IL TIMING SUGLI SPOSTAMENTI

Ciao a tutti ! Eccoci di nuovo qui….Come al solito spero stiate tutti bene….

Oggi vorrei parlarvi del timing sugli spostamenti cioè la ricerca dello stop in posizione corretta del portiere in funzione della trasmissione di palla avversaria. Sembra una cosa banale ma in realtà il corretto posizionamento unito al corretto timing di stop sul controllo avversario permette al portiere di poter essere efficace in molte occasioni cosa che, essendo in movimento, diventa difficile. 

Ricominciando a fare allenamento mi sono accorto che i ragazzi avevano perso proprio il corretto tempismo sull’arresto della palla in possesso all’attaccante per questo ho proposto una banale esercitazione per riprendere i tempi corretti.

Innanzitutto la premessa è che per gli spostamenti corti si usa un passo accostato mentre per gli spostamenti lunghi si usa la corsa, questo deve essere molto chiaro ai ragazzi come deve essere altrettanto chiaro che differenza c’è stra le due tipologie di spostamento. E’ logico che in tutti i casi comanda la velocità della trasmissione di palla su cui il portiere si deve regolare.

Per stimolare proprio questo gesto ho proposto una semplicissima esercitazione che riporto qui sotto:

timing

Nella prima parte i portieri ed il mister si passano il pallone e con obbligo di controllo. Il portiere si deve spostare e fermarsi in posizione corretta sul controllo del compagno. Si finisce il giropalla con un tiro che in questa prima fase viene fatto solo dal Mister (Per correggere la posizione) e che nelle ripetizioni si sposterà volta per volta in posizioni diverse.

Le varianti che interverranno in un secondo momento sono le seguenti :

  • Passaggio di prima intenzione ( Quindi molta più velocità di esecuzione ) e di conseguenza ancora più stress nella ricerca dello stop in posizione corretta ;
  • Libertà di tiro a tutti e di conseguenza soglia di attenzione ancora più alta ;
  • Anticipo del tiro da parte dei compagni con spostamento quindi entra in gioco anche la visione periferica e la velocità sulla presa di decisione.

Sicuramente questa è una esercitazione semplice ma, a mio parere, di una valenza importante per dare principi corretti ai ragazzi. Ricordo sempre ai miei portieri che, nel caso non riescano a posizionarsi correttamente, ” Meglio fermi messi in posizione sbagliata che in movimento ma in posizione corretta”  questo perchè da fermi possiamo eseguire il gesto richiesto dall’eventuale conclusione ma se siamo in movimento il gesto non si riesce ad eseguire in maniera efficace.

Sperando che vi sia piaciuta questa semplice esercitazione vi esorto a darmi le vostre opinioni se volete.

 

A presto !

Assegnare i ruoli nelle giovanili

In questa fase di precampionato è necessario individuare o rimettere in discussione alcuni ruoli dei giocatori in base alla preparazione e alle caratteristiche che i ragazzi possono avere.

Dopo questo periodo di sosta possiamo ritrovarci davanti ragazzi che sono molto cambiati nelle caratteristiche fisiche, mentali e caratteriali dagli ultimi allenamenti fatti. E’ necessario dunque stabilire obiettivi generali e specifici per ognuno, ripartire dalle basi tecniche (passaggi e possesso), testare la forma fisica e concordare con ognuno in base ai risultati e alle attitudini i vari ruoli. 

Ogni ragazzo deve aver chiaro per ogni ruolo di quali siano le caratteristiche fisiche, tecniche, tattiche e gli atteggiamenti mentali che vengono richiesti.

Ovviamente nulla di definitivo ma una base di partenza su cui poter lavorare e selezionare le varie caratteristiche dei ragazzi.

ruoli

La tabella successiva mostra alcune di queste caratteristiche. Personalmente la condivido con i ragazzi ad inizio stagione e stabilisco gli obiettivi di miglioramento con ognuno. Dopo un certo periodo (in genere un paio di mesi se non ci sono contrattempi) rivedo la pianificazione con il ragazzo, i risultati e eventualmente il cambio ruolo o il rafforzamento dello stesso.

PosizioneQualità fisicheQualità tecniche richiesteQualità tattiche richiesteQualità mentali richieste
PortiereDimensioni agilità
Reazione
Abilità nel salto
Buona presa con le mani,
Buona tecnica a terra e in aria
Buone capacità con i piedi
Buona scelta di posizione e movimento
Anticipazione e buona distribuzione dei palloni
Personalità
Fiducia
Calma
Concentrazione
TerzinoResistenza alla velocità
Velocità esplosiva
Tecnica difensiva
Contrasti e scivolate
Ricezione
Passaggio di buona qualità
Correre con la palla
Posizionamento e recupero
Tempi di intervento e temporaggiamento
Versatilità in attacco
Aggressività
Forza di volontà
Fiducia
Difensori centraliAltezza
Energia
Abilità di salto
Velocità, mobilità
Intercetto
Controllo della palla
Gioco di testa
Passaggi lunghi e corti
Anticipo
Posizionamento, marcatura
Copertura e
sostegno al gioco
Attitudine al comando
Temperamento
Direzione, calma
Coraggio
CentrocampistiResistenza
Forza (nel duello)
Mobilità
Tecnica difensiva
Passaggio
Ricezione
Dribbling
Posizionamento e
recupero
Anticipo
Pressing
Voglia di combattere
Cooperazione
Forza di volontà
AliResistenza
Velocità
Correre con la palla
Dribbling
Capacità al cross
Tiro
Movimento per difesa
Movimento per attacco
Pressing
Vincere duelli
Coraggio, forza di volontà
Generosità
Concentrazione
Assunzione di rischi
AttaccantiEnergia
Velocità
Vivacità
Agilità
Capacità di rifinire l’azione
Controllo
Colpo di testa
Dribbling, finte
Controllo palla
Colpo di testa
Dribbling, finte Movimento costante
Cambio di posizione
Correre nello spazio
Tempi giusti
Fiducia
Opportunismo
Inganno
Perseveranza

Per esperienza posso dire che molti ragazzi si mettono in discussione positivamente quando vedono le caratteristiche dei vari ruoli e man mano che si discute la loro motivazione ad ogni allenamento è sempre più alta nel tentativo di raggiungere gli obiettivi condivisi all’inizio della stagione.

Buona preparazione a tutti!

UEFA C ONLINE – Prima Parte

Buonasera a tutti e ben ritrovati. Nella speranza che stiate tutti bene e stiate sopravvivendo a questo caldo infernale, voglio condividere con voi le prime impressioni riguardo la prima parte del corso Uefa C Online, essendo uno dei fortunati riusciti ad entrare in lista. 

Con la lezione del 31 Luglio, è terminata la prima parte, quella teorica. Avendo alle spalle un intenso mese e mezzo di lezioni quotidiane, mi sento pronto per un resoconto globale. Non entrerò in dettaglio nelle nozioni specifiche, non tocca a me anticipare il corso a chi lo svolgerà in futuro. Ciò che farò in questo articolo è condividere con voi le mie sensazioni personali: come ho vissuto il corso e ciò che fino ad adesso mi porto dentro. Cercherò di non complicare troppo il mio pensiero, ma di essere molto chiaro e semplice nel citare i pro e i contro.

Probabilmente ancora non ci rendiamo conto di aver partecipato ad un qualcosa di “storico”: sono quasi sicuro di poter esclamare che probabilmente questo sia nella storia il primo corso Uefa c svolto online (se dovessi venire smentito, chiederò scusa per la negligenza).

Il primissimo vantaggio per molti di noi è stato l’ingresso senza punteggi; è stata infatti creata una graduatoria in base alla cronologia delle domande inviate. Sono onesto nel dire, che in condizioni normali avrei dovuto provare anni e anni prima di riuscire ad entrare. 

 Il più grande vantaggio dell’online per un corsista è quello di risparmiare tantissime ore e parecchi euro di viaggi in macchina ad orari comunque proibitivi per molte persone che lavorano. Collegarsi comodamente alle 18 da casa per seguire comodamente le lezioni ed esser pronti per uscire istantaneamente alla fine di esse (21.30), sicuramente è un colpo più unico che raro.  

All’opposto, probabilmente questo collegamento a distanza e in solitudine ci ha privati della dimensione più bella di un percorso così lungo e impegnativo: stringere relazioni e amicizie nuove e vivere la vita del gruppo, penso ad esempio alle cene post corso.  Siamo stati in grado di conoscerci ugualmente tramite il gruppo Whatsapp e le pause tra una lezione e l’altra in attesa dei professori, ma sicuramente aspettiamo la parte pratica di fine agosto per poterci finalmente conoscere. 

Un altro limite che inizialmente ha creato qualche “”scontro”” tra noi, è stata la gestione dei confronti e delle opinioni durante le lezioni. Sicuramente non è stato subito scontato trovare un equilibrio nel rispettare i turni di parola e i tempi stretti dei docenti. Ma nel tempo questo si è sistemato, e le lezioni proseguivano in maniera fluida e producente.

Inoltre, non sempre siamo riusciti a ricordare le informazioni dei docenti (alcune slide non potevano essere inviate); rispetto ad un confronto in presenza, ammetto che a volte l’attenzione non era sempre semplice da mantenere.  

Il team docenti  si è adattato a questa nuova condizione didattica; le lezioni sono risultate quasi tutte chiare, anche grazie all’ausilio di video.

Abbiamo avuto modo di svolgere qualche primo esame a distanza; i professori sono stati abbastanza clementi nei questionari somministrati. Particolarmente interessante quello di Psicopedagogia, che ha stimolato la nostra creatività e le nostre riflessioni con una piccola produzione scritta partendo da tematiche a scelta. I successivi saranno in presenza a settembre durante la parte pratica.

In generale questa prima parte teorica mi ha lanciato qualche grande spunto fondamentali: lavorare con pazienza sui giovani, programmando minuziosamente e  rispettando i tempi della loro crescita.  Costruire il calciatore è l’unico obiettivo da inseguire. Tutto ciò che riguarda la tattica collettiva, verrà dopo.  Non avere paura di alzare l’asticella: complicare per far crescere: “Quando gli esercizi in allenamento sono perfetti e vanno sempre bene, c’è qualcosa che non va”.

Inoltre, personalmente ho ritenuto molto importante aver chiarito le priorità tecniche da allenare per ogni fascia d’età.

Dopo la metà di agosto ricominceremo con la parte pratica e gli ultimi esami, gli ultimi step prima di avere in mano il tanto sudato patentino.  Essendo un corso regionale, si terrà a Bologna. 

Vi terrò aggiornati sulla fine di questo bellissimo, seppur veramente impegnativo, percorso. 

Nel frattempo l’Uefa C è diventato obbligatorio in tutte le categorie FIGC; prevediamo che la federazione aumenti le possibilità di accesso per tutti gli allenatori interessati. 

A presto! 

p.s. Per motivi di privacy e di rispetto della rigidità della federazione, ho preferito non inserire fotografie delle videolezioni. 

 

 

Il calo motivazionale degli atleti post-lockdown

Eccomi tornata con un nuovo articolo, oggi ho voluto trattare un tema molto dibattuto in quest’ultimo periodo: il calo motivazionale che i nostri ragazzi hanno subito a causa del lockdown, le cause ma anche i possibili strumenti da poter utilizzare in campo, e fuori, per aiutarli.

Improvviso, si, è proprio questo l’aggettivo che descrive al meglio il cambiamento che tutti i protagonisti del mondo sportivo, in primis gli atleti e i coach, hanno dovuto affrontare.

Da un momento all’altro i programmi di allenamento, gli obiettivi della stagione, sia individuali che di squadra sono stati interrotti e congelati fino a data da destinarsi. Tutto ciò cosa ha prodotto? Quali sono stati gli effetti sulla motivazione?

Innanzitutto cerchiamo di definire la motivazione: è quel fattore psicologico che determina la scelta, l’intensità (quanto mi metto in gioco) e la tenuta nel tempo di una determinata attività, in questo caso praticare il proprio sport.

I nostri ragazzi possono essere orientati internamente o esternamente: le motivazioni interne sono quelle più durature come la passione, la soddisfazione, il piacere che mi dà praticare quel gesto, il sentirsi capaci mentre svolgo il mio sport.

Le motivazioni esterne, invece, sono più labili, meno durature perché lo sport è strumento per giungere ad altro come la fama, il riconoscimento sociale, un ritorno economico ecc. In quest’ultimo caso, tali fattori non possiamo controllarli direttamente, non dipendono totalmente da noi ecco perché di fronte ad eventuali ostacoli è più facile che l’atleta abbandoni.

La motivazione però non dipende solamente e in modo esclusivo dall’orientamento individuale ma è molto importante risulta essere anche il clima motivazionale creato dall’allenatore e dallo staff.

Infatti, se l’allenatore pone tutta la sua attenzione sul risultato e la competizione, probabilmente dedica molto più spazio solamente agli atleti migliori e nel lungo termine può influire negativamente sulla motivazione di tutti: sia dei giocatori meno bravi, perché non percepiscono il sostegno e la considerazione del mister, ma anche di quelli più capaci dove le aspettative troppo elevate li condurranno a vivere uno stato di ansia perenne.

Al contrario, se l’allenatore e lo staff creano un clima orientato al compito, riconoscendo l’impegno e sottolineando i progressi di tutti, ciascuno si sentirà valorizzato ed efficace, influenzando positivamente la motivazione.

Quando gli allenamenti e le partite sono stati annullati, tutte le mete e gli obiettivi a breve, medio e lungo termine hanno perso valore, sia individuali che di squadra. Senza obiettivi cosa accade? Non siamo motivati perché ci manca una direzione da seguire!

Ecco perché al rientro da un periodo così complesso come quello del lockdown uno strumento fondamentale per incrementare naturalmente la motivazione dei nostri ragazzi/e è il goal setting: pianificare in modo strutturato e chiaro gli obiettivi di squadra e quelli individuali, con l’aiuto dello psicologo dello sport. Nel momento in cui ci si pone una meta chiara, realistica e che abbia un significato per noi questo ci motiva, ci spinge a mettere in atto determinate azioni per raggiungere i nostri obiettivi.

Spero  di avervi dato spunti utili per gestire al meglio l’eventuale calo motivazionale presente nei vostri ragazzi al rientro in campo. Ricordate che ciascun membro della squadra è differente e ha esigenze diverse, soprattutto in questo momento appare fondamentale lo sguardo attento sia al singolo che al gruppo nella sua interezza.

Nel prossimo articolo entreremo più nello specifico del goal setting approfondendo questo strumento molto importante che ci permette di orientarci al meglio nel percorso con i ragazzi.

Alla prossima!

Lavoro sulle posizioni

Ciao a tutti…oggi ero molto indeciso su cosa scrivere…ma riguardando un po i goal di ieri della Serie A mi è venuto in mente di ribadire il concetto di lavoro sulle posizioni.

Ho sentito commenti anche di addetti ai lavori, non ex portieri ne allenatori di portieri, che lasciano proprio il tempo che trovano ma che soprattutto non capiscono, forse giustamente dico io, come si è evoluto il ruolo e la complessità che ne è alla base.  Troppe volte si da ancora colpa al portiere mentre non ne ha e non gliela si da mentre invece ne avrebbe. Questi concetti errati vengono trasmessi, purtroppo, ai ragazzi che poi, se sei fortunato ti chiedono se  il portiere a cui si ispirano o no ha commesso l’errore e ascoltano la tua riflessione, altrimenti prendono per oro quello che gli Addetti ai Lavori dicono non riuscendo, date le competenze e l’esperienza, a fare una disamina corretta dell’evento preso in considerazione.

Ieri mi sono soffermato sugli highlights di Napoli  – Roma finita 2-1 per i partenopei e riguardandoli ho notato che, a mio parere, Pau Lopez, che è stato autore di una buonissima partita, non era correttamente piazzato in entrambi i goal. Poi se vai a vedere i voti si è preso dei 7 e dei 7,5 . Se il mio portiere è “colpevole” su due goal, nonostante abbia fatto una buonissima gara, potrò dargli la sufficienza ma non potrò, sicuramente, dargli un voto altissimo.

Ho preso per esempio questa partita perché la Roma, a mio modesto parere, ha uno degli allenatori dei portieri più bravi in circolazione Marco Savorani ( Ricordiamo che Allison Becker ha fatto un anno in panchina allenato da lui e poi ha vinto la Champion e lo stesso Szczesny ora titolare inamovibile della Juventus ).

Nonostante questo Pau Lopez è incappato in due incertezze ( Se le fanno a quei livelli perché non concederle ai ragazzi in fase di formazione ?!? ndr ).

Se guardate il video di cui allego il link vi proverò a spiegare quello che penso facendo bene attenzione a non dimenticare che non abbiamo parlato al portiere e non sappiamo COSA lui ha visto e percepito, che durante un analisi video dovrebbe essere sempre la domanda cardine da fare al giocatore :

Minuto 1:54 circa : Il Napoli scende sulla sx e mette un cross a giro dietro la linea dei difensori, Calljeon viene perso dai difensori attratti dal pallone ed al volo di interno piede insacca. A mio parere la posizione di Pau Lopez è troppo verso il primo pale, parliamo di 50 cm 1 mt massimo, si sta muovendo mentre parte il cross e si ritrova in una posizione che non gli permette di uscire( Anteroposteriore ma con il dx avanti anzichè il sx che gli limita la spinta dell’eventuale tuffo ) , a me da l’impressione che voglia provare ma perde il tempo per partire perchè gli appoggi non sono corretti; poi credo che il rientro a difesa della porta sia stato eseguito correttamente e, sinceramente, non mi interessa se prende goal sotto le gambe.

Minuto 3:06 circa : Insigne si impossessa della palla sulla sx e si porta verso il centro area facendo partire un tiro a giro che si insacca vicino al palo alla sx di Pau Lopez. Grande Goal….Beh facciamo bel goal….S notate la posizione di Pau Lopez mentre Insigne si sposta verso il centro area notate che è fermo e non segue lo spostamento dell’avversario lasciandogli aperta tutta la parte dx della porta ( Sx per il portiere); ma dirò di più se avesse fatto un passo laterale di circa 50 cm che il movimento di Insigne richiedeva io sono convinto l’avrebbe deviata. Nel proseguo dell’azione si vede che quasi la tocca nonostante, ripeto secondo il mio modo di vedere, non fosse posizionato correttamente.

Queste considerazioni perchè ? Perchè sono convinto che il posizionamento, specialmente nel settore giovanile, debba essere curato in maniera maniacale e ripetuto in maniera che i principi base siano capiti e immagazzinati poi ogni situazione è diversa dall’altra e ogni percezione del portiere durante l’azione gli permette o no di effettuare una parata….ma questo è il bello del calcio…

Oggi più che mai mi piacerebbe avere un confronto con tutti per capire cosa pensate di queste valutazioni e se siete d’accordo o no anche con il discorso riguardante le posizioni….

Vi aspetto !!!

Le implicazioni psicologiche del rientro post-lockdown: come gestirle?

Buongiorno a tutti!

Mi presento, sono Giambarresi Erika, psicologa dello sport, mi occupo di preparazione mentale degli atleti ma anche di formazione dei coach e genitori. Da oggi cercheremo di affrontare insieme diverse tematiche psicologiche che emergono nel mondo del calcio, nelle diverse situazioni e dinamiche che possiamo osservare dentro e fuori dal campo.

Il rientro post-lockdown vissuto fino a poche settimane fa ci ha costretto tutti a mettere in pausa le normali attività in tutti gli ambiti della nostra vita, tra cui quello sportivo, impattando sull’identità di atleta/coach. Ora ci viene chiesto di convivere con il virus, affrontando una minaccia, con tutte le precauzioni necessarie, ma allo stesso tempo tornare a fare ciò a cui eravamo abituati.

La domanda sorge spontanea: quali sono le implicazioni psicologiche di questa quarantena e come reagiranno gli atleti al rientro in campo? In che modo mister potranno gestire al meglio il rientro?

La profonda incertezza che sta caratterizzando questi ultimi mesi ha avuto un forte impatto sulla motivazione degli atleti: lo sport è per loro fonte di divertimento, spensieratezza, competizione, occasione di mettersi alla prova, sacrificio, è contatto, è squadra.. e tutto questo è venuto improvvisamente a mancare.

Tale incertezza ha avuto anche implicazioni a livello emotivo: comuni stati di preoccupazione, frustrazione ed ansia, ovvero quell’emozione che proviamo quando ci troviamo di fronte ad una minaccia reale o figurata che prepara il nostro corpo a reagire, aggravata dall’intolleranza dell’incertezza.

Il rientro in campo e gli allenamenti saranno molto diversi da come tutti ricordavamo: le nuove regole e le misure di sicurezza a cui coach e ragazzi dovranno attenersi può impattare molto sulla socializzazione, sul modo in cui il gruppo socializza, elemento molto presente in uno sport di squadra e di contatto come il calcio. Fondamentale in questo senso è tenere presente, in primis come mister, e ricordare ad atleti e famiglie che si tratta di una situazione temporanea!

Ogni ragazzo reagirà in modo diverso di fronte questa situazione, per tale ragione è necessario accogliere e comprendere le differenze individuali all’interno del gruppo, fornendo attenzioni maggiori a coloro che fanno più fatica (es. paura del contatto con i compagni, segnali d’ansia, paura, tristezza).

Dobbiamo essere consapevoli che questo rientro sarà come la ripartenza dopo un lungo e importante infortunio, dove non solo il fisico ne risente ma anche la mente non sarà pronta e reattiva come prima: qui gradualità è la parola d’ordine, si deve puntare sul divertimento, il piacere e il senso di competenza che deriva dallo svolgere un determinato gesto tecnico andando così ad alimentare la motivazione intrinseca.

Inoltre, si dovranno ristabilire gli obiettivi a breve e medio termine, in ciascun allenamento i ragazzi dovranno percepire lo scopo ultimo delle diverse attività che proporrete, dando loro la possibilità di porsi una meta da raggiungere (che non sia per forza la partita o il campionato).

Un ultimo elemento estremamente importante è la responsabilizzazione dei ragazzi, di tutte le età: possiamo condividere con loro una lista di regole, co-costruendone insieme alcune e facendo comprendere l’importanza di queste; il ruolo di “esempio significativo” del mister è molto rimarcato.

Educhiamoli anche rispetto a questa nuova situazione, diamo il giusto peso alle misure di sicurezza, non facendo passare il COVID-19 come elemento di gioco, scherzo o strumento per schernire i compagni.

Ricordiamoci che tutto questo ha colpito in primis molto anche voi mister, non possiamo, né dobbiamo negarlo ma accogliere tutte le emozioni che ci portiamo dietro da questa quarantena; per questo è importante che come gruppo di coach ne parliate e condividiate le vostre sensazioni al rientro, in modo da sostenervi l’un l’altro e riuscire a fare lo stesso con i vostri ragazzi.

Alla prossima!

CORSO UEFA C Online

Negli ultimi anni, uno dei dibattiti più accesi e ripetuti tra allenatori riguarda le modalità d’accesso ai corsi per il tanto ambito “patentino”.

I criteri per entrare nella graduatoria d’ammissione della FIGC, improntati su punteggi in base alla carriera da calciatori, possono essere analizzati secondo due punti di vista opposti.

Da un lato, aumentano o affinano la competenza di chi ha vissuto il calcio per tanti anni; dall’altro rischiano di tagliare le gambe a persone appassionate, vogliose di migliorare e “qualificare” ciò che fanno da anni, che (per vari motivi)non hanno una lunga a carriera da giocatori alle spalle. 

La drammatica situazione che ha colpito il nostro pianeta, ci ha obbligati a stravolgere completamente tanti ambiti delle nostre vite; uno dei pochissimi vantaggi che il  Covid ha portato, è stato quello di reinventare le comunicazioni, professionali e non, permettendo una digitalizzazione della popolazione per gestire le nuove modalità online. 

Molti allenatori, nei mesi precedenti, probabilmente auspicavano che questo stop forzato con i conseguenti questi “vincoli”, potesse convincere la FIGC a partorire qualche idea per venire incontro agli allenatori intenzionati ad iscriversi ai corsi. 

Con molto stupore ed entusiasmo da parte di tutti , agli inizi di Giugno la Federazione ha fatto uscire un bando d’iscrizione al Corso Uefa C regionale (Emilia Romagna), che dà la possibilità di allenare tutte le squadre del settore giovanile. 

Le importanti novità principali per questo bando sono essenzialmente due: svolgimento online e possibilità di accesso semplicemente con una graduatoria in base alla cronologia delle iscrizioni. 

Questo passaggio, assolutamente rivoluzionario rispetto ai precedenti anni, permetterà  quindi a tanti allenatori di accedere al loro “sogno”, inseguito per tanti anni dopo essersi visti scavalcati da tante persone con punteggi calcistici superiori.

Un’ulteriore importante novità, da comunicato ufficiale, è quella di garantire il diritto agli esclusi di poter entrare in graduatoria nei prossimi corsi.  

La settimana scorsa sono arrivate le mail nelle caselle personali ai fortunati che sono rientrati nella graduatoria in mezzo a più di 700 domande.  I corsisti impegnati sono 120, divisi in due gruppi; le lezioni partiranno oggi, 22/6/2020, tramite la piattaforma Cisco Web Meetings. 

Qualcuno è rimasto amareggiato per non aver ricevuto avvisi, soprattutto nessuna indicazione sulla certezza di entrare nei prossimi corsi, e dalla assenza di una graduatoria pubblica per conoscere la cronologia delle domande.

Tra poche ore mii butto con incontenibile entusiasmo  a vivere questa bellissima sorpresa, nonchè ghiotta occasione. Vi terrò aggiornati con le mie impressioni ed emozioni!

A presto!

20.000 motivi

Guardando le statistiche di accesso al sito de Il Misterone ieri appariva chiaro come dal 17 maggio al 13 giugno il sito fosse stato visitato da più di 20.000 persone. 

Questa occasione ci sembra opportuna per tentare un approccio più diretto con tutti quanti voi e per potervi a nostro modo ringraziare, personalmente, uno ad uno.

Grazie, grazie, grazie.

Con la vitalità che ci dimostrate quotidianamente leggendo e condividendo le pagine virtuali di questo blog avete contribuito ad alimentare la nostra volontà propositiva e la vostra costanza ci sorprende e ci riempie di una gioia ogni giorno che passa.

E’ per questo che ieri quando ho visto le statistiche e realizzato che è la prima volta da quando è stato aperto il sito che raggiungiamo questo obiettivo mi sono ritrovato come un bambino a mandare messaggi a chi ha partecipato in questi due anni alla realizzazione e alla crescita del sito per farlo partecipe di questo traguardo.

Il Misterone è un piccolo servizio gratis per una condivisione sana tra mister e addetti ai lavori nel mondo del calcio giovanile, senza arroganza e verità assolute ma con la passione e lo stimolo di chi sul campo ci sta tutti i giorni e ha voglia di condividere le proprie esperienze cercando di trovare sempre occasioni per crescere.

E’ per questo che mentre scorrevo la rubrica del telefono i miei messaggi da condivisione e  ringraziamento si sono trasformati in nuove richieste di contributo. MI sono infatti venuti in mente tante persone che hanno molto da dire sul calcio giovanile e sul ruolo del mister e pian piano i messaggi sono diventati occasioni per sviluppare nuovi argomenti, nuove sfide, nuovi aneddoti, nuove interviste.

Ed è per questo che chiedo a voi di partecipare allo sviluppo futuro di questo sito per renderlo sempre più efficace e funzionale. Se avete voglia e tempo provate a scrivere nei commenti oppure in privato alla redazione (paolo@ilmisterone.com) le vostre idee, gli argomenti che dovremmo sviluppare o le vostre disponibilità a partecipare a questo progetto.

Gli ambiti di intervento sono tanti.

Potreste far compagnia a Remo e alle sue Storie Maledette di calciatori del passato che vi hanno colpito oppure a Michele inviando aneddoti e curiosità sul calcio femminile oppure a Serafino e a Davide per far conoscere sempre più uno stupendo sport come il calcio a 5 oppure a Gino sviluppando il calcio dal punto di vista del portiere oppure a Seba rispetto all’aspetto atletico oppure insieme ad Andrea per evidenziare gli aspetti psicologici ed educativi dell’essere mister…. 

…questi sono solo alcuni degli aspetti su cui ognuno di noi può approfondire e crescere e sul nostro territorio siete tanti che hanno esperienze importanti da condividere…proviamo ad unire le forze!

Senza impegno…potete semplicemente farci conoscere la vostra storia, inviandoci il vostro modo di essere mister oppure di sviluppare esercizi mirati alla crescita dei ragazzi con brevi descrizioni o semplici schizzi su un foglio come quando si prepara l’allenamento (come spesso faccio io).

Il periodo che stiamo vivendo con tutte le difficoltà che si trascina dietro e le poche certezze per il futuro ci impone di chiarire anche la direzione, la linea da tenere, il piano da condividere insieme per poter definire meglio il nostro progetto formativo

Senza un piano raggiungere l’obiettivo resta un desiderio” come c’è scritto nell’immagine iniziale. 

Ecco quindi allora alcuni aspetti su cui abbiamo ragionato e che riteniamo appartenere alla quotidianità di ogni mister e che vorremmo sviluppare in maniera più assidua:

Capire le aspettative delle società e il vero motivo per cui si decide di allenare

Definire gli obiettivi per annata. Oltre alle specifiche Figc per categoria, “osservare” e vedere la squadra che ci troviamo ad allenare e definire gli obiettivi generali. 

Stabilire le linee temporali per pianificare macrofasi di lavoro e obiettivi precisi per il nuovo anno valutando limiti e pregi dell’ambiente in cui allenarsi

Avere una cassetta degli “attrezzi” con tanti esercizi per ogni obiettivo

Ragionare sulle schede dei ragazzi sapendo cosa si vuole ottenere da ognuno per una valutazione che evidenzi il percorso fatto partendo dal valore iniziale di ogni ragazzo.

Saper gestire i feedback che ci tornano dalle persone e dall’ambiente che ci circonda (genitori compresi).

Sapere come una società valuta un mister sia rispetto agli obiettivi tecnico/tattici che sul aspetto relazionale ed’organizzativo.

Dare valore alle esperienze passate e allo stesso tempo sottolineare le innovazioni

Ovviamente ci sono tanti “buchi” da colmare ma come indicazioni per l’anno nuovo ci sembrava appropriato concentrarci su questi temi. Cosa ne pensate?

Grazie ancora per i 20.000 motivi per continuare con entusiasmo e costanza questo percorso!

Fudela – Il calcio che crea la società

Oggi vi voglio parlare di Fudela una Fondazione che lavora in Ecuador per creare sviluppo sociale attraverso lo sport. Tuttimondi, l’associazione di cui faccio parte, si occupa di molti di questi temi e mi piacerebbe porre ai lettori alcune domande sul ruolo che dello sport e quindi del calcio all’interno di una società.

Historias InspiradorasCon el apoyo de ACNUR, la Agencia de la ONU para los RefugiadosYussef Abdallah14 años – VenezolanoEn todo lo que he vivido el camino se ha encargado de llenarme de fortaleza. Todo inició a mis 9 años cuando perdí a mi padre y mi hermano en un accidente de tránsito; desde ese instante todo se tornó difícil, triste y duro para continuar con ánimo y con felicidad. Somos 6 hermanos, solo varones, cada uno llevó está pérdida de una manera diferente. Por distintos motivos decidimos venir a Ecuador hace 1 año, junto con mi madre, ella es la fuerza de cada uno de nosotros ya que siempre nos inculca el perseguir nuestros sueños, levantar la cabeza e ir por lo que deseamos. Uno de esos sueños es el jugar fútbol, gracias a su apoyo y al que FUDELA me brinda cada día con sus valores, liderazgo soy más seguro de mí mismo, por ello estoy aquí aprendiendo y disfrutando con el fútbol uno de los sueños que tengo.

Pubblicato da Fudela su Venerdì 31 gennaio 2020
Yussef Abdallah
14 años – Venezolano
Il calcio può essere un punto di riferimento per gli orfani o semplicemente per ragazzi che si stanno perdendo?

Yussef Abdallah è un bambino rifugiato del Venezuela, arrivato in Ecuador grazie alla UNHCR.

Racconta: “In mezzo a tutto quello che ho vissuto, la strada percorsa è riuscita a darmi forza. Tutto è iniziato a 9 anni quando ho perso mio padre e mio fratello in un incidente d’auto, da quell’istante tutto è diventato difficile, triste e duro. Per continuare serviva coraggio e un briciolo di felicità che avevo perso.
In famiglia siamo 6 fratelli, solo maschi, ognuno reagito a questa perdita in modo diverso. Per diversi motivi abbiamo deciso di arrivare in Ecuador 1 anno fa, insieme a mia madre. Lei è la forza dentro ognuno di noi, visto che ci incoraggia sempre a inseguire i nostri sogni, alzare la testa e andare verso quello che desideriamo. Uno dei miei sogni è giocare a calcio. Ringrazio per il sostegno Fudela, per ciò che mi offre ogni giorno con i suoi valori. Grazie alla leadership sono più sicuro di me stesso, per questo sono qui a imparare e mi diverto con il calcio che è una mia grande passione.”

Cosa può fare il calcio per bambini come lui?

Proyectos de Vida – Ecuador – Venezolanos en Movimiento

La OIM Ecuador, junto a Fudela, asistió en la capacitación de personas venezolanas en diversos oficios para tener más herramientas para insertarse laboralmente y perseguir sus sueños. ⬇️🎞️👇🎶| Con apoyo financiero U.S. Department of State: Bureau of Population, Refugees, and Migration| #VenezolanosEnMovimiento

Pubblicato da OIM América del Sur su Martedì 7 gennaio 2020
Il calcio come punto di aggregazione sociale.
Il calcio può essere luogo di aggregazione, formazione e divertimento?

IOM Ecuador, insieme a Fudela, ha contribuito alla formazione del popolo venezuelano in vari settori per avere più strumenti per inserirsi sul posto di lavoro e perseguire i propri sogni. Grazie anche al supporto finanziario del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti : Ufficio per la popolazione, i rifugiati e le migrazioni

Il calcio può essere il veicolo di aggregazione ed educazione?

CAMPEONES COMUNITARIOS, DEPORTE, INCLUSIÓN Y MOVILIDAD HUMANA EN CAFÉ TV

Compartimos el reportaje realizado por CAFÉ TV, sobre el programa de inclusión social y deportiva "Campeones Comunitarios", para niños en situación de movilidad humana. Míralo aquí.

Pubblicato da Fudela su Sabato 30 novembre 2019
Il calcio uno strumento formativo che deve essere accessibile a tutti
Il calcio deve essere accessibile a tutti?

La Fondazione Fudela grazie agli aiuti delle organizzazioni governative assicura sport gratuito a tutti i bambini, anche migranti, in difficoltà economica.

Perché in Italia hanno ridotto o annullato molti dei fondi alle associazioni sportive?

Il calcio può essere il mezzo per sensibilizzare la gente sui temi della parità di genere?

In molti contesti il calcio femminile vive ancora dello stigma e degli stereotipi sessisti. Ma dove questo viene praticato, diventa strumento di coesione e consapevolezza tra le donne. Questo giustifica la rapida diffusione di questo strumento sociale per discutere di parità di genere.

Vogliamo ancora ostacolare questo processo democratico?

Un balón transforma vidas y une paísesReconocemos el trabajo realizado por el equipo femenino del Club Deportivo Cuenca Oficial, haciendo del deporte un camino para aportar al desarrollo de niñas y mujeres.Confiamos y creemos en ustedes. ¡FUDELA #transformandovidas!

Pubblicato da Fudela su Domenica 27 ottobre 2019
Calcio femminile come veicolo per la sensibilizzazione verso la disparità di genere
Che ruolo può avere il calcio nell’incontro tra culture ed etnie?

Nella città di Esmeraldas, presso lo storico stadio Anderson, si è tenuto il primo torneo di allenamento nell’ambito del processo di certificazione metodologica tedesca del calcio di base con il supporto di EmbajadaAlemana e Streetfootballworld. Il sole pungente non è stato un impedimento per il buon esito della giornata. 21 squadre e oltre 200 bambini, ragazze e adolescenti in condizioni di mobilità regolare e disabilità hanno vissuto un’esperienza indimenticabile piena di valori, integrazione e gioia, che si potevano vedere sui volti di genitori, bambini, allenatori.

Il calcio può essere veicolo di integrazione?

TATTICA DIFENSIVA DEL PORTIERE SU ATTACCO LUNGO DIRETTO

Ciao a tutti e ben ritrovati….Spero stiate tutti bene…e che la voglia di tornare in campo sia alta come la mia…

Oggi vi vorrei proporre l’esercitazione che ho portato all’esame da “ Allenatore dei portieri di prima squadra” al Centro Tecnico di Coverciano che si riallaccia al discorso dell’allenamento integrato di cui ho scritto nell’ultimo pezzo……Approfitto per ringraziare tutti per un riscontro altissimo…

Prima di cominciare a presentare la progressione credo si d’obbligo chiarire due punti presenti nel titolo che aiuteranno meglio a comprendere l’obiettivo dell’esercitazione:

  1. Perchè TATTICA e non TECNICA difensiva del portiere

Perché nell’esercitazione che porterò il mio obiettivo è quello di correggere le errate posizioni tattiche del portiere e non l’esecuzione del gesto tecnico; questo non vuol dire assolutamente tralasciare la correzione del gesto, che interverrà sempre nello sviluppo dell’esercitazione, ma la mia attenzione sarà più focalizzata sulla correzione della tattica individuale del mio portiere.

  1. ATTACCO LUNGO DIRETTO

Anche qui l’esercitazione riguarda prettamente la difesa di una azione di attacco ben precisa che può essere riassunto in maniera più chiara come una lancio a scavalcare la linea difensiva oppure una palla filtrante a mezza altezza o rasoterra.

 

Veniamo ora all’esercitazione  

Nel primo esercizio il Mister farà condurre ad un portiere, nella zona di centro campo, la palla in maniera da far muovere nelle corrette posizioni il portiere che difende spazio e porta con l’allenatore in posizione adatta per dare indicazioni al difendente ( Potete notare che si richiede una ampiezza data dalla linea immaginaria di intersezione tra il pallone e il centro porta  e su cui il portiere si deve adeguare nei termini della profondità ) .

Come riferimento se il pallone è sulla linea di centrocampo il portiere sta sulla linea del dischetto del rigore.

Appurate le posizioni corrette dal giocatore di movimento partiranno dei lanci su cui i portiere dovrà intervenire.

Nella seconda esercitazione il discorso di fondo non cambia ma servono altri tre portieri insieme al Mister schierati a centrocampo che si passano la palla e a turno faranno un lancio verso la porta.

Qui la difficoltà è data dalla velocità di spostamento del pallone che determina lo spostamento del portiere, dalla posizione in profondità sulla retta pallone/cento porta e dalla richiesta di essere fermo sullo stop dell’avversario sempre in antero-posteriore.

Una volta assodati questi principi l’idea sarebbe quella di far intervenire difensori e centrocampisti per dare vita ad una situazione reale sia per velocità di passaggio che per ostacoli visivi.

Qui si aggiunge al portiere la richiesta di indirizzare gli spostamenti della linea difensiva rispetto ai passaggi dei centrocampisti e quindi di comandare la difesa, anche qui i centrocampisti a turno eseguiranno un lancio a scavalcare la linea o a tagliare fuori la linea .

Qui dovrebbe entrare in gioco anche il Mister della squadra per richiedere movimenti ben precisi sia al centrocampo che alla difesa.

Per ultimo si inseriscono le punte e si gioca realmente un 6 contro 5 in cui il 5 è formato da 4 difensori più il portiere, in questo caso le modalità di esecuzione possono variare, si può iniziare da un rilancio del portiere in cui si fa salire la linea, si può pensare di partire dal basso con portieri e difensori.

L’unico vincolo sarà quello di dire ai centrocampisti di servire velocemente le punte con azioni dirette verso la porta.

Credo che sia una progressione utile per riuscire anche a lavorare con le squadra e dare certezze sia al portiere ma anche alla linea difensiva.

Spero che l’allenamento vi sia piaciuto e come al solito se avete domande o commenti sia positivi che negativi non esitate a scrivere……

Alla prossima !!!