mentalmente da affrontare per i ragazzi (soprattutto giovanissimi, allievi e prima squadra).

Creare spazio

Questo esercizio incoraggia le squadre a cambiare gioco in un altra parte del campo e a creare spazio per ricevere la palla lontano dal gioco. Per segnare le squadre devono cambiare lato del campo passando la palla prima di poter attaccare la porta.

Sottolineare ai ragazzi come sia importante giocare a testa alta e allenare la visione di gioco cioè cercare di vedere dove si trova lo spazio libero dagli avversari per mettere in condizione i compagni di creare opportunità di goal.

Creare spazio

Due squadre di sei giocatori giocano divisi nei due campi con una terza squadra di sei giocatori che si dispone a bordo campo e viene utilizzata come sponda dalla squadra che è in possesso palla .

Entrambe le squadre all’interno delle aree sono libere di spostare i loro giocatori dove vogliono. Per essere in grado di segnare o attaccare la porta, la squadra in possesso deve passare il gioco da uno spazio all’altro almeno una volta.

A seconda dell’età e della tecnica dei giocatori si può impostare la regola dei due tocchi in modo da creare movimento senza palla e concentrazione sul passaggio per mantenere il possesso della palla. Visione di gioco e passare la palla nello spazio è l’aspetto importante di questo esercizio.

Personalmente faccio giocare partite brevi. Chi segna regna e la squadra che perde va a fare la sponda in modo da avere ricambio dei giocatori e dei modi di giocare. La prima tra le tre squadre che arriva a 5 goal fatti vince.

Creare spazio è fondamentale per una squadra. allenare i ragazzi in una partita 6 contro 6 con sponde che possono giocano con la squadra in possesso permette di ricreare molte delle condizioni che possono avverarsi in partita. I ragazzi si divertono e allo stesso tempo il mister può lavorare sia sulla fase difensiva che sulla fase di attacco.
Fondamentale il gioco sulle sponde perché i giocatori esterni sono spesso quelli che possono vedere dove si trova lo spazio, quindi un loro passaggio può stabilire un goal nell’altra zona.

Movimenti del difensore

L’allenamento di oggi prevede di lavorare sui movimenti del difensore gestendo la velocità, la posizione e la distanza corretta dei giocatori in modo progressivo. Nel primo esercizio un difensore al centro gestisce gli uno contro uno all’interno del quadrato con gli altri giocatori che uno alla volta tentano di passare dalla parte opposta alla loro. In questo esercizio lasciamo libertà ai giocatori di intervenire come vogliono nell’uno contro uno. Il quadrato non deve essere molto grande e  il ritmo abbastanza intenso.

Movimenti del difensore

Se il giocatore difensivo conquista la palla diventa un attaccante mentre chi ha perso la palla diventa un difensore, Se l’attaccante invece perde la palla ma il difensore non la riconquista l’attaccante NON diventa un difensore. Dopo qualche minuto chiamiamo il cambio giocatore se un ragazzo resta troppo al centro.

Movimenti del difensore


Nel secondo esercizio lavoriamo su un 3 contro 2 con finalizzazione sottolineando i movimenti dei difensori per coprire anche l’eventuale inserimento nello spazio libero del terzo attaccante. Richiamare il fatto che i due difensori devono parlare tra loro e capire come occupare lo spazio e chi attacca la palla,

Nel lavorare sul difensore e sui suoi movimenti dovremo sottolineare ai ragazzi come elaborare la decisione di intervenire o di temporeggiare. Lo stato mentale del difensore (anche quello più aggressivo) deve essere di pazienza. Essere eccessivamente aggressivi o impazienti non sono buone qualità per un difensore che invece deve chiudere la distanza ed essere pronto a cambiare direzione rispetto al movimento dell’attaccante. Deve concedere all’attaccante l’opzione più difficile o, se preferite, impedirgli la soluzione in cui l’attaccante si sente più a suo agio.

Il difensore quindi deve capire se l’attaccante è destro o sinistro e concentrarsi per portarlo in una direzione che copre la parte più interna dell’area (portarlo fuori quindi dalla linea di porta) nella più classica delle diagonali. Se i movimenti dei difensori sono fatti bene anche in un 4 contro 2 diventa difficile segnare!

Movimenti del difensore

Anche nel terzo esercizio dove si gioca un 4 contro 6 è necessario sottolineare sempre di arrivare in tempo sulla giocata avversaria (sapere chi deve uscire nei quattro difesa) e tenere la giusta distanza per portare l’attaccante in una direzione esterna alla porta. Contenere il gioco ma mantenere sempre la pressione sulla palla per approfittare dei possibili sbagli dell’attaccante.

Nella partitella finale poi porre dei vincoli facendo giocare la difesa a due giocatori poi a tre poi a quattro abituando sempre i giocatori a parlare e a mettersi d’accordo sul da farsi a seconda delle giocate avversarie.


Organizzare una buona difesa

Quando si parla di buona difesa nel calcio che conta salta sempre fuori il nome di Diego Simeone. L’Atletico Madrid infatti si è organizzato da anni in un gioco con due linee da 4  (4-4-2) con la squadra sempre molto corta in modo da difendere coprendo tutte le zone del campo senza lasciare spazi agli avversari e per poter lanciare il contropiede veloce ogni volta che gli attaccanti avversari perdono la palla. 

Per piacere di cronaca ricordo che Simeone è approdato all’Atletico Madrid nel 2011 e con questo sistema di gioco da allora ha vinto 2 Uefa europa League, 1 supercoppa Uefa, 1 campionato spagnolo, 1 coppa di spagna e 1 supercoppa di Spagna senza contare tanti altri importanti piazzamenti come la finale di Champions League di qualche anno fa (2014).

buona  difesa

Organizzare una buona difesa è un lavoro lungo e fatto di tanti aspetti. Iniziamo oggi con questo esercizio dove sottolineamo la gestione di una difesa organizzata con pressione sul portatore di palla.

Si inizia con il portiere della squadra in attacco che gioca con un compagno di squadra.
La squadra in difesa deve essere tutta nella propria metà nei rispettivi quadrati. Se un giocatore lascia un quadrato, un altro difensore può quindi ruotare ed entrare in quel quadrato lasciando il proprio.

La squadra che attacca può tirare in porta solo dopo centrocampo e dopo aver effettuato almeno tre passaggi mentre la squadra in difesa effettua pressione sul portatore e tenta di riconquistare la palla.

Se i difensori vincono la palla contrattaccano e possono segnare tirando in porta con il vincolo di farlo in tre passaggi.

Nell’esempio abbiamo diviso i ragazzi in due squadre di sei giocatori lavorando su una difesa a 3 ma nulla vieta di applicare la divisione in quadrati per permettere di poter lavorare anche su una difesa a 4 o a 5. L’importante visto che l’obiettivo è far ragionare i ragazzi una difesa organizzata che pressa sul portatore è che la difesa sia numericamente maggiore dell’attacco e che il campo di difesa sia diviso in quadrati di riferimento.

Ricapitolando la squadra attaccante può tirare in porta solo dalla metà campo in poi dopo aver effettuato almeno tre passaggi. Se la squadra in difesa vince la palla, contrattacca rapidamente e deve segnare entro tre passaggi.

Importante sottolineare che i difensori devono utilizzare la linea di metà campo come primo punto di pressione, ma le aree chiave che i difensori devono proteggere sono quegli spazi immediatamente davanti e dietro ai compagni di squadra. Importante che siano loro a prendere la decisione su quando affrontare l’avversario o su quando scendere in profondità.

buona  difesa

Triangolo e passaggi

I giocatori devono continuamente affinare il passaggio ed essere concentrati sull’importanza e sulla precisione con cui trasmettere e ricevere il pallone. Lavorare sulle figure geometriche (triangolo, quadrato, ecc.) aiuta sempre i giocatori a ragionare sulla postura e gestione della palla.

Passaggio preciso, ricezione orientata con stop a seguire e intensità. Esercizio semplice ma se il risultato sarà soddisfacente ne migliorerà in generale il possesso palla della squadra.

Dividiamo la squadra in gruppi da tre e posizioniamo i coni a forma di triangolo con il lato di circa 10 metri.

Passaggio di precisione e ricezione orientata a due tocchi per poter effettuare il passaggio sul cono successivo. 

Una volta che un giocatore ha completato il proprio passaggio corre in avanti seguendo il suo passaggio per unirsi al retro del gruppo successivo. Gestire la triangolazione in senso orario e antiorario sottolineando la postura del corpo per anticipare il passaggio successivo e favorire la ricezione orientata.

Successivamente variamo la lunghezza del triangolo raddoppiandola. In questo caso quando i ragazzi ricevono la palla devono controllarla in e muoversi all’esterno del cono per effettuare con precisione il passaggio successivo. Importante sottolineare la precisione del passaggio.

Dopo aver effettuato l’esercizio in senso orario e antiorario aumentare l’intensità introducendo un tempo massimo per fare 5 triangolazioni senza errori. 

Per sviluppare competizione introdurre anche una premio per i gruppi che vincono rispetto agli altri gestendo al meglio l’esercizio e il miglior tempo.

Un successivo sviluppo potrebbe essere una partitella 3 contro 3 dove le squadre hanno l’obiettivo di portare la palla oltre la linea di fondo (oppure fare goal nelle porticine)  effettuando almeno un tocco per ogni componente della squadra.

In questo modo il giocatore dovrà ragionare ed esercitarsi sul controllo della palla e  sulla possibilità di avanzare in campo facendo triangoli con i compagni di squadra.

Anche in questo caso si può mettere tutto sotto forma di campionato e vedere chi vince tra le varie squadre. 

Qui alcune triangolazioni durante la partita dell’Aiax, veri specialisti di questo fondamentale, durante la partita con la juve in champions. 

Triangolo
Triangolo
Triangolo

Creare superiorità con sovrapposizione

Oggi un semplice esercizio sulla sovrapposizione che ho usato come evoluzione dell’esercizio proposto qualche giorno fa sul passaggio e lancio.

Passaggio e lancio

Riproducendo una situazione di gioco a centrocampo introduco una sponda rasoterra tra i giocatori uno, due e tre che poi vanno al tiro con cross in area dopo la sovrapposizione.

sovrapposizione

Il giocatore 1 passa la palla al giocatore 2 e va in sovrapposizione sulla fascia.il giocatore 2 passa al giocatore 3 e va ad occupare in ampiezza il campo. Il giocatore 3 passa al giocatore 1 sulla fascia e si posizione in centro all’area. Il giocatore 1 dopo aver ricevuto la palla percorre la fascia, effettua il cross per la testa o il colpo al volo del giocatore 1 o 2.

Esercizio semplice che tutti abbiamo già sicuramente fatto. Se lo abbiniamo all’esercizio Passaggio e lancio richiamato prima possiamo ricreare diverse situazioni di gioco facendo sperimentare ai ragazzi occasioni di superiorità numerica.

Specialmente in questa parte della stagione dove ormai i ragazzi non hanno molta voglia di apprendere ripassare esercizi semplici ma applicarli continuamente al situazionale della partita rende efficaci movimenti e gestione della palla.

Sovrapposizione e sponda aerea con cambio campo permettono di aprire spazi nella zona laterale (fascie) creando scompiglio nella difesa avversaria. Si ha così spesso una situazione di superiorità numerica creata partendo dal possesso palla a 2 o a 3 giocatori.