Come nelle favole…il “cattivo” c’e sempre…

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Ieri ho pubblicato un articolo “Come nelle favole” che racconta di una vittoria che è quella di giocare al pallone, di contenderla ad un avversario che pensavamo fosse “diverso” (ormai amici ndr) e del significato di non mollare mai.

Come nelle migliori favole, la nostra avventura sul campo ha conosciuto un’intensa gioia con la vittoria che non parlava solo di calcio ma anche di cosa il calcio muove, specialmente nei giovani e attorno ai giovani.

Tuttavia, come spesso accade nei racconti, un’ombra inaspettata si è stagliata sul nostro cammino.

Una combinazione di eventi che hanno dell’incredibile ha finito per penalizzare noi ma soprattutto quello che “Al di là del risultato sul campo, era ed è stata la vera vittoria di tutti” (vedi articolo Come nelle favole).

La polisportiva Vetto ha fatto bene a presentare il ricorso perché il regolamento glielo permette.

Il giudice ha fatto bene a decretare la ripetizione della partita perché in casi di errori tecnici ammessi dall’arbitro è la prima soluzione.

Quindi mercoledì prossimo 3 aprile alle 21 si rigiocherà la partita e le semifinali che dovevano essere giocate nella stessa data spostate di una settimana.

Tutto corretto e tutto giusto.

Ma allora il cattivo? La strega?

La creatura malvagia che in tutte le favole si oppone al raggiungimento del lieto fine, dov è?

Forse il ” cattivo” è in un sistema che permette a chi subisce una situazione di non poter replicare. “… le decisioni di carattere tecnico, adottate dal Giudice Sportivo in relazione al risultato delle gare, sono inappellabili…” in virtù di un regolamento fatto apposta per le competizioni a rapido svolgimento. Peccato però nel caso di questo memorial dei presidenti tanto rapido lo svolgimento non lo sia, visto che inizia a settembre e e la finale non è ancora stata fissata.

E forse il “cattivo” è anche nel non poter vedere cosa c’è scritto nel referto arbitrale. Ci siamo. infatti, sorpresi anche noi, dopo aver scritto l’articolo di ieri  facendo i complimenti alla squadra avversaria, nell’aver visto la sanzioni apparse sul comunicato.

Perché il tutto è avvenuto nel momento in cui l’arbitro (Lorenzo Montagna) ha fischiato il rigore al  95° minuto e si è formato un capannello di giocatori della squadra avversaria attorno a lui.

Da dove eravamo noi dopo aver sventolato una volta il cartellino rosso la situazione è tornata normale. Ma evidentemente le cose non sono andate così.

Visto che in campo siamo andati subito ai rigori e l’arbitro non ci ha comunicato nulla almeno sapere cosa effettivamente abbia scritto sul referto specialmente sui giocatori espulsi diventa fondamentale. Noi pensavamo ad un giocatore, mentre il ricorso è stato fatto per 2 giocatori e sul referto ne sono apparsi addirittura 3 di giocatori espulsi (di cui l’ultimo senza spiegazioni). Il tutto lascia per lo meno qualche dubbio.

Il giudice sportivo giustamente scrive quanto segue: “preso atto che al termine della gara, nell’effettuazione dei calci di rigore per decretare la vincente, l’arbitro ha permesso alla Società M.T. 1960 di eseguire i tiri con 10 giocatori diversi, mentre la Soc. VETTO ha potuto
utilizzarne solamente 9 a seguito di due espulsioni avvenute durante la gara e comunque prima dell’esecuzione degli stessi”.

Peccato che noi dal campo, pensavamo che fosse stato espulso solo 1 il giocatore ed è per quello che abbiamo fatto tirare il portiere (chissà quale vantaggio), il nostro decimo giocatore.

Comunque ormai le cose sono andate così. Voltiamo pagina e guardiamo avanti.

Resta comunque il desiderio di trasparenza per un sistema che permette ad alcuni di fare la voce grossa e ad altri di non poter neanche dimostrare di aver ragione e l’essere trattati con dignità da chi dovrebbe garantire che la partita sia vissuta nel rispetto delle regole e con equità da entrambe le squadre e che invece, a parte la voce grossa, a volte la fa anche arrogante a dispetto di una certa professionalità.

Resta anche la delusione rispetto ai nostri “ormai amici” del Vetto perché è vero “il regolamento c’è e va rispettato” ma in quel campo c’eravamo tutti.

L’emozione è stata grande e prima dei rigori, a fine partita, i complimenti erano sinceri da parte di tanti giocatori e dirigenti di entrambe le squadre riconoscendo la qualità e la quantità del gioco espresso e del comportamento in campo.

Secondo me è il vero lieto fine della favola” (vedi articolo Come nelle favole) dove le squadre si incontrano sul campo dando tutto e pensando solo a divertirsi giocando a calcio.

Noi non abbiamo fatto nulla che non fosse regolare o che ci abbia dato un vantaggio effettivo (solo non abbiamo avuto l’opportunità di dimostrarlo).

Ed è un peccato perché così vince la mentalità del risultato a tutti  i costi.

Forse non tutti, mi rifiuto di crederlo, perché quei giocatori e quei dirigenti con cui mi sono confrontato erano veramente sinceri, ma quel qualcuno che come ha detto oggi, “in nome di una classe arbitrale che lo avrebbe penalizzato da tempo” ha voluto questa situazione, mi fa profondamente tristezza.

Il mio rispetto l’ha perso.

Forse conta poco. Anzi probabilmente ci farà sopra anche una grassa risata. Ma per come la penso io, per quella che è sempre stata la mia vita da sano montanaro (e ne vado fiero) il rispetto è tutto. Ad accettare una sconfitta per come è avvenuta sul campo si faceva più bella figura.

Detto questo mercoledì prossimo il nostro rispetto per il gioco e per l’avversario sarà sempre il solito.

Possiamo essere delusi dalle decisioni al di fuori del nostro controllo, ma ciò che conta davvero è la nostra reazione.

Giocheremo con onore e come esempio di sportività sul campo e sugli spalti. Questa è la nostra vera forza e nessuna controversia può mai metterla in discussione.

Abbiamo un paese a sostenerci.

Siamo una squadra pronta a combattere con lealtà e dignità, indipendentemente dalle circostanze e dal risultato. Continuiamo a mantenere alta la testa sapendo che abbiamo il sostegno di tutti coloro che credono in noi.

La nostra integrità non è negoziabile e il calcio è gioia.

VAMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSS

Questi argomenti sono in continua evoluzione e sviluppo.

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