La “Rete dei mister” di Claudio Gori

Buongiorno a tutti,

diversamente dagli altri post che normalmente popolano questo blog oggi vorrei segnalarvi e proporvi un servizio che per un mister potrebbe essere molto utile: la rete dei mister.

Rete dei mister

La rete dei Mister è un circuito gratuito ed aperto, che raggiunge puntualmente e capillarmente più di 4000 destinatari. Sono istruttori, allenatori, dirigenti, operatori dilettantistici del calcio giovanile e non.

Eventi formativi, esercizi, informazioni utili sono all’ordine del giorno.  Penso che far parte di questo servizio, oltre ad essere  un importante fonte di arricchimento personale, sia un utile occasione di confronto con altri colleghi che stanno facendo le nostre stesse esperienze.

Claudio Gori è il promotore e gestore di questo servizio e in questi anni mi ha sempre colpito per la cura e il rispetto con cui gestisce tutte le notizie e tutte le persone.

Nelle occasioni in cui ci siamo visti e per le esperienze condivise (non sempre positive per problemi personali purtroppo ) anche se non ci si frequenta regolarmente considero Claudio come un amico, una persona leale con le idee precise sia sull’educazione dei ragazzi che su come deve essere vissuto il calcio,  soprattutto nell’esperienza delle squadre giovanili.

Il fatto che l’iscrizione alla rete dei mister sia gratis la dice lunga sull’attenzione che Claudio riserva a questo mondo. E’ possibile infatti fruire e condividere il materiale e le dispense in modo gratuito. “Come sempre basta un per favore” è l’unica vera raccomandazione di Claudio per sottolineare che il servizio non è gestito solo da un pc o da programmi apposta ma prima di tutto c’è una persona.

Come ho scritto all’inizio del mio sito “Il calcio ha bisogno di persone brave, non solo di brave persone”.

Claudio è una brava persona innanzitutto ed è anche bravo tecnicamente; un professionista del settore che però accoglie le idee di tutti (non solo quelle dei cosiddetti professionisti) ma anche quelle delle persone che vivono tutti i giorni l’avventura del calcio con bambini e ragazzi.

Condividere le idee e confrontarsi è il vero valore aggiunto del suo servizio.

Rete dei mister

Nell’immagine c’è il messaggio 156 del 2018 inviato sul gruppo whatsapp. Il servizio della Rete dei Mister oltre alla pagina facebook ha anche e soprattutto la possibilità di raggiungerti ed informarti delle varie iniziative via whatsapp.

Cosa aspettate ad iscrivervi?

Come dice Andrea, un mio amico mister “Che giornata sarebbe senza il messaggio  di Claudio Gori ?”

Pianificare la prossima stagione – Quarta settimana

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Pianificare la prossima stagione

Sarò lieto (insieme a Gino – preparatore dei portieri e Sebastiano – preparatore atletico) di farti avere linee guida, obiettivi, programmazione, linea temporale, esercizi e sistemi di valutazione adatti al tipo di squadra che stai allenando.

Il percorso si svilupperà in quattro settimane e i contenuti di ogni singola settimana riguardano:

Prima Settimana: Lavorare per ottenere la migliore forma possibile per i tuoi giocatori rispetto agli obiettivi della prossima stagione.

Seconda Settimana: Sviluppo delle competenze calcistiche. Sviluppare idee ed esercizi adatti al programma che vuoi affrontare durante l’anno.

Terza Settimana: Valutare i tuoi giocatori Approfondire gli obiettivi sui singoli giocatori.

Quarta Settimana: intensificare e ripassare il lavoro svolto finora in prestagione. E’ il tempo per mettere in pratica gli obiettivi singoli e collettivi.

Pianificare la prossima stagione – Terza settimana

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Terza Settimana: Valutare i tuoi giocatori Approfondire gli obiettivi sui singoli giocatori.

Quarta Settimana: intensificare e ripassare il lavoro svolto finora in prestagione. E’ il tempo per mettere in pratica gli obiettivi singoli e collettivi.

Pianificare la prossima stagione – Seconda Settimana

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Prima Settimana: Lavorare per ottenere la migliore forma possibile per i tuoi giocatori rispetto agli obiettivi della prossima stagione.

Seconda Settimana: Sviluppo delle competenze calcistiche. Sviluppare idee ed esercizi adatti al programma che vuoi affrontare durante l’anno.

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Pianificare la prossima stagione – Prima settimana

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Pianificare la prossima stagione

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Prima Settimana: Lavorare per ottenere la migliore forma possibile per i tuoi giocatori rispetto agli obiettivi della prossima stagione.

Seconda Settimana: Sviluppo delle competenze calcistiche. Sviluppare idee ed esercizi adatti al programma che vuoi affrontare durante l’anno.

Terza Settimana: Valutare i tuoi giocatori Approfondire gli obiettivi sui singoli giocatori.

Quarta Settimana: intensificare e ripassare il lavoro svolto finora in prestagione. E’ il tempo per mettere in pratica gli obiettivi singoli e collettivi.

Dipendenza dal risultato

Chi mi conosce sa che mi piace lottare per portare avanti valori come lealtà, amicizia e rispetto e che, nonostante io voglia vincere anche a biglie sulla spiaggia con i miei figli, non ho la dipendenza dal risultato.

Non ho cioè quell’arroganza che in nome di chissà quale riconoscimento porta a scartare dei ragazzi perché ritenuti  non abbastanza forti (rinunciando così a lavorare su di loro) per premiarne altri (finché saranno forti altrimenti anche per loro ci sarà poi la rupe di Sparta)  favorendo così una mentalità votata al risultato. Ed è un peccato, specialmente  quando si parla di ragazzi.

Questa settimana è arrivato questo messaggio di un ragazzo che conosco e che ho allenato…certo non un “fulmine” del calcio” ma sicuramente divertente e vero mattatore nello spogliatoio.

Dipendenza dal risultato

Questo ragazzo quest’anno ha giocato poco, è stato spesso tenuto in panchina ma non si è mai lamentato. Le aspettative erano chiare, a lui stava bene partecipare ai 3 allenamenti settimanali con i suoi amici e partecipare alle partite senza aspettarsi nulla. Certamente, per evitare di demolirlo psicologicamente, sono state organizzate delle partite amichevoli dove ha potuto trovare spazi e tempi adeguati alla sua forma fisica e alle sue possibilità calcistiche segnando anche qualche goal condivisi con gioia con i suoi compagni.

Parlare con il ragazzo e capire le sue aspettative e il suoi margine di miglioramento è sempre stata la pratica attuata. Invece con il cambio mister, il ds e la società hanno cambiato linea. in questo caso il comportamento della società è stato umiliante, incredibile ed agghiacciante.

Dietro quella frase “non posso nascondere il fatto di esserci rimasto molto male” ci stà tutta l’amarezza di aver vissuto una esclusione ingiusta e soprattutto di essere stato giudicato.

Quale potrebbe essere il progetto educativo che ci sta dietro? Quali i valori portanti che ogni tanto nelle riunioni genitori ci si fa fregio di essere colonne portanti della società e dell’agire quotidiano con i ragazzi?

Dipendenza dal risultato

Questi sono alcuni dei messaggi dei suoi compagni di squadra che a caldo hanno risposto nel gruppo whatsapp al loro compagno. Come si sentiranno loro? Andranno adesso all’allenamento pensando di divertirsi?

Penso a quel mister e a quei direttori sportivi che l’anno prossimo, forti delle scelte che hanno fatto, vinceranno il campionato (forse…). Comunque vada davanti a risultati positivi voleranno tre metri sopra il cielo, sopra gli sconfitti ma purtroppo (anche se loro negheranno) anche sopra i propri ragazzi. Si sentiranno così arrivati, finalmente ce l’hanno fatta, un trionfo.

Ma non hanno capito che se guardano sotto i lor tre metri non tutti i ragazzi sono contenti di vincere in questo modo, a qualunque prezzo. Alcuni non vedranno l’ora di cambiare squadra, altri saranno già scappati durante l’anno…come fate a gioire di un risultato ottenuto sulla pelle dei vostri stessi giocatori?

Il compito di un mister è crescere dei ragazzi, nel rispetto di loro stessi, dei compagni, degli avversari, delle regole, del pubblico, degli arbitri. Questa è la vittoria che dobbiamo cercare. Se poi arrivano anche le coppe, tanto meglio.

Ma quale insegnamento date anche ai ragazzi che rimangono e che voi avete scelto a discapito di altri facendo una folle selezione? Non vi rendete conto dell’umiliazione che regalate?

Il mister deve insegnare a migliorarsi …sempre! Si vince e si perde assieme e nell’allenamento si lavora duramente insieme per migliorare quanto fatto precedentemente.

Anche chi è meno dotato. Da ognuno di loro si deve cercare di tirare fuori il massimo e ogni loro miglioramento, seppur minimo, sarà una tua vittoria.

Avviare un percorso di crescita per ogni singolo ragazzo con le  sue potenzialità, esigenze e specificità. Bisogna dare loro la possibilità di esprimersi, di sbagliare, di sprigionare la propria creatività.

Prima di pubblicare questo articolo ho condiviso queste righe con molti amici (mister e non) che operano nel mondo del calcio da tanti anni.

“Questo è davvero troppo”. “Fattela scivolare addosso”, “questo non è più il mio mondo”.

Più leggevo queste risposte e più mi montava la rabbia, la delusione verso l’arroganza di chi. in questo mondo, copre le sue aspettative mancate da adulto frustato, sulla vita dei ragazzi che allena o che gestisce.

Sono sicuro e spero ci siano ancora tante persone che credano nei sani principi e valori dello sport in generale e di questo fantastico mondo chiamato calcio…anche se per chi ha a che fare con queste persone sembra che il calcio sia uno sport di merda!

Come il mondiale può ispirare la tua squadra

Anche se l’Italia non è presente al mondiale tutti i ragazzi (e anche gli adulti) una sbirciatina alle partite la danno. Non sarà una vera e propria febbre ma il calcio affascina sempre e alcune belle giocate o partite avvincenti tengono sempre attaccati alla tv i più appassionati.

Il mondiale può diventare un buon allenamento “mentale” per i ragazzi che alleniamo. Anche se in questo periodo ormai non ci si allena quasi più e si è agli sgoccioli dei vari tornei possiamo coinvolgere i nostri ragazzi dandogli degli stimoli precisi.

Ad esempio semplicemente trovandosi per guardare una partita dei mondiali commentandola insieme oppure se questo non è possibile facendogli scegliere il giocatore preferito.

Se ad ogni nostro giocatore assegniamo una squadra della Coppa del Mondo possiamo chiedergli anche di scegliere il loro giocatore preferito di quella squadra. Una volta fatto questo, possiamo chiedergli di scoprire qualcosa sui punti di forza di quel giocatore e poi trovare spazi e momenti per parlarne brevemente magari discutendo su come ognuno di loro potrebbe emulare i propri giocatori per migliorare il proprio gioco.

I ragazzi hanno bisogno di “masticare” calcio, la loro cultura calcistica spesso è inesistente. La motivazione e la ricerca di obiettivi personali può essere fatta crescere anche attraverso questi stimoli (specialmente se il rapporto con il mister è già saldo).

Giocare a calcio tennis

Se fai ancora allenamento fai scaldare i tuoi ragazzi con un pò di calcio tennis, come hanno fatto le squadre sudamericane in Russia (altrimenti fai vedere ai ragazzi le immagini). Tutto ciò di cui hai bisogno è una rete o una linea e giocare con un numero minimo di giocatori per lato (3 o 4 per garantire molti tocchi).

A seconda delle abilità dei giocatori, aumenta o diminuisci la difficoltà inserendo rimbalzi extra o battezzando giocatori specifici in ricezione della palla.

Risultati immagini per allenamento tennis calcio coppa del mondo

Messi e Di Maria si allenano con il calcio tennis

Azioni importanti
Chiedi ai giocatori di cercare trucchi, abilità o grandi momenti individuali mentre guardano le partite della Coppa del Mondo quest’estate. Quindi in ritiro o nei primi allenamenti discutere sull’efficacia delle azioni o delle tecniche viste.  Perché sono efficaci e cosa hanno ottenuto. Scegli una di queste abilità e coinvolgi tutti per provare a replicarlo.

goal messico germania mondiali

Goal Messico – Germania

Giocatore della settimana
Durante l’anno si potrebbe trasportare la febbre da calcio sul campionato nazionale. All’inizio di ogni allenamento si potrebbe chiedere un rapido voto per i migliori giocatori della settimana in ogni area del campo: portiere, difesa, centrocampo e attacco.

Chiedere perché hanno scelto quei giocatori particolari e fare lo stesso la settimana successiva. i bambini capiranno l’importanza di ogni posizione: per induzione (cioè solo vedendo altri giocatori giocare in quelle posizioni)  e tenteranno di imitare movimenti e tecniche.

Attenzione a non scoraggiarli o a trasformare alcune abilità adeguandole all’età dei nostri ragazzi o alle effettive capacità che questi hanno altrimenti otteniamo l’effetto contrario.

 griezmann rigore ai mondiali

Griezmann rigore ai mondiali

Tiri di rigore
Rivivi il mondiale facendo una gara di rigore alla fine di ogni sessione di allenamento per un mese circa. Dividi i tuoi ragazzi in squadre e mantieni traccia del punteggio. Alla fine del mese, la squadra sarà la vincitrice del tuo mondiale!

UEFA B Allenatore di Base – Finalmente è arrivatooooo

Uefa B …Finalmente è arrivato….

Dopo tre mesi di fatica, ma con la consapevolezza di essere cresciuto in competenze e nozioni, di aver guardato sotto altri punti di vista il ruolo dell’istruttore, di aver conosciuto ragazzi/e fantastici che mi hanno fatto crescere, di aver conosciuto ed interagito con docenti preparati e che amano quello che fanno è arrivato l’attestato da allenatore UEFA B…….

Uefa B

Uefa B

Un’altro scalino salito per acquisire sempre più competenze….

Ringrazio tutti i compagni di viaggio del corso e gli auguro un in bocca al lupo grandissimo…..

Grazie !!!

 

Mister…spero che questa mia passione non finisca mai

Ad ogni fine stagione ogni mister inizia a ragionare sul proprio futuro. Riconferma o nuova squadra?

Direttori sportivi,  promesse (vere o false?),  progetti dove l’importante sono i ragazzi  e non il risultato (mi scappa quasi da ridere)…ormai ci si potrebbe scrivere un libro. Sono tanti nell’ambiente “i commercianti” che si spacciano ottimi responsabili di risorse umane.

Come districarsi e fare la scelta giusta  in questo mondo calcistico soprattutto per chi si occupa di calcio giovanile?

Non lo so, non ho una ricetta esaustiva…ma in estate, dopo un po che, finita la stagione precedente senza più avere in bocca panini alla salamella dai vari tornei, so che mi manca il campo,  mi mancano i ragazzi, mi manca quell’emozione data dal mettersi in gioco e quell’adrenalina nel vedere le persone che lottano assieme verso un obiettivo definito.

Quale squadra scegliere? Quando si sta bene e non pesano i km o le corse che fai per allenare o quando tua moglie rientrando a casa a tarda sera ti vede sorridere, allora capisci che il posto è quello giusto.

Mister

Pura e semplice passione. Passione che c’è da sempre. Passione che avevo quando ero bambino e giocavo nel cortile.

Certo il cortile non c’è più e sarebbe un errore non tenere conto del contesto che cambia e delle varie problematiche che hanno oggi i ragazzi e a cui un mister si deve adeguare ma la passione, quella vera, non può cambiare. Non sarebbe passione.

Stare con i ragazzi e in qualche modo provare a trasmettergliela tentando di riportare in primo piano i valori educativi fondamentali è stato, è e continua ad essere, una vera e propria “dipendenza” e deve essere l’argomento più importante per affrontare la decisione da prendere.

Il ruolo dell’allenatore è un percorso di sacrifici,  ricco di difficoltà e psicologicamente logorante se non affrontato con lo spirito giusto.

Ma se parti dal cuore riesci a capire qual è il progetto migliore per te e per i ragazzi che stai tenendo. Quei ragazzi che quando ti incontreranno tra dieci anni si ricorderanno del loro “mister” e ti verranno a salutare con voglia e con la loro “passione” perché hanno gustato e valorizzato l’opportunità che anni prima si è costruita assieme.

L’anno scorso ho frequentato un corso di specializzazione per allenatori a Milano. Tra i vari messaggi che ci scambiamo prevale nella scelta anche una altro aspetto e cioè la possibilità di migliorarsi. Cioè un mister scegli la propria squadra dell’anno successivo anche in base alle possibilità che ha di crescere lui stesso. Alla fine il calcio (come tutto ormai) è in continua evoluzione e l’allenatore competente è colui che è in grado di imparare anche dopo anni e anni di carriera.

Un amico mister lombardo, ad esempio, ha scelto la squadra dell’anno prossimo in una società in cui c’è un allenatore degli esordienti che è in grado di comunicare con semplicità le proprie idee e di renderle facilmente comprensibili ai suoi ragazzi. Il mio amico si è informato, ha capito che questa abilità non è frutto del caso o solo della singola persona ma di un progetto societario ben preciso e l’ha sposato per l’anno prossimo. Ha voglia di mettersi in gioco su quell’aspetto!!!

Personalmente prima di scegliere se fermarmi in una squadra o se cambiarla o cambiare addirittura società ragiono sulla programmazione che ho fatto nell’annata in corso, al metodo in cui credo, al perché seguo questo metodo e a quanto sono riuscito a restare fedele alle mie scelte.

Ho sempre avuto un a certezza: nel momento che improvviserò allenamenti o lezioni tattiche sarà per me segnale inequivocabile di chiudere con questo mondo.

Se non avessi la passione non farei l’allenatore e se non fossi capace di programmare la mia passione non sarei attento ai ragazzi e alla loro crescita ma mi farei trascinare da singole partite o da quei “tifosi” che pretendono risultati o da quella dirigenza che pretende il raggiungimento di determinati obiettivi.

Certo anch’io voglio raggiungere determinati obiettivi nella programmazione che concordo con la società. Nessun mister allena per perdere o pareggiare.Nel rispetto di tutti però si va in campo per vincere. Se la squadra gioca bene ci saranno sicuramente maggiori possibilità di vittoria. E chi fa l’allenatore sa che è il filo che collega tutte queste posizioni ma niente arriva subito.

L’arte dell’attesa è fondamentale. Per fare un lavoro fatto bene serve predisposizione, tempo, qualità e pazienza.

E’ tutto semplice quando i risultati arrivano e la squadra gira alla grande. Ma spesso la storia di un allenatore è fatta principalmente da sconfitte più che da vittorie. Per questo è fondamentale avere una programmazione a monte chiara; per capire meglio cosa si è sbagliato e migliorarsi per la volta successiva. Se l’ambiente ti aspetta e ti da il tempo giusto per lavorare i risultati prima o poi arrivano.

Avere passione quindi, programmare, essere autocritici,  dare a tutti i ragazzi le stesse possibilità, innovarsi e migliorare. Se la squadra che sto allenando oggi (e la società a cui appartengo) mi permette di vivere l’emozione di allenare e di poter sviluppare il mio essere allenatore in questo modo allora la mia scelta andrà in quella direzione altrimenti valuterò le altre proposte che mi permetteranno di raggiungere questa modalità e questo stile.

Alla fine l’allenatore è una persona che deve sempre essere in grado di assumersi le proprie responsabilità e  difendere le proprie scelte ammettendo i propri errori ma anche godendo delle proprie scelte quando queste risultano vincenti.

Non può accontentarsi. Mai! Deve sempre avere l’audacia di puntare in alto e di andare oltre.

Se dovessi perdere la mia passione perderei anche gran parte della mia credibilità.

Cari allenatori, non perdete occasione per “mettervi in gioco” e…buona scelta!!!

Mister

Una mentalità per essere vincenti di Filippo Inzaghi

Tesi finale del corso Master 2012/2013 per allenatori di Prima categoria Uefa Pro di Filippo Inzaghi  una mentalità per essere vincenti

filippo inzaghi

“Non sò ancora se sono e sarò un allenatore vincente, ma sicuramente lo voglio diventare con l’umiltà di volersi migliorare sempre e con lo spirito che mi ha sempre animato da giocatore.
L’esperienza del corso master mi ha sicuramente aiutato a migliorare e a trasmettere delle nuove idee in riferimento alle nuove metodologie d’allenamento del calcio che confermano e sostengono diversi aspetti che ho affrontato quest’anno e che già avevo elaborato nella mia esperienza da calciatore.
La mia progressione come giocatore, è passata attraverso diverse tappe ed è con la stessa gradualità che voglio affrontare quella da allenatore, poiché l’esperienza è quello che più insegna nella vita e nella professione, e l’umiltà è il primo valore.
Ho percepito, insieme al mio gruppo, analizzando tutti gli aspetti esplicitati nella tesina, il risultato sportivo della stagione (semifinale titolo italiano) un ottimo successo, un punto di partenza per costruire un nuovo e sempre migliore progetto. Perciò ho ringraziato la mia squadra e i miei collaboratori per ciò che mi hanno restituito in termini di emozioni, confronti, impegno e collaborazione.
Per concludere, ringrazio tutti i docenti del corso Master che hanno contribuito a questo mio prodotto, alla mia crescita e che hanno dimostrato grande professionalità, competenza e.. mentalità vincente.”  Filippo Inzaghi