Lo sviluppo nella fase offensiva

Nel gioco posizionale dopo aver affrontato la fase di costruzione vediamo la fase di sviluppo nella fase offensiva che ha come obiettivo quello di superare la seconda linea di pressione avversaria.

Si conquista spazio utile per arrivare in zona rifinitura superando l’opposizione del centrocampo rivale muovendo la palla senza forzare e posizionandosi scaglionati in ampiezza.

Organizzare la costruzione della manovra non è però un compito semplice, poiché bisogna fare in modo che tutti i giocatori in campo siano attivi e protagonisti.

Siccome lo scopo primario è arrivare in zona rifinitura la squadra deve creare e trovare gli spazi con passaggi continui e corti per aprire  e tentare ad esempio di favorire il passaggio filtrante con palla aperta o dopo uno scarto . 

Certamente ci sono tanti modi di sviluppare l’azione, in modo verticale o con un attacco diretto se possible ma se ciò ci venisse negato possiamo manovrare l’azione per avere uno sviluppo esterno facendo ruotare  catene di sinistra o di destra oppure creando densità di avversari su un lato per poi effettuare un cambio gioco.

Se la squadra avversaria effettua un gioco con pressione moderata anche la nostra squadra dovrà tentare una conquista moderata del campo con passaggi continui e lenti . Se invece la squadra avversaria gioca con una pressione forte o in pressing i giocatori dovranno tentare di uscire in verticale, alzando tutta la squadra velocemente e mantenendo corta la distanza tra i vari reparti.

Questo tipo  di gioco rispetto al calcio tradizionale porta i difensori a creare e fruttare la superiorità numerica, condurre palla nella zona di centrocampo permettendo ai propri centrocampisti di alzarsi alle spalle di quelli avversari giocando così in soprareparto. 

Contrariamente alla “costruzione lunga” che inizia con il portiere pronto a calciare il pallone in una zona di campo mediamente pericolosa nella quale si andrà a creare densità per la riconquista della seconda palla, la “costruzione dal basso” è più manovrata e dà la possibilità di divenire imprevedibili.

Ecco tre esercizi su alcune tipologie di manovra da attuare a centrocampo per conquistare lo spazio di rifinitura.

In questo esercizio l’attaccante dopo aver ricevuto palla effettua un passaggio in fascia favorendo la sovrapposizione del giocatore numero 8.

Nel secondo esercizio nella parte centrale del campo l’attaccante 9 riceve palla dal giocatore 3 e scarica su 6 che gioca sul taglio dell’attaccante 11.

L’attaccante riceve dal 4, scarica su 5 che passa in fascia per l’inserimento ello stesso giocatore 4.

Allenare la costruzione della fase offensiva

In questi ultimi anni si visto come le squadre di Guardiola o di Klopp tendano a portare uomini liberi tra le linee avversarie creando così superiorità numerica dietro ad ogni linea avversaria. Partire da dietro, costruire dal basso coinvolgendo tutti i giocatori e tenere la palla il più possibile (anche se questo ultimo aspetto  non è essenziale) sta alla base di questo gioco che prende il nome di gioco di posizione..

Il gioco di posizione è una novità importante . In questo tipo di gioco, sembra una banalità ma non è così; non è il giocatore che va verso la palla ma i l contrario.

La palla deve circolare arrivando alle posizioni che i giocatori occupano in base allo sviluppo del gioco che si vuole ottenere.

La scuola di Coverciano per i settori giovanili in questi ultimi anni propone soprattutto questo tipo di gioco. Costruzione dal basso per sviluppare un gioco propositivo dove lo smarcamento, il passaggio, e il rendersi utile sono azioni da svolgersi per arrivare a costruire una fase offensiva efficace e continua.

Ad esempio cercare il giocatore tra le linee, creare gioco su una fascia per cambiare gioco sull’altra sono alcune situazioni reali e concrete di gioco che vengono studiate per disorientare l’avversario . Per ottenere questo i giocatori devono conoscere le varie possibilità di gioco in modo da essere rapidi ad interpretare in campo i vari movimenti ed agire di conseguenza.

Per chi ha scelto di allenare il settore giovanile è una bella sfida. 

E’ importante che i ragazzi riconoscano il principio di gioco dell’avversario in modo da poterlo attaccare nel modo giusto. Ad esempio se la squadra avversaria difende corta e alta si attuerà un attacco diretto con un lancio lungo a scavalcare il centrocampo oppure se la squadra avversaria difende a centrocampo si attuerà un attacco indiretto tentando di creare superiorità  a centrocampo ed infine se la squadra avversaria attacca corta e bassa tenterò il gioco in profondità agendo sugli esterni molto larghi per andare al cross oppure per cercare il tiro da fuori.

Per attuare la costruzione partendo dal basso i principi collettivi che si andranno ad allenare sono di portare i ragazzi a posizionarsi su più linee di gioco (scaglionamento), cercare il superamento delle linee avversarie (profondità), occupare la larghezza del campo (ampiezza), fargli fare tanti movimenti senza palla (mobilità) e tentare di giocare senza dare punti di riferimento (creatività e imprevedibilità). 

L’atteggiamento non deve essere quello di insegnare ai ragazzi delle nozioni ma quello di dare ai ragazzi dei principi per interpretare in un determinato modo le differenti condizioni del gioco.

Fondamentale per Coverciano è un acronimo, il CARP: Costruzione, Ampiezza, Rifinitura, Profondità e cioè una buona fase offensiva deve tenere conto partendo dal basso della ricerca della superiorità numerica di almeno un giocatore (due con il portiere) (Costruzione), del tenere almeno un giocatore largo per ogni fascia (Ampiezza), occupare la zona di rifinitura con almeno un giocatore (Rifinitura) e attaccare lo spazio dietro l’ultima linea difensiva. (Profondità).

Alcune strategie possono quindi essere il posizionamento a rombo (scarico, 2 appoggi e vertice), cercare di trovarsi sempre in superiorità numerica, insegnare ai ragazzi a fare la conta e cioè contare i difensori avversari, leggere la palla (aperta o chiusa) e far passare il concetto di costruttori se i giocatori sono posizionati sottoreparto o invasori se posizionati soprareparto.

Dal punto di vista tattico il mister dovrà lavorare sullo smarcamento, controllo e difesa della palla, passaggio, finta e dribbling e tiro in porta.

Quindi quando i ragazzi sono in possesso palla i principi fondamentali individuali diventano la scelta del passaggio, leggere la palla, se ho spazio avanzo, postura del corpo aperta, presa di informazioni prima di ricevere, giocare e rendersi utile, giocare a rombo.

E’ importante quindi lavorare su modalità di gioco che facciano ragionare i ragazzi rispetto alla costruzione dal basso. Posso trovarmi di fronte una squadra con 3 attaccanti, oppure 2 attaccanti e 2 ali, oppure che gioca a uomo contro uomo.. In tutti e tre i casi dovrò fare in modo che i ragazzi possano trovare soluzioni per uscire dalla pressione avversaria.

Il mister dovrà sempre lavorare sulla velocità d’elaborazione mentale del singolo giocatore e sulla qualità della stessa,ottimizzando la sua visione di gioco, la lettura delle situazioni e la correttezza delle scelte.
Molto importante anche la comunicazione. Dovrà essere presente un’organizzazione comunicativa sul terreno di gioco, chiarendo chi e come deve trasmettere consigli e aiuti verbali nelle varie situazioni tattiche,

Ecco alcuni esercizi per allenare questa fase.

I 4 giocatori ai vertici del quadrato si trasmettono la palla, Il giocatore posizionato dentro si deve continuamente smarcare per trovarsi in zona luce rispetto a chi di volta in volta è il portatore di palla. Al segnale del mister, chi è in possesso di palla la deve trasmettere al giocatore oggetto dell’esercizio, che in 2 tocchi la deve subito ripassare ad un giocatore raggiungibile. 

In un quadrato ci sono 2 squadre da 4 giocatori, 2 dentro al quadrato e 2 fuori. L’obiettivo è quello di far arrivare la palla da una sponda all’altra per ogni squadra senza che ci sia influenza tra l’uno e l’altro tramite 3 passaggi.

Partita 6 contro 6 con i portieri. Si gioca a due tocchi. Su ciascuna fascia può sostare solo 1 giocatore della squadra che attacca. Quando un laterale riceve, su quella fascia possono entrare un compagno di squadra ed un avversario. La squadra che attacca può così sfruttare la superiorità numerica in fascia e la libertà di tocchi in questa zona del campo. 

Sempre partita 6 contro 6 questa volta però con le mete. La squadra che attacca ha lo scopo di conquistare la zona di meta inserendo un giocatore che si smarca col giusto tempismo (non può entrare in zona meta prima della palla). Si gioca a 2 tocchi e ad ogni  passaggio laterale o all’indietro deve obbligatoriamente seguire una verticalizzazione. A seconda dell’età il passaggio in zona meta deve avvenire solo rasoterra oppure anche su passaggio alto inserendo però anche una penalità in caso di errore.

Contropressione

Negli ultimi anni la contropressione è da considerarsi il punto chiave della tattica di molte squadre.  Per Jurgen Klopp e fondamentale ad esempio per il suo stile di gioco, che ha implementato sia al Borussia Dortmund che ora al Liverpool F.C. 

Invece di ricadere nella normale posizione difensiva quando si perde la palla, la sua squadra preme immediatamente contro il portatore di palla avversario per impedire un contropiede della squadra avversaria e cercando di riprendere il possesso del gioco.

Contropressione

Nel quadrato interno si sviluppa il gioco 4 contro 2 (4 giocatori verdi contro 2 grigi) . Quando i due difensori grigi si impossessano della palla la giocano a uno dei loro compagni fuori dal quadrato.
Il gioco si trasforma allora in un 6 contro 4 (6 giocatori grigi contro 4 verdi) nel quadrato grande.
I 4 giocatori verdi passano immediatamente alla contropressione attuando un pressing per riprendere la palla il più velocemente possibile (preferibilmente entro 5 – 10 secondi ).
Se i giocatori verdi riconquistano la palla ritornano dentro al quadrato con altri due giocatori grigi. Le squadre ottengono un punto ogni 10 passaggi riusciti.

La dimensione del campo ovviamente dipende dal livello di abilità dei giocatori.

I ragazzi si divertono molto e il mister non deve spiegare loro tante situazioni. Se poi si riesce a svolgere l’esercitazione con una sana competizione dividendo i vari ragazzi in più squadre si otterranno buoni benefici in poco tempo.

Buon divertimento!

Superiorità numerica

Insegnare ai ragazzi il gioco in ampiezza e profondità richiede diverse esercitazioni. Una di queste può prevedere di  avere superiorità numerica al centro del campo per costringere la squadra a lavorare su un gioco combinato veloce nelle aree centrali.

Se invece ho superiorità numerica ai lati del campo costringerò la squadra a giocare  in ampiezza con passaggi più larghi dove i cross possono essere fatti nell’area avversaria.

La disposizione che proponiamo in questa esercitazione potrebbe facilitare la comprensione dei vantaggi di entrambi i tipi di attacco.

Superiorità numerica


I tre attaccanti neutrali sono distribuiti in modo che uno giochi nella metà campo avversaria come attaccante e gli altri due siano posizionati sulla linea laterale nella metà difensiva come ala destra e sinistra. Quindi, quando attacca, la squadra dei 3 difensori iniziali ha giocatori in più per aiutarla a superare centrocampo e difesa avversaria per segnare un gol.

Se l’attaccante si posiziona invece al centro del campo incoraggia la squadra ad attaccare in quest’area con combinazioni di passaggi veloci. Sulle fasce i due attaccanti aggiuntivi devono attaccare in aree ampie utilizzando triangolazioni e/o cross.

L’esercitazione è in continuità, se i difensori vincono la palla o la palla esce dal campo, l’attacco è terminato. La squadra in difesa si trasforma in attacco e va in avanti nella metà opposta per attaccare sfruttando i jolly (attaccanti neutrali) per creare superiorità.

Personalmente faccio valere il goal del giocatore neutrale doppio così favorisco il gioco attraverso i jolly.

Il 4 vs 4: l’olandese

Il 4 vs 4 chiamato l’olandese è un progetto di gioco di piccole dimensioni che è stato al centro della produzione di una vasta gamma di individui di talento.

La filosofia alla base è triplice:

A) Hai il massimo coinvolgimento nelle situazioni di calcio perché raramente c’è una via di fuga dall’azione. Rappresenta qualcosa che è al centro dell’allenamento olandese e cioè che gli esercizi di allenamento si basano sempre su situazioni che si verificano nelle partite.

B) Infatti è il modo olandese per individuare i problemi durante la partita, creare modelli di allenamento simili e utilizzarli per sviluppare i giocatori.

C) Infine, un gioco 4 vs 4 è così ben bilanciato che può fornire due diversi filoni di ricerca: uno per il coaching e uno per lo scouting.

4 vs 4

Peri pià grandi la partita 4 vs 4 si deve giocare in un’area di 50 × 30 metri con due porte senza portieri. Le dimensioni però variano a seconda dell’età e delle capacità di ragazzi in modo che le squadre possano passare dalla difesa all’attacco e da aree ampie a quelle centrali in pochi passi.

Dopo un gol, il gioco riprende con un calcio di rinvio dalla linea di porta. Tutti i palloni che escono di lato vengono rimessi in gioco con un passaggio a un compagno di squadra, mentre i calci di punizione sono indiretti. Non ci sono fuorigioco e le penalità vengono prese dalla linea di metà campo.

Il 4 vs 4 è un buon esercizio da fare in allenamento perché favorisce combinazioni uno-due e triangolo, sviluppando così il gioco di squadra senza dover spiegare molto ai ragazzi. Anzi è uno sviluppo cognitivo che viene a loro naturale perché favorito dalle condizioni in cui si trovano.

4 vs 4

Il gioco 4 vs 4 favorisce quindi il gioco di squadra e sviluppa creatività. Sicuramente non abbiamo tutte e tre le linee: attacco, centrocampo e difesa ma possiamo sviluppare tutti gli elementi del gioco a terra, le combinazioni e l’idea che la palla debba girare spesso nel tentativo di cercare spazi utili ed efficaci.

Le partite a quattro sono per forza intense favorendo come abbiamo già detto la cooperazione tra giocatori. Siccome gli scenari si sviluppano rapidamente, i ragazzi imparano le cose da fare e da non fare nel gioco attraverso la il gioco intenso. Il gioco ad alta intensità favorisce l’alternarsi di continui stimoli visivi e tattici.

Nelle accademie professionali olandesi la formazione è organizzata in moduli, di cui uno è il 4 vs 4. Ogni modulo mostra compiti che sviluppano abilità particolari. Quattro o più istruttori eseguono ciascuno un esercizio particolare e ogni 7-10 minuti i giocatori passano all’attività successiva. Nel corso dell’anno tutti gli esercizi insieme portano il giocatore a un certo livello pensato per prepararlo ad una partita 11 vs 11.

Lo sviluppo dei giocatori viene costantemente monitorato, con i miglioramenti (o la mancanza di miglioramento) discussi e valutati. Alla fine della stagione i giocatori sono invitati per l’anno successivo o devono lasciare l’Accademia.

E’ per questo che il 4 vs 4 è utile anche per lo scouting.  Perchè anche se normalmente un giocatore inizierà a imparare che fa parte di una squadra all’età di 12 anni (biologicamente è l’età in cui le sue abilità sociali iniziano a svilupparsi) quando vediamo un giocatore molto giovane usare combinazioni in 4 vs 4 possiamo dire che esiste una visione di gioco on comune  in quel ragazzo che potrebbe sfociare in talento.

4 vs 4

In Olanda tutti gli allenatori giovanili iniziano con il principio del 4 vs 4 e sviluppano le partite dei giovani giocatori da lì. Nel tempo in cui un giocatore fa parte di un’accademia giovanile professionistica l’obiettivo non è mai la competizione ma il migliorare la squadra nel suo insieme, concentrando l’attenzione su i ragazzi e sul modo migliore per farli crescere.

Da noi in Italia invece la cultura del risultato risulta ancora essere molto importante a discapito del periodo di crescita dei ragazzi dove vanno tutelati e aiutati a crescere. 

Nel nostro piccolo come allenatori delle giovanili possiamo cambiare gradualmente le cose.

Buon lavoro!

Abitudine al tiro

Sabato in una partita di un torneo meravigliosamente organizzato dalla società Virtus nonostante il periodo covid e tutte le difficoltà ad esso legate abbiamo perso una partita che ci ha visti però arrivare nell’area avversaria nel secondo tempo almeno quattro o cinque volte con possibilità di tiro pulito verso il portiere.

Una volta l’attaccante non ha impattato bene la palla,  in un altra tiro debole, in un altra ancora tiro alle stelle, ecc… Sicuramente i ragazzi non giocano da tempo e nella partita incide sempre una componente emozionale importante (si tratta di giovanissimi) ma l’abitudine al tiro è un aspetto su cui allenarsi costantemente.

L’esercizio di oggi ha lo scopo quindi di migliorare le abilità di rifinitura dei giocatori. Tirare con precisione per segnare gol, avendo la possibilità di tirare in abbondanza.

Abitudine al tiro

Si gioca una partitella con sei attaccanti contro tre difensori e un portiere con una porta a grandezza naturale da un lato e due porticine dall’altro.

Gli attaccanti giocano a due tocchi, devono completare tre passaggi prima di tirare e possono segnare solo al di fuori dell’area dei sei metri davanti alla porta grande..

E’ importante tenere tanti palloni vicino al campo in modo da tenere l’intensità alta ogni volta che una palla va fuori. Il mister deve incoraggiare i ragazzi a tirare con con entrambi i piedi. L’abitudine al tiro viene sviluppata e migliorata provando creando tante occasioni di tiro durante la partitella.

Un successivo sviluppo potrebbe essere dato dallo spostamento di uno dei giocatori della squadra degli attaccanti a quella dei difensori in modo da creare una partita 5 vs 4 in modo da avvicinarsi sempre di più alla situazione reale della partita.

Alla fine di questa sequenza far giocare una partitella 5 contro 5 in un campo largo anziché lungo per incoraggiare molti tiri da una varietà di angolazioni sempre per favorire l’abitudine a tiro.

Anche dal punto di vista del portiere diventa un bel allenamento per gestire di volta in volta la giusta posizione.

Abitudine al tiro

Nella testa di un ragazzo/a è difficile creare riferimenti certi sul cosa fare in tante situazioni. Ti fanno domande del tipo: “Un attaccante dovrebbe controllare la pala o tirare di prima? Con che parte del piede devo colpire per mettere la palla sotto il sette?

L’esercizio appena proposto da la possibilità di portare i ragazzi a migliorare l’abitudine al tiro poi è chiaro che gli esercizi di tecnica svolti in analitico e la gestione dellaprecisione del tiro avviene con l’allenamento e la costanza. Pensate al basket quanti tiri al canestro fanno i giocatori in ogni allenamento e prepartita…

Creare spazio per ricevere la palla

In questo esercizio lavoriamo sul movimento tattico per creare spazio per ricevere la palla.  È importante per i ragazzi capire il ruolo dei giocatori a sostegno e in appoggio nella costruzione del gioco.

Creare spazio per ricevere la palla

Il centrocampista centrale posto nella lunetta del centrocampo incomincia l’azione e passa la palla al centrocampista laterale avanzato sulla fascia.

I giocatori A e B fanno movimento verso l’area come indicato in figura per creare spazio per ricevere la palla dal centrocampista laterale.

Ci sono diversi percorsi da poter trovare spazio e ricevere palla.

Creare spazio per ricevere la palla
Creare spazio per ricevere la palla

Non è necessario eseguirli tutti in una volta. Personalmente lavoro su un movimento alla volta e poi passo al successivo in modo da far capire ai ragazzi spazi e tempi giusti per rendersi utili ed efficaci nell’azione.

Come mister spesso diamo per scontato che i ragazzi sappiano già diverse cose sul calcio ma non è così. Fare un allenamento dove spieghiamo ai ragazzi l’ambiente in cui si gioca, le linee di gioco, la posizione del giocatori, il movimento dei compagni di squadra e in che modo il gioco con il pallone e senza pallone può aprire le difese avversarie si rivela sempre molto utile.

I ragazzi quando guardano le partite di calcio difficilmente riescono ad interpretare la gestione del gioco da parte della squadra ma guardano più che altro il singolo.

In questo esercizio invece abituiamo i ragazzi ad osservare l’ambiente e i compagni per compiere quel movimento tattico per creare spazio per ricevere la palla e poter andare al tiro indisturbati.

Giocare larghi

Oggi un esercizio di tecnica e tattica dove si lavora sul passaggio e la recezione per giocare larghi con palle giocate ad incrociare il campo. È un buon esercizio per esercitarsi in attacco e finitura.

Giocare larghi

Simulando una partita creiamo l’azione con il giocatore A che gioca un passaggio corto a B che gioca un passaggio lungo a C nell’altra metà.

Il giocatore C restituisce un passaggio a D, che gioca largo a E (palla indietro e avanti). Su questo passaggio i giocatori F e G si girano ed entrano in area mentre il giocatore E corre lungo la fascia e crossa.

I giocatori F e G devono controllare e finire l’azione con un tocco. Poi si esegue l’esercizio sulla fascia opposta scambiando i ruoli ogni 4 o 5 esecuzioni.

Quando l’esercizio comincia funzionare inserisco alcuni giocatori della squadra avversaria (un difensore, un centrocampista e un attaccante) in modo da disturbare i passaggi e vedere di creare movimento nella squadra che attacca.

Più reagiscono positivamente i ragazzi e più avversari inserisco per creare la situazione ideale da partita.

Alla fine partitella in superiorità numerica con goal che vale doppio se costruito con azione in cui il giocare larghi porta frutto come nell’esercizio appena proposto.

TATTICA DIFENSIVA DEL PORTIERE SU ATTACCO LUNGO DIRETTO

Ciao a tutti e ben ritrovati….Spero stiate tutti bene…e che la voglia di tornare in campo sia alta come la mia…

Oggi vi vorrei proporre l’esercitazione che ho portato all’esame da “ Allenatore dei portieri di prima squadra” al Centro Tecnico di Coverciano che si riallaccia al discorso dell’allenamento integrato di cui ho scritto nell’ultimo pezzo……Approfitto per ringraziare tutti per un riscontro altissimo…

Prima di cominciare a presentare la progressione credo si d’obbligo chiarire due punti presenti nel titolo che aiuteranno meglio a comprendere l’obiettivo dell’esercitazione:

  1. Perchè TATTICA e non TECNICA difensiva del portiere

Perché nell’esercitazione che porterò il mio obiettivo è quello di correggere le errate posizioni tattiche del portiere e non l’esecuzione del gesto tecnico; questo non vuol dire assolutamente tralasciare la correzione del gesto, che interverrà sempre nello sviluppo dell’esercitazione, ma la mia attenzione sarà più focalizzata sulla correzione della tattica individuale del mio portiere.

  1. ATTACCO LUNGO DIRETTO

Anche qui l’esercitazione riguarda prettamente la difesa di una azione di attacco ben precisa che può essere riassunto in maniera più chiara come una lancio a scavalcare la linea difensiva oppure una palla filtrante a mezza altezza o rasoterra.

 

Veniamo ora all’esercitazione  

Nel primo esercizio il Mister farà condurre ad un portiere, nella zona di centro campo, la palla in maniera da far muovere nelle corrette posizioni il portiere che difende spazio e porta con l’allenatore in posizione adatta per dare indicazioni al difendente ( Potete notare che si richiede una ampiezza data dalla linea immaginaria di intersezione tra il pallone e il centro porta  e su cui il portiere si deve adeguare nei termini della profondità ) .

Come riferimento se il pallone è sulla linea di centrocampo il portiere sta sulla linea del dischetto del rigore.

Appurate le posizioni corrette dal giocatore di movimento partiranno dei lanci su cui i portiere dovrà intervenire.

Nella seconda esercitazione il discorso di fondo non cambia ma servono altri tre portieri insieme al Mister schierati a centrocampo che si passano la palla e a turno faranno un lancio verso la porta.

Qui la difficoltà è data dalla velocità di spostamento del pallone che determina lo spostamento del portiere, dalla posizione in profondità sulla retta pallone/cento porta e dalla richiesta di essere fermo sullo stop dell’avversario sempre in antero-posteriore.

Una volta assodati questi principi l’idea sarebbe quella di far intervenire difensori e centrocampisti per dare vita ad una situazione reale sia per velocità di passaggio che per ostacoli visivi.

Qui si aggiunge al portiere la richiesta di indirizzare gli spostamenti della linea difensiva rispetto ai passaggi dei centrocampisti e quindi di comandare la difesa, anche qui i centrocampisti a turno eseguiranno un lancio a scavalcare la linea o a tagliare fuori la linea .

Qui dovrebbe entrare in gioco anche il Mister della squadra per richiedere movimenti ben precisi sia al centrocampo che alla difesa.

Per ultimo si inseriscono le punte e si gioca realmente un 6 contro 5 in cui il 5 è formato da 4 difensori più il portiere, in questo caso le modalità di esecuzione possono variare, si può iniziare da un rilancio del portiere in cui si fa salire la linea, si può pensare di partire dal basso con portieri e difensori.

L’unico vincolo sarà quello di dire ai centrocampisti di servire velocemente le punte con azioni dirette verso la porta.

Credo che sia una progressione utile per riuscire anche a lavorare con le squadra e dare certezze sia al portiere ma anche alla linea difensiva.

Spero che l’allenamento vi sia piaciuto e come al solito se avete domande o commenti sia positivi che negativi non esitate a scrivere……

Alla prossima !!!

Difendere a centrocampo

In questo esercizio difendere a centrocampo si vuole portare una linea difensiva a metà campo a proteggere i difensori dal possibile attacco degli avversari tramite palle filtranti oppure situazioni 1 contro 1.

Difendere a centrocampo

La squadra rossa (squadra A) ha un massimo di cinque passaggi per portare la palla alla squadra nera (squadra B), che a sua volta ha 5 passaggi per far tornare la palla alla squadra A. Ogni volta che ogni squadra riesce a passare la palla ottiene un punto.

La squadra grigia (squadra C) vince invece un punto per intercettare la palla o se la squadra A e B raggiungono il loro numero massimo di passaggi.

Si gioca solo rasoterra (o comunque a seconda delle età sotto l’altezza della testa) e ad ogni giocatore è consentito un massimo di tre tocchi per sequenza.

Una volta che una squadra guadagna tre punti, le squadre ruotano.

Lo scopo è difendere a centrocampo in modo unità e coordinato per negare il passaggio filtrante. Oltre ad assumere buone posizioni difensive il centrocampo deve rendere il gioco prevedibile.

Per il posizionamento si vedono durante le partite diverse strategie. Personalmente invito il centrocampista più vicino all’azione a mettere pressione sulla palla mentre gli altri devono posizionarsi ad angolo a copertura della porta spostandosi in profondità a seconda della posizione della palla. Se la palla è centrale, il centrocampo forma un triangolo che punta verso la palla. Se la palla è larga, forma una linea angolata con diagonale dietro alla linea della palla. L’importante è di non essere mai posizionati in una linea piatta rispetto alla palla e alla porta.

Un successivo sviluppo potrebbe essere che se la squadra A (o la squadra B) raggiunge il 4 passaggio (sui 5 disponibili) il giocatore in possesso può dribblare nell’area di gioco del centrocampo per trovare spazio per effettuare un passaggio. Ovviamente quando entra nell’area può essere contrasto direttamente dai centrocampisti.

Un’altra variante per aumentare la difficoltà per il centrocampo potrebbe essere di aumentare il numero di passaggi che le squadre (A e B) possono effettuare o il numero di tocchi che ogni giocatore può fare.