Lavoro sulle posizioni

Ciao a tutti…oggi ero molto indeciso su cosa scrivere…ma riguardando un po i goal di ieri della Serie A mi è venuto in mente di ribadire il concetto di lavoro sulle posizioni.

Ho sentito commenti anche di addetti ai lavori, non ex portieri ne allenatori di portieri, che lasciano proprio il tempo che trovano ma che soprattutto non capiscono, forse giustamente dico io, come si è evoluto il ruolo e la complessità che ne è alla base.  Troppe volte si da ancora colpa al portiere mentre non ne ha e non gliela si da mentre invece ne avrebbe. Questi concetti errati vengono trasmessi, purtroppo, ai ragazzi che poi, se sei fortunato ti chiedono se  il portiere a cui si ispirano o no ha commesso l’errore e ascoltano la tua riflessione, altrimenti prendono per oro quello che gli Addetti ai Lavori dicono non riuscendo, date le competenze e l’esperienza, a fare una disamina corretta dell’evento preso in considerazione.

Ieri mi sono soffermato sugli highlights di Napoli  – Roma finita 2-1 per i partenopei e riguardandoli ho notato che, a mio parere, Pau Lopez, che è stato autore di una buonissima partita, non era correttamente piazzato in entrambi i goal. Poi se vai a vedere i voti si è preso dei 7 e dei 7,5 . Se il mio portiere è “colpevole” su due goal, nonostante abbia fatto una buonissima gara, potrò dargli la sufficienza ma non potrò, sicuramente, dargli un voto altissimo.

Ho preso per esempio questa partita perché la Roma, a mio modesto parere, ha uno degli allenatori dei portieri più bravi in circolazione Marco Savorani ( Ricordiamo che Allison Becker ha fatto un anno in panchina allenato da lui e poi ha vinto la Champion e lo stesso Szczesny ora titolare inamovibile della Juventus ).

Nonostante questo Pau Lopez è incappato in due incertezze ( Se le fanno a quei livelli perché non concederle ai ragazzi in fase di formazione ?!? ndr ).

Se guardate il video di cui allego il link vi proverò a spiegare quello che penso facendo bene attenzione a non dimenticare che non abbiamo parlato al portiere e non sappiamo COSA lui ha visto e percepito, che durante un analisi video dovrebbe essere sempre la domanda cardine da fare al giocatore :

Minuto 1:54 circa : Il Napoli scende sulla sx e mette un cross a giro dietro la linea dei difensori, Calljeon viene perso dai difensori attratti dal pallone ed al volo di interno piede insacca. A mio parere la posizione di Pau Lopez è troppo verso il primo pale, parliamo di 50 cm 1 mt massimo, si sta muovendo mentre parte il cross e si ritrova in una posizione che non gli permette di uscire( Anteroposteriore ma con il dx avanti anzichè il sx che gli limita la spinta dell’eventuale tuffo ) , a me da l’impressione che voglia provare ma perde il tempo per partire perchè gli appoggi non sono corretti; poi credo che il rientro a difesa della porta sia stato eseguito correttamente e, sinceramente, non mi interessa se prende goal sotto le gambe.

Minuto 3:06 circa : Insigne si impossessa della palla sulla sx e si porta verso il centro area facendo partire un tiro a giro che si insacca vicino al palo alla sx di Pau Lopez. Grande Goal….Beh facciamo bel goal….S notate la posizione di Pau Lopez mentre Insigne si sposta verso il centro area notate che è fermo e non segue lo spostamento dell’avversario lasciandogli aperta tutta la parte dx della porta ( Sx per il portiere); ma dirò di più se avesse fatto un passo laterale di circa 50 cm che il movimento di Insigne richiedeva io sono convinto l’avrebbe deviata. Nel proseguo dell’azione si vede che quasi la tocca nonostante, ripeto secondo il mio modo di vedere, non fosse posizionato correttamente.

Queste considerazioni perchè ? Perchè sono convinto che il posizionamento, specialmente nel settore giovanile, debba essere curato in maniera maniacale e ripetuto in maniera che i principi base siano capiti e immagazzinati poi ogni situazione è diversa dall’altra e ogni percezione del portiere durante l’azione gli permette o no di effettuare una parata….ma questo è il bello del calcio…

Oggi più che mai mi piacerebbe avere un confronto con tutti per capire cosa pensate di queste valutazioni e se siete d’accordo o no anche con il discorso riguardante le posizioni….

Vi aspetto !!!

Le implicazioni psicologiche del rientro post-lockdown: come gestirle?

Buongiorno a tutti!

Mi presento, sono Giambarresi Erika, psicologa dello sport, mi occupo di preparazione mentale degli atleti ma anche di formazione dei coach e genitori. Da oggi cercheremo di affrontare insieme diverse tematiche psicologiche che emergono nel mondo del calcio, nelle diverse situazioni e dinamiche che possiamo osservare dentro e fuori dal campo.

Il rientro post-lockdown vissuto fino a poche settimane fa ci ha costretto tutti a mettere in pausa le normali attività in tutti gli ambiti della nostra vita, tra cui quello sportivo, impattando sull’identità di atleta/coach. Ora ci viene chiesto di convivere con il virus, affrontando una minaccia, con tutte le precauzioni necessarie, ma allo stesso tempo tornare a fare ciò a cui eravamo abituati.

La domanda sorge spontanea: quali sono le implicazioni psicologiche di questa quarantena e come reagiranno gli atleti al rientro in campo? In che modo mister potranno gestire al meglio il rientro?

La profonda incertezza che sta caratterizzando questi ultimi mesi ha avuto un forte impatto sulla motivazione degli atleti: lo sport è per loro fonte di divertimento, spensieratezza, competizione, occasione di mettersi alla prova, sacrificio, è contatto, è squadra.. e tutto questo è venuto improvvisamente a mancare.

Tale incertezza ha avuto anche implicazioni a livello emotivo: comuni stati di preoccupazione, frustrazione ed ansia, ovvero quell’emozione che proviamo quando ci troviamo di fronte ad una minaccia reale o figurata che prepara il nostro corpo a reagire, aggravata dall’intolleranza dell’incertezza.

Il rientro in campo e gli allenamenti saranno molto diversi da come tutti ricordavamo: le nuove regole e le misure di sicurezza a cui coach e ragazzi dovranno attenersi può impattare molto sulla socializzazione, sul modo in cui il gruppo socializza, elemento molto presente in uno sport di squadra e di contatto come il calcio. Fondamentale in questo senso è tenere presente, in primis come mister, e ricordare ad atleti e famiglie che si tratta di una situazione temporanea!

Ogni ragazzo reagirà in modo diverso di fronte questa situazione, per tale ragione è necessario accogliere e comprendere le differenze individuali all’interno del gruppo, fornendo attenzioni maggiori a coloro che fanno più fatica (es. paura del contatto con i compagni, segnali d’ansia, paura, tristezza).

Dobbiamo essere consapevoli che questo rientro sarà come la ripartenza dopo un lungo e importante infortunio, dove non solo il fisico ne risente ma anche la mente non sarà pronta e reattiva come prima: qui gradualità è la parola d’ordine, si deve puntare sul divertimento, il piacere e il senso di competenza che deriva dallo svolgere un determinato gesto tecnico andando così ad alimentare la motivazione intrinseca.

Inoltre, si dovranno ristabilire gli obiettivi a breve e medio termine, in ciascun allenamento i ragazzi dovranno percepire lo scopo ultimo delle diverse attività che proporrete, dando loro la possibilità di porsi una meta da raggiungere (che non sia per forza la partita o il campionato).

Un ultimo elemento estremamente importante è la responsabilizzazione dei ragazzi, di tutte le età: possiamo condividere con loro una lista di regole, co-costruendone insieme alcune e facendo comprendere l’importanza di queste; il ruolo di “esempio significativo” del mister è molto rimarcato.

Educhiamoli anche rispetto a questa nuova situazione, diamo il giusto peso alle misure di sicurezza, non facendo passare il COVID-19 come elemento di gioco, scherzo o strumento per schernire i compagni.

Ricordiamoci che tutto questo ha colpito in primis molto anche voi mister, non possiamo, né dobbiamo negarlo ma accogliere tutte le emozioni che ci portiamo dietro da questa quarantena; per questo è importante che come gruppo di coach ne parliate e condividiate le vostre sensazioni al rientro, in modo da sostenervi l’un l’altro e riuscire a fare lo stesso con i vostri ragazzi.

Alla prossima!

CORSO UEFA C Online

Negli ultimi anni, uno dei dibattiti più accesi e ripetuti tra allenatori riguarda le modalità d’accesso ai corsi per il tanto ambito “patentino”.

I criteri per entrare nella graduatoria d’ammissione della FIGC, improntati su punteggi in base alla carriera da calciatori, possono essere analizzati secondo due punti di vista opposti.

Da un lato, aumentano o affinano la competenza di chi ha vissuto il calcio per tanti anni; dall’altro rischiano di tagliare le gambe a persone appassionate, vogliose di migliorare e “qualificare” ciò che fanno da anni, che (per vari motivi)non hanno una lunga a carriera da giocatori alle spalle. 

La drammatica situazione che ha colpito il nostro pianeta, ci ha obbligati a stravolgere completamente tanti ambiti delle nostre vite; uno dei pochissimi vantaggi che il  Covid ha portato, è stato quello di reinventare le comunicazioni, professionali e non, permettendo una digitalizzazione della popolazione per gestire le nuove modalità online. 

Molti allenatori, nei mesi precedenti, probabilmente auspicavano che questo stop forzato con i conseguenti questi “vincoli”, potesse convincere la FIGC a partorire qualche idea per venire incontro agli allenatori intenzionati ad iscriversi ai corsi. 

Con molto stupore ed entusiasmo da parte di tutti , agli inizi di Giugno la Federazione ha fatto uscire un bando d’iscrizione al Corso Uefa C regionale (Emilia Romagna), che dà la possibilità di allenare tutte le squadre del settore giovanile. 

Le importanti novità principali per questo bando sono essenzialmente due: svolgimento online e possibilità di accesso semplicemente con una graduatoria in base alla cronologia delle iscrizioni. 

Questo passaggio, assolutamente rivoluzionario rispetto ai precedenti anni, permetterà  quindi a tanti allenatori di accedere al loro “sogno”, inseguito per tanti anni dopo essersi visti scavalcati da tante persone con punteggi calcistici superiori.

Un’ulteriore importante novità, da comunicato ufficiale, è quella di garantire il diritto agli esclusi di poter entrare in graduatoria nei prossimi corsi.  

La settimana scorsa sono arrivate le mail nelle caselle personali ai fortunati che sono rientrati nella graduatoria in mezzo a più di 700 domande.  I corsisti impegnati sono 120, divisi in due gruppi; le lezioni partiranno oggi, 22/6/2020, tramite la piattaforma Cisco Web Meetings. 

Qualcuno è rimasto amareggiato per non aver ricevuto avvisi, soprattutto nessuna indicazione sulla certezza di entrare nei prossimi corsi, e dalla assenza di una graduatoria pubblica per conoscere la cronologia delle domande.

Tra poche ore mii butto con incontenibile entusiasmo  a vivere questa bellissima sorpresa, nonchè ghiotta occasione. Vi terrò aggiornati con le mie impressioni ed emozioni!

A presto!

20.000 motivi

Guardando le statistiche di accesso al sito de Il Misterone ieri appariva chiaro come dal 17 maggio al 13 giugno il sito fosse stato visitato da più di 20.000 persone. 

Questa occasione ci sembra opportuna per tentare un approccio più diretto con tutti quanti voi e per potervi a nostro modo ringraziare, personalmente, uno ad uno.

Grazie, grazie, grazie.

Con la vitalità che ci dimostrate quotidianamente leggendo e condividendo le pagine virtuali di questo blog avete contribuito ad alimentare la nostra volontà propositiva e la vostra costanza ci sorprende e ci riempie di una gioia ogni giorno che passa.

E’ per questo che ieri quando ho visto le statistiche e realizzato che è la prima volta da quando è stato aperto il sito che raggiungiamo questo obiettivo mi sono ritrovato come un bambino a mandare messaggi a chi ha partecipato in questi due anni alla realizzazione e alla crescita del sito per farlo partecipe di questo traguardo.

Il Misterone è un piccolo servizio gratis per una condivisione sana tra mister e addetti ai lavori nel mondo del calcio giovanile, senza arroganza e verità assolute ma con la passione e lo stimolo di chi sul campo ci sta tutti i giorni e ha voglia di condividere le proprie esperienze cercando di trovare sempre occasioni per crescere.

E’ per questo che mentre scorrevo la rubrica del telefono i miei messaggi da condivisione e  ringraziamento si sono trasformati in nuove richieste di contributo. MI sono infatti venuti in mente tante persone che hanno molto da dire sul calcio giovanile e sul ruolo del mister e pian piano i messaggi sono diventati occasioni per sviluppare nuovi argomenti, nuove sfide, nuovi aneddoti, nuove interviste.

Ed è per questo che chiedo a voi di partecipare allo sviluppo futuro di questo sito per renderlo sempre più efficace e funzionale. Se avete voglia e tempo provate a scrivere nei commenti oppure in privato alla redazione (paolo@ilmisterone.com) le vostre idee, gli argomenti che dovremmo sviluppare o le vostre disponibilità a partecipare a questo progetto.

Gli ambiti di intervento sono tanti.

Potreste far compagnia a Remo e alle sue Storie Maledette di calciatori del passato che vi hanno colpito oppure a Michele inviando aneddoti e curiosità sul calcio femminile oppure a Serafino e a Davide per far conoscere sempre più uno stupendo sport come il calcio a 5 oppure a Gino sviluppando il calcio dal punto di vista del portiere oppure a Seba rispetto all’aspetto atletico oppure insieme ad Andrea per evidenziare gli aspetti psicologici ed educativi dell’essere mister…. 

…questi sono solo alcuni degli aspetti su cui ognuno di noi può approfondire e crescere e sul nostro territorio siete tanti che hanno esperienze importanti da condividere…proviamo ad unire le forze!

Senza impegno…potete semplicemente farci conoscere la vostra storia, inviandoci il vostro modo di essere mister oppure di sviluppare esercizi mirati alla crescita dei ragazzi con brevi descrizioni o semplici schizzi su un foglio come quando si prepara l’allenamento (come spesso faccio io).

Il periodo che stiamo vivendo con tutte le difficoltà che si trascina dietro e le poche certezze per il futuro ci impone di chiarire anche la direzione, la linea da tenere, il piano da condividere insieme per poter definire meglio il nostro progetto formativo

Senza un piano raggiungere l’obiettivo resta un desiderio” come c’è scritto nell’immagine iniziale. 

Ecco quindi allora alcuni aspetti su cui abbiamo ragionato e che riteniamo appartenere alla quotidianità di ogni mister e che vorremmo sviluppare in maniera più assidua:

Capire le aspettative delle società e il vero motivo per cui si decide di allenare

Definire gli obiettivi per annata. Oltre alle specifiche Figc per categoria, “osservare” e vedere la squadra che ci troviamo ad allenare e definire gli obiettivi generali. 

Stabilire le linee temporali per pianificare macrofasi di lavoro e obiettivi precisi per il nuovo anno valutando limiti e pregi dell’ambiente in cui allenarsi

Avere una cassetta degli “attrezzi” con tanti esercizi per ogni obiettivo

Ragionare sulle schede dei ragazzi sapendo cosa si vuole ottenere da ognuno per una valutazione che evidenzi il percorso fatto partendo dal valore iniziale di ogni ragazzo.

Saper gestire i feedback che ci tornano dalle persone e dall’ambiente che ci circonda (genitori compresi).

Sapere come una società valuta un mister sia rispetto agli obiettivi tecnico/tattici che sul aspetto relazionale ed’organizzativo.

Dare valore alle esperienze passate e allo stesso tempo sottolineare le innovazioni

Ovviamente ci sono tanti “buchi” da colmare ma come indicazioni per l’anno nuovo ci sembrava appropriato concentrarci su questi temi. Cosa ne pensate?

Grazie ancora per i 20.000 motivi per continuare con entusiasmo e costanza questo percorso!

Fudela – Il calcio che crea la società

Oggi vi voglio parlare di Fudela una Fondazione che lavora in Ecuador per creare sviluppo sociale attraverso lo sport. Tuttimondi, l’associazione di cui faccio parte, si occupa di molti di questi temi e mi piacerebbe porre ai lettori alcune domande sul ruolo che dello sport e quindi del calcio all’interno di una società.

Historias InspiradorasCon el apoyo de ACNUR, la Agencia de la ONU para los RefugiadosYussef Abdallah14 años – VenezolanoEn todo lo que he vivido el camino se ha encargado de llenarme de fortaleza. Todo inició a mis 9 años cuando perdí a mi padre y mi hermano en un accidente de tránsito; desde ese instante todo se tornó difícil, triste y duro para continuar con ánimo y con felicidad. Somos 6 hermanos, solo varones, cada uno llevó está pérdida de una manera diferente. Por distintos motivos decidimos venir a Ecuador hace 1 año, junto con mi madre, ella es la fuerza de cada uno de nosotros ya que siempre nos inculca el perseguir nuestros sueños, levantar la cabeza e ir por lo que deseamos. Uno de esos sueños es el jugar fútbol, gracias a su apoyo y al que FUDELA me brinda cada día con sus valores, liderazgo soy más seguro de mí mismo, por ello estoy aquí aprendiendo y disfrutando con el fútbol uno de los sueños que tengo.

Pubblicato da Fudela su Venerdì 31 gennaio 2020
Yussef Abdallah
14 años – Venezolano
Il calcio può essere un punto di riferimento per gli orfani o semplicemente per ragazzi che si stanno perdendo?

Yussef Abdallah è un bambino rifugiato del Venezuela, arrivato in Ecuador grazie alla UNHCR.

Racconta: “In mezzo a tutto quello che ho vissuto, la strada percorsa è riuscita a darmi forza. Tutto è iniziato a 9 anni quando ho perso mio padre e mio fratello in un incidente d’auto, da quell’istante tutto è diventato difficile, triste e duro. Per continuare serviva coraggio e un briciolo di felicità che avevo perso.
In famiglia siamo 6 fratelli, solo maschi, ognuno reagito a questa perdita in modo diverso. Per diversi motivi abbiamo deciso di arrivare in Ecuador 1 anno fa, insieme a mia madre. Lei è la forza dentro ognuno di noi, visto che ci incoraggia sempre a inseguire i nostri sogni, alzare la testa e andare verso quello che desideriamo. Uno dei miei sogni è giocare a calcio. Ringrazio per il sostegno Fudela, per ciò che mi offre ogni giorno con i suoi valori. Grazie alla leadership sono più sicuro di me stesso, per questo sono qui a imparare e mi diverto con il calcio che è una mia grande passione.”

Cosa può fare il calcio per bambini come lui?

Proyectos de Vida – Ecuador – Venezolanos en Movimiento

La OIM Ecuador, junto a Fudela, asistió en la capacitación de personas venezolanas en diversos oficios para tener más herramientas para insertarse laboralmente y perseguir sus sueños. ⬇️🎞️👇🎶| Con apoyo financiero U.S. Department of State: Bureau of Population, Refugees, and Migration| #VenezolanosEnMovimiento

Pubblicato da OIM América del Sur su Martedì 7 gennaio 2020
Il calcio come punto di aggregazione sociale.
Il calcio può essere luogo di aggregazione, formazione e divertimento?

IOM Ecuador, insieme a Fudela, ha contribuito alla formazione del popolo venezuelano in vari settori per avere più strumenti per inserirsi sul posto di lavoro e perseguire i propri sogni. Grazie anche al supporto finanziario del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti : Ufficio per la popolazione, i rifugiati e le migrazioni

Il calcio può essere il veicolo di aggregazione ed educazione?

CAMPEONES COMUNITARIOS, DEPORTE, INCLUSIÓN Y MOVILIDAD HUMANA EN CAFÉ TV

Compartimos el reportaje realizado por CAFÉ TV, sobre el programa de inclusión social y deportiva "Campeones Comunitarios", para niños en situación de movilidad humana. Míralo aquí.

Pubblicato da Fudela su Sabato 30 novembre 2019
Il calcio uno strumento formativo che deve essere accessibile a tutti
Il calcio deve essere accessibile a tutti?

La Fondazione Fudela grazie agli aiuti delle organizzazioni governative assicura sport gratuito a tutti i bambini, anche migranti, in difficoltà economica.

Perché in Italia hanno ridotto o annullato molti dei fondi alle associazioni sportive?

Il calcio può essere il mezzo per sensibilizzare la gente sui temi della parità di genere?

In molti contesti il calcio femminile vive ancora dello stigma e degli stereotipi sessisti. Ma dove questo viene praticato, diventa strumento di coesione e consapevolezza tra le donne. Questo giustifica la rapida diffusione di questo strumento sociale per discutere di parità di genere.

Vogliamo ancora ostacolare questo processo democratico?

Un balón transforma vidas y une paísesReconocemos el trabajo realizado por el equipo femenino del Club Deportivo Cuenca Oficial, haciendo del deporte un camino para aportar al desarrollo de niñas y mujeres.Confiamos y creemos en ustedes. ¡FUDELA #transformandovidas!

Pubblicato da Fudela su Domenica 27 ottobre 2019
Calcio femminile come veicolo per la sensibilizzazione verso la disparità di genere
Che ruolo può avere il calcio nell’incontro tra culture ed etnie?

Nella città di Esmeraldas, presso lo storico stadio Anderson, si è tenuto il primo torneo di allenamento nell’ambito del processo di certificazione metodologica tedesca del calcio di base con il supporto di EmbajadaAlemana e Streetfootballworld. Il sole pungente non è stato un impedimento per il buon esito della giornata. 21 squadre e oltre 200 bambini, ragazze e adolescenti in condizioni di mobilità regolare e disabilità hanno vissuto un’esperienza indimenticabile piena di valori, integrazione e gioia, che si potevano vedere sui volti di genitori, bambini, allenatori.

Il calcio può essere veicolo di integrazione?

TATTICA DIFENSIVA DEL PORTIERE SU ATTACCO LUNGO DIRETTO

Ciao a tutti e ben ritrovati….Spero stiate tutti bene…e che la voglia di tornare in campo sia alta come la mia…

Oggi vi vorrei proporre l’esercitazione che ho portato all’esame da “ Allenatore dei portieri di prima squadra” al Centro Tecnico di Coverciano che si riallaccia al discorso dell’allenamento integrato di cui ho scritto nell’ultimo pezzo……Approfitto per ringraziare tutti per un riscontro altissimo…

Prima di cominciare a presentare la progressione credo si d’obbligo chiarire due punti presenti nel titolo che aiuteranno meglio a comprendere l’obiettivo dell’esercitazione:

  1. Perchè TATTICA e non TECNICA difensiva del portiere

Perché nell’esercitazione che porterò il mio obiettivo è quello di correggere le errate posizioni tattiche del portiere e non l’esecuzione del gesto tecnico; questo non vuol dire assolutamente tralasciare la correzione del gesto, che interverrà sempre nello sviluppo dell’esercitazione, ma la mia attenzione sarà più focalizzata sulla correzione della tattica individuale del mio portiere.

  1. ATTACCO LUNGO DIRETTO

Anche qui l’esercitazione riguarda prettamente la difesa di una azione di attacco ben precisa che può essere riassunto in maniera più chiara come una lancio a scavalcare la linea difensiva oppure una palla filtrante a mezza altezza o rasoterra.

 

Veniamo ora all’esercitazione  

Nel primo esercizio il Mister farà condurre ad un portiere, nella zona di centro campo, la palla in maniera da far muovere nelle corrette posizioni il portiere che difende spazio e porta con l’allenatore in posizione adatta per dare indicazioni al difendente ( Potete notare che si richiede una ampiezza data dalla linea immaginaria di intersezione tra il pallone e il centro porta  e su cui il portiere si deve adeguare nei termini della profondità ) .

Come riferimento se il pallone è sulla linea di centrocampo il portiere sta sulla linea del dischetto del rigore.

Appurate le posizioni corrette dal giocatore di movimento partiranno dei lanci su cui i portiere dovrà intervenire.

Nella seconda esercitazione il discorso di fondo non cambia ma servono altri tre portieri insieme al Mister schierati a centrocampo che si passano la palla e a turno faranno un lancio verso la porta.

Qui la difficoltà è data dalla velocità di spostamento del pallone che determina lo spostamento del portiere, dalla posizione in profondità sulla retta pallone/cento porta e dalla richiesta di essere fermo sullo stop dell’avversario sempre in antero-posteriore.

Una volta assodati questi principi l’idea sarebbe quella di far intervenire difensori e centrocampisti per dare vita ad una situazione reale sia per velocità di passaggio che per ostacoli visivi.

Qui si aggiunge al portiere la richiesta di indirizzare gli spostamenti della linea difensiva rispetto ai passaggi dei centrocampisti e quindi di comandare la difesa, anche qui i centrocampisti a turno eseguiranno un lancio a scavalcare la linea o a tagliare fuori la linea .

Qui dovrebbe entrare in gioco anche il Mister della squadra per richiedere movimenti ben precisi sia al centrocampo che alla difesa.

Per ultimo si inseriscono le punte e si gioca realmente un 6 contro 5 in cui il 5 è formato da 4 difensori più il portiere, in questo caso le modalità di esecuzione possono variare, si può iniziare da un rilancio del portiere in cui si fa salire la linea, si può pensare di partire dal basso con portieri e difensori.

L’unico vincolo sarà quello di dire ai centrocampisti di servire velocemente le punte con azioni dirette verso la porta.

Credo che sia una progressione utile per riuscire anche a lavorare con le squadra e dare certezze sia al portiere ma anche alla linea difensiva.

Spero che l’allenamento vi sia piaciuto e come al solito se avete domande o commenti sia positivi che negativi non esitate a scrivere……

Alla prossima !!!

THE ENGLISH GAME: il calcio ai tempi della quarantena

La straordinaria drammaticità del periodo che stiamo vivendo e che ci tiene tutti, o comunque con poche eccezioni, rinchiusi in casa ci ha portati ad un problema a cui la società moderna in questi anni non ci aveva abituato: avere così tanto tempo libero da non saper come riempirlo per sfuggire alla noia. Questa è musica per le orecchie delle piattaforme di streaming come Netflix, il cui co-founder e CEO Reed Hastings nel 2017 a precisa domanda su quali fossero i competitor della piattaforma, se la televisione, il cinema o Amazon rispose: “Assolutamente niente di tutto questo! L’intrattenimento domestico non è un gioco a somma zero, oggi il nostro più grande avversario è il poco tempo libero che questa società concede alle persone e il sonno, perché dobbiamo convincerle a passare il loro tempo sulla nostra piattaforma rinunciando a delle preziose ore di riposo”.

Bene, come dicevo, la straordinarietà di questo periodo storico implica l’annullamento del problema del tempo libero e spinge spesso la gente a lanciarsi a capofitto sulle serie tv, un tipo di intrattenimento continuo ed affascinante che, visto il suo perdurare su svariate ore, a differenza dei singoli film, risulta perfetto per la vita da quarantena, sottoforma di binge-watching.

Questa disponibilità si fonde con una grande mancanza che il Coronavirus ci sta facendo sentire: il calcio. Noi appassionati ci sentiamo persi senza vedere, dal vivo o in tv, il nostro amato pallone rotolare su un prato ogni weekend o senza la possibilità di nutrirci di notizie di campo durante la settimana. Netflix sembra dunque aver intercettato alla perfezione questo bisogno manifestatosi in una larga fetta del suo pubblico e il 20 marzo ha lanciato sulla piattaforma la serie The English Game.

Diretta da Julian Fellowes, per i più esperti in materia il creatore della premiatissima Downton Abbey, The English Game si presenta come un serie di tipo storico-narrativo che va a raccontare in modo cinematografico gli albori del nostro amato sport.

Ambientata sul finire dell’800, in Inghilterra, le regole del calcio sono state scritte verso la metà del secolo dai rappresentanti di diversi prestigiosi college britannici ed esso viene ritenuto un gioco altolocato e praticato per la maggior parte esclusivamente dai giovani nobili, che si ritengono i padri naturali di quello sport e ne custodiscono gelosamente la proprietà e le regole. Hanno infatti già formato la FA (l’attuale Football Association) che ogni anno organizza il torneo nazionale che mette in palio l’ambitissima FA Cup.

La competizione è molto famosa e, nonostante nel tempo vi inizino a partecipare anche squadre provenienti dalla più umile working class inglese, viene sempre vinto dalle squadre universitarie dei nobili, che hanno a disposizione strutture e tempo libero per allenarsi (gli operai per tirare a campare passavano tutta la giornata in fabbrica), ma soprattutto non hanno problemi di “fame”.

La storia inizia a cambiare però nel 1879, quando alla stazione ferroviaria della piccola Darwen scendono da un treno arrivato dalla Scozia Jimmy Love e soprattutto Fergus Suter, il nostro protagonista.

Questi sono stati chiamati da James Walsh, il padrone della fabbrica di cotone della città che con passione supporta economicamente l’unica squadra di Darwen, composta essa stessa dagli operai della sua fabbrica. Il sogno di Walsh, nato povero e che si è creato le sue fortune attraverso il duro lavoro, è quello di vincere la FA Cup e di rendere il calcio uno sport “per tutti”, non un giocattolo per far divertire i ricchi dal sangue blu.

Per fare questo ha quindi convinto i talenti scozzesi Suter e Love, anch’essi membri della working class del tempo, a trasferirsi a Darwen, lavorare nel suo cotonificio e giocare per la sua squadra sotto compenso economico.

 

C’è solo un problema in questo avvenimento, al tempo essere pagati per giocare a calcio era vietatissimo.  Il consiglio della FA infatti, formato totalmente da giocatori nobili delle squadre partecipanti, è molto fiero del dilettantismo dello sport che hanno creato anni prima, perché spinge i partecipanti a giocare esclusivamente per passione e per amore del gioco, senza che si metta di traverso come motivazione il vile denaro. I nobili, dalla loro condizione, non vedono però la differenza che porta questo snodo, perché loro non avendo difficoltà economiche riescono a giocare ed allenarsi senza problemi e preoccupazioni, mentre le classi sociali meno abbienti, che si scontrano quotidianamente contro le difficoltà della vita del tempo, spesso non possono permettersi di “perdere tempo” in un gioco se questo non può portare il pane alle loro famiglie.

Fergus Suter diventa presto il leader tecnico e carismatico della squadra di Darwen, instaurando subito un’accesa rivalità con l’Old Etonian, squadra della vicina università i cui membri son gran parte del consiglio della Football Association, e in particolar modo con il loro capitano Arthur Kinnaird. Lo scontro inizialmente è totale, stili di vita e di pensiero completamente differenti cozzano uno contro l’altro e rappresentano al meglio le lotte di classe della Gran Bretagna di fine ‘800, che fanno da cornice al racconto.

Da qui in avanti entrerà in scena tutto il resto: The English Game è una serie, storicamente accurata, di come il pallone diventò uno strumento fondamentale per iniziare ad accorciare le distanze sociali tra le lontanissime classi inglesi del tempo. Il calcio riuscì infatti a far dialogare i nobili di sangue blu con gli operai della working class, contribuendo a creare i presupposti per la società moderna che oggi conosciamo.

Rimanendo più sul tema strettamente calcistico in questa serie si può scoprire di più sul tema del professionismo in questo sport, siccome Suter e Love possono essere considerati i primi calciatori professionisti della storia, su quello delle bandiere che per la prima volta iniziano a cambiare fazione, della nascita di veri e propri tifosi delle squadre dei territori a cui appartengono geograficamente, e delle prime visioni del calcio non più come un semplice gioco ma come un vero e proprio business da sviluppare, anche a livello internazionale.

The English Game più che una serie vera e propria viene considerata una miniserie, perché è composta da sei episodi della durata tra i 43 e i 55 minuti che raccontano una storia che in essi inizia e si conclude. Netflix però sulla piattaforma l’ha presentata come “Stagione 1”, aprendo alla possibilità che potrebbe continuare. Ora come ora il gigante dello streaming non si è ancora sbilanciato in merito al futuro di The English Game, probabilmente vorrà prendere una decisione avendo prima sottomano i dati totali di quanti abbonati hanno deciso di guardarla, se i numeri saranno soddisfacenti probabilmente The English Game 2 ci sarà.

Inoltre, se in periodo di quarantena un obiettivo è quello di migliorare in qualche modo la lingua inglese, la serie è piuttosto semplice da seguire anche in lingua originale, con un lessico chiaro, pulito e tipicamente britannico.

Tirando le conclusioni, se da casa in questi giorni si vuole continuare a masticare calcio e vedere rotolare un pallone The English Game risulta un ottimo compromesso e probabilmente terminati i sei episodi si avrà già nostalgia del carisma e delle giocate di Fergus Suter. Buon calcio a tutti!

LA COMUNICAZIONE

Buongiorno a tutti, almeno spero lo sia nonostante la brutta situazione in cui ci ci trova. Parlando di comunicazione credo sia doveroso, prima di tutto, fare una augurio a tutti che le cose vadano bene e ringraziare di cuore tutto il personale sanitario d’Italia che è in prima linea in questa emergenza.

La comunicazione è un tema particolare e molto spesso trascurato ma di fondamentale importanza per un portiere tanto che nella mia personale “classifica” è messa al secondo posto.

Oggi ne vorrei parlare in maniera abbastanza generica nel senso che vorrei porre qualche quesito e dare, secondo il mio parere, qualche risposta.

Cosa si intende per COMUNICAZIONE del Portiere ?

Per me è la capacita di riuscire a dare indicazioni precise sia in fase difensiva che offensiva in maniera Semplice, Diretta, Inequivocabile e soprattutto con gli stessi codici capibili dai compagni.

Posta così sembra semplice ma vi assicuro che non lo è……Innanzitutto la base per una comunicazione corretta è l’apprendimento, da parte del portiere, degli schemi di gioco e dei vari spostamenti dei compagni in ogni fase della gara ed è qui che oltre a noi allenatori dei portieri è necessaria anche la sinergia con l’allenatore della squadra anche e soprattutto per avere un’unico linguaggio comune ( Codici univoci ).

COMUNICAZIONE

Qui una tirata d’orecchi va ai Mister delle squadre perchè nel 90% dei casi, e sono buono, si limitano a dire a noi allenatori dei portieri “Il portiere non parla…” e io gli rispondo ” Ma tu gli hai detto cosa deve dire ? “.

Tutto questo nasce dal fatto che per l’allenatore di calcio è scontato che il portiere sappia e debba fare tutto ma, soprattutto. se non ci arriva il difensore deve per forza arrivarci lui quindi è anche scontato che debba saper parlare.

Ma torniamo alla comunicazione ed alle caratteristiche che ho citato :

SEMPLICE : I termini devono essere capibili a tutti, non devono confondersi con altri ( Mai dire Via perchè si confonde con Mia per esempio )

DIRETTA : Deve puntare al succo dell’azione che vogliamo far fare senza troppi giri di parole e nominando a chi è indirizzata rispetto al compagno ( Ad esempio Tommy arriva da Dx )

INEQUIVOCABILE :  Qui subentrano tutte le caratteristiche sopra ma io ci metto anche una direzione, dire ad esempio scala non serve a nulla se non dai un indicazione diretta rispetto alla posizione del compagno che si “comanda” 

CODICI UNIVOCI :  Sono le parole, i modi usati ma che devono essere unici con il resto di squadra e Staff .

COMUNICAZIONE

Ultimamente mi servo di video presi alle spalle della porta dei portieri in cui si sentono proprio la gestione delle parole rispetto al movimento di chi viene richiamato e, specialmente adesso purtroppo, è molto utile sentire le partire a porte chiuse perchè si riesce proprio a captare quali comandi i portieri evoluti danno alla squadra; l’altra azione importante, per noi allenatori dei portieri, è quella di aiutarli da dietro la porta “insegnandoli” cosa dire e come dirlo. Ogni tanto vale più un allenamento cosi che un allenamento tecnico.

Come vi avevo anticipato è proprio solo un ‘articolo generale e non pretende di aver dato indicazioni complete sull’argomento ma magari un qualche spunto di riflessione.

Come sempre spero di avere qualche riscontro per fare quattro chiacchiere.

A presto !

ANALISI VIDEO DEL PORTIERE

Ciao a tutti e ben trovati nonostante la situazione che ci circonda sia peggiorata notevolmente. Abbiamo pensato di uscire con articoli che non trattino direttamente di esercizi da campo, proprio per quello che ho scritto sopra, ma, dato il tempo in più che abbiamo volenti o nolenti, per “studiare” un pò di più per prepararci ad una ripartenza ancora più motivati di prima.

Oggi vorrei parlarvi di come intendo l’ Analisi della Gara del Portiere e che strumenti utilizzo. Premetto che dopo qualche anno credo che analizzare la prestazione del portiere sia fondamentale per capire dove e come lavorare per migliorarlo.

Alla luce di questo ho cominciato anni fa ad utilizzare lo strumento video per capire e studiare i gesti e le letture delle situazioni dei miei atleti. So cosa state pensando…Facile sentirlo dire da uno che allena in un settore giovanile professionistico…

Vero in linea di massima….

Ma io ho cominciato nei dilettanti e con strumenti molto semplici e di facile reperibilità.

Per farvi capire :

  1. Primo Anno : Videocamera e treppiede e utilizzo di Excel per segnare minuti e tagliare le azioni con un programma molto semplice e gratuito come VLC ;
  2. Secondo Anno : Come sopra con innesto di videocamera tipo “GoPro” sul retro della porta del portiere e successivamente, per comodità, di tutti e due;
  3. Terzo Anno : Come sopra ma con l’utilizzo per tagliare il video di un programma di Video Analisi che ai tempi era Open Source e che vedrete nel documento che inserirò nell’articolo e un altro programma di video Editing gratuito per combinare le riprese dall’alto e da dietro;
  4. Fino ad Oggi : Come sopra con utilizzo di un programma per I pad in cui posso, in presa diretta,  segnare le azioni che individuo e farmi mandare un report da dove posso ricavare i minuti delle azioni che ho segnalato in maniera da non dover visionare tutta la partita ma concentrarmi solo sulle azioni che ritengo interessanti.

Da questi dati, come vedrete, riesco anche a ricavare le tipologie di azioni che il portiere compie durante la gara e, con una visione più ampia, in tutto il campionato per poter anche programmare allenamenti diversi che riproducano la partita.

Sicuramente tutto questo richiede tempo, voglia e sempre più competenze informatiche per poter collegare i dati tra diloro ma questo è nato dalla curiosità di provare nuove tipologie di “lavoro” e di strumenti per ottimizzare l’aiuto da dare ai nostri ragazzi.

Ognuno ha i suoi impegni, la famiglia, il lavoro, i figli, la fidanzata o la moglie che ci limitano il tempo da dedicare alla nostra passione ma credo che se si vuole dei ritagli di tempo si possono trovare e vi assicuro che basta poco per fare comprendere ai vostri portieri che cercate di aiutarli a migliorare, anche solo far vedere uno spezzone di 3 minuti da commentare insieme .

Per essere più preciso in quello che ho scritto per sommi capi allego la mia tesi proprio su “Analisi Video della Gara Portiere” che ho redatto nel Corso di Specializzazione per Allenatore dei Portieri di Prima Squadra tenuto a Coverciano nell’estate scorsa; vedrete che ci sono dei link su video che ho allegato e sono parte integrante della tesi stessa. Allegherò, per ora, solo un video per portiere per non essere troppo pesante ma se qualcuno vuole anche gli altri mi contatti via pure via mail anche per scambiare opinioni.

Sperando di avere dei riscontri vi saluto e vi auguro ” In Bocca AL Lupo ” !!!!!

A Presto !!

Cosa facciamo se non riusciamo più a trovarci con i nostri ragazzi/e?

Nel calcio per i ragazzi (e non solo), il campo, gli spazi, lo spogliatoio, il tempo passato insieme, il rapporto con i mister e i compagni sono determinanti per lo svolgimento dello sport, l’apprendimento dei contenuti e la continua interazione educativa che ne deriva.

La sospensione degli allenamenti, quindi, ci interroga tutti. Come mister ci viene chiesto soprattutto di trovare risposte adeguate e sperimentare soluzioni creative per mantenere il contatto con i nostri ragazzi.

E’ una situazione strana, incerta. Di sicuro sappiamo che non possiamo andare al campo ad allenarci. Cosa possiamo fare allora?

Qualcuno si sta già muovendo e in questo clima di incertezza nascono progetti come quello del Centro Sportivo Italiano di Milano “Keep fit! Play at home” in cui sono disponibili una serie di contenuti per non perdere il ritmo, facendo esercizi divertenti tra le mura domestiche per poter gestire da casa allenamenti con le categorie più piccole.

ragazzi

E’ un’occasione, un’opportunità. Dobbiamo essere creativi e trovare la nostra opportunità.

E’ un momento in cui come mister dobbiamo trovare risposte adeguate e sperimentare soluzioni che coinvolgano tutti i nostri ragazzi.

Il mister deve metterci la faccia!

E’ importante creare un’occasione di contatto con i ragazzi. Chi ha le categorie più grandi ha a disposizione il gruppo whatsapp in cui poter mandare messaggi al gruppo ma anche nelle annate più piccole, sfruttando il gruppo whatsapp dei genitori, si può mandare un video messaggio. Il messaggio deve essere di saluto ma anche di stimolo alla possibile interazione con i ragazzi (quello che normalmente facciamo ad allenamento).

ragazzi

Tentare di capire, ad esempio, come i ragazzi stanno vivendo questa situazione e “ingaggiare” con loro una interazione positiva per farli stare in movimento e fargli capire che è una situazione passeggera e prima o poi si tornerà alla normalità. Abbiamo la responsabilità di far crescere i nostri ragazzi!

E’ possibile comunque allenarsi

Uno dei miei figli ha una scritta sulla felpa di questo tipo “Molla il divano e dacci una mano!”. Questo periodo forzato di non allenamenti non significa comunque che non ci si può allenare. Personalmente in queste due settimane ho spedito sul gruppo dei ragazzi degli esercizi (13 per l’esattezza). I ragazzi devono filmarsi nel farli e rispedirli sul gruppo dove viene aggiornata una continua classifica degli esercizi fatti da ognuno della squadra.

L’obiettivo non è quello di mantenerli in forma oppure di allenarsi su chissà quali tecniche calcistiche ma solo quello di tenerli impegnati soprattutto dal punto di vista mentale sull’argomento calcio e sull’essere squadra.

Il fatto di filmarsi mette in condizione i ragazzi di autovalutarsi perché quando riguardano l’esercizio prima di spedirlo capiscono se può andare bene o meno e questo in genere li spinge a migliorarsi.

Tenere la classifica degli esercizi proposti (con relativo premio) stimola invece una sana competizione che stimola i ragazzi ad impegnarsi a fronte di raggiungere un preciso obiettivo.

E’ una cosa che ogni ragazzo fa da solo ma che sa che sa che anche ogni componente della squadra sta facendo e che il mister valuterà questa sua prestazione.

Questo modo di fare anche se attraverso i social permette un contatto vero con i mister ma anche con i propri amici.

Mettersi sempre in gioco

Come mister sfruttiamo questo tempo di stop per leggere, studiare e restare aggiornati su tutto quello che interagisce nel nostro mondo del calcio.

La programmazione classica fatta finora deve essere per forza rivista e riadeguata. Dobbiamo capire con che tempi e in che modi riusciamo a fare il nostro lavoro. I nostri ragazzi hanno bisogno di allenatori che li sappiano guidare sul campo ma che siano anche riferimenti chiari nella vita di tutti i giorni. Gli argomenti che trattiamo nello spogliatoio sulla concentrazione, sul coraggio, sulla fiducia devono avere una continuità anche ora, in questo periodo di incertezza, per affrontare la vita normale. I mister devono stimolare la creatività e la collaborazione.

Formazione a distanza

Si parla nelle scuole tutti i giorni di questo argomento…con il calcio possiamo fare nulla? Visto che lo stop è molto lungo (per ora fino al 3 aprile) tentiamo di trovare alcuni video da mandare ai ragazzi di partite o di giocatori famosi in modo da creare in questo periodo lo stimolo per appassionarsi ai talenti del calcio e a vedere come questi si muovono. Sono utili anche film o documentari (ho presente alcune puntate di “Sfide”) che possono tornare utili per evidenziare come una squadra affronta delle fatiche e che strategie attua per saltarci fuori e riuscire al meglio nel proprio cammino. Sono tanti gli stimoli che possiamo dare anche in questo senso.

Quindi mister, in bocca al lupo, in questa nuova sfida. Se avete idee concrete e avete voglia di condividerle in questo periodo volevamo fare una specie di raccolta di esercizi o di stimoli (titoli di film, ecc) per dare ad ogni mister un aiuto concreto di come muoversi con i ragazzi. Sono loro l’obiettivo principale, non dimentichiamolo mai!

Vamoooooosssss