Mt1960 si ripete: CAMPIONE PROVINCIALE JUNIORES

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Con una giornata di anticipo l’Mt1960 conquista il secondo trofeo di questa settimana dopo la stupenda vittoria di mercoledì nel torneo dei presidenti.

Ieri, dopo una “non brillante” prestazione (ma si sa che in questi casi è il risultato che conta) i ragazzi hanno regalato alla società un’altra grande soddisfazione vincendo con una giornata di anticipo il campionato juniores provinciale di Parma.

25 partite giocate, 19 vinte, 3 pareggiate e 3 sconfitte e una ancora da giocare a Marzolara la settimana prossima.

Dopo così tante partite è sicuramente un’emozione unica e indimenticabile per i giocatori, i tifosi e per tutta la società godersi questa vittoria.

Da quando è nata, l’Mt1960 ha condotto con serietà il proprio progetto sulle giovanili.

Tuttavia, quest’anno segna una svolta significativa, poiché per la prima volta si è riusciti a ottenere un risultato tangibile conquistando un campionato.

La vittoria della juniores, con la sua richiesta di costanza e prestazioni di alto livello per un periodo prolungato, rappresenta un obiettivo ambizioso e prezioso. Raggiungere questo traguardo e contemporaneamente ottenere la vittoria del torneo dei  presidenti al primo anno di esordio con la terza categoria (sviluppo naturale di questo progetto sui giovani) è un’impresa straordinaria.

L’entusiasmo e la gratificazione di trionfare in entrambi gli eventi nella stessa settimana poi ha reso questa esperienza ancora più memorabile e gratificante per l’intera comunità sportiva di Monticelli.

Campionato strano quello di quest’anno. Almeno 6/ 8 squadre sono state in bilico tutto l’anno alla ricerca della vittoria di questo campionato. L’Mt1960 (tranne 2 giornate all’inizio) l’ha vissuto sempre in testa ma in pochi punti seguivano tutte le altre squadre.

Vincere il campionato mantenendo sempre il comando sulla diretta concorrenza che è stata costantemente in agguato ai vertici della classifica, (mi ripeto) è un’impresa straordinaria.

Straordinaria anche perché con gli stessi ragazzi abbiamo affrontato un carico di lavoro e un impegno fuori dal comune: quella di ieri era la 62esima partita giocata quest’anno a fronte di 132 allenamenti durante gli 8 mesi da quando abbiamo iniziato la stagione. Se ci pensate è come giocare 24 giorni su 30 ogni mese (un immenso grazie alle famiglie – compreso la mia – che hanno sopportato tutto questo!!!).

Per tutta la stagione, oltre ai 4 allenamenti settimanali tra juniores e terza categoria, infatti, abbiamo giocato partite sia il sabato nel campionato provinciale juniores che la domenica nella terza categoria. Inoltre, nell’ultimo mese, abbiamo aggiunto un ulteriore carico di partite disputando anche ogni mercoledì il torneo dei presidenti.

 

Questo intenso calendario di incontri testimonia la determinazione e la dedizione dei ragazzi nel perseguire gli obiettivi dimostrando la capacità di gestire un carico di lavoro estremamente impegnativo.

Lo sforzo costante di tutti i ragazzi coinvolti è stato fondamentale per mantenere un alto livello di prestazioni in tutte le competizioni, confermando la nostra volontà di lottare per il successo in ogni occasione.

I ragazzi sono stati bravi anche nel dominare la classifica del campionato juniores nell’essere sempre attenti a respingere gli attacchi delle squadre inseguitrici perché richiede una combinazione di coesione di squadra, tenuta mentale e prestazioni di alto livello in ogni partita.

Questa leadership indiscussa e la capacità di rimanere costantemente al comando della situazione sono il frutto di un duro lavoro, dedizione e impegno da parte di tutta la società sia sul campo che fuori.

Sandro Boni su tutti. Il nostro presidente (con cui mi sono sempre confrontato) che di calcio ne capisce, ci è sempre stato vicino anche nello spogliatoio ad incitare i ragazzi e a far sentire la presenza della società senza mai pretendere ad ogni costo il risultato. Per chi, da tanti anni è nel calcio come lo sono io, sa che non è così scontato.

Massimo Bini, Tino Ilariuzzi e Lucio Grignaffini poi sono stati splendidi perché a questi ragazzi vogliono proprio bene. Trattano tutti come se fossero i loro figli e anche questo non è così scontato.

Cosa dire poi di Gianmario Malfatto e Danilo Schiappa che con competenza, pazienza, frustrazione, rabbia, gioia hanno percorso con me questo cammino. Poche volte nella vita si trovano persone così intelligenti e disponibili con cui confrontarsi, arrabbiarsi, abbracciarsi e festeggiare. Non mi avete mai fatto sentire solo. Il mio GRAZIE è immenso.

Un plauso speciale anche ad Alessandro Soncini, il nostro Ds delle giovanili che, compatibilmente con le sue esigenze famigliari, con la sua pazienza si è sbattuto tantissimo sia rispetto all’organizzazione (campi, spogliatoi, amichevoli, ecc) che nel duro lavoro di rapporti con le società che devo dire negli ultimi anni è proprio peggiorato.

Ci sono tante società, come la nostra, che prendono sul serio il loro compito di agenzia educativa per i giovani sul proprio territorio trasmettendo valori come rispetto e umiltà attraverso questa passione che richiede fatica e sudore.

Insegnare ai propri ragazzi il valore della sconfitta, per esempio è essenziale per la formazione di persone responsabili e capaci di crescere.  Imparare dalle proprie esperienze negative è, infatti, una lezione fondamentale per la crescita personale e sportiva.

Se si lavora in questa direzione, promuovi un ambiente di rispetto e maturità che è essenziale per creare una cultura sportiva positiva e duratura.

E’ per questo che mi è dispiaciuto profondamente quando, in una partita che rappresentava quasi uno scontro diretto, una squadra locale che ho sempre apprezzato e rispettato, dove mio figlio allena, dove ho numerosi amici tra allenatori e dirigenti  e dove il loro allenatore ha allenato per anni all’MT1960 e quindi conosce bene il nostro modo di lavorare, ha deciso di non accettare la sconfitta sul campo.

Nonostante la partita fosse finita 2 a 0 a nostro favore senza che la squadra avversaria avesse mai tirato in porta, la dirigenza della società ha scelto di presentare, con un certo accanimento, un ricorso respinto prima dal giudice sportivo e poi dalla corte di appello perché “non appare fondato e non merita accoglimento” proprio perchè il regolamento della figc (l’unico a cui le squadre devono attenersi) è molto chiaro in merito.

Come ho già detto altre volte si faceva più bella figura ad accettare la sconfitta sul campo. Ad accettare i meriti dell’avversario. A parlare poi con i propri ragazzi sulle ragioni di quella sconfitta e cercare di migliorarsi imparando dagli errori commessi. Occasione persa.

Parlare e discutere di questa situazione, invece, con i nostri ragazzi durante gli allenamenti successivi ci ha reso ancora più consapevoli del nostro valore, della nostra correttezza e del nostro essere sempre responsabili e amichevoli con tutte le società, indipendentemente dal risultato.

Un ultimo saluto e ringraziamento ai nostri tifosi che anche ieri (ci scusiamo per la pessima prestazione) non sono mancati sugli spalti per darci il loro prezioso supporto.

 

La sensazione di trionfare in queste circostanze è ancora più gratificante, poiché rappresenta il riconoscimento del duro lavoro e della determinazione dimostrati durante l’intera stagione.

E non è ancora finita…oggi pomeriggio ancora in campo nel campionato di terza alla conquista dei play off… ANDIAMOOOOOOOOOOOOOOOOOO, VAMOOOOOSSSSSSSSSSSS, DAIIIIIIIIIIIIIIIIII…SEMPRE MEGLIOOOOOOO…..

Questi argomenti sono in continua evoluzione e sviluppo.

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