Controllo di petto

E’ importante che i ragazzi si trovino a proprio agio nell’affrontare le palle a qualunque altezza arrivino. Se è troppo alta poter controllare la palla di testa, se è bassa  di piede odi coscia e se è a mezza altezza utilizzare il controllo di petto.

Controllo di petto

Il primo giocatore lancia la palla all’altezza del petto al secondo giocatore in piedi di fronte.
Il secondo giocatore controlla la palla con il petto e poi prende la palla e la rilancia all’altezza del petto al primo giocatore che la controlla e la rilancia continuando l’esercizio.

Con i più piccoli il lancio verrà eseguito sempre con le mani mentre i più grandini possono provare dopo il controllo di petto a tenere alta la palla ed effettuare il rilancio con i piedi.

Importante sottolineare il primo tocco invitando i ragazzi a spostarsi nella linea di volo della palla, ad inarcare la schiena, a piegare le ginocchia e ad allontanare dal petto il più possibile la palla per poi controllarla ed effettuare il rilancio.

In un successivo sviluppo dopo il controllo di petto il giocatore in ricezione deve orientare la palla con i piedi prima che palla cada a terra. Dopo il controllo di petto quindi controllare la palla con i piedi e muoversi nella direzione in cui vuoi andare (destra o sinistra).

E’ importante che i giocatori riescano ad esercitarsi sia sul movimento verso destra che verso sinistra.

Un successivo sviluppo potrebbe essere dato da una partitella 4 contro 4 dove il goal è valido solo se un giocatore nell’azione che porta al tiro controlla la palla di petto e la riorienta ad un compagno per finalizzare l’azione.

Quindi verranno assegnati punti sia per l’eventuale goal (1 punto) che per ogni controllo di petto e passaggio riuscito (2 punti).

Passaggi brevi e passaggi lunghi

E importante con i ragazzi aumentare la consapevolezza del gioco ed effettuare esercizi con passaggi brevi e passaggi lunghi.

I passaggi brevi sono necessari per guadagnare ritmo nel gioco mantenendo il possesso palla. I passaggi lunghi sono necessari quando si cerca di avere un impatto rapido sugli avversari cercando di giocare nello spazio per attaccare o cambiare gioco.
Avere un gioco dove si varia la lunghezza dei passaggi è molto importante per costruire un gioco di attacco mascherando le proprie intenzioni all’avversario.

Passaggi brevi e passaggi lunghi

Dopo aver diviso il campo in 3 parti posizioniamo 4 attaccanti per ciascuna zona esterna e quattro difensori invece nella zona centrale.

Il gioco inizia con gli attaccanti di una zona che devono cercare di mantenere il possesso 4 contro 2 (due dei difensori che escono dalla loro zona e si inseriscono nella zona degli attaccanti).

Gli attaccanti devono completare quattro passaggi brevi all’interno della loro zona e poi fare un lancio più lungo (attraverso la zona centrale) agli attaccanti dall’altra parte.

I difensori si alternano. I due difensori che erano nella zona centrale vanno ad attaccare i 4 attaccanti nella zona dove è arrivata la palla mentre gli altri due rientrano nella zona centrale.

Agli attaccanti viene assegnato un punto per ogni volta che completano con successo il possesso palla e trasferiscono la palla con un lancio più lungo. Se i difensori intercettano per tre volte la palla prendono il posto di una delle squadre attaccanti (quella che ha perso la palla per più volte).

Anche in questo esercizio esistono mille varianti. Ad esempio possiamo inserire due porte e permettere ai difensori se intercettano di andare al tiro e guadagnare cosi il punto in caso di goal. E importante con i ragazzi aumentare la consapevolezza del gioco.

Nelle partite, i giocatori devono effettuare una serie di passaggi su varie distanze. Questo esercizio è utile per migliorare nei giocatori la consapevolezza di quando utilizzare un passaggio corto e quando è necessario un passaggio più lungo.

Pressione sull’attaccante

Quando un difensore fa pressione sull’attaccante, è fondamentale che un altro difensore rimanga vicino in una posizione di supporto. Questo esercizio serve per abituare i giocatori ad “allearsi” in situazioni difensive in modo da migliorare la loro comunicazione, il loro posizionamento e il lavoro di squadra.

Pressione sull'attaccante

Il mister chiama il colore del cono. Il giocatore più vicino va verso il cono simulando la pressione sull’attaccante e e il compagno lavora in coppia comunicando e assumendo la posizione di sostegno dietro il loro compagno di squadra.
Quando la prima coppia si sposta sulla seconda serie di coni, inizia la coppia successiva.

Il mister deve spiegare bene come muoversi in coppia per recuperare il possesso palla.
Il giocatore più vicino deve esercitare pressione sulla palla.

I ragazzi devono capire che quando si avvicinano all’attaccante, il difensore deve decidere se forzare il giocatore verso un compagno di squadra o costringerlo a uscire dal campo a seconda della posizione che andrà ad occupare.

È importante che il difensore a sostegno comunichi con il suo compagno di squadra e prenda una posizione in cui è abbastanza vicino da bloccare l’avversario verso la porta se l’attaccante passa.

Alternandosi per fare pressione sui coni I difensori devono essere aggressivi nel loro approccio e “allearsi” contro l’attaccante per eliminare il possibile pericolo.

Pressione sull'attaccante

Lo sviluppo successivo è introdurre un attaccante. I difensori lavorano per due attacchi, tentando di impedire agli attaccanti di fare goal. Siccome gli attacchi provengono sia da desta che da sinistra entrambi i difensori hanno la possibilità sia di essere il difensore che fa pressione o quello che fa sostegno.

Dopo i due attacchi, gli attaccanti diventano i difensori ei difensori si uniscono alla fine delle linee di attacco.

Pressione sull'attaccante

Un successivo sviluppo e scegliere tre squadre da 2 persone Si inizia la partita passando alla squadra centrale, che attacca una porta a scelta. Se gli attaccanti fanno goal rimangono nella zona centrale altrimenti i difensori dalla parte dove hanno attaccato prendono il loro posto.

Se i difensori sono in grado di lavorare insieme facendo presisone sull’attaccante applicando le tecniche apprese sarò molto diffile per l’attaccante trovare spazi per segnare.

In campo dopo il covid: passa al giocatore libero

Mi hanno chiesto di pianificare alcune stazioni di allenamento per piccoli gruppi di ragazzi per tornare in campo dopo il covid seguendo quelle che sono le ultime disposizioni.

Il consiglio (scontato) a chi vuole intraprendere questo percorso è di leggere bene e consultare le più recenti linee guida sullo sport e sul sociale e seguire alla lettera le varie raccomandazioni quando si pianificano le sessioni di allenamento sia per ridurre al massimo la possibilità di contagi e tutelare quindi l’aspetto più importante che è la salute dei ragazzi ma anche per garantirsi una linea di condotta personale irreprensibile per evitare di rispondere con responsabilità penali ad eventuali contagi tra i ragazzi o addetti al campo.

Personalmente con la squadra di esordienti che alleno quest’anno non ho ancora fatto nulla un po per le difficoltà oggettive (numero mister a disposizione, campo da dividere in stazioni “blindate”,  ecc…) e un po perché penso che i ragazzi di questa età dopo un lungo stop come hanno subito, quando si ricomincia debbano solo divertirsi e giocare spensierati una bella partita “come Dio comanda!” senza troppe regole e senza mister che gli rompono le scatole.

Ho partecipato invece come mister di supporto ad un allenamento con la categoria allievi e l’esercizio che vi propongo oggi è una possibile stazione di allenamento sul passaggio con un semplice esercizio  che coinvolge i giocatori oltre all’aspetto tecnico anche sul guardare velocemente i compagni per vedere dove si trova l’uomo libero. 

In campo dopo il covid

Ho utilizzato cinque giocatori con tre palloni in un campo da circa 15 metri quadrati. Come fase di riscaldamento iniziale i giocatori hanno al massimo due tocchi e si passano la palla cercando sempre i due giocatori liberi (senza palla) allenandosi così sulla visione di gioco , sulla posizione e sul tempo di gioco

Per creare un po di competizione si battezza di volta in volta un giocatore che comanda il gioco per due minuti mentre gli altri 4 si passano la palla giocando i 3 palloni come nella fase di riscaldamento.

Al segnale del giocatore che comanda uno dei giocatori con la palla gli passa il pallone e il giocatore che comanda (sempre con due tocchi) deve trovare l’uomo libero a cui passarla tra gli altri giocatori che intanto si stanno passando gli altri palloni tra di loro. Se ci riesce segna un punto e chiama un altro giocatore per farsi passare la palla e ridarla a sua volta tentando di segnare un altro punto.

Se non riesce il passaggio perché la palla va fuori o perché il giocatore ricevente aveva già un altro pallone si ricomincia l’esercizio.

Scambiando i giocatori che comandano ogni due minuti vince il giocatore che alla fine ha compiuto più passaggi validi.

Visione di gioco, buona tecnica sul passaggio e sulla ricezione soprattutto nel primo tocco. L’esercizio dovrebbe essere svolto con una buona intensità.

Con questo esercizio la stazione impegna i ragazzi per 15 minuti circa (3 minuti di riscaldamento iniziale e 2 minuti a testa per ognuno dei 5 giocatori per svolgere l’esercizio). La competizione ed, ovviamente la pianificazione del percorso con le altre stazioni in campo permettono ai ragazzi di divertirsi comunque nonostante le tante limitazioni imposte come ad esempio il distanziamento sociale.

Per organizzare altre stazioni vi allego alcune proposte pratiche strutturate nel rispetto delle “Disposizioni tecniche per le sedute di allenamento” previste nel Protocollo Attuativo per la ripresa in sicurezza delle attività di base sviluppate dal Settore Giovanile e Scolastico della FIGC per prendere spunto.

E’ stato emozionante tornare sul campo e l’impressione è stata che i ragazzi si ritrovano e sono contenti per questo, anche se è chiaro a tutti che ci stiamo solo mettendo “una pezza”…il calcio è un altra cosa!

Buon lavoro a tutti!

Coordinazione e tiro

L’esercizio di oggi è adatto a giovani giocatori. Creiamo un circuito dove superare ostacoli e tirare in porta. L’obiettivo principale quindi è lavorare su coordinazione e tiro.

Coordinazione e tiro

Dividiamo i ragazzi in 3 gruppi e li distribuiamo in 3 stazioni ognuna con una porta alla fine del percorso. Nella figura ho creato due campi identici in modo da far lavorare più persone alla volta sulla stessa stazione.

I ragazzi devono superare, aggirare e superare diversi ostacoli prima di dimostrare che sono buoni tiratori. I gruppi si allineano al cono iniziale della rispettiva stazione. Dopo il segnale di partenza dell’allenatore, i primi giocatori attraversano i primi ostacoli e tirano nella rispettiva porta.

Una volta completato il percorso il giocatore ritorna al cono di partenza e il suo compagno parte dopo aver ricevuto il “cinque” dal giocatore che ha appena finito.

Non appena tutti i giocatori hanno terminato con la stazione 1, passano alla stazione 2, quindi alla stazione 3.

Nella stazione 1 dopo il cono di partenza ci sono 6 cerchi in cui saltare mantenendo l’appoggio con un piede senza sbilanciarsi per poi arrivare al tiro di precisione davanti alla porta piccola.

Nella stazione 2 invece degli anelli abbiamo 4 ostacoli. I ragazzi devono saltare ogni ostacolo e poi tirare in porta grande (se li abbiamo a disposizione mettiamo i portieri in porta).

Nella stazione 3 invece abbiamo 4 paletti in cui i ragazzi devono fare lo slalom prima di tirare nella porta piccola.

Per instaurare un minimo di competizione tentiamo di stabilire chi è il miglior attaccante dando un punteggio di due goal per chi segna nella porta piccola e di un goal a chi segna nella porta grande (se non c’è il portiere).

Quando il gruppo ha finito tutte e tre le stazioni si guardano i punteggi e si stabilisce chi ha vinto e quindi chi è il miglior attaccante del gruppo. A questo punto possiamo mischiare i gruppi e dividerli in base ai punteggi ottenuti nella manche precedente in modo da uniformare il più possibile i ragazzi e farli gareggiare sempre contro compagni diversi.

Ovviamente le stazioni le possiamo inventare con le più svariate difficoltà. In questo caso l’obiettivo è quello di lavorare sulla coordinazione e tiro ma a seconda delle età e delle distanze che mettiamo possiamo concentrarci anche sulla velocità oppure sulla forza con cui viene svolto l’esercizio.

L’importante è che i ragazzi si divertano mentre svolgono la meglio possibile gli esercizi proposti!

Partita 4 porte

Esercizio che porta i giocatori a decidere in spazi piccoli e affollati. La partita 4 porte infatti vede 4 squadre giocare contemporaneamente due partite diverse tra loro.  I giocatori sono obbligati ad interagire in spazi limitati e devono creare spazio sia con la palla che senza palla per arrivare al tiro.

Diversi anni fa mi trovavo ad Antigua una piccola città di montagna al centro del Guatemala meta di diversi studenti sia stranieri che provenienti da tutto il paese per imparare bene la lingua. Mi sono fermato un pomeriggio a guardare in un campo da basket assembramenti  di ragazzi (con età molto diverse tra di loro) che giocavano sullo stesso campo partite diverse in contemporanea.

Nessun litigio, pochissimi falli e tanto adattamento alle situazioni che si venivano a creare con continui cambi di direzione e scelte decisionali dei singoli per poter arrivare all’obiettivo. Una gioia per gli occhi.

Obbligati dai pochi campi disponibili in città e dal numero alto di giocatori presenti, spesso senza conoscersi tra loro, si trovavano, costituivano squadre improvvisate per giocare adattandosi alle varie situazioni in campi  dove già si svolgevano altre partite in contemporanea …bellissimo…un esempio concreto di integrazione, dinamiche di gruppo, tecnica…giocatori pensanti!!!

Partita 4 porte

L’esercizio prevede di dividere i giocatori in quattro squadre da quattro (3 più il portiere). Le quattro squadre sono in campo contemporaneamente con due squadre che giocano in una direzione (blu e verdi) e le altre due nell’altra direzione (marroni e arancioni).

Ognuna delle due partite ha la sua palla e non è consentito toccarla ai giocatori delle altre due squadre. I giocatori devono trovare spazi e muoversi per tentare di arrivare al tiro in porta. Tutte le ripartenze iniziano con i portieri.

I giocatori devono essere bravi ad alzare la testa e indirizzare il pallone verso zone di campo libero dove i compagni dovranno essere bravi a farsi trovare.

Dribbling, controllo di palla, consapevolezza del gioco, cambi di direzione, primi tocchi intelligenti, velocità diverse di conduzione palla, ecc. Ci sono mille aspetti che impegnano il giocatore senza che il mister debba dilungarsi nello spiegare i particolari.

I ragazzi si divertono, la partita 4 porte li costringe a tenere la testa alta e a dribblare il più spesso possibile.

Con i giocatori più grandi (anche quelli della prima squadra) cambiare avversario in corsa e giocare quindi sullo stesso campo una specie di torneo tra tutte le squadre presenti porta ad una sana competizione che stimola tutti a giocare al massimo delle loro capacità e a non adattarsi a ruoli o a situazioni di comodo.

Più è presente nei giocatori tecnica e tattica (individuale e di squadra più il possesso palla dipende dalla velocità e dalla elasticità di pensiero dei vari giocatori.

Essendoci una componente di gioco elevata i ragazzi si divertono ma allo stesso tempo lavorano continuamente anche su reattività e coordinazione (a seconda degli spazi che si utilizzano) diventando così la partita una valida alternativa ad allenamenti specifici più atletici su questi temi che a volte sono più faticosi mentalmente da affrontare per i ragazzi (soprattutto giovanissimi, allievi e prima squadra).

Allenare i difensori centrali

L’esercizio di giocare un 4 contro 3 lo facciamo tutti da anni perché è adattabile a più aspetti. Oggi volevo sottolineare l’aspetto della collaborazione  tra difensori centrali.

Si tratta quindi di giocare un 4 contro 3 per portare i difensori centrali e il portiere a collaborare per uscire dal pressing e portare palla al centrocampista. Questa collaborazione permette di controllare gli spazi pericolosi (a seconda del movimento degli attaccanti) di fronte alla porta e respingere gli attacchi lontano da quello spazio.

difensori centrali

Giochiamo un quattro contro tre (neri difendono la porta mentre rossi attaccano) con la squadra che attacca (rossi) con due centrocampisti e due attaccanti mentre la squadra che difende (neri) ha due centrali difensivi e un centrocampista.

I neri devono provare a conquistare la palla e portarla con l’aiuto del centrocampista oltre la linea di meta per ottenere il punto mentre la squadra rossa deve tentare sfruttando la superiorità di andare a fare goal.

Mantenendo questo assetto le squadre devono dimostrare competenze organizzative, movimenti e sostegno, gestione del passaggio, della ricezione, ecc. Potrebbero però innescarsi variabili di movimento naturali tra i ragazzi in cui i difensori centrali ruotano con il centrocampista o ignorino completamente il portiere.

Per ovviare a questo aspetto, se l’età che alleniamo lo permette, definisco nel campo una divisione per cui la zona di centrocampo è divisa da quella difensiva.

Abbiamo quindi una zona di centrocampo dove si sviluppa un 2 contro 1 con due attaccanti contro un centrocampista e una zona di difesa con un 2 contro 2, due attaccanti contro due difensori.

Il gioco è lo stesso ma le dinamiche cambiano concretamente. I ragazzi giocano molto di più con la palla indietro – palla avanti e si allargano sfruttando l’ampiezza e la profondità del campo a loro disposizione.

Specialmente nella zona di difesa i difensori prendono consapevolezza di avere anche il portiere e giocano palla indietro con lui per ottenere superiorità mentre gli attaccanti utilizzano la palla indietro con il sostegno di uno dei due attaccanti della zona di centrocampo che muovendosi si farà trovare libero dall’eventuale marcatura del centrocampista avversario.

Nell’area difensiva il movimento è infatti vitale per entrambe le squadre. E’ importante che i difensori centrali lavorino insieme per marcare gli attaccanti e il loro percorso verso la porta. Per gli attaccanti invece è importante creare spazi e muoversi soprattutto senza palla per mettere in difficoltà i difensori.

Quando poi si tolgono le zone lasciando però le stesse regole i ragazzi attaccanti tendono ad utilizzare il campo occupando gli spazi come se sul campo fosse segnato un rombo e anche i difensori riescono a controllare la palla e gli avversari disponendosi naturalmente nelle zone più appropriate.

difensori centrali

Naturalmente non sempre i ragazzi riescono a disporsi nelle posizioni ideali ma sbagliando e continuando a collaborare con i compagni man mano le posizioni si aggiustano senza dover intervenire in modo esplicito e permettendo ai ragazzi di divertirsi in una situazione di partita.

Spesso prima di provare questo tipo di esercizio faccio fare una serie di esercizi dove introdurre i concetti di supporto e di pressione difensiva. Lo scopo è quello di abituare i ragazzi ad aiutarsi e a chiamare i compagni (scarico sul sostegno) per gestire la difesa e portare avanti la palla.

Quattro angoli

Semplice esercizio di 1 contro 1 dopo un movimento e scambio con i compagni. In ognuno dei quattro angoli posizioniamo almeno 3 giocatori. Il primo giocatore della fila 1 passa la palla al giocatore della fila 2 e va a posizionarsi alla fine della fila 2.

Il giocatore della fila 2 ricevuta la palla la passa in diagonale al giocatore della fila 3 e va a posizionarsi in centro all’area come difensore. Il giocatore della fila 3 passa il pallone al giocatore della fila 4 e va a posizionarsi alla fine della fila 3.

Il giocatore 4 riceve la palla e va ad affrontare un 1 contro 1 per tirare in porta. Finita l’azione il difensore si unisce alla fila 3 e l’attaccante alla fila 1. 

Quattro angoli

Importante in questo esercizio lavorare sulla precisione dei passaggi e sul movimento combinato. E’ un esercizio da svolgere in intensità per fare in modo che i giocatori possano ruotare rapidamente attraverso ogni posizione mantenendoli impegnati e attivi.

Utile come riscaldamento prepartita ma anche come defaticante a fine stagione per ripassare quanto appreso durante l’anno.

Per complicare un po l’esercizio si può richiedere di giocare di prima tenendo fede alla precisione dei passaggi oppure dando un tempo per concludere tutta l ‘azione.

Ogni giocatore nell’esercizio cambia situazione e questo è importante specialmente prima delle partite per preparare i ragazzi soprattutto mentalmente a decidere sulle situazioni che andranno ad affrontare.

Aumentando la qualità nella parte finale dell’esercizio si può dare un vincolo di passare la palla per l’1 contro 1 in posizione vantaggiosa in modo da mettere praticamente in porta il giocatore della fila 4.

Per il difensore dare il vincolo di portare sempre verso l’esterno l’attaccante scegliendo bene il tempo di intervento e accorciando o allungando la distanza dall’avversario.

Non c’è che da sbizzarrirsi nei vari obiettivi che abbiamo in mente di fare nell’allenamento.

Tavolo da biliardo

Tavolo da biliardo è un esercizio adatto alle età più piccole. Personalmente a volte lo uso anche con le età più grandi quando c’è bisogno di stemperare un po di tensione. I ragazzi si divertono e ripassano i fondamentali.

Tavolo da biliardo

Il gioco consiste in due squadre che giocano una partita dove devono fare goal in un campo con sei porte.

Per le annate più piccole la squadra avversaria sta immobile finché la prima squadra non sbaglia un passaggio o fa il goal. Poi tocca alla squadra che è stata ferma. Ad ogni errore si cambia possesso e l’obiettivo è fare “buca” con il pallone.

Se il gioco è in movimento la squadra che ha la palla mantiene il possesso e continua fino a quando non riesce a fare buca. Se c’è un intercetto o si perde la palla arriva all’altra squadra che riprende l’obiettivo di fare goal nelle buche.

Le varianti sono tante. Siccome si stà giocando a biliardo una complicazione potrebbe essere di “battezzare” la buca dove è necessario fare goal. Ovviamente la squadra avversaria ottiene un tiro libero per qualsiasi fallo o imbroglio della prima squadra.

Oppure si può posizionare una palla in ogni porta (buca) in modo che la buca è valida se i giocatori con la propria palla riescono a colpire la palla sulla linea id buca e buttarla dentro. Questo favorisce una precisione ancora maggiore e una buona qualità deoi passaggi.

Con le annate più grandi si può limitare il numero di tocchi o imporre un numero minimo di uno-due.

Ripeto le varianti sono tante ma l’obiettivo principale resta il passaggio con relativo movimento oltre alla precisione del tiro.

Concentrazione e competizione

Divertente gioco per allenare i propri giocatori a pensare velocemente (lavorare quindi sulla concentrazione) ed arrivare primi sulla palla per andare al tiro.

Concentrazione

Si dividono i giocatori in due squadre. Numeriamo i coni da uno a quattro. Il mister dice una operazione matematica (ad esempio 5-3). Il primo giocatore di ciascuna squadra deve correre e toccare il cono corrispondente al risultato dell’operazione (nell’esempio il cono numero 2). I giocatori dopo aver toccato il cono corrono verso i palloni ne prendono uno e vanno al tiro in porta: il primo che segna ottiene un punto. Se il primo giocatore sbaglia il tiro o viene parato può provare a combattere il giocatore avversario e impedirgli il tiro.

Lavoriamo quindi su più aspetti puntando il dito su concentrazione, equilibrio e competizione.
Quindi puntiamo a far pensare i nostri giocatori, a farli correre velocemente dai coni alla palla e a fargli mantenere la concentrazione facendo goal sotto la pressione che il loro avversario lo faccia prima di loro.

Esercizio adatto soprattutto quando si deve stemperare un po di tensione dalla partita precedente perchè aiuta a togliere dalla testa dei giocatori i pensieri e li porta a stemperare la tensione tramite lo sfogo fisico e di concentrazione che devono applicare.