Catena umana

Divertente esercizio pubblicato in un libro “Fun Soccer Games for 5 to 8 Year Olds” curato da Keith Boanas adatto ai ragazzi più piccoli dove l’obiettivo principale è lavorare sul gruppo, sulla forza e sull’equilibrio attraverso la catena formata dai ragazzi. 

Catena

Posizionare un cono a circa 10 metri davanti a ciascun corridoio. I giocatori sono divisi in due squadre. Il primo giocatore porta palla girando intorno al cono riportando la palla ai suoi compagni.

Appena arrivato dai compagni il primo giocatore da la mano al secondo giocatore della sua squadra e rifanno il giro dal cono portando avanti il pallone assieme e riportandolo ai compagni. Ogni giro un giocatore in più si unisce alla catena fino a quando tutto i giocatori sono nella catena.

Catena

Tutta la squadra deve percorrere il giro attorno al cono senza rompere la catena tenendo la palla sotto controllo. Se in qualsiasi momento la catena si rompe, devono ricominciare dalla linea iniziale senza aggiungere nessun giocatore. Se il gruppo non è numeroso anche la corsa in linea potrebbe essere un obiettivo dell’esercizio.

catena

Importante che il mister possa sottolineare di tenere vicina la palla, che esorti i ragazzi a non rompere la catena e a lavorare assieme passandosi la palla.

Per inserire un po di competizione possiamo tenere i gruppi iniziali poco numerosi ed organizzare tre o cinque turni dove cambiamo i giocatori iniziali a rotazione. ovviamente la squadra che arriva prima più volte vince.

Esistono molte varianti come inserire palloni in più da portare ogni giro oppure tipi di corsa da effettuare mentre si compie il giro. Formando la catena l’importante è che lavorino sulle dinamiche di gruppo divertendosi nello svolgere l’esercizio.

Se qualcuno è interessato a ricevere il libro contenente 25 esercizi di questo tipo adatti a ragazzi tra i 5 e gli 8 anni (formato pdf in lingua inglese) può inviarmi una mail a paolo@ilmisterone.com.

SPAZIO AI GIOVANI: Mister Max Puzzillo

Siamo felici oggi di avere ospite un caro amico e, nonostante la giovane età,  storico volto del calcio giovanile parmense.
Massimiliano Puzzillo, classe ’93, è nato a Parma e vive oggi a Salsomaggiore Terme.  Grandissimo appassionato di calcio, ha conseguito il patentino Uefa C e da 8 anni è impegnato come allenatore.
Attualmente è responsabile degli Allievi B 2004 della Polisportiva Futura 2015 (Parma), dopo le esperienze con Crociati Noceto e Fraore Noceto.
 
 
 
Benvenuto Max. iniziamo con un breve riassunto della tua storia calcistica.
 
Beh che dire ? Ho mosso i miei primi passi da calciatore tra la scuola calcio del Parma e l Or.Sa, onestamente due scuole di vita che mi hanno trasmesso importanti valori sportivi ai quali sono molto legato tuttora.
Il settore giovanile agonistico, invece, ho avuto la fortuna di farlo ai Crociati Noceto, che da poco erano passati nel “professionismo” con la prima squadra.
Lì mi sono tolto soddisfazioni importanti,  e ho avuto allenatori importantissimi che mi hanno segnato profondamente; tra questi,  Melegari , Musiari e Pietranera.
Devo aggiungere anche l’ esperienza a Fiorenzuola, che è durata solo 1 anno ma rimane bellissima per tanti motivi .
 
Da qualche anno, hai deciso di diventare allenatore. Come e dove hai iniziato la tua carriera ?
 
E iniziata nel 2013 con i Crociati Noceto ed ero appena maggiorenne quando  Igor Bonazzi, allora Direttore Tecnico, mi propose di iniziare ad allenare i Piccoli Amici (2005/2006).
Avendo le idee chiare fin da subito, accettai con entusiasmo .
 
Cosa ti ha spinto ad intraprendere la carriera di allenatore ?
 
Bella domanda! Ti potrei dire scherzosamente (ma non troppo) e provocatoriamente, che un mio allenatore mi diede una spinta toccando il mio orgoglio;  in una discussione sul perché non mi avesse fatto partire tra i primi 11,  mi disse che quando sarei stato allenatore avrei potuto fare come volevo. In quel momento,  dovetti  accettare la scelta perché era lui che decideva, ma posso dire di averlo preso alla lettera diventando poco dopo allenatore .
Inoltre, come hai già raccontato, di base in me c’è una “malattia” per questo sport fin da quando ero bambino . La “colpa” e di mio papà che fin da subito mi mise un pallone in mano e la maglia di Ronaldo ( Il Fenomeno ). Ovviamente lo ringrazio, anche perché mi segue sempre….Anche se a  volte discutiamo e ci mandiamo a quel paese nel dopo partita per le mie scelte! Senza di lui sarebbe stato tutto diverso.
 
Raccontaci il resto del percorso.
 
Dopo la prima avventura che vi ho appena raccontato,  il percorso è proseguito con i Pulcini 2004. Nel frattempo i Crociati Noceto sono diventati il Fraore/Noceto, ma ho continuato per un altro anno la guida dei 2004 nel campionato Esordienti .
Da lì il salto negli Allievi 2001, con un biennio di soddisfazioni e crescita conclusasi con la Vittoria del campionato l anno successivo con la Juniores.
Quest anno invece, prima dell emergenza Covid-19, sono passato a Medesano (Parma) dove avevo in mano gli Allievi 2004 della Futura.
 
…mi sembra di capire che tu abbia un legame speciale con Noceto!
 
Sono cresciuto lì (11 anni da giocatore e allenatore )e non ti  nego che andarsene non sia stato semplice, ma forse era giunto il momento di provare altri ambienti.
Sono sempre in contatto però con molti colleghi che sono lì,  ho lasciato diverse amicizie .
 
 
Parlando di campo cosa secondo te deve avere come caratteristiche principali un allenatore? 
 
Sicuramente leadership, deve essere come un comandante di un esercito e pronto ad istruire allo stesso tempo i suoi “soldati” per la battaglia .
L empatia è un altra dote che ritengo fondamentale per capire chi hai davanti, per entrare nella sua testa e percepire le sue emozioni .
Questi punti, a parer mio vengono prima delle capacita Tecnico / Tattiche.
Puoi essere il migliore nella lettura della gara o nel mettere la squadra in campo, ma se non hai la stima e il rispetto dei giocatori difficilmente ti seguiranno.
 
Chi sono le persone a cui devi di più?
 
In primis, Mister Amanzio Melegari: lui mi ha  insegnato che il dialogo continuo con il giocatore è fondamentale. Ho un ricordo meraviglioso di lui e lo ritengo un Top nel panorama dilettantistico.
Aggiungo anche Mister Musiari che mi ha formato caratterialmente con la trasmissione di valori come il sacrificio e dedizione.
Ho molta stima anche di Mister Bazzarini e Cerri, che ho affiancato come vice nelle loro squadre in categoria.
Vittorio ( Bazzarini ) per la cura dei particolari e nello studio degli avversari;  Davide ( Cerri ) nella valorizzazione e gestione del gruppo.
Come dirigenti, invece non posso non nominare il DS Silvano Orzi  che mi ha lanciato nell’agonistica quando avevo soli 22 anni, affidandomi la squadra Allievi:  solo un pazzo lo avrebbe fatto, e per questo a lui sarò sempre grato .
 
Ultime battute Max…quanto pensi sia importante lo staff per un allenatore da 1 a 10?
 
11!!!!Ho avuto la fortuna di trovare tanti collaboratori importanti.
Mister Rizzelli, che ritengo uno dei migliori giovani nel panorama giovanile agonistico .
Simone Bellini,  fondamentale per me nella gestione del rapporto giocatori/allenatore.
Ma ho tanti amici con cui mi confronto giornalmente come Mister Lodi con cui non ho collaborato su campo ma ho una stima incondizionata .
Quest anno invece ero affiancato da ragazzi giovani che mi ricordano me quando ho iniziato. ( Marchesi, Orzi e Calzi)  secondo me ne sentirete parlare ..
 
Quale è il tuo sistema di gioco preferito e il modo in cui vuoi che giochi la tua squadra ?
Credo che L abilità di ogni allenatore sia “fare un vestito adatto per là propria modella “ ovvio che anche io ho delle preferenze mi piace la difesa a 3 anche se difficile da fare  , oppure un 4-3-1-2 però come dicevo prima mi piace carpire il meglio da ogni squadra .
Una cosa sulla quale non transigo è l atteggiamento; quello non bisogna mai sbagliarlo!
Sono molto esigente sulla fase difensiva, odio prender gol e  le vittorie che mi piacciono di più sono quelle 1-0.
 
Che consiglio daresti ad un giovane come te che vuole iniziare ?
 
Direi di imparare ad ascoltare i più veterani! All’inizio ho faticato un po’, ricordo ancora le orecchie doloranti per le strigliate di Simone Alberici ( Direttore Generale Fraore ).
A volte mi arrabbiavo, ma con il senno di poi ho capito che su molte cose aveva ragione .
Quindi direi questo …
Imparare ad ascoltare …
 
 
Grazie Max della disponibilità e un grandissimo in bocca al lupo per il futuro!

Concentrazione e tecnica

Ieri da noi a Parma è stato veramente caldo e la voglia di estate unita alla fatica di adattarsi alle nuove temperature ha fatto perdere a tutti la concentrazione e la voglia di fare.

Ho adattato allora  un esercizio motorio che avevo visto su internet tempo fa con esercizi di tecnica con la palla e tiro in porta per far divertire i ragazzi più possibile ma facendoli comunque lavorare su fondamentali sia atletici che tecnici.

concentrazione

I ragazzi hanno tutti  un pallone e giocano in un campo con 4 porte. Il mister chiama il colore della porta in cui i giocatori devono segnare e i giocatori devono sia fare goal ma anche allo stesso tempo impedire ai giocatori dell’altra squadra di farlo. 

La squadra che segna più goal ovviamente vince e compie la parte atletica abbinata alo colore della porta chiamata (ostacoli, scaletta, appoggi o percorsi) e poi si posiziona fuori dal quadrato davanti ad una delle pote esterne.

La squadra che ha perso nel frattempo recupera i palloni e da dentro al campo quadrato, al via del mister, passa i palloni ai giocatori della squadra vincente per un tiro di prima nella porta esterna al campo. 

I goal segnati in questa seconda parte equivalgono ad un altra partita che si svolgerà su quattro manche.

Ci saranno quindi almeno 4 partite dentro al quadrato e altrettante chance di vincere da parte delle due squadre per poter poi effettuare i tiri in porta e vincere quindi anche questa modalità di gioco.

I ragazzi si divertono e lo spirito di competizione li fa rimanere sul pezzo con un livello di concentrazione alto sia sulla parte tecnica che sulla parte atletica.

3 contro 2

Esercizio semplice per allenare le posizioni di difesa e l’ampiezza del campo per gli attaccanti sfruttando situazioni di gioco di 3 contro 2.


Il giocatore della squadra rossa passa al giocatore blu della prima fila che riceve la palla e tenta di fare goal con l’aiuto degli altri due attaccanti (blu)
Intanto il giocatore rosso che ha passato la palla segue il suo passaggio e diventa un difensore che impedisce un tiro in porta con l’aiuto di un altro difensore (rosso) creando quindi una situazione di 3 contro 2.
L’esercizio finisce quando si fa goal o se la palla esce o se i difensori riconquistando la palla e vanno a portarla oltre la meta (la linea del campo dove sono disposti i 3 gruppi di attaccanti). Dopodiché si riparte con un altro 3 contro 2 ruotando in senso orario i giocatori che hanno già fatto l’esercizio nei gruppi di fianco.

Questo semplice esercizio ci permette di lavorare su più possibilità. Ad esempio se vediamo che qualcuno dei ragazzi è in difficoltà sia in attacco che in difesa possiamo decidere di giocare un 2 contro 2 o un 2 contro 1 (al posto del 3 contro 2).

Per garantire l’ampiezza di campo e il giropalla si può definire che gli attaccanti debbano fare due o tre passaggi obbligatori prima di segnare.

Riprendendo l’esercizio sul pallonetto pubblicato questo lunedì possiamo obbligare la squadra attaccanti a fare almeno un pallonetto prima del tiro oppure definire un limite di tempo per gli attaccanti di segnare.

Personalmente è un esercizio che faccio fare per “ripassare” situazioni nate in partita tentando di sottolineare i concetti di comunicazione visiva e verbale tra i ragazzi sia in fase difensiva che di attacco, riprendere i concetti di temporeggiamento difensivo e di gestione degli spazi per gli attaccanti sempre puntando ad alimentare una mentalità aggressiva ma positiva.

Johan Cruyff : giocare un calcio semplice è la cosa più difficile che ci sia

“Giocare a calcio è molto semplice, ma giocare un calcio semplice è la cosa più difficile che ci sia”.

Probabilmente abbiamo tutti i nostri esempi personali di leader: individui determinati, modelli per molti di noi durante la loro e la nostra vita. Queste leggende non moriranno mai. Cruijff ha ispirato milioni di altri seguaci dimostrando di essere un vero leader, un giocatore di squadra, un allenatore, un punto di svolta.

Johan Cruijff,  (Amsterdam, 25 aprile 1947 – Barcellona, 24 marzo 2016), è stato un calciatore, allenatore di calcio e dirigente sportivo olandese. Considerato uno dei migliori giocatori della storia del calcio fu l’interprete più emblematico del calcio totale con cui l’Ajax e i Paesi Bassi di Rinus Michels rivoluzionarono la storia del calcio tra la seconda metà degli anni 1960 e la prima metà degli anni 1970. Nel suo palmarès può vantare nove campionati olandesi, sei Coppe d’Olanda, un campionato spagnolo, una Coppa di Spagna, tre Coppe dei Campioni, una Supercoppa europea e una Coppa Intercontinentale. Vinse tre Palloni d’oro assegnati da France Football[10], nel 1971, nel 1973 e nel 1974. Fra Nazionale olandese e squadre di club segnò da professionista 402 gol in 716 partite ufficiali. È stato eletto secondo miglior calciatore del XX secolo, dietro Pelé, nella classifica stilata dall’IFFHS. Da allenatore ha vinto due Coppe d’Olanda, una Coppa di Spagna, quattro campionati spagnoli, tre Supercoppe spagnole, due Coppe delle Coppe, una Coppa dei Campioni e una Supercoppa europea. È uno dei sette allenatori ad aver vinto la Coppa dei Campioni/Champions League dopo averla conquistata da giocatore.

calcio semplice

Abbandonando la mera biografia mi piacerebbe usare alcune sue famose citazioni a mostrare come possono essere utilizzate, tradotte nella quotidianità calcistica, e non solo.

“Scegli il miglior giocatore per ogni posizione e finirai con un XI forte, ma con 11 1 forti”
Quando crei la tua squadra provi a pensare a come il team sarà in grado di lavorare insieme, giusto? Gli individui devono tutti esibirsi ma alla fine conta  ciò che il team è in grado di raggiungere insieme.

“La tecnica non è essere in grado di palleggiare una palla 1000 volte. Chiunque può farlo esercitandosi. Allora puoi lavorare nel circo. La tecnica è passare la palla con un solo tocco, con la giusta velocità, al piede giusto del compagno di squadra “.
Le persone ti seguono perché sei il loro allenatore o perché credono in te e scelgono di seguirti? Sei leader per titolo o una persona che guida (queste non hanno bisogno di titoli). Hai la tecnica e le capacità per ispirare gli altri, per lavorare in una squadra perché proviene dalla tua motivazione intrinseca o perché hai imparato questo come un trucco?

“Perché non potresti battere un club più ricco? Non ho mai visto un sacco di soldi segnare un gol ”
Non parti mai battuto. Con la giusta strategia, il lavoro e la motivazione hai la possibilità di vincere.

“Giocatori che non sono veri leader ma cercano di esserlo, aggrediscono sempre gli altri giocatori dopo un errore. I veri leader sul campo sanno già che altri faranno degli errori “.
Tutto torna di nuovo alla motivazione intrinseca delle persone. Stiamo allenando e aiutando gli altri veramente o è per ragioni egoistiche nella speranza di migliorare noi stessi? Cruijff ha dedicato una grande quantità di tempo e denaro nell’aiutare gli altri; per guadagnare nulla ma per farli sentire meglio.

“La qualità senza risultati è inutile. I risultati senza qualità sono noiosi “.
Quasi si commenta da sola.

“Giocare a calcio è molto semplice, ma giocare un calcio semplice è la cosa più difficile che ci sia”.
“La velocità è spesso confusa con l’intuizione. Quando inizio a correre prima degli altri, appaio più veloce.”
Il calcio non è uno sport banale. Capire cosa accade prima che accada, essere lucidi, fare tesoro degli errori e giocare tanto.
I bravi veramente si esercitano, esercitano ed esercitano ancora fino a quando non lo fanno bene. E quando lo fanno bene, tutto sembra “semplice”.

calcio semplice

“Nel calcio c’è tutto come nella nella vita. Devi guardare, devi pensare, muoverti, trovare spazio, aiutare gli altri. Alla fine è molto semplice.”