Allenare l’attaccante

Allenare l’attaccante oggi significa trasmettergli l’abilità di correre in profondità per ricevere la palla, abituarlo a dribblare in velocità ed allenarlo per poter tirare con entrambi i piedi.

Negli ultimi anni vedo molte squadre che giocano con l’attaccante solitario supportato da un buon centrocampo ed è per questo che in questo articolo ho pensato di allenare le caratteristiche descritte sopra con una serie di esercizi 1 vs 1 con l’obiettivo di migliorare queste abilità.

Allenare l'attaccante

L’attaccante (A) tenta di ricevere palla con le spalle alla porta. Si allontana dal difensore in un angolo per ricevere un passaggio sui piedi. Controlla la palla, si gira rapidamente e poi tenta di dribblare in velocità il difensore per superarlo ed entrare nell’area di rigore per tirare.

Finita l’azione l’attaccante (A) diventa il nuovo difensore per l’attacco successivo con il giocatore B che diventa l’attaccante.

In questo semplice esercizio è necessario sottolineare come l’attaccante dovrebbe avere un buon movimento (contromovimento e finte direzionali ) per creare l’opportunità di ricevere un passaggio sui piedi con la schiena rivolta alla porta.

Una volta che l’attaccante è in possesso sottolineare il cambio di velocità per poter dribblare il difensore.

In genere sviluppo poi l’esercizio trasformando l’1 contro 1 in un 2 contro 1 chiedendo al centrocampista di avanzare rapidamente effettuando corse in appoggio o in sostegno all’attaccante.

Se voglio allenare la capacità di correre in profondità cambio leggermente la posizione iniziale del giocatore A e del difensore mettendoli sull’angolo dell’area di rigore e chiedo al giocatore B di effettuare un passaggio mettendo la palla nello spazio in area tra il giocatore A, il difensore e il portiere.

Il giocatore A deve tentare di battere in corsa il difensore e tirare in porta. Anche questa semplice variante presenta alcune situazioni da sottolineare. La linea di partenza dell’attaccante per non cadere in un possibile fuorigioco, la marcatura stretta del difensore con l’obiettivo di far allargare la corsa dell’attaccante togliendogli il centro della porta, invitare il centrocampista (giocatore B) ad effettuare il passaggio nello spazio non sempre nello stesso punto per non dare riferimenti al difensore e così via.

La partitella successiva a questi esercizi vedrà di fronte due squadre con un unico attaccante (a rotazione tra i ragazzi) che deve utilizzare le abilità esercitate precedentemente. Goal con spalle alla porta vale triplo e goal in velocità vale doppio.

Per una partita di 30 minuti, ruotare regolarmente gli attaccanti in modo che ogni giocatore abbia il suo turno per provare a segnare.

Importante anche ricordare ai centrocampisti ad aiutare l’attaccante correndo in appoggio e sostegno all’attaccante.

4 vs 3, profondità e posizionamento offensivo

Nel Calcio a 5 acquisire profondità è lo scopo principale dopo il gol. Le ripartenze veloci ti portano ad avere situazioni di gioco 4 vs 3. Avere la palla lontano dalla propria porta oltre a ridurre il pericolo di subire gol, aumenta la possibilità di farlo.

Chi attacca in 4 vs 3 deve guadagnare la massima profondità così da essere efficace nella conclusione in porta.

Solitamente la disposizione di chi sfrutta una superiorità numerica può essere un 2-2 in ampiezza e in profondità, 1-2-1 con un giocatore centrale, due larghi e 1 tra le linee difensive ma anche con un giocatore sul lato invece che tra le linee come nell’ultima ipotesi.

La profondità di un giocatore può determinare un 1 vs 1 con il portiere se il difensore di riferimento non chiude con efficacia la linea di passaggio scaglionando nel modo corretto.

4 vs 3

Esercizio

• Partita a tema per allenare il 4 vs 3

Si gioca a tutto campo con i due pivot che non possono rientrare a difendere nella propria metà campo. L’azione d’attacco dev’essere conclusa in 20 “

L’esercizio può essere utilizzato per finire la fase di riscaldamento oppure come partita a tema nella parte finale dell’allenamento.

Si può utilizzare per under 19 e prima squadra

4 vs 3

 

 

 

 

Calcio femminile U12: Bibbiano San Polo

Articolo estratto dal sito internet della Società Bibbiano San Polo a cura di Lorenzo Chierici. Potete seguire le ultime notizie della squadra anche sulla pagina facebook della società.

🏴󠁧󠁢󠁳󠁣󠁴󠁿 Le ragazze dell’ASD Bibbiano SAN POLO, che da quest’anno ha avviato la propria scuola calcio femminile. Nelle immagini di Lorenzo Chierici, gli allenamenti delle giocatrici e il punto dei tecnici Elisabetta Ravaglia e Davide Randazzo.❗️Della squadra femminile del Bibbiano San Polo ne abbiamo parlato nell’ultima puntata di #91minuto su Telereggio! Oggi la replica della trasmissione alle 15!📰 Qui il link dell’articolo su Reggionline!https://www.reggionline.com/bibbiano-san-polo-le-ragazze-del-calcio-femminile-bilancio-positivo-video/

Pubblicato da 91 Minuto – Telereggio su Mercoledì 13 novembre 2019

C’è davvero molto entusiasmo sul campo Lapi Plast di Barco di Bibbiano, dove 21 ragazzine del Bibbiano San Polo si stanno allenando con grande entusiasmo ogni settimana. A due mesi di distanza dall’Open Day, durante il quale tante ragazzine hanno deciso di provare questa nuova attività sportiva, l’adrenalina è ancora altissima e molte ragazze della società della Val d’Enza stanno vivendo sul campo, molte di loro per la prima volta, l’esperienza di uno sport di squadra.
“Quasi tutte coloro che hanno fatto la prova in occasione dell’Open Day hanno aderito al nostro progetto, il primo di calcio femminile in tutta la Val d’Enza – ci spiega Elisabetta Rabaglia, allenatrice e tra i promotori dell’iniziativa assieme a Fabio Allodi e a Gianni Delrio – Ora abbiamo davvero un numero importante di bimbe, ben 21, di età diversa: la più grande è infatti una 2006, mentre la più piccola è una 2012”.
Queste giovani atlete si stanno però allenando senza fare ancora gare di campionato?
“Non è proprio così. Prima di tutto ci rende orgogliosi il fatto che si sia formato un gruppo di amiche, una squadra vera; le bimbe, infatti, arrivano al campo per giocare a calcio e per divertirsi con le altre atlete e questo è fondamentale, trattandosi di ragazzine che non hanno mai vissuto la realtà di uno sport di squadra. Tra loro c’è grande sintonia e questo, considerando che le ragazzine coinvolte hanno età molto diverse, è un elemento al quale noi allenatori non siamo abituati, avendo vissuto esperienze sul campo coi maschi dove al massimo si uniscono i ragazzi soltanto di due anni. Tornando alle competizioni, le ragazze più grandi stanno disputando il campionato Pulcini 2009 a 7 della Figc, ovviamente assieme ai maschi del Bibbiano San Polo, mentre le piccoline, che sono comunque un buon numero e sono sempre presente ad ogni allenamento, parteciperanno ai cinque raggruppamenti della Federazione all’interno dei quali giocheranno contro le 2011 di altre società, in modo da avvicinarle ai campionati, consentendo loro di crescere”.
A tal proposito ci sarà il primo raduno regionale il prossimo 24 novembre a Collecchio…
“Sì, infatti, il 24 novembre parteciperemo al primo raggruppamento regionale, interamente femminile, che faremo appunto a Collecchio assieme alle ragazzine di Parma e Rapid Viadana, un’esperienza che permetterà alle nostre atlete di crescere attraverso il confronto con altre realtà”.
Com’è stato invece l’impatto coi maschi per le ragazze più grandi?
“Positivo, si sono perfettamente integrate. E’ ovvio che i maschi abbiano una fisicità diversa e magari siano già più impostati, ma gara dopo gara le nostre atlete aggiungono sempre tasselli positivi alle loro esperienze. Loro stesse, per prime, si rendono conto dei miglioramenti che stanno acquisendo di partita in partita e sono soddisfatte”.
A gestire il progetto sul campo ci siete in tre: tu, Davide Randazzo e Carlotta Tedeschi…
“Sì, io e Davide siamo sempre sul campo, mentre Carlotta, che era un’ex giocatrice della Reggiana femminile, viene a darci un amano un giorno a settimana”.
La grande eco dei Mondiale femminile di calcio è stata un elemento che ha attratto le ragazze?
“La spinta, grazie alla quale siamo riusciti ad avere 21 ragazzine, al di là della qualità del nostro progetto, è arrivata senz’altro anche dal messaggio promozionale per il calcio femminile diffuso dai recenti Mondiali, che hanno certamente dato visibilità e lustro a una realtà già esistente, per la quale serviva però uno sprone di quel tipo. Molte ragazzine, infatti, si sono appassionate al calcio grazie ai Mondiali e alla grande carica trasmessa dalle ragazze della nostra Nazionale”.
Il fatto che la reggiana Milena Bertolini sia il ct azzurro ha aiutato indirettamente il vostro progetto?
“Sì, assolutamente. Tra l’altro il fatto che Milena sia il ct della Nazionale è motivo d’orgoglio per tutti noi, giocatrici e allenatori. I nostri tanti sforzi profusi fino ad oggi per potenziare e dare visibilità al calcio femminile vengono gratificati da una figura come quella di Milena, che per noi reggiani deve rimanere un fulgido esempio da seguire per tutto ciò che ha fatto e che sta facendo per questo movimento”.
Credi che il calcio femminile in Val d’Enza possa crescere ancora?
“Assolutamente sì, come sono convinta che possa crescere, in generale, tutto il movimento femminile, non solo in Val d’Enza. Nella nostra realtà siamo partiti quasi per gioco, senza alcuna certezza sul fatto che il progetto potesse realmente prendere forma e invece, nel giro di poche settimane, l’iniziativa ha preso piede e siamo arrivate a 21 bimbe. Altre realtà si stanno muovendo in tal senso, ma ritengo sia fondamentale per la crescita del calcio femminile che arrivino sollecitazioni anche dall’esterno”.
Chiudiamo con un tuo sogno nel cassetto…
“Arrivare a disputare un campionato tutto femminile e se la Federazione ci aiuterà, come credo, sono assolutamente convinta che tale obiettivo possa essere raggiunto in tempi non lunghi. L’entusiasmo c’è, non solo nel Bibbiano San Polo, ma anche in altre realtà e sarà proprio questo entusiasmo il motore che farà crescere il calcio femminile nel nostro Paese”

Spostamento e Parata

Ciao a tutti eccoci di nuovo qui…..

Oggi vorrei fare un passo indietro e ritornare al concetto di posizionamento dopo spostamento e per questo volevo postare una semplice esercitazione che credo sia molto utile ed anche semplice da realizzare.

L’esercitazione che vi propongo riguarda lo spostamento sulla diagonale stretta e la conseguente parata con tiro.

Per abituare i ragazzi all’esercitazione, dopo opportuno riscaldamento, chiedo di spostarsi da una posizione di attesa centro porta, con postura corretta immaginando il pallone a circa 3/4 campo, alla chiusura del pallone in mio possesso sulla diagonale stretta a dx e, dopo lo stop del portiere, parte il tiro da parare ( Lo stesso va ripetuto poi dal lato opposto).

Veniamo quindi all’esercitazione più completa che inserisce un “tempo di spostamento”.

Forse vi starete chiedendo da cosa dipende il “tempo di spostamento”?

Scherzo lo sapete tutti….dipende dallo spostamento del pallone verso il giocatore calciante, ed è qui che la velocità di esecuzione del timing di stop sul tiro entrano in gioco.

Spostamento

Molto semplicemente il Mister passala palla al portiere (1) che restituisce al Mister (2) che passa al portiere sul lato dx (3) che controlla e tira in porta (4) e sui cui il portiere in porta deve effettuare la parata .

A me piace dare delle varianti molto semplici che riporto sotto:

  1. In prima battuta obbligo il controllo prima del tiro per dare un attimo di tempo in più a chi effettua lo spostamento prima di fermarsi ed effettuare la parata ;
  2. Successivamente do facoltà anche di tirare di prima e di conseguenza la velocità di spostamento e di stop deve essere maggiore e con una concentrazione più alta;
  3. Permetto al calciante di spostarsi in maniera da obbligare il portiere a ragionare come e dove arrestarsi prima del tiro;
  4. Mi posiziono al posto del calciante e metto il mio “assistente” al centro in modo da poter decidere, oltre ai casi sopra, anche di allungarmi la palla per far effettuare un attacco palla o una parata a contrasto;
  5. Per ultimo lavoro con due “assistenti” laterali e decido sulla restituzione (2) dove scaricare la palla per il tiro in maniera da velocizzare anche il primo passo di partenza del portiere ma mantenendo tutte le varianti di sopra.

Logicamente vanno curati i passi ed il modo di spostamento sia dal centro al laterale che eventualmente dopo un errato controllo da parte del calciante.

La trovo un’esercitazione semplice ma efficace per far capire cosa, come e quando eseguire il gesto !!!

Cosa ne pensate ?? Spero di avere commenti !!!!

A presto !

La Mobilità: libertà, competenze e autostima

A volte si commette l’errore di confondere la mobilità solamente con la capacità dei giocatori di scambiarsi la posizione tra loro ma è molto di più.

E’ un principio di tattica collettivo che coinvolge la squadra che è in possesso palla che deve collaborare per rendere efficace il movimento che, con i tempi giusti, darà la possibilità di acquisire un vantaggio tattico nei confronti della squadra avversaria.

Giuseppe Menia oggi preparatore atletico del Carpi (beretti e under 17) e allenatore del settore agonistico del Zola Predosa calcio con un passato di responsabile tecnico nella polisportiva Solierese calcio e di istruttore nell’Empoli F.C. e nel Modena, ci presenta oggi alcuni concetti ed esercizi su questo argomento.

La mobilità in primis è “libertà” di interpretare il gioco, è “competenze” nel senso di saper fare un po’ tutto, è “autostima” intesa come capacità di saper dominare la situazione a prescindere dal contesto.
Queste dovrebbero essere tre parole chiave nel processo di formazione individuale di qualsiasi calciatore. Un giocatore che sa di aver un buon bagaglio di competenze sviluppa autostima e di conseguenza sarà libero di interpretare il gioco secondo le proprie caratteristiche.

Applicare questi concetti significa lavorare sui ragazzi non più utilizzando regole/obblighi/schemi ma sottolineando principi generali che i giocatori dovranno imparare ad applicare a seconda del contesto. Non si parlerà più di “ruoli” ma si farà sempre riferimento a zone e posizioni.

Lo scopo dell’allenatore deve essere quello di aumentare il bagaglio individuale di competenze dei propri ragazzi. Quando insegni regole e schemi le conoscenze acquisite rimangono abilità legate a quel contesto specifico mentre se insegni dei principi di gioco il giocatore sarà in grado di applicare le abilità che ha imparato al contesto in cui si troverà di volta in volta adattandosi alle varie situazioni. Fondamentale sarà pertanto educare i nostri ragazzi a percepire e a cogliere i vantaggi del gioco.

Nello sviluppare la fase di possesso, ogni squadra cerca di mettere in pratica un insieme di azioni col fine di ottenere un vantaggio rispetto all’avversario e arrivare a fare goal..

È possibile distinguere alcune macro tipologie di vantaggi:

  • di tempo (es. quando attaccante e difensore sono ugualmente lontani dalla porta ma l’attaccante è già rivolto verso di essa e il difensore no)
  • di spazio (es. dove l’attaccante è più vicino alla porta rispetto al difensore)
  • di spazio e di tempo (es. quando l’attaccante riceve una palla lontano e oltre la linea del proprio difensore)
  • numerico (quando la squadra che attacca ha un numero maggiore di giocatori rispetto a quella che difende)

Oltre alla tipologia del vantaggio è possibile classificare anche la situazione che lo determina:

  • Il vantaggio può scaturire da una situazione di uno contro uno:
    • con la palla (duello)
    • senza la palla (smarcamento)
  • il vantaggio può scaturire da una situazione collettiva
    •  “statico” (attraverso un posizionamento in zona luce)
    • “dinamico” (cambiando le posizioni in campo)

Nei nostri allenamenti quindi un fattore fondamentale per rendere efficacie la mobilità è proporre allenamenti con avversari attivi in modo da mettere in condizione il giocatore di determinare le scelte, il tempo e lo spazio. Significa innescare il meccanismo alla base del giocatore moderno pensante: vedere, capire, scegliere ed eseguire.

Prendendo spunto dal calcio a 5 ( la mobilità è un principio tipico) e trasportandolo al calcio a 11 si possono applicare principi di mobilità del calcio a 5 per rendere imprevedibile la nostra azione e creare così i vantaggi di cui parlavamo prima.
Nel calcio a 11 è molto più facile e frequente lavorare sullo smarcamento che sulla mobilità ma la mia percezione personale è che se si prende spunto dal concetto di mobilità del calcio a cinque in cui il giocatore nella stessa azione può ricoprire ruoli diversi o meglio… occupare più posizioni ed essere più di un riferimento, qualunque squadra può diventare molto pericolosa in fase di impostazione perché libera i giocatori da vincoli e propone movimenti con una collaborazione molto alta tra i vari giocatori.
Una squadra che offre una buona mobilità ricercando vantaggi di tempo, spazio o di superiorità numerica costringe l’avversario a continui adattamenti e più adattamenti inducono all’errore l’avversario soprattutto se non hanno vissuto quel tipo di esperienza precedentemente in allenamento.

Un esercizio di esempio da proporre negli esordienti rispetto a quanto stiamo dicendo potrebbe essere questo.

Tre contro tre con il sostegno

I giocatori della zona centrale di campo hanno un sostegno nel settore vicino alle porte che difendono. Per poter fare gol è necessario che almeno due giocatori diversi abbiano preso la posizione del sostegno.

Quando i ragazzi hanno eseguito l’esercizio qualche volta ed hanno capito il principio si può attuare qualche variante come far in modo che tutti i giocatori nell’azione del gol abbiamo occupato la zona di sostegno oppure cambiare prospettiva variare lo stesso esercizio proponendo invece che il sostegno un giocatore vada ad occupare il vertice alto.

L’importante è dare ai ragazzi, attraverso un esercitazione, compiti in cui i ragazzi dovranno vedere l’azione, capire quale potrebbe essere la soluzione, scegliere tempi e spazi ed eseguirla per ottenere un vantaggio.  

Ringraziamo Giuseppe per la sua disponibilità che tra i suoi mille impegni calcistici ha condiviso la sua esperienza con noi. In bocca a lupo per i tuoi mille progetti… tra cui ne sottolineo uno in particolare che lo vede fondatore ed istruttore de “lacasadeltalento“… veramente interessante. Alla prossima…ciao Cacciatorino!!!

F-MARC test:  valutare l’abilità tecnica nel calcio di giovani sportivi.

In un articolo pubblicato su THE AMERICAN JOURNAL OF SPORTS MEDICINE è stata presentato il F-MARC test. Uno studio dove diversi ricercatori hanno sviluppato una serie di test standard per valutare le prestazioni fisiche dei giovani giocatori (condizioni fisiche e prestazioni tecniche e tattiche).

La batteria di test F-MARC comprende una sessione di allenamento funzionale e strutturata di circa 2,5 ore. Comprende:

  • test di flessibilità (sette esercizi),
  • abilità calcistiche (otto esercizi)
  • Test sulla potenza , velocità e resistenza (sette esercizi).

Lo studio sottolinea come l’analisi del profilo fisico e tecnico di un singolo giocatore, in relazione ai valori medi per un gruppo e livello di abilità simili, potrebbe essere di aiuto per valutare la valutazione obiettiva degli effetti di un programma di allenamento specifico oppure può essere utile al medico e al fisioterapista responsabile del monitoraggio dei progressi durante la riabilitazione dopo infortuni sul calcio.

Motivazione Senza un’adeguata motivazione i risultati dei test potrebbero non essere rilevanti.  L’impegno positivo, la curiosità e l’istinto competitivo sono fattori determinanti per la buona riuscita del test.  Pertanto, prima di iniziare la batteria di test, i giocatori devono essere  informati in dettaglio sugli scopi e i metodi delle prove.   

Test di flessibilità

Sono stati progettati sette esercizi di flessibilità per valutare le condizioni funzionali dei principali gruppi muscolari e identificare possibili squilibri.

F-MARC

Sollevamento delle gambe in posizione supina (Fig. 1). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità dei muscoli dorsali degli arti inferiori. Il giocatore giace con la schiena in posizione orizzontale. Il giocatore alza attivamente la gamba destra fino a quando non ha raggiunto il massimo movimento dell’anca. Infine, il mister solleva ulteriormente la gamba nella posizione massima (passiva). L’esercizio viene quindi ripetuto sulla gamba sinistra. L’esaminatore misura il grado di flessione dell’anca attiva e passiva in unità di 5 °.

F-MARC

Spaccature laterali delle gambe (Fig. 2). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità (principalmente) dei muscoli adduttori. Bisogna fare attenzione a vedere che il tronco rimanga in linea verticale. Il mister misura la distanza tra i talloni e l’altezza dal suolo.

F-MARC

Divarichi delle gambe in senso longitudinale (Fig. 3). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità dei gruppi dei muscoli posteriori della coscia e dei quadricipiti nella regione dell’anca. Il giocatore si inginocchia su una gamba, con l’altra gamba distesa davanti. Bisogna far attenzione che non ci sia alcuna rotazione dei fianchi. Vengono misurate le distanze il ginocchio posteriore e il calcagno e la distanza dal suolo.

F-MARC

Curvatura al ginocchio con una gamba sola (Fig. 4). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità dei muscoli del quadricipite. Il giocatore si inginocchia su una gamba, con la gamba opposta rivolta verso l’esterno, la parte inferiore mantenuta in verticale. Si sostiene con entrambe le mani (ad esempio sugli sgabelli o dei coni). Bisogna fare attenzione a che il suo tronco rimanga in posizione verticale (linea verticale sulla parete), che non vi sia rotazione dei fianchi e che la parte inferiore della gamba anteriore rimanga verticale. L’esame misura la distanza tra il ginocchio posteriore e il tallone anteriore e la distanza dal suolo. 

F-MARC

Piegatura all’indietro (Fig. 5). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità dei muscoli quadricipiti e la lunghezza dei muscoli addominali. Il giocatore dovrebbe piegarsi lentamente all’indietro. L’esaminatore guida il giocatore con una mano sotto la schiena ma non lo supporta. Il giocatore dovrebbe mantenere la massima posizione arretrata per 1 secondo. L’esame misura i gradi di flessione all’indietro. 

F-MARC

Flessione laterale (Fig. 6). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità laterale dei muscoli del tronco e della colonna vertebrale. Viene incaricato di muoversi lentamente il più lontano possibile, prima a destra, poi a sinistra. Entrambe le scapole devono rimanere a contatto con la parete durante il movimento. L’esaminatore misura la distanza dalla punta del dito medio al suolo, prima in posizione verticale, poi dopo la piegatura laterale (sia a destra che a sinistra) e calcola le differenze per ciascun lato. 

F-MARC

Flessione in avanti del tronco (Fig. 7). Questo esercizio consente di valutare la flessibilità della colonna vertebrale e dei muscoli del dorso. Il giocatore si trova su una scatola, che ha una scala segnata sul lato anteriore esteso. Il giocatore si piega leggermente in avanti (senza oscillare) e tocca la parte anteriore della scatola con entrambe le mani. L’esaminatore misura il punto in cui la punta del dito medio tocca la scala. 

Competenze calcistiche

Otto test di abilità calcistica permettono di valutare il profilo del giocatore in relazione alle abilità tecniche.

F-MARC

Palleggio piede (Fig. 8). Questo test consente di valutare il coordinamento specifico del giocatore di calcio. Il giocatore palleggia con il piede, cercando di toccarla il più volte possibile senza lasciarla colpire a terra. Se riesce a 25 tocchi al primo tentativo, non sono necessari ulteriori tentativi. Il test comincia lasciando cadere la palla dalle mani. Sono previsti 3 tentativi per ogni piede. Viene presa a riferimento la miglior prova con il piede destro e con il piede sinistro.

F-MARC

Serie di palleggi (Fig. 9). Questo test consente la valutazione della coordinazine del giocatore relativa a tutte le parti del corpo. Il mister lancia la palla da una distanza di 5 metri dal giocatore, che cerca di palleggiare nel seguente ordine: 1) petto-piede-testa, 2) testa-piede-piede, 3) piede-petto-testa. Tre tentativi di esercizio. 

F-MARC

Dribbling a velocità (Fig. 10). Questo test consente la valutazione del dribbling in relazione al tempo e alla velocità. Dopo il segnale di “Pronti – Via”  i giocatori iniziano con la palla da dietro la linea (1 sulla figura). Dopo 5 metri effettuano lo slalom seguendo l’ordine stabilito. Dopo 10 metri giro attorno ostacolo isolato (3). Quindi dopo 8 metri gioca la palla attorno a un lato di un quadrato (4) e corre attorno all’altro lato (5) per raccoglierlo (6). Quindi si lancia attraverso la porta e l’esercizio termina quando stopperà la pala dopo la porta. Il mister misura il tempo impiegato dal segnale “Vai” fino a quando il giocatore ha la palla sotto il suo piede. 

F-MARC

Passaggio lungo (Fig. 11). Questo test consente la valutazione della potenza di tiro e della precisione sulla lunga distanza. Il giocatore tira la palla in un cerchio (raggio, 2 metri; distanza, 36 metri) segnato nel mezzo di un’area quadrata (10×10 metri). Il giocatore ha prima un tentativo di prova. L’esame ha un totale di cinque tentativi. L’unità di misura è punti; 3 se la palla atterra nel cerchio o tocca la sua circonferenza e 1 punto se la palla atterra altrove nel quadrato. 

F-MARC

Passaggio corto (Fig. 12). Questo test consente di valutare la precisione e il coordinamento nel tiro con palla in movimento. Il giocatore porta palla fino ad una linea e da lì tira con precisione in una porta piccola a 11 metri di distanza. Il mister misura un totale di cinque tentativi, segnando 3 punti se la palla va in porta e 1 punto se la palla colpisce la traversa o il palo. 

Tirare con palla ferma (Fig. 13). Il test consente di valutare la precisione e il coordinamento nel tiro. Una palla viene posizionata a 16 metri dal centro della porta- Il  giocatore tira in porta che è divisa (idealmente) in sei segmenti. Punta prima in alto a destra, poi in alto a sinistra. L’esaminatore misura un totale di tre tentativi ciascuno nei segmenti in alto a destra e in alto a sinistra. Tre punti vengono assegnati se il giocatore spara nel segmento corretto, 1 punto se il giocatore colpisce la traversa o il palo di questo segmento, 1 punto se il giocatore spara nel segmento del primo piano e 0 punti per sparare nei segmenti inferiori. 

Tirare con palla in movimento (Fig. 14). Questo test consente di valutare la precisione e la coordinazione del tiro con palla in movimento. Il mister effettua un passaggio da una distanza di 20 metri e il giocatore dopo una breve rincorsa, tira in porta. Come per l’esercizio di prima  la porta è divisa idealmente in sei segmenti. . Il mister misura su 5 tentativi, segnando 6 punti se il giocatore tira nei segmenti alto o a destra o a sinistra, 1 punto se il giocatore colpisce la traversa o il palo, 2 punti se spara nel segmento medio superiore e 1 indica se spara in segmenti inferiori. Se il passaggio non è sufficientemente preciso, il tentativo viene ripetuto.

Colpo di Testa (Fig. 15). Questo test consente di valutare la precisione e la coordinazione nel colpire la palla di testa. Viene diviso in due parti.

Prima parte. Il mister si trova 3 metri davanti al centro della porta e lancia la palla al giocatore. Il giocatore colpisce il pallone di testa dal dischetto del rigore verso la porta (che come gli esercizi di prima è divisa idealmente in 6 segmenti) Se il passaggio del mister non è preciso il tentativo viene ripetuto.

Seconda parte. Il mister si trova a 3 metri dal palo e lancia la palla sul dischetto del rigore. Il giocatore si trova a 3 metri di distanza dal dischetto, aspetta la palla e poi avanza per colpirla verso la porta. 

Per la prima parte del test, si misura un totale di tre tentativi: e vengono segnati 6 punti se la palla va nel segmento in alto a destra o in alto a sinistra, 1 punto se la palla colpisce la traversa , 3 punti se la palla va nei segmenti inferiore sinistro o destro e 0 punti se va nel segmento medio inferiore.

Per la seconda parte del test, si misura un totale di tre tentativi con 6 punti se la palla va nel segmento in alto a sinistra, 1 punto se la palla colpisce la traversa o il palo, 3 punti se la palla va nel segmento in basso a sinistra, 2 punti se la palla va nel segmento in alto al centro, 1 punto se la palla va nel segmento in basso e 0 punti se la palla va nel nel segmento a destra

Test di potenza, velocità e resistenza

Sono stati progettati sette esercizi per valutare le condizioni fisiche dei giocatori.

Salto verticale a due piedi (Fig. 16). Questo test consente di valutare l’abilità di salto verticale a due piedi. Il giocatore si trova di fronte a un muro e allunga le braccia verso l’alto, facendo un segno con il gesso che è stato strofinato sul suo dito medio. Quindi fa un salto esplosivo a due piedi verso l’alto e segna di nuovo il muro con il gesso sul dito nel punto più alto che raggiunge. L’esame misura il massimo dei tre tentativi, registrando la differenza tra il segno di gesso in piedi e il segno di gesso che salta. 

Hop Hop (Fig. 17). Questo test consente di valutare la capacità di saltare orizzontalmente con un piede. Il giocatore si ferma dopo l’ostacolo appoggiando un solo piede. Il giocatore quindi procede per i successivi salti sulla gamba destra, andando il più lontano possibile. L’esercizio fisico si ripete con la gamba sinistra. L’esaminatore misura il migliore dei tre tentativi per i lati destro e sinistro. Si misura la distanza dei salti dal primo appoggio. 

Calcio lungo (Fig. 18). Questo test consente di valutare la potenza del calcio. Dopo un passo il giocatore prende il pallone dalle sue mani e lo calcia più lontano possibile. La palla atterra dove un assistente segna il punto con un marcatore numerato. L’esame misura il migliore dei tre tentativi. Si misura la massima distanza. 

Lancio lungo con le mani (Fig. 19). Questo test consente di valutare la forza di lancio a due mani. Il giocatore fa una rimessa a due mani con le braccia sopra la testa. Dove la palla atterra un assistente segna il punto con un marcatore numerato. Si misura il migliore dei tre tentativi. 

Sprint su quattro linee (Fig. 20). Questo test consente di valutare la capacità di sprint e un’accelerazione intensiva. I giocatori a terra dietro la linea di partenza (A). Sul segnale “Pronto — Vai”, corre per 10 metri sulla linea B e tocca questo con il piede. Quindi si gira, corre dalla linea B 20 metri indietro alla linea C e tocca questa linea. Si gira di nuovo, corre per 10 metri dalla linea C alla linea A e tocca questa linea, gira, quindi corre per 30 metri fino alla linea finale tra due pali della bandiera. Il tocco del e linee dovrebbero essere controllate. Si misura il tempo totale.

Corsa a tre curve (Fig. 21). Questo test consente la valutazione della resistenza alla velocità e della resistenza anaerobica. Prima di iniziare, il polso del giocatore viene misurato a riposo. Sul segnale “Ready — Go”, corre in un triangolo dal palo della bandiera all’inizio, 80 metri dal palo della bandiera (1), attorno ad esso, 20 metri dal palo della bandiera (2), intorno ad esso, 82,4 metri indietro al iniziare, attorno a questo cono e quindi a 20 metri dalla linea di finitura (4). La frequenza del polso viene misurata prima dell’inizio, subito dopo il traguardo, e di nuovo 2 minuti dopo la corsa prendendo il tempo e battiti cardiaci al minuto per l’impulso.

Corsa di dodici minuti. Questo test consente di valutare la resistenza aerobica. Prima dell’inizio, il polso del giocatore viene misurato a riposo. Al segnale “Pronto — Vai”, corre il maggior numero possibile di giri. I giri vengono conteggiati ad alta voce dal mister mentre passa il giocatore. Sul segnale di arresto, l’esaminatore dovrebbe essere vicino al giocatore per notare la corsa della distanza esatta e prendere il suo polso. L’impulso viene misurato nuovamente a 1, 3 e 5 minuti dopo la corsa. La misurazione è in metri per la distanza percorsa e in battiti al minuto per impulso

Articolo originale “Assessment and Evaluation of Football Performance” THE AMERICAN JOURNAL OF SPORTS MEDICINE, Vol. 28, No. 5

4 contro 4 con 4 porticine

Come spesso accade i mister utilizzano delle partitelle come strategia per insegnare ai giocatori degli obiettivi senza ragionarci sopra molto. In questo caso, l’esercizio  4 contro 4 è una partitella strategica che può aiutare i giocatori a rimanere “corti” sull’azione e anche a sottolineare la capacità di gestire il  passaggio e la finitura in porta. 

4 contro 4

Due squadre di quattro giocatori si affrontano, attaccando e difendendo due piccole porticine. Gli angoli non si battono mai ma al loro posto si effettua una rimessa laterale con la regola di provare ad andare in goal.

Per permettere di restare corti e sempre in contatto nell’azione un’altra regola da inserire è che il goal è valido se tutti i giocatori sono nella metà campo avversaria. In questo modo i ragazzi staranno sempre in movimento tentando di seguire l’azione ampliando le possibilità di passaggio.

L’esercizio deve essere progressivo quindi all’inizio facciamo giocare una normale partita 4 contro 4 con squadre che attaccano e difendono le due porticine.

Successivamente introduciamo la regola che il goal è valido solo se il tiro è effettuato nella metà campo di attacco.

Altro sviluppo è quello di chiedere a tutti i giocatori della squadra in attacco di essere nella metà campo di attacco per poter rendere valido il goal.

Le variabili sono tante (es. se non tutti i difensori sono tornati, l’obiettivo vale per il doppio, se il mister si mette davanti ad una porta, bisogna segnare nell’altra porta, ecc.) ma l’importante è che i ragazzi si adeguino alle regole in modo da fargli capire l’utilità “nascosta” di quello che stiamo facendo.

Personalmente quando faccio questo tipo di allenamenti faccio fare il filmato e lo si riguarda assieme analizzando il cambiamento che ogni giocatore fa durante le varie fasi della partitella.

Calcio femminile internazionale: Anna Crapanzano ci racconta la sua esperienza al Mississippi College

Ciao Anna, raccontaci della tua esperienza al Mississippi College, come ti stai trovando?

Mi chiamo Anna Crapanzano e sto studiando sport management al Mississippi College, grazie a College Life Italia che mi ha permesso di ottenere una borsa di studio. Per quanto riguarda lo sport, quindi il calcio, devo dire che l’attenzione e la serietà è altissima! Il peso dato allo sport nei college è davvero alto e questo ti permette di migliorare tanto sotto tutti i punti di vista. 

Hai avuto esperienze calcistiche in Italia?

In Italia ho iniziato all’Inter femminile, partendo dalle giovanili, poi ho fatto poi un anno a Como in serie b e l’ultimo anno a Real Meda.

mi stavi dicendo che l’america è un mondo completamente diverso, che a differenza dell’italia dà molta importanza allo sport…

Il punto di forza del college americano, a differenza dell’Università italiana, è proprio il fatto che ti permette di studiare e praticare uno sport a livelli davvero alti con strutture all’avanguardia. Sono sempre a tua disposizione! Standard lontanamente confrontabili a qualsiasi struttura italiana di calcio femminile!!!!

danno molto, ma pretendono molto, vero?

Sicuramente il college richiede un grande impegno. Il primo mese per quanto mi riguarda non è stato facilissimo. Avevo la sveglia alle 5.30, faevo allenamento in palestra con la squadra e poi andavo a lezione. È stata tosta all’inizio, poi col tempo mi sono abituata ed ho iniziato a vedere grandi cambiamenti.
Ci si allena sul campo tutti i giorni 2 ore al giorno. A fine allenamento hai a disposizione vasche di acqua fredda o calda per recuperare più velocemente ed anche questa è una gran figata!!!
Frequentemente si fanno team meeting in seguito alle partite e guardando alcune parti del video della partita si commenta e si correggono gli errori.
Un’altra grande cosa dell’America e che sono molto attenti all’evoluzione del singolo e quindi spesso si fanno meeting individuali con i coach nei quali ci si può confrontare su tutto. Con i coach americani c’è un rapporto molto diretto e aperto, senza limiti.

Come si compone lo staff tecnico?

Lo staff tecnico è composto da più persone abbiamo due psicologi, un nutrizionista, due fisioterapisti/ massaggiatori, un medico e tre coach più l’allenatore dei portieri.
Tutte queste persone studiano il calciatore individualmente e cercano di tirare fuori il meglio da ognuno di noi. Per esempio anche le diete sono differenti in base ai nostri bisogni…

Mi stai parlando di sport universitario, quindi alle partite saranno presenti solo parenti e fidanzati, immagino…

No, una cosa entusiasmante è il fatto che alle partite ci sia veramente tanta gente, per esempio alle nostre partite di calcio vengono molte squadre degli altri sport del college, per esempio la squadra di football, le cheerleader la squadra di basket ecc. ed e bellissimo quindi avere un grande il tifo durante tutta la partita.

Immagino che sia difficile studiare in America, vero?

Per quanto riguarda lo studio e molto differente dall’Università italiana! Qui in America non ci sono grandi esami su migliaia di pagine come in Italia. I periodi di studio sono sempre divisi su due semestri, ma gli esami sono frammentati su più prove intermedie che non comprendono più di un centinaio di pagine di studio. Infine poi i test finali alla conclusione del semestre sono esami che comprendono l’intero programma, ma mai raggiungeranno le moli degli esami italiani. In America quindi non è che si studia di meno, perché anche qui si studia, ma è organizzata in modo diverso. Una cosa che trovo molto utile ed efficace è il rapporto che si ha con i professori… le classi in America sono più o meno di 30-50 ragazzi quindi i professori ti conoscono benissimo e si ha un rapporto come di amicizia.
I professori aiutano tanto i ragazzi internationals ma in generale aiutano tutti, il loro studio è sempre aperto e a me piace molto andare a chiacchierare del più e del meno con i miei professori ogni tanto.

Quindi pensi che l’America ti stia dando una occasione che non avresti potuto avere in Italia?

A mio parere frequentare un college americano e giocare a calcio qua è una esperienza meravigliosa! Ti fa crescere sotto tanti punti di vista e ti da opportunità che in Italia difficilmente trovi.
È stata sicuramente una scelta tosta da fare, anche perché è una decisione che ti porta a lasciare famiglia amici e tutta la tua quotidianità per andare dall’altra parte dell’oceano a provare qualcosa di estremamente nuovo. È una scelta che non credo tutti farebbero. Io ho sempre desiderato studiare e giocare a calcio in America! Il calcio è la mia passione ma, dopo aver frequentato il liceo classico desideravo anche studiare e frequentare una università, perché chiaramente è molto difficile per una donna vivere di solo di calcio. In Italia frequentare una buona università e giocare a buoni livelli insieme diventa veramente tosta. TROPPO! L’America invece è studiata per far sì che tu possa diplomarti e crescere tanto a livello calcistico grazie alle strutture immense.

E come ti stai trovando negli stati uniti?

La bellezza del college è conoscere e incontrare tante nuove persone provenienti da mille paesi diversi e stringere amicizie vere e forti. Gli Americani sono gente aperta e molto accogliente infatti appena sono arrivata mi sono sentita come se fossi a casa, o forse meglio -ahahah- ho conosciuto persone fantastiche disposte ad aiutarmi in qualsiasi momento.

grazie anna, alla prossima!

Grazie a te e ringrazio College Life per l’opportunità!

CALCIO A 5 E BASKET: UNA RELAZIONE STRETTA E DA SFRUTTARE

Calcio a 5 vs Basket: un confronto che ha più analogie che differenze, perché?

 

 

 

 

 

Parliamo di due sport che hanno origini estremamente diverse, ma che si incontrano sotto una moltitudine di aspetti. Oggi proveremo ad analizzarli per capire se queste due discipline posso integrare le proprie metodologie di allenamento a vicenda in modo tale da migliorare la prestazione.

Partiamo confrontando la partita: nel Futsal vengono giocati 80′, suddivisi in due tempi da 40′ con 15′ di pausa fra i due; nel Basket poco cambia, perchè anche se sono 4 i tempi di gioco, i minuti totali sono tra i 40 e i 48 (in NBA), e solo tra 2° e 3° quarto la pausa dura più di 10′.

Andando più nello specifico, un’azione di gioco nel futsal dura massimo 20”, con una media di 10”; la durata è simile nella pallacanestro, anche se i secondi massimi di un’azione sono 24.

Da questi due aspetti possiamo quindi dedurre che stiamo parlando di due sport intermittenti, ossia caratterizzati da un’alternanza di metabolismo aerobico e anaerobico, dove la tecnica è la componente preponderante che influenza in gran parte la qualità del giocatore e le sue prestazioni.

Oltre alla componente metabolica, anche la componente di forza è da considerarsi fondamentale: essendo entrambi gli sport giocati ad intensità elevate o molto elevate e in spazi stretti, sarà altresì elevata la quantità di arresti, cambi di direzione e, nel caso della pallacanestro, di salti.

Ora che sappiamo quali sono le proprietà che li descrivono dal punto di vista metabolico e neuromuscolare, ne conseguirà una metodica d’allenamento rivolta verso la potenza aerobica, la capacità anaerobica lattacida (tolleranza al lattato e recupero) e la forza.

Sui vari libri ci sono decine di esempi su come allenare queste capacità, io però consiglio di partire sempre dalla richiesta specifica della partita, scomporre il gesto e allenarlo.

Per esempio, la potenza aerobica mi serve per avere una base organica solida tale da gestire la prestazione senza cadere a causa della fatica, perciò cercherò di allenarmi mantenendo l’intensità appena sotto la soglia anerobica (quindi ripetute sub-massimali, variazioni di ritmo, circuiti funzionali).

La capacità anaerobica lattacida invece è importante perchè più è allenata e più riuscirò a mantenere una certa intensità di gioco senza andare in acidosi, pericolosa sia per la prestazione in sè sia per il recupero attivo o passivo. Anche qui ripetute e circuiti tornano utili, bisogna cercare però di tenere il lavoro sopra soglia e indicativamente tra i 30” e i 3′, dove il metabolismo anaerobico lattacido è attivo.

Infine la forza. Sia basket che futsal richiedono una produzione di forza per più tempo, spesso in quantità maggiore verso fine gara. Dovrò quindi direzionare il lavoro verso metodi che mi obbligano a fare questo (circuiti di forza, cambi di direzione). Importante però sarà anche la forza in ottica prevenzione (cambi di direzione…LCA?) quindi sarà bene dedicare tempo al rinforzo di tutte quelle strutture muscolo-tendinee che sono deputate alla stabilizzazione articolare.

Per altri esempi o eventuali approfondimenti, personalmente trovo spesso risposte in “l’allenamento ottimale” scritto da Weineck, completo e affidabile.

Calcio a 5 e basket, due sport che si conoscono poco, ma che, almeno dal punto di vista fisico-atletico, sono parenti dalla nascita.

Sistema di gioco 4 – 0

Nel calcio a 5 il sistema di gioco 4 – 0 è un sistema molto valido per affrontare squadre che difendono a uomo a tutto campo. 

Oggi questo sistema di gioco ci viene presentato da Aldo Venturi, mister del Gatteo calcio a  5 militante nel campionato di serie C2.

Sistema di gioco 4 - 0

Attraverso questo gioco, si allineano le difese avversarie che difendono in pressing marcando più di quanto coprono. In questo caso, un singolo passaggio nello spazio effettuato correttamente in seguito ad un movimento rapido di smarcamento di un compagno in profondità, potrebbe tagliare fuori l’intera difesa avversaria.

Attraverso dei movimenti prestabiliti, un giocatore (possibilmente con caratteristiche da pivot), esce dalla rotazione a 4 e ricerca la profondità per dare un appoggio e attaccare, ad esempio, attraverso giochi a 2 (dai e segui, dai e vai, triangoli interni ed esterni).

sistema di gioco 4 - 0

L’esercizio proposto per allenare il sistema di gioco 4 – 0 è un 4 vs 2 con passaggio dentro o fuori da corridoi laterali (palla dentro corsa fuori e viceversa palla fuori corsa dentro) per ricerca profondità negli spazi.

sistema di gioco 4 - 0

È un esercizio da svolgere verso la metà dell’allenamento ed è adatto sia per una squadra giovanile (under 19) che per una prima squadra. 

Sfruttiamo poco più della metà campo dove sviluppiamo un 4 contro 2, con lo scopo di andare ad attaccare la profondità negli spazi.

Fissiamo la regola che se il pallone passa tra il cono e la riga laterale, l’uomo che attacca la profondità lo deve fare passando nella zona esterna al conino. Viceversa se la palla passa esterna al conino, l’uomo deve passare nel corridoio tra cono e riga laterale. Una volta conquistata la profondità si sviluppa 1 contro 1 con il portiere
Sviluppo e varianti
• Limito il nr. dei tocchi o inserisco stop orientati
• Inserisco un altro difensore
• Creiamo un 2 contro 1, facendo seguire l’azione a chi esegue il passaggio e facendo arretrare un solo difendente

sistema di gioco 4 - 0

Un grosso grazie ad Aldo per la disponibilità dell’articolo ma anche, avendolo frequentato in questi mesi,  per la tranquillità e l’entusiasmo con cui vive e trasmette la sua passione nel futsal e nel calcio a 11. 

L’esercizio che ha proposto infatti potrebbe essere applicato anche nel centrocampo del calcio a 11 integrando così tecnica e tattica del futsal.

In bocca al lupo per la sua squadra giovane ma ricca di talenti del vivaio che con l’entusiasmo di Aldo oltre a creare un bel gruppo ha tutte le carte in regola per riuscire a centrare gli obiettivi di quest’annata.