Giocare larghi

Oggi un esercizio di tecnica e tattica dove si lavora sul passaggio e la recezione per giocare larghi con palle giocate ad incrociare il campo. È un buon esercizio per esercitarsi in attacco e finitura.

Giocare larghi

Simulando una partita creiamo l’azione con il giocatore A che gioca un passaggio corto a B che gioca un passaggio lungo a C nell’altra metà.

Il giocatore C restituisce un passaggio a D, che gioca largo a E (palla indietro e avanti). Su questo passaggio i giocatori F e G si girano ed entrano in area mentre il giocatore E corre lungo la fascia e crossa.

I giocatori F e G devono controllare e finire l’azione con un tocco. Poi si esegue l’esercizio sulla fascia opposta scambiando i ruoli ogni 4 o 5 esecuzioni.

Quando l’esercizio comincia funzionare inserisco alcuni giocatori della squadra avversaria (un difensore, un centrocampista e un attaccante) in modo da disturbare i passaggi e vedere di creare movimento nella squadra che attacca.

Più reagiscono positivamente i ragazzi e più avversari inserisco per creare la situazione ideale da partita.

Alla fine partitella in superiorità numerica con goal che vale doppio se costruito con azione in cui il giocare larghi porta frutto come nell’esercizio appena proposto.

Trasformare la difesa in attacco

Esercizio per mettere in condizione i ragazzi di puntare l’avversario non appena viene ripreso il possesso palla. Trasformare la difesa in attacco in modo da sfruttare posizionamenti sbagliati dei giocatori avversari.

Trasformare la difesa in attacco

Si creano 4 squadre da 3 giocatori per squadra. e si dividono (ognuno di una squadra diversa) sui 4 coni (A, B, C, D).

L’esercizio inizia con un portiere che lancia la palla verso uno dei due coni più vicini (esempio cono A) a un giocatore (arancione) che ha un compagno di squadra sul cono B che parte attaccando la porta nella parte opposta del campo.

All’altra estremità (coni C e D) sono pronti, ad esempio, due giocatori verdi, ma solo uno va incontro agli attaccanti creando una situazione 2 contro 1.

Se gli attaccanti arancioni fanno goal guadagnano un punto. Se il giocatore verde vince la palla, il giocatore verde del cono D si unisce immediatamente al gioco per fare un 2 contro 2 attaccando immediatamente la porta nel tentativo di fare goal e guadagnare così il punto.

Se la palla esce (o va in goal) il gioco ricomincia con il secondo portiere che lancia una palla ad un altro giocatore che si combina con il suo compagno di squadra iniziando un altro 2 contro 1.

Un difensore può uscire solo se ha un compagno di squadra pronto in corrispondenza dell’altro cono. Nel trasformare la difesa in attacco è necessario sottolineare come il rimanere concentrati sia fondamentale per poter giocare e guadagnare punti.

Concentrazione, competizione, intensità (a seconda delle età variare le dimensioni del campo in modo adeguato) sono le caratteristiche fondamentali di questo esercizio.

Un successivo sviluppo potrebbe essere di impegnare i giocatori in modo da arrivare a giocare un 3 contro 2. Nel momento in cui il 2 contro 1 si trasforma in 2 contro 2, la prima coppia di attacco può essere raggiunta dal terzo giocatore. Personalmente quando si arriva a questa situazione pongo la regola che i goal valgono doppio.

Utilizzo questo esercizio diverse volte durante l’anno perché i ragazzi si divertono molto. Per evitare di essere ripetitivo sposto l’attenzione di volta in volta su un obiettivo diverso.

A seconda delle età si possono sottolineare tanti aspetti in questo esercizio: la creazione dello spazio, il gioco veloce, il passaggio di qualità, i tempi di gioco, le combinazioni uno-due, le sovrapposizioni, la tecnica di tiro, ecc.

Trasformare la difesa in attacco

Paolo Ghiglione del Genoa è un tipico esempio di difensore che appena entra in possesso palla comincia l’azione per il contrattacco immediato. Ha raggiunto quota 4 assist in questa stagione: nessuno ha fatto meglio tra i difensori nei 5 principali campionati europei.

Difendere a centrocampo

In questo esercizio difendere a centrocampo si vuole portare una linea difensiva a metà campo a proteggere i difensori dal possibile attacco degli avversari tramite palle filtranti oppure situazioni 1 contro 1.

Difendere a centrocampo

La squadra rossa (squadra A) ha un massimo di cinque passaggi per portare la palla alla squadra nera (squadra B), che a sua volta ha 5 passaggi per far tornare la palla alla squadra A. Ogni volta che ogni squadra riesce a passare la palla ottiene un punto.

La squadra grigia (squadra C) vince invece un punto per intercettare la palla o se la squadra A e B raggiungono il loro numero massimo di passaggi.

Si gioca solo rasoterra (o comunque a seconda delle età sotto l’altezza della testa) e ad ogni giocatore è consentito un massimo di tre tocchi per sequenza.

Una volta che una squadra guadagna tre punti, le squadre ruotano.

Lo scopo è difendere a centrocampo in modo unità e coordinato per negare il passaggio filtrante. Oltre ad assumere buone posizioni difensive il centrocampo deve rendere il gioco prevedibile.

Per il posizionamento si vedono durante le partite diverse strategie. Personalmente invito il centrocampista più vicino all’azione a mettere pressione sulla palla mentre gli altri devono posizionarsi ad angolo a copertura della porta spostandosi in profondità a seconda della posizione della palla. Se la palla è centrale, il centrocampo forma un triangolo che punta verso la palla. Se la palla è larga, forma una linea angolata con diagonale dietro alla linea della palla. L’importante è di non essere mai posizionati in una linea piatta rispetto alla palla e alla porta.

Un successivo sviluppo potrebbe essere che se la squadra A (o la squadra B) raggiunge il 4 passaggio (sui 5 disponibili) il giocatore in possesso può dribblare nell’area di gioco del centrocampo per trovare spazio per effettuare un passaggio. Ovviamente quando entra nell’area può essere contrasto direttamente dai centrocampisti.

Un’altra variante per aumentare la difficoltà per il centrocampo potrebbe essere di aumentare il numero di passaggi che le squadre (A e B) possono effettuare o il numero di tocchi che ogni giocatore può fare.

Controllare il gioco a centrocampo

E’ importante per ogni squadra saper controllare il gioco a centrocampo. Questo esercizio può aiutare i giocatori ad abituarsi e ad imparare come far girare la palla con il centrocampo in movimento.

Controllare il gioco a centrocampo

Dividiamo i giocatori in tre squadre da cinque più due portieri a guardia delle porte.. Lavora una squadra per volta su tutto campo mentre le altre aspettano fuori.

I giocatori cominciano a centrocampo e si muovono per coprire il campo nel momento in cui il portiere passa la palla ad un giocatore che viene a prenderla al limite dell’area. La palla viene quindi giocata (se possibile massimo a due tocchi) e deve essere passata in campo con tutti i giocatori che la toccano.

il passaggio finale deve essere nell’area avversaria per facilitare il tiro in porta. Dopo aver giocato un paio di volte con ciascuna squadra, inseriamo i difensori della squadra avversaria per disturbare il gioco. Prima due giocatori, poi tre, poi quattro fino ad inserire una squadra contro l’altra.

Sottolinea la qualità dei passaggi ed anche il movimento senza palla dei compagni in modo che diventi importante la velocità e la precisione dei passaggi mantenendo il gioco a massimo due tocchi in modo da costringere i giocatori a prendere decisioni continuamente.

La capacità decisionale dei giocatori è uno degli obiettivi dell’esercizio. Mettere costantemente il giocatore (con o senza palla) nella condizione di decidere la giusta posizione e il ruolo che deve avere in campo per poter andare a fare goal insieme ai compagni.

Dopo qualche prova in genere si ottiene un buon movimento dei giocatori che diventano consapevoli delle dimensioni del campo su cui giocano mettendosi nella giusta posizione per ricevere la palla e allo stesso tempo ragionano sul tipo di passaggio da fare per guadagnare metri verso la porta avversaria.

in questo esercizio per controllare il gioco a centrocampo è importante che all’inizio tutti i giocatori della squadra si trovino nella zona centrale del campo. Un giocatore scende a prendere la palla verso il proprio portiere mentre gli altri occupano il campo. Se la distanza tra chi ha la palla e i compagni è enorme sarà più difficile passare la palla correttamente (abbiamo l’obbligo dei due tocchi).

Se i compagni invece saranno troppo vicini sarà più difficile conquistare campo verso la porta. Dopo qualche prova ci sarà il giusto posizionamento a seconda del movimento dei compagni.

E’ importante allora inserire dei difensori in modo che la squadra rielabori le possibilità di passaggio per andare al tiro. Quando poi ci sarà la parità numerica si vedranno i risultati delle decisioni (giuste o sbagliate) dei giocatori.

Partita 4 porte

Esercizio che porta i giocatori a decidere in spazi piccoli e affollati. La partita 4 porte infatti vede 4 squadre giocare contemporaneamente due partite diverse tra loro.  I giocatori sono obbligati ad interagire in spazi limitati e devono creare spazio sia con la palla che senza palla per arrivare al tiro.

Diversi anni fa mi trovavo ad Antigua una piccola città di montagna al centro del Guatemala meta di diversi studenti sia stranieri che provenienti da tutto il paese per imparare bene la lingua. Mi sono fermato un pomeriggio a guardare in un campo da basket assembramenti  di ragazzi (con età molto diverse tra di loro) che giocavano sullo stesso campo partite diverse in contemporanea.

Nessun litigio, pochissimi falli e tanto adattamento alle situazioni che si venivano a creare con continui cambi di direzione e scelte decisionali dei singoli per poter arrivare all’obiettivo. Una gioia per gli occhi.

Obbligati dai pochi campi disponibili in città e dal numero alto di giocatori presenti, spesso senza conoscersi tra loro, si trovavano, costituivano squadre improvvisate per giocare adattandosi alle varie situazioni in campi  dove già si svolgevano altre partite in contemporanea …bellissimo…un esempio concreto di integrazione, dinamiche di gruppo, tecnica…giocatori pensanti!!!

Partita 4 porte

L’esercizio prevede di dividere i giocatori in quattro squadre da quattro (3 più il portiere). Le quattro squadre sono in campo contemporaneamente con due squadre che giocano in una direzione (blu e verdi) e le altre due nell’altra direzione (marroni e arancioni).

Ognuna delle due partite ha la sua palla e non è consentito toccarla ai giocatori delle altre due squadre. I giocatori devono trovare spazi e muoversi per tentare di arrivare al tiro in porta. Tutte le ripartenze iniziano con i portieri.

I giocatori devono essere bravi ad alzare la testa e indirizzare il pallone verso zone di campo libero dove i compagni dovranno essere bravi a farsi trovare.

Dribbling, controllo di palla, consapevolezza del gioco, cambi di direzione, primi tocchi intelligenti, velocità diverse di conduzione palla, ecc. Ci sono mille aspetti che impegnano il giocatore senza che il mister debba dilungarsi nello spiegare i particolari.

I ragazzi si divertono, la partita 4 porte li costringe a tenere la testa alta e a dribblare il più spesso possibile.

Con i giocatori più grandi (anche quelli della prima squadra) cambiare avversario in corsa e giocare quindi sullo stesso campo una specie di torneo tra tutte le squadre presenti porta ad una sana competizione che stimola tutti a giocare al massimo delle loro capacità e a non adattarsi a ruoli o a situazioni di comodo.

Più è presente nei giocatori tecnica e tattica (individuale e di squadra più il possesso palla dipende dalla velocità e dalla elasticità di pensiero dei vari giocatori.

Essendoci una componente di gioco elevata i ragazzi si divertono ma allo stesso tempo lavorano continuamente anche su reattività e coordinazione (a seconda degli spazi che si utilizzano) diventando così la partita una valida alternativa ad allenamenti specifici più atletici su questi temi che a volte sono più faticosi mentalmente da affrontare per i ragazzi (soprattutto giovanissimi, allievi e prima squadra).

Creare molte occasioni da goal

Esercizio semplice per creare molte occasioni da goal lavorando su un 4 contro 3 in transizione attacco contro difesa come spesso accade durante le partite.

creare-molte-occasioni-da-goal

Divido i giocatori in due squadre da 4 attaccanti neri contro tre difensori rossi e due portieri. I tre difensori rossi sono al centro del campo e difendono a turno entrambe le porte.

Il gioco inizia con il portiere di fronte a una delle squadre che lancia il pallone all’altra estremità del campo agli attaccanti che poi iniziano un azione 4 contro 3 contro i difensori.

Se i difensori vincono la palla possono attaccare la porta da cui sono partiti gli attaccanti. Se la palla va fuori o in goal si comincia con una successiva azione del portiere verso gli attaccanti posti dall’altra parte del campo.

Ogni tre o quattro attacchi è necessario cambiare i difensori.

E importante insegnare agli attaccanti di far circolare la palla con velocità e di tentare di inserirsi sul movimento sbagliato della difesa passando la palla in ampiezza al giocatore aperto sulla fascia a nello spazio per l’inserimento degli attaccanti.

Passaggio, ricezione, visione di gioco, precisione, movimento senza palla, cambi di gioco, allenare i giocatori a chiudere le linee di passaggio, sostegno tra difensori sono tanti i temi che possiamo sottolineare.

In questo esercizio personalmente do un’unica regola che è quella di portare velocemente l’attacco alla porta avversaria. Magari diamo un tempo (variabile a seconda delle età e delle dimensioni del campo) in modo che i ragazzi siano invogliati a risolvere velocemente le situazioni che gli si pongono davanti.

Un ulteriore variante è inserire l’obbligo di 3 passaggi nella propria metà campo e poi di giocare a due tocchi nella metà campo avversaria in modo da spezzare il ritmo del gioco passando da una fase di possesso palla ad una gestione dello sviluppo offensivo rapido ed in profondità.

Allenare i difensori centrali

L’esercizio di giocare un 4 contro 3 lo facciamo tutti da anni perché è adattabile a più aspetti. Oggi volevo sottolineare l’aspetto della collaborazione  tra difensori centrali.

Si tratta quindi di giocare un 4 contro 3 per portare i difensori centrali e il portiere a collaborare per uscire dal pressing e portare palla al centrocampista. Questa collaborazione permette di controllare gli spazi pericolosi (a seconda del movimento degli attaccanti) di fronte alla porta e respingere gli attacchi lontano da quello spazio.

difensori centrali

Giochiamo un quattro contro tre (neri difendono la porta mentre rossi attaccano) con la squadra che attacca (rossi) con due centrocampisti e due attaccanti mentre la squadra che difende (neri) ha due centrali difensivi e un centrocampista.

I neri devono provare a conquistare la palla e portarla con l’aiuto del centrocampista oltre la linea di meta per ottenere il punto mentre la squadra rossa deve tentare sfruttando la superiorità di andare a fare goal.

Mantenendo questo assetto le squadre devono dimostrare competenze organizzative, movimenti e sostegno, gestione del passaggio, della ricezione, ecc. Potrebbero però innescarsi variabili di movimento naturali tra i ragazzi in cui i difensori centrali ruotano con il centrocampista o ignorino completamente il portiere.

Per ovviare a questo aspetto, se l’età che alleniamo lo permette, definisco nel campo una divisione per cui la zona di centrocampo è divisa da quella difensiva.

Abbiamo quindi una zona di centrocampo dove si sviluppa un 2 contro 1 con due attaccanti contro un centrocampista e una zona di difesa con un 2 contro 2, due attaccanti contro due difensori.

Il gioco è lo stesso ma le dinamiche cambiano concretamente. I ragazzi giocano molto di più con la palla indietro – palla avanti e si allargano sfruttando l’ampiezza e la profondità del campo a loro disposizione.

Specialmente nella zona di difesa i difensori prendono consapevolezza di avere anche il portiere e giocano palla indietro con lui per ottenere superiorità mentre gli attaccanti utilizzano la palla indietro con il sostegno di uno dei due attaccanti della zona di centrocampo che muovendosi si farà trovare libero dall’eventuale marcatura del centrocampista avversario.

Nell’area difensiva il movimento è infatti vitale per entrambe le squadre. E’ importante che i difensori centrali lavorino insieme per marcare gli attaccanti e il loro percorso verso la porta. Per gli attaccanti invece è importante creare spazi e muoversi soprattutto senza palla per mettere in difficoltà i difensori.

Quando poi si tolgono le zone lasciando però le stesse regole i ragazzi attaccanti tendono ad utilizzare il campo occupando gli spazi come se sul campo fosse segnato un rombo e anche i difensori riescono a controllare la palla e gli avversari disponendosi naturalmente nelle zone più appropriate.

difensori centrali

Naturalmente non sempre i ragazzi riescono a disporsi nelle posizioni ideali ma sbagliando e continuando a collaborare con i compagni man mano le posizioni si aggiustano senza dover intervenire in modo esplicito e permettendo ai ragazzi di divertirsi in una situazione di partita.

Spesso prima di provare questo tipo di esercizio faccio fare una serie di esercizi dove introdurre i concetti di supporto e di pressione difensiva. Lo scopo è quello di abituare i ragazzi ad aiutarsi e a chiamare i compagni (scarico sul sostegno) per gestire la difesa e portare avanti la palla.

Rimbalzo

Da una delle partite giocate nel weekend è emersa la necessità di lavorare sul passaggio, sull’uno due (rimbalzo) e sul possesso palla. I nostri avversari infatti forti di un campo molto ampio e sintetico (a cui noi non siamo abituati) ci hanno massacrato con ripartenze frequenti sui nostri errori di possesso giocando la palla con passaggi precisi e sfruttando le zone di campo che noi non riuscivamo a coprire.

Questa esercizio permette di allenare quindi la verticalizzazione delle giocate sfruttando gli errori degli avversari e provando a giocare palla avanti, palla indietro attraverso la finalizzazione in porta per abituare i ragazzi a creare spazi con il proprio movimento e una continua circolazione della palla. 

Rimbalzo

Dividiamo i giocatori in due squadre, una di sei e una di sette giocatori. La squadra di sette ha tre giocatori nell’area di gioco e un giocatore accanto a ciascuna porta. La squadra di sei a tutti nell’area di gioco e prima di tirare nelle porticine per segnare deve effettuare un possesso palla di cinque passaggi. L’altra squadra con i 3 giocatori deve fare pressione per interrompere il possesso avversario e in caso di riconquista della palla passarla ai propri compagni vicino alla porta per fare un uno due (rimbalzo) e segnare nella porticina.

Gli attaccanti hanno bisogno di buone abilità per pressare e forzare l’errore degli avversari . Nel momento poi che vincono la palla devono scegliere la zona giusta dove effettuare un buon passaggio per un proprio compagno vicino alla porta che “rimbalza” il passaggio per permettere il conseguente tiro in porta.

Ovviamente il numero dei giocatori può variare ed è opportuno cambiare spesso i 3 giocatori fanno pressione all’interno del campo ma è indispensabile far passare il concetto che sia per il possesso palla sia per la verticalizzazione e il conseguente rimbalzo (uno – due) prima di tirare in porta ci debba sempre essere un buon movimento del giocatore per creare quegli spazi necessari a gestire bene le proprie azioni.

Prima di questo esercizio ritengo utile lavorare anche sull’esercizio della sovrapposizione a due sempre per rafforzare il concetto di movimento e metterli in condizione di gestire il possesso palla in modo opportuno.

Scalpo: cinquant’anni e non sentirli!!!

L’altro giorno ho partecipato ad un incontro tra mister in una piccola società in provincia di Modena ed ho sorriso con piacere quando tra le varie proposte di riscaldamento dei ragazzi è saltato fuori come proposta il gioco dello scalpo. 

La passione con cui il mister (poco più di ventenne) spiegava questo gioco mi ha scaldato il cuore ripensando dall’alto dei miei 50 anni che era un gioco che facevo fin dalle elementari e mi piaceva molto perché pur coinvolgendo tutta la squadra esaltava le doti atletiche e strategiche dei singoli.

Scalpo

Anche se molto conosciuto è obbligatoria qualche spiegazione del gioco. I partecipanti sono divisi per squadre ed hanno una pettorina (scalpo) inserito nei pantaloncini dalla parte della schiena. I giocatori al fischio del mister devono muoversi e dovranno cercare di rubarsi  la pettorina senza farsi sfilare la propria.

Se la pettorina di un giocatore viene rimosso, è fuori dal gioco.

Ogni pettorina rubata corrisponde ad un punto assegnato alla squadra di appartenenza del giocatore che ha sfilato la pettorina all’avversario. Vince la squadra che elimina tutti gli avversari o che totalizza il punteggio migliore dopo un determinato tempo di gioco.

E’ un buon riscaldamento per mettere i giocatori nella mentalità giusta in vista della partita o dell’allenamento.

Ricordo che prima di giocare ci si metteva d’accordo per proteggersi o per andare all’attacco di determinate persone della squadra avversaria (in genere i più pericolosi). Tuttora lo ritengo molto utile per vedere le capacità organizzative dei ragazzi e l’evolversi delle varie strategie.

Scalpo

Per esperienza meglio definire regole precise per i ragazzi in modo che non si creino dubbi di alcun tipo (accadeva anche quando ero piccolo!).

Chi viene preso è meglio che si sieda per terra o in un punto fuori dal campo in modo che chi gioca possa vedere chi è fuori combattimento. 

Stabilire un punto di raccolta per gli “scalpi”  in modo da poter consegnare gli scalpi conquistati e di evitare imbrogli per vedere chiaramente chi è in lotta e chi no.

Da Mister ma anche da giocatore incallito penso sia molto importante fare poi la sintesi del gioco evidenziando alcuni principi di tattica: 

– chi combatte da solo finirà sempre per farsi prendere, qualunque sia la sua forza e la sua astuzia. Forse avrà fatto bella figura, ma non sarà servito alla sua squadra;

– una squadra che agisce unita, con i deboli inquadrati coi forti e la schiena protetta, e che manovra con una strategia precisa concordata prima è praticamente invincibile.

Grazie al giovane mister che vivendo con passione il gioco dello scalpo mi ha fatto rivivere le emozioni di quegli anni passati e rinnovato l’utilità di un gioco efficace, atletico e tattico….divertimento assicurato!

Chi vince regna

Chi vince le partite sui campi esterni avrà la possibilità di segnare nel campo principale. Chi vince regna è un ottimo esercizio per gestire la palla soprattutto usando le abilità di movimento e di smarcamento con l’obiettivo di andare a segnare il prima possibile.

Chi vince regna

Nel campo principale si gioca un partita 4 contro 4. Negli altri tre campi più piccoli si giocano 3 partite 2 contro 2 con l’obbligo di segnare 3 goal per avere il diritto di giocare sul campo principale. Quando questo avviene la coppia che ha segnato 3 goal va a dare il cambio a un paio di compagni che stanno giocando nel campo principale e si scambiano i posti.

La partita da vincere è quella nel campo principale. Una regola che di solito metto è che il risultato della partita finale è valido se tutte le coppie dei campi esterni hanno partecipato almeno una volta al gioco nel campo principale.

Se questo non dovesse avvenire tolgo 3 goal per ogni coppia che non è riuscita a partecipare.

Se non ho abbastanza ragazzi gli abbinamenti non sono rigidi, posso trasformare i 2 contro 2 in 1 contro 1 oppure il 4 contro 4 in un 3 contro 3. L’importante è avere chiari gli obiettivi su cui poter lavorare nei campi esterni.

Nell’esercizio proposto infatti le partite con il 2 contro 2 sono fondamentali per gestire sia in fase difensiva che offensiva la collaborazione con il compagno. La copertura per evitare passaggi filtranti, il temporeggiare per allargare la corsa dell’avversario, Stare più o meno vicini all’avversario sono tutte situazioni da evidenziare ai ragazzi mentre giocano le partitelle in modo da rafforzare la loro analisi della situazione.

Quando poi si troveranno a giocare nel 4 contro 4 dovranno abituarsi velocemente a collaborare con più compagni ed è importante abituare i ragazzi ad un continuo cambiamento di situazione in modo da avvicinare alle scelte e alle strategie da adottare in partita sia dal punto di vista offensivo che difensivo.

Ogni allenatore, quindi, nell’esercizio chi vince regna con la propria capacità di osservazione ed analisi, potrà estrapolare da questi campi di gioco (sia i campi esterni che quello centrale) le “situazioni” che ritiene importanti per sottolineare principi e comportamenti rispetto alle decisioni che prendono i ragazzi.