RED BULLS CODOGNO: il mister Mattia Bonomi

Eccoci qui, oggi con Mattia Bonomi, mister dei RED BULLS CODOGNO che ci racconta la sua esperienza. 

Ho iniziato nel calcio a 5 da giocatore a 24 anni militando nelle fila del Diogene calcia a 5. Da li nasce tutto.  Una chiamata di un amico… e si accende la passione per questo splendido sport.

Qualche anno da calciatore tra la serie C2 e la D poi il classico brutto infortunio che in qualche modo ti obbliga a dire basta al campo, ma solo quello giocato perché la passione è tanta ed è così che 8 anni fa è “nata” la mia carriera da Mister.

In un primo momento come secondo di Mister Losi al Pro Piacenza C2 per poi passare al NEW LIFE CALCIA A 5 (SERIE D) dove centriamo al secondo anno la finale play off (purtroppo persa). Dopo tre anni  al NEW LIFE nella stagione 2017/18 ho incontrato e “sposato” in pieno il progetto dei RED BULLS CODOGNO società seria e ambiziosa fatta di Dirigenti che hanno voglia e credono in questo sport,

Quest’anno è il terzo anno che sono sulla panchina dei RED BULLS. Abbiamo iniziato un percorso a lungo termine e nonostante tutte le difficoltà del caso lo stiamo percorrendo.

RED BULL CODOGNO

Come imposti il tuo programma di allenamento settimanale?

Avendo a disposizione la squadra per un allenamento a settimana, cerco di preparalo nei minimi dettagli, ottimizzando al massimo il tempo che abbiamo a disposizione, cercando di inserire e toccare tutti i temi necessari,

Sicuramente sono un Mister che predilige il pallone per cui cerco sempre di inserire all’interno dei miei esercizi un gesto tecnico con il pallone anche se si parla di atletica,

Qual’è stata la partita che più ti ha regalato soddisfazioni nella tua carriera?

Potrei dividere la domanda sia da giocatore che da allenatore. Da giocatore sicuramente con il PALLAVICINO di mister Losi la partita che ha sancito la nostra vittoria del campionato. Gruppo fantastico e il mio gol prima del fischio finale è ancora per me un’emozione,

Da allenatore devo dire che non è facile sceglierne una in particolare ce ne sono diverse, Diciamo che sarà quella della promozione con i RED BULLS quando ci arriveremo! 😊 😊 😊

Cresi che la formazione e il mantenersi aggiornati sia importante per un allenatore o sia sufficiente l’esperienza sul campo?

Penso che siamo importanti entrambi. Credo che aver vissuto il campo e lo spogliatoio da giocatore ti permette di capire e comprendere alcune dinamiche che possono crearsi all’interno di esso, di come ci si possa sentire da giocatore e sicuramente questo è un aiuto per poter analizzare tutto quello che succede in un campionato. 

Formarsi fa sicuramente parte del lavoro di un Mister (mio pensiero) e credo sempre che rimanere aggiornati in tutti i modi e condividere quanto possibile con chi ha più esperienza può solo portarti vantaggi e migliorarti.

Hai qualche aneddoto particolare da raccontarci?

Aneddoti credo che ci potrebbe scrivere un libro e se ne potrebbero raccontare tantissimi come tutti in tutti gli sport. Sicuramente mi porto dentro tantissimi ricordi e tantissime esperienze belle e brutte che ogni tanto mi fa piacere ripensare, compagni di squadra che erano amici più che compagni.

Da Mister ora capisco meglio gli atteggiamenti dei miei mister passati e cerco di trasmettere ai miei ragazzi oltre che alla tattica il valore dello spogliatoio, il valore del gruppo che per me è più che essere una squadra con la maglia uguale…è essere compagni di “battaglie” dentro e fuori dal campo. Niente è più importante.

Ringraziamo Mattia che si è reso disponibile per questa intervista e Serafino Muraca che ha fatto da tramite. Alla prossima.

Area di rigore: conclusioni e combinazioni

Il possesso della palla al limite dell’area di rigore dovrebbe sempre essere pericolosa a tal punto da creare possibilità concreta di segnare goal. Questo esercizio è utile a far ragionare i ragazzi sulle varie decisioni che si possono prendere davanti all’area di rigore.

area di rigore

L’azione parte dall’attaccante centrale che effetta un passaggio uno due con il centrocampista. Sul passaggio di ritorno l’attaccante centrale passa la palla all’attaccante a destra o a sinistra. L’attaccante laterale può tirare in porta , dribblare o combinare con il perno centrale. L’attaccante opposto (che non ha ricevuto palla) deve muoversi rapidamente per diventare invece un difensore.

Nel far ruotare i ragazzi all’inizio è importante dare qualche indicazione. Ad esempio che il tiro in porta deve essere fatto velocemente sia al volo che rasoterra o con colpo di testa. L’importante è sottolineare l’impatto con la palla nonostante l’arrivo del difensore.

Siccome l’attaccante centrale è a supporto dell’azione dare indicazioni di tiro dopo un uno due a tagliare fuori il difensore (mentre prima di tirava più velocemente possibile adesso è opportuno guadagnare profondità prima di concludere l’azione.

E’ importante anche lavorare sui tempi e sugli spazi dell’inserimento dei giocatori in modo che l’impatto con il pallone avvenga con postura del corpo corretta.

Ritengo questo un esercizio semplice, divertente per i ragazzi ma allo stesso tempo impegnativo sia per la qualità del passaggio, la scelta del movimento, i tempi e gli spazi utilizzati, la ricezione e il tiro.

Offre sicuramente molti spunti su cui lavorare a seconda di quello che vogliamo sottolineare. Non dimentichiamoci poi della parte difensiva che per rapidità di azione e per velocità di scelta deve decidere come contrastare il più efficacemente possibile l’azione avversaria.

Propedeutico a questo esercizio (dipende sempre dalle età dei giocatori) potrebbe essere utile quest’altro esercizio sul tiro in porta dove i ragazzi tirano tutti in porta più volte da varie posizioni e in modi diversi.

Rimbalzo

Da una delle partite giocate nel weekend è emersa la necessità di lavorare sul passaggio, sull’uno due (rimbalzo) e sul possesso palla. I nostri avversari infatti forti di un campo molto ampio e sintetico (a cui noi non siamo abituati) ci hanno massacrato con ripartenze frequenti sui nostri errori di possesso giocando la palla con passaggi precisi e sfruttando le zone di campo che noi non riuscivamo a coprire.

Questa esercizio permette di allenare quindi la verticalizzazione delle giocate sfruttando gli errori degli avversari e provando a giocare palla avanti, palla indietro attraverso la finalizzazione in porta per abituare i ragazzi a creare spazi con il proprio movimento e una continua circolazione della palla. 

Rimbalzo

Dividiamo i giocatori in due squadre, una di sei e una di sette giocatori. La squadra di sette ha tre giocatori nell’area di gioco e un giocatore accanto a ciascuna porta. La squadra di sei a tutti nell’area di gioco e prima di tirare nelle porticine per segnare deve effettuare un possesso palla di cinque passaggi. L’altra squadra con i 3 giocatori deve fare pressione per interrompere il possesso avversario e in caso di riconquista della palla passarla ai propri compagni vicino alla porta per fare un uno due (rimbalzo) e segnare nella porticina.

Gli attaccanti hanno bisogno di buone abilità per pressare e forzare l’errore degli avversari . Nel momento poi che vincono la palla devono scegliere la zona giusta dove effettuare un buon passaggio per un proprio compagno vicino alla porta che “rimbalza” il passaggio per permettere il conseguente tiro in porta.

Ovviamente il numero dei giocatori può variare ed è opportuno cambiare spesso i 3 giocatori fanno pressione all’interno del campo ma è indispensabile far passare il concetto che sia per il possesso palla sia per la verticalizzazione e il conseguente rimbalzo (uno – due) prima di tirare in porta ci debba sempre essere un buon movimento del giocatore per creare quegli spazi necessari a gestire bene le proprie azioni.

Prima di questo esercizio ritengo utile lavorare anche sull’esercizio della sovrapposizione a due sempre per rafforzare il concetto di movimento e metterli in condizione di gestire il possesso palla in modo opportuno.

Calogero Perno: quando il treno fischia tre volte!!!

Oggi facciamo due chiacchiere con Calogero Perno, mister delle giovanili del Pontevecchio Calcio.

Mi chiamo Calogero Perno, ho 26 anni e da ormai 8 alleno nel settore giovanile. Da ormai due anni ho sposato il progetto della Pontevecchio Calcio, presso la quale sono sia l’allenatore degli esordienti U12 che il gestore del sito e dei social. Il lancio del sito internet in particolare è un progetto a cui tengo molto e che ho curato in prima persona, e che ritengo sia stato molto importante per connettere ancora di più le persone con quella che è la nostra attività. All’interno ho creato anche un gestionale per noi allenatori, su modello di quello del Bologna F.C. (la squadra della mia città), presso cui ho avuto modo e onore di svolgere tirocinio la scorsa stagione calcistica.

Calogero Perno

La Pontevecchio è una società molto in stile “grande famiglia” e crede in un’ideale di calcio molto inclusivo, che ben si sposa con quella che è la mia filosofia calcistica, in particolare sui giovani: tutti infatti, dovrebbero avere il diritto di poter giocare a calcio, a maggior ragione nelle realtà dilettantistiche. Un concetto che sembra scontato a parole, ma che nei fatti spesso viene purtroppo contraddetto: ancora oggi si sentono di bambini di 8-10 lasciati in panchina e non fatti entrare per tutta la partita, cosa peraltro vietata dalla federazione. Penso che per un ragazzino, a prescindere dalla bravura, non ci sia cosa più bella di avere un allenatore che creda in lui, lo faccia giocare e che lo incoraggi. Sono emozioni che non tornano più indietro. Una cosa che diceva sempre il presidente della sezione Aia di Bologna Aureliano (ah, ho dimenticato di dirvi che per due anni sono stato anche arbitro FIGC), è che non serve arrivare ai massimi livelli per godersi le partite che si affrontano, perché, nel nostro piccolo, quella è la nostra Serie A.

Questo credo sia verissimo anche con i ragazzini: la gioia di segnare le campo più scalcagnato della provincia, è per loro paragonabile a quella di segnare al Bernabéu o al Camp Nou. In tutte le squadre in cui sono stato, ho sempre lasciato dei gruppi molto affiatati e ancora oggi, nonostante siano passati anni, quando ci si ritrova ai tornei corrono incontro ad abbracciarmi: è per me sempre una grande gioia, è come se il tempo non fosse mai passato e loro siano ancora piccolini.

Calogero Perno
fbt

Da giocatore se dovessi scegliere un ruolo nella squadra allenata da te in quale sceglieresti di giocare?

Direi trequartista centrocampista centrale, ma anche come esterno d’attacco non me la caverei niente male. Da giovane ho avuto la fortuna di avere allenatori che mi hanno fatto sperimentare un po’ tutti i ruoli; spero di aver conservato la mia capacità di assist-man e sulle punizioni.

Come imposti il tuo programma di allenamento settimanale?

Abbiamo tre sedute settimanali, lunedì mercoledì e giovedì. Al lunedì lavoriamo un po’ di più sui gesti tecnici, le individualità e gli aspetti motori e coordinativi; al mercoledì facciamo un allenamento più “classico” di gruppo, mentre al giovedì ci concentriamo di più sulla partita e sugli aspetti tattici. Colgo l’occasione per ringraziare il mio secondo Tommaso Liverani, perché nonostante sia giovanissimo è veramente un pezzo pregiato del nostro staff tecnico: senza un valido collaboratore, una programmazione minuziosa come quella svolta finora non sarebbe stata possibile.

Quale è stata la partita che più ti ha regalato soddisfazioni nella tua carriera?

Davvero difficile dirlo, perché ogni partita con i ragazzi è un’emozione unica. Se proprio dovessi scegliere, direi la finale Pontevecchio-Cagliari dello scorso anno al torneo invernale della Fortitudo, perché fu la prima coppa vinta con i bimbi dal mio arrivo alla Pontevecchio. Fu una grande soddisfazione per i ragazzi perché li aiutò molto ad essere consapevoli delle proprie capacità e del percorso intrapreso fino ad allora.

Che cosa ti porti nel tuo essere allenatore del corso per il patentino di calcio a 5 che stai svolgendo?

Vorrei ringraziare tutti i docenti e i colleghi di questo corso di calcio a 5, perché durante lo svolgimento del medesimo sento di essere cresciuto molto come allenatore; penso di parlare a nome di tutti i corsisti infatti,
dicendo che abbiamo avuto la fortuna di trovare docenti molto preparati e disponibili, e colleghi molto collaborativi, simpatici e pieni di risorse. Soprattutto per uno come me, che finora si era occupato solamente di calcio a 11, devo dire che questo corso è stato molto illuminante sotto diversi aspetti, perché a problemi comuni, il futsal offre soluzioni nuove; preziose informazioni che custodirò gelosamente nel mio bagaglio di allenatore.

Dai, prima di concludere l’intervista raccontami un ricordo, una particolarità, un aneddoto della tua da allenatore.

Il nostro campo di allenamento si trova a ridosso di una collinetta dove si trovano i binari della ferrovia, e mentre ci alleniamo passano molti treni merci a velocità contenuta, e capita che ogni tanto i macchinisti si fermano qualche istante incuriositi.

Un giorno, durante la partitella di allenamento, c’era un rigore; inutile dire che il treno si è fermato. Fischio, tiro e.. parata! A quel punto alle gioie del mio portierino Paolo (che saluto), si sono aggiunte quelle del capotreno, che prima di ripartire ha dato il fischio al treno tre volte, e si è affacciato al finestrino gridando “GRANDEEE!”. Ci ridiamo su ancora oggi.

Un grosso grazie a Calogero per la sua capacità di emozionare (ed emozionarsi), coinvolgere e stupire e un in bocca la lupo per il proseguo della stagione aspettando altri treni pronti a fischiare…vamooooossss!!!

Grazie te Paolo, e complimenti per il tuo ottimo lavoro. Un saluto a tutti, in particolare ai “colleghi” del corso di calcio a 5 di Bologna.

La deviazione: dall’analitico al situazionale

Eccoci qui con una proposta didattica che vede protagonista Lorenzo Squizzi. Il 27 aprile infatti grazie all’organizzazione di Gino Cervi referente a Parma per l’associazione Apport (associazione italiana preparatori portieri) ci si ritroverà sul campo per misurarci sull’argomento della deviazione.

deviazione

La professionalità di Lorenzo Squizzi  preparatore dei portieri del Chievo Calcio (in carriera ha totalizzato complessivamente 44 presenze in Serie A e 153 in Serie B con all’attivo la vittoria di un campionato di serie B e  una coppa italia e la vittoria di un campionato italiano di serie A) sarà a disposizione dei presenti per interagire sia sul campo che in aula con le dinamiche che vedono i portieri impegnati nel fondamentale gesto della deviazione.

Vi aspettiamo numerosi!. 

Calcio a 9: la formazione 3 – 2 – 3

Da un paio di anni la figc ha impostato i campionati esordienti (entrambi gli anni) a calcio a 9. A mio avviso, soprattutto,  nel secondo anno esordienti, è fondamentale prepararsi comunque anche per il calcio a 11 in modo da non arrivare spaesati alle dinamiche tipiche e alle dimensioni dei campi che trasformano il calcio a 11 di fatto in un altro sport rispetto al calcio a 9.

Se si pensa di utilizzare nel calcio a 11 il modulo 4-3-3 si può utilizzare il modulo 3 -2-3 nel calcio a 9 in modo da preparare meglio i ragazzi al passaggio. I moduli sono molto simili e nel passaggio è sufficiente inserire un difensore e un centrocampista in più.

E’ importante che i giocatori passino da una posizione all’altra in modo da avere una idea chiara di ciò che i giocatori devono fare in quelle posizioni aumentando le probabilità che siano protagonisti sia in difesa che in attacco sviluppando lentamente la loro conoscenza di questo modulo di gioco. 

I pro di questo modulo sono la possibilità di creare  molti triangoli naturali con un gioco veloce rivolto all’attacco e molte opzioni per aggirare la difesa avversaria (tre attaccanti supportati da due centrocampisti ed eventuale sovrapposizione dei terzini).

I contro di questa formazione è avere un centrocampo leggero se gli attaccanti non tornano a dare una mano e con possibilità di creare buchi a centrocampo se in fase di non possesso la coppia del centrocampo si è alzata in attacco e la difesa non li ha seguiti accorciando le distanze tra i reparti.

Calcio a 9

Con questo modulo bisogna lavorare molto sui contropiedi avversari perché con soli due centrocampisti la difesa può essere superata facilmente. 
I due centrocampisti sono infatti fondamentali per questa formazione. Con loro bisogna lavorare molto sulla fase di spinta con i tre attaccanti ma anche sulla fase di ripiego facendoli posizionare in fase di non possesso dietro la linea della palla.  Dal punto di vista dell’attacco invece abbiamo i tre attaccanti con due ali e un attaccante centrale che può essere supportato dai due centrocampisti centrali e da due eventuali sovrapposizioni dei terzini. 

Ricapitolando quindi in questo modulo 3 – 2 – 3 in fase di attacco: 

  1. I terzini hanno spesso molto spazio davanti a loro da riempire, supportando il centrocampo e gli attaccanti
  2. Il difensore centrale ha molte opzioni di passaggio per impostare un attacco e, se può vedere un percorso chiaro verso il suo centro in avanti, dovrebbe cogliere l’occasione per un passaggio lungo
  3. Il tasso di lavoro della coppia a centrocampo è la chiave per far funzionare la formazione. Sono il punto focale dei passaggi e delle triangolazioni tra difesa e attacco 
  4. Con tre in attacco le opzioni sono molte. La squadra può avere tre centrali o due centrali o giocare con un attaccante centrale e due ali
  5. Se la squadra segue il primo principio di attacco diffondendo in lungo e in largo, il portiere avrà molte posizioni  per effettuare il primo passaggio.  A me piace comunque partire dal basso dando precedenza a uno dei difensori larghi sulla fascia con un centrocampista che viene ai limiti della difesa per creare altra opportunità di triangolazione. 

Mentre in fase di difesa:

  1. I terzini si allargano in fase di possesso ma altrettanto velocemente si devono stringere in fase difensiva in modo da proteggere la porta e allargare l’azione avversaria 
  2. Il difensore centrale deve rimanere alto per creare un triangolo difensivo con la coppia di centrocampisti
  3. La coppia di centrocampo deve poter proporsi ma anche venire a sostegno del difensore centrale in modo che siano nella posizione migliore per proteggere il portiere. 
    In fase di non possesso è molto importante che i tre attaccanti sviluppino pressione a centrocampo per riconquistare la palla velocemente e spingere gli avversari a fare errori in impostazione. 
Calcio a 9

Se ci pensate bene inserendo un difensore e un centrocampista in più il modulo 4 – 3 – 3 nel calcio a  11 ha molte delle caratteristiche indicate sopra. Certamente cambiano alcune dinamiche di giropalla e di strategia complessive ma ci sono anche molte similitudini che possono aiutare i ragazzi nel passaggio tra il calcio a 9 e il calcio a 11 (posizione, coperture, triangolazioni, gioco d’attacco, ecc…).

Scalpo: cinquant’anni e non sentirli!!!

L’altro giorno ho partecipato ad un incontro tra mister in una piccola società in provincia di Modena ed ho sorriso con piacere quando tra le varie proposte di riscaldamento dei ragazzi è saltato fuori come proposta il gioco dello scalpo. 

La passione con cui il mister (poco più di ventenne) spiegava questo gioco mi ha scaldato il cuore ripensando dall’alto dei miei 50 anni che era un gioco che facevo fin dalle elementari e mi piaceva molto perché pur coinvolgendo tutta la squadra esaltava le doti atletiche e strategiche dei singoli.

Scalpo

Anche se molto conosciuto è obbligatoria qualche spiegazione del gioco. I partecipanti sono divisi per squadre ed hanno una pettorina (scalpo) inserito nei pantaloncini dalla parte della schiena. I giocatori al fischio del mister devono muoversi e dovranno cercare di rubarsi  la pettorina senza farsi sfilare la propria.

Se la pettorina di un giocatore viene rimosso, è fuori dal gioco.

Ogni pettorina rubata corrisponde ad un punto assegnato alla squadra di appartenenza del giocatore che ha sfilato la pettorina all’avversario. Vince la squadra che elimina tutti gli avversari o che totalizza il punteggio migliore dopo un determinato tempo di gioco.

E’ un buon riscaldamento per mettere i giocatori nella mentalità giusta in vista della partita o dell’allenamento.

Ricordo che prima di giocare ci si metteva d’accordo per proteggersi o per andare all’attacco di determinate persone della squadra avversaria (in genere i più pericolosi). Tuttora lo ritengo molto utile per vedere le capacità organizzative dei ragazzi e l’evolversi delle varie strategie.

Scalpo

Per esperienza meglio definire regole precise per i ragazzi in modo che non si creino dubbi di alcun tipo (accadeva anche quando ero piccolo!).

Chi viene preso è meglio che si sieda per terra o in un punto fuori dal campo in modo che chi gioca possa vedere chi è fuori combattimento. 

Stabilire un punto di raccolta per gli “scalpi”  in modo da poter consegnare gli scalpi conquistati e di evitare imbrogli per vedere chiaramente chi è in lotta e chi no.

Da Mister ma anche da giocatore incallito penso sia molto importante fare poi la sintesi del gioco evidenziando alcuni principi di tattica: 

– chi combatte da solo finirà sempre per farsi prendere, qualunque sia la sua forza e la sua astuzia. Forse avrà fatto bella figura, ma non sarà servito alla sua squadra;

– una squadra che agisce unita, con i deboli inquadrati coi forti e la schiena protetta, e che manovra con una strategia precisa concordata prima è praticamente invincibile.

Grazie al giovane mister che vivendo con passione il gioco dello scalpo mi ha fatto rivivere le emozioni di quegli anni passati e rinnovato l’utilità di un gioco efficace, atletico e tattico….divertimento assicurato!

Soluzioni su rimessa laterale

Marco Rossi, direttore sportivo dell’IC Futsal (militante nella serie C1  del campionato di calcio a 5 Emilia Romagna) ci porta oggi qualche esempio di allenamento e soluzioni su rimessa laterale.

Nel calcio a 5 tutte le palle da gioco fermo (inattive) rivestono un ruolo molto importante e spesso determinante ai fini del risultato, perché possono essere programmate ed è quindi assolutamente giustificato un allenamento specifico sulle rimesse laterali.

Per la corretta riuscita della rimessa laterale oltre alle indicazioni “tattiche” dei vari movimenti da poter eseguire, risultano fondamentali le caratteristiche dei propri giocatori e la disposizione avversaria. Determinante saranno sicuramente: la lettura della difesa per effettuare una corretta scelta, la qualità del giocatore che effettua il passaggio e il piede preferito dello stesso , lo sfruttamento delle caratteristiche dei giocatori in campo abbinate al posizionamento.

Soluzioni su rimessa laterale

Possibili soluzioni su rimessa laterale nella metà campo difensiva senza pivot si potrebbe avere con il giocatore A (destrorso) che passa a B (destrorso) che a sua volta cambia gioco per C ed esegue un taglio tra le linee per poter fare un uno due con C. Nel frattempo A va ad occupare lo spazio inizialmente occupato da B a sostegno di C

Questo sviluppo permette ovviamente anche altre soluzioni. Se ad esempio la palla arriva sul lato al giocatore C il pivot D prende posizione tra linee portandosi nel centro del metà campo difensive e il giocatore B corre in profondità sulla parallela di C mentre A correrà sul lato opposto per poter ricevere palla alta incrociata da C a questo punto C avrà soluzione tra le linee con D parallela con B o cambio gioco su A.

Soluzioni su rimessa laterale

In questo caso si ha un altra soluzione possibile partendo sempre dalla metà campo difensiva effettuando la ricerca diretta della profondità sul pivot con possibilmente battitore e pivot destrorsi.

Per quanto riguarda invece possibili soluzioni nella metà campo offensiva contro difesa a uomo potremmo avere il giocatore H taglia e blocca il difendente di D, C (mancino) esegue una corsa larga per poter calciare sul tocco di rimessa a questo punto D (mancino) dopo avere fintato corsa cambia direzione con contro-movimento e viene a calciare possibilmente all’altezza del palo in modo da dover semplicemente cercare il giusto impatto con la palla. Questo gioco si apre a tantissime soluzioni come ad esempio H che blocca il marcatore di C per il tiro di quest’ultimo oppure lo stesso blocco finto da H sul difendente di C per continuare la corsa e riceve direttamente da A nel cuore dell’area.

Contro una difesa a zona invece propongo questa soluzione in cui A ( destrorso) tocca per H (mancino) che gioca la palla per il movimento di C e prosegue la sua corsa in parallela oppure come già visto precedentemente può suolare per A che a questo punto sarà lui ad imbucare per C . Una volta che la palla arriverà a C quest’ultimo potrà tirare direttamente oppure fare 1-2 con H oppure coprire la palla e aspettare il rimorchio per il tiro di A.

Per quanto concerne l’allenamento specifico reputo che inizialmente sia opportuno, dopo avere visto supporti come video o lavagnetta, provare le rimesse senza contendenti in modo che i giocatori possano apprendere i movimenti da eseguire.
Successivamente è fondamentale che si provino in maniera situazionale, con i difendenti, per simulare il gesto in maniera più reale possibile e così che si possano capire i tempi e gli spazi delle giocate che sono fondamentali al fine della riuscita corretta della palla inattiva.
Infine per allenare il gesto possiamo prevedere delle esercitazioni che tendano a sviluppare condizioni nelle quali le rimesse vengano battute con maggiore frequenza come ed esempio una partita 3 vs 3 o 4 vs 4 a 2 o 3 tocchi con 4 sponde che giocano tutte con chi ha il possesso nella quale ogni volta che la palla esce dalle linee perimetrali viene ripreso il gioco con una rimessa dalla sponda più vicina.

Un ringraziamento particolare a Marco che con disponibilità e competenza ci ha illustrato alcune possibili soluzioni su rimessa laterale.

Nonostante in campo, durante le partite, si sentano spesso le sue urla rimane sempre un personaggio genuino, trasparente e in grado di creare quell’armonia giusta per amalgamare e far crescere qualunque gruppo.

Grazie Marcone soprattutto per le mille risate che non si riesce a trattenere quando si e in tua compagnia. Vamooooooosssssssss

Difensori protagonisti dell’azione

In questo esercizio lavoriamo sugli esterni in modo da rendere i difensori protagonisti dell’azione facendogli portare palla e con il movimento creare possibili situazioni di sovrapposizione utili al centrocampo e alla manovra nel suo complesso. 

Difensori protagonisti

Si dividono i giocatori in due gruppi come in figura. Il primo giocatore corre con la palla prima di passarla attraverso una porticina fatta dai coni al primo giocatore della fila opposta che ripete l’esercizio sull’altro lato.

Una volta che un giocatore ha completato il suo passaggio, si unisce in coda all’altro gruppo.

Un successivo sviluppo è mettere in condizioni di pressione il portatore di palla.

Difensori protagonisti

Entrambi i gruppi iniziano con una palla contemporaneamente. Dopo che il primo giocatore controlla la palla (giocatori A e C) e inizia a correre il giocatore della sua fila immediatamente dietro a lui nel gruppo (giocatori B e D) lo insegue per togliergli il pallone.

Il difensore dovrà quindi come nell’esercizio di prima passare la palla attraverso la porticina fatta dai coni nonostante la pressione del giocatore che lo insegue.

Siccome si gioca con due palloni bisogna stare attenti alla gestione dei passaggi tra le due file in modo da non creare confusione. Assicuriamoci anche che tutti giocatori si alternino tra la corsa con la palla e l’inseguimento.

A seconda dell’età dei partecipanti e della tecnica è necessario variare la lunghezza del tragitto e la larghezza della porta per evitare dispersioni inutili dovute alla dimensioni dell’esercizio.

Il mister deve sottolineare la tecnica di portare palla spingendola bene in avanti, correre in linea retta, usare il minor numero di tocchi possibili e incitare i ragazzi ad allargare l’anca per poter effettuare un passaggio corretto attraverso la porticina.

Difensori protagonisti

In una successiva partitella su un campo diviso in tre zone giochiamo un 6 contro 6. I giocatori sono disposti con 3 difensori più un portiere nella zona difensiva e 2 attaccanti nella zona di attacco.

Dopo due passaggi uno dei difensori può portare palla nella zona di mezzo e attaccare insieme ai due attaccanti la difesa della squadra avversaria.

Se gli avversari riconquistano il pallone il difensore torna nel suo campo senza poter ostacolare l’avversario nella zona di mezzo.

Se la palla esce dal gioco o viene segnato un goal, il gioco ricomincia dal portiere.

E’ importante sottolineare come sia necessario far girare la palla in difesa per creare l’opportunità di liberare il difensore esterno e riuscire quindi ad attaccare gli avversari.

Il gioco di prima, riuscire a variare la velocità di corsa e giocare a testa alta sono le situazioni più probabili da correggere per chi è in possesso palla.

Chi vince regna

Chi vince le partite sui campi esterni avrà la possibilità di segnare nel campo principale. Chi vince regna è un ottimo esercizio per gestire la palla soprattutto usando le abilità di movimento e di smarcamento con l’obiettivo di andare a segnare il prima possibile.

Chi vince regna

Nel campo principale si gioca un partita 4 contro 4. Negli altri tre campi più piccoli si giocano 3 partite 2 contro 2 con l’obbligo di segnare 3 goal per avere il diritto di giocare sul campo principale. Quando questo avviene la coppia che ha segnato 3 goal va a dare il cambio a un paio di compagni che stanno giocando nel campo principale e si scambiano i posti.

La partita da vincere è quella nel campo principale. Una regola che di solito metto è che il risultato della partita finale è valido se tutte le coppie dei campi esterni hanno partecipato almeno una volta al gioco nel campo principale.

Se questo non dovesse avvenire tolgo 3 goal per ogni coppia che non è riuscita a partecipare.

Se non ho abbastanza ragazzi gli abbinamenti non sono rigidi, posso trasformare i 2 contro 2 in 1 contro 1 oppure il 4 contro 4 in un 3 contro 3. L’importante è avere chiari gli obiettivi su cui poter lavorare nei campi esterni.

Nell’esercizio proposto infatti le partite con il 2 contro 2 sono fondamentali per gestire sia in fase difensiva che offensiva la collaborazione con il compagno. La copertura per evitare passaggi filtranti, il temporeggiare per allargare la corsa dell’avversario, Stare più o meno vicini all’avversario sono tutte situazioni da evidenziare ai ragazzi mentre giocano le partitelle in modo da rafforzare la loro analisi della situazione.

Quando poi si troveranno a giocare nel 4 contro 4 dovranno abituarsi velocemente a collaborare con più compagni ed è importante abituare i ragazzi ad un continuo cambiamento di situazione in modo da avvicinare alle scelte e alle strategie da adottare in partita sia dal punto di vista offensivo che difensivo.

Ogni allenatore, quindi, nell’esercizio chi vince regna con la propria capacità di osservazione ed analisi, potrà estrapolare da questi campi di gioco (sia i campi esterni che quello centrale) le “situazioni” che ritiene importanti per sottolineare principi e comportamenti rispetto alle decisioni che prendono i ragazzi.