Interviste calcio a 5: Andrea Faietti, Gabriel Lima e Ana Carolina Caiani

Si è da poco conclusa la diretta sulla pagina Instagram della nostra squadra femminile, anche questa volta accompagnato da un bel numero di spettatori che hanno interagito con i nostri ospiti.

Andrea Faietti

Mister Orlando d’Alsazia ha iniziato questa nuova puntata dialogando con un membro del suo staff, nonché preparatore dei portieri della squadra femminile Andrea Faio Faietti che ha raccontato cosa vuole dire allenare i portieri in ambito femminile, svelando anche le proprie metodologie di allenamento.

Gabriel Lima

Successivamente, abbiamo avuto l’onore di ricevere come ospite Gabriel Lima.

Direttamente collegato dalla sua abitazione in Brasile, il quale ha raccontato la sua carriera dagli albori ad Aosta dove vinsero una serie B con una squadra piena di under 18.

Passando per Asti, squadra che lo consacrò nel panorama italiano, tentando, con ottimi risultati l’avventura nella Liga Spagnola nelle fila del El Pozo Murcia,facendo ritorno nel 2016 in Italia nell’Acqua & Sapone.
Momento emozionante sicuramente stato quando ha parlato di cosa ha significato vincere l’Europeo con la Nazionale italiana da capitano, affermando che quella maglia è da sempre la sua seconda pelle.
In chiusura di collegamento ci ha illustrato il progetto che lo vede impegnato in prima persona in Brasile, chiamato “Nucleo Gabriel Lima” dove si formano i bambini dai 3 ai 13 anni a 360° sia a livello sportivo che mentale.

Ana Carolina Caliari Sestari

Terzo ospite di questa puntata è Ana Carolina Caliari Sestari portiere del Montesilvano e della Nazionale Italiana, appena nominata terzo miglior portiere al mondo da Futsal Award.
Con lei si è discusso del ruolo del portiere in campo, cercando di capire come si fa ad arrivare in vetta al mondo a soli 24 anni. Ci ha raccontato come è nata la passione per questo ruolo e questo sport, dei metodi di allenamento ai quali è sottoposta (allenata nel suo club dallo stesso preparatore di Mammarella, ha sottolineato quanto sia difficile questo ruolo che ha un percentuale di errore pari allo zero e ci ha svelato cosa vuol dire per lei giocare in Nazionale, emozionandoci tutti, raccontando un aneddoto relativo a a suo nonno che dal Brasile le chiese espressamente di volerla vedere indossare la maglia della nazionale italiana.
Sicuramente queste puntate ci lasciano interessanti chiavi di lettura diverse relative al Futsal e noi siamo onorati ogni volta di poter raccontare questo meraviglioso sport tramite le parole di chi lo vive quotidianamente.
Ringraziamo di vero cuore i nostri ospiti per la disponibilità e per averci aperto la porta di casa, regalandoci un momento di leggerezza in questo periodo cupo per tutti.

W IL FUTSAL

3 Portieri e 3 Porte

Ciao a tutti, spero stiate tutti bene e spero anche stiano bene le persone a voi care….

Non è facile scrivere qualcosa in questi giorni di tensione ma oggi mi è balzata in mente un’esercitazione che ha fatto divertire molto i ragazzi e li ha tenuti sempre molto svegli.

Si tratta di una esercitazione che può essere considerata come il centro dell’allenamento a difesa della porta; io l’ho utilizzata spesso quando avevo 5 portieri per tenere in movimento tutti specialmente nella seconda variante che riporterò poi.

Come vedete si utilizzano tre porte, logicamente le due laterali si possono fare tranquillamente con i paletti, con tre portieri a difesa delle rispettive porte e 2 portieri ( Giallo e Rosso ) in aiuto del Mister in verde.

L’esercitazione comincia con un passaggio dal Mister al portiere  che difende la porta principale ( 1 ) che passa ad uno dei due aiutanti ( 2 ) che  passa all’altro aiutante ( 3 )  che serve il Mister ( 4 ) per il tiro a scelta su una delle tre porte ( 5 ).

Già qui le varianti possono essere tante:

  • Il portiere sceglie a quale aiutante  passare la palla ( Libertà al portiere ma vincolo di chiamare nome e il classico uomo/solo )
  • Il Mister chiama il nome dell’aiutante a cui il portiere passa la palla
  • Il Mister chiama il colore corrispondente ( o opposto )  all’aiutante e il portiere esegue il passaggio.

Logicamente quando si eseguono le transizioni i tre portieri devono eseguire lo spostamento in funzione del passaggio ed attendersi un tiro sempre e comunque che, altra variante, potrebbe essere anche ribattuto dopo una respinta dagli aiutanti.

La variante di cui parlavo all’inizio dell’articolo  è molto semplice e, in maniera generale, consiste nel far diventare attivi da subito, e non solo dopo le ribattute, gli aiutanti con dei passaggi filtranti ( Anche qui altre variazioni sono ben accette ). Questo comporterà il fatto che i portieri a difesa delle porte dovranno essere pronti anche a difendere lo spazio e quindi ad attaccare la palla in uscita o a contrasto e di contro renderà ancora più attivi gli aiutanti.

Una variante che mi piace molto avendo a disposizione solo tre portieri e molto simile a quelle di prima ma inserisco un punteggio per le parate con la possibilità di segnare ai portieri in deviazione nelle altre porte. L’esercizio parte sempre dal Mister che passa da un portiere il quale comincia un giro palla insieme agli altri portieri fino al segnale del Mister che chiama la palla il quale ricevuto il passaggio tira in porta o su controllo o di prima intenzione. Come immaginate anche qui gli spostamenti dei portieri sono in funzione del giro palla e del passaggio verso l’allenatore sia come posizione che come velocità.

Generalmente come punteggio considero i seguenti :

  • 3 punti presa bloccata in tuffo ( La palla deve rimanere salda nelle mani del portiere con valutazione del Mister )
  • 1 punto per un goal realizzato in una porta avversaria in deviazione 
  • – 1 punto per ogni goal subito 

L’introduzione del punteggio molto  maggiore sulla presa è proprio per stimolare il gesto tecnico perché altrimenti, specialmente per i più giovani, diventerebbe solo un gioco di deviazioni mentre credo che la deviazione o respinta si debba usare solo quando sia realmente necessaria.

Ho notato che questa esercitazione è stata molto apprezzata dai ragazzi che si sono divertiti e a mio parere è allenante sulle varia posizioni da mantenere a difesa della porta proprio in funzione del fatto che per ogni portiere il posizionamento è diverso. Sicuramente l’ottimo sarebbe quello di avere tre porte regolari ma so che è praticamente impossibile ma noi Allenatori dei Portieri ci arrangiamo sempre e abbiamo molta fantasia.

Spero che l’esercitazione sia stata di vostro gradimento e come al solito ribadisco che chi ha voglia di commentare è sempre ben accetto.

A presto e Buona Pasqua !!!  Nonostante tutto…

LA COMUNICAZIONE

Buongiorno a tutti, almeno spero lo sia nonostante la brutta situazione in cui ci ci trova. Parlando di comunicazione credo sia doveroso, prima di tutto, fare una augurio a tutti che le cose vadano bene e ringraziare di cuore tutto il personale sanitario d’Italia che è in prima linea in questa emergenza.

La comunicazione è un tema particolare e molto spesso trascurato ma di fondamentale importanza per un portiere tanto che nella mia personale “classifica” è messa al secondo posto.

Oggi ne vorrei parlare in maniera abbastanza generica nel senso che vorrei porre qualche quesito e dare, secondo il mio parere, qualche risposta.

Cosa si intende per COMUNICAZIONE del Portiere ?

Per me è la capacita di riuscire a dare indicazioni precise sia in fase difensiva che offensiva in maniera Semplice, Diretta, Inequivocabile e soprattutto con gli stessi codici capibili dai compagni.

Posta così sembra semplice ma vi assicuro che non lo è……Innanzitutto la base per una comunicazione corretta è l’apprendimento, da parte del portiere, degli schemi di gioco e dei vari spostamenti dei compagni in ogni fase della gara ed è qui che oltre a noi allenatori dei portieri è necessaria anche la sinergia con l’allenatore della squadra anche e soprattutto per avere un’unico linguaggio comune ( Codici univoci ).

COMUNICAZIONE

Qui una tirata d’orecchi va ai Mister delle squadre perchè nel 90% dei casi, e sono buono, si limitano a dire a noi allenatori dei portieri “Il portiere non parla…” e io gli rispondo ” Ma tu gli hai detto cosa deve dire ? “.

Tutto questo nasce dal fatto che per l’allenatore di calcio è scontato che il portiere sappia e debba fare tutto ma, soprattutto. se non ci arriva il difensore deve per forza arrivarci lui quindi è anche scontato che debba saper parlare.

Ma torniamo alla comunicazione ed alle caratteristiche che ho citato :

SEMPLICE : I termini devono essere capibili a tutti, non devono confondersi con altri ( Mai dire Via perchè si confonde con Mia per esempio )

DIRETTA : Deve puntare al succo dell’azione che vogliamo far fare senza troppi giri di parole e nominando a chi è indirizzata rispetto al compagno ( Ad esempio Tommy arriva da Dx )

INEQUIVOCABILE :  Qui subentrano tutte le caratteristiche sopra ma io ci metto anche una direzione, dire ad esempio scala non serve a nulla se non dai un indicazione diretta rispetto alla posizione del compagno che si “comanda” 

CODICI UNIVOCI :  Sono le parole, i modi usati ma che devono essere unici con il resto di squadra e Staff .

COMUNICAZIONE

Ultimamente mi servo di video presi alle spalle della porta dei portieri in cui si sentono proprio la gestione delle parole rispetto al movimento di chi viene richiamato e, specialmente adesso purtroppo, è molto utile sentire le partire a porte chiuse perchè si riesce proprio a captare quali comandi i portieri evoluti danno alla squadra; l’altra azione importante, per noi allenatori dei portieri, è quella di aiutarli da dietro la porta “insegnandoli” cosa dire e come dirlo. Ogni tanto vale più un allenamento cosi che un allenamento tecnico.

Come vi avevo anticipato è proprio solo un ‘articolo generale e non pretende di aver dato indicazioni complete sull’argomento ma magari un qualche spunto di riflessione.

Come sempre spero di avere qualche riscontro per fare quattro chiacchiere.

A presto !

Calcio Femminile: Si può essere mamme e calciatrici?

Prima del periodo natalizio si discuteva di professionismo del calcio femminile.  Vorrei analizzare brevemente uno degli aspetti più importanti per il quale si battono le ragazze:

Quali garanzie hanno le giocatrici che in Italia intendono avere un bambino?

In verità molto poche rispetto alle colleghe statunitensi che hanno uno stipendio garantito durante la maternità ed il diritto ad un asilo nido.

Poche anche rispetto alle colleghe spagnole che hanno un salario minimo, ferie e congedi di maternità.

In Italia, nei casi più fortunati puoi ottenere un reintegro all’interno della squadra, perché essendo dilettanti rimanere incinta significa dover rescindere il contratto.

parliamo di Alice Pignagnoli portiere del Cesena

Leggete l’intervista completa nel blog di Stefano Santachiara:

Pignagnoli, portiere che gioca coi piedi e con la testa

Alice Pignagnoli che difendeva, adesso ovviamente è ferma, la porta del Cesena in Serie B è rimasta incinta. Nonostante questo non è stata abbandonato dalla sua società.

L’attesa più dolce

Difende la porta, fino a qualche settimana fa, prima di fermarsi perché “infortunata”, solo dopo dirà “incinta”. “Le prime settimane sono state molto dure perché abbiamo deciso di non comunicarlo alle compagne subito, sia per non stravolgere troppo l’ambiente, sia perché volevo fare gli esami del caso e sapere che fosse tutto a posto”. Inizia così il racconto della futura mamma. Tra dubbi, incertezze e piccole paure, comuni a tutte le donne. 

il sostegno delle compagne

“Il pensiero di dover interrompere l’attività sportiva per me è stato scioccante. Mio marito era felice, ma io continuavo a piangere. Ho avvisato subito la società e il mister perché comunque stiamo giocando un campionato importante. Sapevo di venire a mancare per diversi mesi. Poi dopo la partita col Vittorio Veneto ho deciso che era ora di comunicarlo e ho cominciato dal capitano Petralia e da Cama, le persone a cui sono più legata e che hanno giocato con me tanti anni anche in Serie A. La loro reazione è stata quella che mi ha dato proprio la forza di dire: ok, Alice, stai facendo una grande cosa e le tue compagne sono con te”“Durante il viaggio di ritorno, mi fece questa confessione”, racconta il capitano bianconero Eleonora Petralia“Mi spiegò che non era infortunata, ma che aspettava un bambino. Io l’ho subito abbracciata con grande gioia perché era una notizia bellissima”. L’affetto delle compagne ha dato ad Alice la serenità che cercava. “Mi hanno detto: ci mancherai tantissimo in campo, ma lotteremo anche per te, ci salveremo e l’anno prossimo sarai con noi. Dopo quelle parole mi sono un po’ calmata. Il passo successivo è stato quello di comunicarlo alla società”.

 LE PAURE

La paura di Alice è anche quella di tutte le calciatrici che, in quanto dilettanti, non hanno con le società reali contratti di lavoro, ma scritture private che prevedono la rescissione nel caso in cui l’atleta resti incinta. Aveva paura di non poter più far parte della squadra e di essere lasciata sola. “Ho ovviamente interrotto il contratto e lo stipendio, perché siamo dilettanti…

LA RISPOSTA DELLA SOCIETà

…ma il club mi ha proposto di restare vicino alla squadra ugualmente, rimborsandomi tutti i costi che avevo di trasferta e anche di viaggio”. Un piccolo atto di civiltà, non scontato.

Accompagnato dalle parole della Team Manager del Cesena. “La gravidanza non deve essere una penalità, ma dev’essere un completamento di un’atleta. Non un qualcosa che le vada a togliere o a penalizzare quelle che sono le sue capacità, le sue passioni, i suoi interessi. Da qui l’idea di mantenere Alice assolutamente nel gruppo come prima, di continuare al pari delle altre atlete, quindi con un rimborso per le spese dei viaggi che deve sostenere per venire agli allenamenti o a incoraggiare le compagne alle partite, o alle trasferte. Insomma, Alice è integrata come prima, più di prima, nel gruppo” – conclude Manuela Vincenzi- “e anzi, stiamo diventando tutti zie. E siamo anche molto emozionate”. Adesso Alice è pronta a parare il rigore più bello.

Cosa hai provato, temuto?

“Inizialmente è stato parecchio traumatico. La paura era più grande di tutto. La paura di perdere tutto quello per cui mi ero sacrificata per anni, come donna e come atleta. Poi la società e le mie compagne hanno ridimensionato queste paure, trasformandole in gioia e opportunità”.

In Spagna le atlete hanno salario minimo, ferie pagate, garanzie per infortuni e maternità, in America ci sono asili nido per le mamme che giocano. Il Cesena come si è comportato?

La società mi paga i rimborsi per seguire le compagne di squadra in trasferta e soprattutto mi ha assicurato la conferma per l’anno prossimo.

Com’è oggi il rapporto coi tuoi genitori che non appoggiavano del tutto le tue scelte? Sono migliorati?

Attualmente è molto positivo, loro hanno fatto grossi passi verso la mia passione, e io ho accettato le loro “debolezze” come genitori. Mia sorella minore gioca a basket, un altro sport con problematiche simili a quelle del calcio, e non è stata mai ostacolata, anzi, viene tuttora seguita quotidianamente. Questo a dimostrazione del loro passo indietro nel confronti dei pregiudizi.

Come vedi il tuo futuro?

Conto di rientrare quanto prima, mi piacerebbe essere a disposizione per l’inizio del prossimo campionato a ottobre. In questo modo avrò la possibilità di passare del tempo che molte mamme lavoratrici non hanno, con mio figlio e allo stesso tempo continuare a costruire Alice come atleta.

Potrete trovare questa ed altre storie sulla pagina facebook del libro:

Sorelle d’Italia 

ANALISI VIDEO DEL PORTIERE

Ciao a tutti e ben trovati nonostante la situazione che ci circonda sia peggiorata notevolmente. Abbiamo pensato di uscire con articoli che non trattino direttamente di esercizi da campo, proprio per quello che ho scritto sopra, ma, dato il tempo in più che abbiamo volenti o nolenti, per “studiare” un pò di più per prepararci ad una ripartenza ancora più motivati di prima.

Oggi vorrei parlarvi di come intendo l’ Analisi della Gara del Portiere e che strumenti utilizzo. Premetto che dopo qualche anno credo che analizzare la prestazione del portiere sia fondamentale per capire dove e come lavorare per migliorarlo.

Alla luce di questo ho cominciato anni fa ad utilizzare lo strumento video per capire e studiare i gesti e le letture delle situazioni dei miei atleti. So cosa state pensando…Facile sentirlo dire da uno che allena in un settore giovanile professionistico…

Vero in linea di massima….

Ma io ho cominciato nei dilettanti e con strumenti molto semplici e di facile reperibilità.

Per farvi capire :

  1. Primo Anno : Videocamera e treppiede e utilizzo di Excel per segnare minuti e tagliare le azioni con un programma molto semplice e gratuito come VLC ;
  2. Secondo Anno : Come sopra con innesto di videocamera tipo “GoPro” sul retro della porta del portiere e successivamente, per comodità, di tutti e due;
  3. Terzo Anno : Come sopra ma con l’utilizzo per tagliare il video di un programma di Video Analisi che ai tempi era Open Source e che vedrete nel documento che inserirò nell’articolo e un altro programma di video Editing gratuito per combinare le riprese dall’alto e da dietro;
  4. Fino ad Oggi : Come sopra con utilizzo di un programma per I pad in cui posso, in presa diretta,  segnare le azioni che individuo e farmi mandare un report da dove posso ricavare i minuti delle azioni che ho segnalato in maniera da non dover visionare tutta la partita ma concentrarmi solo sulle azioni che ritengo interessanti.

Da questi dati, come vedrete, riesco anche a ricavare le tipologie di azioni che il portiere compie durante la gara e, con una visione più ampia, in tutto il campionato per poter anche programmare allenamenti diversi che riproducano la partita.

Sicuramente tutto questo richiede tempo, voglia e sempre più competenze informatiche per poter collegare i dati tra diloro ma questo è nato dalla curiosità di provare nuove tipologie di “lavoro” e di strumenti per ottimizzare l’aiuto da dare ai nostri ragazzi.

Ognuno ha i suoi impegni, la famiglia, il lavoro, i figli, la fidanzata o la moglie che ci limitano il tempo da dedicare alla nostra passione ma credo che se si vuole dei ritagli di tempo si possono trovare e vi assicuro che basta poco per fare comprendere ai vostri portieri che cercate di aiutarli a migliorare, anche solo far vedere uno spezzone di 3 minuti da commentare insieme .

Per essere più preciso in quello che ho scritto per sommi capi allego la mia tesi proprio su “Analisi Video della Gara Portiere” che ho redatto nel Corso di Specializzazione per Allenatore dei Portieri di Prima Squadra tenuto a Coverciano nell’estate scorsa; vedrete che ci sono dei link su video che ho allegato e sono parte integrante della tesi stessa. Allegherò, per ora, solo un video per portiere per non essere troppo pesante ma se qualcuno vuole anche gli altri mi contatti via pure via mail anche per scambiare opinioni.

Sperando di avere dei riscontri vi saluto e vi auguro ” In Bocca AL Lupo ” !!!!!

A Presto !!

La deviazione: dall’analitico al situazionale

Eccoci qui con una proposta didattica che vede protagonista Lorenzo Squizzi. Il 27 aprile infatti grazie all’organizzazione di Gino Cervi referente a Parma per l’associazione Apport (associazione italiana preparatori portieri) ci si ritroverà sul campo per misurarci sull’argomento della deviazione.

deviazione

La professionalità di Lorenzo Squizzi  preparatore dei portieri del Chievo Calcio (in carriera ha totalizzato complessivamente 44 presenze in Serie A e 153 in Serie B con all’attivo la vittoria di un campionato di serie B e  una coppa italia e la vittoria di un campionato italiano di serie A) sarà a disposizione dei presenti per interagire sia sul campo che in aula con le dinamiche che vedono i portieri impegnati nel fondamentale gesto della deviazione.

Vi aspettiamo numerosi!. 

Riscaldamento Pre Gara dei Portieri

Oggi affrontiamo un argomento che, secondo il mio parere, è molto importante ma non viene considerato tale: riscaldamento pre gara dei portieri.

Perché dico questo ? perché girando un po per i campi della provincia, quando il tempo me lo permette, ho notato che spesso i giovani portieri vengono lasciati soli “al loro destino” in questa delicata fase della preparazione alla partita; molte volte il problema, giustamente dico anche, è la mancanza del preparatore che va sempre alle partite visto che difficilmente si ha un allenatore dei portieri per ogni categoria di un settore giovanile dilettanti.

Detto questo un allenatore che segua il riscaldamento dei portieri penso sia necessario soprattutto per dare certezze ai ragazzi prima del match.

Riscaldamento Pre Gara dei portieri

Di seguito volevo rendervi partecipi di quello che faccio alla domenica prima della partita e che può essere utilizzato sia nel settore giovanile, fasce agonistiche, che nelle prime squadre :

  1. Mobilità varia arti superiori ed inferiori a secco tramite una leggera corsa ( 3 minuti con tutti e due i portieri );
  2. Attivazione podalica in una prima fase su porta  poi con ampiezza sempre maggiore  in cui si ricerca il sostegno e quindi ci si deve muovere ( 6 minuti totali con l’utilizzo dei due portieri nella prima fase e nella seconda solo il portiere titolare );
  3. Prese frontali alla figura a varie altezze per riprendere il gesto ( 4 minuti tutti e due i portieri );
  4. Palle alte lente su porta dx e sx ( 4 ripetizioni ) e palle alte veloci su porta dx e sx (  4 ripetizioni ) per preparare le uscite alte ( 4 minuti circa );
  5. Uscite alte su cross due per posizione ( vicino linea di fondo, metà area e fuori dallo spigolo dell’area grande ) per preparare i ragazzi all’uscita da varie posizioni e prendere confidenza con le dimensioni del campo ( 8 minuti con tutti e due i portieri );
  6. Approccio al tuffo con 4 palle dx sx raso, 4 palle dx e sx battenti e 4 palle dx e sx mezza altezza ( 5 minuti per tutti e due i portieri );
  7. Spostamento e tiro su diagonale stretta da centro porta con palla in movimento ( Vedi articolo del ) e tiro dal limite dell’area con spostamento da diagonale stretta ( opposto a prima ) per abituare il portiere allo spostamento sulla velocità di palla e tiro ( 8 minuti totali circa );
  8. Scelta di un’esercizio da parte del portiere che gioca ( Lo rende più sicuro perché di solito fa un esercizio che gli riesce bene );
  9. Qualche rinvio dal fondo o palla in mano ;
  10. Tiri con la squadra alternando i portieri .

Come potete vedere in circa 35-40 minuti massimo, con i recuperi inclusi, riesco a realizzare un buon riscaldamento pre gara dei portieri. Come avete notato ho fatto la scelta ben precisa di lavorare sui tuffi alla fine del riscaldamento per due motivi , il primo riguarda gli arti inferiori che risultano più caldi dopo le palle alte che non necessitano di un movimento molto esplosivo rispetto al tuffo, il secondo perché specialmente in inverno o su campi bagnati come i ragazzi finiscono il riscaldamento possono cambiarsi senza prendere troppo freddo .

Riscaldamento Pre Gara dei portieri

Come al solito se qualcuno avesse delle osservazioni da fare mi piacerebbe leggerle…..

A presto !

Spostamento e Parata

Ciao a tutti eccoci di nuovo qui…..

Oggi vorrei fare un passo indietro e ritornare al concetto di posizionamento dopo spostamento e per questo volevo postare una semplice esercitazione che credo sia molto utile ed anche semplice da realizzare.

L’esercitazione che vi propongo riguarda lo spostamento sulla diagonale stretta e la conseguente parata con tiro.

Per abituare i ragazzi all’esercitazione, dopo opportuno riscaldamento, chiedo di spostarsi da una posizione di attesa centro porta, con postura corretta immaginando il pallone a circa 3/4 campo, alla chiusura del pallone in mio possesso sulla diagonale stretta a dx e, dopo lo stop del portiere, parte il tiro da parare ( Lo stesso va ripetuto poi dal lato opposto).

Veniamo quindi all’esercitazione più completa che inserisce un “tempo di spostamento”.

Forse vi starete chiedendo da cosa dipende il “tempo di spostamento”?

Scherzo lo sapete tutti….dipende dallo spostamento del pallone verso il giocatore calciante, ed è qui che la velocità di esecuzione del timing di stop sul tiro entrano in gioco.

Spostamento

Molto semplicemente il Mister passala palla al portiere (1) che restituisce al Mister (2) che passa al portiere sul lato dx (3) che controlla e tira in porta (4) e sui cui il portiere in porta deve effettuare la parata .

A me piace dare delle varianti molto semplici che riporto sotto:

  1. In prima battuta obbligo il controllo prima del tiro per dare un attimo di tempo in più a chi effettua lo spostamento prima di fermarsi ed effettuare la parata ;
  2. Successivamente do facoltà anche di tirare di prima e di conseguenza la velocità di spostamento e di stop deve essere maggiore e con una concentrazione più alta;
  3. Permetto al calciante di spostarsi in maniera da obbligare il portiere a ragionare come e dove arrestarsi prima del tiro;
  4. Mi posiziono al posto del calciante e metto il mio “assistente” al centro in modo da poter decidere, oltre ai casi sopra, anche di allungarmi la palla per far effettuare un attacco palla o una parata a contrasto;
  5. Per ultimo lavoro con due “assistenti” laterali e decido sulla restituzione (2) dove scaricare la palla per il tiro in maniera da velocizzare anche il primo passo di partenza del portiere ma mantenendo tutte le varianti di sopra.

Logicamente vanno curati i passi ed il modo di spostamento sia dal centro al laterale che eventualmente dopo un errato controllo da parte del calciante.

La trovo un’esercitazione semplice ma efficace per far capire cosa, come e quando eseguire il gesto !!!

Cosa ne pensate ?? Spero di avere commenti !!!!

A presto !

Calcio a 5 Femminile – Finale Coppa Italia Emilia Romagna: Bagnolo campione!

Mi concedo un breve ritaglio da tifoso per celebrare la vittoria del Bagnolo Calcio a 5 Femminile di cui fanno parte, come giocatrici, le mie co-allenatrici Vanessa Bonatti e Francesca Grossi.

Non sono un cronista sportivo e non posso essere imparziale, quindi mi faccio aiutare dall’amico Stefano Santachiara a commentare la partita: “In un gremito Palamadiba, il Bagnolo conquista la Coppa Italia serie C Emilia Romagna vincendo 5-4 ai calci di rigore contro la Polisportiva 1980. I tempi regolamentari e i supplementari si sono chiusi sull’ 1-1, le bagnolesi hanno mostrato un gioco più incisivo e spettacolare della rivali, ben organizzate tatticamente e pericolose in contropiede, hanno presidiato la metà campo avversaria in modo non sterile, aggirando l’arcigna difesa della Polisportiva con triangolazioni e profondità sulle fasce garantita in particolare da Iemmi : dopo lo sfortunato autogol del pareggio, il Bagnolo ha sfiorato più volte la seconda rete, sbagliando anche un tiro libero allo scadere del secondo tempo supplementare. Decisiva, oltre alla precisione chirurgica delle rigoriste della cinquina, la parata plastica di Celii all’ultimo penalty.”

Ci sono tante immagini di questa Final Four e nei prossimi giorni le pubblicheremo, ma questo video racchiude tutto quello che sono stati questi due giorni.Questo gruppo ci ha sempre creduto e alla fine, meritatamente porta a Bagnolo una Coppa dal valore inestimabile.Noi come Bagnolo Calcio a 5 abbiamo creduto da subito nel progetto femminile, partito 4 anni fa dal nulla e che ha avuto sempre un costante miglioramento.Avete riempito palazetti, vi siete meritate tanti applausi, avete avvicinato molta gente al mondo rosa del futsal.Alziamo il volume adesso e corriamo idealmente ad esultare anche tutti noi con loro!!!!FORZA BAGNOLO🖤💛

Pubblicato da A.S.D. Bagnolo Calcio a 5 su Lunedì 6 gennaio 2020
COMMENTO A CALDO DEL MISTER D’ALSAZIA
Una vittoria sofferta, arrivata ai calci di rigore… quanta fatica e quanto lavoro è servito per arrivare a questo successo?

Questo successo non nasce oggi, ma parte da lontano, precisamente da quattro anni fa quando io e la società abbiamo iniziato un percorso credendo realmente nella crescita del movimento femminile, fino a quel tempo ancora poco considerato soprattutto nella nostra provincia. Sono stati quattro anni intensi in cui ogni giorno abbiamo lavorato perché la nostra realtà risultasse sempre più riconoscibile nel panorama regionale e nazionale.

Comunque… lei ha sempre sostenuto questo progetto, credendo nelle sue potenzialità sin da subito, vero?

Quando ho iniziato questo percorso ero sinceramente scettico su quanto realmente le ragazze potessero approcciarsi in maniera così professionale a questa disciplina, ma già dai primi allenamenti mi sono reso conto di quanto fossi in errore e capii che c’erano tutti i presupposti per poter iniziare un progetto importante.
In questi anni sono passate tante giocatrici ed ognuna di loro mi ha sempre insegnato qualcosa: ho imparato che le donne (per certi versi) danno molto di più dei maschi, ho scoperto da vicino nuove forme di amore, ho imparato che la vera passione non ha bisogno di essere ripagata economicamente, perché quando si gioca per amore di questo sport non serve nessun rimborso tuttavia mi sono anche dovuto imbattere in pregiudizi stupidi, ancora presenti in Italia e che non fanno altro che ostacolare il movimento.

Cosa ci può dire delle sue ragazze?

Queste giocatrici, le mie giocatrici, hanno sempre fatto una marea di chilometri sfidando qualsiasi evento atmosferico, per esserci sempre, per allenarsi con costanza e determinazione, provando sempre a superare i propri limiti e questo successo che si sono conquistate non è arrivato a caso, ma frutto di tutta questa abnegazione che è stata giustamente premiata.
In quattro anni ci siamo sempre migliorate, facendo sempre un piccolo passo in avanti, imparando sempre, sia dopo una vittoria che soprattutto dopo una sconfitta.
Abbiamo iniziato a giocare in un palazzetto di Bagnolo deserto e siamo arrivate a riempirlo di persone che si sono appassionate sempre di più a noi, ed è questa forse la nostra vittoria più grande.

In base alla sua esperienza, cosa ci può dire del calcio e del futsal femminile in generale?

Spesso sento in giro parlare di progetti, oppure di ragazze che rivendicano la loro voglia di emergere, ma allo stesso tempo non fanno nulla per provare a far crescere il movimento, il LORO movimento.
Per farlo crescere bisogna crederci, investire su se stesse, provare nuove esperienze senza aver paura dell’impegno, perché per emergere bisogna lavorare sodo, nessuno vi regalerà mai nulla.
Il mondo femminile ha bisogno di ragazze volenterose e ambiziose, ha bisogno di dirigenti preparati e non di “dirigenti” che guardano il proprio orticello pensando, o facendo credere, che ci tengono alla crescita….se si vuole far crescere il tutto, bisogna guardare sempre in alto e non in basso.

In relazione a questa critica costruttiva, che personalmente condivido, che ambiente ha trovato a Bagnolo?

Io mi ritengo fortunato perché grazie alle mie giocatrici, al mio staff, alla mia società, abbiamo sempre puntato in alto e continueremo a farlo, perché AMO questo sport, AMO il movimento femminile e mi batterò, nel mio piccolo, per provare a farlo emergere sempre di più.
Grazie alla mia SQUADRA, mi rendete giorno dopo giorno, sempre più orgoglioso di voi e avete dimostrato (anche se lo sapevo già) di avere due palle giganti.

Il contesto: Un vero palcoscenico per il futsal femminile

Le finali sono sempre un ottimo palcoscenico per il calcio a 5 femminile.

Le partite erano trasmesse live sul portale Sport2u.tv ed il palazzetto di Modena era gremito.

Sicuramente la struttura era di livello superiore rispetto alla media, il campo di gioco era di dimensioni molto ampie (a cui le ragazze non sono abituate) e con il pavimento in parquet.

Il pallone era il Premier X Pro Futsal ufficiale delle gare nazionali.

A differenza delle partite di campionato era presente anche il terzo arbitro.

In poche parole, le finali di Coppa Italia di serie C femminile fanno assaporare l’atmosfera delle serie nazionali.

Video a cura di Stefano Santachiara
LA POLISPORTIVA 1980

No hay descripción de la foto disponible.Cosa dire delle seconde classificate?Sicuramente la partita è stata molto combattuta. Se un paio di pali colpiti dalla Polisportiva 1980 si fossero trasformati in rete staremmo commentando un’altra partita. Occasioni mancate, ottimo lavoro da parte dei portieri e delle giocatrici di movimento. Il Bagnolo sapeva che la squadra vincitrice del campionato nazionale CSI, che già si era imposta in campionato 2 a 1 su di loro, non sarebbe stata facile da battere, ma le partite si decidono sempre all’ultimo minuto o all’ultimo rigore lottando fino alla fine.

Le ragazze seconde classificate meritano grande rispetto. Ricordo negli anni scorsi, prima che si trasferissero al Pala Seven di Savignano, quando in inverno giocavano nel campo esterno in sintetico a Santa Maria Nuova, ammiravo la forza con cui erano abituate a giocare al freddo uno sport che tipicamente si svolge nelle palestre riscaldate. Questa è la tenacia delle donne!!!

conclusioni

Vinta la coppa regionale, non resta che vedere cosa combineranno le nostre tigri alle fasi nazionali della coppa Italia, sperando che in campionato possano guadagnare i punti che mancano per tornare in vetta alla classifica