Esercitazione Podalica per Portieri

Bentornati a tutti !!! Spero abbiate passato buone feste anche se limitate dalla situazione contingente…..

Oggi vorrei proporvi una semplice esercitazione che unisce la capacità podalica a quella di scelta e alla capacità di ragionamento.

Esercitazione Podalica per Portieri

Si posizionano tre porte piccole nelle posizione che più ritenete opportune, in base alla tipologia di gioco della squadra, che verranno nominate con un numero, con un colore  di un cinese messo dentro alla rete e con il nome, se ci sono abbastanza compagni, di un portiere che sta dietro la porta . Il Mister, in blu, calcia un pallone verso il portiere che è in porta e chiama il colore corrispondente alla porta in cui vuole far direzionare il calcio dando anche il comando Bassa ( Palla rasoterra ) o Alta ( Palla a scavalcare ). A seconda del tempo di chiamata il portiere dovrà essere sempre più veloce a decidere ed eseguire il comando. A queste indicazioni ho aggiunto poi anche il nome del compagno in maniera da avere tre indicazioni e, quindi, a complicare ancora di più la scelta.

Esercitazione Podalica per Portieri

Una volta assorbita la tipologia di esercizio metto un compagno che simula il movimento della punta limitando a due, in questo caso, le linee di passaggio libere dando comunque l’indicazione Bassa o Alta. Questa situazione comincia ad aumentare la capacità di scegliere velocemente e di adattarsi alle possibilità di gioco.

Un’altra variante, che aumenterà esponenzialmente il ragionamento ed il tempo di scelta, è l’inserimento di un’altra “punta” che quindi concorrerà a lasciare libera solo una linea di passaggio. In questo caso la capacità di adattarsi sarà ancora più sotto pressione.

Qui bisognerà insistere anche sul lavoro di calcio con il piede debole proprio per ottenere una migliore e più efficace distribuzione con ambo i piedi che aumenterà le difficoltà generali dell’esercizio.

E’ logico che questa è una esercitazione che necessita almeno 6 portieri nell’ultimo sviluppo e quindi non semplicemente ripetibile con pochi portieri ma si potrebbe integrare con i difensori.

Spero che questa semplice esercitazione sia stata di vostro gradimento e come al solito se volete aspetto commenti.

Alla Prossima !

Il dominio della palla

Prima di iniziare a capire perché sia importante incominciare a lavorare sul Dominio della palla, è giusto conoscere la sua definizione: “Saper domare la palla con l’intento di gestire la stessa all’interno del proprio spazio d’azione ed in assenza di avversari”. Leggendo la spiegazione è facile intuire come il dominio rappresenti un “tu per tu” tra l’atleta e la palla, nel quale si parte da un rapporto di reciproca conoscenza che col tempo migliora fino a diventare un legame “fraterno”.

Questo gesto tecnico talvolta viene trascurato dagli allenatori, in quanto non lo ritengono fondamentale per gli apprendimenti successivi, ma non è così!

In questi tempi di Covid, dove siamo costretti a lavorare quasi esclusivamente sulla tecnica di base, può essere utile focalizzare i nostri allenamenti anche su questo aspetto importantissimo.

Se il giocatore non impara a conoscere l’attrezzo principale col quale dovrà relazionarsi all’interno del campo, difficilmente riuscirà poi a comprendere i successivi passaggi che il gioco del calcio prevede, quali: la relazione coi compagni, la presenza degli avversari e comprendere lo spazio che lo circonda.

Nella fase iniziale, soprattutto coi più piccoli, il dominio è principalmente legato a concetti che riguardano la conduzione, la finta ed il dribbling, ma non solo… Infatti, ad esso si legano direttamente ed indirettamente anche alcuni degli aspetti motori e psicologici che fanno parte del giovane calciatore di queste età. Col dominio lavoriamo principalmente sui primi due aspetti, in quanto l’assenza dell’avversario diventa essenziale per non creare situazioni di stress nell’apprendimento del compito richiesto. Allo stesso tempo, però, favoriamo le basi per l’acquisizione di nuovi gesti tecnici.

ECCO UN ESEMPIO PRATICO, UTILE A TUTTE LE ETÁ

IL SUPER TRIS

Si formano due squadre che si dispongono dietro la linea di partenza ed ognuna avrà un pallone di un colore prestabilito. Al via, partono i primi due giocatori di ogni squadra ed avranno l’obiettivo di lasciare la palla in uno dei 12 cerchi posti di fronte a loro (vedi fig.). Ogni atleta, però, deve prima condurre la palla dentro il corridoio per poi arrivare fino al paletto, qui dovrà scegliere quale finta utilizzare per superarlo. L’obiettivo di ogni squadra è quello di realizzare per prima un “tris” mettendo i propri palloni in fila (verticalmente, orizzontalmente o diagonalmente). Una volta posizionato il pallone bisogna rientrare e dare il cambio al compagno.

Variante: ogni giocatore può decidere se posizionare il proprio pallone oppure togliere dal cerchio uno di quelli avversari.

dominio della palla

Fig.: Il giocatore della squadra rossa sta conducendo il proprio pallone in un cerchio, mentre quello dei blu sta effettuando una finta di fronte al paletto

Marika Bonomo: Portiere ed allenatrice giovanile

Ciao Marika, come nasce la tua passione per il calcio? 

Nasce all’età di 4 anni .. andavo a vedere ogni partita di mio padre sotto la pioggia la neve , il caldo , il vento .. vedevo solo lui è la palla!

Riscaldamento pre-partita calcio a 5
Come hai deciso di fare il portiere? 

Volevo essere come papà . È l’unico ruolo dove io posso volare .

sei passata dal calcio al calcio a 5… che differenze hai trovato? 

La prima partita mi è sembrato di tornare ai miei 6 anni, in quelle palestre col fondo di cemento o di legno… è stato bellissimo tornare a giocare a calcetto . L’unica differenza che ho trovato come portiere è la grandezza della porta . Il modo di giocare è più veloce…

dimmi una cosa facile ed una difficile nel giocare a calcio… 

Penso che la passione possa rendere facile l’apprendimento.
La cosa difficile per un portiere è scordarsi una “gatta” che si è fatta oppure subire un gol che si sarebbe potuto parare.

dimmi una cosa facile ed una cosa difficile del calcio a 5, invece? 

Nel calcio a 5 la cosa più facile è che riesci a far gol dalla porta!!!! Buahah . Penso di essere l’unico portiere che ha fatto 3 gol in campionato è uno in coppa .
La cosa difficile è quella di avere velocità nelle parate . Ed avere l’istinto giusto.

vorresti provare il calcio a 7? (Di solito piace molto alle ragazze del calcio perché lo vedono più veloce)

Si . Mi farebbe veramente piacere provare .

In rappresentantiva di calcio a 5 uisp hai giocato come giocatrice di movimento… provando questo ruolo, come ti è sembrato? Pensi che provare il ruolo delle compagne, possa aiutarti a capire come dare loro indicazioni dalla porta nelle prossime partite? 

Ti dico la verità: ho provato a giocare fuori per vedere le mie compagne, per capire come si comportano in difficoltà, perché in quel torneo avevamo avversarie di livello . Capire da vicino cosa sbagliano o cosa fanno giusto, provandolo sulla mia pelle. Volevo entrare nel loro mondo; Come portiere, alla fine, mi sento un po’ sola, perché ci sono i difensori, ma dove non ci arrivino loro ci devo arrivare io. È stata una bellissima esperienza, ma ovviamente dopo uno scatto crepavo ahah…

So che hai giocato anche in Marocco… intanto… calcio, calcio a 5 o beach soccer? 

In Marocco o giocato a 11, una volta ma così con degli amici. Là non è come in Italia, in Marocco e meno combattivo ..

cosa pensano del calcio femminile? può avere dello sviluppo? 

In Marocco è già in sviluppo il calcio femminile ed in questo penso che possa dare il buon esempio al mondo. In Marocco in molti pensavano che le donne dovessero stare a casa, ma non è così, se una donna vuole giocare a calcio lo deve fare ..

sono molte le ragazze che giocano con i capelli coperti e gli scaldamuscoli sotto le braghette in rispetto della tradizione? 

Si . Ho visto ragazze in Marocco giocare così e io le rispetto . Perché anche mia mamma lo porta . E il calcio non è razzismo ma è uno sport dove tutti i paesi del mondo possono giocare . In qualsiasi modo si vestano . Basta che toccare un pallone e si inizia la vita vera.

Qual è una partita che ti è piaciuta più di altre?

In questi 14 anni, ci sono state partite che mi hanno lasciata sconsolata, arrabbiata e triste… partite in cui sbagliavo e stavo male ed altre in cui facevo delle parate stupende…

Mi ricordo una partita a Fornovo, contro il Ghiarceto, in cui ricordo che eri venuto a fare le foto… ricordo di aver fatto una partita in cui mi era sembrato di non smettere di fare parate… di cui alcuni miracoli assurdi… ed ho finito la partita con 2 ematomi giganti ai gomiti..

Io penso che una partita è bella quando la affronti con la voglia di entrare in campo e non mollare mai. Anche malattie e piccoli infortuni non mi hanno mai fermato

Parlando con la Marika allenatrice… con bambini di 6 anni, quale aspetto bisogna curare di più? A quella età è molto più importante essere “educatori” che allenatori tecnici… come vedi i bimbi da questo punto di vista, disponibili? 

A sei anni bisogna essere più amici dei bambini che allenatori . Si devono divertire con giochi con la partitella .

Sei giovane e forse hai avuto qualche possibilità in più rispetto alle generazioni che ti hanno preceduto di poter iniziare a 4 anni. Che possibilità ci sono per una bambina di iniziare oggi? 

Io ho iniziato a 4 anni perché avevo la fortuna di avere mio papà come allenatore . Al giorno oggi bisogna aspettare i 6 anni, ma le bambine hanno la possibilità da subito di iniziare a giocare con una squadra femminile.

Secondo te maschi e femmine possono giocare insieme? Se si sino a che età? 

Sì possono. Io ho giocato con loro fino ai 14 anni. Teoricamente potresti giocare anche fino ai 16, ma scalando di annata. Non gioco più con loro, ma per fortuna mi alleno con la categoria maschile .

Conosci il calcio ed il calcio a 5… secondo te potrebbe essere utile iniziare il percorso calcistico con il metodo futsal? 

Si potrebbe essere utile!

Quanto conta secondo te l’esperienza rispetto all’età anagrafica, nel calcio a 5, dove devi pensare prima di ricevere la palla, invece che dopo averla ricevuta? 

Allora io penso sempre che l’età non conta tantissimo, chi inizia presto come ho fatto io, ovviamente è molto più avanti, rispetto ad altri che iniziano dopo. Allo stesso tempo, ci sono ragazze che iniziano a 6 che comunque fanno fatica a giocare, come può fare fatica una ragazza che ha iniziato tardi, perché non hanno assimilato certe basi .. Nel mondo del calcio penso sempre che bisogna prima pensare a quello che bisogna fare in quel momento. Faccio un esempio: prima di ricevere la palla devi alzare la testa e guardare . Dopo averla ricevuta alzi di nuovo la testa e la giochi . Se giochi con la testa bassa non vai da nessuna parte.

Io non ho studiato scienze motorie, ma fortunatamente sono accompagnato da 2 ragazze che lo sono… dalla tua esperienza hai sempre visto preparatori atletici/fisioterapisti che possono aiutare gli allenatori ad adattare gli esercizi alle esigenze fisiche dei singoli perché non si facciano male o assumano posture errate difficili poi da correggere? 

Sì, almeno nei tre anni al Parma, ho visto fisioterapisti, medici, preparatore atletico e due preparatori dei portieri.

Quanto è importante l’approccio mentale dell’allenatore? Cosa fai per stimolare i bambini?

Sì l’approccio mentale è molto importante . Deve saper allenare e far crescere la squadra da tutti i punti di vista. Se non lo fa, o sta commettendo degli errori o non ha le capacità .
Ahaha Per far stimolare i bambini nell’apprendimento cerco sempre di sviluppare dei giochini che stimolano l’attenzione: Tipo prendi la coda, La gara di palleggi, uno contro uno… A volte faccio finta di essere il cronista della partita e la cosa li diverte molto. L’importante del gioco è sopratutto divertirsi.

L’allenatrice deve dare la carica!
cosa pensi per l’anno prossimo, si potrà ricominciare?

Io spero sempre che si possa ricominciare, anche adesso! Quando manca il calcio, sento che mi manca tutto!!!

Allenamenti individuali – Una splendida opportunità

La delicatissima situazione in cui da tanti mesi siamo immersi  ha cambiato e sta cambiando radicalmente tanti pezzi delle nostre vite e gli strascichi saranno sicuramente  indelebili.

Come dicono in tanti, il calcio è la”cosa più importante delle cose non importanti”; questa premessa è sicuramente doverosa, e il nostro pensiero e le nostre paure sono sicuramente indirizzate verso la salute nostra e dei nostri cari.

Tuttavia il nostro è un blog per appassionati, e ci stiamo rendendo sempre più conto che la passione verso qualcosa (nel nostro caso il calcio) in situazioni durissime come questa funge da ancora di svago e salvezza.

Nelle ultime due settimane e in particolare modo negli ultimi 4 giorni, preso atto dello stop della maggior parte delle competizioni dilettantistiche, c’è stata una pesante discussione sulla tematica allenamenti: allenamenti individuali…si può o non si può?

I chiarimenti di oggi sembrano aver concesso questa possibilità, già testata tra l’altro la scorsa settimana nelle categorie provinciali. 

Sicuramente tra gli addetti ai lavori non sono mancate le polemiche. Tanta gente non riesce a digerire il fatto di privare il calcio del contatto e delle partitelle (non è calcio”), mentre tanti allenatori tendono a snobbare questa nuova situazione (“gli facciamo dare due calci “).

C’è un’altra categoria di allenatori, come il sottoscritto, che ritengono questa nuova modalità di allenamento una opportunità d’oro.

Molto spesso, durante l’anno, molte volte ci facciamo condizionare dai risultati del sabato…sfido chiunque a dire il contrario!  Pur coscienti di essere in torto, nella risicata ora e mezza di allenamento molto spesso rischiamo di “trascurare” la crescita del singolo ragazzo per diventare strateghi e preparare LA PARTITA di campionato.

Siamo sinceri, come è in grado di farci vivere con quella bella sensazione di emozione nel cuore e nello stomaco, allo stesso tempo il campionato indubbiamente porta pressione e condizionamenti! Sfido chiunque a dire il contrario.

Il blocco delle competizioni ci ha fatto riscoprire questa dimensione di allenamento senza contatti e a distanza. Su cosa buttarsi? Come suggerisce la parola “individuale”, sul singolo!

Personalmente ho riscoperto in questi primi nuovi allenamenti un clima sereno e un dolce scorrere del tempo…senza “fuoco sotto il sedere”!

I bambini, alleno i 2012, sono ben coscienti di queste regole e che per un po’ non potranno fare partitelle o esercitazioni situazionali e questo ci sta aiutando molto.

Così, con massima calma, c’è tutto il tempo di dedicarsi alla loro crescita motoria e alla tecnica individuale, senza nessun’altro tipo di pensiero e preoccupazione.

Ovviamente la fantasia è fondamentale per creare esercitazioni che siano coinvolgenti e divertenti, ma una volta trovata la chiave questo lavoro sul singolo si rivelerà veramente molto prezioso. 

Non tutti i mali vengono per nuocere; sento di non esagerare esclamando che i nostri ragazzi inizieranno a vivere la dimensione di allenamento migliore in assoluto per poter apprendere ciò che avveniva automaticamente nell’ormai vecchio e romantico calcio di strada: pallone, pallone, pallone!!!

Futsal femminile: Progetto Be Brave Ragazze

Ragazze nel Pallone e Any Given Suday parlano del progetto Be Brave: Un evento sportivo in 6 tappe italiane da nord a sud, rivolto particolarmente alle bambine ma all’interno di un percorso che coinvolge donne di tutte le età. La mission? Dare un calcio agli stereotipi che suddividono gli sport secondo distinzioni di genere. 

Presentazione dell'evento sportivo be BRAVE RAGAZZE

Un evento sportivo in 6 tappe italiane da nord a sud, rivolto particolarmente alle bambine ma all'interno di un percorso che coinvolge donne di tutte le età. La mission? Dare un calcio agli stereotipi che suddividono gli sport secondo distinzioni di genere

Pubblicato da Ragazze nel Pallone su Martedì 20 ottobre 2020

Calcio a 5: #Pompofutsal intervista Roberto Marchesi

#AriannaPomposelli ha intervistato una persona davvero speciale: #RobertoMarchesi.
Giornalista di Dazn, presenter per gli eventi #NBA in Italia, allenatore di #futsalfemminile, candidato consigliere della divisione a5 di #futsal, ideatore di #calcettoeleganza e molto, molto altro ancora.
 

Mai dire Pol: Intervista a Luana Andreini

MAI DIRE POL: Diretta Instagram dal canale ufficiale della squadra Polisportiva 1980 di Santa Maria Nuova di Bertinoro. 

Nella puntata proposta, Marianna Pepe (portiere della Polisportiva 1980), conduttrice della diretta, ha come ospite il portiere Silvia Bagnolini della ACDF Virtus Romagna Calcio a 5 (militante in serie A2), con cui parlerà del ruolo dell’estremo difensore nel futsal.

A seguire intervisterà il capitano della sua squadra Luana Andreini.