Coordinazione e tiro

L’esercizio di oggi è adatto a giovani giocatori. Creiamo un circuito dove superare ostacoli e tirare in porta. L’obiettivo principale quindi è lavorare su coordinazione e tiro.

Coordinazione e tiro

Dividiamo i ragazzi in 3 gruppi e li distribuiamo in 3 stazioni ognuna con una porta alla fine del percorso. Nella figura ho creato due campi identici in modo da far lavorare più persone alla volta sulla stessa stazione.

I ragazzi devono superare, aggirare e superare diversi ostacoli prima di dimostrare che sono buoni tiratori. I gruppi si allineano al cono iniziale della rispettiva stazione. Dopo il segnale di partenza dell’allenatore, i primi giocatori attraversano i primi ostacoli e tirano nella rispettiva porta.

Una volta completato il percorso il giocatore ritorna al cono di partenza e il suo compagno parte dopo aver ricevuto il “cinque” dal giocatore che ha appena finito.

Non appena tutti i giocatori hanno terminato con la stazione 1, passano alla stazione 2, quindi alla stazione 3.

Nella stazione 1 dopo il cono di partenza ci sono 6 cerchi in cui saltare mantenendo l’appoggio con un piede senza sbilanciarsi per poi arrivare al tiro di precisione davanti alla porta piccola.

Nella stazione 2 invece degli anelli abbiamo 4 ostacoli. I ragazzi devono saltare ogni ostacolo e poi tirare in porta grande (se li abbiamo a disposizione mettiamo i portieri in porta).

Nella stazione 3 invece abbiamo 4 paletti in cui i ragazzi devono fare lo slalom prima di tirare nella porta piccola.

Per instaurare un minimo di competizione tentiamo di stabilire chi è il miglior attaccante dando un punteggio di due goal per chi segna nella porta piccola e di un goal a chi segna nella porta grande (se non c’è il portiere).

Quando il gruppo ha finito tutte e tre le stazioni si guardano i punteggi e si stabilisce chi ha vinto e quindi chi è il miglior attaccante del gruppo. A questo punto possiamo mischiare i gruppi e dividerli in base ai punteggi ottenuti nella manche precedente in modo da uniformare il più possibile i ragazzi e farli gareggiare sempre contro compagni diversi.

Ovviamente le stazioni le possiamo inventare con le più svariate difficoltà. In questo caso l’obiettivo è quello di lavorare sulla coordinazione e tiro ma a seconda delle età e delle distanze che mettiamo possiamo concentrarci anche sulla velocità oppure sulla forza con cui viene svolto l’esercizio.

L’importante è che i ragazzi si divertano mentre svolgono la meglio possibile gli esercizi proposti!

Partita 4 porte

Esercizio che porta i giocatori a decidere in spazi piccoli e affollati. La partita 4 porte infatti vede 4 squadre giocare contemporaneamente due partite diverse tra loro.  I giocatori sono obbligati ad interagire in spazi limitati e devono creare spazio sia con la palla che senza palla per arrivare al tiro.

Diversi anni fa mi trovavo ad Antigua una piccola città di montagna al centro del Guatemala meta di diversi studenti sia stranieri che provenienti da tutto il paese per imparare bene la lingua. Mi sono fermato un pomeriggio a guardare in un campo da basket assembramenti  di ragazzi (con età molto diverse tra di loro) che giocavano sullo stesso campo partite diverse in contemporanea.

Nessun litigio, pochissimi falli e tanto adattamento alle situazioni che si venivano a creare con continui cambi di direzione e scelte decisionali dei singoli per poter arrivare all’obiettivo. Una gioia per gli occhi.

Obbligati dai pochi campi disponibili in città e dal numero alto di giocatori presenti, spesso senza conoscersi tra loro, si trovavano, costituivano squadre improvvisate per giocare adattandosi alle varie situazioni in campi  dove già si svolgevano altre partite in contemporanea …bellissimo…un esempio concreto di integrazione, dinamiche di gruppo, tecnica…giocatori pensanti!!!

Partita 4 porte

L’esercizio prevede di dividere i giocatori in quattro squadre da quattro (3 più il portiere). Le quattro squadre sono in campo contemporaneamente con due squadre che giocano in una direzione (blu e verdi) e le altre due nell’altra direzione (marroni e arancioni).

Ognuna delle due partite ha la sua palla e non è consentito toccarla ai giocatori delle altre due squadre. I giocatori devono trovare spazi e muoversi per tentare di arrivare al tiro in porta. Tutte le ripartenze iniziano con i portieri.

I giocatori devono essere bravi ad alzare la testa e indirizzare il pallone verso zone di campo libero dove i compagni dovranno essere bravi a farsi trovare.

Dribbling, controllo di palla, consapevolezza del gioco, cambi di direzione, primi tocchi intelligenti, velocità diverse di conduzione palla, ecc. Ci sono mille aspetti che impegnano il giocatore senza che il mister debba dilungarsi nello spiegare i particolari.

I ragazzi si divertono, la partita 4 porte li costringe a tenere la testa alta e a dribblare il più spesso possibile.

Con i giocatori più grandi (anche quelli della prima squadra) cambiare avversario in corsa e giocare quindi sullo stesso campo una specie di torneo tra tutte le squadre presenti porta ad una sana competizione che stimola tutti a giocare al massimo delle loro capacità e a non adattarsi a ruoli o a situazioni di comodo.

Più è presente nei giocatori tecnica e tattica (individuale e di squadra più il possesso palla dipende dalla velocità e dalla elasticità di pensiero dei vari giocatori.

Essendoci una componente di gioco elevata i ragazzi si divertono ma allo stesso tempo lavorano continuamente anche su reattività e coordinazione (a seconda degli spazi che si utilizzano) diventando così la partita una valida alternativa ad allenamenti specifici più atletici su questi temi che a volte sono più faticosi mentalmente da affrontare per i ragazzi (soprattutto giovanissimi, allievi e prima squadra).

Allenare i difensori centrali

L’esercizio di giocare un 4 contro 3 lo facciamo tutti da anni perché è adattabile a più aspetti. Oggi volevo sottolineare l’aspetto della collaborazione  tra difensori centrali.

Si tratta quindi di giocare un 4 contro 3 per portare i difensori centrali e il portiere a collaborare per uscire dal pressing e portare palla al centrocampista. Questa collaborazione permette di controllare gli spazi pericolosi (a seconda del movimento degli attaccanti) di fronte alla porta e respingere gli attacchi lontano da quello spazio.

difensori centrali

Giochiamo un quattro contro tre (neri difendono la porta mentre rossi attaccano) con la squadra che attacca (rossi) con due centrocampisti e due attaccanti mentre la squadra che difende (neri) ha due centrali difensivi e un centrocampista.

I neri devono provare a conquistare la palla e portarla con l’aiuto del centrocampista oltre la linea di meta per ottenere il punto mentre la squadra rossa deve tentare sfruttando la superiorità di andare a fare goal.

Mantenendo questo assetto le squadre devono dimostrare competenze organizzative, movimenti e sostegno, gestione del passaggio, della ricezione, ecc. Potrebbero però innescarsi variabili di movimento naturali tra i ragazzi in cui i difensori centrali ruotano con il centrocampista o ignorino completamente il portiere.

Per ovviare a questo aspetto, se l’età che alleniamo lo permette, definisco nel campo una divisione per cui la zona di centrocampo è divisa da quella difensiva.

Abbiamo quindi una zona di centrocampo dove si sviluppa un 2 contro 1 con due attaccanti contro un centrocampista e una zona di difesa con un 2 contro 2, due attaccanti contro due difensori.

Il gioco è lo stesso ma le dinamiche cambiano concretamente. I ragazzi giocano molto di più con la palla indietro – palla avanti e si allargano sfruttando l’ampiezza e la profondità del campo a loro disposizione.

Specialmente nella zona di difesa i difensori prendono consapevolezza di avere anche il portiere e giocano palla indietro con lui per ottenere superiorità mentre gli attaccanti utilizzano la palla indietro con il sostegno di uno dei due attaccanti della zona di centrocampo che muovendosi si farà trovare libero dall’eventuale marcatura del centrocampista avversario.

Nell’area difensiva il movimento è infatti vitale per entrambe le squadre. E’ importante che i difensori centrali lavorino insieme per marcare gli attaccanti e il loro percorso verso la porta. Per gli attaccanti invece è importante creare spazi e muoversi soprattutto senza palla per mettere in difficoltà i difensori.

Quando poi si tolgono le zone lasciando però le stesse regole i ragazzi attaccanti tendono ad utilizzare il campo occupando gli spazi come se sul campo fosse segnato un rombo e anche i difensori riescono a controllare la palla e gli avversari disponendosi naturalmente nelle zone più appropriate.

difensori centrali

Naturalmente non sempre i ragazzi riescono a disporsi nelle posizioni ideali ma sbagliando e continuando a collaborare con i compagni man mano le posizioni si aggiustano senza dover intervenire in modo esplicito e permettendo ai ragazzi di divertirsi in una situazione di partita.

Spesso prima di provare questo tipo di esercizio faccio fare una serie di esercizi dove introdurre i concetti di supporto e di pressione difensiva. Lo scopo è quello di abituare i ragazzi ad aiutarsi e a chiamare i compagni (scarico sul sostegno) per gestire la difesa e portare avanti la palla.

Quattro angoli

Semplice esercizio di 1 contro 1 dopo un movimento e scambio con i compagni. In ognuno dei quattro angoli posizioniamo almeno 3 giocatori. Il primo giocatore della fila 1 passa la palla al giocatore della fila 2 e va a posizionarsi alla fine della fila 2.

Il giocatore della fila 2 ricevuta la palla la passa in diagonale al giocatore della fila 3 e va a posizionarsi in centro all’area come difensore. Il giocatore della fila 3 passa il pallone al giocatore della fila 4 e va a posizionarsi alla fine della fila 3.

Il giocatore 4 riceve la palla e va ad affrontare un 1 contro 1 per tirare in porta. Finita l’azione il difensore si unisce alla fila 3 e l’attaccante alla fila 1. 

Quattro angoli

Importante in questo esercizio lavorare sulla precisione dei passaggi e sul movimento combinato. E’ un esercizio da svolgere in intensità per fare in modo che i giocatori possano ruotare rapidamente attraverso ogni posizione mantenendoli impegnati e attivi.

Utile come riscaldamento prepartita ma anche come defaticante a fine stagione per ripassare quanto appreso durante l’anno.

Per complicare un po l’esercizio si può richiedere di giocare di prima tenendo fede alla precisione dei passaggi oppure dando un tempo per concludere tutta l ‘azione.

Ogni giocatore nell’esercizio cambia situazione e questo è importante specialmente prima delle partite per preparare i ragazzi soprattutto mentalmente a decidere sulle situazioni che andranno ad affrontare.

Aumentando la qualità nella parte finale dell’esercizio si può dare un vincolo di passare la palla per l’1 contro 1 in posizione vantaggiosa in modo da mettere praticamente in porta il giocatore della fila 4.

Per il difensore dare il vincolo di portare sempre verso l’esterno l’attaccante scegliendo bene il tempo di intervento e accorciando o allungando la distanza dall’avversario.

Non c’è che da sbizzarrirsi nei vari obiettivi che abbiamo in mente di fare nell’allenamento.

Tavolo da biliardo

Tavolo da biliardo è un esercizio adatto alle età più piccole. Personalmente a volte lo uso anche con le età più grandi quando c’è bisogno di stemperare un po di tensione. I ragazzi si divertono e ripassano i fondamentali.

Tavolo da biliardo

Il gioco consiste in due squadre che giocano una partita dove devono fare goal in un campo con sei porte.

Per le annate più piccole la squadra avversaria sta immobile finché la prima squadra non sbaglia un passaggio o fa il goal. Poi tocca alla squadra che è stata ferma. Ad ogni errore si cambia possesso e l’obiettivo è fare “buca” con il pallone.

Se il gioco è in movimento la squadra che ha la palla mantiene il possesso e continua fino a quando non riesce a fare buca. Se c’è un intercetto o si perde la palla arriva all’altra squadra che riprende l’obiettivo di fare goal nelle buche.

Le varianti sono tante. Siccome si stà giocando a biliardo una complicazione potrebbe essere di “battezzare” la buca dove è necessario fare goal. Ovviamente la squadra avversaria ottiene un tiro libero per qualsiasi fallo o imbroglio della prima squadra.

Oppure si può posizionare una palla in ogni porta (buca) in modo che la buca è valida se i giocatori con la propria palla riescono a colpire la palla sulla linea id buca e buttarla dentro. Questo favorisce una precisione ancora maggiore e una buona qualità deoi passaggi.

Con le annate più grandi si può limitare il numero di tocchi o imporre un numero minimo di uno-due.

Ripeto le varianti sono tante ma l’obiettivo principale resta il passaggio con relativo movimento oltre alla precisione del tiro.

Concentrazione e competizione

Divertente gioco per allenare i propri giocatori a pensare velocemente (lavorare quindi sulla concentrazione) ed arrivare primi sulla palla per andare al tiro.

Concentrazione

Si dividono i giocatori in due squadre. Numeriamo i coni da uno a quattro. Il mister dice una operazione matematica (ad esempio 5-3). Il primo giocatore di ciascuna squadra deve correre e toccare il cono corrispondente al risultato dell’operazione (nell’esempio il cono numero 2). I giocatori dopo aver toccato il cono corrono verso i palloni ne prendono uno e vanno al tiro in porta: il primo che segna ottiene un punto. Se il primo giocatore sbaglia il tiro o viene parato può provare a combattere il giocatore avversario e impedirgli il tiro.

Lavoriamo quindi su più aspetti puntando il dito su concentrazione, equilibrio e competizione.
Quindi puntiamo a far pensare i nostri giocatori, a farli correre velocemente dai coni alla palla e a fargli mantenere la concentrazione facendo goal sotto la pressione che il loro avversario lo faccia prima di loro.

Esercizio adatto soprattutto quando si deve stemperare un po di tensione dalla partita precedente perchè aiuta a togliere dalla testa dei giocatori i pensieri e li porta a stemperare la tensione tramite lo sfogo fisico e di concentrazione che devono applicare.

L’importanza del controllo orientato

L’importanza del controllo orientato dovrebbe essere nota a qualsiasi persona che decide di buttarsi nel duro mondo di chi insegna o prova ad insegnare il gioco del calcio.

Di cosa stiamo parlando? Ho sempre amato far produrre ai miei ragazzi definizioni di concetti o esercizi proposti; per quanto riguarda l’argomento che sto trattando in questo articolo (il controllo orientato appunto), la più semplice ma esaustiva tra quelle raccolte si è rivelata la seguente:

”stoppare la palla con il primo tocco nella direzione in cui vorrò  prima possibile andare, per guadagnare tempo”.

Sicuramente una spiegazione a misura di ragazzo, ma che comunque a me è piaciuta perché risultata molto chiara a chiunque l’abbia tramandata.

Le esercitazioni che possiamo creare sono infinite; oggi sono qui a proporvene una tremendamente “senza fronzoli” ma che garantisce un lavoro intenso e allena ogni tipo di stop in ogni situazione.

Generalmente la utilizzo come attivazione.

Gli unici attrezzi di cui avremo bisogno, saranno 4 cinesini per costruire un quadrato.

La dimensione di quest’ultimo sarà inizialmente adattata all’età e allo spazio di cui necessitano i giocatori per stoppare, ma sarà gradualmente ridotta e adattata ai miglioramenti.

Con la categoria Giovanissimi B, ho utilizzato finora un quadrato 2 metri x 2 metri.

I giocatori saranno disposti in due file opposte e frontali, dietro un cinesino non troppo distanti dal quadrato (nel disegno, i cinesini sono i viola).

Sequenza:

1-giocatore fucsia si propone in mezzo al quadro per ricevere palla.

2- giocatore azzurro lo vede e gliela serve

3- giocatore fucsia con un controllo orientato conduce la palla nell’altra fila (possiamo aggiungere vincoli nella conduzione come slalom)

4-nel frattempo giocatore azzurro una volta servito il fucsia alla fase 2, ricomincia l’iter dalla fase 1 alla fase 3.

L’esercizio assume questo ritmo, ma qual’è la cosa importante? Cambiare le varianti di stop; generalmente io do’ in sequenza le seguenti;

-Esco a destra nel quadrato (est dx, interno dx, interno  sx)

-Esco a sinistra nel quadrato (est sx, interno sx, interno dx)

-Esco alle mie spalle nel quadrato (inizialmente concedendo un solo controllo, poi girandomi con esterno e interno a più tocchi)

Alterno giocate a palla bassa a quelle a palla alta, aggiungendo controllo di petto, coscia e testa per uscire dal quadrato.

Buon lavoro!

 

 

Contropiede perfetto : Belgio 3 Giappone 2

Una delle partite sicuramente più coinvolgenti di questo mondiale fino all’ultimo quando il Belgio ha attuato il contropiede perfetto e in quei drammatici secondi finali è passato da una parte all’altra del campo in un batter d’occhio per segnare il goal che ha completato la rimonta e ha spezzato il cuore del Giappone.

Contropiede perfetto

Area del Belgio, calcio d’angolo per il Giappone, palla a Courtois che lancia  De Bruyne che corre per almeno 60 metri seguito da altri giocatori del Belgio. De Bruyne ha scelto il momento giusto per passare sulla fascia destra a Meunier che prontamente crossa rasoterra in mezzo allì’area. Velo di Lukaku e goal di Chadli chedi sinistro insacca il 3 a 2.

Che momento. Che inversione di tendenza.

Mi dispiace molto per io giapponesi che stavano impersonando l’ennesima favola calcistica ma da buon mister il contropiede del Belgio mi ha fatto luccicare gli occhi…come provarlo in allenamento con i ragazzi?

 

E’ necessario fare un riscaldamento adeguato e puntare l’attenzione sul fatto che questo tipo di esercizio non si risolve con un’azione individuale che però è fondamentale nel cercare il primo sprint per guadagnare profondità. Importante anche che tutti siano reattivi e che mantengano la posizione per sfruttare adeguatamente l’errore avversario.

A centrocampo in un quadrato di 10 per 10 metri superiorità numerica con un 4 contro 2. Giocano un possesso palla a due tocchi (per i più grandi ad un tocco).
Dopo 5 passaggi possono passare la palla al proprio compagno che fa da boa sulla linea di fondo oppure segnare direttamente nelle porticine.

I giocatori rossi devono cercare di recuperare la palla all’interno del quadrato oppure di fermare il passaggio alla boa o intercettare il tiro alle porticine.

Se un giocatore blu segna, la sua squadra mantiene il possesso; in caso contrario, i rossi  iniziano un contropiede rapido in superiorità. il goal della squadra rossa è valido se tutti i giocatori sono oltre il quadrato verso la porta avversaria.

Possesso palla, precisione sui passaggi, pensiero rapido, corsa e posizione. Ci sono molti punti su cui mettere l’attenzione anche se in questa esercizio predomina la reattività.