THE ENGLISH GAME: il calcio ai tempi della quarantena

La straordinaria drammaticità del periodo che stiamo vivendo e che ci tiene tutti, o comunque con poche eccezioni, rinchiusi in casa ci ha portati ad un problema a cui la società moderna in questi anni non ci aveva abituato: avere così tanto tempo libero da non saper come riempirlo per sfuggire alla noia. Questa è musica per le orecchie delle piattaforme di streaming come Netflix, il cui co-founder e CEO Reed Hastings nel 2017 a precisa domanda su quali fossero i competitor della piattaforma, se la televisione, il cinema o Amazon rispose: “Assolutamente niente di tutto questo! L’intrattenimento domestico non è un gioco a somma zero, oggi il nostro più grande avversario è il poco tempo libero che questa società concede alle persone e il sonno, perché dobbiamo convincerle a passare il loro tempo sulla nostra piattaforma rinunciando a delle preziose ore di riposo”.

Bene, come dicevo, la straordinarietà di questo periodo storico implica l’annullamento del problema del tempo libero e spinge spesso la gente a lanciarsi a capofitto sulle serie tv, un tipo di intrattenimento continuo ed affascinante che, visto il suo perdurare su svariate ore, a differenza dei singoli film, risulta perfetto per la vita da quarantena, sottoforma di binge-watching.

Questa disponibilità si fonde con una grande mancanza che il Coronavirus ci sta facendo sentire: il calcio. Noi appassionati ci sentiamo persi senza vedere, dal vivo o in tv, il nostro amato pallone rotolare su un prato ogni weekend o senza la possibilità di nutrirci di notizie di campo durante la settimana. Netflix sembra dunque aver intercettato alla perfezione questo bisogno manifestatosi in una larga fetta del suo pubblico e il 20 marzo ha lanciato sulla piattaforma la serie The English Game.

Diretta da Julian Fellowes, per i più esperti in materia il creatore della premiatissima Downton Abbey, The English Game si presenta come un serie di tipo storico-narrativo che va a raccontare in modo cinematografico gli albori del nostro amato sport.

Ambientata sul finire dell’800, in Inghilterra, le regole del calcio sono state scritte verso la metà del secolo dai rappresentanti di diversi prestigiosi college britannici ed esso viene ritenuto un gioco altolocato e praticato per la maggior parte esclusivamente dai giovani nobili, che si ritengono i padri naturali di quello sport e ne custodiscono gelosamente la proprietà e le regole. Hanno infatti già formato la FA (l’attuale Football Association) che ogni anno organizza il torneo nazionale che mette in palio l’ambitissima FA Cup.

La competizione è molto famosa e, nonostante nel tempo vi inizino a partecipare anche squadre provenienti dalla più umile working class inglese, viene sempre vinto dalle squadre universitarie dei nobili, che hanno a disposizione strutture e tempo libero per allenarsi (gli operai per tirare a campare passavano tutta la giornata in fabbrica), ma soprattutto non hanno problemi di “fame”.

La storia inizia a cambiare però nel 1879, quando alla stazione ferroviaria della piccola Darwen scendono da un treno arrivato dalla Scozia Jimmy Love e soprattutto Fergus Suter, il nostro protagonista.

Questi sono stati chiamati da James Walsh, il padrone della fabbrica di cotone della città che con passione supporta economicamente l’unica squadra di Darwen, composta essa stessa dagli operai della sua fabbrica. Il sogno di Walsh, nato povero e che si è creato le sue fortune attraverso il duro lavoro, è quello di vincere la FA Cup e di rendere il calcio uno sport “per tutti”, non un giocattolo per far divertire i ricchi dal sangue blu.

Per fare questo ha quindi convinto i talenti scozzesi Suter e Love, anch’essi membri della working class del tempo, a trasferirsi a Darwen, lavorare nel suo cotonificio e giocare per la sua squadra sotto compenso economico.

 

C’è solo un problema in questo avvenimento, al tempo essere pagati per giocare a calcio era vietatissimo.  Il consiglio della FA infatti, formato totalmente da giocatori nobili delle squadre partecipanti, è molto fiero del dilettantismo dello sport che hanno creato anni prima, perché spinge i partecipanti a giocare esclusivamente per passione e per amore del gioco, senza che si metta di traverso come motivazione il vile denaro. I nobili, dalla loro condizione, non vedono però la differenza che porta questo snodo, perché loro non avendo difficoltà economiche riescono a giocare ed allenarsi senza problemi e preoccupazioni, mentre le classi sociali meno abbienti, che si scontrano quotidianamente contro le difficoltà della vita del tempo, spesso non possono permettersi di “perdere tempo” in un gioco se questo non può portare il pane alle loro famiglie.

Fergus Suter diventa presto il leader tecnico e carismatico della squadra di Darwen, instaurando subito un’accesa rivalità con l’Old Etonian, squadra della vicina università i cui membri son gran parte del consiglio della Football Association, e in particolar modo con il loro capitano Arthur Kinnaird. Lo scontro inizialmente è totale, stili di vita e di pensiero completamente differenti cozzano uno contro l’altro e rappresentano al meglio le lotte di classe della Gran Bretagna di fine ‘800, che fanno da cornice al racconto.

Da qui in avanti entrerà in scena tutto il resto: The English Game è una serie, storicamente accurata, di come il pallone diventò uno strumento fondamentale per iniziare ad accorciare le distanze sociali tra le lontanissime classi inglesi del tempo. Il calcio riuscì infatti a far dialogare i nobili di sangue blu con gli operai della working class, contribuendo a creare i presupposti per la società moderna che oggi conosciamo.

Rimanendo più sul tema strettamente calcistico in questa serie si può scoprire di più sul tema del professionismo in questo sport, siccome Suter e Love possono essere considerati i primi calciatori professionisti della storia, su quello delle bandiere che per la prima volta iniziano a cambiare fazione, della nascita di veri e propri tifosi delle squadre dei territori a cui appartengono geograficamente, e delle prime visioni del calcio non più come un semplice gioco ma come un vero e proprio business da sviluppare, anche a livello internazionale.

The English Game più che una serie vera e propria viene considerata una miniserie, perché è composta da sei episodi della durata tra i 43 e i 55 minuti che raccontano una storia che in essi inizia e si conclude. Netflix però sulla piattaforma l’ha presentata come “Stagione 1”, aprendo alla possibilità che potrebbe continuare. Ora come ora il gigante dello streaming non si è ancora sbilanciato in merito al futuro di The English Game, probabilmente vorrà prendere una decisione avendo prima sottomano i dati totali di quanti abbonati hanno deciso di guardarla, se i numeri saranno soddisfacenti probabilmente The English Game 2 ci sarà.

Inoltre, se in periodo di quarantena un obiettivo è quello di migliorare in qualche modo la lingua inglese, la serie è piuttosto semplice da seguire anche in lingua originale, con un lessico chiaro, pulito e tipicamente britannico.

Tirando le conclusioni, se da casa in questi giorni si vuole continuare a masticare calcio e vedere rotolare un pallone The English Game risulta un ottimo compromesso e probabilmente terminati i sei episodi si avrà già nostalgia del carisma e delle giocate di Fergus Suter. Buon calcio a tutti!

LA COMUNICAZIONE

Buongiorno a tutti, almeno spero lo sia nonostante la brutta situazione in cui ci ci trova. Parlando di comunicazione credo sia doveroso, prima di tutto, fare una augurio a tutti che le cose vadano bene e ringraziare di cuore tutto il personale sanitario d’Italia che è in prima linea in questa emergenza.

La comunicazione è un tema particolare e molto spesso trascurato ma di fondamentale importanza per un portiere tanto che nella mia personale “classifica” è messa al secondo posto.

Oggi ne vorrei parlare in maniera abbastanza generica nel senso che vorrei porre qualche quesito e dare, secondo il mio parere, qualche risposta.

Cosa si intende per COMUNICAZIONE del Portiere ?

Per me è la capacita di riuscire a dare indicazioni precise sia in fase difensiva che offensiva in maniera Semplice, Diretta, Inequivocabile e soprattutto con gli stessi codici capibili dai compagni.

Posta così sembra semplice ma vi assicuro che non lo è……Innanzitutto la base per una comunicazione corretta è l’apprendimento, da parte del portiere, degli schemi di gioco e dei vari spostamenti dei compagni in ogni fase della gara ed è qui che oltre a noi allenatori dei portieri è necessaria anche la sinergia con l’allenatore della squadra anche e soprattutto per avere un’unico linguaggio comune ( Codici univoci ).

COMUNICAZIONE

Qui una tirata d’orecchi va ai Mister delle squadre perchè nel 90% dei casi, e sono buono, si limitano a dire a noi allenatori dei portieri “Il portiere non parla…” e io gli rispondo ” Ma tu gli hai detto cosa deve dire ? “.

Tutto questo nasce dal fatto che per l’allenatore di calcio è scontato che il portiere sappia e debba fare tutto ma, soprattutto. se non ci arriva il difensore deve per forza arrivarci lui quindi è anche scontato che debba saper parlare.

Ma torniamo alla comunicazione ed alle caratteristiche che ho citato :

SEMPLICE : I termini devono essere capibili a tutti, non devono confondersi con altri ( Mai dire Via perchè si confonde con Mia per esempio )

DIRETTA : Deve puntare al succo dell’azione che vogliamo far fare senza troppi giri di parole e nominando a chi è indirizzata rispetto al compagno ( Ad esempio Tommy arriva da Dx )

INEQUIVOCABILE :  Qui subentrano tutte le caratteristiche sopra ma io ci metto anche una direzione, dire ad esempio scala non serve a nulla se non dai un indicazione diretta rispetto alla posizione del compagno che si “comanda” 

CODICI UNIVOCI :  Sono le parole, i modi usati ma che devono essere unici con il resto di squadra e Staff .

COMUNICAZIONE

Ultimamente mi servo di video presi alle spalle della porta dei portieri in cui si sentono proprio la gestione delle parole rispetto al movimento di chi viene richiamato e, specialmente adesso purtroppo, è molto utile sentire le partire a porte chiuse perchè si riesce proprio a captare quali comandi i portieri evoluti danno alla squadra; l’altra azione importante, per noi allenatori dei portieri, è quella di aiutarli da dietro la porta “insegnandoli” cosa dire e come dirlo. Ogni tanto vale più un allenamento cosi che un allenamento tecnico.

Come vi avevo anticipato è proprio solo un ‘articolo generale e non pretende di aver dato indicazioni complete sull’argomento ma magari un qualche spunto di riflessione.

Come sempre spero di avere qualche riscontro per fare quattro chiacchiere.

A presto !

ANALISI VIDEO DEL PORTIERE


Warning: Use of undefined constant WPDM_USE_GLOBAL - assumed 'WPDM_USE_GLOBAL' (this will throw an Error in a future version of PHP) in /web/htdocs/www.ilmisterone.com/home/wp-content/plugins/download-manager/libs/class.FileSystem.php on line 379

Warning: Use of undefined constant WPDM_USE_GLOBAL - assumed 'WPDM_USE_GLOBAL' (this will throw an Error in a future version of PHP) in /web/htdocs/www.ilmisterone.com/home/wp-content/plugins/download-manager/libs/class.FileSystem.php on line 388

Warning: Use of undefined constant WPDM_USE_GLOBAL - assumed 'WPDM_USE_GLOBAL' (this will throw an Error in a future version of PHP) in /web/htdocs/www.ilmisterone.com/home/wp-content/plugins/download-manager/libs/class.FileSystem.php on line 379

Warning: Use of undefined constant WPDM_USE_GLOBAL - assumed 'WPDM_USE_GLOBAL' (this will throw an Error in a future version of PHP) in /web/htdocs/www.ilmisterone.com/home/wp-content/plugins/download-manager/libs/class.FileSystem.php on line 388

Ciao a tutti e ben trovati nonostante la situazione che ci circonda sia peggiorata notevolmente. Abbiamo pensato di uscire con articoli che non trattino direttamente di esercizi da campo, proprio per quello che ho scritto sopra, ma, dato il tempo in più che abbiamo volenti o nolenti, per “studiare” un pò di più per prepararci ad una ripartenza ancora più motivati di prima.

Oggi vorrei parlarvi di come intendo l’ Analisi della Gara del Portiere e che strumenti utilizzo. Premetto che dopo qualche anno credo che analizzare la prestazione del portiere sia fondamentale per capire dove e come lavorare per migliorarlo.

Alla luce di questo ho cominciato anni fa ad utilizzare lo strumento video per capire e studiare i gesti e le letture delle situazioni dei miei atleti. So cosa state pensando…Facile sentirlo dire da uno che allena in un settore giovanile professionistico…

Vero in linea di massima….

Ma io ho cominciato nei dilettanti e con strumenti molto semplici e di facile reperibilità.

Per farvi capire :

  1. Primo Anno : Videocamera e treppiede e utilizzo di Excel per segnare minuti e tagliare le azioni con un programma molto semplice e gratuito come VLC ;
  2. Secondo Anno : Come sopra con innesto di videocamera tipo “GoPro” sul retro della porta del portiere e successivamente, per comodità, di tutti e due;
  3. Terzo Anno : Come sopra ma con l’utilizzo per tagliare il video di un programma di Video Analisi che ai tempi era Open Source e che vedrete nel documento che inserirò nell’articolo e un altro programma di video Editing gratuito per combinare le riprese dall’alto e da dietro;
  4. Fino ad Oggi : Come sopra con utilizzo di un programma per I pad in cui posso, in presa diretta,  segnare le azioni che individuo e farmi mandare un report da dove posso ricavare i minuti delle azioni che ho segnalato in maniera da non dover visionare tutta la partita ma concentrarmi solo sulle azioni che ritengo interessanti.

Da questi dati, come vedrete, riesco anche a ricavare le tipologie di azioni che il portiere compie durante la gara e, con una visione più ampia, in tutto il campionato per poter anche programmare allenamenti diversi che riproducano la partita.

Sicuramente tutto questo richiede tempo, voglia e sempre più competenze informatiche per poter collegare i dati tra diloro ma questo è nato dalla curiosità di provare nuove tipologie di “lavoro” e di strumenti per ottimizzare l’aiuto da dare ai nostri ragazzi.

Ognuno ha i suoi impegni, la famiglia, il lavoro, i figli, la fidanzata o la moglie che ci limitano il tempo da dedicare alla nostra passione ma credo che se si vuole dei ritagli di tempo si possono trovare e vi assicuro che basta poco per fare comprendere ai vostri portieri che cercate di aiutarli a migliorare, anche solo far vedere uno spezzone di 3 minuti da commentare insieme .

Per essere più preciso in quello che ho scritto per sommi capi allego la mia tesi proprio su “Analisi Video della Gara Portiere” che ho redatto nel Corso di Specializzazione per Allenatore dei Portieri di Prima Squadra tenuto a Coverciano nell’estate scorsa; vedrete che ci sono dei link su video che ho allegato e sono parte integrante della tesi stessa. Allegherò, per ora, solo un video per portiere per non essere troppo pesante ma se qualcuno vuole anche gli altri mi contatti via pure via mail anche per scambiare opinioni.

Sperando di avere dei riscontri vi saluto e vi auguro ” In Bocca AL Lupo ” !!!!!

A Presto !!

Cosa facciamo se non riusciamo più a trovarci con i nostri ragazzi/e?

Nel calcio per i ragazzi (e non solo), il campo, gli spazi, lo spogliatoio, il tempo passato insieme, il rapporto con i mister e i compagni sono determinanti per lo svolgimento dello sport, l’apprendimento dei contenuti e la continua interazione educativa che ne deriva.

La sospensione degli allenamenti, quindi, ci interroga tutti. Come mister ci viene chiesto soprattutto di trovare risposte adeguate e sperimentare soluzioni creative per mantenere il contatto con i nostri ragazzi.

E’ una situazione strana, incerta. Di sicuro sappiamo che non possiamo andare al campo ad allenarci. Cosa possiamo fare allora?

Qualcuno si sta già muovendo e in questo clima di incertezza nascono progetti come quello del Centro Sportivo Italiano di Milano “Keep fit! Play at home” in cui sono disponibili una serie di contenuti per non perdere il ritmo, facendo esercizi divertenti tra le mura domestiche per poter gestire da casa allenamenti con le categorie più piccole.

ragazzi

E’ un’occasione, un’opportunità. Dobbiamo essere creativi e trovare la nostra opportunità.

E’ un momento in cui come mister dobbiamo trovare risposte adeguate e sperimentare soluzioni che coinvolgano tutti i nostri ragazzi.

Il mister deve metterci la faccia!

E’ importante creare un’occasione di contatto con i ragazzi. Chi ha le categorie più grandi ha a disposizione il gruppo whatsapp in cui poter mandare messaggi al gruppo ma anche nelle annate più piccole, sfruttando il gruppo whatsapp dei genitori, si può mandare un video messaggio. Il messaggio deve essere di saluto ma anche di stimolo alla possibile interazione con i ragazzi (quello che normalmente facciamo ad allenamento).

ragazzi

Tentare di capire, ad esempio, come i ragazzi stanno vivendo questa situazione e “ingaggiare” con loro una interazione positiva per farli stare in movimento e fargli capire che è una situazione passeggera e prima o poi si tornerà alla normalità. Abbiamo la responsabilità di far crescere i nostri ragazzi!

E’ possibile comunque allenarsi

Uno dei miei figli ha una scritta sulla felpa di questo tipo “Molla il divano e dacci una mano!”. Questo periodo forzato di non allenamenti non significa comunque che non ci si può allenare. Personalmente in queste due settimane ho spedito sul gruppo dei ragazzi degli esercizi (13 per l’esattezza). I ragazzi devono filmarsi nel farli e rispedirli sul gruppo dove viene aggiornata una continua classifica degli esercizi fatti da ognuno della squadra.

L’obiettivo non è quello di mantenerli in forma oppure di allenarsi su chissà quali tecniche calcistiche ma solo quello di tenerli impegnati soprattutto dal punto di vista mentale sull’argomento calcio e sull’essere squadra.

Il fatto di filmarsi mette in condizione i ragazzi di autovalutarsi perché quando riguardano l’esercizio prima di spedirlo capiscono se può andare bene o meno e questo in genere li spinge a migliorarsi.

Tenere la classifica degli esercizi proposti (con relativo premio) stimola invece una sana competizione che stimola i ragazzi ad impegnarsi a fronte di raggiungere un preciso obiettivo.

E’ una cosa che ogni ragazzo fa da solo ma che sa che sa che anche ogni componente della squadra sta facendo e che il mister valuterà questa sua prestazione.

Questo modo di fare anche se attraverso i social permette un contatto vero con i mister ma anche con i propri amici.

Mettersi sempre in gioco

Come mister sfruttiamo questo tempo di stop per leggere, studiare e restare aggiornati su tutto quello che interagisce nel nostro mondo del calcio.

La programmazione classica fatta finora deve essere per forza rivista e riadeguata. Dobbiamo capire con che tempi e in che modi riusciamo a fare il nostro lavoro. I nostri ragazzi hanno bisogno di allenatori che li sappiano guidare sul campo ma che siano anche riferimenti chiari nella vita di tutti i giorni. Gli argomenti che trattiamo nello spogliatoio sulla concentrazione, sul coraggio, sulla fiducia devono avere una continuità anche ora, in questo periodo di incertezza, per affrontare la vita normale. I mister devono stimolare la creatività e la collaborazione.

Formazione a distanza

Si parla nelle scuole tutti i giorni di questo argomento…con il calcio possiamo fare nulla? Visto che lo stop è molto lungo (per ora fino al 3 aprile) tentiamo di trovare alcuni video da mandare ai ragazzi di partite o di giocatori famosi in modo da creare in questo periodo lo stimolo per appassionarsi ai talenti del calcio e a vedere come questi si muovono. Sono utili anche film o documentari (ho presente alcune puntate di “Sfide”) che possono tornare utili per evidenziare come una squadra affronta delle fatiche e che strategie attua per saltarci fuori e riuscire al meglio nel proprio cammino. Sono tanti gli stimoli che possiamo dare anche in questo senso.

Quindi mister, in bocca al lupo, in questa nuova sfida. Se avete idee concrete e avete voglia di condividerle in questo periodo volevamo fare una specie di raccolta di esercizi o di stimoli (titoli di film, ecc) per dare ad ogni mister un aiuto concreto di come muoversi con i ragazzi. Sono loro l’obiettivo principale, non dimentichiamolo mai!

Vamoooooosssss

Calcio femminile: Uno sport senza età!

Stavo controllando le notifiche di Facebook, quando leggo questo annuncio sulla pagina della squadra della mia amica peruviana Eliz:

“👋⚽️🎯Este Sábado de 6pm a 8pm empezamos el entrenamiento para Mujeres Adultas YO APRENDO en un Club Privado será 1 hora entreno + 1 hora pichanga las interesadas BASE30 BASE40 BASE50 y BASE60 escribirme al sgte enlace:

➡️ http://bit.ly/ElizBase30y60Fut”

Trad. Questo sabato dalle 18 alle 20 organizziamo un allenamento di calcio per donne adulte. Il corso “io imparo” si svolge in un Club privato ed è composto da 1 ora di allenamento e 1 ora di gioco libero. Prego tutte le interessate per le categorie BASE 30 anni, 40 anni, 50 anni e 60 anni di contattarmi mandandomi un messaggio whatsapp.

Non trovo strano, anzi è piuttosto consueto, che le donne inizino a giocare da ragazze, per varie ragioni interrompano il proprio percorso sportivo (studio, lavoro, maternità) e riprendano a giocare verso i 30 anni nelle categorie amatoriali. Ciò che trovo curioso è che ragazze di 60 anni possano maturare il desiderio di fare un corso base di calcio.

💙😎Una entrenadora es tan buena, como lo sea la más débil de su Equipo, no la más sobresaliente💯 Eliz fut

Pubblicato da Eliz Fútbol Femenino Perú su Martedì 17 dicembre 2019

La risposta alla mia curiosità me la dà Tatiana Juscamayta, allenatrice dei portieri della squadra di Eliz.

“Sono una donna e gioco a calcio. Una donna che gioca a calcio vive da ribelle. Di Eliz aprezziamo il tempo e la disponibilità che ci dedica. Le sue parole troveranno dimora nelle ragazze che la seguono, che lotteranno per avere il proprio spazio per educarsi e giocare. Penso che non smetteremo mai di imparare, a 20, 30 o 50 anni. Tutte le donne che partecipano agli allenamenti tenuti da Elisabeth portano in se stesse i suoi insegnamenti perché questi possano essere comunicati e trasmessi alle generazioni che verranno. 

La comunicazione è una parte molto importante per il ruolo di una allenatrice. Che si parli di chiacchierare, conversare o fare riunioni, non dobbiamo dimenticare di ascoltare bene le altre persone. Perché attraverso gli altri possiamo continuare ad imparare per migliorare ed evolvere la nostra vita! Quello che oggi pensiamo essere l’unica verità, domani potrebbe cambiare e persino migliorare. Dobbiamo smetterla di fingere di comunicare, come accade nei social network, dove si è perso il desiderio di conversare. Abbiamo lasciato il posto alla violenza del voler sovrastare e schernire l’altro. 

Non lasciamo nemmeno finire il discorso dell’altro che già cerchiamo di sovrascrivere il suo pensiero con il nostro. Dobbiamo ricominciare ad osservare ed essere curiosi. La nostra cultura attuale ci porta ad essere degli eterni bambini, perché nel nostro desiderio di conoscenza seguiamo “il pieno” del sapere, prendendo come certezze le parole dei nostri maestri. Mentre nel diventare adulti dovremmo inseguire “il vuoto” che guida il desiderio di conoscenza del buon maestro, che ricerca ciò che non sa o che non conosce. Il buon insegnante per tutto ciò che crede di sapere lascia sempre una piccola finestra aperta per il dialogo o l’approfondimento. Dicevano che il calcio non è uno sport per le femmine ed arrivarono perfino a proibirlo, a dimenticare le storie delle nostre pioniere. Oggi il calcio femminile si gioca ovunque, ma il suo sviluppo parte da noi che anche a 50 o 60 anni iniziamo ad impararlo, per segnare la rotta per le nostre figlie e le nostre nipoti.
¿CUÁNDO FUÉ QUE ME GUSTO EL FÚTBOL Y DECIDÍ HACER PICHANGAS?

Hace 16 años recuerdo haber ido a una academia en el monumental de pequeña me gustaba mucho el fútbol era como un imán desde el colegio.. sólo esperaba que suene la campana de recreo y me daba tanta cólera que solo nos dieran la pelota de voley y a los chicos la de fútbol Rayos !!Luego conocí la academia JC sport girls la Seño Manuela muy amable siempre diciéndome Elizabeth tu puedes ! con mucha dedicación .. lo mío era algo por diversión es decir .. no apuestas quizás el tema de estudios y laboral hizo que viera el fútbol como eso parte de diversión para mí !.. Hace 2 años la salude a Manuela ahora con su academia que llega a varias niñas y adolescentes en el Perú donde llevé a mi hija de 4 años en ese entonces !!.. Ahora ya tengo 32 años como que llegas a un punto en que hay 2 opciones o te enfocas solo en tu trabajo , familia, estudios o te enfocas y agregas el fútbol a tus domingos. elegí añadir este espacio .. que hace aproximadamente 4 años se hizo la primera pichanga en loza ahora jugamos sólo en sintética. y aunque han pasado muchas personas algunas se han ido otras han vuelto.. considero este espacio de pichangas domingueras un momento de DIVERSIÓN para las mujeres que no buscan apuestas .. esas que no buscan ir a la pierna o jugar a la mala .. sea el distrito que seas o tengas la edad que tengas o el nivel de juego …quizás vuelva escribir esto de aqui a 10 años o de aquí a 30 años les aseguro que seguiré con las pichangas Dios mediante.. Van a ver personas que te digan que No juegues o que el fútbol no es pa Mujeres .. o tu esposo que no te apoye . o tu flaco o con quien estés .. pero si en verdad quisieras pelotear cuenta con este espacio ..LIBRE en el Perú para pichangas :)Y si alguna desea jugar mañana domingo 7 octubre del 2018 avisarme a mi celular whatsapp 988884161 con gusto le atendemos en Lima !

Pubblicato da Eliz Fútbol Femenino Perú su Sabato 6 ottobre 2018
In Francia non sono da meno…

Martine e Simone, 68 e 78 anni, hanno ottenuto la possibilità di giocare in un club nella loro città di Lucé (Eure-et-Loir), dove si allenano due volte a settimana con ragazze di 14 anni.

Queste due pensionate facevano parte della squadra francese di donne anziane, la “Mamies Foot”. Come loro, anche altre giocatrici si sono iscritte nel club vicino casa. Ciò è possibile grazie all’aiuto dell’associazione Footeuses, che permette a persone di qualunque età di giocare. Marie-France Gosselet, la presidentessa, è una delle “Mamie Foot” che per prima promuove il calcio femminile tra le donne anziane.

Martine et Simone dans leur club de foot

Martine et Simone, 68 et 78 ans, ont pris une licence dans un club de leur ville de Lucé (Eure-et-Loir), où elles s'entraînent deux fois par semaine avec des jeunes-filles de 14 ans.⚽️👵🏼🇫🇷Ces deux retraitées ont fait partie de l'équipe de France des femmes séniors, les "Mamies Foot". Comme elles, d'autres joueuses se sont inscrites dans un club près de chez elles. Elles sont aidées dans leurs démarches par l'association Footeuses à tout âge , présidée par l'une des "Mamie Foot", Marie-France Gosselet, pour promouvoir le foot féminin chez les femmes âgées.C’est la quatrième étape du tour de France Oldyssey à la rencontre des vieux des régions, avec le soutien de l'Assurance Retraite (Pourbienvieillir.fr) , MGEN, CNC – Centre national du cinéma et de l'image animéeCc : Bien vivre ma retraite avec SeniorialesAbonnez-vous à @Oldyssey pour suivre les prochaines étapes !

Pubblicato da Oldyssey su Domenica 5 gennaio 2020

Georgia Fest: Alla ricerca del vello d’oro del calcio (femminile)

Incontro con i giovani

Prosegue il mio lavoro nelle scuole, assieme agli attivisti dell’associazione Tuttimondi, per la sensibilizzare i ragazzi verso il diritto allo sport.

In questi incontri, abbiamo parlato con i ragazzi delle loro abitudini sportive ed abbiamo potuto constatare che i tempi che dedicano all’attività fisica sono sempre più circoscritti alle ore dei corsi sportivi pomeridiani, perché “gli schermi” hanno preso parte del tempo che le generazioni precedenti dedicavano alla socialità all’aria aperta.

Il fatto che la propria esperienza di gioco sia legata ad un contesto “chiuso” nelle regole prestabilite dello sport che praticano (negli spazi e nei tempi predeterminati), mi lascia il dubbio che essi possano perdere la capacità di di esprimersi nel gioco libero.

Football without borders

👉 Football without borders ⚽️ ⚽️ 🏃‍♂️🏃‍♂️🇬🇪 come and play with us 😍 😍#georgiafest

Pubblicato da International Festival of Football and Culture "Georgia Fest" su Martedì 3 settembre 2019

Forse sarò un inguaribile romantico, ma ricordo quanto era bello giocare nei prati in collina. L’irregolarità e le pendenze del terreno erano parte integrante del divertimento.

📢 New Challenge_ monawile❗Miranda — " Girls power ⚽️ surrounded by the fantastic nature of Georgia – creates unforgattable emotions👟👠"

Pubblicato da International Festival of Football and Culture "Georgia Fest" su Mercoledì 17 luglio 2019

Ricordo con malinconia i pomeriggi passati nei giardini dei miei amici, nelle campagne del comune di Montechiarugolo. Improvvisavamo campi di gioco diagonali confinati tra 4 alberi che fungevano da porte, la cui traversa immaginaria era regolata sull’altezza del portiere di turno.

Il tempo, che nella mia memoria ora sembra sconfinato, pareva volare. Il sole era troppo impaziente di andare a dormire e noi non avremmo voluto smettere di giocare al suo riposo.

Football in the cave Muradi, Georgia.

🔥Экстремальный футбол в пещере🔥🥅👍На данном видео победитель 🏆челленджа @ჯანიკო ჯანაშია играет в футбол в пещере Мурада, Имерети, Грузия.📍- На вопрос, "Каково играть в футбол в пещере?" Джано, отвечает:- В резиновых сапогах много не набьешь🤣 Дышать легко. Это новые ощущения. ⚽️❤ Football is not just a hobby, it is passion, love.In this video, the winner of the challenge Jano plays with the ball in the cave of Muradi. Imereti, Georgia.

Pubblicato da International Festival of Football and Culture "Georgia Fest" su Martedì 6 agosto 2019

Molte di queste emozioni le ho riscoperte sulla pagina Facebook del International Festival of Football and Culture “Georgia Fest”.

Ci stiamo allontanando

Guardando queste foto, penso alla distanza che abbiamo lasciato che si creasse tra il calcio e le persone (o forse tra le persone e le persone). Lentamente la nostra società si è chiusa nell’individualismo, avvelenando i valori sociali dello sport. Allo stesso tempo, abbiamo lasciato largo spazio alla paura (pur cercando di reprimere ogni tipo di violenza ed adottando contromisure severe), soprattutto nella percezione della gente. Ciò si può riassumere nel luogo comune: “Una volta venivo con la famiglia allo stadio, adesso non mi attento più!!!”

Parlando di calcio femminile,

pensavo alle ultime due edizioni della finale di Coppa Italia Femminile. Sono contento che alle ragazze sia stato dato un palcoscenico più prestigioso, passando dal Noce di Noceto dove si è disputata Fiorentina-Brescia nel 2018 al Tardini di Fiorentina-Juventus del 2019, perché si meritano maggiore risalto e visibilità.

Però, essendo stato ad entrambe le finali da spettatore, nel 2019 ho patito la mancanza del “terzo tempo” con le giocatrici, come invece era accaduto per Fiorentina-Brescia dell’anno precedente. La grande presenza di security del Tardini ha aggravato questo senso di distacco.

Ciò che non vorrei per il calcio femminile, come accade per il calcio maschile professionistico, è che si perdesse il contatto umano che a mio parere è la forza di questo movimento.

Ma ascoltiamo il parere dell’organizzazione del torneo Georgia Fest:
“The idea to give a name to the international sports and tourism event for non-professional fans of the game “football” – namely, the “Festival of Football and Culture”, seems to us quite logical. In fact, the title does not contain a combination of the two concepts, but emphasizes the components of a planetary phenomenon – World Football Culture.
We believe that the global trends of globalization and cosmopolitanism have already created such a multi-cultural phenomenon as World Football Culture. And this phenomenon, of course, includes, first of all, the game “football” itself, as well as the national cultural and mental characteristics of the peoples playing this game. At the same time, it is quite obvious that the World Football Culture, as a world trend, in turn, influences individual national cultures, becoming their integral part.
Georgia is a football country. The history of Georgian football has more than 100 years. Football theme is an integral and beautiful component of modern Georgian culture. Moreover. Modern Georgian culture is unthinkable without football !!!
Football in language, everyday life, art: cinema, music and fiction. Football in kindergartens and jokes, in disputes about manhood and honor. And even the reason for weddings and divorce proceedings!
The theme of football received a separate reflection in the Classical Ancient Georgian tradition of toasts (health resorts), an integral part of national feasts.
We, as the organizers of the “Georgia Fest”, invite you to take part in the festival, which will be held from August 2 to 18, 2020.
We invite you to try the “sparkling” cocktail of football and unique Georgian flavor!
We sincerely offer you to add the colors of your country, a unique feature of your national culture, into the multicolor of the festival.
We promise – WILL BE FUN !!!”
Traduzione:

L’idea di chiamare l’evento sportivo e turistico internazionale per appassionati del calcio non professionistico ” Festival del calcio e della cultura “, ci è sembrato abbastanza scontato. In realtà, volevamo dare enfasi alla “World Football Culture” che è un fenomeno globale in cui passione per il calcio e per la cultura si fondono in una unica unità solida.
Riteniamo che grazie agli effetti dalla globalizzazione e del cosmopolitismo si sia già creato un fenomeno multiculturale di “cultura mondiale del calcio”. E questo fenomeno, ovviamente, include, prima di tutto, il gioco stesso, nonché le caratteristiche culturali e mentali nazionali delle persone che giocano a questo gioco.

Allo stesso tempo, è abbastanza ovvio che la cultura mondiale del calcio, come tendenza, a sua volta influenza le singole culture nazionali, diventando parte integrante.
La Georgia è paese di calcio. La storia del calcio georgiano ha più di 100 anni. Questo sport è una componente integrante e prospera della moderna cultura georgiana. Inoltre.

La cultura georgiana moderna è impensabile senza il calcio !!!
Esso è nella lingua, nella vita quotidiana, nell’arte come il cinema, la musica e la fiction.

Il calcio inizia alle scuole materne e si ritrova nelle battute. Si ritrova nelle controversie su virilità e onore. E anche il motivo dei matrimoni e causa di divorzio!
Il tema del calcio ha ricevuto una riflessione separata nella classica tradizione georgiana dei toast (centri benessere), parte integrante delle feste nazionali.
In qualità di organizzatori del “Georgia Fest”, ti invitiamo a prendere parte al festival, che si terrà dal 2 al 18 agosto 2020.
Ti invitiamo a provare il cocktail “frizzante” del calcio e il sapore georgiano unico!
Ti offriamo sinceramente di aggiungere i colori del tuo paese, una caratteristica unica della tua cultura nazionale, nel multicolore del festival.
Promettiamo – SARÀ DIVERTENTE !!! “

Conclusioni

Sembra che in Georgia ancora riconoscano il fatto che il calcio è l’immagine di una cultura. Quindi mi chiedo: che cultura trasmettiamo continuando a tollerare che gli arbitri, gli allenatori ed i giocatori siano insultati? Se gli arbitri sono donne è accettabile che tali insulti siano sessisti? Troviamo tollerabile che per protestare con un arbitro occorra mettergli le mani addosso?

La deviazione: dall’analitico al situazionale

Eccoci qui con una proposta didattica che vede protagonista Lorenzo Squizzi. Il 27 aprile infatti grazie all’organizzazione di Gino Cervi referente a Parma per l’associazione Apport (associazione italiana preparatori portieri) ci si ritroverà sul campo per misurarci sull’argomento della deviazione.

deviazione

La professionalità di Lorenzo Squizzi  preparatore dei portieri del Chievo Calcio (in carriera ha totalizzato complessivamente 44 presenze in Serie A e 153 in Serie B con all’attivo la vittoria di un campionato di serie B e  una coppa italia e la vittoria di un campionato italiano di serie A) sarà a disposizione dei presenti per interagire sia sul campo che in aula con le dinamiche che vedono i portieri impegnati nel fondamentale gesto della deviazione.

Vi aspettiamo numerosi!. 

Donne e Arbitraggio

Nell’articolo odierno parleremo delle donne e  del ruolo arbitrale.

Pillole dal Seminario sulla gestione dei conflitti nello sport

Sabato 30 novembre 2019 ho avuto modo di partecipare al Seminario sulla gestione del conflitto nello sport tenuto dalla Psicologa dello sport Lucia Francolini. Si trattava di un seminario formativo rivolto a tecnici ed educatori Uisp su come sviluppare set di comportamenti utili a costruire relazioni serene e produttive nel contesto sportivo. 

Ad un certo punto della giornata abbiamo focalizzato l’attenzione sul ruolo dell’arbitro nel calcio. La dottoressa ci ha voluto rendere consapevoli dell’impatto emotivo causato dalla pratica “socialmente accettata” degli insulti da parte del pubblico e degli attori in campo verso il direttore di gara. Ci spiegava quindi come un arbitro di calcio prepara la sua partita con un carico di stress molto superiore rispetto ad un collega del rugby o della scherma le cui decisioni vengono raramente contestate.

Molto più facilmente rispetto ad altri sport, quindi, possono verificarsi episodi di attrito e frustrazione. Molto più facilmente possono venire alla luce atteggiamenti di intolleranza che in altri contesti sarebbero repressi.

Il ruolo delle società sportive, inteso come dirigenza ed allenatori/educatori deve essere quello di continuare ad agire per debellare queste pratiche incivili.

Anche aver subito un evidente ingiustizia a seguito di una discutibile decisione arbitrale palesemente errata, l’allenatore o il dirigente NON devono dare luogo ad escandescenze. Il ruolo dell’allenatore è anche quello di modello per i suoi giocatori, quindi un allenatore che non ha il controllo di sé sotto pressione difficilmente potrà trasmettere questa capacità ai propri giocatori. 

Il controllo psicofisico è uno degli aspetti fondamentali per ottenere le migliori performance in ambito atletico. Durante le prestazioni di alto livello lo stress deve essere portato al massimo (prima del punto di rottura) ed in questo stato è importante mantenere il controllo mentale. Un allenatore che non può portare i propri atleti in questo stato difficilmente potrà sfruttare a pieno delle proprie potenzialità.

In conclusione, a mio parere riuscire a mantenere il controllo mentale durante una prova scadente da parte dell’arbitro è alla base del miglioramento prestazionale di un atleta di livello. Talvolta ciò può avere ripercussioni immediate sulla partita che sta giocando, perché rimanendo lucido e concentrato non subirà i gol di rapina mentre litiga con l’arbitro.

Detto questo parliamo di donne.

Articolo del messaggero: Calcio, annulla un gol: insulti sessisti all’arbitra

Venerdì 29 Novembre 2019 di Davide Mancini 

Basta un gol annullato al 91’ di una gara di coppa Italia di serie C per cancellare un mare di buoni propositi. Neanche il tempo di celebrare la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che arriva un altro episodio di linciaggio mediatico di stampo sessista. La sfortunata protagonista è Veronica Vettorel, promettente assistente arbitrale della sezione di Latina, colpevole, secondo alcuni sostenitori dell’Avellino, di aver annullato il gol del pareggio alla formazione irpina nella sfida degli ottavi di finale giocata mercoledì al “Partenio” contro la Ternana. Dopo la rete del vantaggio ospite realizzata da Nesta a sei minuti dalla conclusione, è Ilanes a pareggiare i conti al primo minuto di recupero, rete però annullata per un fuorigioco ravvisato dalla guardalinee pontina.

Dopo le vibranti proteste dei giocatori di casa, in men che non si dica si è scatenata la contestazione da parte di alcuni supporter di fede biancoverde che, attraverso i social, hanno aggredito verbalmente la sportiva del capoluogo, offendendola sotto l’aspetto professionale e personale. Un’abitudine insopportabile che trova, purtroppo, terreno fertile sulle piattaforme social, dove ormai scaricare frustrazione e rabbia è divenuta spiacevole routine. Per fortuna c’è anche chi ha preso le distanze da tutta una serie di frasi irripetibili, facendo sentire tutta la propria vicinanza a Veronica Vettorel, da una parte della tifoseria avellinese ai giornalisti irpini presenti sugli spalti. Non saranno certo degli attacchi social a frenare la brillante carriera dell’assistente di Latina che, oltre a essere tra le protagoniste dell’organico C.A.N. C, da tempo viene selezionata per incontri europei di calcio femminile.

Categoria Giovanissimi regionale, in campo ieri la squadra locale e quella della città di Crispiano. «L’arbitro donna ha dovuto subire offese sessiste dalla tribuna per tutto il match», racconta uno spettatore che è anche il padre della ragazza)  sulla pagina Facebook di Arbitri calcio.it. «Le offese sono iniziate già dai primi minuti dal fischio d’inizio, quando una gruppetto di genitori tra cui anche donne del Sava ha cominciato a offenderla invitandola a dedicarsi al mestiere più antico del mondo piuttosto che calcare i campi da calcio».

Il giudice di gara è una ragazza di soli 16 anni. Il mister della squadra ospite si avvicina alla tribuna per chiedere agli spettatori – in gran parte dei genitori dei ragazzi – di smetterla, ma viene insultato anche lui. «Torna nello spogliatoio», gridano mamme e papà all’allenatore.

Commento di Antonio Abatematteo

«Sono un arbitro – continua Antonio Abatematteo – so per esperienza non è una scelta facile. Non lo è per l’uomo arbitro figuriamoci tanto meno per un ragazzina, che ha avuto il coraggio di affrontare una platea così difficile. È stata brava a restare con la testa nella partita…. e non oso immaginare cosa pensasse ascoltando queste offese. Sono anche un padre e ho anche un figlio che gioca al calcio….. È la prima volta che assisto ad uno spettacolo così indecoroso. Sono il padre della ragazza e oggi il calcio è andato a farsi f…».

Conclusioni

Insulti sessisti urlati da genitori, mamme e papà, e non sono davvero un bell’esempio. Se anche chi dovrebbe educare i propri figli  al rispetto e alla non violenza nei confronti delle donne, se anche chi è allo stadio come genitore offre questo spettacolo, davvero siamo messi male. E ha ragione il padre della giovane arbitra: il calcio così si perde. 

alTRI LINK DI ARTICOLI RIGUARDANTI EPISODI DI SESSISMO:
Rieti, offese e insulti sessisti verso arbitro donna: 10 turni di stop
«Il calcio femminile è un covo di lesbiche». Nuovo insulto del cronista sessista
Offese sessiste all’arbitro donna, giocatore si abbassa ipantaloni in campo: insulti anche dalle famiglie
Arbitro donna insultata, lei torna in campo: per il giovane calciatore espulsione dal club
Offese al guardalinee donna: Sibilia: «Parole vergognose»
Veronica Vettorel

Ho cercato di presentare alcuni casi di insulti sessisti verso direttrici donne, ma trovo altrettanto importante denunciare anche l’altro lato della medaglia, quella degli arbitri sessisti, per nulla contenti di arbitrare partite di calcio femminile, si atteggiano con arroganza verso le calciatrici.

Ovviamente i casi reali di sessismo devono essere verificati ed accertati. Solo una stretta minoranza soffre di grave sessismo, quindi tali gravi accuse non devono essere mosse solo per ribaltare un risultato sfavorevole ottenuto sul campo. Sicuramente devono essere portati alla luce ogni volta accertati.

Riporto di seguito un articolo del quotidiano “El commercio” in cui una squadra femminile spagnola ha mosso tali accuse verso il direttore arbitrale:

Un árbitro a las futbolistas: «Las mujeres no tendríais que jugar a esto»

EFE – Martes, 11 febrero 2020, 11:21

El club crevillentino,

a través de la nota pública, ha condenado «estas actitudes» y espera que se tomen las medidas oportunas «para que un suceso como este no vuelva a tener lugar en un campo de fútbol».

Denuncia que el colegiado profirió insultos machistas a sus jugadoras, mientras que él lo niega

Ha denunciado a través de las redes sociales haber sufrido insultos y menosprecios por parte del árbitro hacia las jugadoras durante el encuentro que disputó el pasado fin de semana ante el SPA Alicante C. El partido, enmarcado en la Primera Regional Valenciana, fue suspendido a 20 minutos del final con el resultado de 0-1.

La entidad afirma que el colegiado llamó a sus jugadoras «nenazas» y que las menospreció con frases como «que se termine ya esta mierda de partido», «dais vergüenza» o «las mujeres no tendríais que jugar a esto».

José Antonio Candela, entrenador del equipo,
ratificó a Efe todo lo apuntado en el comunicado y afirmó que el único objetivo del club crevillentino es que el árbitro se disculpe ante las jugadoras. «Los puntos nos dan igual. No podemos consentir este tipo de comportamientos», dijo el entrenador, quien prepara junto al club el escrito de protesta en el que explica todo lo sucedido «incluso con imágenes de televisión».

El entrenador explicó que fue en el minuto 70, tras una expulsión al segundo entrenador, cuando se desencadenaron los acontecimientos. «Comenzó a sacar tarjetas y a expulsar gente y, tras amenazar con suspender el partido y llamar a las autoridades, fue cuando mis jugadoras dijeron que eran ellas las que iban a llamar a la Guardia Civil por todo lo que les había dicho», argumentó el entrenador.

«Mis chicas estaban descentradas y ofendidas.

Yo veía que les sacaba tarjetas por protestar pero no sospechaba el motivo», prosiguió el preparador. Candela indicó que fue el colegiado el que decidió suspender el partido «porque dijo que su seguridad no estaba garantizada, aunque poco después recapacitó y quería seguir, algo que no aceptamos».

«No sé si este chico quiso hacerse el gracioso o tiene un problema y es así», apostilló el técnico, quien indicó que desde la Federación de Fútbol de la Comunidad Valenciana ya se han puesto en contacto con el Crevillente para recabar información.

La versión del árbitro

El colegiado negó ante el comité de árbitros de la Federación de Fútbol de la Comunidad Valenciana (FFCV) las acusaciones de que profirió insultos machistas a las jugadoras del equipo local.

Así lo confirmaron a Efe fuentes federativas, que señalaron que el colegiado, del que facilitaron sus iniciales (D.A.M.G.), se mostró sorprendido por las acusaciones y comunicó que preparará un anexo al acta para explicar con detalle todo lo sucedido.

En el acta, el árbitro refleja que fue insultado por una jugadora local, que le calificó como «machista de mierda» y «gilipollas».

El comité de competición de la FFCV

espera recibir más información para pronunciarse y hacer una valoración sobre lo sucedido en el partido.

El presidente del club visitante, Jesús Cañizares, aseguró que sus jugadoras no escucharon durante el partido insultos a las futbolistas rivales, aunque sí algunos comentarios despectivos del árbitro «relacionados con lo fea que se estaba poniendo la situación».

Traduzione:

Il Crevillente Femenino CF denuncia che l’arbitro ha offerto insulti sessisti verso le sue giocatrici

Il Crevillente Femenino CF ha denunciato attraverso i social network di aver subito insulti ed il disprezzo dell’arbitro nei confronti delle proprie giocatrici durante la partita giocata lo scorso fine settimana contro la SPA Alicante C. La partita, del campionato di Prima Divisione Valenciana Regionale, è stata sospesa a 20 minuti dalla fine con il risultato di 0-1.

LA dirigenza afferma che l’arbitro ha chiamato le giocatrici “nenazas” (femminuccia) e che le ha disprezzate con frasi come “Questa m**** di partita è finita”, “vergogna” o “le donne non dovrebbero giocare”.

José Antonio Candela, allenatore della squadra,

ha confermato a Efe tutto quanto indicato nella dichiarazione della dirigenza. Ha affermato che l’unica richiesta del club Crevillentino è che l’arbitro si scusi con le giocatrici.

“I punti non contano per noi. Però non possiamo acconsentire a questo tipo di comportamento “, ha detto l’allenatore che sta preparando il modulo di protesta accanto al club spiegando tutto ciò che è accaduto con l’ausilio delle immagini televisive.

L’allenatore ha spiegato che era al 70 ° minuto, dopo l’espulsione del secondo allenatore, il momento in cui si sono verificati gli eventi.

“Ha iniziato a pescare cartellini ed espellere le persone. Ha minacciato di sospendere il gioco e di chiamare le autorità. Le mie giocatrici hanno quindi risposto che sarebbero state loro a chiamare la Guardia Civile per tutti gli insulti che avevano ricevuto”, ha affermato allenatore.

«Le mie ragazze erano fuori di sé e offese.

Ho visto l’arbitro sventolare cartellini immotivatamente.”, ha continuato l’allenatore, “poi l’arbitro ha deciso di sospendere il gioco, per tutelare la propria sicurezza, ma dopo poco ha riconsiderato tutto e cercato di far continuare… ma noi non abbiamo accettato un comportamento simile.”.

“Non so se questo ragazzo pensava di essere divertente o se ha un problema comportamentale.”, ha terminato l’allenatore.

La Federazione calcistica della Comunità valenciana ha già contattato il Crevillente per raccogliere maggiori informazioni in merito alla vicenda.

Il club del Crevillentino, attraverso la nota pubblica, ha condannato questi atteggiamenti e spera che vengano prese le misure appropriate, in modo che un evento simile non si ripeta mai più su un campo di calcio.

La versione dell’arbitro


L’arbitro ha negato le accuse dinanzi al comitato arbitrale della Federcalcio della Comunità Valenciana (FFCV).

Ciò è stato confermato da fonti federali di Efe. Il collegio ha visto l’arbitro alquanto sorpreso dalle accuse e ha detto che preparerà un allegato al verbale per spiegare in dettaglio tutto ciò che è accaduto.

Nel verbale, l’arbitro scrive di essere stato insultato da una giocatrice locale, che lo ha descritto come “sessista del c****” e “stronzo”.

Il comitato FFCV aspetta di ricevere maggiori informazioni per pronunciare e valutare ciò che è accaduto durante la partita.

Il presidente del club ospite,

Jesús Cañizares, ha dichiarato che i suoi giocatori non hanno ascoltato gli insulti contro i giocatori di calcio rivali, anche se alcuni commenti sprezzanti dell’arbitro “erano contestuali al brutto clima che si era creato”.

La vicenda ancora non è chiara, ma mi sento di poter affermare che fair play, controllo e lotta all’intolleranza siano la base della convivenza civile su un campo di calcio. Non devono mancare a nessuno degli attori in campo. Ogni gesto o comportamento che va tuttavia contro questi principi, allontana il calcio dalla cultura sportiva.

Il mio allenamento tipo

Ci sono tante scuole di pensiero su come strutturare gli allenamenti e sono tutte corrette, purché si raggiungano i risultati prefissati. Alcuni organizzano sedute di allenamento con molti esercizi a secco ( senza la palla) per allenare la forza oppure la resistenza.

Altri organizzano tutto l’allenamento con la palla, riscaldamento, forza, resistenza  e recupero. 

Avete mai provatolo fare un giro di campo con e senza la palla alla stessa velocità? Il risultato è che con la palla tra i piedi i nostri battiti cardiaci sono maggiori e quindi è più allenante, oltre a migliorare la propria tecnica individuale alleniamo la parte atletica.

Ho fatto questo esempio perché tutti gli esercizi che propongo ai miei giocatori sono con la palla, solamente una piccolissima parte gestita dal preparatore atletico prevede una fase a “secco” ma quando è possibile facciamo concludere l’esercizio con un gesto tecnico.

Una considerazione importante da fare per chi come me ha solamente 2 sedute di allenamento alla settimana  è che, la componente noia non deve prevalere sul l’attenzione dei ragazzi.

Esercizi “divertenti “ sono molto più allenanti poiché i giocatori sono stimolati e danno il massimo.

Il mio allenamento tipo

Una sana competizione migliora l’andamento della seduta.

Piccole varianti dello stesso esercizio rendono  meno noioso lo sforzo psicofisico.

Una componente cognitiva cattura l’attenzione del gruppo.

Il mio allenamento tipo con la prima squadra di serie C1:

PS: Poiché riesco ad avere solamente 2 sedute alla settimana, la durata di ogni seduta è di 2 ore.

8′  di attivazione muscolare libera

Mettiamo a disposizione dei ragazzi tutte le attrezzature presenti in palestra. Ognuno     di    loro in autogestione svolge l’esercizio più adatto alle proprie esigenze fisiche attuali.

12′  Esercizio di riscaldamento                                                                                                                   Può essere un torello oppure una partita a tema con ritmo blando

12′  Altro esercizio di riscaldamento   

L’esercizio avrà un’intensità maggiore al precedente per preparare gli atleti ad     affrontare il resto della seduta.

30′ di forza, velocità, o resistenza

30′ Partite a tema ed esercizi per allenare i principi difensivi e offensivi 

30′ Partita libera.

In questo articolo ho spiegato il mio modo di preparare un allenamento tipo. Nel prossimo articolo proporrò degli esercizi entrando nello specifico.

Non mancate !!!

Ciao da Serafino

Mister del ASD Baraccaluga

Il mio allenamento tipo
Acquista il tuo regalo di San Valentino su SeShop.it (by Serafino Muraca)
Prodotti tipici e artigianato

Brianna Curtis, calciatrice americana racconta la sua storia

Nota: La traduzione in italiano è alla fine dell’intervista originale in inglese.

Ringrazio Soccer Management Institute e College Life per avermi messo in contatto con Brianna.

New Year Vibe

⚽With the start of the new year, we just cannot wait to be back on the field💯2020 will be amazing in Rome! #LeadTheGamesoccermanagementinstitute.com

Pubblicato da Soccer Management Institute su Giovedì 2 gennaio 2020
Hi Brianna, when did you start to play soccer?

I started playing soccer when I was 4 years old. And it really started as a small club where kids could go to burn off some energy before bed time. But it quickly turned into a competitive soccer I grew to love!

tell us more about your career in youth soccer …

I played for Evergreen “Stingers” for about 14 years before I made it onto a traveling team. Freshman year of high school I played for Colorado Rush. Which was I. The super league and the ECNL league (elites club national league), I played college for my high school and basketball for my high school as well.

you had to be very busy, no?

The Rush team meant that I trained everyday for about 2 hours and then would play two games every weekend. It was a lot especially at a young age. And the traveling is a huge reason why I am who I am today along with how I got to Italy.

it was a good team?

We won nationals my freshman year so a lot of college scouts noticed my team. I verbally committed to play SEC D1 soccer at the University of Arkansas at 16. I went there for a semester in 2015 and then transferred to Iowa state quickly after where I played my last 3 years in the Big12 D1 league. 

You love this game, do ya?

The soccer is amazing.

Have you ever paid to play?

As a student athlete I never had to pay for my sport or any other collegiate sports.

Are youth leagues always associated with schools?

Youth teams are either club or school affiliated. For instances. You can play for your high school and a local club. in college you are either on the school team (meaning you can get scholarship and represent the school) or you are on the club team where players are far less competitive and have to pay for their own flights, trips, tournaments etc.
It depends on the college and popularity of women’s soccer in the location.

does americans pay to watch school championship games?

At university of Arkansas it cost money to see the women’s soccer team play (making us a revenue sport) while at Iowa state you could watch for free.

and what did you do upon your graduation?

Upon graduation I was committed to play for Oxford Brookes university while I would have received masters as well. But Soccer Management reached out to me and I knew I had to go. I knew that being 22 and forcing myself to be uncomfortable, learn a new language and pursue my love for coaching was the best choice for me. Especially after having coached at a highschool in Iowa I was the importance sports has on the lives of children (especially girls) and the structure it can provide for them. 

what about your italian experience?

Now, once I arrived to Italy it was clear that it was going to be a challenge. In a very new way. The soccer was amazing, but the program allows for something I haven’t experience since I was little: play with boys. In the mornings we train as an SMI group, so I play against males the same age as me, from different countries and frankly a lot bigger than me. And I love it. It is amazing competition and forces me to grow as a player.

do amateur championships exist in america?

Yes there are non-competitive championships depends on the league you’re in.

Have you ever heard of the indoor soccer that is played 5vs5 which is taught in soccer schools in latin america to improve the technique?

Oh yes in America we call it futsal, and you’re right. It promotes coerver soccer and tika taka soccer. I agree.

What differences have you noticed between Italian and American women’s football?

With regard to the soccer coaching and playing in women’s soccer (in Italy) as a whole; it is smarter than American soccer. I would say that in America we are know for being athletes. We “out athletic” if you will, our opponents. We run for days, kick it and run, tackle and run, run run run. But here everyone loves soccer so much they focus on developing strong soccer IQs and technical ability at a young age. The amount of Coever style soccer coaching used here is impressive and refreshing to be around. It was the style I was lucky enough to be around in the Colorado Rush program, which brought us wild success. Much like it has brought success to my current team here in Italy. We won our game last night 10-0 and are looking to moving up divisions.

Why did you choose Italy as a study destination?

I chose Italy because soccer is my heart and it is an amazing location (a dream for most Americans) and learning Italian was a goal of mine. I love Rome and am learning quickly.

what is your opinion about women’s sport?

I also agree that many amazing accomplishments in women’s sports but soccer in particular, have been minimized from the public eye. I studied abroad in Costa Rica as well, and so I do have an interesting collection of men’s perspectives from around the world and in different cultures.

Do you think women’s sport is hidden from the male chauvinist culture?

Sadly yes, that does limit experience but the goal is to increase popularity through accomplishments and viewership! Women’s sports are on the come up so I am happy to know you are participating to helping it.

Traduzione:

Ciao Brianna, come inizia la tua storia di calciatrice?

Ho iniziato a giocare a calcio quando avevo 4 anni. Ed è iniziato tutto in un piccolo club dove i bambini potevano andare a bruciare un po’ di energia prima di coricarsi. Ma sono passata rapidamente al calcio competitivo e l’ho imparato ad amare!

dicci qualcosa della tua carriera nel calcio competitivo…

Ho giocato negli Evergreen “Stingers” per circa 14 anni prima di entrare in una squadra lontano casa. Il primo anno di liceo ho giocato per i Colorado Rush. Ciò significava giocare La super league e la ECNL league (elites club national league) per il mio liceo, dove ho giocato anche a basket!

DEVI ESSERE stata MOLTO OCCUPATa…

Giocare per il team di Rush voleva dire allenamenti ogni giorno per circa 2 ore. A quei tempi giocavo due partite ogni fine settimana. È stato molto impegnativo, soprattutto per la giovane età. Penso che “il viaggio” sia la grande ragione per cui sono quello che sono oggi.  Penso che sia per questo che mi ha spinto a venire in Italia.

i rush erano una buona squadra?

Abbiamo vinto i nazionali il mio primo anno, quindi molti osservatori del college hanno notato la mia squadra. Ero sempre impegnatissima a giocare a calcio. A 16 anni ho giocato in SEC D1 all’Università dell’Arkansas per un semestre (nel 2015) e poi mi sono trasferita nello stato dell’ Iowa dove ho giocato i miei ultimi 3 anni nella lega Big12 D1.

Ami questo sport, vero?

Il calcio è stato fantastico.

Hai mai pagato per giocare nelle giovanili?

In quanto studentessa atleta non ho mai dovuto pagare per praticare il calcio o qualsiasi altro sport collegiale.

le squadre giovanili sono sempre collegate alle scuole?

Le squadre giovanili sono affiliate al club o alla scuola. Per esempio, puoi giocare per il tuo liceo e un club locale. Al college fai parte della squadra della scuola (il che significa che puoi ottenere una borsa di studio e rappresentare la scuola), mentre se sei nella squadra del club, questi sono molto meno competitivi e devono pagare per i propri voli, viaggi, tornei ecc.
Il trattamento dipende soprattutto dal college e dalla popolarità del calcio femminile nella specifica località.

si paga per vedere le partite scolastiche?

All’Università dell’Arkansas si paga per vedere le partite del calcio femminile (rendendoci uno sport che procura entrate economiche per la scuola) mentre in Iowa state l’ingresso è libero.

dopo la laurea cosa hai deciso di fare?

Dopo la laurea avevo preso l’impegno di giocare per l’università di Oxford Brookes mentre avrei conseguito i master, ma Soccer Management mi ha contattata per venire in Italia per conseguirlo a Roma. Sapevo che non avrei dovuto perdere l’occasione. Pur sapendo che a 22 anni sarei dovuta uscire dalla mia zona di confort e che avrei dovuto imparare una nuova lingua per perseguire i miei scopi in nome dell’amore per il coaching, ero certa che sarebbe stata la scelta migliore per la mia vita. Certezza maturata dopo la mia esperienza alla scuola superiore in Iowa, dove ho scoperto l’importanza che lo sport ha sulla vita dei bambini (in particolare le ragazze) e sulla formazione che può fornire loro.

cosa ci puoi dire della tua esperienza in Italia?

Ora sono arrivata in Italia. Era chiaro che sarebbe stata una sfida in un mondo completamente nuovo. Il calcio qui è fantastico. Ciò che non mi aspettavo, era di giocare con i ragazzi, cosa che non facevo da quando ero piccola! Al mattino ci alleniamo tutti insieme noi del gruppo SMI, quindi gioco contro maschi della mia stessa età e di paesi diversi… francamente molto più grandi di me!!!! Ed amo questa cosa. È una sfida straordinaria che mi costringe a crescere come giocatrice.

esistono campionati amatoriali ?

Sì esistono anche campionati non competitivi.

hai mai sentito parlare del calcio a 5 indoor utilizzato dai sudamericani per migliorare la tecnica nelle scuole calcio?

Oh, sì! In America lo chiamiamo futsal. Hai ragione, promuove il metodo di insengamento Coerver ed il tika taka. Sono d’accordo che aiuti molto a migliorare la tecnica individuale.

Che differenze ci sono tra il calcio femminile italiano e statunitense?

Per quanto riguarda l’allenamento e il gioco, il calcio femminile in Italia, nel suo insieme, è più intelligente del calcio americano. Direi che in America siamo conosciuti per essere atleti. Sovrastiamo atleticamente i nostri avversari. Corriamo per giorni, calciamo e corriamo, facciamo interventi in scivolata e corriamo, corriamo, corriamo e corriamo. Qui tutti amano il calcio così tanto che si concentrano sullo sviluppo dell’intelligenza tattica del calcio allenando le abilità tecniche già in giovane età. La quantità di allenamenti di calcio in stile Coever, qui, è veramente impressionante! Svolgerlo mi rinfresca!!! Mi ricorda lo stile di allenamento utilizzato dai Colorado Rush, che ci ha procurato un successo incredibile. Proprio come sta portando successo alla mia squadra attuale qui in Italia. Abbiamo vinto ieri sera per 10-0 e stiamo cercando di fare ancora meglio.

perchè hai scelto l’italia come meta di studio?

Ho scelto l’Italia perché il calcio è nel mio cuore e questo paese ne è una patria. Penso che sia un paese meraviglioso e per molti americani è un sogno. Avevo l’obiettivo personale di imparare l’italiano, amo Roma che me lo sta facendo imparare in fretta.

Come pensi che sia visto lo sport femminile nel mondo?

Avendo studiato all’estero, anche in Costa Rica, ho potuto inquadrare le prospettive degli uomini di tutte le parti del mondo e delle più varie culture. Posso quindi dire che nonostante i grandi successi dello sport femminile, dagli uomini e dalla nostra società questi vengono sempre di minimizzati, soprattutto nel calcio.

pensi che venga un po’ oscurato dalla nostra cultura che predilige lo sport maschile?

Purtroppo sì, questo è un limite per l’esperienza, ma l’obiettivo è aumentare la popolarità attraverso la sua pratica ed aumentandone la visibilità! Lo sport femminile è in crescita e sono felice di averti conosciuto perché so che sei una persona che si impegna ne suo sviluppo.