Centrocampista in superiorità numerica

Esercitazione che sviluppa le possibilità di superiorità numerica in attacco attraverso il movimento del centrocampista.

Per creare superiorità numerica e sfruttarla al meglio il centrocampista deve avere essere veloce, muoversi correttamente ed avere una buona precisione nei passaggi. 

Centrocampista in superiorità numerica

Giochiamo con due squadre da 6 giocatori e centrocampista neutrale. In un campo giochiamo un 3 contro 3 mentre nell’altro campo giochiamo un 2 contro 2 con i portieri.

Il centrocampista gioca nella zona centrale ma può spostarsi in qualsiasi zona mentre gli altri giocatori non possono uscire dalle loro zone.

Il portiere gioca nella zona centrale del centrocampista che gioca la palla ad una delle due squadre nei due campi. Il centrocampista  non può essere contrastato nella sua zona ma può uscire con la palla liberamente e una volta fuori può essere contrastato. 

A tempo si finisce l’azione e poi si riparte sempre dal centrocampista per iniziare un altro attacco. Conviene tenere due o tre centrocampisti a rotazione per tenere alta l’intensità dell’esercitazione.

Ogni azione sarà verso un obiettivo diverso. Se il primo attacco del centrocampista sarà fatto verso il campo del 2 contro 2 il successivo attacco sarà verso il 3 contro 3 e così via in sequenza.

I giocatori di ogni zona devono muoversi per sfruttare al meglio la superiorità creata dal centrocampista.

 

Simone Giovanelli ci racconta il calcio femminile e giovanile in Repubblica Dominicana

Video di un allenamento
Ciao Simone, facci una breve presentazione di te!

Sono Simone Giovanelli, sono formatore di calcio base e ho 46 anni. Vivo e lavoro in República Dominicana da 6 anni.

Come è iniziata questa esperienza?

Ho iniziato a lavorare come professore di educazione física in un collegio privato. Ho deciso di proporre il calcio. Qua è poco conosciuto perché lo sport nazionale è il baseball.

la proposta ha avuto successo?

Ai bambini è piaciuto molto, così ho formato una Scuola calcio aperta a tutti dai 4 a 18 anni.

Squadra femminile di categoria Under 15
Torneo di futsal giovanile
Quindi lavori sia a livello scolastico che di scuola calcio privata?

Sì, lavoro tanto con le categorie del collegio, che si chiama Colegio Dominicano, e per la Scuola calcio privata che si chiama Proyecto Italia.

In Italia, a causa della pandemia l’attività giovanile ha avuto un rallentamento… com’è la situazione da voi?

Quì, in questo momento, è tutto bloccato per il Covid, ma sino a qualche tempo fa si poteva fare allenamento individuale.

In Repubblica Dominicana esiste un movimento di calcio femminile?

Sì, in República Dominicana il calcio femminile è molto praticato. Si parla soprattutto di tornei di futsal a livello scolastico, ma da qualche anno è iniziato il campionato di serie A di calcio a 11 . Adesso però è tutto fermo.

Le ragazze del Colegio Dominicano nel torneo nacional Futsal Copa Claro 2019
Ragazze del Colegio Dominicano
Avete qualche rapporto con l’italia?

Io ho aperto da poco una collaborazione con lo Spezia Calcio Femminile, una Academy di calcio Femminile italiana, i cui progetti non rientrano solo in ambito sportivo calcistico, ma anche di carattere socio-culturale, promuovendo nelle scuole la lotta alla violencia di genere.

A che età iniziano a giocare le ragazze e che fasce di età accoglie l’Academy?

Ho molte ragazze che partecipano nella mia Academy dai 7-8 fino ai 15-17 anni. Come ti ho detto ci sono campionati giovanili solo a livello scolastico.

L’allenatore deve essere un educatore, quindi occorre avere persone adeguatamente formate, no?

In questo momento, in República Dominicana, stiamo sviluppando con un gruppo di allenatori italiani un progetto di Formazione per giovani allenatori.

Il corso quest’anno è iniziato il 30 di dicembre e finirà a marzo.

Il 50% sono alunne femmine.

quindi anche le donne hanno il loro spazio all’interno del mondo sportivo?

Le donne amano lo sport, a pari livello degli uomini, quindi hanno molto spazio sia a livello educativo sportivo che istituzionale. Abbiamo arbitri, allenatrici e dirigenti federali.

In Italia, il futsal è visto come uno sport minore rispetto al calcio a 11, amatoriale o per calciatori a fine carriera, mentre da voi?

Il futsal è molto praticato, sia a livello di club che scolastico, forse molto di più che il calcio a 11..

“Il futsal come mezzo di Formazione. L’importanza del futsal nell’insegnamento verso il giovane calciatore: uno sportivo di calcio a 5 può giocare a calcio a 11, ma non siamo certi del contrario. Il futsal è propedeutico per il calcio a 11 ed è importante praticarlo sino dalla scuola calcio come avviene in Spagna e Brasile.”

Fare buoni cross

Fare buoni cross è un arma chiave in qualsiasi squadra per attaccare l’area avversaria. In questa esercitazione i giocatori sono incoraggiati ad attaccare attraverso le ali che effettuano cambio di campo attraverso dei cross.

Fare buoni cross

Posizioniamo un giocatore in ciascuna delle caselle per fare i cross. Nell’area principale giochiamo un 6 (rossi) contro 3 (verdi) con la squadra rossa che deve fare tre passaggi poi passare a uno dei giocatori nelle caselle.

I giocatori nelle caselle ricevuta la palla devono passare al giocatore nell’altra casella tramite il cross.

Se il giocatore che riceve il cross riesce con massimo due tocchi a passare la palla ad un giocatore della squadra rossa segna un punto.

Se l’altra squadra (verdi) vince la palla, può passare subito ad un giocatore nella casella dei cross che passa di nuovo all’altro giocatore nell’altra casella che a questo punto deve cercare di passare ad un giocatore verde per avere il punto.

Il consiglio è di cambiare spesso i giocatori che fanno i cross e di invogliare i giocatori nell’area centrale a cercare spesso un buon primo tocco e un passaggio preciso.

Anche le dimensioni del campo cambiano a seconda dell’età e delle abilità dei ragazzi.

Dribblare in area di rigore

Una delle opzioni a disposizione degli attaccanti quando si avvicinano all’area di rigore, sia che si tratti di un esterno, di un ala o di un numero 10, è di entrare da solo nell’area di rigore per superare i difensori.

area di rigore

Nella semplice esercitazione i giocatori (rossi) conducono palla facendo lo slalom tra i pali e devono tirare in porta con il primo tocco una volta che hanno superato l’ultimo palo.

Contemporaneamente l’altro giocatore funge da portiere e corre attraverso il suo set di pali. 

A seconda delle età bisogna sperimentare la distanza e il numero di pali che il portiere attraversa in modo che raggiunga la porta nello stesso momento in cui l’attaccante tira.

E’ importante per lo sviluppo del giocatore che impari ad effettuare il dribbling con entrambi io piedi e che gestisca bene la pressione  al dover battere un portiere in movimento. 

Dopo qualche giro è utile cambiare la sequenza dei pali creando angolazioni diverse di entrata in area in modo da cambiare il tipo di dribbling che il ragazzo deve usare prima di tirare in porta.

Una volta effettuato il tiro, il portiere e l’attaccante recuperano la palla e si scambiano i ruoli

Esercitazione Podalica per Portieri

Bentornati a tutti !!! Spero abbiate passato buone feste anche se limitate dalla situazione contingente…..

Oggi vorrei proporvi una semplice esercitazione che unisce la capacità podalica a quella di scelta e alla capacità di ragionamento.

Esercitazione Podalica per Portieri

Si posizionano tre porte piccole nelle posizione che più ritenete opportune, in base alla tipologia di gioco della squadra, che verranno nominate con un numero, con un colore  di un cinese messo dentro alla rete e con il nome, se ci sono abbastanza compagni, di un portiere che sta dietro la porta . Il Mister, in blu, calcia un pallone verso il portiere che è in porta e chiama il colore corrispondente alla porta in cui vuole far direzionare il calcio dando anche il comando Bassa ( Palla rasoterra ) o Alta ( Palla a scavalcare ). A seconda del tempo di chiamata il portiere dovrà essere sempre più veloce a decidere ed eseguire il comando. A queste indicazioni ho aggiunto poi anche il nome del compagno in maniera da avere tre indicazioni e, quindi, a complicare ancora di più la scelta.

Esercitazione Podalica per Portieri

Una volta assorbita la tipologia di esercizio metto un compagno che simula il movimento della punta limitando a due, in questo caso, le linee di passaggio libere dando comunque l’indicazione Bassa o Alta. Questa situazione comincia ad aumentare la capacità di scegliere velocemente e di adattarsi alle possibilità di gioco.

Un’altra variante, che aumenterà esponenzialmente il ragionamento ed il tempo di scelta, è l’inserimento di un’altra “punta” che quindi concorrerà a lasciare libera solo una linea di passaggio. In questo caso la capacità di adattarsi sarà ancora più sotto pressione.

Qui bisognerà insistere anche sul lavoro di calcio con il piede debole proprio per ottenere una migliore e più efficace distribuzione con ambo i piedi che aumenterà le difficoltà generali dell’esercizio.

E’ logico che questa è una esercitazione che necessita almeno 6 portieri nell’ultimo sviluppo e quindi non semplicemente ripetibile con pochi portieri ma si potrebbe integrare con i difensori.

Spero che questa semplice esercitazione sia stata di vostro gradimento e come al solito se volete aspetto commenti.

Alla Prossima !

1 contro 1: Difensore contro attaccante

I difensori devono essere in grado di affrontare gli scontri 1 contro 1 con gli attaccanti. In questa esercitazione si lavora su come migliorare le abilità di difesa, di come reagire alle varie situazioni che si vengono a creare.

E’ importante che Il difensore possa lavorare su diversi aspetti. Deve pensare a come andare in pressione velocemente Deve posizionarsi con il corpo tra l’attaccante e la porta e rimanere a distanza ravvicinata. Guardare la palla, adottare una posizione leggermente laterale, abbassarsi e piegare le ginocchia rimanendo in equilibrio e forzare l’avversario lateralmente portandolo lontano dalla porta e sul suo piede più debole.

1 contro 1

Nell’esercitazione utilizziamo quattro coppie di giocatori con pettorine di colore diverso (ogni coppia ha una palla), come mostrato nell’immagine in alto. Per creare una successione di situazioni 1 contro 1, il mister chiama due colori (potrebbe essere anche lo stesso colore). Il primo colore chiamato è l’attaccante e deve sempre dribblare sul lato opposto del quadrato per cercare di segnare.

Il secondo colore chiamato è sempre il difensore e deve cercare di impedire all’attaccante di segnare. I giocatori coinvolti tornano sempre alla loro posizione di partenza..

1 contro 1

Un successivo sviluppo coinvolge i giocatori attorno all’area di rigore. Tre postazioni: due sulla linea di porta (chiamale A e B), e la terza, fuori dall’area di rigore ma in linea con una delle altre due stazioni (chiamata C).

Il giocatore A passa al giocatore C, quindi corre per difendere un 1 contro 1 in cui C deve effettuare un tocco di controllo prima di provare a segnare. Quando la palla lascia l’area di gioco, il giocatore del gruppo B passa una seconda palla al giocatore A che ora deve diventare l’attaccante e tenta di girarsi e segnare contro il giocatore B che gli ha passato la palla.

Assicuriamoci che ogni giocatore difenda e attacchi da tutte le stazioni.

Una successiva situazione di gioco potrebbe essere svolta giocando un 4 contro 4 con portieri in un campo relativamente piccolo rispetto all’età dei giocatori per proporre tanti 1 contro 1

Vince ovviamente chi segna più goal in una partita dove i giocatori devono difendere e attaccare in una serie di situazioni 1 contro 1.

Palla lunga

Il calcio è bello perché è vario. Anche se in questo periodo non è di moda, le squadre avversarie possono arrivare e lanciare palle lunghe dietro i nostri difensori. E’ per questo che dobbiamo allenare i ragazzi a leggere la traiettoria e a reagire al pericolo della palla lunga.

Se effettuata con  determinate caratteristiche il modello di gioco della palla lunga, a volte, può essere  un sistema efficace tanto quanto quello posizionale.

Palla lunga

Giochiamo una partita 6 contro 6 inclusi i portieri. Nella zona vicino alla porta ci devono essere un portiere e un attaccante avversario mentre nelle zone centrali abbiano tre difensori e un centrocampista avversario.

I giocatori devono rimanere nelle loro zone, ma un difensore può entrare nella zona vicino alla porta al primo tocco dell’unica punta. Il gioco inizia con un passaggio del portiere a uno dei difensori / centrocampisti e la partita inizia al primo tocco.

In questo gioco capiterà spesso che venga effettuata una palla lunga bassa o alta a scavalcare il reparto difensivo in direzione dell’unico attaccante.

Quindi le squadre devono reagire a questo gioco e trovare il modo migliore per affrontarlo. Il reparto difensivo si deve organizzare a seconda dei movimenti dell’attaccante e reagire rapidamente con un difensore autorizzato a contrastare l’attaccante che riceve palla.

Anche se negli ultimi anni la “regola” è uscire palla al piede l’imprevedibilità del calcio deve portare a non sottovalutare i molti aspetti che lo caratterizzano.

La palla lunga ad esempio può essere effettuata al meglio se nella rosa dei ragazzi ci sono determinate caratteristiche come la fisicità del giocatore che si posiziona in avanti – attaccante ma potrebbe essere anche un centrocampista (modello MIlinkovic Savic nella Lazio).

Se abbiamo nella nostra rosa un giocatore con una fisicità importante potrebbe quindi sfruttare questa situazione di gioco. Se poi alla fisicità abbina la tecnica, ancora meglio, in modo da poter costruire anche trame di gioco più elaborate nello stretto.

Altro requisito importante è la presenza di ragazzi con un calcio preciso, a partire dai difensori: è necessario un difensore capace di trovare la verticale con facilità e precisione, in modo da poter innescare i giocatori offensivi.

Infine, per ottimizzare al meglio questo sistema, è obbligatoria la presenza di giocatori che accompagnino e raccolgano la sponda – piuttosto che guadagnare la profondità – in base ai movimenti del proprio attaccante.

In questa esercitazione alleniamo la nostra difesa a reagire alla possibilità di incontrare squadre che giocano con il modello della palla lunga.

Passaggio intelligente

Il passaggio è un fondamentale tecnico importantissimo. I ragazzi devono capire che non devono sottovalutarlo. Si può passare per mantenere la palla ma anche per spostare gli avversari o per oltrepassare un reparto con un passaggio intelligente.

E’ importante che il ragazzo abbia la convinzione che “la palla non gli scotti tra i piedi”. Deve essere paziente se necessario ma anche in grado di giocare il passaggio intelligente quando si presenta l’occasione.

Passaggio intelligente

Come riscaldamento giochiamo un 4 contro 1 in un quadrato di 10 metri. Gli attaccanti vincono un punto se fanno 5 passaggi consecutivi mentre il difensore vince se riesce a buttare fuori la palla dal quadrato.

Sostituiamo il difensore con un compagno di squadra ogni 30 secondi. Dopo due minuti di esercizio complessivo vince la squadra con il maggior numero di punti.

Passaggio intelligente

Successivamente sviluppiamo l’esercitazione giocando con 3 squadre da due giocatori ciascuna che giocano 2 + 2 contro 2 in un quadrato di 20 metri quadri. Le due squadre giocano contro la terza squadra.

Qualsiasi squadra che perde il possesso a favore dei difensori cambia ruolo. I punti agli attaccanti vengono assegnati per aver fatto 10 passaggi consecutivi.

Invece i difensori segnano un punto se interrompono un attacco mantenendo la palla nel quadrato.. Giochiamo per due minuti e calcoliamo i punti di tutte e tre le squadre.

Passaggio intelligente

Alla fine avvicinandoci alla situazione di gioco realizziamo un 4 contro 4 in un quadrato di 30 metri quadri circa con una zona di meta larga cinque metri circa a ciascuna estremità.

Alla squadra in attacco è consentito un solo attaccante nella zona dei 5 metri (non può stare nella zona più di 30 secondi) mentre la squadra in difesa non può entrare nella zona dei 5 metri.

Si ha il punto quando il compagno di squadra nei 5 metri riceve il passaggio .