Controllo palla tra i coni

In questo periodo, mentre sto impostando le linee generali della programmazione del prossimo anno calcistico ho avuto modo di riguardare allenamenti che avevo svolto alcuni anni fa e, controllo palla tra i coni, l’esercizio che vi propongo oggi me lo ero segnato come particolarmente divertenti per i ragazzi. 

Controllo palla tra i coni

Lo scopo dell’esercizio è migliorare le capacità di dribbling e di controllo della palla. Al segnale del mister il primo giocatore di ogni squadra deve girare intorno al cono del colore della squadra avversaria e girarlo. L’esercizio ha un tempo limitato e il giocatore prima che finisca il tempo può ribaltare uno qualsiasi dei propri coni (quelli con il colore della propria squadra) che l’avversario ha girato.

Per ogni coppia è sufficiente un tempo di circa 30 secondi per girare il maggior numero di coni possibile, passato il quale tornano alla loro linea e il prossimo compagno di squadra ripete l’esercizio.

Vince la squadra con il minor numero di coni sottosopra dopo che tutti i giocatori hanno avuto almeno un turno di gioco.

La capacità di controllo della palla con i cambi di direzione e la pressione del tempo rende il gioco competitivo ma allo stesso tempo divertente e aiuta i ragazzi ad affinare l’abilità del dribbling e del controllo.

Personalmente organizzo vari campi da gioco facendo svolgere partite di controllo palla tra i coni con squadre di 4 conto 4 in modo da poter osservare meglio i ragazzi e poter ricordare loro di tenere la palla vicino al piede e di compiere piccoli passi rapidi e se possibile di usare interno ed esterno di entrambi i piedi

Un successivo sviluppo con le età più grandi (ma si divertono anche i giocatori della prima squadra è inserire dei coni all’esterno dell’area in modo che ogni volta che un giocatore gira un cono della squadra avversaria deve dribblare girandoci intorno uno dei coni esterni prima di rientrare nell’area di gioco.

Controllo palla tra i coni

Per le annate più grandi, per progredire ulteriormente si possono aumentare le dimensioni dell’area di gioco, consentendo ad entrambe le squadre di mandare due giocatori in un cerchio alla volta.

Due tocchi: ricevere e tirare

Esercizio semplice per allenare gli attaccanti a ricevere e tirare la palla in porta da cross dentro e intorno all’area di rigore. Il primo tocco è fondamentale per mettersi in condizione di gestire il tiro nel miglior modo possibile.

ricevere e tirare

Il giocatore che riceve e tira si trova all’esterno dell’area di rigore e ha un tocco per controllare la palla e per entrare in area e un secondo tocco per poter tirare in porta.

Non appena il tiro è stato effettuato, il secondo giocatore esterno passa un’altra palla dentro. Dopo aver effettuato un paio di tiri l’attaccante si scambia posto con un giocatore esterno.

La posizione del corpo è fondamentale per ricevere il passaggio e controllare la palla in modo da potersela posizionare bene per il tiro. Attutire la palla e poterla controllare è fondamentale.

All’inizio i ragazzi avranno un primo tocco scadente ma, man mano che migliora, la percentuale di goal sui tiri diventerà molto più alta.

In questo esercizio non è importante motivare i ragazzi più di tanto perché ogni volta che si lavora sul tiro ogni ragazzo trova dentro di se la giusta motivazione e la sua personale sfida rispetto al poter fare goal. Ci sono però alcune situazioni “inconsapevoli” che i ragazzi tengono soprattutto sulla posizione iniziale che non gli permette di ricevere bene il pallone.

Lavorare quindi sulla ricezione e sulla postura del corpo in modo da attutire e controllare la palla è fondamentale per far capire ai ragazzi l’importanza soprattutto del primo tocco.

Ci sono tanti modi per allenare come calciare in porta tanto che ogni allenatore lo prevede più volte nella sua programmazione. L’aspetto importante è che ricevere e tirare la palla è un esercizio semplice che però può generare una sana competizione tra i ragazzi con benefici abbastanza immediati nella seduta di allenamento.

I ragazzi imparano, sono motivati e si divertono.

In questo periodo in cui ogni mister studia e si prepara al meglio per la prossima stagione non può mai mancare l’esercizio sul tiro in porta in tutte le sue mille sfaccettature.

Buona programmazione a tutti!

La tecnica ad uncino

Gestire la palla con la tecnica ad uncino permette ai giocatori di trovare spazio cambiando velocemente direzione senza perdere il controllo della palla. 

Con un po di esercizio questa è un’abilità abbastanza semplice e molto buona per i nostri ragazzi. La difficoltà sta nel coordinarsi e nel girarsi il più velocemente possibile.

Quando l’attaccante vuole liberarsi del difensore verso la porta avversaria può fingere di colpire e poi invece aggancia la palla ad uncino e cambia direzione accelerando la corsa. Funziona bene quando i giocatori corrono verso la porta avversaria oppure sulla fascia e devono superare un giocatore che corre di fianco a loro.

E’ necessario sottolineare ai ragazzi che l’attaccante deve mantenere il proprio corpo tra il difensore e la palla ed utilizzare il braccio per tenere a distanza il difensore.

L’esercizio che segue mostra come questa tecnica ad uncino può essere usata in  qualsiasi situazione con difensori provenienti da diverse angolazioni.

tecnica ad uncino


Numeriamo le posizioni dei giocatori da uno a cinque. Il mister passa la palla al giocatore in centro (attaccante) e chiama il numero del difensore che deve andare a contrastarlo.

L’attaccante deve liberarsi del difensore e provare a segnare. Il difensore si scambia con l’attaccante ogni volta in modo da ruotare i giocatori che restano in centro. Se l’attaccante si libera del difensore con la tecnica ad uncino si raddoppiano i punti in caso di goal. Alla fine del turno il vincitore è il giocatore con più punti.

Superare il difensore

Esercizio per attaccanti e per difensori che abbiamo già provato tutti in campo. Nella progressione dell’esercizio ho inserito come variante una situazione di gioco dove i ragazzi pur continuando a dover superare il difensore in un 1 contro 1 continuo giocano di squadra.  

Superare il difensore

All’inizio dell’esercizio In un area di campo delimitato tutti i giocatori sono in coppia con una palla. Un giocatore per ogni coppia cerca di mantenere il possesso. Per vincere un punto devono dribblare l’avversario.

Ci son tanti modi per affrontare l’ 1 contro 1 e il dribbling. In questo caso vorrei che i giocatori in possesso di palla arrivassero davanti al difensore rallentando la corsa e utilizzando le finte di corpo tentassero di superarlo usando le braccia per mantenersi in’equilibrio e per ingannare il difensore.

Testa alta, ginocchia piegate e baricentro basso in modo da sfruttare i tempi giusti per effettuare il dribbling sull’avversario.
Se l’attaccante perde la palla, il difensore vince un punto altrimenti il punto va all’attaccante.

Dopo un minuto circa di esercizio conviene cambiare ruolo e vedere in nei due ruoli qual è il giocatore che ha totalizzato più punti.

Superare il difensore

Un successivo sviluppo lo si ha con entrambe le squadre che iniziano su entrambi i lati della porta. Il mister si trova centralmente all’estremità opposta e passa nell’area di gioco. A quel punto, un giocatore di ogni squadra corre e cerca di ottenere il possesso. Chi vince il possesso prova a battere l’altro giocatore e a tirare in porta.

Ogni giocatore ha 10 secondi dal possesso vincente per segnare. Se il difensore vince il possesso, prova a segnare a sua volta..

Superare il difensore

In una successiva situazione di gioco giochiamo un 4 contro 4 (squadra A contro squadra B all’interno del campo). La terza squadra (squadra C) fornisce supporto di passaggio in due tocchi ai giocatori in possesso.

Pur giocando a squadre ogni giocatore ha un pallone e ci sono in campo 4 situazioni di 1 contro 1.

I goal possono essere segnati solo quando i giocatori in possesso riescono a superare il difensore. Se il difensore vince il possesso, i ruoli vengono immediatamente invertiti e la squadra del difensore può segnare diventando attaccante.

Dopo ogni goal la palla rimane in rete l’attaccante e il difensore che diventano liberi di ricevere passaggi e supportare i compagni di squadra.

I giocatori della squadra esterna (squadra C) possono passare a qualsiasi membro della squadra da cui ricevono la palla. Una volta che tutte le palle sono in rete (usa una quinta palla se il punteggio è pari), la squadra con il maggior numero di goal cambia ruolo con C per ripetere l’esercitazione.

Dopo che tutte le squadre hanno giocato tra di loro chi ha fatto più punti sarà il vincitore.

LA COMUNICAZIONE

Buongiorno a tutti, almeno spero lo sia nonostante la brutta situazione in cui ci ci trova. Parlando di comunicazione credo sia doveroso, prima di tutto, fare una augurio a tutti che le cose vadano bene e ringraziare di cuore tutto il personale sanitario d’Italia che è in prima linea in questa emergenza.

La comunicazione è un tema particolare e molto spesso trascurato ma di fondamentale importanza per un portiere tanto che nella mia personale “classifica” è messa al secondo posto.

Oggi ne vorrei parlare in maniera abbastanza generica nel senso che vorrei porre qualche quesito e dare, secondo il mio parere, qualche risposta.

Cosa si intende per COMUNICAZIONE del Portiere ?

Per me è la capacita di riuscire a dare indicazioni precise sia in fase difensiva che offensiva in maniera Semplice, Diretta, Inequivocabile e soprattutto con gli stessi codici capibili dai compagni.

Posta così sembra semplice ma vi assicuro che non lo è……Innanzitutto la base per una comunicazione corretta è l’apprendimento, da parte del portiere, degli schemi di gioco e dei vari spostamenti dei compagni in ogni fase della gara ed è qui che oltre a noi allenatori dei portieri è necessaria anche la sinergia con l’allenatore della squadra anche e soprattutto per avere un’unico linguaggio comune ( Codici univoci ).

COMUNICAZIONE

Qui una tirata d’orecchi va ai Mister delle squadre perchè nel 90% dei casi, e sono buono, si limitano a dire a noi allenatori dei portieri “Il portiere non parla…” e io gli rispondo ” Ma tu gli hai detto cosa deve dire ? “.

Tutto questo nasce dal fatto che per l’allenatore di calcio è scontato che il portiere sappia e debba fare tutto ma, soprattutto. se non ci arriva il difensore deve per forza arrivarci lui quindi è anche scontato che debba saper parlare.

Ma torniamo alla comunicazione ed alle caratteristiche che ho citato :

SEMPLICE : I termini devono essere capibili a tutti, non devono confondersi con altri ( Mai dire Via perchè si confonde con Mia per esempio )

DIRETTA : Deve puntare al succo dell’azione che vogliamo far fare senza troppi giri di parole e nominando a chi è indirizzata rispetto al compagno ( Ad esempio Tommy arriva da Dx )

INEQUIVOCABILE :  Qui subentrano tutte le caratteristiche sopra ma io ci metto anche una direzione, dire ad esempio scala non serve a nulla se non dai un indicazione diretta rispetto alla posizione del compagno che si “comanda” 

CODICI UNIVOCI :  Sono le parole, i modi usati ma che devono essere unici con il resto di squadra e Staff .

COMUNICAZIONE

Ultimamente mi servo di video presi alle spalle della porta dei portieri in cui si sentono proprio la gestione delle parole rispetto al movimento di chi viene richiamato e, specialmente adesso purtroppo, è molto utile sentire le partire a porte chiuse perchè si riesce proprio a captare quali comandi i portieri evoluti danno alla squadra; l’altra azione importante, per noi allenatori dei portieri, è quella di aiutarli da dietro la porta “insegnandoli” cosa dire e come dirlo. Ogni tanto vale più un allenamento cosi che un allenamento tecnico.

Come vi avevo anticipato è proprio solo un ‘articolo generale e non pretende di aver dato indicazioni complete sull’argomento ma magari un qualche spunto di riflessione.

Come sempre spero di avere qualche riscontro per fare quattro chiacchiere.

A presto !

Emergenza Coronavirus – Fare squadra!

L’unico risvolto positivo della drammatica situazione che stiamo vivendo è sicuramente quello di aver recuperato molto tempo nelle nostre vite; ci è stata concessa la possibilità di fermarci a riflettere, e magari diventare persone migliori dedicando pensieri e vicinanza a chi vogliamo bene. I mezzi tecnologici di oggi stanno fornendo alle persone un grandissimo aiuto: regalarsi e regalare pezzettini di “normalità” e di routine. 

Anche per un allenatore, per tornare al tema principale del nostro blog,  si apre quindi una sfida importante. Cosa fare per mantenere unito il gruppo in questo momento di dispersione forzata? Cosa fare per dare sollievo ai ragazzi e bambini, continuamente bisognosi di stimoli diversi?

Sperando di fornire qualche piccolo spunto, o anche per semplice condivisione, vi racconto l’esperienza nella squadra che alleno, i Pulcini 2012 dell’U.S Astra Parma.

Dopo un periodo senza particolari contatti necessario per metabolizzare il cambiamento,  abbiamo cominciato il nostro percorso con due video messaggi di saluto, uno mio e uno dell’altro mister Matti, in cui li abbiamo incoraggiati a non mollare, resistere e a restituirci i loro video di saluto ai propri compagni.  Quest’ultima fase si è rivelata molto interessante e utile: davanti alla telecamera, qualcuno è stato disinvolto e spontaneo, qualcuno ha preferito leggere un testo, qualcuno si è quasi nascosto e qualcuno non si è sentito di farsi filmare…ma sono sicuro si riscatterà in futuro! Da quello che può sembrare un semplice video, nasce una prova da affrontare contro la timidezza! 

Ovviamente evitiamo i video per motivi di privacy!

Data la partecipazione numerosa ai video saluti, abbiamo creato con la collaborazione dei genitori  una chat di gruppo Skype, in modo che potessero avere uno spazio tutto loro in cui comunicare e mantenersi in contatto. Durante le prime chiamate siamo apparsi anche noi mister, e con piacere abbiamo dialogato con loro…o almeno ci abbiamo provato!  Una video conferenza con 16 bambini non può che portare ad un caos infernale e un  potente mal di testa…ma ne è valsa la pena! Mentre qualcuno piano piano abbandonava per andare a cena,  i più tenaci hanno continuato con chiamate , messaggi, emoticons e stickers per tutta la serata…per la gioia delle mamme!

Per sconfiggere la noia di queste giornate, sfruttando la scia positive dei video contatti, abbiamo deciso di metterli un pochino alla prova e assegnarli qualche “compito a casa”. Abbiamo diviso il lavoro di questa settimana in varie CHALLENGES:

 

Challange 1 : Palleggio

Proposto in livelli di differente tipologia e difficoltà (livello 1,2,3 ecc. ecc.) inserendo anche coscia e testa. 

 

Challange 2:  Muretto al volo

Per dar seguito alla sfida precedente, abbiamo proposto il gioco al volo con interno, collo, aggiungendo poi coscia, petto, testa.   

 

Challenge 3: Tiro a canestro

Obiettivo del gioco: calciare la palla dalla distanza e fare canestro (una scatola, un cestino, una bacinella..). Proposte modalità di tiro con palla a terra e al volo,  con interno e collo piede.

 

Challange 4: Gioco del bowling

Obiettivo del gioco: abbattere i birilli con un tiro dalla distanza.  Proposte modalità di tiro con palla a terra e al volo,   con interno e collo piede. 

 

Challange 5: Tiro al bersaglio

Obiettivo del gioco: con un tiro dalla distanza bisogna centrare il bersaglio dichiarato.  I bersagli possono avere nomi di fantasia o numeri (noi abbiamo scelto “tiro messi, tiro ronaldo, tiro lukaku ecc. ecc.”). Proposte modalità di tiro con palla a terra e al volo.

Il suggerimento dato ai bambini è stato quello di non dimenticarsi, in questi giochi,  di allenare anche il piede debole.

Ovviamente, tutte le esercitazioni proposte sono realizzabili in ambiente domestico. In ogni video sono sempre stati invitati a RESTARE IN CASA.

Questo è stato il lavoro che ha coperto la settimana appena passata, nei prossimi giorni manderemo altre sfide! Le risposte dei bambini sono state eccezionali:

Per concludere, un altro prezioso risultato ottenuto in questo percorso “a distanza” ,è stato il grande coinvolgimento e impegno dei genitori.  Un grosso grazie va anche a loro!

 E mi raccomando… ricordiamoci tutti che andrA’STRAbene!

Possesso palla con obiettivi nel mezzo

Esercizio per muovere la palla e per mantenere il possesso palla con obiettivi al centro. 

Possesso palla con obiettivi

Le due squadre giocano cercando di completare sei passaggi di fila con o senza giocatori del quadrato. Una volta che una squadra completa sei passaggi, quando la squadra giocherà un passaggio al giocatore bersaglio farà un punto.

Il gioco continua dopo che un punto è stato segnato mentre il giocatore bersaglio gioca un passaggio indietro ai suoi compagni di squadra che cercano di mantenere il possesso. Vince la prima squadra che guadagna tre punti.

Questo esercizio funziona bene quando ci sono tra i cinque e gli otto giocatori in ogni squadra.

Importante sottolineare il movimento senza palla dei giocatori in modo da trovare continuamente spazi aperti e possibilità di passaggio a uomo libero. Il possesso palla con obiettivi al centro ha tante Possesso palla con obiettivi al centro ha tante varianti.

A seconda delle annate e delle possibilità tecniche si può ragionare sul lasciare o meno il tocco l ibero per le due squadre oppure se imporre un massimo di 3 tocchi per i giocatori in campo e di un tocco per il giocatore in mezzo al quadrato.

Lo scopo finale è quello di portare i ragazzi a sfruttare al massimo la superiorità numerica data dal continuo movimento per liberare più linee di passaggio possibili.

Ben venga quindi se un giocatore tenta un dribbling per superare il diretto avversario e creare superiorità numerica.

Dal punto di vista difensivo è necessario stimolare invece una fase di riconquista della palla praticando un pressing rapido ed organizzato in tutti le aree di gioco a coprire la squadra avversaria

DOMENICO ROMANO – Il mister che vuol bene ai ragazzi

Oggi vi parlo di una bella persona incontrata da qualche mese sui campi da calcio, DOMENICO ROMANO, allenatore della squadra 2012 della società Piccardo Traversetolo. Un amante del calcio, un vero appassionato, dotato di grande equilibrio, e una stimata guida per i suoi piccoli calciatori e le loro famiglie.

Come ben sappiamo, il calcio è nel bene o nel male lo sport più chiacchierato al mondo. Tutti noi facciamo calcio perché da sempre siamo innamorati di questo sport, tutti noi ci battiamo per difenderlo sempre e comunque. Ma ci rendiamo amaramente contro  che, soprattutto nei campi dilettantistici e giovanili, spesso e volentieri diventa difficile uscire dal campo senza vivere scenari imbarazzanti.

DOMENICO ROMANO

E’ per questo che mi ha colpito subito Domenico, perché è piuttosto raro incontrare persone capaci di rimanere se stesse dentro e fuori dal campo, senza assumere “sembianze aliene” vivendo la trance agonistica.

Inoltre, Domenico è creatore di un preziosissimo gruppo whatsapp con molti contatti di mister e dirigenti per l’organizzazione di amichevoli.  Devo ammettere che incontrare persone serie, pacate e rispettose con cui poter far nascere belle amicizie e avere continui confronti penso sia una delle parti migliori del nostro bellissimo calcio.

Romano Domenico detto “Mimmo” sposato e padre di Salvatore (juoniores Plaza Montecchio) e Giuseppe (esordienti Picardo Traversetolo) ecco cosa ci racconta della sua esperienza.

Il mio approccio con il mondo del calcio è stato lo stesso di tutti i bambini ovvero con la frequentazione di una scuola calcio con la società sportiva US TRECASE con cui ho fatto tutte le trafile del settore giovanile.

Una cosa che ricordo di quella esperienza è stata quando all’età di circa 8 anni per una partita amichevole l’allora istruttore decise di fare le convocazioni. Convocazioni fatte su un bigliettino ed affisso alla porta dello spogliatoio. Una cosa SQUALLIDA. Naturalmente io non facevo parte dei convocati.   Questo episodio a distanza di anni è rimasto impresso nella mia mente.

Successivamente appena maggiorenne ho fatto parte di una squadra di amatori, nella quale avevo il doppio ruolo di calciatore allenatore Nel momento in cui il livello dei campionati inizio a crescere decisi di aiutare gli allenatori che di anno in anno arrivarono.  

Dopo poi mi sono trasferito in provincia di Parma, e mi sono affacciato di nuovo nel mondo del calcio questa volta nelle vesti di genitore. Ho deciso poi di riprendere a calcare i campi da calcio quando ho visto istruttori di scuola calcio avere un solo obiettivo la vittoria a tutti i costi

Allora dentro di me è scattata la scintilla.   Ho pensato che ognuno di noi deve fare qualcosa per cambiare questo splendido mondo quello delle scuole calcio. Ho ripreso ad allenare questa volta però i bambini, ho deciso di aggiornarmi di frequentare corsi, perché ritengo che a questa età, sia fondamentale conoscere cosa fare, ma soprattutto cosa non fare con dei bambini che hanno un’età così sensibile.

Ho scoperto un mondo nuovo, bellissimo perché i bambini ti danno delle emozioni e soddisfazioni che con i grandi neanche si possono immaginare.   Allenare un’annata di scuola calcio secondo me è una delle cose più belle che possa capitare a un istruttore l’importante che questo venga fatto mettendo i bambini al centro del progetto, i bambini devono essere trattati tutti allo stesso modo, devono avere pari opportunità.  

Domenico Romano

A questa età deve prevalere soprattutto l’aspetto motorio coordinativo in un contesto ludico e di puro divertimento, mentre il risultato sportivo deve essere l’ultimo degli obiettivi. Tutto questo è sancito in un documento che per me è diventato Bibbia, LA CARTA DEI DIRITTI DEI RAGAZZI.  

Poiché i tempi sono cambiati e adesso ci troviamo nell’era della tecnologia, per aiutare me e tanti altri colleghi come me ho creato un gruppo Whatsapp dove ho inserito tutti gli istruttori che ho avuto modo di conoscere in questi anni. Questo strumento è stato molto importante sia per me che per tutti i fruitori, in quanto è stato utile per organizzare vari tipi di eventi tra cui amichevoli e giornate dello sport.  

Ritornando al discorso dell’istruttore Io penso che ogni allenatore o istruttore abbia un metodo. Io nel limite del possibile cerco di seguire il metodo di Horst Wein, che all’inizio era allenatore della nazionale di hockey tedesca è  dopo ha creato il fenomeno ” Tiki taka” spagnolo. Bellissimo e famosissimo è stato il suo libro IL CALCIO A MISURA DEI RAGAZZI.”

DOMENICO ROMANO

Un grosso ringraziamento e un caro saluto a Mimmo. Come ha scritto qualcuno sui social qualche tempo fa “Per i primi anni calcistici dei ragazzi non serve un allenatore…Serve Domenico Romano!!!”

Creare molte occasioni da goal

Esercizio semplice per creare molte occasioni da goal lavorando su un 4 contro 3 in transizione attacco contro difesa come spesso accade durante le partite.

creare-molte-occasioni-da-goal

Divido i giocatori in due squadre da 4 attaccanti neri contro tre difensori rossi e due portieri. I tre difensori rossi sono al centro del campo e difendono a turno entrambe le porte.

Il gioco inizia con il portiere di fronte a una delle squadre che lancia il pallone all’altra estremità del campo agli attaccanti che poi iniziano un azione 4 contro 3 contro i difensori.

Se i difensori vincono la palla possono attaccare la porta da cui sono partiti gli attaccanti. Se la palla va fuori o in goal si comincia con una successiva azione del portiere verso gli attaccanti posti dall’altra parte del campo.

Ogni tre o quattro attacchi è necessario cambiare i difensori.

E importante insegnare agli attaccanti di far circolare la palla con velocità e di tentare di inserirsi sul movimento sbagliato della difesa passando la palla in ampiezza al giocatore aperto sulla fascia a nello spazio per l’inserimento degli attaccanti.

Passaggio, ricezione, visione di gioco, precisione, movimento senza palla, cambi di gioco, allenare i giocatori a chiudere le linee di passaggio, sostegno tra difensori sono tanti i temi che possiamo sottolineare.

In questo esercizio personalmente do un’unica regola che è quella di portare velocemente l’attacco alla porta avversaria. Magari diamo un tempo (variabile a seconda delle età e delle dimensioni del campo) in modo che i ragazzi siano invogliati a risolvere velocemente le situazioni che gli si pongono davanti.

Un ulteriore variante è inserire l’obbligo di 3 passaggi nella propria metà campo e poi di giocare a due tocchi nella metà campo avversaria in modo da spezzare il ritmo del gioco passando da una fase di possesso palla ad una gestione dello sviluppo offensivo rapido ed in profondità.

PULCINI – Gioco Tecnico – FootVolley

Qualsiasi sia la fascia d’età con cui andiamo a lavorare, la componente fondamentale di ogni allenamento è la motivazione dell’allievo. 

Spesso creare motivazione non è certo semplice,  perché ogni bambino o ragazzo ha bisogni differenti da saziare, ma generalmente un errore che gli allenatori commettono è quello di dimenticare ciò che il calcio è, GIOCO, DIVERTIMENTO.

Allenando bambini di 7/8 anni come quest’anno, mi sono dovuto adattare ad una nuova impostazione di allenamento e ad un calcio più ludico, in particolare per le esercitazioni riguardo l’insegnamento della tecnica di base.   

Per tenere alta la motivazione, e quindi l’attenzione e l’impegno, diventa fondamentale lavorare con la fantasia per avere esercitazioni che non siano monotone e li tenga attivi il più possibile.

A questo proposito, un metodo molto efficace per insegnare ed allenare il gioco e il controllo del pallone al volo si è rivelato essere l’utilizzo ripetuto del FOOTVOLLEY, generalmente tradotto come pallavolo con i piedi. 

Chiaramente il gioco sarà proposto in una versione rivalutata , ma il divertimento è rilevato è sempre stato altissimo e di conseguenza sarà ottima l’intensità e ancor più sorprendente il livello dell’ impegno e della partecipazione

Il segreto principale per crescere tecnicamente è quello di toccare il più possibile l’attrezzo, il nostro amico pallone, e creando piccoli campetti da 3 contro 3 o 2 contro 2 questo requisito sarà soddisfatto.

Per cominciare, inizialmente, le prime partite avevano l’unica regola del “non fate fermare a terra il pallone, l’importante è tenerlo in alto e mandarlo nell’altro campo”.

Successivamente, si potrà ridurre il numero dei rimbalzi possibili del pallone per giocatore e per squadra, e cominciare ad impostare il passaggio obbligatorio tra compagni. 

Ovviamente per arrivare a questo gioco, un propedeutico classico lavoro con il palleggio e il controllo della palla (testa, coscia, petto) era stato fatto.  Lavoro che si è rivelato più un ottimo bagaglio teorico, pronto per essere concretizzato con molta più efficacia e velocità in questo gioco che adesso è un must di ogni mio allenamento. 

 

E per finire..rifacciamoci gli occhi con le bellezze dell’uomo chiamato tecnica!