Controllo palla tra i coni

In questo periodo, mentre sto impostando le linee generali della programmazione del prossimo anno calcistico ho avuto modo di riguardare allenamenti che avevo svolto alcuni anni fa e, controllo palla tra i coni, l’esercizio che vi propongo oggi me lo ero segnato come particolarmente divertenti per i ragazzi. 

Controllo palla tra i coni

Lo scopo dell’esercizio è migliorare le capacità di dribbling e di controllo della palla. Al segnale del mister il primo giocatore di ogni squadra deve girare intorno al cono del colore della squadra avversaria e girarlo. L’esercizio ha un tempo limitato e il giocatore prima che finisca il tempo può ribaltare uno qualsiasi dei propri coni (quelli con il colore della propria squadra) che l’avversario ha girato.

Per ogni coppia è sufficiente un tempo di circa 30 secondi per girare il maggior numero di coni possibile, passato il quale tornano alla loro linea e il prossimo compagno di squadra ripete l’esercizio.

Vince la squadra con il minor numero di coni sottosopra dopo che tutti i giocatori hanno avuto almeno un turno di gioco.

La capacità di controllo della palla con i cambi di direzione e la pressione del tempo rende il gioco competitivo ma allo stesso tempo divertente e aiuta i ragazzi ad affinare l’abilità del dribbling e del controllo.

Personalmente organizzo vari campi da gioco facendo svolgere partite di controllo palla tra i coni con squadre di 4 conto 4 in modo da poter osservare meglio i ragazzi e poter ricordare loro di tenere la palla vicino al piede e di compiere piccoli passi rapidi e se possibile di usare interno ed esterno di entrambi i piedi

Un successivo sviluppo con le età più grandi (ma si divertono anche i giocatori della prima squadra è inserire dei coni all’esterno dell’area in modo che ogni volta che un giocatore gira un cono della squadra avversaria deve dribblare girandoci intorno uno dei coni esterni prima di rientrare nell’area di gioco.

Controllo palla tra i coni

Per le annate più grandi, per progredire ulteriormente si possono aumentare le dimensioni dell’area di gioco, consentendo ad entrambe le squadre di mandare due giocatori in un cerchio alla volta.

Interviste calcio a 5: Andrea Faietti, Gabriel Lima e Ana Carolina Caiani

Si è da poco conclusa la diretta sulla pagina Instagram della nostra squadra femminile, anche questa volta accompagnato da un bel numero di spettatori che hanno interagito con i nostri ospiti.

Andrea Faietti

Mister Orlando d’Alsazia ha iniziato questa nuova puntata dialogando con un membro del suo staff, nonché preparatore dei portieri della squadra femminile Andrea Faio Faietti che ha raccontato cosa vuole dire allenare i portieri in ambito femminile, svelando anche le proprie metodologie di allenamento.

Gabriel Lima

Successivamente, abbiamo avuto l’onore di ricevere come ospite Gabriel Lima.

Direttamente collegato dalla sua abitazione in Brasile, il quale ha raccontato la sua carriera dagli albori ad Aosta dove vinsero una serie B con una squadra piena di under 18.

Passando per Asti, squadra che lo consacrò nel panorama italiano, tentando, con ottimi risultati l’avventura nella Liga Spagnola nelle fila del El Pozo Murcia,facendo ritorno nel 2016 in Italia nell’Acqua & Sapone.
Momento emozionante sicuramente stato quando ha parlato di cosa ha significato vincere l’Europeo con la Nazionale italiana da capitano, affermando che quella maglia è da sempre la sua seconda pelle.
In chiusura di collegamento ci ha illustrato il progetto che lo vede impegnato in prima persona in Brasile, chiamato “Nucleo Gabriel Lima” dove si formano i bambini dai 3 ai 13 anni a 360° sia a livello sportivo che mentale.

Ana Carolina Caliari Sestari

Terzo ospite di questa puntata è Ana Carolina Caliari Sestari portiere del Montesilvano e della Nazionale Italiana, appena nominata terzo miglior portiere al mondo da Futsal Award.
Con lei si è discusso del ruolo del portiere in campo, cercando di capire come si fa ad arrivare in vetta al mondo a soli 24 anni. Ci ha raccontato come è nata la passione per questo ruolo e questo sport, dei metodi di allenamento ai quali è sottoposta (allenata nel suo club dallo stesso preparatore di Mammarella, ha sottolineato quanto sia difficile questo ruolo che ha un percentuale di errore pari allo zero e ci ha svelato cosa vuol dire per lei giocare in Nazionale, emozionandoci tutti, raccontando un aneddoto relativo a a suo nonno che dal Brasile le chiese espressamente di volerla vedere indossare la maglia della nazionale italiana.
Sicuramente queste puntate ci lasciano interessanti chiavi di lettura diverse relative al Futsal e noi siamo onorati ogni volta di poter raccontare questo meraviglioso sport tramite le parole di chi lo vive quotidianamente.
Ringraziamo di vero cuore i nostri ospiti per la disponibilità e per averci aperto la porta di casa, regalandoci un momento di leggerezza in questo periodo cupo per tutti.

W IL FUTSAL

3 Portieri e 3 Porte

Ciao a tutti, spero stiate tutti bene e spero anche stiano bene le persone a voi care….

Non è facile scrivere qualcosa in questi giorni di tensione ma oggi mi è balzata in mente un’esercitazione che ha fatto divertire molto i ragazzi e li ha tenuti sempre molto svegli.

Si tratta di una esercitazione che può essere considerata come il centro dell’allenamento a difesa della porta; io l’ho utilizzata spesso quando avevo 5 portieri per tenere in movimento tutti specialmente nella seconda variante che riporterò poi.

Come vedete si utilizzano tre porte, logicamente le due laterali si possono fare tranquillamente con i paletti, con tre portieri a difesa delle rispettive porte e 2 portieri ( Giallo e Rosso ) in aiuto del Mister in verde.

L’esercitazione comincia con un passaggio dal Mister al portiere  che difende la porta principale ( 1 ) che passa ad uno dei due aiutanti ( 2 ) che  passa all’altro aiutante ( 3 )  che serve il Mister ( 4 ) per il tiro a scelta su una delle tre porte ( 5 ).

Già qui le varianti possono essere tante:

  • Il portiere sceglie a quale aiutante  passare la palla ( Libertà al portiere ma vincolo di chiamare nome e il classico uomo/solo )
  • Il Mister chiama il nome dell’aiutante a cui il portiere passa la palla
  • Il Mister chiama il colore corrispondente ( o opposto )  all’aiutante e il portiere esegue il passaggio.

Logicamente quando si eseguono le transizioni i tre portieri devono eseguire lo spostamento in funzione del passaggio ed attendersi un tiro sempre e comunque che, altra variante, potrebbe essere anche ribattuto dopo una respinta dagli aiutanti.

La variante di cui parlavo all’inizio dell’articolo  è molto semplice e, in maniera generale, consiste nel far diventare attivi da subito, e non solo dopo le ribattute, gli aiutanti con dei passaggi filtranti ( Anche qui altre variazioni sono ben accette ). Questo comporterà il fatto che i portieri a difesa delle porte dovranno essere pronti anche a difendere lo spazio e quindi ad attaccare la palla in uscita o a contrasto e di contro renderà ancora più attivi gli aiutanti.

Una variante che mi piace molto avendo a disposizione solo tre portieri e molto simile a quelle di prima ma inserisco un punteggio per le parate con la possibilità di segnare ai portieri in deviazione nelle altre porte. L’esercizio parte sempre dal Mister che passa da un portiere il quale comincia un giro palla insieme agli altri portieri fino al segnale del Mister che chiama la palla il quale ricevuto il passaggio tira in porta o su controllo o di prima intenzione. Come immaginate anche qui gli spostamenti dei portieri sono in funzione del giro palla e del passaggio verso l’allenatore sia come posizione che come velocità.

Generalmente come punteggio considero i seguenti :

  • 3 punti presa bloccata in tuffo ( La palla deve rimanere salda nelle mani del portiere con valutazione del Mister )
  • 1 punto per un goal realizzato in una porta avversaria in deviazione 
  • – 1 punto per ogni goal subito 

L’introduzione del punteggio molto  maggiore sulla presa è proprio per stimolare il gesto tecnico perché altrimenti, specialmente per i più giovani, diventerebbe solo un gioco di deviazioni mentre credo che la deviazione o respinta si debba usare solo quando sia realmente necessaria.

Ho notato che questa esercitazione è stata molto apprezzata dai ragazzi che si sono divertiti e a mio parere è allenante sulle varia posizioni da mantenere a difesa della porta proprio in funzione del fatto che per ogni portiere il posizionamento è diverso. Sicuramente l’ottimo sarebbe quello di avere tre porte regolari ma so che è praticamente impossibile ma noi Allenatori dei Portieri ci arrangiamo sempre e abbiamo molta fantasia.

Spero che l’esercitazione sia stata di vostro gradimento e come al solito ribadisco che chi ha voglia di commentare è sempre ben accetto.

A presto e Buona Pasqua !!!  Nonostante tutto…

Difesa individuale con cambi di marcatura 1° parte

In questo articolo viene illustrato un aspetto tattico relativo alla difesa individuale con cambi di marcatura. Ne parliamo con Marco Padovani, vice allenatore della Rossoblu imolese 1990 di calcio a 5. Marco, persona attenta e scrupolosa, ha curato nei minimi dettagli un argomento non semplice. Ci guiderà ad approfondire i vari aspetti di questa tattica in più articoli.

La difesa è una fase del gioco importante come la fase di attacco e si basa su concetti di comunicazione e collaborazione.

Nel sistema di difesa individuale per ogni giocatore il riferimento principale è l’avversario da marcare e cioè se l’avversario è in possesso della palla, il difensore dovrà posizionarsi tra questi, la palla e la porta.

Nel caso in cui l’avversario non sia in possesso del pallone, il difensore dovrà comunque posizionarsi tra il giocatore e la porta, ma all’interno di un ipotetico triangolo con vertici rappresentati dalla posizione della palla, dell’avversario e dalla porta in base ai principi stabiliti dall’allenatore ed alle caratteristiche del giocatore marcato.

cambi di marcatura

E’ il concetto del “marco e copro”, ovvero il difensore, in base al suo posizionamento all’interno del triangolo ipotetico può effettuare una marcatura “stretta” o una marcatura più “lasca” fornendo quindi una maggiore copertura.

All’interno di questo sistema i giocatori sono portati a sviluppare diversi duelli 1 vs 1,
risultano quindi molto importanti le qualità individuali legate a come affrontare l’avversario in possesso di palla, come il posizionamento dei piedi e la distribuzione del peso sugli avampiedi per favorire una maggiore reattività su un eventuale contrasto.

Proprio per questo motivo i giocatori vengono responsabilizzati, in quanto l’errore del singolo viene enfatizzato e può avere conseguenze maggiori.

Allo scopo di evitare che la linea difensiva retroceda o in generale per risolvere il problema dell’occupazione non ottimale degli spazi del campo nel sistema di difesa individuale possono essere integrati i cambi di marcatura.

Fondamentale per l’allenatore allenare oltre ai principi anche la comunicazione che non è un atto automatico ma che è un azione che va sollecitarla continuamente nei giocatori.

Quando può essere utile un cambio di marcatura?

In molte situazioni di gioco può presentarsi un movimento degli avversari che ti obbliga a fare determinati movimenti quali i cambi di marcatura.

La sovrapposizione avversaria ad esempio che altro non è che un incrocio degli avversari costringe i difensori ad effettuare un cambio di marcatura in modo da non generare loro stessi un incrocio e di non ostacolarsi l’uno con l’altro.

cambi di marcatura

Oppure sui tagli che possono fare gli avversari in fase di costruzione, Su un taglio in parallela. In questo caso è possibile eseguire un cambio di marcatura, ovvero l’avversario che effettua il taglio viene preso in carico da un compagno più arretrato, mentre quello più avanzato prenderà in carico l’avversario che esegue un movimento di rientro.

cambi di marcatura

Un altro possibile movimento molto frequente durante una fase di possesso degli avversari, è quello di un taglio in diagonale. Nell’esempio riportato, il giocatore attaccante passa la palla ed esegue in movimento al centro. In funzione della posizione dei compagni è possibile eseguire un cambio di marcatura affinché un compagno arretrato possa marcare con più efficacia l’avversario.

cambi di marcatura

Ci sono poi situazioni in cui il cambio di marcatura è dettato dal tipo di gioco che si sta facendo. Quando la squadra attua un sistema di difesa a tutto campo (per riconquistare la palla) la pressione del difensore sull’avversario che porta palla deve obbligare l’attaccante a
perdere il pallone oppure a condurlo verso una zona di campo vantaggiosa per la
difesa.

Questo cambio di marcatura, chiamato “saltare e cambiare” provoca un’accelerazione del ritmo della partita, creando difficoltà alla squadra avversaria. In genere viene utilizzato su passaggi brevi con direzione verso l’esterno del campo.

cambi di marcatura

Spesso poi il sistema di difesa individuale porta a continui sviluppi 1 vs 1, perciò risulta fondamentale prevedere anche situazioni impreviste a cui la difesa si debba adattare tramite un cambio di marcatura  nel caso in cui il compagno difensore si faccia superare dall’avversario in un duello.
In questo caso il cambio di marcatura in “aiuto” genera una rotazione difensiva, ovvero un insieme di movimenti e spostamenti eseguiti da tutti e quattro i giocatori nelle azioni di copertura e cambio di posizione. Questi movimenti possono coinvolgere anche solo due o tre giocatori . E’ una riorganizzazione difensiva a fronte di una perdita di un duello da parte di un compagno.

cambi di marcatura

Ringrazio Marco per aver descritto in maniera così minuziosa le varie modalità di difesa individuale con cambi di marcatura. Vista la disponibilità e la cura particolare che dedichi a questo argomento approfitteremo di te anche in futuro per proseguire ed approfondire altri aspetti di questo argomento come l’organizzazione difensiva, la scelta dell’altezza del campo in cui difendere il tutto condito da esercitazioni stimolanti ed efficaci

Grazie Marco. Alla prossima.  

Due tocchi: ricevere e tirare

Esercizio semplice per allenare gli attaccanti a ricevere e tirare la palla in porta da cross dentro e intorno all’area di rigore. Il primo tocco è fondamentale per mettersi in condizione di gestire il tiro nel miglior modo possibile.

ricevere e tirare

Il giocatore che riceve e tira si trova all’esterno dell’area di rigore e ha un tocco per controllare la palla e per entrare in area e un secondo tocco per poter tirare in porta.

Non appena il tiro è stato effettuato, il secondo giocatore esterno passa un’altra palla dentro. Dopo aver effettuato un paio di tiri l’attaccante si scambia posto con un giocatore esterno.

La posizione del corpo è fondamentale per ricevere il passaggio e controllare la palla in modo da potersela posizionare bene per il tiro. Attutire la palla e poterla controllare è fondamentale.

All’inizio i ragazzi avranno un primo tocco scadente ma, man mano che migliora, la percentuale di goal sui tiri diventerà molto più alta.

In questo esercizio non è importante motivare i ragazzi più di tanto perché ogni volta che si lavora sul tiro ogni ragazzo trova dentro di se la giusta motivazione e la sua personale sfida rispetto al poter fare goal. Ci sono però alcune situazioni “inconsapevoli” che i ragazzi tengono soprattutto sulla posizione iniziale che non gli permette di ricevere bene il pallone.

Lavorare quindi sulla ricezione e sulla postura del corpo in modo da attutire e controllare la palla è fondamentale per far capire ai ragazzi l’importanza soprattutto del primo tocco.

Ci sono tanti modi per allenare come calciare in porta tanto che ogni allenatore lo prevede più volte nella sua programmazione. L’aspetto importante è che ricevere e tirare la palla è un esercizio semplice che però può generare una sana competizione tra i ragazzi con benefici abbastanza immediati nella seduta di allenamento.

I ragazzi imparano, sono motivati e si divertono.

In questo periodo in cui ogni mister studia e si prepara al meglio per la prossima stagione non può mai mancare l’esercizio sul tiro in porta in tutte le sue mille sfaccettature.

Buona programmazione a tutti!

Diretta Bagnolo C5 Femminile: Interviste a Giusy Faragò, Massimiliano Bellarte e Lara D’Amato

Un bel pomeriggio all’insegna del futsal quello che è andato in scena sulla pagina instagram del Bagnolo calcio a 5 femminile.
Ormai sta diventando un appuntamento fisso, il ritrovarsi a parlare di questo sport che appassiona tutti noi.

GIUSY FARAGò

Ospite di Mister Orlando d’Alsazia è stata per prima il pivot della Cà Rossa Bagnolo Giusy Faragò che ci ha spiegato cosa ha voluto dire per lei passare dal calcio a 11 al Futsal e in che modo è diventata subito una pedina importante del Bagnolo.

massimiliano bellarte

Il vero protagonista è stato senza dubbio Mister Massimiliano Bellarte attuale allentore dell’Acqua & Sapone, che di certo non ha bisogno di presentazioni, con il quale si è discusso di molte argomentazioni, come ad esempio la differenza tra allenare una squadra maschile da una femminile, fino ad arrivare al tema delicato dei settori giovanili.
Interessante anche il suo discorso sul collettivo di ogni squadra e i vari metodi di allenamento che ha condiviso con noi, insegnandoci molto nel tempo che ha messo a nostra disposizione.

LARA D’AMATO

Concluso con Lara D’Amato giocatrice del Pelletterie, squadra toscana che milita in serie A e della nazionale slovena, che ci ha raccontato alcuni aneddoti della sua carriera, partendo dai ricordi d’infanzia grazie ai quali si è avvicinata al calcio fino ad arrivare ai giorni nostri, che la vedono protagonista di questo mondo de futsal femminile dove ha riscosso grandi consensi in ogni squadra nella quale ha militato.

Giusy Faragò

Giusy, come hai deciso di passare da una squadra di Serie A del calcio a 11 al calcio a 5? Quali sono state le principali difficoltà?

Ho preso questa decisione per ragioni lavorative. In molti pensano che il futsal sia uno sport per vecchi, ma mi sono presto resa conto che è tutto il contrario dove è molto importante la corsa dinamica. 

Sicuramente non ero abituata a seguire l’uomo, dato che a Sassuolo si prediligeva un gioco a zona… ho dovuto imparare alla svelta un sacco di schemi, che mi hanno fatto capire che questo è uno sport completamente diverso. Dal punto di vista tecnico non ero abituata al gioco di suola.

Comunque le compagne mi dicono che mi sto adattando e sto imparando ad essere una calciatrice di futsal.

in questo periodo di quarantena continui ad allenarti?

Certamente, anche se non è possibile fare tutto quello che si faceva in palestra, il nostro preparatore ci ha dato una scheda con allenamenti atletici che riesco a svolgere in casa ed in giardino.

Qual è stato il momento più emozionante della tua carriera calcistica?

La promozione in serie A con il Sassuolo.

Massimiliano Bellarte

cosa pensa bellarte di questo periodo di fermo dettato dall’epidemia di corona virus?

Prima di tutto bisogna pensare alla salute. Scherzando posso dire che subisco il fatto di essere a “cottimo” e questa condizione mi pesa. Sicuramente occorrerà capire fino a quando si protrarrà lo stop delle attività, anche se molti pensano che il campionato sia finito. Io vorrei essere ottimista; se si adottasse la formula dei playoff in un mese di partite si potrebbe terminare il campionato. Ovviamente per la mia squadra che sta lavorando da casa per il mantenimento della forma fisica con esercizi di forza e corsa, occorrerebbero un paio di settimane di allenamenti in campo per essere sufficientemente preparati a riprendere.

Purtroppo per tutte le squadre temo delle ripercussioni economiche per l’anno prossimo.

da allenatore quali sono le principali differenze tra calcio a 5 femminile e maschile?

Da allenatore non ho mai cambiato il mio metodo, ho mantenuto la stessa intensità ma a velocità ridotte. Le donne si rendono molto più disponibili a lavorare insieme per correggere gli errori se sai essere un loro punto di riferimento. Riescono a dimostrarti che sei importante per loro. Ovviamente ho avuto anche la fortuna di avere ragazze che comprendevano il futsal e lo sapevano mettere in pratica.

come hai deciso di diventare allenatore?

Ero un giocatore di livello regionale. Ho iniziato prendendo il patentino a 25 anni ed ho allenato per la prima volta una squadra femminile nel torneo sperimentale regionale. 

Nel 2004 allenavo, studiavo all’Università di Roma e facevo il lavoro da rappresentante. Ebbi un incidente mentre lavoravo come rappresentante e quando mi ripresi dal trauma decisi di intraprendere (forse in maniera incosciente) questa carriera, che a dire il vero è molto precaria e per la quale occorre grande passione per continuare.

In cosa sta la passione per un allenatore?

La grande passione sta anche nel mantenere un cammino di crescita individuale cercando di continuare a formarsi. Non penso sia sufficiente partecipare ai corsi federali che gettano solo le basi, occorre muoversi e partecipare ad incontri con altri allenatori per rimanere sempre informato. Un ottimo strumento può essere anche il portale di Futsal Way, dove 250 allenatori si confrontano guardando insieme gli esercizi e proponendo varianti. Trovo giusto che un allenatore debba approfondire il proprio cammino basandosi sul proprio stile di gioco, mentre degli stage istituzionali rischiano di diventare troppo “standard” e farti perdere la personalizzazione del gioco

quali sono gli elementi essenziali dei tuoi allenamenti?

Io credo molto negli allenamenti individuali. Se un giocatore riesce a diventare completo sia nelle caratteristiche di attacco che in quelle difensive la tattica di squadra diventa solo un corollario.

Un aspetto che spesso viene trascurato dagli allenatori è di fornire un corretto peso cognitivo emozionale agli esercizi.

Quali skill deve acquisire un allenatore?

L’allenatore deve saper manipolare gli allenamenti per adattarli ai problemi che i giocatori saranno chiamati a risolvere durante la partita che stiamo preparando. Sono quindi contrario a mostrare video ai miei giocatori, ma sono io che dalla analisi dei video devo tradurli in allenamento ricreando le situazioni che si troveranno ad affrontare. Vedo l’atto di mostrare immagini come una scusa per scaricare l’allenatore da certe responsabilità. Inoltre se un allenatore è un bravo comunicatore, può esprimere meglio in allenamento quanto in molti cercano di vedere in amichevole.

Quale può essere un errore da parte di un allenatore?

Molti allenatori cercano proporre esercizi complicati, ma io dico di essere prudenti perché il rischio è che le regole che tu dai possano spostare l’attenzione sulle regole e non affrontino adeguatamente le problematicità della partita che stai preparando. In questa capacità di manipolare i contesti sta la bravura dell’allenatore.

Un elemento che mi piace molto è allenare il corretto uso del portiere di movimento e come difenderlo. Mi piace utilizzarlo anche in altri contesti oltre che nel classico ultimo minuto.

una curiosità: perchè fa i time out da seduto?

Se guardate le partite di basket tutti i time out vengono fatti da seduto. Questa posizione aiuta a ristabilire la calma che è fondamentale nel momento in cui decidi di spezzare l’azione. Per i bambini è molto efficace comunicare con loro da seduto per riportare tutto alla loro altezza.

Parlando di bambini, cosa pensa del futsal giovanile?

Secondo me in Italia abbiamo principalmente 2 problemi:

Il primo, dal mio punto di vista mancano dirigenti formati per avere 6-7 gruppi di bambini di età diverse e che sappiano scegliere i formatori adatti.

Il secondo, mancano formatori all’altezza, perché facendolo magari come secondo lavoro spesso non si cura la formazione personale per riuscire a trasmettere dei contenuti adeguati, sia a livello sportivo che individuale.

Il futsal giovanile avrebbe molta più approvazione rispetto al calcio da parte dei genitori essendo uno sport indoor.

Lara D’Amato

LARA D’AMATO

Conosciuta a Bagnolo per aver partecipato a 2 allenamenti durante gli stage 3 anni fa, prima di andare a Porto San Giorgio ed in seguito a Salerno.

cosa fa lara in questo periodo?

Continuo ad allenarmi anche da casa, soprattutto cardio… poi ho una cyclette…

Quali squadre hai visto meglio nel tuo campionato?

Sicuramente Città di Falconara. Poi sicuramente Salinis e Montesilvano. Ovviamente il Kick Off è sempre a lottare tra le prime.

Qual è il gol che porti più nel cuore?

Il gol in nazionale (slovena) contro la Slovacchia.

qual è stata la delusione più grande?

Iniziare a giocare per la nazionale italiana di calcio a 11, ma di non essere più riconvocata dopo un infortunio.

quale squadra ti è rimasta nel cuore?

Sicuramente Manfredonia nonostante che sia fallita, abbiamo fatto un grande campionato ed avremmo potuto vincere… poi la squadra si è disfatta nella seconda metà del campionato.

la tifoseria più calda?

La tifoseria più calda è sicuramente stata quella di Noci contro di noi

Come hai iniziato?

A 6 anni convocarono il mio fratello gemello in una squadra e dato che sino a quel momento facevamo tutto insieme mi sentii esclusa. Così convinsi i miei genitori a mandarmi con lui. Trovo molto importante che il tipo di attività fisica debba essere scelta e non imposta. Oggi esistono tante scuole calcio solo femminili, ma allora era una cosa molto particolare vedere una ragazzina di 6 anni giocare.

Hai un rituale scaramantico?

Bacio i parastinchi. Su uno c’è scritto Teddy, il nome del mio orsachiotto.

Quali pensi che siano le migliori giocatrici del tuo campinato?

Italiana: Arianna Pomposelli del Kick Off

Straniere: Tati del Salinis e Guti del Falconara

Come vedi il calcio a 5 femminile in Emilia Romagna?

Meno organizzato rispetto a Veneto od al Sud.

Prossimi obiettivi?

Continuare a giocare in nazionale ed in serie A…. magari concludere la carriera a Bagnolo, perché tutto può succedere!!! 🙂

La tecnica ad uncino

Gestire la palla con la tecnica ad uncino permette ai giocatori di trovare spazio cambiando velocemente direzione senza perdere il controllo della palla. 

Con un po di esercizio questa è un’abilità abbastanza semplice e molto buona per i nostri ragazzi. La difficoltà sta nel coordinarsi e nel girarsi il più velocemente possibile.

Quando l’attaccante vuole liberarsi del difensore verso la porta avversaria può fingere di colpire e poi invece aggancia la palla ad uncino e cambia direzione accelerando la corsa. Funziona bene quando i giocatori corrono verso la porta avversaria oppure sulla fascia e devono superare un giocatore che corre di fianco a loro.

E’ necessario sottolineare ai ragazzi che l’attaccante deve mantenere il proprio corpo tra il difensore e la palla ed utilizzare il braccio per tenere a distanza il difensore.

L’esercizio che segue mostra come questa tecnica ad uncino può essere usata in  qualsiasi situazione con difensori provenienti da diverse angolazioni.

tecnica ad uncino


Numeriamo le posizioni dei giocatori da uno a cinque. Il mister passa la palla al giocatore in centro (attaccante) e chiama il numero del difensore che deve andare a contrastarlo.

L’attaccante deve liberarsi del difensore e provare a segnare. Il difensore si scambia con l’attaccante ogni volta in modo da ruotare i giocatori che restano in centro. Se l’attaccante si libera del difensore con la tecnica ad uncino si raddoppiano i punti in caso di goal. Alla fine del turno il vincitore è il giocatore con più punti.

Superare il difensore

Esercizio per attaccanti e per difensori che abbiamo già provato tutti in campo. Nella progressione dell’esercizio ho inserito come variante una situazione di gioco dove i ragazzi pur continuando a dover superare il difensore in un 1 contro 1 continuo giocano di squadra.  

Superare il difensore

All’inizio dell’esercizio In un area di campo delimitato tutti i giocatori sono in coppia con una palla. Un giocatore per ogni coppia cerca di mantenere il possesso. Per vincere un punto devono dribblare l’avversario.

Ci son tanti modi per affrontare l’ 1 contro 1 e il dribbling. In questo caso vorrei che i giocatori in possesso di palla arrivassero davanti al difensore rallentando la corsa e utilizzando le finte di corpo tentassero di superarlo usando le braccia per mantenersi in’equilibrio e per ingannare il difensore.

Testa alta, ginocchia piegate e baricentro basso in modo da sfruttare i tempi giusti per effettuare il dribbling sull’avversario.
Se l’attaccante perde la palla, il difensore vince un punto altrimenti il punto va all’attaccante.

Dopo un minuto circa di esercizio conviene cambiare ruolo e vedere in nei due ruoli qual è il giocatore che ha totalizzato più punti.

Superare il difensore

Un successivo sviluppo lo si ha con entrambe le squadre che iniziano su entrambi i lati della porta. Il mister si trova centralmente all’estremità opposta e passa nell’area di gioco. A quel punto, un giocatore di ogni squadra corre e cerca di ottenere il possesso. Chi vince il possesso prova a battere l’altro giocatore e a tirare in porta.

Ogni giocatore ha 10 secondi dal possesso vincente per segnare. Se il difensore vince il possesso, prova a segnare a sua volta..

Superare il difensore

In una successiva situazione di gioco giochiamo un 4 contro 4 (squadra A contro squadra B all’interno del campo). La terza squadra (squadra C) fornisce supporto di passaggio in due tocchi ai giocatori in possesso.

Pur giocando a squadre ogni giocatore ha un pallone e ci sono in campo 4 situazioni di 1 contro 1.

I goal possono essere segnati solo quando i giocatori in possesso riescono a superare il difensore. Se il difensore vince il possesso, i ruoli vengono immediatamente invertiti e la squadra del difensore può segnare diventando attaccante.

Dopo ogni goal la palla rimane in rete l’attaccante e il difensore che diventano liberi di ricevere passaggi e supportare i compagni di squadra.

I giocatori della squadra esterna (squadra C) possono passare a qualsiasi membro della squadra da cui ricevono la palla. Una volta che tutte le palle sono in rete (usa una quinta palla se il punteggio è pari), la squadra con il maggior numero di goal cambia ruolo con C per ripetere l’esercitazione.

Dopo che tutte le squadre hanno giocato tra di loro chi ha fatto più punti sarà il vincitore.

ANDREA CERATI – La mia prima esperienza nel calcio femminile

Ciao a tutti. Oggi parliamo di calcio femminile in compagnia di un nostro amico allenatore, Andrea Cerati, alla sua prima esperienza alla guida delle ragazze Under 17  del Parma Calcio 1913.ANDREA CERATI

45 anni,  lavora come Responsabile Area Vendite Italia in una azienda multinazionale per la produzione di macchine e tecnologie per il controllo qualità nell’industria food e pharma; è allenatore dal 2008.

Ha ottenuto le qualifica di Istruttore CONI-FIGC  e Allenatore Dilettante e Istruttore UEFA B.

Ciao Andrea, benvenuto.  Per cominciare, raccontaci qualcosa su di te!

(domanda ironica) Anche le donne quindi possono praticare calcio?

“Le donne non possono, per svariati motivi, praticare questo sport da maschi”.

Partendo da questo grande e assurdo preconcetto, nel 2015 ho frequentato il corso da istruttore base UEFA B, nel quale ho imparato che il confronto e la curiosità sono alla base della crescita di ogni istruttore ed allenatore.

E’ stata proprio la curiosità di scoprire una parte del calcio a me conosciuta, quello del calcio femminile, che in alcune lezioni tenute dall’istruttrice del Settore Tecnico della F.I.G.C. Milena Bertolini (attuale C.T. della squadra Nazionale di Calcio Femminile Italiana) ho potuto approfondire e scoprire questo “mondo” a me totalmente sconosciuto o forse meglio dire, ignorato.

Una slide in particolare, durante e lezioni in alula, mi colpì fortemente tanto da fotografarla e conservarla nella galleria delle fotografie a me più care. La dichiarazione di una delle calciatrice americane più talentuose e famose nel mondo, Alex Morgan: “Non è importante che lo si chiami calcio, football, soccer, questo gioco unisce le persone ed è l’unica cosa che importa”.

Ho iniziato a pensare e che lo sport è perseguire una passione, quindi, non è così strano che una donna intraprenda questa attività sportiva ed insegua i suoi sogni. 

Come e perché sei arrivato ad allenare una quadra di calcio femminile?

Dopo anni di esperienza come istruttore nel calcio dilettantistico in tutte le categorie giovanili, ho sentito il desiderio di cercare nuovi stimoli e di scoprire nei dettagli il calcio praticato dalle donne.ANDREA CERATI

Ho iniziato a seguire gli allenamenti e partite di mister Milena Bertolini (allora allenatrice della squadra di seria A Brescia Calcio Femminile), scoprendo un gruppo di ragazze con un elevato aspetto motivazionale, una vera squadra. Non è certo un caso che la qualità di quella squadra fosse proprio nelle giocatrici che la componevano (Barbara Bonansea, Cristiana Girelli, Sara Gama, Valentina Giacinti, Daniela Sabatino,Martina Rosucci ecc.) e che oggi, con altre maglie, continuano a scendere in campo con sui campi della serie A Femminile, della Champions League e con la maglia della nazionale Italiana.

In questa stagione hai ricoperto il ruolo di allenatore della squadra Under 17 al Parma Calcio 1913.

Ci parli di questa esperienza?

E’ stato un onore ed un privilegio avere l’opportunità di allenare in una società professionistica per di più quella della mia città.

E’ stata per me l’occasione per confrontarmi con tecnici ed istruttori molto preparati e di condividere e criticare i pensieri e le mie metodologie di allenamento e gioco del calcio.

Allenare una squadra di ragazze è stata per me una nuova, positiva e stimolante esperienza dove ho acquisito anche un nuovo modo di rapportarmi, organizzare e dirigere l’allenamento.

Nello svolgimento delle sedute di allenamento emergeva evidente come nelle donne fosse più elevato, rispetto agli uomini, la determinazione nell’affrontare un’esercitazione tecnica evidenziando una maggiore propensione al lavoro ed una maggiore capacità di attenzione e di analisi. Durante la seduta si percepiva inoltre uno stile comportamentale collaborativo piuttosto che competitivo che dava alla seduta di allenamento uno spirito di squadra davvero importante.

ANDREA CERATI

Questo aspetto è stato per me fondamentale per strutturare ed organizzare un lavoro di campo fortemente sbilanciato sull’aspetto tecnico individuale e successivamente sui reparti. Negli obbiettivi condivisi con la Direzione Sportiva c’era come primario obiettivo la crescita della squadra (nata proprio in questa stagione ed inserita tra le categorie under 15 ed under 19) nel senso più globale del termine.

La raccolta dei report post seduta di allenamento e di ogni singola partita (fino alla fine di febbraio 2020 causa sospensione delle attività per motivi legati alla diffusione del COVID-19) ci hanno confermato che il percorso di crescita individuale e di squadra è stato crescente e positivo.

Quali sono le differenze di metodologia di allenamento di una squadra femminile rispetto una squadra maschile?

Nel rispetto delle linee guida tecniche di metodologia di allenamento che la società Parma Calcio 1913 mi ha fornito, prima di stabilire il programma di allenamento, insieme al mio staff, abbiamo dovuto necessariamente considerare il materiale umano e tecnico che avevamo a disposizione.ANDREA CERATI

Pur rispettando alcune idee di gioco e principi tattici a me particolarmente cari, abbiamo basato le sedute di allenamento su una prima parte di attivazione tecnica e su esercitazioni finalizzate alla prevenzione degli infortuni per poi lavorare su un blocco tecnico individuale utilizzando prevalentemente il pallone e agendo su aspetti di coordinazione e per ultimo inserendo anche elementi tecnici e situazionali alla ricerca della miglior collaborazione tra i reparti, cercando sempre il coinvolgimento massimo delle ragazze attraverso stimoli e obbiettivi ambiziosi, ma raggiungibili.

Ho riscontrato che la differenza tra la donna giocatrice e l’uomo è sulla velocità e sulla forza funzionale, quindi principalmente sotto l’aspetto fisico. A livello tattico, molte volte, ho notato la superiorità della donna, l’intelligenza tattica calcistica non dipende dal genere. Negli allenamenti basati sulla tecnica e tattica tra uomo e donna non c’è differenza, anzi alcune volte la donna riesce a raggiungere la perfezione sui gesti tecnici più dell’uomo.

L’obbiettivo è di formare giocatrici pensanti, che siano in grado di prendere decisioni sul campo, di guidare una squadra, di rialzarsi dalle eventuali cadute. Stiamo formando giocatrici del futuro in un calcio sempre più complesso (non difficile, complesso) e veloce, che richiede la presa di decisioni rapidissime e di prendersi delle responsabilità, di rischiare.

Ma non solo… stiamo formando ragazze, future donne, che avranno un posto nella società.

 Ci sono allenatori professionistici e dilettantistici che apprezzi e stimi particolarmente?

Ho avuto la possibilità di frequentare diversi clinic di aggiornamento tecnico e tattico con tecnici professionistici nazionali ed internazionali nei quali ho apprezzato particolarmente la figura di mister Eusebio Di Francesco sia per la qualità dei temi trattati, sia per la chiarezza delle spiegazioni tecniche e non per ultimo per la semplicità ed umiltà della persona. ANDREA CERATIAltri allenatori che apprezzo particolarmente sono mister Claudio Gabetta (allenatore Under 17 maschile del Parma Calcio 1913) le cui metodologie di allenamento sono davvero molto interessanti, mister Matteo Mazzoli (vice allenatore under 15 maschile Parma Calcio 1913) amico ed allenatore di grandi qualità tecniche ed umane e mister Giuliano Cudia (allenatore Under 15 Elite U.S. Montebello) istruttore di grandi valori con il quale ho iniziato l’esperienza di allenatore e per il quale nutro profonda stima.

Grazie ad Andrea Cerati per la disponibilità, e in bocca al lupo per questa tua bellissima esperienza! 

Grazie a voi per l’opportunità e crepi il lupo!  Concedetemi un ultimo messaggio: in queste settimane medici, infermieri e tutte le persone impegnate in ambito sanitario, stanno facendo un lavoro enorme;  abbiamo il dovere di aiutarli evitando che il contagio aumenti e diminuisca il pericolo per le fasce più deboli e delicate di salute.
Un messaggio a tutti ed in particolar modo alle persone di sport: chi pratica sport rispetta sempre le regole, per questi motivi rispettiamo le istruzioni che ci danno, dopo il “picco” arriverà la discesa e allora il dopo sarà bellissimo. La normalità della vita quotidiana, un abbraccio, lo stare insieme, il piacere di andare a calciare un pallone o più semplicemente a vedere con un amico una partita di calcio allo stadio.
Restiamo a casa, andrà tutto bene.

Passaggio ad effetto con interno piede

Far ruotare la palla per un passaggio ad effetto o in tiro usando l’interno del piede può essere molto utile per un calciatore sia per superare gli avversari in campo che per mettere in difficoltà il portiere con un tiro in porta.

Passaggio ad effetto

Se un giocatore si utilizza il piede destro e deve far girare la palla da destra a sinistra deve per poter calciare avvicinare il piede sinistro alla palla restando leggermente dietro ad essa e colpire la palla a destra del centro usando la parte interna vicino all’alluce del piede destro.

Se si colpirà la palla nella parte inferiore al centro (sempre restando a destra del centro) si riuscirà anche a sollevarla. Ovviamente il tutto funziona specularmente per il piede sinistro.

Passaggio ad effetto

L’esercizio prevede che i giocatori facciano a turno a passarsi la palla da una parte all’altra del campo (20 metri circa) facendogli compiere una curva nella traiettoria in modo da far passare la palla attraverso i pali. I giocatori devono esercitarsi usando entrambi i piedi.

Un successivo sviluppo può essere quello di rimuovere i paletti e spostare un giocatore da ciascuna estremità del campo al centro.

Passaggio ad effetto

Il giocatore fuori dal campo effettua un passaggio al giocatore al centro che gli fa da sponda per colpire la palla sul passaggio di ritorno verso il giocatore all’estremità opposta. L’esercizio si ripete dalla parte opposta.

E’ necessario indicare al giocatore che gioca in centro di ripassare la palla esattamente diritta davanti a lui in modo da non allargare il giocatore che deve effettuare per superarlo un passaggio ad effetto.

Con le annate più grandi si può prevedere che il giocatore al cento dopo aver effettuato la sponda vada a fare una leggera pressione al giocatore che deve effettuare il passaggio ad effetto.

Per calarci nella situazione di gioco durante la partitella (meglio dividere la squadra in più squadre ed effettuare partitelle con pochi ragazzi per squadra) è necessario incoraggiare i giocatori a passare la palla (o a tirare) facendo superando gli avversari con colpi ad effetto.

Assegna 2 punti per i passaggi ad effetto e 3 punti per i goal segnati in questo modo mentre i goal normali varranno sempre 1 punto. .Ovviamente vince la squadra che segna più gol / punti.