Seconda palla rubata

Questa esercitazione serve ad allenare gli attaccanti ad arrivare primi sulla seconda palla. A mio parere infatti gli attaccanti devono essere sempre attenti e pronti a reagire nel caso in cui un difensore non riesca a respingere la palla, perda il controllo, possa giocare un passaggio scadente o non reagire a un rimbalzo del portiere. 

Seconda palla

La squadra rossa gioca contro la squadra bianca nella zona centrale del campo ed entrambe le squadre possono tirare solo da questa zona. Quando una delle due squadre effettua un tiro, uno degli altri attaccanti dell’altra squadra può correre nell’area davanti alla porta in caso di rimbalzo del portiere.

La squadra nera che riposa può entrare in campo dopo che un goal è stato segnato, con la squadra che ha segnato la partita. Ovviamente puoi modificare i numeri delle squadre se hai meno giocatori.

Le dimensioni del campo sono importanti e devono essere rapportare all’età e alle capacità dei giocatori ma in generale resterei su un campo di 50 metri per 30. Dove l’area centrale è di circa 20 metri e le due aree davanti alla porta di 15 ciascuna.

E’ importante ragionare con i ragazzi prima dell’esercizio sulle abilità di trovarsi al posto gusto dei migliori attaccanti. in modo da dargli esempi reali e da fargli capire l’importanza di “vivere” l’azione fino in fondo, anche sulla seconda palla.

Il mister deve trovare dei modi per abituare gli attaccanti a pensare con la loro testa  “E SE…“. In modo da vedere l’azione prima che si svolga.

Allora saranno sempre pronti a reagire e a cogliere le occasioni che si presentano a loro. 

 

 

 

 

Allenamenti individuali – Una splendida opportunità

La delicatissima situazione in cui da tanti mesi siamo immersi  ha cambiato e sta cambiando radicalmente tanti pezzi delle nostre vite e gli strascichi saranno sicuramente  indelebili.

Come dicono in tanti, il calcio è la”cosa più importante delle cose non importanti”; questa premessa è sicuramente doverosa, e il nostro pensiero e le nostre paure sono sicuramente indirizzate verso la salute nostra e dei nostri cari.

Tuttavia il nostro è un blog per appassionati, e ci stiamo rendendo sempre più conto che la passione verso qualcosa (nel nostro caso il calcio) in situazioni durissime come questa funge da ancora di svago e salvezza.

Nelle ultime due settimane e in particolare modo negli ultimi 4 giorni, preso atto dello stop della maggior parte delle competizioni dilettantistiche, c’è stata una pesante discussione sulla tematica allenamenti: allenamenti individuali…si può o non si può?

I chiarimenti di oggi sembrano aver concesso questa possibilità, già testata tra l’altro la scorsa settimana nelle categorie provinciali. 

Sicuramente tra gli addetti ai lavori non sono mancate le polemiche. Tanta gente non riesce a digerire il fatto di privare il calcio del contatto e delle partitelle (non è calcio”), mentre tanti allenatori tendono a snobbare questa nuova situazione (“gli facciamo dare due calci “).

C’è un’altra categoria di allenatori, come il sottoscritto, che ritengono questa nuova modalità di allenamento una opportunità d’oro.

Molto spesso, durante l’anno, molte volte ci facciamo condizionare dai risultati del sabato…sfido chiunque a dire il contrario!  Pur coscienti di essere in torto, nella risicata ora e mezza di allenamento molto spesso rischiamo di “trascurare” la crescita del singolo ragazzo per diventare strateghi e preparare LA PARTITA di campionato.

Siamo sinceri, come è in grado di farci vivere con quella bella sensazione di emozione nel cuore e nello stomaco, allo stesso tempo il campionato indubbiamente porta pressione e condizionamenti! Sfido chiunque a dire il contrario.

Il blocco delle competizioni ci ha fatto riscoprire questa dimensione di allenamento senza contatti e a distanza. Su cosa buttarsi? Come suggerisce la parola “individuale”, sul singolo!

Personalmente ho riscoperto in questi primi nuovi allenamenti un clima sereno e un dolce scorrere del tempo…senza “fuoco sotto il sedere”!

I bambini, alleno i 2012, sono ben coscienti di queste regole e che per un po’ non potranno fare partitelle o esercitazioni situazionali e questo ci sta aiutando molto.

Così, con massima calma, c’è tutto il tempo di dedicarsi alla loro crescita motoria e alla tecnica individuale, senza nessun’altro tipo di pensiero e preoccupazione.

Ovviamente la fantasia è fondamentale per creare esercitazioni che siano coinvolgenti e divertenti, ma una volta trovata la chiave questo lavoro sul singolo si rivelerà veramente molto prezioso. 

Non tutti i mali vengono per nuocere; sento di non esagerare esclamando che i nostri ragazzi inizieranno a vivere la dimensione di allenamento migliore in assoluto per poter apprendere ciò che avveniva automaticamente nell’ormai vecchio e romantico calcio di strada: pallone, pallone, pallone!!!

Un buon primo tocco

Quando ho ripreso gli allenamenti quest’anno dopo il periodo di pausa forzata dell’ultimo lockdown mi sono ritrovato a lavorare sul primo tocco.

Passaggi, finitura, posizionamento, tecnica individuale, potenza sono tutti aspetti su cui lavorare molto quando negli esercizi o nelle esercitazioni si portano i ragazzi a giocare ad uno o due tocchi. 

Nell’allenamento ho sempre cercato di incoraggiare il gioco con un tocco, ma ero cosciente che i ragazzi avevano bisogno di usare due o tre tocchi in molte occasioni mentre cercano di passare e muoversi. I ragazzi sapevano di dover giocare ad un tocco e che avrebbero “pagato” il fatto di non riuscirci a fine esercitazione ma che comunque, durante l’esercitazione, avrebbero dovuto continuare anche con due o più tocchi.

Queste situazioni riviste e diversificate negli esercizi hanno portato a lavorare sulla qualità del movimento e del posizionamento dei ragazzi. Per quello incoraggio il gioco ad un tocco perché i ragazzi si concentrano di più perché sanno che se usano un tocco in più “pagheranno” dazio e in questo modo la loro motivazione e crescita personale sarà orientata al miglioramento dello sviluppo tecnico.

E’ necessario far capire ai ragazzi che un buon primo tocco:

  1. Da a un giocatore TEMPO e SPAZIO per valutare cosa fare dopo, ad esempio passare, dribblare o tirare.
  2. Assicura che non sia necessario un secondo tocco che fa perdere tempo a far uscire la palla dai propri piedi.
  3. Evolvendo nel gioco consente ai giocatori di operare comodamente sotto pressione e in situazioni difficili. 

Questo modo di pensare e di agire porterà i ragazzi a:

  1. Mettersi in posizione per intercettare la palla in anticipo.
  2. Ragionare e seleziona la superficie di controllo corporea (piede, petto, coscia, ecc.).
  3. Posizionare la superficie di controllo nel percorso della palla.
  4. Rimanere in equilibrio usando le braccia.
  5. Guardare attentamente la palla per giudicare la sua direzione e velocità.

Il video allegato è dell’incredibile gol all’Inter di Antonio Cassano quando giocava nel Bari. Quello che mi ha sempre impressionato è quel primo tocco incredibile con il tacco e poi il secondo con la testa…talento assoluto!!!

Ecco alcuni possibili esercizi partendo da rimessa laterale o sullo sviluppo del gioco ad un tocco.

Contropressione

Negli ultimi anni la contropressione è da considerarsi il punto chiave della tattica di molte squadre.  Per Jurgen Klopp e fondamentale ad esempio per il suo stile di gioco, che ha implementato sia al Borussia Dortmund che ora al Liverpool F.C. 

Invece di ricadere nella normale posizione difensiva quando si perde la palla, la sua squadra preme immediatamente contro il portatore di palla avversario per impedire un contropiede della squadra avversaria e cercando di riprendere il possesso del gioco.

Contropressione

Nel quadrato interno si sviluppa il gioco 4 contro 2 (4 giocatori verdi contro 2 grigi) . Quando i due difensori grigi si impossessano della palla la giocano a uno dei loro compagni fuori dal quadrato.
Il gioco si trasforma allora in un 6 contro 4 (6 giocatori grigi contro 4 verdi) nel quadrato grande.
I 4 giocatori verdi passano immediatamente alla contropressione attuando un pressing per riprendere la palla il più velocemente possibile (preferibilmente entro 5 – 10 secondi ).
Se i giocatori verdi riconquistano la palla ritornano dentro al quadrato con altri due giocatori grigi. Le squadre ottengono un punto ogni 10 passaggi riusciti.

La dimensione del campo ovviamente dipende dal livello di abilità dei giocatori.

I ragazzi si divertono molto e il mister non deve spiegare loro tante situazioni. Se poi si riesce a svolgere l’esercitazione con una sana competizione dividendo i vari ragazzi in più squadre si otterranno buoni benefici in poco tempo.

Buon divertimento!

Twister

Esercizio divertente per i più piccoli simile a Twister. Chi non ricorda il popolare gioco d’infanzia che prevedeva di mettere le mani e i piedi su un colore diverso, lasciando il tuo corpo contorto in posizioni inverosimili.

Quello che mi piace di questo gioco è che il mister non ha bisogno di dare ordini ai ragazzi per insegnargli la coordinazione o di stare in equilibrio. I bambini ci mettono creatività in autonomia. Dal punto di vista atletico twister realizza tutto ciò e si concentra sulla forza totale del corpo, l’equilibrio, la coordinazione e la consapevolezza spaziale.

L’obiettivo principale è consentire ai bambini di esplorare le proprie capacità, trovare soluzioni creative o competere ad alta intensità.

Molti mister sono portati a “istruire” continuamente i loro ragazzi ma sarebbe meglio a volte lasciare che siano gli esercizi a parlare: funziona meglio.

E’ importante però che gli esercizi che pensiamo forniscano sempre un feedback ai ragazzi in modo che si possano autovalutare.

Se l’esercizio che pensiamo ha un obiettivo ben preciso non sarò necessario eseguirlo ripetutamente ma l’aggiunta di elementi di competizione può fornire un feedback immediato e prezioso per i ragazzi in modo da sviluppare la loro creatività.

Spesso attingere ai giochi di una volta come Twister ci permette di far lavorare sodo i bambini che però avranno come ricordo principale il divertimento e il sorriso dei loro compagni.

Allora buon divertimento!

Gioco di forza 2 contro 2

Esercizio che ci permette di lavorare sulla forza specifica per il calcio (a seconda delle dimensioni del campo) attraverso il gioco di 2 contro 2.  

Oltre ai due giocatori in campo per ogni squadra ci sono due giocatori esterni al campo che possono giocare solo a lato della metà campo avversaria.

I giocatori esterni possono giocare ad un solo tocco (a seconda delle età anche a due o più tocchi). In questo modo i giocatori all’interno del campo possono lavorare sui tagli e sugli appoggi sviluppando azioni specifiche per la forza muscolare sia aerobica che anaerobica.

Se i giocatori hanno un tiro pulito e chiaro verso la porta devono eseguirlo.

Ovviamente esistono tante varianti. L’importante è che i livelli di concentrazione e di difficoltà siano sempre adeguati ai ragazzi facendogli eseguire esercizi che possono interpretare e sviluppare la loro creatività.

Per i giovanissimi in genere io faccio fare l’esercizio per due minuti ad alta intensità e quando si cambiano con i giocatori esterni riposano ancora per due minuti per un totale di 16 minuti. In pratica ogni coppia di giocatori gioca 4 sessioni di 2 contro 2.

Ovviamente i tempi possono variare ma è importante rispettare i parametri del tempo di allenamento e la programmazione settimanale dell’attività.

Negli obiettivi specifici di questo esercizio c’è anche l’adattarsi al ritmo dell’esercizio che nel tempo permette ai giocatori di allenare non solo il corpo ma anche mente ed emozioni.

Ovviamente la mobilità, la comprensione del gioco rispetto al compagno e all’avversario sia in attacco che in difesa restano gli obiettivi calcistici principali.

Allenare le ali

Esercizio per allenare i giocatori che giocano sulle ali ad effettuare il primo tocco orientato in modo efficace per il il dribbling in velocità. Il giocatore deve rapidamente capire da quale direzione si avvicina il suo avversario per usare consapevolmente il suo primo tocco proprio nell’altra direzione.

ali

Si tenta di ricostruire una situazione di gioco dove i gruppi A e B (giocatori rossi) sono gli avversari che al richiamo del mister devono andare ad affrontare 1 contro 1 il giocatore nero.

Il mister decide quale difensore rosso (A e B) entrerà in duello 1 contro 1 e il giocatore nero che riceve il pallone sull’ala che deve tentare di uscire dal quadrato solo in avanti o lateralmente (non all’indietro), mentre il difensore cerca di rubargli palla.

Importante per l’attaccante nero è la ricezione del pallone che deve avvenire con un tocco orientato a poter dribblare il difensore. Se il difensore parte dal gruppo B, l’attaccante deve poter orientare il primo tocco lateralmente e poi scattare per dribblare il difensore. Se Il difensore arriva dal gruppo A, l’attaccante deve orientare il pallone in avanti.

Inserendo un po di competizione si possono dividere le squadre in attacco e difesa e vedere chi alla fine vince riuscendo ad uscire più volte dal quadrato o compiendo la miglior difesa.

Se abbiamo spazi a disposizione possiamo impostare lo stesso esercizio anche dall’altra parte del campo in modo da provare più combinazioni.

Una volta che i ragazzi che giocano sulle ali hanno preso confidenza con li primo tocco possiamo allungare l’esercizio con la possibilità (una volta usciti dal quadrato) di eseguire uno scatto e il cross al centro per un possible attacco (dovremo posizionare altri ragazzi che raccolgono il cross e tirano in porta).

Se la palla viene invece intercettata dai difensori possiamo organizzare la possibilità di un contrattacco con goal in porte piccole.

In questo esercizio possiamo ruotare i ragazzi a piacimento e valorizzare ruoli che normalmente non fanno perché permette di ricreare una situazione di gioco e di allenare contemporaneamente sia il difensore che l’attaccante.

Trasformare la difesa in attacco

Esercizio per mettere in condizione i ragazzi di puntare l’avversario non appena viene ripreso il possesso palla. Trasformare la difesa in attacco in modo da sfruttare posizionamenti sbagliati dei giocatori avversari.

Trasformare la difesa in attacco

Si creano 4 squadre da 3 giocatori per squadra. e si dividono (ognuno di una squadra diversa) sui 4 coni (A, B, C, D).

L’esercizio inizia con un portiere che lancia la palla verso uno dei due coni più vicini (esempio cono A) a un giocatore (arancione) che ha un compagno di squadra sul cono B che parte attaccando la porta nella parte opposta del campo.

All’altra estremità (coni C e D) sono pronti, ad esempio, due giocatori verdi, ma solo uno va incontro agli attaccanti creando una situazione 2 contro 1.

Se gli attaccanti arancioni fanno goal guadagnano un punto. Se il giocatore verde vince la palla, il giocatore verde del cono D si unisce immediatamente al gioco per fare un 2 contro 2 attaccando immediatamente la porta nel tentativo di fare goal e guadagnare così il punto.

Se la palla esce (o va in goal) il gioco ricomincia con il secondo portiere che lancia una palla ad un altro giocatore che si combina con il suo compagno di squadra iniziando un altro 2 contro 1.

Un difensore può uscire solo se ha un compagno di squadra pronto in corrispondenza dell’altro cono. Nel trasformare la difesa in attacco è necessario sottolineare come il rimanere concentrati sia fondamentale per poter giocare e guadagnare punti.

Concentrazione, competizione, intensità (a seconda delle età variare le dimensioni del campo in modo adeguato) sono le caratteristiche fondamentali di questo esercizio.

Un successivo sviluppo potrebbe essere di impegnare i giocatori in modo da arrivare a giocare un 3 contro 2. Nel momento in cui il 2 contro 1 si trasforma in 2 contro 2, la prima coppia di attacco può essere raggiunta dal terzo giocatore. Personalmente quando si arriva a questa situazione pongo la regola che i goal valgono doppio.

Utilizzo questo esercizio diverse volte durante l’anno perché i ragazzi si divertono molto. Per evitare di essere ripetitivo sposto l’attenzione di volta in volta su un obiettivo diverso.

A seconda delle età si possono sottolineare tanti aspetti in questo esercizio: la creazione dello spazio, il gioco veloce, il passaggio di qualità, i tempi di gioco, le combinazioni uno-due, le sovrapposizioni, la tecnica di tiro, ecc.

Trasformare la difesa in attacco

Paolo Ghiglione del Genoa è un tipico esempio di difensore che appena entra in possesso palla comincia l’azione per il contrattacco immediato. Ha raggiunto quota 4 assist in questa stagione: nessuno ha fatto meglio tra i difensori nei 5 principali campionati europei.

1 contro 1…in gruppo!

Spesso il mister si trova sul campo da solo con molti giocatori. Questo esercizio permette ai giocatori di esercitarsi a coppie in un 1 contro 1 intenso ma allo stesso tempo permette al mister di avere sotto controllo tutti i giocatori della squadra.

1 contro 1

Disponiamo i giocatori in due gruppi disposti uno di fronte all’altro all’interno di un campo in cui alle spalle dei giocatori siano contrassegnate delle linee di fondo

Al segnale del mister i giocatori si scambiano la palla secondo l’obiettivo che ci poniamo (interno piede, esterno, palla alta, ecc) al meglio possibile.

Quando l’allenatore dà il segnale successivo, il giocatore con la palla cerca di dribblare l’avversario in un 1 contro 1 finchè non raggiunge la linea di fondo che ha davanti a se.

L’avversario cerca di impedirlo e se conquista la palla cerca a sua volta di raggiungere la linea di fondo opposta a quella che sta difendendo.

1 contro 1

In questo semplice esercizio ci sono diverse possibilità: il giocatore che dribbla raggiunge il suo obiettivo, il difensore ruba la palla e dribbla verso la sua linea, oppure i due giocatori combattono semplicemente a lungo sulla palla. L’allenatore può quindi terminare l’esercizio in qualsiasi momento dando il segnale.

I giocatori intelligenti usano la confusione e i blocchi naturali creati dagli altri giocatori per dribblare gli avversari

Se la palla si allontana dal giocatore o esce dal campo l’esercizio è finito.

L’esercizio può essere proposto a tutte le età. Il mister ha a disposizione vari obiettivi su cui lavorare.

La modalità di passaggio. Si può chiedere ai giocatori di passarsi la palla con determinati vincoli (destro, sinistro, suola, ecc). Si possono variare le distanze in modo da ottenere più precisione o più forza sul passaggio.

Si può sviluppare la concorrenza tra i giocatori assegnando un punto ogni volta ce il dribbling è riuscito . il punteggio può essere assegnato singolarmente al giocatore oppure a tutta la squadra a cui questo appartiene.

L’esercizio può essere svolto a tempo in modo da dare al difensore la possibilità temporeggiare per impedire all’avversario di arrivare alla linea oppure incoraggiare la difesa aggressiva.

L’esercizio è semplice e probabilmente molti di noi l’hanno già svolto ma mi piaceva riportarlo come esercizio trasversale a molti allenamenti che possiamo fare durante la programmazione annuale sia come riscaldamento che come esercizio specifico sull’obiettivo scelto.

Il vero vantaggio è la possibilità di lavorare in spazi ridotti con i singoli giocatori e allo stesso tempo con tutto il gruppo. Ovviamente se il mister non è solo si possono creare diversi piccoli gruppi e organizzare una piccola competizione a squadre.

Doppio attacco

Questo esercizio di doppio attacco è caratterizzato da duelli 1 contro 1 in sequenza. È importante passare la palla rapidamente tra difesa e attacco. Se ciò non accade, è abbastanza facile per l’attaccante avere successo nel duello e segnare il goal.

Doppio attacco

Dividiamo i ragazzi in modo che ci siano due gruppi a sinistra e a destra delle rispettive porte. Il gruppo sul lato destro di ciascuna porta ha la palla. Al comando dell’allenatore, i giocatori 1 e 2 passano la palla dalla parte opposta ai giocatori 4 e 3 e vanno a contrastare l’avversario in linea con loro (il giocatore 1 andrà a contrastare il giocatore 3 e il giocatore 2 andrà a contrastare il giocatore 4).

Doppio attacco

I giocatori iniziali diventano quindi difensori e devono dalla parte diagonalmente opposta. Dopo il gioco, i giocatori passano al gruppo opposto al loro gruppo iniziale.

Personalmente inserisco sempre un pò di competizione a squadre )la squadra che segna più goal vince) in modo da vivere l’esercizio con intensità e concentrazione.

Il mister può lavorare sulla difesa aggressiva e sull’approccio laterale al giocatore in corsa ponendo l’attenzione sulla presa di posizione del difensore ma anche sulla capacità di puntare la porta da parte dell’attaccante.

A questo scopo è necessario curare la protezione della palla da parte di chi attacca con uso di braccia e corpo per difendere il pallone.

Ovviamente esistono molte varianti come eseguire il passaggio sul lato opposto oppure il confronto diretto al giocatore a cui si è passato la palla.

In questo caso spostiamo l’attenzione sulla capacità del portatore di palla di effettuare finte e dribbling oppure sull’effettuare cambi di velocità o di direzione.

A seconda degli obiettivi che ci poniamo l’esercizio del doppio attacco può essere svolto anche come riscaldamento prepartita specialmente quando abbiamo a disposizione tanto spazio.

Chiaramente le dimensioni del campo possono variare ma devono essere abbastanza grandi da consentire ai difensori di disturbare i giocatori.