FORZA QUATTRO: CERVELLO E TATTICA

Esercizio che prende spunto dal celebre gioco da tavolo FORZA QUATTRO. E’ un esercizio da utilizzare soprattutto in riscaldamento. Lo spirito di competizione è molto importante perché porta subito i giocatori in uno stato di concentrazione alta.

FORZA QUATTRO

Due squadre iniziano divise su due file. Su un segnale del mister, entrambe le squadre con un giocatore alla volta partono per entrare nell’area del coni, con l’obiettivo di ottenere 4 giocatori in una linea sia diagonalmente che orizzontalmente o verticalmente. Le squadre possono “mettersi  in linea a 4” usando tutte le possibili combinazioni.

Contemporaneamente una squadra può anche provare a impedire all’opposizione di creare una linea di 4 fermandosi in un cerchio per interrompere la catena.  La pratica continua finché una squadra non raggiunge il “4 in linea” ovvero il forza quattro. A quel punto uno dei giocatori che hanno composto il quattro in linea ha 5 secondi per andare a calciare in  porta.

In genere è un esercizio che piace molto ai giocatori e mi sono ritrovato a riproporlo più volte con alcune varianti.

Il primo sviluppo potrebbe essere che prima di arrivare alla griglia faccio compiere ai giocatori dei circuiti funzionali con la palla.

FORZA QUATTRO

La fila che ha i cerchi davanti deve portare il pallone aggirando ciascuno dei cerchi colorati: prima il rosso poi il verde poi il giallo. Alla fine il giocatore deve arrivare al cono verde.

Contemporaneamente nell’altra fila il giocatore deve aggirare i coni rosso, verde e blu rientrando sempre nel quadrato giallo. Alla fine il giocatore deve arrivare al cono verde. il primo giocatore che arriva al cono può andare a posizionarsi sulla griglia. In questo caso il forza quattro potrebbe essere raggiunto dai primi 4 giocatori se la stessa squadra vince sempre il circuito funzionale.

Un’altra variante può essere sviluppata facendo compiere un 4 contro 3 dopo aver compiuto il 4 in linea nella griglia.

FORZA QUATTRO

I 4 giocatori che riescono ad effettuare il 4 in linea nella griglia recuperano il pallone posto a fianco della griglia e attaccano la porta con la regola che senza avversari si può fare goal solo portando la palla in area prima di tirare.

Contemporaneamente i primi tre giocatori della fila del colore che non è riuscita a fare il 4 in linea nella griglia corrono a difendere la porta. A seconda della reazione dei giocatori si possono così creare sia situazioni di 1 contro 1 che di 2 contro 2 oppure di 3 contro 2, 3 contro 3 o 4 contro 3.

Se l’attacco riesce a segnare il punto viene assegnato mentre se la difesa riesce a recuperare palla due giocatori della fila della difesa entrano in gioco in un 5 contro 4 ribaltando così la situazione di attacco e difesa.

Se la palla va fuori o se si segna il goal si riparte con il tris iniziale. Quando una squadra arriva a 3 goal (o a 5 per i più giovani) ovviamente vince.

Uscita dal pressing e uomo tra le linee

Obiettivo dell’esercizio è dare sempre al portiere la possibilità di uscita dal pressing con scelte diverse a seconda del tipo di pressing che attuano gli avversari.

Uscita dal pressing

Si gioca un due conto due in ogni metà campo. I giocatori in attacco 3 e 4 giocano sempre molto aperti mentre i giocatori 1 e 2 giocano molto chiusi davanti all’area.

Al segnale del portiere uno dei due giocatori di attacco (nell’esempio il giocatore 3) finta lo scatto in profondità ma con un contromovimento viene a prendere palla in mezzo alle linee mentre il secondo giocatore (es. giocatore 4) scatta in avanti dando profondità alla squadra.

Nello stesso momento i due giocatori in difesa si allargano ed arretrano portandosi all’altezza dei due angoli in basso al lato del portiere.

Il portiere si trova a questo punto nelle condizioni di avere tre soluzioni per l’uscita dal pressing:

  1. palla lunga al giocatore 4 per andare al tiro diretto se la squadra avversaria pressa alto
  2. se la squadra avversaria non pressa alto scarica ad uno dei due giocatori bassi (giocatore 1 o 2)
  3. se la squadra attua un buon pressing ma non è abbastanza veloce  palla al giocatore fra le linee (giocatore 3).

Ogni volta che la palla esce ai lati si ricomincia dal portiere per permettere di allenare il più possibile questo tipo di uscita.

Particolare attenzione va posta sulla palla scaricata al giocatore in mezzo le linee.

Se il giocatore sbaglia il controllo e di conseguenza la protezione della palla gli avversari si troverebbero la strada aperta verso la nostra porta.

Successivi sviluppi sono previsti dall’inserimento di un jolly per ogni squadra. Sempre un 4 contro 4 dove però il jolly ha libertà di movimento nella zona difensiva mentre può giocare solo a due tocchi nella metà campo avversaria.  In questo modo è costretto ad andare spesso a cercarsi lo spazio tra le linee per poter effettuare giocate efficaci.

Serafino Muraca: il mister che non si arrende mai!

Oggi abbiamo il piacere di intervistare Serafino Muraca, mister del Asd Baraccaluga che ha accettato molto volentieri di dedicarci un pò di tempo per raccontarci la sua storia e per presentare la squadra di calcio a 5 che allena.

Mi chiamo Serafino Muraca, ho 43 anni e da 3 stagioni sono l’allenatore dell’ Asd Baraccaluga, squadra che milita nel campionato di C1 regionale di calcio a 5 dell’Emilia Romagna.
La mia piccola carriera calcistica comincia all’età di 8 anni nella Povigliese di Mister Curini e termina all’età di 23 nella Castelnovese di Mister Ciffarelli. L’anno successivo ho cominciato a praticare Calcio A 5 (all’età di 24 anni) nel Brescello C A 5 in C1 e non vi nascondo che dopo 2 mesi volevo già smettere. 

E’ iniziato così il mio cammino da “calcettista” e a Brescello dopo vari anni è anche finito dopo mille vicissitudini. Tra le note positive di quegli anni l’interessamento del Bagnolo C 5 che militava in serie B, occasione che mi ha lusingato ma che per problemi lavorativi non ho potuto sfruttare rifiutando l’offerta (con grande rammarico).

Da allenatore invece dopo anni di gavetta come secondo allenatore in campionati nazionali di serie B e A2 con la Flli Bari di Reggio Emilia ho finalmente iniziato il mio percorso da primo allenatore al Baraccaluga. Società fantastica che ha grandi ambizioni sul territorio Piacentino, investendo tempo e risorse per la crescita di questo sport. Punta molto sul settore giovanile e lavora per la crescita di ragazzi che
un domani faranno sicuramente parte di questa squadra da protagonisti. Il Baraccaluga è una società molto attenta e lo staff e gli atleti sono trattati da veri professionisti con attenzioni che molte squadre di campionati nazionali superiori non hanno.

Serafino Muraca

Da giocatore se dovessi scegliere un ruolo nella squadra allenata da te in quale sceglieresti di giocare?

Da giocatore sceglierei sicuramente di fare il pivot nella mia squadra. Proponendo un modulo 3-1 questa figura ricopre un ruolo fondamentale e pieno di responsabilità.
Da giocatore ho sempre giocato da pivot con oltre 250 gol all’attivo in 8 stagioni.

Come imposti il tuo programma di allenamento settimanale?

Ho la fortuna di avere uno staff veramente importante durante gli allenamenti. Facendo
solamente 2 sedute alla settimana da 2 ore, curiamo la parte atletica e di forza al martedì per lasciare al giovedì la parte tecnico tattica.

Il mio staff è composto da:
Matteo Nazzaro: mio stretto collaboratore e co-allenatore
Bottazzi Francesco: preparatore atletico
Morsia Marco: preparatore dei portieri
Spelta Marco: preparare dei portieri
Ad ogni allenamento sono presenti almeno 2 dirigenti a coadiuvare le varie attività.

Quale è stata la partita che più ti ha regalato soddisfazioni nella tua carriera?

Senza dubbio la finale di coppa Italia regionale dell’anno passato dove abbiamo vinto contro il Balça. Nonostante un anno veramente difficile siamo riusciti a centrare questo grande obiettivo approdando poi alla fase nazionale.

Serafino Muraca

Che cosa ti porti nel tuo essere allenatore del corso per il patentino di calcio a 5 che stai svolgendo?

Dal corso che sta per concludersi porto una visione molto diversa di come allenare una squadra, mi spiego meglio. Nel passato dedicavo molto tempo dei miei allenamenti (circa il 25%) alla parte analitica a discapito di quella situazionale. Allenare dei giocatori pensanti sarà l’obiettivo prossimo, mettendo tutti nelle condizioni di leggere, capire, pensare ed eseguire le fasi dinamiche di gioco che cambiano di volta in volta con un avversario in campo che ti contrasta. Preparare esercizi che inducano i ragazzi a delle scelte, rispettando i principi difensivi e offensivi senza schematizzare troppo le giocate.

Dai, prima di concludere l’intervista raccontami un ricordo, una particolarità, un aneddoto della tua vita da calciatore o da allenatore.

Nella mia presentazione ho scritto che dopo 2 mesi di calcio a 5 volevo già smettere di giocarci. Infatti dopo anni di calcio a 11 mi sono ritrovato in una palestra, spazi molto ristretti, un pallone che non rimbalza, sempre sotto pressione, decisioni affrettate ed io che sembravo un pesce fuor d’acqua.
Abituato comunque a giocarmela alla pari contro gli avversari, in quel contesto ero veramente in difficoltà.

Ho sempre vissuto lo sport come una sfida personale cercando di dare sempre il 100% e non potevo arrendermi di certo per il “calcetto”. Ricordo il viaggio di ritorno da una trasferta a Rimini dove perdemmo e la mia prestazione dopo 2 mesi di allenamenti ed impegno era stata gravemente insufficiente. In macchina piangevo dalla rabbia, non riuscivo a capire dove migliorare e cosa inventarmi per farlo. Al martedì andai dal mister e dal capitano che avevano molta più esperienza di me in questo sport e dopo una chiacchierata mi misi a disposizione della squadra, non cercai più la soluzione personale ma quella collettiva e da allora tutto cambiò.

In quella stagione segnai 24 reti e quella dopo ben 53. Mi sentivo finalmente un giocatore di CALCIO A 5.

La pazienza, la dedizione al sacrificio e la voglia di imparare ripagano sempre. La parola successo si trova solamente nel vocabolario prima della parola sudore.

Arrivederci sui campi di gioco.

Serafino Muraca

Calcio a 5 femminile: Bagnolo – Cesena

Femminile: Turno di campionato CaRossa Bagnolo vs Futsal Cesena

Pubblicato da A.S.D. Bagnolo Calcio a 5 su Domenica 1 dicembre 2019

Vi presento alcuni highlight di questa partita perché prendiate confidenza con questa realtà.

Nel campionato FIGC regionale si inizia a fare sul serio. Molte delle ragazze approdano a questo campionato dopo aver fatto una buona gavetta nei campionati amatoriali UISP e CSI.

L’approccio a questo campionato è tuttavia molto differente:

  • Le sbavature tecniche debbono essere ridotte al minimo;
  • Occorre essere sempre ordinate in campo ed allenare gli automatismi tattici per ridurre i tempi di esecuzione;
  • Le vere occasioni da rete sono molto risicate e spesso si vengono a generare solo a causa di brevi ritardi o imprecisioni da parte delle avversarie;
  • I portieri non possono permettersi alcun tipo di distrazione e di solito sono loro a fare la differenza, soprattutto perché le giocatrici di movimento spesso si equivalgono rispetto alle avversarie;
  • Occorre imparare a giocare in maniera molto fisica, cosa che i campionati amatoriali non insegnano, perché molti tipi di contrasto duro vengono tollerati.

In questo campionato gli allenatori iniziano ad inserire schemi per tutte le situazioni di gioco. Questo è uno degli scogli maggiori per le giocatrici che vengono dai campionati amatoriali od il calcio a 11. Il primo anno che una ragazza pratica questo tipo di futsal deve essere pronta al sacrificio, per vederne i risultati nel campionato successivo tornando a diversi con una nuova consapevolezza.

Femminile: Turno di campionato Risultato finale CaRossa Bagnolo vs Futsal Cesena 2 a 2Marcatori Bagnolo ⚽️ Catellani ⚽️ Faragò

Pubblicato da A.S.D. Bagnolo Calcio a 5 su Domenica 1 dicembre 2019

E le partite terminano solo con il triplice fischio dell’arbitro…

LINK : 

https://www.facebook.com/ASD-Bagnolo-Calcio-a-5-392507296339/

https://www.facebook.com/futsalcesena2000/

Partite 4 contro 4

Esercizio di possesso palla e tiro in porta in partite 4 contro 4 con obiettivi assegnati dal mister. Sul campo vengono infatti posizionate sei porticine con i cinesini colorati.

Il mister assegna un compito alla squadra rosa o alla squadra verde chiamando le porticine in cui deve passare la palla durante il possesso prima di poter tirare in porta.

Partite 4 contro 4

Durante il possesso palla non esiste una direzione di gioco perché ogni squadra attuerà la sua strategia per poter poi far passare la palla nelle giuste porte prima di tirare.

Quindi siccome il gioco può essere continuato in molte direzioni diverse è necessario proteggere la palla, dribblare ed effettuare un possesso palla mirato ad ottenere spazio nelle zone giuste per poter attraversare con la palla le porticine.

Se una squadra perde palla l’altra squadra avrà il proprio obiettivo da perseguire e il gioco continua finché non si riesce a fare goal. A quel punto il mister darà due nuovi obiettivi ad entrambe le squadre e si continueranno le partite 4 contro 4.

Una possibile variante è togliere un giocatore (quello che ha segnato) quando viene fatto goal. In questo caso la partita riprenderebbe con un 4 contro 3. Se la squadra da 3 può svolgere il proprio obiettivo oppure tentare di fare goal in porta direttamente per poter recuperare il suo uomo lasciato fuori.

Ovviamente se tentando il tiro diretto la squadra in 3 non dovesse riuscire a fare goal, il loro compagno non entrerebbe e la squadra a 4 giocatori ripartirebbe con il proprio obiettivo.

Altra variante potrebbe essere svolta lasciando fuori dal gioco chi ha segnato per un periodo limitato di tempo (30 secondi, 1 minuto dipende dalle età). In questo caso il gioco dovrebbe svilupparsi in maniera più intensa per approfittare della superiorità numerica.

In ogni caso i giocatori devono decidere quale obiettivo è più utile nella specifica situazione.

Calcio a 5 femminile giovanile: Punti chiave

Sulla base della mia esperienza vorrei elencare quelli che penso siano i punti fondamentali da affrontare per chi inizia ad allenare delle giovani ragazze:

  • Essere autorevoli e non autoritari!

Allenare le ragazze richiede pazienza, equilibrio e la cura della comunicazione è molto importante. Per esempio, quando durante le fasi di gioco esse appaiano distratte o spaesate, per richiamare l’attenzione si tende ad urlare ordini ed osservazioni. Le nostre indicazioni possono essere utili nel momento in cui il richiamo riesce a suggerire in maniera tempestiva il comportamento da correggere. Spesso però, soprattutto se le giocatrici non hanno molta esperienza, potrebbero non comprendere e confondersi andando nel pallone. Una serie di indicazioni troppo lunga potrebbe essere difficile da capire. Meglio poche istruzioni, chiare ed essenziali date al momento giusto. Se siete soliti alzare la voce in campo, ricordate che le donne non lo gradiscono; non reagiscono immediatamente, accusano il colpo ed elaborano conservando il ricordo! Quindi cercate di essere il più autorevoli possibile senza cadere nell’autoritarismo o le giocatrici di punto in bianco potrebbero lasciare la squadra. Le ragazze praticano sport sopratutto per divertirsi!

  • Giocare facile!
    Per quanto sia possibile, soprattutto nelle giovanili, occorre insegnare la costruzione di azioni in cui la portatrice di palla venga aiutata dalle compagne che si fanno vedere in posizioni dove il passaggio sia facile da eseguire e da ricevere. Purtroppo, i nemici principali del passaggio facile sono:
    1. La scarsa reattività;
    2. La lentezza di impostazione;
    3. La forza mal dosata; 
    4. Il pressing degli avversari e la difficoltà di dribblare.

Quando si è alle prime armi, spesso si incontrano tutte queste difficoltà e solo con tanta sofferenza si riesce ad uscire dalla propria trequarti cercando di concludere un giro-palla. Di conseguenza, si cade nella tentazione di giocare palle lunghe. Il gioco “lungo” cerca di risolvere il problema di venire “schiacciati” dagli avversari, ma nasconde delle insidie:

    1. Richiede corse lunghe e ripetute che nel lungo periodo porta ad essere più stanche delle avversarie;
    2. Chi calcia deve possedere una buona tecnica di lancio, perchè deve essere preciso, per non consegnare il pallone alle avversarie ed evitare corse inutili;
    3. La giocatrice che riceve deve avere un buon controllo o si rischia che perda la palla;
    4. Riduce il tempo di possesso palla e dell’azione, ciò significa che si corre di più ed in un minor tempo si restituisce palla agli avversari aumentando il numero dei loro attacchi.

Tante squadre nel calcio e calcio a 5 femminile si affidano ai lanci, senza avere padronanza della tecnica, concludendo buona parte delle azioni con la palla persa. In certi momenti sembra di vedere il football americano giocato con i piedi.

  • Si difende tra l’avversaria e la (propria) porta!

Sottotitolo: Se si perde palla non si sta ferme in attacco ma si ritorna in difesa!

Come verrà recuperata la palla persa?
 
  • Chiarire chi è la propria avversaria! 

Prima di sperimentare altri tipi di difesa, consiglio di iniziare dalla difesa a uomo. Una ragazza deve avere chiaro chi sia la propria avversaria ed imparare a non farsi sorprendere dai suoi movimenti.  Per iniziare, quindi, è meglio dar loro un avversario fisso, assicurarsi che gli sia chiaro come marcarlo e sappiano muoversi insieme a lui per tutto il campo. Solo quando si avrà maturato sufficiente consapevolezza si potranno introdurre altri elementi come scalare o scambiarsi le marcature, che implicano la visione degli spazi lasciati vuoti.

Qual è la mia?
  • Chi bella vuole apparire un poco deve soffrire!

Con tutta la fantasia possibile per cercare di renderlo piacevole, occorre allenare atleticamente le ragazze, soprattutto se questo è il primo sport che praticano in vita loro. Nel femminile, una migliore condizione atletica sovrasta una migliore preparazione tecnica a parità di esperienza. In tutto ciò, mi sento di consigliare di affidare la preparazione atletica a chi ha studiato e sa gestire carichi di lavoro differenziati, anche individuali, per non provocare infortuni su ragazze giovani. La mia fortuna è di essere in staff con due ragazze che hanno studiato Scienze Motorie e hanno sempre ottimi consigli per adattare gli allenamenti in funzione delle condizioni fisiche delle ragazze, riducendo considerevolmente il rischio di traumi.

Calcio femminile giovanile: Al via i campionati!!!

L’anno scorso si sperimentava la prima Regional Cup UISP di calcio a 5 femminile giovanile in Emilia Romagna con la formula dei concentramenti provinciali. A rappresentare il territorio parmense c’era il team Vallinbici guidato dal mister Mariani.

Un primo importante passo per esaudire il sogno del mister è stato compiuto: sabato inizierà il campionato regionale!

Verrà comunque presentata la seconda edizione della Regional Cup, aperta anche ad altre squadre che volessero partecipare ad un solo concentramento.

Ecco svelato il calendario delle prime partite:

Calendari campionati calcio a 5 femminile giovanile UISP

 

Anche la FIGC non è da meno!

Il 24 novembre, partirà la prima fase a gironi del torneo sperimentale FAIR PLAY WOMEN’s.

L’obiettivo è creare campionati giovanili femminili, per squadre under 12  che oggi militano nei campionati misti. Si pensa così di ridurre il fenomeno dell’abbandono da parte delle atlete più giovani. (già esistono campionati under 15, under 17 e under 19 solo femminili.)

 

Il Torneo prevede:

I° TURNO: 24 Novembre 2019

II° TURNO: 7 Dicembre 2019

III° TURNO 12 Gennaio 2020

Festa finale Febbraio 2020 (per tutte le squadre partecipanti)

Ovviamente non vogliamo dimenticare il campionato ALLIEVE (annate 2004-2008) di calcio a 9 organizzato dal CSI di Reggio Emilia, che già da qualche anno permette la crescita sportiva delle giocatrici nell’età adolescenziale. Il campionato è già iniziato e dopo 2 giornate in testa c’è il Nubilaria al comando a punteggio pieno seguito dall’Arsenal di Cadelbosco Sopra (Calendario sul sito e sulla APP del CSIRE).

Credo che si stia lavorando bene e con la giusta visibilità si otterranno risultati ancora migliori.

Foto della partita tra G.S. Arsenal e Atletico Castellazzo

Link utili per maggiori informazioni:

http://www.figc-dilettanti-er.it/comunicati/2019

https://www.csire.it/albo/risultati-calendario-classifiche-squadre.html?q=cal

http://www.uisp.it/emiliaromagna/calcio/comunicati

Sviluppi sul sistema di gioco 3 – 1

Durante il corso con Lami Nico (mister del Prato calcio a 5 in serie B e docente dei corsi di abilitazione FIGC) mi è stato dato il compito di sviluppare in palestra il compito di insegnare in allenamento i concetti di protezione della palla e sviluppo del sistema di gioco 3 – 1. 

sistema di gioco

Nell’esercizio proposto ieri ho affrontato un esercizio per poter affrontare gli aspetti della protezione della palla mentre oggi sviluppo l’azione in modo da entrare meglio nei movimenti del sistema di gioco 3 – 1.

Dopo aver protetto la palla il giocatore 1 esce dal cerchio di centrocampo e passa la palla in profondità sul giocatore 2 (pivot) che gli restituisce la palla con un uno due permettendogli di andare al tiro.

sistema di gioco

Un successivo sviluppo viene dall’introduzione in gioco di un avversario (giocatore 4) a marcatura del giocatore 2.

In questo caso dopo aver protetto la palla il giocatore 1 esce dal cerchio di centrocampo e passa la palla in profondità sul giocatore 2 (pivot) e decide a seconda della protezione della palla e dei movimenti del giocatore 2 se effettuare un taglio a destra (percorso A) oppure a sinistra (percorso B) per liberarsi per il tiro.

Il giocatore 2 può decidere se sviluppare un gioco in un 2 contro 1 con il suo compagno di squadra (giocatore 1) oppure in un 1 contro 1 con il giocatore 4 per andare al tiro. 

sistema di gioco

Altro sviluppo è aggiungere un ala (giocatore 5) in modo che il giocatore 1 dopo aver protetto la palla fa lo stesso gioco di prima ma con il suo movimento condiziona il gioco del pivot e dell’ala.

Infatti se il giocatore 1 passa al giocatore 2 e compie il percorso A il giocatore 5 può compiere un taglio sull’altro lato del campo in modo che il giocatore 2 possa avere due scelte: passaggio al giocatore 1 o al giocatore 5.

Se invece il giocatore 1 passa la palla al giocatore 2 e compie il percorso A il giocatore 5 può attaccare la profondità o combinare il movimento di uno due con il giocatore 2. Le combinazioni sono tante.

L’ esercitazione proposta per step successivi serve proprio a far capire ai ragazzi le propensioni naturali soprattutto in fase analitica e poi farli entrare nei movimenti del sistema 3 – 1 poco per volta contro avversari in inferiorità numerica facendo fare a loro le scelte più opportune. L’aggiunta di difensori fino ad arrivare alla parità numerica porterà i ragazzi a ragionare sui movimenti più efficaci e sulle potenzialità e i limiti di tutti i compagni di squadra.

Il mister deve essere bravo a tenere i tempi brevi nei vari esercizi e a far notare ai ragazzi ad esercizio compiuto gli aspetti positivi ma facendoli ragionare sul perché non sono invece riusciti a portare a successo l’esercizio stesso.

Protezione della palla

Una difficoltà che si riscontra spesso tra i ragazzi è la scarsa capacità di protezione della palla. Questa capacità risulta fondamentale per mantenere il possesso o anche semplicemente per guadagnare tempo per far ricompattare o salire la propria squadra.

Nel centro di centrocampo sono già presenti due giocatori. Il mister passa la palla a uno di questi due a suo piacere e questi deve proteggere la palla per almeno 5 secondi dentro al cerchio di centrocampo e poi dribblare e tentare di andare al tiro verso la porta. Ovviamente chi attacca se riesce ad impossessarsi della palla compie lo stesso gesto verso la porta.

All’interno del cerchio possono venire attuate tutte e tre le tipologie di protezione della palla: dorsale, laterale e diagonale.

Infatti il giocatore che riceve la palla può riceverla proteggendo con il corpo mettendo il proprio dorso a contatto con il petto dell’avversario mentre si controlla la palla con il piede lontano (protezione dorsale).

Oppure può decidere di riceverla con protezione diagonale estendendo il braccio a mano aperta in appoggio sul petto dell’avversario mentre si controlla la palla con il piede opposto all’avversario o con una protezione laterale con la stessa tecnica ma con il giocatore avversario posto lateralmente.

Il mister deve essere bravo a lavorare sulla gestione del contatto fisico tra i ragazzi e sottolineare il coraggio, la forza e l’equilibrio che sono i requisiti essenziali per poter avere la padronanza della capacità di protezione della palla.

Serve continuità nel calcio a 5 femminile

La gestione delle squadre femminili nel calcio a 5 presenta sempre molti problemi di carattere gestionale e organizzativo. Soprattutto serve continuità. Prendo spunto per parlarne perché da alcuni anni ad ogni riunione in lega calcio UISP, si ripresenta la polemica di alcune squadre amatoriali verso la rosa di alcune squadre che sono sempre amatoriali ma presentano anche molte ragazze che partecipano ai campionati FIGC. Mi piacerebbe condividere con voi alcune considerazioni a tal proposito.

Anche se tesserate Figc, buona parte delle squadre femminili sono Associazioni Sportive Dilettantistiche che talvolta sono di fatto solo un gruppo di amiche che chiede l’affiliazione ad una ASD per adempiere alle procedure burocratiche.

Dispongono di budget modesti spesso raccolti in autofinanziamento. Avere budget ridotti porta a cercare di risparmiare sull’affitto delle palestre e di conseguenza a ridurre le ore di allenamento (per molte, si parla di un allenamento settimanale da 2 ore, più la partita, nel periodo da settembre a maggio).

Chi contesta il fatto che nell’amatoriale ci siano squadre organizzate anche per fare la FIGC parte dal fatto che le giocatrici FIGC possono contare su 2-3 allenamenti settimanali (ed una partita nei week end) che le portano ad essere più allenate fisicamente e preparate mentalmente rispetto alle altre. D’altro canto, non fermandosi mai, sono molto più affaticate e più a rischio di infortunio.

Purtroppo, il fatto di non poter disporre di tempo o denaro sufficienti limita a crescita di una squadra. Un problema comune a tutte le squadre è proprio quello di non poter apprendere e sviluppare le tecniche e la coscienza tattica perchè occorre spendere tempo e mettere impegno con continuità e questo non è sempre possibile.

Il punto critico per molte squadre infatti è di non poter disporre delle proprie giocatrici in maniera costante a causa dei vari impegni che queste hanno per lavoro, studio o famiglia. Esistono team di 25 giocatrici di cui in partita se ne presentano 6.

Giocare ed allenarsi insieme sta alla base della costruzione delle buone dinamiche di una squadra. Quindi ritornando alla polemica delle squadre amatoriali le giocatrici FIGC possono essere l’anello debole perché essendo parte del gruppo in maniera incostante non si amalgamano al pari delle altre.

Concludendo questa serie di considerazioni sottolineo alcuni aspetti che valgono anche per le altre categorie maschili e non.

Nell’allenamento che ogni mister fa, sin dalle giovanili, si deve insegnare che un atleta deve gestire il proprio tempo per rispettare l’impegno preso verso il gruppo (e verso se stessi).

Nella scelta di comporre le rose delle squadre l’inserimento di elementi apparentemente più preparati ma incostanti non è mai vincente e nel lungo periodo genera fratture tattiche e di spogliatoio.

Avere una società (allo stadio attuale non tutte le società femminili di calcio a 5 sono in queste condizioni) che riesca a garantire il budget per riuscire a fare un numero adeguato di allenamenti in modo da diventare sempre più strutturati. Per essere credibili e poter impostare un lavoro adeguato serve continuità!