RED BULLS CODOGNO: il mister Mattia Bonomi

Eccoci qui, oggi con Mattia Bonomi, mister dei RED BULLS CODOGNO che ci racconta la sua esperienza. 

Ho iniziato nel calcio a 5 da giocatore a 24 anni militando nelle fila del Diogene calcia a 5. Da li nasce tutto.  Una chiamata di un amico… e si accende la passione per questo splendido sport.

Qualche anno da calciatore tra la serie C2 e la D poi il classico brutto infortunio che in qualche modo ti obbliga a dire basta al campo, ma solo quello giocato perché la passione è tanta ed è così che 8 anni fa è “nata” la mia carriera da Mister.

In un primo momento come secondo di Mister Losi al Pro Piacenza C2 per poi passare al NEW LIFE CALCIA A 5 (SERIE D) dove centriamo al secondo anno la finale play off (purtroppo persa). Dopo tre anni  al NEW LIFE nella stagione 2017/18 ho incontrato e “sposato” in pieno il progetto dei RED BULLS CODOGNO società seria e ambiziosa fatta di Dirigenti che hanno voglia e credono in questo sport,

Quest’anno è il terzo anno che sono sulla panchina dei RED BULLS. Abbiamo iniziato un percorso a lungo termine e nonostante tutte le difficoltà del caso lo stiamo percorrendo.

RED BULL CODOGNO

Come imposti il tuo programma di allenamento settimanale?

Avendo a disposizione la squadra per un allenamento a settimana, cerco di preparalo nei minimi dettagli, ottimizzando al massimo il tempo che abbiamo a disposizione, cercando di inserire e toccare tutti i temi necessari,

Sicuramente sono un Mister che predilige il pallone per cui cerco sempre di inserire all’interno dei miei esercizi un gesto tecnico con il pallone anche se si parla di atletica,

Qual’è stata la partita che più ti ha regalato soddisfazioni nella tua carriera?

Potrei dividere la domanda sia da giocatore che da allenatore. Da giocatore sicuramente con il PALLAVICINO di mister Losi la partita che ha sancito la nostra vittoria del campionato. Gruppo fantastico e il mio gol prima del fischio finale è ancora per me un’emozione,

Da allenatore devo dire che non è facile sceglierne una in particolare ce ne sono diverse, Diciamo che sarà quella della promozione con i RED BULLS quando ci arriveremo! 😊 😊 😊

Cresi che la formazione e il mantenersi aggiornati sia importante per un allenatore o sia sufficiente l’esperienza sul campo?

Penso che siamo importanti entrambi. Credo che aver vissuto il campo e lo spogliatoio da giocatore ti permette di capire e comprendere alcune dinamiche che possono crearsi all’interno di esso, di come ci si possa sentire da giocatore e sicuramente questo è un aiuto per poter analizzare tutto quello che succede in un campionato. 

Formarsi fa sicuramente parte del lavoro di un Mister (mio pensiero) e credo sempre che rimanere aggiornati in tutti i modi e condividere quanto possibile con chi ha più esperienza può solo portarti vantaggi e migliorarti.

Hai qualche aneddoto particolare da raccontarci?

Aneddoti credo che ci potrebbe scrivere un libro e se ne potrebbero raccontare tantissimi come tutti in tutti gli sport. Sicuramente mi porto dentro tantissimi ricordi e tantissime esperienze belle e brutte che ogni tanto mi fa piacere ripensare, compagni di squadra che erano amici più che compagni.

Da Mister ora capisco meglio gli atteggiamenti dei miei mister passati e cerco di trasmettere ai miei ragazzi oltre che alla tattica il valore dello spogliatoio, il valore del gruppo che per me è più che essere una squadra con la maglia uguale…è essere compagni di “battaglie” dentro e fuori dal campo. Niente è più importante.

Ringraziamo Mattia che si è reso disponibile per questa intervista e Serafino Muraca che ha fatto da tramite. Alla prossima.

Area di rigore: conclusioni e combinazioni

Il possesso della palla al limite dell’area di rigore dovrebbe sempre essere pericolosa a tal punto da creare possibilità concreta di segnare goal. Questo esercizio è utile a far ragionare i ragazzi sulle varie decisioni che si possono prendere davanti all’area di rigore.

area di rigore

L’azione parte dall’attaccante centrale che effetta un passaggio uno due con il centrocampista. Sul passaggio di ritorno l’attaccante centrale passa la palla all’attaccante a destra o a sinistra. L’attaccante laterale può tirare in porta , dribblare o combinare con il perno centrale. L’attaccante opposto (che non ha ricevuto palla) deve muoversi rapidamente per diventare invece un difensore.

Nel far ruotare i ragazzi all’inizio è importante dare qualche indicazione. Ad esempio che il tiro in porta deve essere fatto velocemente sia al volo che rasoterra o con colpo di testa. L’importante è sottolineare l’impatto con la palla nonostante l’arrivo del difensore.

Siccome l’attaccante centrale è a supporto dell’azione dare indicazioni di tiro dopo un uno due a tagliare fuori il difensore (mentre prima di tirava più velocemente possibile adesso è opportuno guadagnare profondità prima di concludere l’azione.

E’ importante anche lavorare sui tempi e sugli spazi dell’inserimento dei giocatori in modo che l’impatto con il pallone avvenga con postura del corpo corretta.

Ritengo questo un esercizio semplice, divertente per i ragazzi ma allo stesso tempo impegnativo sia per la qualità del passaggio, la scelta del movimento, i tempi e gli spazi utilizzati, la ricezione e il tiro.

Offre sicuramente molti spunti su cui lavorare a seconda di quello che vogliamo sottolineare. Non dimentichiamoci poi della parte difensiva che per rapidità di azione e per velocità di scelta deve decidere come contrastare il più efficacemente possibile l’azione avversaria.

Propedeutico a questo esercizio (dipende sempre dalle età dei giocatori) potrebbe essere utile quest’altro esercizio sul tiro in porta dove i ragazzi tirano tutti in porta più volte da varie posizioni e in modi diversi.

Georgia Fest: Alla ricerca del vello d’oro del calcio (femminile)

Incontro con i giovani

Prosegue il mio lavoro nelle scuole, assieme agli attivisti dell’associazione Tuttimondi, per la sensibilizzare i ragazzi verso il diritto allo sport.

In questi incontri, abbiamo parlato con i ragazzi delle loro abitudini sportive ed abbiamo potuto constatare che i tempi che dedicano all’attività fisica sono sempre più circoscritti alle ore dei corsi sportivi pomeridiani, perché “gli schermi” hanno preso parte del tempo che le generazioni precedenti dedicavano alla socialità all’aria aperta.

Il fatto che la propria esperienza di gioco sia legata ad un contesto “chiuso” nelle regole prestabilite dello sport che praticano (negli spazi e nei tempi predeterminati), mi lascia il dubbio che essi possano perdere la capacità di di esprimersi nel gioco libero.

Football without borders

👉 Football without borders ⚽️ ⚽️ 🏃‍♂️🏃‍♂️🇬🇪 come and play with us 😍 😍#georgiafest

Pubblicato da International Festival of Football and Culture "Georgia Fest" su Martedì 3 settembre 2019

Forse sarò un inguaribile romantico, ma ricordo quanto era bello giocare nei prati in collina. L’irregolarità e le pendenze del terreno erano parte integrante del divertimento.

📢 New Challenge_ monawile❗Miranda — " Girls power ⚽️ surrounded by the fantastic nature of Georgia – creates unforgattable emotions👟👠"

Pubblicato da International Festival of Football and Culture "Georgia Fest" su Mercoledì 17 luglio 2019

Ricordo con malinconia i pomeriggi passati nei giardini dei miei amici, nelle campagne del comune di Montechiarugolo. Improvvisavamo campi di gioco diagonali confinati tra 4 alberi che fungevano da porte, la cui traversa immaginaria era regolata sull’altezza del portiere di turno.

Il tempo, che nella mia memoria ora sembra sconfinato, pareva volare. Il sole era troppo impaziente di andare a dormire e noi non avremmo voluto smettere di giocare al suo riposo.

Football in the cave Muradi, Georgia.

🔥Экстремальный футбол в пещере🔥🥅👍На данном видео победитель 🏆челленджа @ჯანიკო ჯანაშია играет в футбол в пещере Мурада, Имерети, Грузия.📍- На вопрос, "Каково играть в футбол в пещере?" Джано, отвечает:- В резиновых сапогах много не набьешь🤣 Дышать легко. Это новые ощущения. ⚽️❤ Football is not just a hobby, it is passion, love.In this video, the winner of the challenge Jano plays with the ball in the cave of Muradi. Imereti, Georgia.

Pubblicato da International Festival of Football and Culture "Georgia Fest" su Martedì 6 agosto 2019

Molte di queste emozioni le ho riscoperte sulla pagina Facebook del International Festival of Football and Culture “Georgia Fest”.

Ci stiamo allontanando

Guardando queste foto, penso alla distanza che abbiamo lasciato che si creasse tra il calcio e le persone (o forse tra le persone e le persone). Lentamente la nostra società si è chiusa nell’individualismo, avvelenando i valori sociali dello sport. Allo stesso tempo, abbiamo lasciato largo spazio alla paura (pur cercando di reprimere ogni tipo di violenza ed adottando contromisure severe), soprattutto nella percezione della gente. Ciò si può riassumere nel luogo comune: “Una volta venivo con la famiglia allo stadio, adesso non mi attento più!!!”

Parlando di calcio femminile,

pensavo alle ultime due edizioni della finale di Coppa Italia Femminile. Sono contento che alle ragazze sia stato dato un palcoscenico più prestigioso, passando dal Noce di Noceto dove si è disputata Fiorentina-Brescia nel 2018 al Tardini di Fiorentina-Juventus del 2019, perché si meritano maggiore risalto e visibilità.

Però, essendo stato ad entrambe le finali da spettatore, nel 2019 ho patito la mancanza del “terzo tempo” con le giocatrici, come invece era accaduto per Fiorentina-Brescia dell’anno precedente. La grande presenza di security del Tardini ha aggravato questo senso di distacco.

Ciò che non vorrei per il calcio femminile, come accade per il calcio maschile professionistico, è che si perdesse il contatto umano che a mio parere è la forza di questo movimento.

Ma ascoltiamo il parere dell’organizzazione del torneo Georgia Fest:
“The idea to give a name to the international sports and tourism event for non-professional fans of the game “football” – namely, the “Festival of Football and Culture”, seems to us quite logical. In fact, the title does not contain a combination of the two concepts, but emphasizes the components of a planetary phenomenon – World Football Culture.
We believe that the global trends of globalization and cosmopolitanism have already created such a multi-cultural phenomenon as World Football Culture. And this phenomenon, of course, includes, first of all, the game “football” itself, as well as the national cultural and mental characteristics of the peoples playing this game. At the same time, it is quite obvious that the World Football Culture, as a world trend, in turn, influences individual national cultures, becoming their integral part.
Georgia is a football country. The history of Georgian football has more than 100 years. Football theme is an integral and beautiful component of modern Georgian culture. Moreover. Modern Georgian culture is unthinkable without football !!!
Football in language, everyday life, art: cinema, music and fiction. Football in kindergartens and jokes, in disputes about manhood and honor. And even the reason for weddings and divorce proceedings!
The theme of football received a separate reflection in the Classical Ancient Georgian tradition of toasts (health resorts), an integral part of national feasts.
We, as the organizers of the “Georgia Fest”, invite you to take part in the festival, which will be held from August 2 to 18, 2020.
We invite you to try the “sparkling” cocktail of football and unique Georgian flavor!
We sincerely offer you to add the colors of your country, a unique feature of your national culture, into the multicolor of the festival.
We promise – WILL BE FUN !!!”
Traduzione:

L’idea di chiamare l’evento sportivo e turistico internazionale per appassionati del calcio non professionistico ” Festival del calcio e della cultura “, ci è sembrato abbastanza scontato. In realtà, volevamo dare enfasi alla “World Football Culture” che è un fenomeno globale in cui passione per il calcio e per la cultura si fondono in una unica unità solida.
Riteniamo che grazie agli effetti dalla globalizzazione e del cosmopolitismo si sia già creato un fenomeno multiculturale di “cultura mondiale del calcio”. E questo fenomeno, ovviamente, include, prima di tutto, il gioco stesso, nonché le caratteristiche culturali e mentali nazionali delle persone che giocano a questo gioco.

Allo stesso tempo, è abbastanza ovvio che la cultura mondiale del calcio, come tendenza, a sua volta influenza le singole culture nazionali, diventando parte integrante.
La Georgia è paese di calcio. La storia del calcio georgiano ha più di 100 anni. Questo sport è una componente integrante e prospera della moderna cultura georgiana. Inoltre.

La cultura georgiana moderna è impensabile senza il calcio !!!
Esso è nella lingua, nella vita quotidiana, nell’arte come il cinema, la musica e la fiction.

Il calcio inizia alle scuole materne e si ritrova nelle battute. Si ritrova nelle controversie su virilità e onore. E anche il motivo dei matrimoni e causa di divorzio!
Il tema del calcio ha ricevuto una riflessione separata nella classica tradizione georgiana dei toast (centri benessere), parte integrante delle feste nazionali.
In qualità di organizzatori del “Georgia Fest”, ti invitiamo a prendere parte al festival, che si terrà dal 2 al 18 agosto 2020.
Ti invitiamo a provare il cocktail “frizzante” del calcio e il sapore georgiano unico!
Ti offriamo sinceramente di aggiungere i colori del tuo paese, una caratteristica unica della tua cultura nazionale, nel multicolore del festival.
Promettiamo – SARÀ DIVERTENTE !!! “

Conclusioni

Sembra che in Georgia ancora riconoscano il fatto che il calcio è l’immagine di una cultura. Quindi mi chiedo: che cultura trasmettiamo continuando a tollerare che gli arbitri, gli allenatori ed i giocatori siano insultati? Se gli arbitri sono donne è accettabile che tali insulti siano sessisti? Troviamo tollerabile che per protestare con un arbitro occorra mettergli le mani addosso?

Rimbalzo

Da una delle partite giocate nel weekend è emersa la necessità di lavorare sul passaggio, sull’uno due (rimbalzo) e sul possesso palla. I nostri avversari infatti forti di un campo molto ampio e sintetico (a cui noi non siamo abituati) ci hanno massacrato con ripartenze frequenti sui nostri errori di possesso giocando la palla con passaggi precisi e sfruttando le zone di campo che noi non riuscivamo a coprire.

Questa esercizio permette di allenare quindi la verticalizzazione delle giocate sfruttando gli errori degli avversari e provando a giocare palla avanti, palla indietro attraverso la finalizzazione in porta per abituare i ragazzi a creare spazi con il proprio movimento e una continua circolazione della palla. 

Rimbalzo

Dividiamo i giocatori in due squadre, una di sei e una di sette giocatori. La squadra di sette ha tre giocatori nell’area di gioco e un giocatore accanto a ciascuna porta. La squadra di sei a tutti nell’area di gioco e prima di tirare nelle porticine per segnare deve effettuare un possesso palla di cinque passaggi. L’altra squadra con i 3 giocatori deve fare pressione per interrompere il possesso avversario e in caso di riconquista della palla passarla ai propri compagni vicino alla porta per fare un uno due (rimbalzo) e segnare nella porticina.

Gli attaccanti hanno bisogno di buone abilità per pressare e forzare l’errore degli avversari . Nel momento poi che vincono la palla devono scegliere la zona giusta dove effettuare un buon passaggio per un proprio compagno vicino alla porta che “rimbalza” il passaggio per permettere il conseguente tiro in porta.

Ovviamente il numero dei giocatori può variare ed è opportuno cambiare spesso i 3 giocatori fanno pressione all’interno del campo ma è indispensabile far passare il concetto che sia per il possesso palla sia per la verticalizzazione e il conseguente rimbalzo (uno – due) prima di tirare in porta ci debba sempre essere un buon movimento del giocatore per creare quegli spazi necessari a gestire bene le proprie azioni.

Prima di questo esercizio ritengo utile lavorare anche sull’esercizio della sovrapposizione a due sempre per rafforzare il concetto di movimento e metterli in condizione di gestire il possesso palla in modo opportuno.

Calogero Perno: quando il treno fischia tre volte!!!

Oggi facciamo due chiacchiere con Calogero Perno, mister delle giovanili del Pontevecchio Calcio.

Mi chiamo Calogero Perno, ho 26 anni e da ormai 8 alleno nel settore giovanile. Da ormai due anni ho sposato il progetto della Pontevecchio Calcio, presso la quale sono sia l’allenatore degli esordienti U12 che il gestore del sito e dei social. Il lancio del sito internet in particolare è un progetto a cui tengo molto e che ho curato in prima persona, e che ritengo sia stato molto importante per connettere ancora di più le persone con quella che è la nostra attività. All’interno ho creato anche un gestionale per noi allenatori, su modello di quello del Bologna F.C. (la squadra della mia città), presso cui ho avuto modo e onore di svolgere tirocinio la scorsa stagione calcistica.

Calogero Perno

La Pontevecchio è una società molto in stile “grande famiglia” e crede in un’ideale di calcio molto inclusivo, che ben si sposa con quella che è la mia filosofia calcistica, in particolare sui giovani: tutti infatti, dovrebbero avere il diritto di poter giocare a calcio, a maggior ragione nelle realtà dilettantistiche. Un concetto che sembra scontato a parole, ma che nei fatti spesso viene purtroppo contraddetto: ancora oggi si sentono di bambini di 8-10 lasciati in panchina e non fatti entrare per tutta la partita, cosa peraltro vietata dalla federazione. Penso che per un ragazzino, a prescindere dalla bravura, non ci sia cosa più bella di avere un allenatore che creda in lui, lo faccia giocare e che lo incoraggi. Sono emozioni che non tornano più indietro. Una cosa che diceva sempre il presidente della sezione Aia di Bologna Aureliano (ah, ho dimenticato di dirvi che per due anni sono stato anche arbitro FIGC), è che non serve arrivare ai massimi livelli per godersi le partite che si affrontano, perché, nel nostro piccolo, quella è la nostra Serie A.

Questo credo sia verissimo anche con i ragazzini: la gioia di segnare le campo più scalcagnato della provincia, è per loro paragonabile a quella di segnare al Bernabéu o al Camp Nou. In tutte le squadre in cui sono stato, ho sempre lasciato dei gruppi molto affiatati e ancora oggi, nonostante siano passati anni, quando ci si ritrova ai tornei corrono incontro ad abbracciarmi: è per me sempre una grande gioia, è come se il tempo non fosse mai passato e loro siano ancora piccolini.

Calogero Perno
fbt

Da giocatore se dovessi scegliere un ruolo nella squadra allenata da te in quale sceglieresti di giocare?

Direi trequartista centrocampista centrale, ma anche come esterno d’attacco non me la caverei niente male. Da giovane ho avuto la fortuna di avere allenatori che mi hanno fatto sperimentare un po’ tutti i ruoli; spero di aver conservato la mia capacità di assist-man e sulle punizioni.

Come imposti il tuo programma di allenamento settimanale?

Abbiamo tre sedute settimanali, lunedì mercoledì e giovedì. Al lunedì lavoriamo un po’ di più sui gesti tecnici, le individualità e gli aspetti motori e coordinativi; al mercoledì facciamo un allenamento più “classico” di gruppo, mentre al giovedì ci concentriamo di più sulla partita e sugli aspetti tattici. Colgo l’occasione per ringraziare il mio secondo Tommaso Liverani, perché nonostante sia giovanissimo è veramente un pezzo pregiato del nostro staff tecnico: senza un valido collaboratore, una programmazione minuziosa come quella svolta finora non sarebbe stata possibile.

Quale è stata la partita che più ti ha regalato soddisfazioni nella tua carriera?

Davvero difficile dirlo, perché ogni partita con i ragazzi è un’emozione unica. Se proprio dovessi scegliere, direi la finale Pontevecchio-Cagliari dello scorso anno al torneo invernale della Fortitudo, perché fu la prima coppa vinta con i bimbi dal mio arrivo alla Pontevecchio. Fu una grande soddisfazione per i ragazzi perché li aiutò molto ad essere consapevoli delle proprie capacità e del percorso intrapreso fino ad allora.

Che cosa ti porti nel tuo essere allenatore del corso per il patentino di calcio a 5 che stai svolgendo?

Vorrei ringraziare tutti i docenti e i colleghi di questo corso di calcio a 5, perché durante lo svolgimento del medesimo sento di essere cresciuto molto come allenatore; penso di parlare a nome di tutti i corsisti infatti,
dicendo che abbiamo avuto la fortuna di trovare docenti molto preparati e disponibili, e colleghi molto collaborativi, simpatici e pieni di risorse. Soprattutto per uno come me, che finora si era occupato solamente di calcio a 11, devo dire che questo corso è stato molto illuminante sotto diversi aspetti, perché a problemi comuni, il futsal offre soluzioni nuove; preziose informazioni che custodirò gelosamente nel mio bagaglio di allenatore.

Dai, prima di concludere l’intervista raccontami un ricordo, una particolarità, un aneddoto della tua da allenatore.

Il nostro campo di allenamento si trova a ridosso di una collinetta dove si trovano i binari della ferrovia, e mentre ci alleniamo passano molti treni merci a velocità contenuta, e capita che ogni tanto i macchinisti si fermano qualche istante incuriositi.

Un giorno, durante la partitella di allenamento, c’era un rigore; inutile dire che il treno si è fermato. Fischio, tiro e.. parata! A quel punto alle gioie del mio portierino Paolo (che saluto), si sono aggiunte quelle del capotreno, che prima di ripartire ha dato il fischio al treno tre volte, e si è affacciato al finestrino gridando “GRANDEEE!”. Ci ridiamo su ancora oggi.

Un grosso grazie a Calogero per la sua capacità di emozionare (ed emozionarsi), coinvolgere e stupire e un in bocca la lupo per il proseguo della stagione aspettando altri treni pronti a fischiare…vamooooossss!!!

Grazie te Paolo, e complimenti per il tuo ottimo lavoro. Un saluto a tutti, in particolare ai “colleghi” del corso di calcio a 5 di Bologna.

La deviazione: dall’analitico al situazionale

Eccoci qui con una proposta didattica che vede protagonista Lorenzo Squizzi. Il 27 aprile infatti grazie all’organizzazione di Gino Cervi referente a Parma per l’associazione Apport (associazione italiana preparatori portieri) ci si ritroverà sul campo per misurarci sull’argomento della deviazione.

deviazione

La professionalità di Lorenzo Squizzi  preparatore dei portieri del Chievo Calcio (in carriera ha totalizzato complessivamente 44 presenze in Serie A e 153 in Serie B con all’attivo la vittoria di un campionato di serie B e  una coppa italia e la vittoria di un campionato italiano di serie A) sarà a disposizione dei presenti per interagire sia sul campo che in aula con le dinamiche che vedono i portieri impegnati nel fondamentale gesto della deviazione.

Vi aspettiamo numerosi!. 

All Stars Coppa Italia Futsal 2020

Presentiamo questo evento con molto piacere

 

Com’è nato questo evento?

L’idea é nata prendendo spunto da eventi simili che si svolgono ogni anno in altre regioni d’Italia (Calabria e Puglia in primis).

Giuseppe Fazio Ds Modena calcio a 5 e il  Presidente Nicola Diana Modena calcio a 5 sono gli ideatori e sviluppatori di questo bellissimo evento.

Diamo la parola a Giuseppe Fazio che ci spiega nel dettaglio i retroscena.

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Inizialmente si era deciso di organizzare questo evento coinvolgendo le varie società della regione, poi a Novembre sono stato contattato dalla federazione calcio a 5 di Roma, tramite Simone De Stefanis responsabile della comunicazione e braccio Dx del presidente Montemurro.

De Stefanis mi ha chiesto se eravamo disposti a collaborare con la federazione per le Final Eight di serie A che si terranno per il secondo anno consecutivo in Emilia Romagna. Dopo aver dato la nostra disponibilità abbiamo proposto alla federazione la candidatura di Modena per ospitare alcune partite.

Nel mese di gennaio, durante l’incontro dove ci veniva ufficializzata la scelta di Modena come sede degli ottavi, quarti e semifinali Under 19 Nazionale, De Stefanis ci ha chiesto se avevamo un idea per organizzare un evento che attirasse più persone possibili da collocare tra le due semifinali serie A a Faenza giorno 27 marzo.

Noi cogliendo la palla al balzo, abbiamo presentato la nostra idea che é stata accolta subito con entusiasmo.

Si tratta di una partita che vedrà come partecipanti 24 giocatori e 2 allenatori del campionato di C1 regionale di Calcio a 5.

La selezione è stata fatta consultando in primis gli allenatori del suddetto campionato che hanno espresso le proprie preferenze per scegliere un collega Mister, un portiere, un giocatore Under e un giocatore Over.

Dalla prima consultazione sono stati scelti i 2 allenatori, 2 portieri, gli 8 under e 3 over. Per completare le squadre, poiché sono arrivate più candidature di quelle necessarie, si è deciso di fare un sondaggio sulla pagina Instagram di Futsaltime per scegliere i 2 portieri e i 9 over.

https://www.instagram.com/futsaltimee/?hl=it

Quali sono le vostre aspettative?

Le nostre aspettative sono alte proprio perché si tratta di  un evento unico che da visibilità al movimento regionale e lo fa crescere dal punto di vista mediatico e sportivo. Fin  dai primi giorni stiamo riscontrando tanta partecipazione e tanto entusiasmo da parte degli addetti ai lavori. 

Come lo state pubblicizzando?

L’annuncio é già stato fatto tramite i nostri canali social e tramite Futsaltime che é una trasmissione gestita e ideata sempre da noi del Modena Calcio a 5. Futsaltime parla di tutto il futsal regionale e nazionale,  inoltre verra annunciato durante la conferenza di presentazione delle Final Eihgt che si terra mercoledì 26 a Bologna. Presenzieranno la presentazione:  Il presidente Montemurro e il presidente della regione Bonacini.

Inoltre saremo in diretta su  Sky e sui social della divisione calcio a 5.

Il prezzo per partecipare a questo evento?

Non ci saranno costi aggiuntivi ai 5 euro del biglietto che il pubblico pagherà per vedere le due semifinali di serie A.

Passiamo ai saluti

Il Misterone si complimenta con il Modena Calcio a 5 per l’impegno dimostrato fino ad oggi per far crescere questo sport e ringrazia il DS Fazio per la disponibilità.

Il Ds del Modena Calcio a 5 Giuseppe Fazio conclude la sua presentazione ringraziando Il Misterone per lo spazio concesso e saluta tutti con un Arrivederci sui campi di Futsal.

 

 

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Donne e Arbitraggio

Nell’articolo odierno parleremo delle donne e  del ruolo arbitrale.

Pillole dal Seminario sulla gestione dei conflitti nello sport

Sabato 30 novembre 2019 ho avuto modo di partecipare al Seminario sulla gestione del conflitto nello sport tenuto dalla Psicologa dello sport Lucia Francolini. Si trattava di un seminario formativo rivolto a tecnici ed educatori Uisp su come sviluppare set di comportamenti utili a costruire relazioni serene e produttive nel contesto sportivo. 

Ad un certo punto della giornata abbiamo focalizzato l’attenzione sul ruolo dell’arbitro nel calcio. La dottoressa ci ha voluto rendere consapevoli dell’impatto emotivo causato dalla pratica “socialmente accettata” degli insulti da parte del pubblico e degli attori in campo verso il direttore di gara. Ci spiegava quindi come un arbitro di calcio prepara la sua partita con un carico di stress molto superiore rispetto ad un collega del rugby o della scherma le cui decisioni vengono raramente contestate.

Molto più facilmente rispetto ad altri sport, quindi, possono verificarsi episodi di attrito e frustrazione. Molto più facilmente possono venire alla luce atteggiamenti di intolleranza che in altri contesti sarebbero repressi.

Il ruolo delle società sportive, inteso come dirigenza ed allenatori/educatori deve essere quello di continuare ad agire per debellare queste pratiche incivili.

Anche aver subito un evidente ingiustizia a seguito di una discutibile decisione arbitrale palesemente errata, l’allenatore o il dirigente NON devono dare luogo ad escandescenze. Il ruolo dell’allenatore è anche quello di modello per i suoi giocatori, quindi un allenatore che non ha il controllo di sé sotto pressione difficilmente potrà trasmettere questa capacità ai propri giocatori. 

Il controllo psicofisico è uno degli aspetti fondamentali per ottenere le migliori performance in ambito atletico. Durante le prestazioni di alto livello lo stress deve essere portato al massimo (prima del punto di rottura) ed in questo stato è importante mantenere il controllo mentale. Un allenatore che non può portare i propri atleti in questo stato difficilmente potrà sfruttare a pieno delle proprie potenzialità.

In conclusione, a mio parere riuscire a mantenere il controllo mentale durante una prova scadente da parte dell’arbitro è alla base del miglioramento prestazionale di un atleta di livello. Talvolta ciò può avere ripercussioni immediate sulla partita che sta giocando, perché rimanendo lucido e concentrato non subirà i gol di rapina mentre litiga con l’arbitro.

Detto questo parliamo di donne.

Articolo del messaggero: Calcio, annulla un gol: insulti sessisti all’arbitra

Venerdì 29 Novembre 2019 di Davide Mancini 

Basta un gol annullato al 91’ di una gara di coppa Italia di serie C per cancellare un mare di buoni propositi. Neanche il tempo di celebrare la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che arriva un altro episodio di linciaggio mediatico di stampo sessista. La sfortunata protagonista è Veronica Vettorel, promettente assistente arbitrale della sezione di Latina, colpevole, secondo alcuni sostenitori dell’Avellino, di aver annullato il gol del pareggio alla formazione irpina nella sfida degli ottavi di finale giocata mercoledì al “Partenio” contro la Ternana. Dopo la rete del vantaggio ospite realizzata da Nesta a sei minuti dalla conclusione, è Ilanes a pareggiare i conti al primo minuto di recupero, rete però annullata per un fuorigioco ravvisato dalla guardalinee pontina.

Dopo le vibranti proteste dei giocatori di casa, in men che non si dica si è scatenata la contestazione da parte di alcuni supporter di fede biancoverde che, attraverso i social, hanno aggredito verbalmente la sportiva del capoluogo, offendendola sotto l’aspetto professionale e personale. Un’abitudine insopportabile che trova, purtroppo, terreno fertile sulle piattaforme social, dove ormai scaricare frustrazione e rabbia è divenuta spiacevole routine. Per fortuna c’è anche chi ha preso le distanze da tutta una serie di frasi irripetibili, facendo sentire tutta la propria vicinanza a Veronica Vettorel, da una parte della tifoseria avellinese ai giornalisti irpini presenti sugli spalti. Non saranno certo degli attacchi social a frenare la brillante carriera dell’assistente di Latina che, oltre a essere tra le protagoniste dell’organico C.A.N. C, da tempo viene selezionata per incontri europei di calcio femminile.

Categoria Giovanissimi regionale, in campo ieri la squadra locale e quella della città di Crispiano. «L’arbitro donna ha dovuto subire offese sessiste dalla tribuna per tutto il match», racconta uno spettatore che è anche il padre della ragazza)  sulla pagina Facebook di Arbitri calcio.it. «Le offese sono iniziate già dai primi minuti dal fischio d’inizio, quando una gruppetto di genitori tra cui anche donne del Sava ha cominciato a offenderla invitandola a dedicarsi al mestiere più antico del mondo piuttosto che calcare i campi da calcio».

Il giudice di gara è una ragazza di soli 16 anni. Il mister della squadra ospite si avvicina alla tribuna per chiedere agli spettatori – in gran parte dei genitori dei ragazzi – di smetterla, ma viene insultato anche lui. «Torna nello spogliatoio», gridano mamme e papà all’allenatore.

Commento di Antonio Abatematteo

«Sono un arbitro – continua Antonio Abatematteo – so per esperienza non è una scelta facile. Non lo è per l’uomo arbitro figuriamoci tanto meno per un ragazzina, che ha avuto il coraggio di affrontare una platea così difficile. È stata brava a restare con la testa nella partita…. e non oso immaginare cosa pensasse ascoltando queste offese. Sono anche un padre e ho anche un figlio che gioca al calcio….. È la prima volta che assisto ad uno spettacolo così indecoroso. Sono il padre della ragazza e oggi il calcio è andato a farsi f…».

Conclusioni

Insulti sessisti urlati da genitori, mamme e papà, e non sono davvero un bell’esempio. Se anche chi dovrebbe educare i propri figli  al rispetto e alla non violenza nei confronti delle donne, se anche chi è allo stadio come genitore offre questo spettacolo, davvero siamo messi male. E ha ragione il padre della giovane arbitra: il calcio così si perde. 

alTRI LINK DI ARTICOLI RIGUARDANTI EPISODI DI SESSISMO:
Rieti, offese e insulti sessisti verso arbitro donna: 10 turni di stop
«Il calcio femminile è un covo di lesbiche». Nuovo insulto del cronista sessista
Offese sessiste all’arbitro donna, giocatore si abbassa ipantaloni in campo: insulti anche dalle famiglie
Arbitro donna insultata, lei torna in campo: per il giovane calciatore espulsione dal club
Offese al guardalinee donna: Sibilia: «Parole vergognose»
Veronica Vettorel

Ho cercato di presentare alcuni casi di insulti sessisti verso direttrici donne, ma trovo altrettanto importante denunciare anche l’altro lato della medaglia, quella degli arbitri sessisti, per nulla contenti di arbitrare partite di calcio femminile, si atteggiano con arroganza verso le calciatrici.

Ovviamente i casi reali di sessismo devono essere verificati ed accertati. Solo una stretta minoranza soffre di grave sessismo, quindi tali gravi accuse non devono essere mosse solo per ribaltare un risultato sfavorevole ottenuto sul campo. Sicuramente devono essere portati alla luce ogni volta accertati.

Riporto di seguito un articolo del quotidiano “El commercio” in cui una squadra femminile spagnola ha mosso tali accuse verso il direttore arbitrale:

Un árbitro a las futbolistas: «Las mujeres no tendríais que jugar a esto»

EFE – Martes, 11 febrero 2020, 11:21

El club crevillentino,

a través de la nota pública, ha condenado «estas actitudes» y espera que se tomen las medidas oportunas «para que un suceso como este no vuelva a tener lugar en un campo de fútbol».

Denuncia que el colegiado profirió insultos machistas a sus jugadoras, mientras que él lo niega

Ha denunciado a través de las redes sociales haber sufrido insultos y menosprecios por parte del árbitro hacia las jugadoras durante el encuentro que disputó el pasado fin de semana ante el SPA Alicante C. El partido, enmarcado en la Primera Regional Valenciana, fue suspendido a 20 minutos del final con el resultado de 0-1.

La entidad afirma que el colegiado llamó a sus jugadoras «nenazas» y que las menospreció con frases como «que se termine ya esta mierda de partido», «dais vergüenza» o «las mujeres no tendríais que jugar a esto».

José Antonio Candela, entrenador del equipo,
ratificó a Efe todo lo apuntado en el comunicado y afirmó que el único objetivo del club crevillentino es que el árbitro se disculpe ante las jugadoras. «Los puntos nos dan igual. No podemos consentir este tipo de comportamientos», dijo el entrenador, quien prepara junto al club el escrito de protesta en el que explica todo lo sucedido «incluso con imágenes de televisión».

El entrenador explicó que fue en el minuto 70, tras una expulsión al segundo entrenador, cuando se desencadenaron los acontecimientos. «Comenzó a sacar tarjetas y a expulsar gente y, tras amenazar con suspender el partido y llamar a las autoridades, fue cuando mis jugadoras dijeron que eran ellas las que iban a llamar a la Guardia Civil por todo lo que les había dicho», argumentó el entrenador.

«Mis chicas estaban descentradas y ofendidas.

Yo veía que les sacaba tarjetas por protestar pero no sospechaba el motivo», prosiguió el preparador. Candela indicó que fue el colegiado el que decidió suspender el partido «porque dijo que su seguridad no estaba garantizada, aunque poco después recapacitó y quería seguir, algo que no aceptamos».

«No sé si este chico quiso hacerse el gracioso o tiene un problema y es así», apostilló el técnico, quien indicó que desde la Federación de Fútbol de la Comunidad Valenciana ya se han puesto en contacto con el Crevillente para recabar información.

La versión del árbitro

El colegiado negó ante el comité de árbitros de la Federación de Fútbol de la Comunidad Valenciana (FFCV) las acusaciones de que profirió insultos machistas a las jugadoras del equipo local.

Así lo confirmaron a Efe fuentes federativas, que señalaron que el colegiado, del que facilitaron sus iniciales (D.A.M.G.), se mostró sorprendido por las acusaciones y comunicó que preparará un anexo al acta para explicar con detalle todo lo sucedido.

En el acta, el árbitro refleja que fue insultado por una jugadora local, que le calificó como «machista de mierda» y «gilipollas».

El comité de competición de la FFCV

espera recibir más información para pronunciarse y hacer una valoración sobre lo sucedido en el partido.

El presidente del club visitante, Jesús Cañizares, aseguró que sus jugadoras no escucharon durante el partido insultos a las futbolistas rivales, aunque sí algunos comentarios despectivos del árbitro «relacionados con lo fea que se estaba poniendo la situación».

Traduzione:

Il Crevillente Femenino CF denuncia che l’arbitro ha offerto insulti sessisti verso le sue giocatrici

Il Crevillente Femenino CF ha denunciato attraverso i social network di aver subito insulti ed il disprezzo dell’arbitro nei confronti delle proprie giocatrici durante la partita giocata lo scorso fine settimana contro la SPA Alicante C. La partita, del campionato di Prima Divisione Valenciana Regionale, è stata sospesa a 20 minuti dalla fine con il risultato di 0-1.

LA dirigenza afferma che l’arbitro ha chiamato le giocatrici “nenazas” (femminuccia) e che le ha disprezzate con frasi come “Questa m**** di partita è finita”, “vergogna” o “le donne non dovrebbero giocare”.

José Antonio Candela, allenatore della squadra,

ha confermato a Efe tutto quanto indicato nella dichiarazione della dirigenza. Ha affermato che l’unica richiesta del club Crevillentino è che l’arbitro si scusi con le giocatrici.

“I punti non contano per noi. Però non possiamo acconsentire a questo tipo di comportamento “, ha detto l’allenatore che sta preparando il modulo di protesta accanto al club spiegando tutto ciò che è accaduto con l’ausilio delle immagini televisive.

L’allenatore ha spiegato che era al 70 ° minuto, dopo l’espulsione del secondo allenatore, il momento in cui si sono verificati gli eventi.

“Ha iniziato a pescare cartellini ed espellere le persone. Ha minacciato di sospendere il gioco e di chiamare le autorità. Le mie giocatrici hanno quindi risposto che sarebbero state loro a chiamare la Guardia Civile per tutti gli insulti che avevano ricevuto”, ha affermato allenatore.

«Le mie ragazze erano fuori di sé e offese.

Ho visto l’arbitro sventolare cartellini immotivatamente.”, ha continuato l’allenatore, “poi l’arbitro ha deciso di sospendere il gioco, per tutelare la propria sicurezza, ma dopo poco ha riconsiderato tutto e cercato di far continuare… ma noi non abbiamo accettato un comportamento simile.”.

“Non so se questo ragazzo pensava di essere divertente o se ha un problema comportamentale.”, ha terminato l’allenatore.

La Federazione calcistica della Comunità valenciana ha già contattato il Crevillente per raccogliere maggiori informazioni in merito alla vicenda.

Il club del Crevillentino, attraverso la nota pubblica, ha condannato questi atteggiamenti e spera che vengano prese le misure appropriate, in modo che un evento simile non si ripeta mai più su un campo di calcio.

La versione dell’arbitro


L’arbitro ha negato le accuse dinanzi al comitato arbitrale della Federcalcio della Comunità Valenciana (FFCV).

Ciò è stato confermato da fonti federali di Efe. Il collegio ha visto l’arbitro alquanto sorpreso dalle accuse e ha detto che preparerà un allegato al verbale per spiegare in dettaglio tutto ciò che è accaduto.

Nel verbale, l’arbitro scrive di essere stato insultato da una giocatrice locale, che lo ha descritto come “sessista del c****” e “stronzo”.

Il comitato FFCV aspetta di ricevere maggiori informazioni per pronunciare e valutare ciò che è accaduto durante la partita.

Il presidente del club ospite,

Jesús Cañizares, ha dichiarato che i suoi giocatori non hanno ascoltato gli insulti contro i giocatori di calcio rivali, anche se alcuni commenti sprezzanti dell’arbitro “erano contestuali al brutto clima che si era creato”.

La vicenda ancora non è chiara, ma mi sento di poter affermare che fair play, controllo e lotta all’intolleranza siano la base della convivenza civile su un campo di calcio. Non devono mancare a nessuno degli attori in campo. Ogni gesto o comportamento che va tuttavia contro questi principi, allontana il calcio dalla cultura sportiva.

Calcio a 9: la formazione 3 – 2 – 3

Da un paio di anni la figc ha impostato i campionati esordienti (entrambi gli anni) a calcio a 9. A mio avviso, soprattutto,  nel secondo anno esordienti, è fondamentale prepararsi comunque anche per il calcio a 11 in modo da non arrivare spaesati alle dinamiche tipiche e alle dimensioni dei campi che trasformano il calcio a 11 di fatto in un altro sport rispetto al calcio a 9.

Se si pensa di utilizzare nel calcio a 11 il modulo 4-3-3 si può utilizzare il modulo 3 -2-3 nel calcio a 9 in modo da preparare meglio i ragazzi al passaggio. I moduli sono molto simili e nel passaggio è sufficiente inserire un difensore e un centrocampista in più.

E’ importante che i giocatori passino da una posizione all’altra in modo da avere una idea chiara di ciò che i giocatori devono fare in quelle posizioni aumentando le probabilità che siano protagonisti sia in difesa che in attacco sviluppando lentamente la loro conoscenza di questo modulo di gioco. 

I pro di questo modulo sono la possibilità di creare  molti triangoli naturali con un gioco veloce rivolto all’attacco e molte opzioni per aggirare la difesa avversaria (tre attaccanti supportati da due centrocampisti ed eventuale sovrapposizione dei terzini).

I contro di questa formazione è avere un centrocampo leggero se gli attaccanti non tornano a dare una mano e con possibilità di creare buchi a centrocampo se in fase di non possesso la coppia del centrocampo si è alzata in attacco e la difesa non li ha seguiti accorciando le distanze tra i reparti.

Calcio a 9

Con questo modulo bisogna lavorare molto sui contropiedi avversari perché con soli due centrocampisti la difesa può essere superata facilmente. 
I due centrocampisti sono infatti fondamentali per questa formazione. Con loro bisogna lavorare molto sulla fase di spinta con i tre attaccanti ma anche sulla fase di ripiego facendoli posizionare in fase di non possesso dietro la linea della palla.  Dal punto di vista dell’attacco invece abbiamo i tre attaccanti con due ali e un attaccante centrale che può essere supportato dai due centrocampisti centrali e da due eventuali sovrapposizioni dei terzini. 

Ricapitolando quindi in questo modulo 3 – 2 – 3 in fase di attacco: 

  1. I terzini hanno spesso molto spazio davanti a loro da riempire, supportando il centrocampo e gli attaccanti
  2. Il difensore centrale ha molte opzioni di passaggio per impostare un attacco e, se può vedere un percorso chiaro verso il suo centro in avanti, dovrebbe cogliere l’occasione per un passaggio lungo
  3. Il tasso di lavoro della coppia a centrocampo è la chiave per far funzionare la formazione. Sono il punto focale dei passaggi e delle triangolazioni tra difesa e attacco 
  4. Con tre in attacco le opzioni sono molte. La squadra può avere tre centrali o due centrali o giocare con un attaccante centrale e due ali
  5. Se la squadra segue il primo principio di attacco diffondendo in lungo e in largo, il portiere avrà molte posizioni  per effettuare il primo passaggio.  A me piace comunque partire dal basso dando precedenza a uno dei difensori larghi sulla fascia con un centrocampista che viene ai limiti della difesa per creare altra opportunità di triangolazione. 

Mentre in fase di difesa:

  1. I terzini si allargano in fase di possesso ma altrettanto velocemente si devono stringere in fase difensiva in modo da proteggere la porta e allargare l’azione avversaria 
  2. Il difensore centrale deve rimanere alto per creare un triangolo difensivo con la coppia di centrocampisti
  3. La coppia di centrocampo deve poter proporsi ma anche venire a sostegno del difensore centrale in modo che siano nella posizione migliore per proteggere il portiere. 
    In fase di non possesso è molto importante che i tre attaccanti sviluppino pressione a centrocampo per riconquistare la palla velocemente e spingere gli avversari a fare errori in impostazione. 
Calcio a 9

Se ci pensate bene inserendo un difensore e un centrocampista in più il modulo 4 – 3 – 3 nel calcio a  11 ha molte delle caratteristiche indicate sopra. Certamente cambiano alcune dinamiche di giropalla e di strategia complessive ma ci sono anche molte similitudini che possono aiutare i ragazzi nel passaggio tra il calcio a 9 e il calcio a 11 (posizione, coperture, triangolazioni, gioco d’attacco, ecc…).