Twister

Esercizio divertente per i più piccoli simile a Twister. Chi non ricorda il popolare gioco d’infanzia che prevedeva di mettere le mani e i piedi su un colore diverso, lasciando il tuo corpo contorto in posizioni inverosimili.

Quello che mi piace di questo gioco è che il mister non ha bisogno di dare ordini ai ragazzi per insegnargli la coordinazione o di stare in equilibrio. I bambini ci mettono creatività in autonomia. Dal punto di vista atletico twister realizza tutto ciò e si concentra sulla forza totale del corpo, l’equilibrio, la coordinazione e la consapevolezza spaziale.

L’obiettivo principale è consentire ai bambini di esplorare le proprie capacità, trovare soluzioni creative o competere ad alta intensità.

Molti mister sono portati a “istruire” continuamente i loro ragazzi ma sarebbe meglio a volte lasciare che siano gli esercizi a parlare: funziona meglio.

E’ importante però che gli esercizi che pensiamo forniscano sempre un feedback ai ragazzi in modo che si possano autovalutare.

Se l’esercizio che pensiamo ha un obiettivo ben preciso non sarò necessario eseguirlo ripetutamente ma l’aggiunta di elementi di competizione può fornire un feedback immediato e prezioso per i ragazzi in modo da sviluppare la loro creatività.

Spesso attingere ai giochi di una volta come Twister ci permette di far lavorare sodo i bambini che però avranno come ricordo principale il divertimento e il sorriso dei loro compagni.

Allora buon divertimento!

Gioco di forza 2 contro 2

Esercizio che ci permette di lavorare sulla forza specifica per il calcio (a seconda delle dimensioni del campo) attraverso il gioco di 2 contro 2.  

Oltre ai due giocatori in campo per ogni squadra ci sono due giocatori esterni al campo che possono giocare solo a lato della metà campo avversaria.

I giocatori esterni possono giocare ad un solo tocco (a seconda delle età anche a due o più tocchi). In questo modo i giocatori all’interno del campo possono lavorare sui tagli e sugli appoggi sviluppando azioni specifiche per la forza muscolare sia aerobica che anaerobica.

Se i giocatori hanno un tiro pulito e chiaro verso la porta devono eseguirlo.

Ovviamente esistono tante varianti. L’importante è che i livelli di concentrazione e di difficoltà siano sempre adeguati ai ragazzi facendogli eseguire esercizi che possono interpretare e sviluppare la loro creatività.

Per i giovanissimi in genere io faccio fare l’esercizio per due minuti ad alta intensità e quando si cambiano con i giocatori esterni riposano ancora per due minuti per un totale di 16 minuti. In pratica ogni coppia di giocatori gioca 4 sessioni di 2 contro 2.

Ovviamente i tempi possono variare ma è importante rispettare i parametri del tempo di allenamento e la programmazione settimanale dell’attività.

Negli obiettivi specifici di questo esercizio c’è anche l’adattarsi al ritmo dell’esercizio che nel tempo permette ai giocatori di allenare non solo il corpo ma anche mente ed emozioni.

Ovviamente la mobilità, la comprensione del gioco rispetto al compagno e all’avversario sia in attacco che in difesa restano gli obiettivi calcistici principali.

Allenare le ali

Esercizio per allenare i giocatori che giocano sulle ali ad effettuare il primo tocco orientato in modo efficace per il il dribbling in velocità. Il giocatore deve rapidamente capire da quale direzione si avvicina il suo avversario per usare consapevolmente il suo primo tocco proprio nell’altra direzione.

ali

Si tenta di ricostruire una situazione di gioco dove i gruppi A e B (giocatori rossi) sono gli avversari che al richiamo del mister devono andare ad affrontare 1 contro 1 il giocatore nero.

Il mister decide quale difensore rosso (A e B) entrerà in duello 1 contro 1 e il giocatore nero che riceve il pallone sull’ala che deve tentare di uscire dal quadrato solo in avanti o lateralmente (non all’indietro), mentre il difensore cerca di rubargli palla.

Importante per l’attaccante nero è la ricezione del pallone che deve avvenire con un tocco orientato a poter dribblare il difensore. Se il difensore parte dal gruppo B, l’attaccante deve poter orientare il primo tocco lateralmente e poi scattare per dribblare il difensore. Se Il difensore arriva dal gruppo A, l’attaccante deve orientare il pallone in avanti.

Inserendo un po di competizione si possono dividere le squadre in attacco e difesa e vedere chi alla fine vince riuscendo ad uscire più volte dal quadrato o compiendo la miglior difesa.

Se abbiamo spazi a disposizione possiamo impostare lo stesso esercizio anche dall’altra parte del campo in modo da provare più combinazioni.

Una volta che i ragazzi che giocano sulle ali hanno preso confidenza con li primo tocco possiamo allungare l’esercizio con la possibilità (una volta usciti dal quadrato) di eseguire uno scatto e il cross al centro per un possible attacco (dovremo posizionare altri ragazzi che raccolgono il cross e tirano in porta).

Se la palla viene invece intercettata dai difensori possiamo organizzare la possibilità di un contrattacco con goal in porte piccole.

In questo esercizio possiamo ruotare i ragazzi a piacimento e valorizzare ruoli che normalmente non fanno perché permette di ricreare una situazione di gioco e di allenare contemporaneamente sia il difensore che l’attaccante.

Trasformare la difesa in attacco

Esercizio per mettere in condizione i ragazzi di puntare l’avversario non appena viene ripreso il possesso palla. Trasformare la difesa in attacco in modo da sfruttare posizionamenti sbagliati dei giocatori avversari.

Trasformare la difesa in attacco

Si creano 4 squadre da 3 giocatori per squadra. e si dividono (ognuno di una squadra diversa) sui 4 coni (A, B, C, D).

L’esercizio inizia con un portiere che lancia la palla verso uno dei due coni più vicini (esempio cono A) a un giocatore (arancione) che ha un compagno di squadra sul cono B che parte attaccando la porta nella parte opposta del campo.

All’altra estremità (coni C e D) sono pronti, ad esempio, due giocatori verdi, ma solo uno va incontro agli attaccanti creando una situazione 2 contro 1.

Se gli attaccanti arancioni fanno goal guadagnano un punto. Se il giocatore verde vince la palla, il giocatore verde del cono D si unisce immediatamente al gioco per fare un 2 contro 2 attaccando immediatamente la porta nel tentativo di fare goal e guadagnare così il punto.

Se la palla esce (o va in goal) il gioco ricomincia con il secondo portiere che lancia una palla ad un altro giocatore che si combina con il suo compagno di squadra iniziando un altro 2 contro 1.

Un difensore può uscire solo se ha un compagno di squadra pronto in corrispondenza dell’altro cono. Nel trasformare la difesa in attacco è necessario sottolineare come il rimanere concentrati sia fondamentale per poter giocare e guadagnare punti.

Concentrazione, competizione, intensità (a seconda delle età variare le dimensioni del campo in modo adeguato) sono le caratteristiche fondamentali di questo esercizio.

Un successivo sviluppo potrebbe essere di impegnare i giocatori in modo da arrivare a giocare un 3 contro 2. Nel momento in cui il 2 contro 1 si trasforma in 2 contro 2, la prima coppia di attacco può essere raggiunta dal terzo giocatore. Personalmente quando si arriva a questa situazione pongo la regola che i goal valgono doppio.

Utilizzo questo esercizio diverse volte durante l’anno perché i ragazzi si divertono molto. Per evitare di essere ripetitivo sposto l’attenzione di volta in volta su un obiettivo diverso.

A seconda delle età si possono sottolineare tanti aspetti in questo esercizio: la creazione dello spazio, il gioco veloce, il passaggio di qualità, i tempi di gioco, le combinazioni uno-due, le sovrapposizioni, la tecnica di tiro, ecc.

Trasformare la difesa in attacco

Paolo Ghiglione del Genoa è un tipico esempio di difensore che appena entra in possesso palla comincia l’azione per il contrattacco immediato. Ha raggiunto quota 4 assist in questa stagione: nessuno ha fatto meglio tra i difensori nei 5 principali campionati europei.

1 contro 1…in gruppo!

Spesso il mister si trova sul campo da solo con molti giocatori. Questo esercizio permette ai giocatori di esercitarsi a coppie in un 1 contro 1 intenso ma allo stesso tempo permette al mister di avere sotto controllo tutti i giocatori della squadra.

1 contro 1

Disponiamo i giocatori in due gruppi disposti uno di fronte all’altro all’interno di un campo in cui alle spalle dei giocatori siano contrassegnate delle linee di fondo

Al segnale del mister i giocatori si scambiano la palla secondo l’obiettivo che ci poniamo (interno piede, esterno, palla alta, ecc) al meglio possibile.

Quando l’allenatore dà il segnale successivo, il giocatore con la palla cerca di dribblare l’avversario in un 1 contro 1 finchè non raggiunge la linea di fondo che ha davanti a se.

L’avversario cerca di impedirlo e se conquista la palla cerca a sua volta di raggiungere la linea di fondo opposta a quella che sta difendendo.

1 contro 1

In questo semplice esercizio ci sono diverse possibilità: il giocatore che dribbla raggiunge il suo obiettivo, il difensore ruba la palla e dribbla verso la sua linea, oppure i due giocatori combattono semplicemente a lungo sulla palla. L’allenatore può quindi terminare l’esercizio in qualsiasi momento dando il segnale.

I giocatori intelligenti usano la confusione e i blocchi naturali creati dagli altri giocatori per dribblare gli avversari

Se la palla si allontana dal giocatore o esce dal campo l’esercizio è finito.

L’esercizio può essere proposto a tutte le età. Il mister ha a disposizione vari obiettivi su cui lavorare.

La modalità di passaggio. Si può chiedere ai giocatori di passarsi la palla con determinati vincoli (destro, sinistro, suola, ecc). Si possono variare le distanze in modo da ottenere più precisione o più forza sul passaggio.

Si può sviluppare la concorrenza tra i giocatori assegnando un punto ogni volta ce il dribbling è riuscito . il punteggio può essere assegnato singolarmente al giocatore oppure a tutta la squadra a cui questo appartiene.

L’esercizio può essere svolto a tempo in modo da dare al difensore la possibilità temporeggiare per impedire all’avversario di arrivare alla linea oppure incoraggiare la difesa aggressiva.

L’esercizio è semplice e probabilmente molti di noi l’hanno già svolto ma mi piaceva riportarlo come esercizio trasversale a molti allenamenti che possiamo fare durante la programmazione annuale sia come riscaldamento che come esercizio specifico sull’obiettivo scelto.

Il vero vantaggio è la possibilità di lavorare in spazi ridotti con i singoli giocatori e allo stesso tempo con tutto il gruppo. Ovviamente se il mister non è solo si possono creare diversi piccoli gruppi e organizzare una piccola competizione a squadre.

Doppio attacco

Questo esercizio di doppio attacco è caratterizzato da duelli 1 contro 1 in sequenza. È importante passare la palla rapidamente tra difesa e attacco. Se ciò non accade, è abbastanza facile per l’attaccante avere successo nel duello e segnare il goal.

Doppio attacco

Dividiamo i ragazzi in modo che ci siano due gruppi a sinistra e a destra delle rispettive porte. Il gruppo sul lato destro di ciascuna porta ha la palla. Al comando dell’allenatore, i giocatori 1 e 2 passano la palla dalla parte opposta ai giocatori 4 e 3 e vanno a contrastare l’avversario in linea con loro (il giocatore 1 andrà a contrastare il giocatore 3 e il giocatore 2 andrà a contrastare il giocatore 4).

Doppio attacco

I giocatori iniziali diventano quindi difensori e devono dalla parte diagonalmente opposta. Dopo il gioco, i giocatori passano al gruppo opposto al loro gruppo iniziale.

Personalmente inserisco sempre un pò di competizione a squadre )la squadra che segna più goal vince) in modo da vivere l’esercizio con intensità e concentrazione.

Il mister può lavorare sulla difesa aggressiva e sull’approccio laterale al giocatore in corsa ponendo l’attenzione sulla presa di posizione del difensore ma anche sulla capacità di puntare la porta da parte dell’attaccante.

A questo scopo è necessario curare la protezione della palla da parte di chi attacca con uso di braccia e corpo per difendere il pallone.

Ovviamente esistono molte varianti come eseguire il passaggio sul lato opposto oppure il confronto diretto al giocatore a cui si è passato la palla.

In questo caso spostiamo l’attenzione sulla capacità del portatore di palla di effettuare finte e dribbling oppure sull’effettuare cambi di velocità o di direzione.

A seconda degli obiettivi che ci poniamo l’esercizio del doppio attacco può essere svolto anche come riscaldamento prepartita specialmente quando abbiamo a disposizione tanto spazio.

Chiaramente le dimensioni del campo possono variare ma devono essere abbastanza grandi da consentire ai difensori di disturbare i giocatori.

Conduzione palla

Semplice esercizio di riscaldamento per i più piccoli. Conduzione palla attraverso le porticine: il primo gruppo che finisce ha vinto!

Conduzione palla

Ci sono tre gruppi e ogni giocatore ha la palla. Al comando del mister i giocatori conducono la palla attraverso le porticine presenti nel campo. Dopo aver fatto goal in tutte le porte si torna in coda alla fila di partenza.

Importante anche creare situazioni in cui i ragazzi possano utilizzare entrambi i piedi quindi potrebbe essere un giro con il piede destro e un giro con il piede sinistro.

Lo scopo è sempre quello di divertire ma di imparare allo stesso tempo. Ovviamente inserire una sana competizione tra i gruppi aiuta a mantenere la concentrazione alta.

Un successivo sviluppo potrebbe essere che tutto il gruppo effettua il percorso attraverso le porticine come se fosse un unico serpentone. Il primo giocatore della fila indica la direzione e tutto il gruppo segue. Vince il gruppo che per primo riesce a tornare alla partenza dopo essere passato in tutte le porticine.

Ovviamente in base all’età dei ragazzi possiamo inserire nella conduzione palla in prossimità dell’entrata delle porticine dei dribbling o delle finte da eseguire in modo da porre obiettivi precisi per ogni porticina.

Possiamo anche inserire componenti cognitive da far fare ai ragazzi. Il mister chiama ad esempio di volta in volta segnali diversi (colori delle porticine, nomi dei giocatori, numeri di porte da fare, ecc). In genere io utilizzo queste tecniche per ripetere l’esercizio in allenamenti diversi in modo che no sia mai uguale ma simile. Lavoro sempre sulla conduzione palla mentre i ragazzi non si annoiano perché anche se è sempre lo stesso esercizio lo stimolo cognitivo diverso li predispone positivamente.

Il Rettangolo: un buon riscaldamento!

A seconda delle distanze scelte il rettangolo potrebbe diventare impegnativo per i giocatori. Quindi in base all’età, alle prestazioni e alle capacità dei ragazzi bisogna variare le dimensioni dell’esercizio. Se si vuole eseguire l’esercizio con un’intensità alta le distanze piccole richiedono maggiori abilità tecniche da parte dei giocatori.

Il Rettangolo

Il giocatore 1 porta palla dentro al rettangolo e appena entra nella porticina fatta dei due coni passa in diagonale la palla al giocatore 2 quindi corre attorno al cono di svolta e segue il suo passaggio verso la posizione che è diventata libera.

Il giocatore 2 riceve il passaggio, passa al giocatore 3 e segue il suo passaggio andando ad occupare la posizione del giocatore 3 che intanto è andato in coda nella fila di partenza.

I giocatori che entrano nel rettangolo decidono da quale parte passare (sinistra o destra) a seconda della disponibilità del giocatore di essere pronto a ricevere il pallone.

Ovviamente come si diceva all’inizio le distanze e l’intensità di esecuzione dipendono dall’età dei giocatori ma sebbene sia semplice nelle sue fasi il rettangolo resta un buon allenamento per tutte le varie tipologie di squadra.

All’interno di questo esercizio ci possono essere molte varianti come ad esempio la possibilità di giocare a due tocchi oppure con la possibilità di inserire difensori nello spazio per bloccare l’eventuale passaggio da parte del portatore di palla.

Personalmente facendolo fare prima delle partite lo scopo che mi prefiggo è di aiutare la concentrazione dei giocatori.

Devono avere la percezione dei compagni: alzare la testa e valutare forza e coordinazione per mettere in compagni in condizione di ricevere la meglio il pallone.

Devono analizzare la situazione rispetto al compagno precedente e quindi, una volta entrati nel rettangolo, decidere se passare a destra o a sinistra a seconda del posizionamento dei compagni.

Devono decidere l’intensità dell’esercizio e quindi la velocità e la precisione con cui portano e passano la palla e come vogliono far girare i compagni

Devono eseguire al meglio l’esercizio perché ogni errore interromperebbe il flusso di gioco dei compagni quindi il giocatore dovrebbe sentire la sana pressione di tutta la squadra.

Il rettangolo resta un semplice esercizio che può aiutare il giocatore a valutare l’evolversi dell’esercizio rispetto alla posizione dei compagni, la traiettoria della palla e la velocità della palla senza che il mister dica tante cose…un buon riscaldamento!

Coordinazione e tiro

L’esercizio di oggi è adatto a giovani giocatori. Creiamo un circuito dove superare ostacoli e tirare in porta. L’obiettivo principale quindi è lavorare su coordinazione e tiro.

Coordinazione e tiro

Dividiamo i ragazzi in 3 gruppi e li distribuiamo in 3 stazioni ognuna con una porta alla fine del percorso. Nella figura ho creato due campi identici in modo da far lavorare più persone alla volta sulla stessa stazione.

I ragazzi devono superare, aggirare e superare diversi ostacoli prima di dimostrare che sono buoni tiratori. I gruppi si allineano al cono iniziale della rispettiva stazione. Dopo il segnale di partenza dell’allenatore, i primi giocatori attraversano i primi ostacoli e tirano nella rispettiva porta.

Una volta completato il percorso il giocatore ritorna al cono di partenza e il suo compagno parte dopo aver ricevuto il “cinque” dal giocatore che ha appena finito.

Non appena tutti i giocatori hanno terminato con la stazione 1, passano alla stazione 2, quindi alla stazione 3.

Nella stazione 1 dopo il cono di partenza ci sono 6 cerchi in cui saltare mantenendo l’appoggio con un piede senza sbilanciarsi per poi arrivare al tiro di precisione davanti alla porta piccola.

Nella stazione 2 invece degli anelli abbiamo 4 ostacoli. I ragazzi devono saltare ogni ostacolo e poi tirare in porta grande (se li abbiamo a disposizione mettiamo i portieri in porta).

Nella stazione 3 invece abbiamo 4 paletti in cui i ragazzi devono fare lo slalom prima di tirare nella porta piccola.

Per instaurare un minimo di competizione tentiamo di stabilire chi è il miglior attaccante dando un punteggio di due goal per chi segna nella porta piccola e di un goal a chi segna nella porta grande (se non c’è il portiere).

Quando il gruppo ha finito tutte e tre le stazioni si guardano i punteggi e si stabilisce chi ha vinto e quindi chi è il miglior attaccante del gruppo. A questo punto possiamo mischiare i gruppi e dividerli in base ai punteggi ottenuti nella manche precedente in modo da uniformare il più possibile i ragazzi e farli gareggiare sempre contro compagni diversi.

Ovviamente le stazioni le possiamo inventare con le più svariate difficoltà. In questo caso l’obiettivo è quello di lavorare sulla coordinazione e tiro ma a seconda delle età e delle distanze che mettiamo possiamo concentrarci anche sulla velocità oppure sulla forza con cui viene svolto l’esercizio.

L’importante è che i ragazzi si divertano mentre svolgono la meglio possibile gli esercizi proposti!

Partita 4 porte

Esercizio che porta i giocatori a decidere in spazi piccoli e affollati. La partita 4 porte infatti vede 4 squadre giocare contemporaneamente due partite diverse tra loro.  I giocatori sono obbligati ad interagire in spazi limitati e devono creare spazio sia con la palla che senza palla per arrivare al tiro.

Diversi anni fa mi trovavo ad Antigua una piccola città di montagna al centro del Guatemala meta di diversi studenti sia stranieri che provenienti da tutto il paese per imparare bene la lingua. Mi sono fermato un pomeriggio a guardare in un campo da basket assembramenti  di ragazzi (con età molto diverse tra di loro) che giocavano sullo stesso campo partite diverse in contemporanea.

Nessun litigio, pochissimi falli e tanto adattamento alle situazioni che si venivano a creare con continui cambi di direzione e scelte decisionali dei singoli per poter arrivare all’obiettivo. Una gioia per gli occhi.

Obbligati dai pochi campi disponibili in città e dal numero alto di giocatori presenti, spesso senza conoscersi tra loro, si trovavano, costituivano squadre improvvisate per giocare adattandosi alle varie situazioni in campi  dove già si svolgevano altre partite in contemporanea …bellissimo…un esempio concreto di integrazione, dinamiche di gruppo, tecnica…giocatori pensanti!!!

Partita 4 porte

L’esercizio prevede di dividere i giocatori in quattro squadre da quattro (3 più il portiere). Le quattro squadre sono in campo contemporaneamente con due squadre che giocano in una direzione (blu e verdi) e le altre due nell’altra direzione (marroni e arancioni).

Ognuna delle due partite ha la sua palla e non è consentito toccarla ai giocatori delle altre due squadre. I giocatori devono trovare spazi e muoversi per tentare di arrivare al tiro in porta. Tutte le ripartenze iniziano con i portieri.

I giocatori devono essere bravi ad alzare la testa e indirizzare il pallone verso zone di campo libero dove i compagni dovranno essere bravi a farsi trovare.

Dribbling, controllo di palla, consapevolezza del gioco, cambi di direzione, primi tocchi intelligenti, velocità diverse di conduzione palla, ecc. Ci sono mille aspetti che impegnano il giocatore senza che il mister debba dilungarsi nello spiegare i particolari.

I ragazzi si divertono, la partita 4 porte li costringe a tenere la testa alta e a dribblare il più spesso possibile.

Con i giocatori più grandi (anche quelli della prima squadra) cambiare avversario in corsa e giocare quindi sullo stesso campo una specie di torneo tra tutte le squadre presenti porta ad una sana competizione che stimola tutti a giocare al massimo delle loro capacità e a non adattarsi a ruoli o a situazioni di comodo.

Più è presente nei giocatori tecnica e tattica (individuale e di squadra più il possesso palla dipende dalla velocità e dalla elasticità di pensiero dei vari giocatori.

Essendoci una componente di gioco elevata i ragazzi si divertono ma allo stesso tempo lavorano continuamente anche su reattività e coordinazione (a seconda degli spazi che si utilizzano) diventando così la partita una valida alternativa ad allenamenti specifici più atletici su questi temi che a volte sono più faticosi mentalmente da affrontare per i ragazzi (soprattutto giovanissimi, allievi e prima squadra).