Semplicemente…Jimmy!

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Dopo la fine del campionato di seconda categoria, siamo arrivati nell’ultima settimana di allenamento anche con la juniores ed è il momento per un saluto speciale

Un saluto ad una persona che lascia un segno che va ben oltre il calcio. Gianmario Malfatto, per tutti semplicemente Jimmy

Scrivere di lui non significa solo parlare di schemi, allenamenti o partite sotto la pioggia a bordo campo: significa raccontare l’essenza stessa di cosa voglia dire essere un educatore e, soprattutto, un amico

Un’attenzione che fa la differenza

In un mondo dove spesso si guarda solo al risultato, Jimmy ha sempre avuto un chiodo fisso: i ragazzi

Non intesi come semplici atleti, ma come persone in crescita. La sua dote più grande? La capacità di accorgersi di tutto. Magari, come dice lui, non capiva subito la tattica dell’avversario o non gli era chiaro la gestione dell’allenamento ma l’occhio di Jimmy era puntato altrove, su ognuno dei “suoi” ragazzi

Lui è quello che vede la smorfia di delusione sul volto di chi è rimasto in panchina o la timidezza di chi non riesce a inserirsi nel gruppo

Jimmy non ha mai lasciato indietro nessuno. Per ognuno dei ragazzi ha sempre avuto una parola pronta: un confronto onesto per chi doveva migliorare, una scarica di motivazione per chi aveva perso fiducia. Ha saputo essere il porto sicuro in cui i nostri ragazzi hanno trovato ascolto, rendendo la nostra squadra una vera famiglia

Il rito delle caramelle e la cura dei dettagli

E poi ci sono quei piccoli gesti, quelli che sembrano banali e invece sono il vero collante di uno spogliatoio. Chi conosce Jimmy sa che non è partita senza il suo carico di caramelle

Potrebbe sembrare un dettaglio di poco conto, ma per i ragazzi quel gesto rappresenta una certezza, un momento di dolcezza prima della battaglia, un segnale che diceva: “Sono qui, mi sono preso cura di voi anche oggi”

Ma la sensibilità di Jimmy non si ferma a bordo campo. In quest’ultimo anno abbiamo scoperto anche la sua vena da scrittore, prova di un talento inaspettato e profondo. Nel suo bel libro, “La musica che gira intorno”, è riuscito a mettere nero su bianco quella stessa capacità di osservazione che usa con i ragazzi in una narrazione che emoziona e che conferma come dietro l’allenatore ci sia un uomo di una profondità rara, capace di ascoltare il ritmo della vita oltre che quello di un pallone

È in questi piccoli atti di premura che si legge la dedizione di un uomo che vive il calcio come una missione educativa. Jimmy non ha mai allenato per ego, ma per il piacere di vedere i ragazzi sorridere e crescere, dentro e fuori dal rettangolo verde

Un amico, una roccia

Ma se devo guardare a questi tre anni dal mio punto di vista personale, il sentimento che prevale è la gratitudine. Allenare è un mestiere solitario, fatto di scelte difficili e responsabilità. Eppure, io non mi sono mai sentito solo

Avere lui al mio fianco ha significato avere un confronto costante, sincero e leale. Jimmy non è uno che ti dà ragione per farti un favore; è un amico che ti dice la verità, che ti supporta quando vacilli e che ti sprona a dare il massimo

La nostra complicità è nata anni fa in un viaggio verso il trentino in cui in ore di viaggio ci siamo scambiati parti del nostri passato, un’amicizia vera, di quelle rare, basate sulla stima reciproca e sulla condivisione di valori profondi

GRAZIE, Jimmy

Chiudendo questo capitolo di tre anni vissuti intensamente, il bilancio lo si fa con la qualità dei legami che abbiamo costruito

Grazie, Jimmy, per essere stato l’anima silenziosa ma instancabile di questo progetto. Grazie per ogni caramella, per ogni pacca sulla spalla ai ragazzi

Sei stato molto più di un vice o di un collaboratore. Sei stato, e sei, un esempio di cosa significhi metterci il cuore

 

Il calcio è gioia

Questi argomenti sono in continua evoluzione e sviluppo.

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