Il calcio e la sua magia: la tregua di Natale

Qualche anno fa in occasione del centenario della Grande guerra 
una famosa catena di supermercati inglese, in collaborazione con la Legione reale britannica, ha girato uno spot che commemora l’evento speciale che accadde il 25 dicembre 1914, primo Natale della Grande guerra e cioè la tregua di Natale.

Infatti sul fronte occidentale, soldati delle trincee nemiche tedesche e britanniche smisero di spararsi addosso e stabilirono una breve tregua, venendosi reciprocamente incontro nella cosiddetta “terra di nessuno” tra le due trincee. Ciascuno poté seppellire i propri morti rimasti in quella zona. Poi disputarono perfino una partita di calcio.

Nella grande guerra molti soldati erano giovani ragazzi troppo presto mandati al fronte. Probabilmente appena videro un pallone rotolare non capirono più niente ed elmetti e giacconi furono utilizzati per le porte, mentre le linee laterali erano formate dagli spettatori. I giornali riportano che non proprio tutte le regole furono rispettate e il livello in campo non fu certo lo stesso che si vedeva sui campi di Londra, dove il football era già ampiamente diffuso, ma risate e festeggiamenti non mancarono.
La “Terra di nessuno”, cioè lo spazio tra le linee delle due trincee, si trasformò in campo da calcio. La partita finì 3-2 per i tedeschi così almeno scrissero alcuni soldati nei loro diari.

Il Manchester Guardian del 31 dicembre 1914 (non sono riuscito a trovare la foto ma solo la citazione) titolava: «Tregua di Natale al fronte — I nemici giocano a calcio — I tedeschi ricevono un amichevole taglio di capelli». E il 6 gennaio lo stesso quotidiano apparve ancora: “Nuove notizie a ricordo del giorno in cui il calciò unì i giovani di due nazioni nemiche.”

Quando scendiamo in campo con i ragazzi con il nostro fogliettino a ricordarci esercizi e schemi non pensiamo solo ad ottenere risultati più o meno positivi ma ricordiamoci anche che siamo li anche per trasmettere quella passione condivisa da più di cento anni che ha permesso al calcio di dimostrarsi più forte anche della guerra. Almeno per un giorno.

Marco Osio: il mio “riscaldamento” preferito

E’ una domenica mattina e dopo vari impegni sono riuscito a incontrarmi con Marco per parlare di vari progetti sul calcio giovanile…negli ultimi anni i nostri incontri sono spesso legati a progetti da fare insieme…alcuni si realizzano altri no…ma è sempre una buona scusa per ritrovarsi.

Gli spiego che voglio preparare una raccolta di esercizi e/indicazioni sul riscaldamento pre allenamento da mettere a disposizione sul sito ai mister che vorranno usufruirne. Dopo un ottimo cappuccino la domanda a bruciapelo è semplice: “Qual è il riscaldamento pre allenamento che da giocatore e da allenatore hai preferito svolgere?”.

Semplice anche la risposta: “Tutti quelli con la PALLA!” e grossa risata di entrambi.

D’altra parte da un ex calciatore con i piedi buoni che stava tra il centrocampo e l’attacco non si può pretendere altra risposta. E’ piacevole parlare con Marco perchè gli piace raccontare le “sue” avventure calcistiche e non. Lo ascolto e ridiamo su vari aneddoti sul calcio, su vari amici calciatori ed allenatori ma soprattutto sulle sue recenti avventure calcistiche. Mentre Marco racconta sembra di entrare pian piano in una trama di un film…intanto varie persone passano, salutano l’ “Osio sindaco”e noi ridendo e scherzando su oligarchi russi e cinesi che spostano a loro piacere tutto il calcio che conta arriviamo a definire un pò più in dettaglio il “riscaldamento preferito”.

Marco mi dice che si diverte sempre a far fare la consueta “partitella con le mani”, soprattutto per far divertire i giocatori con la conclusione a rete tramite il colpo di testa. Al di là degli esercizi è importante è creare sempre un clima sereno.

Certo niente di nuovo ma il valore aggiunto è osservare cosa succede in campo e come si comporta il gruppo. Mi dice con un’espressione semiseria: “Vedi Paolo la domanda fondamentale che devi farti quando sei un mister è: “i giocatori si stanno divertendo?”. Lo guardo ridendo perchè quello che sta dicendo fa parte di lui, del suo capello lungo e della sua risata contagiosa. Qualche serata (forse più di qualche) l’abbiamo passata insieme e, dalla “bagnolada” in piedi sui tavoli sventolando i tovaglioli al ristorante dopo un trofeo vinto alle serate più tranquille davanti ad una pizza a sparare cavolate nel post partita infrasettimanale il suo obiettivo principale è sempre stato quello di stare bene tra compagni di squadra.

Non mi stupisce quindi che mi dica che per ottenere motivazione dai ragazzi e raggiungere degli obiettivi bisogna creare delle condizioni ideali sia in prima squadra come nelle categorie giovanili. Il mister certo deve essere credibile e competente ma per creare un buon clima le situazioni devono essere chiare dall’inizio. Che conta nella squadra sono i giocatori: sono l’aspetto più importante. 

Marco si interrompe e mi descrive un aneddoto di quando allenava ad Aosta e portò i giocatori ad allenarsi in piazza una mattina perchè avevano problemi con i campi da calcio e la società si era irrigidita su alcun aspetti burocratici coinvolgendo i giocatori. Marco fece fare allenamento in piazza ad Aosta ai giocatori vestiti di tutto punto. Goliardata che permise ai giocatori di fare allenamento divertendosi anche con alcuni passanti e costò a  Marco qualche multa e soprattutto molte brioches e cappuccini per colazione post allenamento ai giocatori nei bar della piazza. Il fine ultimo era però quello di stemperare il clima e portare la giusta  tensione solo sul calcio giocato.

Ci tiene a sottolineare che divertimento non significa poco impegno ma significa lasciare spazi alle “direzioni” che i giocatori possono avere in quel momento e indirizzarle verso l’obiettivo prescelto. Creare cioè le condizioni migliori sia nelle dinamiche di gruppo sia nella parte atletico/fisica che tecnico/tattica per poter poi svolgere un buon allenamento.

Ad esempio se il gruppo osservato ha bisogno di sfogarsi e l’obiettivo dell’allenamento è offensivo si possono variare le dimensioni del campo della partitella con le mani iniziale (più corsa e più individualità per il campo lungo). Se viceversa l’attenzione è già alta le dimensioni del campo possono essere più piccole oppure si divide il gruppo di giocatori in più sottogruppi e si lavora di più sull’agilità e sulla destrezza negli spazi piccoli.

Sempre partendo dall’osservazione delle dinamiche che si vengono a sviluppare nel gruppo Marco si diverte a cambiare stile di passaggio (palla normale oppure schiacciato a terra, oppure all’indietro con le mani mentre all’avanti di collo, ecc.).

Lo scopo è sempre quello di coinvolgere il più possibile i calciatori e tenere il livello di attenzione alto. Aggiungere quindi piccole varianti alla volta arrivare all’obiettivo dell’allenamento continuando a mantenere il divertimento nei giocatori.

Se lo scopo dell’allenamento ad esempio fosse stato il giropalla difensivo nella partitella con le mani il campo sarebbe stato abbastanza largo, avrei definito che le squadre fossero composte da attaccanti e centrocampisti contro difensori, avrei introdotto il passaggio largo a cambiare campo come valore aggiunto (un punto in più) e soprattutto introdotto regole come la palla deve essere toccata da almeno 4 o 5 giocatori, ecc.

Finita la fase di riscaldamento avrei fatto fase analitica e poi situazionale sul giropalla in difesa.

Sempre bello parlare di calcio…è arrivata però l’ora di andare e bisogna trarre le conclusioni di questa chiacchierata.

Riassumendo il riscaldamento preferito da Marco Osio è la partitella con le mani a patto che sia a difficoltà progressiva e che venga adeguata alle condizioni soprattutto mentali del gruppo. 

Esercizi atletici, coordinativi, tecnico, tattici a volontà a patto che l’obiettivo sia all’inizio raggiungibile anche in modo blando per permettere di comprenderne  le varie fasi e poi, man mano, una volta compreso di impegnarsi in modo efficace a svilupparlo.

Ai mister giovani o di esperienza che visitano questo sito Marco vorrebbe dare un consiglio: osservate bene il gruppo che avete davanti e sperimentate il più possibile. E’ importante essere tecnici preparati e competenti sulla materia ma e ugualmente importante saper creare un clima di tranquillità tra i giocatori e saperli motivare a percorsi che possono tornare utili a loro e a tutta la squadra. 

Ovviamente se avete dubbi…usate sempre la palla!

Esercizio pratico: partitella con le mani

Prova con i tuoi ragazzi  questo valido e divertente pre allenamento: partitina a due squadre, passaggi di mano, conclusioni di piede o testa.

I passaggi sono validi solo se eseguiti con entrambe le mani e ogni squadra può segnare un punto realizzando un gol di piede o di testa al volo su passaggio del compagno.

La palla può essere sottratta all’avversario solo intercettando il passaggio.

Successivamente per migliorare sempre il possesso palla metti un giocatore per lato sull’ampiezza fuori dal perimetro del campo in cui si stà giocando a cui è obbligatorio passare la palla prima di andare a concludere a rete.

Gli allievi, nella fase di possesso, sono stimolati allo smarcamento e lavorano sul gesto tecnico del passaggio. Nella fase di non possesso, imparano a mettere pressione all’avversario e ad essere reattivi per il recupero del pallone. 

Successivamente prova a ridurre il tempo e i tocchi che i ragazzi possono fare con la palla fino ad arrivare ad effettuare solo passaggi al volo. IL DIVERTIMENTO SARA’ ASSICURATO (dipende molto dalle capacità tecniche dei ragazzi ma per esperienza generalmente ci possono sempre sorprendere).

Eseguire il passaggio al compagno volo con l’interno del piede. Ovviamente le varianti sono infinite…osserva quello che succede tra i ragazzi, pensa all’obiettivo che hai nell’allenamento e portali ad eseguire in modo quasi inconsapevole i gesti tecnici che ti servono per lo sviluppo successivo dell’allenamento. 

Non perderti la dispensa sulla fase riscaldamento pre allenamento. Si potrà scaricare venerdì 21 dicembre previa registrazione al sito  oppure per chi è già registrato previa mail di richiesta a paolo@ilmisterone.com specificando la richiesta della dispensa. 

La dispensa è gratuita…non perdete tempo…mandate subito la mail e richiedetela subito!

Valutare gli allenatori: competenza metodologica

Porre l’attenzione sull’operato del mister è molto importante. Ognuno di noi mister dovrebbe essere in grado di valutare gli altri allenatori che ha attorno con un’occhio critico senza scadere in giudizi da bar ma con criteri precisi e misurabili  in modo da allenarsi a rivedere meglio anche il proprio operato.

Mettersi in gioco, nonostante l’esperienza, e rivedere alcune semplici regole e metodologie serve sempre per migliorarsi e per avere lo stimolo di non fermarci in un mondo in continua evoluzione come quello del calcio giovanile.

Le competenze da valutare in un allenatore sono:

  • Competenza metodologica
  • Competenza organizzativa
  • Competenza tecnica
  • Competenza relazionale

Nell’articolo di oggi proveremo ad approfondire la competenza metodologica.

Nella competenza metodologica in genere vengono valutate le seguenti voci rispetto all’operato del mister:

  • Programma per obiettivi
  • Dichiara li obiettivi agli allievi
  • Sa spiegare le attività
  • Sa dimostrare le attività
  • Mantiene una giusta proporzione fra i tempi di spiegazione e di attività
  • Usa strategie per mantenere l’attenzione dei giocatori (voce, posizioni del corpo, scelta di dove mettersi, ecc.)
  • Pone domande ai giocatori

Due settimane fa ho avuto modo di “osservare” l’operato di un giovane tecnico con cui ho svolto un percorso in una società.

In aula il giovane tecnico ha valutato gli obiettivi generali della categoria che stava allenando e ha scelto cosa sviluppare.

Dopo aver programmato lo sviluppo di questi obiettivi durante l’anno ha definito i singoli allenamenti con tempi e cadenze di allenamento tramite i vari esercizi.

Sul campo, In uno di questi singoli allenamenti (concordato e rivisto assieme) il mio ruolo non era solo quello di osservare il suo operato ma avevo un ruolo attivo a supporto del mister aiutandolo a gestire i ragazzi e gli esercizi.

Il mister nel pianificare l’allenamento ha scelto esercizi adeguati agli obiettivi generali e specifici dell’annata e l’ho visto convinto dell’utilità di questi esercizi in modo da poter trasmettere questa convinzione ai ragazzi.

Si è però dimenticato di spiegare gli obiettivi ai ragazzi parlandogli solo degli esercizi in se e questo ha portato sicuramente un pò più di disorientamento nei ragazzi.

Coinvolgere infatti i ragazzi nel lavoro, fargli capire il perchè facciamo determinati esercizi in quel momento e fargli capire che c’è una programmazione precisa dietro aumenta la motivazione dei ragazzi e gli fa capire il quadro d’insieme  e il percorso che stanno svolgendo.

Nell’allenamento, invece,  è sembrato che i ragazzi non avessero molta voglia di fare l’esercizio in se. Dopo qualche spiegazione però è emerso che non avevano capito a cosa servisse l’esercizio e dopo un paio di ripetizioni tendevano a sbagliarlo o a lasciarsi andare a scherzi o giochi vari perchè pensavano di saperlo già fare.

Terza e quarta voce voce della valutazione sulla competenza metodologica vedono lo spiegare e dimostrare le attività e in questo il mister è stato bravo. Il suo essere ancora calciatore (oltre che mister) gli ha favorito l’esecuzione del gesto tecnico che ha svolto all’inizio e poi ha spiegato quello che c’era da fare sottolineando i pro e i contro. Il vedere dimostrato l’esercizio più volte direttamente dal mister ha portato i ragazzi ad eseguirlo abbastanza bene nei primi momenti (prima di perdersi per la “non voglia” o la “non comprensione” spiegata prima).

Anche le successive voci di valutazione sono state eseguite bene anche se ad esempio il tono di voce del mister non era alto e i ragazzi per capire l’esercizio hanno dovuto vedere l’esecuzione dell’esercizio. I tempi però sono stati adeguati e i ragazzi non hanno aspettato molto nella spiegazione. 

Il mister si però dimenticato di far partecipi i ragazzi con delle domande dirette e anche la sua posizione in campo rispetto all’esercizio non ha permesso a tutti i ragazzi di mantenere l’attenzione adeguata. Per spiegare ad esempio l’esercizio si è rivolto solo ad alcuni ragazzi e non a tutti. Questo gli ha comportato di dover rispiegare l’esercizio altre volte a chi non era stato attento o non aveva potuto ascoltare la prima spiegazione.

Quando nello spogliatoio a fine allenamento ci siamo ritrovati per parlare assieme dell’allenamento svolto, il mister aveva già notato alcuni errori e alcune cose da cambiare per essere più incisivo e ottenere più soddisfazione rispetto a quanto svolto.

Personalmente sono sempre molto contento di fare allenamento e di mettermi in gioco su queste voci perchè nonostante si stia sui campi da anni ci sono mille variabili che a volte tendono a non farci fare bene allenamento: fretta, stanchezza, gruppi di ragazzi con caratteri particolari, ecc.

Per mantenere alto il mio livello di attenzione rispetto ai ragazzi alla fine dell’allenamento mi do sempre un voto rispetto alle voci spiegate sopra e lo segno in un foglio. E’ sorprendente come alla fine di un mese vedendo i voti che uno si dà non sia scontato il buon utilizzo della competenza metodologica nonostante esperienza e volontà di fare bene. Siamo umani e quindi a volte probabilmente ci facciamo prendere dal contesto. 

Se al centro del nostro percorso mettiamo sempre i ragazzi anche questo passo di autovalutazione può venire assorbito non come un lavoro in più da svolgere ma come un “metodo” di miglioramento continuo e quindi essenziale nel nostro percorso di mister.

Lo smarcamento: esercitazione

Da appassionato di calcio giovanile ormai non riuscirei più a quantificare il numero di partite cui sono stato spettatore. Tra campionati, tornei, amichevoli posso sicuramente affermare che di ragazzi giocare ne ho visti tanti.

Osservando solo qualche minuto di gioco di una qualsiasi partita, ci accorgiamo che uno dei concetti più complicati da inculcare ai nostri calciatori  è sicuramente quello dello smarcamento.

Che cos’è lo smarcamento? La domanda potrebbe sembrare quasi inutile per noi adulti che qualche anno di calcio alle spalle lo abbiamo. Ma ricordiamo che a noi non interessano definizioni da enciclopedia Treccani; il nostro obiettivo è sempre quello di riuscire ad arrivare con una comunicazione chiara ai nostri ragazzi.

E’capitato infinite volte di dovere parlare di smarcamento con i miei giocatori, ma risultare efficace e semplice nella spiegazione non è sempre stato semplice.  Senza tanti giri di parole, cominciammo insieme a costruire una definizione di smarcamento.

“Qual è l’obiettivo dello smarcamento?” -La ricerca della zona luce, in cui riesca ad essere servito dal mio compagno senza avversari che impediscano la ricezione del pallone.-

Domanda successiva:” cos’è fondamentale per lo smarcamento? ” – Il contro movimento, ossia un movimento ad ingannare l’avversario, composto da un prima corsa opposta a dove voglio ricevere la palla e una seconda contraria alla precedente per andare a ricevere la palla.-

A questo punto dettate le regole fondamentali, vi mostro un video (che vidi per caso circa due anni fa) di una esercitazione molto semplice ma veramente molto efficace, che mostra 4 varianti di smarcamento in progressione.  Risulterà immediato creare varianti finalizzate all’azione d’attacco una volta ricevuto il pallone.

Buon lavoro!

Italia Germania under 21: ci siamo divertiti!

Era già da qualche giorno che l’avevo promesso ai ragazzi e ieri sera armati di cuffie, scaldacolli, sciarpe e giubottoni ci siamo organizzati per andare a vedere  Italia Germania under 21 a Reggio Emilia al Mapei Stadium.

I ragazzi vista anche la recente certezza (sabato) di essere tra le prime tre del campionato e quindi di poter passare con merito al girone successivo erano carichi come le molle.

Divisi sui due pulmini abbiamo fatto il viaggio cantando (urlando forse è meglio dire) e facendoci scherzi di ogni tipo.

Oltre la vena goliardica della gita e l’euforia del momento però abbiamo guardato la partita con occhio critico come ci eravamo ripromessi rispetto a quanto i giocatori hanno fatto vedere in campo.

L’Italia (schierata con un 4 3 3) recupera parecchi palloni e riparte concedendo pochi spazi agli avversari (schierati con un 4 2 3 1). L’Italia pressa alto complicando così l’impostazione palla dei tedeschi che però tecnicamente sono più brillanti di noi.

Matteo si volta e dice: “mister hai visto?  Lo fanno anche loro il pressing alto!”

In un paio di incursioni Zaniolo e Mandragora riescono a mettere in difficoltà la difesa tedesca che in fase di non possesso arriva anche ad avere 5 giocatori schierati in difesa con uno di loro che farebbe invidia a come noi “vecchi” intendiamo il ruolo di “libero”.

La Germania prova a fare qualcosa ma appena passa il centrocampo si presta ad una veloce ripartenza italiana che porta al goal, grazie a Zaniolo che offre una splendida palla a Parigini. Goallllll.

Ragazzi in estasi…stadio tutto in piedi…voglia di urlare a mille.

C’è freddo ma i ragazzi hanno voglia di divertirsi e cominciano a mandare messaggi al “vecchio” mister dell’anno scorso (che quest’anno allena la squadra dell’annata inferiore) sfidandolo a giocare con i suoi ragazzi “Mister avete vinto sabato, complimenti…avete giocato contro i 2015?????” e risate generali.

La Germania non gradisce lo svantaggio e comincia a macinare gioco e a schiacciarci nella nostra metà campo ma verso la fine del primo tempo l’italia compie uno splendido contropiede tutto in verticale da Parigini a Cutrone che con un tocco d’esterno mette Orsolini solo davanti alla porta, ma…il portiere avversario para (molto bravo direi per la scelta di copertura della porta).

Purtroppo la fine del primo tempo si chiude con il pareggio della Germania con un rigore per fallo di mano di Cutrone.

I ragazzi si stanno divertendo, Stefan, il portiere, mi chiede se anche lui deve essere capace di fare i rinvi di piede oltre la metà campo,  Pachito dice che lui è più bravo dell’8 tedesco (ndr. migliore in campo), Michael dice che portano troppo la palla e che devono tirare di più…sorrido e tra me  e me penso che lì’obiettivo della serata è raggiunto: calcio e divertimento (anche se viverlo a maggio piuttosto che a 2 gradi a novembre sarebbe stato meglio!).

Nel secondo tempo l’Italia dinamica del primo tempo scompare (probabilmente anche loro hanno mangiato i panini con il salume e formaggio che la Betta ci ha preparato per fare merenda) e i tedeschi vanno sul 2 a 1 con un giocatore mancino che quando prende palla sembra giocare in mezzo al presepe tanto i nostri giocatori sono immobili.

Passano venti minuti in cui l’unico pensiero dei ragazzi e rivolto al cibo (a parte Mansour che pensa solo alla Giada) anche perché la partita non offre grandi cose fino a quando Di Biagio prova a rivitalizzare la partita inserendo Castrovilli e Bonifazi.

Al 35′ gran parata del portiere avversario su una punizione violenta di Cutrone che fino ad allora era stato protagonista solo per il rigore causato.

Fischio finale…sconfitta per 2 a 1…ma i ragazzi sono ancora  a mille, li aspetta il  viaggio di ritorno e stanno già pensando a che scherzi fare sul furgone…

…bene, calcio, gruppo e serenità…NE VALE SEMPRE LA PENA!!!

ps. Pietro sarà dura andare a lavorare domani mattina…ahahahah

 

 

 

La partita perfetta degli UNDER 15: PARMA-JUVENTUS 3-0

Partita perfetta con netto successo per 3 a 0 dei ragazzi del Parma Under 15 nella 9^ Giornata di Andata del Campionato Nazionale Serie A e B di categoria disputato domenica 11 Novembre 2018 (buona parte di questo articolo viene dal sito ufficiale del Parma Calcio).

Ho assistito divertito ad una bella partita dove la cosa che più mi ha impressionato è il clima che si è instaurato in questa squadra. Nella foto sottostante il commento del mister e dello staff a fine partita in campo di fronte al pubblico.

Grande motivazione, molto aiuto in campo tra compagni, molto azioni nate dal lavoro fatto sicuramente in allenamento e molta attenzione a chi nella squadra poteva avere qualche problema in più. Atteggiamento che dal primo minuto all’ultimo si è respirato anche fuori dal campo specialmente nelle parole di sostegno e di motivazione che i ragazzi si scambiavano in campo.

MI sono veramente divertito nel vedere una squadra giocare con attenzione e professionalità ma anche con cuore, ordine e volontà. Non ci sono stati falli tattici, non ci sono state sceneggiate, non ci sono stati momenti di sosta dovuti al “non calcio”. Bravi ragazzi, bravo mister…proprio  la partita perfetta.

Dal sito del Parma Calcio. Grandissimo approccio e partenza alla grande per i gialloblù che con avversari di questo calibro attuano un pressing ultra offensivo sin dal primo minuto che impedisce ai bianconeri di costruire con precisione le loro azioni.

Al 10′ la sblocca Salvatore Ribaudo e al 18′ Saponara si inventa l’azione del 2-0: servito bene da Foresta (il migliore in campo) libra un tiro ad incrociare che vale il raddoppio.

Anche nel secondo tempo il Parma ritorna in campo con la stessa fame di prima: al 10′ del st  arriva la rete del 3-0 di bomber Thomas Castaldo: servito perfettamente dal solito Ribaudo.

Il Parma chiude la partita in crescendo: anche chi entra a risultato acquisito fa la propria parte mostrandosi degno componente di questo gruppo. Nota di merito per Angelo Foresta che oggi sembrava avesse 150 polmoni, grandi prestazioni anche di Gandelli e Brunani (reduce da acciacchi settimanali, ma che sembrava essere al 100%), Ubaldi, ex Cus Parma, in cabina di regia non ha fatto rimpiangere Di Marcello con tanta personalità e giocate a centrocampo. Ribaudo e Saponara sono stati autori di grandi transizioni attive e passive.

mister michele saltori dopo parma juventus 3-0 under 15MISTER MICHELE SALTORI: “Abbiamo fatto una buona partita: direi un grandissimo primo tempo, ma anche il secondo lo abbiamo gestito molto bene. Oggi c’è poco da dire se non fare i complimenti ai ragazzi, ricordando però che è stata una partita: non dobbiamo montarci la testa, dobbiamo rimanere con i piedi per terra e continuare a fare quello che stiamo facendo da Agosto. Al di là della nostra idea di calcio, del modello di calcio che vogliamo esprimere, penso che la nostra squadra debba migliorare nell’atteggiamento: oggi avevamo chiesto ai ragazzi di non mollare dal primo all’ultimo minuto, di continuare a pressare alto, nonostante fossimo 3-0 per noi, cosa inusuale, e lo abbiamo fatto. Noi stiamo cercando di mettere nella loro testa che la normalità deve essere giocare bene a pallone, competere con tutti e riuscire ad essere propositivi contro qualunque avversario. Poi ci sono quelli più bravi, quelli meno bravi di noi, ma noi dobbiamo sempre fare la nostra partita e quindi la nostra normalità deve diventare una partita come questa. Oggi avevamo anche delle assenze importanti come quella di Di Marcello, Bandaogo che era qui a sostenerci anche se con le stampelle, e Ciro Onesto che manca da inizio stagione: ma Ubaldi ha fatto una grandissima partita e trovarsi nel giro di tre mesi dal Cus Parma a giocare titolare nel Parma contro la Juventus penso che per lui sia stata una cosa importante, così come è importante per noi averlo in squadra. Noi puntiamo molto su di lui, sta crescendo tanto, però oggi faccio i complimenti davvero a tutti, al di là delle assenze. Abbiamo fatto davvero una grandissima partita”.

INTERVISTE DEL DOPO PARTITA

a cura di Gabriele Majo, Responsabile Ufficio Stampa & Comunicazione del Settore Giovanile e della Squadra Femminile del Parma Calcio 1913

MISTER MICHELE SALTORI

THOMAS CASTALDO E DANIEL SAPONARA

VIDEOCRONACA

INGRESSO SQUADRE IN CAMPO E CALCIO D’INIZIO

PARMA-JUVENTUS 1-0, 10′ GOL DI SALVATORE RIBAUDO

PARMA-JUVENTUS 2-0, 18′ GOL DI DANIEL SAPONARA

PARMA-JUVENTUS 2-0 (PARZIALE FINE PRIMO TEMPO) – RIENTRO NEGLI SPOGLIATOI

RITORNO IN CAMPO PER IL SECONDO TEMPO, CALCIO D’INIZIO DELLA RIPRESA

4′ ST DOPPIA OCCASIONE PER THOMAS CASTALDO

8′ ST TIRO DI DANIEL SAPONARA SORVOLA LA TRAVERSA

PARMA-JUVENTUS 3-0, 10′ ST GOL DI THOMAS CASTALDO

25′ ST CONTROPIEDE CROCIATO CONCLUSO DA TIRO DEBOLE DI RIBAUDO

PARMA-JUVENTUS 3-0 (RISULTATO FINALE: ESULTANZA, FAIR PLAY)

HIGHLIGHTS

Clip a cura di Franco Ricci (Coach 6100)

Foto di Alessandro Filoramo (Wire Studio) 

Calcio e dimissioni: quando si rompe qualcosa

L’ultima giornata di Serie A si è resa famosa per averci fatto tornare indietro nel tempo.

Esattamente un anno fa, l’Italia intera subiva forse la più cocente delusione della propria storia calcistica: dopo uno 0-0 a San Siro contro la Svezia, la nostra nazionale non approda ai campionati del Mondo.

Il paese intero iniziò subito dal post partita a massacrare l’allenatore Ventura e chiunque contava le ore in attesa delle sue, scontate, dimissioni.

Ventura le dimissioni però non le diede mai, accollandosi etichette di ogni tipo quali, ad esempio, quella di uomo senza dignità.

Ieri pomeriggio, “con un anno di ritardo” scrivono i giornali, dopo un pareggio per 2-2 della sua attuale squadra (Chievo) contro il Bologna, un po’ a sorpresa il famoso allenatore rassegna le dimissioni.

Quello che interessa a noi discutere non è tanto se le dimissioni sono giuste o sbagliate, quanto aprire un confronto su cosa possa spingere un allenatore a lasciare la barca in corsa.

Ci sono momenti in cui le cose proprio non vanno, in cui tutti da fuori hanno ricette e bacchetta magica per salvare il mondo e tu, allenatore, provi ogni giorno a ripartire cercando di concentrarti solo sul tuo lavoro.

Ma non è facile.  Il calcio è sicuramente l’ambiente che dà più spazio ai milioni di professori che abbiamo in Italia. Come dico sempre ai miei allievi, tutti quelli a bordo campo hanno vinto 10 campionati nella loro vita, tutti sono stati mancati professionisti per un pelo, tutti sono stati grandi allenatori. E tutti questi si divertono, appunto, a “sbranarti” e puntarti il dito contro.

Accade in Serie A, accade nei Giovanissimi, accade nei pulcini.

Non si può non ammettere che la gestione di questi momenti non è mai facile: dal più timido e insicuro al più carismatico,  convivere con la mancanza di risultati e il contesto attorno è comunque motivo di rabbia o pensiero.

In quel momento, cosa può fare un allenatore? Che piste si aprono?

Sicuramente è necessario, a prescindere dal momento felice o infelice, disporre di una capacità di autocritica e autoanalisi.

Le domande che un mister deve porsi quotidianamente sono tante, ma quando le cose non vanno mi permetto di sintetizzarle in tre punti principali.

La prima domanda che deve porsi è sicuramente se il gruppo di giocatori è in grado di seguirlo.  Si, vado avanti mettendo una campana tra me e la squadra è ciò che c’è intorno.  Oppure No, il gruppo non mi segue e non mi ha mai seguito. Forse è ora di lasciare spazio ad un altro. Non ci sono soluzioni.

Il secondo fattore da valutare è quello della capacità di reggere la pressione esterna: l’entusiasmo per un allenatore è tutto, posso essere in grado di andare avanti con le mie bellissime idee di fronte a tanta gente che vorrebbe la mia testa? Si, sono in grado di isolarmi. Oppure No, forse sta diventando uno stress enorme e non riesco a vivere  più di tanto in ansia o male.

Un terzo fattore, tralasciando quello economico che nel calcio giovanile non esiste, potrebbe essere quello di troppo amore che mi spinge a capire che un’altra persona potrebbe valorizzare molto di più quei ragazzi cui tanto sono legato e il nome della società che per me ha fatto tanto in passato.

E a voi? Sono mai capitate situazioni di questo tipo? Vi siete mai trovati in mezzo al dubbio di voler/dover lasciare?

La foto è sfocata e di qualche anno fa ma per ogni momento in cui qualunque mister pensa di lasciare ce ne sono mille che ti convincono a continuare…o mi sbaglio?

Gruppo meraviglioso…torneo a Monaco esaltante…si è vero, ci sono tanti motivi per lasciare e farsi i fatti propri ma i sacrifici e il lavoro prima o poi vengono sempre ripagati…vamoooossss

 

La “Rete dei mister” di Claudio Gori

Buongiorno a tutti,

diversamente dagli altri post che normalmente popolano questo blog oggi vorrei segnalarvi e proporvi un servizio che per un mister potrebbe essere molto utile: la rete dei mister.

Rete dei mister

La rete dei Mister è un circuito gratuito ed aperto, che raggiunge puntualmente e capillarmente più di 4000 destinatari. Sono istruttori, allenatori, dirigenti, operatori dilettantistici del calcio giovanile e non.

Eventi formativi, esercizi, informazioni utili sono all’ordine del giorno.  Penso che far parte di questo servizio, oltre ad essere  un importante fonte di arricchimento personale, sia un utile occasione di confronto con altri colleghi che stanno facendo le nostre stesse esperienze.

Claudio Gori è il promotore e gestore di questo servizio e in questi anni mi ha sempre colpito per la cura e il rispetto con cui gestisce tutte le notizie e tutte le persone.

Nelle occasioni in cui ci siamo visti e per le esperienze condivise (non sempre positive per problemi personali purtroppo ) anche se non ci si frequenta regolarmente considero Claudio come un amico, una persona leale con le idee precise sia sull’educazione dei ragazzi che su come deve essere vissuto il calcio,  soprattutto nell’esperienza delle squadre giovanili.

Il fatto che l’iscrizione alla rete dei mister sia gratis la dice lunga sull’attenzione che Claudio riserva a questo mondo. E’ possibile infatti fruire e condividere il materiale e le dispense in modo gratuito. “Come sempre basta un per favore” è l’unica vera raccomandazione di Claudio per sottolineare che il servizio non è gestito solo da un pc o da programmi apposta ma prima di tutto c’è una persona.

Come ho scritto all’inizio del mio sito “Il calcio ha bisogno di persone brave, non solo di brave persone”.

Claudio è una brava persona innanzitutto ed è anche bravo tecnicamente; un professionista del settore che però accoglie le idee di tutti (non solo quelle dei cosiddetti professionisti) ma anche quelle delle persone che vivono tutti i giorni l’avventura del calcio con bambini e ragazzi.

Condividere le idee e confrontarsi è il vero valore aggiunto del suo servizio.

Rete dei mister

Nell’immagine c’è il messaggio 156 del 2018 inviato sul gruppo whatsapp. Il servizio della Rete dei Mister oltre alla pagina facebook ha anche e soprattutto la possibilità di raggiungerti ed informarti delle varie iniziative via whatsapp.

Cosa aspettate ad iscrivervi?

Come dice Andrea, un mio amico mister “Che giornata sarebbe senza il messaggio  di Claudio Gori ?”

Pianificare la prossima stagione – Quarta settimana

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Pianificare la prossima stagione

Sarò lieto (insieme a Gino – preparatore dei portieri e Sebastiano – preparatore atletico) di farti avere linee guida, obiettivi, programmazione, linea temporale, esercizi e sistemi di valutazione adatti al tipo di squadra che stai allenando.

Il percorso si svilupperà in quattro settimane e i contenuti di ogni singola settimana riguardano:

Prima Settimana: Lavorare per ottenere la migliore forma possibile per i tuoi giocatori rispetto agli obiettivi della prossima stagione.

Seconda Settimana: Sviluppo delle competenze calcistiche. Sviluppare idee ed esercizi adatti al programma che vuoi affrontare durante l’anno.

Terza Settimana: Valutare i tuoi giocatori Approfondire gli obiettivi sui singoli giocatori.

Quarta Settimana: intensificare e ripassare il lavoro svolto finora in prestagione. E’ il tempo per mettere in pratica gli obiettivi singoli e collettivi.

Pianificare la prossima stagione – Terza settimana

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Pianificare la prossima stagione

Sarò lieto (insieme a Gino – preparatore dei portieri e Sebastiano – preparatore atletico) di farti avere linee guida, obiettivi, programmazione, linea temporale, esercizi e sistemi di valutazione adatti al tipo di squadra che stai allenando.

Il percorso si svilupperà in quattro settimane e i contenuti di ogni singola settimana riguardano:

Prima Settimana: Lavorare per ottenere la migliore forma possibile per i tuoi giocatori rispetto agli obiettivi della prossima stagione.

Seconda Settimana: Sviluppo delle competenze calcistiche. Sviluppare idee ed esercizi adatti al programma che vuoi affrontare durante l’anno.

Terza Settimana: Valutare i tuoi giocatori Approfondire gli obiettivi sui singoli giocatori.

Quarta Settimana: intensificare e ripassare il lavoro svolto finora in prestagione. E’ il tempo per mettere in pratica gli obiettivi singoli e collettivi.