Attaccare lo spazio in profondità

Prendo spunto per questo articolo da un azione combinata tra i centrocampisti e l’attacco che ci ha permesso di pareggiare domenica scorsa attaccando lo spazio in profondità.

Attaccare lo spazio

L’azione si è sviluppata con una combinazione tra centrocampista basso e centrocampista laterale.
Nell’esempio A passa a B, il quale restituisce ad A che serve in verticale il centrocampista alto C.

Il giocatore C scarica per B, che viene sotto a sostegno e serve con un lancio l’attaccante  che si inserisce in profondità. 

E’ una costruzione semplice riprovata più volte in allenamento che ha il pregio quando viene provata in partita di attirare la squadra avversaria su un lato del campo permettendo così il cambio gioco sul lato debole.

Il giocatore B deve essere quasi sulla linea laterale e il centrocampista C deve decentrarsi incontro  a B per attirare gli avversari su un lato. 

Da qui ci sono mille possibilità: l’attaccante può andare in porta oppure fare da sponda per l’inserimento del centrocampista che può giocare sia sull’attaccane in profondità che sulla sovrapposizione del terzino. 

Esercizio abbastanza semplice che deve però essere provato per i tepi e gli spazi da attaccare. Ovviamente la tecnica di base deve già essere assodata.

L’inserimento di avversari rende poi più situazionale l’esercitazione.

Attraversare la palude

Esercitazione utile come riscaldamento per rispolverare i passaggi, i dribbling e le finalizzazioni a distanza ravvicinata.

All’interno dell’area principale le squadre cercano di mantenere il possesso palla finché non vedono l’opportunità di andare in porta attraverso la palude.

Una volta che un attaccante è entrato nella palude, nessun altro può entrare finché non ha tirato.

Se l’attaccante passa attraverso la palude senza colpire un cono può tirare in porta per segnare di precisione ma non potenza. Se invece colpisce un cono l’attacco si ferma e il possesso viene ceduto all’altra squadra.

Se invece segna mantiene il possesso e devono attaccare dall’altra parte.

Partite in situazioni

Nella scorsa partita dopo aver segnato a cinque minuti dalla fine il goal del 2 a 1 a nostro favore  abbiamo subito gli avversari (che volevano evidentemente pareggiare) lasciando  loro negli ultimi minuti 3 pericolose situazioni su palla inattiva  (due punizioni e un calcio d’angolo).

Sono situazioni di gioco che si possono allenare ricreandole in allenamento. Ad esempio giocando una partita a tema 9 contro 9 senza fuorigioco. Entrambe le squadre si schierano con il modulo 1-3-2-3.

La disposizione dei giocatori permette di:

  • aumentare i duelli 1 contro 1;
  • favorire il gioco sulla fascia;
  • avere una lettura abbastanza semplice delle situazioni di superiorità e di inferiorità in ogni zona del campo.

Iniziamo quindi a giocare ma ponendo situazioni di risultato predefinite dal mister.

Ad esempio:

  • la squadra rossa si trova in vantaggio di un gol rispetto a quella blu, mancano 4 minuti al termine della partita, la squadra blu ha l’obiettivo di vincere;
  • la squadra blu si trova in vantaggio di due reti ma con un’inferiorità numerica di un giocatore rispetto agli avversari, mancano 6’ al termine della partita;
  • le squadre stanno pareggiando, mancano 2 minuti al termine della partita e la squadra blu deve vincere.

La squadra che raggiunge il proprio obiettivo vince la sfida e guadagna 3 punti; la squadra che perde, ne totalizza 0. Il pareggio non è previsto. Al termine dei 12 minuti di gioco della stazione, la squadra che ha realizzato più punti (somma degli obiettivi raggiunti) vince.

L’obiettivo è chiaramente quello di aumentare l’attenzione e il vigore nelle giocate anche in condizioni di affaticamento.

Sviluppare e condividere con i compagni una strategia di gioco collettiva per condizionare l’ambiente circostante.

Aggredire lo spazio

Partita a tema con il valore del gol che dipende dalla zona in cui viene recuperata la palla. La partita ha l’obiettivo di intensificare la pressione e l’aggressività nella parte più alta del campo.

Si gioca una partita 8 contro 8 con i portieri in campo ridotto suddiviso orizzontalmente in tre parti uguali. Il valore di un gol dipende dalla zona del campo in cui la palla viene conquistata (contrasto diretto o intercetto) prima di segnare la rete:

3 punti nella zona più vicina alla porta avversaria,

2 punti nella zona centrale,

1 punto nella zona più lontana dalla porta avversaria.

La realizzazione di un gol senza recupero della palla (ad esempio, a seguito della semplice ripresa del gioco) vale 1 punto.

La partita si svolge in due tempi da 8’ minuti ciascuno.

L’obiettivo principale è riconquistare velocemente la palla e arrivare al contrasto diretto.

E’ sicuramente una esercitazione da svolere ad alta intensità

A seconda della qualità dei nostri giocatori possiamo inserire il vincolo dei due tocchi o imporre un limite al numero di passaggi da eseguire prima di poter fare gol.

Calciare la palla in porta

Alcuni esercizi di tecnica individuale per i più giovani sul calciare la palla in porta in un determinato settore.

Come primo esercizio il giocatore calcia da fermo diverse palle ferme al fine di indirizzarle nel settore prestabilito della porta. Gli obiettivi base sono che mantenga l’equilibrio con il piede d’appoggio e che sappia indirizzare bene la palla nel settore desiderato. E’ consigliato che calci con diverse parti del piede. 

Come secondo esercizio Il giocatore calcia da fermo di prima intenzione la palla passata da un compagno al fine di indirizzarle nel settore prestabilito della porta. In questo caso l’attenzione viene portata sulla valutazione della traiettoria (palla alta, bassa, ecc,),

Come terzo esercizio il giocatore conduce la palla fino ad punto prestabilito dal quale calcia con l’obiettivo di centrare il bersaglio scelto . In questo caso il giocatore deve combinare conduzione e calcio e guardare il bersaglio per mirare prima di calciare.

Anche in questo caso molte varianti a disposizione come modificare le posizioni e le distanze di partenza. Utilizzare entrambi i piedi, variare la velocità di conduzione della palla.

Come disporsi sul calcio d’angolo

Ieri sera all’interno di un corso ho avuto un interessante discussione con mister  Archimede Graziani su come disporsi sul calcio d’angolo.

Il mister sostiene la tesi (come si vede già tante volte nelle categorie  più basse) di non portare in area tante persone facendo restare alti i propri giocatori (almeno 5 o 6 giocatori) per riorganizzare la ripartenza.

In partita trovandomi di fronte ad una situazione del genere io propongo invece alla mia squadra di prendermi qualche rischio sulla ripartenza per giocare invece in superiorità la palla inattiva.

La squadra con i pallini è quella di mister Graziani mentre quella con le crocette è la mia.

Sicuramente è evidente che la mia squadra mostra un “ventre molle” rispetto ad una possibile ripartenza anche se sono presenti comunque 3  linee di difesa. Ed è chiaro che sula ripartenza organizzata ci possono essere tante variabili per arrivare al goal.

Però io sono nella condizione di attacco. Per giunta su palla inattiva in cui posso ragionare.

Il principio trasmesso alla mia squadra in questi casi è di non alzare mai la palla. Di giocare cioè palla bassa per evitare un rischio maggiore di intercetto e di favorire quindi una possibile ripartenza.

Giocando a palla bassa i difensori avversari sono costretti a giocare sull’intercetto se vogliono riprendere la palla e questo mi permette di muovere i miei giocatori in modo da avere una situazione di 6 contro 4 che nello specifico arriva a giocare una situazione di 2 contro 1 per andare al tiro o per un eventuale filtrante per l’uomo libero non marcato.

Nella figura si vede come il giocatore B viene incontro nei 9,15 metri a prendere la palla non seguito dal difensore (per regolamento) e gioca sul giocatore A che ha battuto l’angolo.

Adesso abbiamo la situazione di 2 contro 1 che permette al giocatore A (o al giocatore B a seconda di come si comporta il difensore diretto) di dribblare e andare in porta oppure (situazione più favorevole) di fare un passaggio filtrante per il giocatore libero dall’altra parte dell’area.

Ovviamente i tempi e gli spazi sono fondamentali.

Se il passaggio da calcio d’angolo viene fatto troppo vicino alla linea di fondo avrei sempre la situazione di 2 contro 1 ma il portiere potrebbe marcare la linea di passaggio verso l’uomo libero.

Oppure se il tempo in cui  sviluppo l’azione è troppo lenta potrei dare modo ad uno dei difensori di mettersi a coprire uomo e linea di passaggio.

Ma per chi come me viene dal calcio a 5 sa benissimo che con le squadre che accettano una superiorità numerica in area (la squadra di mister Graziani mi ha lasciato addirittura un 6 contro 4) le probabilità di andare in rete sono molto alte. 

Oltretutto è vero che in caso di intercetto la ripartenza è favorita ma ho comunque possibilità, a seconda di dove arriva la palla, di coprire il 60% di campo.

Resta un bel rischio ma in confronto alla  possibilità molto alta di fare goal in 6 contro 4 io preferisco giocarmela così.

Cosa ne pensate?

Spostamento e tiro con ostacolo visivo

Buongiorno a tutti e ben ritrovati……

Finalmente è cominciata la stagione ed il tempo è sempre più risicato e quindi, come al solito, ringrazio Paolo per la mole immensa di articoli che scrive anche quando toccherebbe a me.

Oggi vorrei parlare di una esercitazione semplicissima ma che per me personalmente è utilissima e credo sviluppi in maniera completa l’obiettivo di timing sullo stop specialmente sul tiro in porta con un ostacolo che possa limitare la visuale al nostro portiere come ad esempio un tiro calciato in mischia oppure un tiro su una diagonale stretta calcato da un attaccante che viene contrastato da un difensore .

Tralascio la parte del riscaldamento e mi concentro subito sull’obbiettivo dell’allenamento.

Come al solito si parte da una situazione analitica molto semplice in cui da centro porta faccio spostare il portiere verso una posizione prefissata e dopo il suo stop muovo la palla e calcio facendo attenzione sia al primo stop che al secondo sullo spostamento del pallone.

In un secondo momento utilizzo una sagoma gonfiabile od in mancanza uno o due  portieri che mi oscurano il pallone e ripeto lo stesso esercizio, in questo caso diventa molto importante la velocita di reazione del portiere sull’apparire del pallone e sul relativo calcio in porta.

La terza e ultima parte ripropone la seconda parte dell’esercitazione ma con palla in movimento calciata da un aiutante del Mister dal limite e qui i problemi si amplificano nel senso che l’aiutante può calciare direttamente in porta e questo vincola lo spostamento del portiere sulla velocità di trasmissione ma non gli permette di anticipare mentre quando si arriva al tiro il Mister può decidere di controllare palla ed uscire dalla sagome, e quindi c’è un tempo in cui il portiere non vede palla, oppure può uscire direttamente dalla sagoma e calciare di prima e qui il portiere deve essere bravo a fermarsi in funzione del calcio in anticipo del Mister .

Come scrivevo sopra questa è un’esercitazione banale ma ricca di  spunti, a mio modo di vedere, per il portiere sia a livello motorio che cognitivo.

Come al solito ogni commento è ben accetto.

A presto !

Sviluppare opportunità per segnare

Iniziamo con un possesso palla di riscaldamento per favorire i tempi di esecuzione e la  comunicazione verbale,

segnare

Facciamo tre squadre da 5 giocatori ciascuna. I giocatori neri mantengono il possesso rispetto alla squadra grigia utilizzando anche la squadra rossa come supporto. Se i grigi riescono a recuperare il pallone, il possesso viene scambiato.

Dopo qualche minuto chiamare le giocate a due tocchi massimo. Dopo 5 minuti si cambia la squadra neutrale.

L’allenatore dovrebbe concentrarsi sulla qualità del passaggio, la precisione, nonché il movimento per ricevere, ecc.

segnare

Successivamente in una metà campo impostiamo i giocatori per simulare un attacco a rete attraverso un cross.

Un centrocampista centrale passa al centrocampista laterale che a sua volta passa avanti all’ala. L’ala quindi fa un movimento a rientrare e ripassa la palla al centrocampista laterale che si sovrappone.

Quando questi riceve la palla crossa per i 3 che si inseriscono in area.

L’esercizio poi lo si ripete dall’altra parte.

Importante sottolineare la precisione del passaggio e il movimento per ricevere che deve avvenire in anticipo . Nella ricezione controllo aperto e orientato al passo successivo in modo da velocizzare lìesecuzione.

Per ultimo giocare una partita a tema in ampiezza, a due tocchi dalla metà campo in su con l’obiettivo di andare al cross e segnare.

E’ un progressione semplice dove però è fondamentale che ci si concentri sull’obiettivo una volta superata la metà campo di andare al cross con due tocchi massimo.

Difendere con calma… sotto pressione!

Quando la difesa è in inferiorità numerica è importante avere la lucidità di difendere bene. 

Difendere

Tre attaccanti giocano contro due difensori in ogni corridoio per tentare un tiro in porta.
Gli attaccanti possono fare 5 tentativi e poi si ruotano le squadre compresi i portieri.

Se i difensori vincono il possesso bloccando un tiro, possono provare a giocare per segnare un goal che vale soprattutto in caso di pareggio tra le due coppie di difensori.

Alla fine la coppia di difensori che ha subito meno goal vince.

E’ importante per i difensori soprattutto nella fase iniziale temporeggiare e lavorare con il compagno per fare pressione sulla palla e forzare la giocata lontano dalla porta.

In un successivo sviluppo si può aggiungere una linea di fuorigioco per lavorare sulla difesa più alta e favorire la comunicazione per forzare il fuorigioco della squadra in attacco.

Esercizio sui cross

Semplice esercizio sul passaggio lungo e alto o sul cross. Ad una distanza di una ventina di metri si creano coni cinesini dei quadrati che diventeranno l’area di intervento dei giocatori.

I giocatori saranno divisi in gruppi di due e si posizioneranno uno di fronte all’altro.

I giocatori inizieranno a giocare alternativamente passaggi alti e lunghi l’uno verso l’altro. La palla deve essere ricevuta, controllata e posizionata entro un massimo di due tocchi all’interno del quadrato.

Il giocatore che riceve la palla dovrebbe muoversi verso il passaggio in arrivo.

Il mister deve indicare che i passaggi devono essere giocati con entrami i piedi. 

I portieri possono essere coinvolti in questi esercizi, poiché varieranno tra prendere la palla con le mani e cercare di migliorare le loro capacità di ricezione della palla con il piede.