La deviazione: dall’analitico al situazionale

Eccoci qui con una proposta didattica che vede protagonista Lorenzo Squizzi. Il 27 aprile infatti grazie all’organizzazione di Gino Cervi referente a Parma per l’associazione Apport (associazione italiana preparatori portieri) ci si ritroverà sul campo per misurarci sull’argomento della deviazione.

deviazione

La professionalità di Lorenzo Squizzi  preparatore dei portieri del Chievo Calcio (in carriera ha totalizzato complessivamente 44 presenze in Serie A e 153 in Serie B con all’attivo la vittoria di un campionato di serie B e  una coppa italia e la vittoria di un campionato italiano di serie A) sarà a disposizione dei presenti per interagire sia sul campo che in aula con le dinamiche che vedono i portieri impegnati nel fondamentale gesto della deviazione.

Vi aspettiamo numerosi!. 

Donne e Arbitraggio

Nell’articolo odierno parleremo delle donne e  del ruolo arbitrale.

Pillole dal Seminario sulla gestione dei conflitti nello sport

Sabato 30 novembre 2019 ho avuto modo di partecipare al Seminario sulla gestione del conflitto nello sport tenuto dalla Psicologa dello sport Lucia Francolini. Si trattava di un seminario formativo rivolto a tecnici ed educatori Uisp su come sviluppare set di comportamenti utili a costruire relazioni serene e produttive nel contesto sportivo. 

Ad un certo punto della giornata abbiamo focalizzato l’attenzione sul ruolo dell’arbitro nel calcio. La dottoressa ci ha voluto rendere consapevoli dell’impatto emotivo causato dalla pratica “socialmente accettata” degli insulti da parte del pubblico e degli attori in campo verso il direttore di gara. Ci spiegava quindi come un arbitro di calcio prepara la sua partita con un carico di stress molto superiore rispetto ad un collega del rugby o della scherma le cui decisioni vengono raramente contestate.

Molto più facilmente rispetto ad altri sport, quindi, possono verificarsi episodi di attrito e frustrazione. Molto più facilmente possono venire alla luce atteggiamenti di intolleranza che in altri contesti sarebbero repressi.

Il ruolo delle società sportive, inteso come dirigenza ed allenatori/educatori deve essere quello di continuare ad agire per debellare queste pratiche incivili.

Anche aver subito un evidente ingiustizia a seguito di una discutibile decisione arbitrale palesemente errata, l’allenatore o il dirigente NON devono dare luogo ad escandescenze. Il ruolo dell’allenatore è anche quello di modello per i suoi giocatori, quindi un allenatore che non ha il controllo di sé sotto pressione difficilmente potrà trasmettere questa capacità ai propri giocatori. 

Il controllo psicofisico è uno degli aspetti fondamentali per ottenere le migliori performance in ambito atletico. Durante le prestazioni di alto livello lo stress deve essere portato al massimo (prima del punto di rottura) ed in questo stato è importante mantenere il controllo mentale. Un allenatore che non può portare i propri atleti in questo stato difficilmente potrà sfruttare a pieno delle proprie potenzialità.

In conclusione, a mio parere riuscire a mantenere il controllo mentale durante una prova scadente da parte dell’arbitro è alla base del miglioramento prestazionale di un atleta di livello. Talvolta ciò può avere ripercussioni immediate sulla partita che sta giocando, perché rimanendo lucido e concentrato non subirà i gol di rapina mentre litiga con l’arbitro.

Detto questo parliamo di donne.

Articolo del messaggero: Calcio, annulla un gol: insulti sessisti all’arbitra

Venerdì 29 Novembre 2019 di Davide Mancini 

Basta un gol annullato al 91’ di una gara di coppa Italia di serie C per cancellare un mare di buoni propositi. Neanche il tempo di celebrare la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che arriva un altro episodio di linciaggio mediatico di stampo sessista. La sfortunata protagonista è Veronica Vettorel, promettente assistente arbitrale della sezione di Latina, colpevole, secondo alcuni sostenitori dell’Avellino, di aver annullato il gol del pareggio alla formazione irpina nella sfida degli ottavi di finale giocata mercoledì al “Partenio” contro la Ternana. Dopo la rete del vantaggio ospite realizzata da Nesta a sei minuti dalla conclusione, è Ilanes a pareggiare i conti al primo minuto di recupero, rete però annullata per un fuorigioco ravvisato dalla guardalinee pontina.

Dopo le vibranti proteste dei giocatori di casa, in men che non si dica si è scatenata la contestazione da parte di alcuni supporter di fede biancoverde che, attraverso i social, hanno aggredito verbalmente la sportiva del capoluogo, offendendola sotto l’aspetto professionale e personale. Un’abitudine insopportabile che trova, purtroppo, terreno fertile sulle piattaforme social, dove ormai scaricare frustrazione e rabbia è divenuta spiacevole routine. Per fortuna c’è anche chi ha preso le distanze da tutta una serie di frasi irripetibili, facendo sentire tutta la propria vicinanza a Veronica Vettorel, da una parte della tifoseria avellinese ai giornalisti irpini presenti sugli spalti. Non saranno certo degli attacchi social a frenare la brillante carriera dell’assistente di Latina che, oltre a essere tra le protagoniste dell’organico C.A.N. C, da tempo viene selezionata per incontri europei di calcio femminile.

Categoria Giovanissimi regionale, in campo ieri la squadra locale e quella della città di Crispiano. «L’arbitro donna ha dovuto subire offese sessiste dalla tribuna per tutto il match», racconta uno spettatore che è anche il padre della ragazza)  sulla pagina Facebook di Arbitri calcio.it. «Le offese sono iniziate già dai primi minuti dal fischio d’inizio, quando una gruppetto di genitori tra cui anche donne del Sava ha cominciato a offenderla invitandola a dedicarsi al mestiere più antico del mondo piuttosto che calcare i campi da calcio».

Il giudice di gara è una ragazza di soli 16 anni. Il mister della squadra ospite si avvicina alla tribuna per chiedere agli spettatori – in gran parte dei genitori dei ragazzi – di smetterla, ma viene insultato anche lui. «Torna nello spogliatoio», gridano mamme e papà all’allenatore.

Commento di Antonio Abatematteo

«Sono un arbitro – continua Antonio Abatematteo – so per esperienza non è una scelta facile. Non lo è per l’uomo arbitro figuriamoci tanto meno per un ragazzina, che ha avuto il coraggio di affrontare una platea così difficile. È stata brava a restare con la testa nella partita…. e non oso immaginare cosa pensasse ascoltando queste offese. Sono anche un padre e ho anche un figlio che gioca al calcio….. È la prima volta che assisto ad uno spettacolo così indecoroso. Sono il padre della ragazza e oggi il calcio è andato a farsi f…».

Conclusioni

Insulti sessisti urlati da genitori, mamme e papà, e non sono davvero un bell’esempio. Se anche chi dovrebbe educare i propri figli  al rispetto e alla non violenza nei confronti delle donne, se anche chi è allo stadio come genitore offre questo spettacolo, davvero siamo messi male. E ha ragione il padre della giovane arbitra: il calcio così si perde. 

alTRI LINK DI ARTICOLI RIGUARDANTI EPISODI DI SESSISMO:
Rieti, offese e insulti sessisti verso arbitro donna: 10 turni di stop
«Il calcio femminile è un covo di lesbiche». Nuovo insulto del cronista sessista
Offese sessiste all’arbitro donna, giocatore si abbassa ipantaloni in campo: insulti anche dalle famiglie
Arbitro donna insultata, lei torna in campo: per il giovane calciatore espulsione dal club
Offese al guardalinee donna: Sibilia: «Parole vergognose»
Veronica Vettorel

Ho cercato di presentare alcuni casi di insulti sessisti verso direttrici donne, ma trovo altrettanto importante denunciare anche l’altro lato della medaglia, quella degli arbitri sessisti, per nulla contenti di arbitrare partite di calcio femminile, si atteggiano con arroganza verso le calciatrici.

Ovviamente i casi reali di sessismo devono essere verificati ed accertati. Solo una stretta minoranza soffre di grave sessismo, quindi tali gravi accuse non devono essere mosse solo per ribaltare un risultato sfavorevole ottenuto sul campo. Sicuramente devono essere portati alla luce ogni volta accertati.

Riporto di seguito un articolo del quotidiano “El commercio” in cui una squadra femminile spagnola ha mosso tali accuse verso il direttore arbitrale:

Un árbitro a las futbolistas: «Las mujeres no tendríais que jugar a esto»

EFE – Martes, 11 febrero 2020, 11:21

El club crevillentino,

a través de la nota pública, ha condenado «estas actitudes» y espera que se tomen las medidas oportunas «para que un suceso como este no vuelva a tener lugar en un campo de fútbol».

Denuncia que el colegiado profirió insultos machistas a sus jugadoras, mientras que él lo niega

Ha denunciado a través de las redes sociales haber sufrido insultos y menosprecios por parte del árbitro hacia las jugadoras durante el encuentro que disputó el pasado fin de semana ante el SPA Alicante C. El partido, enmarcado en la Primera Regional Valenciana, fue suspendido a 20 minutos del final con el resultado de 0-1.

La entidad afirma que el colegiado llamó a sus jugadoras «nenazas» y que las menospreció con frases como «que se termine ya esta mierda de partido», «dais vergüenza» o «las mujeres no tendríais que jugar a esto».

José Antonio Candela, entrenador del equipo,
ratificó a Efe todo lo apuntado en el comunicado y afirmó que el único objetivo del club crevillentino es que el árbitro se disculpe ante las jugadoras. «Los puntos nos dan igual. No podemos consentir este tipo de comportamientos», dijo el entrenador, quien prepara junto al club el escrito de protesta en el que explica todo lo sucedido «incluso con imágenes de televisión».

El entrenador explicó que fue en el minuto 70, tras una expulsión al segundo entrenador, cuando se desencadenaron los acontecimientos. «Comenzó a sacar tarjetas y a expulsar gente y, tras amenazar con suspender el partido y llamar a las autoridades, fue cuando mis jugadoras dijeron que eran ellas las que iban a llamar a la Guardia Civil por todo lo que les había dicho», argumentó el entrenador.

«Mis chicas estaban descentradas y ofendidas.

Yo veía que les sacaba tarjetas por protestar pero no sospechaba el motivo», prosiguió el preparador. Candela indicó que fue el colegiado el que decidió suspender el partido «porque dijo que su seguridad no estaba garantizada, aunque poco después recapacitó y quería seguir, algo que no aceptamos».

«No sé si este chico quiso hacerse el gracioso o tiene un problema y es así», apostilló el técnico, quien indicó que desde la Federación de Fútbol de la Comunidad Valenciana ya se han puesto en contacto con el Crevillente para recabar información.

La versión del árbitro

El colegiado negó ante el comité de árbitros de la Federación de Fútbol de la Comunidad Valenciana (FFCV) las acusaciones de que profirió insultos machistas a las jugadoras del equipo local.

Así lo confirmaron a Efe fuentes federativas, que señalaron que el colegiado, del que facilitaron sus iniciales (D.A.M.G.), se mostró sorprendido por las acusaciones y comunicó que preparará un anexo al acta para explicar con detalle todo lo sucedido.

En el acta, el árbitro refleja que fue insultado por una jugadora local, que le calificó como «machista de mierda» y «gilipollas».

El comité de competición de la FFCV

espera recibir más información para pronunciarse y hacer una valoración sobre lo sucedido en el partido.

El presidente del club visitante, Jesús Cañizares, aseguró que sus jugadoras no escucharon durante el partido insultos a las futbolistas rivales, aunque sí algunos comentarios despectivos del árbitro «relacionados con lo fea que se estaba poniendo la situación».

Traduzione:

Il Crevillente Femenino CF denuncia che l’arbitro ha offerto insulti sessisti verso le sue giocatrici

Il Crevillente Femenino CF ha denunciato attraverso i social network di aver subito insulti ed il disprezzo dell’arbitro nei confronti delle proprie giocatrici durante la partita giocata lo scorso fine settimana contro la SPA Alicante C. La partita, del campionato di Prima Divisione Valenciana Regionale, è stata sospesa a 20 minuti dalla fine con il risultato di 0-1.

LA dirigenza afferma che l’arbitro ha chiamato le giocatrici “nenazas” (femminuccia) e che le ha disprezzate con frasi come “Questa m**** di partita è finita”, “vergogna” o “le donne non dovrebbero giocare”.

José Antonio Candela, allenatore della squadra,

ha confermato a Efe tutto quanto indicato nella dichiarazione della dirigenza. Ha affermato che l’unica richiesta del club Crevillentino è che l’arbitro si scusi con le giocatrici.

“I punti non contano per noi. Però non possiamo acconsentire a questo tipo di comportamento “, ha detto l’allenatore che sta preparando il modulo di protesta accanto al club spiegando tutto ciò che è accaduto con l’ausilio delle immagini televisive.

L’allenatore ha spiegato che era al 70 ° minuto, dopo l’espulsione del secondo allenatore, il momento in cui si sono verificati gli eventi.

“Ha iniziato a pescare cartellini ed espellere le persone. Ha minacciato di sospendere il gioco e di chiamare le autorità. Le mie giocatrici hanno quindi risposto che sarebbero state loro a chiamare la Guardia Civile per tutti gli insulti che avevano ricevuto”, ha affermato allenatore.

«Le mie ragazze erano fuori di sé e offese.

Ho visto l’arbitro sventolare cartellini immotivatamente.”, ha continuato l’allenatore, “poi l’arbitro ha deciso di sospendere il gioco, per tutelare la propria sicurezza, ma dopo poco ha riconsiderato tutto e cercato di far continuare… ma noi non abbiamo accettato un comportamento simile.”.

“Non so se questo ragazzo pensava di essere divertente o se ha un problema comportamentale.”, ha terminato l’allenatore.

La Federazione calcistica della Comunità valenciana ha già contattato il Crevillente per raccogliere maggiori informazioni in merito alla vicenda.

Il club del Crevillentino, attraverso la nota pubblica, ha condannato questi atteggiamenti e spera che vengano prese le misure appropriate, in modo che un evento simile non si ripeta mai più su un campo di calcio.

La versione dell’arbitro


L’arbitro ha negato le accuse dinanzi al comitato arbitrale della Federcalcio della Comunità Valenciana (FFCV).

Ciò è stato confermato da fonti federali di Efe. Il collegio ha visto l’arbitro alquanto sorpreso dalle accuse e ha detto che preparerà un allegato al verbale per spiegare in dettaglio tutto ciò che è accaduto.

Nel verbale, l’arbitro scrive di essere stato insultato da una giocatrice locale, che lo ha descritto come “sessista del c****” e “stronzo”.

Il comitato FFCV aspetta di ricevere maggiori informazioni per pronunciare e valutare ciò che è accaduto durante la partita.

Il presidente del club ospite,

Jesús Cañizares, ha dichiarato che i suoi giocatori non hanno ascoltato gli insulti contro i giocatori di calcio rivali, anche se alcuni commenti sprezzanti dell’arbitro “erano contestuali al brutto clima che si era creato”.

La vicenda ancora non è chiara, ma mi sento di poter affermare che fair play, controllo e lotta all’intolleranza siano la base della convivenza civile su un campo di calcio. Non devono mancare a nessuno degli attori in campo. Ogni gesto o comportamento che va tuttavia contro questi principi, allontana il calcio dalla cultura sportiva.

Il mio allenamento tipo

Ci sono tante scuole di pensiero su come strutturare gli allenamenti e sono tutte corrette, purché si raggiungano i risultati prefissati. Alcuni organizzano sedute di allenamento con molti esercizi a secco ( senza la palla) per allenare la forza oppure la resistenza.

Altri organizzano tutto l’allenamento con la palla, riscaldamento, forza, resistenza  e recupero. 

Avete mai provatolo fare un giro di campo con e senza la palla alla stessa velocità? Il risultato è che con la palla tra i piedi i nostri battiti cardiaci sono maggiori e quindi è più allenante, oltre a migliorare la propria tecnica individuale alleniamo la parte atletica.

Ho fatto questo esempio perché tutti gli esercizi che propongo ai miei giocatori sono con la palla, solamente una piccolissima parte gestita dal preparatore atletico prevede una fase a “secco” ma quando è possibile facciamo concludere l’esercizio con un gesto tecnico.

Una considerazione importante da fare per chi come me ha solamente 2 sedute di allenamento alla settimana  è che, la componente noia non deve prevalere sul l’attenzione dei ragazzi.

Esercizi “divertenti “ sono molto più allenanti poiché i giocatori sono stimolati e danno il massimo.

Il mio allenamento tipo

Una sana competizione migliora l’andamento della seduta.

Piccole varianti dello stesso esercizio rendono  meno noioso lo sforzo psicofisico.

Una componente cognitiva cattura l’attenzione del gruppo.

Il mio allenamento tipo con la prima squadra di serie C1:

PS: Poiché riesco ad avere solamente 2 sedute alla settimana, la durata di ogni seduta è di 2 ore.

8′  di attivazione muscolare libera

Mettiamo a disposizione dei ragazzi tutte le attrezzature presenti in palestra. Ognuno     di    loro in autogestione svolge l’esercizio più adatto alle proprie esigenze fisiche attuali.

12′  Esercizio di riscaldamento                                                                                                                   Può essere un torello oppure una partita a tema con ritmo blando

12′  Altro esercizio di riscaldamento   

L’esercizio avrà un’intensità maggiore al precedente per preparare gli atleti ad     affrontare il resto della seduta.

30′ di forza, velocità, o resistenza

30′ Partite a tema ed esercizi per allenare i principi difensivi e offensivi 

30′ Partita libera.

In questo articolo ho spiegato il mio modo di preparare un allenamento tipo. Nel prossimo articolo proporrò degli esercizi entrando nello specifico.

Non mancate !!!

Ciao da Serafino

Mister del ASD Baraccaluga

Il mio allenamento tipo
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Brianna Curtis, calciatrice americana racconta la sua storia

Nota: La traduzione in italiano è alla fine dell’intervista originale in inglese.

Ringrazio Soccer Management Institute e College Life per avermi messo in contatto con Brianna.

New Year Vibe

⚽With the start of the new year, we just cannot wait to be back on the field💯2020 will be amazing in Rome! #LeadTheGamesoccermanagementinstitute.com

Pubblicato da Soccer Management Institute su Giovedì 2 gennaio 2020
Hi Brianna, when did you start to play soccer?

I started playing soccer when I was 4 years old. And it really started as a small club where kids could go to burn off some energy before bed time. But it quickly turned into a competitive soccer I grew to love!

tell us more about your career in youth soccer …

I played for Evergreen “Stingers” for about 14 years before I made it onto a traveling team. Freshman year of high school I played for Colorado Rush. Which was I. The super league and the ECNL league (elites club national league), I played college for my high school and basketball for my high school as well.

you had to be very busy, no?

The Rush team meant that I trained everyday for about 2 hours and then would play two games every weekend. It was a lot especially at a young age. And the traveling is a huge reason why I am who I am today along with how I got to Italy.

it was a good team?

We won nationals my freshman year so a lot of college scouts noticed my team. I verbally committed to play SEC D1 soccer at the University of Arkansas at 16. I went there for a semester in 2015 and then transferred to Iowa state quickly after where I played my last 3 years in the Big12 D1 league. 

You love this game, do ya?

The soccer is amazing.

Have you ever paid to play?

As a student athlete I never had to pay for my sport or any other collegiate sports.

Are youth leagues always associated with schools?

Youth teams are either club or school affiliated. For instances. You can play for your high school and a local club. in college you are either on the school team (meaning you can get scholarship and represent the school) or you are on the club team where players are far less competitive and have to pay for their own flights, trips, tournaments etc.
It depends on the college and popularity of women’s soccer in the location.

does americans pay to watch school championship games?

At university of Arkansas it cost money to see the women’s soccer team play (making us a revenue sport) while at Iowa state you could watch for free.

and what did you do upon your graduation?

Upon graduation I was committed to play for Oxford Brookes university while I would have received masters as well. But Soccer Management reached out to me and I knew I had to go. I knew that being 22 and forcing myself to be uncomfortable, learn a new language and pursue my love for coaching was the best choice for me. Especially after having coached at a highschool in Iowa I was the importance sports has on the lives of children (especially girls) and the structure it can provide for them. 

what about your italian experience?

Now, once I arrived to Italy it was clear that it was going to be a challenge. In a very new way. The soccer was amazing, but the program allows for something I haven’t experience since I was little: play with boys. In the mornings we train as an SMI group, so I play against males the same age as me, from different countries and frankly a lot bigger than me. And I love it. It is amazing competition and forces me to grow as a player.

do amateur championships exist in america?

Yes there are non-competitive championships depends on the league you’re in.

Have you ever heard of the indoor soccer that is played 5vs5 which is taught in soccer schools in latin america to improve the technique?

Oh yes in America we call it futsal, and you’re right. It promotes coerver soccer and tika taka soccer. I agree.

What differences have you noticed between Italian and American women’s football?

With regard to the soccer coaching and playing in women’s soccer (in Italy) as a whole; it is smarter than American soccer. I would say that in America we are know for being athletes. We “out athletic” if you will, our opponents. We run for days, kick it and run, tackle and run, run run run. But here everyone loves soccer so much they focus on developing strong soccer IQs and technical ability at a young age. The amount of Coever style soccer coaching used here is impressive and refreshing to be around. It was the style I was lucky enough to be around in the Colorado Rush program, which brought us wild success. Much like it has brought success to my current team here in Italy. We won our game last night 10-0 and are looking to moving up divisions.

Why did you choose Italy as a study destination?

I chose Italy because soccer is my heart and it is an amazing location (a dream for most Americans) and learning Italian was a goal of mine. I love Rome and am learning quickly.

what is your opinion about women’s sport?

I also agree that many amazing accomplishments in women’s sports but soccer in particular, have been minimized from the public eye. I studied abroad in Costa Rica as well, and so I do have an interesting collection of men’s perspectives from around the world and in different cultures.

Do you think women’s sport is hidden from the male chauvinist culture?

Sadly yes, that does limit experience but the goal is to increase popularity through accomplishments and viewership! Women’s sports are on the come up so I am happy to know you are participating to helping it.

Traduzione:

Ciao Brianna, come inizia la tua storia di calciatrice?

Ho iniziato a giocare a calcio quando avevo 4 anni. Ed è iniziato tutto in un piccolo club dove i bambini potevano andare a bruciare un po’ di energia prima di coricarsi. Ma sono passata rapidamente al calcio competitivo e l’ho imparato ad amare!

dicci qualcosa della tua carriera nel calcio competitivo…

Ho giocato negli Evergreen “Stingers” per circa 14 anni prima di entrare in una squadra lontano casa. Il primo anno di liceo ho giocato per i Colorado Rush. Ciò significava giocare La super league e la ECNL league (elites club national league) per il mio liceo, dove ho giocato anche a basket!

DEVI ESSERE stata MOLTO OCCUPATa…

Giocare per il team di Rush voleva dire allenamenti ogni giorno per circa 2 ore. A quei tempi giocavo due partite ogni fine settimana. È stato molto impegnativo, soprattutto per la giovane età. Penso che “il viaggio” sia la grande ragione per cui sono quello che sono oggi.  Penso che sia per questo che mi ha spinto a venire in Italia.

i rush erano una buona squadra?

Abbiamo vinto i nazionali il mio primo anno, quindi molti osservatori del college hanno notato la mia squadra. Ero sempre impegnatissima a giocare a calcio. A 16 anni ho giocato in SEC D1 all’Università dell’Arkansas per un semestre (nel 2015) e poi mi sono trasferita nello stato dell’ Iowa dove ho giocato i miei ultimi 3 anni nella lega Big12 D1.

Ami questo sport, vero?

Il calcio è stato fantastico.

Hai mai pagato per giocare nelle giovanili?

In quanto studentessa atleta non ho mai dovuto pagare per praticare il calcio o qualsiasi altro sport collegiale.

le squadre giovanili sono sempre collegate alle scuole?

Le squadre giovanili sono affiliate al club o alla scuola. Per esempio, puoi giocare per il tuo liceo e un club locale. Al college fai parte della squadra della scuola (il che significa che puoi ottenere una borsa di studio e rappresentare la scuola), mentre se sei nella squadra del club, questi sono molto meno competitivi e devono pagare per i propri voli, viaggi, tornei ecc.
Il trattamento dipende soprattutto dal college e dalla popolarità del calcio femminile nella specifica località.

si paga per vedere le partite scolastiche?

All’Università dell’Arkansas si paga per vedere le partite del calcio femminile (rendendoci uno sport che procura entrate economiche per la scuola) mentre in Iowa state l’ingresso è libero.

dopo la laurea cosa hai deciso di fare?

Dopo la laurea avevo preso l’impegno di giocare per l’università di Oxford Brookes mentre avrei conseguito i master, ma Soccer Management mi ha contattata per venire in Italia per conseguirlo a Roma. Sapevo che non avrei dovuto perdere l’occasione. Pur sapendo che a 22 anni sarei dovuta uscire dalla mia zona di confort e che avrei dovuto imparare una nuova lingua per perseguire i miei scopi in nome dell’amore per il coaching, ero certa che sarebbe stata la scelta migliore per la mia vita. Certezza maturata dopo la mia esperienza alla scuola superiore in Iowa, dove ho scoperto l’importanza che lo sport ha sulla vita dei bambini (in particolare le ragazze) e sulla formazione che può fornire loro.

cosa ci puoi dire della tua esperienza in Italia?

Ora sono arrivata in Italia. Era chiaro che sarebbe stata una sfida in un mondo completamente nuovo. Il calcio qui è fantastico. Ciò che non mi aspettavo, era di giocare con i ragazzi, cosa che non facevo da quando ero piccola! Al mattino ci alleniamo tutti insieme noi del gruppo SMI, quindi gioco contro maschi della mia stessa età e di paesi diversi… francamente molto più grandi di me!!!! Ed amo questa cosa. È una sfida straordinaria che mi costringe a crescere come giocatrice.

esistono campionati amatoriali ?

Sì esistono anche campionati non competitivi.

hai mai sentito parlare del calcio a 5 indoor utilizzato dai sudamericani per migliorare la tecnica nelle scuole calcio?

Oh, sì! In America lo chiamiamo futsal. Hai ragione, promuove il metodo di insengamento Coerver ed il tika taka. Sono d’accordo che aiuti molto a migliorare la tecnica individuale.

Che differenze ci sono tra il calcio femminile italiano e statunitense?

Per quanto riguarda l’allenamento e il gioco, il calcio femminile in Italia, nel suo insieme, è più intelligente del calcio americano. Direi che in America siamo conosciuti per essere atleti. Sovrastiamo atleticamente i nostri avversari. Corriamo per giorni, calciamo e corriamo, facciamo interventi in scivolata e corriamo, corriamo, corriamo e corriamo. Qui tutti amano il calcio così tanto che si concentrano sullo sviluppo dell’intelligenza tattica del calcio allenando le abilità tecniche già in giovane età. La quantità di allenamenti di calcio in stile Coever, qui, è veramente impressionante! Svolgerlo mi rinfresca!!! Mi ricorda lo stile di allenamento utilizzato dai Colorado Rush, che ci ha procurato un successo incredibile. Proprio come sta portando successo alla mia squadra attuale qui in Italia. Abbiamo vinto ieri sera per 10-0 e stiamo cercando di fare ancora meglio.

perchè hai scelto l’italia come meta di studio?

Ho scelto l’Italia perché il calcio è nel mio cuore e questo paese ne è una patria. Penso che sia un paese meraviglioso e per molti americani è un sogno. Avevo l’obiettivo personale di imparare l’italiano, amo Roma che me lo sta facendo imparare in fretta.

Come pensi che sia visto lo sport femminile nel mondo?

Avendo studiato all’estero, anche in Costa Rica, ho potuto inquadrare le prospettive degli uomini di tutte le parti del mondo e delle più varie culture. Posso quindi dire che nonostante i grandi successi dello sport femminile, dagli uomini e dalla nostra società questi vengono sempre di minimizzati, soprattutto nel calcio.

pensi che venga un po’ oscurato dalla nostra cultura che predilige lo sport maschile?

Purtroppo sì, questo è un limite per l’esperienza, ma l’obiettivo è aumentare la popolarità attraverso la sua pratica ed aumentandone la visibilità! Lo sport femminile è in crescita e sono felice di averti conosciuto perché so che sei una persona che si impegna ne suo sviluppo.

Piccoli calciatori: motivare, comunicare, emozionare

Quando ho visto la locandina del Parma  Academy che proponeva un incontro formativo con con il titolo “Piccoli calciatori: motivare, comunicare, emozionare“ mi è subito venuta voglia di partecipare.

Personalmente sono sempre in cerca di nuovi stimoli e di possibilità di confronto e nella serata rivolta a tutti gli allenatori, dirigenti e collaboratori tesserati per le società affiliate Parma Calcio 1913, il Dott. Davide Malaguti ha tentato di darci qualche stimolo per approfondire l’argomento.

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Nella prima parte dell’incontro ci ha fatto ragionare sull’importanza di fare domande.  Lui stesso si è presentato iniziando l’incontro con le seguenti domande: “Chi è qui per imparare qualcosa di nuovo?”, “Chi è qui per farlo divertendosi?” mettendoci subito in condizioni di interagire con quanto avrebbe esposto dopo.

Aldilà di una certa teatralità nell’esporre i suoi concetti l’argomento fondamentale è stato che le domande sono un ottimo strumento per una buona comunicazione efficace perché permettono di far riflettere il nostro interlocutore, specialmente un bambino.

Alcuni di noi (in particolare Enrico Cannata ) hanno presentato le loro aspettative rispetto all’incontro chiedendo strumenti pratici per poter gestire e far divertire i ragazzi.

Un primo aspetto sottolineato da Davide è stata l’importanza di parlare sempre in positivo. Davide infatti ha utilizzato esempi in cui ha evitato di utilizzare il termine “non”, ad esempio “non fare questo”, “non dire questo”, “non andare lì”, ecc sostenendo come la nostra mente registra l’aspetto negativo, non capisce il “non” ma solo quello  che viene detto dopo.

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Ad esempio ci ha detto: “Non immaginare il colore nero!” 

La maggior parte di noi in aula ha invece immaginato il colore nero e così anche i bambini lo percepiscono subito e fanno lo stesso quello che si dice loro senza valutare il non.

E’ importante allora parlare in positivo. Quindi sforzarsi di non usare il NON.

Un altro strumento potrebbe essere far notare ad ogni situazione anomala gli aspetti positivi. Chiedere cioè ai bambini ad esempio le tre cose che ognuno ha imparato dalla situazione che apparentemente è negativa.

Ad esempio un bambino corre a piedi scalzi fuori casa e aprendo la porta troppo in fretta si pesta il piede. Mentre piange seduto in braccio al genitore questi gli chiede di pensare a tre cose che ha imparato da questa situazione.

A non aprire la porta in fretta. A non correre e…(forse imbeccato dal genitore)  a mettersi un paio di scarpe o di ciabatte.

Esempi così ce ne sono molti. Calandoci nel nostro contesto calcistico l’importante è che i mister abbiamo chiari gli obiettivi da raggiungere e abbiamo impostato le regole su cui basare il tempo passato in inseme in allenamento.

La comunicazione che dovranno tenere sarà quella di rinforzare i ragazzi continuamente senza far pesare gli errori ma mantenendo un atteggiamento “proattivo” e cioè trovando sempre modi diversi ed efficaci per interagire e interessare il bambino nel gioco del calcio puntando sul divertimento.

In due ore non ci sono stati i tempi e le modalità per evidenziare molti strumenti ma è stato importante ricevere lo stimolo di ragionare su come sia importante coinvolgere e interagire con i ragazzi per raggiungere gli obiettivi  che ci diamo e capire come loro possono venire coinvolti.

Un ultimo stimolo che ci è stato dato è una pianificazione di alcune aspetti che potrebbero essere importanti per poi lavorare nei vari allenamenti. Investire cioè del tempo per creare le condizioni per poter sviluppare con i ragazzi i vari allenamenti nel miglior modo possibile.

Le condizioni sono:

  • OBIETTIVO COMUNE (stabilirlo e condividerlo con i ragazzi)
  • REGOLE PER CONVIVERE NELL’AMBIENTE (esplicitare le regole e sostenerle)
  • MASSIMO IMPEGNO (darlo e ovviamente pretendere di riceverlo)
  • PARTECIPAZIONE (rendere protagonisti i ragazzi)
  • DIVERTIMENTO (emozionare con esercizi divertenti)

Come succede in ogni incontro di questo tipo si potevano approfondire mille aspetti diversi ma nelle due ore  che abbiamo avuto a disposizione comunque ci sono stati spunti interessanti sull’argomento. 

Grazie a Davide quindi per per i suoi stimoli che tramite aneddoti sulla sua vita non ha mancato di presentarsi e di promuovere quello che è la sua attività di formatore, imprenditore e venditore …ma ci può stare anche questo!. 

Alla prossima!!!

 

F-MARC test:  valutare l’abilità tecnica nel calcio di giovani sportivi.

In un articolo pubblicato su THE AMERICAN JOURNAL OF SPORTS MEDICINE è stata presentato il F-MARC test. Uno studio dove diversi ricercatori hanno sviluppato una serie di test standard per valutare le prestazioni fisiche dei giovani giocatori (condizioni fisiche e prestazioni tecniche e tattiche).

La batteria di test F-MARC comprende una sessione di allenamento funzionale e strutturata di circa 2,5 ore. Comprende:

  • test di flessibilità (sette esercizi),
  • abilità calcistiche (otto esercizi)
  • Test sulla potenza , velocità e resistenza (sette esercizi).

Lo studio sottolinea come l’analisi del profilo fisico e tecnico di un singolo giocatore, in relazione ai valori medi per un gruppo e livello di abilità simili, potrebbe essere di aiuto per valutare la valutazione obiettiva degli effetti di un programma di allenamento specifico oppure può essere utile al medico e al fisioterapista responsabile del monitoraggio dei progressi durante la riabilitazione dopo infortuni sul calcio.

Motivazione Senza un’adeguata motivazione i risultati dei test potrebbero non essere rilevanti.  L’impegno positivo, la curiosità e l’istinto competitivo sono fattori determinanti per la buona riuscita del test.  Pertanto, prima di iniziare la batteria di test, i giocatori devono essere  informati in dettaglio sugli scopi e i metodi delle prove.   

Test di flessibilità

Sono stati progettati sette esercizi di flessibilità per valutare le condizioni funzionali dei principali gruppi muscolari e identificare possibili squilibri.

F-MARC

Sollevamento delle gambe in posizione supina (Fig. 1). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità dei muscoli dorsali degli arti inferiori. Il giocatore giace con la schiena in posizione orizzontale. Il giocatore alza attivamente la gamba destra fino a quando non ha raggiunto il massimo movimento dell’anca. Infine, il mister solleva ulteriormente la gamba nella posizione massima (passiva). L’esercizio viene quindi ripetuto sulla gamba sinistra. L’esaminatore misura il grado di flessione dell’anca attiva e passiva in unità di 5 °.

F-MARC

Spaccature laterali delle gambe (Fig. 2). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità (principalmente) dei muscoli adduttori. Bisogna fare attenzione a vedere che il tronco rimanga in linea verticale. Il mister misura la distanza tra i talloni e l’altezza dal suolo.

F-MARC

Divarichi delle gambe in senso longitudinale (Fig. 3). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità dei gruppi dei muscoli posteriori della coscia e dei quadricipiti nella regione dell’anca. Il giocatore si inginocchia su una gamba, con l’altra gamba distesa davanti. Bisogna far attenzione che non ci sia alcuna rotazione dei fianchi. Vengono misurate le distanze il ginocchio posteriore e il calcagno e la distanza dal suolo.

F-MARC

Curvatura al ginocchio con una gamba sola (Fig. 4). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità dei muscoli del quadricipite. Il giocatore si inginocchia su una gamba, con la gamba opposta rivolta verso l’esterno, la parte inferiore mantenuta in verticale. Si sostiene con entrambe le mani (ad esempio sugli sgabelli o dei coni). Bisogna fare attenzione a che il suo tronco rimanga in posizione verticale (linea verticale sulla parete), che non vi sia rotazione dei fianchi e che la parte inferiore della gamba anteriore rimanga verticale. L’esame misura la distanza tra il ginocchio posteriore e il tallone anteriore e la distanza dal suolo. 

F-MARC

Piegatura all’indietro (Fig. 5). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità dei muscoli quadricipiti e la lunghezza dei muscoli addominali. Il giocatore dovrebbe piegarsi lentamente all’indietro. L’esaminatore guida il giocatore con una mano sotto la schiena ma non lo supporta. Il giocatore dovrebbe mantenere la massima posizione arretrata per 1 secondo. L’esame misura i gradi di flessione all’indietro. 

F-MARC

Flessione laterale (Fig. 6). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità laterale dei muscoli del tronco e della colonna vertebrale. Viene incaricato di muoversi lentamente il più lontano possibile, prima a destra, poi a sinistra. Entrambe le scapole devono rimanere a contatto con la parete durante il movimento. L’esaminatore misura la distanza dalla punta del dito medio al suolo, prima in posizione verticale, poi dopo la piegatura laterale (sia a destra che a sinistra) e calcola le differenze per ciascun lato. 

F-MARC

Flessione in avanti del tronco (Fig. 7). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità della colonna vertebrale e dei muscoli del dorso. Il giocatore si trova su una scatola, che ha una scala segnata sul lato anteriore esteso. Il giocatore si piega leggermente in avanti (senza oscillare) e tocca la parte anteriore della scatola con entrambe le mani. L’esaminatore misura il punto in cui la punta del dito medio tocca la scala. 

Competenze calcistiche

Otto test di abilità calcistica permettono di valutare il profilo del giocatore in relazione alle abilità tecniche.

F-MARC

Palleggio piede (Fig. 8). Questo test consente di valutare il coordinamento specifico del giocatore di calcio. Il giocatore palleggia con il piede, cercando di toccarla il più volte possibile senza lasciarla colpire a terra. Se riesce a 25 tocchi al primo tentativo, non sono necessari ulteriori tentativi. Il test comincia lasciando cadere la palla dalle mani. Sono previsti 3 tentativi per ogni piede. Viene presa a riferimento la miglior prova con il piede destro e con il piede sinistro.

F-MARC

Serie di palleggi (Fig. 9). Questo test consente la valutazione della coordinazine del giocatore relativa a tutte le parti del corpo. Il mister lancia la palla da una distanza di 5 metri dal giocatore, che cerca di palleggiare nel seguente ordine: 1) petto-piede-testa, 2) testa-piede-piede, 3) piede-petto-testa. Tre tentativi di esercizio. 

F-MARC

Dribbling a velocità (Fig. 10). Questo test consente la valutazione del dribbling in relazione al tempo e alla velocità. Dopo il segnale di “Pronti – Via”  i giocatori iniziano con la palla da dietro la linea (1 sulla figura). Dopo 5 metri effettuano lo slalom seguendo l’ordine stabilito. Dopo 10 metri giro attorno ostacolo isolato (3). Quindi dopo 8 metri gioca la palla attorno a un lato di un quadrato (4) e corre attorno all’altro lato (5) per raccoglierlo (6). Quindi si lancia attraverso la porta e l’esercizio termina quando stopperà la pala dopo la porta. Il mister misura il tempo impiegato dal segnale “Vai” fino a quando il giocatore ha la palla sotto il suo piede. 

F-MARC

Passaggio lungo (Fig. 11). Questo test consente la valutazione della potenza di tiro e della precisione sulla lunga distanza. Il giocatore tira la palla in un cerchio (raggio, 2 metri; distanza, 36 metri) segnato nel mezzo di un’area quadrata (10×10 metri). Il giocatore ha prima un tentativo di prova. L’esame ha un totale di cinque tentativi. L’unità di misura è punti; 3 se la palla atterra nel cerchio o tocca la sua circonferenza e 1 punto se la palla atterra altrove nel quadrato. 

F-MARC

Passaggio corto (Fig. 12). Questo test consente di valutare la precisione e il coordinamento nel tiro con palla in movimento. Il giocatore porta palla fino ad una linea e da lì tira con precisione in una porta piccola a 11 metri di distanza. Il mister misura un totale di cinque tentativi, segnando 3 punti se la palla va in porta e 1 punto se la palla colpisce la traversa o il palo. 

Tirare con palla ferma (Fig. 13). Il test consente di valutare la precisione e il coordinamento nel tiro. Una palla viene posizionata a 16 metri dal centro della porta- Il  giocatore tira in porta che è divisa (idealmente) in sei segmenti. Punta prima in alto a destra, poi in alto a sinistra. L’esaminatore misura un totale di tre tentativi ciascuno nei segmenti in alto a destra e in alto a sinistra. Tre punti vengono assegnati se il giocatore spara nel segmento corretto, 1 punto se il giocatore colpisce la traversa o il palo di questo segmento, 1 punto se il giocatore spara nel segmento del primo piano e 0 punti per sparare nei segmenti inferiori. 

Tirare con palla in movimento (Fig. 14). Questo test consente di valutare la precisione e la coordinazione del tiro con palla in movimento. Il mister effettua un passaggio da una distanza di 20 metri e il giocatore dopo una breve rincorsa, tira in porta. Come per l’esercizio di prima  la porta è divisa idealmente in sei segmenti. . Il mister misura su 5 tentativi, segnando 6 punti se il giocatore tira nei segmenti alto o a destra o a sinistra, 1 punto se il giocatore colpisce la traversa o il palo, 2 punti se spara nel segmento medio superiore e 1 indica se spara in segmenti inferiori. Se il passaggio non è sufficientemente preciso, il tentativo viene ripetuto.

Colpo di Testa (Fig. 15). Questo test consente di valutare la precisione e la coordinazione nel colpire la palla di testa. Viene diviso in due parti.

Prima parte. Il mister si trova 3 metri davanti al centro della porta e lancia la palla al giocatore. Il giocatore colpisce il pallone di testa dal dischetto del rigore verso la porta (che come gli esercizi di prima è divisa idealmente in 6 segmenti) Se il passaggio del mister non è preciso il tentativo viene ripetuto.

Seconda parte. Il mister si trova a 3 metri dal palo e lancia la palla sul dischetto del rigore. Il giocatore si trova a 3 metri di distanza dal dischetto, aspetta la palla e poi avanza per colpirla verso la porta. 

Per la prima parte del test, si misura un totale di tre tentativi: e vengono segnati 6 punti se la palla va nel segmento in alto a destra o in alto a sinistra, 1 punto se la palla colpisce la traversa , 3 punti se la palla va nei segmenti inferiore sinistro o destro e 0 punti se va nel segmento medio inferiore.

Per la seconda parte del test, si misura un totale di tre tentativi con 6 punti se la palla va nel segmento in alto a sinistra, 1 punto se la palla colpisce la traversa o il palo, 3 punti se la palla va nel segmento in basso a sinistra, 2 punti se la palla va nel segmento in alto al centro, 1 punto se la palla va nel segmento in basso e 0 punti se la palla va nel nel segmento a destra

Test di potenza, velocità e resistenza

Sono stati progettati sette esercizi per valutare le condizioni fisiche dei giocatori.

Salto verticale a due piedi (Fig. 16). Questo test consente di valutare l’abilità di salto verticale a due piedi. Il giocatore si trova di fronte a un muro e allunga le braccia verso l’alto, facendo un segno con il gesso che è stato strofinato sul suo dito medio. Quindi fa un salto esplosivo a due piedi verso l’alto e segna di nuovo il muro con il gesso sul dito nel punto più alto che raggiunge. L’esame misura il massimo dei tre tentativi, registrando la differenza tra il segno di gesso in piedi e il segno di gesso che salta. 

Hop Hop (Fig. 17). Questo test consente di valutare la capacità di saltare orizzontalmente con un piede. Il giocatore si ferma dopo l’ostacolo appoggiando un solo piede. Il giocatore quindi procede per i successivi salti sulla gamba destra, andando il più lontano possibile. L’esercizio fisico si ripete con la gamba sinistra. L’esaminatore misura il migliore dei tre tentativi per i lati destro e sinistro. Si misura la distanza dei salti dal primo appoggio. 

Calcio lungo (Fig. 18). Questo test consente di valutare la potenza del calcio. Dopo un passo il giocatore prende il pallone dalle sue mani e lo calcia più lontano possibile. La palla atterra dove un assistente segna il punto con un marcatore numerato. L’esame misura il migliore dei tre tentativi. Si misura la massima distanza. 

Lancio lungo con le mani (Fig. 19). Questo test consente di valutare la forza di lancio a due mani. Il giocatore fa una rimessa a due mani con le braccia sopra la testa. Dove la palla atterra un assistente segna il punto con un marcatore numerato. Si misura il migliore dei tre tentativi. 

Sprint su quattro linee (Fig. 20). Questo test consente di valutare la capacità di sprint e un’accelerazione intensiva. I giocatori a terra dietro la linea di partenza (A). Sul segnale “Pronto — Vai”, corre per 10 metri sulla linea B e tocca questo con il piede. Quindi si gira, corre dalla linea B 20 metri indietro alla linea C e tocca questa linea. Si gira di nuovo, corre per 10 metri dalla linea C alla linea A e tocca questa linea, gira, quindi corre per 30 metri fino alla linea finale tra due pali della bandiera. Il tocco del e linee dovrebbero essere controllate. Si misura il tempo totale.

Corsa a tre curve (Fig. 21). Questo test consente la valutazione della resistenza alla velocità e della resistenza anaerobica. Prima di iniziare, il polso del giocatore viene misurato a riposo. Sul segnale “Ready — Go”, corre in un triangolo dal palo della bandiera all’inizio, 80 metri dal palo della bandiera (1), attorno ad esso, 20 metri dal palo della bandiera (2), intorno ad esso, 82,4 metri indietro al iniziare, attorno a questo cono e quindi a 20 metri dalla linea di finitura (4). La frequenza del polso viene misurata prima dell’inizio, subito dopo il traguardo, e di nuovo 2 minuti dopo la corsa prendendo il tempo e battiti cardiaci al minuto per l’impulso.

Corsa di dodici minuti. Questo test consente di valutare la resistenza aerobica. Prima dell’inizio, il polso del giocatore viene misurato a riposo. Al segnale “Pronto — Vai”, corre il maggior numero possibile di giri. I giri vengono conteggiati ad alta voce dal mister mentre passa il giocatore. Sul segnale di arresto, l’esaminatore dovrebbe essere vicino al giocatore per notare la corsa della distanza esatta e prendere il suo polso. L’impulso viene misurato nuovamente a 1, 3 e 5 minuti dopo la corsa. La misurazione è in metri per la distanza percorsa e in battiti al minuto per impulso

Articolo originale “Assessment and Evaluation of Football Performance” THE AMERICAN JOURNAL OF SPORTS MEDICINE, Vol. 28, No. 5

Buone feste…il meglio deve ancora venire!

Il meglio deve ancora venire, ne siamo convinti!

Come ogni fine anno siamo infatti ancora qua per qualche riflessione, osservando quanto accaduto e quanto, ancora, può accadere.

Pubblichiamo infatti oggi l’ultimo articolo del 2019 ma ci rivedremo il 7 gennaio 2020 con le nostre rubriche e i nostri articoli e con tante novità su cui stiamo lavorando per un 2020 con nuove idee e nuove riflessioni.

Per la redazione de ilmisterone.com e per tutti quanti collaborano e ci seguono il 2019 è stato un bell’anno anno pieno di cambiamenti ma anche coinvolgente, dinamico e intenso. 

Siamo sicuramente cresciuti sia come redazione che come rubriche ed argomenti da affrontare e su cui discutere.

Stiamo lavorando ad una nuova veste grafica, ad un nuovo modo più dinamico e più funzionale per poter avere a disposizione gli argomenti trattati con più facilità, ci sono nuovi collaboratori che ci hanno permesso sia di strutturare con regolarità quanto già esisteva che di impostare nuove rubriche. Ci sono in programma interviste con testimoni di primo piano del panorama nazionale ma anche presentazioni di persone comuni che fanno bello il nostro mondo tutti i giorni lavorando soprattutto per passione.

Qualche anno fa ci eravamo presi un impegno per dare ordine a tutte quelle idee che man mano con i vari mister saltavano fuori nei vari incontri sul campo e spesso attorno ad una pizza. Notizie, articoli,, esercizi, curiosità e soprattutto esperienze da condividere per far crescere tutti noi appassionati di calcio (soprattutto quello giovanile)  e futsal.

Ilmisterone.com è quindi frutto di un’idea semplice ma chiara e precisa per essere utile a tutti i mister e a chi nel mondo del calcio è coinvolto soprattutto dalla passione per questo gioco e dalla capacità di confrontarsi.

Calcio giovanile, Futsal, calcio femminile e maschile, pubblichiamo per 5 giorni a settimana dal lunedì al venerdì in modo gratuito esercizi correlati agli obiettivi figc divisi per categorie, a modalità e linee di programmazione annuali – mensili e settimanali, sviluppo e gestione di allenamenti singoli, valutazione dei ragazzi e dei mister, gestione comunicativa, gestione delle dinamiche di gruppo, preparazione atletica, gestione dei portieri, ruolo dell’allenatore, esempi di personaggi famosi e non nazionali ed internazionali, storie maledette, statistiche, tesi utili, ecc. ecc. ecc.

Tutto questo è il contenuto del sito ilmisterone.com anche se la parte più vera e importante del progetto è la “PARTE UMANA”.

Ragazzi, mister e dirigenti che incontriamo sui campi , amici, collaboratori e persone appassionate di calcio che ci danno ogni volta e in ogni momento la “benzina” necessaria per continuare ad alimentare e a condividere una passione che ci fa divertire e che speriamo possa muovere “qualcosa” in tutti quelli che frequentano questo mondo. 

Come al solito un sincero GRAZIE,GRAZIE,GRAZIE… 

…e AUGURI a tutti per un felice e meritato riposo per tornare più carichi e motivati di prima…Il meglio deve ancora venire….vamoooooooooosssssssssssss!

 

meglio deve ancora venire

FORZA QUATTRO: CERVELLO E TATTICA

Esercizio che prende spunto dal celebre gioco da tavolo FORZA QUATTRO. E’ un esercizio da utilizzare soprattutto in riscaldamento. Lo spirito di competizione è molto importante perché porta subito i giocatori in uno stato di concentrazione alta.

FORZA QUATTRO

Due squadre iniziano divise su due file. Su un segnale del mister, entrambe le squadre con un giocatore alla volta partono per entrare nell’area del coni, con l’obiettivo di ottenere 4 giocatori in una linea sia diagonalmente che orizzontalmente o verticalmente. Le squadre possono “mettersi  in linea a 4” usando tutte le possibili combinazioni.

Contemporaneamente una squadra può anche provare a impedire all’opposizione di creare una linea di 4 fermandosi in un cerchio per interrompere la catena.  La pratica continua finché una squadra non raggiunge il “4 in linea” ovvero il forza quattro. A quel punto uno dei giocatori che hanno composto il quattro in linea ha 5 secondi per andare a calciare in  porta.

In genere è un esercizio che piace molto ai giocatori e mi sono ritrovato a riproporlo più volte con alcune varianti.

Il primo sviluppo potrebbe essere che prima di arrivare alla griglia faccio compiere ai giocatori dei circuiti funzionali con la palla.

FORZA QUATTRO

La fila che ha i cerchi davanti deve portare il pallone aggirando ciascuno dei cerchi colorati: prima il rosso poi il verde poi il giallo. Alla fine il giocatore deve arrivare al cono verde.

Contemporaneamente nell’altra fila il giocatore deve aggirare i coni rosso, verde e blu rientrando sempre nel quadrato giallo. Alla fine il giocatore deve arrivare al cono verde. il primo giocatore che arriva al cono può andare a posizionarsi sulla griglia. In questo caso il forza quattro potrebbe essere raggiunto dai primi 4 giocatori se la stessa squadra vince sempre il circuito funzionale.

Un’altra variante può essere sviluppata facendo compiere un 4 contro 3 dopo aver compiuto il 4 in linea nella griglia.

FORZA QUATTRO

I 4 giocatori che riescono ad effettuare il 4 in linea nella griglia recuperano il pallone posto a fianco della griglia e attaccano la porta con la regola che senza avversari si può fare goal solo portando la palla in area prima di tirare.

Contemporaneamente i primi tre giocatori della fila del colore che non è riuscita a fare il 4 in linea nella griglia corrono a difendere la porta. A seconda della reazione dei giocatori si possono così creare sia situazioni di 1 contro 1 che di 2 contro 2 oppure di 3 contro 2, 3 contro 3 o 4 contro 3.

Se l’attacco riesce a segnare il punto viene assegnato mentre se la difesa riesce a recuperare palla due giocatori della fila della difesa entrano in gioco in un 5 contro 4 ribaltando così la situazione di attacco e difesa.

Se la palla va fuori o se si segna il goal si riparte con il tris iniziale. Quando una squadra arriva a 3 goal (o a 5 per i più giovani) ovviamente vince.

Calcio femminile giovanile: Under 12

Ingresso in campo Parma U12 – Bibbiano San Polo U12

Il movimento del calcio femminile sta crescendo e sempre più bambine chiedono di giocare!

Vorrei ribadire e ripetere: I BAMBINI E LE BAMBINE VOGLIONO GIOCARE.

Mi raccontava Cristina Romanini (Parma) di una ragazzina che sarebbe dovuta entrare nella squadra under 10. Rifiutò perché la squadra di quella annata non partecipa ancora a nessun campionato. Alla proposta di fare solo allenamenti, ella rispose di voler tornare nella squadra del suo paese per GIOCARE assieme ai maschi.

Sembra banale, ma il nostro ego competitivo spesso ci impedisce di riconoscere l’essenza del calcio: è un GIOCO e per questo va GIOCATO.

Tantissime squadre (soprattutto in ambito maschile) fanno pesanti selezioni già tra i pulcini. Nel farlo, guardando solo il qui ed ora e dimenticandosi della prospettiva, non si rendono conto che con la crescita e lo sviluppo le caratteristiche possono subire notevoli cambiamenti.

Oltre al fatto che questo comportamento spinge i ragazzi apparentemente meno dotati all’abbandono del calcio, è immensamente diseducativo sia dal punto di vista della crescita individuale che di quella sportiva. Non potendosi confrontare con compagni dalle diverse capacità, questi perderanno l’occasione di imparare a rapportarsi con la differenza. Rischiano così di perdere il senso unitario di squadra, dove le capacità del singolo devono essere messe a disposizione del benessere collettivo del gruppo.

Per iniziare con il piede giusto per far crescere il movimento del calcio femminile, occorre perciò raccogliere i frutti dell’esperienza acquisita e riflettere sugli errori commessi.

Seguendo il triangolare tra Parma, Bibbiano San Polo e Rapid Viadana mi sono reso conto del fatto che le ragazze si sentissero a proprio agio. a giocare tra femmine. 

Nonostante ci potessero essere delle differenze in campo dal punto di vista fisico e della preparazione tra le squadre, a mio si sono divertite molto. 

Si spera che le pioniere possano fare da traino per tutte le nuove squadre che inizieranno questo percorso.

Link utili:

http://parmacalcio1913.com/category/femminile

http://www.asdbibbianosanpolo.it/

https://www.facebook.com/POL-RAPID-Viadana-1956159651095349/

Calcio a 5 femminile giovanile: Punti chiave

Sulla base della mia esperienza vorrei elencare quelli che penso siano i punti fondamentali da affrontare per chi inizia ad allenare delle giovani ragazze:

  • Essere autorevoli e non autoritari!

Allenare le ragazze richiede pazienza, equilibrio e la cura della comunicazione è molto importante. Per esempio, quando durante le fasi di gioco esse appaiano distratte o spaesate, per richiamare l’attenzione si tende ad urlare ordini ed osservazioni. Le nostre indicazioni possono essere utili nel momento in cui il richiamo riesce a suggerire in maniera tempestiva il comportamento da correggere. Spesso però, soprattutto se le giocatrici non hanno molta esperienza, potrebbero non comprendere e confondersi andando nel pallone. Una serie di indicazioni troppo lunga potrebbe essere difficile da capire. Meglio poche istruzioni, chiare ed essenziali date al momento giusto. Se siete soliti alzare la voce in campo, ricordate che le donne non lo gradiscono; non reagiscono immediatamente, accusano il colpo ed elaborano conservando il ricordo! Quindi cercate di essere il più autorevoli possibile senza cadere nell’autoritarismo o le giocatrici di punto in bianco potrebbero lasciare la squadra. Le ragazze praticano sport sopratutto per divertirsi!

  • Giocare facile!
    Per quanto sia possibile, soprattutto nelle giovanili, occorre insegnare la costruzione di azioni in cui la portatrice di palla venga aiutata dalle compagne che si fanno vedere in posizioni dove il passaggio sia facile da eseguire e da ricevere. Purtroppo, i nemici principali del passaggio facile sono:
    1. La scarsa reattività;
    2. La lentezza di impostazione;
    3. La forza mal dosata; 
    4. Il pressing degli avversari e la difficoltà di dribblare.

Quando si è alle prime armi, spesso si incontrano tutte queste difficoltà e solo con tanta sofferenza si riesce ad uscire dalla propria trequarti cercando di concludere un giro-palla. Di conseguenza, si cade nella tentazione di giocare palle lunghe. Il gioco “lungo” cerca di risolvere il problema di venire “schiacciati” dagli avversari, ma nasconde delle insidie:

    1. Richiede corse lunghe e ripetute che nel lungo periodo porta ad essere più stanche delle avversarie;
    2. Chi calcia deve possedere una buona tecnica di lancio, perchè deve essere preciso, per non consegnare il pallone alle avversarie ed evitare corse inutili;
    3. La giocatrice che riceve deve avere un buon controllo o si rischia che perda la palla;
    4. Riduce il tempo di possesso palla e dell’azione, ciò significa che si corre di più ed in un minor tempo si restituisce palla agli avversari aumentando il numero dei loro attacchi.

Tante squadre nel calcio e calcio a 5 femminile si affidano ai lanci, senza avere padronanza della tecnica, concludendo buona parte delle azioni con la palla persa. In certi momenti sembra di vedere il football americano giocato con i piedi.

  • Si difende tra l’avversaria e la (propria) porta!

Sottotitolo: Se si perde palla non si sta ferme in attacco ma si ritorna in difesa!

Come verrà recuperata la palla persa?
 
  • Chiarire chi è la propria avversaria! 

Prima di sperimentare altri tipi di difesa, consiglio di iniziare dalla difesa a uomo. Una ragazza deve avere chiaro chi sia la propria avversaria ed imparare a non farsi sorprendere dai suoi movimenti.  Per iniziare, quindi, è meglio dar loro un avversario fisso, assicurarsi che gli sia chiaro come marcarlo e sappiano muoversi insieme a lui per tutto il campo. Solo quando si avrà maturato sufficiente consapevolezza si potranno introdurre altri elementi come scalare o scambiarsi le marcature, che implicano la visione degli spazi lasciati vuoti.

Qual è la mia?
  • Chi bella vuole apparire un poco deve soffrire!

Con tutta la fantasia possibile per cercare di renderlo piacevole, occorre allenare atleticamente le ragazze, soprattutto se questo è il primo sport che praticano in vita loro. Nel femminile, una migliore condizione atletica sovrasta una migliore preparazione tecnica a parità di esperienza. In tutto ciò, mi sento di consigliare di affidare la preparazione atletica a chi ha studiato e sa gestire carichi di lavoro differenziati, anche individuali, per non provocare infortuni su ragazze giovani. La mia fortuna è di essere in staff con due ragazze che hanno studiato Scienze Motorie e hanno sempre ottimi consigli per adattare gli allenamenti in funzione delle condizioni fisiche delle ragazze, riducendo considerevolmente il rischio di traumi.