Zone di non contrasto

Partitella d’allenamento che utilizza delle zone di non contrasto per far guadagnare tempo al giocatore per pensare a dove passare.

Zone di non contrasto

Dividiamo i giocatori in due squadre da cinque. Ogni squadra ha 2 difensori nella zona davanti alla porta, 2 centrocampisti nella zona centrale e 1 attaccante nella zona finale. La squadra in possesso può entrare in qualsiasi zona ma la squadra in difesa deve rimanere nelle proprie zone.

Nelle transizioni di gioco la squadra che perde palla deve rientrare rapidamente nelle zone di appartenenza. In fase di impostazione i giocatori non possono rimanere troppo tempo con la palla nelle loro zone (massimo 10 secondi) ed è limitato (5 secondi) anche il tempo che possono restare nelle zone di non contrasto.

L’obiettivo principale è far pensare i ragazzi in fase di possesso tentando di guardare il più possibile il campo e gli spostamenti dei loro compagni di squadra. Devono cercare un buon passaggio e anche andare a smarcarsi nelle zone di campo libere per poter ricevere a loro volta il pallone.

Più i ragazzi sono giovani più è importante che il giocatore in possesso utilizzi la ziona di non contrasto per guadagnare tempo per pensare a dove passare.

Difendere i cross in area

Dopo aver visto la partita Parma Inter ieri sera ed aver visto tanti cross in area non coperti adeguatamente dai difensori ho pensato a questa esercitazione per allenarsi a difendere i cross in area e liberare la palla nelle aree del campo che danno ai difensori il tempo di rimettersi in posizione e coprire il pericolo.

cross in area

Cinque attaccanti vanno contro 6 difensori e un portiere. I difensori partono accanto alla porta e non possono entrare nelle fasce laterali. Gli attaccanti cercano di segnare dai cross in area fatti dai compagni che sfruttano invece le linee laterali.

I difensori non entrano tutti insieme in area ma due difensori da entrambi i lati della porta si uniscono per fermare l’attacco solo quando il cross arriva in area di rigore. I difensori se recuperano la palla non escono palla al piede ma devono liberare la palla mandandola in zone del campo in avanti che battezzano (es. difensore prima di colpire la palla urla centrocampo a sinistra) per permettere il corretto recupero della posizione dei difensori.

Il mister deve lavorare sulla comunicazione tra i giocatori della difesa soprattutto, sulla posizione da tenere, sulla lettura delle traiettorie e sulla precisione del lancio in avanti. Negli ultimi anni tanti allenatori e la Figc stessa puntano su una copertura preventiva sui cross in modo da uscire dall’area se si riconquista la palla con una serie di passaggi per costruire dal basso l’eventuale ripartenza.

Nella partita di ieri sera secondo il mio parere tante soluzioni da cross da una parte e dall’altra sono state lette secondo questo principio lasciando però possibilità agli attaccanti o ai centrocampisti di inserirsi e poter tirare in porta,

L’esercitazione proposta porta ad avere nel momento giusto superiorità difensiva e rilancio ragionato per lanciare il contropiede ma soprattutto per allontanare la palla dall’area e potersi posizionare al meglio per evitare eventuali ribattute e giocate uno contro uno pericolose che potrebbero rivelarsi pericolose.

Gli attaccanti ovviamente possono passarsi la palla tra di loro prima di fare l’azione del cross. Nel frattempo i difensori che possono entrare in area (cioè 2 su 6) si muovono per posizionarsi e reagire al movimento della palla.

Quando l’attaccante entra nelle fasce laterali per effettuare il cross i difensori rimasti a bordo campo (4 su 6) devono leggere la traiettoria e tentare di anticipare la palla.

Se ne entrano in possesso devono dirigerla con un lancio lungo nella posizione del campo che dichiarano urlandolo prima di calciare. per permettere agli altri difensori di posizionarsi correttamente.

Tattiche di non possesso

Stabilire tattiche di non possesso è importante per  fare in modo che gli avversari possano essere costretti in zone meno pericolose per la nostra squadra quando dobbiamo difendere in modo da poter indirizzare il gioco forzandolo in aree del campo più facili da controllare. 

Tattiche di non possesso

Formiamo due squadre da 4 giocatori difensori (rossi) e attaccanti (neri). Il gioco inizia con il difensore che effettua un passaggio all’attaccante e al primo tocco il difensore deve cercare di riconquistare il possesso e allo stesso tempo allontanare l’attaccante dalla porta.

Il mister farà lavorare i ragazzi sulla posizione del corpo da parte del giocatore in difesa che si deve posizionare tra l’attaccante e l’obiettivo e sulla pressione per allontanare l’attaccante.

L’attenzione a non farsi dribblare e quindi l’insegnare ad andare velocemente in pressione ma anche la capacità di fermarsi alla dovuta distanza sono fondamentali.

E’ fondamentale saper correre velocemente in avanti con consapevolezza.  ( lo spazio di vicinanza deve quantificarlo il difendente nella situazione) e saper  fintare  l’intervento di entrata  sulla palla nell’attesa di un eventuale intervento sicuro.

Attacco e difesa

Questa esercitazione aiuta  i giocatori a cambiare ruolo tra attacco e difesa e viceversa il più rapidamente possibile creando continui 2 contro 1.

Attacco e difesa

Dividiamo i giocatori in due squadre giocando con i portieri. I giocatori della stessa squadra sono posizionati alle estremità opposte in diagonale. Una squadra parte a fare la parte di attacco ed ha due giocatori (rossi) contro uno (blu) della squadra che gioca in difesa.

I giocatori per entrare in campo devono correre intorno al campo prima di raggiungere il pallone. Se vincono i rossi si gioca un 2 contro 1 fino a che la palla non entra in porta o esce o per un tempo limitato dettato dal mister.

Se invece il difensore blu vince la palla, gli attaccanti rossi escono dal gioco ed entrano in campo senza fare il giro due giocatori (uno per i rossi e uno per i blu) cambiando il rapporto 2 contro 1: i blu adesso sono gli attaccanti e il rosso diventa il difensore.

Per tenere attenti i ragazzi che non sono coinvolti un successivo sviluppo potrebbe essere quello di chiamare dopo un certo tempo altri due giocatori (uno per squadra) e trasformare il 2 contro 1 in un 3 contro 2  e ovviamente, a seconda delle età, delle abilità e delle dimensioni del campo anche un 4 contro 3.

E’ utile specialmente dai giovanissimi in su dividere le squadre battezzando già la difesa e l’attacco in modo opportuno a seconda dei giocatori che si trovano più a loro agio con la palla.

I ragazzi devono essere stimolati in genere sulla comunicazione tra di loro, cambiare atteggiamento tra il ruolo di attacco e di difesa e soprattutto sul decidere velocemente.  

Cambiare passo e reagire

Quando una squadra vince o perde palla, deve cambiare passo e reagire. In questa esercitazione i difensori devono reagire velocemente o prenderanno un tiro in porta ed un possibile goal.  Il mister deve incoraggiare le squadre  a chiudere il centro del campo, per forzare il gioco lontano dalla porta.

Giochiamo con il portiere in porta, sette giocatori rossi e cinque blu. All’interno del quadrato si posizionano 3 giocatori rossi e unno blu. Altri 4 giocatori blu attorno al bordo del quadrato e due giocatori rossi vicino alla porta e due giocatori rossi fuori dal quadrato all’altra estremità.

I giocatori blu devono fare cinque passaggi tra loro e attaccare la porta che i rossi stanno difendendo, ma i rossi possono usare solo i due difensori a fine area e non i due giocatori larghi. Se invece i rossi vincono la palla possono usare i giocatori larghi ma non i due giocatori vicini alla porta che i blu stanno difendendo.

Questo allenamento serve per per stimolare le reazioni dei giocatori al cambiamento delle situazioni e aiuta a mostrare come la pressione sulla palla impedirà il movimento in avanti e come tornare indietro velocemente per sostenere il gioco.

E’ importante che il mister sottolinei e curi la corsa dei difensori che escono per contrastare il portatore di palla avversario. L’uscita deve avvenire con i tempi giusti.

Dopo una prima fase di conoscenza e ambientazione è importante stimolare la fase di transizione con attacco veloce ed adattamento difensivo immediato.

Tiro da lontano

Partitella 8 contro 8 per insegnare ai giocatori a tirare da lontano. Tenere un po di palloni a lato del campo per evitare che si perda intensità quando la palla esce. Il mister deve richiedere ai giocatori di prendere decisioni e reazioni rapide. I giocatori dovrebbero cercare costantemente lo spazio per ricevere la palla e tirare. Più giocatori tirano, più possibilità ha la squadra di segnare gol. 

Tiro da lontano

Dividiamo i nostri giocatori in una partitella 8 contro 8 giocando nella zona centrale. La squadra in possesso cerca di creare opportunità di tiro, ma inizialmente può tirare solo dalla zona centrale. L’unico momento in cui i giocatori possono entrare nell’area è per raccogliere un passaggio dal loro portiere senza opposizione, o seguendo la palla per evitare una possibilità di segnare. Se la palla esce a bordo campo dell’area di tiro, la squadra che ha vinto la palla batte la rimessa laterale nella zona centrale.

Quindi un’ipotetica azione parte con un giocatore che entra in area per ricevere un passaggio dal suo portiere. Passando ai suoi compagni tentano di creare un’opportunità di tiro senza entrare nell’area avversaria.

Un giocatore può entrare in area solo sulla ribattuta del portiere o su un eventuale rimbalzo dei legni della porta. Attaccanti e difensori devono quindi stare attenti sulla eventuale ribattuta e reagire per fare goal o impedire che questo accada.

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Restringi l’angolo

In questo articolo voglio dare qualche indicazione per migliorare la capacità del portiere di uscire dalla linea di porta per spingere l’attaccante in avanti e restringere gli angoli di tiro.  Se un attaccante ha meno punti a cui mirare, segnare gol sarà inevitabilmente più difficile.

Il mister deve lavorare sulla mentalità positiva del portiere per indurlo a rubare il vantaggio all’attaccante assumendo una posizione che gli consenta di uscire dalla linea di porta alla massima velocità per restringere l’angolo di tiro.

Restringendo l’angolo, un portiere riduce lo spazio tra sé e l’attaccante e, a sua volta, interferisce con la visione della porta dell’attaccante.

Quando esce dalla linea, un portiere deve stare in piedi e mantenere la sua posizione per mettere l’attaccante sotto pressione per battere il portiere con il suo tiro.

Restringi l'angolo

L’esercizio inizia con il portiere lancia la palla a un attaccante e poi si sposta fuori dalla linea per restringere l’angolo. L’attaccante deve cercare di segnare al volo.

Al giro successivo per progredire il portiere lanciano la palla con rimbalzo all’attaccante che hanno un tocco per controllare la palla e tirare. Il portiere si sposta sempre fuori dalla linea per restringere l’angolo.

Un successivo sviluppo è dare la possibilità all’attaccante di cambiare angolo di tiro e quindi anche il portiere deve cambiare posizione con un rapido movimento di gambe per effettuare la parata.

Restringi l'angolo

Il primo giocatore nella linea dei difensori (D) passa una palla a sinistra e nello spazio per l’attaccante (A1) poi torna indietro per cercare di fermare il tiro. Il portiere deve uscire dalla linea e restringere l’angolo per l’attaccante.

Il portiere e il difensore devono collaborare per fermare il gol dell’attaccante.

Per il successivo attacco, il difensore prende lo spazio dell’attaccante e il nuovo difensore deve passare a destra all’altro attaccante (A2).

In una partitella finale dividiamo il campo in tre zone, come mostrato nell’immagine in basso.

Restringi l'angolo

La partita si gioca principalmente nella zona centrale con l’obiettivo di irrompere nell’area finale per tirare in porta.

I portieri devono rimanere all’interno della loro area. Le aree sono suddivise in tre. Quando i giocatori del campo centrale entrano nell’area devono rimanere nella zona difensiva in cui sono entrati e tirare in porta entro due tocchi in una situazione di 1 contro 1 con il portiere.

Inserimenti da centrocampo

Esercizio adatto ad aiutare gli inserimenti da centrocampo per entrare in area e per segnare goal. Correre in avanti, giocare in combinazione con gli altri centrocampisti, avere un buon movimento, un buon controllo ravvicinato e passaggi rapidi e precisi sono tutti elementi importanti in questo esercizio.

Inserimenti da centrocampo

I giocatori S4 e S2 hanno la palla mentre i giocatori S1 e S3 no. Si preparano i 4 attaccanti con una palla ciascuno. Il primo attaccante (A1) prende la palla e la passa al giocatore S1 poi si gira e riceve la palla dal giocatore S2. Avanza passando la palla al giocatore S3 e girandosi ancora riceve la palla dal giocatore S4 e poi corre nel area e tira in porta.

Il secondo attaccante (A2) ripete la stessa sequenza ribaltata. Passa la palla passa a destra (S2 e S4) invece che a sinistra e riceve la palla dai giocatori di sinistra (S1 e S3).

Quando i 4 attaccanti hanno fatto cambiano posizione con i 4 difensori e viceversa.

A seconda delle età si possono inserire diverse varianti. Particolarmente adatta al movimento del centrocampista è quella di aumentare l’ampiezza della giocata aumentando la distanza tra i giocatori che trasmettono e ricevono il pallone.

Inserimenti da centrocampo

Un successivo sviluppo è quello di giocare una partitella dove il centrocampista crea superiorità e si inserisce in un 3 contro 2 con i portieri. Il centrocampista gioca un uno – due con uno degli attaccanti e attira il difensore passando dal centro o fuori. Una volta che ha creato lo spazio, attraversa per l’attaccante libero o gioca un altro uno-due per lui nell’area. Non è consentito tirare da fuori area.

Davide Domeniconi: più per fare che per apparire!

Arrivo alla domenica mattina davanti alla casa di Prelerna diventato rifugio importante dai ritmi della città per Davide e la sua famiglia. Dobbiamo scendere “alla Bassa” per bere una birra con i compagni di corso ma, come al solito,  io sono in ritardo e devo ancora finire di preparare l pacchi per le varie stupidate da distribuire durante il pranzo per fare un po di festa tra di noi.

Non c’è bisogno di dire più di tanto. Con i piedi sotto la tavola in pochi minuti vengo accolto, rifocillato e davanti al caffè caldo ci ritroviamo coinvolgendo la famiglia ad impacchettare e smistare le varie cose. Sinceri, pratici, accoglienti. Così è Davide e così è la sua famiglia.

Partiamo e Davide racconta, restando in clima montanaro, di aver “arato” per 4 lustri i peggiori campi calcistici di Parma e Modena, sia in seconda e terza categoria che negli amatori. Al termine del campionato 2008-09 la decisione di terminare l’attività agonistica.

Come sei diventato mister?

Conclusi la “carriera” calcistica facendo anche da allenatore nella squadra di terza categoria dove avevo giocato gli ultimi anni a San Vito di Spilamberto a Modena. Il direttore sportivo del Vicofertile Ugolotti sapendo di questa mia esperienza e conoscendomi come genitore di una loro atleta, mi ha contattato per entrare nei loro quadri come allenatore e fu una richiesta che accettati con molto entusiasmo.

Per conoscerci reciprocamente, il primo anno feci il secondo al tecnico della prima squadra (Mr. Miodini), poi l’anno successivo mi affidarono la juniores provinciale e nei due anni seguenti allenai l’annata 1997, con i quali partecipammo al campionato giovanissimi ed allievi provinciali.

Poi passai alla società Fraore, dove mi affidarono l’annata 2000, con i quali partecipai a due campionati Giovanissimi ed uno di Allievi; quest’ultimo con due squadre (una FIGC e l’altra CSI) in comunione, ed a nome, San Leo.

Al termine di questa esperienza triennale, volli prendermi un anno di pausa con le giovanili ed andai a fare il secondo ad un amico che si apprestava ad allenare l’Inter Club in seconda categoria (Mr. Zaccardi). Terminata l’annata perdendo i play out, mi fu offerto di tornare a Vicofertile come responsabile del settore femminile, settore che conoscevo discretamente bene per la militanza di mia figlia prima nella Reggiana Femminile, poi nel Parma Academy e, contestualmente, in vari anni delle varie rappresentative regionali.

Questa nuova esperienza fu splendida sia come risultati e sia dal punto di vista umano ma fu estremamente impegnativa ed ebbe fine al termine dell’annata sportiva con la cessione di tutto il settore al Parma Academy.

Dopo un breve periodo di assenza da figura attiva nel calcio, rientrai al Fraore; dove, dopo un anno di collaborazione nei quadri societari, mi hanno affidato l’annata 2003 che si apprestava a partecipare al campionato Juniores assieme, ed in nome, al Lemignano 1988; e questo è il presente.

Dal corso UEFA C (Settembre – Dicembre 2020) cosa ti porti a casa?

Senza voler scendere nei dettagli, il corso è stato interessantissimo ma estremamente impegnativo sia per gli orari e sia per la varietà e complessità delle materie.

Beh, innanzi tutto, per il sottoscritto è stato un trauma dovuto alla scarsa preparazione tecnico-tattica avuta per i miei trascorsi agonistici di basso livello ma, soprattutto, è stato un cambio epocale: iniziai a giocare quando si marcava a uomo, con la difesa sempre schierata nella propria metà campo e con la profondità sempre coperta dal libero; con allenamenti che, definirli a secco, è un eufemismo. Successivamente all’arrivo di Mr. Sacchi e del grande Milan, si passò a giocare a zona, che imparai in età adulta; e con gli allenamenti rimasero in parte a secco ed in parte di reparto (con schemi per qualsiasi situazione di gioco). Ora il corso mi ha aperto un nuovo mondo, fatto di gioco, verifica, gioco; incentrando l’attività di formazione sul completo sviluppo del giovane atleta, che in futuro dovrà essere pronto ad applicare le filosofie di gioco del Mister del momento.

Nella specificità, oltre in generale a questo nuovo approccio alla crescita del giovane calciatore, mi ha appassionato l’enorme potenzialità degli Small Sided Games; per l’applicazione dei quali è comunque necessaria un’approfondita specifica conoscenza ed una notevole esperienza sul campo.

Infatti, giocando con le variabili applicabili, sarebbe possibile impostare gli allenamenti quasi completamente con queste esercitazioni, quasi dimenticandosi della parte atletica a secco. Considerato che l’attuale situazione pandemica ha stravolto la mia programmazione dell’anno in corso, quando sarà possibile tornare ad allenarsi normalmente, ho intenzioni di integrarli gradualmente nei miei allenamenti.

Come imposti la programmazione degli allenamenti?

A proposito della programmazione annuale, devo ammettere di essere fortunato in quanto, da quando sono entrato nel Fraore, grazie all’impegno ed alla competenza di chi segue la Direzione tecnica (Mr. Reale), ho sempre avuto come linea guida alla programmazione annuale un vademecum societario diviso per annate, e specifici incontri di verifica comune tra i vari Mister; dato per cui, quando si è affrontato lo specifico argomento durante il corso, per me era un “déjà vu”.

Normalmente, l’annata la “traccio” durante le ferie estive, dividendo il programma societario in mesocicli e sviluppando la preparazione.

Durante il periodo precampionato, aggiorno il primo mesociclo di allenamenti del periodo agonistico per adeguarlo alle risposte ed alle esigenze evidenziatesi in preparazione; e, con la medesima filosofia, organizzo di volta in volta ciascuno dei mesi successivi. Le variabili al programma sono fondamentalmente due: la verifica dell’andamento di ogni singolo allenamento, che può portare a soffermarsi su una specifica attività più volte del previsto; oppure l’evidenziarsi di una particolare difficoltà durante le gare, che può portare ad “aprire” una specifica parentesi in parte di un microciclo.

Un mister con i “fiocchi”…

No, no…non mi “spaccio” come un Mister professionista, anzi; ma sicuramente cerco di essere il più attento e professionale possibile, senza scordarmi la mia principale convinzione che ho del giovane sportivo, cioè che prima di essere atleti affermati bisogna essere Persone, in quanto non esiste campione se non si è corretti, affidabili ed umili.

Inoltre, personalmente ritengo che tutti i ragazzi, indicativamente fino alla pre-adolescenza, debbano avere la possibilità di fare più sport, per poi scegliere quello di maggiore soddisfazione. Successivamente, saranno le specifiche capacità e motivazioni che gradualmente definiranno il livello di competizione sostenibile da ciascun ragazzo nello sport.

Dato per cui, se volessi definirmi esattamente, più che un Mister mi considero un educatore; poi è indiscutibile che devo ai ragazzi, ed alla società sportiva di appartenenza, la migliore formazione atletica e tecnico-tattica possibile ma nella mia scala dei valori non è l’obiettivo primario. Sono fermamente convinto che lo sport giovanile sia uno dei pochi mezzi rimasti a disposizione per preparare i ragazzi alla vita adulta in una ambiente “protetto”, cioè sotto l’attenta guida di adulti che li aiutino a gestire le varie esperienze che i ragazzi devono provare per crescere.

Questo mi fa venire in mente un paio di aneddoti che porto nel mio cuore e che mi danno le motivazioni per continuare: uno è il ringraziamento avuto da un ragazzo, poco e male utilizzato dai precedenti Mister per le scarse attitudini atletiche, che al termine della cena con la quale mi congedavo da loro, mi disse: Mister, io amo il calcio da sempre ma non ne ho le capacità per ambire ad una carriera, però Lei mi ha fatto sentire importante per la squadra, insegnandomi come valorizzarmi in questo gruppo e gli altri me lo hanno riconosciuto.

L’altra è stata incontrare causalmente un paio di ragazzi che avevo allenato qualche anno prima, e che erano quelli che più faticavo a coinvolgere con continuità negli allenamenti. Questi, dopo i vari convenevoli, si scusarono i per i comportamenti avuti, ringraziandomi per quanto gli avevo cercato di dare.

Quando mi hai chiesto la disponibilità di presentarmi ai lettori del MiserOne e mi hai chiesto le foto a corollario dell’articolo, dopo un attimo di silenzio, ho dovuto ammettere che, nonostante i tanti anni passati in panchina, ho ben poche foto dove appaio all’opera, escludendo quelle istituzionali d’inizio anno delle specifiche squadre (che sono ben poco interessanti a questo scopo).

Per spiegare questo aspetto del mio carattere, Vi ripropongo la risposta che diedi al mio attuale datore di lavoro durante il colloquio, quando mi chiese di sintetizzare con una frase il mio modo di essere: sono più per fare che per apparire.

Ed a questo proposito posso concludere raccontando un altro aneddoto:

quando era coordinatore del femminile del Vicofertile, il rappresentante locale del SGS chiese a noi ed al Parma Academy di organizzare un open day femminile dedicato alle studentesse delle scuole medie. Alla fine dell’attività, i miei collaboratori mi informarono che il responsabile della comunicazione del Parma Academy aveva fatto interviste e fotografie ai vari staff ed agli organizzatori ma non mi avevano trovato. Candidamente gli comunicai che avevano guardato male perché, durante le loro interviste, ero stato nel campo da gioco intento a raccogliere le attrezzature utilizzate.

Tornando al discorso delle foto, stando al giudizio della mia gentile e paziente consorte, oltre all’immancabile foto istituzionale di squadra le altre due foto mi rappresentano in pieno: in una mi si vede serio ed attivo durante una partita e nell’altra gioiosamente rilassato in mezzo ai ragazzi al termine di una attività.

Saluto tutti i lettori e li ringrazio per il tempo dedicatomi.

Cosa dire Davide, sei un signore…come sempre!

I Rondos di Felipe Ragel

Filipe Ragel è l’allenatore dell’Under 19 della Marcet Academy di Barcellona e ​​condivide su youtube un video della sua squadra mentre svolge sei diversi rondos con i suoi giocatori.

RONDOS UNO 5 CONTRO 2
Classico Rondos 5 contro 2 con tocco di prima per tenere la palla lontana dai due difensori. 

RONDOS DUE 4 + 1  CONTRO 2
Hai bisogno di 4 giocatori – uno per lato all’esterno e un compagno di squadra all’interno contro 2 difensori. Il possesso palla avviene tra i quattro giocatori e quello al centro. I difensori premono per cercare di vincere la palla

RONDOS TRE 4 CONTRO 2 + 1
I giocatori ai lati si muovono su e giù tra le due metà con i giocatori su ciascuna estremità e il giocatore al centro rimane dove si trovano. 

RONDOS QUATTRO 3 CONTRO 3 + 1
Gioca 2 CONTRO 2 al centro con un giocatore per ogni squadra su una delle estremità e un uomo SPONDA che gioca per la squadra in possesso

RONDOS CINQUE 2 CONTRO 2 + 3
La squadra da tre ha un giocatore in alto, uno in mezzo e uno in basso che gioca per la squadra in possesso. Le due squadre di 2 giocatori devono mantenere il possesso utilizzando i tre giocatori neutrali.

RONDOS SEI 3 CONTRO 1 + 3 CONTRO 0
Entrambe le squadre di tre passano la palla tra di loro. Una squadra di tre gioca contro 1 giocatore, quando vince la palla chi ha vinto la palla deve andare nell’altra casella e cercare di vincere la palla. Chiunque vince la palla deve tornare nella prima casella … e così via.