Transizioni rapide

Reagire alle transizioni rapide è la chiave di questa esercizio dove oltre alla pressione sul portatore bisogna essere intelligenti nel crearsi spazi per ricevere e proteggere la palla. 

Transizioni rapide

Si dividono i giocatori in tre squadre: due squadre da quattro e una squadra da tre. Una squadra di quattro (arancione) è sui due lati fuori dal quadrato e una squadra di quattro (blu) è nel mezzo.

La squadra di tre invece ha un giocatore nel mezzo e uno alle due estremità. La squadra di quattro fuori dal quadrato non può passarsi la palla direttamente ma deve servirsi della squadra da tre in mezzo come sponda. Se la squadra di quattro in mezzo (blu) invece intercetta la palla, cambiano posto con la squadra all’esterno.

Se l’esercizio viene svolto con intensità si allenano le transizioni rapide con e senza palla. I giocatori devono essere molto attenti costantemente adattandosi alle varie situazioni che possono capitare.

Siccome le transizioni si riferiscono ai momenti immediatamente successivi alla riconquista o alla perdita del pallone, svolgere questo esercizio con energia ed intensità porta i giocatori a crearsi in anticipo immagini mentali durante il gioco del passaggio o della posizione successiva e ad adattarsi così meglio alla posizione e all’atteggiamento da tenere.

E’ importante che il mister sottolinei che chi non è in possesso palla debba effettuare un pressing.

Nella partitella finale ad esempio sarebbe importante gestire la fase di pressing sul possesso avversario stando in alto sul campo, con la possibilità quindi di far partire il contrattacco più vicino alla porta avversaria.

La squadra deve restare corta e puntare sulla presenza di più giocatori nella zona del pallone per permettere di creare coperture e contrasti efficaci difficili da leggere per la squadra avversaria.

Grazie a Corrado Capotondo per la segnalazione del video del Barca di Pep Guardiola da cui è preso l’esercizio.

Squadra chiusa dietro: come giocare

La settimana scorsa un amico mister degli esordienti in lombardia mi ha chiesto come fare in allenamento alcuni esercizi per poter giocare contro una squadra chiusa dietro.

A tutti noi è sicuramente capitato di giocare contro una squadra che lascia parecchi ragazzi nella zona della palla giocando nella propria metà campo con l’obiettivo di riconquistare palla ed effettuare una ripartenza immediata in contropiede.

La Grecia nel 2004 con questa strategia ci vinse un europeo battendo squadre molto più quotate come Francia, Repubblica ceca e Portogallo con una serie di 1 a 0 figlie della chiusura in difesa e del rapido contropiede.

squadra chiusa dietro

Gli esordienti giocano a 9 e la prima cosa è stabilire il modulo ottimale per giocare contro squadre chiuse. Personalmente penso che il modulo 1- 3 – 1 – 2 – 1 sia quello più indicato perché permette un buon giropalla ricercando l’ampiezza e favorendo sovrapposizioni e cross mantenendo però sempre un buon livello di copertura.

Per chi attacca è importante tenere dei ragazzi tra le linee difensive avversarie e fornirgli palloni giocabili tentando di sfruttare possibili errori avversari tramite cross oppure giocate in uno – due. 

Nei tre giocatori davanti al libero è importante che ci siano ragazzi con un buon tiro da fuori magari schierando gli esterni a piede invertito in modo da sfruttare al meglio le loro capacità per andare al tiro da fuori.

In genere le squadre “chiuse” concedono maggiormente la finalizzazione da fuori area.

Sull’allenamento direi di esercitarsi spesso su palla avanti e palla indietro e la precisione sul passaggio e gestione del possesso palla perché diventa utile per preparare i ragazzi alla precisione di questi gesti tecnici e alla velocità nell’eseguirli.

Come obiettivo tattico ci poniamo di ricevere palla in mezzo alle linee difensive davanti alla difesa avversaria.

Chi attacca deve eseguire una buona circolazione di palla tra i centrocampisti cercando il giocatore offensivo esterno con la sistematica sovrapposizione del terzino più basso che parte dalle retrovie. 

Ovviamente il discorso non è finito qui ma ci sono tanti aspetti da valutare soprattutto in relazione ai giocatori che un allenatore ha…voi cosa ne pensate?

Terzo uomo

Una necessità importante nel mondo del calcio giovanile è quello di far capire ai ragazzi il movimento generale dei giocatori con e senza palla quando la propria squadra sta attaccando verso la porta avversaria. Spesso si cercano i compagni vicini ma difficilmente viene naturale cercare un cambio gioco in un altra area del campo rispetto a quella in cui si è oppure ricevere la palla e trasmetterla nello spazio per un terzo uomo che si inserisce per puntare verso la porta avversaria. 

In questo esercizio il giocatore 4, nella metà difensiva, passa al giocatore 3 che trova il giocatore 5 che ha due possibilità di passaggio: direttamente al giocatore 1 – che ha effettuato una corsa angolata da sinistra a destra o un passaggio al giocatore 2 che si muoverà da destra a sinistra.

Il giocatore 5 avrà il compito di cercare il terzo uomo (giocatore 2 o 1) con un lancio nello spazio che ne favorisca l’inserimento. Dovrà quindi “fidarsi” di lanciare la palla anche se non vede fisicamente il giocatore a cui passarla.

Questo passaggio spesso deve essere effettuato a palla alta per superare i difensori. E’ importante sottolineare ai giocatori 1 e 2 il continuo movimento in diagonale per disorientare i difensori e per evitare il possibile fuorigioco.

Dopo il primo esercizio tutti i giocatori si ruotano in senso orario in modo che si possano provare le varie posizioni e i diversi modi di giocare.

Quando i giocatori hanno capito l’esercizio porre l’attenzione sulla figura geometrica del triangolo sia per far capire ai ragazzi di non correre in linea retta (sarebbero coperti facilmente dai difensori) sia per sfruttare l’ampiezza del campo. La velocità di esecuzione fa la differenza sull’effettiva efficacia della struttura di gioco.

Nella partita Napoli Liverpool entrambe le squadre hanno utilizzato questa metodologia di gioco per arrivare ad entrare in area facilmente. Solo nel secondo tempo lo hanno fatto più di 15 volte (il totale di entrambe le squadre) .

Movimenti del difensore

L’allenamento di oggi prevede di lavorare sui movimenti del difensore gestendo la velocità, la posizione e la distanza corretta dei giocatori in modo progressivo. Nel primo esercizio un difensore al centro gestisce gli uno contro uno all’interno del quadrato con gli altri giocatori che uno alla volta tentano di passare dalla parte opposta alla loro. In questo esercizio lasciamo libertà ai giocatori di intervenire come vogliono nell’uno contro uno. Il quadrato non deve essere molto grande e  il ritmo abbastanza intenso.

Movimenti del difensore

Se il giocatore difensivo conquista la palla diventa un attaccante mentre chi ha perso la palla diventa un difensore, Se l’attaccante invece perde la palla ma il difensore non la riconquista l’attaccante NON diventa un difensore. Dopo qualche minuto chiamiamo il cambio giocatore se un ragazzo resta troppo al centro.

Movimenti del difensore


Nel secondo esercizio lavoriamo su un 3 contro 2 con finalizzazione sottolineando i movimenti dei difensori per coprire anche l’eventuale inserimento nello spazio libero del terzo attaccante. Richiamare il fatto che i due difensori devono parlare tra loro e capire come occupare lo spazio e chi attacca la palla,

Nel lavorare sul difensore e sui suoi movimenti dovremo sottolineare ai ragazzi come elaborare la decisione di intervenire o di temporeggiare. Lo stato mentale del difensore (anche quello più aggressivo) deve essere di pazienza. Essere eccessivamente aggressivi o impazienti non sono buone qualità per un difensore che invece deve chiudere la distanza ed essere pronto a cambiare direzione rispetto al movimento dell’attaccante. Deve concedere all’attaccante l’opzione più difficile o, se preferite, impedirgli la soluzione in cui l’attaccante si sente più a suo agio.

Il difensore quindi deve capire se l’attaccante è destro o sinistro e concentrarsi per portarlo in una direzione che copre la parte più interna dell’area (portarlo fuori quindi dalla linea di porta) nella più classica delle diagonali. Se i movimenti dei difensori sono fatti bene anche in un 4 contro 2 diventa difficile segnare!

Movimenti del difensore

Anche nel terzo esercizio dove si gioca un 4 contro 6 è necessario sottolineare sempre di arrivare in tempo sulla giocata avversaria (sapere chi deve uscire nei quattro difesa) e tenere la giusta distanza per portare l’attaccante in una direzione esterna alla porta. Contenere il gioco ma mantenere sempre la pressione sulla palla per approfittare dei possibili sbagli dell’attaccante.

Nella partitella finale poi porre dei vincoli facendo giocare la difesa a due giocatori poi a tre poi a quattro abituando sempre i giocatori a parlare e a mettersi d’accordo sul da farsi a seconda delle giocate avversarie.


Organizzare una buona difesa

Quando si parla di buona difesa nel calcio che conta salta sempre fuori il nome di Diego Simeone. L’Atletico Madrid infatti si è organizzato da anni in un gioco con due linee da 4  (4-4-2) con la squadra sempre molto corta in modo da difendere coprendo tutte le zone del campo senza lasciare spazi agli avversari e per poter lanciare il contropiede veloce ogni volta che gli attaccanti avversari perdono la palla. 

Per piacere di cronaca ricordo che Simeone è approdato all’Atletico Madrid nel 2011 e con questo sistema di gioco da allora ha vinto 2 Uefa europa League, 1 supercoppa Uefa, 1 campionato spagnolo, 1 coppa di spagna e 1 supercoppa di Spagna senza contare tanti altri importanti piazzamenti come la finale di Champions League di qualche anno fa (2014).

buona  difesa

Organizzare una buona difesa è un lavoro lungo e fatto di tanti aspetti. Iniziamo oggi con questo esercizio dove sottolineamo la gestione di una difesa organizzata con pressione sul portatore di palla.

Si inizia con il portiere della squadra in attacco che gioca con un compagno di squadra.
La squadra in difesa deve essere tutta nella propria metà nei rispettivi quadrati. Se un giocatore lascia un quadrato, un altro difensore può quindi ruotare ed entrare in quel quadrato lasciando il proprio.

La squadra che attacca può tirare in porta solo dopo centrocampo e dopo aver effettuato almeno tre passaggi mentre la squadra in difesa effettua pressione sul portatore e tenta di riconquistare la palla.

Se i difensori vincono la palla contrattaccano e possono segnare tirando in porta con il vincolo di farlo in tre passaggi.

Nell’esempio abbiamo diviso i ragazzi in due squadre di sei giocatori lavorando su una difesa a 3 ma nulla vieta di applicare la divisione in quadrati per permettere di poter lavorare anche su una difesa a 4 o a 5. L’importante visto che l’obiettivo è far ragionare i ragazzi una difesa organizzata che pressa sul portatore è che la difesa sia numericamente maggiore dell’attacco e che il campo di difesa sia diviso in quadrati di riferimento.

Ricapitolando la squadra attaccante può tirare in porta solo dalla metà campo in poi dopo aver effettuato almeno tre passaggi. Se la squadra in difesa vince la palla, contrattacca rapidamente e deve segnare entro tre passaggi.

Importante sottolineare che i difensori devono utilizzare la linea di metà campo come primo punto di pressione, ma le aree chiave che i difensori devono proteggere sono quegli spazi immediatamente davanti e dietro ai compagni di squadra. Importante che siano loro a prendere la decisione su quando affrontare l’avversario o su quando scendere in profondità.

buona  difesa

Sfruttare la superiorità – Dall’1 vs 1 al 3 vs 2

Nel pensare alla formulazione di questo articolo, sono caduto con la mente in un importantissimo flashback. Avevo appena finito di condurre il classico allenamento del mercoledì, sotto gli occhi di un allenatore di una società professionistica. Ci ritrovammo con lui nello spogliatoio per il feedback post allenamento, e in quei dieci minuti di chiacchierata mi disse una frase che cambio radicalmente il mio modo di allenare. Ero uno di quegli allenatori che amava i “piccoli passi”, esercizi inizialmente molto semplici e scarni per essere appresi alla perfezione, senza mischiare troppe cose in un tempo unico.

Quando sentii la frase “abbi il coraggio di alzare l’asticella”, capii che stavo sbagliando tutto e che stavo diventando probabilmente quasi un ostacolo per la crescita dei miei giocatori. In poche parole…non li mettevo alla prova, ma ponevo loro dei compitini.

L’esercizio che propongo oggi è molto semplice è, appunto, un mix di tematiche che se affrontato con la giusta determinazione garantisce una intensità molto importante.

Costruire un campo di gioco dalla forma esagonale predisponendo tre porte disposte per avere un lato libero tra una porta e l’altra.

superiorità
Le tre porte e il centro dove verrà posizionato il pallone

Prima fase: 1 vs 1 – Due giocatori partono dai lati senza porta e corrono alla conquista della palla disposta al centro dell’esagono. Una volta conquistata la palla, l’obiettivo sarà il gol con un tempo minimo di 5-6 secondi.

Seconda fase: 2 vs 1 – Se il ragazzo nella precedente fase ha segnato entro il tempo stabilito, un compagno di squadra posizionato fuori dall’esagono entrerà a dargli sostegno in un 2 contro 1.

Se il ragazzo nella precedente fase, ha segnato dopo il tempo stabilito oppure ha calciato la palla fuori, entrerà un avversario in più e diventerà il giocatore in inferiorità in 2 contro 1.

L’allenatore o i giocatori esterni in attesa, passeranno la palla sempre alla squadra in superiorità. L’obiettivo è il medesimo della fase precedente, il gol, calando il tempo a 3-4 secondi.

Terza fase: 3 vs 2 – Le condizioni di entrata dei giocatori sono le stesse della fase precente.

Se la coppia in superiorità ha raggiunto l’obiettivo nel tempo stabilito, entrerà un compagno in loro aiuto e un avversario per il 3 contro 2 sempre in superiorità.

Se la coppia in superiorità non ha raggiunto l’obiettivo o non ha rispettato i tempi, entreranno due avversari e arriverà a giocare un 2 contro 3 in inferiorità numerica.

L’esercizio si può prolungare anche per lungo tempo, perchè sicuramente i ragazzi si divertiranno. Per le fasce più piccole, si può raccogliere un punteggio e creare una sfida con un rinforzo finale per renderla più accattivante.

Allenare la difesa

Esercizio importante per allenare la difesa e per insegnare ai ragazzi come chiudere gli avversari davanti alla porta, facendo tornare i centrocampisti in difesa per aiutare i difensori a raddoppiare gli attaccanti.

 

Il mister gioca la palla all’attaccante 1 nel quadrato 1 che è pressato dal difensore 3 ((stessa azione poi nel quadrato due con attaccante 4 e difensore 2).

L’attaccante deve tentare di passare la palla al suo compagno di squadra nel secondo quadrato più vicino alla porta senza abbandonare il primo quadrato. Il  difensore del primo quadrato invece (quando la palla passa nel secondo quadrato) può andare ad aiutare il suo compagno nel secondo quadrato e raddoppiare il secondo attaccante. Questo crea 2 difensori contro 1 attaccante nel quadrato davanti alla porta.

Gli attaccanti giocheranno passandosi la palla e muovendosi (palla indietro – palla avanti) e i difensori dovranno decidere come chiudere la via al goal.

Gli attaccanti hanno l’obiettivo di fare goal ovviamente e i difensori se tornano in possesso palla di appoggiarla al mister.

Nella partitella finale porre l’attenzione sul centrocampo e sulla difesa (terzino – ala soprattutto) per vedere se si aiutano replicando l’esercizio appena fatto.

3 contro 2 che diventa un 3 contro 3

Negli esordienti si può cominciare a provare alcune strategie difensive in modo da trasferire movimenti e posizioni. In questo esercizio di 3 contro 2 si allena la difesa a 2 adatta a volte soprattutto in partite di calcio a 9.

Il portiere serve palla ai tre attaccanti che cominciano l’azione contro i due difensori.

Subito lasciare un breve periodo dove si lascia libero il tempo ai tre attaccanti per concludere in porta. Successivamente dare un tempo limite per fare in modo che l’attacco si muova rapidamente.

 

Durante l’esecuzione dell’esercizio valutare con  i difensori posizioni e movimenti: chi esce sul portatore di palla e come si posiziona l’altro difensore in modo da ridurre io rischi oppure quando avanzare entrambi e quando indietreggiare entrambi, ecc.

Un successivo sviluppo per gestire la difesa è aggiungere un centrocampista che nel momento che i tre attaccanti cominceranno l’azione dopo il passaggio del portiere dovrà rientrare i l più velocemente possibile per aiutare la difesa e trasformare il 3 contro 2 in un 3 contro 3.

 

Questo costringe gli attaccanti a pensare come muoversi e a decidere velocemente per effettuare la miglior conclusione in porta.

 

Il 6vs6 del Cholo Simeone

Ho iniziato ad appassionarmi al calcio verso la fine degli anni Novanta.  Era forse il periodo di massimo splendore per il calcio italiano, e se dovessi mettermi a citare i giocatori che ho visto dal vivo al Tardini di Parma potrei cadere in una rapidissima depressione nostalgica.

Proprio in quegli anni cominciavo anche la mia “carriera”da calciatore; per anni ho giocato con passione in mezzo al campo, per cui ogni domenica era batticuore pure ad osservare i miei due idoli Dino Baggio e Boghossian.

C’era un altro personaggio che dai tempi dell’inter mi aveva sempre incuriosito per il suo essere sanguigno, ma allo stesso tempo per il grande cervello che sempre mostrava: Diego PABLO Simeone, come recitava la figurina Panini, quello che anche i più giovani conoscono come il Cholo.

Il vero e proprio amore verso di lui fu consacrato però nell’anno 2000, quando il Cholo, giocatore passato alla Lazio, con un gol che ancora mi mette i brividi andò a rubare ai miei grandi “nemici” juventini lo scudetto di quell’anno…proprio a casa loro!

Da qualche anno ormai si è ritagliato il posto fisso nella lista dei migliori tecnici in circolazione e, pur non essendo come spettatore proprio innamorato del suo calcio, da allenatore voglioso di apprendere posso invece dire che l’ordine che la sua squadra trasmette è, in gergo, TANTA ROBA. 

 

Vi allego adesso il video di un esercizio, un 6 vs 6,  che un mio amico mi mostrò qualche anno fa e che per me ha significato tanto in quanto allenatore.

In campo si contrappongono due linee a 4, con l’obiettivo di servire, velocizzando il più possibile la manovra, le due punte sotto porta. La linea che difende dovrà essere brava a posizionarsi in uscita  (attenzione massima alle diagonali!!) e a chiudere la luce alle punte, che dovranno essere veloci e brave a cercare lo spazio giusto.

Le varianti sono infinite….basta armarsi di fantasia!!   L’ho utilizzato in tutte le salse, ogni volta con una piccola diversità.

Inizialmente curavo un obiettivo per volta singolarmente, che fosse l’uscita della linea a 4 (difesa o centrocampisti) sul pallone, la circolazione rapida curando la postura nella ricezione,  la ricerca della luce della punta con la verticalizzazione ad essa, prima a palla bassa, poi alta per allenare l’abilità (e la postura!!) del difensore nello scappare ecc ecc.  Interessante fu anche l’inserimento della possibilità di 1 vs 1 frontale per andare in gol una volta vinto il duello.

Chiaramente la pazienza è stata fondamentale, ma già alla fine del primo anno di Giovanissimi B vedevo che i ragazzi riuscivano ad inserire in maniera automatica tutti gli obiettivi singoli dei mesi precedenti e a far diventare tutto, con le giustissime proporzioni, un “modello Atletico Madrid” divertente da vedere e soprattutto da FARE!

Allego il video a cui, ripeto, sono molto affezionato.

https://www.youtube.com/watch?v=pNNTqISURbw

 

Allenarsi con le partitelle: 4 contro 4 cambiando avversari

Allenarsi con le partitelle significa che alcuni obiettivi vano chiariti prima dell’allenamento e definiti per ogni partitella. Ad esempio le squadre devono essere in grado di muovere rapidamente la palla per costruire un attacco efficace mentre i difensori devono essere in grado di coprire la palla e intercettare le linee di passaggio su diverse situazioni.

 

Possiamo dividere il campo in questo modo e iniziare con due partite giocate simultaneamente in orizzontale. Ognuno dei campi sarà abbastanza affollato ma i giocatori devono imparare a sentirsi a proprio agio in queste situazioni e cercare di prendere le giuste decisioni su come passare la palla e come muoversi.

 

Dopo un certo tempo o un certo numero di goal cambiamo avversari e direzione del campo giocando in verticale.

Come mister alterniamo le partite in modo da far assumere in campo rapidamente ai giocatori le giuste posizioni in relazione alla nuova direzione di gioco.

L’ultima situazione di gioco sarà un 8 contro 8 dove ciascuna delle squadre ha quattro porte per segnare e deve difendere le altre quattro porte. . L’allenatore passa continuamente le palle sul campo affollato e i giocatori devono cercare di aprirsi e fare un buon passaggio a terra attraverso una delle loro porte per segnare.