Il Centrocampo a 4

Sono appena rientrato dall’Irlanda, dove ho particolarmente apprezzato il lusso di dormire sotto il piumone e di godermi giornate con temperature non superiori ai 19 gradi, alla faccia dei 38-40 gradi ritrovati questa mattina qui in Italia
Oltre ad aver bevuto innumerevoli Guinness, Beamish, Murphy’s e qualsiasi altra stout in circolazione, ne ho approfittato per seguire da vicino il Derry City e il Bohemians impegnati nei preliminari di coppa e, soprattutto, per parlare di calcio con alcuni amici locali sfegatati, concentrandomi in particolare sulla nazionale della Repubblica d’Irlanda che ha adottato per tanti anni il sistema di gioco basato sulla difesa a tre (il collaudato 3-4-2-1 o nel più offensivo 3-4-1-2)
Ci sono vari motivi per cui gli irlandesi hanno adottato per tanto tempo questo modello di gioco, uno dei quali è il fatto di avere giocatori abituati a coprire l’intera fascia senza il pensiero di dover gestire una linea difensiva a quattro
L’altro motivo dominante è l’inserimento del “1” dietro le due punte nel tentativo di liberare la creatività del trequarti o delle seconde punte mobili riducendo l’isolamento della prima punta e creando densità centrale contro difese avversarie chiuse
È stata una scelta audace, una vera e propria rivoluzione, d’altronde coerente con lo spirito ribelle dei miei amici irlandesi, considerando che i club locali giocano quasi tutti con un classico 4-4-2 (o derivati). Vediamo nel dettaglio cosa è uscito sul centrocampo a 4

Vorrei ordinare, insieme ai miei figli, tutte le Guinness presenti nel menu…
Gli interni di centrocampo (i due centrali)
I due interni formano la diga mediana e il cervello della squadra. Non possono essere due giocatori con le stesse caratteristiche, ma richiedono un abbinamento complementare
Devono possedere molto fiato per coprire tanti chilometri in mezzo al campo, abbinato a una pulizia di base nella trasmissione della palla per uscire dal pressing
Uno dei due (l’interno di costruzione) detta i tempi e verticalizza verso il trequartista o le punte; l’altro (l’interno di gamba o interditore) garantisce equilibrio, coperture preventive e contrasto. In fase di non possesso devono stringere lo spazio centralmente per non imbucare la difesa e sapersi coordinare con i giocatori di fascia
Gli esterni di centrocampo
A loro è richiesta una miscela estrema di resistenza alla velocità, capacità di corsa continua e intelligenza tattica nelle due fasi
In fase di possesso diventano a tutti gli effetti gli esterni d’attacco o i motori della fascia. Devono saper occupare l’ampiezza, puntare l’uomo nell’uno contro uno o offrire la sovrapposizione profonda per i centrocampisti o i difensori laterali
In fase di non possesso la loro abilità principale deve essere la tempestività nel ripiegare sul lato debole o forte e soprattutto non devono farsi superare alle spalle con facilità e devono accorciare in avanti sull’esterno avversario quando la palla viaggia verso la fascia
Inserimento e gran goal di Clarke (centrocampista del Derry city)
Come valutare se un giocatore è adatto a giocare nel centrocampo a 4?
Come per l’articolo sulla difesa a 3 ti chiedo di osservare i tuoi giocatori secondo i seguenti indicatori, valuta la loro attitudine e classifica le loro risposte dando un punteggio da 1 a 5 (dove 1 = non è in grado e 5 = è in grado):
Resistenza ad alta intensità: il giocatore riesce a ripetere scatti e corse all’indietro per 90 minuti senza calare drasticamente di lucidità?
Gestione dei tempi di inserimento: sa riconoscere lo spazio e il timing giusto per buttarsi dentro senza lasciare sguarnita la mediana?
Pulizia tecnica sotto pressione: anche braccato dagli avversari, possiede la lucidità per smistare la palla in modo pulito o proteggerla?
Lettura delle diagonali e scalate difensive: sa quando stringere verso il centro e quando invece scalare all’indietro per coprire la fascia o il difensore?
Disponibilità al sacrificio (mentalità): accetta di compiere il “lavoro sporco” di copertura e rincorsa, bilanciando la spinta offensiva con il ripiego difensivo?
Non pretendo che sia uno strumento scientifico ma è solo un metodo che uso da anni per ragionare con i giocatori che mi chiedono di giocare in nuovi ruoli (vero Kevin???) o per avere una piccola personale misura con cui confrontarmi con lo staff e con i giocatori per poter avere del materiale su cui valutare e far crescere le varie persone. Per cui se il punteggio complessivo è sui:
- 20 – 25 punti il profilo è ideale. Ha le caratteristiche fisiche, tecniche e mentali per interpretare il ruolo di esterno totale o di interno moderno
- 14 – 19 punti ha buon potenziale. Può ricoprire il ruolo con ottimi risultati lavorando sui dettagli tattici, sulla resistenza o sulla rapidità di lettura
- Meno di 14 punti il ruolo per lui è rischioso. Potrebbe risultare troppo dispendioso o tatticamente complesso; il giocatore potrebbe trovarsi a disagio a causa dei vasti spazi da coprire
3 esercizi semplici per lavorare sul centrocampo a 4
Per cominciare a lavorare sul centrocmapo a 4 e valutare se potrebbe essere un’idea tattica che si può sfruttare con i giocatori che hai a disposizione ti allego 3 semplici esercizi (spero più avanti di fare filmati e spiegazioni più dettagliate)
Principi di costruzione (esercitazione 1)
Nella zona mediana, i due interni e i due esterni gestiscono il possesso palla pressati da due giocatori e poi successivamente 3 e alla fine in parità numerica. L’obiettivo è muovere la palla da un lato all’altro sfruttando la catena laterale (laterale – esterno – interno) per trovare il terzo uomo libero. Il mister deve sottolineare la rapidità di pensiero, la precisione nei passaggi brevi e il contromovimento dell’esterno per smarcarsi dalla pressione
Coperture preventive e scalate (esercitazione 2)
Situazione in zona centrale/rifinitura. Se l’interno di destra esce forte in avanti a pressare il portatore avversario, l’interno di sinistra deve stringere immediatamente in copertura preventiva, mentre l’esterno opposto scala dentro il campo per mantenere la compattezza orizzontale (tanto come si fa con la difesa a 4). Sottolineare il tempismo nell’uscita, la comunicazione verbale e la gestione delle distanze di reparto (compattezza)
Transizione e scivolamento sul lato debole (esercitazione 3)
Partitella a tema a campi ridotti. Quando la squadra avversaria sposta rapidamente il gioco sulla fascia opposta, l’esterno del lato debole deve compire una diagonale di corsa profonda per abbassarsi sulla linea difensiva, mentre l’interno di quel lato scala a chiudere centralmente e chiama uno dei 3 davanti a reintegrare il centrocampo a 4. Sottolineare i tempi di corsa all’indietro, la lettura del cambio gioco avversario e la capacità di trasformare istantaneamente la struttura difensiva della squadra
Conclusioni
Nel sistema con il centrocampo a 4 la chiave del successo risiede nell’equilibrio perfetto tra la complementarietà degli interni e l’esuberanza atletica degli esterni. Interpretare questo reparto significa unire una straordinaria resistenza a un’elevata intelligenza tattica nelle due fasi
La gestione degli spazi immensi da coprire richiede giocatori duttili, capaci di alternare una spinta offensiva costante a scalate difensive precise e puntuali
Come sempre, la mentalità, il sacrificio e la motivazione fanno la differenza tra un reparto vulnerabile e una mediana dominante. Se la preparazione fisica e la sincronia dei movimenti vengono curate nei minimi dettagli, il centrocampo a 4 si trasforma nel motore pulsante e imprevedibile dell’intera squadra, capace di esaltare la creatività dei singoli e di offrire soluzioni tattiche formidabili
Questi argomenti sono in continua evoluzione e sviluppo.
Pubblichiamo articoli di approfondimento dal lunedì al venerdì di ogni settimana dell’anno. Se ti è piaciuto questo articolo e non vuoi perderti i prossimi articoli iscriviti al sito o seguici su facebook o instagram










