Dopo la Resilienza? L’anti-fragilità

In uno dei precedenti articoli ho trattato il tema della resilienza ma oggi voglio fare un passo ulteriore e presentarvi un costrutto psicologico molto recente ed attuale: l’anti-fragilità.

Il primo a parlare di anti-fragilità è stato Nassim Thaleb nel suo libro “Antifragile. Prosperare nel disordine” ed è stata definita come quella capacità, da parte di un soggetto, di usare l’incertezza a proprio vantaggio.

Quale situazione migliore per sperimentare l’incertezza e l’imprevisto se non quella che tutti noi stiamo vivendo in questi mesi? Questo concetto ci coinvolge tutti, anche perché in questa realtà 2.0 siamo immersi in un costante cambiamento potenziale, ecco perché dobbiamo riuscire a cogliere la possibilità di trasformare il limite in opportunità.

Questo implica lo sviluppo di un mindset ovvero un atteggiamento mentale che sia antifragile nel momento stesso in cui sul nostro cammino incontriamo un ostacolo imprevisto; tale impedimento attiva nella persona quelle risorse interne che consentono di usare l’ostacolo a proprio vantaggio ed evolvere.

Due sono le emozioni/sensazioni che permettono di alimentare e orientarci verso l’antifragilità: la curiosità e la sorpresa. Date queste informazioni, quali applicazioni possiamo avere nel mondo sportivo e in particolare sul campo con i ragazzi?

anti-fragilità

Partiamo dal presupposto che antifragilità si nasce e si diventa: essa è infatti una caratteristica che tutti noi possediamo, in misure differenti, ma che possiamo anche allenare! Una delle sue caratteristiche operative è l’adattamento proattivo ovvero la capacità di reagire in modo proattivo e funzionale a contesti nuovi, a una transizione/crisi.

In tal senso l’allenatore può trasmettere un’idea costruttiva dell’errore, come un occasione di crescita e non un elemento che porta esclusivamente al fallimento.

La seconda caratteristica è l’evoluzione agonistica intesa come la spinta di un soggetti di ricercare attivamente delle situazioni nuove in cui sperimentarsi, la volontà di uscire dalla propria zona di confort e mettersi alla prova; rispetti a tale aspetto, l’allenatore e lo staff tecnico possono permettere, soprattutto nel settore giovanile, uno scambio di ruoli costante dove ciascuno può sperimentare nuove risorse e responsabilità.

L’ultimo elemento operativo che voglio analizzare è l’agilità emotiva che implica una gestione delle proprie emozioni consapevole ed efficace sia per quanto riguarda gli atleti, per i quali dovrebbe essere previsto di base un lavoro con lo psicologo dello sport, sia per gli allenatori, i quali durante la partita devono saper stare dentro le proprie emozioni, positive o negative che siano, senza essere completamente immerso in queste.

Assegnare i ruoli nelle giovanili

In questa fase di precampionato è necessario individuare o rimettere in discussione alcuni ruoli dei giocatori in base alla preparazione e alle caratteristiche che i ragazzi possono avere.

Dopo questo periodo di sosta possiamo ritrovarci davanti ragazzi che sono molto cambiati nelle caratteristiche fisiche, mentali e caratteriali dagli ultimi allenamenti fatti. E’ necessario dunque stabilire obiettivi generali e specifici per ognuno, ripartire dalle basi tecniche (passaggi e possesso), testare la forma fisica e concordare con ognuno in base ai risultati e alle attitudini i vari ruoli. 

Ogni ragazzo deve aver chiaro per ogni ruolo di quali siano le caratteristiche fisiche, tecniche, tattiche e gli atteggiamenti mentali che vengono richiesti.

Ovviamente nulla di definitivo ma una base di partenza su cui poter lavorare e selezionare le varie caratteristiche dei ragazzi.

ruoli

La tabella successiva mostra alcune di queste caratteristiche. Personalmente la condivido con i ragazzi ad inizio stagione e stabilisco gli obiettivi di miglioramento con ognuno. Dopo un certo periodo (in genere un paio di mesi se non ci sono contrattempi) rivedo la pianificazione con il ragazzo, i risultati e eventualmente il cambio ruolo o il rafforzamento dello stesso.

PosizioneQualità fisicheQualità tecniche richiesteQualità tattiche richiesteQualità mentali richieste
PortiereDimensioni agilità
Reazione
Abilità nel salto
Buona presa con le mani,
Buona tecnica a terra e in aria
Buone capacità con i piedi
Buona scelta di posizione e movimento
Anticipazione e buona distribuzione dei palloni
Personalità
Fiducia
Calma
Concentrazione
TerzinoResistenza alla velocità
Velocità esplosiva
Tecnica difensiva
Contrasti e scivolate
Ricezione
Passaggio di buona qualità
Correre con la palla
Posizionamento e recupero
Tempi di intervento e temporaggiamento
Versatilità in attacco
Aggressività
Forza di volontà
Fiducia
Difensori centraliAltezza
Energia
Abilità di salto
Velocità, mobilità
Intercetto
Controllo della palla
Gioco di testa
Passaggi lunghi e corti
Anticipo
Posizionamento, marcatura
Copertura e
sostegno al gioco
Attitudine al comando
Temperamento
Direzione, calma
Coraggio
CentrocampistiResistenza
Forza (nel duello)
Mobilità
Tecnica difensiva
Passaggio
Ricezione
Dribbling
Posizionamento e
recupero
Anticipo
Pressing
Voglia di combattere
Cooperazione
Forza di volontà
AliResistenza
Velocità
Correre con la palla
Dribbling
Capacità al cross
Tiro
Movimento per difesa
Movimento per attacco
Pressing
Vincere duelli
Coraggio, forza di volontà
Generosità
Concentrazione
Assunzione di rischi
AttaccantiEnergia
Velocità
Vivacità
Agilità
Capacità di rifinire l’azione
Controllo
Colpo di testa
Dribbling, finte
Controllo palla
Colpo di testa
Dribbling, finte Movimento costante
Cambio di posizione
Correre nello spazio
Tempi giusti
Fiducia
Opportunismo
Inganno
Perseveranza

Per esperienza posso dire che molti ragazzi si mettono in discussione positivamente quando vedono le caratteristiche dei vari ruoli e man mano che si discute la loro motivazione ad ogni allenamento è sempre più alta nel tentativo di raggiungere gli obiettivi condivisi all’inizio della stagione.

Buona preparazione a tutti!

UEFA C ONLINE – Prima Parte

Buonasera a tutti e ben ritrovati. Nella speranza che stiate tutti bene e stiate sopravvivendo a questo caldo infernale, voglio condividere con voi le prime impressioni riguardo la prima parte del corso Uefa C Online, essendo uno dei fortunati riusciti ad entrare in lista. 

Con la lezione del 31 Luglio, è terminata la prima parte, quella teorica. Avendo alle spalle un intenso mese e mezzo di lezioni quotidiane, mi sento pronto per un resoconto globale. Non entrerò in dettaglio nelle nozioni specifiche, non tocca a me anticipare il corso a chi lo svolgerà in futuro. Ciò che farò in questo articolo è condividere con voi le mie sensazioni personali: come ho vissuto il corso e ciò che fino ad adesso mi porto dentro. Cercherò di non complicare troppo il mio pensiero, ma di essere molto chiaro e semplice nel citare i pro e i contro.

Probabilmente ancora non ci rendiamo conto di aver partecipato ad un qualcosa di “storico”: sono quasi sicuro di poter esclamare che probabilmente questo sia nella storia il primo corso Uefa c svolto online (se dovessi venire smentito, chiederò scusa per la negligenza).

Il primissimo vantaggio per molti di noi è stato l’ingresso senza punteggi; è stata infatti creata una graduatoria in base alla cronologia delle domande inviate. Sono onesto nel dire, che in condizioni normali avrei dovuto provare anni e anni prima di riuscire ad entrare. 

 Il più grande vantaggio dell’online per un corsista è quello di risparmiare tantissime ore e parecchi euro di viaggi in macchina ad orari comunque proibitivi per molte persone che lavorano. Collegarsi comodamente alle 18 da casa per seguire comodamente le lezioni ed esser pronti per uscire istantaneamente alla fine di esse (21.30), sicuramente è un colpo più unico che raro.  

All’opposto, probabilmente questo collegamento a distanza e in solitudine ci ha privati della dimensione più bella di un percorso così lungo e impegnativo: stringere relazioni e amicizie nuove e vivere la vita del gruppo, penso ad esempio alle cene post corso.  Siamo stati in grado di conoscerci ugualmente tramite il gruppo Whatsapp e le pause tra una lezione e l’altra in attesa dei professori, ma sicuramente aspettiamo la parte pratica di fine agosto per poterci finalmente conoscere. 

Un altro limite che inizialmente ha creato qualche “”scontro”” tra noi, è stata la gestione dei confronti e delle opinioni durante le lezioni. Sicuramente non è stato subito scontato trovare un equilibrio nel rispettare i turni di parola e i tempi stretti dei docenti. Ma nel tempo questo si è sistemato, e le lezioni proseguivano in maniera fluida e producente.

Inoltre, non sempre siamo riusciti a ricordare le informazioni dei docenti (alcune slide non potevano essere inviate); rispetto ad un confronto in presenza, ammetto che a volte l’attenzione non era sempre semplice da mantenere.  

Il team docenti  si è adattato a questa nuova condizione didattica; le lezioni sono risultate quasi tutte chiare, anche grazie all’ausilio di video.

Abbiamo avuto modo di svolgere qualche primo esame a distanza; i professori sono stati abbastanza clementi nei questionari somministrati. Particolarmente interessante quello di Psicopedagogia, che ha stimolato la nostra creatività e le nostre riflessioni con una piccola produzione scritta partendo da tematiche a scelta. I successivi saranno in presenza a settembre durante la parte pratica.

In generale questa prima parte teorica mi ha lanciato qualche grande spunto fondamentali: lavorare con pazienza sui giovani, programmando minuziosamente e  rispettando i tempi della loro crescita.  Costruire il calciatore è l’unico obiettivo da inseguire. Tutto ciò che riguarda la tattica collettiva, verrà dopo.  Non avere paura di alzare l’asticella: complicare per far crescere: “Quando gli esercizi in allenamento sono perfetti e vanno sempre bene, c’è qualcosa che non va”.

Inoltre, personalmente ho ritenuto molto importante aver chiarito le priorità tecniche da allenare per ogni fascia d’età.

Dopo la metà di agosto ricominceremo con la parte pratica e gli ultimi esami, gli ultimi step prima di avere in mano il tanto sudato patentino.  Essendo un corso regionale, si terrà a Bologna. 

Vi terrò aggiornati sulla fine di questo bellissimo, seppur veramente impegnativo, percorso. 

Nel frattempo l’Uefa C è diventato obbligatorio in tutte le categorie FIGC; prevediamo che la federazione aumenti le possibilità di accesso per tutti gli allenatori interessati. 

A presto! 

p.s. Per motivi di privacy e di rispetto della rigidità della federazione, ho preferito non inserire fotografie delle videolezioni. 

 

 

Il calo motivazionale degli atleti post-lockdown

Eccomi tornata con un nuovo articolo, oggi ho voluto trattare un tema molto dibattuto in quest’ultimo periodo: il calo motivazionale che i nostri ragazzi hanno subito a causa del lockdown, le cause ma anche i possibili strumenti da poter utilizzare in campo, e fuori, per aiutarli.

Improvviso, si, è proprio questo l’aggettivo che descrive al meglio il cambiamento che tutti i protagonisti del mondo sportivo, in primis gli atleti e i coach, hanno dovuto affrontare.

Da un momento all’altro i programmi di allenamento, gli obiettivi della stagione, sia individuali che di squadra sono stati interrotti e congelati fino a data da destinarsi. Tutto ciò cosa ha prodotto? Quali sono stati gli effetti sulla motivazione?

Innanzitutto cerchiamo di definire la motivazione: è quel fattore psicologico che determina la scelta, l’intensità (quanto mi metto in gioco) e la tenuta nel tempo di una determinata attività, in questo caso praticare il proprio sport.

I nostri ragazzi possono essere orientati internamente o esternamente: le motivazioni interne sono quelle più durature come la passione, la soddisfazione, il piacere che mi dà praticare quel gesto, il sentirsi capaci mentre svolgo il mio sport.

Le motivazioni esterne, invece, sono più labili, meno durature perché lo sport è strumento per giungere ad altro come la fama, il riconoscimento sociale, un ritorno economico ecc. In quest’ultimo caso, tali fattori non possiamo controllarli direttamente, non dipendono totalmente da noi ecco perché di fronte ad eventuali ostacoli è più facile che l’atleta abbandoni.

La motivazione però non dipende solamente e in modo esclusivo dall’orientamento individuale ma è molto importante risulta essere anche il clima motivazionale creato dall’allenatore e dallo staff.

Infatti, se l’allenatore pone tutta la sua attenzione sul risultato e la competizione, probabilmente dedica molto più spazio solamente agli atleti migliori e nel lungo termine può influire negativamente sulla motivazione di tutti: sia dei giocatori meno bravi, perché non percepiscono il sostegno e la considerazione del mister, ma anche di quelli più capaci dove le aspettative troppo elevate li condurranno a vivere uno stato di ansia perenne.

Al contrario, se l’allenatore e lo staff creano un clima orientato al compito, riconoscendo l’impegno e sottolineando i progressi di tutti, ciascuno si sentirà valorizzato ed efficace, influenzando positivamente la motivazione.

Quando gli allenamenti e le partite sono stati annullati, tutte le mete e gli obiettivi a breve, medio e lungo termine hanno perso valore, sia individuali che di squadra. Senza obiettivi cosa accade? Non siamo motivati perché ci manca una direzione da seguire!

Ecco perché al rientro da un periodo così complesso come quello del lockdown uno strumento fondamentale per incrementare naturalmente la motivazione dei nostri ragazzi/e è il goal setting: pianificare in modo strutturato e chiaro gli obiettivi di squadra e quelli individuali, con l’aiuto dello psicologo dello sport. Nel momento in cui ci si pone una meta chiara, realistica e che abbia un significato per noi questo ci motiva, ci spinge a mettere in atto determinate azioni per raggiungere i nostri obiettivi.

Spero  di avervi dato spunti utili per gestire al meglio l’eventuale calo motivazionale presente nei vostri ragazzi al rientro in campo. Ricordate che ciascun membro della squadra è differente e ha esigenze diverse, soprattutto in questo momento appare fondamentale lo sguardo attento sia al singolo che al gruppo nella sua interezza.

Nel prossimo articolo entreremo più nello specifico del goal setting approfondendo questo strumento molto importante che ci permette di orientarci al meglio nel percorso con i ragazzi.

Alla prossima!

Pensando allo spogliatoio

Lo Spogliatoio…questo sconosciuto! Come lo si vive, come lo si gestisce…cosa succede dentro quelle “4 mura”. Il punto di vista di Davide Gottuso, mister del Forii calcio a 5.

Quanto è importante per un Mister “saper comunicare”?

Credo sia una delle qualità più importanti per un allenatore, saper comunicare verbalmente ma anche fisicamente è fondamentale… Riuscire ad entrare in empatia con ogni ragazzo, riuscire a trasformare la propria autorità (data dal ruolo di Mister) in autorevolezza grazie al modo di comunicare con i giocatori crea un rapporto di reale fiducia indispensabile per ottenere risultati positivi.

Secondo me un allenatore deve essere un po’ padre, un po’ fratello maggiore, un po’ professore, un po’ psicologo e un po’ amico… Se manca qualcuna di queste figure diventa difficile trovare il modo giusto per comunicare con la squadra.

spogliatoio

Codici di comportamento e regole… come le gestisci con i tuoi giocatori?

Di fatto creo ad inizio stagione una sorta di regolamento interno, dove ad ogni situazione negativa viene associata una sorta di “punizione”, come a cercare di creare qualcosa di automatico e schematico, ma ciò serve solo ad indicare cosa non si deve fare, nella realtà ogni situazione viene valutata volta per volta, cercando di avere un metro di giudizio oggettivo e di non creare differenze all’interno dello spogliatoio.

Ammetto che molto dipende dal trascorso del giocatore in questione, nel senso che se due giocatori arrivano tardi ad allenamento, oltre a prendere in considerazione le motivazioni e se hanno avvisato per tempo o no, valuto il passato dei due ragazzi, il decimo ritardo non può avere lo stesso peso del primo o del terzo.

Ti è mai capitato di “ammettere di aver sbagliato” nello spogliatoio?

Un sacco di volte, mi è capitato di scusarmi per una reazione magari troppo forte o per un rimprovero troppo veemente, parto sempre dal presupposto che ai ragazzi non serve un dito accusatore ma piuttosto un muro dietro al quale sentirsi protetti, devono giocare ed allenarsi con serenità, ho sempre fatto da scudo alle loro prestazioni negative cercando di prendermi le mie responsabilità.

Come prepari una partita?

Dal punto di vista tecnico/tattico in base ai fattori statistici e oggettivi, dimensioni del campo, tipo di gioco preferito dagli avversari, situazione di classifica, giocatori a disposizione, etc. etc…

Dal punto di vista emotivo in base all’importanza della gara e soprattutto ai comportamenti dei miei giocatori, se li vedo troppo euforici cerco di abbassare la loro “troppa” sicurezza, se invece li vedo rassegnati o abbattuti vado a cercare di colpire il loro orgoglio e provo ad infuocare il loro spirito.

Durante la settimana martello molto, a prescindere dalla classifica o dai risultati ottenuti, ogni partita va giocata con la massima concentrazione e con il massimo rispetto dell’avversario, nessuna partita è vinta o persa al venerdì sera… I conti si fanno dopo il triplice fischio.

spogliatoio

Che tipo di comunicazione fai quando devi comunicare i titolari e le riserve?

Nel calcio a 5 trovo riduttivo parlare di titolari e riserve, nell’arco della partita tutto cambia costantemente ogni secondo.

I convocati al match vengono indicati al mattino del giorno di gara, con un messaggio nel gruppo di whatsapp, raramente avviso prima un non convocato, alla fine lo trovo poco rispettoso per me e per il mio staff, come se dovessimo giustificarci di una scelta, i 12 che vengono convocati, lo sono in funzione del match e della stagione, e sono sempre quei giocatori che mi danno più garanzie.

Come ti comporti dopo una sconfitta?

Partiamo dal presupposto che mi metto sempre in discussione, mi assumo la totale responsabilità delle sconfitte.

La mia reazione però dipende principalmente da due fattori, il primo è l’atteggiamento avuto dai ragazzi e il secondo le scelte fatte. Ammetto di non essere bravissimo nel riuscire a non esternare rabbia o delusione ma credo che per imparare a vincere bisogna necessariamente saper perdere.

Se però ho notato poco attaccamento alla maglia o mancanza di voglia allora significa che non sono nel posto giusto, perché una squadra allenata da me non può scendere in campo senza il sangue agli occhi.

Alla fine chi comanda dentro uno spogliatoio?

Risponderei tutti e nessuno, lo spogliatoio è un po’ come una famiglia, dove intervengono sicuramente  i  genitori  ma  anche  i  fratelli  maggiori,  gli  zii  e  i  nonni  hanno  la loro importanza e utilità… Ecco, Il Mister, i giocatori, i dirigenti, i collaboratori tecnici… ognuno ha la sua importanza e aiuta nel creare un ambiente il più sereno e positivo possibile.

spogliatoio

Che “strategie” utilizzi per cambiare le “strategie” in una squadra?

Gioco di parole interessante, diciamo che cerco sempre di far arrivare alle soluzioni i giocatori stessi, cerco sempre di aumentare la capacità cognitiva e provo ad avere giocatori pensanti in ogni momento, dal riscaldamento, all’esercitazione fino ad arrivare alla partita, voglio giocatori capaci di adattarsi e di trovare soluzioni, la maggior parte degli  allenamenti  sono  questo,  risoluzione  di  problemi.  

Quindi  se  stiamo usando strategie di squadra poco funzionali la mia strategia per cambiarle sarà quella di mettere i miei giocatori nelle condizioni di dover trovare soluzioni a problemi che con la “solita” strategia non possono essere risolti.

Come integri “i nuovi arrivi”?

Dipende da quanto sono importanti e dal loro carattere, se arriva un giocatore di un certo livello e con un carattere forte verrà trattato come gli altri, se invece viene un giocatore poco conosciuto o con un carattere introverso o timido come spesso accade con i giovani dell’under quando vengono aggregati alla prima squadra, allora faccio un po’ da chioccia, e cerco di farli sentire subito importanti per il progetto, magari creando esercitazioni che ne evidenzino le peculiarità, che sicuramente li porteranno ad emergere positivamente e a togliersi di dosso un po’ di timore iniziale.

spogliatoio

La valutazione dei giovani calciatori – scuola calcio

Il più forte di tutti è rosso. La valutazione oggettiva dei giovanissimi calciatori è di una difficoltà estrema.

In ambito di organizzazione del lavoro all’interno di una scuola calcio, intesa come progressivo sistema formativo degli atleti, poter monitore i progressi di ogni singolo elemento gioca, a mio avviso, un ruolo fondamentale.

Questo per due motivi fondamentali:

il primo è che in ogni momento, per chiunque si occupi della selezione o dell’andamento del lavoro, per il mister successivo, il responsabile, il visionatore o altro, è possibile avere informazioni su QUEL determinato giocatore, svincolato dal gruppo squadra.

Il secondo e anche più importante, è che sia il calciatore che il genitore possono avere informazioni sull’andamento della “carriera” calcistica. Un po’ come a scuola con le pagelle, via.

Dopo decenni di valutazioni ad occhiometro, col rischio di scadere nell’effetto pigmalione (il considerare qualcuno a seconda della prima impressione, facendosi poi influenzare successivamente da questa ndr), sarebbe ora di cominciare ad avere una visione un po’ più amplia e distaccata.

Durante la stagione 2017/18 ho messo in pratica questo sistema con un gruppo primi calci ultimo anno, cercando di estendere il sistema alle altre categorie, purtroppo con poco successo.

Ovviamente la valutazione riflette in gran parte un giudizio soggettivo sulla qualità nell’esecuzione delle esercitazioni proposte, dall’osservazione della loro applicazione in gara per quanto riguarda la parte tecnica, e dal comportamento nelle stesse situazioni per quanto riguarda l’aspetto psicologico.

Per ogni seduta di allenamento viene presa la presenza e data una valutazione sull’impegno profuso nell’affrontarla, per ogni atleta. Vengono segnati presenze, tempi giocati e goal segnati per le gare. I dati raccolti, insieme all’osservazione il più distaccata possibile, compongono mensilmente una tabella che riassuma le caratteristiche peculiari del piccolo atleta. A cadenza regolare, in tre momenti, vengono prese le misure antropometriche per monitorarne la crescita. Vengono inoltre individuate le “attitudini” del calciatore, poiché in questa fascia d’età parlare di ruolo è impensabile: sarà più o meno offensivo, o votato a giocare coi compagni, più esterno o centrale come naturale occupazione dello spazio di gioco.

A fine anno, una “pagella” vera a propria.

valutazione

Per quanto riguarda la parte tecnica, i focus per questa determinata categoria sono stati:

1v1: la capacità di affrontare un avversario diretto, sia in fase di possesso che in fase di non possesso, orientamento del corpo, tempo di intervento, capacità di eseguire finte di piede e corpo

COLLABORAZIONE: quanto il bambino ha imparato che nello sport che pratica esistono anche i compagni. Non è fondamentale, anzi, ma dà una indicazione su altri parametri, come l’attitudine a giocare in una porzione o l’altra di campo, o al contrario il timore di tenere palla, che si riflette negativamente sulla personalità.

RICEZIONE/TRASMISSIONE: meramente la capacità di trasmettere e ricevere l’attrezzo di gioco in maniera efficace e con le varie parti del piede.

ORIENTAMENTO: anche se è una capacità coordinativa, la ritengo fondamentale nello sviluppo del giovane calciatore. Più è precoce la consapevolezza di sé nello spazio, in relazione a palla, compagni, avversari, porta da difendere e da offendere, più il giocatore avrà l’attitudine a praticare un calcio moderno, fatto di decisioni e non di imposizioni.

Per la parte “psicologica”, invece si sono considerati:

AGGRESSIVITA’: la considero una qualità positiva, volendo ottenere a fine percorso degli atleti che non hanno paura del contatto e dello scontro, ma anzi ne provano orgoglio e ne traggono soddisfazione. Preferisco di gran lunga avere dei giocatori da frenare piuttosto che da spronare.

ATTENZIONE: saper ascoltare, osservare, pensare prima di agire. Resta fondamentale l’abilità dell’istruttore nel rendere agevole il compito ai suoi allievi.

AMBIZIONE: come per l’aggressività, è un aspetto positivo. L’ambizione a migliorarsi, la fame di arrivare o di primeggiare differenzia nel lungo periodo un giocatore di calcio da un amatore.

PERSONALITA’: la caratteristica di ogni giocatore di mettersi in gioco, di essere da esempio o riferimento. In parole povere il carisma, come si diceva un tempo.

Ed ecco come mai il più forte di tutti è rosso.

Ognuno di questi focus vengono valutati con un valore tra 1 a 5, confrontandosi fra l’istruttore e il suo assistente.

Raccolti questi dati, si forma la scheda riassuntiva della valutazione e si archivia, anno dopo anno.  In ogni biennio (primi calci, pulcini, esordienti), i focus vengono modificati a seconda della categoria di riferimento e delle richieste del direttore tecnico. Almeno questa era la mia intenzione iniziale.

Obiettivamente è però un lavoro lungo e tedioso, che solo chi è “invasato” o professionista può fare. So che non per tutti allenare sia una “cosa seria”, più che mai nel dilettantismo sfrenato. Lo accetto, ma non lo capisco.

Sono sempre più convinto che non essere dei professionisti ci costringa ad essere estremamente professionali.

Per chi fosse interessato a ricevere la scheda di valutazione in formato excel pronta per essere compilata inoltrare la richiesta via mail a paolo@ilmisterone.com.

Le implicazioni psicologiche del rientro post-lockdown: come gestirle?

Buongiorno a tutti!

Mi presento, sono Giambarresi Erika, psicologa dello sport, mi occupo di preparazione mentale degli atleti ma anche di formazione dei coach e genitori. Da oggi cercheremo di affrontare insieme diverse tematiche psicologiche che emergono nel mondo del calcio, nelle diverse situazioni e dinamiche che possiamo osservare dentro e fuori dal campo.

Il rientro post-lockdown vissuto fino a poche settimane fa ci ha costretto tutti a mettere in pausa le normali attività in tutti gli ambiti della nostra vita, tra cui quello sportivo, impattando sull’identità di atleta/coach. Ora ci viene chiesto di convivere con il virus, affrontando una minaccia, con tutte le precauzioni necessarie, ma allo stesso tempo tornare a fare ciò a cui eravamo abituati.

La domanda sorge spontanea: quali sono le implicazioni psicologiche di questa quarantena e come reagiranno gli atleti al rientro in campo? In che modo mister potranno gestire al meglio il rientro?

La profonda incertezza che sta caratterizzando questi ultimi mesi ha avuto un forte impatto sulla motivazione degli atleti: lo sport è per loro fonte di divertimento, spensieratezza, competizione, occasione di mettersi alla prova, sacrificio, è contatto, è squadra.. e tutto questo è venuto improvvisamente a mancare.

Tale incertezza ha avuto anche implicazioni a livello emotivo: comuni stati di preoccupazione, frustrazione ed ansia, ovvero quell’emozione che proviamo quando ci troviamo di fronte ad una minaccia reale o figurata che prepara il nostro corpo a reagire, aggravata dall’intolleranza dell’incertezza.

Il rientro in campo e gli allenamenti saranno molto diversi da come tutti ricordavamo: le nuove regole e le misure di sicurezza a cui coach e ragazzi dovranno attenersi può impattare molto sulla socializzazione, sul modo in cui il gruppo socializza, elemento molto presente in uno sport di squadra e di contatto come il calcio. Fondamentale in questo senso è tenere presente, in primis come mister, e ricordare ad atleti e famiglie che si tratta di una situazione temporanea!

Ogni ragazzo reagirà in modo diverso di fronte questa situazione, per tale ragione è necessario accogliere e comprendere le differenze individuali all’interno del gruppo, fornendo attenzioni maggiori a coloro che fanno più fatica (es. paura del contatto con i compagni, segnali d’ansia, paura, tristezza).

Dobbiamo essere consapevoli che questo rientro sarà come la ripartenza dopo un lungo e importante infortunio, dove non solo il fisico ne risente ma anche la mente non sarà pronta e reattiva come prima: qui gradualità è la parola d’ordine, si deve puntare sul divertimento, il piacere e il senso di competenza che deriva dallo svolgere un determinato gesto tecnico andando così ad alimentare la motivazione intrinseca.

Inoltre, si dovranno ristabilire gli obiettivi a breve e medio termine, in ciascun allenamento i ragazzi dovranno percepire lo scopo ultimo delle diverse attività che proporrete, dando loro la possibilità di porsi una meta da raggiungere (che non sia per forza la partita o il campionato).

Un ultimo elemento estremamente importante è la responsabilizzazione dei ragazzi, di tutte le età: possiamo condividere con loro una lista di regole, co-costruendone insieme alcune e facendo comprendere l’importanza di queste; il ruolo di “esempio significativo” del mister è molto rimarcato.

Educhiamoli anche rispetto a questa nuova situazione, diamo il giusto peso alle misure di sicurezza, non facendo passare il COVID-19 come elemento di gioco, scherzo o strumento per schernire i compagni.

Ricordiamoci che tutto questo ha colpito in primis molto anche voi mister, non possiamo, né dobbiamo negarlo ma accogliere tutte le emozioni che ci portiamo dietro da questa quarantena; per questo è importante che come gruppo di coach ne parliate e condividiate le vostre sensazioni al rientro, in modo da sostenervi l’un l’altro e riuscire a fare lo stesso con i vostri ragazzi.

Alla prossima!

Coordinamento UEFA C ONLINE

Ciao a tutti, oggi voglio presentarvi il coordinamento nazionale legata al patentino UEFA C ONLINE proposto e coordinato da Claudio Gori de La rete dei mister.

Civiltà e compostezza caratterizzano questo coordinamento anche se con fermezza, decisione e incisività il coordinamento si propone di cambiare l’attuale situazione della formazione istituzionale e abilitante.

Molti mister infatti sono impegnati in tutta Italia a conseguire il “chiacchieratissimo” patentino FIgc UEFA C per allenare le giovanili. Molti mister però sono rimasti fuori da i corsi e in alcune regioni non sono chiarissime le graduatorie di immissione o l’attività futura che li vedrà o meno protagonisti nella prossima annata.

Questo ha provocato molto disorientamento. 

In questi ultimi mesi abbiamo visto molte occasioni di formazione online (i famosi webinar) gratuite o a pagamento dove la sensibilità di ogni mister è stata coinvolta a a seconda delle necessità o delle curiosità di ognuno. 

Molti mister hanno partecipato infatti a questi corsi e il vedere riconosciuta l’esperienza e la formazione continua che molti di noi hanno fatto, stanno facendo e continueranno a fare è un riconoscimento fondamentale per questa professione.

La federazione però da questo punto di vista non ci sente e continua (come da vent’anni a questa parte) a ragionare sulle abilitazioni (patentini e corsi di aggiornamento).

Il tema dei corsi e dei patentini è ormai annoso nel nostro Paese e la drammatica situazione Covid con il lockdown imposto ha portato alla luce un sacco di problemi da parte della federazione. Mentre tutte le istituzioni si organizzavano per mettere online i corsi la Figc ha annullato tutti i corsi presenti sul territorio bloccando così la possibilità a tante persone di regolarizzare il proprio percorso e di mettersi in condizione di poter allenare l’anno prossimo con il patentino in tasca.

Durante questi mesi di fermo quale migliore occasione per formare online dei mister obbligati a casa dalla situazione contingente?  Purtroppo la Figc non ha organizzato nulla nei mesi di marzo, aprile e maggio anche se alla fine di maggio è arrivato il comunicato 332 relativo al lancio di due corsi Uefa C con lezioni online e abolizione punteggio per i criteri di accesso. 

Molti mister sono rimasti contenti di questa iniziativa della Figc.

Purtroppo però i corsi sono a numero chiuso, spazio a soli 120 studenti (nonostante il web garantirebbe numeri assai più elevati) e costo (720 euro)  proibitivo rispetto al periodo attuale di crisi economica.

Iniziativa lodevole ma oltre mille allenatori restano fuori dall’aula virtuale. Sembra che verranno abilitati con corsi da svolgersi durante la prossima annata ma non esce nessun comunicato ufficiale.

Molto sconforto in tutta Italia per l’ennesima iniziativa quantomeno ambigua rispetto alle reali necessità.

UEFA C ONLINE

Qualcuno tenta di dar voce a questi mister e agli appassionati del mondo del calcio. In particolare Claudio Gori, ideatore e responsabile de La Rete dei mister ha diffuso il seguente comunicato:

Chi ha presentato domanda e non è entrato. Chi non l’ha presentata, per mille ragioni. Chi è riuscito ad entrare, ma si accorge che un diritto, se non è per tutti, si chiama privilegio, oppure sopruso…

Desidero creare un canale diretto di comunicazione, con i colleghi di tutta Italia interessati, affinché si realizzi il raccordo tra tutti coloro che si sono ritrovati dentro e fuori il corso in questione.  

Saranno attivate delle iniziative, lecite, pacifiche e civili, che vedranno come protagonisti da un lato i singoli tecnici, dall’altro le società.  

Una regia coordinata punterà all’obiettivo di ridefinire, su scala nazionale, l’intero assetto di questa sessione, affinché il diritto alla formazione istituzionale ed abilitante, ora e in futuro, non sia più prerogativa di pochi.

Saranno dettagliati solo in una successiva, ma imminente, occasione i prossimi atti concreti: il primo, un’assemblea online; in seguito, una richiesta massiva di pubblicazione dei dati che, determinando il mostruoso numero di esclusi, ancor oggi alimentano rabbia, perplessità, sconforto e sfiducia verso l’istituzione federale. 

Si garantisce la totale gratuità, sia nell’accesso alle iniziative, sia nello svolgimento delle effettive azioni.  

Si assicurano la massima compostezza ed, insieme, il più totale rigore operativo. Si richiedono concretezza e rispetto, come fossero parole d’ordine. La civiltà e l’autorevolezza della nostra operatività saranno il segno della nostra costanza e della nostra incisività. 

Requisiti richiesti: buona educazione; disponibilità di una casella di posta elettronica personale; opzionale, profilo facebook personale; astensione da qualsiasi atteggiamento volgare, aggressivo o discriminatorio.

Manda il tuo messaggio whatsapp, al 3479610073, se desideri aderire a questa iniziativa.

UEFA C ONLINE

Claudio Gori non ha bisogno di presentazioni e la sua attività con la rete dei mister coinvolge più di 4000 colleghi con iniziative di formazione e di proposte di aggiornamento continuo per tutte le categorie di mister da molti anni.

Ecco gli interventi alla recente assemblea online del 24/06/2020 Interventi.

E’ necessario per ogni mister continuare ad aggiornarsi e a crescere in autonomia e saggezza ma è anche il caso che la federazione promuova situazioni formative abilitanti utili ed efficaci a questo splendido mondo che è il calcio…soprattutto giovanile.

In bocca la lupo a Claudio e al suo continuo impegno a dar voce a tutti noi. Se siete interessati investite un pò del vostro tempo ad iscrivervi al coordinamento…non ve ne pentirete…avrete occasioni importanti di aggiornamento e formazione e potrete contribuire alla crescita di tutti noi.

Alla prossima

CORSO UEFA C Online

Negli ultimi anni, uno dei dibattiti più accesi e ripetuti tra allenatori riguarda le modalità d’accesso ai corsi per il tanto ambito “patentino”.

I criteri per entrare nella graduatoria d’ammissione della FIGC, improntati su punteggi in base alla carriera da calciatori, possono essere analizzati secondo due punti di vista opposti.

Da un lato, aumentano o affinano la competenza di chi ha vissuto il calcio per tanti anni; dall’altro rischiano di tagliare le gambe a persone appassionate, vogliose di migliorare e “qualificare” ciò che fanno da anni, che (per vari motivi)non hanno una lunga a carriera da giocatori alle spalle. 

La drammatica situazione che ha colpito il nostro pianeta, ci ha obbligati a stravolgere completamente tanti ambiti delle nostre vite; uno dei pochissimi vantaggi che il  Covid ha portato, è stato quello di reinventare le comunicazioni, professionali e non, permettendo una digitalizzazione della popolazione per gestire le nuove modalità online. 

Molti allenatori, nei mesi precedenti, probabilmente auspicavano che questo stop forzato con i conseguenti questi “vincoli”, potesse convincere la FIGC a partorire qualche idea per venire incontro agli allenatori intenzionati ad iscriversi ai corsi. 

Con molto stupore ed entusiasmo da parte di tutti , agli inizi di Giugno la Federazione ha fatto uscire un bando d’iscrizione al Corso Uefa C regionale (Emilia Romagna), che dà la possibilità di allenare tutte le squadre del settore giovanile. 

Le importanti novità principali per questo bando sono essenzialmente due: svolgimento online e possibilità di accesso semplicemente con una graduatoria in base alla cronologia delle iscrizioni. 

Questo passaggio, assolutamente rivoluzionario rispetto ai precedenti anni, permetterà  quindi a tanti allenatori di accedere al loro “sogno”, inseguito per tanti anni dopo essersi visti scavalcati da tante persone con punteggi calcistici superiori.

Un’ulteriore importante novità, da comunicato ufficiale, è quella di garantire il diritto agli esclusi di poter entrare in graduatoria nei prossimi corsi.  

La settimana scorsa sono arrivate le mail nelle caselle personali ai fortunati che sono rientrati nella graduatoria in mezzo a più di 700 domande.  I corsisti impegnati sono 120, divisi in due gruppi; le lezioni partiranno oggi, 22/6/2020, tramite la piattaforma Cisco Web Meetings. 

Qualcuno è rimasto amareggiato per non aver ricevuto avvisi, soprattutto nessuna indicazione sulla certezza di entrare nei prossimi corsi, e dalla assenza di una graduatoria pubblica per conoscere la cronologia delle domande.

Tra poche ore mii butto con incontenibile entusiasmo  a vivere questa bellissima sorpresa, nonchè ghiotta occasione. Vi terrò aggiornati con le mie impressioni ed emozioni!

A presto!

20.000 motivi

Guardando le statistiche di accesso al sito de Il Misterone ieri appariva chiaro come dal 17 maggio al 13 giugno il sito fosse stato visitato da più di 20.000 persone. 

Questa occasione ci sembra opportuna per tentare un approccio più diretto con tutti quanti voi e per potervi a nostro modo ringraziare, personalmente, uno ad uno.

Grazie, grazie, grazie.

Con la vitalità che ci dimostrate quotidianamente leggendo e condividendo le pagine virtuali di questo blog avete contribuito ad alimentare la nostra volontà propositiva e la vostra costanza ci sorprende e ci riempie di una gioia ogni giorno che passa.

E’ per questo che ieri quando ho visto le statistiche e realizzato che è la prima volta da quando è stato aperto il sito che raggiungiamo questo obiettivo mi sono ritrovato come un bambino a mandare messaggi a chi ha partecipato in questi due anni alla realizzazione e alla crescita del sito per farlo partecipe di questo traguardo.

Il Misterone è un piccolo servizio gratis per una condivisione sana tra mister e addetti ai lavori nel mondo del calcio giovanile, senza arroganza e verità assolute ma con la passione e lo stimolo di chi sul campo ci sta tutti i giorni e ha voglia di condividere le proprie esperienze cercando di trovare sempre occasioni per crescere.

E’ per questo che mentre scorrevo la rubrica del telefono i miei messaggi da condivisione e  ringraziamento si sono trasformati in nuove richieste di contributo. MI sono infatti venuti in mente tante persone che hanno molto da dire sul calcio giovanile e sul ruolo del mister e pian piano i messaggi sono diventati occasioni per sviluppare nuovi argomenti, nuove sfide, nuovi aneddoti, nuove interviste.

Ed è per questo che chiedo a voi di partecipare allo sviluppo futuro di questo sito per renderlo sempre più efficace e funzionale. Se avete voglia e tempo provate a scrivere nei commenti oppure in privato alla redazione (paolo@ilmisterone.com) le vostre idee, gli argomenti che dovremmo sviluppare o le vostre disponibilità a partecipare a questo progetto.

Gli ambiti di intervento sono tanti.

Potreste far compagnia a Remo e alle sue Storie Maledette di calciatori del passato che vi hanno colpito oppure a Michele inviando aneddoti e curiosità sul calcio femminile oppure a Serafino e a Davide per far conoscere sempre più uno stupendo sport come il calcio a 5 oppure a Gino sviluppando il calcio dal punto di vista del portiere oppure a Seba rispetto all’aspetto atletico oppure insieme ad Andrea per evidenziare gli aspetti psicologici ed educativi dell’essere mister…. 

…questi sono solo alcuni degli aspetti su cui ognuno di noi può approfondire e crescere e sul nostro territorio siete tanti che hanno esperienze importanti da condividere…proviamo ad unire le forze!

Senza impegno…potete semplicemente farci conoscere la vostra storia, inviandoci il vostro modo di essere mister oppure di sviluppare esercizi mirati alla crescita dei ragazzi con brevi descrizioni o semplici schizzi su un foglio come quando si prepara l’allenamento (come spesso faccio io).

Il periodo che stiamo vivendo con tutte le difficoltà che si trascina dietro e le poche certezze per il futuro ci impone di chiarire anche la direzione, la linea da tenere, il piano da condividere insieme per poter definire meglio il nostro progetto formativo

Senza un piano raggiungere l’obiettivo resta un desiderio” come c’è scritto nell’immagine iniziale. 

Ecco quindi allora alcuni aspetti su cui abbiamo ragionato e che riteniamo appartenere alla quotidianità di ogni mister e che vorremmo sviluppare in maniera più assidua:

Capire le aspettative delle società e il vero motivo per cui si decide di allenare

Definire gli obiettivi per annata. Oltre alle specifiche Figc per categoria, “osservare” e vedere la squadra che ci troviamo ad allenare e definire gli obiettivi generali. 

Stabilire le linee temporali per pianificare macrofasi di lavoro e obiettivi precisi per il nuovo anno valutando limiti e pregi dell’ambiente in cui allenarsi

Avere una cassetta degli “attrezzi” con tanti esercizi per ogni obiettivo

Ragionare sulle schede dei ragazzi sapendo cosa si vuole ottenere da ognuno per una valutazione che evidenzi il percorso fatto partendo dal valore iniziale di ogni ragazzo.

Saper gestire i feedback che ci tornano dalle persone e dall’ambiente che ci circonda (genitori compresi).

Sapere come una società valuta un mister sia rispetto agli obiettivi tecnico/tattici che sul aspetto relazionale ed’organizzativo.

Dare valore alle esperienze passate e allo stesso tempo sottolineare le innovazioni

Ovviamente ci sono tanti “buchi” da colmare ma come indicazioni per l’anno nuovo ci sembrava appropriato concentrarci su questi temi. Cosa ne pensate?

Grazie ancora per i 20.000 motivi per continuare con entusiasmo e costanza questo percorso!