Rondo veloci

Gli esercizi che si svolgono con i Rondo veloci sono sempre creativi e costringono il giocatore a risolvere diverse situazioni di gioco che si vengono a creare utilizzando  varie risorse sia tecniche che tattiche.

Rondo veloci

Nell’esercizio specifico ci sono 3 rondo a circa 15 metri l’uno dall’altro. Ogni rondo ha 5 giocatori e giocherà un’attività 4 contro 1 su un quadrato di circa 10 metri quadri (la distanza può variare a seconda dell’età).

I giocatori esterni si devono passare la palla facendola transitare nel mezzo del quadrato senza che il difensore in mezzo la intercetti. Durante il gioco, se il difensore nel mezzo tocca la palla si scambia con un altro giocatore all’esterno.

Al segnale dell’allenatore, i giocatori gireranno in senso orario sul rondò successivo situato a 15 metri circa di distanza. L’ultimo giocatore a raggiungere la griglia inizierà nel mezzo.

Questi tipi di attività sono ottimi per lo sviluppo della velocità atletica. I tempi di riposo dovrebbero essere estesi per recuperare completamente al segnale successivo.

È importante che il mister sottolinei come ogni sprint debba essere eseguito al massimo. Personalmente, nei giovanissimi, lascio sempre almeno 30 secondi 1 minuto di recupero nel rondo tra uno sprint e l’altro.

Dopo una decina di sprint cambio generalmente gruppi e si riparte per una seconda sessione ampliando i tempi di recupero e riducendo gli sprint.

Uno sviluppo cognitivo potrebbe essere dato dal fatto che ad un semplice fischio del mister si gira in senso orario mentre al doppio fischio si gira in senso antiorario.

RELOAD Rubrica RNP : La psicologia dello sport

Ripropongo un interessante incontro organizzato da Ragazze Nel Pallone in cui si parla di psicologia dello sport. 

Questo ambito sta diventando sempre più centrale nello sport moderno, dove assieme alla cura del corpo viene data sempre maggiore attenzione alla cura della mente e degli stati emotivi in funzione del livello prestazionale dell’atleta.

Psy&Sport
Dalla puntata di Giovedi 25 GIUGNO alle ore 20.30 – PSY&SPORT – una rubrica  condotta da…
📌 DOTT.SSA STEFANIA STRANIERO
Psicologa Clinica iscritta all’Albo dell’Ordine degli Psicologi del Veneto
📌 DOTT. MICHELE COSI
Psicologo Clinico iscritto all’Albo dell’Ordine degli Psicologi del Veneto
Psy&Sport

Stasera, giovedi 25 GIUGNO alle ore 20.30 – PSY&SPORT – una nuova rubrica 🗓 condotta da…📌 DOTT.SSA STEFANIA STRANIERO Psicologa Clinica iscritta all’Albo dell’Ordine degli Psicologi del Veneto📌 DOTT. MICHELE COSI Psicologo Clinico iscritto all’Albo dell’Ordine degli Psicologi del VenetoVolete saperne di più? A questa sera in live streaming sulla pagina facebook di RAGAZZE NEL PALLONE

Pubblicato da Ragazze nel Pallone su Giovedì 25 giugno 2020

Gioco di forza 2 contro 2

Esercizio che ci permette di lavorare sulla forza specifica per il calcio (a seconda delle dimensioni del campo) attraverso il gioco di 2 contro 2.  

Oltre ai due giocatori in campo per ogni squadra ci sono due giocatori esterni al campo che possono giocare solo a lato della metà campo avversaria.

I giocatori esterni possono giocare ad un solo tocco (a seconda delle età anche a due o più tocchi). In questo modo i giocatori all’interno del campo possono lavorare sui tagli e sugli appoggi sviluppando azioni specifiche per la forza muscolare sia aerobica che anaerobica.

Se i giocatori hanno un tiro pulito e chiaro verso la porta devono eseguirlo.

Ovviamente esistono tante varianti. L’importante è che i livelli di concentrazione e di difficoltà siano sempre adeguati ai ragazzi facendogli eseguire esercizi che possono interpretare e sviluppare la loro creatività.

Per i giovanissimi in genere io faccio fare l’esercizio per due minuti ad alta intensità e quando si cambiano con i giocatori esterni riposano ancora per due minuti per un totale di 16 minuti. In pratica ogni coppia di giocatori gioca 4 sessioni di 2 contro 2.

Ovviamente i tempi possono variare ma è importante rispettare i parametri del tempo di allenamento e la programmazione settimanale dell’attività.

Negli obiettivi specifici di questo esercizio c’è anche l’adattarsi al ritmo dell’esercizio che nel tempo permette ai giocatori di allenare non solo il corpo ma anche mente ed emozioni.

Ovviamente la mobilità, la comprensione del gioco rispetto al compagno e all’avversario sia in attacco che in difesa restano gli obiettivi calcistici principali.

#Lacasadiorla: Chiara Bassi – Giampiero Piovani – Jessica Parmiggiani

#Lacasadiorla 

Mister Orlando D’Alsazia presenta ed intervista Chiara Bassi, Giampiero Piovani  e Jessica Parmiggiani. 

Con Chiara Bassi (allenatrice del Granzette Calcio a 5 militante in A2) sviscera alcune delle problematiche per le squadre che militano nella serie cadetta del calcio a 5 italiano.

Giampietro Piovani (ex calciatore del Piacenza e mister del Sassuolo Femminile) parla da professionista del pallone delle soddisfazioni che provengono dal calcio femminile. Chiara la passione e l’entusiasmo espressi dalle parole di chi ha allenato molte delle ragazze mondiali.

Jessica Parmiggiani (giocatrice del Bagnolo calcio a 5 femminile) mette a confronto il calcio a 5 amatoriale con quello di Federazione.

Il possesso palla visto da Jurgen Klopp

Athanasios Terzis qualche anno fa ha curato un libro “Jurgen Klopp’s Attacking Tactics” dove descrive l’analisi completa e approfondita del team Borussia Dortmund di Jürgen Klopp. In questo libro appare questo esercizio di possesso palla dove sono fondamentali precisione, velocità nel passaggio e nel dribbling  in uno spazio limitato.

Jurgen Klopp

Klopp prevede un campo in cui sono disposte due squadre da 6 giocatori che si affrontano più 4 giocatori neutrali (due all’esterno del cerchio centrale e due all’interno).

Il gioco si sviluppa in una delle due meta campo in modo da avere le due squadre dimezzate che giocano 3 contro 3 + 1 giocatore neutro.

Dopo un minimo di 3 passaggi la squadra in possesso utilizzerà il giocatore neutrale per passare la palla ai propri compagni nell’altra meta campo.

I giocatori neutrali (i giocatori blu nella foto) all’interno del cerchio devono giocare ad un tocco (a seconda delle età possono gestire anche i due tocchi o più).

Se la squadra in difesa (gli arancioni nella foto) vincono la palla, continuano l’esercizio prendendo il posto della squadra in attacco (i giocatori grigi) con lo stesso obiettivo di passare la palla dall’altra parte.
La squadra che ottiene il maggior numero di cambi di gioco in 4-5 minuti vince la partita.

Esistono molte varianti naturalmente ma questo possesso palla con i giocatori neutrali è possibile gestire i ruoli all’interno dell’esercizio.

Come riscaldamento prepartita ad esempio si può lavorare su attacco e difesa (giocatori arancioni e grigi) e centrocampo (giocatori neutrali) sottolineando appunto precisione, pressing, dribbling, movimento ma allo stesso tempo facendo divertire i ragazzi .

L’attuale tecnico del Liverpool Jurgen Klopp ha guidato il Borussia Dortmund alla conquista di due titoli della Bundesliga, una Coppa di Germania e la finale di Champions League nel 2013. Nel libro ci sono diversi spunti ed esercizi.

Jurgen Klopp

RNP: Una storia lunga 10 anni + 2

Pubblicato da Ragazze nel Pallone su Martedì 14 gennaio 2020
ragazze nel pallone…

Se si parla di calcio femminile, non si può non parlare del torneo Ragazze nel Pallone di Padova! Uno dei tornei più popolari della penisola, che lega il gioco del calcio a tematiche sociali di attualità. Quest’anno si svolgerà in versione ridotta per esigenze legate all’epidemia Covid presso il Centro Sportivo GAIA di Limena.

RNP / Documentario

Ragazze nel Pallone è molto più di un torneo.Il documentario, a cura di A Qualcuna Piace il Calcio, da spazio alle atlete che partecipano a #RagazzeNelPallone e all'energia dello staff coinvolto nell'organizzazione di questo evento arrivato quest'anno alla 9ᵃ edizione.#RNP17 #FeelTheWave #RNP16 #ViviLaTuaSfida #AQualcunaPiaceIlCalcio #sisters #sistersinthespace Sisters #SportFemminile #Soccer #Rugby #Basket #Volley #Padova #Italy #equalplayingfield #mymountain #WePlayStrong We Play StrongImmagini drone: Digitalmovie.it

Pubblicato da Ragazze nel Pallone su Martedì 20 giugno 2017
COME NASCE

Il torneo nasce dall’idea di 4 amiche che vollero organizzare un torneo diverso dai soliti eventi sportivi organizzati dagli UOMINI per rispondere alle esigenze maschili, dove il genere femminile sino a quel momento faticava a trovare la propria identità.

Il primo obiettivo era quindi avere un torneo a dimensione di donna,  per poter dare spazio e valore allo sport femminile in ogni sua forma.

 

come si sente una donna che pratica sport?

Per come si configura la nostra società, le donne devono sempre lavorare il doppio rispetto agli uomini per veder valorizzato il proprio impegno o semplicemente per guadagnare una propria visibilità contro coloro che fanno di tutto per togliergliela. Come dicevano i filosofi greci: “Non puoi immaginare ciò che non ha un nome!”. Per troppo tempo la società ha speso energie per togliere alle donne il nome di “atlete” cercando di segregarle tra le mura domestiche. 

Per approfondire il discorso sulle origini del calcio femminile, consiglio la lettura del libro: “Quando le ballerine danzavano col pallone”

RNP nasce per stravolgere l’idea preconcetta di ciò che le donne possono o non possono fare.

Al tempo del fascismo, furono divulgate false ricerche medico-scientifiche a prova del fatto che il gioco del calcio fosse deleterio per il corpo femminile, al fine di poter imporre il proibizionismo sulla pratica di questo sport. Un pensiero falso, pilotato per anni, che ancora domina l’opinione pubblica.

L’evento, quindi, trova la sua forza nello smentire i pregiudizi di genere, essendo uno dei tornei con il maggior numero di adesioni da parte delle calciatrici e completamente gestito da giovani ragazze!!! Prova conclamata del fatto che le donne sono sia abili che indipendenti in materia di sport.

un weekend di festa dello sport…

Il weekend è una vera festa dello sport femminile, dove assieme al calcio trovano posto il basket, il rugby, beach volley, frisbee, arrampicata… tutte discipline tristemente preda dello stereotipo denigratorio maschilista.

e di intrattenimento…

Non mancano gli eventi musicali alla sera, come non mancano mai ospiti eccezionali che raccontano la propria vita e le proprie esperienze nello sport femminile. 

si inserisce nel PROGETTO EQUALITY SPORT CAMP

Il progetto Step Up Equality (SUE) è un progetto triennale finanziato dalla Commissione europea, a partire da gennaio 2019 e fino a dicembre 2021.
L’obiettivo principale di questa proposta è promuovere l’uguaglianza di genere e sfidare la discriminazione basata sul genere nello sport di base in tutta Europa, attraverso la cooperazione e lo scambio di migliori pratiche e competenze tra diversi sport.

In definitiva, l’obiettivo principale del progetto è quello di spingere per il necessario verso uno sport equo e più inclusivo.

Dice Luisa Rizzitelli di Assist: non sono affatto tutte dilettanti come lo sport italiano obbligatoriamente le inquadra. Sono tante le professioniste e quindi le lavoratrici che, come tali, meritano diritti e tutele. Ora c'è un fondo che le sostiene se decidono di avere un figlio e per noi di Assist è una vittoria immensa. Ma deve essere solo l'inizio per i diritti negati alle donne che fanno grande lo sport italiano. Abbiamo atteso anche troppo…#fondomaternitàatlete#ragazzenelpallone #rnp20#sportitaliano #sportfemminile#tutelaatlete

Pubblicato da Ragazze nel Pallone su Giovedì 24 ottobre 2019
Il progetto avrà 5 obiettivi specifici:
  1. Rafforzare le competenze specifiche delle donne attualmente attive all’interno delle organizzazioni sportive di base per navigare e sfidare le norme e le strutture esistenti e aumentare la loro influenza e presenza come allenatori, allenatori e dirigenti, nonché la loro visibilità e adeguata copertura nei media.
  2. Aumentare la consapevolezza e l’integrazione della parità di genere nello sport, diffondendo esempi di leadership femminile nello sport e riducendo gli stereotipi di genere e altre barriere che escludono le donne dai ruoli di leadership, producendo impatto e cambiamento dal livello di base.
  3. Promuovere iniziative ed eventi sportivi pubblici per aumentare le opportunità di coinvolgimento in attività sportive di donne appartenenti a gruppi svantaggiati, promuovendo uno scambio di abilità, esperienze e ispirazione tra donne nello sport.
  4. Preparare, testare e promuovere un sistema europeo per denunciare la discriminazione di genere nello sport di base.
  5. Aumentare il collegamento in rete e la cooperazione tra donne nelle posizioni di coaching e di leadership di sport tradizionali (ad esempio calcio e pallavolo) e sport emergenti (ad esempio roller derby) in Europa.

3/4 /5 luglio a @ragazzenelpallone torna il #soccerfreestyle ma con alcune importanti novità!!!Le scopriremo da domani sul sito di #Rnp20 💣Curiose?Thanks: #womensoccerskills………#ragazzenelpallone #calciofreestyle #soccer #training #soccergirl #freestyler #champion

Pubblicato da Ragazze nel Pallone su Domenica 2 febbraio 2020

Il progetto collaborerà con RNP 2020 ospitando il “SUE – Equality Sport Camp”, un evento di 2 giorni che include tornei sportivi e mostre, musica, seminari e incontri di tavole rotonde aperte in cui squadre internazionali che rappresentano atleti, allenatori e manager di diversi sport dal partner del progetto paesi, per aumentare il collegamento in rete e lo scambio di buone pratiche con tutti i partecipanti di RNP:

mettere in contatto le persone per scambiare contatti, esperienze, abilità e attività durante il progetto e oltre.

Il progetto Step Up Equality è coordinato da Girls in Sport e riunisce i seguenti sette partner di sei Paesi:

Girls in Sport
Gea Coop Sociale
Women Win
Associazione Nazionale Atlete (Assist)
– Stowarzyszenie na Rzecz Demokracji W Sporcie – Association Democracy in Sport
Discover Football
Fare network

Il progetto è finanziato dalla Commissione europea, programma Erasmus+ Sport 2018.

Insomma, ci sono un sacco di ottime ragioni per partecipare, se non quest’anno, l’anno prossimo!

Girarsi velocemente e tirare

Semplice esercizio per migliorare la resa dei tuoi giocatori nell’area di rigore. L’obiettivo per l’attaccante è ottenere un tiro veloce in porta e sorprendere il portiere.

Vediamo spesso come gli attaccanti si creino la possibilità di tirare dopo aver controllato la ricezione della palla con uno o due tocchi. Si vuole quindi allenare questa reazione veloce con lo scopo di sviluppare la capacità dei giocatori di mascherare le loro intenzioni al fine di girarsi e tirare.

Girarsi velocemente e tirare

I giocatori si dividono in due gruppi. Si serve palla all’attaccante che riceve la palla sul piede più lontano dai coni o dai manichini (lato sicuro). L’attaccante deve orientare la palla con un tocco (massimo due) portando la palla fuori dalla barriera e girarsi velocemente per tirare in porta. 

Si svolge l’esercizio sia a destra che a sinistra prendendo di volta in volta il posto dell’attaccante.

Sulla modalità di ricevere la palla in modo orientato il mister deve lavorare per far vedere ai ragazzi come prendere posizione e come decidere in anticipo cosa fare.

Nella spiegazione l’esercizio è abbastanza semplice ma poi quando lo si va ad eseguire molti ragazzi effettuano errori di posizione, ricezione ed orientamento della palla, tempi per il tiro, ecc.

Personalmente lo faccio fare spesso come fase di riscaldamento prepartita.

Ragazze resilienti: Diamo un calcio al COVID19 ed al razzismo

Ragazze resilienti per il calcio femminile italiano e saharawi

Sabato scorso, nella giornata internazionale del rifugiato, le ragazze della rappresentativa UISP di calcio a 5 di Parma, armate di disinfettante e mascherine, hanno vestito la maglia con la bandiera del Sahara Occidentale per partecipare al primo torneo sperimentale di calcio destrutturato.

Quella di sabato 20 è stata una prova generale per la UISP e per le ragazze di sperimentare un modo di giocare che abbatte il rischio di contagio da COVID19.

Nella stessa giornata la UISP, pubblicandole foto del corso da arbitri che si è svolto presso i campi profughi in Tunisia, ricordava la raccolta fondi di Jaima Saharawi per evitare il disastro umanitario presso questi campi vicino a Tinduf.

diamo un calcio al covid19

Purtroppo, in Italia non siamo ancora usciti dall’epidemia di COVID19, che durante gli ultimi mesi ha mietuto molte vittime nel nostro territorio. Questo virus ha cambiato molte cose nelle nostre vite, per qualcuno anche in maniera molto significativa. Tra le tante cose è riuscito a prendersi la nostra socialità e ci ha spesso costretto a stare lontani dalle persone care per non metterle a rischio.

Le regole per il contenimento dei nuovi contagi impone una linea ferrea di sicurezza sanitaria, ma con le dovute precauzioni e misure, le ragazze (assieme ai compagni della rappresentativa maschile) hanno cercato di dare un calcio alla paura, guidate un forte desiderio di riappropriarsi della loro vita anche dal punto di vista sportivo.

Si comincia!!! ⚽️⚽️⚽️Rigori delle rappresentative di calcio a 5 femminile UISP Parma!

Pubblicato da Uisp Parma su Sabato 20 giugno 2020
il torneo

Le ragazze della rappresentativa di calcio a 5 di Parma si sono divise in 2 squadre di 5 giocatrici ciascuna e si sono affrontate in un torneo composto di 4 fasi:

  • Calcio-tennis 2 contro 2;
  • Calci di rigore;
  • Shoot out;
  • Dai-e-vai con conclusione a tiro.

Tutte queste attività si sono svolte in sicurezza, alla dovuta distanza, evitando qualunque tipo di contatto anche involontario tra le giocatrici.

considerazioni delle ragazze al termine della giornata

Le ragazze hanno sentito come liberatorio, dopo un lungo periodo di astinenza, poter ricominciare a giocare con una palla.

Ovviamente questo non è il calcio a cui erano abituate, ma ben comprendendo la grave situazione sanitaria che stiamo ancora vivendo, non si poteva  sperare di meglio!

Il loro desiderio è quello di poter ripetere queste attività anche nei prossimi week end estivi in attesa di nuove regole meno rigide da parte del governo, almeno per mantenere viva la passione e per avere un momento di riconciliazione con le proprie amiche e compagne di squadra.

Purtroppo ancora non si sono verificate le condizioni di sicurezza che permettano di giocare a contatto; le ragazze si divertono anche con questi giochi, che mettono alla prova le proprie capacità tecniche, ma non nascondono la speranza di poter riprendere una normale attività di calcio a 5 in palestra in autunno.

Ci uniamo alla loro preghiera affinché che questo incubo sanitario svanisca presto, non solo per lo sport, ma soprattutto per non piangere nuove vittime.

Intanto cerchiamo di ricostruire con le dovute cautele i rapporti umani che erano venuti a mancare in quarantena.

Calcio tennis – In battuta
Shoot out
Dai e vai – Preparazione al tiro dopo la sponda del pivot
Ragazze resilienti per il Sahara Occidentale

Nel vestire la maglia con la bandiera Saharawi, le ragazze hanno potuto sottolineare il forte impegno che Rete Saharawi ( rete di associazioni ed istituzioni italiane che lavorano al fianco del popolo Saharawi, tra cui UISP, Tuttimondi, Jaima Saharawi…) ha verso lo sport (anche al femminile) nei campi profughi delle popolazioni del Sahara Occidentale in Algeria.

Le ragazze lottano ogni giorno, ben conoscendo le difficoltà e la disparità di trattamento rispetto agli uomini di tutto il mondo. Oggi, queste ragazze lottano anche per la vita, nell’impegno per cacciare il virus che si sta affacciando anche sul continente africano.

Grande è il lavoro delle associazioni e delle istituzioni nel ripristinare la forza del legame di solidarietà che si era allentato durante il periodo della quarantena.

Tutti soffriamo per l’azione di questo virus e tutti dovremmo unirci per aiutarci a vicenda per ricominciare. Dall’unione viene la forza!

Giovani calciatrici dei campi
Roberto Rodio (UISP) – Corso arbitri nei campi profughi saharawi

Inizio azione dal basso

Ciao a tutti, eccoci di nuovo qui….Intanto mi associo ai ringraziamenti di Paolo per ile 20000 visualizzazioni che ci riempiono di orgoglio e ci spronano sempre a provare a fare meglio…GRAZIE

Oggi, per mantenere il filo logico riguardante i lavori integrati, vorrei parlare di un allenamento preparatorio riguardante l’inizio azione dal basso. Come al solito questa è la parte che noi allenatori dei portieri possiamo creare per poi inserire, insieme al Mister, la squadra ed andare su una o più esercitazioni situazionali vere e proprie.

Come prima esercitazione metto un portiere in porta e tre portieri in fronte a lui ed inizio con un semplice giropalla da destro versa sinistra con passaggio e restituzione passando sempre dal giocatore centrale. In questo caso non richiedo al portiere di muoversi ma solo di iniziarla a parlare chiamando uomo-solo e con al massimo due tocchi. Avendo richiesto di chiamare la situazione ricordiamo sempre, come concetto, che uomo indica una giocata di prima e solo può prevedere un controllo ed un passaggio.

La seconda esercitazione prevede che il portiere vada, di corsa, a ricevere il passaggio dei due compagni posti lateralmente fuori dallo specchio della porta passando sempre e comunque dal compagno posto centralmente, qui aumenta notevolmente il lavoro di resistenza aerobica. I concetti rimangono gli spessi di prima rispetto alla comunicazione verbale. Successivamente inseriamo la variante che il giocatore centrale, spesso il mister, può decidere se restituire al portiere oppure giocare ad uno dei due giocatori laterali. In questo caso la velocità di spostamento aumenta in funzione della velocità della trasmissione ( Aggiungo che questa ultima considerazione, a mio parere, è fondamentale su ogni tipo di esercitazione va considerata sempre ).In questa fase, dove è presente uno spostamento veloce e di conseguenza un arresto per controllare il pallone, cominciamo a richieder una postura e posizione corretta a seconda di quello che riteniamo adeguato, per me sulla ricezione dobbiamo trovarci con il corpo parallelo alla linea di fondo per avere una visuale frontale di 180° in maniera da vedere tutto quello che i trova di fronte a noi.

La terza esercitazione prevede di lavorare un pò più in ampiezza allargando i due giocatori esterni. In questa fase, se prima il passaggio essendo i giocatori vicini era rasoterra, ricerchiamo in una palla scavata sull’esterno dopo una corsa fuori specchio della porta per ricevere il passaggio ed effettuare un cambio gioco sull’esterno opposto. Oltre alla postura/posizione come nell’esercitazione precedente richiediamo un controllo orientato con il piede opposto per poi calciare con l’altro piede ( Se la palla arriva dalla dx del portiere chiederemo lo stop orientato con il sinistro per calciare di dx e viceversa ). Le varianti che si possono utilizzare in questa esercitazioni possono essere il fatto di cambiare la posizione agli esterni ( Più alti e più larghi) oppure una cosa che a me piace fare in maniera di far ricercare al portiere un terzo giocatore, che può essere anche il Mister, che spazia sulla linea di centrocampo in ampiezza in maniera da obbligare il portiere ad avere una visuale in avanti. Troppe volte si notano, specialmente in giovane età, portieri che, date le richieste sempre più pressanti di gioco dal basso da parte degli allenatori, guardano solo nei primi 20 metri di campo non sfruttando, eventualmente, la palla lunga. Credo che variare le giocate sia fondamentale per non dare riferimenti anche agli avversari.

Tutte queste esercitazioni dovrebbero poi essere messe nel contesto di squadra e quindi inserire gradatamente sia i difensori che i centrocampisti che gli avversari in maniera da creare, a scelta del Mister principale, delle esercitazioni “reali” che obblighino la scelta non solo dei portieri ma di tutti i giocatori utilizzati. A volte si da la colpa di una situazione o di un passaggio sbagliato esclusivamente ad un singolo, che può essere il portiere od un giocatore di movimento, ma non si analizza, purtroppo, la globalità dell’azione o situazione che molte volte è penalizzata da mancati movimenti di appoggio o sostegno adeguati.

Quella di oggi è una sequenza semplice di esercizi ma credo che, specialmente in funzione delle richieste del gioco in questo momento, trovi la sua applicazione nelle varie situazioni e porti ad avere certezze su come “lavorare” la palla sull’inizio azione sempre e comunque di concerto con il Mister principale.

Come al solito vi esorto a mandare commenti o considerazioni per migliorare tutti insieme….

Alla Prossima !!

Trasformare la difesa in attacco

Esercizio per mettere in condizione i ragazzi di puntare l’avversario non appena viene ripreso il possesso palla. Trasformare la difesa in attacco in modo da sfruttare posizionamenti sbagliati dei giocatori avversari.

Trasformare la difesa in attacco

Si creano 4 squadre da 3 giocatori per squadra. e si dividono (ognuno di una squadra diversa) sui 4 coni (A, B, C, D).

L’esercizio inizia con un portiere che lancia la palla verso uno dei due coni più vicini (esempio cono A) a un giocatore (arancione) che ha un compagno di squadra sul cono B che parte attaccando la porta nella parte opposta del campo.

All’altra estremità (coni C e D) sono pronti, ad esempio, due giocatori verdi, ma solo uno va incontro agli attaccanti creando una situazione 2 contro 1.

Se gli attaccanti arancioni fanno goal guadagnano un punto. Se il giocatore verde vince la palla, il giocatore verde del cono D si unisce immediatamente al gioco per fare un 2 contro 2 attaccando immediatamente la porta nel tentativo di fare goal e guadagnare così il punto.

Se la palla esce (o va in goal) il gioco ricomincia con il secondo portiere che lancia una palla ad un altro giocatore che si combina con il suo compagno di squadra iniziando un altro 2 contro 1.

Un difensore può uscire solo se ha un compagno di squadra pronto in corrispondenza dell’altro cono. Nel trasformare la difesa in attacco è necessario sottolineare come il rimanere concentrati sia fondamentale per poter giocare e guadagnare punti.

Concentrazione, competizione, intensità (a seconda delle età variare le dimensioni del campo in modo adeguato) sono le caratteristiche fondamentali di questo esercizio.

Un successivo sviluppo potrebbe essere di impegnare i giocatori in modo da arrivare a giocare un 3 contro 2. Nel momento in cui il 2 contro 1 si trasforma in 2 contro 2, la prima coppia di attacco può essere raggiunta dal terzo giocatore. Personalmente quando si arriva a questa situazione pongo la regola che i goal valgono doppio.

Utilizzo questo esercizio diverse volte durante l’anno perché i ragazzi si divertono molto. Per evitare di essere ripetitivo sposto l’attenzione di volta in volta su un obiettivo diverso.

A seconda delle età si possono sottolineare tanti aspetti in questo esercizio: la creazione dello spazio, il gioco veloce, il passaggio di qualità, i tempi di gioco, le combinazioni uno-due, le sovrapposizioni, la tecnica di tiro, ecc.

Trasformare la difesa in attacco

Paolo Ghiglione del Genoa è un tipico esempio di difensore che appena entra in possesso palla comincia l’azione per il contrattacco immediato. Ha raggiunto quota 4 assist in questa stagione: nessuno ha fatto meglio tra i difensori nei 5 principali campionati europei.