La deviazione: dall’analitico al situazionale

Eccoci qui con una proposta didattica che vede protagonista Lorenzo Squizzi. Il 27 aprile infatti grazie all’organizzazione di Gino Cervi referente a Parma per l’associazione Apport (associazione italiana preparatori portieri) ci si ritroverà sul campo per misurarci sull’argomento della deviazione.

deviazione

La professionalità di Lorenzo Squizzi  preparatore dei portieri del Chievo Calcio (in carriera ha totalizzato complessivamente 44 presenze in Serie A e 153 in Serie B con all’attivo la vittoria di un campionato di serie B e  una coppa italia e la vittoria di un campionato italiano di serie A) sarà a disposizione dei presenti per interagire sia sul campo che in aula con le dinamiche che vedono i portieri impegnati nel fondamentale gesto della deviazione.

Vi aspettiamo numerosi!. 

Riscaldamento Pre Gara dei Portieri

Oggi affrontiamo un argomento che, secondo il mio parere, è molto importante ma non viene considerato tale: riscaldamento pre gara dei portieri.

Perché dico questo ? perché girando un po per i campi della provincia, quando il tempo me lo permette, ho notato che spesso i giovani portieri vengono lasciati soli “al loro destino” in questa delicata fase della preparazione alla partita; molte volte il problema, giustamente dico anche, è la mancanza del preparatore che va sempre alle partite visto che difficilmente si ha un allenatore dei portieri per ogni categoria di un settore giovanile dilettanti.

Detto questo un allenatore che segua il riscaldamento dei portieri penso sia necessario soprattutto per dare certezze ai ragazzi prima del match.

Riscaldamento Pre Gara dei portieri

Di seguito volevo rendervi partecipi di quello che faccio alla domenica prima della partita e che può essere utilizzato sia nel settore giovanile, fasce agonistiche, che nelle prime squadre :

  1. Mobilità varia arti superiori ed inferiori a secco tramite una leggera corsa ( 3 minuti con tutti e due i portieri );
  2. Attivazione podalica in una prima fase su porta  poi con ampiezza sempre maggiore  in cui si ricerca il sostegno e quindi ci si deve muovere ( 6 minuti totali con l’utilizzo dei due portieri nella prima fase e nella seconda solo il portiere titolare );
  3. Prese frontali alla figura a varie altezze per riprendere il gesto ( 4 minuti tutti e due i portieri );
  4. Palle alte lente su porta dx e sx ( 4 ripetizioni ) e palle alte veloci su porta dx e sx (  4 ripetizioni ) per preparare le uscite alte ( 4 minuti circa );
  5. Uscite alte su cross due per posizione ( vicino linea di fondo, metà area e fuori dallo spigolo dell’area grande ) per preparare i ragazzi all’uscita da varie posizioni e prendere confidenza con le dimensioni del campo ( 8 minuti con tutti e due i portieri );
  6. Approccio al tuffo con 4 palle dx sx raso, 4 palle dx e sx battenti e 4 palle dx e sx mezza altezza ( 5 minuti per tutti e due i portieri );
  7. Spostamento e tiro su diagonale stretta da centro porta con palla in movimento ( Vedi articolo del ) e tiro dal limite dell’area con spostamento da diagonale stretta ( opposto a prima ) per abituare il portiere allo spostamento sulla velocità di palla e tiro ( 8 minuti totali circa );
  8. Scelta di un’esercizio da parte del portiere che gioca ( Lo rende più sicuro perché di solito fa un esercizio che gli riesce bene );
  9. Qualche rinvio dal fondo o palla in mano ;
  10. Tiri con la squadra alternando i portieri .

Come potete vedere in circa 35-40 minuti massimo, con i recuperi inclusi, riesco a realizzare un buon riscaldamento pre gara dei portieri. Come avete notato ho fatto la scelta ben precisa di lavorare sui tuffi alla fine del riscaldamento per due motivi , il primo riguarda gli arti inferiori che risultano più caldi dopo le palle alte che non necessitano di un movimento molto esplosivo rispetto al tuffo, il secondo perché specialmente in inverno o su campi bagnati come i ragazzi finiscono il riscaldamento possono cambiarsi senza prendere troppo freddo .

Riscaldamento Pre Gara dei portieri

Come al solito se qualcuno avesse delle osservazioni da fare mi piacerebbe leggerle…..

A presto !

Spostamento e Parata

Ciao a tutti eccoci di nuovo qui…..

Oggi vorrei fare un passo indietro e ritornare al concetto di posizionamento dopo spostamento e per questo volevo postare una semplice esercitazione che credo sia molto utile ed anche semplice da realizzare.

L’esercitazione che vi propongo riguarda lo spostamento sulla diagonale stretta e la conseguente parata con tiro.

Per abituare i ragazzi all’esercitazione, dopo opportuno riscaldamento, chiedo di spostarsi da una posizione di attesa centro porta, con postura corretta immaginando il pallone a circa 3/4 campo, alla chiusura del pallone in mio possesso sulla diagonale stretta a dx e, dopo lo stop del portiere, parte il tiro da parare ( Lo stesso va ripetuto poi dal lato opposto).

Veniamo quindi all’esercitazione più completa che inserisce un “tempo di spostamento”.

Forse vi starete chiedendo da cosa dipende il “tempo di spostamento”?

Scherzo lo sapete tutti….dipende dallo spostamento del pallone verso il giocatore calciante, ed è qui che la velocità di esecuzione del timing di stop sul tiro entrano in gioco.

Spostamento

Molto semplicemente il Mister passala palla al portiere (1) che restituisce al Mister (2) che passa al portiere sul lato dx (3) che controlla e tira in porta (4) e sui cui il portiere in porta deve effettuare la parata .

A me piace dare delle varianti molto semplici che riporto sotto:

  1. In prima battuta obbligo il controllo prima del tiro per dare un attimo di tempo in più a chi effettua lo spostamento prima di fermarsi ed effettuare la parata ;
  2. Successivamente do facoltà anche di tirare di prima e di conseguenza la velocità di spostamento e di stop deve essere maggiore e con una concentrazione più alta;
  3. Permetto al calciante di spostarsi in maniera da obbligare il portiere a ragionare come e dove arrestarsi prima del tiro;
  4. Mi posiziono al posto del calciante e metto il mio “assistente” al centro in modo da poter decidere, oltre ai casi sopra, anche di allungarmi la palla per far effettuare un attacco palla o una parata a contrasto;
  5. Per ultimo lavoro con due “assistenti” laterali e decido sulla restituzione (2) dove scaricare la palla per il tiro in maniera da velocizzare anche il primo passo di partenza del portiere ma mantenendo tutte le varianti di sopra.

Logicamente vanno curati i passi ed il modo di spostamento sia dal centro al laterale che eventualmente dopo un errato controllo da parte del calciante.

La trovo un’esercitazione semplice ma efficace per far capire cosa, come e quando eseguire il gesto !!!

Cosa ne pensate ?? Spero di avere commenti !!!!

A presto !

Calcio a 5 Femminile – Finale Coppa Italia Emilia Romagna: Bagnolo campione!

Mi concedo un breve ritaglio da tifoso per celebrare la vittoria del Bagnolo Calcio a 5 Femminile di cui fanno parte, come giocatrici, le mie co-allenatrici Vanessa Bonatti e Francesca Grossi.

Non sono un cronista sportivo e non posso essere imparziale, quindi mi faccio aiutare dall’amico Stefano Santachiara a commentare la partita: “In un gremito Palamadiba, il Bagnolo conquista la Coppa Italia serie C Emilia Romagna vincendo 5-4 ai calci di rigore contro la Polisportiva 1980. I tempi regolamentari e i supplementari si sono chiusi sull’ 1-1, le bagnolesi hanno mostrato un gioco più incisivo e spettacolare della rivali, ben organizzate tatticamente e pericolose in contropiede, hanno presidiato la metà campo avversaria in modo non sterile, aggirando l’arcigna difesa della Polisportiva con triangolazioni e profondità sulle fasce garantita in particolare da Iemmi : dopo lo sfortunato autogol del pareggio, il Bagnolo ha sfiorato più volte la seconda rete, sbagliando anche un tiro libero allo scadere del secondo tempo supplementare. Decisiva, oltre alla precisione chirurgica delle rigoriste della cinquina, la parata plastica di Celii all’ultimo penalty.”

Ci sono tante immagini di questa Final Four e nei prossimi giorni le pubblicheremo, ma questo video racchiude tutto quello che sono stati questi due giorni.Questo gruppo ci ha sempre creduto e alla fine, meritatamente porta a Bagnolo una Coppa dal valore inestimabile.Noi come Bagnolo Calcio a 5 abbiamo creduto da subito nel progetto femminile, partito 4 anni fa dal nulla e che ha avuto sempre un costante miglioramento.Avete riempito palazetti, vi siete meritate tanti applausi, avete avvicinato molta gente al mondo rosa del futsal.Alziamo il volume adesso e corriamo idealmente ad esultare anche tutti noi con loro!!!!FORZA BAGNOLO🖤💛

Pubblicato da A.S.D. Bagnolo Calcio a 5 su Lunedì 6 gennaio 2020
COMMENTO A CALDO DEL MISTER D’ALSAZIA
Una vittoria sofferta, arrivata ai calci di rigore… quanta fatica e quanto lavoro è servito per arrivare a questo successo?

Questo successo non nasce oggi, ma parte da lontano, precisamente da quattro anni fa quando io e la società abbiamo iniziato un percorso credendo realmente nella crescita del movimento femminile, fino a quel tempo ancora poco considerato soprattutto nella nostra provincia. Sono stati quattro anni intensi in cui ogni giorno abbiamo lavorato perché la nostra realtà risultasse sempre più riconoscibile nel panorama regionale e nazionale.

Comunque… lei ha sempre sostenuto questo progetto, credendo nelle sue potenzialità sin da subito, vero?

Quando ho iniziato questo percorso ero sinceramente scettico su quanto realmente le ragazze potessero approcciarsi in maniera così professionale a questa disciplina, ma già dai primi allenamenti mi sono reso conto di quanto fossi in errore e capii che c’erano tutti i presupposti per poter iniziare un progetto importante.
In questi anni sono passate tante giocatrici ed ognuna di loro mi ha sempre insegnato qualcosa: ho imparato che le donne (per certi versi) danno molto di più dei maschi, ho scoperto da vicino nuove forme di amore, ho imparato che la vera passione non ha bisogno di essere ripagata economicamente, perché quando si gioca per amore di questo sport non serve nessun rimborso tuttavia mi sono anche dovuto imbattere in pregiudizi stupidi, ancora presenti in Italia e che non fanno altro che ostacolare il movimento.

Cosa ci può dire delle sue ragazze?

Queste giocatrici, le mie giocatrici, hanno sempre fatto una marea di chilometri sfidando qualsiasi evento atmosferico, per esserci sempre, per allenarsi con costanza e determinazione, provando sempre a superare i propri limiti e questo successo che si sono conquistate non è arrivato a caso, ma frutto di tutta questa abnegazione che è stata giustamente premiata.
In quattro anni ci siamo sempre migliorate, facendo sempre un piccolo passo in avanti, imparando sempre, sia dopo una vittoria che soprattutto dopo una sconfitta.
Abbiamo iniziato a giocare in un palazzetto di Bagnolo deserto e siamo arrivate a riempirlo di persone che si sono appassionate sempre di più a noi, ed è questa forse la nostra vittoria più grande.

In base alla sua esperienza, cosa ci può dire del calcio e del futsal femminile in generale?

Spesso sento in giro parlare di progetti, oppure di ragazze che rivendicano la loro voglia di emergere, ma allo stesso tempo non fanno nulla per provare a far crescere il movimento, il LORO movimento.
Per farlo crescere bisogna crederci, investire su se stesse, provare nuove esperienze senza aver paura dell’impegno, perché per emergere bisogna lavorare sodo, nessuno vi regalerà mai nulla.
Il mondo femminile ha bisogno di ragazze volenterose e ambiziose, ha bisogno di dirigenti preparati e non di “dirigenti” che guardano il proprio orticello pensando, o facendo credere, che ci tengono alla crescita….se si vuole far crescere il tutto, bisogna guardare sempre in alto e non in basso.

In relazione a questa critica costruttiva, che personalmente condivido, che ambiente ha trovato a Bagnolo?

Io mi ritengo fortunato perché grazie alle mie giocatrici, al mio staff, alla mia società, abbiamo sempre puntato in alto e continueremo a farlo, perché AMO questo sport, AMO il movimento femminile e mi batterò, nel mio piccolo, per provare a farlo emergere sempre di più.
Grazie alla mia SQUADRA, mi rendete giorno dopo giorno, sempre più orgoglioso di voi e avete dimostrato (anche se lo sapevo già) di avere due palle giganti.

Il contesto: Un vero palcoscenico per il futsal femminile

Le finali sono sempre un ottimo palcoscenico per il calcio a 5 femminile.

Le partite erano trasmesse live sul portale Sport2u.tv ed il palazzetto di Modena era gremito.

Sicuramente la struttura era di livello superiore rispetto alla media, il campo di gioco era di dimensioni molto ampie (a cui le ragazze non sono abituate) e con il pavimento in parquet.

Il pallone era il Premier X Pro Futsal ufficiale delle gare nazionali.

A differenza delle partite di campionato era presente anche il terzo arbitro.

In poche parole, le finali di Coppa Italia di serie C femminile fanno assaporare l’atmosfera delle serie nazionali.

Video a cura di Stefano Santachiara
LA POLISPORTIVA 1980

No hay descripción de la foto disponible.Cosa dire delle seconde classificate?Sicuramente la partita è stata molto combattuta. Se un paio di pali colpiti dalla Polisportiva 1980 si fossero trasformati in rete staremmo commentando un’altra partita. Occasioni mancate, ottimo lavoro da parte dei portieri e delle giocatrici di movimento. Il Bagnolo sapeva che la squadra vincitrice del campionato nazionale CSI, che già si era imposta in campionato 2 a 1 su di loro, non sarebbe stata facile da battere, ma le partite si decidono sempre all’ultimo minuto o all’ultimo rigore lottando fino alla fine.

Le ragazze seconde classificate meritano grande rispetto. Ricordo negli anni scorsi, prima che si trasferissero al Pala Seven di Savignano, quando in inverno giocavano nel campo esterno in sintetico a Santa Maria Nuova, ammiravo la forza con cui erano abituate a giocare al freddo uno sport che tipicamente si svolge nelle palestre riscaldate. Questa è la tenacia delle donne!!!

conclusioni

Vinta la coppa regionale, non resta che vedere cosa combineranno le nostre tigri alle fasi nazionali della coppa Italia, sperando che in campionato possano guadagnare i punti che mancano per tornare in vetta alla classifica

Ripresa degli Allenamenti

Ciao a tutti, eccoci qui per la ripresa degli allenamenti dopo la pausa…innanzitutto buon anno ed un grande in bocca al lupo per la seconda parte di stagione.

Oggi vorrei proporre una mia considerazione riguardo alle mentalità dei giovani portieri  perché mi sono accorto che alla ripresa degli allenamenti dopo la fase invernale i ragazzi hanno bisogno di ritrovare certezze.

Come tanti di Voi, immagino, iniziavo questa seconda fase della stagione caricando i ragazzi con lavoro fisico importante.

Ripresa

Ma poi mi accorgevo che, durante la partite, commettevano errori di posizione che nel precedente periodo non avevano commesso.

Analizzando la mia esperienza e confrontandomi con vari colleghi sono arrivato ad una conclusione molto semplice : ” I ragazzi hanno perso le certezze su gesti e posizioni perché sono rimasti fermi una decina di giorni !”.

Può sembrare semplicistico ma credo che la ragione di questa situazione sia proprio questa, quindi ho iniziato da qualche anno a questa parte a ripartire in maniera “blanda” ma con più riferimenti alla parte analitica, alle posture ed alle posizioni.

Ricomincio con esercitazioni molto semplici nella prima seduta:

  • Postura frontale e prese a pollici convergenti e divergenti;
  • Posture con spostamenti e prese in varie posizione su porta, magari si possono anche individuare le posizioni del portiere con delle piattelle in maniera da dare indicazioni sullo spostamento, in una prima fase, per poi eliminarle;
  • Spostamenti su porta con tiri prima con palla ferma e quindi da una posizione di partenza al segnale del Mister il portiere si sposta per fare la parata che, in questo caso, non è detto che sia in presa;
  • Spostamenti come sopra ma con palla in movimento quindi si necessitano almeno di 2/3 portieri più il Mister.

Questa potrebbe essere una prima giornata di lavoro che ricomincia a dare indicazioni che i ragazzi conoscono già ma che si sono “dimenticate” nella pausa.

Nella seconda seduta si potrebbe lavorare sulle uscite e le varie posizioni rispetto alla difesa dello spazio riprendenso lo schema riportato sopra e cioè dal più semplice con palla ferma al più complesso con palla in movimento.

Come al solito vi chiedo un riscontro sia positivo che negativo per capire cosa ne pensate !!!

Alla prossima !!

La Scuola Portieri Italiana

Ciao a tutti, come state ? passata bene la domenica sui campi ? Spero di si…..

Io ho incontrato colleghi di corso e di postazione in aula Andrea Campagnolo e Andrea Pierobon….E’ stato un piacere rivederli e scherzare sulle lezioni….In bocca al lupo a tutti e due !!!!

Dopo questa premessa che forse interesserà a pochi, come è giusto che sia, volevo prendere spunto da una pubblicazione su Instagram da parte di Antonello Brambilla, allenatore dei portieri professionista ora in forza al Cagliari, riguardante la scuola dei portieri italiana.

Sempre più spesso si bistratta la nostra scuola, e quindi la nostra categoria, dicendo che la scuola italiana è in calo e non produce più portieri; bene ecco cosa dice Transfermarkt riguardo i portieri Under 23 più costosi al mondo :

Scuola Portieri

Nei primi 10 posti ci sono 3 italiani quali  Donnarumma, Meret e Audero e altri due stranieri Radu e Dragowski che giocano nel campionato italiano.

Questa considerazione porta, comunque, a ragionare sul fatto che la nostra scuola sia ancora una delle migliori, se non la migliore, al mondo.

Oltre a questi esempi mi piace ricordare i progressi di Strakosha alla Lazio allenato da Mr. Grigioni, Berisha alla Spal oggi allenato da Mr. Scalabrelli e prima da Mr. Biffi all’Atlanta e ancora prima alla Lazio da Mr. Grigioni, come non dimenticare Allison alla Roma allenato da Mr. Savorani e lo stesso Szczesny prima allenato da Mr. Savorani alla Roma e poi da Mr. Filippi alla Juventus.

Senza essere smentito penso che tutti questi ottimi portieri ed atleti siano migliorati tantissimo perchè allenati alla maniera italiana e da Mister italiani con una filosofia simile anche se, a volte, con idee diverse ma comunque accomunati dalla maniacale ricerca della perfezione attraverso la correzione durante gli allenamenti.

Questa è la scuola italiana !!! E dobbiamo essere orgogliosi di portare avanti questa tradizione e questo credo cercando di avere sempre più interpreti del ruolo italiani.

Ringrazio Antonello per lo spunto di oggi sperando che sia piaciuto a tutti !!!

A presto !!!

 

Come posso migliorare il mio portiere sulle tecniche del salto?

Ogni ragazzo che si appresta ad affrontare il ruolo di portiere di calcio si chiede come può migliorare le tecniche del salto.

Il portiere è un ruolo in cui è richiesto soprattutto un intenso lavoro muscolare, in particolare dei muscoli degli arti inferiori.

E’ per questo che uno degli obiettivi dei preparatori che lavorano con i portieri è quindi quello di ottenere informazioni rilevanti sulle caratteristiche fisiche e quindi sull‟anatomia e la fisiologia del ragazzo che stanno allenando al fine di programmare al meglio il proprio lavoro e non incorrere in errori che potrebbero poi andare a danneggiare le prestazioni del portiere.

Su internet si trovano molti video su esercizi legati allo sviluppo della forza dei portieri e su come migliorare le tecniche del salto ma è necessario una buona pianificazione per raggiungere gli obiettivi prefissati affidandosi a misurazioni frequenti per impostare al meglio le metodologie di allenamento.

Lavorare nel settore giovanile è un compito molto arduo in quanto i preparatori si trovano ad avere a che fare con ragazzi sempre in continuo cambiamento sia dal punto di vista fisico che psico-sociale.

La competenza e la professionalità in questo settore devono essere sicuramente
superiori rispetto al lavoro con gli adulti.

I contenuti dell‟allenamento di un giovane non possono, e non devono, essere gli stessi di un adulto. I preparatori dei portieri del settore giovanile devono aiutare, sostenere e accompagnare la crescita armonica dei ragazzi.

tecniche  del salto

Allego una tesi di laurea di qualche anno fa che però ritengo ancora abbastanza attuale “LA “COSTRUZIONE” DELLA FORZA MUSCOLARE NEL PORTIERE DI CALCIO DEL SETTORE GIOVANILE” di Luca Malaguti dove le scelte dei mezzi di allenamento e le metodiche di somministrazione del carico di lavoro devono, soprattutto con i giovani, concentrarsi sulla prevenzione degli infortuni e sull’apprendimento dell’esecuzione corretta delle tecniche del salto e degli altri esercizi.

Un allenamento incentrato sulla core stability, sull’equilibrio e sul controllo posturale è un eccellente mezzo di allenamento per prevenire gli infortuni e l’inserimento di programmi di allenamento di forza ovviamente rispettando le tappe di accrescimento biologico dei ragazzi portano ad un ottimo sviluppo delle abilità del portiere.

La presa a Pollici Convergenti: come allenarla

Ciao a tutti, per continuare sul filo degli articoli precedenti oggi volevo semplicemente scrivere di come allenare la presa a pollici convergenti che può essere utilizzata per tutte le età fermo restando la possibilità fisica di poter fasciare in maniera importante il pallone ( Vedi articolo precedente sulla Presa ).

presa a Pollici Convergenti

Come scritto precedentemente la prima cosa da correggere è la posizione delle mani e delle dita nel gesto tecnico, questo può, a mio parere, essere aiutato facendo utilizzare al giovane portiere un pallone che verrà tenuto in mano con la presa corretta ed in postura di attesa; molto semplicemente si calcia o si tira con le mani un altro pallone verso il portiere che dovrà respingere con il pallone che tiene in mano mantenendo la presa.

A mio parere questa situazione permette di aumentare la sensibilità della presa e la forza delle dita nel trattenere il pallone.

Una cosa che ho notato dopo questo tipo di allenamento realizzato dopo una serie di prese semplici normali, non eseguite correttamente, è che le prese venivano eseguite meglio e bloccate probabilmente perché si erano immagazzinate le posizioni di mani e dita sul pallone fermo in presa.

Ho utilizzato questa tipologia di allenamento anche con spostamento e tuffo ed in questo ultimo caso, oltre che per la sola presa, l’obiettivo era far evitare il contromovimento delle braccia all’indietro prima di eseguire il tuffo che molti ragazzi fanno e che, a mio parere, nei giovani portieri non permette spesso una sincronia di movimenti corretta e che quindi non porta ad una buona presa.

Esercizio semplice che porta molti miglioramenti sulla modalità di esecuzione della presa stessa. Mi piacerebbe avere qualche riscontro per capire cosa ne pensate !!!!

A Presto !!!!

Incontri Domenicali sui Campi…

Ciao a tutti, oggi mi scuserete ma vorrei scrivere, brevemente, di quello che mi è capitato ieri al campo.

Ore 13:30 prepartita campionato Under 17 Nazionali tra Cremonese e Milan, arriva il pullman dei rossoneri e chi scende ?

Il mio allenatore dei portieri “avversario” che segue il Milan non è altro che il mitico Nelson Dida, portiere che non ha bisogno di presentazioni direi .

Gli stringo la mano e ci scambiamo un ” Ciao Mister ” che per me, abituato al calcio cosiddetto minore, è stata una bella emozione.

Fino a ieri l’avevo visto solo in tv e invece eccolo di fronte a me che scambia quattro chiacchiere in maniera molto amichevole.

Ad un certo punto gli dico ” Mister, lo sai vero che prima di andare ti rubo un selfie…..” e lui in maniera molto tranquilla e disponibile ” Certo Mister, non c’è problema !”Incontri

So che a molti forse non importerà ma per me è stata una bella soddisfazione !!

A presto !!

La Presa, questa sconosciuta…..

Ciao a tutti, oggi ho voluto intitolare in maniera provocatoria l’articolo su la presa perché troppo spesso questo fondamentale viene bistrattato accampando scuse che non sono sempre veritiere.

Io credo che la presa sia uno dei principi fondamentali da allenare fin da piccoli proprio come scrivevo nel primo articolo di questa serie.

Oggi per la maggior parte delle volte si assistono a respinte, il più delle volte, non controllate ed a pochissime prese; sicuramente la velocità del pallone ma soprattutto, dico io, le traiettorie sempre meno lineari incidono sulla scelta del portiere di non provare la presa ma questo a mio parere può diventare un limite perchè troppo spesso il portiere, specialmente in giovane età, tende a respingere di default.

Ma cosa si intende per presa ?

La definizione di Presa codificata dalla commissione F.I.G.C. specifica per il ruolo è la seguente :

” La presa è un fondamentale tecnico, cardine del ruolo del portiere, che consente, dissipandone l’energia, di arrestare/bloccare la palla”.

Le prese si dividono in prese a pollici divergenti e prese a pollici convergenti :

  • Prese a Pollici Divergenti : avviene per supinazione delle mani, quindi con pollici lontani,  ed è indicata per traiettorie medio basse e rimbalzanti, dal petto in giù;

La Presa

  • Prese a Pollici Convergenti : si ottiene per pronazione delle mani, quindi con pollici vicini, ed è indicata per le traiettorie medio alte dal petto in su e in generale sulle traiettorie a salire.

La Presa

In entrambi i casi le mani, al momento dell’impatto, devono assumere una posizione simmetrica in modo da  avvolgere il pallone assecondandone la forma; aggiungo che viene dimenticato troppo spesso di dire al giovane portiere, soprattutto, che le dita devono distanziarsi il più possibile in maniera da impattare più superficie possibile della sfera .

Tutti tipi di presa, logicamente, possono essere preceduti da uno spostamento e, importantissimo, da una corretta postura in cui anche la posizione delle braccia e delle mani in partenza sono fondamentali.

Nel prossimo articolo vedremo alcuni spunti per poter allenare la tecnica di presa e sensibilizzare il contatto con il pallone.

A presto !!!