UN’OPERA D’ARTE UMANA

Ultima partita anche con la juniores. Fischio finale. L’ultimo
In questi due anni, varcare la soglia di quello spogliatoio non è mai stato un dovere. È stato un bisogno, un piacere, una boccata d’ossigeno. Vero, Jimmy e Ale?

Oggi (per la prima volta in vita mia) mi sono commosso mentre parlavo ai ragazzi. In un momento in cui guardandoli in faccia sapevano che era l’ultimo discorso. Ho realizzato che quel momento li dovevo tenermelo stretto
Ci sono stati tanti momenti durante i discorsi nello spogliatoio in cui il silenzio prima della battaglia in campo era così denso che potevamo quasi “contarli”, uno ad uno, i battiti del cuore di questi ragazzi stupendi. Cosi come oggi
Non siamo stati i più tecnici, non i più eleganti, né i più baciati dal talento puro. Ma oggi con un po’ di emozione, lo dico a testa alta: da quando ho messo piede su un campo di calcio a 11 (ormai qualche decina d’anni è passata), non ho mai trovato niente di simile a voi
Siamo partiti da un’etichetta pesante: quella di squadra “scarsa”. Una squadra che, storicamente, non aveva mai ricevuto le giuste attenzioni, vedendo passare allenatori su allenatori come se foste solo di passaggio. Una squadra abituata a subire tanti goal a partita. Ma è proprio in quell’ombra che è nata la vostra rivoluzione. Silenziosa, profonda, inarrestabile
Ed è così che negli ultimi due anni abbiamo vissuto tutto. L’anno scorso il campionato Regionale, sottoleva di un anno, destinati ad una retrocessione certa ma invece di trasformarlo in una passerella vittimistica, ne avete fatto una trincea
È lì, tra i denti stretti e i contrasti duri, che avete capito la verità più grande: se sei un gruppo vero, il talento e la forza dell’avversario diventano irrilevanti

Quest’anno, quel cemento è diventato acciaio. Siete diventati una squadra “scomoda”, di quelle che quando le incontri sai che dovrai soffrire
Non è un caso se le due squadre che si giocano il campionato, noi le abbiamo battute meritatamente entrambe
Avete imparato a “fare i 2000”, a spingere l’anima oltre il limite, senza regalare mai un solo centimetro di campo fino all’ultimo secondo, a testa alta e i risultati sono arrivati
E poi, c’è quel ricordo che porterò con me finché avrò memoria
Quella sera con il freddo che attaccava le caviglie quando vi ho chiesto una follia: giocarvi alla morte il vostro campionato e, contemporaneamente, dare l’anima per la seconda categoria… a voi, quelli che gli altri consideravano “scarsi”… perché c’era bisogno. Sabato e domenica. Senza sosta
Nessuno si è tirato indietro. Disponibilità massima. Avete risposto con i fatti, macinando chilometri e tenendo la testa accesa. Lo avete fatto senza un lamento, dimostrando che la fatica è solo un’opinione quando l’obiettivo è comune
Sapevamo fin dall’inizio che questa sarebbe stata l’ultima stagione insieme
Io vado via, è vero, ma porto con me un pezzo di ognuno di voi, perché un allenatore non dimentica mai chi lo ha reso un uomo migliore
Penso all’affidabilità totale di Fede Malfatto, un capitano vero, uno di quelli che non ha chiesto la fascia ma se l’è vista cucire addosso dallo spogliatoio e dal campo, giorno dopo giorno e penso a Tommy Camiolo, il nostro riferimento silenzioso: quella certezza incrollabile su cui ho sempre potuto contare anche quando lo mettevo fuori ruolo o le condizioni erano veramente complicate
Porto nel cuore la solidità vera e concreta di Ema Vivarelli, Antonio Pecora, Fra Porta e Mattia Gainotti. Siete voi quelli che hanno messo il “noi” davanti all’ “io” in ogni singolo allenamento e in ogni singola partita. Veri leader silenziosi, che hanno avuto la fame di migliorarsi costantemente, alzando l’asticella di tutto il gruppo con la forza dell’esempio
Poi ci sono i “miei” estrosi, quelli a cui ho chiesto il coraggio di tentare la giocata difficile quando la palla scottava tra i piedi: Fra Meni e Mattia Cammi, grazie per avermi ricordato che il rischio è il sale del gioco e che senza un pizzico di sana follia non si arriva al cuore della gente
Non dimenticherò mai la sostanza pura di Ale Pasini lineare, composto, affidabile. Un ragazzo che tutti vorrebbero sempre avere in squadra. La spina dorsale di chi affronta la vita con serietà, umiltà e dedizione

Poi il Giuffro, Ale Giuffredi, un matto vero, uno che quando parte fisicamente è semplicemente inarrestabile quanto altalenante, con quelle tue lune storte e le situazioni che in parte devi ancora risolvere, ma sai bene quanto io sia legato a te, un ragazzo che ho sentito vicino dal primo giorno
La grinta inesauribile di Stefan Ungureanu: altro ragazzo che semplicemente non conosce il significato della parola “resa” e che ha vissuto con noi un periodo della sua vita che spero porti sempre nel cuore come lo porterò io
E come dimenticare il nostro “portierone”, Simo Habbat, l’ultimo baluardo. Se fosse stato più continuo negli allenamenti avrebbe avuto un futuro certo spalancato davanti a sé, ma la speranza è l’ultima a morire e io continuo a fare il tifo per te, dai Simooooo
Penso all’energia vitale di Andrea Mailli, l’unico vero jolly di questa squadra in grado di ricoprire ogni posizione al meglio; nonostante gli infortuni e qualche “distrazione”, non ha mai fatto mancare il suo supporto fondamentale
Un pensiero speciale va alla dedizione di Beppe Amato e Simo Venzo, pilastri di volontà che hanno sempre dato tutto, nonostante non sempre io sia riuscito a premiarli con il minutaggio che avrebbero meritato per l’impegno dimostrato. Sappiate che ho visto ogni vostro sforzo
E poi ci sono “le meteore”, ma che per me restano parte integrante di questo mosaico:
- Georgi, un potenziale fenomeno che avrei voluto vedere molto di più, ma che quando c’era si faceva sentire.
- Loren, che nonostante la forma fisica da ritrovare ci ha messo sempre tutto se stesso, senza risparmiarsi
- Fede Anelli, il nostro “Sergente”: forse con un’umiltà tutta sua, ma sempre pronto alla battaglia con l’elmetto in testa quando c’era da soffrire
- E infine Marcello (il bona), che ha dovuto fare altre scelte all’inizio dell’anno ma che in vari momenti ha dimostrato che sentirsi parte di questo gruppo gli ha fatto bene
Non ci saranno i vostri nomi sulle copertine dei giornali forse, ma c’è stata la grandezza di ragazzi veri che mi hanno dato tutto. Forse anche più di tutto. Siete stati la mia boccata d’ossigeno
Ho allenato squadre tecnicamente superiori, realtà più blasonate… ma siete voi, esattamente come siete, il capolavoro della mia carriera. Ognuno di voi mi ha dato qualcosa che non si trova nei manuali di calcio. Grazie per aver camminato con me
E credetemi, non cercate tracce di intelligenza artificiale in queste righe. Non ci vuole un computer per scrivere le emozioni vere che si provano. Questo è cuore sincero
Mi sto continuando ad emozionare e non è da me…ma volevo solo salutarvi con un pensiero che adesso mi trema tra le mani; non è perfetto, ha le sue cicatrici e le sue sbavature, ma è maledettamente vero. Proprio come voi
Grazie di tutto, ragazzi. Continuate a costruire la vostra grandezza, dentro e, soprattutto, fuori dal campo
Il vostro Mister
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