RNP: Una storia lunga 10 anni + 2

Pubblicato da Ragazze nel Pallone su Martedì 14 gennaio 2020
ragazze nel pallone…

Se si parla di calcio femminile, non si può non parlare del torneo Ragazze nel Pallone di Padova! Uno dei tornei più popolari della penisola, che lega il gioco del calcio a tematiche sociali di attualità. Quest’anno si svolgerà in versione ridotta per esigenze legate all’epidemia Covid presso il Centro Sportivo GAIA di Limena.

RNP / Documentario

Ragazze nel Pallone è molto più di un torneo.Il documentario, a cura di A Qualcuna Piace il Calcio, da spazio alle atlete che partecipano a #RagazzeNelPallone e all'energia dello staff coinvolto nell'organizzazione di questo evento arrivato quest'anno alla 9ᵃ edizione.#RNP17 #FeelTheWave #RNP16 #ViviLaTuaSfida #AQualcunaPiaceIlCalcio #sisters #sistersinthespace Sisters #SportFemminile #Soccer #Rugby #Basket #Volley #Padova #Italy #equalplayingfield #mymountain #WePlayStrong We Play StrongImmagini drone: Digitalmovie.it

Pubblicato da Ragazze nel Pallone su Martedì 20 giugno 2017
COME NASCE

Il torneo nasce dall’idea di 4 amiche che vollero organizzare un torneo diverso dai soliti eventi sportivi organizzati dagli UOMINI per rispondere alle esigenze maschili, dove il genere femminile sino a quel momento faticava a trovare la propria identità.

Il primo obiettivo era quindi avere un torneo a dimensione di donna,  per poter dare spazio e valore allo sport femminile in ogni sua forma.

 

come si sente una donna che pratica sport?

Per come si configura la nostra società, le donne devono sempre lavorare il doppio rispetto agli uomini per veder valorizzato il proprio impegno o semplicemente per guadagnare una propria visibilità contro coloro che fanno di tutto per togliergliela. Come dicevano i filosofi greci: “Non puoi immaginare ciò che non ha un nome!”. Per troppo tempo la società ha speso energie per togliere alle donne il nome di “atlete” cercando di segregarle tra le mura domestiche. 

Per approfondire il discorso sulle origini del calcio femminile, consiglio la lettura del libro: “Quando le ballerine danzavano col pallone”

RNP nasce per stravolgere l’idea preconcetta di ciò che le donne possono o non possono fare.

Al tempo del fascismo, furono divulgate false ricerche medico-scientifiche a prova del fatto che il gioco del calcio fosse deleterio per il corpo femminile, al fine di poter imporre il proibizionismo sulla pratica di questo sport. Un pensiero falso, pilotato per anni, che ancora domina l’opinione pubblica.

L’evento, quindi, trova la sua forza nello smentire i pregiudizi di genere, essendo uno dei tornei con il maggior numero di adesioni da parte delle calciatrici e completamente gestito da giovani ragazze!!! Prova conclamata del fatto che le donne sono sia abili che indipendenti in materia di sport.

un weekend di festa dello sport…

Il weekend è una vera festa dello sport femminile, dove assieme al calcio trovano posto il basket, il rugby, beach volley, frisbee, arrampicata… tutte discipline tristemente preda dello stereotipo denigratorio maschilista.

e di intrattenimento…

Non mancano gli eventi musicali alla sera, come non mancano mai ospiti eccezionali che raccontano la propria vita e le proprie esperienze nello sport femminile. 

si inserisce nel PROGETTO EQUALITY SPORT CAMP

Il progetto Step Up Equality (SUE) è un progetto triennale finanziato dalla Commissione europea, a partire da gennaio 2019 e fino a dicembre 2021.
L’obiettivo principale di questa proposta è promuovere l’uguaglianza di genere e sfidare la discriminazione basata sul genere nello sport di base in tutta Europa, attraverso la cooperazione e lo scambio di migliori pratiche e competenze tra diversi sport.

In definitiva, l’obiettivo principale del progetto è quello di spingere per il necessario verso uno sport equo e più inclusivo.

Dice Luisa Rizzitelli di Assist: non sono affatto tutte dilettanti come lo sport italiano obbligatoriamente le inquadra. Sono tante le professioniste e quindi le lavoratrici che, come tali, meritano diritti e tutele. Ora c'è un fondo che le sostiene se decidono di avere un figlio e per noi di Assist è una vittoria immensa. Ma deve essere solo l'inizio per i diritti negati alle donne che fanno grande lo sport italiano. Abbiamo atteso anche troppo…#fondomaternitàatlete#ragazzenelpallone #rnp20#sportitaliano #sportfemminile#tutelaatlete

Pubblicato da Ragazze nel Pallone su Giovedì 24 ottobre 2019
Il progetto avrà 5 obiettivi specifici:
  1. Rafforzare le competenze specifiche delle donne attualmente attive all’interno delle organizzazioni sportive di base per navigare e sfidare le norme e le strutture esistenti e aumentare la loro influenza e presenza come allenatori, allenatori e dirigenti, nonché la loro visibilità e adeguata copertura nei media.
  2. Aumentare la consapevolezza e l’integrazione della parità di genere nello sport, diffondendo esempi di leadership femminile nello sport e riducendo gli stereotipi di genere e altre barriere che escludono le donne dai ruoli di leadership, producendo impatto e cambiamento dal livello di base.
  3. Promuovere iniziative ed eventi sportivi pubblici per aumentare le opportunità di coinvolgimento in attività sportive di donne appartenenti a gruppi svantaggiati, promuovendo uno scambio di abilità, esperienze e ispirazione tra donne nello sport.
  4. Preparare, testare e promuovere un sistema europeo per denunciare la discriminazione di genere nello sport di base.
  5. Aumentare il collegamento in rete e la cooperazione tra donne nelle posizioni di coaching e di leadership di sport tradizionali (ad esempio calcio e pallavolo) e sport emergenti (ad esempio roller derby) in Europa.

3/4 /5 luglio a @ragazzenelpallone torna il #soccerfreestyle ma con alcune importanti novità!!!Le scopriremo da domani sul sito di #Rnp20 💣Curiose?Thanks: #womensoccerskills………#ragazzenelpallone #calciofreestyle #soccer #training #soccergirl #freestyler #champion

Pubblicato da Ragazze nel Pallone su Domenica 2 febbraio 2020

Il progetto collaborerà con RNP 2020 ospitando il “SUE – Equality Sport Camp”, un evento di 2 giorni che include tornei sportivi e mostre, musica, seminari e incontri di tavole rotonde aperte in cui squadre internazionali che rappresentano atleti, allenatori e manager di diversi sport dal partner del progetto paesi, per aumentare il collegamento in rete e lo scambio di buone pratiche con tutti i partecipanti di RNP:

mettere in contatto le persone per scambiare contatti, esperienze, abilità e attività durante il progetto e oltre.

Il progetto Step Up Equality è coordinato da Girls in Sport e riunisce i seguenti sette partner di sei Paesi:

Girls in Sport
Gea Coop Sociale
Women Win
Associazione Nazionale Atlete (Assist)
– Stowarzyszenie na Rzecz Demokracji W Sporcie – Association Democracy in Sport
Discover Football
Fare network

Il progetto è finanziato dalla Commissione europea, programma Erasmus+ Sport 2018.

Insomma, ci sono un sacco di ottime ragioni per partecipare, se non quest’anno, l’anno prossimo!

Controllo della palla

Una delle cose che rende molto abile un calciatore è la possibilità di cambiare rapidamente piede mantenendo il controllo della palla. Questo esercizio aiuta i giocatori a  muovere rapidamente la palla avanti e indietro tra i piede sinistro e destro in un slalom con tiro finale.

Controllo della palla

Il primo giocatore ad esempio parte e affronta i coni spingendo la palla in avanti tra i primi due coni. Con il piede destro si spinge la palla in avanti e con il piede sinistro si ferma la palla e la si riporta indietro sul piede destro. Si esegue questo movimento per ogni cono in modo da lavorare sia sulla transizione tra piede destro e sinistro che sul controllo della palla.

Dopo il quarto cono nello spazio tra le due file di coni si eseguono dei tocchi laterali sulla parte superiore della palla fino a raggiungere la fila successiva. Poi si continua a svolgere la stessa sequenza fino a raggiungere la fine della linea di coni. Quando arrivi alla fine della linea di coni, si fa un rapido tocco in avanti e si fa un tiro in porta.

I ragazzi eseguono in sequenza lo svolgimento dell’esercizio mantenendo una giusta distanza l’uno dall’altro.

Gli esercizi che si possono svolgere sono molti. A seguire un video di Ivan Zauli sul controllo della palla con esercizi che si possono far fare ai ragazzi nella sequenza dei coni visti prima.

In una partita capita di stoppare e avanzare col pallone in modi spesso diversi, a seconda della velocità della palla, del livello e delle caratteristiche degli avversari, della condizione del terreno di gioco.

Praticare con cura e attenzione questi esercizi aiuta a migliorare la coordinazione e il controllo della palla ed affrontare le situazioni che possono capitare in partita. E’ necessario che i ragazzi si esercitino molto sulla tecnica individuale.

Durante il lockdown gli esercizi di tecnica individuale fatti vedere ai ragazzi tramite video sono stati tanti. Il recuperare i video fatti da loro  e curare con ogni ragazzo gli errori e i possibili miglioramenti potrebbe essere un buon modo per preparare la sessione di allenamento e renderla efficace su ogni ragazzo.

Se invece non disponiamo di video precedenti potremmo svolgere l’allenamento e filmare i ragazzi nell’allenamento per poter poi affrontare successivamente con ognuno le possibili correzioni. L’importante è che il controllo della palla avvenga nel migliore dei modi tramite le possibilità che abbiamo a disposizione: esecuzione frontale ai ragazzi, video, esercizi spiegando la finalità e il valore aggiunto di avere una buona tecnica individuale del controllo della palla durante la partita.

Come iniziare gli allenamenti?

A tutt’oggi non si riesce ancora a definire quando saremo tutti fuori da questo strano modo di vivere con il covid e un suo pericoloso ritorno ma stiamo pianificando la prossima stagione e devo chiedermi come iniziare gli allenamenti… cosa devo fare e cosa devo aggiornare per tenere conto delle nuove disposizioni.

I ragazzi non arrivano mai tutti insieme ma scaglionati e questo è il primo problema da risolvere. Sanificazione obbligatoria all’entrata del campo con postazione fissa e cartelli in modo che il ragazzo sia guidato a mettersi in sicurezza.

Dopodiché i ragazzi entreranno in campo. Ovviamente a seconda dell’età e delle esigenze diverse l’esercizio di inizio allenamento potrà essere diverso ma l’obiettivo del riscaldamento è sempre quello di divertirsi e di “scaldare” i muscoli.

L’esercizio deve anche tenere conto che quando arrivano i ritardatari devono poter unirsi agli altri giocatori senza stravolgere l’impianto iniziale.

Importante pensare a dei giochi semplici e renderli fruibili secondo le nuove norme. Per i più piccoli pensavo al gioco dello scalpo fatto a coppie o a 3 giocatori per postazione. I ragazzi si divertono e man mano che arrivano si possono aggiungere senza problema.

I più grandi invece possono giocare in postazioni predisposte ad un altro gioco che si chiama raccogli il cono.

Come iniziare gli allenamenti

Iniziano i tre giocatori accanto ai bastoncini di allenamento e durante la chiamata del mister o di un altro giocatore devono raccogliere i coni uno per uno e metterli in cima al loro palo di allenamento nell’esatta sequenza di colori chiamata . Il primo a ottenere i quattro coni vince.
Più coni mettiamo più aumenta la difficoltà dei giocatori sia per la memoria che per la ricerca.

Dopo averli fatti correre, ricordargli di bere dalle loro borracce intanto che gli si spiega rapidamente il prossimo riscaldamento che li preparerà per la sessione che si vuole allenare. Ognuno con il suo pallone lavorerà sull’obiettivo su cui vogliamo approfondire.

All’interno del sito puoi trovare molti riferimenti ad esercizi relativi alla pressione , al possesso palla, ecc. in modo da far lavorare i ragazzi in modo cognitivo e divertente.

Oggi ci siamo concentrati su come iniziare gli allenamenti prendendo in esame due esercizi di riscaldamento senza palla conosciuti e divertenti che ci permettono di aspettare tutti i ragazzi e di incominciare a lavorare sulla muscolatura e sulle abilità di base.

Il compito che ci diamo e quindi quello di trovare e riaggiornare esercizi utili e divertenti da usare come riscaldamento di inizio allenamento rendendoli divisibili in stazioni con un numero massimo di 5 o 6 ragazzi.

Sul sito ci sono già diversi riferimenti di esercizi su come iniziare gli allenamenti da consultare che verranno arricchiti nelle prossime settimane da altri esercizi. Se siete interessati a questo argomento e volete ricevere questo tipo di esercizi o avete vostri esercizi che volete pubblicare scrivete una mail a paolo@ilmisterone.com.

Alla prossima

Calcio femminile verso il professionismo?

Scambio culturale con l’Argentina

L’altro giorno mi ha chiamato Yamila dell’associazione argentina Género, Deporte y Comunicación , che si occupa di parlare della parità di genere nello sport in Argentina, chiedendomi chiarimenti sul fatto che il calcio femminile in Italia fosse diventato sport professionistico.

Ho risposto che la situazione è un po’ diversa. ..

Durante l’intervista ho potuto constatare che, nonostante le nostre nazioni siano separate dall’Atlantico, il mondo del calcio femminile vive le stesse dinamiche in entrambi i paesi. Prendo a testimonianza di questo fatto l’intervista a Macarena Sánchez (la prima calciatrice professionista in Argentina):

Macarena Sánchez en exclusiva para Fémina Fútbol

#Entrevista | Macarena Sánchez llegó a Colombia para compartir su experiencia como futbolista en la Cumbre Novo Fútbol que se realizó en Bogotá. Habló en exclusiva para Fémina Fútbol y dio sus puntos de vista con relación a la profesionalización del fútbol femenino argentino y la participación de su país en Francia 2019. ¡Imperdible!

Pubblicato da Fémina Fútbol su Sabato 18 maggio 2019

In Argentina, solo poche giocatrici possono ottenere un contratto professionistico nei club più importanti, ma per la quasi totalità delle ragazze il calcio rimane uno sport amatoriale. Macarena in prima persona si batterà perché le donne possano avere un posto da professioniste sia come giocatrici che come dirigenti.

cosa è successo prima delle vacanze di Natale?

In Italia, il governo ha intenzione di pagare i contributi per stipendi (tetto massimo 30.000 euro lordi annui) per tutte quelle giocatrici a cui verrà sottoscritto un contratto da professionista.

Non si parla però di salario minimo.

Giusto per fare un paragone, la cifra sopra citata è molto simile al salario minimo previsto per un calciatore professionista maschio over 24. 

Purtroppo questa legge genera più caos che possibilità concrete, in quanto il passaggio al professionismo per il calcio femminile viene demandato alla Federazione, la quale per ora non è intenzionata a cambiare nulla e di conseguenza lascia totale libertà ai club di sottoscrivere dei contratti a propria discrezione.

Al momento quindi il rischio è che vi siano grandi disparità di trattamento tra una giocatrice e l’altra, se non si definiscono regole sull’equità di trattamento.

Una cosa che vorrei che fosse chiara, però, è che come ordine di grandezza il budget annuale di tante società delle serie inferiori regionali si avvicina allo stipendio di una singola giocatrice di questo livello.

Solo una piccolissima percentuale di società è quindi interessata realmente a questo discorso.

A mio parere, il professionismo, oltre che alle giocatrici andrebbe ampliato all’intero staff cercando di eliminare il lavoro precario. 

Ovviamente poi è importante salvaguardare la dignità del lavoro svolto anche dalle squadre che vogliono rimanere dilettantistiche, che sono spesso il trampolino di lancio per tutte quelle giocatrici che hanno avuto uno sviluppo sportivo “lento” e che sarebbero state scartate dalle squadre più blasonate.

L’interesse ad avere un calcio dilettantistico di alto livello si ripercuote sicuramente anche sulle squadre di Serie A, che in caso di bisogno possono andare a pescare giocatrici già “pronte” anche dalle serie minori.

Il professionismo deve poter tener conto anche di un ciclo continuo di risorse.

A Lady Radio si parla dell'emendamento sulla "promozione" del professionismo

Lady Radio – Giulia Ferrandi Intervista Walter Pettinati che ci spiega l'emendamento colabrodo proposto da AIC e dall'attuale Governo

Pubblicato da Calciodonne – Calcio Femminile su Martedì 17 dicembre 2019
cosa significa essere calciatrice?

Essere giocatrice richiede molta più fatica rispetto ad un maschio in termini di accessibilità. Come dice Sara Gama è bello raggiungere dei risultati dopo aver speso tempo, impegno e sacrificio. Nella maggior parte dei casi, però, terminata l’università le ragazze non si possono più permettere di giocare a certi livelli perché per poter vivere devono andare a lavorare. A testimonianza riporto la video intervista di Giulia Orlandi.

Ora come ora?Ai sensi della legge 23 Marzo 1981 n. 91 che disciplina il professionismo sportivo, lo status di "Sportivo Professionista" diverso da quello di " Dilettante" è definito dalle singole Federazioni sportive nazionali, che DOVREBBERO osservare le direttive stabilite dal CONI, ad oggi il CONI non ha chiarito cosa distingue l'attività professionistica da quella dilettantistica e la mancanza di chiarimento ha determinato una grave discriminazione a danno delle DONNE.Ai sensi della legge 91 del 1981, NESSUNA DISCIPLINA FEMMINILE è qualificata come Professionistica, con pesanti ricadute in termini di TUTELE Sanitarie – Assicurative – Previdenziali nonché di trattamenti salariali adeguati all'effettiva attività svolta.Sussiste quindi l' IMPOSSIBILITÀ delle DONNE dello Sport ITALIANO di avere ACCESSO alla LEGGE 91 del 1981 sul Professionismo Sportivo ad OGGI CONCESSO SOLO ad alcune DISCIPLINE MASCHILI… To be continued..https://www.youtube.com/watch?v=PLD88QKru8E(elaborato dal Consiglio Comunale di Bergamo)#professionismo #dilettanti #donne #legge91del1981 #incampoxtutte #asdtuttiincampoxtutte #carriera #Diritti

Pubblicato da TUTTI in Campo per TUTTE ASD su Domenica 1 dicembre 2019

Sono sicuro che le brave atlete vadano sostenute e che gli si possa costruire una possibilità sia dentro che oltre lo sport, ma allo stesso tempo resto convinto che lo sviluppo del calcio femminile debba proseguire dal basso in maniera consistente per permettere all’eccellenza di godere di maggiore forza trainante! 

Per restare aggiornati sullo sviluppo dello sport femminile consiglio di seguire la pagina facebook dell’associazione Tutti in campo per tutte, sempre aggiornata sulle ultime novità.

spunti di riflessione

Personalmente credo che il professionismo non si misuri con lo stipendio delle atlete, quanto con il tipo di opportunità che una squadra riesce a creare, cercando di sempre di migliorare.

Vi lascio con alcune domande che ho raccolto da chi sta intraprendendo la strada verso il professionismo e che mi ripropongo di approfondire alcuni aspetti nei prossimi articoli:

  • Da quante persone è composto lo staff tecnico?
  • Hanno un ruolo specifico (preparatore dei portieri, preparatore atletico, primo allenatore)?
  • Hanno il patentino? Hanno studiato Scienze Motorie? 
  • Sono in grado di adattare gli allenamenti tecnici alle esigenze fisiche dei singoli giocatori (ed in base alla condizione attuale) al fine di prevenire infortuni?
  • Hanno fatto corsi da educatori o di coaching?
  • Esiste la figura dello psicologo? Come rispondono gli atleti allo stress?
  • Da quante persone è composto lo staff medico? Quanti fisioterapisti o massaggiatori? Quando sono presenti?
  • Gli allenatori delle giovanili hanno le stesse competenze degli allenatori della prima squadra? Hanno competenze specifiche per adattare gli allenamenti alla loro età?
  • Il carico di lavoro sugli atleti è adeguato? 
  • Sono persone in grado di educare al rispetto dei compagni, degli avversari, dei direttori di gara e dei luoghi dove si pratica lo sport? Anche se la voce più autorevole in capitolo è quella dei genitori, che spesso rovinano tutto dicendo “chi ha vinto?Quanti gol?”

Difendere 1 contro 1

Un fondamentale che dovrebbe essere sempre presente nei nostri allenamenti con le giovanili. Difendere 1 contro 1 significa sviluppare la comprensione e la tecnica per fare pressione all’avversario. 

Difendere 1 contro 1

Il primo esercizio vede il difensore che deve coprire il lato prediletto dell’attaccante che punta il difensore con il piede preferito. L’attaccante porta palla cambiando direzione a zig zag per una decina di metri e il difensore accompagna la conduzione palla tenendo sempre la posizione giusta.

Il difensore dovrà posizionare le gambe in modo che una sia più avanzata rispetto all’altra, il busto non piatto frontale ma quasi perpendicolare e il corpo a coprire la parte del piede dominante dell’avversario.

Difendere 1 contro 1

Il secondo esercizio prevede una conduzione diagonale dell’attaccante. Anche qui il difensore accompagna la conduzione. L’obiettivo del difensore e portare l’attaccante sul suo piede debole e tentare di variargli la direzione di corsa.

I bravi difensori devono saper aspettare e non devono tentare di vincere subito la palla. Se il difensore si avvicina all’attaccante rapidamente e gli toglie lo spazio, sposterai l’iniziativa all’attaccante che non saprà come fare scaricando all’indietro la palla.

Difendere 1 contro 1

Il terzo esercizio prevede che il difensore trasmetta la palla all’attaccante e corra fuori per difendersi. L’attaccante fintando il movimento deve provare a segnare in uno delle due porte. Dopo ogni attacco il giocatore ruota le posizioni.

Questi 3 semplici esercizi sul difendere 1 contro 1 possono avere molte varianti ma l’importante è che sottolineiamo sempre ai nostri ragazzi di lavorare sulle posizioni e sui tempi i intervento in modo da non essere saltati facilmente.

Dobbiamo sviluppare gli esercizi in modo che i ragazzi siano sempre motivati e ispirati a migliorarsi. Partiamo da situazioni id gioco e tentiamo di mettere i giocatori a proprio agio nell’affrontare queste situazioni e trovare una soluzione appropriata.

A mio avviso i giocatori di tutte le età e di tutti i livelli devono costantemente lavorare e sviluppare le proprie abilità sul difendere 1 contro 1.

Buon lavoro!

Calcio femminile giovanile: Intervista a Elisa Casellato dell’under 17 dell’Hellas Verona

Ripropongo questa intervista, presa dal canale Instagram dell’Hellas Verona Femminile, per far capire come vive una ragazza di 17 anni il calcio femminile. 

Ci teniamo a precisare che Elisa già vive una realtà dove esiste una categoria under 17 femminile, a differenza delle colleghe che l’hanno preceduta negli anni passati.

L’appello che mi sento di fare a tutte le società è di non vivere la presenza delle categorie femminili (anche giovanili) come un obbligo, ma come una possibilità di crescita.

Girarsi velocemente e tirare

Semplice esercizio per migliorare la resa dei tuoi giocatori nell’area di rigore. L’obiettivo per l’attaccante è ottenere un tiro veloce in porta e sorprendere il portiere.

Vediamo spesso come gli attaccanti si creino la possibilità di tirare dopo aver controllato la ricezione della palla con uno o due tocchi. Si vuole quindi allenare questa reazione veloce con lo scopo di sviluppare la capacità dei giocatori di mascherare le loro intenzioni al fine di girarsi e tirare.

Girarsi velocemente e tirare

I giocatori si dividono in due gruppi. Si serve palla all’attaccante che riceve la palla sul piede più lontano dai coni o dai manichini (lato sicuro). L’attaccante deve orientare la palla con un tocco (massimo due) portando la palla fuori dalla barriera e girarsi velocemente per tirare in porta. 

Si svolge l’esercizio sia a destra che a sinistra prendendo di volta in volta il posto dell’attaccante.

Sulla modalità di ricevere la palla in modo orientato il mister deve lavorare per far vedere ai ragazzi come prendere posizione e come decidere in anticipo cosa fare.

Nella spiegazione l’esercizio è abbastanza semplice ma poi quando lo si va ad eseguire molti ragazzi effettuano errori di posizione, ricezione ed orientamento della palla, tempi per il tiro, ecc.

Personalmente lo faccio fare spesso come fase di riscaldamento prepartita.

Palla in profondità

Esercizio che porta al tiro l’attaccante laterale dopo una combinazione palla avanti e indietro  tra centrocampo e attacco e palla in profondità per il tiro in porta.

Precisione nei passaggi, consapevolezza degli spazi e dei tempi, sono gli aspetti principali da sottolineare.  

Palla in profondità

Il giocatore 1 passa all’attaccante che imposta il centrocampista nero e va ad attaccare lo spazio verso la porta. Il centrocampista nero gioca quindi una palla nello spazio per far segnare il giocatore 1.

Immediatamente dopo la conclusione si sviluppa la stessa azione dall’altra parte con al stessa combinazione a centrocampo e l’attaccante nero che va al tiro su palla in profondità del centrocampista verde.

I due giocatori che hanno appena tirato prendono il posto degli attaccanti. In questo esercizio il mister può lavorare anche sul posizionamento dei portieri.

All’inizio dell’esercizio nel momento del primo passaggio dell’attaccante laterale il portiere deve essere avanzato tra l’area piccola e il dischetto del rigore leggermente spostato dalla parte del passaggio. Quando l’attaccante centrale riceve palla il portiere indietreggia e guadagna il centro della porta. Sul successivo passaggio indietro al centrocampista il portiere avanza e nel momento della palla in profondità decide se e come effettuare l’uscita.

Senza entrare nello specifico del preparatore dei portieri il mister può individuare se questo “elastico” del portiere viene effettuato durante l’esercizio sottolineando la posizione a seconda della situazione. Diversi approfondimenti riguardo al portiere li potete trovare in questo articolo sulla tattica difensiva del portiere su attacco lungo diretto.

Sull’esercizio globale un successivo sviluppo si potrebbe avere con il giocatore 1 che quando attacca lo spazio resta più largo e invece che andare al tiro diretto incrocia (cross basso o alto) con l’attaccante centrale.

Gli spazi sono importanti e per questo esercizio conviene esercitarsi con lo spazio che si utilizza in partita in modo che i ragazzi prendano i tempi giusti per effettuare passaggi ed inserimenti.

Ragazze resilienti: Diamo un calcio al COVID19 ed al razzismo

Ragazze resilienti per il calcio femminile italiano e saharawi

Sabato scorso, nella giornata internazionale del rifugiato, le ragazze della rappresentativa UISP di calcio a 5 di Parma, armate di disinfettante e mascherine, hanno vestito la maglia con la bandiera del Sahara Occidentale per partecipare al primo torneo sperimentale di calcio destrutturato.

Quella di sabato 20 è stata una prova generale per la UISP e per le ragazze di sperimentare un modo di giocare che abbatte il rischio di contagio da COVID19.

Nella stessa giornata la UISP, pubblicandole foto del corso da arbitri che si è svolto presso i campi profughi in Tunisia, ricordava la raccolta fondi di Jaima Saharawi per evitare il disastro umanitario presso questi campi vicino a Tinduf.

diamo un calcio al covid19

Purtroppo, in Italia non siamo ancora usciti dall’epidemia di COVID19, che durante gli ultimi mesi ha mietuto molte vittime nel nostro territorio. Questo virus ha cambiato molte cose nelle nostre vite, per qualcuno anche in maniera molto significativa. Tra le tante cose è riuscito a prendersi la nostra socialità e ci ha spesso costretto a stare lontani dalle persone care per non metterle a rischio.

Le regole per il contenimento dei nuovi contagi impone una linea ferrea di sicurezza sanitaria, ma con le dovute precauzioni e misure, le ragazze (assieme ai compagni della rappresentativa maschile) hanno cercato di dare un calcio alla paura, guidate un forte desiderio di riappropriarsi della loro vita anche dal punto di vista sportivo.

Si comincia!!! ⚽️⚽️⚽️Rigori delle rappresentative di calcio a 5 femminile UISP Parma!

Pubblicato da Uisp Parma su Sabato 20 giugno 2020
il torneo

Le ragazze della rappresentativa di calcio a 5 di Parma si sono divise in 2 squadre di 5 giocatrici ciascuna e si sono affrontate in un torneo composto di 4 fasi:

  • Calcio-tennis 2 contro 2;
  • Calci di rigore;
  • Shoot out;
  • Dai-e-vai con conclusione a tiro.

Tutte queste attività si sono svolte in sicurezza, alla dovuta distanza, evitando qualunque tipo di contatto anche involontario tra le giocatrici.

considerazioni delle ragazze al termine della giornata

Le ragazze hanno sentito come liberatorio, dopo un lungo periodo di astinenza, poter ricominciare a giocare con una palla.

Ovviamente questo non è il calcio a cui erano abituate, ma ben comprendendo la grave situazione sanitaria che stiamo ancora vivendo, non si poteva  sperare di meglio!

Il loro desiderio è quello di poter ripetere queste attività anche nei prossimi week end estivi in attesa di nuove regole meno rigide da parte del governo, almeno per mantenere viva la passione e per avere un momento di riconciliazione con le proprie amiche e compagne di squadra.

Purtroppo ancora non si sono verificate le condizioni di sicurezza che permettano di giocare a contatto; le ragazze si divertono anche con questi giochi, che mettono alla prova le proprie capacità tecniche, ma non nascondono la speranza di poter riprendere una normale attività di calcio a 5 in palestra in autunno.

Ci uniamo alla loro preghiera affinché che questo incubo sanitario svanisca presto, non solo per lo sport, ma soprattutto per non piangere nuove vittime.

Intanto cerchiamo di ricostruire con le dovute cautele i rapporti umani che erano venuti a mancare in quarantena.

Calcio tennis – In battuta
Shoot out
Dai e vai – Preparazione al tiro dopo la sponda del pivot
Ragazze resilienti per il Sahara Occidentale

Nel vestire la maglia con la bandiera Saharawi, le ragazze hanno potuto sottolineare il forte impegno che Rete Saharawi ( rete di associazioni ed istituzioni italiane che lavorano al fianco del popolo Saharawi, tra cui UISP, Tuttimondi, Jaima Saharawi…) ha verso lo sport (anche al femminile) nei campi profughi delle popolazioni del Sahara Occidentale in Algeria.

Le ragazze lottano ogni giorno, ben conoscendo le difficoltà e la disparità di trattamento rispetto agli uomini di tutto il mondo. Oggi, queste ragazze lottano anche per la vita, nell’impegno per cacciare il virus che si sta affacciando anche sul continente africano.

Grande è il lavoro delle associazioni e delle istituzioni nel ripristinare la forza del legame di solidarietà che si era allentato durante il periodo della quarantena.

Tutti soffriamo per l’azione di questo virus e tutti dovremmo unirci per aiutarci a vicenda per ricominciare. Dall’unione viene la forza!

Giovani calciatrici dei campi
Roberto Rodio (UISP) – Corso arbitri nei campi profughi saharawi

Inizio azione dal basso

Ciao a tutti, eccoci di nuovo qui….Intanto mi associo ai ringraziamenti di Paolo per ile 20000 visualizzazioni che ci riempiono di orgoglio e ci spronano sempre a provare a fare meglio…GRAZIE

Oggi, per mantenere il filo logico riguardante i lavori integrati, vorrei parlare di un allenamento preparatorio riguardante l’inizio azione dal basso. Come al solito questa è la parte che noi allenatori dei portieri possiamo creare per poi inserire, insieme al Mister, la squadra ed andare su una o più esercitazioni situazionali vere e proprie.

Come prima esercitazione metto un portiere in porta e tre portieri in fronte a lui ed inizio con un semplice giropalla da destro versa sinistra con passaggio e restituzione passando sempre dal giocatore centrale. In questo caso non richiedo al portiere di muoversi ma solo di iniziarla a parlare chiamando uomo-solo e con al massimo due tocchi. Avendo richiesto di chiamare la situazione ricordiamo sempre, come concetto, che uomo indica una giocata di prima e solo può prevedere un controllo ed un passaggio.

La seconda esercitazione prevede che il portiere vada, di corsa, a ricevere il passaggio dei due compagni posti lateralmente fuori dallo specchio della porta passando sempre e comunque dal compagno posto centralmente, qui aumenta notevolmente il lavoro di resistenza aerobica. I concetti rimangono gli spessi di prima rispetto alla comunicazione verbale. Successivamente inseriamo la variante che il giocatore centrale, spesso il mister, può decidere se restituire al portiere oppure giocare ad uno dei due giocatori laterali. In questo caso la velocità di spostamento aumenta in funzione della velocità della trasmissione ( Aggiungo che questa ultima considerazione, a mio parere, è fondamentale su ogni tipo di esercitazione va considerata sempre ).In questa fase, dove è presente uno spostamento veloce e di conseguenza un arresto per controllare il pallone, cominciamo a richieder una postura e posizione corretta a seconda di quello che riteniamo adeguato, per me sulla ricezione dobbiamo trovarci con il corpo parallelo alla linea di fondo per avere una visuale frontale di 180° in maniera da vedere tutto quello che i trova di fronte a noi.

La terza esercitazione prevede di lavorare un pò più in ampiezza allargando i due giocatori esterni. In questa fase, se prima il passaggio essendo i giocatori vicini era rasoterra, ricerchiamo in una palla scavata sull’esterno dopo una corsa fuori specchio della porta per ricevere il passaggio ed effettuare un cambio gioco sull’esterno opposto. Oltre alla postura/posizione come nell’esercitazione precedente richiediamo un controllo orientato con il piede opposto per poi calciare con l’altro piede ( Se la palla arriva dalla dx del portiere chiederemo lo stop orientato con il sinistro per calciare di dx e viceversa ). Le varianti che si possono utilizzare in questa esercitazioni possono essere il fatto di cambiare la posizione agli esterni ( Più alti e più larghi) oppure una cosa che a me piace fare in maniera di far ricercare al portiere un terzo giocatore, che può essere anche il Mister, che spazia sulla linea di centrocampo in ampiezza in maniera da obbligare il portiere ad avere una visuale in avanti. Troppe volte si notano, specialmente in giovane età, portieri che, date le richieste sempre più pressanti di gioco dal basso da parte degli allenatori, guardano solo nei primi 20 metri di campo non sfruttando, eventualmente, la palla lunga. Credo che variare le giocate sia fondamentale per non dare riferimenti anche agli avversari.

Tutte queste esercitazioni dovrebbero poi essere messe nel contesto di squadra e quindi inserire gradatamente sia i difensori che i centrocampisti che gli avversari in maniera da creare, a scelta del Mister principale, delle esercitazioni “reali” che obblighino la scelta non solo dei portieri ma di tutti i giocatori utilizzati. A volte si da la colpa di una situazione o di un passaggio sbagliato esclusivamente ad un singolo, che può essere il portiere od un giocatore di movimento, ma non si analizza, purtroppo, la globalità dell’azione o situazione che molte volte è penalizzata da mancati movimenti di appoggio o sostegno adeguati.

Quella di oggi è una sequenza semplice di esercizi ma credo che, specialmente in funzione delle richieste del gioco in questo momento, trovi la sua applicazione nelle varie situazioni e porti ad avere certezze su come “lavorare” la palla sull’inizio azione sempre e comunque di concerto con il Mister principale.

Come al solito vi esorto a mandare commenti o considerazioni per migliorare tutti insieme….

Alla Prossima !!