Pensando allo spogliatoio

Lo Spogliatoio…questo sconosciuto! Come lo si vive, come lo si gestisce…cosa succede dentro quelle “4 mura”. Il punto di vista di Davide Gottuso, mister del Forii calcio a 5.

Quanto è importante per un Mister “saper comunicare”?

Credo sia una delle qualità più importanti per un allenatore, saper comunicare verbalmente ma anche fisicamente è fondamentale… Riuscire ad entrare in empatia con ogni ragazzo, riuscire a trasformare la propria autorità (data dal ruolo di Mister) in autorevolezza grazie al modo di comunicare con i giocatori crea un rapporto di reale fiducia indispensabile per ottenere risultati positivi.

Secondo me un allenatore deve essere un po’ padre, un po’ fratello maggiore, un po’ professore, un po’ psicologo e un po’ amico… Se manca qualcuna di queste figure diventa difficile trovare il modo giusto per comunicare con la squadra.

spogliatoio

Codici di comportamento e regole… come le gestisci con i tuoi giocatori?

Di fatto creo ad inizio stagione una sorta di regolamento interno, dove ad ogni situazione negativa viene associata una sorta di “punizione”, come a cercare di creare qualcosa di automatico e schematico, ma ciò serve solo ad indicare cosa non si deve fare, nella realtà ogni situazione viene valutata volta per volta, cercando di avere un metro di giudizio oggettivo e di non creare differenze all’interno dello spogliatoio.

Ammetto che molto dipende dal trascorso del giocatore in questione, nel senso che se due giocatori arrivano tardi ad allenamento, oltre a prendere in considerazione le motivazioni e se hanno avvisato per tempo o no, valuto il passato dei due ragazzi, il decimo ritardo non può avere lo stesso peso del primo o del terzo.

Ti è mai capitato di “ammettere di aver sbagliato” nello spogliatoio?

Un sacco di volte, mi è capitato di scusarmi per una reazione magari troppo forte o per un rimprovero troppo veemente, parto sempre dal presupposto che ai ragazzi non serve un dito accusatore ma piuttosto un muro dietro al quale sentirsi protetti, devono giocare ed allenarsi con serenità, ho sempre fatto da scudo alle loro prestazioni negative cercando di prendermi le mie responsabilità.

Come prepari una partita?

Dal punto di vista tecnico/tattico in base ai fattori statistici e oggettivi, dimensioni del campo, tipo di gioco preferito dagli avversari, situazione di classifica, giocatori a disposizione, etc. etc…

Dal punto di vista emotivo in base all’importanza della gara e soprattutto ai comportamenti dei miei giocatori, se li vedo troppo euforici cerco di abbassare la loro “troppa” sicurezza, se invece li vedo rassegnati o abbattuti vado a cercare di colpire il loro orgoglio e provo ad infuocare il loro spirito.

Durante la settimana martello molto, a prescindere dalla classifica o dai risultati ottenuti, ogni partita va giocata con la massima concentrazione e con il massimo rispetto dell’avversario, nessuna partita è vinta o persa al venerdì sera… I conti si fanno dopo il triplice fischio.

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Che tipo di comunicazione fai quando devi comunicare i titolari e le riserve?

Nel calcio a 5 trovo riduttivo parlare di titolari e riserve, nell’arco della partita tutto cambia costantemente ogni secondo.

I convocati al match vengono indicati al mattino del giorno di gara, con un messaggio nel gruppo di whatsapp, raramente avviso prima un non convocato, alla fine lo trovo poco rispettoso per me e per il mio staff, come se dovessimo giustificarci di una scelta, i 12 che vengono convocati, lo sono in funzione del match e della stagione, e sono sempre quei giocatori che mi danno più garanzie.

Come ti comporti dopo una sconfitta?

Partiamo dal presupposto che mi metto sempre in discussione, mi assumo la totale responsabilità delle sconfitte.

La mia reazione però dipende principalmente da due fattori, il primo è l’atteggiamento avuto dai ragazzi e il secondo le scelte fatte. Ammetto di non essere bravissimo nel riuscire a non esternare rabbia o delusione ma credo che per imparare a vincere bisogna necessariamente saper perdere.

Se però ho notato poco attaccamento alla maglia o mancanza di voglia allora significa che non sono nel posto giusto, perché una squadra allenata da me non può scendere in campo senza il sangue agli occhi.

Alla fine chi comanda dentro uno spogliatoio?

Risponderei tutti e nessuno, lo spogliatoio è un po’ come una famiglia, dove intervengono sicuramente  i  genitori  ma  anche  i  fratelli  maggiori,  gli  zii  e  i  nonni  hanno  la loro importanza e utilità… Ecco, Il Mister, i giocatori, i dirigenti, i collaboratori tecnici… ognuno ha la sua importanza e aiuta nel creare un ambiente il più sereno e positivo possibile.

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Che “strategie” utilizzi per cambiare le “strategie” in una squadra?

Gioco di parole interessante, diciamo che cerco sempre di far arrivare alle soluzioni i giocatori stessi, cerco sempre di aumentare la capacità cognitiva e provo ad avere giocatori pensanti in ogni momento, dal riscaldamento, all’esercitazione fino ad arrivare alla partita, voglio giocatori capaci di adattarsi e di trovare soluzioni, la maggior parte degli  allenamenti  sono  questo,  risoluzione  di  problemi.  

Quindi  se  stiamo usando strategie di squadra poco funzionali la mia strategia per cambiarle sarà quella di mettere i miei giocatori nelle condizioni di dover trovare soluzioni a problemi che con la “solita” strategia non possono essere risolti.

Come integri “i nuovi arrivi”?

Dipende da quanto sono importanti e dal loro carattere, se arriva un giocatore di un certo livello e con un carattere forte verrà trattato come gli altri, se invece viene un giocatore poco conosciuto o con un carattere introverso o timido come spesso accade con i giovani dell’under quando vengono aggregati alla prima squadra, allora faccio un po’ da chioccia, e cerco di farli sentire subito importanti per il progetto, magari creando esercitazioni che ne evidenzino le peculiarità, che sicuramente li porteranno ad emergere positivamente e a togliersi di dosso un po’ di timore iniziale.

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Le implicazioni psicologiche del rientro post-lockdown: come gestirle?

Buongiorno a tutti!

Mi presento, sono Giambarresi Erika, psicologa dello sport, mi occupo di preparazione mentale degli atleti ma anche di formazione dei coach e genitori. Da oggi cercheremo di affrontare insieme diverse tematiche psicologiche che emergono nel mondo del calcio, nelle diverse situazioni e dinamiche che possiamo osservare dentro e fuori dal campo.

Il rientro post-lockdown vissuto fino a poche settimane fa ci ha costretto tutti a mettere in pausa le normali attività in tutti gli ambiti della nostra vita, tra cui quello sportivo, impattando sull’identità di atleta/coach. Ora ci viene chiesto di convivere con il virus, affrontando una minaccia, con tutte le precauzioni necessarie, ma allo stesso tempo tornare a fare ciò a cui eravamo abituati.

La domanda sorge spontanea: quali sono le implicazioni psicologiche di questa quarantena e come reagiranno gli atleti al rientro in campo? In che modo mister potranno gestire al meglio il rientro?

La profonda incertezza che sta caratterizzando questi ultimi mesi ha avuto un forte impatto sulla motivazione degli atleti: lo sport è per loro fonte di divertimento, spensieratezza, competizione, occasione di mettersi alla prova, sacrificio, è contatto, è squadra.. e tutto questo è venuto improvvisamente a mancare.

Tale incertezza ha avuto anche implicazioni a livello emotivo: comuni stati di preoccupazione, frustrazione ed ansia, ovvero quell’emozione che proviamo quando ci troviamo di fronte ad una minaccia reale o figurata che prepara il nostro corpo a reagire, aggravata dall’intolleranza dell’incertezza.

Il rientro in campo e gli allenamenti saranno molto diversi da come tutti ricordavamo: le nuove regole e le misure di sicurezza a cui coach e ragazzi dovranno attenersi può impattare molto sulla socializzazione, sul modo in cui il gruppo socializza, elemento molto presente in uno sport di squadra e di contatto come il calcio. Fondamentale in questo senso è tenere presente, in primis come mister, e ricordare ad atleti e famiglie che si tratta di una situazione temporanea!

Ogni ragazzo reagirà in modo diverso di fronte questa situazione, per tale ragione è necessario accogliere e comprendere le differenze individuali all’interno del gruppo, fornendo attenzioni maggiori a coloro che fanno più fatica (es. paura del contatto con i compagni, segnali d’ansia, paura, tristezza).

Dobbiamo essere consapevoli che questo rientro sarà come la ripartenza dopo un lungo e importante infortunio, dove non solo il fisico ne risente ma anche la mente non sarà pronta e reattiva come prima: qui gradualità è la parola d’ordine, si deve puntare sul divertimento, il piacere e il senso di competenza che deriva dallo svolgere un determinato gesto tecnico andando così ad alimentare la motivazione intrinseca.

Inoltre, si dovranno ristabilire gli obiettivi a breve e medio termine, in ciascun allenamento i ragazzi dovranno percepire lo scopo ultimo delle diverse attività che proporrete, dando loro la possibilità di porsi una meta da raggiungere (che non sia per forza la partita o il campionato).

Un ultimo elemento estremamente importante è la responsabilizzazione dei ragazzi, di tutte le età: possiamo condividere con loro una lista di regole, co-costruendone insieme alcune e facendo comprendere l’importanza di queste; il ruolo di “esempio significativo” del mister è molto rimarcato.

Educhiamoli anche rispetto a questa nuova situazione, diamo il giusto peso alle misure di sicurezza, non facendo passare il COVID-19 come elemento di gioco, scherzo o strumento per schernire i compagni.

Ricordiamoci che tutto questo ha colpito in primis molto anche voi mister, non possiamo, né dobbiamo negarlo ma accogliere tutte le emozioni che ci portiamo dietro da questa quarantena; per questo è importante che come gruppo di coach ne parliate e condividiate le vostre sensazioni al rientro, in modo da sostenervi l’un l’altro e riuscire a fare lo stesso con i vostri ragazzi.

Alla prossima!

Coordinamento UEFA C ONLINE

Ciao a tutti, oggi voglio presentarvi il coordinamento nazionale legata al patentino UEFA C ONLINE proposto e coordinato da Claudio Gori de La rete dei mister.

Civiltà e compostezza caratterizzano questo coordinamento anche se con fermezza, decisione e incisività il coordinamento si propone di cambiare l’attuale situazione della formazione istituzionale e abilitante.

Molti mister infatti sono impegnati in tutta Italia a conseguire il “chiacchieratissimo” patentino FIgc UEFA C per allenare le giovanili. Molti mister però sono rimasti fuori da i corsi e in alcune regioni non sono chiarissime le graduatorie di immissione o l’attività futura che li vedrà o meno protagonisti nella prossima annata.

Questo ha provocato molto disorientamento. 

In questi ultimi mesi abbiamo visto molte occasioni di formazione online (i famosi webinar) gratuite o a pagamento dove la sensibilità di ogni mister è stata coinvolta a a seconda delle necessità o delle curiosità di ognuno. 

Molti mister hanno partecipato infatti a questi corsi e il vedere riconosciuta l’esperienza e la formazione continua che molti di noi hanno fatto, stanno facendo e continueranno a fare è un riconoscimento fondamentale per questa professione.

La federazione però da questo punto di vista non ci sente e continua (come da vent’anni a questa parte) a ragionare sulle abilitazioni (patentini e corsi di aggiornamento).

Il tema dei corsi e dei patentini è ormai annoso nel nostro Paese e la drammatica situazione Covid con il lockdown imposto ha portato alla luce un sacco di problemi da parte della federazione. Mentre tutte le istituzioni si organizzavano per mettere online i corsi la Figc ha annullato tutti i corsi presenti sul territorio bloccando così la possibilità a tante persone di regolarizzare il proprio percorso e di mettersi in condizione di poter allenare l’anno prossimo con il patentino in tasca.

Durante questi mesi di fermo quale migliore occasione per formare online dei mister obbligati a casa dalla situazione contingente?  Purtroppo la Figc non ha organizzato nulla nei mesi di marzo, aprile e maggio anche se alla fine di maggio è arrivato il comunicato 332 relativo al lancio di due corsi Uefa C con lezioni online e abolizione punteggio per i criteri di accesso. 

Molti mister sono rimasti contenti di questa iniziativa della Figc.

Purtroppo però i corsi sono a numero chiuso, spazio a soli 120 studenti (nonostante il web garantirebbe numeri assai più elevati) e costo (720 euro)  proibitivo rispetto al periodo attuale di crisi economica.

Iniziativa lodevole ma oltre mille allenatori restano fuori dall’aula virtuale. Sembra che verranno abilitati con corsi da svolgersi durante la prossima annata ma non esce nessun comunicato ufficiale.

Molto sconforto in tutta Italia per l’ennesima iniziativa quantomeno ambigua rispetto alle reali necessità.

UEFA C ONLINE

Qualcuno tenta di dar voce a questi mister e agli appassionati del mondo del calcio. In particolare Claudio Gori, ideatore e responsabile de La Rete dei mister ha diffuso il seguente comunicato:

Chi ha presentato domanda e non è entrato. Chi non l’ha presentata, per mille ragioni. Chi è riuscito ad entrare, ma si accorge che un diritto, se non è per tutti, si chiama privilegio, oppure sopruso…

Desidero creare un canale diretto di comunicazione, con i colleghi di tutta Italia interessati, affinché si realizzi il raccordo tra tutti coloro che si sono ritrovati dentro e fuori il corso in questione.  

Saranno attivate delle iniziative, lecite, pacifiche e civili, che vedranno come protagonisti da un lato i singoli tecnici, dall’altro le società.  

Una regia coordinata punterà all’obiettivo di ridefinire, su scala nazionale, l’intero assetto di questa sessione, affinché il diritto alla formazione istituzionale ed abilitante, ora e in futuro, non sia più prerogativa di pochi.

Saranno dettagliati solo in una successiva, ma imminente, occasione i prossimi atti concreti: il primo, un’assemblea online; in seguito, una richiesta massiva di pubblicazione dei dati che, determinando il mostruoso numero di esclusi, ancor oggi alimentano rabbia, perplessità, sconforto e sfiducia verso l’istituzione federale. 

Si garantisce la totale gratuità, sia nell’accesso alle iniziative, sia nello svolgimento delle effettive azioni.  

Si assicurano la massima compostezza ed, insieme, il più totale rigore operativo. Si richiedono concretezza e rispetto, come fossero parole d’ordine. La civiltà e l’autorevolezza della nostra operatività saranno il segno della nostra costanza e della nostra incisività. 

Requisiti richiesti: buona educazione; disponibilità di una casella di posta elettronica personale; opzionale, profilo facebook personale; astensione da qualsiasi atteggiamento volgare, aggressivo o discriminatorio.

Manda il tuo messaggio whatsapp, al 3479610073, se desideri aderire a questa iniziativa.

UEFA C ONLINE

Claudio Gori non ha bisogno di presentazioni e la sua attività con la rete dei mister coinvolge più di 4000 colleghi con iniziative di formazione e di proposte di aggiornamento continuo per tutte le categorie di mister da molti anni.

Ecco gli interventi alla recente assemblea online del 24/06/2020 Interventi.

E’ necessario per ogni mister continuare ad aggiornarsi e a crescere in autonomia e saggezza ma è anche il caso che la federazione promuova situazioni formative abilitanti utili ed efficaci a questo splendido mondo che è il calcio…soprattutto giovanile.

In bocca la lupo a Claudio e al suo continuo impegno a dar voce a tutti noi. Se siete interessati investite un pò del vostro tempo ad iscrivervi al coordinamento…non ve ne pentirete…avrete occasioni importanti di aggiornamento e formazione e potrete contribuire alla crescita di tutti noi.

Alla prossima

20.000 motivi

Guardando le statistiche di accesso al sito de Il Misterone ieri appariva chiaro come dal 17 maggio al 13 giugno il sito fosse stato visitato da più di 20.000 persone. 

Questa occasione ci sembra opportuna per tentare un approccio più diretto con tutti quanti voi e per potervi a nostro modo ringraziare, personalmente, uno ad uno.

Grazie, grazie, grazie.

Con la vitalità che ci dimostrate quotidianamente leggendo e condividendo le pagine virtuali di questo blog avete contribuito ad alimentare la nostra volontà propositiva e la vostra costanza ci sorprende e ci riempie di una gioia ogni giorno che passa.

E’ per questo che ieri quando ho visto le statistiche e realizzato che è la prima volta da quando è stato aperto il sito che raggiungiamo questo obiettivo mi sono ritrovato come un bambino a mandare messaggi a chi ha partecipato in questi due anni alla realizzazione e alla crescita del sito per farlo partecipe di questo traguardo.

Il Misterone è un piccolo servizio gratis per una condivisione sana tra mister e addetti ai lavori nel mondo del calcio giovanile, senza arroganza e verità assolute ma con la passione e lo stimolo di chi sul campo ci sta tutti i giorni e ha voglia di condividere le proprie esperienze cercando di trovare sempre occasioni per crescere.

E’ per questo che mentre scorrevo la rubrica del telefono i miei messaggi da condivisione e  ringraziamento si sono trasformati in nuove richieste di contributo. MI sono infatti venuti in mente tante persone che hanno molto da dire sul calcio giovanile e sul ruolo del mister e pian piano i messaggi sono diventati occasioni per sviluppare nuovi argomenti, nuove sfide, nuovi aneddoti, nuove interviste.

Ed è per questo che chiedo a voi di partecipare allo sviluppo futuro di questo sito per renderlo sempre più efficace e funzionale. Se avete voglia e tempo provate a scrivere nei commenti oppure in privato alla redazione (paolo@ilmisterone.com) le vostre idee, gli argomenti che dovremmo sviluppare o le vostre disponibilità a partecipare a questo progetto.

Gli ambiti di intervento sono tanti.

Potreste far compagnia a Remo e alle sue Storie Maledette di calciatori del passato che vi hanno colpito oppure a Michele inviando aneddoti e curiosità sul calcio femminile oppure a Serafino e a Davide per far conoscere sempre più uno stupendo sport come il calcio a 5 oppure a Gino sviluppando il calcio dal punto di vista del portiere oppure a Seba rispetto all’aspetto atletico oppure insieme ad Andrea per evidenziare gli aspetti psicologici ed educativi dell’essere mister…. 

…questi sono solo alcuni degli aspetti su cui ognuno di noi può approfondire e crescere e sul nostro territorio siete tanti che hanno esperienze importanti da condividere…proviamo ad unire le forze!

Senza impegno…potete semplicemente farci conoscere la vostra storia, inviandoci il vostro modo di essere mister oppure di sviluppare esercizi mirati alla crescita dei ragazzi con brevi descrizioni o semplici schizzi su un foglio come quando si prepara l’allenamento (come spesso faccio io).

Il periodo che stiamo vivendo con tutte le difficoltà che si trascina dietro e le poche certezze per il futuro ci impone di chiarire anche la direzione, la linea da tenere, il piano da condividere insieme per poter definire meglio il nostro progetto formativo

Senza un piano raggiungere l’obiettivo resta un desiderio” come c’è scritto nell’immagine iniziale. 

Ecco quindi allora alcuni aspetti su cui abbiamo ragionato e che riteniamo appartenere alla quotidianità di ogni mister e che vorremmo sviluppare in maniera più assidua:

Capire le aspettative delle società e il vero motivo per cui si decide di allenare

Definire gli obiettivi per annata. Oltre alle specifiche Figc per categoria, “osservare” e vedere la squadra che ci troviamo ad allenare e definire gli obiettivi generali. 

Stabilire le linee temporali per pianificare macrofasi di lavoro e obiettivi precisi per il nuovo anno valutando limiti e pregi dell’ambiente in cui allenarsi

Avere una cassetta degli “attrezzi” con tanti esercizi per ogni obiettivo

Ragionare sulle schede dei ragazzi sapendo cosa si vuole ottenere da ognuno per una valutazione che evidenzi il percorso fatto partendo dal valore iniziale di ogni ragazzo.

Saper gestire i feedback che ci tornano dalle persone e dall’ambiente che ci circonda (genitori compresi).

Sapere come una società valuta un mister sia rispetto agli obiettivi tecnico/tattici che sul aspetto relazionale ed’organizzativo.

Dare valore alle esperienze passate e allo stesso tempo sottolineare le innovazioni

Ovviamente ci sono tanti “buchi” da colmare ma come indicazioni per l’anno nuovo ci sembrava appropriato concentrarci su questi temi. Cosa ne pensate?

Grazie ancora per i 20.000 motivi per continuare con entusiasmo e costanza questo percorso!

Fudela – Il calcio che crea la società

Oggi vi voglio parlare di Fudela una Fondazione che lavora in Ecuador per creare sviluppo sociale attraverso lo sport. Tuttimondi, l’associazione di cui faccio parte, si occupa di molti di questi temi e mi piacerebbe porre ai lettori alcune domande sul ruolo che dello sport e quindi del calcio all’interno di una società.

Historias InspiradorasCon el apoyo de ACNUR, la Agencia de la ONU para los RefugiadosYussef Abdallah14 años – VenezolanoEn todo lo que he vivido el camino se ha encargado de llenarme de fortaleza. Todo inició a mis 9 años cuando perdí a mi padre y mi hermano en un accidente de tránsito; desde ese instante todo se tornó difícil, triste y duro para continuar con ánimo y con felicidad. Somos 6 hermanos, solo varones, cada uno llevó está pérdida de una manera diferente. Por distintos motivos decidimos venir a Ecuador hace 1 año, junto con mi madre, ella es la fuerza de cada uno de nosotros ya que siempre nos inculca el perseguir nuestros sueños, levantar la cabeza e ir por lo que deseamos. Uno de esos sueños es el jugar fútbol, gracias a su apoyo y al que FUDELA me brinda cada día con sus valores, liderazgo soy más seguro de mí mismo, por ello estoy aquí aprendiendo y disfrutando con el fútbol uno de los sueños que tengo.

Pubblicato da Fudela su Venerdì 31 gennaio 2020
Yussef Abdallah
14 años – Venezolano
Il calcio può essere un punto di riferimento per gli orfani o semplicemente per ragazzi che si stanno perdendo?

Yussef Abdallah è un bambino rifugiato del Venezuela, arrivato in Ecuador grazie alla UNHCR.

Racconta: “In mezzo a tutto quello che ho vissuto, la strada percorsa è riuscita a darmi forza. Tutto è iniziato a 9 anni quando ho perso mio padre e mio fratello in un incidente d’auto, da quell’istante tutto è diventato difficile, triste e duro. Per continuare serviva coraggio e un briciolo di felicità che avevo perso.
In famiglia siamo 6 fratelli, solo maschi, ognuno reagito a questa perdita in modo diverso. Per diversi motivi abbiamo deciso di arrivare in Ecuador 1 anno fa, insieme a mia madre. Lei è la forza dentro ognuno di noi, visto che ci incoraggia sempre a inseguire i nostri sogni, alzare la testa e andare verso quello che desideriamo. Uno dei miei sogni è giocare a calcio. Ringrazio per il sostegno Fudela, per ciò che mi offre ogni giorno con i suoi valori. Grazie alla leadership sono più sicuro di me stesso, per questo sono qui a imparare e mi diverto con il calcio che è una mia grande passione.”

Cosa può fare il calcio per bambini come lui?

Proyectos de Vida – Ecuador – Venezolanos en Movimiento

La OIM Ecuador, junto a Fudela, asistió en la capacitación de personas venezolanas en diversos oficios para tener más herramientas para insertarse laboralmente y perseguir sus sueños. ⬇️🎞️👇🎶| Con apoyo financiero U.S. Department of State: Bureau of Population, Refugees, and Migration| #VenezolanosEnMovimiento

Pubblicato da OIM América del Sur su Martedì 7 gennaio 2020
Il calcio come punto di aggregazione sociale.
Il calcio può essere luogo di aggregazione, formazione e divertimento?

IOM Ecuador, insieme a Fudela, ha contribuito alla formazione del popolo venezuelano in vari settori per avere più strumenti per inserirsi sul posto di lavoro e perseguire i propri sogni. Grazie anche al supporto finanziario del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti : Ufficio per la popolazione, i rifugiati e le migrazioni

Il calcio può essere il veicolo di aggregazione ed educazione?

CAMPEONES COMUNITARIOS, DEPORTE, INCLUSIÓN Y MOVILIDAD HUMANA EN CAFÉ TV

Compartimos el reportaje realizado por CAFÉ TV, sobre el programa de inclusión social y deportiva "Campeones Comunitarios", para niños en situación de movilidad humana. Míralo aquí.

Pubblicato da Fudela su Sabato 30 novembre 2019
Il calcio uno strumento formativo che deve essere accessibile a tutti
Il calcio deve essere accessibile a tutti?

La Fondazione Fudela grazie agli aiuti delle organizzazioni governative assicura sport gratuito a tutti i bambini, anche migranti, in difficoltà economica.

Perché in Italia hanno ridotto o annullato molti dei fondi alle associazioni sportive?

Il calcio può essere il mezzo per sensibilizzare la gente sui temi della parità di genere?

In molti contesti il calcio femminile vive ancora dello stigma e degli stereotipi sessisti. Ma dove questo viene praticato, diventa strumento di coesione e consapevolezza tra le donne. Questo giustifica la rapida diffusione di questo strumento sociale per discutere di parità di genere.

Vogliamo ancora ostacolare questo processo democratico?

Un balón transforma vidas y une paísesReconocemos el trabajo realizado por el equipo femenino del Club Deportivo Cuenca Oficial, haciendo del deporte un camino para aportar al desarrollo de niñas y mujeres.Confiamos y creemos en ustedes. ¡FUDELA #transformandovidas!

Pubblicato da Fudela su Domenica 27 ottobre 2019
Calcio femminile come veicolo per la sensibilizzazione verso la disparità di genere
Che ruolo può avere il calcio nell’incontro tra culture ed etnie?

Nella città di Esmeraldas, presso lo storico stadio Anderson, si è tenuto il primo torneo di allenamento nell’ambito del processo di certificazione metodologica tedesca del calcio di base con il supporto di EmbajadaAlemana e Streetfootballworld. Il sole pungente non è stato un impedimento per il buon esito della giornata. 21 squadre e oltre 200 bambini, ragazze e adolescenti in condizioni di mobilità regolare e disabilità hanno vissuto un’esperienza indimenticabile piena di valori, integrazione e gioia, che si potevano vedere sui volti di genitori, bambini, allenatori.

Il calcio può essere veicolo di integrazione?

SPAZIO AI GIOVANI: Mister Max Puzzillo

Siamo felici oggi di avere ospite un caro amico e, nonostante la giovane età,  storico volto del calcio giovanile parmense.
Massimiliano Puzzillo, classe ’93, è nato a Parma e vive oggi a Salsomaggiore Terme.  Grandissimo appassionato di calcio, ha conseguito il patentino Uefa C e da 8 anni è impegnato come allenatore.
Attualmente è responsabile degli Allievi B 2004 della Polisportiva Futura 2015 (Parma), dopo le esperienze con Crociati Noceto e Fraore Noceto.
 
 
 
Benvenuto Max. iniziamo con un breve riassunto della tua storia calcistica.
 
Beh che dire ? Ho mosso i miei primi passi da calciatore tra la scuola calcio del Parma e l Or.Sa, onestamente due scuole di vita che mi hanno trasmesso importanti valori sportivi ai quali sono molto legato tuttora.
Il settore giovanile agonistico, invece, ho avuto la fortuna di farlo ai Crociati Noceto, che da poco erano passati nel “professionismo” con la prima squadra.
Lì mi sono tolto soddisfazioni importanti,  e ho avuto allenatori importantissimi che mi hanno segnato profondamente; tra questi,  Melegari , Musiari e Pietranera.
Devo aggiungere anche l’ esperienza a Fiorenzuola, che è durata solo 1 anno ma rimane bellissima per tanti motivi .
 
Da qualche anno, hai deciso di diventare allenatore. Come e dove hai iniziato la tua carriera ?
 
E iniziata nel 2013 con i Crociati Noceto ed ero appena maggiorenne quando  Igor Bonazzi, allora Direttore Tecnico, mi propose di iniziare ad allenare i Piccoli Amici (2005/2006).
Avendo le idee chiare fin da subito, accettai con entusiasmo .
 
Cosa ti ha spinto ad intraprendere la carriera di allenatore ?
 
Bella domanda! Ti potrei dire scherzosamente (ma non troppo) e provocatoriamente, che un mio allenatore mi diede una spinta toccando il mio orgoglio;  in una discussione sul perché non mi avesse fatto partire tra i primi 11,  mi disse che quando sarei stato allenatore avrei potuto fare come volevo. In quel momento,  dovetti  accettare la scelta perché era lui che decideva, ma posso dire di averlo preso alla lettera diventando poco dopo allenatore .
Inoltre, come hai già raccontato, di base in me c’è una “malattia” per questo sport fin da quando ero bambino . La “colpa” e di mio papà che fin da subito mi mise un pallone in mano e la maglia di Ronaldo ( Il Fenomeno ). Ovviamente lo ringrazio, anche perché mi segue sempre….Anche se a  volte discutiamo e ci mandiamo a quel paese nel dopo partita per le mie scelte! Senza di lui sarebbe stato tutto diverso.
 
Raccontaci il resto del percorso.
 
Dopo la prima avventura che vi ho appena raccontato,  il percorso è proseguito con i Pulcini 2004. Nel frattempo i Crociati Noceto sono diventati il Fraore/Noceto, ma ho continuato per un altro anno la guida dei 2004 nel campionato Esordienti .
Da lì il salto negli Allievi 2001, con un biennio di soddisfazioni e crescita conclusasi con la Vittoria del campionato l anno successivo con la Juniores.
Quest anno invece, prima dell emergenza Covid-19, sono passato a Medesano (Parma) dove avevo in mano gli Allievi 2004 della Futura.
 
…mi sembra di capire che tu abbia un legame speciale con Noceto!
 
Sono cresciuto lì (11 anni da giocatore e allenatore )e non ti  nego che andarsene non sia stato semplice, ma forse era giunto il momento di provare altri ambienti.
Sono sempre in contatto però con molti colleghi che sono lì,  ho lasciato diverse amicizie .
 
 
Parlando di campo cosa secondo te deve avere come caratteristiche principali un allenatore? 
 
Sicuramente leadership, deve essere come un comandante di un esercito e pronto ad istruire allo stesso tempo i suoi “soldati” per la battaglia .
L empatia è un altra dote che ritengo fondamentale per capire chi hai davanti, per entrare nella sua testa e percepire le sue emozioni .
Questi punti, a parer mio vengono prima delle capacita Tecnico / Tattiche.
Puoi essere il migliore nella lettura della gara o nel mettere la squadra in campo, ma se non hai la stima e il rispetto dei giocatori difficilmente ti seguiranno.
 
Chi sono le persone a cui devi di più?
 
In primis, Mister Amanzio Melegari: lui mi ha  insegnato che il dialogo continuo con il giocatore è fondamentale. Ho un ricordo meraviglioso di lui e lo ritengo un Top nel panorama dilettantistico.
Aggiungo anche Mister Musiari che mi ha formato caratterialmente con la trasmissione di valori come il sacrificio e dedizione.
Ho molta stima anche di Mister Bazzarini e Cerri, che ho affiancato come vice nelle loro squadre in categoria.
Vittorio ( Bazzarini ) per la cura dei particolari e nello studio degli avversari;  Davide ( Cerri ) nella valorizzazione e gestione del gruppo.
Come dirigenti, invece non posso non nominare il DS Silvano Orzi  che mi ha lanciato nell’agonistica quando avevo soli 22 anni, affidandomi la squadra Allievi:  solo un pazzo lo avrebbe fatto, e per questo a lui sarò sempre grato .
 
Ultime battute Max…quanto pensi sia importante lo staff per un allenatore da 1 a 10?
 
11!!!!Ho avuto la fortuna di trovare tanti collaboratori importanti.
Mister Rizzelli, che ritengo uno dei migliori giovani nel panorama giovanile agonistico .
Simone Bellini,  fondamentale per me nella gestione del rapporto giocatori/allenatore.
Ma ho tanti amici con cui mi confronto giornalmente come Mister Lodi con cui non ho collaborato su campo ma ho una stima incondizionata .
Quest anno invece ero affiancato da ragazzi giovani che mi ricordano me quando ho iniziato. ( Marchesi, Orzi e Calzi)  secondo me ne sentirete parlare ..
 
Quale è il tuo sistema di gioco preferito e il modo in cui vuoi che giochi la tua squadra ?
Credo che L abilità di ogni allenatore sia “fare un vestito adatto per là propria modella “ ovvio che anche io ho delle preferenze mi piace la difesa a 3 anche se difficile da fare  , oppure un 4-3-1-2 però come dicevo prima mi piace carpire il meglio da ogni squadra .
Una cosa sulla quale non transigo è l atteggiamento; quello non bisogna mai sbagliarlo!
Sono molto esigente sulla fase difensiva, odio prender gol e  le vittorie che mi piacciono di più sono quelle 1-0.
 
Che consiglio daresti ad un giovane come te che vuole iniziare ?
 
Direi di imparare ad ascoltare i più veterani! All’inizio ho faticato un po’, ricordo ancora le orecchie doloranti per le strigliate di Simone Alberici ( Direttore Generale Fraore ).
A volte mi arrabbiavo, ma con il senno di poi ho capito che su molte cose aveva ragione .
Quindi direi questo …
Imparare ad ascoltare …
 
 
Grazie Max della disponibilità e un grandissimo in bocca al lupo per il futuro!

Interviste del Bagnolo C5F: Stefano Valso, Luciano Avellino e Debora Vanin

FUTSAL NEVER DIE

Quarta puntata del format in diretta sulla pagina Instagram del Bagnolo Ca5 femminile. Caratterizzata da tre ospiti che ci hanno raccontato la loro visione sul gioco del Futsal.

Stefano Valso

Il primo ospite a raggiungere Mister Orlando d’Alsazia è stato il Mister Stefano Valso , allenatore del Padova Calcio Femminile C5 squadra partecipante al campionato di serie A2, che ci ha raccontato come è strutturata la società, mettendo in risalto il grande spirito di sacrificio che ogni giocatrice mette sempre al servizio della squadra.

Luciano avellino


Un bel momento di condivisione tra le due squadre (Bagnolo e Padova) accomunate dall’amore per questo disciplina.
Secondo grande ospite è stato il giocatore dell’Acqua e Sapone e della nazionale Argentina, Luciano Avellino il quale ha ripercorso la sua carriera, partita da Rosario, sua cittá natale in Argentina, fino all’arrivo in Italia dove ha vestito le maglie di Domus, Latina per 7 anni, Kaos Reggio Emilia e da due anni a questa parte, Acqua & Sapone.
Ci ha raccontato dove bisognerebbe agire per far crescere questo sport, seguendo il modello del Sud America dove lo si insegna fin da piccoli e poi c’è stato spazio per bellissimi ricordi legati alla città di Reggio Emilia dove ha vinto la Coppa della Divisione, esperienza che gli ha permesso l’approdo in Abruzzo nella squadra più importante d’Italia.
Sicuramente la semplicità e il grande spessore umano uniti alla grande intelligenza tattica fanno di Avellino uno dei protagonisti di questo Futsal.

debora vanin


Terzo ospite è stata la campionessa del Kick Off, Débora Vanin una delle giocatrici più rappresentative in Italia, appena entrata nell top ten (ottavo posto) nella classifica delle migliori giocatrici al mondo stilata da Futsal Award.
Ci ha spiegato cosa si cela dietro al suo grande successo, partito dal lontano Brasile fino ad arrivare qui in Italia dove ora è capitano della sua squadra.
La sincerità nel discutere di alcune tematiche la rendono sicuramente campionessa dentro e fuori dal campo.

Ringrazimenti finali doverosi al numeroso pubblico, che da casa ha interagito con i nostri ospiti, dando lustro anche a questa puntata.

Il Fustal è di TUTTI!!! 

3 Portieri e 3 Porte

Ciao a tutti, spero stiate tutti bene e spero anche stiano bene le persone a voi care….

Non è facile scrivere qualcosa in questi giorni di tensione ma oggi mi è balzata in mente un’esercitazione che ha fatto divertire molto i ragazzi e li ha tenuti sempre molto svegli.

Si tratta di una esercitazione che può essere considerata come il centro dell’allenamento a difesa della porta; io l’ho utilizzata spesso quando avevo 5 portieri per tenere in movimento tutti specialmente nella seconda variante che riporterò poi.

Come vedete si utilizzano tre porte, logicamente le due laterali si possono fare tranquillamente con i paletti, con tre portieri a difesa delle rispettive porte e 2 portieri ( Giallo e Rosso ) in aiuto del Mister in verde.

L’esercitazione comincia con un passaggio dal Mister al portiere  che difende la porta principale ( 1 ) che passa ad uno dei due aiutanti ( 2 ) che  passa all’altro aiutante ( 3 )  che serve il Mister ( 4 ) per il tiro a scelta su una delle tre porte ( 5 ).

Già qui le varianti possono essere tante:

  • Il portiere sceglie a quale aiutante  passare la palla ( Libertà al portiere ma vincolo di chiamare nome e il classico uomo/solo )
  • Il Mister chiama il nome dell’aiutante a cui il portiere passa la palla
  • Il Mister chiama il colore corrispondente ( o opposto )  all’aiutante e il portiere esegue il passaggio.

Logicamente quando si eseguono le transizioni i tre portieri devono eseguire lo spostamento in funzione del passaggio ed attendersi un tiro sempre e comunque che, altra variante, potrebbe essere anche ribattuto dopo una respinta dagli aiutanti.

La variante di cui parlavo all’inizio dell’articolo  è molto semplice e, in maniera generale, consiste nel far diventare attivi da subito, e non solo dopo le ribattute, gli aiutanti con dei passaggi filtranti ( Anche qui altre variazioni sono ben accette ). Questo comporterà il fatto che i portieri a difesa delle porte dovranno essere pronti anche a difendere lo spazio e quindi ad attaccare la palla in uscita o a contrasto e di contro renderà ancora più attivi gli aiutanti.

Una variante che mi piace molto avendo a disposizione solo tre portieri e molto simile a quelle di prima ma inserisco un punteggio per le parate con la possibilità di segnare ai portieri in deviazione nelle altre porte. L’esercizio parte sempre dal Mister che passa da un portiere il quale comincia un giro palla insieme agli altri portieri fino al segnale del Mister che chiama la palla il quale ricevuto il passaggio tira in porta o su controllo o di prima intenzione. Come immaginate anche qui gli spostamenti dei portieri sono in funzione del giro palla e del passaggio verso l’allenatore sia come posizione che come velocità.

Generalmente come punteggio considero i seguenti :

  • 3 punti presa bloccata in tuffo ( La palla deve rimanere salda nelle mani del portiere con valutazione del Mister )
  • 1 punto per un goal realizzato in una porta avversaria in deviazione 
  • – 1 punto per ogni goal subito 

L’introduzione del punteggio molto  maggiore sulla presa è proprio per stimolare il gesto tecnico perché altrimenti, specialmente per i più giovani, diventerebbe solo un gioco di deviazioni mentre credo che la deviazione o respinta si debba usare solo quando sia realmente necessaria.

Ho notato che questa esercitazione è stata molto apprezzata dai ragazzi che si sono divertiti e a mio parere è allenante sulle varia posizioni da mantenere a difesa della porta proprio in funzione del fatto che per ogni portiere il posizionamento è diverso. Sicuramente l’ottimo sarebbe quello di avere tre porte regolari ma so che è praticamente impossibile ma noi Allenatori dei Portieri ci arrangiamo sempre e abbiamo molta fantasia.

Spero che l’esercitazione sia stata di vostro gradimento e come al solito ribadisco che chi ha voglia di commentare è sempre ben accetto.

A presto e Buona Pasqua !!!  Nonostante tutto…

ANDREA CERATI – La mia prima esperienza nel calcio femminile

Ciao a tutti. Oggi parliamo di calcio femminile in compagnia di un nostro amico allenatore, Andrea Cerati, alla sua prima esperienza alla guida delle ragazze Under 17  del Parma Calcio 1913.ANDREA CERATI

45 anni,  lavora come Responsabile Area Vendite Italia in una azienda multinazionale per la produzione di macchine e tecnologie per il controllo qualità nell’industria food e pharma; è allenatore dal 2008.

Ha ottenuto le qualifica di Istruttore CONI-FIGC  e Allenatore Dilettante e Istruttore UEFA B.

Ciao Andrea, benvenuto.  Per cominciare, raccontaci qualcosa su di te!

(domanda ironica) Anche le donne quindi possono praticare calcio?

“Le donne non possono, per svariati motivi, praticare questo sport da maschi”.

Partendo da questo grande e assurdo preconcetto, nel 2015 ho frequentato il corso da istruttore base UEFA B, nel quale ho imparato che il confronto e la curiosità sono alla base della crescita di ogni istruttore ed allenatore.

E’ stata proprio la curiosità di scoprire una parte del calcio a me conosciuta, quello del calcio femminile, che in alcune lezioni tenute dall’istruttrice del Settore Tecnico della F.I.G.C. Milena Bertolini (attuale C.T. della squadra Nazionale di Calcio Femminile Italiana) ho potuto approfondire e scoprire questo “mondo” a me totalmente sconosciuto o forse meglio dire, ignorato.

Una slide in particolare, durante e lezioni in alula, mi colpì fortemente tanto da fotografarla e conservarla nella galleria delle fotografie a me più care. La dichiarazione di una delle calciatrice americane più talentuose e famose nel mondo, Alex Morgan: “Non è importante che lo si chiami calcio, football, soccer, questo gioco unisce le persone ed è l’unica cosa che importa”.

Ho iniziato a pensare e che lo sport è perseguire una passione, quindi, non è così strano che una donna intraprenda questa attività sportiva ed insegua i suoi sogni. 

Come e perché sei arrivato ad allenare una quadra di calcio femminile?

Dopo anni di esperienza come istruttore nel calcio dilettantistico in tutte le categorie giovanili, ho sentito il desiderio di cercare nuovi stimoli e di scoprire nei dettagli il calcio praticato dalle donne.ANDREA CERATI

Ho iniziato a seguire gli allenamenti e partite di mister Milena Bertolini (allora allenatrice della squadra di seria A Brescia Calcio Femminile), scoprendo un gruppo di ragazze con un elevato aspetto motivazionale, una vera squadra. Non è certo un caso che la qualità di quella squadra fosse proprio nelle giocatrici che la componevano (Barbara Bonansea, Cristiana Girelli, Sara Gama, Valentina Giacinti, Daniela Sabatino,Martina Rosucci ecc.) e che oggi, con altre maglie, continuano a scendere in campo con sui campi della serie A Femminile, della Champions League e con la maglia della nazionale Italiana.

In questa stagione hai ricoperto il ruolo di allenatore della squadra Under 17 al Parma Calcio 1913.

Ci parli di questa esperienza?

E’ stato un onore ed un privilegio avere l’opportunità di allenare in una società professionistica per di più quella della mia città.

E’ stata per me l’occasione per confrontarmi con tecnici ed istruttori molto preparati e di condividere e criticare i pensieri e le mie metodologie di allenamento e gioco del calcio.

Allenare una squadra di ragazze è stata per me una nuova, positiva e stimolante esperienza dove ho acquisito anche un nuovo modo di rapportarmi, organizzare e dirigere l’allenamento.

Nello svolgimento delle sedute di allenamento emergeva evidente come nelle donne fosse più elevato, rispetto agli uomini, la determinazione nell’affrontare un’esercitazione tecnica evidenziando una maggiore propensione al lavoro ed una maggiore capacità di attenzione e di analisi. Durante la seduta si percepiva inoltre uno stile comportamentale collaborativo piuttosto che competitivo che dava alla seduta di allenamento uno spirito di squadra davvero importante.

ANDREA CERATI

Questo aspetto è stato per me fondamentale per strutturare ed organizzare un lavoro di campo fortemente sbilanciato sull’aspetto tecnico individuale e successivamente sui reparti. Negli obbiettivi condivisi con la Direzione Sportiva c’era come primario obiettivo la crescita della squadra (nata proprio in questa stagione ed inserita tra le categorie under 15 ed under 19) nel senso più globale del termine.

La raccolta dei report post seduta di allenamento e di ogni singola partita (fino alla fine di febbraio 2020 causa sospensione delle attività per motivi legati alla diffusione del COVID-19) ci hanno confermato che il percorso di crescita individuale e di squadra è stato crescente e positivo.

Quali sono le differenze di metodologia di allenamento di una squadra femminile rispetto una squadra maschile?

Nel rispetto delle linee guida tecniche di metodologia di allenamento che la società Parma Calcio 1913 mi ha fornito, prima di stabilire il programma di allenamento, insieme al mio staff, abbiamo dovuto necessariamente considerare il materiale umano e tecnico che avevamo a disposizione.ANDREA CERATI

Pur rispettando alcune idee di gioco e principi tattici a me particolarmente cari, abbiamo basato le sedute di allenamento su una prima parte di attivazione tecnica e su esercitazioni finalizzate alla prevenzione degli infortuni per poi lavorare su un blocco tecnico individuale utilizzando prevalentemente il pallone e agendo su aspetti di coordinazione e per ultimo inserendo anche elementi tecnici e situazionali alla ricerca della miglior collaborazione tra i reparti, cercando sempre il coinvolgimento massimo delle ragazze attraverso stimoli e obbiettivi ambiziosi, ma raggiungibili.

Ho riscontrato che la differenza tra la donna giocatrice e l’uomo è sulla velocità e sulla forza funzionale, quindi principalmente sotto l’aspetto fisico. A livello tattico, molte volte, ho notato la superiorità della donna, l’intelligenza tattica calcistica non dipende dal genere. Negli allenamenti basati sulla tecnica e tattica tra uomo e donna non c’è differenza, anzi alcune volte la donna riesce a raggiungere la perfezione sui gesti tecnici più dell’uomo.

L’obbiettivo è di formare giocatrici pensanti, che siano in grado di prendere decisioni sul campo, di guidare una squadra, di rialzarsi dalle eventuali cadute. Stiamo formando giocatrici del futuro in un calcio sempre più complesso (non difficile, complesso) e veloce, che richiede la presa di decisioni rapidissime e di prendersi delle responsabilità, di rischiare.

Ma non solo… stiamo formando ragazze, future donne, che avranno un posto nella società.

 Ci sono allenatori professionistici e dilettantistici che apprezzi e stimi particolarmente?

Ho avuto la possibilità di frequentare diversi clinic di aggiornamento tecnico e tattico con tecnici professionistici nazionali ed internazionali nei quali ho apprezzato particolarmente la figura di mister Eusebio Di Francesco sia per la qualità dei temi trattati, sia per la chiarezza delle spiegazioni tecniche e non per ultimo per la semplicità ed umiltà della persona. ANDREA CERATIAltri allenatori che apprezzo particolarmente sono mister Claudio Gabetta (allenatore Under 17 maschile del Parma Calcio 1913) le cui metodologie di allenamento sono davvero molto interessanti, mister Matteo Mazzoli (vice allenatore under 15 maschile Parma Calcio 1913) amico ed allenatore di grandi qualità tecniche ed umane e mister Giuliano Cudia (allenatore Under 15 Elite U.S. Montebello) istruttore di grandi valori con il quale ho iniziato l’esperienza di allenatore e per il quale nutro profonda stima.

Grazie ad Andrea Cerati per la disponibilità, e in bocca al lupo per questa tua bellissima esperienza! 

Grazie a voi per l’opportunità e crepi il lupo!  Concedetemi un ultimo messaggio: in queste settimane medici, infermieri e tutte le persone impegnate in ambito sanitario, stanno facendo un lavoro enorme;  abbiamo il dovere di aiutarli evitando che il contagio aumenti e diminuisca il pericolo per le fasce più deboli e delicate di salute.
Un messaggio a tutti ed in particolar modo alle persone di sport: chi pratica sport rispetta sempre le regole, per questi motivi rispettiamo le istruzioni che ci danno, dopo il “picco” arriverà la discesa e allora il dopo sarà bellissimo. La normalità della vita quotidiana, un abbraccio, lo stare insieme, il piacere di andare a calciare un pallone o più semplicemente a vedere con un amico una partita di calcio allo stadio.
Restiamo a casa, andrà tutto bene.

LA COMUNICAZIONE

Buongiorno a tutti, almeno spero lo sia nonostante la brutta situazione in cui ci ci trova. Parlando di comunicazione credo sia doveroso, prima di tutto, fare una augurio a tutti che le cose vadano bene e ringraziare di cuore tutto il personale sanitario d’Italia che è in prima linea in questa emergenza.

La comunicazione è un tema particolare e molto spesso trascurato ma di fondamentale importanza per un portiere tanto che nella mia personale “classifica” è messa al secondo posto.

Oggi ne vorrei parlare in maniera abbastanza generica nel senso che vorrei porre qualche quesito e dare, secondo il mio parere, qualche risposta.

Cosa si intende per COMUNICAZIONE del Portiere ?

Per me è la capacita di riuscire a dare indicazioni precise sia in fase difensiva che offensiva in maniera Semplice, Diretta, Inequivocabile e soprattutto con gli stessi codici capibili dai compagni.

Posta così sembra semplice ma vi assicuro che non lo è……Innanzitutto la base per una comunicazione corretta è l’apprendimento, da parte del portiere, degli schemi di gioco e dei vari spostamenti dei compagni in ogni fase della gara ed è qui che oltre a noi allenatori dei portieri è necessaria anche la sinergia con l’allenatore della squadra anche e soprattutto per avere un’unico linguaggio comune ( Codici univoci ).

COMUNICAZIONE

Qui una tirata d’orecchi va ai Mister delle squadre perchè nel 90% dei casi, e sono buono, si limitano a dire a noi allenatori dei portieri “Il portiere non parla…” e io gli rispondo ” Ma tu gli hai detto cosa deve dire ? “.

Tutto questo nasce dal fatto che per l’allenatore di calcio è scontato che il portiere sappia e debba fare tutto ma, soprattutto. se non ci arriva il difensore deve per forza arrivarci lui quindi è anche scontato che debba saper parlare.

Ma torniamo alla comunicazione ed alle caratteristiche che ho citato :

SEMPLICE : I termini devono essere capibili a tutti, non devono confondersi con altri ( Mai dire Via perchè si confonde con Mia per esempio )

DIRETTA : Deve puntare al succo dell’azione che vogliamo far fare senza troppi giri di parole e nominando a chi è indirizzata rispetto al compagno ( Ad esempio Tommy arriva da Dx )

INEQUIVOCABILE :  Qui subentrano tutte le caratteristiche sopra ma io ci metto anche una direzione, dire ad esempio scala non serve a nulla se non dai un indicazione diretta rispetto alla posizione del compagno che si “comanda” 

CODICI UNIVOCI :  Sono le parole, i modi usati ma che devono essere unici con il resto di squadra e Staff .

COMUNICAZIONE

Ultimamente mi servo di video presi alle spalle della porta dei portieri in cui si sentono proprio la gestione delle parole rispetto al movimento di chi viene richiamato e, specialmente adesso purtroppo, è molto utile sentire le partire a porte chiuse perchè si riesce proprio a captare quali comandi i portieri evoluti danno alla squadra; l’altra azione importante, per noi allenatori dei portieri, è quella di aiutarli da dietro la porta “insegnandoli” cosa dire e come dirlo. Ogni tanto vale più un allenamento cosi che un allenamento tecnico.

Come vi avevo anticipato è proprio solo un ‘articolo generale e non pretende di aver dato indicazioni complete sull’argomento ma magari un qualche spunto di riflessione.

Come sempre spero di avere qualche riscontro per fare quattro chiacchiere.

A presto !