Controllo della palla

Una delle cose che rende molto abile un calciatore è la possibilità di cambiare rapidamente piede mantenendo il controllo della palla. Questo esercizio aiuta i giocatori a  muovere rapidamente la palla avanti e indietro tra i piede sinistro e destro in un slalom con tiro finale.

Controllo della palla

Il primo giocatore ad esempio parte e affronta i coni spingendo la palla in avanti tra i primi due coni. Con il piede destro si spinge la palla in avanti e con il piede sinistro si ferma la palla e la si riporta indietro sul piede destro. Si esegue questo movimento per ogni cono in modo da lavorare sia sulla transizione tra piede destro e sinistro che sul controllo della palla.

Dopo il quarto cono nello spazio tra le due file di coni si eseguono dei tocchi laterali sulla parte superiore della palla fino a raggiungere la fila successiva. Poi si continua a svolgere la stessa sequenza fino a raggiungere la fine della linea di coni. Quando arrivi alla fine della linea di coni, si fa un rapido tocco in avanti e si fa un tiro in porta.

I ragazzi eseguono in sequenza lo svolgimento dell’esercizio mantenendo una giusta distanza l’uno dall’altro.

Gli esercizi che si possono svolgere sono molti. A seguire un video di Ivan Zauli sul controllo della palla con esercizi che si possono far fare ai ragazzi nella sequenza dei coni visti prima.

In una partita capita di stoppare e avanzare col pallone in modi spesso diversi, a seconda della velocità della palla, del livello e delle caratteristiche degli avversari, della condizione del terreno di gioco.

Praticare con cura e attenzione questi esercizi aiuta a migliorare la coordinazione e il controllo della palla ed affrontare le situazioni che possono capitare in partita. E’ necessario che i ragazzi si esercitino molto sulla tecnica individuale.

Durante il lockdown gli esercizi di tecnica individuale fatti vedere ai ragazzi tramite video sono stati tanti. Il recuperare i video fatti da loro  e curare con ogni ragazzo gli errori e i possibili miglioramenti potrebbe essere un buon modo per preparare la sessione di allenamento e renderla efficace su ogni ragazzo.

Se invece non disponiamo di video precedenti potremmo svolgere l’allenamento e filmare i ragazzi nell’allenamento per poter poi affrontare successivamente con ognuno le possibili correzioni. L’importante è che il controllo della palla avvenga nel migliore dei modi tramite le possibilità che abbiamo a disposizione: esecuzione frontale ai ragazzi, video, esercizi spiegando la finalità e il valore aggiunto di avere una buona tecnica individuale del controllo della palla durante la partita.

Come iniziare gli allenamenti?

A tutt’oggi non si riesce ancora a definire quando saremo tutti fuori da questo strano modo di vivere con il covid e un suo pericoloso ritorno ma stiamo pianificando la prossima stagione e devo chiedermi come iniziare gli allenamenti… cosa devo fare e cosa devo aggiornare per tenere conto delle nuove disposizioni.

I ragazzi non arrivano mai tutti insieme ma scaglionati e questo è il primo problema da risolvere. Sanificazione obbligatoria all’entrata del campo con postazione fissa e cartelli in modo che il ragazzo sia guidato a mettersi in sicurezza.

Dopodiché i ragazzi entreranno in campo. Ovviamente a seconda dell’età e delle esigenze diverse l’esercizio di inizio allenamento potrà essere diverso ma l’obiettivo del riscaldamento è sempre quello di divertirsi e di “scaldare” i muscoli.

L’esercizio deve anche tenere conto che quando arrivano i ritardatari devono poter unirsi agli altri giocatori senza stravolgere l’impianto iniziale.

Importante pensare a dei giochi semplici e renderli fruibili secondo le nuove norme. Per i più piccoli pensavo al gioco dello scalpo fatto a coppie o a 3 giocatori per postazione. I ragazzi si divertono e man mano che arrivano si possono aggiungere senza problema.

I più grandi invece possono giocare in postazioni predisposte ad un altro gioco che si chiama raccogli il cono.

Come iniziare gli allenamenti

Iniziano i tre giocatori accanto ai bastoncini di allenamento e durante la chiamata del mister o di un altro giocatore devono raccogliere i coni uno per uno e metterli in cima al loro palo di allenamento nell’esatta sequenza di colori chiamata . Il primo a ottenere i quattro coni vince.
Più coni mettiamo più aumenta la difficoltà dei giocatori sia per la memoria che per la ricerca.

Dopo averli fatti correre, ricordargli di bere dalle loro borracce intanto che gli si spiega rapidamente il prossimo riscaldamento che li preparerà per la sessione che si vuole allenare. Ognuno con il suo pallone lavorerà sull’obiettivo su cui vogliamo approfondire.

All’interno del sito puoi trovare molti riferimenti ad esercizi relativi alla pressione , al possesso palla, ecc. in modo da far lavorare i ragazzi in modo cognitivo e divertente.

Oggi ci siamo concentrati su come iniziare gli allenamenti prendendo in esame due esercizi di riscaldamento senza palla conosciuti e divertenti che ci permettono di aspettare tutti i ragazzi e di incominciare a lavorare sulla muscolatura e sulle abilità di base.

Il compito che ci diamo e quindi quello di trovare e riaggiornare esercizi utili e divertenti da usare come riscaldamento di inizio allenamento rendendoli divisibili in stazioni con un numero massimo di 5 o 6 ragazzi.

Sul sito ci sono già diversi riferimenti di esercizi su come iniziare gli allenamenti da consultare che verranno arricchiti nelle prossime settimane da altri esercizi. Se siete interessati a questo argomento e volete ricevere questo tipo di esercizi o avete vostri esercizi che volete pubblicare scrivete una mail a paolo@ilmisterone.com.

Alla prossima

Lavoro sulle posizioni

Ciao a tutti…oggi ero molto indeciso su cosa scrivere…ma riguardando un po i goal di ieri della Serie A mi è venuto in mente di ribadire il concetto di lavoro sulle posizioni.

Ho sentito commenti anche di addetti ai lavori, non ex portieri ne allenatori di portieri, che lasciano proprio il tempo che trovano ma che soprattutto non capiscono, forse giustamente dico io, come si è evoluto il ruolo e la complessità che ne è alla base.  Troppe volte si da ancora colpa al portiere mentre non ne ha e non gliela si da mentre invece ne avrebbe. Questi concetti errati vengono trasmessi, purtroppo, ai ragazzi che poi, se sei fortunato ti chiedono se  il portiere a cui si ispirano o no ha commesso l’errore e ascoltano la tua riflessione, altrimenti prendono per oro quello che gli Addetti ai Lavori dicono non riuscendo, date le competenze e l’esperienza, a fare una disamina corretta dell’evento preso in considerazione.

Ieri mi sono soffermato sugli highlights di Napoli  – Roma finita 2-1 per i partenopei e riguardandoli ho notato che, a mio parere, Pau Lopez, che è stato autore di una buonissima partita, non era correttamente piazzato in entrambi i goal. Poi se vai a vedere i voti si è preso dei 7 e dei 7,5 . Se il mio portiere è “colpevole” su due goal, nonostante abbia fatto una buonissima gara, potrò dargli la sufficienza ma non potrò, sicuramente, dargli un voto altissimo.

Ho preso per esempio questa partita perché la Roma, a mio modesto parere, ha uno degli allenatori dei portieri più bravi in circolazione Marco Savorani ( Ricordiamo che Allison Becker ha fatto un anno in panchina allenato da lui e poi ha vinto la Champion e lo stesso Szczesny ora titolare inamovibile della Juventus ).

Nonostante questo Pau Lopez è incappato in due incertezze ( Se le fanno a quei livelli perché non concederle ai ragazzi in fase di formazione ?!? ndr ).

Se guardate il video di cui allego il link vi proverò a spiegare quello che penso facendo bene attenzione a non dimenticare che non abbiamo parlato al portiere e non sappiamo COSA lui ha visto e percepito, che durante un analisi video dovrebbe essere sempre la domanda cardine da fare al giocatore :

Minuto 1:54 circa : Il Napoli scende sulla sx e mette un cross a giro dietro la linea dei difensori, Calljeon viene perso dai difensori attratti dal pallone ed al volo di interno piede insacca. A mio parere la posizione di Pau Lopez è troppo verso il primo pale, parliamo di 50 cm 1 mt massimo, si sta muovendo mentre parte il cross e si ritrova in una posizione che non gli permette di uscire( Anteroposteriore ma con il dx avanti anzichè il sx che gli limita la spinta dell’eventuale tuffo ) , a me da l’impressione che voglia provare ma perde il tempo per partire perchè gli appoggi non sono corretti; poi credo che il rientro a difesa della porta sia stato eseguito correttamente e, sinceramente, non mi interessa se prende goal sotto le gambe.

Minuto 3:06 circa : Insigne si impossessa della palla sulla sx e si porta verso il centro area facendo partire un tiro a giro che si insacca vicino al palo alla sx di Pau Lopez. Grande Goal….Beh facciamo bel goal….S notate la posizione di Pau Lopez mentre Insigne si sposta verso il centro area notate che è fermo e non segue lo spostamento dell’avversario lasciandogli aperta tutta la parte dx della porta ( Sx per il portiere); ma dirò di più se avesse fatto un passo laterale di circa 50 cm che il movimento di Insigne richiedeva io sono convinto l’avrebbe deviata. Nel proseguo dell’azione si vede che quasi la tocca nonostante, ripeto secondo il mio modo di vedere, non fosse posizionato correttamente.

Queste considerazioni perchè ? Perchè sono convinto che il posizionamento, specialmente nel settore giovanile, debba essere curato in maniera maniacale e ripetuto in maniera che i principi base siano capiti e immagazzinati poi ogni situazione è diversa dall’altra e ogni percezione del portiere durante l’azione gli permette o no di effettuare una parata….ma questo è il bello del calcio…

Oggi più che mai mi piacerebbe avere un confronto con tutti per capire cosa pensate di queste valutazioni e se siete d’accordo o no anche con il discorso riguardante le posizioni….

Vi aspetto !!!

Difendere 1 contro 1

Un fondamentale che dovrebbe essere sempre presente nei nostri allenamenti con le giovanili. Difendere 1 contro 1 significa sviluppare la comprensione e la tecnica per fare pressione all’avversario. 

Difendere 1 contro 1

Il primo esercizio vede il difensore che deve coprire il lato prediletto dell’attaccante che punta il difensore con il piede preferito. L’attaccante porta palla cambiando direzione a zig zag per una decina di metri e il difensore accompagna la conduzione palla tenendo sempre la posizione giusta.

Il difensore dovrà posizionare le gambe in modo che una sia più avanzata rispetto all’altra, il busto non piatto frontale ma quasi perpendicolare e il corpo a coprire la parte del piede dominante dell’avversario.

Difendere 1 contro 1

Il secondo esercizio prevede una conduzione diagonale dell’attaccante. Anche qui il difensore accompagna la conduzione. L’obiettivo del difensore e portare l’attaccante sul suo piede debole e tentare di variargli la direzione di corsa.

I bravi difensori devono saper aspettare e non devono tentare di vincere subito la palla. Se il difensore si avvicina all’attaccante rapidamente e gli toglie lo spazio, sposterai l’iniziativa all’attaccante che non saprà come fare scaricando all’indietro la palla.

Difendere 1 contro 1

Il terzo esercizio prevede che il difensore trasmetta la palla all’attaccante e corra fuori per difendersi. L’attaccante fintando il movimento deve provare a segnare in uno delle due porte. Dopo ogni attacco il giocatore ruota le posizioni.

Questi 3 semplici esercizi sul difendere 1 contro 1 possono avere molte varianti ma l’importante è che sottolineiamo sempre ai nostri ragazzi di lavorare sulle posizioni e sui tempi i intervento in modo da non essere saltati facilmente.

Dobbiamo sviluppare gli esercizi in modo che i ragazzi siano sempre motivati e ispirati a migliorarsi. Partiamo da situazioni id gioco e tentiamo di mettere i giocatori a proprio agio nell’affrontare queste situazioni e trovare una soluzione appropriata.

A mio avviso i giocatori di tutte le età e di tutti i livelli devono costantemente lavorare e sviluppare le proprie abilità sul difendere 1 contro 1.

Buon lavoro!

Girarsi velocemente e tirare

Semplice esercizio per migliorare la resa dei tuoi giocatori nell’area di rigore. L’obiettivo per l’attaccante è ottenere un tiro veloce in porta e sorprendere il portiere.

Vediamo spesso come gli attaccanti si creino la possibilità di tirare dopo aver controllato la ricezione della palla con uno o due tocchi. Si vuole quindi allenare questa reazione veloce con lo scopo di sviluppare la capacità dei giocatori di mascherare le loro intenzioni al fine di girarsi e tirare.

Girarsi velocemente e tirare

I giocatori si dividono in due gruppi. Si serve palla all’attaccante che riceve la palla sul piede più lontano dai coni o dai manichini (lato sicuro). L’attaccante deve orientare la palla con un tocco (massimo due) portando la palla fuori dalla barriera e girarsi velocemente per tirare in porta. 

Si svolge l’esercizio sia a destra che a sinistra prendendo di volta in volta il posto dell’attaccante.

Sulla modalità di ricevere la palla in modo orientato il mister deve lavorare per far vedere ai ragazzi come prendere posizione e come decidere in anticipo cosa fare.

Nella spiegazione l’esercizio è abbastanza semplice ma poi quando lo si va ad eseguire molti ragazzi effettuano errori di posizione, ricezione ed orientamento della palla, tempi per il tiro, ecc.

Personalmente lo faccio fare spesso come fase di riscaldamento prepartita.

Palla in profondità

Esercizio che porta al tiro l’attaccante laterale dopo una combinazione palla avanti e indietro  tra centrocampo e attacco e palla in profondità per il tiro in porta.

Precisione nei passaggi, consapevolezza degli spazi e dei tempi, sono gli aspetti principali da sottolineare.  

Palla in profondità

Il giocatore 1 passa all’attaccante che imposta il centrocampista nero e va ad attaccare lo spazio verso la porta. Il centrocampista nero gioca quindi una palla nello spazio per far segnare il giocatore 1.

Immediatamente dopo la conclusione si sviluppa la stessa azione dall’altra parte con al stessa combinazione a centrocampo e l’attaccante nero che va al tiro su palla in profondità del centrocampista verde.

I due giocatori che hanno appena tirato prendono il posto degli attaccanti. In questo esercizio il mister può lavorare anche sul posizionamento dei portieri.

All’inizio dell’esercizio nel momento del primo passaggio dell’attaccante laterale il portiere deve essere avanzato tra l’area piccola e il dischetto del rigore leggermente spostato dalla parte del passaggio. Quando l’attaccante centrale riceve palla il portiere indietreggia e guadagna il centro della porta. Sul successivo passaggio indietro al centrocampista il portiere avanza e nel momento della palla in profondità decide se e come effettuare l’uscita.

Senza entrare nello specifico del preparatore dei portieri il mister può individuare se questo “elastico” del portiere viene effettuato durante l’esercizio sottolineando la posizione a seconda della situazione. Diversi approfondimenti riguardo al portiere li potete trovare in questo articolo sulla tattica difensiva del portiere su attacco lungo diretto.

Sull’esercizio globale un successivo sviluppo si potrebbe avere con il giocatore 1 che quando attacca lo spazio resta più largo e invece che andare al tiro diretto incrocia (cross basso o alto) con l’attaccante centrale.

Gli spazi sono importanti e per questo esercizio conviene esercitarsi con lo spazio che si utilizza in partita in modo che i ragazzi prendano i tempi giusti per effettuare passaggi ed inserimenti.

Inizio azione dal basso

Ciao a tutti, eccoci di nuovo qui….Intanto mi associo ai ringraziamenti di Paolo per ile 20000 visualizzazioni che ci riempiono di orgoglio e ci spronano sempre a provare a fare meglio…GRAZIE

Oggi, per mantenere il filo logico riguardante i lavori integrati, vorrei parlare di un allenamento preparatorio riguardante l’inizio azione dal basso. Come al solito questa è la parte che noi allenatori dei portieri possiamo creare per poi inserire, insieme al Mister, la squadra ed andare su una o più esercitazioni situazionali vere e proprie.

Come prima esercitazione metto un portiere in porta e tre portieri in fronte a lui ed inizio con un semplice giropalla da destro versa sinistra con passaggio e restituzione passando sempre dal giocatore centrale. In questo caso non richiedo al portiere di muoversi ma solo di iniziarla a parlare chiamando uomo-solo e con al massimo due tocchi. Avendo richiesto di chiamare la situazione ricordiamo sempre, come concetto, che uomo indica una giocata di prima e solo può prevedere un controllo ed un passaggio.

La seconda esercitazione prevede che il portiere vada, di corsa, a ricevere il passaggio dei due compagni posti lateralmente fuori dallo specchio della porta passando sempre e comunque dal compagno posto centralmente, qui aumenta notevolmente il lavoro di resistenza aerobica. I concetti rimangono gli spessi di prima rispetto alla comunicazione verbale. Successivamente inseriamo la variante che il giocatore centrale, spesso il mister, può decidere se restituire al portiere oppure giocare ad uno dei due giocatori laterali. In questo caso la velocità di spostamento aumenta in funzione della velocità della trasmissione ( Aggiungo che questa ultima considerazione, a mio parere, è fondamentale su ogni tipo di esercitazione va considerata sempre ).In questa fase, dove è presente uno spostamento veloce e di conseguenza un arresto per controllare il pallone, cominciamo a richieder una postura e posizione corretta a seconda di quello che riteniamo adeguato, per me sulla ricezione dobbiamo trovarci con il corpo parallelo alla linea di fondo per avere una visuale frontale di 180° in maniera da vedere tutto quello che i trova di fronte a noi.

La terza esercitazione prevede di lavorare un pò più in ampiezza allargando i due giocatori esterni. In questa fase, se prima il passaggio essendo i giocatori vicini era rasoterra, ricerchiamo in una palla scavata sull’esterno dopo una corsa fuori specchio della porta per ricevere il passaggio ed effettuare un cambio gioco sull’esterno opposto. Oltre alla postura/posizione come nell’esercitazione precedente richiediamo un controllo orientato con il piede opposto per poi calciare con l’altro piede ( Se la palla arriva dalla dx del portiere chiederemo lo stop orientato con il sinistro per calciare di dx e viceversa ). Le varianti che si possono utilizzare in questa esercitazioni possono essere il fatto di cambiare la posizione agli esterni ( Più alti e più larghi) oppure una cosa che a me piace fare in maniera di far ricercare al portiere un terzo giocatore, che può essere anche il Mister, che spazia sulla linea di centrocampo in ampiezza in maniera da obbligare il portiere ad avere una visuale in avanti. Troppe volte si notano, specialmente in giovane età, portieri che, date le richieste sempre più pressanti di gioco dal basso da parte degli allenatori, guardano solo nei primi 20 metri di campo non sfruttando, eventualmente, la palla lunga. Credo che variare le giocate sia fondamentale per non dare riferimenti anche agli avversari.

Tutte queste esercitazioni dovrebbero poi essere messe nel contesto di squadra e quindi inserire gradatamente sia i difensori che i centrocampisti che gli avversari in maniera da creare, a scelta del Mister principale, delle esercitazioni “reali” che obblighino la scelta non solo dei portieri ma di tutti i giocatori utilizzati. A volte si da la colpa di una situazione o di un passaggio sbagliato esclusivamente ad un singolo, che può essere il portiere od un giocatore di movimento, ma non si analizza, purtroppo, la globalità dell’azione o situazione che molte volte è penalizzata da mancati movimenti di appoggio o sostegno adeguati.

Quella di oggi è una sequenza semplice di esercizi ma credo che, specialmente in funzione delle richieste del gioco in questo momento, trovi la sua applicazione nelle varie situazioni e porti ad avere certezze su come “lavorare” la palla sull’inizio azione sempre e comunque di concerto con il Mister principale.

Come al solito vi esorto a mandare commenti o considerazioni per migliorare tutti insieme….

Alla Prossima !!

Trasformare la difesa in attacco

Esercizio per mettere in condizione i ragazzi di puntare l’avversario non appena viene ripreso il possesso palla. Trasformare la difesa in attacco in modo da sfruttare posizionamenti sbagliati dei giocatori avversari.

Trasformare la difesa in attacco

Si creano 4 squadre da 3 giocatori per squadra. e si dividono (ognuno di una squadra diversa) sui 4 coni (A, B, C, D).

L’esercizio inizia con un portiere che lancia la palla verso uno dei due coni più vicini (esempio cono A) a un giocatore (arancione) che ha un compagno di squadra sul cono B che parte attaccando la porta nella parte opposta del campo.

All’altra estremità (coni C e D) sono pronti, ad esempio, due giocatori verdi, ma solo uno va incontro agli attaccanti creando una situazione 2 contro 1.

Se gli attaccanti arancioni fanno goal guadagnano un punto. Se il giocatore verde vince la palla, il giocatore verde del cono D si unisce immediatamente al gioco per fare un 2 contro 2 attaccando immediatamente la porta nel tentativo di fare goal e guadagnare così il punto.

Se la palla esce (o va in goal) il gioco ricomincia con il secondo portiere che lancia una palla ad un altro giocatore che si combina con il suo compagno di squadra iniziando un altro 2 contro 1.

Un difensore può uscire solo se ha un compagno di squadra pronto in corrispondenza dell’altro cono. Nel trasformare la difesa in attacco è necessario sottolineare come il rimanere concentrati sia fondamentale per poter giocare e guadagnare punti.

Concentrazione, competizione, intensità (a seconda delle età variare le dimensioni del campo in modo adeguato) sono le caratteristiche fondamentali di questo esercizio.

Un successivo sviluppo potrebbe essere di impegnare i giocatori in modo da arrivare a giocare un 3 contro 2. Nel momento in cui il 2 contro 1 si trasforma in 2 contro 2, la prima coppia di attacco può essere raggiunta dal terzo giocatore. Personalmente quando si arriva a questa situazione pongo la regola che i goal valgono doppio.

Utilizzo questo esercizio diverse volte durante l’anno perché i ragazzi si divertono molto. Per evitare di essere ripetitivo sposto l’attenzione di volta in volta su un obiettivo diverso.

A seconda delle età si possono sottolineare tanti aspetti in questo esercizio: la creazione dello spazio, il gioco veloce, il passaggio di qualità, i tempi di gioco, le combinazioni uno-due, le sovrapposizioni, la tecnica di tiro, ecc.

Trasformare la difesa in attacco

Paolo Ghiglione del Genoa è un tipico esempio di difensore che appena entra in possesso palla comincia l’azione per il contrattacco immediato. Ha raggiunto quota 4 assist in questa stagione: nessuno ha fatto meglio tra i difensori nei 5 principali campionati europei.

Rendere protagonista il centrocampista

Come mister delle giovanili dobbiamo assicurarci che nella squadra più giocatori possano svolgere il ruolo di centrocampista in modo da poterli sostituire regolarmente durante le partite. Questo esercizio spinge ad rendere protagonista il centrocampista allenandolo sui continui passaggi che deve ricevere e smistare.

protagonista il centrocampista

Il centrocampista (verde) non ha palla ed è costantemente rifornito di passaggi dalle posizioni esterne (giocatori arancioni). Riceve il passaggio e lo compie di nuovo verso il giocatore che gli ha passato la palla.

Ogni volta deve voltarsi rapidamente verso il giocatore che gli fornisce la palla perché la frequenza dei passaggi deve essere molto alta in modo da rendere intenso l’esercizio.

Il numero di varianti è piuttosto elevato soprattutto per le diverse tecniche di passaggio che si possono effettuare (alto, rasoterra, esterno, interno, ecc..)

Ritengo che una qualità fondamentale del buon centrocampista sia data dalla qualità dei passaggi che riesce ad effettuare. Sembra una banalità ma è importante lavorare sul centrocampista che deve essere in grado di passare molto bene la palla.

Facendo ruotare i giocatori in questo semplice esercizio su rendere protagonista il centrocampista si può allenare il più possibile i ragazzi su questo fondamentale. ricordiamoci sempre che è importante allenare entrambi i piedi e tenere il ritmo abbastanza alto.

Aspetto non secondario è lavorare sulla capacità di saper controllare la propria emotività e in esercizi come questo se inseriamo un po di competizione con i compagni si può lavorare anche su quello.

Ad esempio variare l’esercizio inserendo l’elemento temporale per vedere quanti passaggi bene eseguiti il centrocampista riesce a fare in un determinato tempo.

Ovviamente vince chi riesce a farne di più ma il centrocampista oltre a restare lucido e a non sbagliare, non essendo da solo ad effettuare i passaggi, deve anche controllare il proprio compagno ed essere in grado di dargli la giusta fiducia lavorando sul suo essere positivo e incoraggiante verso i compagni controllandola propria emotività.

Ruotando i giocatori sia per ruoli che per file permettiamo a tutta la squadra di partecipare all’esercizio da protagonisti e non e di interagire con i compagni di squadra sottolineando quelle che possono essere le gerarchie tecniche che poi possiamo ritrovare sul campo.

Un semplice esercizio che a mio avviso deve essere fatto abbastanza spesso.

protagonista il centrocampista

Tirare in porta

Semplice esercizio per tirare in porta. I ragazzi portando avanti il pallone scorrono attorno ai coni fino al cono arancione per poi voltarsi e tirare. Dopo ogni tiro i giocatori cambiano fila in modo da allenare sia il piede forte che il piede debole.

Tirare in porta

Per inserire un pò di competizione tra i ragazzi si compongono squadre da 5 giocatori e si vede chi vince dopo aver tirato sia a destra che a sinistra. Ovviamente la squadra che ha segnato più goal vince.

Un possibile sviluppo è introdurre il dribbling in modo da simulare che i coni arancioni siano difensori avversari. Ad esempio il giocatore 1 porta palla in avanti per tre coni poi effettua un allungo del pallone facendolo filtrare in mezzo in prossimità del cono arancione e girandogli intorno va poi al tiro.

Tirare in porta

Ci sono tante varianti varianti da poter applicare a seconda dell’età e delle abilità tecniche.

Personalmente quando propongo questo esercizio mi concentro sul tirare in porta. Saper cogliere l’attimo giusto, saper calciare di interno, di esterno, di collo e anche di punta.

L’obiettivo è correggere gli errori più comuni come il posizionamento del piede di appoggio, la posizione del corpo, l’impatto con la palla, la rincorsa della palla prima del tiro.

Investo tempo anche sul calcio di punta (più legato al calcio a 5 che al calcio a 11) perché nonostante non sia preciso permette il più delle volte di sorprendere il portiere su spazi ravvicinati.

L’esecuzione del tiro di punta è infatti estremamente improvvisa e i tempi di preparazione del tiro sono più rapidi di qualsiasi altro tipo di calcio. Ciò consente quindi di sorprendere il portiere che solitamente è stimolato da automatismi più lunghi legati ai tiri che deve parare.

Ritengo che nelle conoscenze del calciatore debba esserci anche questa abilità tecnica che non può essere lasciata al caso ma va allenata come tutte le altre.