Calcio femminile: le influenze del ciclo mestruale sul calcio femminile

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Un articolo di L Football di marzo da rispolverare per ridurre le incidenze degli infortuni quando si allena una squadra femminile:

Scienza e sport: le influenze del ciclo mestruale sul calcio femminile

 

Il più grande ostacolo di ogni evoluzione è l’ignoranza. E il mondo del calcio questo lo sa bene. Anche quando l’intenzione non è volutamente dannosa, una grave lacuna nella comprensione del calcio femminile in particolar modo resiste nel non riuscire a considerare la donna un’atleta individuale e non soltanto una variante dell’uomo.

È da sempre più semplice infatti considerare gli sbalzi umorali o i mutamenti interni dell’organismo, nella migliore delle ipotesi, la chiusa di una battuta pseudo-comica o uno stigma imbarazzante da lasciare innominato, e nel peggiore dei casi sintomo di follia.

Una recente maggiore attenzione agli effetti fisici e umorali del ciclo mestruale sul corpo della donna ha permesso però un’evoluzione moderna e catartica anche nel campo dello sport femminile professionistico. Nel calcio femminile italiano un esempio pionieristico di questo nuovo approccio alla conoscenza e alla preparazione fisica della giocatrice lo si riscontra nell’Inter Femminile.

Grazie alle ricerche e al lavoro del dott. Natale Gentile, biologo nutrizionista, consulente del settore nutrizione della F.C. Internazionale Milano e responsabile della medesima area per la Nazionale italiana femminile, il club neroazzurro sta intraprendendo un percorso graduale verso una nuova mentalità nella comprensione del corpo dell’atleta, andando incontro alle esigenze dell’organismo soprattutto nelle fasi di maggior cambiamento, ossia nel corso del ciclo mestruale. A porre un accento indispensabile sulla questione è l’argomentazione della tesi di Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana, della Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari dell’Università di Milano, elaborata da Roberto Di Giacomo, sotto la supervisione della professoressa Ileana Marina Terruzzi del dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università Statale di Milano e del dott. Natale Gentile dell’area di Nutrizione di FC Internazionale Milano diretta dal dott. Matteo Pincella. La tesi verte infatti proprio sulla correlazione tra ciclo mestruale, alimentazione e la performance sportiva in una squadra di calcio femminile di Serie A.

L’obiettivo del lavoro di tesi era infatti non soltanto quello di dimostrare quanto sintomi ed effetti mestruali influiscano attivamente sulla prestazione sportiva ma anche evidenziare il ruolo chiave svolto da un’alimentazione mirata e adeguata nella gestione delle conseguenze derivanti dal ciclo.

Al fine anche di prevenire le conseguenze dannose della sindrome “RED-S” (Relative Energy Deficiency in Sport) causata da una carenza di disponibilità energica che influisce sul sistema immunitario e sulla stabilità dell’apparato muscoloscheletrico, l’analisi dei sintomi psicofisici del ciclo mestruale e dei relativi effetti sul corpo femminile ha evidenziato la necessità di intraprendere nuove abitudini e nuovi approcci nella routine della preparazione atletica delle giocatrici.

Le 21 giocatrici dell’Inter Femminile sono state sottoposte a due questionari che intendevano prendere in analisi, nel corso della stagione di Serie A Femminile 2020/2021, i sintomi avvertiti durante le varie fasi del ciclo mestruale e il regime alimentare seguito, relazionando dunque questi fattori alla risposta psicofisica delle atlete e in particolar modo alla sopportazione dei carichi di lavoro e ai tempi di recupero dalla fatica.

Foto LiveMedia/Francesco Scaccianoce Milan, Italia, 05 settembre 2021, SERIE A FEMMINILE Inter – FC Internazionale vs Lazio Women Nella foto: Le giocatrici dell’FC Internazionale salutano i tifosi dopo la vittoria LiveMedia – World Copyright

Considerati anche i parametri antropoplicometrici delle calciatrici quali altezza, peso e sommatoria di sette pliche cutanee, i primi riscontri dei questionari hanno mostrato quanto la maggior parte delle giocatrici subissero i sintomi della sindrome premestruale e non seguissero invece, in questa fase, una corretta dieta che potesse andare incontro alle necessità dell’organismo in quel periodo.
Grazie alle informazioni rilevate dai questionari, in determinati fasi del periodo mestruale, sintomi come l’aumento dell’appetito ma anche della sensazione di stanchezza in seguito allo sforzo fisico, con conseguente distensione dei tempi di recupero e una maggiore negatività dell’umore, influivano pesantemente sulle prestazioni fisiche delle giocatrici.

Dal punto di vista del regime alimentare inoltre, nonostante la maggior parte delle atlete si affidasse a una dieta mediterranea, risultava comune la carenza di assunzione di cereali, frutta e verdura, legumi ed olio extravergine d’oliva, una mancanza che comporta dunque un deficit di carboidrati, ferro, calcio e in generale di energia, compensato negativamente invece da un maggiore apporto di lipidi e proteine.
Il cambiamento nelle abitudini alimentari delle giocatrici agirebbe quindi direttamente sullo stato infiammatorio del fisico causato dall’intensità dell’esercizio fisico, permettendo così alle atlete di controllare al meglio sintomi ed effetti del ciclo mestruale e non soltanto di subirli passivamente.
Il processo di armonizzazione dell’allenamento e della preparazione in base alle esigenze di ogni calciatrice in una rosa con in media almeno 21 atlete non può essere immediato e la pandemia da COVID ha inevitabilmente rallentato le intenzioni e i progetti del club neroazzurro.

Ad ogni modo, in collaborazione proprio con il lavoro del dott. Gentile, e grazie anche alla disponibilità delle giocatrici stesse che hanno abbracciato con impegno le richieste dello staff, l’Inter Femminile sta impostando le basi di questa implementazione scientifica nella preparazione atletica.
Se un allenamento specifico ad personam risulta difficile da attuare nel gioco del calcio, il lavoro d’attivazione in palestra si presta ad essere organizzato a seconda delle diverse fasi del ciclo delle giocatrici. Se gli obiettivi primari restano al momento la periodizzazione dell’allenamento e alleviare la sintomatologia, i primi passi da compiere in questa direzione riguardano appunto una conoscenza complessiva dei sintomi mestruali e soprattutto la nutrizione e la supplementazione corretta nelle diverse fasi del ciclo.

Al fine di raggiungere il primo traguardo, le giocatrici dell’Inter usufruiscono di un gestionale con cui comunicano informazioni precise sul proprio ciclo mestruale, tra cui sintomi, dolori e livelli di stress. Questo permette dunque allo staff della squadra di monitorare per quanto possibile la generalità dei singoli casi. A tal riguardo inoltre, lo staff sta anche già lavorando allo sviluppo di un’applicazione che ottimizzi il monitoraggio e unifichi le ricerche.

Il secondo step invece già inaugurato in quest’ottica riguarda una nuova attenzione rivolta alla nutrizione, come per esempio nella variazione del rapporto tra carboidrati e grassi nella dieta a seconda delle fasi del ciclo, essendo substrati energetici preferenziali rispettivamente della fase follicolare e luteale.
E proprio un regime alimentare mirato, al fine di mitigare i sintomi mestruali, rivela una fondamentale influenza anche sull’aspetto psicologico poiché determinati cibi agiscono per la loro composizione anche sulla psiche dell’atleta, come gli alimenti che favoriscono la produzione di serotonina o come quelli ricchi di magnesio che comportano un maggiore rilassamento.

Seppure dunque ancora in fase preliminare, l’impegno dell’Inter Femminile appare, attraverso il lavoro del dott. Gentile e le ricerche svolte in fase di elaborazione della tesi di Di Giacomo, sul punto di abbracciare una nuova visione dello sport e dell’atleta in generale. Il corpo non viene più considerato esclusivamente una macchina infaticabile e vessata per la sopportazione di carichi di lavoro costanti e avvilenti ma si riconosce finalmente come un organismo complesso in cui cooperano sfere psicofisiche che necessitano eguale attenzione e cura.

Emblema di questa svolta scientifica applicata allo sport e in particolar modo al calcio femminile fu ancora una volta la Nazionale statunitense femminile, la prima squadra ad aver discusso apertamente di questo studio individualizzato per il corpo di un’atleta. La straordinaria performance mostrata dalla Uswnt durante i Mondiali di Francia 2019 non era esclusivamente frutto di una formazione di talento o di un’ottima preparazione atletica ma era il risultato in realtà di una cura minuziosa della rosa come collettivo e come gruppo di singole atlete, attraverso tutti i piani della quotidianità in Francia.

Tra gli schemi e i calendari che adornavano le pareti delle stanze e dei corridoi frequentati dalle giocatrici statunitensi, comparivano anche promemoria e consigli sul ciclo mestruale, elemento cardine della preparazione di Dawn Scott. High Performance Coach della Uswnt per tutto l’arco dell’era di Jill Ellis, Scott si è rivelata fondamentale tanto quanto la CT per il successo della Nazionale americana, proprio per la sua conoscenza approfondita di ogni singola calciatrice dell’organico.

Nasceva da Scott infatti l’esigenza di trovare una soluzione per riuscire a gestire contemporaneamente i sintomi e gli effetti mestruali di ogni giocatrice per monitorare in tempo reale durante ogni fase del ciclo i bisogni delle atlete. A rendere possibile il suo progetto ambizioso fu il lavoro innovativo delle dottoresse ricercatrici Rashmi Kudesia e Georgie Bruinvels, specializzate proprio nello studio della fisiologia femminile e con l’obiettivo di permettere alle donne in generale, non soltanto alle professioniste nello sport, di imparare ad ascoltare e conoscere al meglio il proprio organismo per collaborare con esso proprio nei momenti più delicati.

Attraverso l’utilizzo dell’app Fitr Woman, ideata e sviluppata proprio dalla dottoressa Bruinvels, e in seguito alla compilazione di questionari simili a quelli sottoposti alle giocatrici dell’Inter Femminile in cui si registravano i sintomi, gli effetti e le conseguenze psicofisiche del ciclo mestruale di tutte le calciatrici statunitensi, Dawn Scott riuscì ad ottenere un profilo individuale di ogni atleta e delle sue esigenze durante tutte le fasi del ciclo. Dalla carenza di sonno a una maggiore difficoltà nel recupero dagli sforzi fisici, la coach statunitense aveva finalmente la possibilità di prevenire e agire sui sintomi più debilitanti e programmare in questo modo per ognuna delle calciatrici un allenamento specifico con i giusti carichi di lavoro e tempi di riposo.

L’app Fitr Woman inoltre, suddividendo grazie alle ricerche delle dottoresse Bruinvels e Kudesia il ciclo mestruale in quattro fasi che andavano dal primo giorno di flusso allo stesso del mese successivo, consigliavano per ciascun individuo la giusta alimentazione da seguire in relazione proprio ai sintomi e alle singole necessità. Se nella prima fase infatti si rivela necessario assumere più fibre e cereali ed evitare cibi infiammatori e ricchi di grassi, durante la terza fase, immediatamente successiva all’ovulazione in cui i livelli di progesterone ed estrogeni sono più elevati, a causa anche dell’aumento dell’appetito e degli sbalzi umorali, è consigliabile una dieta bilanciata fatta di grassi salutari e di piccoli pasti regolari nel corso della giornata, evitando invece zuccheri difficilmente assimilabili e caffeina.

La medesima app è stata inserita nel 2020 nei piani di lavoro dell’allenatrice Emma Hayes per le giocatrici del Chelsea Women, una decisione innovativa per il calcio femminile inglese ed europeo in generale. Tra gli obiettivi di Hayes nell’intraprendere questo percorso vi era la prevenzione degli infortuni muscolari, in particolar modo del legamento crociato anteriore. Pochi mesi prima infatti, la calciatrice inglese dell’Arsenal Women Jordan Nobbs aveva denunciato la scarsa conoscenza scientifica degli effetti del ciclo mestruale sull’organismo femminile in seguito proprio alla rottura del crociato che le aveva pregiudicato la partecipazione ai Mondiali di Francia 2019.

E sebbene non ci sia ancora una correlazione scientifica testimoniata tra la maggiore propensione delle atlete a subire quel particolare infortunio rispetto agli uomini e il ciclo mestruale, il dott. Natale Gentile non esclude proprio la possibilità che, oltre alla predisposizione genetica e anatomica, i livelli elevati di progestinici durante una fase del ciclo mestruale possano influire anche su un maggiore rischio di infortunio.

Il calcio, come molti altri sport soprattutto a livello professionistico, è stato spesso considerato una disciplina puramente fisica e il modello di riferimento è solitamente l’atleta che fa del lavoro atletico, dell’allenamento ripetitivo e della robustezza del corpo i suoi maggiori punti di forza. Anche per questa ragione una tale concezione di questo sport diventava argomentazione principale per opporsi all’idea del calcio femminile nei primi decenni di vita. Ma le moderne influenze che intendono sradicare questa visione del calcio da credenze e tradizioni per aprirlo alle nuove conoscenze dipingono finalmente il volto di una disciplina più complessa, frutto di una commistione equilibrata ed ordinata di sfere, fisica, mentale ed emozionale, coordinate non più solo dalla dimensione atletica ma anche o soprattutto da quella scientifica e psicologica.

La reale comprensione del calcio va ben oltre ormai la semplice regola del fuorigioco ed è proprio questo nuovo aspetto a renderlo sempre di più un “bel gioco”.

Rita Ricchiuti

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