La scala di Borg

Personalmente ho utilizzato il metodo della Scala di Borg per cercare di definire e cercare di controllare, nella maniera più funzionale possibile, i carichi di allenamento da proporre.

Scala di Borg

La scala di Borg è un semplice metodo per valutare la percezione dello sforzo e ed è uno strumento: a costo zero che permette di valutare lo sforzo percepito da un ragazzo durante un allenamento.

Questa scala ci permette di determinare l’intensità dell’esercizio e di definire il carico globale dell’allenamento, in modo tale da ridurre il rischio di sovraffaticamento o di decondizionamento e può rivelarsi quindi anche un’importante arma per la prevenzione degli infortuni.

Scala di Borg

1 corrisponde ad esercizio “molto leggero”. Per una persona normale e sana è come camminare lentamente al suo passo per diversi minuti

3 sulla scala è un esercizio “moderato”. Non è poi così duro, va tutto bene e non ci sono problemi a continuare l’esercizio

5 corrisponde ad un esercizio “pesante”. È faticoso e si sente stanco, ma non ci sono ancora grosse difficoltà a continuare.

7 è “molto pesante” è veramente faticoso. Una persona sana può continuare ma deve
sforzarsi molto.

10 sulla scala è un livello d’esercizio estremamente faticoso. È “max P”. Per molte
persone questo è un esercizio così faticoso che non avevano mai sperimentato prima
nella loro vita.

La valutazione della percezione dello sforzo deve essere effettuata circa 30 minuti dopo la fine dell’allenamento, e non durante.

Prima bisogna spiegare cosa vogliamo valutare e il perchè spiegando anche la scala di valori presenti.

Questa raccolta dei dati porterà a poter calcolare il carico globale di allenamento. Il livello ottimale di intensità per l’esercizio dipende dall’individuo.

Un allenamento, ad esempio, di tre giorni alla settimana di 40 minuti a un ritmo molto intenso, equivale a un un intervallo da 6 a 8 sulla scala RPE.

Carico globale di allenamento = tempo di allenamento X intensità sforzo percepito

Multisport…VITTORIA!

Ciao a tutti, ho deciso oggi di tornare a scrivere per parlarvi di una tematica molto discussa ma che probabilmente raramente nei nostri allenamenti viene enfatizzata, quella della multidisciplinarietà.

Spesso durante corsi o seminari ho sentito dire “fateli giocare a rugby, basket, pallavolo…”, ma nel mio percorso non avevo mai inseguito con decisione questa pista.

Vi devo confessare che una mia recente esaltante esperienza ha completamente ribaltato questa mia visione.

Ho passato le ultime settimane immerso in un camp multisportivo.
Vi invito a vedere le foto di questo progetto, ASTRAMBLAM, sulla pagina FB (link) o sul sito (link) della mia società , per poter vivere meglio ciò che voglio raccontarvi.

Il progetto ha avuto molto successo, i feedback dei bambini e delle famiglie sono stati molto positivi.
La chiave di tutto questo è stata proprio la possibilità di sperimentare tanti diversi sport, anche con l’aiuto di istruttori qualificati di storiche società del parmense.
I tecnici di Rugby Parma ed Oltretorrente Baseball,
 dopo essere venuti a lavorare con i nostri ragazzi, hanno apprezzato il progetto al punto da chiederci di collaborare a nostra volta con loro come istruttori di calcio.

Ma cosa abbiamo imparato da questa esperienza?
Oltre ad un discorso motivazionale, da tenere in considerazione nei momenti “di down” durante la stagione,  un approccio multisport permette al ragazzo di acquisire tante competenze nuove, magari fino a quel momento sconosciute, e arrivare ad allargare il cerchio delle proprie capacità motorie e diventare atleti completi.

In tre settimane ho potuto chiaramente osservare, su ragazzi dai 5 ai 13 anni, quanto lo sperimentare vari tipi di sport abbia portato miglioramenti ben visibili giorno dopo giorno: parliamo della coordinazione oculo-manuale e del lanciare nel baseball, della reattività e dei cambi di direzione nell’1 vs 1 nel rugby (no placcaggi), nella capacità di saltare e di migliorare il gioco con le mani nella pallavolo, della resistenza e della velocità delle mini olimpiadi, della forza nel banalissimo tiro alla fune, ecc. ecc…

Gli esempi sono veramente infiniti, ne ho citati solo alcuni. 

Ricordiamoci sempre che i bambini di oggi non sono quelli di un tempo; le loro sperimentazioni sono al minimo e nella maggior parte dei casi non conoscono nemmeno le regole di alcuni degli altri sport, e quando le conoscono è solo perché li hanno provati una volta o due a scuola.

Ed è per questo che il gap motorio con i bambini anche solo di 15 anni fa è ben evidente; un ostacolo col quale sicuramente molti di voi sono costretti a misurarsi quotidianamente.
A questo proposito, da persona che erroneamente ha dato troppo spesso considerazione solo al calcio, oggi che ho aggiunto qualcosa di veramente prezioso al mio “bagaglio” non posso fare altro che incoraggiare tutti voi a sperimentare, magari nelle attivazioni dell’allenamento, tanti sport e giochi sempre diversi.
Questa sarà assolutamente la novitá più importante su cui imposterò il lavoro nel terzo anno con i Pulcini 2012.

Sinceramente in partenza non ero convinto che sperimentare altri giochi oltre al calcio potesse coinvolgere così tanto questi ragazzi e bambini. Ve ne mostro una piccolissima prova:

Mi raccomando, perdete qualche minuto a guardate le fotografie dei nostri eroici fotografi Laura e Marcello.

Sarà facile rendersi conto che con poco, senza bisogno di grosse “apparecchiate”, si riescono ad ottenere bellissimi risultati.
Sportivi ed umani.

Siccome starete iniziando a preparare la prossima stagione…buon lavoro a tutti, mister! 
Mi auguro di avervi fornito spunti interessanti.

 

 

Allenamenti individuali – Una splendida opportunità

La delicatissima situazione in cui da tanti mesi siamo immersi  ha cambiato e sta cambiando radicalmente tanti pezzi delle nostre vite e gli strascichi saranno sicuramente  indelebili.

Come dicono in tanti, il calcio è la”cosa più importante delle cose non importanti”; questa premessa è sicuramente doverosa, e il nostro pensiero e le nostre paure sono sicuramente indirizzate verso la salute nostra e dei nostri cari.

Tuttavia il nostro è un blog per appassionati, e ci stiamo rendendo sempre più conto che la passione verso qualcosa (nel nostro caso il calcio) in situazioni durissime come questa funge da ancora di svago e salvezza.

Nelle ultime due settimane e in particolare modo negli ultimi 4 giorni, preso atto dello stop della maggior parte delle competizioni dilettantistiche, c’è stata una pesante discussione sulla tematica allenamenti: allenamenti individuali…si può o non si può?

I chiarimenti di oggi sembrano aver concesso questa possibilità, già testata tra l’altro la scorsa settimana nelle categorie provinciali. 

Sicuramente tra gli addetti ai lavori non sono mancate le polemiche. Tanta gente non riesce a digerire il fatto di privare il calcio del contatto e delle partitelle (non è calcio”), mentre tanti allenatori tendono a snobbare questa nuova situazione (“gli facciamo dare due calci “).

C’è un’altra categoria di allenatori, come il sottoscritto, che ritengono questa nuova modalità di allenamento una opportunità d’oro.

Molto spesso, durante l’anno, molte volte ci facciamo condizionare dai risultati del sabato…sfido chiunque a dire il contrario!  Pur coscienti di essere in torto, nella risicata ora e mezza di allenamento molto spesso rischiamo di “trascurare” la crescita del singolo ragazzo per diventare strateghi e preparare LA PARTITA di campionato.

Siamo sinceri, come è in grado di farci vivere con quella bella sensazione di emozione nel cuore e nello stomaco, allo stesso tempo il campionato indubbiamente porta pressione e condizionamenti! Sfido chiunque a dire il contrario.

Il blocco delle competizioni ci ha fatto riscoprire questa dimensione di allenamento senza contatti e a distanza. Su cosa buttarsi? Come suggerisce la parola “individuale”, sul singolo!

Personalmente ho riscoperto in questi primi nuovi allenamenti un clima sereno e un dolce scorrere del tempo…senza “fuoco sotto il sedere”!

I bambini, alleno i 2012, sono ben coscienti di queste regole e che per un po’ non potranno fare partitelle o esercitazioni situazionali e questo ci sta aiutando molto.

Così, con massima calma, c’è tutto il tempo di dedicarsi alla loro crescita motoria e alla tecnica individuale, senza nessun’altro tipo di pensiero e preoccupazione.

Ovviamente la fantasia è fondamentale per creare esercitazioni che siano coinvolgenti e divertenti, ma una volta trovata la chiave questo lavoro sul singolo si rivelerà veramente molto prezioso. 

Non tutti i mali vengono per nuocere; sento di non esagerare esclamando che i nostri ragazzi inizieranno a vivere la dimensione di allenamento migliore in assoluto per poter apprendere ciò che avveniva automaticamente nell’ormai vecchio e romantico calcio di strada: pallone, pallone, pallone!!!

Pallabollata e altri giochi di agilità per i più piccoli

Navigando su internet mi ha colpito un inserto dove una preparatrice atletica del Maryland, Erica Suter, che lavora con i ragazzi delle elementari e delle medie, spiegava l’importanza del gioco della pallabollata.

Secondo Erika, ma il giudizio è facilmente condivisibile, l’esercizio della pallabollata migliora la posizione dei piedi e delle gambe, abbassa il baricentro e se fatto ad alta intensità sviluppa la potenza anaerobica

In questo gioco non c’è bisogno di dire molto ai ragazzi ma mentre lo fanno, eseguono un esercizio di agilità che li ispira ad andare a tutta velocità, cambiare rapidamente direzione divertendosi senza nemmeno rendersi conto che si stanno allenando.


Anche l’esercizio degli “ippopotami affamati” come lo chiamano nel video migliora la consapevolezza spaziale e può essere adottato per lavorare sulla forza.

Questo tipo di esercizi allontana i ragazzi dalla routine degli allenamenti di calcio che ogni tanto si vedono sui campi ma soddisfano le qualità atletiche di cui i giocatori di calcio hanno bisogno, come consapevolezza spaziale, sviluppo della potenza della parte superiore del corpo e agilità reattiva.

Pallabollata

Far divertire i ragazzi è sempre il primo obiettivo. Mentre riguardiamo gli esercizi che abbiamo inserito nella programmazione di questo anno che sta iniziando concentriamoci sull’aspetto ludico e tentiamo di inserire in ogni allenamento una sessione di divertimento in modo da creare e coltivare nei ragazzi la voglia di allenarsi.

I migliori allenamenti sono quelli che i giocatori reputano divertenti ma che comunque lasciano anche la sensazione di aver lavorato sodo e migliorato.

Buon lavoro…e non aver paura di sperimentare!!!

Velocità e agilità

Riportare i giocatori in forma dopo l’estate e i precedenti tre mesi è una parte importante di qualsiasi lista di controllo nella programmazione annuale. Questo divertente e semplice esercizio di velocità e agilità è ottimo per sviluppare gioco di gambe veloce, accelerazione e velocità. 

Velocità e agilità

I giocatori devono saltare con i piedi uniti, lateralmente sopra il primo ostacolo e poi in avanti oltre l’ostacolo successivo. Il mister deve ricordare la tecnica per saltare: piedi uniti, usare le punte dei piedi per saltare e atterrare e usare le braccia per tenere l’equilibrio.

Dopo aver effettuato i salti i giocatori scattano verso i coni alla fine del quadrato. Il mister dovrebbe sottolineare come la prima spinta dopo aver saltato gli ostacoli sia importante per cominciare la corsa veloce.

Dopo aver girato attorno al cono i giocatori vanno avanti attraverso le scale di velocità. Le tecniche sono diverse ma io consiglio un rapido gioco di gambe, usando gli avampiedi, senza toccare la scaletta. Anche in questo caso dovrebbero usare le braccia per mantenere l’equilibrio. Dopo la scaletta i giocatori corrono al punto id partenza.

Ogni giocatore dovrebbe eseguire l’esercitazione circa 5 volte. A seconda delle età si può inserire un pò di competizione tenendo i tempi (tenendo sempre come prioritaria la qualità di esecuzione dell’esercizio).

Come dicevamo all’inizio dell’articolo questo divertente e semplice esercizio di velocità e agilità è ottimo per sviluppare gioco di gambe veloce, accelerazione e velocità. 

E’ importante che il mister curi la tecnica di corsa e movimento nei cambi di direzione. Motivare i i ragazzi mantenendo l’intensità alta.

Pre-Preparazione Estiva Portieri

Ciao a tutti ! 

Spero stiate tutti bene e immagino siate smaniosi quanto me di riprendere l’attività e calpestare di nuovo l’erba verde dei campi da calcio !!!

Oggi vorrei proporre una mia idea di pre preparazione estiva per i portieri in previsione della nuova stagione agonistica 2020-2021. Troverete l’allegato in calce all’articolo.

Volevo, però, condividere una considerazione che è nata durante la realizzazione del programma stesso. In linea di massima non ho mai inserito la corsa, se non a livello di riscaldamento e mobilitazione, nei programmi pre stagionali ma, vedendo comunque come si è evoluto il ruolo e valutando anche i dati quantitativi relativi al movimento dei portieri in una singola partita ( Dai 3 ai 5 Km di media ), ho pensato di introdurre anche un programma di corsa, con pochi minuti, tutti i giorni della settimana.

Mi sono interfacciato con il Preparatore Atletico e ho chiesto specificatamente il tempo al Km dei centrali difensivi per poi utilizzarli come riferimento; come vedrete dalla tabella, che si ripete per 4-5 settimane a seconda del tempo disponibile prima dell’inizio della stagione, ho dato l’indicazione che dalla terza settimana fino alla fine il tempo al Km deve essere mantenuto sui 4′ 30″ in maniera da avere un tempo simile ai centrali difensivi che sono i giocatori  a cui il portiere come, tipologia di movimento e come zona di competenza, assomigliano di più. E’ logico che poi durante la stagione agonistica mi concentrerò di più sulla velocità in distanze brevi che sul fondo ma almeno avremo una base aerobica su cui lavorare.

La valutazione di poter inserire la corsa, come scrivevo prima, è nata considerando tutti i dati anche degli interventi che i ragazzi hanno compiuto durante l’anno a livello di transizioni positive, di sostegni e di difesa dello spazio fuori dall’area di rigore, che si aggirano intorno al 70% delle azioni compiute dal portiere durante una gara. E’ stato logico, quindi, pensare di inserire la corsa proprio per dare un sostegno ai ragazzi per questo tipo di azioni anche se, come dicevo prima, non è mai stata una delle mie priorità specifiche.

Mi sono soffermato su questo punto perchè volevo proprio condividere un aspetto che non ho mai sviluppato e mi piacerebbe sapere cosa ne pensate….spero di avere buoni riscontri poi durante l’annata che cercherò di studiare per avere più dati ancora per modificare e migliore le sedute di allenamento e renderle sempre più vicine alla realtà del match.

Attendo le vostre considerazioni che anche per mail se volete e via auguro di ritrovarci al più presto sui campi !!!!!

Alla prossima !!!!

PrePreparazione_Portieri_2020

UEFA C ONLINE – Prima Parte

Buonasera a tutti e ben ritrovati. Nella speranza che stiate tutti bene e stiate sopravvivendo a questo caldo infernale, voglio condividere con voi le prime impressioni riguardo la prima parte del corso Uefa C Online, essendo uno dei fortunati riusciti ad entrare in lista. 

Con la lezione del 31 Luglio, è terminata la prima parte, quella teorica. Avendo alle spalle un intenso mese e mezzo di lezioni quotidiane, mi sento pronto per un resoconto globale. Non entrerò in dettaglio nelle nozioni specifiche, non tocca a me anticipare il corso a chi lo svolgerà in futuro. Ciò che farò in questo articolo è condividere con voi le mie sensazioni personali: come ho vissuto il corso e ciò che fino ad adesso mi porto dentro. Cercherò di non complicare troppo il mio pensiero, ma di essere molto chiaro e semplice nel citare i pro e i contro.

Probabilmente ancora non ci rendiamo conto di aver partecipato ad un qualcosa di “storico”: sono quasi sicuro di poter esclamare che probabilmente questo sia nella storia il primo corso Uefa c svolto online (se dovessi venire smentito, chiederò scusa per la negligenza).

Il primissimo vantaggio per molti di noi è stato l’ingresso senza punteggi; è stata infatti creata una graduatoria in base alla cronologia delle domande inviate. Sono onesto nel dire, che in condizioni normali avrei dovuto provare anni e anni prima di riuscire ad entrare. 

 Il più grande vantaggio dell’online per un corsista è quello di risparmiare tantissime ore e parecchi euro di viaggi in macchina ad orari comunque proibitivi per molte persone che lavorano. Collegarsi comodamente alle 18 da casa per seguire comodamente le lezioni ed esser pronti per uscire istantaneamente alla fine di esse (21.30), sicuramente è un colpo più unico che raro.  

All’opposto, probabilmente questo collegamento a distanza e in solitudine ci ha privati della dimensione più bella di un percorso così lungo e impegnativo: stringere relazioni e amicizie nuove e vivere la vita del gruppo, penso ad esempio alle cene post corso.  Siamo stati in grado di conoscerci ugualmente tramite il gruppo Whatsapp e le pause tra una lezione e l’altra in attesa dei professori, ma sicuramente aspettiamo la parte pratica di fine agosto per poterci finalmente conoscere. 

Un altro limite che inizialmente ha creato qualche “”scontro”” tra noi, è stata la gestione dei confronti e delle opinioni durante le lezioni. Sicuramente non è stato subito scontato trovare un equilibrio nel rispettare i turni di parola e i tempi stretti dei docenti. Ma nel tempo questo si è sistemato, e le lezioni proseguivano in maniera fluida e producente.

Inoltre, non sempre siamo riusciti a ricordare le informazioni dei docenti (alcune slide non potevano essere inviate); rispetto ad un confronto in presenza, ammetto che a volte l’attenzione non era sempre semplice da mantenere.  

Il team docenti  si è adattato a questa nuova condizione didattica; le lezioni sono risultate quasi tutte chiare, anche grazie all’ausilio di video.

Abbiamo avuto modo di svolgere qualche primo esame a distanza; i professori sono stati abbastanza clementi nei questionari somministrati. Particolarmente interessante quello di Psicopedagogia, che ha stimolato la nostra creatività e le nostre riflessioni con una piccola produzione scritta partendo da tematiche a scelta. I successivi saranno in presenza a settembre durante la parte pratica.

In generale questa prima parte teorica mi ha lanciato qualche grande spunto fondamentali: lavorare con pazienza sui giovani, programmando minuziosamente e  rispettando i tempi della loro crescita.  Costruire il calciatore è l’unico obiettivo da inseguire. Tutto ciò che riguarda la tattica collettiva, verrà dopo.  Non avere paura di alzare l’asticella: complicare per far crescere: “Quando gli esercizi in allenamento sono perfetti e vanno sempre bene, c’è qualcosa che non va”.

Inoltre, personalmente ho ritenuto molto importante aver chiarito le priorità tecniche da allenare per ogni fascia d’età.

Dopo la metà di agosto ricominceremo con la parte pratica e gli ultimi esami, gli ultimi step prima di avere in mano il tanto sudato patentino.  Essendo un corso regionale, si terrà a Bologna. 

Vi terrò aggiornati sulla fine di questo bellissimo, seppur veramente impegnativo, percorso. 

Nel frattempo l’Uefa C è diventato obbligatorio in tutte le categorie FIGC; prevediamo che la federazione aumenti le possibilità di accesso per tutti gli allenatori interessati. 

A presto! 

p.s. Per motivi di privacy e di rispetto della rigidità della federazione, ho preferito non inserire fotografie delle videolezioni. 

 

 

Riscaldamento prepartita

Molte volte, come allenatori, cerchiamo nuove strutture di riscaldamento prepartita (oppure per l’inizio dell’allenamento) in modo da rompere la routine dei nostri ragazzi e permettere loro di riscaldarsi in modo diverso dal solito.

Ai recenti mondiali del 2018 il Senegal ad esempio effettuò un riscaldamento a passo di danza nato probabilmente nello spogliatoio come desiderio della squadra di scacciare la tensione del momento.

A parte il folklore ci sono molte formule che possiamo usare nei riscaldamento prepartita. Personalmente mi piace nelle annate più grandi proporre questo modello di riscaldamento prepartita:

Alcuni minuti di mobilitazioni varie statiche poi combinazioni di passaggi sia sul posto che in movimento a gruppi di 4 giocatori.

Aumentiamo dopo qualche minuto l’intensità dei passaggi con movimenti più esplosivi, come uscite, sprint, frenate e partenze, salti, ecc …

Alcuni minuti di partitella con possesso palla divisi in quattro gruppi e, se e possibile qualche minuto finale con qualche azione di attacco- difesa con il sistema che vogliamo utilizzare in partita.

Riporto qui alcuni video di Matteo Panarelli che richiamano quanto descrivevo prima e che possono tornare utili:

Ricezione e passaggio proposta del settore giovanile Empoli Fc

Combinazioni con il tiro in porta proposta del settore giovanile della Cremonese

Propongo un ultimo video trovato su youtube di attivazione coordinativa e motoria simpatico ed interessante perché sviluppato a croce in modo da tenere sotto controllo tutta la squadra perché divisi in gruppi in poco spazio:

L’allenamento online !!!!

Grandissima novità per “ricreare” un allenamento da casa con tanto di spogliatoio.  

 

Oggi vi presentiamo questa iniziativa ideata dal sottoscritto Serafino Muraca allenatore  e Francesco Bottazzi preparatore del ASD Baraccaluga.  

L’iniziativa è stata ideata per permettere agli atleti di allenarsi in questo momento di restrizioni, restando a casa.

Quello che però manca è lo spogliatoio pre e post allenamento, le chiacchiere, l’aggregazione, il sarcasmo e tutto quello che può succedere all’interno dello stesso. 

Con la piattaforma che stiamo utilizzando Zoom.us, abbiamo “risolto” il problema spogliatoio. 

Si terranno 2 allenamenti settimanali, il martedì ed il giovedì dalle 18:00 alle 20:00.

Dalle 18:00 alle 18:30 faremo spogliatoio, saluti tra amici, compagni di squadra, avversari o nuove conoscenze.

Dalle 18:30 alle 19:30 allenamento proposto da Mister Bottazzi

Dalle 19:30 alle 20:00 ancora spogliatoio.

Abbiamo un limite di 500 partecipanti e l’invito è esteso a tutti, non solo gli addetti al lavoro del Futsal. 

L’accesso avviene tramite un link che potete trovare sulla nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/passionefutsal20. 

Se il numero di partecipanti supera le 20 unità saranno create delle stanze dove sarà possibile interagire senza troppa confusione. Le stanze saranno chiuse alle ore 18:30 per ritornare alla room principale dove si terrà l’allenamento.

Volevo ringraziare il Presidente del Baraccaluga ASD che ha finanziato il progetto, la pagina Futsal Time che ha pubblicizzato l’iniziativa e naturalmente Il Misterone.com per lo spazio dedicato.

Vi saluto con un breve video del primo allenamento che si è tenuto martedì scorso.

Partecipate, il divertimento è assicurato.

 

Scalpo: cinquant’anni e non sentirli!!!

L’altro giorno ho partecipato ad un incontro tra mister in una piccola società in provincia di Modena ed ho sorriso con piacere quando tra le varie proposte di riscaldamento dei ragazzi è saltato fuori come proposta il gioco dello scalpo. 

La passione con cui il mister (poco più di ventenne) spiegava questo gioco mi ha scaldato il cuore ripensando dall’alto dei miei 50 anni che era un gioco che facevo fin dalle elementari e mi piaceva molto perché pur coinvolgendo tutta la squadra esaltava le doti atletiche e strategiche dei singoli.

Scalpo

Anche se molto conosciuto è obbligatoria qualche spiegazione del gioco. I partecipanti sono divisi per squadre ed hanno una pettorina (scalpo) inserito nei pantaloncini dalla parte della schiena. I giocatori al fischio del mister devono muoversi e dovranno cercare di rubarsi  la pettorina senza farsi sfilare la propria.

Se la pettorina di un giocatore viene rimosso, è fuori dal gioco.

Ogni pettorina rubata corrisponde ad un punto assegnato alla squadra di appartenenza del giocatore che ha sfilato la pettorina all’avversario. Vince la squadra che elimina tutti gli avversari o che totalizza il punteggio migliore dopo un determinato tempo di gioco.

E’ un buon riscaldamento per mettere i giocatori nella mentalità giusta in vista della partita o dell’allenamento.

Ricordo che prima di giocare ci si metteva d’accordo per proteggersi o per andare all’attacco di determinate persone della squadra avversaria (in genere i più pericolosi). Tuttora lo ritengo molto utile per vedere le capacità organizzative dei ragazzi e l’evolversi delle varie strategie.

Scalpo

Per esperienza meglio definire regole precise per i ragazzi in modo che non si creino dubbi di alcun tipo (accadeva anche quando ero piccolo!).

Chi viene preso è meglio che si sieda per terra o in un punto fuori dal campo in modo che chi gioca possa vedere chi è fuori combattimento. 

Stabilire un punto di raccolta per gli “scalpi”  in modo da poter consegnare gli scalpi conquistati e di evitare imbrogli per vedere chiaramente chi è in lotta e chi no.

Da Mister ma anche da giocatore incallito penso sia molto importante fare poi la sintesi del gioco evidenziando alcuni principi di tattica: 

– chi combatte da solo finirà sempre per farsi prendere, qualunque sia la sua forza e la sua astuzia. Forse avrà fatto bella figura, ma non sarà servito alla sua squadra;

– una squadra che agisce unita, con i deboli inquadrati coi forti e la schiena protetta, e che manovra con una strategia precisa concordata prima è praticamente invincibile.

Grazie al giovane mister che vivendo con passione il gioco dello scalpo mi ha fatto rivivere le emozioni di quegli anni passati e rinnovato l’utilità di un gioco efficace, atletico e tattico….divertimento assicurato!