Rondò in movimento

Questo divertente gioco di rondò ha tutto ciò di cui la tua squadra ha bisogno per un buon allenamento sul movimento senza palla. Offre una buona visione di gioco per i ragazzi e ne affina il controllo e la tecnica.

rondò

Dividiamo i ragazzi in due squadre da sette e iniziamo a giocare due torelli 5 contro 2.. Iniziamo con due tocchi. Se non ci riescono ed hanno problemi trasformiamo l’esercizio in un 6 contro 1 in modo che i ragazzi che stanno fuori utilizzano il più possibile i due tocchi per far girare la palla.

Ovviamente se il difensore vince la palla, deve cambiare posto con il giocatore che l’ha persa.

Quando la squadra attaccante ha effettuato con successo tre passaggi consecutivi, deve spostarsi in una casella diversa. Nello spostarsi deve mantenere la palla sempre con i due tocchi senza farla prendere ai due difensori.

Ci sono tante varianti. A seconda dei ragazzi che abbiamo e del loro livello tecnico possiamo provare ad arrivare ad un solo tocco .

Un’altra variante interessante nel rondò è inserire un meccanismo a punti. Gli attaccanti se fanno sei passaggi consecutivi (passaggi più transizione) ottengono un punto mentre i difensori ottengono un punto se uno dei due difensori intercetta la palla deve trasmetterla al compagno difensore per ottenere un punto.

Il difensore che ha compiuto l’intercetto sI cambierà poi posto con l’attaccante che ha sbagliato. Dopo un periodo di tempo (5 – 10 minuti) vince chi ha più punti.

In genere questa variante piace molto ai ragazzi

Possesso palla con obiettivi nel mezzo

Esercizio per muovere la palla e per mantenere il possesso palla con obiettivi al centro. 

Possesso palla con obiettivi

Le due squadre giocano cercando di completare sei passaggi di fila con o senza giocatori del quadrato. Una volta che una squadra completa sei passaggi, quando la squadra giocherà un passaggio al giocatore bersaglio farà un punto.

Il gioco continua dopo che un punto è stato segnato mentre il giocatore bersaglio gioca un passaggio indietro ai suoi compagni di squadra che cercano di mantenere il possesso. Vince la prima squadra che guadagna tre punti.

Questo esercizio funziona bene quando ci sono tra i cinque e gli otto giocatori in ogni squadra.

Importante sottolineare il movimento senza palla dei giocatori in modo da trovare continuamente spazi aperti e possibilità di passaggio a uomo libero. Il possesso palla con obiettivi al centro ha tante Possesso palla con obiettivi al centro ha tante varianti.

A seconda delle annate e delle possibilità tecniche si può ragionare sul lasciare o meno il tocco l ibero per le due squadre oppure se imporre un massimo di 3 tocchi per i giocatori in campo e di un tocco per il giocatore in mezzo al quadrato.

Lo scopo finale è quello di portare i ragazzi a sfruttare al massimo la superiorità numerica data dal continuo movimento per liberare più linee di passaggio possibili.

Ben venga quindi se un giocatore tenta un dribbling per superare il diretto avversario e creare superiorità numerica.

Dal punto di vista difensivo è necessario stimolare invece una fase di riconquista della palla praticando un pressing rapido ed organizzato in tutti le aree di gioco a coprire la squadra avversaria

PULCINI – Gioco Tecnico – FootVolley

Qualsiasi sia la fascia d’età con cui andiamo a lavorare, la componente fondamentale di ogni allenamento è la motivazione dell’allievo. 

Spesso creare motivazione non è certo semplice,  perché ogni bambino o ragazzo ha bisogni differenti da saziare, ma generalmente un errore che gli allenatori commettono è quello di dimenticare ciò che il calcio è, GIOCO, DIVERTIMENTO.

Allenando bambini di 7/8 anni come quest’anno, mi sono dovuto adattare ad una nuova impostazione di allenamento e ad un calcio più ludico, in particolare per le esercitazioni riguardo l’insegnamento della tecnica di base.   

Per tenere alta la motivazione, e quindi l’attenzione e l’impegno, diventa fondamentale lavorare con la fantasia per avere esercitazioni che non siano monotone e li tenga attivi il più possibile.

A questo proposito, un metodo molto efficace per insegnare ed allenare il gioco e il controllo del pallone al volo si è rivelato essere l’utilizzo ripetuto del FOOTVOLLEY, generalmente tradotto come pallavolo con i piedi. 

Chiaramente il gioco sarà proposto in una versione rivalutata , ma il divertimento è rilevato è sempre stato altissimo e di conseguenza sarà ottima l’intensità e ancor più sorprendente il livello dell’ impegno e della partecipazione

Il segreto principale per crescere tecnicamente è quello di toccare il più possibile l’attrezzo, il nostro amico pallone, e creando piccoli campetti da 3 contro 3 o 2 contro 2 questo requisito sarà soddisfatto.

Per cominciare, inizialmente, le prime partite avevano l’unica regola del “non fate fermare a terra il pallone, l’importante è tenerlo in alto e mandarlo nell’altro campo”.

Successivamente, si potrà ridurre il numero dei rimbalzi possibili del pallone per giocatore e per squadra, e cominciare ad impostare il passaggio obbligatorio tra compagni. 

Ovviamente per arrivare a questo gioco, un propedeutico classico lavoro con il palleggio e il controllo della palla (testa, coscia, petto) era stato fatto.  Lavoro che si è rivelato più un ottimo bagaglio teorico, pronto per essere concretizzato con molta più efficacia e velocità in questo gioco che adesso è un must di ogni mio allenamento. 

 

E per finire..rifacciamoci gli occhi con le bellezze dell’uomo chiamato tecnica! 

 

Allenare i difensori centrali

L’esercizio di giocare un 4 contro 3 lo facciamo tutti da anni perché è adattabile a più aspetti. Oggi volevo sottolineare l’aspetto della collaborazione  tra difensori centrali.

Si tratta quindi di giocare un 4 contro 3 per portare i difensori centrali e il portiere a collaborare per uscire dal pressing e portare palla al centrocampista. Questa collaborazione permette di controllare gli spazi pericolosi (a seconda del movimento degli attaccanti) di fronte alla porta e respingere gli attacchi lontano da quello spazio.

difensori centrali

Giochiamo un quattro contro tre (neri difendono la porta mentre rossi attaccano) con la squadra che attacca (rossi) con due centrocampisti e due attaccanti mentre la squadra che difende (neri) ha due centrali difensivi e un centrocampista.

I neri devono provare a conquistare la palla e portarla con l’aiuto del centrocampista oltre la linea di meta per ottenere il punto mentre la squadra rossa deve tentare sfruttando la superiorità di andare a fare goal.

Mantenendo questo assetto le squadre devono dimostrare competenze organizzative, movimenti e sostegno, gestione del passaggio, della ricezione, ecc. Potrebbero però innescarsi variabili di movimento naturali tra i ragazzi in cui i difensori centrali ruotano con il centrocampista o ignorino completamente il portiere.

Per ovviare a questo aspetto, se l’età che alleniamo lo permette, definisco nel campo una divisione per cui la zona di centrocampo è divisa da quella difensiva.

Abbiamo quindi una zona di centrocampo dove si sviluppa un 2 contro 1 con due attaccanti contro un centrocampista e una zona di difesa con un 2 contro 2, due attaccanti contro due difensori.

Il gioco è lo stesso ma le dinamiche cambiano concretamente. I ragazzi giocano molto di più con la palla indietro – palla avanti e si allargano sfruttando l’ampiezza e la profondità del campo a loro disposizione.

Specialmente nella zona di difesa i difensori prendono consapevolezza di avere anche il portiere e giocano palla indietro con lui per ottenere superiorità mentre gli attaccanti utilizzano la palla indietro con il sostegno di uno dei due attaccanti della zona di centrocampo che muovendosi si farà trovare libero dall’eventuale marcatura del centrocampista avversario.

Nell’area difensiva il movimento è infatti vitale per entrambe le squadre. E’ importante che i difensori centrali lavorino insieme per marcare gli attaccanti e il loro percorso verso la porta. Per gli attaccanti invece è importante creare spazi e muoversi soprattutto senza palla per mettere in difficoltà i difensori.

Quando poi si tolgono le zone lasciando però le stesse regole i ragazzi attaccanti tendono ad utilizzare il campo occupando gli spazi come se sul campo fosse segnato un rombo e anche i difensori riescono a controllare la palla e gli avversari disponendosi naturalmente nelle zone più appropriate.

difensori centrali

Naturalmente non sempre i ragazzi riescono a disporsi nelle posizioni ideali ma sbagliando e continuando a collaborare con i compagni man mano le posizioni si aggiustano senza dover intervenire in modo esplicito e permettendo ai ragazzi di divertirsi in una situazione di partita.

Spesso prima di provare questo tipo di esercizio faccio fare una serie di esercizi dove introdurre i concetti di supporto e di pressione difensiva. Lo scopo è quello di abituare i ragazzi ad aiutarsi e a chiamare i compagni (scarico sul sostegno) per gestire la difesa e portare avanti la palla.

Rimbalzo

Da una delle partite giocate nel weekend è emersa la necessità di lavorare sul passaggio, sull’uno due (rimbalzo) e sul possesso palla. I nostri avversari infatti forti di un campo molto ampio e sintetico (a cui noi non siamo abituati) ci hanno massacrato con ripartenze frequenti sui nostri errori di possesso giocando la palla con passaggi precisi e sfruttando le zone di campo che noi non riuscivamo a coprire.

Questa esercizio permette di allenare quindi la verticalizzazione delle giocate sfruttando gli errori degli avversari e provando a giocare palla avanti, palla indietro attraverso la finalizzazione in porta per abituare i ragazzi a creare spazi con il proprio movimento e una continua circolazione della palla. 

Rimbalzo

Dividiamo i giocatori in due squadre, una di sei e una di sette giocatori. La squadra di sette ha tre giocatori nell’area di gioco e un giocatore accanto a ciascuna porta. La squadra di sei a tutti nell’area di gioco e prima di tirare nelle porticine per segnare deve effettuare un possesso palla di cinque passaggi. L’altra squadra con i 3 giocatori deve fare pressione per interrompere il possesso avversario e in caso di riconquista della palla passarla ai propri compagni vicino alla porta per fare un uno due (rimbalzo) e segnare nella porticina.

Gli attaccanti hanno bisogno di buone abilità per pressare e forzare l’errore degli avversari . Nel momento poi che vincono la palla devono scegliere la zona giusta dove effettuare un buon passaggio per un proprio compagno vicino alla porta che “rimbalza” il passaggio per permettere il conseguente tiro in porta.

Ovviamente il numero dei giocatori può variare ed è opportuno cambiare spesso i 3 giocatori fanno pressione all’interno del campo ma è indispensabile far passare il concetto che sia per il possesso palla sia per la verticalizzazione e il conseguente rimbalzo (uno – due) prima di tirare in porta ci debba sempre essere un buon movimento del giocatore per creare quegli spazi necessari a gestire bene le proprie azioni.

Prima di questo esercizio ritengo utile lavorare anche sull’esercizio della sovrapposizione a due sempre per rafforzare il concetto di movimento e metterli in condizione di gestire il possesso palla in modo opportuno.

Difensori protagonisti dell’azione

In questo esercizio lavoriamo sugli esterni in modo da rendere i difensori protagonisti dell’azione facendogli portare palla e con il movimento creare possibili situazioni di sovrapposizione utili al centrocampo e alla manovra nel suo complesso. 

Difensori protagonisti

Si dividono i giocatori in due gruppi come in figura. Il primo giocatore corre con la palla prima di passarla attraverso una porticina fatta dai coni al primo giocatore della fila opposta che ripete l’esercizio sull’altro lato.

Una volta che un giocatore ha completato il suo passaggio, si unisce in coda all’altro gruppo.

Un successivo sviluppo è mettere in condizioni di pressione il portatore di palla.

Difensori protagonisti

Entrambi i gruppi iniziano con una palla contemporaneamente. Dopo che il primo giocatore controlla la palla (giocatori A e C) e inizia a correre il giocatore della sua fila immediatamente dietro a lui nel gruppo (giocatori B e D) lo insegue per togliergli il pallone.

Il difensore dovrà quindi come nell’esercizio di prima passare la palla attraverso la porticina fatta dai coni nonostante la pressione del giocatore che lo insegue.

Siccome si gioca con due palloni bisogna stare attenti alla gestione dei passaggi tra le due file in modo da non creare confusione. Assicuriamoci anche che tutti giocatori si alternino tra la corsa con la palla e l’inseguimento.

A seconda dell’età dei partecipanti e della tecnica è necessario variare la lunghezza del tragitto e la larghezza della porta per evitare dispersioni inutili dovute alla dimensioni dell’esercizio.

Il mister deve sottolineare la tecnica di portare palla spingendola bene in avanti, correre in linea retta, usare il minor numero di tocchi possibili e incitare i ragazzi ad allargare l’anca per poter effettuare un passaggio corretto attraverso la porticina.

Difensori protagonisti

In una successiva partitella su un campo diviso in tre zone giochiamo un 6 contro 6. I giocatori sono disposti con 3 difensori più un portiere nella zona difensiva e 2 attaccanti nella zona di attacco.

Dopo due passaggi uno dei difensori può portare palla nella zona di mezzo e attaccare insieme ai due attaccanti la difesa della squadra avversaria.

Se gli avversari riconquistano il pallone il difensore torna nel suo campo senza poter ostacolare l’avversario nella zona di mezzo.

Se la palla esce dal gioco o viene segnato un goal, il gioco ricomincia dal portiere.

E’ importante sottolineare come sia necessario far girare la palla in difesa per creare l’opportunità di liberare il difensore esterno e riuscire quindi ad attaccare gli avversari.

Il gioco di prima, riuscire a variare la velocità di corsa e giocare a testa alta sono le situazioni più probabili da correggere per chi è in possesso palla.

Visione periferica e controllo palla

È importante che i ragazzi sappiano gestire la palla tenendo sotto controllo l’ambiente e l’avversario  gestendo tutto con i giusti tempi. Importante quindi allenare il passaggio e la visione periferica creando le condizioni di giusta pressione per aumentare la velocità di movimento e la precisione del controllo palla. 

In questo primo esercizio i giocatori fuori dal quadrato giocano un uno due con i compagni all’interno del quadrato che controllano e restituiscono il passaggio. I giocatori interni effettuati i passaggi cambiano lato del quadrato in senso orario.  Dopo qualche rotazione facciamo cambiare i ruoli all’esterno e all’interno.

visione periferica

Nel secondo esercizio il giocatore esterno passa la palla al giocatore al centro e chiama un numero corrispondente al cinesino che attaccherà prima di entrare nel quadrato.

Allo stesso tempo il giocatore al centro ricevuto il passaggio porterà la palla attorno al cinesino opposto chiamato dal giocatore esterno e si porterà al suo posto per ricominciare l’esercizio.

visione periferica

Nel terzo esercizio i giocatori neri eseguono un passaggio verso i giocatori rossi che effettuano uno stop orientato verso il compagno con lo stesso colore e si scambiano il posto.

visione periferica

Adesso saranno i giocatori rossi a far eseguire l’esercizio ai compagni neri. Tenere sotto controllo la palla, il compagno e l’ambiente svolgendo tutto con i giusti tempi allena la visione periferica continuamente.

Sono tutti esercizi semplici che però portano i giocatori ad aumentare la velocità di movimento e la precisione del controllo palla. 

Allenare la precisione – Scuola Calcio

Una delle priorità maggiori rilevate nei primi allenamenti con la mia giovanissima squadra, come già detto nei precedenti articoli 2012,  è stata sicuramente quella di insegnare  il corretto passaggio, partendo dal gesto tecnico da “fermi”  per arrivare ad insistere sulla precisione; quasi 3/4 di loro non erano in grado di passare la palla al compagno pronto a riceverla, ma “buttavano” il pallone senza guardare.

A questo proposito, per non annoiarli con troppi quadrati o esercitazioni statiche, ho dovuto proporre un gioco che potesse tenere la loro attenzione attiva per il maggior tempo possibile.

Il primo passo è creare uno spazio di gioco diviso in due metà campo dove andranno a disporsi le due squadre, divise da una riga centrale insuperabile.

Alle spalle di ogni metà campo,  dovrete creare un’area apposita in cui posizionare tante porticine ben distanziate l’una dall’altra (nel pessimo disegno…quelle bianche e arancioni). Il numero delle porte dovrà essere inzialmente ben superiore al numero di avversari che coprono il campo.

 Ogni squadra dovrà cercare di segnare più gol possibili nelle porticine!  I giocatori saranno obbligati ad alzare la testa e guardare dove butteranno il pallone.  Con un po’ di pazienza, arriveranno a servire il compagno meglio posizionato ai lati (qua possiamo insistere lo stop orientato) trovando la loro porticina coperta da un avversario. 

Vince la partita la squadra che segna il maggior numero di goal!

*LAVORANDO SUL PASSAGGIO, IL TIRO RISULTA ESSER VALIDO SOLAMENTE D’INTERNO*

Esistono poi altre varianti interessanti, che complicano un pochino la situazione:

sostituire le porticine con i birilli, per richiedere una maggiore precisione.

Ridurre le porticine ed inserire dei compagni di squadra nella metà campo da attaccare, in modo che la palla arrivi a loro che dovranno essere bravi a fare gol con un numero di tocchi limitato o di tempo limitato.  Questo permete a chi deve ricevere un lavoro  sullo smarcamento, lavorando sul concetto di zona luce e ombra. 

Avendolo provato la settimana scorsa, posso testimoniare che dopo qualche prova garantisce divertimento e quindi intensità.

Buon lavoro!

Lavorare sul passaggio

In questo periodo mi piace far giocare ai ragazzi delle amichevoli perché penso che non esista metodo migliore per allenarsi se non quello di provare sul campo i gesti fondamentali per poi poterli gestire e migliorare nelle sedute infrasettimanali. Nella partita persa ieri sera oltre alla fatica dimostrata per il carico di lavoro svolto in ritiro mi ha sorpreso da parte di alcuni la non precisione sul passaggio anche in condizioni di non pressing avversario. Condividere l’analisi della partita con i ragazzi e lavorare sul passaggio nei prossimi allenamenti può allora migliorare la tecnica ma anche l’apertura mentale dei ragazzi rispetto al cammino di crescita che si vuole ottenere.

Non avendo nelle gambe freschezza atletica ed avendo inserito diverse novità tattiche ii trasmettere e il ricevere la palla (oriento e passo) diventa un gesto fondamentale che ci da il tempo di ragionare e di far correre la palla e gli avversari senza stancarci ulteriormente. Ieri sera alcuni hanno provato diversi giocate di prima intenzione e il risultato è stato o non preciso con conseguente perdita del possesso palla a favore dell’avversario o ci ha fatto tenere un ritmo alto di gioco che in questo periodo non possiamo sostenere.

Lavorare sul passaggio

Nell’esercizio di oggi quindi lavoriamo sul passaggio (soprattutto sulla precisione nell’effettuarlo). In uno spazio abbastanza ampio inseriamo un giocatore in ogni angolo.

L’esercizio inizia con un passaggio dal giocatore 1 al giocatore 2. Il giocatore 1 segue il passaggio per prendere il posto del giocatore 2 mentre passa e si muove

Il giocatore 2 quando riceve la palla la orienta ed effettua una serie di passaggi da uno a due con il giocatore 3 attraverso i paletti lavorando soprattutto sulla precisione del passaggio.

Il giocatore 2 poi passa quindi al giocatore 4 che gioca un uno-due con il giocatore 3 e poi porta palla all’inizio dell’esercizio. Il giocatore 1 diventa il giocatore 2, il giocatore 2 diventa 3, 3 diventa 4 e 4 diventa 1.

All’inizio è meglio iniziare con passaggi lenti in modo che i giocatori possano abituarsi al movimento e curare la sequenza di ricevere la palla orientandola per il passaggio successivo. Quando poi l’esercizio è chiaro bisogna puntare sull’intensità, con passaggi effettuati precisi ma anche anche decisi sia per direzione che per forza.

Un successivo sviluppo è quello di inserire al posto dei paletti degli avversari, prima in modo passivo e poi in modo attivo per giocare un 4 conto 2 con obiettivo di possesso palla (10 passaggi equivalgono ad un goal).

Ricerca Zona Luce con 3 contro 2

Avendo a che fare con le fasce d’età soprattutto più piccole, uno dei temi sempre arduo da “far passare” è sicuramente quello della ricerca della zona luce.

Può sembrare presuntuoso specificare che per ricevere palla da un mio compagno,  è necessario che non ci siano ostacoli nella traiettoria.   Il giocatore ricevente, per avere il pallone,  deve quindi posizionarsi nella zona luce.

Che cosa intendiamo per zona luce?  Semplicemente, quella zona libera da avversari, in cui il giocatore riceve la palla direttamente dall’avversario. Tante volte avremo detto ai nostri giocatori di non stare nascosti dietro l’avversario! In quel caso,  come vediamo nella immagine, entra invece in gioco il concetto contrario di zona ombra, ossia quella in cui è impossibile ricevere il passaggio per un errato posizionamento dietro un avversario.

 

Nei precedenti anni, ho utilizzato molto una esercitazione semplicissima ma che garantiva una grandissima intensità con la possibilità di inserire anche un doppio obiettivo una volta assimilato questo. 

Si tratta di predisporre un rombo; le dimensioni devono essere piuttosto strette per garantire una grande intensità.

Facciamo posizionare 3 ragazzi su i vertici del rombo, lasciandone uno libero. All’interno del rombo, mettiamo 2 ragazzi con casacche di colore opposto.

L’esercitazione obbliga continuamente i due compagni senza palla ad un movimento costante cercando il vertice libero (lavorando alle spalle del giocatore in mezzo) per trovare, appunto, la zona luce.

Cerchio BLU: giocatori sui vertici (uno ha il pallone) Cerchio ARANCIO: giocatori all’interno che decidono quale dei quattro vertici andare a coprire Freccia NERA: Movimento del giocatore a cercare il vertice libero Freccia VERDE: passaggio

 

Chi è dentro al rombo,  avrà solamente il compito di decidere quale vertice coprire senza ovviamente intervenire.

Questa esercitazione garantisce un lavoro intenso e soprattutto una continua attenzione allo smarcamento e a non cadere più nell’errore di aspettare il pallone nascosti dietro l’avversario.

L’ho applicata con i giovanissimi,  ma ritengo possa tranquillamente essere utilizzata con gli esordienti.

Le mie doti artistiche non sono eccellenti, come potete vedere dal disegno. In caso ci sia qualcosa di poco chiaro, utilizzate i commenti e avrete subito risposta!

p.s Successivamente, ho utilizzato questa esercitazione anche per un lavoro di taglio dell’esterno opposto. Gli obiettivi da inserire sono tanti, ma ho preferito concentrarmi su quello di oggi perchè con un semplicissimo esercizio si riesce ad affrontare un limite piuttosto diffuso e arduo da colmare.