Controllo palla tra i coni

In questo periodo, mentre sto impostando le linee generali della programmazione del prossimo anno calcistico ho avuto modo di riguardare allenamenti che avevo svolto alcuni anni fa e, controllo palla tra i coni, l’esercizio che vi propongo oggi me lo ero segnato come particolarmente divertenti per i ragazzi. 

Controllo palla tra i coni

Lo scopo dell’esercizio è migliorare le capacità di dribbling e di controllo della palla. Al segnale del mister il primo giocatore di ogni squadra deve girare intorno al cono del colore della squadra avversaria e girarlo. L’esercizio ha un tempo limitato e il giocatore prima che finisca il tempo può ribaltare uno qualsiasi dei propri coni (quelli con il colore della propria squadra) che l’avversario ha girato.

Per ogni coppia è sufficiente un tempo di circa 30 secondi per girare il maggior numero di coni possibile, passato il quale tornano alla loro linea e il prossimo compagno di squadra ripete l’esercizio.

Vince la squadra con il minor numero di coni sottosopra dopo che tutti i giocatori hanno avuto almeno un turno di gioco.

La capacità di controllo della palla con i cambi di direzione e la pressione del tempo rende il gioco competitivo ma allo stesso tempo divertente e aiuta i ragazzi ad affinare l’abilità del dribbling e del controllo.

Personalmente organizzo vari campi da gioco facendo svolgere partite di controllo palla tra i coni con squadre di 4 conto 4 in modo da poter osservare meglio i ragazzi e poter ricordare loro di tenere la palla vicino al piede e di compiere piccoli passi rapidi e se possibile di usare interno ed esterno di entrambi i piedi

Un successivo sviluppo con le età più grandi (ma si divertono anche i giocatori della prima squadra è inserire dei coni all’esterno dell’area in modo che ogni volta che un giocatore gira un cono della squadra avversaria deve dribblare girandoci intorno uno dei coni esterni prima di rientrare nell’area di gioco.

Controllo palla tra i coni

Per le annate più grandi, per progredire ulteriormente si possono aumentare le dimensioni dell’area di gioco, consentendo ad entrambe le squadre di mandare due giocatori in un cerchio alla volta.

Due tocchi: ricevere e tirare

Esercizio semplice per allenare gli attaccanti a ricevere e tirare la palla in porta da cross dentro e intorno all’area di rigore. Il primo tocco è fondamentale per mettersi in condizione di gestire il tiro nel miglior modo possibile.

ricevere e tirare

Il giocatore che riceve e tira si trova all’esterno dell’area di rigore e ha un tocco per controllare la palla e per entrare in area e un secondo tocco per poter tirare in porta.

Non appena il tiro è stato effettuato, il secondo giocatore esterno passa un’altra palla dentro. Dopo aver effettuato un paio di tiri l’attaccante si scambia posto con un giocatore esterno.

La posizione del corpo è fondamentale per ricevere il passaggio e controllare la palla in modo da potersela posizionare bene per il tiro. Attutire la palla e poterla controllare è fondamentale.

All’inizio i ragazzi avranno un primo tocco scadente ma, man mano che migliora, la percentuale di goal sui tiri diventerà molto più alta.

In questo esercizio non è importante motivare i ragazzi più di tanto perché ogni volta che si lavora sul tiro ogni ragazzo trova dentro di se la giusta motivazione e la sua personale sfida rispetto al poter fare goal. Ci sono però alcune situazioni “inconsapevoli” che i ragazzi tengono soprattutto sulla posizione iniziale che non gli permette di ricevere bene il pallone.

Lavorare quindi sulla ricezione e sulla postura del corpo in modo da attutire e controllare la palla è fondamentale per far capire ai ragazzi l’importanza soprattutto del primo tocco.

Ci sono tanti modi per allenare come calciare in porta tanto che ogni allenatore lo prevede più volte nella sua programmazione. L’aspetto importante è che ricevere e tirare la palla è un esercizio semplice che però può generare una sana competizione tra i ragazzi con benefici abbastanza immediati nella seduta di allenamento.

I ragazzi imparano, sono motivati e si divertono.

In questo periodo in cui ogni mister studia e si prepara al meglio per la prossima stagione non può mai mancare l’esercizio sul tiro in porta in tutte le sue mille sfaccettature.

Buona programmazione a tutti!

La tecnica ad uncino

Gestire la palla con la tecnica ad uncino permette ai giocatori di trovare spazio cambiando velocemente direzione senza perdere il controllo della palla. 

Con un po di esercizio questa è un’abilità abbastanza semplice e molto buona per i nostri ragazzi. La difficoltà sta nel coordinarsi e nel girarsi il più velocemente possibile.

Quando l’attaccante vuole liberarsi del difensore verso la porta avversaria può fingere di colpire e poi invece aggancia la palla ad uncino e cambia direzione accelerando la corsa. Funziona bene quando i giocatori corrono verso la porta avversaria oppure sulla fascia e devono superare un giocatore che corre di fianco a loro.

E’ necessario sottolineare ai ragazzi che l’attaccante deve mantenere il proprio corpo tra il difensore e la palla ed utilizzare il braccio per tenere a distanza il difensore.

L’esercizio che segue mostra come questa tecnica ad uncino può essere usata in  qualsiasi situazione con difensori provenienti da diverse angolazioni.

tecnica ad uncino


Numeriamo le posizioni dei giocatori da uno a cinque. Il mister passa la palla al giocatore in centro (attaccante) e chiama il numero del difensore che deve andare a contrastarlo.

L’attaccante deve liberarsi del difensore e provare a segnare. Il difensore si scambia con l’attaccante ogni volta in modo da ruotare i giocatori che restano in centro. Se l’attaccante si libera del difensore con la tecnica ad uncino si raddoppiano i punti in caso di goal. Alla fine del turno il vincitore è il giocatore con più punti.

Superare il difensore

Esercizio per attaccanti e per difensori che abbiamo già provato tutti in campo. Nella progressione dell’esercizio ho inserito come variante una situazione di gioco dove i ragazzi pur continuando a dover superare il difensore in un 1 contro 1 continuo giocano di squadra.  

Superare il difensore

All’inizio dell’esercizio In un area di campo delimitato tutti i giocatori sono in coppia con una palla. Un giocatore per ogni coppia cerca di mantenere il possesso. Per vincere un punto devono dribblare l’avversario.

Ci son tanti modi per affrontare l’ 1 contro 1 e il dribbling. In questo caso vorrei che i giocatori in possesso di palla arrivassero davanti al difensore rallentando la corsa e utilizzando le finte di corpo tentassero di superarlo usando le braccia per mantenersi in’equilibrio e per ingannare il difensore.

Testa alta, ginocchia piegate e baricentro basso in modo da sfruttare i tempi giusti per effettuare il dribbling sull’avversario.
Se l’attaccante perde la palla, il difensore vince un punto altrimenti il punto va all’attaccante.

Dopo un minuto circa di esercizio conviene cambiare ruolo e vedere in nei due ruoli qual è il giocatore che ha totalizzato più punti.

Superare il difensore

Un successivo sviluppo lo si ha con entrambe le squadre che iniziano su entrambi i lati della porta. Il mister si trova centralmente all’estremità opposta e passa nell’area di gioco. A quel punto, un giocatore di ogni squadra corre e cerca di ottenere il possesso. Chi vince il possesso prova a battere l’altro giocatore e a tirare in porta.

Ogni giocatore ha 10 secondi dal possesso vincente per segnare. Se il difensore vince il possesso, prova a segnare a sua volta..

Superare il difensore

In una successiva situazione di gioco giochiamo un 4 contro 4 (squadra A contro squadra B all’interno del campo). La terza squadra (squadra C) fornisce supporto di passaggio in due tocchi ai giocatori in possesso.

Pur giocando a squadre ogni giocatore ha un pallone e ci sono in campo 4 situazioni di 1 contro 1.

I goal possono essere segnati solo quando i giocatori in possesso riescono a superare il difensore. Se il difensore vince il possesso, i ruoli vengono immediatamente invertiti e la squadra del difensore può segnare diventando attaccante.

Dopo ogni goal la palla rimane in rete l’attaccante e il difensore che diventano liberi di ricevere passaggi e supportare i compagni di squadra.

I giocatori della squadra esterna (squadra C) possono passare a qualsiasi membro della squadra da cui ricevono la palla. Una volta che tutte le palle sono in rete (usa una quinta palla se il punteggio è pari), la squadra con il maggior numero di goal cambia ruolo con C per ripetere l’esercitazione.

Dopo che tutte le squadre hanno giocato tra di loro chi ha fatto più punti sarà il vincitore.

Emergenza Coronavirus – Fare squadra!

L’unico risvolto positivo della drammatica situazione che stiamo vivendo è sicuramente quello di aver recuperato molto tempo nelle nostre vite; ci è stata concessa la possibilità di fermarci a riflettere, e magari diventare persone migliori dedicando pensieri e vicinanza a chi vogliamo bene. I mezzi tecnologici di oggi stanno fornendo alle persone un grandissimo aiuto: regalarsi e regalare pezzettini di “normalità” e di routine. 

Anche per un allenatore, per tornare al tema principale del nostro blog,  si apre quindi una sfida importante. Cosa fare per mantenere unito il gruppo in questo momento di dispersione forzata? Cosa fare per dare sollievo ai ragazzi e bambini, continuamente bisognosi di stimoli diversi?

Sperando di fornire qualche piccolo spunto, o anche per semplice condivisione, vi racconto l’esperienza nella squadra che alleno, i Pulcini 2012 dell’U.S Astra Parma.

Dopo un periodo senza particolari contatti necessario per metabolizzare il cambiamento,  abbiamo cominciato il nostro percorso con due video messaggi di saluto, uno mio e uno dell’altro mister Matti, in cui li abbiamo incoraggiati a non mollare, resistere e a restituirci i loro video di saluto ai propri compagni.  Quest’ultima fase si è rivelata molto interessante e utile: davanti alla telecamera, qualcuno è stato disinvolto e spontaneo, qualcuno ha preferito leggere un testo, qualcuno si è quasi nascosto e qualcuno non si è sentito di farsi filmare…ma sono sicuro si riscatterà in futuro! Da quello che può sembrare un semplice video, nasce una prova da affrontare contro la timidezza! 

Ovviamente evitiamo i video per motivi di privacy!

Data la partecipazione numerosa ai video saluti, abbiamo creato con la collaborazione dei genitori  una chat di gruppo Skype, in modo che potessero avere uno spazio tutto loro in cui comunicare e mantenersi in contatto. Durante le prime chiamate siamo apparsi anche noi mister, e con piacere abbiamo dialogato con loro…o almeno ci abbiamo provato!  Una video conferenza con 16 bambini non può che portare ad un caos infernale e un  potente mal di testa…ma ne è valsa la pena! Mentre qualcuno piano piano abbandonava per andare a cena,  i più tenaci hanno continuato con chiamate , messaggi, emoticons e stickers per tutta la serata…per la gioia delle mamme!

Per sconfiggere la noia di queste giornate, sfruttando la scia positive dei video contatti, abbiamo deciso di metterli un pochino alla prova e assegnarli qualche “compito a casa”. Abbiamo diviso il lavoro di questa settimana in varie CHALLENGES:

 

Challange 1 : Palleggio

Proposto in livelli di differente tipologia e difficoltà (livello 1,2,3 ecc. ecc.) inserendo anche coscia e testa. 

 

Challange 2:  Muretto al volo

Per dar seguito alla sfida precedente, abbiamo proposto il gioco al volo con interno, collo, aggiungendo poi coscia, petto, testa.   

 

Challenge 3: Tiro a canestro

Obiettivo del gioco: calciare la palla dalla distanza e fare canestro (una scatola, un cestino, una bacinella..). Proposte modalità di tiro con palla a terra e al volo,  con interno e collo piede.

 

Challange 4: Gioco del bowling

Obiettivo del gioco: abbattere i birilli con un tiro dalla distanza.  Proposte modalità di tiro con palla a terra e al volo,   con interno e collo piede. 

 

Challange 5: Tiro al bersaglio

Obiettivo del gioco: con un tiro dalla distanza bisogna centrare il bersaglio dichiarato.  I bersagli possono avere nomi di fantasia o numeri (noi abbiamo scelto “tiro messi, tiro ronaldo, tiro lukaku ecc. ecc.”). Proposte modalità di tiro con palla a terra e al volo.

Il suggerimento dato ai bambini è stato quello di non dimenticarsi, in questi giochi,  di allenare anche il piede debole.

Ovviamente, tutte le esercitazioni proposte sono realizzabili in ambiente domestico. In ogni video sono sempre stati invitati a RESTARE IN CASA.

Questo è stato il lavoro che ha coperto la settimana appena passata, nei prossimi giorni manderemo altre sfide! Le risposte dei bambini sono state eccezionali:

Per concludere, un altro prezioso risultato ottenuto in questo percorso “a distanza” ,è stato il grande coinvolgimento e impegno dei genitori.  Un grosso grazie va anche a loro!

 E mi raccomando… ricordiamoci tutti che andrA’STRAbene!

DOMENICO ROMANO – Il mister che vuol bene ai ragazzi

Oggi vi parlo di una bella persona incontrata da qualche mese sui campi da calcio, DOMENICO ROMANO, allenatore della squadra 2012 della società Piccardo Traversetolo. Un amante del calcio, un vero appassionato, dotato di grande equilibrio, e una stimata guida per i suoi piccoli calciatori e le loro famiglie.

Come ben sappiamo, il calcio è nel bene o nel male lo sport più chiacchierato al mondo. Tutti noi facciamo calcio perché da sempre siamo innamorati di questo sport, tutti noi ci battiamo per difenderlo sempre e comunque. Ma ci rendiamo amaramente contro  che, soprattutto nei campi dilettantistici e giovanili, spesso e volentieri diventa difficile uscire dal campo senza vivere scenari imbarazzanti.

DOMENICO ROMANO

E’ per questo che mi ha colpito subito Domenico, perché è piuttosto raro incontrare persone capaci di rimanere se stesse dentro e fuori dal campo, senza assumere “sembianze aliene” vivendo la trance agonistica.

Inoltre, Domenico è creatore di un preziosissimo gruppo whatsapp con molti contatti di mister e dirigenti per l’organizzazione di amichevoli.  Devo ammettere che incontrare persone serie, pacate e rispettose con cui poter far nascere belle amicizie e avere continui confronti penso sia una delle parti migliori del nostro bellissimo calcio.

Romano Domenico detto “Mimmo” sposato e padre di Salvatore (juoniores Plaza Montecchio) e Giuseppe (esordienti Picardo Traversetolo) ecco cosa ci racconta della sua esperienza.

Il mio approccio con il mondo del calcio è stato lo stesso di tutti i bambini ovvero con la frequentazione di una scuola calcio con la società sportiva US TRECASE con cui ho fatto tutte le trafile del settore giovanile.

Una cosa che ricordo di quella esperienza è stata quando all’età di circa 8 anni per una partita amichevole l’allora istruttore decise di fare le convocazioni. Convocazioni fatte su un bigliettino ed affisso alla porta dello spogliatoio. Una cosa SQUALLIDA. Naturalmente io non facevo parte dei convocati.   Questo episodio a distanza di anni è rimasto impresso nella mia mente.

Successivamente appena maggiorenne ho fatto parte di una squadra di amatori, nella quale avevo il doppio ruolo di calciatore allenatore Nel momento in cui il livello dei campionati inizio a crescere decisi di aiutare gli allenatori che di anno in anno arrivarono.  

Dopo poi mi sono trasferito in provincia di Parma, e mi sono affacciato di nuovo nel mondo del calcio questa volta nelle vesti di genitore. Ho deciso poi di riprendere a calcare i campi da calcio quando ho visto istruttori di scuola calcio avere un solo obiettivo la vittoria a tutti i costi

Allora dentro di me è scattata la scintilla.   Ho pensato che ognuno di noi deve fare qualcosa per cambiare questo splendido mondo quello delle scuole calcio. Ho ripreso ad allenare questa volta però i bambini, ho deciso di aggiornarmi di frequentare corsi, perché ritengo che a questa età, sia fondamentale conoscere cosa fare, ma soprattutto cosa non fare con dei bambini che hanno un’età così sensibile.

Ho scoperto un mondo nuovo, bellissimo perché i bambini ti danno delle emozioni e soddisfazioni che con i grandi neanche si possono immaginare.   Allenare un’annata di scuola calcio secondo me è una delle cose più belle che possa capitare a un istruttore l’importante che questo venga fatto mettendo i bambini al centro del progetto, i bambini devono essere trattati tutti allo stesso modo, devono avere pari opportunità.  

Domenico Romano

A questa età deve prevalere soprattutto l’aspetto motorio coordinativo in un contesto ludico e di puro divertimento, mentre il risultato sportivo deve essere l’ultimo degli obiettivi. Tutto questo è sancito in un documento che per me è diventato Bibbia, LA CARTA DEI DIRITTI DEI RAGAZZI.  

Poiché i tempi sono cambiati e adesso ci troviamo nell’era della tecnologia, per aiutare me e tanti altri colleghi come me ho creato un gruppo Whatsapp dove ho inserito tutti gli istruttori che ho avuto modo di conoscere in questi anni. Questo strumento è stato molto importante sia per me che per tutti i fruitori, in quanto è stato utile per organizzare vari tipi di eventi tra cui amichevoli e giornate dello sport.  

Ritornando al discorso dell’istruttore Io penso che ogni allenatore o istruttore abbia un metodo. Io nel limite del possibile cerco di seguire il metodo di Horst Wein, che all’inizio era allenatore della nazionale di hockey tedesca è  dopo ha creato il fenomeno ” Tiki taka” spagnolo. Bellissimo e famosissimo è stato il suo libro IL CALCIO A MISURA DEI RAGAZZI.”

DOMENICO ROMANO

Un grosso ringraziamento e un caro saluto a Mimmo. Come ha scritto qualcuno sui social qualche tempo fa “Per i primi anni calcistici dei ragazzi non serve un allenatore…Serve Domenico Romano!!!”

PULCINI – Gioco Tecnico – FootVolley

Qualsiasi sia la fascia d’età con cui andiamo a lavorare, la componente fondamentale di ogni allenamento è la motivazione dell’allievo. 

Spesso creare motivazione non è certo semplice,  perché ogni bambino o ragazzo ha bisogni differenti da saziare, ma generalmente un errore che gli allenatori commettono è quello di dimenticare ciò che il calcio è, GIOCO, DIVERTIMENTO.

Allenando bambini di 7/8 anni come quest’anno, mi sono dovuto adattare ad una nuova impostazione di allenamento e ad un calcio più ludico, in particolare per le esercitazioni riguardo l’insegnamento della tecnica di base.   

Per tenere alta la motivazione, e quindi l’attenzione e l’impegno, diventa fondamentale lavorare con la fantasia per avere esercitazioni che non siano monotone e li tenga attivi il più possibile.

A questo proposito, un metodo molto efficace per insegnare ed allenare il gioco e il controllo del pallone al volo si è rivelato essere l’utilizzo ripetuto del FOOTVOLLEY, generalmente tradotto come pallavolo con i piedi. 

Chiaramente il gioco sarà proposto in una versione rivalutata , ma il divertimento è rilevato è sempre stato altissimo e di conseguenza sarà ottima l’intensità e ancor più sorprendente il livello dell’ impegno e della partecipazione

Il segreto principale per crescere tecnicamente è quello di toccare il più possibile l’attrezzo, il nostro amico pallone, e creando piccoli campetti da 3 contro 3 o 2 contro 2 questo requisito sarà soddisfatto.

Per cominciare, inizialmente, le prime partite avevano l’unica regola del “non fate fermare a terra il pallone, l’importante è tenerlo in alto e mandarlo nell’altro campo”.

Successivamente, si potrà ridurre il numero dei rimbalzi possibili del pallone per giocatore e per squadra, e cominciare ad impostare il passaggio obbligatorio tra compagni. 

Ovviamente per arrivare a questo gioco, un propedeutico classico lavoro con il palleggio e il controllo della palla (testa, coscia, petto) era stato fatto.  Lavoro che si è rivelato più un ottimo bagaglio teorico, pronto per essere concretizzato con molta più efficacia e velocità in questo gioco che adesso è un must di ogni mio allenamento. 

 

E per finire..rifacciamoci gli occhi con le bellezze dell’uomo chiamato tecnica! 

 

Scalpo: cinquant’anni e non sentirli!!!

L’altro giorno ho partecipato ad un incontro tra mister in una piccola società in provincia di Modena ed ho sorriso con piacere quando tra le varie proposte di riscaldamento dei ragazzi è saltato fuori come proposta il gioco dello scalpo. 

La passione con cui il mister (poco più di ventenne) spiegava questo gioco mi ha scaldato il cuore ripensando dall’alto dei miei 50 anni che era un gioco che facevo fin dalle elementari e mi piaceva molto perché pur coinvolgendo tutta la squadra esaltava le doti atletiche e strategiche dei singoli.

Scalpo

Anche se molto conosciuto è obbligatoria qualche spiegazione del gioco. I partecipanti sono divisi per squadre ed hanno una pettorina (scalpo) inserito nei pantaloncini dalla parte della schiena. I giocatori al fischio del mister devono muoversi e dovranno cercare di rubarsi  la pettorina senza farsi sfilare la propria.

Se la pettorina di un giocatore viene rimosso, è fuori dal gioco.

Ogni pettorina rubata corrisponde ad un punto assegnato alla squadra di appartenenza del giocatore che ha sfilato la pettorina all’avversario. Vince la squadra che elimina tutti gli avversari o che totalizza il punteggio migliore dopo un determinato tempo di gioco.

E’ un buon riscaldamento per mettere i giocatori nella mentalità giusta in vista della partita o dell’allenamento.

Ricordo che prima di giocare ci si metteva d’accordo per proteggersi o per andare all’attacco di determinate persone della squadra avversaria (in genere i più pericolosi). Tuttora lo ritengo molto utile per vedere le capacità organizzative dei ragazzi e l’evolversi delle varie strategie.

Scalpo

Per esperienza meglio definire regole precise per i ragazzi in modo che non si creino dubbi di alcun tipo (accadeva anche quando ero piccolo!).

Chi viene preso è meglio che si sieda per terra o in un punto fuori dal campo in modo che chi gioca possa vedere chi è fuori combattimento. 

Stabilire un punto di raccolta per gli “scalpi”  in modo da poter consegnare gli scalpi conquistati e di evitare imbrogli per vedere chiaramente chi è in lotta e chi no.

Da Mister ma anche da giocatore incallito penso sia molto importante fare poi la sintesi del gioco evidenziando alcuni principi di tattica: 

– chi combatte da solo finirà sempre per farsi prendere, qualunque sia la sua forza e la sua astuzia. Forse avrà fatto bella figura, ma non sarà servito alla sua squadra;

– una squadra che agisce unita, con i deboli inquadrati coi forti e la schiena protetta, e che manovra con una strategia precisa concordata prima è praticamente invincibile.

Grazie al giovane mister che vivendo con passione il gioco dello scalpo mi ha fatto rivivere le emozioni di quegli anni passati e rinnovato l’utilità di un gioco efficace, atletico e tattico….divertimento assicurato!

Calcio femminile internazionale: The WE United Project

“Time spent playing with children is never wasted. We have been focusing on passing and dribbling in our sessions. I am so excited and happy to see my kids playing. ❤️ 😍

Trad. “Il tempo speso a giocare con i bambini non è mai sprecato. Ci siamo focalizzati ad allenare il passaggio ed il dribbling nella nostra sessione di allenamento. Sono eccitata e felice di vedere le mie bimbe giocare.” Dice Anita la aspirante allenatrice e studentessa della  SOS Hermann Gmeiner School a Surkhet.

Frasi semplici, quasi banali, di cui il mondo occidentale sembra essersi dimenticato. Essere felici per il solo piacere di giocare, ci sembra un discorso molto lontano dalla nostra cultura.

Siamo in Nepal e grazie a The WE United Project da 6 anni le bambine in età scolare possono partecipare a campionati di calcio a 5. Cosa che per molti sarebbe stato impensabile.

Una amica di Anita è Suji, vive a Kathmandu. Studia al college e frequenta anche lei il corso da allenatrice. Dice di voler riempire le proprie giornate con lo sport. 

Allena una squadra di bambine di dieci anni che frequentano la Fairyland Boarding School a Kapan. Di questa esperienza ci racconta:

“We are training on the school ground which is made of concrete. I am so glad girls seem to be interested in sports these days. They are all passionate to learn new things like dribbling, shooting, passing and stretching. In our first session they did a great job working on their dribbling and passing skills. Some girls were shy to play because it was their first ever time to play. Later, they slowly tried and then they were so excited to play more that they wanted extra time. In our second session my players are helping me to set up the drills and they even remembered the warm up and were able to lead it! There are now a few boys joining us because they are interested to learn. My experience is showing me that it is never too late to learn new things because life is a learning process.”

Trad. “Ci alleniamo sul pavimento di cemento della scuola. Sono veramente felice di questa esperienza e le ragazze sembrano mettere interesse nello sport in questi giorni. Tutte mettono passione nell’imparare nuove cose come il dribbling, il tiro e lo stretching. Nella nostra prima sessione di allenamento abbiamo fatto un grande lavoro nell’affinare la tecnica di dribbling e passaggio. Alcune ragazze erano timide perché era la prima volta che giocavano. Con i giusti tempi, però, provando a giocare si rivelarono veramente entusiaste tanto da non riuscire a smettere.  Nel secondo allenamento le ragazze mi hanno aiutato a preparare gli esercizi ricordandomi che prima bisogna fare riscaldamento! Si sono dimostrate pronte a condurlo autonomamente! Anche alcuni ragazzi si sono uniti a noi perché curiosi di imparare. La mia esperienza mi insegna che non è mai tardi per imparare, perché la vita è un processo continuo di apprendimento.”

Infine andiamo a Lalitpur dove incontriamo Pratigya giocatrice della MUFC Nepal girls team e aspirante allenatrice. Recentemente ha iniziato ad allenare ragazze di 10 anni della Nava Suryadaya English School. Pratigya ci racconta:

“I have completed two sessions. In the first session I talked to them about their footballing experience and their passion. We just did a little bit of passing and had fun playing on our first day. In the second session we did more passing drills, dribbling drills, and I taught them shooting techniques. We ended the session with a game between the players themselves. I love the energy and efforts these little girls put in their training sessions. I love that we share the same love for football. I love that we are pushing each other and helping each other grow… I push them to play better. They push me to coach better.”

Trad. “Ho completato due sessioni di allenamento. Nel primo ho parlato con le ragazze delle proprie esperienze e della propria passione per il calcio. Abbiamo fatto un po’ di passaggi e poi ci siamo divertite a giocare. Nel secondo allenamento abbiamo passato più tempo sugli esercizi di passaggio, dribbling e sulla tecnica di tiro. Adoro la passione che queste ragazze mettono nell’allenarsi, come l’amore che mostrano verso il calcio. Mi piace che si spronino a vicenda e si aiutino a crescere. Io le stimolo a giocare meglio e loro mi spingono a migliorare come allenatrice.”

Il calcio femminile sta infrangendo ogni tipo di barriera. Giovani giocatrici ed allenatrici stanno crescendo in ogni parte del mondo incoraggiandosi l’un l’altra. Questo ci deve incoraggiare a fare sempre un piccolo sforzo in più per rendere questo sport fruibile a tutte, perché i risultati si vedono e ripagano delle fatiche spese.

Una squadra nata per la lotta al femminicidio: Bassa Parmense

Parliamo con il Direttore Sportivo Cofano TITO dell’A.D.G.S.  Bassa Parmense Calcio di come è nata una squadra Under 10 femminile a Trecasali, quale spirito muova questa società e che valori porta con se.

 

Come nasce nel territorio della Bassa Parmense una squadra di giovani calciatrici?
Tutto ha inizio 3 anni fa grazie ad un progetto coltivato insieme all’assessore alle Pari oppurtunità del comune di SissaTrecasali. Egli al primo incontro ci ha comunicato l’esigenza dell’amministrazione di presentare un progetto che sottolineasse l’impegno nella lotta contro il femminicidio. Assieme al nostro Direttore Sportivo arrivammo all’idea di una creare di una squadra femminile che portasse con se questo valore. Si decise di non optare per una squadra di adulte, perché sembrava una scelta poco originale dato che il territorio provinciale ne è pieno, ma di puntare su un percorso di crescita di ragazze più giovani. Grazie all’appoggio dell’amministrazione comunale riuscimmo ad arrivare agevolmente nelle case dei concittadini per informarli della splendida iniziativa.
Sì, tutto il mondo del calcio femminile è sensibile al tema del femminicidio, esistono diverse iniziative legate alla giornata mondiale contro la violenza, ma sicuramente se a vestire la maglia dell’anti-violenza sono delle bambine l’impatto è ancora più potente.
Bassa Parmense e Parma Calcio Femminile
Sposo a pieno il vostro messaggio! la mia associazione Tuttimondi fa dello sport un mezzo per la lotta alla violenza ed alle differenze di genere. Organizziamo un torneo dove richiediamo espressamente di indossare maglie che sensibilizzino verso questi temi e Trovo rassicurante che ci siano molte squadre che lottano insieme a noi per maggiori diritti e maggiori tutele. anche le varie federazioni non sono di certo indifferenti a questo tema.
Ma torniamo alla squadra, nell’anno del debutto quante ragazze aderirono al progetto?
Nel Settembre 2017 le bimbe che aderirono furono 7, fummo felici di questo primo risultato ed iniziammo la nostra avventura.  Dopo pochi mesi arrivammo ad avere 11 atlete.
Andò tutto liscio o ci furono dei problemi?
All’inizio non fu facile. Non riuscivamo ad avere un mister fisso, perché gli allenatori maschi non credevano (e tutt’ora non credono) troppo nella nostra scommessa e trovare una mister donna non risulta cosi facile.
Si figuri che io alleno insieme a 3 donne di cui 2 laureate in Scienze Motorie. A volte la vita è fatta di occasioni… per questo mi spendo molto per il dialogo e la condivisione di esperienze. a volte non trovare la persona giusta si tratta solo di un incontro mancato. Ma mi dica, poi avete risolto questo problema?
Ad un certo punto, una Mamma di una nostra giocatrice si offrì volontaria ed insieme al nostro direttore portò avanti la stagione. Ma penso che nella stagione successiva, la 2018-2019, che avvenne vero miracolo…
Cosa successe nel 2018?
Nel 2018, rimasero in 7. Grazie alla super Mamma di cui parlavo, che si chiama KATIA TONNA, le bimbe non si arresero nonostante fossero poche e continuarono a giocare.
Cercando di resistere, le proposi la sfida di guidare una squadra MISTA composta da 7 femmine e 12 maschietti. Accettò e da questo punto in poi si ebbe un grosso cambiamento positivo.
una mamma come mister???
Posso dire di essere orgoglioso di aver avuto questa idea, perché KATIA non solo si dimostra un OTTIMO MISTER, ma riesce con DELICATEZZA e PREMURA a dare ed infondere PASSIONE nelle cose, come solo una DONNA è in grado di FARE e DONARE.
Quindi, mi sta dicendo la figura dell’allenatore va oltre gli aspetti tecnico-tattici…

Ci tengo a sottolinearlo: chi ha la volontà e la capacità di capire, da tutto ciò può imparare qualcosa! Io personalmente, dopo anni vissuti nel mondo del calcio, grazie a questa nuova esperienza ho imparato ha guardare questo sport con un occhio diverso. Il gioco del pallone non è fatto solo di fame e soddisfazioni sportive, ma è anche fatto di sensazioni, rispetto e tanto amore per quello che si fa, cercando di farlo non tanto per soddisfare se stessi quanto per donare emozioni felici a chi lo vive con noi. Quindi, mi sta dicendo la figura dell’allenatore va oltre gli aspetti tecnico-tattici…

belle parole, ma questo metodo è efficace per creare un gruppo?

Certamente, questo metodo di allenare è miracoloso per la costruzione di un gruppo! Nella stagione corrente 2019-2020 siamo arrivati ad avere 22 bambine. Il loro entusiasmo è contagioso per tante altre bimbe, che arrivano, provano e poi amano fin da subito tutto.  Come dicevo prima, il merito è di KATIA. Sa di avere molte doti fondamentali per mantenere unita la squadra e per essere seguita da delle bambine. Però sa anche di non avere le migliori competenze tecniche,  così ci insegna un’altra cosa: l’umiltà di chiedere aiuto nelle cose dove è meno competente.  Così la facciamo affiancare da uno dei nostri migliori istruttori di scuola calcio per essere supportata negli aspetti che non conosce. Dimostra tenacia e non si accontenta, così si iscrive a corsi tecnici per migliorare e rimanere al fianco della propria creatura, come farebbe ogni Mamma.

Valuta quindi positivamente questo progetto?
Siamo felici di aver intrapreso questa avventura e speriamo che possa durare e crescere sempre più; anche se un giorno disgraziatamente tutto dovesse finire saremmo felici lo stesso per ciò che ci ha dato e insegnato QUESTA SQUADRA, che allo stesso modo non ce lo avrebbe mai INSEGNATO NESSUNO.
 
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 2010-torneo-coltaro-2019-300x225-1.jpgVorrebbe ringraziare qualcuno in particolare?
Grazie Katia a TE e alle TUE RAGAZZE per averci donato:
PASSIONE-FRATELLANZA-COLLABORAZIONE-UNIONE-DIVERTIMENTO.
mentre io ringrazio lei per la disponibilità. la saluto sperando di incontrarci un giorno in campo per condividere emozioni ed ideali comuni attraverso lo sport.

Per maggiori informazioni: sulla società Bassa Parmense:  https://www.bassaparmensecalcio.it/