Trasformare la difesa in attacco

Esercizio per mettere in condizione i ragazzi di puntare l’avversario non appena viene ripreso il possesso palla. Trasformare la difesa in attacco in modo da sfruttare posizionamenti sbagliati dei giocatori avversari.

Trasformare la difesa in attacco

Si creano 4 squadre da 3 giocatori per squadra. e si dividono (ognuno di una squadra diversa) sui 4 coni (A, B, C, D).

L’esercizio inizia con un portiere che lancia la palla verso uno dei due coni più vicini (esempio cono A) a un giocatore (arancione) che ha un compagno di squadra sul cono B che parte attaccando la porta nella parte opposta del campo.

All’altra estremità (coni C e D) sono pronti, ad esempio, due giocatori verdi, ma solo uno va incontro agli attaccanti creando una situazione 2 contro 1.

Se gli attaccanti arancioni fanno goal guadagnano un punto. Se il giocatore verde vince la palla, il giocatore verde del cono D si unisce immediatamente al gioco per fare un 2 contro 2 attaccando immediatamente la porta nel tentativo di fare goal e guadagnare così il punto.

Se la palla esce (o va in goal) il gioco ricomincia con il secondo portiere che lancia una palla ad un altro giocatore che si combina con il suo compagno di squadra iniziando un altro 2 contro 1.

Un difensore può uscire solo se ha un compagno di squadra pronto in corrispondenza dell’altro cono. Nel trasformare la difesa in attacco è necessario sottolineare come il rimanere concentrati sia fondamentale per poter giocare e guadagnare punti.

Concentrazione, competizione, intensità (a seconda delle età variare le dimensioni del campo in modo adeguato) sono le caratteristiche fondamentali di questo esercizio.

Un successivo sviluppo potrebbe essere di impegnare i giocatori in modo da arrivare a giocare un 3 contro 2. Nel momento in cui il 2 contro 1 si trasforma in 2 contro 2, la prima coppia di attacco può essere raggiunta dal terzo giocatore. Personalmente quando si arriva a questa situazione pongo la regola che i goal valgono doppio.

Utilizzo questo esercizio diverse volte durante l’anno perché i ragazzi si divertono molto. Per evitare di essere ripetitivo sposto l’attenzione di volta in volta su un obiettivo diverso.

A seconda delle età si possono sottolineare tanti aspetti in questo esercizio: la creazione dello spazio, il gioco veloce, il passaggio di qualità, i tempi di gioco, le combinazioni uno-due, le sovrapposizioni, la tecnica di tiro, ecc.

Trasformare la difesa in attacco

Paolo Ghiglione del Genoa è un tipico esempio di difensore che appena entra in possesso palla comincia l’azione per il contrattacco immediato. Ha raggiunto quota 4 assist in questa stagione: nessuno ha fatto meglio tra i difensori nei 5 principali campionati europei.

Partita 4 porte

Esercizio che porta i giocatori a decidere in spazi piccoli e affollati. La partita 4 porte infatti vede 4 squadre giocare contemporaneamente due partite diverse tra loro.  I giocatori sono obbligati ad interagire in spazi limitati e devono creare spazio sia con la palla che senza palla per arrivare al tiro.

Diversi anni fa mi trovavo ad Antigua una piccola città di montagna al centro del Guatemala meta di diversi studenti sia stranieri che provenienti da tutto il paese per imparare bene la lingua. Mi sono fermato un pomeriggio a guardare in un campo da basket assembramenti  di ragazzi (con età molto diverse tra di loro) che giocavano sullo stesso campo partite diverse in contemporanea.

Nessun litigio, pochissimi falli e tanto adattamento alle situazioni che si venivano a creare con continui cambi di direzione e scelte decisionali dei singoli per poter arrivare all’obiettivo. Una gioia per gli occhi.

Obbligati dai pochi campi disponibili in città e dal numero alto di giocatori presenti, spesso senza conoscersi tra loro, si trovavano, costituivano squadre improvvisate per giocare adattandosi alle varie situazioni in campi  dove già si svolgevano altre partite in contemporanea …bellissimo…un esempio concreto di integrazione, dinamiche di gruppo, tecnica…giocatori pensanti!!!

Partita 4 porte

L’esercizio prevede di dividere i giocatori in quattro squadre da quattro (3 più il portiere). Le quattro squadre sono in campo contemporaneamente con due squadre che giocano in una direzione (blu e verdi) e le altre due nell’altra direzione (marroni e arancioni).

Ognuna delle due partite ha la sua palla e non è consentito toccarla ai giocatori delle altre due squadre. I giocatori devono trovare spazi e muoversi per tentare di arrivare al tiro in porta. Tutte le ripartenze iniziano con i portieri.

I giocatori devono essere bravi ad alzare la testa e indirizzare il pallone verso zone di campo libero dove i compagni dovranno essere bravi a farsi trovare.

Dribbling, controllo di palla, consapevolezza del gioco, cambi di direzione, primi tocchi intelligenti, velocità diverse di conduzione palla, ecc. Ci sono mille aspetti che impegnano il giocatore senza che il mister debba dilungarsi nello spiegare i particolari.

I ragazzi si divertono, la partita 4 porte li costringe a tenere la testa alta e a dribblare il più spesso possibile.

Con i giocatori più grandi (anche quelli della prima squadra) cambiare avversario in corsa e giocare quindi sullo stesso campo una specie di torneo tra tutte le squadre presenti porta ad una sana competizione che stimola tutti a giocare al massimo delle loro capacità e a non adattarsi a ruoli o a situazioni di comodo.

Più è presente nei giocatori tecnica e tattica (individuale e di squadra più il possesso palla dipende dalla velocità e dalla elasticità di pensiero dei vari giocatori.

Essendoci una componente di gioco elevata i ragazzi si divertono ma allo stesso tempo lavorano continuamente anche su reattività e coordinazione (a seconda degli spazi che si utilizzano) diventando così la partita una valida alternativa ad allenamenti specifici più atletici su questi temi che a volte sono più faticosi mentalmente da affrontare per i ragazzi (soprattutto giovanissimi, allievi e prima squadra).

Attaccare spalle alla porta

Ieri abbiamo giocato (e perso) una partita a calcio a 9 in un campo molto piccolo nelle dimensioni e con le porte più grandi del dovuto. La strategia della squadra avversaria dotata di buone capacità tecniche oltre a sfruttare l’ 1 contro 1 è stata quella di attaccare spalle alla porta con i giocatori che smistavano palloni o si giravano per tirare.

Nell’esercizio che propongo oggi vorrei far migliorare i miei ragazzi proprio su questo e cioè quando i giocatori ricevono la palla con le spalle alla porta. Possono tentare di girarsi e battere il difensore oppure tenere la palla e giocare di sponda per i propri  compagni di squadra. 

attaccare-spalle-alla-porta

Il primo esercizio vede un 1 contro 1 che riproduce la situazione in cui gli attaccanti ricevono la palla sotto pressione e con le spalle all’obiettivo.

La fila blu è composta dai difensori mentre l’altra fila è composta dagli attaccanti. Il mister tira la palla nel campo e l’attaccante deve muoversi per ricevere la palla e nel momento della ricezione deve provare a girarsi e segnare in una delle due porte alle sue spalle (indicate con A nell’immagine). Se il difensore vince il possesso, può segnare nelle due porticine che ha davanti (indicate con D nell’immagine).

E’ importante sottolineare il movimento per ricevere la palla, essere capaci di proteggerla dal difensore e riuscire a girarsi per tirare in porta.

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Nel successivo esercizio divido i giocatori in tre gruppi. Il terzo gruppo prende il posto del mister del primo esercizio e i giocatori faranno i centrocampisti di supporto. Dopo aver passato la palla all’attaccante il centrocampista va a sostegno dell’attaccante che deve proteggere la palla dal difensore e giocare la palla in un 2 contro 1 per andare a segnare in una delle due porte. Se il difensore vince il possesso, può segnare nelle due porticine che ha davanti.

Un successivo sviluppo è includere un secondo difensore in modo tale che quando il centrocampista entra in campo possa entrare in campo anche il difensore in modo da trasformare il gioco in una situazione di 2 v 2.

Per attaccare spalle alla porta, quindi, sottolineare come il gioco deve basarsi sul movimento per ricevere la palla, sulla capacità di protezione e sul giocare a tesata alta in modo da essere in grado di passare o di potersi girare sul difensore.

Allenare l’attaccante

Allenare l’attaccante oggi significa trasmettergli l’abilità di correre in profondità per ricevere la palla, abituarlo a dribblare in velocità ed allenarlo per poter tirare con entrambi i piedi.

Negli ultimi anni vedo molte squadre che giocano con l’attaccante solitario supportato da un buon centrocampo ed è per questo che in questo articolo ho pensato di allenare le caratteristiche descritte sopra con una serie di esercizi 1 vs 1 con l’obiettivo di migliorare queste abilità.

Allenare l'attaccante

L’attaccante (A) tenta di ricevere palla con le spalle alla porta. Si allontana dal difensore in un angolo per ricevere un passaggio sui piedi. Controlla la palla, si gira rapidamente e poi tenta di dribblare in velocità il difensore per superarlo ed entrare nell’area di rigore per tirare.

Finita l’azione l’attaccante (A) diventa il nuovo difensore per l’attacco successivo con il giocatore B che diventa l’attaccante.

In questo semplice esercizio è necessario sottolineare come l’attaccante dovrebbe avere un buon movimento (contromovimento e finte direzionali ) per creare l’opportunità di ricevere un passaggio sui piedi con la schiena rivolta alla porta.

Una volta che l’attaccante è in possesso sottolineare il cambio di velocità per poter dribblare il difensore.

In genere sviluppo poi l’esercizio trasformando l’1 contro 1 in un 2 contro 1 chiedendo al centrocampista di avanzare rapidamente effettuando corse in appoggio o in sostegno all’attaccante.

Se voglio allenare la capacità di correre in profondità cambio leggermente la posizione iniziale del giocatore A e del difensore mettendoli sull’angolo dell’area di rigore e chiedo al giocatore B di effettuare un passaggio mettendo la palla nello spazio in area tra il giocatore A, il difensore e il portiere.

Il giocatore A deve tentare di battere in corsa il difensore e tirare in porta. Anche questa semplice variante presenta alcune situazioni da sottolineare. La linea di partenza dell’attaccante per non cadere in un possibile fuorigioco, la marcatura stretta del difensore con l’obiettivo di far allargare la corsa dell’attaccante togliendogli il centro della porta, invitare il centrocampista (giocatore B) ad effettuare il passaggio nello spazio non sempre nello stesso punto per non dare riferimenti al difensore e così via.

La partitella successiva a questi esercizi vedrà di fronte due squadre con un unico attaccante (a rotazione tra i ragazzi) che deve utilizzare le abilità esercitate precedentemente. Goal con spalle alla porta vale triplo e goal in velocità vale doppio.

Per una partita di 30 minuti, ruotare regolarmente gli attaccanti in modo che ogni giocatore abbia il suo turno per provare a segnare.

Importante anche ricordare ai centrocampisti ad aiutare l’attaccante correndo in appoggio e sostegno all’attaccante.

4 contro 4 con 4 porticine

Come spesso accade i mister utilizzano delle partitelle come strategia per insegnare ai giocatori degli obiettivi senza ragionarci sopra molto. In questo caso, l’esercizio  4 contro 4 è una partitella strategica che può aiutare i giocatori a rimanere “corti” sull’azione e anche a sottolineare la capacità di gestire il  passaggio e la finitura in porta. 

4 contro 4

Due squadre di quattro giocatori si affrontano, attaccando e difendendo due piccole porticine. Gli angoli non si battono mai ma al loro posto si effettua una rimessa laterale con la regola di provare ad andare in goal.

Per permettere di restare corti e sempre in contatto nell’azione un’altra regola da inserire è che il goal è valido se tutti i giocatori sono nella metà campo avversaria. In questo modo i ragazzi staranno sempre in movimento tentando di seguire l’azione ampliando le possibilità di passaggio.

L’esercizio deve essere progressivo quindi all’inizio facciamo giocare una normale partita 4 contro 4 con squadre che attaccano e difendono le due porticine.

Successivamente introduciamo la regola che il goal è valido solo se il tiro è effettuato nella metà campo di attacco.

Altro sviluppo è quello di chiedere a tutti i giocatori della squadra in attacco di essere nella metà campo di attacco per poter rendere valido il goal.

Le variabili sono tante (es. se non tutti i difensori sono tornati, l’obiettivo vale per il doppio, se il mister si mette davanti ad una porta, bisogna segnare nell’altra porta, ecc.) ma l’importante è che i ragazzi si adeguino alle regole in modo da fargli capire l’utilità “nascosta” di quello che stiamo facendo.

Personalmente quando faccio questo tipo di allenamenti faccio fare il filmato e lo si riguarda assieme analizzando il cambiamento che ogni giocatore fa durante le varie fasi della partitella.

Possesso palla e gestione degli spazi

Esercizio semplice di possesso palla per permettere, soprattutto in fase di riscaldamento, di introdurre l’argomento degli spazi e di come si sfruttano.

spazi

Ci sono due squadre 4 contro 4. Il mister passa la palla a una delle squadre (es. blu) e contemporaneamente chiama il nome di un giocatore della squadra avversaria (es, rossa) che deve correre nella metà campo degli avversari per contrastare il possesso palla in un 1 contro 4.

Se la squadra blu completa quattro passaggi, il mister chiama un secondo giocatore per giocare un 2 contro 4. Se la squadra blu completa altri quattro passaggi, il mister chiama il nome del terzo giocatore per entrare nell’area attiva per un 3 contro 4 e così via.

Gli attaccanti devono pressare molto per conquistare la palla perché lavoreranno per la maggior parte del tempo in inferiorità numerica. Questa situazione comporta che la squadra in possesso potrà sfruttare gli spazi a disposizione muovendosi in velocità per ricevere la palla.

Se la squadra in attacco riesce a riguadagnare il possesso o a forzare un errore della squadra in possesso, i suoi giocatori tornano nella propria metà campo e la partita ricomincia con le squadre che si scambiano i ruoli.

Se si aggiungono due porte si può sviluppare l’esercizio in modo che quando la squadra in possesso sta giocando un 4 contro 3, la squadra in possesso cerca di liberare un giocatore che può dribblare nella metà degli avversari e andare in un 1 contro 1 con il difensore rimasto per cercare di segnare il goal.

In questo modo oltre all’ampiezza del campo si sfrutta anche la profondità cercando di attirare gli avversari sulla palla e quindi sfruttando lo spazio lasciato per andare in avanti e attaccare la porta avversaria.

Calciare in porta

Calciare in porta è l’essenza del calcio. Quando vado a vedere qualche partita di basket (raramente ormai purtroppo) c’ è molto tempo dedicato al tiro a canestro da tutte le posizioni. L’anno scorso assistetti ad un allenamento dell’Olimpia Milano e prima, durante (nei momenti liberi dagli esercizi ) e alla fine allenamento tutti i giocatori provavano a tirare a canestro più e più volte.

Calciare in porta è un arte. L’esercizio proposto è semplice nella sua insieme ma racchiude tutte le difficoltà tipiche dell’attaccante che ricevendo la palla (alta, bassa, contro balzo, diretta, ecc..) deve controllarla, coordinarsi e tirare di precisione o di forza a seconda della sua scelta in quel determinato omento.

 

Il calciatore D è all’interno di un quadrato posto davanti all’area di rigore. Riceve la palla prima da A poi da B e infine da C. Ogni volta che riceve la palla deve voltarsi e tirare in porta velocemente.

I giocatori A, B, C sono a circa 10 – 15 metri di distanza e passano a D la palla , inizialmente rasoterra e poi, man mano in maniera sempre più complicata come potrebbe avvenire in partita.

Finita la sessione dei tre passaggi, i giocatori ruotano in modo che ognuno fa il suo turno da tre tiri in porta.

Il giocatore che riceve la palla e va a tirare dovrebbe lavorare sul posizionamento rispetto al passaggio, sarebbe meglio lavorasse con due o tre tocchi massimo. Se la rotazione dei giocatori avviene in senso orario e in senso antiorario facciamo lavorare i ragazzi sia sul passaggio che sul tiro con entrambi i piedi.

Se abbiamo a disposizione almeno due portieri possiamo lavorare anche su di loro ( concordando con il preparatore dei portieri) per rafforzare in loro alcuni aspetti circa la reattività, la lettura delle traiettorie, l’impegno, ecc.

Condurre la palla

Per i più piccoli è sempre utile creare dei giochi didattici con qualche regola da seguire e un pò di sana competizione per stimolarli come, ad esempio, in questo esercizio su condurre la palla si cerca di fare.

Dopo aver diviso in quatto squadre i giocatori a disposizione (non più di tre o quattro giocatori per squadra) ad ogni squadra viene assegnata una base di partenza.

Si piazzano almeno 15 palloni da calcio al centro dell’area di gioco. Al via il primo giocatore di ciascuna squadra corre al centro dell’area di gioco e prende una palla conducendola verso la propria base di partenza. Quando il primo giocatore torna, il secondo giocatore va.

Quando tutte le palle sono state prese, ogni squadra (sempre un calciatore alla volta) può rubare la palla nelle basi avversarie per 30 secondi (Le palle che si trovano nelle basi non devono essere sorvegliate).

 

Alla fine dei 30 secondi, la squadra con il maggior numero di palle nella propria base di partenza è la vincente.

Dopo aver giocato due o tre round mescola i giocatori in modo che si trovino in squadre diverse.

Si può introdurre la difesa delle basi se si vuole lavorare anche sull’uno contro uno e sul dribbling.