Futsal femminile sbarca all’Emilia Romagna Arena di Salsomaggiore Terme

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Il futsal femminile della massima divisione inaugura la stagione 2021-2022 alla nuova casa del calcio a 5 a Salsomaggiore Terme con una gara ad alta intensità dove le giocatrici hanno dimostrato eccellenti qualità tecniche.

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Quaterna arbitrale completamente al femminile:

A dirigere la partita è stata una quaterna arbitrale femminile composta da Chiara Perona (Biella), Alessandra Carradori (Roma 1), Elena Lunardi (Padova) e Martina Piccolo (Padova) al cronometro. Vedere una partita diretta completamente da donne può essere considerato un ulteriore avvicinamento alla parità di genere in tutti i ruoli sportivi.

Finisce in parità la gara tra il Pescara campione d’Italia e il Bitonto neo promossa della serie cadetta.

La prima trasmessa in differita su Sky e che si è disputata all’Emilia Romagna Arena. L’accordo con Sky ha permesso sicuramente di disputare la partita in una arena di eccellenza e di dare visibilità al movimento femminile, benché il fatto che fosse in differita lascia l’amaro in bocca per tutti gli appassionati.

Partenza shock quella delle pugliesi che con un bis di Taina Santo obbligano le campionesse d’Italia a rincorrere. Poi rimonta biancazzurra, dettata da un cambio di ritmo delle abruzzesi che con Amparo, Boutimah e Belli rovesciano il risultato. A chiudere il rigore di Lucilèia divide la posta in palio sul 3 pari.

Il Pescara parte con Sestari, D’Incecco, Amparo, Ortega e Boutimah. Risponde il Bitonto con Tempesta, Diana Santos, Cenedese, Lucilèia e Taina Santos. Presenti sugli splati il CT della Nazionale femminile, Francesca Salvatore, e il Ct della Nazionale maschile, Massimiliano Bellarte. Dopo il “pasillo de honor” con cui il Bitonto omaggia le campionesse d’Italia, si parte.

Prima conclusione in porta da parte di Amparo che colpisce di sinistro al volo sull’assist di D’Incecco, attenta Tempesta. Dopo 4′ abbastanza contratti, è Taina Santos a sbloccare con una perfetta azione di contropiede con Diana Santos e Lucilèia: 0-1. Xhaxho da distanza ravvicinata di poco a lato, poi Pernazza da lontano senza troppa convinzione, mentre è ancora Lucilèia ad accendere la luce per Taina Santos che in scivolata mette dentro il raddoppio al 10°. Altro pericolo creato dal Bitonto con Tempesta che con i piedi pesca Cenedese sola in avanti, trovando però una chiusura perfetta da parte di Sestari. Al 14° Amparo prova a dare due volte la scossa senza riuscire ad abbattere il muro eretto da Tempesta nell’intervento ravvicinato. Un minuto più tardi, numero di Cenedese che va via con un tunnel alla diretta marcatrice e colpisce da posizione defilata trovando le manone di Sestari. Il mancino ad incrociare di Belli e poi il nuovo diagonale dalla destra portano all’ultimo minuto di gioco, in cui Amparo su punizione dimezza lo svantaggio. Intervallo.

Boutimah per Ortega che arriva sul secondo palo in scivolata mandando la sfera sull’esterno della rete. Fallo su Ortega (ammonita Cenedese), gioco interrotto per circa 2′. Alla ripresa lungo lancio di Diana Santos per la testa di Lucilèia che anticipa l’uscita di Sestari, pallone di poco fuori dallo specchio della porta. Al 6′ guizzo di Riso dai 10 metri e risposta in tuffo dell’estremo difensore neroverde che si ripete due volte sulle impegnative conclusioni mancine di Xhaxho. C’è Cenedese in copertura ancora su Rozo, ma il Bitonto si riaffaccia in avanti con Lucilèia: diagonale insidioso sul quale Diana Santos arriva al tap in non inquadrando la porta. 10′ esatto, solita imbucata di Lucilèia per Taina Santos che in corsa centra il palo. Sul rovesciamento di fronte, reazione letale del Pescara che trova il pareggio con Boutimah dopo un perfetto scambio partito da centrocampo con Ortega. Straordinari di Tempesta per evitare il sorpasso con Coppari dalla distanza. Al 13′, da un altro possibile gol in azione insistita con Lucilèia e Taina Santos, il Pescara ribalta il risultato con Belli, servita al bacio da Amparo. Subito portiere di movimento Bitonto con Pernazza, la superiorità porta alla trattenuta in area su Diana Santos e al conseguente rigore: dal dischetto va Lucilèia che non sbaglia. Ultimi 3′, slalom di Pernazza che sfugge via a tre avversarie ma non riesce a concludere in porta, poi Rozo che costringe Tempesta alla parata in spaccata. Al 19′ traversa di Taina Santos, secondo legno di giornata per lei.

FUTSAL PESCARA FEMMINILE-MARBEL BITONTO 3-3 (1-2 p.t.)
FUTSAL PESCARA FEMMINILE: Sestari, D’Incecco, Amparo, Ortega, Boutimah, Soldevilla, Coppari, Belli, Guidotti, Xhaxho, Rozo, Esposito. All. Santangelo

MARBEL BITONTO: Tempesta, Diana Santos, Cenedese, Lucilèia, Taina Santos, Pezzolla, Loth, Mancini, Diodato, Othmani, Pernazza, Tardelli. All. Santos

MARCATRICI: 4’05” e 10’27” p.t. Taina Santos (B), 19’33” Amparo (P), 10’20” Boutimah (P), 13’35” Belli (P), 15’33” rig. Lucilèia (B)

AMMONITE: Taina Santos (B), Cenedese (B)

Le prossime partite in programma all’Emilia Romagna Arena di Salsomaggiore dopo la pausa per la nazionale saranno:

7 NOVEMBRE ore 15.00
ASD.PM GRANZETTE – KICK OFF C5 FEMMINILE

14 NOVEMBRE ore 12.30
A.S.D. 1998 AUDACE C5 VERONA – F.C. REAL STATTE

21 NOVEMBRE ore 12.30
U.S.D. BITONTO CALCIO A 5 – A.S.D. 1998 AUDACE C5 VERONA

28 NOVEMBRE ore 12.30
ASD.PM GRANZETTE – A.S.D. ATHENA SASSARI FC5

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STOP AGLI ABUSI

Fermare tutto. Straordinaria reazione. Nello sport americano sta succedendo qualcosa di davvero straordinario. Il calcio femminile si è fermato per gli abusi sessuali subiti e denunciati da molte giocatrici.

Il sindacato si è mosso compatto e ha fermato tutto. “Non giochiamo più finché non si farà luce su questo scandalo”.

Tutte le stelle del movimento calcistico femminile negli USA, da #MeganRapinoe a #AlexMorgan, si sono mosse. Sciopero e blocco del calcio per ripetuti casi di abuso sessuale da parte di allenatori maschi.

“Uomini che proteggono uomini, che stanno abusando di donne. Lo ripeto, uomini, che proteggono uomini, che stanno abusando delle donne. Bruciate tutto. Lasciate che le loro teste rotolino.”

Questo il testo di un tweet di Rapinoe. Come nel caso della Ginnastica, la Federazione nazionale sapeva e non interveniva .Si rompe il silenzio sulle colpevoli connivenze e protezioni maschili che hanno permesso violenze e abusi su #giovanidonne.

La denuncia degli abusi sessuali subiti da alcune calciatrici americane ha convinto la Fifa ad indagare sul caso di Paul Riley, allenatore del North Carolina Courage, squadra che milita nella NWSL, licenziato dopo essere stato accusato di molestie da alcune calciatrici. La vicenda, nata da un’inchiesta di ‘The Athletic’ che ha sentito una dozzina di giocatrici allenate da Riley dal 2010, ha portato anche alle dimissioni della commissioner del campionato americano Lisa Baird e al rinvio di tutte le partite in programma nel weekend. L’associazione delle giocatrici della NWSL ha chiesto un’indagine, atlete famose come Alex Morgan e Megan Rapinoe hanno chiesto cambiamenti in tutta la lega. La Fifa ieri ha annunciato l’apertura ufficiale di un’inchiesta “alla luce della gravità e della serietà delle accuse. La posizione della Fifa è chiara: chiunque sia ritenuto colpevole di cattiva condotta e abusi nel calcio deve essere assicurato alla giustizia, sanzionato e rimosso da questo sport”.

Auspico che si possa imparare dallo sport argentino, dove grazie alla Ley Micaela per la parità di genere vengono incentivati i corsi di formazione e l’adozione di protocolli per la parità di genere contro violenze e abusi.

La cultura #misogina perde pezzi. Grazie a tante atlete come lei, Meghan Rapinoe. Dunque grazie ragazze. #labodifsegnala#labodifsport#calciofemminile#rapinoe#metoo#abusisessuali

“Perché non esiste la nostra Coppa del Mondo?” Le ragazze del futsal chiedono alla FIFA che organizzi un mondiale

“Siamo tante giocatrici che si chiedono perché il Mondiale di futsal non esiste. Perché c’è questa disuguaglianza? Che spiegazione ci possono dare? E soprattutto, quanto ancora dobbiamo aspettare?”

La voce della calciatrice argentina Julia Dupuy fa eco alla richiesta delle calciatrici di oltre 50 paesi che in vista dei Mondiali di Futsal Maschile hanno presentato una lettera inviata al presidente della FIFA, Gianni Infantino, chiedendo l’organizzazione di una propria Coppa del mondo.

Nazionale Italiana Calcio a 5

All’inizio della 12° edizione maschile, con questa lettera, l’Associazione Calciatori Futsal Argentina (AJFSF) chiede la fine della propria “emarginazione” e sollecita la Federanzione a rendere prioritario la creazione di un evento femminile, nel quadro della crescita del disciplina, praticata in tutto il mondo da oltre 60 milioni di donne.

L’Argentina, in effetti, è l’ultima nazione campionessa del mondo maschile e dove ancora di più si avverte questa disparità.

In Wikipedia sembra che il paese sudamericano abbia organizzato i Mondiali femminili, ma in realtà si tratta di campionati autorizzati della FIFA, ma non direttamente organizzati dalla Federazione.

“In effetti, molti paesi non sono stati invitati a quei tornei. Quello che ti chiediamo è di prenderci con la stessa serietà. Finora la FIFA non ha mai parlato di fare un progetto di futsal femminile quando è responsabile della disciplina mondiale”

racconta Dupuy dalla Spagna, dove gioca per Poio Pescamar (in Galizia) a Relatores.

La richiesta include la propria Coppa del Mondo, il calendario ufficiale, il piano di sviluppo strategico. Le calciatrici avvertono disinteresse e dicono di vivere questa situazione come un abbandono pubblico.

“È una discriminazione, un atto di disuguaglianza di genere”, afferma il calciatore ventunenne che fa parte della nazionale argentina.

La Futsal Players Association è stata creata nel 2010 e nonostante abbia sede in Spagna, rappresenta giocatori di diversi paesi ancora non è riuscita ad avere ascolto a livello internazionale.

L’associazione aveva già avviato misure per rivendicare la Coppa del Mondo, infatti, nel 2015 fu creato l’hashtag #WomenPlayFutsalFIFA che diventò virale.

Oggi il futsal femminile è praticato in un totale di 50 paesi e ci sono campionati in Spagna, Italia, Brasile, Ucraina, Russia, Giappone, Portogallo e persino paesi come Iran e Afghanistan vantano una propria nazionale. Ci sono tornei internazionali organizzati dalle Federazioni continentali, come la Coppa d’Asia, la Coppa dei Campioni (UEFA) e la Coppa Sudamericana (CONMEBOL).

Ci racconta Ayelen Pujol, giornalista sportiva argentina:

“L’Argentina ha un campionato organizzato dall’AFA, che ha due categorie. Alla Prima Divisione partecipano 15 squadre, mentre la B conta 23 squadre. I numeri mostrano la divulgazione della pratica sportiva nel Paese: si stima che ci siano un totale di 700 giocatori tesserati (ogni club deve necessariamente avere la Quinta, Quarta e Terza categoria). Ferro è stato l’ultimo campione della Prima Divisione e si è qualificato per la Copa Libertadores Femenina de Futsal. L’attività della Nazionale è stata interrotta dalla pandemia, ma la nazionale ha vinto la medaglia di bronzo nella Copa América 2017 e seconda nell’ultima Copa América disputata in Paraguay nel 2019. Il contraccolpo della richiesta sta già facendo il giro del mondo: il quotidiano britannico The Guardian ha pubblicato oggi la lettera delle calciatrici e ha rimarcato che in Inghilterra la Federazione non ha mantenuto la promessa di creare una squadra femminile in quel Paese e che ha anche annullato la sua squadra maschile per tagliare i costi all’inizio della pandemia di Covid nel 2020. La FIFA si era impegnata a lanciare una competizione di futsal femminile come parte della sua prima strategia per il calcio femminile nel 2018. Inoltre, non è riuscita a fornire risultati. Natalia Orive, una giocatrice spagnola di prima divisione e presidente della Spanish Women’s Futsal Association, ha detto a The Guardian di non capire perché ciò accada. “Non hanno risposta. Ma va anche contro le sue stesse regole e principi di governance etica. Hanno parlato di uguaglianza, di inclusione, con uomini e donne uguali. Ma si dimenticano del futsal”.”

In Argentina, chi può avere la possibilità di giocare all’estero non ha dubbi: partecipare a campionati professionistici dà loro la possibilità di vivere e crescere nello sport che amano. “Sono campionati competitivi che ci fanno crescere individualmente ed essere migliori per la squadra nazionale”, afferma Julia Dupuy. Per citare solo alcuni nomi, Sofía Florentín gioca per Padova in Italia, Carina Nuez gioca per Atlético de Madrid in Spagna, Agostina Chiesa per Poio Pescamar, Ana Ontiveros per Telde nello stesso paese. Tutti stanno già diffondendo la lettera inviata alla FIFA.

Già circola il grido: i giocatori del mondo chiedono parità. Sostengono una Coppa del mondo di Futsal femminile.

Futsal femminile: Il triangolare di Bagnolo va al Granzette

È stata una bella giornata di futsal al Palazzo dello Sport di Castelnovo Sotto.
Nella tana pre-campionato delle Tigri del Cà Rossa Bagnolo, ospiti di eccezione del triangolare sono state il Futsal Pistoia , prossima a partecipare al campionato cadetto e il Granzette Calcio A Cinque , protagonista della massima serie per il secondo anno consecutivo.
BAGNOLO-F. PISTOIA 2-0
 
GRANZETTE-PISTOIA 5-0
 
BAGNOLO-GRANZETTE 1-3
 
Il triangolare se lo è aggiudicato, come da pronostico, il Granzette di mister Chiara Bassi che ha vinto entrambe le partite, al secondo posto però, si è piazzato il Bagnolo, offrendo buone impressioni a mister D’Alsazia che si ritiene molto soddisfatto del perscorso di crescita della squadra fino a questo punto.
Il torneo si è svolto su partite di venti minuti effettivi.
Nella prima sfida tra Bagnolo e Futsal Pistoia, sono le padrone di casa ad aggiudicarsi la partita con il finale di 2-0 grazie alle reti del capitano Silvia Iemmi e del bomber Giusy Faragò, dimostrando sin dal primo minuto un buon ritmo, creando molte occasioni, al cospetto comunque di un avversario che sicuramente dirà la sua nel girone B del campionato di A2, essendo la rosa composta da giocatrici che conoscono bene questa categoria.
 
La seconda partita ha visto il Granzette battere il Futsal Pistoia per 5-0, dimostrando già un bel gioco apportato dal nuovo mister Marzuoli, con Iturriaga e Da Rocha sugli scudi, leggittimando la categoria di differenza,nonostante le toscane non abbiamo mai mollato, cercando di impensierire le venete fino alla fine.
 
L’ultimo match vede affrontarsi il Bagnolo contro il Granzette, con la vittoria finale delle rovigotte per 3-1 che, dopo essere passate in svantaggio grazie alla rete di Giusy Faragò, reagiscono gonfiando tre volte la rete giallonera, aggiudicandosi con merito il torneo.
Ringraziando di cuore il Futsal Pistoia e il Granzette per aver partecipato e ai quali auguriamo un grosso in bocca al lupo per il campionato, possiamo dire che è stata senza dubbio una bellissima giornata di futsal.
Un ringraziamento speciale va ai direttori di gara Mattia Casali e Davide Pezzi per la gentilezza e la professionalità dimostrata.

Test match: Audace Calcio a 5 Verona – Bagnolo C5

Inizia l’avventura nella massima serie con la prima amichevole per l’Audace C5 Verona. Le ragazze di Carlos Giorgio Bruno hanno disputato un incontro di tre tempi (due di 25’ e una frazione aggiuntiva di 10’) contro il Bagnolo Calcio a 5, squadra che, dopo la promozione conseguita nella scorsa stagione, disputerà il campionato di Serie A2.

Un ottimo test sia per le rossonere che per le tigri, utile per cominciare a mettere minuti nelle gambe dopo le prime intense sedute di allenamento.

Il tecnico argentino delle scaligere ha fatto ruotare tutte le giocatrici di movimento, impiegando in porta Tunde Nagy nel primo tempo, De Berti nel secondo e concedendo a Sterza i dieci minuti conclusivi. Undici le reti realizzate dall’Audace, con Coppola a segno quattro volte e Pomposelli autrice di una tripletta. Due le firme di Biasiolo, mentre a completare il tabellino sono state le marcature di Rasetti ed Exana.

Così l’allenatore rossonero al termine del match: «Ho avuto sensazioni positive da questa prima partita, già il fatto di non aver preso gol è un aspetto che mi ripaga moltissimo del lavoro svolto in queste prime settimane. Mettere subito assieme tanti concetti non è semplice, però le ragazze hanno risposto bene, andando anche oltre le mie migliori aspettative, dimostrando impegno, serietà e voglia di imparare.Soprattutto, mi è piaciuto il fatto che le nuove arrivate si siano già integrate molto bene. C’è ancora molto da lavorare, ma siamo sulla strada giusta».

Anche la compagine bagnolese si ritiene soddisfatta: 

“Nonostante il punteggio finale, le giallonere si possono ritenere comunque soddisfatte per l’ottimo allenamento che ha dato modo alle bagnolesi di potersi cimentare con una formazione blasonata, imparando tanto. La squadra veneta, che sicuramente reciterá un ruolo da protogonista nella prossima serie A, ha dimostrato tutto il proprio potenziale mettendo sugli scudi giocatrici di altra categoria come Pomposelli, Exana e Coppola.

Per le ragazze di mister D’Alsazia è sicuramente stata una giornata da ricordare perchè non caputa tutti i giorni di aver l’opportunità di giocare contro altlete come quelle sopracitate.
È da queste partite che si impara a crescere, andando oltre al risultato finale.
Complimenti all’Audace, ai quali auguriamo un grande in bocca al lupo, ringraziandoli ancora per questa bellissima opportunitá!”
Altre due amichevoli contro formazioni di A2 attendono le scaligere e oggi, mercoledì 15, le vedremo impegnate in un’interessante sfida contro il Celtic C5, squadra di Serie D maschile. Impegno che potrà servire per aggiungere intensità al loro lavoro. Un appuntamento importante sotto il profilo fisico e atletico, per potersi avvicinare al livello delle migliori squadre del massimo campionato.
 
Il prossimo impegno delle Tigri, invece, andrà in scena il 18 Settembre nel triangolare che si terrà a Castelnovo Sotto tra le padrone di casa del Bagnolo, il Granzette (Serie A) e il Futsal Pistoia (Serie A2).

“Volevo essere Maradona” – Intervista a Valeria Ancione

Virginia De Vivo di RNP intervista la scrittrice Valeria Ancione, autrice del libro “Volevo essere Maradona” ispirato alla biografia della calciatrice Patrizia Panico.

Il libro immerge il lettore in un mondo visto con gli occhi di una ragazza che voleva giocare a calcio, quando questo sport a livello femminile non era ancora molto diffuso.

Si parla di una passione nata con il calcio di strada, con le porte improvvisate tra due zaini, e delle difficoltà incontrate lungo il cammino. 

Studiare in America, giocare a calcio, ma poi tornare o restare?

Sempre più ragazze decidono di fare una esperienza di studio e sport negli Stati Uniti. 

Da Eleonora Goldoni alla parmigiana Rita Marseglia sono passate per il programma di borse di studio organizzato dalle università statunitensi.

Ascoltiamo da altre protagoniste come Beatrice Abati e Raffaella Giuliano, ospiti della rubrica Ragazze Ribelli & Sport, i punti forti e i punti deboli del sistema calcio italiano e statunitense.

 

Nadia Nadim: La storia della calciatrice afghana fuggita dai talebani per giocare nel Paris Saint Germain

È diventata la prima giocatrice naturalizzata danese a unirsi ad una squadra di calcio femminile in Danimarca. Ha vestito i colori del PSG ed è stata ambasciatrice dell’Unesco. Oggi, a 33 anni, studia medicina. Per realizzare i suoi sogni, Nadia Nadim ha dovuto fuggire dal regime talebano instaurato in Afghanistan alla fine degli anni ’90.
Nadia ha prima giocato per squadre danesi e poi ha fatto il salto di qualità nel campionato statunitense, dove ha firmato per lo Sky Blue FC e successivamente per il Portland Thorns FC. Le sue buone prestazioni l’hanno portata al PSG.

Ci sono storie che ci portano a pensare al nostro posto di privilegiati da questo lato del globo. Quella di Nadia Nadim (Afghanistan, 1988) è una di queste.

In questi giorni, prima della recente riconquista del potere da parte dei talebani, ha condiviso con i suoi follower di Instagram un messaggio potente: “Intendiamoci: nessuno lascerebbe volontariamente la propria casa, i propri amici, i propri cari per andare in un posto dove non sarebbe nemmeno accettato”

https://www.instagram.com/nadi9nadim/

Oggi rabbrividiamo nel vedere come centinaia di afgani si siano ammassati all’aeroporto di Kabul per fuggire. Qualcosa di simile è accaduto a Nadia da bambina: è dovuta scappare con la madre e quattro sorelle dal regime talebano instauratosi in Afghanistan nel 1996. Suo padre, soldato dell’esercito afghano, era stato ucciso nel bel mezzo della guerra civile guerra e non ci fu scelta. Se fosse rimasta, sarebbe stata sottoposta alla rigida legge islamica, che vieta alle donne di lavorare o studiare e le obbliga a indossare il burqa per coprirsi dalla testa ai piedi.

In un’intervista all’agenzia EFE, Nadia afferma di aver avuto un’infanzia felice fino a che non si è resa conto della situazione sociale che si è verificata nel suo paese e questo le ha innescato dei ricordi spiacevoli. Dice che fino ad ora ricorda “l’odore dei corpi bruciati”. Per fuggire, ha dovuto ottenere un passaporto pakistano falso. La sua destinazione era Londra. Ha intrapreso un viaggio in minibus da Kabul al Pakistan e da lì si è imbarcata per l’Italia ma alla fine si è ritrovata in un campo profughi in Danimarca.

“Nessun minore dovrebbe passare attraverso questo, ma questa è la vita. In quel momento non potevo fare nulla, anche se ora sono felice di aver avuto una seconda possibilità e di aver superato quel trauma grazie alla mia forza mentale”,

ha detto Nadia. All’epoca non lo sapeva, ma arrivare nel paese nordico gli avrebbe aperto una serie di opportunità.

NUOVA VITA


Dopo aver vissuto tutta quell’odissea per essere al sicuro, Nadia Nadim ha attraversato un complesso processo di adattamento. Ha trovato la sua valvola di sfogo nel calcio, dopo aver visto alcune ragazze giocare con il pallone. In Afghanistan aveva già avuto contatti con questo sport grazie a suo padre e, senza immaginarlo, il campo profughi dove viveva è diventato il suo centro di allenamento.

“Accanto al campo profughi c’era un campo da calcio dove si allenava un club locale. Quando li ho visti suonare, mi sono detto, voglio fare lo stesso”,

racconta.

A dodici anni ha già dominato il pallone con la precisione degna di un calciatore professionista. È cresciuta ammirando le stelle brasiliane che sono state incoronate campioni del mondo, come Ronaldo e Ronaldinho. A 21 anni ottiene la nazionalità danese e viene convocata nella squadra femminile. A livello di club, ha prima giocato per squadre danesi e poi ha fatto il salto nel campionato americano, dove ha firmato per lo Sky Blue FC e successivamente per il Portland Thorns FC. Le sue buone prestazioni li hanno portati al Manchester City in Inghilterra e nel 2018 è stata assunta dal PSG, dove ha trascorso tre stagioni. Oggi gioca per il Racing Louisville FC negli Stati Uniti.

Insieme alla sua carriera sportiva, Nadia ha assunto il ruolo di ambasciatrice Unesco nel 2019. “Sono un miscuglio di due culture, di due paesi, ho entrambi in me, lo rifletto nel mio modo di pensare. Non sono afghana al 100%, né danese al 100% “, afferma. Allo stesso modo, sta per finire i suoi studi di medicina. Nel mezzo della difficile situazione che sta attraversando l’Afghanistan, la sua storia ci fa pensare, come ho detto in prima battuta, quanto siamo privilegiati del nostro posto nel mondo.

Ragazze Ribelli & Sport ©: Marta Carissimi

Marta ha iniziato a 9 anni nella squadra del paese, spinta dai compagni di classe che volevano giocasse con loro. Dopo il primo allenamento la società le ha subito fatto firmare il cartellino.
In deroga al regolamento, ha giocato fino a 15 anni con i pari età, poi è passata a giocare nel femminile al Torino, pensava di andare con la squadra primavera e invece a 15 anni si è ritrovata subito a giocare in prima squadra, in serie A.
6 mesi dopo la prima convocazione in Nazionale U19, con cui, negli anni, disputò due campionati europei e un mondiale di categoria.
In Nazionale A ha esordito a febbraio 2007 collezionando 56 presenze e partecipando all’Europeo di Finlandia 2009 e Olanda 2017.
Dopo 9 anni al Torino il passaggio a Verona, due anni lì, poi uno all’Inter e un’esperienza in Islanda. Di nuovo Verona, con cui vinse il campionato e poi alla Fiorentina. Due stagioni incredibili con scudetto e due coppe Italia e poi gli ultimi due anni al Milan, dove chiuse la carriera.
Diplomata al liceo scientifico e successivamente laureata in ingegneria Gestionale al Politecnico di Torino.
Un master in Management degli impianti sportivi e a breve sosterrà l’esame per l’abilitazione al patentino da allenatore UEFA B.
Lei è sempre stata consapevole che la carriera calcistica ha una vita relativamente breve e che sia quindi fondamentale formarsi per essere pronti al mondo del lavoro.
Inoltre, fino a pochi anni fa, erano quasi nulle le opportunità di lavoro nel mondo del calcio femminile.