Centrocampista in superiorità numerica

Esercitazione che sviluppa le possibilità di superiorità numerica in attacco attraverso il movimento del centrocampista.

Per creare superiorità numerica e sfruttarla al meglio il centrocampista deve avere essere veloce, muoversi correttamente ed avere una buona precisione nei passaggi. 

Centrocampista in superiorità numerica

Giochiamo con due squadre da 6 giocatori e centrocampista neutrale. In un campo giochiamo un 3 contro 3 mentre nell’altro campo giochiamo un 2 contro 2 con i portieri.

Il centrocampista gioca nella zona centrale ma può spostarsi in qualsiasi zona mentre gli altri giocatori non possono uscire dalle loro zone.

Il portiere gioca nella zona centrale del centrocampista che gioca la palla ad una delle due squadre nei due campi. Il centrocampista  non può essere contrastato nella sua zona ma può uscire con la palla liberamente e una volta fuori può essere contrastato. 

A tempo si finisce l’azione e poi si riparte sempre dal centrocampista per iniziare un altro attacco. Conviene tenere due o tre centrocampisti a rotazione per tenere alta l’intensità dell’esercitazione.

Ogni azione sarà verso un obiettivo diverso. Se il primo attacco del centrocampista sarà fatto verso il campo del 2 contro 2 il successivo attacco sarà verso il 3 contro 3 e così via in sequenza.

I giocatori di ogni zona devono muoversi per sfruttare al meglio la superiorità creata dal centrocampista.

 

Simone Giovanelli ci racconta il calcio femminile e giovanile in Repubblica Dominicana

Video di un allenamento
Ciao Simone, facci una breve presentazione di te!

Sono Simone Giovanelli, sono formatore di calcio base e ho 46 anni. Vivo e lavoro in República Dominicana da 6 anni.

Come è iniziata questa esperienza?

Ho iniziato a lavorare come professore di educazione física in un collegio privato. Ho deciso di proporre il calcio. Qua è poco conosciuto perché lo sport nazionale è il baseball.

la proposta ha avuto successo?

Ai bambini è piaciuto molto, così ho formato una Scuola calcio aperta a tutti dai 4 a 18 anni.

Squadra femminile di categoria Under 15
Torneo di futsal giovanile
Quindi lavori sia a livello scolastico che di scuola calcio privata?

Sì, lavoro tanto con le categorie del collegio, che si chiama Colegio Dominicano, e per la Scuola calcio privata che si chiama Proyecto Italia.

In Italia, a causa della pandemia l’attività giovanile ha avuto un rallentamento… com’è la situazione da voi?

Quì, in questo momento, è tutto bloccato per il Covid, ma sino a qualche tempo fa si poteva fare allenamento individuale.

In Repubblica Dominicana esiste un movimento di calcio femminile?

Sì, in República Dominicana il calcio femminile è molto praticato. Si parla soprattutto di tornei di futsal a livello scolastico, ma da qualche anno è iniziato il campionato di serie A di calcio a 11 . Adesso però è tutto fermo.

Le ragazze del Colegio Dominicano nel torneo nacional Futsal Copa Claro 2019
Ragazze del Colegio Dominicano
Avete qualche rapporto con l’italia?

Io ho aperto da poco una collaborazione con lo Spezia Calcio Femminile, una Academy di calcio Femminile italiana, i cui progetti non rientrano solo in ambito sportivo calcistico, ma anche di carattere socio-culturale, promuovendo nelle scuole la lotta alla violencia di genere.

A che età iniziano a giocare le ragazze e che fasce di età accoglie l’Academy?

Ho molte ragazze che partecipano nella mia Academy dai 7-8 fino ai 15-17 anni. Come ti ho detto ci sono campionati giovanili solo a livello scolastico.

L’allenatore deve essere un educatore, quindi occorre avere persone adeguatamente formate, no?

In questo momento, in República Dominicana, stiamo sviluppando con un gruppo di allenatori italiani un progetto di Formazione per giovani allenatori.

Il corso quest’anno è iniziato il 30 di dicembre e finirà a marzo.

Il 50% sono alunne femmine.

quindi anche le donne hanno il loro spazio all’interno del mondo sportivo?

Le donne amano lo sport, a pari livello degli uomini, quindi hanno molto spazio sia a livello educativo sportivo che istituzionale. Abbiamo arbitri, allenatrici e dirigenti federali.

In Italia, il futsal è visto come uno sport minore rispetto al calcio a 11, amatoriale o per calciatori a fine carriera, mentre da voi?

Il futsal è molto praticato, sia a livello di club che scolastico, forse molto di più che il calcio a 11..

“Il futsal come mezzo di Formazione. L’importanza del futsal nell’insegnamento verso il giovane calciatore: uno sportivo di calcio a 5 può giocare a calcio a 11, ma non siamo certi del contrario. Il futsal è propedeutico per il calcio a 11 ed è importante praticarlo sino dalla scuola calcio come avviene in Spagna e Brasile.”

Fare buoni cross

Fare buoni cross è un arma chiave in qualsiasi squadra per attaccare l’area avversaria. In questa esercitazione i giocatori sono incoraggiati ad attaccare attraverso le ali che effettuano cambio di campo attraverso dei cross.

Fare buoni cross

Posizioniamo un giocatore in ciascuna delle caselle per fare i cross. Nell’area principale giochiamo un 6 (rossi) contro 3 (verdi) con la squadra rossa che deve fare tre passaggi poi passare a uno dei giocatori nelle caselle.

I giocatori nelle caselle ricevuta la palla devono passare al giocatore nell’altra casella tramite il cross.

Se il giocatore che riceve il cross riesce con massimo due tocchi a passare la palla ad un giocatore della squadra rossa segna un punto.

Se l’altra squadra (verdi) vince la palla, può passare subito ad un giocatore nella casella dei cross che passa di nuovo all’altro giocatore nell’altra casella che a questo punto deve cercare di passare ad un giocatore verde per avere il punto.

Il consiglio è di cambiare spesso i giocatori che fanno i cross e di invogliare i giocatori nell’area centrale a cercare spesso un buon primo tocco e un passaggio preciso.

Anche le dimensioni del campo cambiano a seconda dell’età e delle abilità dei ragazzi.

Dribblare in area di rigore

Una delle opzioni a disposizione degli attaccanti quando si avvicinano all’area di rigore, sia che si tratti di un esterno, di un ala o di un numero 10, è di entrare da solo nell’area di rigore per superare i difensori.

area di rigore

Nella semplice esercitazione i giocatori (rossi) conducono palla facendo lo slalom tra i pali e devono tirare in porta con il primo tocco una volta che hanno superato l’ultimo palo.

Contemporaneamente l’altro giocatore funge da portiere e corre attraverso il suo set di pali. 

A seconda delle età bisogna sperimentare la distanza e il numero di pali che il portiere attraversa in modo che raggiunga la porta nello stesso momento in cui l’attaccante tira.

E’ importante per lo sviluppo del giocatore che impari ad effettuare il dribbling con entrambi io piedi e che gestisca bene la pressione  al dover battere un portiere in movimento. 

Dopo qualche giro è utile cambiare la sequenza dei pali creando angolazioni diverse di entrata in area in modo da cambiare il tipo di dribbling che il ragazzo deve usare prima di tirare in porta.

Una volta effettuato il tiro, il portiere e l’attaccante recuperano la palla e si scambiano i ruoli

Michele Austoni: un giocatore TOTALE e un bravo mister che cerca di capire il perché delle cose

Mi trovo davanti alla panchina e sto chiedendo scusa. Così ho conosciuto Michele Austoni. Qualche battuta sul suo fisico imponente prima di iniziare l’esercitazione e poi quello scontro in campo. Niente di grave ma vedendolo arrivare con la coda dell’occhio ho difeso la palla prendendo campo e allargando le braccia. Quando ho sentito il suo stomaco appoggiato al mio gomito ho intuito che non si era fermato.

Eccomi allora a chiedere scusa a Michele e a darci appuntamento davanti ad una birra per chiacchierare di quanto appena successo. Quella birra si è moltiplicata e ancora oggi, anche se virtualmente,  si beve ancora assieme per fortuna.

Michele Austoni, 41 freschi freschi, istruttore Pulcini 2010-11 e in emergenza anche Primi Calci USD Gossolengo-Pittolo.

Michele Austoni

Vive a Piacenza dal 2014 da quando ha messo su famiglia 😊 ma originariamente viene da Pandino. il “triangolo delle Bermude” a metà strada tra Milano, Bergamo e Crema.

Ha iniziato a giocare nella scuola calcio della Luisiana dove ha fatto tutte le giovanili fino agli Juniores Regionali.

Anni fantastici ma per vari infortuni poi non si è spinto oltre la categoria. Ricomincia a livello amatoriale ritrovandosi con molti compagni di calcio degli anni passati assieme nelle giovanili riformando un gruppo che era vincente ai tempi e lo è ridiventato negli amatori .

Si vince il torneo di massima categoria CSI nel 2011 e poi si continua a giocare assieme fino a 4 anni fa quando la distanza (50km) e i tempi della vita familiare rendevano impossibile allenarsi e giocare con quel fantastico gruppo.

Come sei diventato allenatore?

Mollare il calcio giocato è stata dura…e infatti ho cercato di mettermi in moto subito per restare legato a questo sport che così tanta gioia mi ha dato negli anni di attività per poter restituire se possibile un po’ di quelle emozioni in un nuovo ruolo da allenatore.

Avevo già avuto esperienze affiancandomi ad amici coi Primi Calci della Luisiana per 2 anni circa mentre ancora giocavo, ma non ero certo fosse la mia strada. Avevo ancora una forte attitudine agonistica e faticavo ad entrare in sintonia con il percorso di crescita e formazione dell’attività di base.

Ricordo però un particolare dell’inizio del secondo anno: c’era un giovane l’anno prima che era qualche centimetro più alto degli altri, in certe cose faceva davvero fatica a coordinarsi.

Se voglio essere gentile diciamo che conduceva la palla quasi “spingendola” tanto era la sua difficoltà a governare gli arti inferiori, ma era molto appassionato, attento e un bel lavoratore.

Bene, il secondo anno era diventato un giocatore! La sua voglia e il suo impegno nell’estate evidentemente avevano dato i suoi frutti e da giovane con qualche difficoltà era diventato uno dei migliori in squadra.. ho pensato.. incredibile, che bello, rifacciamolo!

Qui a Piacenza nel 2018 ho avuto la fortuna di incontrare Franco Marchini che mi ha preso prima come collaboratore poi come istruttore per l’attività coi Pulcini misti (maschi e femmine, ritengo sia stato per me un periodo molto istruttivo, ho cercato di “rubare” ogni tipo di metodologia, principi, comportamento, comunicazione, specifica tecnica e tattica e credo sia stata un’ottima base da cui partire e progredire poi per il futuro, tra l’altro trovandomi per fortuna già allineato ai principi di formazione indicati nel corso UEFA C appena affrontato.

Ora sono sempre in staff con Marchini al USD Gossolengo-Pittolo, una società affiliata all’Atalanta con ottime prospettive e un’ottica di percorso molto positiva e formativa per l’attività di base, anche se siamo in un anno particolare e con le restrizioni in atto, allenamenti individuali e giocando solo 2 partite amichevoli… affrontiamo le difficoltà con organizzazione ed impegno sperando in meglio per il proseguo.

Tra l’altro mi capita anche di allenare mio figlio nei primi calci che ancora non riesce a chiamarmi “mister”, per ora almeno ha sostituito “papà” con “Michele”.. piano piano…

Da giocatore se dovessi scegliere un ruolo nella squadra allenata da te in quale sceglieresti di giocare?

Da calciatore ho ricoperto tutti i ruoli, un giocatore TOTALE ahahahah ..mi mancava il portiere e un anno si son rotti tutti e 2 negli allievi… grande occasione!!!.

Ho mollato la difesa e son andato in porta.. fra i pali ero un gatto, nelle uscite un disastro (io nel dubbio uscivo SEMPRE).

Son stato maggiormente punta centrale e centrale difensivo.. ma vorrei ripartire da centrocampista perché ahimè ho avuto troppo poche opportunità di farlo e credo che a livello formativo mi siano sempre mancate le indicazioni di massima sui principi da seguire in questo ruolo.. ricomincerei da li!

Come imposti il tuo programma di allenamento settimanale?

Il mio programma settimanale in una situazione non covid è composto da 2 allenamenti + partita.

Di solito scelgo un tema da approfondire in base a degli obbiettivi di massima che mi sono posto ad inizio anno, quando osservando i miei giocatori ho valutato dove potevamo migliorare, cosa andava consolidato e cosa del tutto magari mancava.

Cerco di dare molta importanza al “perché” delle cose.. qual è l’obbiettivo dell’esercitazione, cos’è meglio, cosa succede se faccio una cosa o l’altra.. cerco un dialogo per costruire in loro concetti e principi, perché mi sono accorto anche durante il corso che a me da calciatore questo tassello fondamentale è sempre mancato.

La mia sessione di allenamento è orientata all’acquisire competenze che poi ricerco nella partita usando tutti i mezzi possibili soprattutto situazionale, scomponendo in analitico qualora il livello sia ancora base.

Mi diverto un mondo coi piccoli nei giochi polivalenti che non mancano mai.. insieme al situazionale,  sono un FAN dei duelli da 1vs1 al 3vs3.

Quale è stata la partita che più ti ha regalato soddisfazioni nella tua carriera?

Ricordo un torneo a Gargnano in cui la mia squadra di soli 2010 è arrivata in finale perdendo ai rigori… erano però i più piccoli e per questo ho cerato di trasmettergli tutta la determinazione possibile a dimostrare nel campo il loro valore… azzardavo anche previsioni tra un tempo e l’altro in cui prevedevo i gol dei singoli.. incredibilmente indovinavo! Credo di aver scoperto in anticipo senza saperlo l’effetto pigmalione spiegatoci nel corso.

Che cosa ti porti del corso nel tuo essere allenatore?

A proposito del corso mi ritengo fortunato per essere riuscito a farlo seppur a distanza, son convinto sia stato utile sotto diversi aspetti, cogliendo oltretutto l’opportunità di conoscere davvero una squadra di ottime persone e grandi allenatori dai quali io con la mia misera esperienza ho cercato di apprendere il più possibile in tutte le differenti sfumature di carattere, personalità, metodo e approccio di ognuno.. ma tutte mosse dall’unico comune amore per il calcio.

Progetto 10 e Lode – Feralpi Salo

Sono oggi a presentare una proposta di corso della Feralpi Salo che mi ha fatto conoscere il mio amico Claudio Gori della rete dei Mister. E’ un progetto partito lo scorso anno che trova meritata conferma dopo aver coinvolto oltre 100 corsisti nell’ultima edizione.

“È per noi motivo di orgoglio aver instaurato una collaborazione con la facoltà di Scienze Motorie dell’Università degli studi di Brescia, che ha riconosciuto il corso e garantirà 3 Crediti Formativi Universitari a chi parteciperà. Questo è sintomatico del fatto che il corso è ben strutturato e ha raggiunto l’obiettivo.”

Così Pietro Lodi, responsabile generale del settore giovanile della Feralpi Salò con delega ai progetti speciali, entusiasta di poter ripetere l’esperienza ed inorgoglito dagli ottimi risultati raggiunti.

Il corso, con inizio previsto il primo di febbraio, sarà suddiviso in un primo livello per chi intraprenderà il percorso quest’anno, e in un secondo livello per chi abbia già partecipato alla scorsa edizione. 

“10 e Lode” non si concentra solo sugli aspetti tecnico-calcistici, bensì abbraccia ogni dinamica di squadra. Una formazione a 360 gradi, questo l’obiettivo del corso: dalla tecnica alla psicologia, dalla comunicazione allo scouting, area medica, passando per gli interventi di arbitri ed allenatori importanti come ospiti. Un progetto che guarda anche e soprattutto ai giovani e a chi inizi con loro il proprio percorso.

“Nelle prime squadre – prosegue Lodi – puoi fare tutti i “danni” che vuoi. Ma quando si parla di ragazzi giovani, categoria particolarmente sensibile, non puoi permetterti di fare errori. Ne va del loro futuro.”

Da qui nasce l’esigenza di una formazione completa, che scavi nel profondo di ogni aspetto, anche extra-calcistico:

“È fondamentale per noi far capire la particolare età, sensibile ed in piena evoluzione. Comprendere che un ragazzo di 8 anni non può lavorare, ad esempio, sulla forza ma piuttosto sulla coordinazione, sull’equilibrio o sui fondamentali è un aspetto prioritario per chi inizia ad allenare.”

LE MODALITÀ

Il tutto, sarà fatto “in casa”. Locuzione che mai come quest’anno assume una duplice valenza. In primis, il personale dedicato proviene dall’interno della società: tutor in possesso di patentini, master e ogni qualifica necessaria a garantire il massimo della professionalità. Dall’altro lato, perché le lezioni avverranno in D.A.D., tramite quindi didattica a distanza.

Il corso si compone di 20 ore teoriche, suddivise in 10 lezioni da  due ore ogni lunedì sera a partire dall’1 febbraio, fino al 12 aprile per quanto riguarda il I livello, mentre per il II livello sono previste 14 ore suddivise in 7 lezioni da 2 ore, dall’1 febbraio al 15 marzo. 

Per quanto riguarda invece le ore pratiche (10 per il I livello, 16 per il II), verranno svolte in presenza (contestualmente con lo sviluppo della situazione di emergenza sanitaria), a partire dal mese di aprile. Inoltre, i corsisti potranno infatti seguire le video-lezioni dei tutor in modalità telematica, con la possibilità di rivedere in replica i filmati tramite un link YouTube riservato agli iscritti.

Per qualsiasi informazione:

Pietro Lodi
+39 339 438 0389
pietro.lodi@feralpisalo.it

 

Il corso prevede un costo di 150 € ma ne vale sicuramente la pena. 

Esercitazione Podalica per Portieri

Bentornati a tutti !!! Spero abbiate passato buone feste anche se limitate dalla situazione contingente…..

Oggi vorrei proporvi una semplice esercitazione che unisce la capacità podalica a quella di scelta e alla capacità di ragionamento.

Esercitazione Podalica per Portieri

Si posizionano tre porte piccole nelle posizione che più ritenete opportune, in base alla tipologia di gioco della squadra, che verranno nominate con un numero, con un colore  di un cinese messo dentro alla rete e con il nome, se ci sono abbastanza compagni, di un portiere che sta dietro la porta . Il Mister, in blu, calcia un pallone verso il portiere che è in porta e chiama il colore corrispondente alla porta in cui vuole far direzionare il calcio dando anche il comando Bassa ( Palla rasoterra ) o Alta ( Palla a scavalcare ). A seconda del tempo di chiamata il portiere dovrà essere sempre più veloce a decidere ed eseguire il comando. A queste indicazioni ho aggiunto poi anche il nome del compagno in maniera da avere tre indicazioni e, quindi, a complicare ancora di più la scelta.

Esercitazione Podalica per Portieri

Una volta assorbita la tipologia di esercizio metto un compagno che simula il movimento della punta limitando a due, in questo caso, le linee di passaggio libere dando comunque l’indicazione Bassa o Alta. Questa situazione comincia ad aumentare la capacità di scegliere velocemente e di adattarsi alle possibilità di gioco.

Un’altra variante, che aumenterà esponenzialmente il ragionamento ed il tempo di scelta, è l’inserimento di un’altra “punta” che quindi concorrerà a lasciare libera solo una linea di passaggio. In questo caso la capacità di adattarsi sarà ancora più sotto pressione.

Qui bisognerà insistere anche sul lavoro di calcio con il piede debole proprio per ottenere una migliore e più efficace distribuzione con ambo i piedi che aumenterà le difficoltà generali dell’esercizio.

E’ logico che questa è una esercitazione che necessita almeno 6 portieri nell’ultimo sviluppo e quindi non semplicemente ripetibile con pochi portieri ma si potrebbe integrare con i difensori.

Spero che questa semplice esercitazione sia stata di vostro gradimento e come al solito se volete aspetto commenti.

Alla Prossima !

1 contro 1: Difensore contro attaccante

I difensori devono essere in grado di affrontare gli scontri 1 contro 1 con gli attaccanti. In questa esercitazione si lavora su come migliorare le abilità di difesa, di come reagire alle varie situazioni che si vengono a creare.

E’ importante che Il difensore possa lavorare su diversi aspetti. Deve pensare a come andare in pressione velocemente Deve posizionarsi con il corpo tra l’attaccante e la porta e rimanere a distanza ravvicinata. Guardare la palla, adottare una posizione leggermente laterale, abbassarsi e piegare le ginocchia rimanendo in equilibrio e forzare l’avversario lateralmente portandolo lontano dalla porta e sul suo piede più debole.

1 contro 1

Nell’esercitazione utilizziamo quattro coppie di giocatori con pettorine di colore diverso (ogni coppia ha una palla), come mostrato nell’immagine in alto. Per creare una successione di situazioni 1 contro 1, il mister chiama due colori (potrebbe essere anche lo stesso colore). Il primo colore chiamato è l’attaccante e deve sempre dribblare sul lato opposto del quadrato per cercare di segnare.

Il secondo colore chiamato è sempre il difensore e deve cercare di impedire all’attaccante di segnare. I giocatori coinvolti tornano sempre alla loro posizione di partenza..

1 contro 1

Un successivo sviluppo coinvolge i giocatori attorno all’area di rigore. Tre postazioni: due sulla linea di porta (chiamale A e B), e la terza, fuori dall’area di rigore ma in linea con una delle altre due stazioni (chiamata C).

Il giocatore A passa al giocatore C, quindi corre per difendere un 1 contro 1 in cui C deve effettuare un tocco di controllo prima di provare a segnare. Quando la palla lascia l’area di gioco, il giocatore del gruppo B passa una seconda palla al giocatore A che ora deve diventare l’attaccante e tenta di girarsi e segnare contro il giocatore B che gli ha passato la palla.

Assicuriamoci che ogni giocatore difenda e attacchi da tutte le stazioni.

Una successiva situazione di gioco potrebbe essere svolta giocando un 4 contro 4 con portieri in un campo relativamente piccolo rispetto all’età dei giocatori per proporre tanti 1 contro 1

Vince ovviamente chi segna più goal in una partita dove i giocatori devono difendere e attaccare in una serie di situazioni 1 contro 1.

Petronelli Alberico: sentire “a pelle” che la la squadra si esprime come vuoi è una sensazione che solo chi allena può capire

Petronelli Alberico è.uno della vecchia guardia. Tarantino del 1972 (27 maggio per fargli gli auguri) fa parte dell’Asd Montanara calcio dal 2012 dove ha ricoperto vari ruoli sia calcistici (responsabile del settore giovanile) che extracalcistici (responsabile del sito internet www.asdmontanara.it).

Attualmente è coordinatore generale  delle annate 2004, 2005, 2007, 2008 e 2009 ma anche mister degli allievi 2004.

Ha iniziato ad allenare a Taranto (il suo paese d’origine) dopo aver giocato per alcuni anni nelle categorie dilettantistiche sia a calcio a 11 che a calcio a 5 prima del trasferimento a Parma nel 2004 dove si è dedicato al lavoro e alla famiglia con ben 6 figli (evidentemente non aveva pensato di comprare la TELEVISIONE…ahahah).

Nel 2010 riprende ad allenare nell’Us Astra quando suo figlio secondogenito comincia a giocare a calcio allenando proprio la squadra di suo figlio classe 2001.

Un percorso che dura fino alla stagione 2012/13 riuscendo a portare (cosa non da poco) la squadra a buoni livelli ben lontani dai 5 goal in media incassati a partita del primo anno.

Ecco allora il passaggio all’Asd Montanara

Nel 2012 il figlio passa dall’Astra al settore giovanile del Parma e questo lo spinge a cambiare aria accettando la proposta di Franco terzi allora DS del Montanara che gli affidò gli allora pulcini 2004 per due stagioni.

Successivamente un’esperienza in tandem con un caro amico, Pasquale Luvino nei 2007 per due anni. Altre due stagioni con i 2005 fino ad arrivare ai 2004 e i 2011 lo scorso anno passando praticamente ogni giorno in campo.

Da quest’anno ha deciso di accettare di essere il Responsabile del settore giovanile seppur rimanendo nel limite del possibile in campo con i 2004.

Ovviamente il periodo, come per tutti (maledetto covid), ha complicato e ridimensionato il tutto in maniera drastica.

La soddisfazione calcistica che ricordi come mister?

A parte le gioie legate a mio figlio che sta facendo del calcio il suo mestiere la mia più grande soddisfazione è stata portare i 2005 sul podio in due tornei: a Parma e a Cesenatico.

Oltre al piazzamento (2 e 3 posto) ho sorriso e mi sono emozionato per la qualità del gioco. Vedere e sentire “a pelle” che la squadra si esprime come vuoi è una sensazione che solo chi allena può capire indipendentemente dalla categoria o dal blasone.

In particolare cosa ti ha colpito del gioco della tua squadra?

Tante cose. Vedere in partita quello che si è fatto e provato in allenamento è già importante e “sentire” che la squadra ha il tuo carattere nelle scelte e che ha capito come affrontare le situazioni secondo il percorso fatto è impagabile.

Personalmente sono un innamorato dell’uno contro uno (presto ti preparo una esercitazione utilissima a mio parere da mettere qui sul sito) ma di esercitazioni che mi piacciono ne ho diverse.

E’ stato molto importante per me assistere a tanti allenamenti del Parma e del Sassuolo in veste di genitore (mentre assistevo agli allenamenti di mio figlio). Esercizi ed esercitazioni che ho applicato con varianti e modifiche adattandole ai miei ragazzi che hanno sicuramente arricchito il mio essere allenatore.

Il figlio annata 2001 di Alberico

Che cosa porti nel corso del tuo essere allenatore

Quello che mi porterò sicuramente dentro da questo corso UEFA C sarà sicuramente il gruppo e la straordinaria capacità che noi tutti abbiamo avuto a formarlo nonostante la situazione ci abbia permesso di incontrarci una sola volta in presenza.

Abbiamo interagito in maniera incredibile rendendo il tutto molto più piacevole. E’ stato strano perché soprattutto all’inizio per saperne di più sui compagni di corso si curiosava anche sui profili social…visto che non riuscivamo a chiacchierare neanche nella pausa caffè.

Successivamente però c’è stata occasione di conoscerci in maniera più approfondita anche se sempre e soprattutto online.

Io credo che proprio per questo sarà ancora più bello incontrarsi sui campi in futuro: per recuperare soprattutto la parte umana che evidentemente ci è mancata durante il corso.

All’inizio poi è stato strano e un tantino imbarazzante per alcuni tornare sui banchi di scuola. Mettersi in gioco per l’ennesima volta. Però poi si è rivelata in seguito un’esperienza tanto bella quanto eccezionale a partire da tutti gli slogan che sono venuti fuori (Dai primo BIRRAAAAA all’ultimo DIPENDEEEE).

Personalmente mi sono ricreduto molto su questo corso che ho aspettato ben 15 anni. I miei colleghi patentati me lo avevano detto: dopo il corso vedrai il calcio in maniera diversa. Non avevano lo poi tutti i torti!!!