Giocare al volo

Semplice esercitazione di riscaldamento ragazzi più piccoli dove lo scopo principale è giocare al volo.

Giocare al volo

Ci sono nel campo 6 porticine. Si gioca anche con le mani. Per il passaggio ad esempio  i giocatore ha la palla in mano e se vuole passarla la deve calciare al volo al compagno. Il compagno la può prendere con le mani per poi ripassarla oppure se è posizionato bene tentare di fare goal nelle porticine colpendo con i piedi o con la testa la palla al volo.

Se la palla esce dal campo il gioco riprende con un passaggio al volo.

Non sono mai entusiasta di usare le mani per fare esercitazioni ma in questa semplice esercitazione la componente ludica è molto alta e qualche volta, per questo motivo, la faccio anche con i più grandi. Aiuta a stemperare le tensioni e a si compie un riscaldamento abbastanza completo.

Una variante può essere che il giocatore in possesso può eseguire un rimbalzo (stile basket per intenderci) ma comunque per segnare un gol, i giocatori devono effettuare un tiro al volo con i piedi o con la testa in una delle porte dell’avversario.

Duelli nel calcio

L’attività di oggi presenta una varietà di mini duelli di 1 vs 1, 2 vs 1, 2 vs 2 e così via. Ogni squadra deve attaccare o difendere per impedire all’altra di vincere.

Duelli nel calcio

Strutturiamo un campo con due cerchi concentrici (potrebbero essere anche dei quadrati), uno più grande esterno e uno più piccolo interno. Ci sono due squadre di 4 giocatori dove  i giocatori rossi difendono le porticine mentre l’altra squadra (i giocatori verdi) attaccano.

Ogni giocatore verde ha la palla per attaccare. Gli attaccanti possono segnare in qualunque porta e possono attaccare da soli (1 vs 1) oppure in coppia o in tre o in 4. Le regole per io difensori sono le stesse e cioè possono difendersi da soli oppure correre per aiutare un compagno di squadra.

Quando la palla esce o viene segnato un goal l’attaccante torna nel cerchio centrale e prende una nuova palla per continuare ad attaccare. Il gioco finisce quando tutte i palloni sono stati utilizzati.

Alla fine le squadre cambiano ruolo, i due periodi di gioco non dovrebbero durare più di 5 minuti. Importante è far capire che le squadre possono attaccare e difendere i gruppo o con un singolo giocatore, Non si possono raccogliere i palloni andati fuori o in goal. 

Questo è una delle situazioni di gioco che riprendo più volentieri perché i ragazzi si divertono molto ed hanno occasione di mettersi alla prova su più obiettivi. 

Gestire palloni difficili

In questo esercizio si allenano i difensori a gestire palloni difficili (che arrivano con palle alte in area) e ad allontanarli o in lungo o in largo nel campo passando la palla a dei lor compagni.

Gestire palloni difficili

Utilizziamo la metà di un campo a grandezza naturale e posizioniamo un difensore vicino all’area piccola. Quattro giocatori (verdi) si incaricano di servire palloni alti. mentre altri 3 giocatori rossi giocano con il difensore posizionandosi a centrocampo e sui due lati.

Ciascuno dei giocatori verdi a turno serve una palla alta nell’area di rigore. Il difensore deve uscire rapidamente dalla linea di porta per lanciare la palla a uno dei suoi compagni.
Il difensore deve assicurarsi che ogni palla superi l’area di rigore prima di toccare il terreno.
Dopo che la palla ha superato l’area di rigore, il difensore torna di corsa sulla linea di porta pronto per il servizio successivo.

Ad ogni difensore chiediamo di fare una decina di gestioni palle difficili.

Una possibile variante è aggiungere un attaccante all’interno dell’area di rigore per rendere la difesa più realistica.

Successivamente possiamo posizionare due difensori e un attaccante in area per favorire anche la comunicazione tra più giocatori.

Il mister deve sottolineare che la palla deve essere liberata senza che resti troppo in area di rigore.

Il difensore deve reagire rapidamente e prevedere il volo della palla e soprattutto deve sentirsi a proprio agio davanti alla propria porta.

Difensore di copertura

Quando un difensore sta applicando pressione a un attaccante con la palla, è importante che abbia un sostegno sotto forma di un secondo difensore di copertura. Questo per garantire che se l’attaccante dovesse superare il primo difensore non avrebbe la via libera ma si troverebbe ancora davanti un secondo difensore. 

Difensore di copertura

L’attaccante 1 passa la palla all’attaccante 2 che tenta di dribblare fino alla linea di fondo contro il difensore 1. Il difensore 2 fornisce copertura.

Lo scopo è anche quello di dirigere gli attaccanti lontano dalla porta rendendo prevedibile il gioco dell’avversario.

Il difensore in copertura sta leggermente angolato e deve comunicare chiaramente con il compagno davanti consigliandolo ad esempio di “avvicinarsi” o “costringerlo a scendere” in modo da impostare la miglior difesa possibile.

Un successivo sviluppo può prevedere che dopo aver giocato il primo passaggio, l’attaccante 1 si unisce all’attacco per creare una situazione di 2 contro 2. I difensori dovranno ora cambiare costantemente ruolo a seconda di chi è più vicino alla palla, con il difensore in copertura che diventa il difensore principale e viceversa.

Difensore di copertura

Importante anche far giocare un 4 contro 4 finale con le porte non troppo piccole incoraggiando entrambe le squadre a tirare in porta in ogni occasione per costringere i giocatori a chiudere i loro avversari e fornire copertura.
Nel 4 contro 4 la squadra in difesa deve prendere molte decisioni e comunicare in modo efficace.

Primo tocco di riscaldamento

Ottima attività da svolgere prima di una partita o in allenamento per riscaldare i giocatori con un semplice esercizio di passaggio al primo tocco.

Primo tocco

I due giocatori rossi fanno le sponde e fanno tornare i passaggi sulla corsa dei giocatori fuori dall’area.

Si gioca con due palloni contemporaneamente e il gioco inizia sugli angoli opposti. I giocatori si spostano all’angolo successivo per finire il gioco. Ci sono molte varianti ai passaggi da poter far fare in questo circuito.

Personalmente lo ritengo un buon riscaldamento per effettuare il passaggio con precisione e muovere i giocatori con buona coordinazione.

I passaggi (palle lunghe, corte, in scarico, ecc.) vanno eseguite in movimento e sulla corsa.

Il mister deve valutare e far eseguire nel miglior modo possibile la precisione del passaggio, calcolando il tempo in movimento per servire sulla corsa il compagno. E’ necessario far calciare la palla con il piede corretto (destro o sinistro) a seconda del verso dov’è indirizzata la trasmissione palla.

Trattamento palla – Coordinazione

 

Buongiorno a tutti.

Questo articolo nasce dalla mia diretta esperienza personale, analizzando quasi 6 mesi di allenamenti di questa stagione. 

In estate ho completato il corso Uefa C;  tra i vari spunti acquisiti, sicuramente quello più interessante riguarda le modalità di cura del trattamento palla.

Per trattamento palla intendiamo tutti quei gesti che permettono al ragazzo di arrivare a migliorare il dominio del pallone e la sensibilità verso l’attrezzo stesso.

Il nostro docente di Tecnica Ivan Zauli, noto maestro della tecnica nonchè creatore del progetto “La strada dei campioni” (https://ivanzauli.it/), insistette molto su una strada alternativa a quella tradizionale (giochi motori) per migliorare la coordinazione dei ragazzi: quella, appunto, del trattamento palla.

Sin da settembre, ho alternato le due modalità di attivazione. Nei mesi sono piacevolmente rimasto sorpreso dai notevoli risultati avuti a livello coordinativo  e di dominio del pallone che queste esercitazioni hanno portato. 

Nello specifico, andiamo a chiarire meglio in cosa consistono queste esercitazioni. Mi servirò dell’aiuto di video, sia per facilitare la mia spiegazione, sia perchè mi sembra doverosa una piccola “pubblicità” a chi ci ha introdotti a questo.

Un primo vantaggio di questa esercitazione è quello della velocità di preparazione, in quanto l’unico materiale necessario può essere solamente un cinesino.  Generalmente, giunti al momento di iniziare l’attività, ai miei ragazzi dico: “prendete il cinesino“. Autonomamente, si dispongono in campo con il loro cinesino davanti ai piedi  e sono pronti per iniziare. 

L’obiettivo dell’esercizio è quello di mantenere un contatto ininterrotto con il pallone, muovendoci sul posto.

Il piede infatti non si stacca mai dall’attrezzo, il movimento è continuativo. Questa è la prima raccomandazione fondamentale per la coordinazione e la sensibilità.   La seconda riguarda il piede di appoggio, quello non occupato dal pallone: mai, mai, mai fermo!!! Il movimento di questo, ci permette di scandire il ritmo dell’esercizio e di arrivare ad un perfetto equilibrio.

Utilizzando inizialmente un piede, e poi entrambi insieme, andiamo a simulare inizialmente a spostare il pallone per dei cambi di direzione,  da un lato all’altro del cinesino. 

Successivamente possiamo proporre tutti i gesti che vogliamo trasmettere per vincere l’ 1 contro 1 in campo. (doppio passo, forbice ecc. ecc.)

Se volessimo invece passare ad una esercitazione completa, non più una attivazione, possiamo inserire nell’esercitazione un duello 1 contro 1 o la conclusione in porta.

Di seguito pubblico due video (pubblici), uno dell’Academy del Chievo Verona, l’altro (più complesso, forse più adatto alle categorie più grandi) del docente Zauli di cui parlavo prima, per farvi rendere conto visivamente e semplificare la spiegazione del trattamento palla.

 

Parare a terra

Le parate a terra mi danno sempre lo spunto per far fare a tutti i giocatori (non solo ai portieri) questa serie di esercizi perché li ritengo importanti nelle fasce più giovani soprattutto dal punto di vista della coordinazione.  Cosi facendo prepareremo tutti i nostri ragazzi ad avere le basi per poter giocare in porta casomai dovessero sostituire il portiere in partita come spesso è successo in partite di primo piano.

Piegare le ginocchia per formare una forma a “K” con le gambe per evitare che la palla vada tra le gambe, raccogliere la palla con le mani sul petto e restituirla correttamente al giocatore spesso non è così immediato.  Molti ragazzi evidenziano diverse problematicità di coordinazione. 

Dividiamo la squadra in tante coppie di giocatori a 4 metri circa di distanza. Un giocatore passa non troppo forte la palla direttamente ai piedi del portiere affinché il portiere possa raccogliere la parata. Con il passare dei tiri aumentare gradualmente la forza del tiro.

Successivamente, il portiere si mette su un lato appoggiando il peso sul lato del ginocchio, della coscia e dell’anca. Quando il giocatore passa la palla, il portiere scende a terra per effettuare il parata in tuffo, prende la palla e poi la lancia indietro al giocatore.

I giocatori cambiano ruolo, quindi ripetono l’esercizio con i giocatori sdraiati nella direzione opposta.

Un successivo sviluppo può essere fatto con il giocatore a 7 metri circa dalla porta e con il portiere posizionato da un lato (verso il palo sinistro nell’esempio).

Il portiere si tuffa in modo da allungarsi, effettui la parata, restituisca la palla e poi si rimetta in posizione. Cambiando ruolo i portieri si possono sfidare. Il portiere che subisce il minor numero di gol è il vincitore.

Una situazione situazione di gioco potrebbe essere data da una partitella a 5 senza fuorigioco in un campo in cui le porte sono posizionate sulle linee laterali più lunghe per incoraggiare ù tiri.

Se il portiere fa una parata e la palla esce il mister serve immediatamente un’altra palla a un giocatore attaccante in modo che possa tirare dritto in porta invece di battere l’angolo.

Pressing sugli avversari

Quando si cerca di fare pressing sugli avversari è importante che i giocatori non lavorino da soli per evitare di finire in inferiorità numerica e farsi superare facilmente dagli avversari.

Avevo visto questa esercitazione fatta dall’under 15 dell’Inter condotta da Stefano Bellinzaghi (oggi all’under 17 del Milan) e mi aveva colpito per la per l’utilizzo degli spazi e la semplicità dell’esercitazione nonostante un obiettivo medio alto per l’età.

Questa esercitazione è infatti pensata per migliorare il lavoro di squadra, imparare a fare pressing di squadra e poi pressione singola sull’avversario per riprendere il possesso palla e trasversalmente per imparare a difendere in piccoli gruppi.

Pressing sugli avversari

Quando si cerca di fare pressing sugli avversari è importante che i giocatori non lavorino da soli per evitare di finire in inferiorità numerica e farsi superare facilmente dagli avversari.

Avevo visto questa esercitazione fatta dall’under 15 dell’Inter condotta da Stefano Bellinzaghi (oggi all’under 17 del Milan) e mi aveva colpito per la per l’utilizzo degli spazi e la semplicità dell’esercitazione nonostante un obiettivo medio alto per l’età.

Questa esercitazione è infatti pensata per migliorare il lavoro di squadra, imparare a fare pressing di squadra e poi pressione singola sull’avversario per riprendere il possesso palla e trasversalmente per imparare a difendere in piccoli gruppi.

I giocatori della squadra bianca non possono lasciare la loro zona e devono lavorare spostandosi insieme per bloccare eventuali tentativi di passaggio. L’obiettivo è tenere la palla di fronte a loro.

Questo stile di difesa mantiene i giocatori in linea ed è importante che tengano la palla davanti in modo che gli avversari non riescano a fare il passaggio filtrante o peggio il goal se fossero davanti alla porta. Quando sono in linea i giocatori possono cominciare a muoversi e fare pressing conto gli avversari senza farsi trovare in inferiorità numerica

Un successivo sviluppo è consentire ad uno dei giocatori della squadra bianca di fare pressione sul giocatore in possesso. Gli altri giocatori della squadra bianca reagiscono e prendono posizioni per supportare il loro compagno di squadra, e si sistemano in una posizione sempre in linea per bloccare qualsiasi tentativo di passaggio. Il giocatore che è uscito deve essere pronto a rientrare nel momento in cui viene superato o la sua pressione non è andata a buon fine.

Pressing sugli avversari

Una situazione di gioco da valutare a fine allenamento potrebbe essere un possesso palla 8 contro 4. I giocatori della squadra bianca devono lavorare insieme rispettando i propri ruoli ma coprendosi in linea e mettendosi in condizione di mettere sottopressione il portatore di palla avversario.

I giocatori del reparto dovrebbero posizionarsi in modo da evitare o per lo meno ridurre le varie possibilità di passaggio.

Parlando con Stefano Bellinzaghi nel dopo allenamento si sottolineava come i ragazzi di fronte ad un obiettivo alto per l’età si fossero comunque sempre divertiti ed avessero partecipato sempre attivamente e consapevolmente alle varie fasi dell’allenamento.

Quando ho riprovato a fare lo stesso allenamento con i ragazzi non professionisti che allenavo a quel tempo ho notato la stessa cosa. Divertimento e attenzione. Certo, il tempo di esecuzione e la capacità di comprendere e di attuare successivamente quanto fatto in allenamento ha richiesto più tempo che per i pari età dell’Inter dandoci comunque da subito tante soddisfazioni nelle partite successivamente disputate.

Corridoio delle abilità individuali

Semplice esercizio che mira a portare un’abilità individuale (finta, dribbling, ecc)  in un contesto di gioco.  Nella prima parte di questa esercizio i giocatori utilizzano l’abilità senza un opposizione avversaria. 

abilità individuali

Dividiamo i giocatori in tre gruppi. Tutti i giocatori corrono nella zona centrale dell’esercizio. Il giocatore centrale corre verso il cono più lontano e fa un’abilità che lo porta attraverso una delle porte. Gli altri due giocatori vanno a destra e a sinistra, usando un’abilità per girare e un’altra abilità per superare il cono.

abilità individuali

Nella sequenza successiva i giocatori devono toccare ogni lato della zona centrale. Un successivo sviluppo per la prova finale è aggiungere difensori in modo da provare dal vero le abilità.

Il mister dovrebbe per ogni singola abilità evidenziare le modalità tecniche di esecuzione le gestualità in una situazione di gioco effettiva in modo che i ragazzi possano vedere il gesto tecnico e capire quando è opportuno farlo.

Nel momento di mettere i difensori valutate se è il caso di inserire il mister tra questi. Finta e dribbling al mister in genere motiva molto i ragazzi e crea un divertimento per tutti.

ALLENARE IL PORTIERE SECONDO IL MODELLO PRESTATIVO?

Ciao a tutti e bentrovati !

Oggi lo spunto della giornata deriva da una conversazione che abbiamo avuto con i colleghi dell’area portieri con cui condividiamo idee e pensieri. Parlando di analisi video, e di conseguenza all’estrapolazione di dei dati, ci  si è posta la domanda di come utilizzarli.

A differenza dei giocatori di movimento in cui con i dati si può identificare il modello prestativo con il portiere è molto più complicato perchè i dati ci indirizzerebbero verso una direzione che non sarebbe corretta .

A tal proposito inserisco dei grafici che ho ricavato dall’analisi di una partita di Under 19 Nazionale (Primavera 2 ) e come noterete ci sarebbero delle indicazioni ben precise .

 

Come notate dal grafico a torta la fanno da padrone le transizioni positive che sommate danno 84% ed in particolar modo quelle podaliche con il 72% mentre a scendere andiamo sulla difesa dello spazio con il 14% ( Uscite ) e con solo il 2% le parate.

Alla luce di questo modello prestativo ricavato dal match negli allenamenti dovremmo lavorare di più sulle transizioni podaliche, che logicamente hanno anche la percentuale maggiore di errore come vedete nell’istogramma.

A mio parere la cosa non può funzionare data la complessità del ruolo che in prima battuta deve indicare al portiere di difendere la porta, lo spazio e poi di giocare con la squadra.

Oggi questa tendenza viene trascurata nel senso che gli allenatori pretendono dal portiere sempre che pari e non sbagli nei suoi fondamentali ma in più gli chiedono di avere una proprietà podalica pari quasi ad un centrocampista.

D’altro canto, troppo spesso, non pensano ad esercitazioni integrate che permettano al portiere di migliorare le proprietà podaliche insieme ai compagni di squadra.

Credo che ci sia la necessità, proprio per la complessità del ruolo, di valutare bene che modello utilizzare per allenare correttamente i nostri portieri e  sempre più spesso si avverte la necessita di  integrarsi con la squadra per ottimizzare in maniera migliore i tempi di lavoro specifici sul lavoro podalico.

E’ chiaro che questo programma deve essere concordato con il Mister che deve adattare anche il suo lavoro alle esigenze del portiere e soprattutto metterlo nelle condizioni più reali possibili, quindi con situazioni e spazi veritieri, in maniera da aumentare le sue competenze e la sua intesa con i giocatori di movimento.

Una nota che è emersa dall’interpretazioni dei dati, ma che non ho riportato , riguarda il fatto che la maggior parte degli errori sulle transizioni podaliche nasce da un’azione di retropassaggio e questo mi ha fatto pensare che forse non è solo il portiere a sbagliare ma forse viene messo nelle condizioni di poter sbagliare; è molto più facile scaricare la colpa sul singolo che ha effettuato l’ultima giocata che non esaminare da dove può derivare l’errore di più singoli insieme.

Con questa considerazione vi saluto e come al solito vi chiedo di condividere i vostri pensieri.

A presto !