La Comunicazione nel Settore Giovanile

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Abbiamo già ampiamente parlato di come il ruolo del mister nel settore giovanile sia cruciale per la crescita e l’evoluzione dei ragazzi, sia a livello calcistico che, soprattutto, a livello personale.

La qualità della comunicazione dell’allenatore influenza profondamente la crescita sportiva e personale dei ragazzi ed è, infatti, riconosciuto in tutti gli studi fatti, come ogni parola e ogni gesto dell’allenatore possano incoraggiare o demoralizzare i nostri ragazzi. Un allenatore efficace può fare la differenza tra l’abbandono dello sport e una carriera sviluppata con passione.

Con l’arrivo dell’estate e la pausa dalle partite e dai tornei, i mister hanno un’occasione preziosa per dedicarsi alla propria formazione e crescita professionale. Investire tempo durante l’estate, oltre che nella formazione tecnica anche in quella comunicativa può fare la differenza nella prossima stagione, rendendo l’allenatore non solo un tecnico migliore, ma anche un educatore più efficace.

Alcuni stimoli su cui ragionare

Siate voi stessi: ascoltate e osservate

Evitate di imitare altri allenatori o di recitare ruoli che non vi appartengono. I bambini e i ragazzi percepiscono subito la vostra sincerità e credibilità. Se godete di un’alta credibilità, vi ascolteranno e seguiranno le vostre indicazioni tecnico-tattiche con entusiasmo. In caso contrario, eseguiranno le vostre indicazioni senza entusiasmo e con scarsi risultati.

Il linguaggio del corpo

Il primo assioma della comunicazione è che “NON SI PUO’ NON COMUNICARE”. Esprimiamo sempre qualcosa, anche quando siamo in silenzio, attraverso il nostro corpo. Utilizzate il corpo in modo consapevole: i gesti contano circa il 55% nella comunicazione. Se volete trasmettere sicurezza, mantenete una postura eretta con le spalle aperte. Se desiderate creare un distacco, lasciate i giocatori seduti mentre voi restate in piedi. Se volete una comunicazione più efficace e condivisa, sedetevi con loro.

Utilizzate spazi e contesti diversi

Lo spogliatoio e il campo sono luoghi dove comunicare, ma anche durante una pizza si possono trasmettere concetti utili. Cambiate il contesto per mantenere alta l’attenzione!

Il tono della voce

Il tono, la velocità, il timbro, le pause e il volume della voce hanno un’importanza del 38% nella comunicazione. Evitate di usare sempre volumi alti o bassi, ma modulate il tono in base alle situazioni. La stessa parola può cambiare di significato variando il volume.

Il linguaggio verbale

Il linguaggio verbale conta solo il 7%, ma è comunque importante. Evitate discorsi lunghi nello spogliatoio: poche parole chiare e concise sono molto più efficaci. Anche il silenzio può essere efficace in alcune situazioni. Evitate di dire frasi d questo tipo: “NON POSSIAMO GIOCARE IN QUESTO MODO”. E’ meglio, invece, dare indicazioni precise su cosa fare.

Feedback positivi e negativi

Date feedback continuamente. Sottolineate i punti di forza dei vostri giocatori per aumentare la loro sicurezza e autostima. Se eseguono correttamente un esercizio in allenamento, evidenziatelo davanti a tutti.

Alcuni consigli per Fasce d’Età

Da 5 a 7 anni: “L’età delle regole”

In questa fascia d’età, è importante stabilire regole e farle rispettare. Comunicate principalmente con il corpo: abbracci, cinque battuti, ecc. I bambini vivono soprattutto di emozioni e hanno bisogno di rinforzi positivi per formare una buona autostima.

Esercizio pratico:

  • Il gioco delle regole: Create un gioco in cui i bambini devono seguire regole semplici per ottenere un premio. Ad esempio, ogni volta che seguono una regola (come ascoltare l’allenatore o giocare in modo corretto), ricevono un adesivo. Alla fine della sessione, chi ha più adesivi vince un piccolo premio.

Da 7 a 14 anni: “L’età dell’imitazione”

In questa fase, i ragazzi iniziano a imitare i campioni. Fate capire loro che oltre al talento, sono necessari impegno, determinazione, entusiasmo e fatica.

Esercizio pratico:

  • Il diario del campione: Chiedete ai ragazzi di tenere un diario dove annotano le caratteristiche dei loro campioni preferiti e scrivono cosa fanno per migliorarsi, sottolineando l’importanza dell’allenamento e della dedizione.

Da 14 a 19 anni: “L’età del dialogo”

Dall’adolescenza all’età adulta, i ragazzi iniziano a creare la propria identità e le proprie idee. Il confronto e il dialogo efficace diventano fondamentali.

Esercizio pratico:

  • Il cerchio di condivisione: Con scadenze regolari formate un cerchio con i giocatori e lasciate che ciascuno condivida una cosa positiva che ha imparato o un’esperienza personale legata al calcio. Questo promuove l’ascolto attivo e il dialogo.

Ricordate ai vostri ragazzi di focalizzarsi sulle cose positive e guidateli con il comportamento più che con le parole.

Alcuni strumenti utili

Allenare comunicando

Luigi Ragno: i rapporti umani prima di tutto

La comunicazione del mister – tesi Graziani Archimede

“Perché faccio l’allenatore?” la tesi di Vincenzo Italiano

Buon divertimento!

Questi argomenti sono in continua evoluzione e sviluppo.

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