La volontà di non perdere mai

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Nel futsal, il punteggio è spesso un ingannevole. Quando, lo scorso incontro, ci siamo ritrovati sotto per 5 a 1, la partita sembrava ormai compromessa. Gli avversari, forti di quel vantaggio inaspettato, hanno scelto la strada dell’arroganza, cercando di umiliarci con frasi poco sportive

Eppure, quel “la porta è quella bianca!” urlato dal loro portiere, così spavaldo nel cercare di deriderci, non era un segno di forza, ma di una fragilità profonda

Sapevano bene chi avevano di fronte: prima dell’inizio ci consideravano (giustamente) più forti di loro, e trovarsi in vantaggio contro una squadra che temevano ha scatenato una reazione nervosa, un tentativo disperato di nascondere quanto fossero, in realtà, spaventati da noi

Forse, però, con questo atteggiamento ci hanno anche fatto un favore

In quel momento, il nostro “leone di oltre 40 anni” ha infatti iniziato a ruggire, e tutta la squadra ha cominciato a muoversi, a girare, a respirare all’unisono attorno a lui. Il fiato corto e il peso di un passivo pesante hanno rischiato di annebbiare la nostra lucidità, ma non abbiamo ceduto: non abbiamo smesso di correre, non abbiamo smesso di cercarci con lo sguardo, non abbiamo smesso di comunicare

Il leone (Francesco “Pitt” Pittella) alla fine ha ruggito e il ragazzo che si era “allargato un pò troppo” è crollato sotto il peso della sua arroganza. Niente di male. Ha qualità e soprattutto tempo per crescere

Quel 7 a 5 finale, raggiunto con una rimonta strepitosa, non è stato frutto del caso. È stato il risultato di chi possiede la volontà di non perdere mai

La filosofia ci insegna che la vera grandezza non risiede nell’evitare la caduta, ma nella potenza di superare costantemente se stessi per rimettersi in piedi. Durante la rimonta, non stavamo cercando di cancellare il 5 a 1 e nemmeno di rispondere alle strategie diversive degli avversari: stavamo solo usando tutto ciò come un carburante tipo la “nitro” (come in Fast and Furious ahahah)

La forza di una squadra si riconosce qui: quando decidi di imporre, ostinatamente, il tuo gioco nonostante il caos del risultato

Non è stato un colpo di fortuna; è un crescendo emotivo che travolge ogni cosa. Vedi i volti dei compagni cambiare: dallo smarrimento iniziale alla concentrazione feroce. È in quell’istante che senti, potente, la forza del gruppo

La “volontà di non perdere mai” è la somma di piccoli atti di coraggio individuale che si saldano insieme, costruiti nel sudore, nel recupero di un pallone che sembrava perso, nella capacità di guardarsi negli occhi e dirsi: “Andiamo avanti, ce la facciamo, un’azione alla volta”

Beninteso: si può accettare di perdere, perché il futsal è uno sport e la sconfitta è una variabile statistica possibile ma ciò che non è mai accettabile è arrendersi

La volontà di non perdere mai è la promessa che facciamo a noi stessi di non sprecare il nostro potenziale, di onorare il campo fino all’ultimo secondo. È una promessa che trasforma il bruciore della fatica in orgoglio

Vincere è l’obiettivo (non avremmo partecipato al torneo altrimenti) ma il successo vero è la capacità di restare interi, coerenti e combattivi durante l’intero percorso. E nessuno può toglierti ciò che hai costruito dentro di te

La soddisfazione finale è stata multipla:

  • abbiamo onorato il pronostico, confermando che il campo dà sempre ragione ai fatti
  • abbiamo dimostrato di essere un vero gruppo: rimontare dal 5 a 1 al 7 a 5 non è da tutti
  • abbiamo dato una lezione silenziosa: abbiamo dimostrato che il desiderio di non mollare non ci porta a guardare gli avversari, ma a giocare costantemente per migliorare noi stessi

Avanti, un passo dopo l’altro

Un grazie particolare a Filo Ferrari per i filmati SMM del @torneomarcomonica

Questi argomenti sono in continua evoluzione e sviluppo.

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