Attaccare lo spazio in profondità

Prendo spunto per questo articolo da un azione combinata tra i centrocampisti e l’attacco che ci ha permesso di pareggiare domenica scorsa attaccando lo spazio in profondità.

Attaccare lo spazio

L’azione si è sviluppata con una combinazione tra centrocampista basso e centrocampista laterale.
Nell’esempio A passa a B, il quale restituisce ad A che serve in verticale il centrocampista alto C.

Il giocatore C scarica per B, che viene sotto a sostegno e serve con un lancio l’attaccante  che si inserisce in profondità. 

E’ una costruzione semplice riprovata più volte in allenamento che ha il pregio quando viene provata in partita di attirare la squadra avversaria su un lato del campo permettendo così il cambio gioco sul lato debole.

Il giocatore B deve essere quasi sulla linea laterale e il centrocampista C deve decentrarsi incontro  a B per attirare gli avversari su un lato. 

Da qui ci sono mille possibilità: l’attaccante può andare in porta oppure fare da sponda per l’inserimento del centrocampista che può giocare sia sull’attaccane in profondità che sulla sovrapposizione del terzino. 

Esercizio abbastanza semplice che deve però essere provato per i tepi e gli spazi da attaccare. Ovviamente la tecnica di base deve già essere assodata.

L’inserimento di avversari rende poi più situazionale l’esercitazione.

Spostamento e tiro con ostacolo visivo

Buongiorno a tutti e ben ritrovati……

Finalmente è cominciata la stagione ed il tempo è sempre più risicato e quindi, come al solito, ringrazio Paolo per la mole immensa di articoli che scrive anche quando toccherebbe a me.

Oggi vorrei parlare di una esercitazione semplicissima ma che per me personalmente è utilissima e credo sviluppi in maniera completa l’obiettivo di timing sullo stop specialmente sul tiro in porta con un ostacolo che possa limitare la visuale al nostro portiere come ad esempio un tiro calciato in mischia oppure un tiro su una diagonale stretta calcato da un attaccante che viene contrastato da un difensore .

Tralascio la parte del riscaldamento e mi concentro subito sull’obbiettivo dell’allenamento.

Come al solito si parte da una situazione analitica molto semplice in cui da centro porta faccio spostare il portiere verso una posizione prefissata e dopo il suo stop muovo la palla e calcio facendo attenzione sia al primo stop che al secondo sullo spostamento del pallone.

In un secondo momento utilizzo una sagoma gonfiabile od in mancanza uno o due  portieri che mi oscurano il pallone e ripeto lo stesso esercizio, in questo caso diventa molto importante la velocita di reazione del portiere sull’apparire del pallone e sul relativo calcio in porta.

La terza e ultima parte ripropone la seconda parte dell’esercitazione ma con palla in movimento calciata da un aiutante del Mister dal limite e qui i problemi si amplificano nel senso che l’aiutante può calciare direttamente in porta e questo vincola lo spostamento del portiere sulla velocità di trasmissione ma non gli permette di anticipare mentre quando si arriva al tiro il Mister può decidere di controllare palla ed uscire dalla sagome, e quindi c’è un tempo in cui il portiere non vede palla, oppure può uscire direttamente dalla sagoma e calciare di prima e qui il portiere deve essere bravo a fermarsi in funzione del calcio in anticipo del Mister .

Come scrivevo sopra questa è un’esercitazione banale ma ricca di  spunti, a mio modo di vedere, per il portiere sia a livello motorio che cognitivo.

Come al solito ogni commento è ben accetto.

A presto !

Attacco e copertura

Buongiorno a tutti ripropongo oggi una esercitazione particolarmente preziosa, che avevo anni fa “rubato” dal Cholo Simeone.

L’ho sempre utilizzata con tutte le categorie, ovviamente adattando con fantasia le varianti all’età.

Durante la scorsa stagione, quando erano vietate le esercitazioni di contatto, questa tipologia di esercizio è stata la mia salvezza; infatti, garantisce grande intensità e soprattutto divertimento. 

L’esercitazione è composta da 2 squadre disposte su 2 linee, quella del centrocampo e quella degli attaccanti.

Nel video che posterò alla fine dell’articolo, vediamo che Simeone utilizza un centrocampo a 4 e 2 attaccanti; questo però dipende da noi, è consigliabile adattare l’esercitazione a seconda del modulo che utilizziamo in campo. 

Obiettivo del gioco è quello di di muovere il pallone e servire la/le punta/e alle spalle della linea avversaria per andare a concludere l’azione.

Questo permette un importante lavoro sia sulla fase offensiva, che sulla copertura.

Possiamo cambiare il numero dei giocatori, dei tocchi, aggiungere inserimenti, le palle alte ecc. ecc. Da questa base, a seconda del lavoro richiesto in quel particolare momento della stagione, possiamo sviluppare tantissime varianti ad hoc.

Inserisco il video dell’esercitazione da cui son partito. 

Dai e vai in riscaldamento

Oggi una serie di esercizi sul dai e vai da poter effettuare in riscaldamento con le categorie più giovani o con quelle più grandi come ripasso delle capacità tecniche.

dai e vai

I ragazzi devono essere messi nella condizione di affrontare un allenamento di media intensità. Questi semplici esercizi con la palla hanno quindi l’obiettivo di alzare la temperatura interna e la motivazione dei ragazzi.

La durata del circuito si aggira circa sui 20 minuti senza particolari interruzioni tra un esercizio e l’altro perché sono pensati per essere effettuati in progressione.

Il primo esercizio prevede due file di ragazzi una di fronte all’altra ad una distanza di 10 – 15 metri circa (a seconda dell’età variano distanze e tempi).

La palla viene passata forte  e con precisione frontalmente e dopo il passaggio il giocatore va a posizionarsi alla fine della fila opposta.

Nel secondo esercizio stessa situazione con l’aggiunta di due coni posti a lato delle file.

I ragazzi devono sempre effettuare un passaggio forte e preciso e poi devono correre velocemente verso il cono cambiando direzione per poi andare più lentamente alla fine della fila opposta.

Nel terzo esercizio il giocatore deve anticipare il passaggio muovendosi verso la palla e tornando poi in coda alla fila di appartenenza.

Nel quarto esercizio si compongono due file e si gioca con due palloni. dopo il passaggio frontale ci si muove in diagonale per andare in coda alla fila posta nel vertice opposto.

2 contro 2…con 2 palloni!

Il primo che segna regna! Con due palloni si svolge una semplice partitella 2 contro 2 con l’obiettivo di muoversi nello spazio e segnare

2 contro 2

4 squadre da 2 giocatori. Campo da 20 x 30. Ogni squadra ha un pallone. Due squadre in campo mentre le altre aspettano a bordo campo.

Vince la squadra che segna per prima un goal nell’arco di un minuto. Se una squadra subisce un gol esce dal campo e la squadra successiva avanza con la propria palla attaccando la porta della squadra vincente il più rapidamente possibile.

La squadra vincente rimane in campo (REGNA) e gioca finché non subisce un gol. Se la palla esce dal campo, uno dei due giocatori della squadra deve battere una rimessa laterale. Vince la prima squadra che vince 5 partite.

Riscaldamento divertente e veloce che aiuterà i giocatori a capire il principio di muoversi nello spazio per ricevere un passaggio. Importante anche la loro reazione rispetto alle loro abilità di attacco e difesa. 

Il grande spazio (20 x 30) creerà situazioni di fuga e incoraggerà i giocatori a correre negli spazi migliorando così il gioco di squadra.

Test di Leger

Il test di Leger è un sistema semplice per valutare lo stato di allenamento di una persona e stimare il suo consumo di ossigeno durante un duro sforzo fisico.

Personalmente, a partire dagli allievi, lo utilizzo molto perché è un modo semplice ma immediato di valutare il proprio stato di forma sia sulla capacità di resistenza che sulla capacità mentale di resistere ad uno sforzo. 

Il test prevede di correre continuamente tra due punti posti a 20 metri di distanza l’uno dall’altro quindi i ragazzi dovranno regolare la corsa in modo da trovarsi sulla linea di arrivo in corrispondenza del bip sonoro.

Una volta toccata la linea bisognerà invertire il senso di marcia per raggiungere quella opposta al successivo segnale acustico.

Infatti per poter accedere allo step successivo del test è necessario raggiungere il punto opposto di corsa entro un determinato tempo, prima che la scadenza di questo venga segnalata con un effetto sonoro.

Dal punto di vista tecnologico utilizzo un app (ma ce ne sono tante) che si chiama Beep test che scandisce il tempo per percorrere ogni step da 20 metri.

Il test di Leger è un test incrementale. All’inizio la velocità sembra bassa e il tempo da impiegare per raggiungere il punto distante 20 metri sembra molto. Ma man mano che il test prosegue, i beep sonori diventano sempre più ravvicinati, costringendo i ragazzi a correre sempre più velocemente per rimanere entro il tempo stabilito.

La velocità di partenza è pari ad 8,5 km/h e si ha un incremento della stessa di 0,5 km/h ogni minuto.

Il test termina quando il ragazzo non riesce più ad arrivare su una delle due linee di demarcazione in corrispondenza del segnale sonoro. Normalmente è tollerato, per un massimo di due volte consecutive, un ritardo di 1 metro rispetto alla linea di arrivo.

Prima di effettuare questo test consiglio comunque di effettuare un buon riscaldamento con esercizi di mobilità articolare di anche e caviglie, accelerazioni, decelerazioni e cambi di direzione. Questo tipo di riscaldamento porterà vantaggi ai ragazzi anche dal punto di vista mentale per creare più motivazione nell’affrontare il test.

Questa è la tabella riepilogativa del test. 

Le valutazioni sui risultati prevedono di calcolare la VAM (velocità aerobica massimale) anche se nel calcio a 11 sono presi in considerazione test per calcolare il consumo correndo in linea retta (mentre nel test di leger si cambia direzione spesso) dove si ha bisogno sicuramente di meno ossigeno.

Nel calcio a 5 o nel basket invece questo test diventa utilissimo  per capire quando avanti e indietro il ragazzo può fare con continui cambi di direzione.

1,502 X livello di velocità raggiunto — 4,0109

Ad esempio se il ragazzo nel test di leger avesse corso fino al 12 minuto avrebbe avuto una velocità di circa 13,5 km/h.

1,502 x13,5-4,0109  = 16,2 km/h

A questo punto per poter usare questo dato in allenamento sul campo dobbiamo sviluppare il calcolo in metri al secondo ossia: 16200 (i metri percorsi in un’ora) / 3600 (i secondi che vi sono in un ora) = 4,5.

Questo significa che se il nostro ragazzo corresse al suo massimo percorrerebbe 4,5 metri ogni secondo.

Se voglio lavorare su scatti di 10 secondi ed essere sicuro che il ragazzo lavori sul suo consumo di ossigeno dovrei calcolare quanti metri sviluppa in 10 secondi

4,5 x 10 = 45

e poi aumentare del 10% in modo da portare il ragazzo a d allenarsi oltre la sua soglia.

45 x 1.1= 49,5 (arrotondabile a 50).

Riepilogando il nostro allenamento avrà un tempo di lavoro di 10 secondi in cui percorrere i 50 metri con una pausa di 10 secondi di pausa sul posto. 10 ripetute.

Pressione sul portatore

Esercitazione di riscaldamento per introdurre i ragazzi ai concetti di pressare, avvicinarsi a una velocità adeguata e con la forma del corpo corretta.

Il giocatore 1 passa la palla al giocatore 2. Mentre la palla è in movimento, il giocatore 3 scatta per premere sul giocatore 2.

Intanto il giocatore 1 si unisce alla fine della linea alla sua sinistra.

Il giocatore 2 quindi gioca sul giocatore 4, che viene chiuso dal nuovo giocatore 1.

Il modello continua.

Ovviamente tante le varianti. Quella più efficace è cambiare la direzione di gioco, quindi invece di giocare a destra e spostarsi a sinistra, i giocatori passeranno a sinistra e si sposteranno a destra.

Il mister dovrebbe assicurarsi che i giocatori anticipino il passaggio successivo e facciano pressione rapidamente quando è il loro turno. I giocatori devono anche considerare il loro angolo di approccio e la forma del corpo quando premono, identificando i vari segnali attorno a loro.

La difesa a 4

Tesi del corso Master di Mauro Tassotti un pò datata (1999/2000) ma piena di concetti attuali sulla difesa a 4.

Diagonali, piramidi, linee di copertura, scalate e slittamenti, elastico difensivo sono solo alcuni dei concetti presenti e svolti nella tesi.

Contiene anche diverse progressioni didattiche sia sulla fase difensiva che su quella di transizione alla fase di attacco.

 

Marcatura a uomo

In fase di non possesso la marcatura a uomo mette i giocatori in una situazione di alta pressione. I giocatori devono restare attaccati al loro avversario quando difendono per impedirgli di segnare ma dopo aver riconquistato la palla in transizione per la zona di attacco devono essere costantemente in movimento per perdere il loro marcatore e mettersi in situazione vantaggiosa verso la porta avversaria. 

Marcatura a uomo

Due squadre da 5 giocatori più il portiere si affrontano in un campo lungo circa 30 metri e non troppo largo. I giocatori di ogni squadra devono fare coppia con un giocatore della squadra avversaria. Questi due giocatori devono marcarsi a vicenda ed entrare in un duello 1 contro 1.

I giocatori possono pressare solo il giocatore che stanno marcando a uomo.

La partita si svolge così per 15 minuti suddivisi in periodi di tre minuti dove i giocatori cambiano il loro marcatore. Se la palla lascia il gioco, il portiere della squadra in possesso riprende il gioco.

In questo gioco sono richieste buone capacità di difesa, possesso palla e ottime capacità di dribbling.

Il passaggio in pallonetto

Il passaggio in pallonetto è necessario soprattutto quando un avversario ad una certa distanza è posizionato però direttamente di fronte al giocatore in possesso di palla. 

L’ho visto fare tante volte soprattutto a Baggio e Zidane ma me ne sono innamorato ormai una ventina di anni fa quando il mio centrale difensivo (Massimo Marchisio) in un campo dalle dimensioni ridotte tentava spesso riuscendoci questo tipo di passaggio che ci ha permesso di andare al tiro in porta tante volte.

passaggio in pallonetto

L’immagine mostra una situazione tipica di passaggio in pallonetto sulla fascia in una situazione 2 contro 3. Quando si ha la necessità di scavalcare l’avversario diretto il pallone va calciato nella parte inferiore con la punta  semplicemente alzando la gamba. E’ un gesto tecnico tipico del calcio a 5 che è importato ormai sempre più frequentemente nel calcio a 11.

Il pallonetto viene giocato anche quando lo spazio nel gioco è molto stretto (ad esempio, vicino all’area di rigore avversaria) e viene poi giocato come passaggio finale per prendere alla sprovvista i difensori centrali avversari. 

I vantaggi sono evidenti: semplicità, efficacia con avversari abbastanza vicini, imprevedibilità e precisione.

passaggio in pallonetto

Il primo giocatore fa un uno-due con il compagno prima di effettuare un passaggio in pallonetto ad un altro suo compagno. 
Il terzo giocatore gioca la palla ad un compagno posizionato sul lato che effettua a sua volta un passaggio in pallonetto al quinto giocatore, che poi passa la palla al secondo giocatore, terminando così l’esercizio.

Combinazione semplice di passaggi che però ha bisogno di precisione e forza adeguata per poter funzionare.

Anche in questo esercizio ci sono tante varianti da poter applicare come l’aumentare o diminuire le distanze o giocare il pallonetto sulla testa del compagno piuttosto che sui piedi.

Personalmente mi piace metterci dentro anche un pò di competizione creando tanti gruppi da 5 giocatori che effettuano l’esercizio in un determinato tempo. Chi esegue più pallonetti precisi vice.