ALLENARE IL PORTIERE SECONDO IL MODELLO PRESTATIVO?

Ciao a tutti e bentrovati !

Oggi lo spunto della giornata deriva da una conversazione che abbiamo avuto con i colleghi dell’area portieri con cui condividiamo idee e pensieri. Parlando di analisi video, e di conseguenza all’estrapolazione di dei dati, ci  si è posta la domanda di come utilizzarli.

A differenza dei giocatori di movimento in cui con i dati si può identificare il modello prestativo con il portiere è molto più complicato perchè i dati ci indirizzerebbero verso una direzione che non sarebbe corretta .

A tal proposito inserisco dei grafici che ho ricavato dall’analisi di una partita di Under 19 Nazionale (Primavera 2 ) e come noterete ci sarebbero delle indicazioni ben precise .

 

Come notate dal grafico a torta la fanno da padrone le transizioni positive che sommate danno 84% ed in particolar modo quelle podaliche con il 72% mentre a scendere andiamo sulla difesa dello spazio con il 14% ( Uscite ) e con solo il 2% le parate.

Alla luce di questo modello prestativo ricavato dal match negli allenamenti dovremmo lavorare di più sulle transizioni podaliche, che logicamente hanno anche la percentuale maggiore di errore come vedete nell’istogramma.

A mio parere la cosa non può funzionare data la complessità del ruolo che in prima battuta deve indicare al portiere di difendere la porta, lo spazio e poi di giocare con la squadra.

Oggi questa tendenza viene trascurata nel senso che gli allenatori pretendono dal portiere sempre che pari e non sbagli nei suoi fondamentali ma in più gli chiedono di avere una proprietà podalica pari quasi ad un centrocampista.

D’altro canto, troppo spesso, non pensano ad esercitazioni integrate che permettano al portiere di migliorare le proprietà podaliche insieme ai compagni di squadra.

Credo che ci sia la necessità, proprio per la complessità del ruolo, di valutare bene che modello utilizzare per allenare correttamente i nostri portieri e  sempre più spesso si avverte la necessita di  integrarsi con la squadra per ottimizzare in maniera migliore i tempi di lavoro specifici sul lavoro podalico.

E’ chiaro che questo programma deve essere concordato con il Mister che deve adattare anche il suo lavoro alle esigenze del portiere e soprattutto metterlo nelle condizioni più reali possibili, quindi con situazioni e spazi veritieri, in maniera da aumentare le sue competenze e la sua intesa con i giocatori di movimento.

Una nota che è emersa dall’interpretazioni dei dati, ma che non ho riportato , riguarda il fatto che la maggior parte degli errori sulle transizioni podaliche nasce da un’azione di retropassaggio e questo mi ha fatto pensare che forse non è solo il portiere a sbagliare ma forse viene messo nelle condizioni di poter sbagliare; è molto più facile scaricare la colpa sul singolo che ha effettuato l’ultima giocata che non esaminare da dove può derivare l’errore di più singoli insieme.

Con questa considerazione vi saluto e come al solito vi chiedo di condividere i vostri pensieri.

A presto !

Una risposta a “ALLENARE IL PORTIERE SECONDO IL MODELLO PRESTATIVO?”

  1. Sicuramente sfondate una porta aperta. Troppe volte il Mister trascura e sottovaluta la preparazione del portiere. Quante volte capita nel bel mezzo dell’allenamento che arriva la chiamata “un portiere!!”, stravolgendo di fatto il nostro lavoro che risulta sottovalutato : ” tanto è li a parare ” …. ma a parare cosa? una serie di tiri infiniti dove non si da neanche un piccolo recupero sia fisico che di posizione. Allora molte volte mi sono fatto sentire, molte volte ho discusso con l’allenatore, ma molte volte non ho ricevuto collaborazione. Mi è anche capitato, con qualche Mister, di ricevere apprezzamento e rispetto per il mio e nostro lavoro e sono quelle persone che, a distanza di qualche anno, ancora ricordo con piacere. Per quanto riguarda il vostro articolo, sono d’accordo. Se l’allenamento deve rispecchiare il modello di prestazione, oltre alla fase podalica (importante) dovremmo svolgere un allenamento con pause lunghe/così come in partita), annullando di fatto o prolungando considerevolmente l’allenamento stesso. Spetta a noi preparatori organizzare un allenamento giusto nei tempi e nei modi, sperando sempre di non udire la fatidica frase “portiere !!”

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