All Stars Coppa Italia Futsal 2020

Presentiamo questo evento con molto piacere

 

Com’è nato questo evento?

L’idea é nata prendendo spunto da eventi simili che si svolgono ogni anno in altre regioni d’Italia (Calabria e Puglia in primis).

Giuseppe Fazio Ds Modena calcio a 5 e il  Presidente Nicola Diana Modena calcio a 5 sono gli ideatori e sviluppatori di questo bellissimo evento.

Diamo la parola a Giuseppe Fazio che ci spiega nel dettaglio i retroscena.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Fazio-1024x605.jpg

Inizialmente si era deciso di organizzare questo evento coinvolgendo le varie società della regione, poi a Novembre sono stato contattato dalla federazione calcio a 5 di Roma, tramite Simone De Stefanis responsabile della comunicazione e braccio Dx del presidente Montemurro.

De Stefanis mi ha chiesto se eravamo disposti a collaborare con la federazione per le Final Eight di serie A che si terranno per il secondo anno consecutivo in Emilia Romagna. Dopo aver dato la nostra disponibilità abbiamo proposto alla federazione la candidatura di Modena per ospitare alcune partite.

Nel mese di gennaio, durante l’incontro dove ci veniva ufficializzata la scelta di Modena come sede degli ottavi, quarti e semifinali Under 19 Nazionale, De Stefanis ci ha chiesto se avevamo un idea per organizzare un evento che attirasse più persone possibili da collocare tra le due semifinali serie A a Faenza giorno 27 marzo.

Noi cogliendo la palla al balzo, abbiamo presentato la nostra idea che é stata accolta subito con entusiasmo.

Si tratta di una partita che vedrà come partecipanti 24 giocatori e 2 allenatori del campionato di C1 regionale di Calcio a 5.

La selezione è stata fatta consultando in primis gli allenatori del suddetto campionato che hanno espresso le proprie preferenze per scegliere un collega Mister, un portiere, un giocatore Under e un giocatore Over.

Dalla prima consultazione sono stati scelti i 2 allenatori, 2 portieri, gli 8 under e 3 over. Per completare le squadre, poiché sono arrivate più candidature di quelle necessarie, si è deciso di fare un sondaggio sulla pagina Instagram di Futsaltime per scegliere i 2 portieri e i 9 over.

https://www.instagram.com/futsaltimee/?hl=it

Quali sono le vostre aspettative?

Le nostre aspettative sono alte proprio perché si tratta di  un evento unico che da visibilità al movimento regionale e lo fa crescere dal punto di vista mediatico e sportivo. Fin  dai primi giorni stiamo riscontrando tanta partecipazione e tanto entusiasmo da parte degli addetti ai lavori. 

Come lo state pubblicizzando?

L’annuncio é già stato fatto tramite i nostri canali social e tramite Futsaltime che é una trasmissione gestita e ideata sempre da noi del Modena Calcio a 5. Futsaltime parla di tutto il futsal regionale e nazionale,  inoltre verra annunciato durante la conferenza di presentazione delle Final Eihgt che si terra mercoledì 26 a Bologna. Presenzieranno la presentazione:  Il presidente Montemurro e il presidente della regione Bonacini.

Inoltre saremo in diretta su  Sky e sui social della divisione calcio a 5.

Il prezzo per partecipare a questo evento?

Non ci saranno costi aggiuntivi ai 5 euro del biglietto che il pubblico pagherà per vedere le due semifinali di serie A.

Passiamo ai saluti

Il Misterone si complimenta con il Modena Calcio a 5 per l’impegno dimostrato fino ad oggi per far crescere questo sport e ringrazia il DS Fazio per la disponibilità.

Il Ds del Modena Calcio a 5 Giuseppe Fazio conclude la sua presentazione ringraziando Il Misterone per lo spazio concesso e saluta tutti con un Arrivederci sui campi di Futsal.

 

 

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Allenamento tipo: Attivazione muscolare

Avete mai cominciato l’allenamento con uno scatto?  Ecco bravi non fatelo ! Come promesso nell’articolo della settimana scorsa, andremo a sviscerare le varie fasi del mio allenamento tipo.

Oggi voglio parlarvi dell’ “Attivazione muscolare”

Il risveglio muscolare è fondamentale per la prevenzione di infortuni, ma anche per preparare il proprio corpo ad una attività motoria molto impegnativa. Viene chiamato “riscaldamento”  perché l’attività fisica fa aumentare la temperatura corporea e gli esercizi che introducono l’allenamento vero e proprio ci aiutano ad “avviare la macchina” del nostro corpo e a portarla al giusto “numero di giri” che ci saranno utili in fase di allenamento (o di gara).

Allenamento tipo

Tutti gli atleti hanno caratteristiche diverse.

Per caratteristiche non intendo solamente quelle fisiche ma anche quelle mentali.

Alcuni atleti hanno la necessità di trovare la concentrazione con il silenzio piuttosto che con una canzone.  Oppure ci sono atleti che hanno bisogno di scaldare alcune fasce muscolari piuttosto di altre.

Nel corso della mia esperienza ho sempre avuto richieste diverse da parte dei giocatori.  Richieste di tempistica, esercizi o ritmi diversi per ognuno di loro. Questo mi ha portato a concedergli un lasso di tempo dove l’autogestione regna sovrana.

Metto a disposizione dei ragazzi tutto il campo e tutti gli attrezzi presenti in palestra:  palloni, tappetini, meduse, speed ledder, ostacoli, cinesini e tutto quello che li può aiutare in questa fase dell’allenamento.

Creo dei percorsi da poter fare con o senza  palla, ma la cosa fondamentale è che tutti utilizzino nel migliore dei modi questo tempo.

I percorsi danno delle idee ma non sono obbligatori da fare; sono pensati per cominciare una fase di riscaldamento molto blanda: quindi niente scatti, cambi di direzione, affondi o conclusioni. 

L’atleta si autogestisce come meglio crede a seconda delle sue esigenze in quel momento. Se ha problemi muscolari legati ad un recente infortunio praticherà alcuni esercizi che saranno diversi da quelli di un suo collega che ha una forma fisica o un esigenza diversa . 

Ogni atleta scegli quindi sceglie il percorso più opportuno alle sue condizioni di quel giorno in modo da allenare le articolazioni rendendole più elastiche e meno soggette a traumi, rendere più efficienti le fibre muscolari e abituare il nostro sistema nervoso ad un’attività più coordinata per renderci pronti all’azione (e alla reazione).

8 minuti è la durata di questa fase dell’allenamento. Questa attività viene fatta all’inizio di ogni seduta d’allenamento e nel pre gara . 

Allenamento tipo
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Scalpo: cinquant’anni e non sentirli!!!

L’altro giorno ho partecipato ad un incontro tra mister in una piccola società in provincia di Modena ed ho sorriso con piacere quando tra le varie proposte di riscaldamento dei ragazzi è saltato fuori come proposta il gioco dello scalpo. 

La passione con cui il mister (poco più di ventenne) spiegava questo gioco mi ha scaldato il cuore ripensando dall’alto dei miei 50 anni che era un gioco che facevo fin dalle elementari e mi piaceva molto perché pur coinvolgendo tutta la squadra esaltava le doti atletiche e strategiche dei singoli.

Scalpo

Anche se molto conosciuto è obbligatoria qualche spiegazione del gioco. I partecipanti sono divisi per squadre ed hanno una pettorina (scalpo) inserito nei pantaloncini dalla parte della schiena. I giocatori al fischio del mister devono muoversi e dovranno cercare di rubarsi  la pettorina senza farsi sfilare la propria.

Se la pettorina di un giocatore viene rimosso, è fuori dal gioco.

Ogni pettorina rubata corrisponde ad un punto assegnato alla squadra di appartenenza del giocatore che ha sfilato la pettorina all’avversario. Vince la squadra che elimina tutti gli avversari o che totalizza il punteggio migliore dopo un determinato tempo di gioco.

E’ un buon riscaldamento per mettere i giocatori nella mentalità giusta in vista della partita o dell’allenamento.

Ricordo che prima di giocare ci si metteva d’accordo per proteggersi o per andare all’attacco di determinate persone della squadra avversaria (in genere i più pericolosi). Tuttora lo ritengo molto utile per vedere le capacità organizzative dei ragazzi e l’evolversi delle varie strategie.

Scalpo

Per esperienza meglio definire regole precise per i ragazzi in modo che non si creino dubbi di alcun tipo (accadeva anche quando ero piccolo!).

Chi viene preso è meglio che si sieda per terra o in un punto fuori dal campo in modo che chi gioca possa vedere chi è fuori combattimento. 

Stabilire un punto di raccolta per gli “scalpi”  in modo da poter consegnare gli scalpi conquistati e di evitare imbrogli per vedere chiaramente chi è in lotta e chi no.

Da Mister ma anche da giocatore incallito penso sia molto importante fare poi la sintesi del gioco evidenziando alcuni principi di tattica: 

– chi combatte da solo finirà sempre per farsi prendere, qualunque sia la sua forza e la sua astuzia. Forse avrà fatto bella figura, ma non sarà servito alla sua squadra;

– una squadra che agisce unita, con i deboli inquadrati coi forti e la schiena protetta, e che manovra con una strategia precisa concordata prima è praticamente invincibile.

Grazie al giovane mister che vivendo con passione il gioco dello scalpo mi ha fatto rivivere le emozioni di quegli anni passati e rinnovato l’utilità di un gioco efficace, atletico e tattico….divertimento assicurato!

Soluzioni su rimessa laterale

Marco Rossi, direttore sportivo dell’IC Futsal (militante nella serie C1  del campionato di calcio a 5 Emilia Romagna) ci porta oggi qualche esempio di allenamento e soluzioni su rimessa laterale.

Nel calcio a 5 tutte le palle da gioco fermo (inattive) rivestono un ruolo molto importante e spesso determinante ai fini del risultato, perché possono essere programmate ed è quindi assolutamente giustificato un allenamento specifico sulle rimesse laterali.

Per la corretta riuscita della rimessa laterale oltre alle indicazioni “tattiche” dei vari movimenti da poter eseguire, risultano fondamentali le caratteristiche dei propri giocatori e la disposizione avversaria. Determinante saranno sicuramente: la lettura della difesa per effettuare una corretta scelta, la qualità del giocatore che effettua il passaggio e il piede preferito dello stesso , lo sfruttamento delle caratteristiche dei giocatori in campo abbinate al posizionamento.

Soluzioni su rimessa laterale

Possibili soluzioni su rimessa laterale nella metà campo difensiva senza pivot si potrebbe avere con il giocatore A (destrorso) che passa a B (destrorso) che a sua volta cambia gioco per C ed esegue un taglio tra le linee per poter fare un uno due con C. Nel frattempo A va ad occupare lo spazio inizialmente occupato da B a sostegno di C

Questo sviluppo permette ovviamente anche altre soluzioni. Se ad esempio la palla arriva sul lato al giocatore C il pivot D prende posizione tra linee portandosi nel centro del metà campo difensive e il giocatore B corre in profondità sulla parallela di C mentre A correrà sul lato opposto per poter ricevere palla alta incrociata da C a questo punto C avrà soluzione tra le linee con D parallela con B o cambio gioco su A.

Soluzioni su rimessa laterale

In questo caso si ha un altra soluzione possibile partendo sempre dalla metà campo difensiva effettuando la ricerca diretta della profondità sul pivot con possibilmente battitore e pivot destrorsi.

Per quanto riguarda invece possibili soluzioni nella metà campo offensiva contro difesa a uomo potremmo avere il giocatore H taglia e blocca il difendente di D, C (mancino) esegue una corsa larga per poter calciare sul tocco di rimessa a questo punto D (mancino) dopo avere fintato corsa cambia direzione con contro-movimento e viene a calciare possibilmente all’altezza del palo in modo da dover semplicemente cercare il giusto impatto con la palla. Questo gioco si apre a tantissime soluzioni come ad esempio H che blocca il marcatore di C per il tiro di quest’ultimo oppure lo stesso blocco finto da H sul difendente di C per continuare la corsa e riceve direttamente da A nel cuore dell’area.

Contro una difesa a zona invece propongo questa soluzione in cui A ( destrorso) tocca per H (mancino) che gioca la palla per il movimento di C e prosegue la sua corsa in parallela oppure come già visto precedentemente può suolare per A che a questo punto sarà lui ad imbucare per C . Una volta che la palla arriverà a C quest’ultimo potrà tirare direttamente oppure fare 1-2 con H oppure coprire la palla e aspettare il rimorchio per il tiro di A.

Per quanto concerne l’allenamento specifico reputo che inizialmente sia opportuno, dopo avere visto supporti come video o lavagnetta, provare le rimesse senza contendenti in modo che i giocatori possano apprendere i movimenti da eseguire.
Successivamente è fondamentale che si provino in maniera situazionale, con i difendenti, per simulare il gesto in maniera più reale possibile e così che si possano capire i tempi e gli spazi delle giocate che sono fondamentali al fine della riuscita corretta della palla inattiva.
Infine per allenare il gesto possiamo prevedere delle esercitazioni che tendano a sviluppare condizioni nelle quali le rimesse vengano battute con maggiore frequenza come ed esempio una partita 3 vs 3 o 4 vs 4 a 2 o 3 tocchi con 4 sponde che giocano tutte con chi ha il possesso nella quale ogni volta che la palla esce dalle linee perimetrali viene ripreso il gioco con una rimessa dalla sponda più vicina.

Un ringraziamento particolare a Marco che con disponibilità e competenza ci ha illustrato alcune possibili soluzioni su rimessa laterale.

Nonostante in campo, durante le partite, si sentano spesso le sue urla rimane sempre un personaggio genuino, trasparente e in grado di creare quell’armonia giusta per amalgamare e far crescere qualunque gruppo.

Grazie Marcone soprattutto per le mille risate che non si riesce a trattenere quando si e in tua compagnia. Vamooooooosssssssss

Il mio allenamento tipo

Ci sono tante scuole di pensiero su come strutturare gli allenamenti e sono tutte corrette, purché si raggiungano i risultati prefissati. Alcuni organizzano sedute di allenamento con molti esercizi a secco ( senza la palla) per allenare la forza oppure la resistenza.

Altri organizzano tutto l’allenamento con la palla, riscaldamento, forza, resistenza  e recupero. 

Avete mai provatolo fare un giro di campo con e senza la palla alla stessa velocità? Il risultato è che con la palla tra i piedi i nostri battiti cardiaci sono maggiori e quindi è più allenante, oltre a migliorare la propria tecnica individuale alleniamo la parte atletica.

Ho fatto questo esempio perché tutti gli esercizi che propongo ai miei giocatori sono con la palla, solamente una piccolissima parte gestita dal preparatore atletico prevede una fase a “secco” ma quando è possibile facciamo concludere l’esercizio con un gesto tecnico.

Una considerazione importante da fare per chi come me ha solamente 2 sedute di allenamento alla settimana  è che, la componente noia non deve prevalere sul l’attenzione dei ragazzi.

Esercizi “divertenti “ sono molto più allenanti poiché i giocatori sono stimolati e danno il massimo.

Il mio allenamento tipo

Una sana competizione migliora l’andamento della seduta.

Piccole varianti dello stesso esercizio rendono  meno noioso lo sforzo psicofisico.

Una componente cognitiva cattura l’attenzione del gruppo.

Il mio allenamento tipo con la prima squadra di serie C1:

PS: Poiché riesco ad avere solamente 2 sedute alla settimana, la durata di ogni seduta è di 2 ore.

8′  di attivazione muscolare libera

Mettiamo a disposizione dei ragazzi tutte le attrezzature presenti in palestra. Ognuno     di    loro in autogestione svolge l’esercizio più adatto alle proprie esigenze fisiche attuali.

12′  Esercizio di riscaldamento                                                                                                                   Può essere un torello oppure una partita a tema con ritmo blando

12′  Altro esercizio di riscaldamento   

L’esercizio avrà un’intensità maggiore al precedente per preparare gli atleti ad     affrontare il resto della seduta.

30′ di forza, velocità, o resistenza

30′ Partite a tema ed esercizi per allenare i principi difensivi e offensivi 

30′ Partita libera.

In questo articolo ho spiegato il mio modo di preparare un allenamento tipo. Nel prossimo articolo proporrò degli esercizi entrando nello specifico.

Non mancate !!!

Ciao da Serafino

Mister del ASD Baraccaluga

Il mio allenamento tipo
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4 Vs 3 Velocità e posizionamento difensivo.

La velocità utilizzata per avere un ottimo posizionamento difensivo ( sia mentale che fisica) contraddistingue la capacità di adattamento di una squadra. Questo principio di tattica collettiva spesso lo si utilizza per difendere nei 12 metri dalla propria porta un attacco in superiorità. I moduli utilizzati sono il 2-1 ed il modulo 1-2

posizionamento difensivo

Il modulo 1-2 prevede la difesa di un avversario centrale posizionandosi a triangolo per cercare di chiudere tutte le linee di passaggio, facendo orbitare il pallone il più lontano possibile dalla propria porta.

Il difensore centrale più avanzato ha come uomo di riferimento il play avversario. Quando quest’ultimo è in possesso della palla il difensore esce tempestivamente cercando di chiudere il piede forte dell’avversario  obbligandolo ad effettuare il passaggio con il piede debole per aumentare il margine d’errore. Inoltre deve abbassarsi quando la palla è sul lato per chiudere eventuali passaggi in orizzontale che cambiano il fronte di gioco. I due difensori laterali si occupano degli avversari esterni uscendo tempestivamente quando il giocatore di riferimento che attacca ha la palla. Quando la palla è sul lato, si effettua una rotazione posizionandosi 2-1 per obbligare gli avversari a giocare sul perimetro della difesa e non in profondità.

Il modulo 2-1 prevede la difesa di una formazione che si posiziona 2-2 giocando larghi. In questo caso i due difensori più alti si occupano degli attaccanti di riferimento più vicini chiudendo tempestivamente la palla del giocatore avversario. Il difensore più vicino al portiere esce su un pallone laterale lasciando l’opposto per un eventuale 1 vs 1 con l’estremo difensore.

Nella difesa di una superiorità numerica si deve avere sempre la percezione del rischio che comporta la copertura o non copertura delle linee. L’inferiorità numerica determina una situazione momentanea di difficoltà dove si deve concedere all’avversario il minimo vantaggio possibile. L’allenatore può decidere di concedere agli avversari tiri dai 12 metri piuttosto che avere degli 1 vs 1 con il portiere; naturalmente in base alle caratteristiche dei giocatori presenti in campo in quel momento.

Esercizio

Esercizio in campo ridotto 3 vs 3 con l’aggiunta di un jolly che gioca con la squadra un possesso. In questo modo si allenano continuamente le combinazioni descritte sopra (modulo 1 -2 e modulo 2 – 1).

posizionamento difensivo

L’esercizio può essere utilizzato subito dopo la fase di riscaldamento. Avendo molti capovolgimenti di fronte ed una elevata dinamicità l’atleta dev’essere preparato ad affrontare questo esercizio.                                                                                                            L’alternativa: si possono utilizzare le porte regolari con i portieri

L’esercizio ha una buona compagine cognitiva ed è consigliato per l’allenamento di metà settimana. 

Esercizio adatto a under 17-21 e prima squadra.

4 vs 3, profondità e posizionamento offensivo

Nel Calcio a 5 acquisire profondità è lo scopo principale dopo il gol. Le ripartenze veloci ti portano ad avere situazioni di gioco 4 vs 3. Avere la palla lontano dalla propria porta oltre a ridurre il pericolo di subire gol, aumenta la possibilità di farlo.

Chi attacca in 4 vs 3 deve guadagnare la massima profondità così da essere efficace nella conclusione in porta.

Solitamente la disposizione di chi sfrutta una superiorità numerica può essere un 2-2 in ampiezza e in profondità, 1-2-1 con un giocatore centrale, due larghi e 1 tra le linee difensive ma anche con un giocatore sul lato invece che tra le linee come nell’ultima ipotesi.

La profondità di un giocatore può determinare un 1 vs 1 con il portiere se il difensore di riferimento non chiude con efficacia la linea di passaggio scaglionando nel modo corretto.

4 vs 3

Esercizio

• Partita a tema per allenare il 4 vs 3

Si gioca a tutto campo con i due pivot che non possono rientrare a difendere nella propria metà campo. L’azione d’attacco dev’essere conclusa in 20 “

L’esercizio può essere utilizzato per finire la fase di riscaldamento oppure come partita a tema nella parte finale dell’allenamento.

Si può utilizzare per under 19 e prima squadra

4 vs 3

 

 

 

 

La Mobilità: libertà, competenze e autostima

A volte si commette l’errore di confondere la mobilità solamente con la capacità dei giocatori di scambiarsi la posizione tra loro ma è molto di più.

E’ un principio di tattica collettivo che coinvolge la squadra che è in possesso palla che deve collaborare per rendere efficace il movimento che, con i tempi giusti, darà la possibilità di acquisire un vantaggio tattico nei confronti della squadra avversaria.

Giuseppe Menia oggi preparatore atletico del Carpi (beretti e under 17) e allenatore del settore agonistico del Zola Predosa calcio con un passato di responsabile tecnico nella polisportiva Solierese calcio e di istruttore nell’Empoli F.C. e nel Modena, ci presenta oggi alcuni concetti ed esercizi su questo argomento.

La mobilità in primis è “libertà” di interpretare il gioco, è “competenze” nel senso di saper fare un po’ tutto, è “autostima” intesa come capacità di saper dominare la situazione a prescindere dal contesto.
Queste dovrebbero essere tre parole chiave nel processo di formazione individuale di qualsiasi calciatore. Un giocatore che sa di aver un buon bagaglio di competenze sviluppa autostima e di conseguenza sarà libero di interpretare il gioco secondo le proprie caratteristiche.

Applicare questi concetti significa lavorare sui ragazzi non più utilizzando regole/obblighi/schemi ma sottolineando principi generali che i giocatori dovranno imparare ad applicare a seconda del contesto. Non si parlerà più di “ruoli” ma si farà sempre riferimento a zone e posizioni.

Lo scopo dell’allenatore deve essere quello di aumentare il bagaglio individuale di competenze dei propri ragazzi. Quando insegni regole e schemi le conoscenze acquisite rimangono abilità legate a quel contesto specifico mentre se insegni dei principi di gioco il giocatore sarà in grado di applicare le abilità che ha imparato al contesto in cui si troverà di volta in volta adattandosi alle varie situazioni. Fondamentale sarà pertanto educare i nostri ragazzi a percepire e a cogliere i vantaggi del gioco.

Nello sviluppare la fase di possesso, ogni squadra cerca di mettere in pratica un insieme di azioni col fine di ottenere un vantaggio rispetto all’avversario e arrivare a fare goal..

È possibile distinguere alcune macro tipologie di vantaggi:

  • di tempo (es. quando attaccante e difensore sono ugualmente lontani dalla porta ma l’attaccante è già rivolto verso di essa e il difensore no)
  • di spazio (es. dove l’attaccante è più vicino alla porta rispetto al difensore)
  • di spazio e di tempo (es. quando l’attaccante riceve una palla lontano e oltre la linea del proprio difensore)
  • numerico (quando la squadra che attacca ha un numero maggiore di giocatori rispetto a quella che difende)

Oltre alla tipologia del vantaggio è possibile classificare anche la situazione che lo determina:

  • Il vantaggio può scaturire da una situazione di uno contro uno:
    • con la palla (duello)
    • senza la palla (smarcamento)
  • il vantaggio può scaturire da una situazione collettiva
    •  “statico” (attraverso un posizionamento in zona luce)
    • “dinamico” (cambiando le posizioni in campo)

Nei nostri allenamenti quindi un fattore fondamentale per rendere efficacie la mobilità è proporre allenamenti con avversari attivi in modo da mettere in condizione il giocatore di determinare le scelte, il tempo e lo spazio. Significa innescare il meccanismo alla base del giocatore moderno pensante: vedere, capire, scegliere ed eseguire.

Prendendo spunto dal calcio a 5 ( la mobilità è un principio tipico) e trasportandolo al calcio a 11 si possono applicare principi di mobilità del calcio a 5 per rendere imprevedibile la nostra azione e creare così i vantaggi di cui parlavamo prima.
Nel calcio a 11 è molto più facile e frequente lavorare sullo smarcamento che sulla mobilità ma la mia percezione personale è che se si prende spunto dal concetto di mobilità del calcio a cinque in cui il giocatore nella stessa azione può ricoprire ruoli diversi o meglio… occupare più posizioni ed essere più di un riferimento, qualunque squadra può diventare molto pericolosa in fase di impostazione perché libera i giocatori da vincoli e propone movimenti con una collaborazione molto alta tra i vari giocatori.
Una squadra che offre una buona mobilità ricercando vantaggi di tempo, spazio o di superiorità numerica costringe l’avversario a continui adattamenti e più adattamenti inducono all’errore l’avversario soprattutto se non hanno vissuto quel tipo di esperienza precedentemente in allenamento.

Un esercizio di esempio da proporre negli esordienti rispetto a quanto stiamo dicendo potrebbe essere questo.

Tre contro tre con il sostegno

I giocatori della zona centrale di campo hanno un sostegno nel settore vicino alle porte che difendono. Per poter fare gol è necessario che almeno due giocatori diversi abbiano preso la posizione del sostegno.

Quando i ragazzi hanno eseguito l’esercizio qualche volta ed hanno capito il principio si può attuare qualche variante come far in modo che tutti i giocatori nell’azione del gol abbiamo occupato la zona di sostegno oppure cambiare prospettiva variare lo stesso esercizio proponendo invece che il sostegno un giocatore vada ad occupare il vertice alto.

L’importante è dare ai ragazzi, attraverso un esercitazione, compiti in cui i ragazzi dovranno vedere l’azione, capire quale potrebbe essere la soluzione, scegliere tempi e spazi ed eseguirla per ottenere un vantaggio.  

Ringraziamo Giuseppe per la sua disponibilità che tra i suoi mille impegni calcistici ha condiviso la sua esperienza con noi. In bocca a lupo per i tuoi mille progetti… tra cui ne sottolineo uno in particolare che lo vede fondatore ed istruttore de “lacasadeltalento“… veramente interessante. Alla prossima…ciao Cacciatorino!!!

F-MARC test:  valutare l’abilità tecnica nel calcio di giovani sportivi.

In un articolo pubblicato su THE AMERICAN JOURNAL OF SPORTS MEDICINE è stata presentato il F-MARC test. Uno studio dove diversi ricercatori hanno sviluppato una serie di test standard per valutare le prestazioni fisiche dei giovani giocatori (condizioni fisiche e prestazioni tecniche e tattiche).

La batteria di test F-MARC comprende una sessione di allenamento funzionale e strutturata di circa 2,5 ore. Comprende:

  • test di flessibilità (sette esercizi),
  • abilità calcistiche (otto esercizi)
  • Test sulla potenza , velocità e resistenza (sette esercizi).

Lo studio sottolinea come l’analisi del profilo fisico e tecnico di un singolo giocatore, in relazione ai valori medi per un gruppo e livello di abilità simili, potrebbe essere di aiuto per valutare la valutazione obiettiva degli effetti di un programma di allenamento specifico oppure può essere utile al medico e al fisioterapista responsabile del monitoraggio dei progressi durante la riabilitazione dopo infortuni sul calcio.

Motivazione Senza un’adeguata motivazione i risultati dei test potrebbero non essere rilevanti.  L’impegno positivo, la curiosità e l’istinto competitivo sono fattori determinanti per la buona riuscita del test.  Pertanto, prima di iniziare la batteria di test, i giocatori devono essere  informati in dettaglio sugli scopi e i metodi delle prove.   

Test di flessibilità

Sono stati progettati sette esercizi di flessibilità per valutare le condizioni funzionali dei principali gruppi muscolari e identificare possibili squilibri.

F-MARC

Sollevamento delle gambe in posizione supina (Fig. 1). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità dei muscoli dorsali degli arti inferiori. Il giocatore giace con la schiena in posizione orizzontale. Il giocatore alza attivamente la gamba destra fino a quando non ha raggiunto il massimo movimento dell’anca. Infine, il mister solleva ulteriormente la gamba nella posizione massima (passiva). L’esercizio viene quindi ripetuto sulla gamba sinistra. L’esaminatore misura il grado di flessione dell’anca attiva e passiva in unità di 5 °.

F-MARC

Spaccature laterali delle gambe (Fig. 2). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità (principalmente) dei muscoli adduttori. Bisogna fare attenzione a vedere che il tronco rimanga in linea verticale. Il mister misura la distanza tra i talloni e l’altezza dal suolo.

F-MARC

Divarichi delle gambe in senso longitudinale (Fig. 3). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità dei gruppi dei muscoli posteriori della coscia e dei quadricipiti nella regione dell’anca. Il giocatore si inginocchia su una gamba, con l’altra gamba distesa davanti. Bisogna far attenzione che non ci sia alcuna rotazione dei fianchi. Vengono misurate le distanze il ginocchio posteriore e il calcagno e la distanza dal suolo.

F-MARC

Curvatura al ginocchio con una gamba sola (Fig. 4). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità dei muscoli del quadricipite. Il giocatore si inginocchia su una gamba, con la gamba opposta rivolta verso l’esterno, la parte inferiore mantenuta in verticale. Si sostiene con entrambe le mani (ad esempio sugli sgabelli o dei coni). Bisogna fare attenzione a che il suo tronco rimanga in posizione verticale (linea verticale sulla parete), che non vi sia rotazione dei fianchi e che la parte inferiore della gamba anteriore rimanga verticale. L’esame misura la distanza tra il ginocchio posteriore e il tallone anteriore e la distanza dal suolo. 

F-MARC

Piegatura all’indietro (Fig. 5). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità dei muscoli quadricipiti e la lunghezza dei muscoli addominali. Il giocatore dovrebbe piegarsi lentamente all’indietro. L’esaminatore guida il giocatore con una mano sotto la schiena ma non lo supporta. Il giocatore dovrebbe mantenere la massima posizione arretrata per 1 secondo. L’esame misura i gradi di flessione all’indietro. 

F-MARC

Flessione laterale (Fig. 6). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità laterale dei muscoli del tronco e della colonna vertebrale. Viene incaricato di muoversi lentamente il più lontano possibile, prima a destra, poi a sinistra. Entrambe le scapole devono rimanere a contatto con la parete durante il movimento. L’esaminatore misura la distanza dalla punta del dito medio al suolo, prima in posizione verticale, poi dopo la piegatura laterale (sia a destra che a sinistra) e calcola le differenze per ciascun lato. 

F-MARC

Flessione in avanti del tronco (Fig. 7). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità della colonna vertebrale e dei muscoli del dorso. Il giocatore si trova su una scatola, che ha una scala segnata sul lato anteriore esteso. Il giocatore si piega leggermente in avanti (senza oscillare) e tocca la parte anteriore della scatola con entrambe le mani. L’esaminatore misura il punto in cui la punta del dito medio tocca la scala. 

Competenze calcistiche

Otto test di abilità calcistica permettono di valutare il profilo del giocatore in relazione alle abilità tecniche.

F-MARC

Palleggio piede (Fig. 8). Questo test consente di valutare il coordinamento specifico del giocatore di calcio. Il giocatore palleggia con il piede, cercando di toccarla il più volte possibile senza lasciarla colpire a terra. Se riesce a 25 tocchi al primo tentativo, non sono necessari ulteriori tentativi. Il test comincia lasciando cadere la palla dalle mani. Sono previsti 3 tentativi per ogni piede. Viene presa a riferimento la miglior prova con il piede destro e con il piede sinistro.

F-MARC

Serie di palleggi (Fig. 9). Questo test consente la valutazione della coordinazine del giocatore relativa a tutte le parti del corpo. Il mister lancia la palla da una distanza di 5 metri dal giocatore, che cerca di palleggiare nel seguente ordine: 1) petto-piede-testa, 2) testa-piede-piede, 3) piede-petto-testa. Tre tentativi di esercizio. 

F-MARC

Dribbling a velocità (Fig. 10). Questo test consente la valutazione del dribbling in relazione al tempo e alla velocità. Dopo il segnale di “Pronti – Via”  i giocatori iniziano con la palla da dietro la linea (1 sulla figura). Dopo 5 metri effettuano lo slalom seguendo l’ordine stabilito. Dopo 10 metri giro attorno ostacolo isolato (3). Quindi dopo 8 metri gioca la palla attorno a un lato di un quadrato (4) e corre attorno all’altro lato (5) per raccoglierlo (6). Quindi si lancia attraverso la porta e l’esercizio termina quando stopperà la pala dopo la porta. Il mister misura il tempo impiegato dal segnale “Vai” fino a quando il giocatore ha la palla sotto il suo piede. 

F-MARC

Passaggio lungo (Fig. 11). Questo test consente la valutazione della potenza di tiro e della precisione sulla lunga distanza. Il giocatore tira la palla in un cerchio (raggio, 2 metri; distanza, 36 metri) segnato nel mezzo di un’area quadrata (10×10 metri). Il giocatore ha prima un tentativo di prova. L’esame ha un totale di cinque tentativi. L’unità di misura è punti; 3 se la palla atterra nel cerchio o tocca la sua circonferenza e 1 punto se la palla atterra altrove nel quadrato. 

F-MARC

Passaggio corto (Fig. 12). Questo test consente di valutare la precisione e il coordinamento nel tiro con palla in movimento. Il giocatore porta palla fino ad una linea e da lì tira con precisione in una porta piccola a 11 metri di distanza. Il mister misura un totale di cinque tentativi, segnando 3 punti se la palla va in porta e 1 punto se la palla colpisce la traversa o il palo. 

Tirare con palla ferma (Fig. 13). Il test consente di valutare la precisione e il coordinamento nel tiro. Una palla viene posizionata a 16 metri dal centro della porta- Il  giocatore tira in porta che è divisa (idealmente) in sei segmenti. Punta prima in alto a destra, poi in alto a sinistra. L’esaminatore misura un totale di tre tentativi ciascuno nei segmenti in alto a destra e in alto a sinistra. Tre punti vengono assegnati se il giocatore spara nel segmento corretto, 1 punto se il giocatore colpisce la traversa o il palo di questo segmento, 1 punto se il giocatore spara nel segmento del primo piano e 0 punti per sparare nei segmenti inferiori. 

Tirare con palla in movimento (Fig. 14). Questo test consente di valutare la precisione e la coordinazione del tiro con palla in movimento. Il mister effettua un passaggio da una distanza di 20 metri e il giocatore dopo una breve rincorsa, tira in porta. Come per l’esercizio di prima  la porta è divisa idealmente in sei segmenti. . Il mister misura su 5 tentativi, segnando 6 punti se il giocatore tira nei segmenti alto o a destra o a sinistra, 1 punto se il giocatore colpisce la traversa o il palo, 2 punti se spara nel segmento medio superiore e 1 indica se spara in segmenti inferiori. Se il passaggio non è sufficientemente preciso, il tentativo viene ripetuto.

Colpo di Testa (Fig. 15). Questo test consente di valutare la precisione e la coordinazione nel colpire la palla di testa. Viene diviso in due parti.

Prima parte. Il mister si trova 3 metri davanti al centro della porta e lancia la palla al giocatore. Il giocatore colpisce il pallone di testa dal dischetto del rigore verso la porta (che come gli esercizi di prima è divisa idealmente in 6 segmenti) Se il passaggio del mister non è preciso il tentativo viene ripetuto.

Seconda parte. Il mister si trova a 3 metri dal palo e lancia la palla sul dischetto del rigore. Il giocatore si trova a 3 metri di distanza dal dischetto, aspetta la palla e poi avanza per colpirla verso la porta. 

Per la prima parte del test, si misura un totale di tre tentativi: e vengono segnati 6 punti se la palla va nel segmento in alto a destra o in alto a sinistra, 1 punto se la palla colpisce la traversa , 3 punti se la palla va nei segmenti inferiore sinistro o destro e 0 punti se va nel segmento medio inferiore.

Per la seconda parte del test, si misura un totale di tre tentativi con 6 punti se la palla va nel segmento in alto a sinistra, 1 punto se la palla colpisce la traversa o il palo, 3 punti se la palla va nel segmento in basso a sinistra, 2 punti se la palla va nel segmento in alto al centro, 1 punto se la palla va nel segmento in basso e 0 punti se la palla va nel nel segmento a destra

Test di potenza, velocità e resistenza

Sono stati progettati sette esercizi per valutare le condizioni fisiche dei giocatori.

Salto verticale a due piedi (Fig. 16). Questo test consente di valutare l’abilità di salto verticale a due piedi. Il giocatore si trova di fronte a un muro e allunga le braccia verso l’alto, facendo un segno con il gesso che è stato strofinato sul suo dito medio. Quindi fa un salto esplosivo a due piedi verso l’alto e segna di nuovo il muro con il gesso sul dito nel punto più alto che raggiunge. L’esame misura il massimo dei tre tentativi, registrando la differenza tra il segno di gesso in piedi e il segno di gesso che salta. 

Hop Hop (Fig. 17). Questo test consente di valutare la capacità di saltare orizzontalmente con un piede. Il giocatore si ferma dopo l’ostacolo appoggiando un solo piede. Il giocatore quindi procede per i successivi salti sulla gamba destra, andando il più lontano possibile. L’esercizio fisico si ripete con la gamba sinistra. L’esaminatore misura il migliore dei tre tentativi per i lati destro e sinistro. Si misura la distanza dei salti dal primo appoggio. 

Calcio lungo (Fig. 18). Questo test consente di valutare la potenza del calcio. Dopo un passo il giocatore prende il pallone dalle sue mani e lo calcia più lontano possibile. La palla atterra dove un assistente segna il punto con un marcatore numerato. L’esame misura il migliore dei tre tentativi. Si misura la massima distanza. 

Lancio lungo con le mani (Fig. 19). Questo test consente di valutare la forza di lancio a due mani. Il giocatore fa una rimessa a due mani con le braccia sopra la testa. Dove la palla atterra un assistente segna il punto con un marcatore numerato. Si misura il migliore dei tre tentativi. 

Sprint su quattro linee (Fig. 20). Questo test consente di valutare la capacità di sprint e un’accelerazione intensiva. I giocatori a terra dietro la linea di partenza (A). Sul segnale “Pronto — Vai”, corre per 10 metri sulla linea B e tocca questo con il piede. Quindi si gira, corre dalla linea B 20 metri indietro alla linea C e tocca questa linea. Si gira di nuovo, corre per 10 metri dalla linea C alla linea A e tocca questa linea, gira, quindi corre per 30 metri fino alla linea finale tra due pali della bandiera. Il tocco del e linee dovrebbero essere controllate. Si misura il tempo totale.

Corsa a tre curve (Fig. 21). Questo test consente la valutazione della resistenza alla velocità e della resistenza anaerobica. Prima di iniziare, il polso del giocatore viene misurato a riposo. Sul segnale “Ready — Go”, corre in un triangolo dal palo della bandiera all’inizio, 80 metri dal palo della bandiera (1), attorno ad esso, 20 metri dal palo della bandiera (2), intorno ad esso, 82,4 metri indietro al iniziare, attorno a questo cono e quindi a 20 metri dalla linea di finitura (4). La frequenza del polso viene misurata prima dell’inizio, subito dopo il traguardo, e di nuovo 2 minuti dopo la corsa prendendo il tempo e battiti cardiaci al minuto per l’impulso.

Corsa di dodici minuti. Questo test consente di valutare la resistenza aerobica. Prima dell’inizio, il polso del giocatore viene misurato a riposo. Al segnale “Pronto — Vai”, corre il maggior numero possibile di giri. I giri vengono conteggiati ad alta voce dal mister mentre passa il giocatore. Sul segnale di arresto, l’esaminatore dovrebbe essere vicino al giocatore per notare la corsa della distanza esatta e prendere il suo polso. L’impulso viene misurato nuovamente a 1, 3 e 5 minuti dopo la corsa. La misurazione è in metri per la distanza percorsa e in battiti al minuto per impulso

Articolo originale “Assessment and Evaluation of Football Performance” THE AMERICAN JOURNAL OF SPORTS MEDICINE, Vol. 28, No. 5

CALCIO A 5 E BASKET: UNA RELAZIONE STRETTA E DA SFRUTTARE

Calcio a 5 vs Basket: un confronto che ha più analogie che differenze, perché?

 

 

 

 

 

Parliamo di due sport che hanno origini estremamente diverse, ma che si incontrano sotto una moltitudine di aspetti. Oggi proveremo ad analizzarli per capire se queste due discipline posso integrare le proprie metodologie di allenamento a vicenda in modo tale da migliorare la prestazione.

Partiamo confrontando la partita: nel Futsal vengono giocati 80′, suddivisi in due tempi da 40′ con 15′ di pausa fra i due; nel Basket poco cambia, perchè anche se sono 4 i tempi di gioco, i minuti totali sono tra i 40 e i 48 (in NBA), e solo tra 2° e 3° quarto la pausa dura più di 10′.

Andando più nello specifico, un’azione di gioco nel futsal dura massimo 20”, con una media di 10”; la durata è simile nella pallacanestro, anche se i secondi massimi di un’azione sono 24.

Da questi due aspetti possiamo quindi dedurre che stiamo parlando di due sport intermittenti, ossia caratterizzati da un’alternanza di metabolismo aerobico e anaerobico, dove la tecnica è la componente preponderante che influenza in gran parte la qualità del giocatore e le sue prestazioni.

Oltre alla componente metabolica, anche la componente di forza è da considerarsi fondamentale: essendo entrambi gli sport giocati ad intensità elevate o molto elevate e in spazi stretti, sarà altresì elevata la quantità di arresti, cambi di direzione e, nel caso della pallacanestro, di salti.

Ora che sappiamo quali sono le proprietà che li descrivono dal punto di vista metabolico e neuromuscolare, ne conseguirà una metodica d’allenamento rivolta verso la potenza aerobica, la capacità anaerobica lattacida (tolleranza al lattato e recupero) e la forza.

Sui vari libri ci sono decine di esempi su come allenare queste capacità, io però consiglio di partire sempre dalla richiesta specifica della partita, scomporre il gesto e allenarlo.

Per esempio, la potenza aerobica mi serve per avere una base organica solida tale da gestire la prestazione senza cadere a causa della fatica, perciò cercherò di allenarmi mantenendo l’intensità appena sotto la soglia anerobica (quindi ripetute sub-massimali, variazioni di ritmo, circuiti funzionali).

La capacità anaerobica lattacida invece è importante perchè più è allenata e più riuscirò a mantenere una certa intensità di gioco senza andare in acidosi, pericolosa sia per la prestazione in sè sia per il recupero attivo o passivo. Anche qui ripetute e circuiti tornano utili, bisogna cercare però di tenere il lavoro sopra soglia e indicativamente tra i 30” e i 3′, dove il metabolismo anaerobico lattacido è attivo.

Infine la forza. Sia basket che futsal richiedono una produzione di forza per più tempo, spesso in quantità maggiore verso fine gara. Dovrò quindi direzionare il lavoro verso metodi che mi obbligano a fare questo (circuiti di forza, cambi di direzione). Importante però sarà anche la forza in ottica prevenzione (cambi di direzione…LCA?) quindi sarà bene dedicare tempo al rinforzo di tutte quelle strutture muscolo-tendinee che sono deputate alla stabilizzazione articolare.

Per altri esempi o eventuali approfondimenti, personalmente trovo spesso risposte in “l’allenamento ottimale” scritto da Weineck, completo e affidabile.

Calcio a 5 e basket, due sport che si conoscono poco, ma che, almeno dal punto di vista fisico-atletico, sono parenti dalla nascita.