Tattiche di non possesso

Stabilire tattiche di non possesso è importante per  fare in modo che gli avversari possano essere costretti in zone meno pericolose per la nostra squadra quando dobbiamo difendere in modo da poter indirizzare il gioco forzandolo in aree del campo più facili da controllare. 

Tattiche di non possesso

Formiamo due squadre da 4 giocatori difensori (rossi) e attaccanti (neri). Il gioco inizia con il difensore che effettua un passaggio all’attaccante e al primo tocco il difensore deve cercare di riconquistare il possesso e allo stesso tempo allontanare l’attaccante dalla porta.

Il mister farà lavorare i ragazzi sulla posizione del corpo da parte del giocatore in difesa che si deve posizionare tra l’attaccante e l’obiettivo e sulla pressione per allontanare l’attaccante.

L’attenzione a non farsi dribblare e quindi l’insegnare ad andare velocemente in pressione ma anche la capacità di fermarsi alla dovuta distanza sono fondamentali.

E’ fondamentale saper correre velocemente in avanti con consapevolezza.  ( lo spazio di vicinanza deve quantificarlo il difendente nella situazione) e saper  fintare  l’intervento di entrata  sulla palla nell’attesa di un eventuale intervento sicuro.

Tappeto Elastico e 2 Vs 2

Ciao a tutti,

oggi vorrei presentare un gioco che ho fatta qualche Domenica fa in allenamento con tre miei portieri per farli divertire e giocare un pò insieme.

Credo sia un bellissimo gioco che sviluppa un sacco di capacità sia atletiche, che di ragionamento e di acrobatica.

Io ho solo aggiunto qualche vincolo come  ad esempio l’uso sempre di una sola mano oppure solo l’uso del pugno oppure anche l’utilizzo, insieme alle mani, di altre parti del corpo come piedi e testa.

Ci siamo divertiti u sacco e sto già pensando come modificare la situazione mettendo dei vincoli diversi e magari cambiando i punteggi da raggiungere.

Ringrazio chi ha inventato questo gioco perchè è veramente divertente e credo utile.

Se qualcuno vuole commentare lo aspetto.

Alla prossima !!

Attacco e difesa

Questa esercitazione aiuta  i giocatori a cambiare ruolo tra attacco e difesa e viceversa il più rapidamente possibile creando continui 2 contro 1.

Attacco e difesa

Dividiamo i giocatori in due squadre giocando con i portieri. I giocatori della stessa squadra sono posizionati alle estremità opposte in diagonale. Una squadra parte a fare la parte di attacco ed ha due giocatori (rossi) contro uno (blu) della squadra che gioca in difesa.

I giocatori per entrare in campo devono correre intorno al campo prima di raggiungere il pallone. Se vincono i rossi si gioca un 2 contro 1 fino a che la palla non entra in porta o esce o per un tempo limitato dettato dal mister.

Se invece il difensore blu vince la palla, gli attaccanti rossi escono dal gioco ed entrano in campo senza fare il giro due giocatori (uno per i rossi e uno per i blu) cambiando il rapporto 2 contro 1: i blu adesso sono gli attaccanti e il rosso diventa il difensore.

Per tenere attenti i ragazzi che non sono coinvolti un successivo sviluppo potrebbe essere quello di chiamare dopo un certo tempo altri due giocatori (uno per squadra) e trasformare il 2 contro 1 in un 3 contro 2  e ovviamente, a seconda delle età, delle abilità e delle dimensioni del campo anche un 4 contro 3.

E’ utile specialmente dai giovanissimi in su dividere le squadre battezzando già la difesa e l’attacco in modo opportuno a seconda dei giocatori che si trovano più a loro agio con la palla.

I ragazzi devono essere stimolati in genere sulla comunicazione tra di loro, cambiare atteggiamento tra il ruolo di attacco e di difesa e soprattutto sul decidere velocemente.  

Difesa dello spazio su palla lontana – Posizionamento

Ciao a tutti, come al solito mi auguro che stiate tutti bene.

Purtroppo, per vari  motivi che non sto ad elencare, è un pò di tempo che non scrivo e la cosa mi dispiace.

Dopo la partecipazione al seminario con Mister Mauro Marchisio indetto da APPORT, di cui sono il referente di Parma e provincia ( A proposito, se qualcuno ha bisogno mi contatti pure ), ho pensato di scrivere qualcosa sugli argomenti trattati e che mi trovano concorde su quasi tutti i punti.

Nello specifico vorrei scrivere del posizionamento del portiere su palla lontana dalla sua area ed in particolare dalla tre quarti avversaria alla linea di centrocampo; qui i pareri sono discordi sentendo anche domande poste al Mister dai colleghi ma io sono concorde con il posizionamento codificato in serata che riporto nell’immagine qui sotto.

Come vedete la posizione del portiere è sulla linea immaginaria che congiunge il centro porta alla palla quello che varierà sarà il posizionamento in profondità in funzione della distanza dalla palla e non dimentichiamoci della linea difensiva.

Ma perchè sono concorde con questa posizione e non voglio il portiere più “centrato” rispetto alla porta ?  Semplicemente perchè nel calcio di oggi dove le squadre sono sempre più corte, e quindi la difesa dello spazio è sempre più importante, una posizione in ampiezza mi permette di arrivare in porzioni di campo dove da una posizione più centrale non potrei arrivare .

             

Come vedete la porzione di campo che il portiere può coprire è ridotta in funzione della mancata ampiezza.

Un’altra considerazione da fare riguarda il fatto che questo posizionamento deve, comunque, essere concordata con il Mister della squadra che, specialmente nelle prime squadre, potrebbe avere esigenze diverse.

D’altro canto penso che nei Settori Giovanili la proposta debba essere quella con più ampiezza perchè dobbiamo dare ai nostri ragazzi più nozioni possibili in maniera da dargli le possibilità di risolvere più situazioni possibili. E’ più semplice adattarsi a coprire meno campo in una seconda fase di formazione, quando si passa dalle giovani alle prime squadre, che viceversa; dover cambiare atteggiamento, se non si è mentalmente aperti, diventa più complicato e più “stressante”.

Come al solito aspetto considerazioni o domande in merito.

Alla Prossima !

COVID e allenamenti individuali – Un nuovo modo di fare calcio

Buongiorno a tutti. Sono felice di rimettermi all’opera sul nostro Misterone dopo un po’ di tempo.  La situazione che ormai viviamo da un anno sta diventando sempre più impegnativa da sopportare.  Non sempre la mente ha contribuito a darmi la serenità di cui potevo aver necessità, ma anzi mi sono spesso trovato immerso in riflessioni, dubbi, negatività.

Questo è capitato  in tutti gli ambiti della mia vita, ma soprattutto con il calcio e i miei ragazzi classe 2012. 

Ogni volta al ritorno a casa dopo l’allenamento, vivo troppo spesso con estrema fatica l’analisi del lavoro appena terminato: “Sarò riuscito a portargli qualche miglioramento? Avranno vissuto una esperienza costruttiva e serena? Sarò entrato nella loro testa?”.

Dopo un po’ di tormento, mi sono concentrato sulla ricerca del perché di queste sensazioni.

Spesso e volentieri noi adulti ci lasciamo “distruggere” dallo stress lavorativo, e tendiamo colpevolmente a dimenticarci di tutto quanto bambini e ragazzi hanno subito e stanno subendo, e di quanto le loro vite e le loro routine siano state completamente ribaltate.

Quante volte ci siamo ritrovati a dire “siamo davvero fortunati a poterci allenare comunque”? Io stesso, in un precedente articolo, addirittura ero euforico di fronte a  questa nuova possibilità di lavorare senza “pressione” delle partite. Sicuramente è vero che la possibilità concessa a fronte di questa emergenza è da considerare un privilegio.

Ma dopo varie settimane mi sto rendendo conto che non è una passeggiata.

La fatica principale, almeno per la mia fascia d’età, è quella di riuscire a tenere alti gli stimoli; d’altronde ognuno di loro inizia a giocare a calcio per le partitelle durante gli allenamenti e quella del weekend contro le altre squadre della città. L’assenza di questa ci toglie quel rinforzo, quel gran finale, che per loro è sempre stato l’unico momento atteso.

E’ diventato fondamentale integrare il modo di allenare la tecnica individuale, andare oltre le tradizionali esercitazioni che abbiamo sempre utilizzato; per poter aumentare il loro livello d’attenzione abbiamo dovuto rispolverare giochi d’un tempo (porta a porta, gara di traverse, tedesche ecc. ecc.)e “farcire ” gli esercizi abituali (  gare di tiri in porta, giochi a livelli, partitelle di calcio balilla umano ecc. ecc.). Il tutto assegnandoli i nomi dei loro giocatori preferiti (“facciamo che sono Cornelius”).

Per questa motivazione, anche la programmazione è dovuta diventare più flessibile e meno rigida. Come già detto, le risposte in questo periodo non potranno essere le stesse di una settimana tipo normale,  per cui è molto importante avere l’intelligenza e la lucidità di saper “mollare”  e fare un passo indietro, per avere una qualità di allenamento adeguata. 

Nel nostro caso, nei periodi più storti, abbiamo ridotto l’allenamento a 2/3 esercitazioni/giochi mirati...”pochi ma buoni”.

Tralasciando l’aspetto tecnico dell’allenamento, una dimensione che rischia di sgretolarsi è quella dell’affiatamento del gruppo. 

La condivisione dell’esperienza in gruppo è sicuramente molto limitata: l’assenza dei momenti insieme nello spogliatoio,   la distanza forzata, le mancate sensazioni del match,  con il pre, il durante, e il post,  sono tutti fattori che rischiano di “raffreddare” i rapporti e il sentirsi parte di un gruppo.  La prova di questo è proprio il fatto che negli ultimi mesi, sono aumentate le assenze, in molti casi nemmeno giustificate,  cosa mai capitata prima.

Insomma…i bambini stanno perdendo molti riferimenti e stanno vivendo un momento di grande delusione e sconforto. 

Più di ogni altra cosa quindi, un allenatore dovrebbe riuscire ad evitare di andare a sbattere contro un muro, chiuso nelle sue idee, e lavorare per riportare i bisogni dei bambini e i ragazzi al centro, ascoltandoli e osservandoli.

Ad ogni corso a cui abbiamo partecipato, o in tutti i confronti sulla pedagogia e l’educazione, quest’ultimo concetto sicuramente sarà sempre apparso piuttosto scontato. Ma sappiamo anche che non è affatto semplice riuscire sempre a fermarsi ad analizzare le situazioni con lucidità.

Questo momento storico è una prova durissima per noi allenatori, ma ci offre preziose opportunità per nuovi modi di fare squadra e allenare i nostri giocatori, portandoci ad un forzato miglioramento delle nostre competenze alla continua ricerca di fantasiosa qualità e novità.

La speranza è quella che questo disastro possa finire prima possibile, ma sappiamo tutti che non sarà così.

Il nostro lavoro dovrà essere speciale, per far si che i nostri ragazzi arrivino alla fine di questo incubo ancora più innamorati di prima del calcio.

 

Cambiare passo e reagire

Quando una squadra vince o perde palla, deve cambiare passo e reagire. In questa esercitazione i difensori devono reagire velocemente o prenderanno un tiro in porta ed un possibile goal.  Il mister deve incoraggiare le squadre  a chiudere il centro del campo, per forzare il gioco lontano dalla porta.

Giochiamo con il portiere in porta, sette giocatori rossi e cinque blu. All’interno del quadrato si posizionano 3 giocatori rossi e unno blu. Altri 4 giocatori blu attorno al bordo del quadrato e due giocatori rossi vicino alla porta e due giocatori rossi fuori dal quadrato all’altra estremità.

I giocatori blu devono fare cinque passaggi tra loro e attaccare la porta che i rossi stanno difendendo, ma i rossi possono usare solo i due difensori a fine area e non i due giocatori larghi. Se invece i rossi vincono la palla possono usare i giocatori larghi ma non i due giocatori vicini alla porta che i blu stanno difendendo.

Questo allenamento serve per per stimolare le reazioni dei giocatori al cambiamento delle situazioni e aiuta a mostrare come la pressione sulla palla impedirà il movimento in avanti e come tornare indietro velocemente per sostenere il gioco.

E’ importante che il mister sottolinei e curi la corsa dei difensori che escono per contrastare il portatore di palla avversario. L’uscita deve avvenire con i tempi giusti.

Dopo una prima fase di conoscenza e ambientazione è importante stimolare la fase di transizione con attacco veloce ed adattamento difensivo immediato.

Tiro da lontano

Partitella 8 contro 8 per insegnare ai giocatori a tirare da lontano. Tenere un po di palloni a lato del campo per evitare che si perda intensità quando la palla esce. Il mister deve richiedere ai giocatori di prendere decisioni e reazioni rapide. I giocatori dovrebbero cercare costantemente lo spazio per ricevere la palla e tirare. Più giocatori tirano, più possibilità ha la squadra di segnare gol. 

Tiro da lontano

Dividiamo i nostri giocatori in una partitella 8 contro 8 giocando nella zona centrale. La squadra in possesso cerca di creare opportunità di tiro, ma inizialmente può tirare solo dalla zona centrale. L’unico momento in cui i giocatori possono entrare nell’area è per raccogliere un passaggio dal loro portiere senza opposizione, o seguendo la palla per evitare una possibilità di segnare. Se la palla esce a bordo campo dell’area di tiro, la squadra che ha vinto la palla batte la rimessa laterale nella zona centrale.

Quindi un’ipotetica azione parte con un giocatore che entra in area per ricevere un passaggio dal suo portiere. Passando ai suoi compagni tentano di creare un’opportunità di tiro senza entrare nell’area avversaria.

Un giocatore può entrare in area solo sulla ribattuta del portiere o su un eventuale rimbalzo dei legni della porta. Attaccanti e difensori devono quindi stare attenti sulla eventuale ribattuta e reagire per fare goal o impedire che questo accada.

U

Inserimenti da centrocampo

Esercizio adatto ad aiutare gli inserimenti da centrocampo per entrare in area e per segnare goal. Correre in avanti, giocare in combinazione con gli altri centrocampisti, avere un buon movimento, un buon controllo ravvicinato e passaggi rapidi e precisi sono tutti elementi importanti in questo esercizio.

Inserimenti da centrocampo

I giocatori S4 e S2 hanno la palla mentre i giocatori S1 e S3 no. Si preparano i 4 attaccanti con una palla ciascuno. Il primo attaccante (A1) prende la palla e la passa al giocatore S1 poi si gira e riceve la palla dal giocatore S2. Avanza passando la palla al giocatore S3 e girandosi ancora riceve la palla dal giocatore S4 e poi corre nel area e tira in porta.

Il secondo attaccante (A2) ripete la stessa sequenza ribaltata. Passa la palla passa a destra (S2 e S4) invece che a sinistra e riceve la palla dai giocatori di sinistra (S1 e S3).

Quando i 4 attaccanti hanno fatto cambiano posizione con i 4 difensori e viceversa.

A seconda delle età si possono inserire diverse varianti. Particolarmente adatta al movimento del centrocampista è quella di aumentare l’ampiezza della giocata aumentando la distanza tra i giocatori che trasmettono e ricevono il pallone.

Inserimenti da centrocampo

Un successivo sviluppo è quello di giocare una partitella dove il centrocampista crea superiorità e si inserisce in un 3 contro 2 con i portieri. Il centrocampista gioca un uno – due con uno degli attaccanti e attira il difensore passando dal centro o fuori. Una volta che ha creato lo spazio, attraversa per l’attaccante libero o gioca un altro uno-due per lui nell’area. Non è consentito tirare da fuori area.

I Rondos di Felipe Ragel

Filipe Ragel è l’allenatore dell’Under 19 della Marcet Academy di Barcellona e ​​condivide su youtube un video della sua squadra mentre svolge sei diversi rondos con i suoi giocatori.

RONDOS UNO 5 CONTRO 2
Classico Rondos 5 contro 2 con tocco di prima per tenere la palla lontana dai due difensori. 

RONDOS DUE 4 + 1  CONTRO 2
Hai bisogno di 4 giocatori – uno per lato all’esterno e un compagno di squadra all’interno contro 2 difensori. Il possesso palla avviene tra i quattro giocatori e quello al centro. I difensori premono per cercare di vincere la palla

RONDOS TRE 4 CONTRO 2 + 1
I giocatori ai lati si muovono su e giù tra le due metà con i giocatori su ciascuna estremità e il giocatore al centro rimane dove si trovano. 

RONDOS QUATTRO 3 CONTRO 3 + 1
Gioca 2 CONTRO 2 al centro con un giocatore per ogni squadra su una delle estremità e un uomo SPONDA che gioca per la squadra in possesso

RONDOS CINQUE 2 CONTRO 2 + 3
La squadra da tre ha un giocatore in alto, uno in mezzo e uno in basso che gioca per la squadra in possesso. Le due squadre di 2 giocatori devono mantenere il possesso utilizzando i tre giocatori neutrali.

RONDOS SEI 3 CONTRO 1 + 3 CONTRO 0
Entrambe le squadre di tre passano la palla tra di loro. Una squadra di tre gioca contro 1 giocatore, quando vince la palla chi ha vinto la palla deve andare nell’altra casella e cercare di vincere la palla. Chiunque vince la palla deve tornare nella prima casella … e così via.

Esercizio sul tiro per i più piccoli

Quando senti parlare i ragazzini più piccoli spesso raccontano di Messi o di Ronaldo, dei loro goal o dei loro tiri.  Quando poi però in allenamento provano a tirare spesso fanno molta fatica a direzionare la palla o a colpirla con forza.

Questo semplice esercizio sul tiro può allenare i ragazzini più piccoli a tirare con continuità, Man mano che i risultati saranno soddisfacenti acquisiranno fiducia in se stessi e miglioreranno a vista d’occhio.

I ragazzi con l’aiuto del mister devono lavorare sulle seguenti caratteristiche:

Rapida percezione e consapevolezza di ciò che sta accadendo (palla, campo, direzione porta, ecc.)

La capacità di prendere decisioni rapide e giuste. Quando scattare, tirare o dribblare.

Fare esperienza nel punteggio. Ogni obiettivo raggiunto, si tradurrà in una crescente fiducia.

La capacità di affrontare situazioni stressanti.

Esercizio sul tiro

L’esercizio di oggi è rivolto alle annate più piccole. L’obiettivo è quello di migliorare la tecnica di tiro dei tuoi giocatori.

Si parte da un semplice tiro in porta. Quando si è effettuato il tiro si va a recuperare il pallone e lo si passa al compagno che farà la stessa cosa a ripetizione.

I ragazzi ruoteranno nelle varie porte a distanze e larghezza diverse in modo da abituarsi a tirare in tutte le situazioni.

Possiamo aumentare la competizione utilizzando obiettivi misurabili. Vince chi per primo dei ragazzi fa 5 goal, ecc. in modo da dare un obiettivo misurabile ai ragazzi.

I ragazzi più piccoli si divertono a fare goal ma è importante che il mister li faccia lavorare su tanti aspetti per migliorare la tecnica di tiro dei giovani giocatori.

Piccoli gruppi
Molti obiettivi (sinistro, destro, tiro angolato, alto, basso, ecc..)
Molte ripetizioni, che si tradurranno in una tecnica di tiro automatica e la precisa correzione degli errori.