Pallabollata e altri giochi di agilità per i più piccoli

Navigando su internet mi ha colpito un inserto dove una preparatrice atletica del Maryland, Erica Suter, che lavora con i ragazzi delle elementari e delle medie, spiegava l’importanza del gioco della pallabollata.

Secondo Erika, ma il giudizio è facilmente condivisibile, l’esercizio della pallabollata migliora la posizione dei piedi e delle gambe, abbassa il baricentro e se fatto ad alta intensità sviluppa la potenza anaerobica

In questo gioco non c’è bisogno di dire molto ai ragazzi ma mentre lo fanno, eseguono un esercizio di agilità che li ispira ad andare a tutta velocità, cambiare rapidamente direzione divertendosi senza nemmeno rendersi conto che si stanno allenando.


Anche l’esercizio degli “ippopotami affamati” come lo chiamano nel video migliora la consapevolezza spaziale e può essere adottato per lavorare sulla forza.

Questo tipo di esercizi allontana i ragazzi dalla routine degli allenamenti di calcio che ogni tanto si vedono sui campi ma soddisfano le qualità atletiche di cui i giocatori di calcio hanno bisogno, come consapevolezza spaziale, sviluppo della potenza della parte superiore del corpo e agilità reattiva.

Pallabollata

Far divertire i ragazzi è sempre il primo obiettivo. Mentre riguardiamo gli esercizi che abbiamo inserito nella programmazione di questo anno che sta iniziando concentriamoci sull’aspetto ludico e tentiamo di inserire in ogni allenamento una sessione di divertimento in modo da creare e coltivare nei ragazzi la voglia di allenarsi.

I migliori allenamenti sono quelli che i giocatori reputano divertenti ma che comunque lasciano anche la sensazione di aver lavorato sodo e migliorato.

Buon lavoro…e non aver paura di sperimentare!!!

Velocità e agilità

Riportare i giocatori in forma dopo l’estate e i precedenti tre mesi è una parte importante di qualsiasi lista di controllo nella programmazione annuale. Questo divertente e semplice esercizio di velocità e agilità è ottimo per sviluppare gioco di gambe veloce, accelerazione e velocità. 

Velocità e agilità

I giocatori devono saltare con i piedi uniti, lateralmente sopra il primo ostacolo e poi in avanti oltre l’ostacolo successivo. Il mister deve ricordare la tecnica per saltare: piedi uniti, usare le punte dei piedi per saltare e atterrare e usare le braccia per tenere l’equilibrio.

Dopo aver effettuato i salti i giocatori scattano verso i coni alla fine del quadrato. Il mister dovrebbe sottolineare come la prima spinta dopo aver saltato gli ostacoli sia importante per cominciare la corsa veloce.

Dopo aver girato attorno al cono i giocatori vanno avanti attraverso le scale di velocità. Le tecniche sono diverse ma io consiglio un rapido gioco di gambe, usando gli avampiedi, senza toccare la scaletta. Anche in questo caso dovrebbero usare le braccia per mantenere l’equilibrio. Dopo la scaletta i giocatori corrono al punto id partenza.

Ogni giocatore dovrebbe eseguire l’esercitazione circa 5 volte. A seconda delle età si può inserire un pò di competizione tenendo i tempi (tenendo sempre come prioritaria la qualità di esecuzione dell’esercizio).

Come dicevamo all’inizio dell’articolo questo divertente e semplice esercizio di velocità e agilità è ottimo per sviluppare gioco di gambe veloce, accelerazione e velocità. 

E’ importante che il mister curi la tecnica di corsa e movimento nei cambi di direzione. Motivare i i ragazzi mantenendo l’intensità alta.

Pre-Preparazione Estiva Portieri

Ciao a tutti ! 

Spero stiate tutti bene e immagino siate smaniosi quanto me di riprendere l’attività e calpestare di nuovo l’erba verde dei campi da calcio !!!

Oggi vorrei proporre una mia idea di pre preparazione estiva per i portieri in previsione della nuova stagione agonistica 2020-2021. Troverete l’allegato in calce all’articolo.

Volevo, però, condividere una considerazione che è nata durante la realizzazione del programma stesso. In linea di massima non ho mai inserito la corsa, se non a livello di riscaldamento e mobilitazione, nei programmi pre stagionali ma, vedendo comunque come si è evoluto il ruolo e valutando anche i dati quantitativi relativi al movimento dei portieri in una singola partita ( Dai 3 ai 5 Km di media ), ho pensato di introdurre anche un programma di corsa, con pochi minuti, tutti i giorni della settimana.

Mi sono interfacciato con il Preparatore Atletico e ho chiesto specificatamente il tempo al Km dei centrali difensivi per poi utilizzarli come riferimento; come vedrete dalla tabella, che si ripete per 4-5 settimane a seconda del tempo disponibile prima dell’inizio della stagione, ho dato l’indicazione che dalla terza settimana fino alla fine il tempo al Km deve essere mantenuto sui 4′ 30″ in maniera da avere un tempo simile ai centrali difensivi che sono i giocatori  a cui il portiere come, tipologia di movimento e come zona di competenza, assomigliano di più. E’ logico che poi durante la stagione agonistica mi concentrerò di più sulla velocità in distanze brevi che sul fondo ma almeno avremo una base aerobica su cui lavorare.

La valutazione di poter inserire la corsa, come scrivevo prima, è nata considerando tutti i dati anche degli interventi che i ragazzi hanno compiuto durante l’anno a livello di transizioni positive, di sostegni e di difesa dello spazio fuori dall’area di rigore, che si aggirano intorno al 70% delle azioni compiute dal portiere durante una gara. E’ stato logico, quindi, pensare di inserire la corsa proprio per dare un sostegno ai ragazzi per questo tipo di azioni anche se, come dicevo prima, non è mai stata una delle mie priorità specifiche.

Mi sono soffermato su questo punto perchè volevo proprio condividere un aspetto che non ho mai sviluppato e mi piacerebbe sapere cosa ne pensate….spero di avere buoni riscontri poi durante l’annata che cercherò di studiare per avere più dati ancora per modificare e migliore le sedute di allenamento e renderle sempre più vicine alla realtà del match.

Attendo le vostre considerazioni che anche per mail se volete e via auguro di ritrovarci al più presto sui campi !!!!!

Alla prossima !!!!

PrePreparazione_Portieri_2020

UEFA C ONLINE – Prima Parte

Buonasera a tutti e ben ritrovati. Nella speranza che stiate tutti bene e stiate sopravvivendo a questo caldo infernale, voglio condividere con voi le prime impressioni riguardo la prima parte del corso Uefa C Online, essendo uno dei fortunati riusciti ad entrare in lista. 

Con la lezione del 31 Luglio, è terminata la prima parte, quella teorica. Avendo alle spalle un intenso mese e mezzo di lezioni quotidiane, mi sento pronto per un resoconto globale. Non entrerò in dettaglio nelle nozioni specifiche, non tocca a me anticipare il corso a chi lo svolgerà in futuro. Ciò che farò in questo articolo è condividere con voi le mie sensazioni personali: come ho vissuto il corso e ciò che fino ad adesso mi porto dentro. Cercherò di non complicare troppo il mio pensiero, ma di essere molto chiaro e semplice nel citare i pro e i contro.

Probabilmente ancora non ci rendiamo conto di aver partecipato ad un qualcosa di “storico”: sono quasi sicuro di poter esclamare che probabilmente questo sia nella storia il primo corso Uefa c svolto online (se dovessi venire smentito, chiederò scusa per la negligenza).

Il primissimo vantaggio per molti di noi è stato l’ingresso senza punteggi; è stata infatti creata una graduatoria in base alla cronologia delle domande inviate. Sono onesto nel dire, che in condizioni normali avrei dovuto provare anni e anni prima di riuscire ad entrare. 

 Il più grande vantaggio dell’online per un corsista è quello di risparmiare tantissime ore e parecchi euro di viaggi in macchina ad orari comunque proibitivi per molte persone che lavorano. Collegarsi comodamente alle 18 da casa per seguire comodamente le lezioni ed esser pronti per uscire istantaneamente alla fine di esse (21.30), sicuramente è un colpo più unico che raro.  

All’opposto, probabilmente questo collegamento a distanza e in solitudine ci ha privati della dimensione più bella di un percorso così lungo e impegnativo: stringere relazioni e amicizie nuove e vivere la vita del gruppo, penso ad esempio alle cene post corso.  Siamo stati in grado di conoscerci ugualmente tramite il gruppo Whatsapp e le pause tra una lezione e l’altra in attesa dei professori, ma sicuramente aspettiamo la parte pratica di fine agosto per poterci finalmente conoscere. 

Un altro limite che inizialmente ha creato qualche “”scontro”” tra noi, è stata la gestione dei confronti e delle opinioni durante le lezioni. Sicuramente non è stato subito scontato trovare un equilibrio nel rispettare i turni di parola e i tempi stretti dei docenti. Ma nel tempo questo si è sistemato, e le lezioni proseguivano in maniera fluida e producente.

Inoltre, non sempre siamo riusciti a ricordare le informazioni dei docenti (alcune slide non potevano essere inviate); rispetto ad un confronto in presenza, ammetto che a volte l’attenzione non era sempre semplice da mantenere.  

Il team docenti  si è adattato a questa nuova condizione didattica; le lezioni sono risultate quasi tutte chiare, anche grazie all’ausilio di video.

Abbiamo avuto modo di svolgere qualche primo esame a distanza; i professori sono stati abbastanza clementi nei questionari somministrati. Particolarmente interessante quello di Psicopedagogia, che ha stimolato la nostra creatività e le nostre riflessioni con una piccola produzione scritta partendo da tematiche a scelta. I successivi saranno in presenza a settembre durante la parte pratica.

In generale questa prima parte teorica mi ha lanciato qualche grande spunto fondamentali: lavorare con pazienza sui giovani, programmando minuziosamente e  rispettando i tempi della loro crescita.  Costruire il calciatore è l’unico obiettivo da inseguire. Tutto ciò che riguarda la tattica collettiva, verrà dopo.  Non avere paura di alzare l’asticella: complicare per far crescere: “Quando gli esercizi in allenamento sono perfetti e vanno sempre bene, c’è qualcosa che non va”.

Inoltre, personalmente ho ritenuto molto importante aver chiarito le priorità tecniche da allenare per ogni fascia d’età.

Dopo la metà di agosto ricominceremo con la parte pratica e gli ultimi esami, gli ultimi step prima di avere in mano il tanto sudato patentino.  Essendo un corso regionale, si terrà a Bologna. 

Vi terrò aggiornati sulla fine di questo bellissimo, seppur veramente impegnativo, percorso. 

Nel frattempo l’Uefa C è diventato obbligatorio in tutte le categorie FIGC; prevediamo che la federazione aumenti le possibilità di accesso per tutti gli allenatori interessati. 

A presto! 

p.s. Per motivi di privacy e di rispetto della rigidità della federazione, ho preferito non inserire fotografie delle videolezioni. 

 

 

Riscaldamento prepartita

Molte volte, come allenatori, cerchiamo nuove strutture di riscaldamento prepartita (oppure per l’inizio dell’allenamento) in modo da rompere la routine dei nostri ragazzi e permettere loro di riscaldarsi in modo diverso dal solito.

Ai recenti mondiali del 2018 il Senegal ad esempio effettuò un riscaldamento a passo di danza nato probabilmente nello spogliatoio come desiderio della squadra di scacciare la tensione del momento.

A parte il folklore ci sono molte formule che possiamo usare nei riscaldamento prepartita. Personalmente mi piace nelle annate più grandi proporre questo modello di riscaldamento prepartita:

Alcuni minuti di mobilitazioni varie statiche poi combinazioni di passaggi sia sul posto che in movimento a gruppi di 4 giocatori.

Aumentiamo dopo qualche minuto l’intensità dei passaggi con movimenti più esplosivi, come uscite, sprint, frenate e partenze, salti, ecc …

Alcuni minuti di partitella con possesso palla divisi in quattro gruppi e, se e possibile qualche minuto finale con qualche azione di attacco- difesa con il sistema che vogliamo utilizzare in partita.

Riporto qui alcuni video di Matteo Panarelli che richiamano quanto descrivevo prima e che possono tornare utili:

Ricezione e passaggio proposta del settore giovanile Empoli Fc

Combinazioni con il tiro in porta proposta del settore giovanile della Cremonese

Propongo un ultimo video trovato su youtube di attivazione coordinativa e motoria simpatico ed interessante perché sviluppato a croce in modo da tenere sotto controllo tutta la squadra perché divisi in gruppi in poco spazio:

L’allenamento online !!!!

Grandissima novità per “ricreare” un allenamento da casa con tanto di spogliatoio.  

 

Oggi vi presentiamo questa iniziativa ideata dal sottoscritto Serafino Muraca allenatore  e Francesco Bottazzi preparatore del ASD Baraccaluga.  

L’iniziativa è stata ideata per permettere agli atleti di allenarsi in questo momento di restrizioni, restando a casa.

Quello che però manca è lo spogliatoio pre e post allenamento, le chiacchiere, l’aggregazione, il sarcasmo e tutto quello che può succedere all’interno dello stesso. 

Con la piattaforma che stiamo utilizzando Zoom.us, abbiamo “risolto” il problema spogliatoio. 

Si terranno 2 allenamenti settimanali, il martedì ed il giovedì dalle 18:00 alle 20:00.

Dalle 18:00 alle 18:30 faremo spogliatoio, saluti tra amici, compagni di squadra, avversari o nuove conoscenze.

Dalle 18:30 alle 19:30 allenamento proposto da Mister Bottazzi

Dalle 19:30 alle 20:00 ancora spogliatoio.

Abbiamo un limite di 500 partecipanti e l’invito è esteso a tutti, non solo gli addetti al lavoro del Futsal. 

L’accesso avviene tramite un link che potete trovare sulla nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/passionefutsal20. 

Se il numero di partecipanti supera le 20 unità saranno create delle stanze dove sarà possibile interagire senza troppa confusione. Le stanze saranno chiuse alle ore 18:30 per ritornare alla room principale dove si terrà l’allenamento.

Volevo ringraziare il Presidente del Baraccaluga ASD che ha finanziato il progetto, la pagina Futsal Time che ha pubblicizzato l’iniziativa e naturalmente Il Misterone.com per lo spazio dedicato.

Vi saluto con un breve video del primo allenamento che si è tenuto martedì scorso.

Partecipate, il divertimento è assicurato.

 

Scalpo: cinquant’anni e non sentirli!!!

L’altro giorno ho partecipato ad un incontro tra mister in una piccola società in provincia di Modena ed ho sorriso con piacere quando tra le varie proposte di riscaldamento dei ragazzi è saltato fuori come proposta il gioco dello scalpo. 

La passione con cui il mister (poco più di ventenne) spiegava questo gioco mi ha scaldato il cuore ripensando dall’alto dei miei 50 anni che era un gioco che facevo fin dalle elementari e mi piaceva molto perché pur coinvolgendo tutta la squadra esaltava le doti atletiche e strategiche dei singoli.

Scalpo

Anche se molto conosciuto è obbligatoria qualche spiegazione del gioco. I partecipanti sono divisi per squadre ed hanno una pettorina (scalpo) inserito nei pantaloncini dalla parte della schiena. I giocatori al fischio del mister devono muoversi e dovranno cercare di rubarsi  la pettorina senza farsi sfilare la propria.

Se la pettorina di un giocatore viene rimosso, è fuori dal gioco.

Ogni pettorina rubata corrisponde ad un punto assegnato alla squadra di appartenenza del giocatore che ha sfilato la pettorina all’avversario. Vince la squadra che elimina tutti gli avversari o che totalizza il punteggio migliore dopo un determinato tempo di gioco.

E’ un buon riscaldamento per mettere i giocatori nella mentalità giusta in vista della partita o dell’allenamento.

Ricordo che prima di giocare ci si metteva d’accordo per proteggersi o per andare all’attacco di determinate persone della squadra avversaria (in genere i più pericolosi). Tuttora lo ritengo molto utile per vedere le capacità organizzative dei ragazzi e l’evolversi delle varie strategie.

Scalpo

Per esperienza meglio definire regole precise per i ragazzi in modo che non si creino dubbi di alcun tipo (accadeva anche quando ero piccolo!).

Chi viene preso è meglio che si sieda per terra o in un punto fuori dal campo in modo che chi gioca possa vedere chi è fuori combattimento. 

Stabilire un punto di raccolta per gli “scalpi”  in modo da poter consegnare gli scalpi conquistati e di evitare imbrogli per vedere chiaramente chi è in lotta e chi no.

Da Mister ma anche da giocatore incallito penso sia molto importante fare poi la sintesi del gioco evidenziando alcuni principi di tattica: 

– chi combatte da solo finirà sempre per farsi prendere, qualunque sia la sua forza e la sua astuzia. Forse avrà fatto bella figura, ma non sarà servito alla sua squadra;

– una squadra che agisce unita, con i deboli inquadrati coi forti e la schiena protetta, e che manovra con una strategia precisa concordata prima è praticamente invincibile.

Grazie al giovane mister che vivendo con passione il gioco dello scalpo mi ha fatto rivivere le emozioni di quegli anni passati e rinnovato l’utilità di un gioco efficace, atletico e tattico….divertimento assicurato!

MICROCICLO IN UNA SQUADRA ALLIEVI

Mesi fa pubblicai un articolo che mostrava un esempio di microciclo settimanale nella categoria esordienti, dove le sedute venivano suddivise in base alla capacità condizionale che si andava ad allenare.

Oggi andrò a trattare lo stesso argomento, ma coinvolgendo dei ragazzi di 15-16 anni, quindi allievi.

Proprio perché è stato dimostrato che la sequenza “resistenza, forza, rapidità” è al momento il metodo più attendibile da seguire, la metodologia che seguiremo sarà la stessa.

MICROCICLO IN UNA SQUADRA ALLIEVI

Ovviamente non stiamo parlando più di ragazzi in piena età puberale, bensì di adolescenti ormai formati che possono (anzi devono) cominciare ad incrementare il loro carico di lavoro nell’ottica di poter sostenere nel breve-medio termine competizioni pesanti dal punto di vista fisico-mentale.

In particolare quella che dovrebbe essere maggiormente curata è la componente di forza, fondamentale sia per la prestazione in sè, sia per quell’ambito che ormai ha acquisito enorme rilevanza che è la prevenzione agli infortuni.

E’ bene infine ricordare che il lavoro a secco che andrò ora a proporre rimane un’integrazione del lavoro con palla, poiché l’obiettivo è sempre quello di rendere la seduta ALLENANTE (ciò significa indurre le componenti tecniche-tattiche-fisiche a un miglioramento).

La prima seduta settimanale è quella dedicata alla resistenza. Importante è concordare con il mister quali sono le priorità da rispettare in base all’andamento delle prestazioni o dello sviluppo dei ragazzi. Con gli allievi mi piace organizzare con il mister allenamenti intensi, con poche pause, in modo da costruire la capacità di resistenza con la totalità della seduta. Facendo ciò, riusciamo anche a inserire picchi di intensità tali da dare un ulteriore input organico al calciatore (aspetto funzionale alla partita).

In questi picchi di intensità trova spazio il preparatore, che riesce a portare l’organismo del ragazzo a una produzione di watt che è quella poi richiesta in partita. Esistono infiniti modi di esecuzione, quello che ho scelto oggi è il TRIANGOLO, caratterizzato da alcuni cambi di direzione e variazioni di ritmo. Un blocco corrisponde a 2′, se eseguito 3 volte raggiungiamo 6′ di blocco nel quale, credetemi, verranno dati gli stimoli giusti per migliorare.

MICROCICLO IN UNA SQUADRA ALLIEVI

Il secondo allenamento si cura la forza, con annessa la prevenzione. Mi piace sempre trovarmi 15′ prima con alcuni ragazzi per eseguire alcuni esercizi specifici per recuperare o rinforzare dove sono lesionati oppure dove sono più fragili.

Sempre con l’approccio di integrare la fase tecnica, la componente a secco avrà focus su cambi di direzione e postura. Qui sotto ho messo un classico QUADRATO che amo utilizzare, perché unisce tutte le mini-componenti di forza in un esercizio che dura qualche secondo. Eseguendolo 4-5 volte diventa allenante, specie se fatto a gara.

MICROCICLO IN UNA SQUADRA ALLIEVI

L’ultimo allenamento sulla velocità, che come priorità ha quella di definire le ultime cose prima della partita, può essere integrato con alcuni scatti sulla brevissima distanza (5-10 m) o rapidità di piedi.

F-MARC test:  valutare l’abilità tecnica nel calcio di giovani sportivi.

In un articolo pubblicato su THE AMERICAN JOURNAL OF SPORTS MEDICINE è stata presentato il F-MARC test. Uno studio dove diversi ricercatori hanno sviluppato una serie di test standard per valutare le prestazioni fisiche dei giovani giocatori (condizioni fisiche e prestazioni tecniche e tattiche).

La batteria di test F-MARC comprende una sessione di allenamento funzionale e strutturata di circa 2,5 ore. Comprende:

  • test di flessibilità (sette esercizi),
  • abilità calcistiche (otto esercizi)
  • Test sulla potenza , velocità e resistenza (sette esercizi).

Lo studio sottolinea come l’analisi del profilo fisico e tecnico di un singolo giocatore, in relazione ai valori medi per un gruppo e livello di abilità simili, potrebbe essere di aiuto per valutare la valutazione obiettiva degli effetti di un programma di allenamento specifico oppure può essere utile al medico e al fisioterapista responsabile del monitoraggio dei progressi durante la riabilitazione dopo infortuni sul calcio.

Motivazione Senza un’adeguata motivazione i risultati dei test potrebbero non essere rilevanti.  L’impegno positivo, la curiosità e l’istinto competitivo sono fattori determinanti per la buona riuscita del test.  Pertanto, prima di iniziare la batteria di test, i giocatori devono essere  informati in dettaglio sugli scopi e i metodi delle prove.   

Test di flessibilità

Sono stati progettati sette esercizi di flessibilità per valutare le condizioni funzionali dei principali gruppi muscolari e identificare possibili squilibri.

F-MARC

Sollevamento delle gambe in posizione supina (Fig. 1). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità dei muscoli dorsali degli arti inferiori. Il giocatore giace con la schiena in posizione orizzontale. Il giocatore alza attivamente la gamba destra fino a quando non ha raggiunto il massimo movimento dell’anca. Infine, il mister solleva ulteriormente la gamba nella posizione massima (passiva). L’esercizio viene quindi ripetuto sulla gamba sinistra. L’esaminatore misura il grado di flessione dell’anca attiva e passiva in unità di 5 °.

F-MARC

Spaccature laterali delle gambe (Fig. 2). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità (principalmente) dei muscoli adduttori. Bisogna fare attenzione a vedere che il tronco rimanga in linea verticale. Il mister misura la distanza tra i talloni e l’altezza dal suolo.

F-MARC

Divarichi delle gambe in senso longitudinale (Fig. 3). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità dei gruppi dei muscoli posteriori della coscia e dei quadricipiti nella regione dell’anca. Il giocatore si inginocchia su una gamba, con l’altra gamba distesa davanti. Bisogna far attenzione che non ci sia alcuna rotazione dei fianchi. Vengono misurate le distanze il ginocchio posteriore e il calcagno e la distanza dal suolo.

F-MARC

Curvatura al ginocchio con una gamba sola (Fig. 4). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità dei muscoli del quadricipite. Il giocatore si inginocchia su una gamba, con la gamba opposta rivolta verso l’esterno, la parte inferiore mantenuta in verticale. Si sostiene con entrambe le mani (ad esempio sugli sgabelli o dei coni). Bisogna fare attenzione a che il suo tronco rimanga in posizione verticale (linea verticale sulla parete), che non vi sia rotazione dei fianchi e che la parte inferiore della gamba anteriore rimanga verticale. L’esame misura la distanza tra il ginocchio posteriore e il tallone anteriore e la distanza dal suolo. 

F-MARC

Piegatura all’indietro (Fig. 5). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità dei muscoli quadricipiti e la lunghezza dei muscoli addominali. Il giocatore dovrebbe piegarsi lentamente all’indietro. L’esaminatore guida il giocatore con una mano sotto la schiena ma non lo supporta. Il giocatore dovrebbe mantenere la massima posizione arretrata per 1 secondo. L’esame misura i gradi di flessione all’indietro. 

F-MARC

Flessione laterale (Fig. 6). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità laterale dei muscoli del tronco e della colonna vertebrale. Viene incaricato di muoversi lentamente il più lontano possibile, prima a destra, poi a sinistra. Entrambe le scapole devono rimanere a contatto con la parete durante il movimento. L’esaminatore misura la distanza dalla punta del dito medio al suolo, prima in posizione verticale, poi dopo la piegatura laterale (sia a destra che a sinistra) e calcola le differenze per ciascun lato. 

F-MARC

Flessione in avanti del tronco (Fig. 7). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità della colonna vertebrale e dei muscoli del dorso. Il giocatore si trova su una scatola, che ha una scala segnata sul lato anteriore esteso. Il giocatore si piega leggermente in avanti (senza oscillare) e tocca la parte anteriore della scatola con entrambe le mani. L’esaminatore misura il punto in cui la punta del dito medio tocca la scala. 

Competenze calcistiche

Otto test di abilità calcistica permettono di valutare il profilo del giocatore in relazione alle abilità tecniche.

F-MARC

Palleggio piede (Fig. 8). Questo test consente di valutare il coordinamento specifico del giocatore di calcio. Il giocatore palleggia con il piede, cercando di toccarla il più volte possibile senza lasciarla colpire a terra. Se riesce a 25 tocchi al primo tentativo, non sono necessari ulteriori tentativi. Il test comincia lasciando cadere la palla dalle mani. Sono previsti 3 tentativi per ogni piede. Viene presa a riferimento la miglior prova con il piede destro e con il piede sinistro.

F-MARC

Serie di palleggi (Fig. 9). Questo test consente la valutazione della coordinazine del giocatore relativa a tutte le parti del corpo. Il mister lancia la palla da una distanza di 5 metri dal giocatore, che cerca di palleggiare nel seguente ordine: 1) petto-piede-testa, 2) testa-piede-piede, 3) piede-petto-testa. Tre tentativi di esercizio. 

F-MARC

Dribbling a velocità (Fig. 10). Questo test consente la valutazione del dribbling in relazione al tempo e alla velocità. Dopo il segnale di “Pronti – Via”  i giocatori iniziano con la palla da dietro la linea (1 sulla figura). Dopo 5 metri effettuano lo slalom seguendo l’ordine stabilito. Dopo 10 metri giro attorno ostacolo isolato (3). Quindi dopo 8 metri gioca la palla attorno a un lato di un quadrato (4) e corre attorno all’altro lato (5) per raccoglierlo (6). Quindi si lancia attraverso la porta e l’esercizio termina quando stopperà la pala dopo la porta. Il mister misura il tempo impiegato dal segnale “Vai” fino a quando il giocatore ha la palla sotto il suo piede. 

F-MARC

Passaggio lungo (Fig. 11). Questo test consente la valutazione della potenza di tiro e della precisione sulla lunga distanza. Il giocatore tira la palla in un cerchio (raggio, 2 metri; distanza, 36 metri) segnato nel mezzo di un’area quadrata (10×10 metri). Il giocatore ha prima un tentativo di prova. L’esame ha un totale di cinque tentativi. L’unità di misura è punti; 3 se la palla atterra nel cerchio o tocca la sua circonferenza e 1 punto se la palla atterra altrove nel quadrato. 

F-MARC

Passaggio corto (Fig. 12). Questo test consente di valutare la precisione e il coordinamento nel tiro con palla in movimento. Il giocatore porta palla fino ad una linea e da lì tira con precisione in una porta piccola a 11 metri di distanza. Il mister misura un totale di cinque tentativi, segnando 3 punti se la palla va in porta e 1 punto se la palla colpisce la traversa o il palo. 

Tirare con palla ferma (Fig. 13). Il test consente di valutare la precisione e il coordinamento nel tiro. Una palla viene posizionata a 16 metri dal centro della porta- Il  giocatore tira in porta che è divisa (idealmente) in sei segmenti. Punta prima in alto a destra, poi in alto a sinistra. L’esaminatore misura un totale di tre tentativi ciascuno nei segmenti in alto a destra e in alto a sinistra. Tre punti vengono assegnati se il giocatore spara nel segmento corretto, 1 punto se il giocatore colpisce la traversa o il palo di questo segmento, 1 punto se il giocatore spara nel segmento del primo piano e 0 punti per sparare nei segmenti inferiori. 

Tirare con palla in movimento (Fig. 14). Questo test consente di valutare la precisione e la coordinazione del tiro con palla in movimento. Il mister effettua un passaggio da una distanza di 20 metri e il giocatore dopo una breve rincorsa, tira in porta. Come per l’esercizio di prima  la porta è divisa idealmente in sei segmenti. . Il mister misura su 5 tentativi, segnando 6 punti se il giocatore tira nei segmenti alto o a destra o a sinistra, 1 punto se il giocatore colpisce la traversa o il palo, 2 punti se spara nel segmento medio superiore e 1 indica se spara in segmenti inferiori. Se il passaggio non è sufficientemente preciso, il tentativo viene ripetuto.

Colpo di Testa (Fig. 15). Questo test consente di valutare la precisione e la coordinazione nel colpire la palla di testa. Viene diviso in due parti.

Prima parte. Il mister si trova 3 metri davanti al centro della porta e lancia la palla al giocatore. Il giocatore colpisce il pallone di testa dal dischetto del rigore verso la porta (che come gli esercizi di prima è divisa idealmente in 6 segmenti) Se il passaggio del mister non è preciso il tentativo viene ripetuto.

Seconda parte. Il mister si trova a 3 metri dal palo e lancia la palla sul dischetto del rigore. Il giocatore si trova a 3 metri di distanza dal dischetto, aspetta la palla e poi avanza per colpirla verso la porta. 

Per la prima parte del test, si misura un totale di tre tentativi: e vengono segnati 6 punti se la palla va nel segmento in alto a destra o in alto a sinistra, 1 punto se la palla colpisce la traversa , 3 punti se la palla va nei segmenti inferiore sinistro o destro e 0 punti se va nel segmento medio inferiore.

Per la seconda parte del test, si misura un totale di tre tentativi con 6 punti se la palla va nel segmento in alto a sinistra, 1 punto se la palla colpisce la traversa o il palo, 3 punti se la palla va nel segmento in basso a sinistra, 2 punti se la palla va nel segmento in alto al centro, 1 punto se la palla va nel segmento in basso e 0 punti se la palla va nel nel segmento a destra

Test di potenza, velocità e resistenza

Sono stati progettati sette esercizi per valutare le condizioni fisiche dei giocatori.

Salto verticale a due piedi (Fig. 16). Questo test consente di valutare l’abilità di salto verticale a due piedi. Il giocatore si trova di fronte a un muro e allunga le braccia verso l’alto, facendo un segno con il gesso che è stato strofinato sul suo dito medio. Quindi fa un salto esplosivo a due piedi verso l’alto e segna di nuovo il muro con il gesso sul dito nel punto più alto che raggiunge. L’esame misura il massimo dei tre tentativi, registrando la differenza tra il segno di gesso in piedi e il segno di gesso che salta. 

Hop Hop (Fig. 17). Questo test consente di valutare la capacità di saltare orizzontalmente con un piede. Il giocatore si ferma dopo l’ostacolo appoggiando un solo piede. Il giocatore quindi procede per i successivi salti sulla gamba destra, andando il più lontano possibile. L’esercizio fisico si ripete con la gamba sinistra. L’esaminatore misura il migliore dei tre tentativi per i lati destro e sinistro. Si misura la distanza dei salti dal primo appoggio. 

Calcio lungo (Fig. 18). Questo test consente di valutare la potenza del calcio. Dopo un passo il giocatore prende il pallone dalle sue mani e lo calcia più lontano possibile. La palla atterra dove un assistente segna il punto con un marcatore numerato. L’esame misura il migliore dei tre tentativi. Si misura la massima distanza. 

Lancio lungo con le mani (Fig. 19). Questo test consente di valutare la forza di lancio a due mani. Il giocatore fa una rimessa a due mani con le braccia sopra la testa. Dove la palla atterra un assistente segna il punto con un marcatore numerato. Si misura il migliore dei tre tentativi. 

Sprint su quattro linee (Fig. 20). Questo test consente di valutare la capacità di sprint e un’accelerazione intensiva. I giocatori a terra dietro la linea di partenza (A). Sul segnale “Pronto — Vai”, corre per 10 metri sulla linea B e tocca questo con il piede. Quindi si gira, corre dalla linea B 20 metri indietro alla linea C e tocca questa linea. Si gira di nuovo, corre per 10 metri dalla linea C alla linea A e tocca questa linea, gira, quindi corre per 30 metri fino alla linea finale tra due pali della bandiera. Il tocco del e linee dovrebbero essere controllate. Si misura il tempo totale.

Corsa a tre curve (Fig. 21). Questo test consente la valutazione della resistenza alla velocità e della resistenza anaerobica. Prima di iniziare, il polso del giocatore viene misurato a riposo. Sul segnale “Ready — Go”, corre in un triangolo dal palo della bandiera all’inizio, 80 metri dal palo della bandiera (1), attorno ad esso, 20 metri dal palo della bandiera (2), intorno ad esso, 82,4 metri indietro al iniziare, attorno a questo cono e quindi a 20 metri dalla linea di finitura (4). La frequenza del polso viene misurata prima dell’inizio, subito dopo il traguardo, e di nuovo 2 minuti dopo la corsa prendendo il tempo e battiti cardiaci al minuto per l’impulso.

Corsa di dodici minuti. Questo test consente di valutare la resistenza aerobica. Prima dell’inizio, il polso del giocatore viene misurato a riposo. Al segnale “Pronto — Vai”, corre il maggior numero possibile di giri. I giri vengono conteggiati ad alta voce dal mister mentre passa il giocatore. Sul segnale di arresto, l’esaminatore dovrebbe essere vicino al giocatore per notare la corsa della distanza esatta e prendere il suo polso. L’impulso viene misurato nuovamente a 1, 3 e 5 minuti dopo la corsa. La misurazione è in metri per la distanza percorsa e in battiti al minuto per impulso

Articolo originale “Assessment and Evaluation of Football Performance” THE AMERICAN JOURNAL OF SPORTS MEDICINE, Vol. 28, No. 5

Calcio femminile internazionale: Anna Crapanzano ci racconta la sua esperienza al Mississippi College

Ciao Anna, raccontaci della tua esperienza al Mississippi College, come ti stai trovando?

Mi chiamo Anna Crapanzano e sto studiando sport management al Mississippi College, grazie a College Life Italia che mi ha permesso di ottenere una borsa di studio. Per quanto riguarda lo sport, quindi il calcio, devo dire che l’attenzione e la serietà è altissima! Il peso dato allo sport nei college è davvero alto e questo ti permette di migliorare tanto sotto tutti i punti di vista. 

Hai avuto esperienze calcistiche in Italia?

In Italia ho iniziato all’Inter femminile, partendo dalle giovanili, poi ho fatto poi un anno a Como in serie b e l’ultimo anno a Real Meda.

mi stavi dicendo che l’america è un mondo completamente diverso, che a differenza dell’italia dà molta importanza allo sport…

Il punto di forza del college americano, a differenza dell’Università italiana, è proprio il fatto che ti permette di studiare e praticare uno sport a livelli davvero alti con strutture all’avanguardia. Sono sempre a tua disposizione! Standard lontanamente confrontabili a qualsiasi struttura italiana di calcio femminile!!!!

danno molto, ma pretendono molto, vero?

Sicuramente il college richiede un grande impegno. Il primo mese per quanto mi riguarda non è stato facilissimo. Avevo la sveglia alle 5.30, faevo allenamento in palestra con la squadra e poi andavo a lezione. È stata tosta all’inizio, poi col tempo mi sono abituata ed ho iniziato a vedere grandi cambiamenti.
Ci si allena sul campo tutti i giorni 2 ore al giorno. A fine allenamento hai a disposizione vasche di acqua fredda o calda per recuperare più velocemente ed anche questa è una gran figata!!!
Frequentemente si fanno team meeting in seguito alle partite e guardando alcune parti del video della partita si commenta e si correggono gli errori.
Un’altra grande cosa dell’America e che sono molto attenti all’evoluzione del singolo e quindi spesso si fanno meeting individuali con i coach nei quali ci si può confrontare su tutto. Con i coach americani c’è un rapporto molto diretto e aperto, senza limiti.

Come si compone lo staff tecnico?

Lo staff tecnico è composto da più persone abbiamo due psicologi, un nutrizionista, due fisioterapisti/ massaggiatori, un medico e tre coach più l’allenatore dei portieri.
Tutte queste persone studiano il calciatore individualmente e cercano di tirare fuori il meglio da ognuno di noi. Per esempio anche le diete sono differenti in base ai nostri bisogni…

Mi stai parlando di sport universitario, quindi alle partite saranno presenti solo parenti e fidanzati, immagino…

No, una cosa entusiasmante è il fatto che alle partite ci sia veramente tanta gente, per esempio alle nostre partite di calcio vengono molte squadre degli altri sport del college, per esempio la squadra di football, le cheerleader la squadra di basket ecc. ed e bellissimo quindi avere un grande il tifo durante tutta la partita.

Immagino che sia difficile studiare in America, vero?

Per quanto riguarda lo studio e molto differente dall’Università italiana! Qui in America non ci sono grandi esami su migliaia di pagine come in Italia. I periodi di studio sono sempre divisi su due semestri, ma gli esami sono frammentati su più prove intermedie che non comprendono più di un centinaio di pagine di studio. Infine poi i test finali alla conclusione del semestre sono esami che comprendono l’intero programma, ma mai raggiungeranno le moli degli esami italiani. In America quindi non è che si studia di meno, perché anche qui si studia, ma è organizzata in modo diverso. Una cosa che trovo molto utile ed efficace è il rapporto che si ha con i professori… le classi in America sono più o meno di 30-50 ragazzi quindi i professori ti conoscono benissimo e si ha un rapporto come di amicizia.
I professori aiutano tanto i ragazzi internationals ma in generale aiutano tutti, il loro studio è sempre aperto e a me piace molto andare a chiacchierare del più e del meno con i miei professori ogni tanto.

Quindi pensi che l’America ti stia dando una occasione che non avresti potuto avere in Italia?

A mio parere frequentare un college americano e giocare a calcio qua è una esperienza meravigliosa! Ti fa crescere sotto tanti punti di vista e ti da opportunità che in Italia difficilmente trovi.
È stata sicuramente una scelta tosta da fare, anche perché è una decisione che ti porta a lasciare famiglia amici e tutta la tua quotidianità per andare dall’altra parte dell’oceano a provare qualcosa di estremamente nuovo. È una scelta che non credo tutti farebbero. Io ho sempre desiderato studiare e giocare a calcio in America! Il calcio è la mia passione ma, dopo aver frequentato il liceo classico desideravo anche studiare e frequentare una università, perché chiaramente è molto difficile per una donna vivere di solo di calcio. In Italia frequentare una buona università e giocare a buoni livelli insieme diventa veramente tosta. TROPPO! L’America invece è studiata per far sì che tu possa diplomarti e crescere tanto a livello calcistico grazie alle strutture immense.

E come ti stai trovando negli stati uniti?

La bellezza del college è conoscere e incontrare tante nuove persone provenienti da mille paesi diversi e stringere amicizie vere e forti. Gli Americani sono gente aperta e molto accogliente infatti appena sono arrivata mi sono sentita come se fossi a casa, o forse meglio -ahahah- ho conosciuto persone fantastiche disposte ad aiutarmi in qualsiasi momento.

grazie anna, alla prossima!

Grazie a te e ringrazio College Life per l’opportunità!