Rimanere solidi nella disperazione del momento

Ieri mi sono creato un’occasione per stare con mio figlio più grande per diverse ore. Durante il viaggio abbiamo scambiato qualche chiacchera poi abbiamo lavorato assieme e alla fine stanchissimi cena e viaggio di ritorno ridendo e scherzando.
 
Cose semplici ma non scontate. 
 
Il 4 aprile di 3 anni fa mio figlio ha avuto un arresto cardiaco in campo e anche se è passato del tempo e oggi sta benissimo, ho ancora chiari e nitide alcune immagini di quel giorno.
 
Quando ho visto in tv quando accaduto ad Eriksen le emozioni son ripartite come se non fosse passato un minuto da quella partita di 3 anni fa.
 
Mi sono sentito strano, mi sono dovuto sedere perché ho avuto per un attimo la sensazione di poter cadere. I ricordi che fino a quel momento non mi avevano neanche sfiorato sono affiorati a centinaia. Frammenti di situazioni, volti, emozioni, paure.
 
Paura che è rimasta dentro fin dal primo istante ma che si è trasformata in speranza e gioia quando alla notte insieme a mia moglie, mano nella mano, in rianimazione abbiamo visto segnali di ripresa, alcuni involontari ma altri più coscienti.
 
Da li, una lenta ma totale ripresa. La ricerca della normalità come sopravvivenza anche se sicuramente a tutti è rimasto dentro qualcosa ed ognuno di noi ci deve convivere, mio figlio per primo.
 
E’ per questo forse che ho apprezzato molto nelle immagini viste in tv  (come dice l’amico Duccio Simonelli) “il rimanere solidi nella disperazione del momento” sia da parte del capitano Kjaer, lestissimo nel capire e soccorrere che dei compagni di squadra che hanno protetto il loro campione sia degli altri che man mano sono stati coinvolti.
 
Penso sia l’aspetto fondamentale.
 
Niente plateali disperazioni ma intervenire, aiutare, vivere, partecipare, pensare, pregare, organizzare, sorridere…
…un grosso grazie a chi lo ha fatto con noi e un augurio che accada ad Eriksen e alla sua famiglia (come dalle immagini sembrerebbe)!

Far muovere gli attaccanti

Ieri sera abbiamo giocato un amichevole dove la squadra avversaria ci ha messo in difficoltà rispetto ad alcune situazioni di gioco.

Una di queste situazioni è stata creata dal loro difensore centrale (più grande di un anno) che bloccava sistematicamente i nostri attaccanti sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista tattico.

I miei attaccanti hanno continuato a giocare puntando l’avversario in possesso palla e non creando occasioni per farlo muovere dalla sua zona.

Questa esercitazione può essere utile per mostrare agli attaccanti come avere la meglio sui difensori mantenendosi in movimento dentro e intorno all’area di rigore.

È importante mostrare ai nostri attaccanti che muovendosi possono aprire spazio dietro i difensori per segnare gol. E’ importante anche i movimenti vengano fatti rientrando verso centrocampo sia con contro movimenti che con movimenti a mezzaluna.

Per svolgere l’esercitazione utilizziamo sia il reparto della difesa che quello degli attaccanti con un centrocampista che gioca il pallone oltre i difensori nello spazio. Gli attaccanti devono fare movimenti che portino fuori i difensori e crearsi lo spazio per poi rientrare velocemente in area.

L’obiettivo principale è far muovere i nostri attaccanti senza palla per farli rientrare nello spazio o eventualmente per favorire gli inserimenti dei centrocampisti.

Il muoversi senza palla rientrando verso il centrocampo porta anche un altro vantaggio rispetto alla copertura preventiva. Se in una nostra azione perdiamo la palla. In fase di non possesso l’attaccante andrà a pressare subito l’avversario per indirizzarlo nella zona di campo voluta. Ieri ad esempio in un paio di azioni uno dei nostro attaccanti ha perso la palla con la squadra sbilanciata e abbiamo favorito la ripartenza degli avversari che ci è costata un paio di goal.

Quando con i ragazzi abbiamo ragionato sulla partita, questi aspetti sono venuti fuori in modo evidente e ci siamo ripromessi di lavorarci su nel prossimo allenamento. Vediamo se nella prossima partita se riusciremo a mettere in difficoltà il bravo difensore avversario.

Gira per segnare e vincere

In una partitella 5 contro 5 costruiamo in campo due triangoli dove possono stare solo gli attaccanti.  L’attaccante prevalentemente con le spalle alla porta. Quando gli arriva la palla la controlla con un solo tocco e si gira per segnare. 

Gira per segnare

Meglio giocare con due palloni nelle aree per creare molte possibilità di tiro. In attacco, i giocatori non coinvolti nell’attacco possono placcare per vincere la palla nell’altra estremità. I difensori non possono difendere l’area davanti al triangolo e solo gli attaccanti possono segnare. I portieri devono restare sulla loro linea.

Importante ruotare la posizione di tutti i giocatori. Per rendere competitivo il tutto tieni il punteggio di ogni attaccante e i punteggi della squadra in modo da evidenziare chi vince.

Il mantenimento del possesso palla, le varie decisioni, i tempi di passaggi, le tecniche di passaggio e il primo tocco di tiro sono tutti aspetti che dovrebbero saltare fuori in queste partitelle.

In un eventuale sviluppo si torna a giocare con una sola palla e si applicano tutte le normali regole tranne che l’attaccante deve rimanere nel triangolo. Oltre a cambiare l’attaccante spesso si può assegnare un tiro libero se i difensori invadono l’area del triangolo.

Calcio femminile a Parma: Partiamo dalle giovanili.

Ho voluto iniziare dalla copertina del libro illustrato di Arianna Pomposelli “Be Brave” (trad. “sii coraggiosa”), perché questo è il momento per le bambine di avere coraggio.

Era l’autunno del 2019, l’Italia intera era uscita euforica dai mondiali di Francia grazie all’ottima prestazione della nazionale femminile .

Nessuno pensava di poter arrivare a giocare allo stesso livello delle migliori nazionali al mondo, perché nessuno dei mass media italiani sino a quel momento aveva dato spazio al calcio femminile.

Per buona parte degli italiani (non addetti ai lavori) il movimento femminile era quasi inesistente.

Sull’onda dell’entusiasmo, quello stesso autunno, molte società presero il coraggio di creare progetti di nuove scuole calcio rivolte alle bambine.

Coraggio è ciò che servì alle veterane per iniziare questo cammino, ma è ciò che ancora serve a una bambina per intraprendere lo sport ama, perché gli stereotipi sono difficili da estirpare da tutti quegli sport ritenuti “maschili”.  

Settembre 2019 sembrava l’autunno della rivoluzione, perchè in Emilia Romagna partirono i primi tornei under 12 femminili organizzati dalla FIGC e dagli enti di promozione sociale.

Poi nel marzo del 2020 venne fermato tutto a causa di un evento travolgente chiamato COVID, che ad un anno di distanza ancora condiziona le nostre vite. 

Da quel marzo è passato più di un anno di timida attesa, tra allenamenti zoom e sessioni al parco senza contatto. 

A settembre 2020 sembrava che l’incubo fosse finito e si giocarono alcune partitelle tra società amiche, ma a ottobre tutto venne fermato di nuovo.

A grande forza, le bambine chiedevano di giocare (clicca per vedere l’articolo dal sito del Parma Calcio), ma purtroppo tante categorie non furono considerate di “interesse nazionale” e quindi furono lasciate in attesa di un segnale di ripartenza che arrivò solo a maggio.

Siamo arrivati a giugno, sono state concesse nuove riaperture, e si sono riaccesi gli animi e la voglia di divertirsi sui campi da gioco.

Nel territorio di Parma (oltre al Parma Calcio Academy femminile) già 5 squadre (e si spera che altre possano affacciarsi) si stanno muovendo per creare una rosa femminile giovanile:

Nutro una forte speranza che tutte queste società abbiano fortuna nel reclutare ragazze e che nella prossima stagione ci sia modo di creare un campionato, o un torneo, dove le trasferte non siano solo con società a centinaia di chilometri di distanza come accadeva negli anni passati.

Divertirsi durante l’allenamento

Quando ci si ritrova in agosto (con le categorie più grandi) per la consueta preparazione, il caldo e la fatica della ripartenza a volte possono essere un ostacolo alla efficacia degli esercizi. Divertirsi durante l’allenamento quindi diventa così quasi un obbligo.

Questo gioco (ci sono molte varianti) è allora uno strumento per far divertire i ragazzi mentre compiono alcuni esercizi fisici o tecnici di riscaldamento.

Divertirsi durante l'allenamento

Dividiamo i ragazzi in due squadre. Ogni squadra ha davanti a sé 6 secchi, metà dei quali pieni d’acqua. La prima squadra prova a tirare il pallone (se è possibile palloni piccoli) in modo da centrare i secchi (meglio quelli con l’acqua).

Se riescono a centrare i secchi la squadra avversaria compie degli esercizi secondo una scaletta fissata prima (flessioni, piegamenti, corsa, ecc). Se non riesce la mano passa all’altra squadra.

Gli esercizi che si vanno a compiere devono essere brevi ma devono far lavorare tutta la squadra. In genere li divido in due categorie così quando viene preso il secchio con l’acqua si compiono esercizi più pesanti e quando vengono centrati i secchi senza acqua quelli più leggeri.

Ogni giocatore sta dietro ai propri secchi. Se la palla rimbalza a terra davanti ai secchi, l’avversario può spararla via prima che finisca in un secchio. Se però facendolo fa cadere il secchio tutta la squadra ha perso e compie l’esercizio più pesante.

E’ utile inserire anche la regola che al terzo tentativo consecutivo non efficace (non avere cioè centrato nessun secchio) tutta la squadra compia un esercizio.

Ovviamente questo è solo uno strumento per far passare una parte di allenamento ai ragazzi in maniera divertente ma competitiva.. ,il mister deve stare molto attento a tenere i tempi e a far stare i ragazzi “sul pezzo” durante l’esecuzione degli esercizi ma soprattutto .. agli immancabili “gavettoni” finali! Mister avvertito…

Possesso e palla alle ali

In partita avviene spesso che dopo una fase di possesso si giochi sulle ali per poter attaccare la profondità e poter finalizzare l’azione. Questa esercitazione è utile per poter lavorare sul mantenimento della palla sotto pressione, sulla distribuzione palla ai giocatori sull’ala e sui cross per andare a fare goal.

Possesso e palla alle ali

Il gioco inizia con due squadre che giocano un possesso palla nel campo rettangolare. I giocatori dell’ala si posizionano all’esterno del campo e possono essere utilizzati come opzioni di passaggio per entrambe le squadre.

Una volta che una squadra completa sei passaggi consecutivi di fila, può giocare un passaggio a una delle ali che poi scende sul fondo ed effettua un cross. La squadra che ha effettuato il passaggio all’ala manda due giocatori in area per attaccare il cross.

La squadra in difesa può mandare un giocatore in area a difendere. Le squadre guadagnano un punto ogni volta che completano con successo un cross.

Questa esercitazione combina molti aspetti del gioco che può avvenire in partita. Possesso palla, giocare velocemente, cross e finalizzazione.

I mister deve essere attento a mantenere continuo il gioco. E’ sufficiente tenere una scorta di palloni da calcio vicino al campo rettangolare n modo che i giocatori possano ricominciare facilmente il gioco dopo ogni cross. Questo rende le transizioni più rapide e riduce i tempi di fermo.

Creazione di superiorità numeriche 2 contro 1

Esercitazione per il raggiungimento e la creazione di superiorità numeriche sul possessore di palla, generando situazioni di 2 contro 1. Lo scopo è di attirare l’avversario in unno spazio specifico  per poter scaricare la palla in profondità.

superiorità numeriche

Creiamo 6 campi con all’interno 2 squadre (blu e rossi) di 6 giocatori ciascuna distribuiti nei vari campi, con 2 giocatori jolly (gialli) con libertà di movimento. L’obiettivo è quello di avanzare con la palla da sinistra a destra o da destra a sinistra.

La squadra in attacco inizia con la palla. Il giocatore che difende l’area deve attaccarla, ma sarà sempre obbligatorio che il suo compagno difensore dall’area adiacente (sempre quello in alto o in basso e non quello dei lati) venga ad effettuare la copertura difensiva nella sua area.

La squadra in attacco deve avanzare da sinistra verso destra nei vari campi creando superiorità numeriche, cercando soprattutto i movimenti dei jolly che avranno il compito di attirare i difensori per realizzare le superiorità 2×1.

Nel momento in cui l’altra squadra riesce a recuperare la palla ci sarà uno scambio di ruoli difesa/attacco.

Passaggi in movimento

Esercizio di passaggi in movimento da utilizzare soprattutto in riscaldamento dove simuliamo la costruzione del gioco, La palla viene giocata in profondità dopo che il gioco è stato aperto con due passaggi brevi.

Passaggi in movimento

I giocatori A alzano le braccia prima del primo passaggio in modo da partire contemporaneamente.

Il giocatore A passa al giocatore B per un 1 – 2. Quando il giocatore A riceve la palla di ritorno passa in profondità la palla attraverso i paletti all’altro gruppo.
Il giocatore B fa un contromovimento veloce e attende il passaggio dall’altra parte dell’esercizio.
Quando il giocatore B riceve la palla la passa al giocatore successivo (C) nel gruppo di partenza.
Dopo l’azione il giocatore A assume la posizione B, C diventa il giocatore iniziale e assume la posizione A, B si trasforma in C.

I giocatori devono stare in movimento andando velocemente a proporsi negli spazi vuoti

Anche in questo esercizio ci sono molte varianti. Cambiare il senso di otazione (antiorario invece che orario), cambiare le distanze, ecc.
Succede spesso con i giovanissimi ad esempio che i ragazzi tendano ad evitare di usare il piede debole. Il mister deve fare in modo di farglielo notare ed eventualemte far girare l’esercizio per obbligarli ad utilizzarlo.

E’ un esercizio semplice ma conviene mantenere gruppi di pochi giocatori per evitare confusione. Eventualmente si fanno più campi.costruire uno o più campi.

Concentrazione, passaggi precisi e un buon controllo di palla sono fondamentali per la buona riuscita di questo esercizio.

Velocità con attività tecniche

Semplice esercizio di riscaldamento con elementi cognitivi e di velocità con attività tecniche. 

Velocità con attività tecniche

L’esercizio comincia con il posizionamento di una palla a circa 10 metri davanti alla porticina.
L’allenatore chiama da due a quattro colori e questi devono essere toccati dal giocatore nel quadrato esattamente nell’ordine in cui vengono chiamati. Successivamente il giocatore corre verso la palla e tira nella porticina.
A seconda dell’età e delle abilità tecniche ci sono molte varianti. Ad esempio il giocatore parte con un pallone e tocca i coni con il pallone prima di tirare in porta.

Altra variante è quella di ricevere da un compagno i passaggio appena finito di toccare i coni, ecc..

Possiamo inserire una volta che il giocatore è entrato in possesso palla diversi compiti tecnici aggiuntivi. L’importante è che si lavori sulla velocità e sulla corretta esecuzione.

Essendo tre gruppi si può anche giocare sulla competizione definendo vincitore il gruppo che ha segnato più goal a tempo o a numero di esecuzioni.

Esercizio sui passaggi rasoterra

Il passaggio rasoterra avviene in partita tantissime volte. E’ un fondamentale su cui lavorare molto fin da piccoli. E’ infatti importante saper passare e ricevere la palla gestendo bene tempi e spazi. E’ fondamentale il primo tocco  per orientare la palla e il secondo tocco per continuare il gioco nella direzione voluta. Più è alta la velocità di esecuzione più la qualità deve essere alta anche sul controllo di palla. 

passaggi rasoterra

Si realizza con i coni un quadrato di 10 o 15 metri (a seconda delle età e delle capacità tecniche le dimensioni possono variare) e si posizionano due coni all’esterno di due lati paralleli.

Si divide la squadra in due gruppi (massimo 5 o 6 giocatori per ogni gruppo) e si posizionano nelle zone dei giocatori A e D.

Questi iniziano contemporaneamente con un passaggio rispettivamente ai giocatori B ed E. Il gioco continua sui giocatori C ed F e poi sui giocatori D ed A. Il passaggio finale viene sempre fatto con il secondo tocco.

Una volta effettuato il passaggio i giocatori vanno a prendere la posizione successiva. Per creare un po’ di competizione i due gruppi si sfidano su quale gruppo gioca di più per la posizione A più spesso in 5 minuti.

Le varianti sono molte sia sul numero di tocchi obbligatori (2, 3 o più) sia sulla modalità del passaggio (interno, esterno, ecc) o su cose fare o da vedere con stimoli cognitivi prima di poter effettuare il passaggio.

Il mister deve stare attento alla qualità del passaggio. Testa alta, forza, direzione del passaggio e velocità di recupero della posizione dopo aver effettuato il passaggio per poterne ricevere un altro in massima tranquillità.