La Scuola Portieri Italiana

Ciao a tutti, come state ? passata bene la domenica sui campi ? Spero di si…..

Io ho incontrato colleghi di corso e di postazione in aula Andrea Campagnolo e Andrea Pierobon….E’ stato un piacere rivederli e scherzare sulle lezioni….In bocca al lupo a tutti e due !!!!

Dopo questa premessa che forse interesserà a pochi, come è giusto che sia, volevo prendere spunto da una pubblicazione su Instagram da parte di Antonello Brambilla, allenatore dei portieri professionista ora in forza al Cagliari, riguardante la scuola dei portieri italiana.

Sempre più spesso si bistratta la nostra scuola, e quindi la nostra categoria, dicendo che la scuola italiana è in calo e non produce più portieri; bene ecco cosa dice Transfermarkt riguardo i portieri Under 23 più costosi al mondo :

Scuola Portieri

Nei primi 10 posti ci sono 3 italiani quali  Donnarumma, Meret e Audero e altri due stranieri Radu e Dragowski che giocano nel campionato italiano.

Questa considerazione porta, comunque, a ragionare sul fatto che la nostra scuola sia ancora una delle migliori, se non la migliore, al mondo.

Oltre a questi esempi mi piace ricordare i progressi di Strakosha alla Lazio allenato da Mr. Grigioni, Berisha alla Spal oggi allenato da Mr. Scalabrelli e prima da Mr. Biffi all’Atlanta e ancora prima alla Lazio da Mr. Grigioni, come non dimenticare Allison alla Roma allenato da Mr. Savorani e lo stesso Szczesny prima allenato da Mr. Savorani alla Roma e poi da Mr. Filippi alla Juventus.

Senza essere smentito penso che tutti questi ottimi portieri ed atleti siano migliorati tantissimo perchè allenati alla maniera italiana e da Mister italiani con una filosofia simile anche se, a volte, con idee diverse ma comunque accomunati dalla maniacale ricerca della perfezione attraverso la correzione durante gli allenamenti.

Questa è la scuola italiana !!! E dobbiamo essere orgogliosi di portare avanti questa tradizione e questo credo cercando di avere sempre più interpreti del ruolo italiani.

Ringrazio Antonello per lo spunto di oggi sperando che sia piaciuto a tutti !!!

A presto !!!

 

Come posso migliorare il mio portiere sulle tecniche del salto?

Ogni ragazzo che si appresta ad affrontare il ruolo di portiere di calcio si chiede come può migliorare le tecniche del salto.

Il portiere è un ruolo in cui è richiesto soprattutto un intenso lavoro muscolare, in particolare dei muscoli degli arti inferiori.

E’ per questo che uno degli obiettivi dei preparatori che lavorano con i portieri è quindi quello di ottenere informazioni rilevanti sulle caratteristiche fisiche e quindi sull‟anatomia e la fisiologia del ragazzo che stanno allenando al fine di programmare al meglio il proprio lavoro e non incorrere in errori che potrebbero poi andare a danneggiare le prestazioni del portiere.

Su internet si trovano molti video su esercizi legati allo sviluppo della forza dei portieri e su come migliorare le tecniche del salto ma è necessario una buona pianificazione per raggiungere gli obiettivi prefissati affidandosi a misurazioni frequenti per impostare al meglio le metodologie di allenamento.

Lavorare nel settore giovanile è un compito molto arduo in quanto i preparatori si trovano ad avere a che fare con ragazzi sempre in continuo cambiamento sia dal punto di vista fisico che psico-sociale.

La competenza e la professionalità in questo settore devono essere sicuramente
superiori rispetto al lavoro con gli adulti.

I contenuti dell‟allenamento di un giovane non possono, e non devono, essere gli stessi di un adulto. I preparatori dei portieri del settore giovanile devono aiutare, sostenere e accompagnare la crescita armonica dei ragazzi.

tecniche  del salto

Allego una tesi di laurea di qualche anno fa che però ritengo ancora abbastanza attuale “LA “COSTRUZIONE” DELLA FORZA MUSCOLARE NEL PORTIERE DI CALCIO DEL SETTORE GIOVANILE” di Luca Malaguti dove le scelte dei mezzi di allenamento e le metodiche di somministrazione del carico di lavoro devono, soprattutto con i giovani, concentrarsi sulla prevenzione degli infortuni e sull’apprendimento dell’esecuzione corretta delle tecniche del salto e degli altri esercizi.

Un allenamento incentrato sulla core stability, sull’equilibrio e sul controllo posturale è un eccellente mezzo di allenamento per prevenire gli infortuni e l’inserimento di programmi di allenamento di forza ovviamente rispettando le tappe di accrescimento biologico dei ragazzi portano ad un ottimo sviluppo delle abilità del portiere.

La Presa, questa sconosciuta…..

Ciao a tutti, oggi ho voluto intitolare in maniera provocatoria l’articolo su la presa perché troppo spesso questo fondamentale viene bistrattato accampando scuse che non sono sempre veritiere.

Io credo che la presa sia uno dei principi fondamentali da allenare fin da piccoli proprio come scrivevo nel primo articolo di questa serie.

Oggi per la maggior parte delle volte si assistono a respinte, il più delle volte, non controllate ed a pochissime prese; sicuramente la velocità del pallone ma soprattutto, dico io, le traiettorie sempre meno lineari incidono sulla scelta del portiere di non provare la presa ma questo a mio parere può diventare un limite perchè troppo spesso il portiere, specialmente in giovane età, tende a respingere di default.

Ma cosa si intende per presa ?

La definizione di Presa codificata dalla commissione F.I.G.C. specifica per il ruolo è la seguente :

” La presa è un fondamentale tecnico, cardine del ruolo del portiere, che consente, dissipandone l’energia, di arrestare/bloccare la palla”.

Le prese si dividono in prese a pollici divergenti e prese a pollici convergenti :

  • Prese a Pollici Divergenti : avviene per supinazione delle mani, quindi con pollici lontani,  ed è indicata per traiettorie medio basse e rimbalzanti, dal petto in giù;

La Presa

  • Prese a Pollici Convergenti : si ottiene per pronazione delle mani, quindi con pollici vicini, ed è indicata per le traiettorie medio alte dal petto in su e in generale sulle traiettorie a salire.

La Presa

In entrambi i casi le mani, al momento dell’impatto, devono assumere una posizione simmetrica in modo da  avvolgere il pallone assecondandone la forma; aggiungo che viene dimenticato troppo spesso di dire al giovane portiere, soprattutto, che le dita devono distanziarsi il più possibile in maniera da impattare più superficie possibile della sfera .

Tutti tipi di presa, logicamente, possono essere preceduti da uno spostamento e, importantissimo, da una corretta postura in cui anche la posizione delle braccia e delle mani in partenza sono fondamentali.

Nel prossimo articolo vedremo alcuni spunti per poter allenare la tecnica di presa e sensibilizzare il contatto con il pallone.

A presto !!!

Difesa dello Spazio in relazione alla Distanza

Ciao a tutti, eccoci di nuovo per un’altra indicazione riguardante la difesa dello spazio riprendendo il filone degli articoli precedenti in cui si è passati dalla posizione a difesa della porta, alla posizione di difesa dello spazio con le relative zone di competenza nei pressi della porta stessa per arrivare oggi alla difesa dello spazio in relazione alla posizione del pallone a distanza maggiore dalla porta.

Difesa dello Spazio

Per maggior chiarezza utilizzerò lo schema molto semplice che vedete in foto riassumendo le posizioni e posture nel modo seguente :

  1. Zona Rossa : Il portiere assume una zona di difesa della porta con postura adeguata, quindi abbastanza piegato su gambe, con tronco basso e spalle in avanti pronto ad eseguire una parata  lavorando nei pressi della porta ( La distanza dalla linea di porta dipenderà dalle caratteristiche fisiche dell’atleta, dalla posizione del pallone e dallo stato del pallone );
  2. Zona Grigia : Il portiere si posiziona tra la linea dell’area di porta ed il dischetto del rigore con una postura più alta della precedente pronto sia ad attaccare una palla filtrante che a rientrare in corsa per difendere la porta, sempre in antero-posteriore per poter eseguire il più velocemente possibile gli spostamenti richiesti;
  3. Zona Gialla : Il portiere si posiziona tra il dischetto del rigore e la linea dell’area grande in postura più eretta , ma sempre antero-posteriore per poter essere pronto a tutte le eventualità dalla palla filtrante rasoterra al lancio lungo alto;
  4. Zona Blu . Il portiere si posiziona fuori dall’area con postura abbastanza eretta .

Inutile ricordare che in tutte queste posizioni, come del resto in tutte le situazioni che si vengono a creare, la comunicazione vocale è fondamentale per dare indicazioni precise e puntuali a tutta la squadra e non solo in fase difensiva, nel calcio moderno il portiere deve sapere chi fa cosa a 360° e credo che continuare a “parlare” aiuti la concentrazione.

Impostato cosi sembra molto facile ma la difficoltà maggiore che i ragazzi affrontano nell’allontanarsi della porta è che abbandonano la loro “Confort Zone” e più si spostano in profondità più vengono a mancare, se non si è un portiere evoluto, punti di riferimento specifici quali i pali, il dischetto del rigore e le linee dell’area ecco perché, secondo il mio punto di vista, le esercitazioni inerenti a questo tipo di situazioni devono essere realizzate in un campo il più possibile regolare e segnato correttamente per dare riferimenti panoramici maggiori.

Come al solito ogni commento è sempre ben accetto !!!!

 

A presto !!

Il Portiere

Dopo tanto tempo di assenza sul sito ritorno a postare qualcosa sperando che sia utile e di aiuto al ruolo del portiere. Intanto è doveroso ringraziare Paolo per tutti gli articoli che ha scritto durante la mia assenza dovuta a corsi vari, meno male che c’era lui.

Abbiamo pensato di inserire una rubrica dedicata al ruolo specifico del portiere (ogni martedì uscirà un articolo a riguardo), magari anche interagendo con chi ci legge e sulle sue richieste, e su come intendo io le priorità del ruolo. specialmente nelle fasi sensibili dell’apprendimento specifico del ruolo.

Personalmente, ma non prendetela come verità assoluta. ho elaborato un mio pensiero sul percorso da realizzare in fase di addestramento e che, comunque, va “rinfrescato” in maniera costante anche più avanti che vi propongo punto per punto con le motivazioni che mi hanno portato a queste mie considerazioni, in maniera più specifica credo che si debbano allenare le competenza in questo ordine :

  1. Posizione e spostamenti : ho sempre considerato fondamentale essere al posto giusto ed al momento giusto in tutte le azioni da compiere, questo permette di eliminare moltissime parate complicate e può sopperire anche ad una tecnica di esecuzione di parata non eccelsa. Bisogna anche insegnare i tipi ed i modi degli spostamenti che spesso vengono tralasciati dando origine a portieri che si spostano in maniera inadeguata allo spazio da percorrere ed al tempo in cui realizzare lo spostamento;
  2. Comunicazione : un portiere “muto” non sarà mai un buon portiere e anche questo fondamentale va allenato costantemente;
  3. Presa : naturalmente, sempre per me, dopo le posizioni,gli spostamenti corretti e la comunicazione una presa corretta blocca l’azione di attacco avversaria e fa iniziare un’azione di attacco alla propria squadra. Sicuramente è un fondamentale da allenare costantemente anche in virtù delle traiettorie sempre più pericolose e veloci che vengono impresse ai palloni dai calciatori avversari;
  4. Tuffo : il gesto tecnico del tuffo nasce dall’esigenza di raggiungere un pallone calciato verso la porta in maniera tale che non permetta di essere intercettato con un semplice spostamento, è un fondamentale che va ripetuto continuamente al pari di tutti gli altri ma che per la sua complessità DEVE essere scomposto nelle sue componenti fondamentali in maniera, credo io, totalmente analitica prima di essere inserito in un esercitazione globale/situazionale;
  5. Uscite : qualcuno mi potrà dire come mai metto le uscite in questa posizione visto che in partita sono le azioni compiute per circa il 25% del totale degli interventi del portiere; in maniera molto semplice rispondo che se io non sono posizionato in maniera corretta, non mi sposto in maniera corretta, non ho una presa corretta e non mi so tuffare difficilmente potrò essere efficace in uscita. Teniamo presente che nelle fasce piccole non parliamo di uscita ma dobbiamo parlare di valutazione delle traiettorie che permetterà al giovane portiere di valutare esattamente, dopo aver imparato anche le altre componenti sopra citate, che azione compiere e quando compierla;
  6. Podalico : anche qui qualcuno non sarà d’accordo con me visto che oggi si tende a volere un portiere che sia in grado di gestire la palla come un centrocampista, badate bene che ho scritto centrocampista e non difensore e non è un errore bensì una provocazione. Io credo che per allenare bene questo fondamentale si debbano progettare esercitazioni integrate con la squadra perchè noi allenatori dei portieri, insieme al gruppo portieri, non riusciremmo a creare situazioni e velocità uguali a quelle che avvengono in campo sulle varie trasmissioni che necessitano un intervento podalico del portiere.

Questo è il mio modo di vedere come deve essere strutturato un programma di “addestramento” a lungo termine per i giovani portieri, qualcuno non sarà d’accordo e mi piacerebbe ricevere commenti per poter interagire e confrontarci su questi temi.

Ogni settimana, spero, mi piacerebbe inserire una esercitazione molto semplice ma utile inerente ai punti che ho descritto e magari richiesta da chi ci legge perchè un suo portiere ha un problema in un certo fondamentale.

A presto !

 

Allenare i riflessi del portiere

In questo periodo i portieri della mia squadra vanno a giocare alternandosi anche con l’annata più grande perché c’è bisogno di ricoprire il ruolo del portiere. Parlando con loro su questa esperienza mi hanno sottolineato come la differenza sostanziale sia la percentuale di tiri maggiore che arriva verso la loro porta anche dopo una bella parata. Diventa fondamentale allora ragionare su come stimolare i riflessi del portiere per mantenere la concentrazione e la preparazione fisica adeguate a gestire anche queste situazioni.

I portieri professionisti lavorano regolarmente sui loro riflessi durante l’allenamento e normalmente gli esercizi di addestramento al riflesso sono progettate per simulare situazioni in cui i portieri sono tenuti ad agire rapidamente, come tiri da distanza ravvicinata, secondi rimbalzi o tentativi di tiro in porta fatti nell’area a distanza ravvicinata. 

Tutte situazioni che stimolano il portiere per dargli l’abilità di reagire in modo naturale ad alcune situazioni di gioco che richiedono un salvataggio riflesso.

Quindi sessioni di allenamento dove il portiere viene coinvolto facendo parecchi salvataggi veloci e ad alta frequenza in modo da ridurre i tempi di reazione.

Ovviamente non si può giudicare Hart e l’allenamento che il video propone non può essere utilizzato pienamente con portieri delle giovanili ma quando i miei ragazzi l’hanno visto hanno subito sottolineato come l’impegno, lo sforzo e la volontà nel volere parare ogni palla reagendo agli stimoli fosse per loro molto importante.

Un esempio di atteggiamento che i giovani portieri dovrebbero adottare.

La motivazione nel ruolo del portiere è molto importante e strutturare allenamenti che coinvolgono i ragazzi con esercizi ripetuti ad alta intensità ti permette di lavorare anche contemporaneamente sulla loro forma fisica, sulla loro velocità migliorando i movimenti e i riflessi. Importante anche utilizzare coni e piccoli percorsi per strutturare nell’esercizio scale diverse di agilità prima del tiro.

Riscaldare il portiere nel modo giusto

Spesso si giocano partite a orari in cui soprattutto per lavoro o per impegni vari non è disponibile l’allenatore o il dirigente per gestire il riscaldamento del portiere. MI trovo allora a dire ai portieri con l’aiuto di qualche giocatore di autogestirsi il riscaldamento pre partita. Ho messo per iscritto allora una serie di esercizio in modo da riscaldare il portiere nel modo giusto. 

Riscaldamento articolare braccia e gambe.

Immagine correlata

Dieci passaggi nelle mani poi il portiere lancia la palla con le braccia al petto e la riceve di nuovo in mano (10 ciascuno).
Il portiere corre laterale da un palo all’altro e quando raggiunge il centro della porta lancio la palla sul petto (5 ciascuno).
Una pò di palle servite in aria simulando la palla incrociata (3 a destra e 3 a sinistra) poi 
palle servite a terra dove il portiere deve tuffarsi. (3 a sinistra e 3 a destra).

Qualche scatto nell’area e tiri rasoterra da diverse angolazioni, costringendo al tuffo il portiere (3 circa da ogni punto). nei due successivi tiri (dal 3 al 5 per ogni lato) i tiri diventano più impegnativi costringendo il portiere a effettuare parate più difficili.

Se ci sono situazioni critiche conosciute dove il portiere deve lavorare (uscite alte ad esempio) facciamo qualche prova con palle morbide parlando con il portiere e affrontando la situazione cercando di immaginarla in partita in modo da coinvolgere il portiere nel maggior numero di situazioni tecniche ed emotive che dovrà affrontare in partita.

Il tempo del riscaldamento varia tra i 15 e i 20 minuti. Ogni esercizio dovrebbe essere breve ma efficace con lo scopo di rendere i giocatori fisicamente e mentalmente pronti a giocare. 

Agilità del portiere

Esercizio che sviluppa il gioco di gambe e l’agilità del portiere mentre si concentra sul bloccare la palla. Il portiere infatti lavora attraverso una serie di coni e paletti prima di tentare di bloccare palloni che vengono calciati da breve distanza.

Posizionare una serie di coni di fronte alla porta e due paletti a circa 10 metri l’uno dall’altro, alla fine della serie di coni. Il portiere inizia sulla linea di porta ed si muove rapidamente attraverso la serie di coni davanti alla porta.

Dopo aver completato la serie di coni, il portiere si sposta rapidamente all’esterno del manichino più vicino.

Non appena il portiere arriva fuori dal primo manichino, l’altro portiere da una distanza di circa 5 metri lancia il pallone verso il petto del portiere.
Il portiere prende la palla e la rilancia immediatamente sul portiere che gli ha appena tirato la palla prima di spostarsi rapidamente verso l’esterno dell’altro manichino dove con l’altro portiere ripeteranno lo stesso tipo di tiro e rilancio.

Ovviamente il tipo di tiro che gli altri portieri effettuano dipende dallo scopo dell’esercizio. Potrebbero ad esempio tirare la all’esterno dei paletti per far tuffare il portiere oppure rasoterra per gestire le prese, ecc.

Importante sottolineare ai portieri di lavorare con intensità stando attenti a non incrociare i piedi e a fare passi rapidi e precisi quando affrontano i coni.
Ricordare la giusta posizione del corpo a protezione della palla quando vanno in presa.

Parare in presa

Per un portiere parare in presa è fondamentale. Bloccare un tiro o un cross significa poter far ripartire la propria squadra per giocare una nuova azione. In questo esercizio il portiere viene stimolato a parare in presa e a rinviare la palla per ricominciare l’azione.

Il portiere p1 effettua un percorso dove lavora soprattutto con le gambe saltando degli ostacoli prima frontalmente, poi lateralmente. Dopo aver fatto questo percorso si posiziona per effettuare una presa di un tiro effettuato dal portiere (EP). Dopo il bloccaggio, realizza un rinvio con la mani verso una mini-porta. ll rinvio con la mano potrà essere effettuato teso sulla corsa del difensore oppure alto a seconda dell’obiettivo che ci poniamo. Una volta realizzato il rinvio con la mano, P1 si posiziona in porta per effettuare un’altra parata in presa sul tiro del portiere p2. Anche in questo caso i tiri potrebbero essere a media altezza, a caduta laterale, alto per far lavorare il portiere p1 a seconda degli obiettivi.

Il mister dovrà sottolineare la posizione del corpo del portiere e delle mani per effettuare la presa bloccando la palla.

Sopravvivere al caos

Esercizio semplice per allenare la reattività dei portieri. Il mister lavora sulla tecnica di deviazione e sulla respinta della palla approfondendo anche il movimento corretto in fase di tuffo (posizione dei piedi, postura corretta, caricamento corretto). Verranno quindi effettuati più tiri ai portieri generando il caos.

caos

Dopo aver posizionato due porticine ad angolo come disposto in figura il giocatore B passa una palla al giocatore A che gliela ridà in modo che il calciatore B possa calciare in porta piazzando la palla. La direzione del passaggio del giocatore A determinerà la scelta della porta in cui tirare da parte del giocatore B.
 
I portieri devono leggere la posizione della palla e reagire rapidamente. Non appena il primo tiro è stato sparato, il giocatore C sposta la palla da una parte o dall’altra e lancia una palla lunga verso una delle due porte.

A seconda delle capacità dei portieri il tiro del giocatore C può essere più o meno di buona potenza e precisione. Per aggiungere difficoltà si può pensare che il giocatore B possa deviare il tiro del giocatore C ma dipende dall’età e dalla reattività dei portieri. 

Il mister richiami i portieri sottolineando di tenere gli occhi sulla palla, di rialzarsi velocemente e di posizionarsi per il secondo tiro.