Trasformare la difesa in attacco

Esercizio per mettere in condizione i ragazzi di puntare l’avversario non appena viene ripreso il possesso palla. Trasformare la difesa in attacco in modo da sfruttare posizionamenti sbagliati dei giocatori avversari.

Trasformare la difesa in attacco

Si creano 4 squadre da 3 giocatori per squadra. e si dividono (ognuno di una squadra diversa) sui 4 coni (A, B, C, D).

L’esercizio inizia con un portiere che lancia la palla verso uno dei due coni più vicini (esempio cono A) a un giocatore (arancione) che ha un compagno di squadra sul cono B che parte attaccando la porta nella parte opposta del campo.

All’altra estremità (coni C e D) sono pronti, ad esempio, due giocatori verdi, ma solo uno va incontro agli attaccanti creando una situazione 2 contro 1.

Se gli attaccanti arancioni fanno goal guadagnano un punto. Se il giocatore verde vince la palla, il giocatore verde del cono D si unisce immediatamente al gioco per fare un 2 contro 2 attaccando immediatamente la porta nel tentativo di fare goal e guadagnare così il punto.

Se la palla esce (o va in goal) il gioco ricomincia con il secondo portiere che lancia una palla ad un altro giocatore che si combina con il suo compagno di squadra iniziando un altro 2 contro 1.

Un difensore può uscire solo se ha un compagno di squadra pronto in corrispondenza dell’altro cono. Nel trasformare la difesa in attacco è necessario sottolineare come il rimanere concentrati sia fondamentale per poter giocare e guadagnare punti.

Concentrazione, competizione, intensità (a seconda delle età variare le dimensioni del campo in modo adeguato) sono le caratteristiche fondamentali di questo esercizio.

Un successivo sviluppo potrebbe essere di impegnare i giocatori in modo da arrivare a giocare un 3 contro 2. Nel momento in cui il 2 contro 1 si trasforma in 2 contro 2, la prima coppia di attacco può essere raggiunta dal terzo giocatore. Personalmente quando si arriva a questa situazione pongo la regola che i goal valgono doppio.

Utilizzo questo esercizio diverse volte durante l’anno perché i ragazzi si divertono molto. Per evitare di essere ripetitivo sposto l’attenzione di volta in volta su un obiettivo diverso.

A seconda delle età si possono sottolineare tanti aspetti in questo esercizio: la creazione dello spazio, il gioco veloce, il passaggio di qualità, i tempi di gioco, le combinazioni uno-due, le sovrapposizioni, la tecnica di tiro, ecc.

Trasformare la difesa in attacco

Paolo Ghiglione del Genoa è un tipico esempio di difensore che appena entra in possesso palla comincia l’azione per il contrattacco immediato. Ha raggiunto quota 4 assist in questa stagione: nessuno ha fatto meglio tra i difensori nei 5 principali campionati europei.

Segnare il più rapidamente possibile

In quest’ultimo periodo sto rivedendo la pianificazione per le annate più piccole e non possono mancare esercizi dove i ragazzi puntino la porta tentando di segnare il più rapidamente possibile.

Segnare il più rapidamente possibile

Il mister passa la palla in direzione della porta e i giocatori devono essere in grado di mostrare un buon ritmo per entrare dentro l’area e tirare in porta. L’obiettivo è fare goal senza fermare la corsa che si sta facendo per raggiungere la palla.

Esercizio che sembra banale nelle età più grandi ma che con i piccolini richiede molta capacità di osservazione e coordinazione. L’atteggiamento dei ragazzi dirà molto su come poi si affronteranno in partita alcune situazioni. Devono essere incoraggiati ma allo stesso tempo sentirsi rilassati in modo che i problemi di coordinazione e di determinazione si risolvano man mano che provano a fare l’esercizio.

Ad esempio il mister deve sottolineare la velocità con cui si entra in area. La corsa dovrebbe essere effettuata al massimo delle potenzialità. Altro aspetto importante è capire come calciano il pallone. Devono provare molti modi diversi di segnare: tiro diretto forte, piazzamento, palla alta, ecc.

L’attaccante deve controllare la palla e cercare di segnare il più rapidamente possibile. Quando tutti i ragazzi hanno avuto diversi tentativi di segnare in questa situazione introdurre un difensore centrale. Questi passa la palla al coach che lancia la palla in profondità per gli attaccanti. Il difensore proverà a mettere “pressione” all’attaccante.

Segnare il più rapidamente possibile

Il difensore centrale, dentro la sua zona delimitata dai coni, passa la palla al mister che passa la palla in profondità. L’obiettivo è sempre che i giocatori corrano velocemente sul passaggio e tentino di segnare il più rapidamente possibile nonostante la pressione del difensore .

Un successivo sviluppo è quello di creare una situazione di 2 attaccanti contro 1 difensore. Il difensore passa al mister che lancia in profondità gli attaccanti che giocano ora un due contro uno usando cross o tirando direttamente in porta. Il difensore tenta di intercettare la palla. Se riesce a farlo passa la palla al mister e guadagna un punto contro gli attaccanti.

Inserendo un minimo di competizione e ruotando più difensori riusciamo a lavorare sulla coordinazione e determinazione anche nell’aspetto difensivo.

Segnare il più rapidamente possibile

Alla fine giocare una partita in cui il goal segnato dopo un passaggio cosiddetto “filtrante” vale 3 punti contro il goal normale che vale 1 punto solo. I ragazzi faranno per lo più da soli ma se vedranno la possibilità chiara di fare goal con il filtrante potranno effettuare anche questa scelta.

Come sempre in queste categorie è importante sottolineare sempre la dimensione del gioco e del divertimento anche se allo stesso tempo possiamo mettere le basi per lavorare sulla determinazione (la grinta di una volta) dando utili consigli tecnici e creando un clima rilassato spronando i ragazzi ad avere fiducia nelle proprie capacità.

4 contro 2

Questo esercizio consiste in un normale gioco 4 contro 2, con entrambe le squadre che hanno l’opportunità di segnare un goal. 

4 contro 2

Dividiamo il gruppo in squadre di 4 (portiere escluso). Due giocatori della squadra in difesa aspetteranno come sostituti vicino alla porta. La squadra attaccante (rossa) inizierà la partita fuori area e proverà a sfruttare la situazione di superiorità, attraverso passaggi filtranti per portare i compagni al tiro.

Se la palla va fuori oppure in goal i difensori si trasformano in attaccanti e viceversa. Se i due difensori sono in grado di intercettare la palla faranno punto se riusciranno ad effettuare 3 passaggi consecutivi o più uscendo dall’area con la palla in possesso.

Invece che cambiare ad ogni tiro si può giocare una partita di 4 minuti dove il goal dell’attacco vale 1 punto e il goal (in possesso della difesa ne vale 3.

Se gli attaccanti invece prolungano molto l’azione di attacco i difensori in campo possono scambiarsi con quelli fuori per riposare.

Il mister con questo tipo di esercizio può lavorare su diversi obiettivi: la gestione del passaggio, l’intercetto, il possesso palla, il pressing, ecc.

Personalmente lo utilizzo per sottolineare la precisione sui passaggi e la creazione di triangoli di possesso palla per “tagliare” fuori l’intervento avversario. Un modo per abituare i ragazzi alla visione di gioco e a muoversi continuamente per dare possibilità di passaggio continuo ai compagni.

A seconda dell’età e della grandezza dei campi si può lavorare anche sulla forza o sulla resistenza alla velocità.

Se vogliamo tenere un ritmo alto la coppia di difesa all’interno dell’area dovrà aumentare l’organizzazione e i tempi di reazione. A volte sottolineare questo obiettivo preparo diverse squadre di attaccanti per fare in modo di avere degli attacchi a ripetizione e mettere in condizione i difensori di organizzarsi velocemente contro avversari diversi e di lavorare quindi sulla loro concentrazione e sui tempi di reazione.

Creare spazio

Questo esercizio incoraggia le squadre a cambiare gioco in un altra parte del campo e a creare spazio per ricevere la palla lontano dal gioco. Per segnare le squadre devono cambiare lato del campo passando la palla prima di poter attaccare la porta.

Sottolineare ai ragazzi come sia importante giocare a testa alta e allenare la visione di gioco cioè cercare di vedere dove si trova lo spazio libero dagli avversari per mettere in condizione i compagni di creare opportunità di goal.

Creare spazio

Due squadre di sei giocatori giocano divisi nei due campi con una terza squadra di sei giocatori che si dispone a bordo campo e viene utilizzata come sponda dalla squadra che è in possesso palla .

Entrambe le squadre all’interno delle aree sono libere di spostare i loro giocatori dove vogliono. Per essere in grado di segnare o attaccare la porta, la squadra in possesso deve passare il gioco da uno spazio all’altro almeno una volta.

A seconda dell’età e della tecnica dei giocatori si può impostare la regola dei due tocchi in modo da creare movimento senza palla e concentrazione sul passaggio per mantenere il possesso della palla. Visione di gioco e passare la palla nello spazio è l’aspetto importante di questo esercizio.

Personalmente faccio giocare partite brevi. Chi segna regna e la squadra che perde va a fare la sponda in modo da avere ricambio dei giocatori e dei modi di giocare. La prima tra le tre squadre che arriva a 5 goal fatti vince.

Creare spazio è fondamentale per una squadra. allenare i ragazzi in una partita 6 contro 6 con sponde che possono giocano con la squadra in possesso permette di ricreare molte delle condizioni che possono avverarsi in partita. I ragazzi si divertono e allo stesso tempo il mister può lavorare sia sulla fase difensiva che sulla fase di attacco.
Fondamentale il gioco sulle sponde perché i giocatori esterni sono spesso quelli che possono vedere dove si trova lo spazio, quindi un loro passaggio può stabilire un goal nell’altra zona.

Triangolo e passaggi

I giocatori devono continuamente affinare il passaggio ed essere concentrati sull’importanza e sulla precisione con cui trasmettere e ricevere il pallone. Lavorare sulle figure geometriche (triangolo, quadrato, ecc.) aiuta sempre i giocatori a ragionare sulla postura e gestione della palla.

Passaggio preciso, ricezione orientata con stop a seguire e intensità. Esercizio semplice ma se il risultato sarà soddisfacente ne migliorerà in generale il possesso palla della squadra.

Dividiamo la squadra in gruppi da tre e posizioniamo i coni a forma di triangolo con il lato di circa 10 metri.

Passaggio di precisione e ricezione orientata a due tocchi per poter effettuare il passaggio sul cono successivo. 

Una volta che un giocatore ha completato il proprio passaggio corre in avanti seguendo il suo passaggio per unirsi al retro del gruppo successivo. Gestire la triangolazione in senso orario e antiorario sottolineando la postura del corpo per anticipare il passaggio successivo e favorire la ricezione orientata.

Successivamente variamo la lunghezza del triangolo raddoppiandola. In questo caso quando i ragazzi ricevono la palla devono controllarla in e muoversi all’esterno del cono per effettuare con precisione il passaggio successivo. Importante sottolineare la precisione del passaggio.

Dopo aver effettuato l’esercizio in senso orario e antiorario aumentare l’intensità introducendo un tempo massimo per fare 5 triangolazioni senza errori. 

Per sviluppare competizione introdurre anche una premio per i gruppi che vincono rispetto agli altri gestendo al meglio l’esercizio e il miglior tempo.

Un successivo sviluppo potrebbe essere una partitella 3 contro 3 dove le squadre hanno l’obiettivo di portare la palla oltre la linea di fondo (oppure fare goal nelle porticine)  effettuando almeno un tocco per ogni componente della squadra.

In questo modo il giocatore dovrà ragionare ed esercitarsi sul controllo della palla e  sulla possibilità di avanzare in campo facendo triangoli con i compagni di squadra.

Anche in questo caso si può mettere tutto sotto forma di campionato e vedere chi vince tra le varie squadre. 

Qui alcune triangolazioni durante la partita dell’Aiax, veri specialisti di questo fondamentale, durante la partita con la juve in champions. 

Triangolo
Triangolo
Triangolo

Cronaca di una stagione difficile

Far parte del team del misterone.com mi ha permesso di ritrovare una parte di me stesso che negli anni avevo perso per strada.

Ho sempre amato riflettere in silenzio su tutto quello in cui la vita di ogni giorno mi catapulta e,  ancor di più, ho sempre amato condividere questi pensieri con le persone più care. 

Questo blog mi ha permesso di avere un nuovo amico, una nuova persona cara con cui confidarmi nel momento del bisogno.

Così, stasera davanti a pc e ad una tazza di caffè, mi ritrovo a riflettere su questa stagione che sta finendo.

Una stagione travagliatissima, in assoluto la più difficile della mia vita; non sono qui per condividere le mille cause di questo “parto” , avendole già ampiamente analizzate ogni settimana da agosto ad oggi, quanto per raccontarvi ciò che questa annata ha portato in me.

A luglio o ad Agosto, prima di cominciare le attività, sulla carta partiamo probabilmente tutti con ambizioni e motivazioni da sceicchi.

La stagione parte quindi con molta carica, inizia il mio primo anno con i Giovanissimi B 2005 in compagnia dell’amico Cristian (che sfortunatamente è dovuto stare fuori dal campo per tanti mesi causa uno sfortunato incidente).

Ti accorgi però in poche settimane che le premesse non sono rispettate; la squadra non gira in nessun modo e le dure sconfitte continuano a fioccare, con tutti i conseguenti danni al morale di un gruppo  molto fragile.

Ma soprattutto, capisci che il vero “dramma” è senza dubbio percepire di non esser stato minimamente in grado di accendere l’anima di questi ragazzi.

Dopo un chiarimento di novembre necessario con la società, continui a portare avanti la stagione rendendoti perfettamente conto della difficoltà della sfida.  E infatti, a parte qualche rarissimo lampo, la situazione non migliora…anzi!

Sei cosciente di essere ingabbiato in un vortice di negatività totale: gli allenamenti diventano faticosissimi, un qualcosa che vorresti evitare come il dentista e quell’ora e mezza sul campo (per tre volte a settimana) ti porta più stress e rabbia di  8 ore di lavoro quotidiano. 

Sensazioni  mai provate prima, che probabilmente non sono nemmeno stato troppo capace di camuffare davanti a dei ragazzi di 13/14 anni.  E sia chiaro, questo è stato per molti mesi un grosso macigno sulla mia coscienza. 

Dopo tante delusioni e tante aspettative spesso riviste, il campionato termina malamente con un penultimo posto in classifica. È quindi tempo di nuovi obiettivi per il riscatto: i tornei primaverili.

Un giorno di Aprile, dopo una delle tradizionali e continue riflessioni di cui parlavo prima, osservando vecchi e bellissimi ricordi ebbi un’illuminazione.  Semplicemente, mi accorsi di aver sbagliato tutto!  Avevo impostato l’annata senza ascoltare ciò di cui questo gruppo di ragazzi aveva bisogno: divertimento, serenità. Li avevo bombardati per mesi di tantissime cose diverse, senza accorgermi che non si stavano minimamente divertendo nelle loro ore di svago settimanale (e di conseguenza era impossibile pretendere qualcosa ).  E, manco a farlo apposta, era proprio quello che stava succedendo a me.

Corsi subito il giorno dopo a SCUSARMI con loro per tutte queste mie mancanze, gli rinnovai la mia fiducia e cercai da quel giorno di liberargli la mente il più possibile e alimentargli quell’entusiasmo fanciullesco nel rincorrere il pallone, in modo da finire col sorriso quest’anno calcistico.

La stagione deve ancora terminare, ma da quel giorno qualcosa è cambiato davvero.

Il torneo Scirea, un importante torneo organizzato dalla Juventus Club Parma che sulla carta ci dava già sconfitti con 6 gol subiti a partita, si sta rivelando spettacolare (per la nostra dimensione) e pieno di sorprese.

Vari ragazzi sono stati adocchiati e qualcuno ha ricevuto importanti chiamate,  ma soprattutto con immenso piacere ho notato che tutto il lavoro affrontato con rabbia, stress e nervosismo nei grigi mesi precedenti non è stato affatto tempo perso e che la maggior parte di loro ha raggiunto un ottimo livello di prestazioni.  

Vedere una squadra giocare alla pari (talvolta meglio) contro avversarie arrivate nei primi 2 posti dei rispettivi gironi, e quindi giocatori CRESCIUTI,  è stata già una enorme soddisfazione.  Gioire per una splendida vittoria mercoledì scorso è stata un’emozione unica, che ci ha ridato tanto entusiasmo e tanta forza.

-Perchè ho scritto questo articolo?-

Come vi ho già detto, amo condividere le mie riflessioni. A volte lo scarso tempo libero ostacola questo processo.

Ma la cosa più importante che ho acquisito da questo anno devastante per tutti (si, lo devo dire) è che non è mai troppo tardi per ammettere gli errori e provare a cambiare le cose. 

Anche di fronte ad 8 mesi di bastonate violentissime e di motivazioni sotto terra, è sempre cosa giusta continuare a lottare…improvvisamente può arrivare qualche raggio di sole a riscaldare la situazione.

Pur non meritandomi di prendere tutte le colpe,  l’annata 2018-2019, come già detto,  è stata molto preziosa come esperienza, ma allo stesso tempo  molto pesante per la mia autostima. 

Il mio carattere e i miei valori mi hanno portato dopo questo “parto” a fare un passo indietro e a ripartire da capo,  con bambini di un’età che penso scoraggerebbe la maggior parte degli allenatori lettori di questo blog: classe 2012!

La mia missione, oltre ad aver bisogno di ritmi più tranquilli, è quella di trasmettere tutto ciò che ho imparato in questi anni con le classi 2005, 2004, 2003  a bambini di 7/8 anni, per far si che arrivino pronti alle annate successive e abbiano una esperienza di scuola calcio soddisfacente e completa.  Negli anni sulla mia pelle ho vissuto infinite lacune e mancanze che hanno ostacolato il mio lavoro e quello dei miei colleghi delle “classi grandi”.

Siamo giunti alla fine dell’articolo. Una cosa è certa, vi ho raccontato tutte le nostre disavventure, ma nell’album dei ricordi la foto di questi ragazzi sarà per sempre presente.  

Grazie ragazzi!

La morale è sempre quella………….NON MOLLARE MAI!

 

 

 

 

1 contro 1 e 2 contro 2

Esercizio semplice, veloce e competitivo per introdurre i ragazzi a questo tipo di duelli (1 contro 1, 2 contro 2, 3 contro 3, ecc). Più sono piccoli e più è importante che capiscano dall’inizio le regole del gioco chiarendo subito l’obiettivo finale.

1 contro 1

I giocatori devono percorrere il campo e girare attorno al paletto per poter recuperare la palla. Il primo giocatore che arriva attacca e l’altro difende. Lasciare qualche secondo per finalizzare l’azione.

Dividendo i giocatori in due squadre riusciamo a fare una piccola competizione dove la squadra che segna più goal, dopo un paio di giri di tutti i giocatori, vince.

1 contro 1

Per evitare che i ragazzi si stanchino velocemente possiamo creare più percorsi da fare prima di raggiungere la palla per effettuare il duello.

1 contro 1

Un successivo sviluppo potrebbe essere di farlo fare a coppie (uno gira intorno al paletto e l’altro gira attorno alla porta). Personalmente dopo vari 1 vs 1 faccio fare 2 vs 2 ma anche 3 vs 3 e 4 vs 4.

I ragazzi si divertono lavorando sulla reattività e sulla posizione e sviluppano anche una buona cooperazione con i propri compagni.

Gestire la difesa

E’ importante introdurre nei nostri ragazzi i concetti di supporto e di pressione difensiva. In questo primo esercizio lo scopo è abituare i ragazzi ad aiutarsi e a chiamare i compagni (scarico sul sostegno) per gestire la difesa e portare avanti la palla.

Il giocatore 1 passa al giocatore 2 e gli chiama il sostegno. Il giocatore 2 scarica su giocatore 1 che lancia su giocatore 3. Giocatore 2 chiama il sostegno e riceve lo scarico della palla dal giocatore 3. Giocatore 2 lancia lungo per giocatore 4 mentre il giocatore 3 chiama il sostegno e riceve lo scarico dal giocatore 4 andando così verso la porta a tirare. A fine esercizio tutti i giocatori scalano di una posizione.

Per la pressione difensiva all’inizio è importante dividere secondo le caratteristiche i ragazzi e fare una linea di difesa contro una linea di attacco.

Al fischio il giocatore 1 e il giocatore 2 fanno una corsa sulla palla. Il primo che arriva diventa il difensore (insieme a tutta la sua squadra) e comincia a giocare un possesso palla contro la squadra dell’altro giocatore che diventa la squadra di attacco che deve fare pressione.

Gli obiettivi del possesso palla possono essere variegati secondo le caratteristiche dei ragazzi: dieci passaggi consecutivi, cinque consecutivi e un colpo di testa, toccare gli angoli del quadrato, ecc. Se la squadra avversaria interrompe il possesso si trasforma in squadra difensiva avendo come obiettivo la metà delle cose da fare della prima squadra di difesa. Quindi se la prima squadra ha l’obiettivo di fare un possesso di dieci passaggi consecutivi, se gli avversari conquistano palla l’obiettivo diventa 5; se a loro volta riperdono palla, l’obiettivo diventa 3 passaggi, ecc. finchè non si arriva a dover ricominciare dalla corsa iniziale.

Ovviamente visto che l’obiettivo è la pressione difensiva la competizione diventa molto importante ed è importante assegnare un punteggio per ogni possesso compiuto in modo che alla fine della fase di allenamento si sappia chi è la squadra che ha ottenuto più punti e quindi che ha vinto il possesso.

E’ importante sottolineare le posizioni che soprattutto i ragazzi senza palla devono tenere. Una buona comunicazione tra di loro è la chiave del successo chiamando di volta in volta le marcature o le linee di passaggio o lo scarico sul sostegno.

Importante anche sottolineare la precisione nel passaggio e il movimento immediatamente successivo per andare ad attaccare gli spazi vuoti e rendersi così disponibile ad un nuovo possesso palla.

Allenarsi con le partitelle: 4 contro 4 cambiando avversari

Allenarsi con le partitelle significa che alcuni obiettivi vano chiariti prima dell’allenamento e definiti per ogni partitella. Ad esempio le squadre devono essere in grado di muovere rapidamente la palla per costruire un attacco efficace mentre i difensori devono essere in grado di coprire la palla e intercettare le linee di passaggio su diverse situazioni.

 

Possiamo dividere il campo in questo modo e iniziare con due partite giocate simultaneamente in orizzontale. Ognuno dei campi sarà abbastanza affollato ma i giocatori devono imparare a sentirsi a proprio agio in queste situazioni e cercare di prendere le giuste decisioni su come passare la palla e come muoversi.

 

Dopo un certo tempo o un certo numero di goal cambiamo avversari e direzione del campo giocando in verticale.

Come mister alterniamo le partite in modo da far assumere in campo rapidamente ai giocatori le giuste posizioni in relazione alla nuova direzione di gioco.

L’ultima situazione di gioco sarà un 8 contro 8 dove ciascuna delle squadre ha quattro porte per segnare e deve difendere le altre quattro porte. . L’allenatore passa continuamente le palle sul campo affollato e i giocatori devono cercare di aprirsi e fare un buon passaggio a terra attraverso una delle loro porte per segnare.

Contropiede perfetto : Belgio 3 Giappone 2

Una delle partite sicuramente più coinvolgenti di questo mondiale fino all’ultimo quando il Belgio ha attuato il contropiede perfetto e in quei drammatici secondi finali è passato da una parte all’altra del campo in un batter d’occhio per segnare il goal che ha completato la rimonta e ha spezzato il cuore del Giappone.

Contropiede perfetto

Area del Belgio, calcio d’angolo per il Giappone, palla a Courtois che lancia  De Bruyne che corre per almeno 60 metri seguito da altri giocatori del Belgio. De Bruyne ha scelto il momento giusto per passare sulla fascia destra a Meunier che prontamente crossa rasoterra in mezzo allì’area. Velo di Lukaku e goal di Chadli chedi sinistro insacca il 3 a 2.

Che momento. Che inversione di tendenza.

Mi dispiace molto per io giapponesi che stavano impersonando l’ennesima favola calcistica ma da buon mister il contropiede del Belgio mi ha fatto luccicare gli occhi…come provarlo in allenamento con i ragazzi?

 

E’ necessario fare un riscaldamento adeguato e puntare l’attenzione sul fatto che questo tipo di esercizio non si risolve con un’azione individuale che però è fondamentale nel cercare il primo sprint per guadagnare profondità. Importante anche che tutti siano reattivi e che mantengano la posizione per sfruttare adeguatamente l’errore avversario.

A centrocampo in un quadrato di 10 per 10 metri superiorità numerica con un 4 contro 2. Giocano un possesso palla a due tocchi (per i più grandi ad un tocco).
Dopo 5 passaggi possono passare la palla al proprio compagno che fa da boa sulla linea di fondo oppure segnare direttamente nelle porticine.

I giocatori rossi devono cercare di recuperare la palla all’interno del quadrato oppure di fermare il passaggio alla boa o intercettare il tiro alle porticine.

Se un giocatore blu segna, la sua squadra mantiene il possesso; in caso contrario, i rossi  iniziano un contropiede rapido in superiorità. il goal della squadra rossa è valido se tutti i giocatori sono oltre il quadrato verso la porta avversaria.

Possesso palla, precisione sui passaggi, pensiero rapido, corsa e posizione. Ci sono molti punti su cui mettere l’attenzione anche se in questa esercizio predomina la reattività.