Il viaggio dei piccoli Campioni 2️⃣0️⃣1️⃣7️⃣ 🩷🖤

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C’è un momento, prima di ogni partita, in cui il rumore dei tacchetti sull’erba sfuma e il tempo sembra sospeso. Il capitano prende coraggio, guarda i compagni negli occhi e lancia la domanda che è diventata il manifesto di una stagione indimenticabile: “Cos’è la cosa più importante?”. La risposta non è “vincere”, non è “fare gol”, non è “alzare la coppa”. È un urlo, un boato gioioso che squarcia l’aria: “DIVERTIRSI!”

Con questa immagine Domenico “Mimmo” Romano, responsabile dell’annata 2017, mi descrive il gruppo dei 2017 del team Traversetolo. Un gruppo fatto di bimbi di 8 e 9 anni, di sorrisi sdentati, di corse forsennate e di un pallone che, tra i loro piedi, non è mai solo un oggetto ma il centro di un universo di affetti e crescita

L’immagine che resta nel cuore

Se chiedi a Mimmo qual è l’immagine che porterà sempre con sé di questa annata, non pesca tra i tanti trofei alzati e nemmeno alle reti gonfiate dai suoi attaccanti. Ma ti risponde immediatamente, con la voce che vibra di un orgoglio sincero: la semifinale della Winter Cup di Carignano

In quella partita, si affrontavano le due squadre del gruppo. Un derby fratricida, un momento in cui, per forza di cose, qualcuno doveva vincere e qualcuno doveva perdere. Ma quello che è successo al fischio finale ha dell’incredibile

In un clima quasi irreale, gli sconfitti si sono uniti ai vincitori nei festeggiamenti. Non c’era spazio per la rabbia o l’invidia, solo per la consapevolezza di essere parte della stessa grande avventura. È in quel preciso istante che lo staff ha capito di avere tra le mani qualcosa di prezioso: un gruppo che, pur essendo diviso in due formazioni sul terreno di gioco, batteva con un’anima sola

Crescere, non solo vincere

Vincere è bello, lo sanno tutti. E i piccoli campioni del 2017 hanno vinto tanto: il Torneo Ducale a settembre, il Campionato Autunnale CSI, il Torneo di Halloween, la Winter Cup Mercury e il Torneo Befana Crociati Parma. Ma il segreto del successo di Mimmo, Danilo Carpanini, Cristian Mormanni e Tommy Ugolotti sta nell’aver sempre mantenuto la giusta direzione

A questa età, il confine tra gioco e competizione è sottilissimo. Il rischio è di caricare bambini così piccoli di aspettative pesanti. Mimmo e il suo staff hanno fatto l’opposto: hanno insegnato che le vittorie sono la ciliegina sulla torta, ma la torta fatta di gruppo, amicizia, serenità deve essere buona a prescindere dal risultato

È nata così la splendida metafora della “ciliegina”. Durante la stagione, Mimmo ha spiegato ai ragazzi che stavano preparando una torta bellissima e che, per renderla perfetta, mancava solo un ultimo tocco. Da quel giorno, nelle partite decisive, non serve più il mister per motivarli: sono i bambini stessi a correre verso di lui chiedendo: “Mimmo, aggiungiamo un’altra ciliegina?”

Una consapevolezza meravigliosa, capace di trasformare la tensione di una finale in un gioco entusiasmante

Un gruppo, un’anima, una famiglia

Il miglioramento più grande lo vedi osservando il campo. All’inizio della stagione erano 22 unità singole, piccoli gruppetti che imparavano a conoscersi. Oggi sono una squadra vera, che si aiuta, si incoraggia e si sostiene nei momenti di difficoltà

E dietro questa meraviglia ci sono anche le famiglie. Spesso nel calcio giovanile i genitori vengono visti come un problema, ma per Mimmo sono stati una risorsa fondamentale

La chiarezza fin dal primo giorno. Ognuno ha il suo ruolo e, nel rispetto reciproco, tutti (società, istruttori e genitori) hanno remato nella stessa direzione per il bene dei ragazzi. È questo l’“ambiente ideale” di cui parla Mimmo: un ecosistema sano dove il bambino è al centro e tutti gli adulti intorno fanno da cornice protettiva e incoraggiante

Il futuro ha i colori dei nostri piccoli 2️⃣0️⃣1️⃣7️⃣🩷🖤

Mentre i ragazzi si preparano per le finali di Traversetolo e Langhirano e per la semifinale di Montanara, il bilancio è di quelli che scaldano il cuore. Per Mimmo, questo è il momento di staccare un po’, di ricaricare le batterie, pur sapendo che lasciare un gruppo dopo due anni è sempre un momento speciale, intriso di malinconia e gratitudine.

L’augurio più grande che il mister rivolge ai suoi ragazzi è che rimangano uniti il più a lungo possibile, che non si lascino abbagliare da facili promesse che spesso diventano delusioni, e, soprattutto, che continuino a fare del “divertirsi” la colonna sonora della propria vita

Per Mimmo, Danilo, Cristian e Tommy, l’avventura continua con la consapevolezza di aver lasciato un segno. E anche quando inizierà un nuovo capitolo, non dimenticheranno mai quei sorrisi che hanno illuminato ogni campo da calcio in questa stagione indimenticabile, marchiata a fuoco nel cuore con il segno dei 2️⃣🩷🖤1️⃣7️⃣

Grazie mister, grazie a tutto lo staff per averci ricordato che, in fondo, il calcio è solo il pretesto più bello per imparare a essere una squadra, nella vita e sul campo

Questi argomenti sono in continua evoluzione e sviluppo.

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