Godetevela. Senza peccare di umiltà e presunzione

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Godetevela. E’ quello che ha detto, Pecchia, ai tifosi del Parma, dopo il pareggio a Bari per la la promozione in Serie A.

Godetevela. E’ quello che voglio dire anch’io alla fine di questa esaltante stagione (sembrando presuntuoso e poco umile ma tanto ci sono abituato) ai miei giocatori in primis, ai dirigenti che mi hanno accompagnato per tutto l’anno sia con la terza categoria che con la juniores e soprattutto alla dirigenza del MT1960 che nel primo anno “da grande” (la società era già ben solida dalla sua nascita nel 2009) ha sostenuto il progetto giovani e il forte attaccamento al territorio raggiungendo due promozioni (una non ancora certa in verità ma probabile).

Goditela Presidente (Sandro Boni)

Goditela Vicepresidente (Luca Ferrari)

Goditela Team Manager (Valentino Ilariuzzi)

Perché viste le scelte fatte, capite perfettamente il messaggio che ci sta sotto.

Come ha dichiarato Krause alla gazzetta dello sport “investire in una prima squadra composta dai nostri giovani” anche il mio presidente, aggiungendo di puntare anche sul settore giovanile partendo soprattutto dal nostro territorio mi ha dato questo come obiettivo principale ad aprile del 2023 dopo una coraggiosa separazione dalla prima squadra storica, il Terme Monticelli con cui l”MT1960 non condivideva più gli stessi obiettivi e valori.

Parma promosso in A, 1-1 con il Bari, gol di Bonny e Di Cesare | Gazzetta.it

Una strategia che, per una prima squadra, ha i suoi rischi, soprattutto nell’equilibrio psicologico di una squadra fatta di giovani pieni di talento ma non di esperienza.

Quest’anno, però, ha dimostrato di potere essere vincente.

Il Parma ha conquistato la promozione con la terza rosa più giovane della categoria (24,8 anni l’età media), fatta tutta di giocatori di proprietà che iniziano ad avere diverse decine di partite giocate tra i professionisti.

L’MT1960 ha conquistato play off e soprattutto la coppa (il torneo dei Presidenti di Reggio Emilia e quindi la probabile promozione in seconda categoria) con la rosa più giovane di tutto il campionato (19,2 anni l’età media) fatta tutta di giocatori del paese o dei paesi vicini.

Gli stessi giovani hanno conquistato la promozione nella juniores regionale conquistando il campionato provinciale Juniores con 63 punti su 26 partite giocate.

Continuando con umiltà a trovare similitudini con la super annata del Parma, raramente l’allenatore del Parma ha schierato la stessa formazione per due volte di fila.

Pecchia, infatti, in ogni conferenza stampa ribadisce che non ci sono i titolari e sostituti, ma gioca il Parma, e chi entra a partita in corso non ha meno possibilità di contribuire al successo della squadra rispetto a chi è partito dall’inizio.

Parma-Pecchia, prove di intesa - Forza Parma

Se la squadra si è imposta sulle altre dall’inizio alla fine in campionato non è stato solo per la qualità e l’ampiezza della rosa ma anche per la capacità di fare gruppo che è emersa con evidenza in questa stagione, con una solidità psicologica che ha consentito al Parma di vincere tante partite con gol segnati anche negli ultimi minuti di gioco. Una rosa giovane, un gruppo forte, una proprietà solida.

Ovviamente non ci paragoniamo così tanto all’ottima gestione del Parma ma non avremmo potuto gestire 52 “ragazzi” in 141 allenamenti e 66 partite se il fare gruppo non fosse stato il primo degli  obiettivi dichiarati.

Nessuna pressione mai. L’obiettivo principale è sempre stata la prestazione sul campo.

Le 3 sconfitte nella juniores e le 8 nella terza categoria sono sempre state affrontate cercando di analizzare e risolvere le situazioni che le avessero create. Ogni volta un importante momento di crescita.

Crescita che ci ha portato a vincere e a non mollare mai nel campionato juniores mantenendo sempre il comando sulla diretta concorrenza, che è stata costantemente in agguato ai vertici della classifica.

E’ che ha avuto poi  l’apice nel cammino esaltante in coppa dove siamo riusciti a rigiocare e a vincere un quarto di finale “rubato” per un cavillo tecnico, poi nella reazione che ci ha portato a vincere la semifinale con 2 goal dopo che all’82esimo eravamo andati in svantaggio e soprattutto a vincere una finale spettacolare contro una squadra giudicata nettamente favorita nei nostri confronti.

Una rosa giovane, un gruppo forte, una proprietà solida.

Goditela Jimmy.

Goditela Danilo.

Godetevela, quindi a tutti gli attori coinvolti.

Ancora un’importante similitudine (ovviamente sempre con umiltà e poca presunzione).

Krause è un proprietario americano ma ha un approccio molto diverso da quello dei fondi di investimento che cercano profitti veloci nel business del calcio.

Krause Group si definisce, infatti, un’impresa famigliare la cui missione è “migliorare il modo in cui le persone vivono il mondo coltivando una famiglia di marchi e creando allo stesso tempo opportunità per fare del bene”. Nelle poche interviste concesse, il presidente del Parma ha detto di ritenersi un “imprenditore sociale” che guida aziende “legate al territorio, ecosostenibili, rispettose e amate dalla comunità”.

Ci sentiamo molto vicini a questo modo di pensare e di agire. I nostri tifosi (la nostra vera vittoria, 410 nella finale di Albinea della coppa e comunque superiori ai 300 nelle partite giocate a Monticelli) non hanno certo i numeri vertiginosi di tante altre realtà ma sono la maggior parte del nostro territorio “perché l’MT1960 fa giocare i giovani del paese” come ci ripetono spesso.

Goditela Tommy Bruni. A rappresenta del giocatore/tifoso che sei!

E’ tornata in paese la voglia di venire a passare una domenica a divertirsi guardando una partita di calcio.

Quindi l’ultimo godetevela è per i “miei” ragazzi (frase che un allenatore non dovrebbe mai pronunciare) ma che io invece sento nel profondo nell’aspetto più genitoriale che si possa pensare.

A far del bene non ci si rimette mai. Ricordiamoci che il calcio è diventata una delle poche opportunità educative che abbiamo per far crescere i nostri giovani.

Facciamoli giocare. Facciamoli esprimere. Aspettiamo i loro tempi. Coinvolgiamoli nella società. Facciamoli sentire protagonisti della loro vita. Facciamoli crescere.

E’ per questo che ho sposato la frase di Pecchia ai tifosi. Godetevela. Non sarei riuscito a trovare slogan migliore.

L’aver vinto nella stessa settimana al mercoledì la coppa presidenti, al sabato il campionato juniores e alla domenica la conquista dei play off ci ha fatto gioire come non mai e ha coronato una stagione pazzesca.

Come era prevedibile i tornei che stiamo affrontando dopo questa cavalcata ci vedono “bolliti” e incapaci di esprimere il calcio che abbiamo fatto tutto l’anno ma sarebbe un grosso errore rilassarsi.

Abbiamo ancora un ultimo obiettivo molto importante. Il torneo più importante dell’anno.

Tenete botta ragazzi!

Tutti convocati, infatti, per l’ultimo toreo interno (tra di noi) che sappiamo essere il più duro di tutti.

Quattro squadre (eh si 4 squadre perchè la rosa di quest’anno supera i 44 elementi) si sfideranno alla morte (come sempre quest’anno) spendendo tutte le poche energie che ancora restano per  festeggiare poi tutti assieme alla cena di fine anno.

Lo sappiamo, sarà dura. Il discorso di Sandro, le pagelle di Giorgio Iotti, gli sproloqui di tanti di noi su cosa dovevi fare e quando dovevi farlo…ma il brindisi sarà sempre alto.

Il percorso è ancora lungo. Ma come il Parma: una rosa giovane, un gruppo forte, una proprietà solida sono le basi essenziali per fare una buona figura anche l’anno prossimo.

Questa è passione. Questa è voglia di vincere.

Non è d’accordo con noi Presidente Krause? E lei mister Pecchia? Non c’è bisogno, conosciamo già la risposta.

Grazie per aver riportato in serie A il Parma. Grazie per come lo avete fatto, Grazie per le persone vere e autentiche che siete.

Questi argomenti sono in continua evoluzione e sviluppo.

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