Il dominio della palla

Prima di iniziare a capire perché sia importante incominciare a lavorare sul Dominio della palla, è giusto conoscere la sua definizione: “Saper domare la palla con l’intento di gestire la stessa all’interno del proprio spazio d’azione ed in assenza di avversari”. Leggendo la spiegazione è facile intuire come il dominio rappresenti un “tu per tu” tra l’atleta e la palla, nel quale si parte da un rapporto di reciproca conoscenza che col tempo migliora fino a diventare un legame “fraterno”.

Questo gesto tecnico talvolta viene trascurato dagli allenatori, in quanto non lo ritengono fondamentale per gli apprendimenti successivi, ma non è così!

In questi tempi di Covid, dove siamo costretti a lavorare quasi esclusivamente sulla tecnica di base, può essere utile focalizzare i nostri allenamenti anche su questo aspetto importantissimo.

Se il giocatore non impara a conoscere l’attrezzo principale col quale dovrà relazionarsi all’interno del campo, difficilmente riuscirà poi a comprendere i successivi passaggi che il gioco del calcio prevede, quali: la relazione coi compagni, la presenza degli avversari e comprendere lo spazio che lo circonda.

Nella fase iniziale, soprattutto coi più piccoli, il dominio è principalmente legato a concetti che riguardano la conduzione, la finta ed il dribbling, ma non solo… Infatti, ad esso si legano direttamente ed indirettamente anche alcuni degli aspetti motori e psicologici che fanno parte del giovane calciatore di queste età. Col dominio lavoriamo principalmente sui primi due aspetti, in quanto l’assenza dell’avversario diventa essenziale per non creare situazioni di stress nell’apprendimento del compito richiesto. Allo stesso tempo, però, favoriamo le basi per l’acquisizione di nuovi gesti tecnici.

ECCO UN ESEMPIO PRATICO, UTILE A TUTTE LE ETÁ

IL SUPER TRIS

Si formano due squadre che si dispongono dietro la linea di partenza ed ognuna avrà un pallone di un colore prestabilito. Al via, partono i primi due giocatori di ogni squadra ed avranno l’obiettivo di lasciare la palla in uno dei 12 cerchi posti di fronte a loro (vedi fig.). Ogni atleta, però, deve prima condurre la palla dentro il corridoio per poi arrivare fino al paletto, qui dovrà scegliere quale finta utilizzare per superarlo. L’obiettivo di ogni squadra è quello di realizzare per prima un “tris” mettendo i propri palloni in fila (verticalmente, orizzontalmente o diagonalmente). Una volta posizionato il pallone bisogna rientrare e dare il cambio al compagno.

Variante: ogni giocatore può decidere se posizionare il proprio pallone oppure togliere dal cerchio uno di quelli avversari.

dominio della palla

Fig.: Il giocatore della squadra rossa sta conducendo il proprio pallone in un cerchio, mentre quello dei blu sta effettuando una finta di fronte al paletto

Gioco d’attacco 4 contro 2

Spesso capita di vivere in partita situazioni di 4 contro 2 non sfruttate a dovere. Questa esercitazione può aiutare a gestire queste situazioni.

Il mister deve sottolineare l’importanza di mantenere il possesso palla e osservare bene cosa fanno i giocatori quando perdono il possesso.

4 contro 2

Organizza i tuoi giocatori in tre squadre da quattro. Una squadra di quattro inizia con il possesso. Il loro obiettivo è fare 3 passaggi in una situazione di 4 contro 2 (bianchi contro una coppia di blu) e poi trasferire la palla alla squadra di quattro giocatori (squadra rossa) nell’altra metà campo.
L’altra coppia di difensori (squadra blu) entra quindi in quella metà campo e l’allenamento viene ripetuto.

Quindi ricapitolando: una squadra difende a coppie. Le altre due squadre da quattro giocatori giocano per 3 minuti. Le squadre, a turno, attaccano e tentano di segnare (possesso palla con 3 passaggi) in una situazione di 4 contro 2. Se il difensore prende la palla il possesso passa all’altra squadra. 

Dopo i 3 minuti la squadra di difensori si ruota con quella di attacco che ha fatto meno possessi palla.

Un successivo sviluppo è giocare una partita in un campo di piccole dimensioni con due porte e portieri. Il mister deve Incoraggiare i giocatori ad effettuare possesso palla  muovendosi e cercando la profondità in modo da mettere in difficoltà la difesa avversaria.

Di tanto in tanto poi il mister rimuove temporaneamente due giocatori da una squadra e deve incoraggiare l’altra squadra a sfruttare la situazione di superiorità (specialmente il 4 contro 2 che si formerà spesso in campo).

Importante anche sottolineare l’importanza della comunicazione tra giocatori mantenendo sempre la palla in movimento.

Pressione e protezione

Esercitazione con i difensori che devono lavorare per evitare che venga colpito il cono al centro. Pressione e protezione: pressione sul possesso palla avversario e posizionamento corretto per proteggere il cono ed eventualmente intercettare il tiro.

Questa esercitazione può essere utilizzata sia per lavorare sull’aspetto fisico che sull’aspetto tecnico e aiuta anche a sviluppare la psicologia del giocatore in termini di abilità richieste sulla strategie adottate per difendere il cono.

Pressione e protezione

I 4 attaccanti rossi devono rimanere fuori dal quadrato mantenendo il possesso con l’obiettivo di abbattere il cono centrale.

I difensori devono invece fare pressione per recuperare la palla ma allo stesso tempo proteggere il cono.

Svolgiamo l’esercitazione per circa un 60 secondi, istruendo i difensori a premere in modo aggressivo per il recupero del pallone. Se i difensori riescono a proteggere il cono ne tempo stabilito ottengono un punto viceversa gli attaccanti ottengono il punto ogni qualvolta abbattono il cono.

I difensori devono arrivare a sviluppare un’intercettazione. Devono avere un buon movimento sul passaggio avversario e giocare a sostegno per gestire la copertura.

Per favore questo intercetto possiamo sviluppando il gioco, a seconda delle età dei ragazzi creando un’area intorno al cono che i difensori non devono oltrepassare. Così facendo i difensori dovranno posizionarsi correttamente mentre fanno pressione sul posesso palla avversario.

2 contro 1 continuato

Esercitazione per gestire soprattutto il dribbling. I giocatori dovranno affrontare e battere i difensori scegliendo se fare il dribbling in un 1 contro 1 oppure se superare il difensore in un 2 contro 1 continuato per poi segnare il goal. 

Tracciamo un campo diviso in tre zone con una porta finale. Gli attaccanti si schierano a coppie e partono dalla parte del campo senza porta. All’interno delle prime due zone c’è un difensore e nella zona della porta c’è il portiere.

Il gioco inizia con un 2 contro 1 nella prima area. Se gli attaccanti battono i due difensori nelle rispettive zone con un dribbling 1 contro 1 piuttosto che con il passaggio tra loro n caso di segnatura nell’ultima area il goal vale doppio.

Se il difensore conquista la palla deve portarla fuori dalla linea di meta (limite del campo opposto alla porta). Se la palla viene conquistata da un difensore nella zona di mezzo del campo i due difensori si alleano e possono con un due contro due portare la palla alla meta. Se gli attaccanti riconquistano la palla nel due contro due l’esercitazione termina.

E’ importante cambiare spesso la coppia di difensori.

E’ importante ricordare al giocatore che deve rallentare la sua corsa quando si avvicina ad un difensore, utilizzare finte del corpo, provare un cambio di direzione, ecc.
Ovviamente è un due contro uno e la possibilità di avere il compagno per superare la zona c’è sempre ma il primo obiettivo è quello di dribblare il difensore.

Un successivo sviluppo potrebbe essere quello di dividere in sole due zone il campo e aggiungere un difensore per ogni zona. Gli attaccanti devono essere sempre in superiorità quindi si troverebbero di fronte ad un tre contro due. Se vincono la prima zona gli attaccanti si troverebbero sempre in un tre contro due più il portiere in porta.

Dopo due minuti le squadre si alternano. Difensori diventano attaccanti e viceversa. Ogni squadra difende quindi per due minuti. Ovviamente le squadre segnano un punto per ogni goal e vince la squadra che segna più goal.

I difensori se vincono la palla non portano la palla a meta ma devono effettuare un possesso palla.

Anche in questo caso esistono tante variabili e a seconda degli obiettivi che ci siamo posti nella programmazione e possiamo quindi variare le regole da dare agli attaccanti o alla difesa in modo da continuare il percorso che stiamo facendo con i ragazzi.

Riscaldamento prepartita

Semplice esercitazione da svolgere nel riscaldamento prepartita per incoraggiare la comunicazione e i passaggi uno-due. I giocatori devono guidare la palla nello spazio, passarsela con degli uno-due e andare al tiro. 

Riscaldamento prepartita

Squadra nera e squadra rossa. All’estremità opposta della porta c’è una fila di giocatori (squadra rossa) il cui obiettivo è andare al tiro.

Nella casella centrale c’è l’altra squadra (squadra nera) che hanno il compito di giocare come sponde, passando la palla ai giocatori che devono andare al tiro.

Il giocatore rosso entra nell’area ed effettua due rapidi passaggi uno-due con i giocatori sponda. Il giocatore rosso porta quindi la palla fuori dall’area alla massima velocità ed effettua il tiro in porta.

Subito dopo un nuovo giocatore rosso entra nell’area e ripete l’esercitazione. Dopo un determinato periodo di tempo, le squadre si cambiano di posto.

Il mister deve sottolineare alcuni aspetti tra cui la comunicazione (ci sono tanti giocatori nell’area a cui chiedere l’uno-due), la precisione dei passaggi e la precisione sul tiro.

Ovviamente la cura e l’attenzione dei giocatori è fondamentale in questa fase proprio perché precede la partita. Il riscaldamento appena proposto è di tipo specifico da eseguirsi in genere dopo una adeguato tempo dedicato ad alzare la temperatura corporea con esercizi di mobilità articolare corsa con e senza palla.

Lo scopo è utilizzare questo tipo di riscaldamento prepartita per esercitarsi sia nella tecnica applicata (passaggi e tiro) che negli aspetti di tipo cognitivo. Esistono infatti mille varianti per far valutare ai ragazzi come orientarsi all’interno dell’area o come scegliere i compagni per fare l’uno-due, ecc.

Marika Bonomo: Portiere ed allenatrice giovanile

Ciao Marika, come nasce la tua passione per il calcio? 

Nasce all’età di 4 anni .. andavo a vedere ogni partita di mio padre sotto la pioggia la neve , il caldo , il vento .. vedevo solo lui è la palla!

Riscaldamento pre-partita calcio a 5
Come hai deciso di fare il portiere? 

Volevo essere come papà . È l’unico ruolo dove io posso volare .

sei passata dal calcio al calcio a 5… che differenze hai trovato? 

La prima partita mi è sembrato di tornare ai miei 6 anni, in quelle palestre col fondo di cemento o di legno… è stato bellissimo tornare a giocare a calcetto . L’unica differenza che ho trovato come portiere è la grandezza della porta . Il modo di giocare è più veloce…

dimmi una cosa facile ed una difficile nel giocare a calcio… 

Penso che la passione possa rendere facile l’apprendimento.
La cosa difficile per un portiere è scordarsi una “gatta” che si è fatta oppure subire un gol che si sarebbe potuto parare.

dimmi una cosa facile ed una cosa difficile del calcio a 5, invece? 

Nel calcio a 5 la cosa più facile è che riesci a far gol dalla porta!!!! Buahah . Penso di essere l’unico portiere che ha fatto 3 gol in campionato è uno in coppa .
La cosa difficile è quella di avere velocità nelle parate . Ed avere l’istinto giusto.

vorresti provare il calcio a 7? (Di solito piace molto alle ragazze del calcio perché lo vedono più veloce)

Si . Mi farebbe veramente piacere provare .

In rappresentantiva di calcio a 5 uisp hai giocato come giocatrice di movimento… provando questo ruolo, come ti è sembrato? Pensi che provare il ruolo delle compagne, possa aiutarti a capire come dare loro indicazioni dalla porta nelle prossime partite? 

Ti dico la verità: ho provato a giocare fuori per vedere le mie compagne, per capire come si comportano in difficoltà, perché in quel torneo avevamo avversarie di livello . Capire da vicino cosa sbagliano o cosa fanno giusto, provandolo sulla mia pelle. Volevo entrare nel loro mondo; Come portiere, alla fine, mi sento un po’ sola, perché ci sono i difensori, ma dove non ci arrivino loro ci devo arrivare io. È stata una bellissima esperienza, ma ovviamente dopo uno scatto crepavo ahah…

So che hai giocato anche in Marocco… intanto… calcio, calcio a 5 o beach soccer? 

In Marocco o giocato a 11, una volta ma così con degli amici. Là non è come in Italia, in Marocco e meno combattivo ..

cosa pensano del calcio femminile? può avere dello sviluppo? 

In Marocco è già in sviluppo il calcio femminile ed in questo penso che possa dare il buon esempio al mondo. In Marocco in molti pensavano che le donne dovessero stare a casa, ma non è così, se una donna vuole giocare a calcio lo deve fare ..

sono molte le ragazze che giocano con i capelli coperti e gli scaldamuscoli sotto le braghette in rispetto della tradizione? 

Si . Ho visto ragazze in Marocco giocare così e io le rispetto . Perché anche mia mamma lo porta . E il calcio non è razzismo ma è uno sport dove tutti i paesi del mondo possono giocare . In qualsiasi modo si vestano . Basta che toccare un pallone e si inizia la vita vera.

Qual è una partita che ti è piaciuta più di altre?

In questi 14 anni, ci sono state partite che mi hanno lasciata sconsolata, arrabbiata e triste… partite in cui sbagliavo e stavo male ed altre in cui facevo delle parate stupende…

Mi ricordo una partita a Fornovo, contro il Ghiarceto, in cui ricordo che eri venuto a fare le foto… ricordo di aver fatto una partita in cui mi era sembrato di non smettere di fare parate… di cui alcuni miracoli assurdi… ed ho finito la partita con 2 ematomi giganti ai gomiti..

Io penso che una partita è bella quando la affronti con la voglia di entrare in campo e non mollare mai. Anche malattie e piccoli infortuni non mi hanno mai fermato

Parlando con la Marika allenatrice… con bambini di 6 anni, quale aspetto bisogna curare di più? A quella età è molto più importante essere “educatori” che allenatori tecnici… come vedi i bimbi da questo punto di vista, disponibili? 

A sei anni bisogna essere più amici dei bambini che allenatori . Si devono divertire con giochi con la partitella .

Sei giovane e forse hai avuto qualche possibilità in più rispetto alle generazioni che ti hanno preceduto di poter iniziare a 4 anni. Che possibilità ci sono per una bambina di iniziare oggi? 

Io ho iniziato a 4 anni perché avevo la fortuna di avere mio papà come allenatore . Al giorno oggi bisogna aspettare i 6 anni, ma le bambine hanno la possibilità da subito di iniziare a giocare con una squadra femminile.

Secondo te maschi e femmine possono giocare insieme? Se si sino a che età? 

Sì possono. Io ho giocato con loro fino ai 14 anni. Teoricamente potresti giocare anche fino ai 16, ma scalando di annata. Non gioco più con loro, ma per fortuna mi alleno con la categoria maschile .

Conosci il calcio ed il calcio a 5… secondo te potrebbe essere utile iniziare il percorso calcistico con il metodo futsal? 

Si potrebbe essere utile!

Quanto conta secondo te l’esperienza rispetto all’età anagrafica, nel calcio a 5, dove devi pensare prima di ricevere la palla, invece che dopo averla ricevuta? 

Allora io penso sempre che l’età non conta tantissimo, chi inizia presto come ho fatto io, ovviamente è molto più avanti, rispetto ad altri che iniziano dopo. Allo stesso tempo, ci sono ragazze che iniziano a 6 che comunque fanno fatica a giocare, come può fare fatica una ragazza che ha iniziato tardi, perché non hanno assimilato certe basi .. Nel mondo del calcio penso sempre che bisogna prima pensare a quello che bisogna fare in quel momento. Faccio un esempio: prima di ricevere la palla devi alzare la testa e guardare . Dopo averla ricevuta alzi di nuovo la testa e la giochi . Se giochi con la testa bassa non vai da nessuna parte.

Io non ho studiato scienze motorie, ma fortunatamente sono accompagnato da 2 ragazze che lo sono… dalla tua esperienza hai sempre visto preparatori atletici/fisioterapisti che possono aiutare gli allenatori ad adattare gli esercizi alle esigenze fisiche dei singoli perché non si facciano male o assumano posture errate difficili poi da correggere? 

Sì, almeno nei tre anni al Parma, ho visto fisioterapisti, medici, preparatore atletico e due preparatori dei portieri.

Quanto è importante l’approccio mentale dell’allenatore? Cosa fai per stimolare i bambini?

Sì l’approccio mentale è molto importante . Deve saper allenare e far crescere la squadra da tutti i punti di vista. Se non lo fa, o sta commettendo degli errori o non ha le capacità .
Ahaha Per far stimolare i bambini nell’apprendimento cerco sempre di sviluppare dei giochini che stimolano l’attenzione: Tipo prendi la coda, La gara di palleggi, uno contro uno… A volte faccio finta di essere il cronista della partita e la cosa li diverte molto. L’importante del gioco è sopratutto divertirsi.

L’allenatrice deve dare la carica!
cosa pensi per l’anno prossimo, si potrà ricominciare?

Io spero sempre che si possa ricominciare, anche adesso! Quando manca il calcio, sento che mi manca tutto!!!

Il contrasto diretto

Per un difensore è molto importante conoscere i comportamenti da attuare quando si affronta un avversario con la palla, sia che questi tenti di superarlo con un dribbling, sia che questi provi a trovare il tempo e lo spazio per liberarsi dal pallone, effettuando un passaggio o addirittura un tiro in porta.

Per impedire lo sviluppo dell’azione avversaria e, in alcuni casi, per poter riconquistare il possesso della palla è molto importante il fondamentale tecnico del contrasto, in cui si va ad affrontare un avversario in possesso di palla.

Una classificazione generale può inizialmente dividere i contrasti in tre grandi tipologie con relativi esercizi.

Contrasto Frontale. Posizionare una palla al centro di un quadrato di 10 metri quadri circa per un 1 contro 1. Al segnale del mister, i giocatori cercano di vincere la palla con un contrasto frontale e conducono la palla fuori dalla linea all’estremità opposta. Il contrasto sarebbe da effettuare effettuato con la parte interna del piede vicina al malleolo, o con il collo piede, perché sono le parti del piede più dure e sarebbe meglio riuscire a colpire la palla “sotto”, alzandola e, di fatto, togliendola al controllo dell’avversario. La gamba di appoggio deve garantire la forza. I giocatori dovrebbero esercitarsi usando entrambi i piedi.

Contrasto laterale. In questa esercitazione entrambi i giocatori iniziano da un lato del quadrato vicini ai vertici. L’attaccante conduce a velocità ridotta la palla verso il lato opposto, consentendo al difensore di esercitarsi nell’esecuzione del tackle laterale. Dopo alcuni tentativi, i giocatori cambiano ruolo. Andrebbe effettuato con il piede più lontano rispetto alla posizione della palla e dopo una torsione del corpo eseguita in modo da posizionarsi frontalmente rispetto all’avversario in possesso di palla. I giocatori dovrebbero esercitarsi usando entrambi i piedi.

Scivolato o tackle. I giocatori iniziano alle estremità opposte. L’attaccante conduce in avanti a velocità ridotta prima che il secondo giocatore, il difensore, inizi la sua corsa e scivolata. uesta dovrebbe essere effettuata con il piede più lontano rispetto alla posizione della palla dopo essersi allontanati leggermente dall’avversario, in modo tale da ottenere lo slancio giusto. Dopo alcuni tentativi, i giocatori cambiano ruolo. I giocatori dovrebbero esercitarsi usando entrambi i piedi.

Oltre alla tecnica del contrasto è importante lavorare sui tempi di marcamento, quando il difensore affronta un giocatore in possesso palla. 
Siccome le esercitazioni possono essere proposte in numerose varianti è importante anche variare il tempo. Ad esempio l’entrata in campo del difensore potrebbe essere ritardata, per rendere ancora più difficile il suo compito.

Tiro al volo laterale

In un allenamento di qualche anno parlando con i ragazzi (esordienti) di quanto successo nell’ultima partita giocata avevamo sottolineato come fosse importante il tiro al volo laterale. 

Quando la palla è tra il ginocchio e l’altezza della vita, il tiro al volo laterale è una tecnica molto efficace per ottenere un tiro in porta.

E’ un esercizio semplice ma questo gesto tecnico si vede sempre meno nelle partite.

E’ importante far fare ai ragazzi il corretto gesto tecnico e cioè assumere con il corpo l’angolo giusto in modo che la gamba che calcia possa oscillare in avanti completamente, quasi parallela al suolo. La parte superiore del corpo resta lontano dalla palla che viene colpita con il collo del piede.

Per farlo fare ai ragazzi all’inizio due giocatori stanno uno di fronte all’altro a circa 10 metri di distanza. Per evitare che il pallone vada in ogni parte del campo il primo giocatore con le mani lancia di lato la palla in aria, la lascia rimbalzare e la colpisce al volo laterale verso il partner, che ripete l’esercizio.

Un successivo sviluppo è far colpire la palla ai ragazzi prima che la palla rimbalzi per terra. E’ sempre importante che i giocatori facciano l’esercizio colpendo la palla con ogni piede, sia destro che sinistro.

Un altro sviluppo è creare due file di giocatori e posizionandosi sul dischetto del rigore lanciare la palla per il primo giocatore di una linea che si muove e dopo il rimbalzo cerca di segnare in porta. Successivamente dovranno tentare di colpire la palla senza rimbalzo.

Infine far giocare una partitella 4 contro 4 con le porte. Prima giocare con le mani dove ogni giocatore si muove senza fare più di tre passi (tipo basket) prima di lasciare la palla a qualche compagno. L’avversario può vincere la palla intercettando lanci tirati o quando la squadra in possesso lascia la palla.

I goal possono essere segnati solo dai giocatori che tirano al volo una palla sul passaggio che un compagno di squadra ha lanciato loro.

Successivamente sviluppare la partita con i piedi e non con le mani dove il goal con il tiro al volo laterale vale doppio.


Il classico 2 contro 1

Oggi ritorniamo sul classico 2 contro 1 con due attaccanti che giocano contro un difensore per superarlo e portare la palla in area. Si ottiene un punto se gli attaccanti riescono a superare il difensore e portare la palla in area o se il difensore vince la palla e la porta fuori dal quadrato nell’area. Nessun punto viene assegnato se il pallone viene calciato fuori campo.

2 contro 1

In questa esercitazione viene gestita una semplice rotazione per sviluppare le abilità dei giocatori rispetto al 2 contro 1. E’ importante per il mister sottolineare le abilità sul passaggio e i tempi per scegliere quando farlo.

All’inizio dell’esercitazione Il primo giocatore di ogni linea (giocatori blu) passa la propria palla all’attaccante sulla linea di fondo di ogni campo.

L’attaccante riceve il passaggio e poi dribbla in campo giocando un 2 contro 1 contro il difensore tentando di portare la palla nel rettangolo successivo.

Se il difensore vince la palla, segna portando fuori campo la palla per un punto.

L’esercitazione termina quando un giocatore segna o la palla esce dal campo per qualsiasi motivo.

I difensori ruotano dopo ogni ripetizione con l’altro difensore sul loro campo.

L’attaccante che segna o si trova più vicino al quadrato finale quando l’esercitazione è finita, porta la palla dietro la linea di attacco inziale per ricominciare il giro.

Ogni 4 o 5 minuti vale al pena cambiare i difensori in modo da far provare a tutti i ragazzi entrambe le situazioni.

Inserendo una sana competizione si può chiedere ai giocatori di tenere traccia dei loro punti! Il giocatore con il maggior numero di punti alla fine di ogni round di quattro minuti è il vincitore.

Un altro sviluppo potrebbe essere di stringere la dimensione del quadrato iniziale in modo da complicare la vita agli attaccanti e favorire i difensori.

Il 4 vs 4: l’olandese

Il 4 vs 4 chiamato l’olandese è un progetto di gioco di piccole dimensioni che è stato al centro della produzione di una vasta gamma di individui di talento.

La filosofia alla base è triplice:

A) Hai il massimo coinvolgimento nelle situazioni di calcio perché raramente c’è una via di fuga dall’azione. Rappresenta qualcosa che è al centro dell’allenamento olandese e cioè che gli esercizi di allenamento si basano sempre su situazioni che si verificano nelle partite.

B) Infatti è il modo olandese per individuare i problemi durante la partita, creare modelli di allenamento simili e utilizzarli per sviluppare i giocatori.

C) Infine, un gioco 4 vs 4 è così ben bilanciato che può fornire due diversi filoni di ricerca: uno per il coaching e uno per lo scouting.

4 vs 4

Peri pià grandi la partita 4 vs 4 si deve giocare in un’area di 50 × 30 metri con due porte senza portieri. Le dimensioni però variano a seconda dell’età e delle capacità di ragazzi in modo che le squadre possano passare dalla difesa all’attacco e da aree ampie a quelle centrali in pochi passi.

Dopo un gol, il gioco riprende con un calcio di rinvio dalla linea di porta. Tutti i palloni che escono di lato vengono rimessi in gioco con un passaggio a un compagno di squadra, mentre i calci di punizione sono indiretti. Non ci sono fuorigioco e le penalità vengono prese dalla linea di metà campo.

Il 4 vs 4 è un buon esercizio da fare in allenamento perché favorisce combinazioni uno-due e triangolo, sviluppando così il gioco di squadra senza dover spiegare molto ai ragazzi. Anzi è uno sviluppo cognitivo che viene a loro naturale perché favorito dalle condizioni in cui si trovano.

4 vs 4

Il gioco 4 vs 4 favorisce quindi il gioco di squadra e sviluppa creatività. Sicuramente non abbiamo tutte e tre le linee: attacco, centrocampo e difesa ma possiamo sviluppare tutti gli elementi del gioco a terra, le combinazioni e l’idea che la palla debba girare spesso nel tentativo di cercare spazi utili ed efficaci.

Le partite a quattro sono per forza intense favorendo come abbiamo già detto la cooperazione tra giocatori. Siccome gli scenari si sviluppano rapidamente, i ragazzi imparano le cose da fare e da non fare nel gioco attraverso la il gioco intenso. Il gioco ad alta intensità favorisce l’alternarsi di continui stimoli visivi e tattici.

Nelle accademie professionali olandesi la formazione è organizzata in moduli, di cui uno è il 4 vs 4. Ogni modulo mostra compiti che sviluppano abilità particolari. Quattro o più istruttori eseguono ciascuno un esercizio particolare e ogni 7-10 minuti i giocatori passano all’attività successiva. Nel corso dell’anno tutti gli esercizi insieme portano il giocatore a un certo livello pensato per prepararlo ad una partita 11 vs 11.

Lo sviluppo dei giocatori viene costantemente monitorato, con i miglioramenti (o la mancanza di miglioramento) discussi e valutati. Alla fine della stagione i giocatori sono invitati per l’anno successivo o devono lasciare l’Accademia.

E’ per questo che il 4 vs 4 è utile anche per lo scouting.  Perchè anche se normalmente un giocatore inizierà a imparare che fa parte di una squadra all’età di 12 anni (biologicamente è l’età in cui le sue abilità sociali iniziano a svilupparsi) quando vediamo un giocatore molto giovane usare combinazioni in 4 vs 4 possiamo dire che esiste una visione di gioco on comune  in quel ragazzo che potrebbe sfociare in talento.

4 vs 4

In Olanda tutti gli allenatori giovanili iniziano con il principio del 4 vs 4 e sviluppano le partite dei giovani giocatori da lì. Nel tempo in cui un giocatore fa parte di un’accademia giovanile professionistica l’obiettivo non è mai la competizione ma il migliorare la squadra nel suo insieme, concentrando l’attenzione su i ragazzi e sul modo migliore per farli crescere.

Da noi in Italia invece la cultura del risultato risulta ancora essere molto importante a discapito del periodo di crescita dei ragazzi dove vanno tutelati e aiutati a crescere. 

Nel nostro piccolo come allenatori delle giovanili possiamo cambiare gradualmente le cose.

Buon lavoro!