Quale sarà la migliore difesa?

Esercizio con tre attaccanti che giocano contro due difensori in ciascun campo (15 x 40 metri circa) per tentare di fare goal. Se i difensori ottengono il possesso palla possono a loro volta provare a fare goal attraverso la porta con i coni. Dopo 5 tentativi si mescolano le squadre dei due campi (chi faceva attacco a a fare difesa e viceversa portieri compresi) per definire alla fine delle partite quale sarà la miglior difesa.

miglior difesa

L’obiettivo principale è quindi concedere meno goal possibili agli avversari. la competizione tra le squadre è importante. E’ necessario anche incoraggiare i ragazzi a difendersi con calma sotto pressione, temporeggiando e occupando spazi che possono allargare l’azione avversaria.

E’ necessario rallentare l’azione di attacco avversaria in modo da non concedergli l’occasione di cercare subito la profondità. Mentre un difensore attacca la palla, l’altro deve essere bravo ad andare a chiudere la possibile traiettoria ed a cercare anticipo ed intercettamento.

A seconda delle età e della programmazione che abbiamo fatto possiamo aggiungere una linea di fuorigioco per lavorare anche su un posizionamento più alto ed efficace per forzare il fuorigioco della squadra in attacco. Ovviamente a seconda dell’età e dei ragazzi che ci troviamo di fronte sarà nostra cura posizionare l’obiettivo dell’allenamento sui movimenti dei difensori piuttosto che su un efficace fuorigioco ma intanto possiamo introdurre nei ragazzi alcuni concetti generali.

Se il fuorigioco sarà legato alla posizione del difensore e non alla linea in campo la miglior difesa sarà quella che riuscirà ad accorciare l’azione avversaria obbligandola a stare moto indietro nel proprio campo di azione.

Dal punto di vista dell’attacco invece è importante spiegare ai ragazzi di non correre direttamente verso la porta (situazione che spesso porta al fuorigioco) ma cominciare a stabilire un contatto visivo con il proprio compagno che effettua il passaggio e correre sfruttando l’ampiezza del campo (seguendo una specie di arco immaginario), cercando il momento giusto per poi scattare nello spazio aperto.

Allenare i difensori centrali

L’esercizio di giocare un 4 contro 3 lo facciamo tutti da anni perché è adattabile a più aspetti. Oggi volevo sottolineare l’aspetto della collaborazione  tra difensori centrali.

Si tratta quindi di giocare un 4 contro 3 per portare i difensori centrali e il portiere a collaborare per uscire dal pressing e portare palla al centrocampista. Questa collaborazione permette di controllare gli spazi pericolosi (a seconda del movimento degli attaccanti) di fronte alla porta e respingere gli attacchi lontano da quello spazio.

difensori centrali

Giochiamo un quattro contro tre (neri difendono la porta mentre rossi attaccano) con la squadra che attacca (rossi) con due centrocampisti e due attaccanti mentre la squadra che difende (neri) ha due centrali difensivi e un centrocampista.

I neri devono provare a conquistare la palla e portarla con l’aiuto del centrocampista oltre la linea di meta per ottenere il punto mentre la squadra rossa deve tentare sfruttando la superiorità di andare a fare goal.

Mantenendo questo assetto le squadre devono dimostrare competenze organizzative, movimenti e sostegno, gestione del passaggio, della ricezione, ecc. Potrebbero però innescarsi variabili di movimento naturali tra i ragazzi in cui i difensori centrali ruotano con il centrocampista o ignorino completamente il portiere.

Per ovviare a questo aspetto, se l’età che alleniamo lo permette, definisco nel campo una divisione per cui la zona di centrocampo è divisa da quella difensiva.

Abbiamo quindi una zona di centrocampo dove si sviluppa un 2 contro 1 con due attaccanti contro un centrocampista e una zona di difesa con un 2 contro 2, due attaccanti contro due difensori.

Il gioco è lo stesso ma le dinamiche cambiano concretamente. I ragazzi giocano molto di più con la palla indietro – palla avanti e si allargano sfruttando l’ampiezza e la profondità del campo a loro disposizione.

Specialmente nella zona di difesa i difensori prendono consapevolezza di avere anche il portiere e giocano palla indietro con lui per ottenere superiorità mentre gli attaccanti utilizzano la palla indietro con il sostegno di uno dei due attaccanti della zona di centrocampo che muovendosi si farà trovare libero dall’eventuale marcatura del centrocampista avversario.

Nell’area difensiva il movimento è infatti vitale per entrambe le squadre. E’ importante che i difensori centrali lavorino insieme per marcare gli attaccanti e il loro percorso verso la porta. Per gli attaccanti invece è importante creare spazi e muoversi soprattutto senza palla per mettere in difficoltà i difensori.

Quando poi si tolgono le zone lasciando però le stesse regole i ragazzi attaccanti tendono ad utilizzare il campo occupando gli spazi come se sul campo fosse segnato un rombo e anche i difensori riescono a controllare la palla e gli avversari disponendosi naturalmente nelle zone più appropriate.

difensori centrali

Naturalmente non sempre i ragazzi riescono a disporsi nelle posizioni ideali ma sbagliando e continuando a collaborare con i compagni man mano le posizioni si aggiustano senza dover intervenire in modo esplicito e permettendo ai ragazzi di divertirsi in una situazione di partita.

Spesso prima di provare questo tipo di esercizio faccio fare una serie di esercizi dove introdurre i concetti di supporto e di pressione difensiva. Lo scopo è quello di abituare i ragazzi ad aiutarsi e a chiamare i compagni (scarico sul sostegno) per gestire la difesa e portare avanti la palla.

Pressing alto (o ultraoffensivo)

Se la squadra che ho a disposizione (caratteristiche dei giocatori) me lo permette tento sempre di trasmettere alle squadre che alleno di riconquistare palla a partire dall’area di rigore avversaria proponendo un tipo di pressing  alto (ultra offensivo per i più tecnici).

L’obiettivo che tento di trasmettere è restringere gli spazi e i tempi agli avversari attraverso la pressione di uno o più giocatori.

Quindi in allenamento svolgo una serie di esercizi combinati per far capire meglio cosa intendo quando dico ai ragazzi di fare “pressione sul portatore di palla”.

 

Partendo dal riscaldamento  faccio fare un 10 vs 4 (9 vs 3 o altre combinazioni dove sia molto sbilanciato il rapporto tra i giocatori).

In questo esercizio l’obiettivo dei giocatori neri è mantenere il possesso palla ottenendo un punto se riescono a fare tanti passaggi quanti sono gli uomini a disposizione (10 vs 4 devono fare 10 passaggi, 9 vs 3 devono fare 9 passaggi, ecc.).

L’obiettivo dei giocatori rossi invece è recuperare palla e portarla fuori dal campo ottenendo cosi a loro volta un punto.

Vince la squadra che per prima arriva a dieci punti.

In questo esercizio soprattutto per le annate più piccole bisogna sottolineare ai giocatori di restare concentrati su quello che succede attorno alla palla. Ad esempio quando i giocatori neri perdono la palla devono subito effettuare una pressione aggressiva in zona palla per impedire agli avversari di uscire dal campo oppure quando sono in possesso palla tendono a chiudere gli spazi restando “a mucchio” piuttosto che spargersi per il campo favorendo spazi e circolazione di palla.

Dopo un paio di partite comincio a diminuire il divario tra il numero dei giocatori: da 10 vs 4 passo a un 9 vs 5 poi ad un 8 vs 6 ecc.

Quando arrivo in parità di giocatori inserisco i portieri. In questo caso si cambia strategia di esercizio.

Le due squadre devono mischiarsi in campo. Il portiere dei neri deve rinviare la palla ai rossi (o viceversa) e l’obiettivo delle due squadre è far arrivare palla al proprio portiere che deve prendere il pallone con le mani in presa in area ottenendo così un punto.

Quando una squadra ottiene il punto, riparte con il possesso palla ricevendo il pallone dal portiere avversario.

Non si va quindi verso la porta del portiere avversario per fare goal ma bisogna far circolare la palla per riportarla al nostro portiere in modo che la prenda in presa per ottenere il punto.

Oltre a questo obiettivo si può tentare di raggiungere un altro obiettivo da due punti e cioè quello di totalizzare sei passaggi consecutivi senza che l’avversario possa toccare la palla.

In questo modo entrambe le squadre saranno costrette ad andare costantemente in pressing per evitare i sei passaggi consecutivi e allo stesso tempo a tenere la posizione per evitare che il portiere avversario prenda in presa la palla.

Questa sequenza di esercizi in genere piace molto perchè si gioca costantemente. E’ importante che il mister fermi il gioco di tantoin tanto “fotografando” la situazione tattica o tecnica del momento ed evidenziandola con esempi legati alla partita (ad esempio sbagliato posizionamento in campo, non gestione della palla, mancata copertura, pressing in ritardo, ecc…).

Con questo esercizio oltre al possesso palla e al pressing con i più grandi si possono introdurre i concetti di passare e rendersi nuovamente utili all’azione oppure di frenare l’azione avversaria.