Controllo palla tra i coni

In questo periodo, mentre sto impostando le linee generali della programmazione del prossimo anno calcistico ho avuto modo di riguardare allenamenti che avevo svolto alcuni anni fa e, controllo palla tra i coni, l’esercizio che vi propongo oggi me lo ero segnato come particolarmente divertenti per i ragazzi. 

Controllo palla tra i coni

Lo scopo dell’esercizio è migliorare le capacità di dribbling e di controllo della palla. Al segnale del mister il primo giocatore di ogni squadra deve girare intorno al cono del colore della squadra avversaria e girarlo. L’esercizio ha un tempo limitato e il giocatore prima che finisca il tempo può ribaltare uno qualsiasi dei propri coni (quelli con il colore della propria squadra) che l’avversario ha girato.

Per ogni coppia è sufficiente un tempo di circa 30 secondi per girare il maggior numero di coni possibile, passato il quale tornano alla loro linea e il prossimo compagno di squadra ripete l’esercizio.

Vince la squadra con il minor numero di coni sottosopra dopo che tutti i giocatori hanno avuto almeno un turno di gioco.

La capacità di controllo della palla con i cambi di direzione e la pressione del tempo rende il gioco competitivo ma allo stesso tempo divertente e aiuta i ragazzi ad affinare l’abilità del dribbling e del controllo.

Personalmente organizzo vari campi da gioco facendo svolgere partite di controllo palla tra i coni con squadre di 4 conto 4 in modo da poter osservare meglio i ragazzi e poter ricordare loro di tenere la palla vicino al piede e di compiere piccoli passi rapidi e se possibile di usare interno ed esterno di entrambi i piedi

Un successivo sviluppo con le età più grandi (ma si divertono anche i giocatori della prima squadra è inserire dei coni all’esterno dell’area in modo che ogni volta che un giocatore gira un cono della squadra avversaria deve dribblare girandoci intorno uno dei coni esterni prima di rientrare nell’area di gioco.

Controllo palla tra i coni

Per le annate più grandi, per progredire ulteriormente si possono aumentare le dimensioni dell’area di gioco, consentendo ad entrambe le squadre di mandare due giocatori in un cerchio alla volta.

3 Portieri e 3 Porte

Ciao a tutti, spero stiate tutti bene e spero anche stiano bene le persone a voi care….

Non è facile scrivere qualcosa in questi giorni di tensione ma oggi mi è balzata in mente un’esercitazione che ha fatto divertire molto i ragazzi e li ha tenuti sempre molto svegli.

Si tratta di una esercitazione che può essere considerata come il centro dell’allenamento a difesa della porta; io l’ho utilizzata spesso quando avevo 5 portieri per tenere in movimento tutti specialmente nella seconda variante che riporterò poi.

Come vedete si utilizzano tre porte, logicamente le due laterali si possono fare tranquillamente con i paletti, con tre portieri a difesa delle rispettive porte e 2 portieri ( Giallo e Rosso ) in aiuto del Mister in verde.

L’esercitazione comincia con un passaggio dal Mister al portiere  che difende la porta principale ( 1 ) che passa ad uno dei due aiutanti ( 2 ) che  passa all’altro aiutante ( 3 )  che serve il Mister ( 4 ) per il tiro a scelta su una delle tre porte ( 5 ).

Già qui le varianti possono essere tante:

  • Il portiere sceglie a quale aiutante  passare la palla ( Libertà al portiere ma vincolo di chiamare nome e il classico uomo/solo )
  • Il Mister chiama il nome dell’aiutante a cui il portiere passa la palla
  • Il Mister chiama il colore corrispondente ( o opposto )  all’aiutante e il portiere esegue il passaggio.

Logicamente quando si eseguono le transizioni i tre portieri devono eseguire lo spostamento in funzione del passaggio ed attendersi un tiro sempre e comunque che, altra variante, potrebbe essere anche ribattuto dopo una respinta dagli aiutanti.

La variante di cui parlavo all’inizio dell’articolo  è molto semplice e, in maniera generale, consiste nel far diventare attivi da subito, e non solo dopo le ribattute, gli aiutanti con dei passaggi filtranti ( Anche qui altre variazioni sono ben accette ). Questo comporterà il fatto che i portieri a difesa delle porte dovranno essere pronti anche a difendere lo spazio e quindi ad attaccare la palla in uscita o a contrasto e di contro renderà ancora più attivi gli aiutanti.

Una variante che mi piace molto avendo a disposizione solo tre portieri e molto simile a quelle di prima ma inserisco un punteggio per le parate con la possibilità di segnare ai portieri in deviazione nelle altre porte. L’esercizio parte sempre dal Mister che passa da un portiere il quale comincia un giro palla insieme agli altri portieri fino al segnale del Mister che chiama la palla il quale ricevuto il passaggio tira in porta o su controllo o di prima intenzione. Come immaginate anche qui gli spostamenti dei portieri sono in funzione del giro palla e del passaggio verso l’allenatore sia come posizione che come velocità.

Generalmente come punteggio considero i seguenti :

  • 3 punti presa bloccata in tuffo ( La palla deve rimanere salda nelle mani del portiere con valutazione del Mister )
  • 1 punto per un goal realizzato in una porta avversaria in deviazione 
  • – 1 punto per ogni goal subito 

L’introduzione del punteggio molto  maggiore sulla presa è proprio per stimolare il gesto tecnico perché altrimenti, specialmente per i più giovani, diventerebbe solo un gioco di deviazioni mentre credo che la deviazione o respinta si debba usare solo quando sia realmente necessaria.

Ho notato che questa esercitazione è stata molto apprezzata dai ragazzi che si sono divertiti e a mio parere è allenante sulle varia posizioni da mantenere a difesa della porta proprio in funzione del fatto che per ogni portiere il posizionamento è diverso. Sicuramente l’ottimo sarebbe quello di avere tre porte regolari ma so che è praticamente impossibile ma noi Allenatori dei Portieri ci arrangiamo sempre e abbiamo molta fantasia.

Spero che l’esercitazione sia stata di vostro gradimento e come al solito ribadisco che chi ha voglia di commentare è sempre ben accetto.

A presto e Buona Pasqua !!!  Nonostante tutto…

Difesa individuale con cambi di marcatura 1° parte

In questo articolo viene illustrato un aspetto tattico relativo alla difesa individuale con cambi di marcatura. Ne parliamo con Marco Padovani, vice allenatore della Rossoblu imolese 1990 di calcio a 5. Marco, persona attenta e scrupolosa, ha curato nei minimi dettagli un argomento non semplice. Ci guiderà ad approfondire i vari aspetti di questa tattica in più articoli.

La difesa è una fase del gioco importante come la fase di attacco e si basa su concetti di comunicazione e collaborazione.

Nel sistema di difesa individuale per ogni giocatore il riferimento principale è l’avversario da marcare e cioè se l’avversario è in possesso della palla, il difensore dovrà posizionarsi tra questi, la palla e la porta.

Nel caso in cui l’avversario non sia in possesso del pallone, il difensore dovrà comunque posizionarsi tra il giocatore e la porta, ma all’interno di un ipotetico triangolo con vertici rappresentati dalla posizione della palla, dell’avversario e dalla porta in base ai principi stabiliti dall’allenatore ed alle caratteristiche del giocatore marcato.

cambi di marcatura

E’ il concetto del “marco e copro”, ovvero il difensore, in base al suo posizionamento all’interno del triangolo ipotetico può effettuare una marcatura “stretta” o una marcatura più “lasca” fornendo quindi una maggiore copertura.

All’interno di questo sistema i giocatori sono portati a sviluppare diversi duelli 1 vs 1,
risultano quindi molto importanti le qualità individuali legate a come affrontare l’avversario in possesso di palla, come il posizionamento dei piedi e la distribuzione del peso sugli avampiedi per favorire una maggiore reattività su un eventuale contrasto.

Proprio per questo motivo i giocatori vengono responsabilizzati, in quanto l’errore del singolo viene enfatizzato e può avere conseguenze maggiori.

Allo scopo di evitare che la linea difensiva retroceda o in generale per risolvere il problema dell’occupazione non ottimale degli spazi del campo nel sistema di difesa individuale possono essere integrati i cambi di marcatura.

Fondamentale per l’allenatore allenare oltre ai principi anche la comunicazione che non è un atto automatico ma che è un azione che va sollecitarla continuamente nei giocatori.

Quando può essere utile un cambio di marcatura?

In molte situazioni di gioco può presentarsi un movimento degli avversari che ti obbliga a fare determinati movimenti quali i cambi di marcatura.

La sovrapposizione avversaria ad esempio che altro non è che un incrocio degli avversari costringe i difensori ad effettuare un cambio di marcatura in modo da non generare loro stessi un incrocio e di non ostacolarsi l’uno con l’altro.

cambi di marcatura

Oppure sui tagli che possono fare gli avversari in fase di costruzione, Su un taglio in parallela. In questo caso è possibile eseguire un cambio di marcatura, ovvero l’avversario che effettua il taglio viene preso in carico da un compagno più arretrato, mentre quello più avanzato prenderà in carico l’avversario che esegue un movimento di rientro.

cambi di marcatura

Un altro possibile movimento molto frequente durante una fase di possesso degli avversari, è quello di un taglio in diagonale. Nell’esempio riportato, il giocatore attaccante passa la palla ed esegue in movimento al centro. In funzione della posizione dei compagni è possibile eseguire un cambio di marcatura affinché un compagno arretrato possa marcare con più efficacia l’avversario.

cambi di marcatura

Ci sono poi situazioni in cui il cambio di marcatura è dettato dal tipo di gioco che si sta facendo. Quando la squadra attua un sistema di difesa a tutto campo (per riconquistare la palla) la pressione del difensore sull’avversario che porta palla deve obbligare l’attaccante a
perdere il pallone oppure a condurlo verso una zona di campo vantaggiosa per la
difesa.

Questo cambio di marcatura, chiamato “saltare e cambiare” provoca un’accelerazione del ritmo della partita, creando difficoltà alla squadra avversaria. In genere viene utilizzato su passaggi brevi con direzione verso l’esterno del campo.

cambi di marcatura

Spesso poi il sistema di difesa individuale porta a continui sviluppi 1 vs 1, perciò risulta fondamentale prevedere anche situazioni impreviste a cui la difesa si debba adattare tramite un cambio di marcatura  nel caso in cui il compagno difensore si faccia superare dall’avversario in un duello.
In questo caso il cambio di marcatura in “aiuto” genera una rotazione difensiva, ovvero un insieme di movimenti e spostamenti eseguiti da tutti e quattro i giocatori nelle azioni di copertura e cambio di posizione. Questi movimenti possono coinvolgere anche solo due o tre giocatori . E’ una riorganizzazione difensiva a fronte di una perdita di un duello da parte di un compagno.

cambi di marcatura

Ringrazio Marco per aver descritto in maniera così minuziosa le varie modalità di difesa individuale con cambi di marcatura. Vista la disponibilità e la cura particolare che dedichi a questo argomento approfitteremo di te anche in futuro per proseguire ed approfondire altri aspetti di questo argomento come l’organizzazione difensiva, la scelta dell’altezza del campo in cui difendere il tutto condito da esercitazioni stimolanti ed efficaci

Grazie Marco. Alla prossima.  

Due tocchi: ricevere e tirare

Esercizio semplice per allenare gli attaccanti a ricevere e tirare la palla in porta da cross dentro e intorno all’area di rigore. Il primo tocco è fondamentale per mettersi in condizione di gestire il tiro nel miglior modo possibile.

ricevere e tirare

Il giocatore che riceve e tira si trova all’esterno dell’area di rigore e ha un tocco per controllare la palla e per entrare in area e un secondo tocco per poter tirare in porta.

Non appena il tiro è stato effettuato, il secondo giocatore esterno passa un’altra palla dentro. Dopo aver effettuato un paio di tiri l’attaccante si scambia posto con un giocatore esterno.

La posizione del corpo è fondamentale per ricevere il passaggio e controllare la palla in modo da potersela posizionare bene per il tiro. Attutire la palla e poterla controllare è fondamentale.

All’inizio i ragazzi avranno un primo tocco scadente ma, man mano che migliora, la percentuale di goal sui tiri diventerà molto più alta.

In questo esercizio non è importante motivare i ragazzi più di tanto perché ogni volta che si lavora sul tiro ogni ragazzo trova dentro di se la giusta motivazione e la sua personale sfida rispetto al poter fare goal. Ci sono però alcune situazioni “inconsapevoli” che i ragazzi tengono soprattutto sulla posizione iniziale che non gli permette di ricevere bene il pallone.

Lavorare quindi sulla ricezione e sulla postura del corpo in modo da attutire e controllare la palla è fondamentale per far capire ai ragazzi l’importanza soprattutto del primo tocco.

Ci sono tanti modi per allenare come calciare in porta tanto che ogni allenatore lo prevede più volte nella sua programmazione. L’aspetto importante è che ricevere e tirare la palla è un esercizio semplice che però può generare una sana competizione tra i ragazzi con benefici abbastanza immediati nella seduta di allenamento.

I ragazzi imparano, sono motivati e si divertono.

In questo periodo in cui ogni mister studia e si prepara al meglio per la prossima stagione non può mai mancare l’esercizio sul tiro in porta in tutte le sue mille sfaccettature.

Buona programmazione a tutti!

La tecnica ad uncino

Gestire la palla con la tecnica ad uncino permette ai giocatori di trovare spazio cambiando velocemente direzione senza perdere il controllo della palla. 

Con un po di esercizio questa è un’abilità abbastanza semplice e molto buona per i nostri ragazzi. La difficoltà sta nel coordinarsi e nel girarsi il più velocemente possibile.

Quando l’attaccante vuole liberarsi del difensore verso la porta avversaria può fingere di colpire e poi invece aggancia la palla ad uncino e cambia direzione accelerando la corsa. Funziona bene quando i giocatori corrono verso la porta avversaria oppure sulla fascia e devono superare un giocatore che corre di fianco a loro.

E’ necessario sottolineare ai ragazzi che l’attaccante deve mantenere il proprio corpo tra il difensore e la palla ed utilizzare il braccio per tenere a distanza il difensore.

L’esercizio che segue mostra come questa tecnica ad uncino può essere usata in  qualsiasi situazione con difensori provenienti da diverse angolazioni.

tecnica ad uncino


Numeriamo le posizioni dei giocatori da uno a cinque. Il mister passa la palla al giocatore in centro (attaccante) e chiama il numero del difensore che deve andare a contrastarlo.

L’attaccante deve liberarsi del difensore e provare a segnare. Il difensore si scambia con l’attaccante ogni volta in modo da ruotare i giocatori che restano in centro. Se l’attaccante si libera del difensore con la tecnica ad uncino si raddoppiano i punti in caso di goal. Alla fine del turno il vincitore è il giocatore con più punti.

Superare il difensore

Esercizio per attaccanti e per difensori che abbiamo già provato tutti in campo. Nella progressione dell’esercizio ho inserito come variante una situazione di gioco dove i ragazzi pur continuando a dover superare il difensore in un 1 contro 1 continuo giocano di squadra.  

Superare il difensore

All’inizio dell’esercizio In un area di campo delimitato tutti i giocatori sono in coppia con una palla. Un giocatore per ogni coppia cerca di mantenere il possesso. Per vincere un punto devono dribblare l’avversario.

Ci son tanti modi per affrontare l’ 1 contro 1 e il dribbling. In questo caso vorrei che i giocatori in possesso di palla arrivassero davanti al difensore rallentando la corsa e utilizzando le finte di corpo tentassero di superarlo usando le braccia per mantenersi in’equilibrio e per ingannare il difensore.

Testa alta, ginocchia piegate e baricentro basso in modo da sfruttare i tempi giusti per effettuare il dribbling sull’avversario.
Se l’attaccante perde la palla, il difensore vince un punto altrimenti il punto va all’attaccante.

Dopo un minuto circa di esercizio conviene cambiare ruolo e vedere in nei due ruoli qual è il giocatore che ha totalizzato più punti.

Superare il difensore

Un successivo sviluppo lo si ha con entrambe le squadre che iniziano su entrambi i lati della porta. Il mister si trova centralmente all’estremità opposta e passa nell’area di gioco. A quel punto, un giocatore di ogni squadra corre e cerca di ottenere il possesso. Chi vince il possesso prova a battere l’altro giocatore e a tirare in porta.

Ogni giocatore ha 10 secondi dal possesso vincente per segnare. Se il difensore vince il possesso, prova a segnare a sua volta..

Superare il difensore

In una successiva situazione di gioco giochiamo un 4 contro 4 (squadra A contro squadra B all’interno del campo). La terza squadra (squadra C) fornisce supporto di passaggio in due tocchi ai giocatori in possesso.

Pur giocando a squadre ogni giocatore ha un pallone e ci sono in campo 4 situazioni di 1 contro 1.

I goal possono essere segnati solo quando i giocatori in possesso riescono a superare il difensore. Se il difensore vince il possesso, i ruoli vengono immediatamente invertiti e la squadra del difensore può segnare diventando attaccante.

Dopo ogni goal la palla rimane in rete l’attaccante e il difensore che diventano liberi di ricevere passaggi e supportare i compagni di squadra.

I giocatori della squadra esterna (squadra C) possono passare a qualsiasi membro della squadra da cui ricevono la palla. Una volta che tutte le palle sono in rete (usa una quinta palla se il punteggio è pari), la squadra con il maggior numero di goal cambia ruolo con C per ripetere l’esercitazione.

Dopo che tutte le squadre hanno giocato tra di loro chi ha fatto più punti sarà il vincitore.

Passaggio ad effetto con interno piede

Far ruotare la palla per un passaggio ad effetto o in tiro usando l’interno del piede può essere molto utile per un calciatore sia per superare gli avversari in campo che per mettere in difficoltà il portiere con un tiro in porta.

Passaggio ad effetto

Se un giocatore si utilizza il piede destro e deve far girare la palla da destra a sinistra deve per poter calciare avvicinare il piede sinistro alla palla restando leggermente dietro ad essa e colpire la palla a destra del centro usando la parte interna vicino all’alluce del piede destro.

Se si colpirà la palla nella parte inferiore al centro (sempre restando a destra del centro) si riuscirà anche a sollevarla. Ovviamente il tutto funziona specularmente per il piede sinistro.

Passaggio ad effetto

L’esercizio prevede che i giocatori facciano a turno a passarsi la palla da una parte all’altra del campo (20 metri circa) facendogli compiere una curva nella traiettoria in modo da far passare la palla attraverso i pali. I giocatori devono esercitarsi usando entrambi i piedi.

Un successivo sviluppo può essere quello di rimuovere i paletti e spostare un giocatore da ciascuna estremità del campo al centro.

Passaggio ad effetto

Il giocatore fuori dal campo effettua un passaggio al giocatore al centro che gli fa da sponda per colpire la palla sul passaggio di ritorno verso il giocatore all’estremità opposta. L’esercizio si ripete dalla parte opposta.

E’ necessario indicare al giocatore che gioca in centro di ripassare la palla esattamente diritta davanti a lui in modo da non allargare il giocatore che deve effettuare per superarlo un passaggio ad effetto.

Con le annate più grandi si può prevedere che il giocatore al cento dopo aver effettuato la sponda vada a fare una leggera pressione al giocatore che deve effettuare il passaggio ad effetto.

Per calarci nella situazione di gioco durante la partitella (meglio dividere la squadra in più squadre ed effettuare partitelle con pochi ragazzi per squadra) è necessario incoraggiare i giocatori a passare la palla (o a tirare) facendo superando gli avversari con colpi ad effetto.

Assegna 2 punti per i passaggi ad effetto e 3 punti per i goal segnati in questo modo mentre i goal normali varranno sempre 1 punto. .Ovviamente vince la squadra che segna più gol / punti.

LA COMUNICAZIONE

Buongiorno a tutti, almeno spero lo sia nonostante la brutta situazione in cui ci ci trova. Parlando di comunicazione credo sia doveroso, prima di tutto, fare una augurio a tutti che le cose vadano bene e ringraziare di cuore tutto il personale sanitario d’Italia che è in prima linea in questa emergenza.

La comunicazione è un tema particolare e molto spesso trascurato ma di fondamentale importanza per un portiere tanto che nella mia personale “classifica” è messa al secondo posto.

Oggi ne vorrei parlare in maniera abbastanza generica nel senso che vorrei porre qualche quesito e dare, secondo il mio parere, qualche risposta.

Cosa si intende per COMUNICAZIONE del Portiere ?

Per me è la capacita di riuscire a dare indicazioni precise sia in fase difensiva che offensiva in maniera Semplice, Diretta, Inequivocabile e soprattutto con gli stessi codici capibili dai compagni.

Posta così sembra semplice ma vi assicuro che non lo è……Innanzitutto la base per una comunicazione corretta è l’apprendimento, da parte del portiere, degli schemi di gioco e dei vari spostamenti dei compagni in ogni fase della gara ed è qui che oltre a noi allenatori dei portieri è necessaria anche la sinergia con l’allenatore della squadra anche e soprattutto per avere un’unico linguaggio comune ( Codici univoci ).

COMUNICAZIONE

Qui una tirata d’orecchi va ai Mister delle squadre perchè nel 90% dei casi, e sono buono, si limitano a dire a noi allenatori dei portieri “Il portiere non parla…” e io gli rispondo ” Ma tu gli hai detto cosa deve dire ? “.

Tutto questo nasce dal fatto che per l’allenatore di calcio è scontato che il portiere sappia e debba fare tutto ma, soprattutto. se non ci arriva il difensore deve per forza arrivarci lui quindi è anche scontato che debba saper parlare.

Ma torniamo alla comunicazione ed alle caratteristiche che ho citato :

SEMPLICE : I termini devono essere capibili a tutti, non devono confondersi con altri ( Mai dire Via perchè si confonde con Mia per esempio )

DIRETTA : Deve puntare al succo dell’azione che vogliamo far fare senza troppi giri di parole e nominando a chi è indirizzata rispetto al compagno ( Ad esempio Tommy arriva da Dx )

INEQUIVOCABILE :  Qui subentrano tutte le caratteristiche sopra ma io ci metto anche una direzione, dire ad esempio scala non serve a nulla se non dai un indicazione diretta rispetto alla posizione del compagno che si “comanda” 

CODICI UNIVOCI :  Sono le parole, i modi usati ma che devono essere unici con il resto di squadra e Staff .

COMUNICAZIONE

Ultimamente mi servo di video presi alle spalle della porta dei portieri in cui si sentono proprio la gestione delle parole rispetto al movimento di chi viene richiamato e, specialmente adesso purtroppo, è molto utile sentire le partire a porte chiuse perchè si riesce proprio a captare quali comandi i portieri evoluti danno alla squadra; l’altra azione importante, per noi allenatori dei portieri, è quella di aiutarli da dietro la porta “insegnandoli” cosa dire e come dirlo. Ogni tanto vale più un allenamento cosi che un allenamento tecnico.

Come vi avevo anticipato è proprio solo un ‘articolo generale e non pretende di aver dato indicazioni complete sull’argomento ma magari un qualche spunto di riflessione.

Come sempre spero di avere qualche riscontro per fare quattro chiacchiere.

A presto !

Emergenza Coronavirus – Fare squadra!

L’unico risvolto positivo della drammatica situazione che stiamo vivendo è sicuramente quello di aver recuperato molto tempo nelle nostre vite; ci è stata concessa la possibilità di fermarci a riflettere, e magari diventare persone migliori dedicando pensieri e vicinanza a chi vogliamo bene. I mezzi tecnologici di oggi stanno fornendo alle persone un grandissimo aiuto: regalarsi e regalare pezzettini di “normalità” e di routine. 

Anche per un allenatore, per tornare al tema principale del nostro blog,  si apre quindi una sfida importante. Cosa fare per mantenere unito il gruppo in questo momento di dispersione forzata? Cosa fare per dare sollievo ai ragazzi e bambini, continuamente bisognosi di stimoli diversi?

Sperando di fornire qualche piccolo spunto, o anche per semplice condivisione, vi racconto l’esperienza nella squadra che alleno, i Pulcini 2012 dell’U.S Astra Parma.

Dopo un periodo senza particolari contatti necessario per metabolizzare il cambiamento,  abbiamo cominciato il nostro percorso con due video messaggi di saluto, uno mio e uno dell’altro mister Matti, in cui li abbiamo incoraggiati a non mollare, resistere e a restituirci i loro video di saluto ai propri compagni.  Quest’ultima fase si è rivelata molto interessante e utile: davanti alla telecamera, qualcuno è stato disinvolto e spontaneo, qualcuno ha preferito leggere un testo, qualcuno si è quasi nascosto e qualcuno non si è sentito di farsi filmare…ma sono sicuro si riscatterà in futuro! Da quello che può sembrare un semplice video, nasce una prova da affrontare contro la timidezza! 

Ovviamente evitiamo i video per motivi di privacy!

Data la partecipazione numerosa ai video saluti, abbiamo creato con la collaborazione dei genitori  una chat di gruppo Skype, in modo che potessero avere uno spazio tutto loro in cui comunicare e mantenersi in contatto. Durante le prime chiamate siamo apparsi anche noi mister, e con piacere abbiamo dialogato con loro…o almeno ci abbiamo provato!  Una video conferenza con 16 bambini non può che portare ad un caos infernale e un  potente mal di testa…ma ne è valsa la pena! Mentre qualcuno piano piano abbandonava per andare a cena,  i più tenaci hanno continuato con chiamate , messaggi, emoticons e stickers per tutta la serata…per la gioia delle mamme!

Per sconfiggere la noia di queste giornate, sfruttando la scia positive dei video contatti, abbiamo deciso di metterli un pochino alla prova e assegnarli qualche “compito a casa”. Abbiamo diviso il lavoro di questa settimana in varie CHALLENGES:

 

Challange 1 : Palleggio

Proposto in livelli di differente tipologia e difficoltà (livello 1,2,3 ecc. ecc.) inserendo anche coscia e testa. 

 

Challange 2:  Muretto al volo

Per dar seguito alla sfida precedente, abbiamo proposto il gioco al volo con interno, collo, aggiungendo poi coscia, petto, testa.   

 

Challenge 3: Tiro a canestro

Obiettivo del gioco: calciare la palla dalla distanza e fare canestro (una scatola, un cestino, una bacinella..). Proposte modalità di tiro con palla a terra e al volo,  con interno e collo piede.

 

Challange 4: Gioco del bowling

Obiettivo del gioco: abbattere i birilli con un tiro dalla distanza.  Proposte modalità di tiro con palla a terra e al volo,   con interno e collo piede. 

 

Challange 5: Tiro al bersaglio

Obiettivo del gioco: con un tiro dalla distanza bisogna centrare il bersaglio dichiarato.  I bersagli possono avere nomi di fantasia o numeri (noi abbiamo scelto “tiro messi, tiro ronaldo, tiro lukaku ecc. ecc.”). Proposte modalità di tiro con palla a terra e al volo.

Il suggerimento dato ai bambini è stato quello di non dimenticarsi, in questi giochi,  di allenare anche il piede debole.

Ovviamente, tutte le esercitazioni proposte sono realizzabili in ambiente domestico. In ogni video sono sempre stati invitati a RESTARE IN CASA.

Questo è stato il lavoro che ha coperto la settimana appena passata, nei prossimi giorni manderemo altre sfide! Le risposte dei bambini sono state eccezionali:

Per concludere, un altro prezioso risultato ottenuto in questo percorso “a distanza” ,è stato il grande coinvolgimento e impegno dei genitori.  Un grosso grazie va anche a loro!

 E mi raccomando… ricordiamoci tutti che andrA’STRAbene!

Rondò in movimento

Questo divertente gioco di rondò ha tutto ciò di cui la tua squadra ha bisogno per un buon allenamento sul movimento senza palla. Offre una buona visione di gioco per i ragazzi e ne affina il controllo e la tecnica.

rondò

Dividiamo i ragazzi in due squadre da sette e iniziamo a giocare due torelli 5 contro 2.. Iniziamo con due tocchi. Se non ci riescono ed hanno problemi trasformiamo l’esercizio in un 6 contro 1 in modo che i ragazzi che stanno fuori utilizzano il più possibile i due tocchi per far girare la palla.

Ovviamente se il difensore vince la palla, deve cambiare posto con il giocatore che l’ha persa.

Quando la squadra attaccante ha effettuato con successo tre passaggi consecutivi, deve spostarsi in una casella diversa. Nello spostarsi deve mantenere la palla sempre con i due tocchi senza farla prendere ai due difensori.

Ci sono tante varianti. A seconda dei ragazzi che abbiamo e del loro livello tecnico possiamo provare ad arrivare ad un solo tocco .

Un’altra variante interessante nel rondò è inserire un meccanismo a punti. Gli attaccanti se fanno sei passaggi consecutivi (passaggi più transizione) ottengono un punto mentre i difensori ottengono un punto se uno dei due difensori intercetta la palla deve trasmetterla al compagno difensore per ottenere un punto.

Il difensore che ha compiuto l’intercetto sI cambierà poi posto con l’attaccante che ha sbagliato. Dopo un periodo di tempo (5 – 10 minuti) vince chi ha più punti.

In genere questa variante piace molto ai ragazzi