Seconda palla rubata

Questa esercitazione serve ad allenare gli attaccanti ad arrivare primi sulla seconda palla. A mio parere infatti gli attaccanti devono essere sempre attenti e pronti a reagire nel caso in cui un difensore non riesca a respingere la palla, perda il controllo, possa giocare un passaggio scadente o non reagire a un rimbalzo del portiere. 

Seconda palla

La squadra rossa gioca contro la squadra bianca nella zona centrale del campo ed entrambe le squadre possono tirare solo da questa zona. Quando una delle due squadre effettua un tiro, uno degli altri attaccanti dell’altra squadra può correre nell’area davanti alla porta in caso di rimbalzo del portiere.

La squadra nera che riposa può entrare in campo dopo che un goal è stato segnato, con la squadra che ha segnato la partita. Ovviamente puoi modificare i numeri delle squadre se hai meno giocatori.

Le dimensioni del campo sono importanti e devono essere rapportare all’età e alle capacità dei giocatori ma in generale resterei su un campo di 50 metri per 30. Dove l’area centrale è di circa 20 metri e le due aree davanti alla porta di 15 ciascuna.

E’ importante ragionare con i ragazzi prima dell’esercizio sulle abilità di trovarsi al posto gusto dei migliori attaccanti. in modo da dargli esempi reali e da fargli capire l’importanza di “vivere” l’azione fino in fondo, anche sulla seconda palla.

Il mister deve trovare dei modi per abituare gli attaccanti a pensare con la loro testa  “E SE…“. In modo da vedere l’azione prima che si svolga.

Allora saranno sempre pronti a reagire e a cogliere le occasioni che si presentano a loro. 

 

 

 

 

Matilde Monnet: ricordatevi che vi voglio bene, specialmente quando fate allenamento!!!

Stupenda questa frase. Non importa quale sia problema perché nella frase c’è tutto. 

Passione, attenzione, competenza. Semplici parole che quando vengono ascoltate (in questo caso da giovani calciatrici) danno la misura del percorso fatto prima e di quanto si vuole ancora fare. 

Matilde è l’allenatrice della categoria esordienti femminile della Libertaspes e vive questa sua  avventura con tutta se stessa, con cura e passione e allo stesso tempo con impegno e competenza, per far crescere le “sue” ragazze al meglio sia umanamente che calcisticamente. 

Mentre stiamo messaggiando via whatsapp sta preparando l’ennesimo allenamento “alternativo” da far fare alle sue ragazze per ovviare a tutte le problematiche che abbiamo vissuto nel lockdown di questa primavera e che stanno ritornando purtroppo in questo periodo.

Mi spiega che per non far perdere la forma fisica, nel periodo più duro dell’isolamento, ha studiato un semplice percorso aerobico da svolgere due volte formato da 5 esercizi intervallati da pause con la raccomandazione di rispettare i tempi (30 secondi di esercizio e 30 secondi di pausa).

Il periodo de lockdown è stato pesante e lungo e anche Matilde, come molti altri mister, ha svolto l’allenamento proponendo videoesercizi, Nel caso specifico delle ragazze della Libertaspes alternando 1 minuto circa di esercizi cardio con esercizi con la palla oltre all’esercizio aerobico presente nell’immagine sopra e a compiti “extra” su cui voleva lavorare in modo specifico.

Un vero tour de force che però ha visto le giovani ragazze impegnate in modo costante e attivo.

La cosa più bella? Matilde sorride e con orgoglio risponde:” Erano sempre vestite come se stessero facendo allenamento al campo, con maglietta, pantaloncini e calzettoni della società!”.

Matilde, da giocatrice nella squadra allenata da te in che ruolo sceglieresti di giocare?

Sono in difficoltà a rispondere perché quando avevo la loro età non giocavo a calcio e quindi farlo come sono adesso sarebbe troppo sleale!!! 

Quindi hai cominciato tardi a giocare?

Si. C’è sempre stato il desiderio di giocare a calcio fin da piccola , ma per una bambina non è semplice essere l’unica…specialmente in quell’età dove si cerca sempre il sostegno delle amichette.

Ho deciso allora di praticare il karate (per 13 anni) che mi ha insegnato molto per quanto riguarda l’aspetto della coordinazione e concentrazione.

La passione per il calcio probabilmente mi è stata tramandata da mio papà che è anche lui un allenatore da prima che io nascessi.

La svolta c’è stata quando ho iniziato il percorso di laurea in Scienze Motorie, da li ho iniziato a collaborare con diverse società sia come preparatrice coordinativa per il settore giovanile che  come allenatrice su quasi tutte le categorie dell’attività di base fino ad arrivare al progetto della squadra femminile (questo è il quarto anno). 

E’ con loro che ho cambiato totalmente il mio modo di allenare e vedere il calcio. 

Qual è stata la partita che più ti ha regalato soddisfazioni nella tua carriera?

La partita che mi ha regalato più emozioni è stata sicuramente la prima che abbiamo vinto in campionato con le ragazze. Arrivavamo da un anno difficilissimo, eravamo una squadra di primi calci secondo anno, in cui nessuna ragazza aveva mai giocato a calcio e ogni sabato prendevamo più di 15 goal a partita. Poi l’anno dopo, pian piano, abbiamo iniziato a giocarcela, a pareggiare e addirittura a vincere. La strada era quella giusta e gli sforzi fatti erano serviti a qualcosa!

Che cosa porti del corso UEFA C nel tuo essere allenatrice?

Dal corso, nel mio essere allenatrice porterò sicuramente tutti gli aspetti tecnici e tutte le cose che non sapevo per poter dare il meglio a quelli che saranno i miei atleti, ma allo stesso tempo credo che mi stia dando tanti spunti di riflessione e di confronto con tanti allenatori e allenatrici competenti.

Dai dimmi qualche aneddoto particolare di questa meravigliosa esperienza

Come aneddoti potrei raccontarne tantissimi perché come squadra abbiamo vissuto tante esperienze singolari a partire dalle numerose cene (sempre tutte presenti!) alla visita alla casa di riposo per fare gli auguri di Natale agli anziani ospiti, all’ingresso in campo come raccattapalle a partite del Piacenza con migliaia di spettatori quando due anni fa il Piacenza lottava per la serie B.

Sicuramente però una delle esperienze più belle è stata quando siamo andate “in gita” a Vinovo a vedere la Juventus femminile: era la prima volta che vedevamo delle ragazze giocare e da li credo sia diventato tutto più reale.

Il dominio della palla

Prima di iniziare a capire perché sia importante incominciare a lavorare sul Dominio della palla, è giusto conoscere la sua definizione: “Saper domare la palla con l’intento di gestire la stessa all’interno del proprio spazio d’azione ed in assenza di avversari”. Leggendo la spiegazione è facile intuire come il dominio rappresenti un “tu per tu” tra l’atleta e la palla, nel quale si parte da un rapporto di reciproca conoscenza che col tempo migliora fino a diventare un legame “fraterno”.

Questo gesto tecnico talvolta viene trascurato dagli allenatori, in quanto non lo ritengono fondamentale per gli apprendimenti successivi, ma non è così!

In questi tempi di Covid, dove siamo costretti a lavorare quasi esclusivamente sulla tecnica di base, può essere utile focalizzare i nostri allenamenti anche su questo aspetto importantissimo.

Se il giocatore non impara a conoscere l’attrezzo principale col quale dovrà relazionarsi all’interno del campo, difficilmente riuscirà poi a comprendere i successivi passaggi che il gioco del calcio prevede, quali: la relazione coi compagni, la presenza degli avversari e comprendere lo spazio che lo circonda.

Nella fase iniziale, soprattutto coi più piccoli, il dominio è principalmente legato a concetti che riguardano la conduzione, la finta ed il dribbling, ma non solo… Infatti, ad esso si legano direttamente ed indirettamente anche alcuni degli aspetti motori e psicologici che fanno parte del giovane calciatore di queste età. Col dominio lavoriamo principalmente sui primi due aspetti, in quanto l’assenza dell’avversario diventa essenziale per non creare situazioni di stress nell’apprendimento del compito richiesto. Allo stesso tempo, però, favoriamo le basi per l’acquisizione di nuovi gesti tecnici.

ECCO UN ESEMPIO PRATICO, UTILE A TUTTE LE ETÁ

IL SUPER TRIS

Si formano due squadre che si dispongono dietro la linea di partenza ed ognuna avrà un pallone di un colore prestabilito. Al via, partono i primi due giocatori di ogni squadra ed avranno l’obiettivo di lasciare la palla in uno dei 12 cerchi posti di fronte a loro (vedi fig.). Ogni atleta, però, deve prima condurre la palla dentro il corridoio per poi arrivare fino al paletto, qui dovrà scegliere quale finta utilizzare per superarlo. L’obiettivo di ogni squadra è quello di realizzare per prima un “tris” mettendo i propri palloni in fila (verticalmente, orizzontalmente o diagonalmente). Una volta posizionato il pallone bisogna rientrare e dare il cambio al compagno.

Variante: ogni giocatore può decidere se posizionare il proprio pallone oppure togliere dal cerchio uno di quelli avversari.

dominio della palla

Fig.: Il giocatore della squadra rossa sta conducendo il proprio pallone in un cerchio, mentre quello dei blu sta effettuando una finta di fronte al paletto

Difesa a zona

Per chi ha già lavorato sulla difesa a zona questa esercitazione  porta i giocatori a contestualizzare il gioco giocando una partita con molti calcio d’angolo proprio per provare le marcature di questo sistema di gioco.

La squadra in difesa deve essere brava per disporsi bene in campo quando ha perso la palla per poter fare una efficace difesa a zona. Siccome durante la partita  verranno fatti molti calci d’angolo il mister deve osservare le decisioni dei giocatori su come difendere l’angolo.

Difesa a zona

Giochiamo una partita 7 contro 7 compresi i portieri. Ogni squadra, a turno, attacca e difende l’area di circa 20 metri quadrati davanti alla porta.

La squadra in difesa deve essere in area quando non ha la palla e se intercettando la palla sul possesso avversario la mette fuori si riprende con un calcio d’angolo contro di loro.

La squadra in attacco gioca normalmente ma non può segnare da fuori area. Se la squadra in attacco mette fuori la palla ricomincia con il proprio portiere. Se la squadra in difesa vince la palla, invece può contrattaccare velocemente.

Specialmente sugli angoli i difensori dovrebbero impostare la marcatura a zona. Ogni tre attacchi le squadre cambiano. I difensori devono mettersi in posizione per coprire tutte le aree dell’area.

Nell’esercitazione i giocatori oltre a migliorare collaborazione e comunicazione dovranno effettuare le scelte in base a determinati obiettivi:

  1. Intuire e rallentare le iniziative dell’attacco, cercarne di limitare il più possibile i vantaggi.
  2. Occupare la maggior parte dell’area difensiva in relazione alla palla e agli avversari (negando il maggior numero di linee di penetrazione e di passaggio).
  3. Coinvolgere tutti i giocatori nella difesa dovendo sempre adeguare la loro posizione rispetto ai movimenti della palla e degli avversari.
  4. Cambiare, “rompere”, il ritmo della squadra avversaria, facendo rallentare le iniziative dei giochi d’attacco.

Gioco d’attacco 4 contro 2

Spesso capita di vivere in partita situazioni di 4 contro 2 non sfruttate a dovere. Questa esercitazione può aiutare a gestire queste situazioni.

Il mister deve sottolineare l’importanza di mantenere il possesso palla e osservare bene cosa fanno i giocatori quando perdono il possesso.

4 contro 2

Organizza i tuoi giocatori in tre squadre da quattro. Una squadra di quattro inizia con il possesso. Il loro obiettivo è fare 3 passaggi in una situazione di 4 contro 2 (bianchi contro una coppia di blu) e poi trasferire la palla alla squadra di quattro giocatori (squadra rossa) nell’altra metà campo.
L’altra coppia di difensori (squadra blu) entra quindi in quella metà campo e l’allenamento viene ripetuto.

Quindi ricapitolando: una squadra difende a coppie. Le altre due squadre da quattro giocatori giocano per 3 minuti. Le squadre, a turno, attaccano e tentano di segnare (possesso palla con 3 passaggi) in una situazione di 4 contro 2. Se il difensore prende la palla il possesso passa all’altra squadra. 

Dopo i 3 minuti la squadra di difensori si ruota con quella di attacco che ha fatto meno possessi palla.

Un successivo sviluppo è giocare una partita in un campo di piccole dimensioni con due porte e portieri. Il mister deve Incoraggiare i giocatori ad effettuare possesso palla  muovendosi e cercando la profondità in modo da mettere in difficoltà la difesa avversaria.

Di tanto in tanto poi il mister rimuove temporaneamente due giocatori da una squadra e deve incoraggiare l’altra squadra a sfruttare la situazione di superiorità (specialmente il 4 contro 2 che si formerà spesso in campo).

Importante anche sottolineare l’importanza della comunicazione tra giocatori mantenendo sempre la palla in movimento.

Pressione e protezione

Esercitazione con i difensori che devono lavorare per evitare che venga colpito il cono al centro. Pressione e protezione: pressione sul possesso palla avversario e posizionamento corretto per proteggere il cono ed eventualmente intercettare il tiro.

Questa esercitazione può essere utilizzata sia per lavorare sull’aspetto fisico che sull’aspetto tecnico e aiuta anche a sviluppare la psicologia del giocatore in termini di abilità richieste sulla strategie adottate per difendere il cono.

Pressione e protezione

I 4 attaccanti rossi devono rimanere fuori dal quadrato mantenendo il possesso con l’obiettivo di abbattere il cono centrale.

I difensori devono invece fare pressione per recuperare la palla ma allo stesso tempo proteggere il cono.

Svolgiamo l’esercitazione per circa un 60 secondi, istruendo i difensori a premere in modo aggressivo per il recupero del pallone. Se i difensori riescono a proteggere il cono ne tempo stabilito ottengono un punto viceversa gli attaccanti ottengono il punto ogni qualvolta abbattono il cono.

I difensori devono arrivare a sviluppare un’intercettazione. Devono avere un buon movimento sul passaggio avversario e giocare a sostegno per gestire la copertura.

Per favore questo intercetto possiamo sviluppando il gioco, a seconda delle età dei ragazzi creando un’area intorno al cono che i difensori non devono oltrepassare. Così facendo i difensori dovranno posizionarsi correttamente mentre fanno pressione sul posesso palla avversario.

Interviste Cartellino Rosa: Gloria Ciccioli della San Marino Academy

Gloria Ciccioli , portiere, commenta la prima vittoria della San Marino Academy nella Serie A femminile.

Il primo risultato storico delle Titane nel massimo campionato. Un traguardo importante, pensando che solo pochi anni fa il San Marino giocava nelle serie regionali dell’Emilia Romagna, passando per la gavetta della serie B, centra un importante traguardo.

Dopo un inizio di campionato duro, quando la squadra sembrava non riuscire ad ingranare con i ritmi della categoria, arriva un risultato importante contro una squadra di ottimo livello e di maggiore esperienza come la Florencia. 

Gli amici di cartellino rosa commentano con noi il risultato di questa giornata.

Gloria Ciccioli commenta la prima vittoria della San Marino Academy nella Serie A.

2 contro 1 continuato

Esercitazione per gestire soprattutto il dribbling. I giocatori dovranno affrontare e battere i difensori scegliendo se fare il dribbling in un 1 contro 1 oppure se superare il difensore in un 2 contro 1 continuato per poi segnare il goal. 

Tracciamo un campo diviso in tre zone con una porta finale. Gli attaccanti si schierano a coppie e partono dalla parte del campo senza porta. All’interno delle prime due zone c’è un difensore e nella zona della porta c’è il portiere.

Il gioco inizia con un 2 contro 1 nella prima area. Se gli attaccanti battono i due difensori nelle rispettive zone con un dribbling 1 contro 1 piuttosto che con il passaggio tra loro n caso di segnatura nell’ultima area il goal vale doppio.

Se il difensore conquista la palla deve portarla fuori dalla linea di meta (limite del campo opposto alla porta). Se la palla viene conquistata da un difensore nella zona di mezzo del campo i due difensori si alleano e possono con un due contro due portare la palla alla meta. Se gli attaccanti riconquistano la palla nel due contro due l’esercitazione termina.

E’ importante cambiare spesso la coppia di difensori.

E’ importante ricordare al giocatore che deve rallentare la sua corsa quando si avvicina ad un difensore, utilizzare finte del corpo, provare un cambio di direzione, ecc.
Ovviamente è un due contro uno e la possibilità di avere il compagno per superare la zona c’è sempre ma il primo obiettivo è quello di dribblare il difensore.

Un successivo sviluppo potrebbe essere quello di dividere in sole due zone il campo e aggiungere un difensore per ogni zona. Gli attaccanti devono essere sempre in superiorità quindi si troverebbero di fronte ad un tre contro due. Se vincono la prima zona gli attaccanti si troverebbero sempre in un tre contro due più il portiere in porta.

Dopo due minuti le squadre si alternano. Difensori diventano attaccanti e viceversa. Ogni squadra difende quindi per due minuti. Ovviamente le squadre segnano un punto per ogni goal e vince la squadra che segna più goal.

I difensori se vincono la palla non portano la palla a meta ma devono effettuare un possesso palla.

Anche in questo caso esistono tante variabili e a seconda degli obiettivi che ci siamo posti nella programmazione e possiamo quindi variare le regole da dare agli attaccanti o alla difesa in modo da continuare il percorso che stiamo facendo con i ragazzi.

Riscaldamento prepartita

Semplice esercitazione da svolgere nel riscaldamento prepartita per incoraggiare la comunicazione e i passaggi uno-due. I giocatori devono guidare la palla nello spazio, passarsela con degli uno-due e andare al tiro. 

Riscaldamento prepartita

Squadra nera e squadra rossa. All’estremità opposta della porta c’è una fila di giocatori (squadra rossa) il cui obiettivo è andare al tiro.

Nella casella centrale c’è l’altra squadra (squadra nera) che hanno il compito di giocare come sponde, passando la palla ai giocatori che devono andare al tiro.

Il giocatore rosso entra nell’area ed effettua due rapidi passaggi uno-due con i giocatori sponda. Il giocatore rosso porta quindi la palla fuori dall’area alla massima velocità ed effettua il tiro in porta.

Subito dopo un nuovo giocatore rosso entra nell’area e ripete l’esercitazione. Dopo un determinato periodo di tempo, le squadre si cambiano di posto.

Il mister deve sottolineare alcuni aspetti tra cui la comunicazione (ci sono tanti giocatori nell’area a cui chiedere l’uno-due), la precisione dei passaggi e la precisione sul tiro.

Ovviamente la cura e l’attenzione dei giocatori è fondamentale in questa fase proprio perché precede la partita. Il riscaldamento appena proposto è di tipo specifico da eseguirsi in genere dopo una adeguato tempo dedicato ad alzare la temperatura corporea con esercizi di mobilità articolare corsa con e senza palla.

Lo scopo è utilizzare questo tipo di riscaldamento prepartita per esercitarsi sia nella tecnica applicata (passaggi e tiro) che negli aspetti di tipo cognitivo. Esistono infatti mille varianti per far valutare ai ragazzi come orientarsi all’interno dell’area o come scegliere i compagni per fare l’uno-due, ecc.