Passaggio intelligente

Il passaggio è un fondamentale tecnico importantissimo. I ragazzi devono capire che non devono sottovalutarlo. Si può passare per mantenere la palla ma anche per spostare gli avversari o per oltrepassare un reparto con un passaggio intelligente.

E’ importante che il ragazzo abbia la convinzione che “la palla non gli scotti tra i piedi”. Deve essere paziente se necessario ma anche in grado di giocare il passaggio intelligente quando si presenta l’occasione.

Passaggio intelligente

Come riscaldamento giochiamo un 4 contro 1 in un quadrato di 10 metri. Gli attaccanti vincono un punto se fanno 5 passaggi consecutivi mentre il difensore vince se riesce a buttare fuori la palla dal quadrato.

Sostituiamo il difensore con un compagno di squadra ogni 30 secondi. Dopo due minuti di esercizio complessivo vince la squadra con il maggior numero di punti.

Passaggio intelligente

Successivamente sviluppiamo l’esercitazione giocando con 3 squadre da due giocatori ciascuna che giocano 2 + 2 contro 2 in un quadrato di 20 metri quadri. Le due squadre giocano contro la terza squadra.

Qualsiasi squadra che perde il possesso a favore dei difensori cambia ruolo. I punti agli attaccanti vengono assegnati per aver fatto 10 passaggi consecutivi.

Invece i difensori segnano un punto se interrompono un attacco mantenendo la palla nel quadrato.. Giochiamo per due minuti e calcoliamo i punti di tutte e tre le squadre.

Passaggio intelligente

Alla fine avvicinandoci alla situazione di gioco realizziamo un 4 contro 4 in un quadrato di 30 metri quadri circa con una zona di meta larga cinque metri circa a ciascuna estremità.

Alla squadra in attacco è consentito un solo attaccante nella zona dei 5 metri (non può stare nella zona più di 30 secondi) mentre la squadra in difesa non può entrare nella zona dei 5 metri.

Si ha il punto quando il compagno di squadra nei 5 metri riceve il passaggio .


Lo sviluppo nella fase offensiva

Nel gioco posizionale dopo aver affrontato la fase di costruzione vediamo la fase di sviluppo nella fase offensiva che ha come obiettivo quello di superare la seconda linea di pressione avversaria.

Si conquista spazio utile per arrivare in zona rifinitura superando l’opposizione del centrocampo rivale muovendo la palla senza forzare e posizionandosi scaglionati in ampiezza.

Organizzare la costruzione della manovra non è però un compito semplice, poiché bisogna fare in modo che tutti i giocatori in campo siano attivi e protagonisti.

Siccome lo scopo primario è arrivare in zona rifinitura la squadra deve creare e trovare gli spazi con passaggi continui e corti per aprire  e tentare ad esempio di favorire il passaggio filtrante con palla aperta o dopo uno scarto . 

Certamente ci sono tanti modi di sviluppare l’azione, in modo verticale o con un attacco diretto se possible ma se ciò ci venisse negato possiamo manovrare l’azione per avere uno sviluppo esterno facendo ruotare  catene di sinistra o di destra oppure creando densità di avversari su un lato per poi effettuare un cambio gioco.

Se la squadra avversaria effettua un gioco con pressione moderata anche la nostra squadra dovrà tentare una conquista moderata del campo con passaggi continui e lenti . Se invece la squadra avversaria gioca con una pressione forte o in pressing i giocatori dovranno tentare di uscire in verticale, alzando tutta la squadra velocemente e mantenendo corta la distanza tra i vari reparti.

Questo tipo  di gioco rispetto al calcio tradizionale porta i difensori a creare e fruttare la superiorità numerica, condurre palla nella zona di centrocampo permettendo ai propri centrocampisti di alzarsi alle spalle di quelli avversari giocando così in soprareparto. 

Contrariamente alla “costruzione lunga” che inizia con il portiere pronto a calciare il pallone in una zona di campo mediamente pericolosa nella quale si andrà a creare densità per la riconquista della seconda palla, la “costruzione dal basso” è più manovrata e dà la possibilità di divenire imprevedibili.

Ecco tre esercizi su alcune tipologie di manovra da attuare a centrocampo per conquistare lo spazio di rifinitura.

In questo esercizio l’attaccante dopo aver ricevuto palla effettua un passaggio in fascia favorendo la sovrapposizione del giocatore numero 8.

Nel secondo esercizio nella parte centrale del campo l’attaccante 9 riceve palla dal giocatore 3 e scarica su 6 che gioca sul taglio dell’attaccante 11.

L’attaccante riceve dal 4, scarica su 5 che passa in fascia per l’inserimento ello stesso giocatore 4.

Allenare la costruzione della fase offensiva

In questi ultimi anni si visto come le squadre di Guardiola o di Klopp tendano a portare uomini liberi tra le linee avversarie creando così superiorità numerica dietro ad ogni linea avversaria. Partire da dietro, costruire dal basso coinvolgendo tutti i giocatori e tenere la palla il più possibile (anche se questo ultimo aspetto  non è essenziale) sta alla base di questo gioco che prende il nome di gioco di posizione..

Il gioco di posizione è una novità importante . In questo tipo di gioco, sembra una banalità ma non è così; non è il giocatore che va verso la palla ma i l contrario.

La palla deve circolare arrivando alle posizioni che i giocatori occupano in base allo sviluppo del gioco che si vuole ottenere.

La scuola di Coverciano per i settori giovanili in questi ultimi anni propone soprattutto questo tipo di gioco. Costruzione dal basso per sviluppare un gioco propositivo dove lo smarcamento, il passaggio, e il rendersi utile sono azioni da svolgersi per arrivare a costruire una fase offensiva efficace e continua.

Ad esempio cercare il giocatore tra le linee, creare gioco su una fascia per cambiare gioco sull’altra sono alcune situazioni reali e concrete di gioco che vengono studiate per disorientare l’avversario . Per ottenere questo i giocatori devono conoscere le varie possibilità di gioco in modo da essere rapidi ad interpretare in campo i vari movimenti ed agire di conseguenza.

Per chi ha scelto di allenare il settore giovanile è una bella sfida. 

E’ importante che i ragazzi riconoscano il principio di gioco dell’avversario in modo da poterlo attaccare nel modo giusto. Ad esempio se la squadra avversaria difende corta e alta si attuerà un attacco diretto con un lancio lungo a scavalcare il centrocampo oppure se la squadra avversaria difende a centrocampo si attuerà un attacco indiretto tentando di creare superiorità  a centrocampo ed infine se la squadra avversaria attacca corta e bassa tenterò il gioco in profondità agendo sugli esterni molto larghi per andare al cross oppure per cercare il tiro da fuori.

Per attuare la costruzione partendo dal basso i principi collettivi che si andranno ad allenare sono di portare i ragazzi a posizionarsi su più linee di gioco (scaglionamento), cercare il superamento delle linee avversarie (profondità), occupare la larghezza del campo (ampiezza), fargli fare tanti movimenti senza palla (mobilità) e tentare di giocare senza dare punti di riferimento (creatività e imprevedibilità). 

L’atteggiamento non deve essere quello di insegnare ai ragazzi delle nozioni ma quello di dare ai ragazzi dei principi per interpretare in un determinato modo le differenti condizioni del gioco.

Fondamentale per Coverciano è un acronimo, il CARP: Costruzione, Ampiezza, Rifinitura, Profondità e cioè una buona fase offensiva deve tenere conto partendo dal basso della ricerca della superiorità numerica di almeno un giocatore (due con il portiere) (Costruzione), del tenere almeno un giocatore largo per ogni fascia (Ampiezza), occupare la zona di rifinitura con almeno un giocatore (Rifinitura) e attaccare lo spazio dietro l’ultima linea difensiva. (Profondità).

Alcune strategie possono quindi essere il posizionamento a rombo (scarico, 2 appoggi e vertice), cercare di trovarsi sempre in superiorità numerica, insegnare ai ragazzi a fare la conta e cioè contare i difensori avversari, leggere la palla (aperta o chiusa) e far passare il concetto di costruttori se i giocatori sono posizionati sottoreparto o invasori se posizionati soprareparto.

Dal punto di vista tattico il mister dovrà lavorare sullo smarcamento, controllo e difesa della palla, passaggio, finta e dribbling e tiro in porta.

Quindi quando i ragazzi sono in possesso palla i principi fondamentali individuali diventano la scelta del passaggio, leggere la palla, se ho spazio avanzo, postura del corpo aperta, presa di informazioni prima di ricevere, giocare e rendersi utile, giocare a rombo.

E’ importante quindi lavorare su modalità di gioco che facciano ragionare i ragazzi rispetto alla costruzione dal basso. Posso trovarmi di fronte una squadra con 3 attaccanti, oppure 2 attaccanti e 2 ali, oppure che gioca a uomo contro uomo.. In tutti e tre i casi dovrò fare in modo che i ragazzi possano trovare soluzioni per uscire dalla pressione avversaria.

Il mister dovrà sempre lavorare sulla velocità d’elaborazione mentale del singolo giocatore e sulla qualità della stessa,ottimizzando la sua visione di gioco, la lettura delle situazioni e la correttezza delle scelte.
Molto importante anche la comunicazione. Dovrà essere presente un’organizzazione comunicativa sul terreno di gioco, chiarendo chi e come deve trasmettere consigli e aiuti verbali nelle varie situazioni tattiche,

Ecco alcuni esercizi per allenare questa fase.

I 4 giocatori ai vertici del quadrato si trasmettono la palla, Il giocatore posizionato dentro si deve continuamente smarcare per trovarsi in zona luce rispetto a chi di volta in volta è il portatore di palla. Al segnale del mister, chi è in possesso di palla la deve trasmettere al giocatore oggetto dell’esercizio, che in 2 tocchi la deve subito ripassare ad un giocatore raggiungibile. 

In un quadrato ci sono 2 squadre da 4 giocatori, 2 dentro al quadrato e 2 fuori. L’obiettivo è quello di far arrivare la palla da una sponda all’altra per ogni squadra senza che ci sia influenza tra l’uno e l’altro tramite 3 passaggi.

Partita 6 contro 6 con i portieri. Si gioca a due tocchi. Su ciascuna fascia può sostare solo 1 giocatore della squadra che attacca. Quando un laterale riceve, su quella fascia possono entrare un compagno di squadra ed un avversario. La squadra che attacca può così sfruttare la superiorità numerica in fascia e la libertà di tocchi in questa zona del campo. 

Sempre partita 6 contro 6 questa volta però con le mete. La squadra che attacca ha lo scopo di conquistare la zona di meta inserendo un giocatore che si smarca col giusto tempismo (non può entrare in zona meta prima della palla). Si gioca a 2 tocchi e ad ogni  passaggio laterale o all’indietro deve obbligatoriamente seguire una verticalizzazione. A seconda dell’età il passaggio in zona meta deve avvenire solo rasoterra oppure anche su passaggio alto inserendo però anche una penalità in caso di errore.

Trova lo spazio

Questa esercitazione mostra come aprire il campo e sfruttare lo spazio dietro la difesa. L’obiettivo è trascinare i difensori da una parte e cambiare gioco sul campo per separarli e creare spazio nel mezzo.

Trova lo spazio

Si gioca una partita a tema 6 contro 4 più portiere. La squadra blu ha quattro centrocampisti e due attaccanti che devono rimanere in area di rigore. L’obiettivo è far fare goal ai due attaccanti. Per allargare la difesa a 4 rossa la squadra blu ha a disposizione le due fasce. Quando la palla arriverà in una fascia ad un giocatore blu questi può effettuare un cambio gioco. La difesa rossa deve essere rapida a ricompattarsi per evitare di lasciare liberi i due attaccanti.

Se la squadra blu riesce a far goal dopo un cambio di gioco il punteggio vale doppio. se invece la difesa conquista palla deve cercare di far goal nelle due porticine. Se invece la squadra blu fa goal normalmente senza passare dalle fasce vale 1 punto. Non c’è fuorigioco.

Perché possa funzionare Il cambio di gioco deve essere fatto rapidamente con i giocatori che leggono la situazione appena si crea affollamento vicino alla fascia n cui sono.

Normalmente faccio ripetere l’esercitazione 7 o 8 volte e poi ruoto i giocatori.

Trova lo spazio

L’obiettivo principale dell’esercitazione è quella di utilizzare le fasce per attirare i difensori, poter aprire la difesa e cambiare gioco per creare spazio in mezzo. in questo caso giropalla per far uscire il difensore e creare disorientamento nella difesa avversaria rispetto allo spazio e ai due attaccanti.

Passaggio di ritorno al portiere

In quest’ultimo periodo ho avuto modo di riflettere sul passaggio di ritorno al portiere quando la squadra avversaria effettua una pressione in attacco. Nel calcio moderno la tendenza è far sentire a proprio agio i portieri in modo che quando ricevono il passaggio possano vedere i difensori posizionati correttamente per ricevere  ed iniziare una nuova azione.

E’ importante quindi che i ragazzi che svolgono il ruolo di portiere lavorino spesso in allenamento con gli altri giocatori in campo per sviluppare le loro tecniche di ricezione e passaggio. Ad esempio con i terzini che possono ricevere il pallone dal portiere  posizionandosi larghi per dargli una visione di campo con un angolo largo su cui effettuare il passaggio.

Passaggi di ritorno al portiere
Passaggio di ritorno al portiere

L’allenatore chiama il giocatore che deve passare la palla al portiere e correre nella direzione del portiere per metterlo sotto pressione.

Il portiere se riesce deve ricevere la palla con un controllo orientato, guardare nella direzione in cui vuole passare la palla per direzionarla in una delle due porticine agli angoli dell’area.

Contemporaneamente i due giocatori non chiamati vanno a ricevere nella posizione oltre allae porticine.

L’esercizio continua con le varie chiamate a tutti i giocatori (A, B, C) per permettere al portiere e ai difensori di esercitarsi da tutte le posizioni.

Passaggi di ritorno al portiere
Passaggio di ritorno al portiere

Un successivo sviluppo potrebbe essere quello di creare una situazione di gioco in cui il portiere della squadra in attacco (squadra bianca) inizia la partita passando la palla al portiere della squadra in difesa (squadra rossa).

La squadra in attacco ha due attaccanti che devono andare a fare pressione sui tre difensori e sul portiere.

Il portiere e la squadra in difesa cercano di costruire partendo dalla difesa per andare a segnare.

Anche se ormai è passato tanto dall’ultima partita giocata sul campo sempre più spesso anche in ambito giovanile si trovano squadre che pressano la difesa avversaria. Coinvolgere il portiere nella costruzione del gioco è, quindi una buona alternativa per organizzare la fase di costruzione.

Ascoltando esperti del settore mi son trovato però in disaccordo con la posizione in cui il portiere deve ricevere il passaggio di ritorno ossia dove deve stare il portiere quando riceve la palla?

La scuola di Coverciano sostiene ormai da tempo che la posizione del portiere debba essere quella davanti alla porta per sfruttare anche quella porzione di campo che c’è nell’area piccola.

La “vecchia guardia” posiziona il portiere verso l’esterno della porta per evitare che un eventuale errore porti a subire un goal certo.

Voi cosa ne pensate?

4 più portiere contro 3

L’esercitazione di oggi è stata preparata da Giuseppe Impellizzeri (soprannominato TUMA) compagno di viaggio nel corso Uefa C di Parma e Piacenza.

Esercitazione composta da una squadra A da n.4 giocatori (pettorina rossa) + n.1 portiere (pettorina gialla) e da una squadra B composta da n.3 giocatori (pettorina blu). I giocatori che tengo impegnati sono .16 di cui 2 portieri divisi in 2 campi da gioco come in figura.

In questa esercitazione, il gioco inizierà sempre dal portiere.

L’obiettivo della squadra rossa composta da 5 elementi (4+1), è attraversare una delle 3 porticine, contro la squadra blu formata da 3 giocatori che ha l’obiettivo di conquista del pallone, e ricerca della conclusione nel minor tempo possibile. 

In questo modo costringo la squadra rossa ad adeguarsi alla transizione negativa in fase di non possesso. Normalmente svolgo 3 serie da circa 4 minuti con 1 minuto di recupero tra l’una e l’altra serie. 

Una possibile variante potrebbe essere avere l’obbligo di giocare palla a terra per stimolare lo smarcamento dei giocatori in zona luce ed esortare i difensori della squadra in possesso palla, nella fase di costruzione a cercare l’ampiezza massima, per creare nuove linee di passaggio.

Gli obiettivi principali sono migliorare nei giocatori le capacità di: 

  • Impostazione del gioco dal portiere;
  • trasmissione della palla
  • controllo orientato della palla;
  • reazione motoria;
  • orientamento spazio-temporale
  • movimento senza palla.
  • occupazione dello spazio senza palla.

Giuseppe è in forza al Cus Parma nella squadra 2007 ma ha un passato da giocatore e da allenatore abbastanza variegato.

Negli anni 80 nel paese in cui abitava in Sicilia non esisteva il settore giovanile ed inizia a giocare nell’ambiente più “formativo” possibile: la strada!

Successivamente al trasferimento a Parma nel 1990 inizia a giocare nei settori giovanili e nei vari campionati di categoria FIGC e successivamente negli amatoriali UISP:

Da allenatore ha iniziato occupandosi di preparazione atletica nella squadra amatoriale dell’Homer Simpson dove partecipa ai successi e al percorso che, in 4 anni, porta la squadra alla categoria Seniores, massima serie amatoriale Uisp.

Nel 2013-2014 inizia l’esperienza nella FIGC come 1° allenatore della juniores provinciale, della società Fornovo Calcio.

Esperienza che porta Giuseppe ad accrescere le proprie conoscenze iniziando un percorso da secondo allenatore/preparatore atletico in varie società (U.S.Montebello, Pol.Cervo, U.S. Carignano, Cus Parma) e frequentando diversi corsi dall’istruttore della scuola CONI a corsi privati con preparatori atletici fino ad arrivare a frequentare l’attuale corso per il patentino Uefa C per meglio mettere in campo le proprie idee di gioco e di gestione del gruppo.

Tuma, cosa ti spinge ad allenare? 

La passione per il calcio che ho fin da piccolo, la voglia di trasmettere ai ragazzi/bambini l’emozione che mi regalava il calcio in tutti i suoi aspetti.

Mi spinge anche l’adrenalina della sfida, della gara, vivere questo stato con i ragazzi.

L’ambizione di fargli conoscere un calcio diverso, da quello che si vive adesso, perché in quest’epoca i ragazzi non credo che mettano il calcio e lo sport in generale al primo posto, di conseguenza vivono con meno coinvolgimento il gioco.

Questo aspetto per me è fondamentale. Chi come me, è cresciuto negli anni 80-90 mette il giocare a calcio al primo posto.

Da giocatore se dovessi scegliere un ruolo nella squadra allenata da te in quale sceglieresti di giocare?

Naturalmente attaccante, il ruolo in cui ho sempre giocato.

Come imposti il tuo allenamento settimanale?

L’allenamento settimanale è basato su un microciclo di 3 allenamenti Martedì – Giovedì -Venerdì, considerando che giochiamo la Domenica.

1° allenamento con potenziamento aerobico + obbiettivi di gioco situazionale ed esercizi legati alla partita della Domenica, valuto quello che ha funzionato e quello che dev’essere rivisto. Inserisco anche dei circuiti iniziali polifunzionali.

2° allenamento lavoro su circuiti polifunzionali, SSG, 1 vs 1 – 2 vs 2 – 3 vs 3 ecc più esercitazioni con conclusione in porta. Se le partite non mi hanno soddisfatto da un punto di vista dell’intensità, aggiungo qualche lavoro a secco, per raggiungere l’obbiettivo prefissato insieme ai ragazzi, sempre condiviso con loro.

3° allenamento è basato tutto sulla preparazione alla gara. Un circuito iniziale su lavori di rapidità, poi partite a tema in funzione dei principi di gioco che useremo in gara.

Qual’e’ stata la partita che più ti ha regalato soddisfazioni nella tua carriera?

ARSENAL VS U.S. MONTEBELLO CAMPIONATO INTERPROVINCIALI ANNATA 2001, Vinto contro una corazzata in casa loro per 1-2,

Erano primi in classifica e ci avevano battuto in finale al torneo della Virtus, con urla negli spogliatoi assordanti.

Ho detto ai ragazzi di ascoltare bene quelle urla perché la rivincita (il karma) prima o poi sarebbe arrivata.

E così è stato; vincere in casa loro è stato magico…per di più hanno segnato 2 ex loro giocatori. Negli spogliatoi non ti dico….

Che cosa porti del corso nel tuo essere allenatore?

Mi porto a casa l’obbiettivo di dare ai ragazzi un calcio vivibile e senza stress, dove potergli regalare un momento tutto per loro, un momento nostro, dove il concetto di imparare si sposa con quello del divertimento, spontaneo e non isterico.

Permettergli di conoscere anche un calcio vissuto come nel passato, dove non era importante il risultato a tutti i costi, ma conseguirlo con un percorso fatto di gioia e anche acquisire uno spirito di sacrificio.

Di mettersi in gioco e trovare soluzioni in prima persona, capire cosa si può imparare da uno sport di squadra situazionale, sia in termini di relazioni, emozioni, gioco, cultura del lavoro, cultura della vittoria, cultura della sconfitta e lasciatemelo dire anche viverlo, in un certo senso come quando si giocava in strada.

Essere riconosciuto come un allenatore leader e non col telecomando in mano, un allenatore che ogni giorno ed a ogni allenamento possa insegnare calcio e creare giocatori pensanti e non dei robot senza sentimenti.

Bisogna essere sempre credibili e coerenti agli occhi di chi ti prende come riferimento e ti vede come leader.

Pasquale Ussia: Le transizioni nel calcio moderno

 Tesi finale del corso Master per allenatori di Prima categoria Uefa Pro di Pasquale Ussia, uno degli osservatori più apprezzati dall’Atalanta, con mansioni rilevanti in Campania e non solo.

Nonostante sia un pò datata (2011/2012) la tesi prevede al suo interno tante esercitazioni utili per allenare le transizioni sia in fase offensiva che in fase difensiva.

La capacità mentale di reagire velocemente alla perdita del possesso e di recuperare una corretta posizione in fase difensiva, rappresenta una qualità fondamentale per ridurre i rischi derivanti dalle ripartenze avversarie.

La fase difensiva e la fase offensiva sono strettamente collegate e i giocatori sopra la linea della palla devono essere orientati tatticamente e mentalmente ad un potenziale contrattacco mentre quando si attacca si deve anche pensare a non perdere di vista  il posizionamento difensivo in caso di perdita del possesso.

Una squadra che vuole essere equilibrata nelle due fasi dunque deve attaccare in maniera razionale, tenendo corti i reparti e predisponendo delle coperture preventive sotto la linea della palla che abbiamo lo scopo di evitare facili ripartenze avversarie.

Ecco alcune esercitazioni contenute nella tesi.

Esercitazione 1/A

Situazione di 2>2 in un quadrato di 15/20 metri di lato con due zone di meta larghe 5 metri. La situazione si può proporre anche con un 3>3, 4>4 e 5>5 variando proporzionalmente le
dimensioni. I giocatori in possesso palla la trasmettono agli avversari simulando così una
transizione negativa. Chi riceve deve conquistare la metà avversaria per conquistare un punto. All’altra squadra basterà conquistare la palla per ottenere il punto. Dopo di che si invertono i ruoli.

Esercitazione 2 B

Gioco a tema: tre squadre con due spazi delimitati con dimensioni relative al numero e al livello dei giocatori  Il gioco serve per allenare la fase di transizione negativa (perdita di possesso). Una squadra mantiene il possesso palla in uno dei due spazi e ottiene un punto ogni 6 passaggi realizzati. Se gli avversari conquistano la palla guadagnano un punto e devono immediatamente trasmetterla nell’altro spazio alla squadra che attende .I giocatori che hanno perso il possesso palla devono correre velocemente nello spazio dove è stata lanciata la palla per impedire ai nuovi avversari di effettuare i 6 passaggi, riconquistare la palla per guadagnare il punto e ritrasmettere la palla nello spazio precedente dove c’è una squadra che attende e così via. Dopo un determinato tempo vince la squadra che ha totalizzato più punti. 

Esercitazione 20

Il calciatore Rosso porta palla velocemente e conclude in porta, se la palla non va in rete deve subito rientrare e rincorrere il calciatore blu che cerca a sua volta di puntare la porta laterale.

Superiorità numerica 3 contro 2 con transizioni

La squadra in attacco ha una superiorità numerica ma la squadra in difesa può decidere se utilizzare i propri giocatori per pareggiare l’inferiorità numerica o giocare in superiorità e riconquistare la palla in modo da poter segnare.

La superiorità numerica sono abbastanza frequenti nel calcio giovanile e questa esercitazione abitua i giocatori in difesa e in attacco a prendere il controllo del campo.

Superiorità numerica

Servono 6 attaccanti contro 4 difensori disposti in due squadre di 3 attaccanti contro 2 difensori nei due campi come in figura. I due campi sono separati da una fascia larga 5 metri circa che gli attaccanti non possono attraversare, ma i difensori sì.

Ciò significa che i difensori possono cambiare il 3 contro 2 in 3 contro 3 o 3 contro 4 a seconda di dove si trova la palla e dove si trovano i giocatori.

L’allenatore gioca in uno dei due campi dove inizialmente c’è la situazione di 3 contro 2.

Gli attaccanti devono fare 3 passaggi prima di provare a fare goal in una delle porte del proprio campo oppure prima di passare ai compagni di squadra nell’altro campo.

Questa sarà una scelta degli attaccanti se più difensori gli impediscono di segnare ma contemporaneamente i difensori lasceranno l’altro campo libero per un eventuale passaggi agli attaccanti che rimangono nel proprio campo.

Se invece i difensori vincono la palla, possono provare a segnare immediatamente.

In genere in questa esercitazione i ragazzi si divertono e allo stesso tempo lavorano su movimento, primo tocco, passaggio, pressing e anticipazione.

Seconda palla rubata

Questa esercitazione serve ad allenare gli attaccanti ad arrivare primi sulla seconda palla. A mio parere infatti gli attaccanti devono essere sempre attenti e pronti a reagire nel caso in cui un difensore non riesca a respingere la palla, perda il controllo, possa giocare un passaggio scadente o non reagire a un rimbalzo del portiere. 

Seconda palla

La squadra rossa gioca contro la squadra bianca nella zona centrale del campo ed entrambe le squadre possono tirare solo da questa zona. Quando una delle due squadre effettua un tiro, uno degli altri attaccanti dell’altra squadra può correre nell’area davanti alla porta in caso di rimbalzo del portiere.

La squadra nera che riposa può entrare in campo dopo che un goal è stato segnato, con la squadra che ha segnato la partita. Ovviamente puoi modificare i numeri delle squadre se hai meno giocatori.

Le dimensioni del campo sono importanti e devono essere rapportare all’età e alle capacità dei giocatori ma in generale resterei su un campo di 50 metri per 30. Dove l’area centrale è di circa 20 metri e le due aree davanti alla porta di 15 ciascuna.

E’ importante ragionare con i ragazzi prima dell’esercizio sulle abilità di trovarsi al posto gusto dei migliori attaccanti. in modo da dargli esempi reali e da fargli capire l’importanza di “vivere” l’azione fino in fondo, anche sulla seconda palla.

Il mister deve trovare dei modi per abituare gli attaccanti a pensare con la loro testa  “E SE…“. In modo da vedere l’azione prima che si svolga.

Allora saranno sempre pronti a reagire e a cogliere le occasioni che si presentano a loro. 

 

 

 

 

Il dominio della palla

Prima di iniziare a capire perché sia importante incominciare a lavorare sul Dominio della palla, è giusto conoscere la sua definizione: “Saper domare la palla con l’intento di gestire la stessa all’interno del proprio spazio d’azione ed in assenza di avversari”. Leggendo la spiegazione è facile intuire come il dominio rappresenti un “tu per tu” tra l’atleta e la palla, nel quale si parte da un rapporto di reciproca conoscenza che col tempo migliora fino a diventare un legame “fraterno”.

Questo gesto tecnico talvolta viene trascurato dagli allenatori, in quanto non lo ritengono fondamentale per gli apprendimenti successivi, ma non è così!

In questi tempi di Covid, dove siamo costretti a lavorare quasi esclusivamente sulla tecnica di base, può essere utile focalizzare i nostri allenamenti anche su questo aspetto importantissimo.

Se il giocatore non impara a conoscere l’attrezzo principale col quale dovrà relazionarsi all’interno del campo, difficilmente riuscirà poi a comprendere i successivi passaggi che il gioco del calcio prevede, quali: la relazione coi compagni, la presenza degli avversari e comprendere lo spazio che lo circonda.

Nella fase iniziale, soprattutto coi più piccoli, il dominio è principalmente legato a concetti che riguardano la conduzione, la finta ed il dribbling, ma non solo… Infatti, ad esso si legano direttamente ed indirettamente anche alcuni degli aspetti motori e psicologici che fanno parte del giovane calciatore di queste età. Col dominio lavoriamo principalmente sui primi due aspetti, in quanto l’assenza dell’avversario diventa essenziale per non creare situazioni di stress nell’apprendimento del compito richiesto. Allo stesso tempo, però, favoriamo le basi per l’acquisizione di nuovi gesti tecnici.

ECCO UN ESEMPIO PRATICO, UTILE A TUTTE LE ETÁ

IL SUPER TRIS

Si formano due squadre che si dispongono dietro la linea di partenza ed ognuna avrà un pallone di un colore prestabilito. Al via, partono i primi due giocatori di ogni squadra ed avranno l’obiettivo di lasciare la palla in uno dei 12 cerchi posti di fronte a loro (vedi fig.). Ogni atleta, però, deve prima condurre la palla dentro il corridoio per poi arrivare fino al paletto, qui dovrà scegliere quale finta utilizzare per superarlo. L’obiettivo di ogni squadra è quello di realizzare per prima un “tris” mettendo i propri palloni in fila (verticalmente, orizzontalmente o diagonalmente). Una volta posizionato il pallone bisogna rientrare e dare il cambio al compagno.

Variante: ogni giocatore può decidere se posizionare il proprio pallone oppure togliere dal cerchio uno di quelli avversari.

dominio della palla

Fig.: Il giocatore della squadra rossa sta conducendo il proprio pallone in un cerchio, mentre quello dei blu sta effettuando una finta di fronte al paletto