IL TIMING SUGLI SPOSTAMENTI

Ciao a tutti ! Eccoci di nuovo qui….Come al solito spero stiate tutti bene….

Oggi vorrei parlarvi del timing sugli spostamenti cioè la ricerca dello stop in posizione corretta del portiere in funzione della trasmissione di palla avversaria. Sembra una cosa banale ma in realtà il corretto posizionamento unito al corretto timing di stop sul controllo avversario permette al portiere di poter essere efficace in molte occasioni cosa che, essendo in movimento, diventa difficile. 

Ricominciando a fare allenamento mi sono accorto che i ragazzi avevano perso proprio il corretto tempismo sull’arresto della palla in possesso all’attaccante per questo ho proposto una banale esercitazione per riprendere i tempi corretti.

Innanzitutto la premessa è che per gli spostamenti corti si usa un passo accostato mentre per gli spostamenti lunghi si usa la corsa, questo deve essere molto chiaro ai ragazzi come deve essere altrettanto chiaro che differenza c’è stra le due tipologie di spostamento. E’ logico che in tutti i casi comanda la velocità della trasmissione di palla su cui il portiere si deve regolare.

Per stimolare proprio questo gesto ho proposto una semplicissima esercitazione che riporto qui sotto:

timing

Nella prima parte i portieri ed il mister si passano il pallone e con obbligo di controllo. Il portiere si deve spostare e fermarsi in posizione corretta sul controllo del compagno. Si finisce il giropalla con un tiro che in questa prima fase viene fatto solo dal Mister (Per correggere la posizione) e che nelle ripetizioni si sposterà volta per volta in posizioni diverse.

Le varianti che interverranno in un secondo momento sono le seguenti :

  • Passaggio di prima intenzione ( Quindi molta più velocità di esecuzione ) e di conseguenza ancora più stress nella ricerca dello stop in posizione corretta ;
  • Libertà di tiro a tutti e di conseguenza soglia di attenzione ancora più alta ;
  • Anticipo del tiro da parte dei compagni con spostamento quindi entra in gioco anche la visione periferica e la velocità sulla presa di decisione.

Sicuramente questa è una esercitazione semplice ma, a mio parere, di una valenza importante per dare principi corretti ai ragazzi. Ricordo sempre ai miei portieri che, nel caso non riescano a posizionarsi correttamente, ” Meglio fermi messi in posizione sbagliata che in movimento ma in posizione corretta”  questo perchè da fermi possiamo eseguire il gesto richiesto dall’eventuale conclusione ma se siamo in movimento il gesto non si riesce ad eseguire in maniera efficace.

Sperando che vi sia piaciuta questa semplice esercitazione vi esorto a darmi le vostre opinioni se volete.

 

A presto !

Impegnare i portieri

Spesso chiedo a Gino esercizi semplici per impegnare i portieri durante l’allenamento in modo che quando non ho il preparatore dei portieri a disposizione possa far fare loro qualcosa di tecnico ma allo stesso tempo coinvolgere tutta la squadra.

In questo esercizio mettiamo alla prova l’abilità con le mani sulle prese e la capacità di reazione.

Impegnare i portieri


I due giocatori esterni (che ruotano tra le stazioni) passano la palla ai portieri che lavorano con tre diverse situazioni di passaggio: palla bassa, palla dell’ombelico e palla sopra la testa. Ogni volta che il portiere effettua la presa mette la palla a terra e ruotando cerca di battere l’altro portiere in porta (spesso giocatori anche questi) facendo un tiro rasoterra.

Dopo ogni esercizio i portieri nella zona centrale si scambiano di posto correndo attraverso i coni.

Ci sono molte variabili possibili su questo esercizio ma il pensiero principale è renderlo più semplice possibile per poter far partecipare tutti i componenti della squadra nel servire e parare i palloni.

Personalmente lo utilizzo nell’allenamento come una stazione (insieme ad altre) in cui i ragazzi ruotano. Qualcuno spesso chiede di provare l’esercizio facendo ruotare cosi il portiere nelle altre stazioni.

In questo modo spontaneamente vari giocatori si ritrovano ad impegnare i portieri oppure ad esercitarsi in prima persona nel ruolo lavorando sui fondamentali da portiere ma anche sulla coordinazione in generale.

Come importanza trasversale questo esercizio favorisce anche la comunicazione tra giocatori dove il portiere si abitua a parlare con i compagni sul proprio ruolo sia al momento del passaggio che nel commentare qualcuno dei giocatori che eventualmente si spinge a fare l’esercizio.

Succede spesso ad esempio che i ragazzi che giocano da portiere diano consigli ai propri compagni aiutandoli a svolgere l’esercizio senza bisogno di spronarli. Situazione che darò loro modo anche in partita di continuare questa comunicazione.

Cosa fare alla ripresa post Covid?

Ben ritrovati a tutti, spero stiate tutti bene….

Tra un pò, si spera, si riprenderanno gli allenamenti e mi sono posto la domanda di cosa fare una volta ripresa l’attività.

Credo che riprenderò con la linea che avevo postato nei precedenti articoli e che riporto :

  • Test e Misurazioni : credo che sia fondamentale, ed ultimamente ne sono ancora più convinto, monitorare i nostri atleti sia che siano adulti sia che siano ragazzi. Per questo motivo oltre ai canonici dati di peso ed altezza nel mio caso opterò per testare i ragazzi su Squat Jump ( SJ ), Counter Movement Jump ( CMJ ) e Counter Movement Jump a Braccia Libere ( CMJ BL ) . E’ logico che per fare questi test servirebbe attrezzatura che tutti non abbiamo come il sistema ” OptoJump “ ma quando non l’avevo mi sono realizzato un plinto graduato e utilizzando una ripresa video e un software libero chiamato ” Kinovea “ con cui ho monitorato gli eventuali progressi dopo un paio di mesi;
  • Posture e Posizioni : passando sul campo direi che come prime eserctazioni, che non sto ad elencare perchè ne sapete a milioni, ritrovare le posture e riprendere le posizioni sia a difesa della porta che a difesa dello spazio siano fondamentali ( è logico che do per scontato che i ragazzi abbiano fatto il programma pre-preparazione che ho postato nell’articolo precedente in maniera da potermi concentrare più sulla tecnica che non sull’aspetto fisico);
  • Spostamenti e prese : sullo stesso concetto riportato sopra si passerà poi a passare da posizioni e posture su palle ferme alle stesse posizioni con spostamenti su palle in movimento tenendo ben presente di cercare di ritrovare il ” Timing sullo Stop “ che sicuramente sarà una delle cose più difficili da recuperare insieme alla lettura delle traiettorie. Allo stesso modo bisognerà riprendere il gesto della presa controllando bene la posizione delle braccia e delle mani che seguono il gesto stesso;
  • Tuffi con Prese e Deviazioni : stesso concetto di cui sopra ma con l’approccio al tuffo sia con presa che con deviazione. Qui a mio parere quello che diventa importante in questo momento è far approcciare i portieri all’impatto al suolo che potrebbe provocare, specialmente nei più piccoli, traumi e dolori che potrebbero ostacolare il proseguo degli allenamenti, se fosse possibile un materasso potrebbe essere importante per diminuire gli impatti e dare sicurezza ai portieri;
  • Difesa dello Spazio e Uscite :  dopo avere ripreso tutti i movimenti base è logico riprendere la difesa dello spazio e per i più piccoli la valutazione delle traiettorie da poi unire agli spostamenti che abbiamo ripreso nell’inizio dell’attività;
  • Tecnica Podalica : ho lasciato questa parte per ultima ma non perchè sia meno importante rispetto al resto ma perchè credo si debba integrare anche con il resto della squadra e, specialmente in questo “Nuovo Inizio”, proporrò ai Mister principali di attivare anche i portieri con i giocatori di movimento con dei possessi o dei giochi di posizione per riprendere il gesto e soprattutto la velocità di pensiero e di azione .

In proporzione penso che io lavorerò nella prima settimana più sui primi tre punti, ad esclusione dei test che verranno fatti a prescindere, e toccherò con una percentuale più bassa gli ultimi punti per dare delle sicurezze ai ragazzi dopo questo lungo stop. Non trovo utile in questo momento iniziare con tuffi a ripetizione o migliaia di balzi per non traumatizzare ne articolazioni ne fisico con impatti troppo frequenti a maggior ragione non sapendo esattamente quando si inizieranno i campionati ed eventuali gare amichevoli. Prevederò dei microcicli settimanali fermo restando un lavoro di forza funzionale che i ragazzi eseguiranno a secco prima di tutte le sedute di allenamento e che sarà personalizzato per ogni atleta ( Mi riporto ai Test ).

Con queste righe mi riallaccio al pensiero generale che ho sulle priorità degli allenamenti e che avete visto anche in passato sui miei articoli ma mi piacerebbe avere qualche indicazione su come intendete cominciare la preparazione in questo momento. 

Aspetto delle vostre idee o delle considerazioni che possano essere utili ad una migliore programmazione per tutti.

A presto !!! E Buon Nuovo Inizio !!!!

Pre-Preparazione Estiva Portieri

Ciao a tutti ! 

Spero stiate tutti bene e immagino siate smaniosi quanto me di riprendere l’attività e calpestare di nuovo l’erba verde dei campi da calcio !!!

Oggi vorrei proporre una mia idea di pre preparazione estiva per i portieri in previsione della nuova stagione agonistica 2020-2021. Troverete l’allegato in calce all’articolo.

Volevo, però, condividere una considerazione che è nata durante la realizzazione del programma stesso. In linea di massima non ho mai inserito la corsa, se non a livello di riscaldamento e mobilitazione, nei programmi pre stagionali ma, vedendo comunque come si è evoluto il ruolo e valutando anche i dati quantitativi relativi al movimento dei portieri in una singola partita ( Dai 3 ai 5 Km di media ), ho pensato di introdurre anche un programma di corsa, con pochi minuti, tutti i giorni della settimana.

Mi sono interfacciato con il Preparatore Atletico e ho chiesto specificatamente il tempo al Km dei centrali difensivi per poi utilizzarli come riferimento; come vedrete dalla tabella, che si ripete per 4-5 settimane a seconda del tempo disponibile prima dell’inizio della stagione, ho dato l’indicazione che dalla terza settimana fino alla fine il tempo al Km deve essere mantenuto sui 4′ 30″ in maniera da avere un tempo simile ai centrali difensivi che sono i giocatori  a cui il portiere come, tipologia di movimento e come zona di competenza, assomigliano di più. E’ logico che poi durante la stagione agonistica mi concentrerò di più sulla velocità in distanze brevi che sul fondo ma almeno avremo una base aerobica su cui lavorare.

La valutazione di poter inserire la corsa, come scrivevo prima, è nata considerando tutti i dati anche degli interventi che i ragazzi hanno compiuto durante l’anno a livello di transizioni positive, di sostegni e di difesa dello spazio fuori dall’area di rigore, che si aggirano intorno al 70% delle azioni compiute dal portiere durante una gara. E’ stato logico, quindi, pensare di inserire la corsa proprio per dare un sostegno ai ragazzi per questo tipo di azioni anche se, come dicevo prima, non è mai stata una delle mie priorità specifiche.

Mi sono soffermato su questo punto perchè volevo proprio condividere un aspetto che non ho mai sviluppato e mi piacerebbe sapere cosa ne pensate….spero di avere buoni riscontri poi durante l’annata che cercherò di studiare per avere più dati ancora per modificare e migliore le sedute di allenamento e renderle sempre più vicine alla realtà del match.

Attendo le vostre considerazioni che anche per mail se volete e via auguro di ritrovarci al più presto sui campi !!!!!

Alla prossima !!!!

PrePreparazione_Portieri_2020

La Posizione delle mani

Fig. 1

Ciao a tutti, spero stiate tutti bene…..

Oggi ci terrei a trattare un argomento che sembra banale ma che secondo il mio punto  di vista è fondamentale per un portiere  e cioè la posizione delle mani in fase di attesa ma non solo.

Sappiamo tutti cosa è la fase di attesa, quella posizione-postura che assume il portiere in attesa di effettuare un gesto tecnico che può essere una presa, un tuffo oppure un uscita alta. Spesso, anzi quasi sempre, ci si focalizza sul corpo, sulla posizione dei piedi, sull’inclinazione del busto, sulla distanza dalla porta ma si tende a tralasciare la posizione di braccia e mani che invece, specialmente nel giovane portiere, sono importantissime.

mani Fig. 1   

mani Fig.2

Importantissime perché un corretto posizionamento degli arti superiori mi permette di ottimizzare il gesto tecnico specialmente della presa. In posizione classica di attesa su tiro le braccia devono essere lungo il corpo piegate a circa 90 gradi all’altezza dei gomiti e le mani con i palmi paralleli uno all’altro in maniera da poter ruotare indifferentemente verso l’alto o verso il basso per poter effettuare una presa sia a pollici convergenti che una presa a pollici divergenti ( Fig. 1 ).

Troppe volte si vedono portieri con mani appoggiate alla pancia ( Fig. 2) , mani con i palmi o addirittura con i dorsi rivolti alla direzione del pallone, tutte queste posizioni fanno perdere un tempo di azione al portiere e, aumentando il numero di movimenti per effettuare il gesto, rendono lo stesso meno preciso. Provate a notare che differenza c’è tra una esecuzione e l’altra su una semplice presa frontale a pollici convergenti prima e dopo aver fatto cambiare la sola posizione delle mani al portiere. Se riuscite a farglielo capire con l’ottenimento del risultato avrete conquistato il ragazzo e otterrete un gesto corretto, pulito e energeticamente economico. Logicamente, come dicevo sopra, stiamo parlando di una posizione classica di presa su tiro dalla media distanza.

maniFig.3

Il discorso cambia sulle situazioni ravvicinate, intorno agli 8 metri circa, in cui la postura del busto risulta essere più sbilanciata in avanti, le gambe più piegate e in questo caso le braccia vanno stese leggermente distanziate dal corpo e con i palmi rivolti verso la direzione del pallone ( Fig. 3 ), un pò come nell’esecuzione di un 1 Vs !1 con spaccata o croce.

In conclusione credo si debba correggere il più possibile anche questo fondamentale che a volte viene un po’ tralasciato ma che, come ho scritto sopra, aiuta ad eseguire gesti sempre migliori e corretti.

Come allenatori dei portieri dobbiamo guardare ogni minimo dettaglio se vogliamo far crescere i ragazzi !!!

Come al solito attendo se qualcuno ha commenti da fare !!!!!!!

A presto !!!

Lavoro sulle posizioni

Ciao a tutti…oggi ero molto indeciso su cosa scrivere…ma riguardando un po i goal di ieri della Serie A mi è venuto in mente di ribadire il concetto di lavoro sulle posizioni.

Ho sentito commenti anche di addetti ai lavori, non ex portieri ne allenatori di portieri, che lasciano proprio il tempo che trovano ma che soprattutto non capiscono, forse giustamente dico io, come si è evoluto il ruolo e la complessità che ne è alla base.  Troppe volte si da ancora colpa al portiere mentre non ne ha e non gliela si da mentre invece ne avrebbe. Questi concetti errati vengono trasmessi, purtroppo, ai ragazzi che poi, se sei fortunato ti chiedono se  il portiere a cui si ispirano o no ha commesso l’errore e ascoltano la tua riflessione, altrimenti prendono per oro quello che gli Addetti ai Lavori dicono non riuscendo, date le competenze e l’esperienza, a fare una disamina corretta dell’evento preso in considerazione.

Ieri mi sono soffermato sugli highlights di Napoli  – Roma finita 2-1 per i partenopei e riguardandoli ho notato che, a mio parere, Pau Lopez, che è stato autore di una buonissima partita, non era correttamente piazzato in entrambi i goal. Poi se vai a vedere i voti si è preso dei 7 e dei 7,5 . Se il mio portiere è “colpevole” su due goal, nonostante abbia fatto una buonissima gara, potrò dargli la sufficienza ma non potrò, sicuramente, dargli un voto altissimo.

Ho preso per esempio questa partita perché la Roma, a mio modesto parere, ha uno degli allenatori dei portieri più bravi in circolazione Marco Savorani ( Ricordiamo che Allison Becker ha fatto un anno in panchina allenato da lui e poi ha vinto la Champion e lo stesso Szczesny ora titolare inamovibile della Juventus ).

Nonostante questo Pau Lopez è incappato in due incertezze ( Se le fanno a quei livelli perché non concederle ai ragazzi in fase di formazione ?!? ndr ).

Se guardate il video di cui allego il link vi proverò a spiegare quello che penso facendo bene attenzione a non dimenticare che non abbiamo parlato al portiere e non sappiamo COSA lui ha visto e percepito, che durante un analisi video dovrebbe essere sempre la domanda cardine da fare al giocatore :

Minuto 1:54 circa : Il Napoli scende sulla sx e mette un cross a giro dietro la linea dei difensori, Calljeon viene perso dai difensori attratti dal pallone ed al volo di interno piede insacca. A mio parere la posizione di Pau Lopez è troppo verso il primo pale, parliamo di 50 cm 1 mt massimo, si sta muovendo mentre parte il cross e si ritrova in una posizione che non gli permette di uscire( Anteroposteriore ma con il dx avanti anzichè il sx che gli limita la spinta dell’eventuale tuffo ) , a me da l’impressione che voglia provare ma perde il tempo per partire perchè gli appoggi non sono corretti; poi credo che il rientro a difesa della porta sia stato eseguito correttamente e, sinceramente, non mi interessa se prende goal sotto le gambe.

Minuto 3:06 circa : Insigne si impossessa della palla sulla sx e si porta verso il centro area facendo partire un tiro a giro che si insacca vicino al palo alla sx di Pau Lopez. Grande Goal….Beh facciamo bel goal….S notate la posizione di Pau Lopez mentre Insigne si sposta verso il centro area notate che è fermo e non segue lo spostamento dell’avversario lasciandogli aperta tutta la parte dx della porta ( Sx per il portiere); ma dirò di più se avesse fatto un passo laterale di circa 50 cm che il movimento di Insigne richiedeva io sono convinto l’avrebbe deviata. Nel proseguo dell’azione si vede che quasi la tocca nonostante, ripeto secondo il mio modo di vedere, non fosse posizionato correttamente.

Queste considerazioni perchè ? Perchè sono convinto che il posizionamento, specialmente nel settore giovanile, debba essere curato in maniera maniacale e ripetuto in maniera che i principi base siano capiti e immagazzinati poi ogni situazione è diversa dall’altra e ogni percezione del portiere durante l’azione gli permette o no di effettuare una parata….ma questo è il bello del calcio…

Oggi più che mai mi piacerebbe avere un confronto con tutti per capire cosa pensate di queste valutazioni e se siete d’accordo o no anche con il discorso riguardante le posizioni….

Vi aspetto !!!

Inizio azione dal basso

Ciao a tutti, eccoci di nuovo qui….Intanto mi associo ai ringraziamenti di Paolo per ile 20000 visualizzazioni che ci riempiono di orgoglio e ci spronano sempre a provare a fare meglio…GRAZIE

Oggi, per mantenere il filo logico riguardante i lavori integrati, vorrei parlare di un allenamento preparatorio riguardante l’inizio azione dal basso. Come al solito questa è la parte che noi allenatori dei portieri possiamo creare per poi inserire, insieme al Mister, la squadra ed andare su una o più esercitazioni situazionali vere e proprie.

Come prima esercitazione metto un portiere in porta e tre portieri in fronte a lui ed inizio con un semplice giropalla da destro versa sinistra con passaggio e restituzione passando sempre dal giocatore centrale. In questo caso non richiedo al portiere di muoversi ma solo di iniziarla a parlare chiamando uomo-solo e con al massimo due tocchi. Avendo richiesto di chiamare la situazione ricordiamo sempre, come concetto, che uomo indica una giocata di prima e solo può prevedere un controllo ed un passaggio.

La seconda esercitazione prevede che il portiere vada, di corsa, a ricevere il passaggio dei due compagni posti lateralmente fuori dallo specchio della porta passando sempre e comunque dal compagno posto centralmente, qui aumenta notevolmente il lavoro di resistenza aerobica. I concetti rimangono gli spessi di prima rispetto alla comunicazione verbale. Successivamente inseriamo la variante che il giocatore centrale, spesso il mister, può decidere se restituire al portiere oppure giocare ad uno dei due giocatori laterali. In questo caso la velocità di spostamento aumenta in funzione della velocità della trasmissione ( Aggiungo che questa ultima considerazione, a mio parere, è fondamentale su ogni tipo di esercitazione va considerata sempre ).In questa fase, dove è presente uno spostamento veloce e di conseguenza un arresto per controllare il pallone, cominciamo a richieder una postura e posizione corretta a seconda di quello che riteniamo adeguato, per me sulla ricezione dobbiamo trovarci con il corpo parallelo alla linea di fondo per avere una visuale frontale di 180° in maniera da vedere tutto quello che i trova di fronte a noi.

La terza esercitazione prevede di lavorare un pò più in ampiezza allargando i due giocatori esterni. In questa fase, se prima il passaggio essendo i giocatori vicini era rasoterra, ricerchiamo in una palla scavata sull’esterno dopo una corsa fuori specchio della porta per ricevere il passaggio ed effettuare un cambio gioco sull’esterno opposto. Oltre alla postura/posizione come nell’esercitazione precedente richiediamo un controllo orientato con il piede opposto per poi calciare con l’altro piede ( Se la palla arriva dalla dx del portiere chiederemo lo stop orientato con il sinistro per calciare di dx e viceversa ). Le varianti che si possono utilizzare in questa esercitazioni possono essere il fatto di cambiare la posizione agli esterni ( Più alti e più larghi) oppure una cosa che a me piace fare in maniera di far ricercare al portiere un terzo giocatore, che può essere anche il Mister, che spazia sulla linea di centrocampo in ampiezza in maniera da obbligare il portiere ad avere una visuale in avanti. Troppe volte si notano, specialmente in giovane età, portieri che, date le richieste sempre più pressanti di gioco dal basso da parte degli allenatori, guardano solo nei primi 20 metri di campo non sfruttando, eventualmente, la palla lunga. Credo che variare le giocate sia fondamentale per non dare riferimenti anche agli avversari.

Tutte queste esercitazioni dovrebbero poi essere messe nel contesto di squadra e quindi inserire gradatamente sia i difensori che i centrocampisti che gli avversari in maniera da creare, a scelta del Mister principale, delle esercitazioni “reali” che obblighino la scelta non solo dei portieri ma di tutti i giocatori utilizzati. A volte si da la colpa di una situazione o di un passaggio sbagliato esclusivamente ad un singolo, che può essere il portiere od un giocatore di movimento, ma non si analizza, purtroppo, la globalità dell’azione o situazione che molte volte è penalizzata da mancati movimenti di appoggio o sostegno adeguati.

Quella di oggi è una sequenza semplice di esercizi ma credo che, specialmente in funzione delle richieste del gioco in questo momento, trovi la sua applicazione nelle varie situazioni e porti ad avere certezze su come “lavorare” la palla sull’inizio azione sempre e comunque di concerto con il Mister principale.

Come al solito vi esorto a mandare commenti o considerazioni per migliorare tutti insieme….

Alla Prossima !!

TATTICA DIFENSIVA DEL PORTIERE SU ATTACCO LUNGO DIRETTO

Ciao a tutti e ben ritrovati….Spero stiate tutti bene…e che la voglia di tornare in campo sia alta come la mia…

Oggi vi vorrei proporre l’esercitazione che ho portato all’esame da “ Allenatore dei portieri di prima squadra” al Centro Tecnico di Coverciano che si riallaccia al discorso dell’allenamento integrato di cui ho scritto nell’ultimo pezzo……Approfitto per ringraziare tutti per un riscontro altissimo…

Prima di cominciare a presentare la progressione credo si d’obbligo chiarire due punti presenti nel titolo che aiuteranno meglio a comprendere l’obiettivo dell’esercitazione:

  1. Perchè TATTICA e non TECNICA difensiva del portiere

Perché nell’esercitazione che porterò il mio obiettivo è quello di correggere le errate posizioni tattiche del portiere e non l’esecuzione del gesto tecnico; questo non vuol dire assolutamente tralasciare la correzione del gesto, che interverrà sempre nello sviluppo dell’esercitazione, ma la mia attenzione sarà più focalizzata sulla correzione della tattica individuale del mio portiere.

  1. ATTACCO LUNGO DIRETTO

Anche qui l’esercitazione riguarda prettamente la difesa di una azione di attacco ben precisa che può essere riassunto in maniera più chiara come una lancio a scavalcare la linea difensiva oppure una palla filtrante a mezza altezza o rasoterra.

 

Veniamo ora all’esercitazione  

Nel primo esercizio il Mister farà condurre ad un portiere, nella zona di centro campo, la palla in maniera da far muovere nelle corrette posizioni il portiere che difende spazio e porta con l’allenatore in posizione adatta per dare indicazioni al difendente ( Potete notare che si richiede una ampiezza data dalla linea immaginaria di intersezione tra il pallone e il centro porta  e su cui il portiere si deve adeguare nei termini della profondità ) .

Come riferimento se il pallone è sulla linea di centrocampo il portiere sta sulla linea del dischetto del rigore.

Appurate le posizioni corrette dal giocatore di movimento partiranno dei lanci su cui i portiere dovrà intervenire.

Nella seconda esercitazione il discorso di fondo non cambia ma servono altri tre portieri insieme al Mister schierati a centrocampo che si passano la palla e a turno faranno un lancio verso la porta.

Qui la difficoltà è data dalla velocità di spostamento del pallone che determina lo spostamento del portiere, dalla posizione in profondità sulla retta pallone/cento porta e dalla richiesta di essere fermo sullo stop dell’avversario sempre in antero-posteriore.

Una volta assodati questi principi l’idea sarebbe quella di far intervenire difensori e centrocampisti per dare vita ad una situazione reale sia per velocità di passaggio che per ostacoli visivi.

Qui si aggiunge al portiere la richiesta di indirizzare gli spostamenti della linea difensiva rispetto ai passaggi dei centrocampisti e quindi di comandare la difesa, anche qui i centrocampisti a turno eseguiranno un lancio a scavalcare la linea o a tagliare fuori la linea .

Qui dovrebbe entrare in gioco anche il Mister della squadra per richiedere movimenti ben precisi sia al centrocampo che alla difesa.

Per ultimo si inseriscono le punte e si gioca realmente un 6 contro 5 in cui il 5 è formato da 4 difensori più il portiere, in questo caso le modalità di esecuzione possono variare, si può iniziare da un rilancio del portiere in cui si fa salire la linea, si può pensare di partire dal basso con portieri e difensori.

L’unico vincolo sarà quello di dire ai centrocampisti di servire velocemente le punte con azioni dirette verso la porta.

Credo che sia una progressione utile per riuscire anche a lavorare con le squadra e dare certezze sia al portiere ma anche alla linea difensiva.

Spero che l’allenamento vi sia piaciuto e come al solito se avete domande o commenti sia positivi che negativi non esitate a scrivere……

Alla prossima !!!

Mai dire Pol: Puntata portieri calcio a 5 femminile

Marianna Pepe e Giulia Bertozzi ci fanno entrare nello spogliatoio della loro squadra (Polisportiva 1980) per raccontarci il rapporto e la competizione tra 2 portieri di una squadra di calcio a 5 femminile.

Giulia viene da una esperienza decennale nel calcio a 11, descrive le impressioni e le difficoltà di una disciplina completamente diversa. 

Marianna, d’altro canto, è nata come portiere del calcio a 5, molto competitiva e svela il proprio rapporto verso questo sport e verso la compagna.

Una testimonianza molto interessante ed un esempio concreto della realtà del calcio a 5 femminile vissuta dagli estremi difensori.

Luigi Ragno: i rapporti umani prima di tutto

Luigi Ragno dal 2010 per dieci anni ha lavorato al Milan come allenatore dei portieri, dal settore giovanile fino alla prima squadra. Di seguito la sua tesi sul ruolo del preparatore dei portieri basata sull’analisi dei rapporti umani che si instaurano all’interno di una squadra perché il calcio è uno sport costruito intorno alle relazioni.

Luigi ragno

Essere preparatore dei portieri significa prima di ogni cosa usare discrezione, educazione, osservazione, tatto ed intelligenza in ogni tipo di comunicazione e ambiente. La comunicazione deve avvenire in maniera sintetica, con voce ferma e decisa, senza mai indugiare in eccessive e prolungate spiegazioni, che altro non fanno se non impoverire il messaggio che si vuole trasmettere.

Con i portieri e in qualsiasi contesto di lavoro, il preparatore deve sempre avere un ruolo ben definito ma leggermente defilato. Deve lavorare tanto sul campo, essere sempre corretto con le persone, non avere smanie di protagonismo ma soprattutto avere un buon dialogo con tutti. Non deve criticare, ma avere sempre la lucidità per analizzare e sapersi organizzare nello svolgere con ordine il proprio lavoro e ruolo.

Se il livello del preparatore cresce, il preparatore si troverà a lavorare all’interno di uno staff. Gli staff tecnici delle società sono la quotidianità della convivenza e della comunicazione. Allenatore, allenatore in seconda, preparatore atletico, collaboratori atletici e collaboratori tecnici di campo, analisti video, osservatori di staff e osservatori (scounting) della società, medici, fisioterapisti, fisioterapisti addetti al recupero infortuni, team manager, magazzinieri, addetti ai campi e manutentori, infine direttori sportivi e presidenti.

Luigi ragno

Essere un portiere di calcio ha tanti significati, tante sfumature; credo sia davvero un ruolo a parte, dal fascino unico che nasce dalla consapevolezza di avere tanta responsabilità.
Per interpretarlo al meglio servono caratteristiche fisiche e capacità tecniche nelle quali non voglio addentrarmi, ma su due aspetti caratteriali vorrei invece soffermarmi e soprattutto evidenziarne la reale importanza.

A mio avviso gli occhi, e di conseguenza l’osservazione, portano il portiere ad avere la percezione di tutto quello che gli accade intorno. In campo e fuori dal campo, all’interno del gruppo, dello spogliatoio, si tratta sempre di vedere e capire quello che succede e saper
comunicare con tutti coloro che fanno parte della squadra e della società
. Farlo sempre con equilibrio, con positività, scegliendo soprattutto i tempi ed i modi più opportuni.

Cercare di diventare un leader, anche silenzioso, ma un riferimento per tutti. Dare sempre la conferma che su di lui si possa fare affidamento. E per far ciò non serve essere titolari inamovibili: lo si può essere anche come secondi o come terzi, e in questi casi le opportunità di osservazione aumentano e fanno si che si possa essere di supporto a chi invece sta vivendo la gara da protagonista.

Serve dimenticare ogni gloria e vittoria, ogni delusione e sconfitta di squadra ma soprattutto la prestazione come singolo. Il motivo è semplice: il portiere è un ruolo solitario, ma spesso è proprio in questa solitudine che si trova nuova forza. In tutti i due casi, l’adrenalina è tanta, e la delusione pesa e spesso toglie il sonno. Ma poi la luce del
giorno successivo deve dare una spinta, una nuova motivazione da trasmettere a se stessi e a tutti coloro che hanno bisogno di ricevere energia.

Credo davvero che il portiere debba conoscere il calcio da interprete del ruolo e da esperto del gioco: essere l’estremo difensore della propria porta e della propria area e dei molti spazi attorno, lo portano ad essere il giocatore col più alto tasso di osservazione. Deve sapere di calcio e deve far capire all’intero gruppo che tutto quello che succede in settimana in allenamento ed in gara è sempre sotto la sua lente d’ingrandimento. Poi arrivano personalità, coraggio, tecnica e capacità fisiche. Ma alla base ci sono occhi e ragionamento: questo a mio avviso deve essere un portiere principalmente.

Luigi ragno

Ecco di seguito la tesi intera di Luigi Ragno ricca di aneddoti della vita personale con vari capitoli legati alla comunicazione con tutti le varie componenti della struttura societaria. Una persona autentica e trasparente come ce ne vorrebbero tante sui campi da calcio!