Transizioni rapide

Reagire alle transizioni rapide è la chiave di questa esercizio dove oltre alla pressione sul portatore bisogna essere intelligenti nel crearsi spazi per ricevere e proteggere la palla. 

Transizioni rapide

Si dividono i giocatori in tre squadre: due squadre da quattro e una squadra da tre. Una squadra di quattro (arancione) è sui due lati fuori dal quadrato e una squadra di quattro (blu) è nel mezzo.

La squadra di tre invece ha un giocatore nel mezzo e uno alle due estremità. La squadra di quattro fuori dal quadrato non può passarsi la palla direttamente ma deve servirsi della squadra da tre in mezzo come sponda. Se la squadra di quattro in mezzo (blu) invece intercetta la palla, cambiano posto con la squadra all’esterno.

Se l’esercizio viene svolto con intensità si allenano le transizioni rapide con e senza palla. I giocatori devono essere molto attenti costantemente adattandosi alle varie situazioni che possono capitare.

Siccome le transizioni si riferiscono ai momenti immediatamente successivi alla riconquista o alla perdita del pallone, svolgere questo esercizio con energia ed intensità porta i giocatori a crearsi in anticipo immagini mentali durante il gioco del passaggio o della posizione successiva e ad adattarsi così meglio alla posizione e all’atteggiamento da tenere.

E’ importante che il mister sottolinei che chi non è in possesso palla debba effettuare un pressing.

Nella partitella finale ad esempio sarebbe importante gestire la fase di pressing sul possesso avversario stando in alto sul campo, con la possibilità quindi di far partire il contrattacco più vicino alla porta avversaria.

La squadra deve restare corta e puntare sulla presenza di più giocatori nella zona del pallone per permettere di creare coperture e contrasti efficaci difficili da leggere per la squadra avversaria.

Grazie a Corrado Capotondo per la segnalazione del video del Barca di Pep Guardiola da cui è preso l’esercizio.

Partite 4 contro 4

Esercizio di possesso palla e tiro in porta in partite 4 contro 4 con obiettivi assegnati dal mister. Sul campo vengono infatti posizionate sei porticine con i cinesini colorati.

Il mister assegna un compito alla squadra rosa o alla squadra verde chiamando le porticine in cui deve passare la palla durante il possesso prima di poter tirare in porta.

Partite 4 contro 4

Durante il possesso palla non esiste una direzione di gioco perché ogni squadra attuerà la sua strategia per poter poi far passare la palla nelle giuste porte prima di tirare.

Quindi siccome il gioco può essere continuato in molte direzioni diverse è necessario proteggere la palla, dribblare ed effettuare un possesso palla mirato ad ottenere spazio nelle zone giuste per poter attraversare con la palla le porticine.

Se una squadra perde palla l’altra squadra avrà il proprio obiettivo da perseguire e il gioco continua finché non si riesce a fare goal. A quel punto il mister darà due nuovi obiettivi ad entrambe le squadre e si continueranno le partite 4 contro 4.

Una possibile variante è togliere un giocatore (quello che ha segnato) quando viene fatto goal. In questo caso la partita riprenderebbe con un 4 contro 3. Se la squadra da 3 può svolgere il proprio obiettivo oppure tentare di fare goal in porta direttamente per poter recuperare il suo uomo lasciato fuori.

Ovviamente se tentando il tiro diretto la squadra in 3 non dovesse riuscire a fare goal, il loro compagno non entrerebbe e la squadra a 4 giocatori ripartirebbe con il proprio obiettivo.

Altra variante potrebbe essere svolta lasciando fuori dal gioco chi ha segnato per un periodo limitato di tempo (30 secondi, 1 minuto dipende dalle età). In questo caso il gioco dovrebbe svilupparsi in maniera più intensa per approfittare della superiorità numerica.

In ogni caso i giocatori devono decidere quale obiettivo è più utile nella specifica situazione.

Squadra chiusa dietro: come giocare

La settimana scorsa un amico mister degli esordienti in lombardia mi ha chiesto come fare in allenamento alcuni esercizi per poter giocare contro una squadra chiusa dietro.

A tutti noi è sicuramente capitato di giocare contro una squadra che lascia parecchi ragazzi nella zona della palla giocando nella propria metà campo con l’obiettivo di riconquistare palla ed effettuare una ripartenza immediata in contropiede.

La Grecia nel 2004 con questa strategia ci vinse un europeo battendo squadre molto più quotate come Francia, Repubblica ceca e Portogallo con una serie di 1 a 0 figlie della chiusura in difesa e del rapido contropiede.

squadra chiusa dietro

Gli esordienti giocano a 9 e la prima cosa è stabilire il modulo ottimale per giocare contro squadre chiuse. Personalmente penso che il modulo 1- 3 – 1 – 2 – 1 sia quello più indicato perché permette un buon giropalla ricercando l’ampiezza e favorendo sovrapposizioni e cross mantenendo però sempre un buon livello di copertura.

Per chi attacca è importante tenere dei ragazzi tra le linee difensive avversarie e fornirgli palloni giocabili tentando di sfruttare possibili errori avversari tramite cross oppure giocate in uno – due. 

Nei tre giocatori davanti al libero è importante che ci siano ragazzi con un buon tiro da fuori magari schierando gli esterni a piede invertito in modo da sfruttare al meglio le loro capacità per andare al tiro da fuori.

In genere le squadre “chiuse” concedono maggiormente la finalizzazione da fuori area.

Sull’allenamento direi di esercitarsi spesso su palla avanti e palla indietro e la precisione sul passaggio e gestione del possesso palla perché diventa utile per preparare i ragazzi alla precisione di questi gesti tecnici e alla velocità nell’eseguirli.

Come obiettivo tattico ci poniamo di ricevere palla in mezzo alle linee difensive davanti alla difesa avversaria.

Chi attacca deve eseguire una buona circolazione di palla tra i centrocampisti cercando il giocatore offensivo esterno con la sistematica sovrapposizione del terzino più basso che parte dalle retrovie. 

Ovviamente il discorso non è finito qui ma ci sono tanti aspetti da valutare soprattutto in relazione ai giocatori che un allenatore ha…voi cosa ne pensate?

Protezione della palla

Una difficoltà che si riscontra spesso tra i ragazzi è la scarsa capacità di protezione della palla. Questa capacità risulta fondamentale per mantenere il possesso o anche semplicemente per guadagnare tempo per far ricompattare o salire la propria squadra.

Nel centro di centrocampo sono già presenti due giocatori. Il mister passa la palla a uno di questi due a suo piacere e questi deve proteggere la palla per almeno 5 secondi dentro al cerchio di centrocampo e poi dribblare e tentare di andare al tiro verso la porta. Ovviamente chi attacca se riesce ad impossessarsi della palla compie lo stesso gesto verso la porta.

All’interno del cerchio possono venire attuate tutte e tre le tipologie di protezione della palla: dorsale, laterale e diagonale.

Infatti il giocatore che riceve la palla può riceverla proteggendo con il corpo mettendo il proprio dorso a contatto con il petto dell’avversario mentre si controlla la palla con il piede lontano (protezione dorsale).

Oppure può decidere di riceverla con protezione diagonale estendendo il braccio a mano aperta in appoggio sul petto dell’avversario mentre si controlla la palla con il piede opposto all’avversario o con una protezione laterale con la stessa tecnica ma con il giocatore avversario posto lateralmente.

Il mister deve essere bravo a lavorare sulla gestione del contatto fisico tra i ragazzi e sottolineare il coraggio, la forza e l’equilibrio che sono i requisiti essenziali per poter avere la padronanza della capacità di protezione della palla.

Difesa a 3

Esercizio per gestire ed allenare la difesa a 3.  La scelta di giocare con una difesa a 3 giocatori è dettata dalle caratteristiche tecniche, fisiche e mentali dei giocatori a disposizione ma anche dalla maggiore copertura nella zona centrale nei confronti della maggioranza delle squadre che schierano due attaccanti. 

Difesa a 3

Nell’esercizio è importante sfruttare l’ampiezza del campo e far girare palla per evitare la pressione dei due attaccanti. Bisogna evitare di farsi schiacciare davanti alla linea di meta per evitare che di fronte ad un errore difensivo gli attaccanti possano approfittarne senza avere possibilità di rimediare.

Per eseguire l’esercizio dividiamo i giocatori in due squadre di tre giocatori posti in difesa (arancioni e blu). Per iniziare la squadra arancione deve effettuare tre passaggi e poi uscire e passare la palla alla squadra blu che deve fare lo stessa cosa e ritornare alla squadra arancione.

Gli attaccanti (due per ogni metà campo) devono cercare di rubare palla alla difesa pressando sul giro palla della difesa. Se riescono a rubare la palla alla difesa devono portarla oltre la linea di meta.

Se la difesa riesce a compiere due volte il giro palla consecutive senza che gli attaccanti riescano a toccare la palla segna un goal.

A seconda delle difficoltà o della bravura dei giocatori possiamo aumentare gli attaccanti che pressano o mettere obblighi alla difesa (due tocchi, gioco di prima, ecc.).

Attacco in ampiezza

Esercizio per gestire l’attacco in ampiezza con l’obiettivo di rompere la linea difensiva. Per i difensori infatti è difficile rimanere compatti quando la squadra in attacco produce un giro palla in ampiezza dando la possibilità agli attaccanti di trovare spazi per andare a fare goal.

Gli attaccanti lavorano in coppia e attaccano contro i tre difensori. Hanno l’appoggio delle due sponde. Le sponde che giocano nei corridoi laterali hanno tre tocchi per giocare uno due con gli attaccanti in campo o per andare a fare il cross. Quando ogni coppia finisce, la coppia successiva inizia rapidamente l’azione mettendo la difesa sotto la massima pressione.

I difensori devono cercare di fermare il giropalla e se ci riescono devono portare la palla oltre la meta cioè la linea di partenza degli attaccanti.. I difensori non possono entrare nei corridoi laterali.

E’ un esercizio utile per apprendere la tattica in attacco e in difesa e per prendere le decisioni rapidamente.

Il mister deve sottolineare alla difesa di stare in linea e provare a temporeggiare tentando di scorrere da una parte all’altra del campo rimanendo chiusa e di tentare l’uscita sul passaggio avversario per contrastare o giocare l’anticipo e rompere il giropalla.

Allenare la precisione – Scuola Calcio

Una delle priorità maggiori rilevate nei primi allenamenti con la mia giovanissima squadra, come già detto nei precedenti articoli 2012,  è stata sicuramente quella di insegnare  il corretto passaggio, partendo dal gesto tecnico da “fermi”  per arrivare ad insistere sulla precisione; quasi 3/4 di loro non erano in grado di passare la palla al compagno pronto a riceverla, ma “buttavano” il pallone senza guardare.

A questo proposito, per non annoiarli con troppi quadrati o esercitazioni statiche, ho dovuto proporre un gioco che potesse tenere la loro attenzione attiva per il maggior tempo possibile.

Il primo passo è creare uno spazio di gioco diviso in due metà campo dove andranno a disporsi le due squadre, divise da una riga centrale insuperabile.

Alle spalle di ogni metà campo,  dovrete creare un’area apposita in cui posizionare tante porticine ben distanziate l’una dall’altra (nel pessimo disegno…quelle bianche e arancioni). Il numero delle porte dovrà essere inzialmente ben superiore al numero di avversari che coprono il campo.

 Ogni squadra dovrà cercare di segnare più gol possibili nelle porticine!  I giocatori saranno obbligati ad alzare la testa e guardare dove butteranno il pallone.  Con un po’ di pazienza, arriveranno a servire il compagno meglio posizionato ai lati (qua possiamo insistere lo stop orientato) trovando la loro porticina coperta da un avversario. 

Vince la partita la squadra che segna il maggior numero di goal!

*LAVORANDO SUL PASSAGGIO, IL TIRO RISULTA ESSER VALIDO SOLAMENTE D’INTERNO*

Esistono poi altre varianti interessanti, che complicano un pochino la situazione:

sostituire le porticine con i birilli, per richiedere una maggiore precisione.

Ridurre le porticine ed inserire dei compagni di squadra nella metà campo da attaccare, in modo che la palla arrivi a loro che dovranno essere bravi a fare gol con un numero di tocchi limitato o di tempo limitato.  Questo permete a chi deve ricevere un lavoro  sullo smarcamento, lavorando sul concetto di zona luce e ombra. 

Avendolo provato la settimana scorsa, posso testimoniare che dopo qualche prova garantisce divertimento e quindi intensità.

Buon lavoro!

Allenare la forza negli esordienti

Dopo aver iniziato la settimana lavorando sulla resistenza abbiamo svolto l’altro giorno una seduta con i ragazzi basata sull’allenare la forza.

Allenamento durato circa un’ora e mezza dove i ragazzi si sono divertiti molto nonostante la stanchezza evidente. 

Allenare la forza

Nel primo esercizio abbiamo diviso i ragazzi in gruppi da tre con due palloni. Il giocatore A deve correre con intensità verso il giocatore B ed effettuare uno scambio uno due con la palla e poi tornare correndo verso il giocatore C ed effettuare anche con lui uno scambio uno due sempre con la palla. I giocatori cambiano posizioni dopo che il giocatore A correndo avanti e indietro effettua sia con il giocatore B che con il giocatore C tre volte lo scambio uno due.

E’ importante che il mister sottolinei la postura corretta da effettuare durante la corsa, l’intensità della corsa e la precisione dello scambio con la palla nonostante si arrivi in stanchezza a farlo. 

Allenare la forza

Nel secondo esercizio abbiamo un rombo con alle estremità 4 giocatori. Il giocatore 1 deve passare la palla al giocatore 2 ed andare ad occupare la posizione del giocatore 2. Prima di andare ad occuparla deve andare nel centro del rombo e fare un affondo. Il giocatore 2 senza aspettare il giocatore 1 deve passare la palla al giocatore 3 e andare in mezzo a fare l’affondo e poi deve guardarsi attorno e andare ad occupare la posizione libera nel rombo in modo che la circolazione di palla sia regolare. 

Importante in questo esercizio mantenere una buona intensità ma anche effettuare con precisione la trasmissione e la ricezione del passaggio. 

In questi due primi esercizi è importante sottolineare ai ragazzi che sono situazioni che vengono vissute in partita molte volte. Nel primo esercizio la sponda in corsa e nel secondo esercizio il passaggio e la ricerca della zona libera sono situazioni spesso critiche che i ragazzi in partita faticano ad affrontare. 

Allenare la forza

Nel terzo esercizio abbiamo diviso i ragazzi su due file in competizione tra loro. Ogni fila ha davanti a se 6 coni. La fila di destra  parte facendo tre balzi con il piede destro e tre balzi con il piede sinistro e poi in sprint va alla meta. La fila sinistra fa tre balzi con il piede sinistro e tre balzi con il piede sinistro e va allo sprint. Ovviamente vince chi arriva per primo. Sottolineare durante l’esercizio dei balzi che deve essere fatto accuratamente e che alla fine dello sprint i giocatori cambiano fila in modo da fare l’esercizio alternato sulle due file. A volte i ragazzi presi dalla foga di vincere tendono a fare in modo approssimativo i balzi.

Abbiamo poi inserito una variante dove come meta dello sprint ci fosse un pallone e il giocatore primo arrivato tira in porta  sempre per tenere alto i livello di euforia tra i ragazzi nonostante il lavoro intenso.

Nel quarto esercizio i ragazzi sono stati divisi a coppie. Un giocatore con la palla e l’altro posto di fronte ad un metro circa in posizione di marcatura. La coppia deve percorrere l’ampiezza del campo. Il giocatore che ha la palla conduce un po con il piede destro e un po con il piede sinistro mentre chi difende non interviene sulla palla ma tenendo la distanza fissa e lo sguardo sulla palla corre in posizione flessa con il corpo rivolto a sinistra o a destra a seconda della posizione della palla nell’atto di allargare la corsa di chi conduce.

Alla fine del campo la coppia si scambia il compito.

Nel quinto esercizio abbiamo fatto giocare un 2 contro 2 senza regole su una porzione abbastanza ristretta di campo e per finire abbiamo fatto una partitella sempre in intensità divisi in squadre da 7 giocatori.

Alla fine dell’allenamento i ragazzi erano visibilmente stanchi ma l’andamento dell’allenamento è stato interessante sia per la loro organizzazione (continue divisioni tra loro, gruppi da 3 poi da 4, poi le coppie, ecc..) sia per il clima che viste le varie competizioni ha portato ad affrontare i vari esercizi in tranquillità con il sorriso nonostante la fatica.

Ovviamente ogni mister conosce la sua squadra ma in generale la progressione dell’allenamento (con più obiettivi trasversali sulla tecnica e sulla tattica) soddisfa comunque il lavoro su allenare la forza per questa età. Gli esercizi sono variabili sia  come carico che come intensità a seconda degli spazi e delle distanze che di volta in volta adottiamo. 

Via dal mio giardino!

Siamo arrivati ad ottobre, da circa un mese sto vivendo il passaggio da Giovanissimi a Pulcini, per la precisione annata 2012.

Sicuramente non è necessario testimoniare quanta sia la differenza e quanto sia impegnativo un adattamento tecnico ad una fascia di bambini così piccoli. 

Un’ impostazione ludica delle esercitazioni dell’allenamento, fondamentale per stimolare la loro attenzione e comprensione,  obbliga senza ombra di dubbio a lavorare (e non poco) di fantasia! Questo si è rivelato molto prezioso per me che stavo vivendo un momento di blocco mentale dovuto a strascichi della precedente esperienza. 

Una delle esercitazioni che ha riscosso più successo è stata quella che ho chiamato “VIA DAL MIO GIARDINO!”

Come prima cosa ho posizionato una decina di palloni dentro l’area di rigore o un qualsiasi recinto creato con dei semplici cinesini. Questo sarà il famoso giardino. 

Di fronte al giardino, ci saranno 3,4,o 5 casette, a seconda del numero di bambini, che andranno costruite anch’esse con cinesini. 

Da ognuna di queste casette, partirà un componente contemporaneamente ai vicini di casa. Avremo così 3,4,o 5 bambini che andranno ad attaccare il giardino.

A difendere il giardino, ci saranno 4 lupi che dovranno mangiare i nemici e difendere il giardino MUOVENDOSI SOLAMENTE IN ORIZZONTALE.

Se i lupi non riusciranno a proteggere il giardino, chi entrerà dovrà rubare il pallone e  riuscendo anche ad evitare il lupo in uscita e portarlo nella propria casetta.

Il gioco è diviso in due fasi, una con le mani (finalità coordinative e di movimento) e uno con i piedi (conduzione e 1 contro 1).

Quando il giardino sarà sgombro e tutti i palloni rubati, il gioco sarà terminato e i 4 lupi verranno cambiati. 

 

Terzo uomo

Una necessità importante nel mondo del calcio giovanile è quello di far capire ai ragazzi il movimento generale dei giocatori con e senza palla quando la propria squadra sta attaccando verso la porta avversaria. Spesso si cercano i compagni vicini ma difficilmente viene naturale cercare un cambio gioco in un altra area del campo rispetto a quella in cui si è oppure ricevere la palla e trasmetterla nello spazio per un terzo uomo che si inserisce per puntare verso la porta avversaria. 

In questo esercizio il giocatore 4, nella metà difensiva, passa al giocatore 3 che trova il giocatore 5 che ha due possibilità di passaggio: direttamente al giocatore 1 – che ha effettuato una corsa angolata da sinistra a destra o un passaggio al giocatore 2 che si muoverà da destra a sinistra.

Il giocatore 5 avrà il compito di cercare il terzo uomo (giocatore 2 o 1) con un lancio nello spazio che ne favorisca l’inserimento. Dovrà quindi “fidarsi” di lanciare la palla anche se non vede fisicamente il giocatore a cui passarla.

Questo passaggio spesso deve essere effettuato a palla alta per superare i difensori. E’ importante sottolineare ai giocatori 1 e 2 il continuo movimento in diagonale per disorientare i difensori e per evitare il possibile fuorigioco.

Dopo il primo esercizio tutti i giocatori si ruotano in senso orario in modo che si possano provare le varie posizioni e i diversi modi di giocare.

Quando i giocatori hanno capito l’esercizio porre l’attenzione sulla figura geometrica del triangolo sia per far capire ai ragazzi di non correre in linea retta (sarebbero coperti facilmente dai difensori) sia per sfruttare l’ampiezza del campo. La velocità di esecuzione fa la differenza sull’effettiva efficacia della struttura di gioco.

Nella partita Napoli Liverpool entrambe le squadre hanno utilizzato questa metodologia di gioco per arrivare ad entrare in area facilmente. Solo nel secondo tempo lo hanno fatto più di 15 volte (il totale di entrambe le squadre) .