La filosofia del calcio giovanile moderno

Sfortunatamente, gli allenatori giovanili sono troppo spesso giudicati in base al numero di partite vinte dai loro giocatori, sia in classifica che in classifica. Ciò è rafforzato dalle aspettative dei genitori, che sperano di vedere vincere i propri figli.

Prendendo il calcio adulto come modello, spesso traspongono i suoi standard, obiettivi e metodi sul calcio per bambini e giovani.

I risultati:

L’attenzione non è focalizzata sui bisogni e sugli interessi dei bambini.
Molte attività pratiche non sono appropriate per i bambini (ad es. Troppo monotone).
I bambini sono sotto il controllo esterno di allenatori e giocatori orientati al punteggio; non sono in grado di giocare liberamente e senza interferenze.
Il calcio dei bambini ha obiettivi e metodi propri. Controlla il confronto nell’elenco per vedere se l’approccio del tuo club al calcio dei bambini si adatta alle linee guida elencate.

Lascia che i bambini siano creativi
Oggi è una rarità, ma una volta era comune in gran parte del mondo: nei cortili, nei campi di campagna, nel parco cittadino, ovunque ci fosse una piccola stanza per giocare, soccerloving ragazzi e ragazze calciavano la palla.

Indipendentemente da dove si riunissero i bambini, non passò molto tempo prima che due squadre fossero selezionate. Regole speciali sempre fatte per giochi entusiasmanti. Le palle (e gli oggetti a forma di palla) erano selvaggiamente diverse: palle grandi o palline, palle da tennis, lattine – fintanto che si poteva calciare in giro, si faceva un gioco. In questo modo, i bambini hanno acquisito un’enorme abilità con la palla.

Non si può tornare indietro nel tempo. Ma invece di piangere il passato, abbiamo una grande opportunità per portare alcuni tratti importanti del calcio di strada nella formazione dei nostri bambini organizzati:

Offri giochi non strutturati durante gli allenamenti e “pomeriggi di calcio da strada” nel tuo club. Dai ai bambini
La libertà di provare le cose in pratica. Usa interessanti giochi di “calcio da strada” per motivare i bambini a giocare con i loro amici nel loro tempo libero.
Non cercare di gestire ogni piccolo dettaglio; lascia che i bambini siano creativi!

La differenza tra calcio per bambini e adulti

Per sviluppare appieno la creatività e il divertimento del gioco, i bambini devono avere la libertà di provare le cose in pratica, di giocare liberamente e senza interferenze.

Linee guida per l’allenamento, il gioco delle partite e la guida del giocatore nel calcio per bambini

Calcio per bambini oggi: requisiti di base

L’approccio orientato al punteggio per la formazione dei bambini criticato sopra è la causa di molte delle tendenze problematiche che riteniamo inaccettabili oggi:

Molti dei “prodigi” che si sono comportati eccezionalmente a livello U10 o U12 non sono più in grado di raggiungere il loro pieno potenziale a livelli più alti.
Molti giocatori voltano le spalle alle loro squadre, al calcio o agli sport del tutto appena prima di raggiungere il livello degli adulti, a volte già dall’U14 (problema di abbandono).
Il calcio dei bambini è spesso dominato dall’allenamento tattico, troppo presto e troppo da un lato. Importanti capacità di coordinamento di base vengono trascurate.
Se aggiungiamo i cambiamenti sociali descritti in precedenza, oltre ai problemi fisici e alla mancanza di attività tra i bambini di oggi, allora la sfida per tutti i club diventa chiara: abbiamo bisogno di un approccio fondamentalmente nuovo al calcio dei bambini!

Donne e Arbitraggio

Nell’articolo odierno parleremo delle donne e  del ruolo arbitrale.

Pillole dal Seminario sulla gestione dei conflitti nello sport

Sabato 30 novembre 2019 ho avuto modo di partecipare al Seminario sulla gestione del conflitto nello sport tenuto dalla Psicologa dello sport Lucia Francolini. Si trattava di un seminario formativo rivolto a tecnici ed educatori Uisp su come sviluppare set di comportamenti utili a costruire relazioni serene e produttive nel contesto sportivo. 

Ad un certo punto della giornata abbiamo focalizzato l’attenzione sul ruolo dell’arbitro nel calcio. La dottoressa ci ha voluto rendere consapevoli dell’impatto emotivo causato dalla pratica “socialmente accettata” degli insulti da parte del pubblico e degli attori in campo verso il direttore di gara. Ci spiegava quindi come un arbitro di calcio prepara la sua partita con un carico di stress molto superiore rispetto ad un collega del rugby o della scherma le cui decisioni vengono raramente contestate.

Molto più facilmente rispetto ad altri sport, quindi, possono verificarsi episodi di attrito e frustrazione. Molto più facilmente possono venire alla luce atteggiamenti di intolleranza che in altri contesti sarebbero repressi.

Il ruolo delle società sportive, inteso come dirigenza ed allenatori/educatori deve essere quello di continuare ad agire per debellare queste pratiche incivili.

Anche aver subito un evidente ingiustizia a seguito di una discutibile decisione arbitrale palesemente errata, l’allenatore o il dirigente NON devono dare luogo ad escandescenze. Il ruolo dell’allenatore è anche quello di modello per i suoi giocatori, quindi un allenatore che non ha il controllo di sé sotto pressione difficilmente potrà trasmettere questa capacità ai propri giocatori. 

Il controllo psicofisico è uno degli aspetti fondamentali per ottenere le migliori performance in ambito atletico. Durante le prestazioni di alto livello lo stress deve essere portato al massimo (prima del punto di rottura) ed in questo stato è importante mantenere il controllo mentale. Un allenatore che non può portare i propri atleti in questo stato difficilmente potrà sfruttare a pieno delle proprie potenzialità.

In conclusione, a mio parere riuscire a mantenere il controllo mentale durante una prova scadente da parte dell’arbitro è alla base del miglioramento prestazionale di un atleta di livello. Talvolta ciò può avere ripercussioni immediate sulla partita che sta giocando, perché rimanendo lucido e concentrato non subirà i gol di rapina mentre litiga con l’arbitro.

Detto questo parliamo di donne.

Articolo del messaggero: Calcio, annulla un gol: insulti sessisti all’arbitra

Venerdì 29 Novembre 2019 di Davide Mancini 

Basta un gol annullato al 91’ di una gara di coppa Italia di serie C per cancellare un mare di buoni propositi. Neanche il tempo di celebrare la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che arriva un altro episodio di linciaggio mediatico di stampo sessista. La sfortunata protagonista è Veronica Vettorel, promettente assistente arbitrale della sezione di Latina, colpevole, secondo alcuni sostenitori dell’Avellino, di aver annullato il gol del pareggio alla formazione irpina nella sfida degli ottavi di finale giocata mercoledì al “Partenio” contro la Ternana. Dopo la rete del vantaggio ospite realizzata da Nesta a sei minuti dalla conclusione, è Ilanes a pareggiare i conti al primo minuto di recupero, rete però annullata per un fuorigioco ravvisato dalla guardalinee pontina.

Dopo le vibranti proteste dei giocatori di casa, in men che non si dica si è scatenata la contestazione da parte di alcuni supporter di fede biancoverde che, attraverso i social, hanno aggredito verbalmente la sportiva del capoluogo, offendendola sotto l’aspetto professionale e personale. Un’abitudine insopportabile che trova, purtroppo, terreno fertile sulle piattaforme social, dove ormai scaricare frustrazione e rabbia è divenuta spiacevole routine. Per fortuna c’è anche chi ha preso le distanze da tutta una serie di frasi irripetibili, facendo sentire tutta la propria vicinanza a Veronica Vettorel, da una parte della tifoseria avellinese ai giornalisti irpini presenti sugli spalti. Non saranno certo degli attacchi social a frenare la brillante carriera dell’assistente di Latina che, oltre a essere tra le protagoniste dell’organico C.A.N. C, da tempo viene selezionata per incontri europei di calcio femminile.

Categoria Giovanissimi regionale, in campo ieri la squadra locale e quella della città di Crispiano. «L’arbitro donna ha dovuto subire offese sessiste dalla tribuna per tutto il match», racconta uno spettatore che è anche il padre della ragazza)  sulla pagina Facebook di Arbitri calcio.it. «Le offese sono iniziate già dai primi minuti dal fischio d’inizio, quando una gruppetto di genitori tra cui anche donne del Sava ha cominciato a offenderla invitandola a dedicarsi al mestiere più antico del mondo piuttosto che calcare i campi da calcio».

Il giudice di gara è una ragazza di soli 16 anni. Il mister della squadra ospite si avvicina alla tribuna per chiedere agli spettatori – in gran parte dei genitori dei ragazzi – di smetterla, ma viene insultato anche lui. «Torna nello spogliatoio», gridano mamme e papà all’allenatore.

Commento di Antonio Abatematteo

«Sono un arbitro – continua Antonio Abatematteo – so per esperienza non è una scelta facile. Non lo è per l’uomo arbitro figuriamoci tanto meno per un ragazzina, che ha avuto il coraggio di affrontare una platea così difficile. È stata brava a restare con la testa nella partita…. e non oso immaginare cosa pensasse ascoltando queste offese. Sono anche un padre e ho anche un figlio che gioca al calcio….. È la prima volta che assisto ad uno spettacolo così indecoroso. Sono il padre della ragazza e oggi il calcio è andato a farsi f…».

Conclusioni

Insulti sessisti urlati da genitori, mamme e papà, e non sono davvero un bell’esempio. Se anche chi dovrebbe educare i propri figli  al rispetto e alla non violenza nei confronti delle donne, se anche chi è allo stadio come genitore offre questo spettacolo, davvero siamo messi male. E ha ragione il padre della giovane arbitra: il calcio così si perde. 

alTRI LINK DI ARTICOLI RIGUARDANTI EPISODI DI SESSISMO:
Rieti, offese e insulti sessisti verso arbitro donna: 10 turni di stop
«Il calcio femminile è un covo di lesbiche». Nuovo insulto del cronista sessista
Offese sessiste all’arbitro donna, giocatore si abbassa ipantaloni in campo: insulti anche dalle famiglie
Arbitro donna insultata, lei torna in campo: per il giovane calciatore espulsione dal club
Offese al guardalinee donna: Sibilia: «Parole vergognose»
Veronica Vettorel

Ho cercato di presentare alcuni casi di insulti sessisti verso direttrici donne, ma trovo altrettanto importante denunciare anche l’altro lato della medaglia, quella degli arbitri sessisti, per nulla contenti di arbitrare partite di calcio femminile, si atteggiano con arroganza verso le calciatrici.

Ovviamente i casi reali di sessismo devono essere verificati ed accertati. Solo una stretta minoranza soffre di grave sessismo, quindi tali gravi accuse non devono essere mosse solo per ribaltare un risultato sfavorevole ottenuto sul campo. Sicuramente devono essere portati alla luce ogni volta accertati.

Riporto di seguito un articolo del quotidiano “El commercio” in cui una squadra femminile spagnola ha mosso tali accuse verso il direttore arbitrale:

Un árbitro a las futbolistas: «Las mujeres no tendríais que jugar a esto»

EFE – Martes, 11 febrero 2020, 11:21

El club crevillentino,

a través de la nota pública, ha condenado «estas actitudes» y espera que se tomen las medidas oportunas «para que un suceso como este no vuelva a tener lugar en un campo de fútbol».

Denuncia que el colegiado profirió insultos machistas a sus jugadoras, mientras que él lo niega

Ha denunciado a través de las redes sociales haber sufrido insultos y menosprecios por parte del árbitro hacia las jugadoras durante el encuentro que disputó el pasado fin de semana ante el SPA Alicante C. El partido, enmarcado en la Primera Regional Valenciana, fue suspendido a 20 minutos del final con el resultado de 0-1.

La entidad afirma que el colegiado llamó a sus jugadoras «nenazas» y que las menospreció con frases como «que se termine ya esta mierda de partido», «dais vergüenza» o «las mujeres no tendríais que jugar a esto».

José Antonio Candela, entrenador del equipo,
ratificó a Efe todo lo apuntado en el comunicado y afirmó que el único objetivo del club crevillentino es que el árbitro se disculpe ante las jugadoras. «Los puntos nos dan igual. No podemos consentir este tipo de comportamientos», dijo el entrenador, quien prepara junto al club el escrito de protesta en el que explica todo lo sucedido «incluso con imágenes de televisión».

El entrenador explicó que fue en el minuto 70, tras una expulsión al segundo entrenador, cuando se desencadenaron los acontecimientos. «Comenzó a sacar tarjetas y a expulsar gente y, tras amenazar con suspender el partido y llamar a las autoridades, fue cuando mis jugadoras dijeron que eran ellas las que iban a llamar a la Guardia Civil por todo lo que les había dicho», argumentó el entrenador.

«Mis chicas estaban descentradas y ofendidas.

Yo veía que les sacaba tarjetas por protestar pero no sospechaba el motivo», prosiguió el preparador. Candela indicó que fue el colegiado el que decidió suspender el partido «porque dijo que su seguridad no estaba garantizada, aunque poco después recapacitó y quería seguir, algo que no aceptamos».

«No sé si este chico quiso hacerse el gracioso o tiene un problema y es así», apostilló el técnico, quien indicó que desde la Federación de Fútbol de la Comunidad Valenciana ya se han puesto en contacto con el Crevillente para recabar información.

La versión del árbitro

El colegiado negó ante el comité de árbitros de la Federación de Fútbol de la Comunidad Valenciana (FFCV) las acusaciones de que profirió insultos machistas a las jugadoras del equipo local.

Así lo confirmaron a Efe fuentes federativas, que señalaron que el colegiado, del que facilitaron sus iniciales (D.A.M.G.), se mostró sorprendido por las acusaciones y comunicó que preparará un anexo al acta para explicar con detalle todo lo sucedido.

En el acta, el árbitro refleja que fue insultado por una jugadora local, que le calificó como «machista de mierda» y «gilipollas».

El comité de competición de la FFCV

espera recibir más información para pronunciarse y hacer una valoración sobre lo sucedido en el partido.

El presidente del club visitante, Jesús Cañizares, aseguró que sus jugadoras no escucharon durante el partido insultos a las futbolistas rivales, aunque sí algunos comentarios despectivos del árbitro «relacionados con lo fea que se estaba poniendo la situación».

Traduzione:

Il Crevillente Femenino CF denuncia che l’arbitro ha offerto insulti sessisti verso le sue giocatrici

Il Crevillente Femenino CF ha denunciato attraverso i social network di aver subito insulti ed il disprezzo dell’arbitro nei confronti delle proprie giocatrici durante la partita giocata lo scorso fine settimana contro la SPA Alicante C. La partita, del campionato di Prima Divisione Valenciana Regionale, è stata sospesa a 20 minuti dalla fine con il risultato di 0-1.

LA dirigenza afferma che l’arbitro ha chiamato le giocatrici “nenazas” (femminuccia) e che le ha disprezzate con frasi come “Questa m**** di partita è finita”, “vergogna” o “le donne non dovrebbero giocare”.

José Antonio Candela, allenatore della squadra,

ha confermato a Efe tutto quanto indicato nella dichiarazione della dirigenza. Ha affermato che l’unica richiesta del club Crevillentino è che l’arbitro si scusi con le giocatrici.

“I punti non contano per noi. Però non possiamo acconsentire a questo tipo di comportamento “, ha detto l’allenatore che sta preparando il modulo di protesta accanto al club spiegando tutto ciò che è accaduto con l’ausilio delle immagini televisive.

L’allenatore ha spiegato che era al 70 ° minuto, dopo l’espulsione del secondo allenatore, il momento in cui si sono verificati gli eventi.

“Ha iniziato a pescare cartellini ed espellere le persone. Ha minacciato di sospendere il gioco e di chiamare le autorità. Le mie giocatrici hanno quindi risposto che sarebbero state loro a chiamare la Guardia Civile per tutti gli insulti che avevano ricevuto”, ha affermato allenatore.

«Le mie ragazze erano fuori di sé e offese.

Ho visto l’arbitro sventolare cartellini immotivatamente.”, ha continuato l’allenatore, “poi l’arbitro ha deciso di sospendere il gioco, per tutelare la propria sicurezza, ma dopo poco ha riconsiderato tutto e cercato di far continuare… ma noi non abbiamo accettato un comportamento simile.”.

“Non so se questo ragazzo pensava di essere divertente o se ha un problema comportamentale.”, ha terminato l’allenatore.

La Federazione calcistica della Comunità valenciana ha già contattato il Crevillente per raccogliere maggiori informazioni in merito alla vicenda.

Il club del Crevillentino, attraverso la nota pubblica, ha condannato questi atteggiamenti e spera che vengano prese le misure appropriate, in modo che un evento simile non si ripeta mai più su un campo di calcio.

La versione dell’arbitro


L’arbitro ha negato le accuse dinanzi al comitato arbitrale della Federcalcio della Comunità Valenciana (FFCV).

Ciò è stato confermato da fonti federali di Efe. Il collegio ha visto l’arbitro alquanto sorpreso dalle accuse e ha detto che preparerà un allegato al verbale per spiegare in dettaglio tutto ciò che è accaduto.

Nel verbale, l’arbitro scrive di essere stato insultato da una giocatrice locale, che lo ha descritto come “sessista del c****” e “stronzo”.

Il comitato FFCV aspetta di ricevere maggiori informazioni per pronunciare e valutare ciò che è accaduto durante la partita.

Il presidente del club ospite,

Jesús Cañizares, ha dichiarato che i suoi giocatori non hanno ascoltato gli insulti contro i giocatori di calcio rivali, anche se alcuni commenti sprezzanti dell’arbitro “erano contestuali al brutto clima che si era creato”.

La vicenda ancora non è chiara, ma mi sento di poter affermare che fair play, controllo e lotta all’intolleranza siano la base della convivenza civile su un campo di calcio. Non devono mancare a nessuno degli attori in campo. Ogni gesto o comportamento che va tuttavia contro questi principi, allontana il calcio dalla cultura sportiva.

Calcio a 9: la formazione 3 – 2 – 3

Da un paio di anni la figc ha impostato i campionati esordienti (entrambi gli anni) a calcio a 9. A mio avviso, soprattutto,  nel secondo anno esordienti, è fondamentale prepararsi comunque anche per il calcio a 11 in modo da non arrivare spaesati alle dinamiche tipiche e alle dimensioni dei campi che trasformano il calcio a 11 di fatto in un altro sport rispetto al calcio a 9.

Se si pensa di utilizzare nel calcio a 11 il modulo 4-3-3 si può utilizzare il modulo 3 -2-3 nel calcio a 9 in modo da preparare meglio i ragazzi al passaggio. I moduli sono molto simili e nel passaggio è sufficiente inserire un difensore e un centrocampista in più.

E’ importante che i giocatori passino da una posizione all’altra in modo da avere una idea chiara di ciò che i giocatori devono fare in quelle posizioni aumentando le probabilità che siano protagonisti sia in difesa che in attacco sviluppando lentamente la loro conoscenza di questo modulo di gioco. 

I pro di questo modulo sono la possibilità di creare  molti triangoli naturali con un gioco veloce rivolto all’attacco e molte opzioni per aggirare la difesa avversaria (tre attaccanti supportati da due centrocampisti ed eventuale sovrapposizione dei terzini).

I contro di questa formazione è avere un centrocampo leggero se gli attaccanti non tornano a dare una mano e con possibilità di creare buchi a centrocampo se in fase di non possesso la coppia del centrocampo si è alzata in attacco e la difesa non li ha seguiti accorciando le distanze tra i reparti.

Calcio a 9

Con questo modulo bisogna lavorare molto sui contropiedi avversari perché con soli due centrocampisti la difesa può essere superata facilmente. 
I due centrocampisti sono infatti fondamentali per questa formazione. Con loro bisogna lavorare molto sulla fase di spinta con i tre attaccanti ma anche sulla fase di ripiego facendoli posizionare in fase di non possesso dietro la linea della palla.  Dal punto di vista dell’attacco invece abbiamo i tre attaccanti con due ali e un attaccante centrale che può essere supportato dai due centrocampisti centrali e da due eventuali sovrapposizioni dei terzini. 

Ricapitolando quindi in questo modulo 3 – 2 – 3 in fase di attacco: 

  1. I terzini hanno spesso molto spazio davanti a loro da riempire, supportando il centrocampo e gli attaccanti
  2. Il difensore centrale ha molte opzioni di passaggio per impostare un attacco e, se può vedere un percorso chiaro verso il suo centro in avanti, dovrebbe cogliere l’occasione per un passaggio lungo
  3. Il tasso di lavoro della coppia a centrocampo è la chiave per far funzionare la formazione. Sono il punto focale dei passaggi e delle triangolazioni tra difesa e attacco 
  4. Con tre in attacco le opzioni sono molte. La squadra può avere tre centrali o due centrali o giocare con un attaccante centrale e due ali
  5. Se la squadra segue il primo principio di attacco diffondendo in lungo e in largo, il portiere avrà molte posizioni  per effettuare il primo passaggio.  A me piace comunque partire dal basso dando precedenza a uno dei difensori larghi sulla fascia con un centrocampista che viene ai limiti della difesa per creare altra opportunità di triangolazione. 

Mentre in fase di difesa:

  1. I terzini si allargano in fase di possesso ma altrettanto velocemente si devono stringere in fase difensiva in modo da proteggere la porta e allargare l’azione avversaria 
  2. Il difensore centrale deve rimanere alto per creare un triangolo difensivo con la coppia di centrocampisti
  3. La coppia di centrocampo deve poter proporsi ma anche venire a sostegno del difensore centrale in modo che siano nella posizione migliore per proteggere il portiere. 
    In fase di non possesso è molto importante che i tre attaccanti sviluppino pressione a centrocampo per riconquistare la palla velocemente e spingere gli avversari a fare errori in impostazione. 
Calcio a 9

Se ci pensate bene inserendo un difensore e un centrocampista in più il modulo 4 – 3 – 3 nel calcio a  11 ha molte delle caratteristiche indicate sopra. Certamente cambiano alcune dinamiche di giropalla e di strategia complessive ma ci sono anche molte similitudini che possono aiutare i ragazzi nel passaggio tra il calcio a 9 e il calcio a 11 (posizione, coperture, triangolazioni, gioco d’attacco, ecc…).

Scalpo: cinquant’anni e non sentirli!!!

L’altro giorno ho partecipato ad un incontro tra mister in una piccola società in provincia di Modena ed ho sorriso con piacere quando tra le varie proposte di riscaldamento dei ragazzi è saltato fuori come proposta il gioco dello scalpo. 

La passione con cui il mister (poco più di ventenne) spiegava questo gioco mi ha scaldato il cuore ripensando dall’alto dei miei 50 anni che era un gioco che facevo fin dalle elementari e mi piaceva molto perché pur coinvolgendo tutta la squadra esaltava le doti atletiche e strategiche dei singoli.

Scalpo

Anche se molto conosciuto è obbligatoria qualche spiegazione del gioco. I partecipanti sono divisi per squadre ed hanno una pettorina (scalpo) inserito nei pantaloncini dalla parte della schiena. I giocatori al fischio del mister devono muoversi e dovranno cercare di rubarsi  la pettorina senza farsi sfilare la propria.

Se la pettorina di un giocatore viene rimosso, è fuori dal gioco.

Ogni pettorina rubata corrisponde ad un punto assegnato alla squadra di appartenenza del giocatore che ha sfilato la pettorina all’avversario. Vince la squadra che elimina tutti gli avversari o che totalizza il punteggio migliore dopo un determinato tempo di gioco.

E’ un buon riscaldamento per mettere i giocatori nella mentalità giusta in vista della partita o dell’allenamento.

Ricordo che prima di giocare ci si metteva d’accordo per proteggersi o per andare all’attacco di determinate persone della squadra avversaria (in genere i più pericolosi). Tuttora lo ritengo molto utile per vedere le capacità organizzative dei ragazzi e l’evolversi delle varie strategie.

Scalpo

Per esperienza meglio definire regole precise per i ragazzi in modo che non si creino dubbi di alcun tipo (accadeva anche quando ero piccolo!).

Chi viene preso è meglio che si sieda per terra o in un punto fuori dal campo in modo che chi gioca possa vedere chi è fuori combattimento. 

Stabilire un punto di raccolta per gli “scalpi”  in modo da poter consegnare gli scalpi conquistati e di evitare imbrogli per vedere chiaramente chi è in lotta e chi no.

Da Mister ma anche da giocatore incallito penso sia molto importante fare poi la sintesi del gioco evidenziando alcuni principi di tattica: 

– chi combatte da solo finirà sempre per farsi prendere, qualunque sia la sua forza e la sua astuzia. Forse avrà fatto bella figura, ma non sarà servito alla sua squadra;

– una squadra che agisce unita, con i deboli inquadrati coi forti e la schiena protetta, e che manovra con una strategia precisa concordata prima è praticamente invincibile.

Grazie al giovane mister che vivendo con passione il gioco dello scalpo mi ha fatto rivivere le emozioni di quegli anni passati e rinnovato l’utilità di un gioco efficace, atletico e tattico….divertimento assicurato!

Calcio femminile internazionale: The WE United Project

“Time spent playing with children is never wasted. We have been focusing on passing and dribbling in our sessions. I am so excited and happy to see my kids playing. ❤️ 😍

Trad. “Il tempo speso a giocare con i bambini non è mai sprecato. Ci siamo focalizzati ad allenare il passaggio ed il dribbling nella nostra sessione di allenamento. Sono eccitata e felice di vedere le mie bimbe giocare.” Dice Anita la aspirante allenatrice e studentessa della  SOS Hermann Gmeiner School a Surkhet.

Frasi semplici, quasi banali, di cui il mondo occidentale sembra essersi dimenticato. Essere felici per il solo piacere di giocare, ci sembra un discorso molto lontano dalla nostra cultura.

Siamo in Nepal e grazie a The WE United Project da 6 anni le bambine in età scolare possono partecipare a campionati di calcio a 5. Cosa che per molti sarebbe stato impensabile.

Una amica di Anita è Suji, vive a Kathmandu. Studia al college e frequenta anche lei il corso da allenatrice. Dice di voler riempire le proprie giornate con lo sport. 

Allena una squadra di bambine di dieci anni che frequentano la Fairyland Boarding School a Kapan. Di questa esperienza ci racconta:

“We are training on the school ground which is made of concrete. I am so glad girls seem to be interested in sports these days. They are all passionate to learn new things like dribbling, shooting, passing and stretching. In our first session they did a great job working on their dribbling and passing skills. Some girls were shy to play because it was their first ever time to play. Later, they slowly tried and then they were so excited to play more that they wanted extra time. In our second session my players are helping me to set up the drills and they even remembered the warm up and were able to lead it! There are now a few boys joining us because they are interested to learn. My experience is showing me that it is never too late to learn new things because life is a learning process.”

Trad. “Ci alleniamo sul pavimento di cemento della scuola. Sono veramente felice di questa esperienza e le ragazze sembrano mettere interesse nello sport in questi giorni. Tutte mettono passione nell’imparare nuove cose come il dribbling, il tiro e lo stretching. Nella nostra prima sessione di allenamento abbiamo fatto un grande lavoro nell’affinare la tecnica di dribbling e passaggio. Alcune ragazze erano timide perché era la prima volta che giocavano. Con i giusti tempi, però, provando a giocare si rivelarono veramente entusiaste tanto da non riuscire a smettere.  Nel secondo allenamento le ragazze mi hanno aiutato a preparare gli esercizi ricordandomi che prima bisogna fare riscaldamento! Si sono dimostrate pronte a condurlo autonomamente! Anche alcuni ragazzi si sono uniti a noi perché curiosi di imparare. La mia esperienza mi insegna che non è mai tardi per imparare, perché la vita è un processo continuo di apprendimento.”

Infine andiamo a Lalitpur dove incontriamo Pratigya giocatrice della MUFC Nepal girls team e aspirante allenatrice. Recentemente ha iniziato ad allenare ragazze di 10 anni della Nava Suryadaya English School. Pratigya ci racconta:

“I have completed two sessions. In the first session I talked to them about their footballing experience and their passion. We just did a little bit of passing and had fun playing on our first day. In the second session we did more passing drills, dribbling drills, and I taught them shooting techniques. We ended the session with a game between the players themselves. I love the energy and efforts these little girls put in their training sessions. I love that we share the same love for football. I love that we are pushing each other and helping each other grow… I push them to play better. They push me to coach better.”

Trad. “Ho completato due sessioni di allenamento. Nel primo ho parlato con le ragazze delle proprie esperienze e della propria passione per il calcio. Abbiamo fatto un po’ di passaggi e poi ci siamo divertite a giocare. Nel secondo allenamento abbiamo passato più tempo sugli esercizi di passaggio, dribbling e sulla tecnica di tiro. Adoro la passione che queste ragazze mettono nell’allenarsi, come l’amore che mostrano verso il calcio. Mi piace che si spronino a vicenda e si aiutino a crescere. Io le stimolo a giocare meglio e loro mi spingono a migliorare come allenatrice.”

Il calcio femminile sta infrangendo ogni tipo di barriera. Giovani giocatrici ed allenatrici stanno crescendo in ogni parte del mondo incoraggiandosi l’un l’altra. Questo ci deve incoraggiare a fare sempre un piccolo sforzo in più per rendere questo sport fruibile a tutte, perché i risultati si vedono e ripagano delle fatiche spese.

Riscaldamento Pre Gara dei Portieri

Oggi affrontiamo un argomento che, secondo il mio parere, è molto importante ma non viene considerato tale: riscaldamento pre gara dei portieri.

Perché dico questo ? perché girando un po per i campi della provincia, quando il tempo me lo permette, ho notato che spesso i giovani portieri vengono lasciati soli “al loro destino” in questa delicata fase della preparazione alla partita; molte volte il problema, giustamente dico anche, è la mancanza del preparatore che va sempre alle partite visto che difficilmente si ha un allenatore dei portieri per ogni categoria di un settore giovanile dilettanti.

Detto questo un allenatore che segua il riscaldamento dei portieri penso sia necessario soprattutto per dare certezze ai ragazzi prima del match.

Riscaldamento Pre Gara dei portieri

Di seguito volevo rendervi partecipi di quello che faccio alla domenica prima della partita e che può essere utilizzato sia nel settore giovanile, fasce agonistiche, che nelle prime squadre :

  1. Mobilità varia arti superiori ed inferiori a secco tramite una leggera corsa ( 3 minuti con tutti e due i portieri );
  2. Attivazione podalica in una prima fase su porta  poi con ampiezza sempre maggiore  in cui si ricerca il sostegno e quindi ci si deve muovere ( 6 minuti totali con l’utilizzo dei due portieri nella prima fase e nella seconda solo il portiere titolare );
  3. Prese frontali alla figura a varie altezze per riprendere il gesto ( 4 minuti tutti e due i portieri );
  4. Palle alte lente su porta dx e sx ( 4 ripetizioni ) e palle alte veloci su porta dx e sx (  4 ripetizioni ) per preparare le uscite alte ( 4 minuti circa );
  5. Uscite alte su cross due per posizione ( vicino linea di fondo, metà area e fuori dallo spigolo dell’area grande ) per preparare i ragazzi all’uscita da varie posizioni e prendere confidenza con le dimensioni del campo ( 8 minuti con tutti e due i portieri );
  6. Approccio al tuffo con 4 palle dx sx raso, 4 palle dx e sx battenti e 4 palle dx e sx mezza altezza ( 5 minuti per tutti e due i portieri );
  7. Spostamento e tiro su diagonale stretta da centro porta con palla in movimento ( Vedi articolo del ) e tiro dal limite dell’area con spostamento da diagonale stretta ( opposto a prima ) per abituare il portiere allo spostamento sulla velocità di palla e tiro ( 8 minuti totali circa );
  8. Scelta di un’esercizio da parte del portiere che gioca ( Lo rende più sicuro perché di solito fa un esercizio che gli riesce bene );
  9. Qualche rinvio dal fondo o palla in mano ;
  10. Tiri con la squadra alternando i portieri .

Come potete vedere in circa 35-40 minuti massimo, con i recuperi inclusi, riesco a realizzare un buon riscaldamento pre gara dei portieri. Come avete notato ho fatto la scelta ben precisa di lavorare sui tuffi alla fine del riscaldamento per due motivi , il primo riguarda gli arti inferiori che risultano più caldi dopo le palle alte che non necessitano di un movimento molto esplosivo rispetto al tuffo, il secondo perché specialmente in inverno o su campi bagnati come i ragazzi finiscono il riscaldamento possono cambiarsi senza prendere troppo freddo .

Riscaldamento Pre Gara dei portieri

Come al solito se qualcuno avesse delle osservazioni da fare mi piacerebbe leggerle…..

A presto !

Difensori protagonisti dell’azione

In questo esercizio lavoriamo sugli esterni in modo da rendere i difensori protagonisti dell’azione facendogli portare palla e con il movimento creare possibili situazioni di sovrapposizione utili al centrocampo e alla manovra nel suo complesso. 

Difensori protagonisti

Si dividono i giocatori in due gruppi come in figura. Il primo giocatore corre con la palla prima di passarla attraverso una porticina fatta dai coni al primo giocatore della fila opposta che ripete l’esercizio sull’altro lato.

Una volta che un giocatore ha completato il suo passaggio, si unisce in coda all’altro gruppo.

Un successivo sviluppo è mettere in condizioni di pressione il portatore di palla.

Difensori protagonisti

Entrambi i gruppi iniziano con una palla contemporaneamente. Dopo che il primo giocatore controlla la palla (giocatori A e C) e inizia a correre il giocatore della sua fila immediatamente dietro a lui nel gruppo (giocatori B e D) lo insegue per togliergli il pallone.

Il difensore dovrà quindi come nell’esercizio di prima passare la palla attraverso la porticina fatta dai coni nonostante la pressione del giocatore che lo insegue.

Siccome si gioca con due palloni bisogna stare attenti alla gestione dei passaggi tra le due file in modo da non creare confusione. Assicuriamoci anche che tutti giocatori si alternino tra la corsa con la palla e l’inseguimento.

A seconda dell’età dei partecipanti e della tecnica è necessario variare la lunghezza del tragitto e la larghezza della porta per evitare dispersioni inutili dovute alla dimensioni dell’esercizio.

Il mister deve sottolineare la tecnica di portare palla spingendola bene in avanti, correre in linea retta, usare il minor numero di tocchi possibili e incitare i ragazzi ad allargare l’anca per poter effettuare un passaggio corretto attraverso la porticina.

Difensori protagonisti

In una successiva partitella su un campo diviso in tre zone giochiamo un 6 contro 6. I giocatori sono disposti con 3 difensori più un portiere nella zona difensiva e 2 attaccanti nella zona di attacco.

Dopo due passaggi uno dei difensori può portare palla nella zona di mezzo e attaccare insieme ai due attaccanti la difesa della squadra avversaria.

Se gli avversari riconquistano il pallone il difensore torna nel suo campo senza poter ostacolare l’avversario nella zona di mezzo.

Se la palla esce dal gioco o viene segnato un goal, il gioco ricomincia dal portiere.

E’ importante sottolineare come sia necessario far girare la palla in difesa per creare l’opportunità di liberare il difensore esterno e riuscire quindi ad attaccare gli avversari.

Il gioco di prima, riuscire a variare la velocità di corsa e giocare a testa alta sono le situazioni più probabili da correggere per chi è in possesso palla.

Chi vince regna

Chi vince le partite sui campi esterni avrà la possibilità di segnare nel campo principale. Chi vince regna è un ottimo esercizio per gestire la palla soprattutto usando le abilità di movimento e di smarcamento con l’obiettivo di andare a segnare il prima possibile.

Chi vince regna

Nel campo principale si gioca un partita 4 contro 4. Negli altri tre campi più piccoli si giocano 3 partite 2 contro 2 con l’obbligo di segnare 3 goal per avere il diritto di giocare sul campo principale. Quando questo avviene la coppia che ha segnato 3 goal va a dare il cambio a un paio di compagni che stanno giocando nel campo principale e si scambiano i posti.

La partita da vincere è quella nel campo principale. Una regola che di solito metto è che il risultato della partita finale è valido se tutte le coppie dei campi esterni hanno partecipato almeno una volta al gioco nel campo principale.

Se questo non dovesse avvenire tolgo 3 goal per ogni coppia che non è riuscita a partecipare.

Se non ho abbastanza ragazzi gli abbinamenti non sono rigidi, posso trasformare i 2 contro 2 in 1 contro 1 oppure il 4 contro 4 in un 3 contro 3. L’importante è avere chiari gli obiettivi su cui poter lavorare nei campi esterni.

Nell’esercizio proposto infatti le partite con il 2 contro 2 sono fondamentali per gestire sia in fase difensiva che offensiva la collaborazione con il compagno. La copertura per evitare passaggi filtranti, il temporeggiare per allargare la corsa dell’avversario, Stare più o meno vicini all’avversario sono tutte situazioni da evidenziare ai ragazzi mentre giocano le partitelle in modo da rafforzare la loro analisi della situazione.

Quando poi si troveranno a giocare nel 4 contro 4 dovranno abituarsi velocemente a collaborare con più compagni ed è importante abituare i ragazzi ad un continuo cambiamento di situazione in modo da avvicinare alle scelte e alle strategie da adottare in partita sia dal punto di vista offensivo che difensivo.

Ogni allenatore, quindi, nell’esercizio chi vince regna con la propria capacità di osservazione ed analisi, potrà estrapolare da questi campi di gioco (sia i campi esterni che quello centrale) le “situazioni” che ritiene importanti per sottolineare principi e comportamenti rispetto alle decisioni che prendono i ragazzi.

Brianna Curtis, calciatrice americana racconta la sua storia

Nota: La traduzione in italiano è alla fine dell’intervista originale in inglese.

Ringrazio Soccer Management Institute e College Life per avermi messo in contatto con Brianna.

New Year Vibe

⚽With the start of the new year, we just cannot wait to be back on the field💯2020 will be amazing in Rome! #LeadTheGamesoccermanagementinstitute.com

Pubblicato da Soccer Management Institute su Giovedì 2 gennaio 2020
Hi Brianna, when did you start to play soccer?

I started playing soccer when I was 4 years old. And it really started as a small club where kids could go to burn off some energy before bed time. But it quickly turned into a competitive soccer I grew to love!

tell us more about your career in youth soccer …

I played for Evergreen “Stingers” for about 14 years before I made it onto a traveling team. Freshman year of high school I played for Colorado Rush. Which was I. The super league and the ECNL league (elites club national league), I played college for my high school and basketball for my high school as well.

you had to be very busy, no?

The Rush team meant that I trained everyday for about 2 hours and then would play two games every weekend. It was a lot especially at a young age. And the traveling is a huge reason why I am who I am today along with how I got to Italy.

it was a good team?

We won nationals my freshman year so a lot of college scouts noticed my team. I verbally committed to play SEC D1 soccer at the University of Arkansas at 16. I went there for a semester in 2015 and then transferred to Iowa state quickly after where I played my last 3 years in the Big12 D1 league. 

You love this game, do ya?

The soccer is amazing.

Have you ever paid to play?

As a student athlete I never had to pay for my sport or any other collegiate sports.

Are youth leagues always associated with schools?

Youth teams are either club or school affiliated. For instances. You can play for your high school and a local club. in college you are either on the school team (meaning you can get scholarship and represent the school) or you are on the club team where players are far less competitive and have to pay for their own flights, trips, tournaments etc.
It depends on the college and popularity of women’s soccer in the location.

does americans pay to watch school championship games?

At university of Arkansas it cost money to see the women’s soccer team play (making us a revenue sport) while at Iowa state you could watch for free.

and what did you do upon your graduation?

Upon graduation I was committed to play for Oxford Brookes university while I would have received masters as well. But Soccer Management reached out to me and I knew I had to go. I knew that being 22 and forcing myself to be uncomfortable, learn a new language and pursue my love for coaching was the best choice for me. Especially after having coached at a highschool in Iowa I was the importance sports has on the lives of children (especially girls) and the structure it can provide for them. 

what about your italian experience?

Now, once I arrived to Italy it was clear that it was going to be a challenge. In a very new way. The soccer was amazing, but the program allows for something I haven’t experience since I was little: play with boys. In the mornings we train as an SMI group, so I play against males the same age as me, from different countries and frankly a lot bigger than me. And I love it. It is amazing competition and forces me to grow as a player.

do amateur championships exist in america?

Yes there are non-competitive championships depends on the league you’re in.

Have you ever heard of the indoor soccer that is played 5vs5 which is taught in soccer schools in latin america to improve the technique?

Oh yes in America we call it futsal, and you’re right. It promotes coerver soccer and tika taka soccer. I agree.

What differences have you noticed between Italian and American women’s football?

With regard to the soccer coaching and playing in women’s soccer (in Italy) as a whole; it is smarter than American soccer. I would say that in America we are know for being athletes. We “out athletic” if you will, our opponents. We run for days, kick it and run, tackle and run, run run run. But here everyone loves soccer so much they focus on developing strong soccer IQs and technical ability at a young age. The amount of Coever style soccer coaching used here is impressive and refreshing to be around. It was the style I was lucky enough to be around in the Colorado Rush program, which brought us wild success. Much like it has brought success to my current team here in Italy. We won our game last night 10-0 and are looking to moving up divisions.

Why did you choose Italy as a study destination?

I chose Italy because soccer is my heart and it is an amazing location (a dream for most Americans) and learning Italian was a goal of mine. I love Rome and am learning quickly.

what is your opinion about women’s sport?

I also agree that many amazing accomplishments in women’s sports but soccer in particular, have been minimized from the public eye. I studied abroad in Costa Rica as well, and so I do have an interesting collection of men’s perspectives from around the world and in different cultures.

Do you think women’s sport is hidden from the male chauvinist culture?

Sadly yes, that does limit experience but the goal is to increase popularity through accomplishments and viewership! Women’s sports are on the come up so I am happy to know you are participating to helping it.

Traduzione:

Ciao Brianna, come inizia la tua storia di calciatrice?

Ho iniziato a giocare a calcio quando avevo 4 anni. Ed è iniziato tutto in un piccolo club dove i bambini potevano andare a bruciare un po’ di energia prima di coricarsi. Ma sono passata rapidamente al calcio competitivo e l’ho imparato ad amare!

dicci qualcosa della tua carriera nel calcio competitivo…

Ho giocato negli Evergreen “Stingers” per circa 14 anni prima di entrare in una squadra lontano casa. Il primo anno di liceo ho giocato per i Colorado Rush. Ciò significava giocare La super league e la ECNL league (elites club national league) per il mio liceo, dove ho giocato anche a basket!

DEVI ESSERE stata MOLTO OCCUPATa…

Giocare per il team di Rush voleva dire allenamenti ogni giorno per circa 2 ore. A quei tempi giocavo due partite ogni fine settimana. È stato molto impegnativo, soprattutto per la giovane età. Penso che “il viaggio” sia la grande ragione per cui sono quello che sono oggi.  Penso che sia per questo che mi ha spinto a venire in Italia.

i rush erano una buona squadra?

Abbiamo vinto i nazionali il mio primo anno, quindi molti osservatori del college hanno notato la mia squadra. Ero sempre impegnatissima a giocare a calcio. A 16 anni ho giocato in SEC D1 all’Università dell’Arkansas per un semestre (nel 2015) e poi mi sono trasferita nello stato dell’ Iowa dove ho giocato i miei ultimi 3 anni nella lega Big12 D1.

Ami questo sport, vero?

Il calcio è stato fantastico.

Hai mai pagato per giocare nelle giovanili?

In quanto studentessa atleta non ho mai dovuto pagare per praticare il calcio o qualsiasi altro sport collegiale.

le squadre giovanili sono sempre collegate alle scuole?

Le squadre giovanili sono affiliate al club o alla scuola. Per esempio, puoi giocare per il tuo liceo e un club locale. Al college fai parte della squadra della scuola (il che significa che puoi ottenere una borsa di studio e rappresentare la scuola), mentre se sei nella squadra del club, questi sono molto meno competitivi e devono pagare per i propri voli, viaggi, tornei ecc.
Il trattamento dipende soprattutto dal college e dalla popolarità del calcio femminile nella specifica località.

si paga per vedere le partite scolastiche?

All’Università dell’Arkansas si paga per vedere le partite del calcio femminile (rendendoci uno sport che procura entrate economiche per la scuola) mentre in Iowa state l’ingresso è libero.

dopo la laurea cosa hai deciso di fare?

Dopo la laurea avevo preso l’impegno di giocare per l’università di Oxford Brookes mentre avrei conseguito i master, ma Soccer Management mi ha contattata per venire in Italia per conseguirlo a Roma. Sapevo che non avrei dovuto perdere l’occasione. Pur sapendo che a 22 anni sarei dovuta uscire dalla mia zona di confort e che avrei dovuto imparare una nuova lingua per perseguire i miei scopi in nome dell’amore per il coaching, ero certa che sarebbe stata la scelta migliore per la mia vita. Certezza maturata dopo la mia esperienza alla scuola superiore in Iowa, dove ho scoperto l’importanza che lo sport ha sulla vita dei bambini (in particolare le ragazze) e sulla formazione che può fornire loro.

cosa ci puoi dire della tua esperienza in Italia?

Ora sono arrivata in Italia. Era chiaro che sarebbe stata una sfida in un mondo completamente nuovo. Il calcio qui è fantastico. Ciò che non mi aspettavo, era di giocare con i ragazzi, cosa che non facevo da quando ero piccola! Al mattino ci alleniamo tutti insieme noi del gruppo SMI, quindi gioco contro maschi della mia stessa età e di paesi diversi… francamente molto più grandi di me!!!! Ed amo questa cosa. È una sfida straordinaria che mi costringe a crescere come giocatrice.

esistono campionati amatoriali ?

Sì esistono anche campionati non competitivi.

hai mai sentito parlare del calcio a 5 indoor utilizzato dai sudamericani per migliorare la tecnica nelle scuole calcio?

Oh, sì! In America lo chiamiamo futsal. Hai ragione, promuove il metodo di insengamento Coerver ed il tika taka. Sono d’accordo che aiuti molto a migliorare la tecnica individuale.

Che differenze ci sono tra il calcio femminile italiano e statunitense?

Per quanto riguarda l’allenamento e il gioco, il calcio femminile in Italia, nel suo insieme, è più intelligente del calcio americano. Direi che in America siamo conosciuti per essere atleti. Sovrastiamo atleticamente i nostri avversari. Corriamo per giorni, calciamo e corriamo, facciamo interventi in scivolata e corriamo, corriamo, corriamo e corriamo. Qui tutti amano il calcio così tanto che si concentrano sullo sviluppo dell’intelligenza tattica del calcio allenando le abilità tecniche già in giovane età. La quantità di allenamenti di calcio in stile Coever, qui, è veramente impressionante! Svolgerlo mi rinfresca!!! Mi ricorda lo stile di allenamento utilizzato dai Colorado Rush, che ci ha procurato un successo incredibile. Proprio come sta portando successo alla mia squadra attuale qui in Italia. Abbiamo vinto ieri sera per 10-0 e stiamo cercando di fare ancora meglio.

perchè hai scelto l’italia come meta di studio?

Ho scelto l’Italia perché il calcio è nel mio cuore e questo paese ne è una patria. Penso che sia un paese meraviglioso e per molti americani è un sogno. Avevo l’obiettivo personale di imparare l’italiano, amo Roma che me lo sta facendo imparare in fretta.

Come pensi che sia visto lo sport femminile nel mondo?

Avendo studiato all’estero, anche in Costa Rica, ho potuto inquadrare le prospettive degli uomini di tutte le parti del mondo e delle più varie culture. Posso quindi dire che nonostante i grandi successi dello sport femminile, dagli uomini e dalla nostra società questi vengono sempre di minimizzati, soprattutto nel calcio.

pensi che venga un po’ oscurato dalla nostra cultura che predilige lo sport maschile?

Purtroppo sì, questo è un limite per l’esperienza, ma l’obiettivo è aumentare la popolarità attraverso la sua pratica ed aumentandone la visibilità! Lo sport femminile è in crescita e sono felice di averti conosciuto perché so che sei una persona che si impegna ne suo sviluppo.

Attaccare spalle alla porta

Ieri abbiamo giocato (e perso) una partita a calcio a 9 in un campo molto piccolo nelle dimensioni e con le porte più grandi del dovuto. La strategia della squadra avversaria dotata di buone capacità tecniche oltre a sfruttare l’ 1 contro 1 è stata quella di attaccare spalle alla porta con i giocatori che smistavano palloni o si giravano per tirare.

Nell’esercizio che propongo oggi vorrei far migliorare i miei ragazzi proprio su questo e cioè quando i giocatori ricevono la palla con le spalle alla porta. Possono tentare di girarsi e battere il difensore oppure tenere la palla e giocare di sponda per i propri  compagni di squadra. 

attaccare-spalle-alla-porta

Il primo esercizio vede un 1 contro 1 che riproduce la situazione in cui gli attaccanti ricevono la palla sotto pressione e con le spalle all’obiettivo.

La fila blu è composta dai difensori mentre l’altra fila è composta dagli attaccanti. Il mister tira la palla nel campo e l’attaccante deve muoversi per ricevere la palla e nel momento della ricezione deve provare a girarsi e segnare in una delle due porte alle sue spalle (indicate con A nell’immagine). Se il difensore vince il possesso, può segnare nelle due porticine che ha davanti (indicate con D nell’immagine).

E’ importante sottolineare il movimento per ricevere la palla, essere capaci di proteggerla dal difensore e riuscire a girarsi per tirare in porta.

attaccare-spalle-alla-porta

Nel successivo esercizio divido i giocatori in tre gruppi. Il terzo gruppo prende il posto del mister del primo esercizio e i giocatori faranno i centrocampisti di supporto. Dopo aver passato la palla all’attaccante il centrocampista va a sostegno dell’attaccante che deve proteggere la palla dal difensore e giocare la palla in un 2 contro 1 per andare a segnare in una delle due porte. Se il difensore vince il possesso, può segnare nelle due porticine che ha davanti.

Un successivo sviluppo è includere un secondo difensore in modo tale che quando il centrocampista entra in campo possa entrare in campo anche il difensore in modo da trasformare il gioco in una situazione di 2 v 2.

Per attaccare spalle alla porta, quindi, sottolineare come il gioco deve basarsi sul movimento per ricevere la palla, sulla capacità di protezione e sul giocare a tesata alta in modo da essere in grado di passare o di potersi girare sul difensore.