Michele Austoni: un giocatore TOTALE e un bravo mister che cerca di capire il perché delle cose

Mi trovo davanti alla panchina e sto chiedendo scusa. Così ho conosciuto Michele Austoni. Qualche battuta sul suo fisico imponente prima di iniziare l’esercitazione e poi quello scontro in campo. Niente di grave ma vedendolo arrivare con la coda dell’occhio ho difeso la palla prendendo campo e allargando le braccia. Quando ho sentito il suo stomaco appoggiato al mio gomito ho intuito che non si era fermato.

Eccomi allora a chiedere scusa a Michele e a darci appuntamento davanti ad una birra per chiacchierare di quanto appena successo. Quella birra si è moltiplicata e ancora oggi, anche se virtualmente,  si beve ancora assieme per fortuna.

Michele Austoni, 41 freschi freschi, istruttore Pulcini 2010-11 e in emergenza anche Primi Calci USD Gossolengo-Pittolo.

Michele Austoni

Vive a Piacenza dal 2014 da quando ha messo su famiglia 😊 ma originariamente viene da Pandino. il “triangolo delle Bermude” a metà strada tra Milano, Bergamo e Crema.

Ha iniziato a giocare nella scuola calcio della Luisiana dove ha fatto tutte le giovanili fino agli Juniores Regionali.

Anni fantastici ma per vari infortuni poi non si è spinto oltre la categoria. Ricomincia a livello amatoriale ritrovandosi con molti compagni di calcio degli anni passati assieme nelle giovanili riformando un gruppo che era vincente ai tempi e lo è ridiventato negli amatori .

Si vince il torneo di massima categoria CSI nel 2011 e poi si continua a giocare assieme fino a 4 anni fa quando la distanza (50km) e i tempi della vita familiare rendevano impossibile allenarsi e giocare con quel fantastico gruppo.

Come sei diventato allenatore?

Mollare il calcio giocato è stata dura…e infatti ho cercato di mettermi in moto subito per restare legato a questo sport che così tanta gioia mi ha dato negli anni di attività per poter restituire se possibile un po’ di quelle emozioni in un nuovo ruolo da allenatore.

Avevo già avuto esperienze affiancandomi ad amici coi Primi Calci della Luisiana per 2 anni circa mentre ancora giocavo, ma non ero certo fosse la mia strada. Avevo ancora una forte attitudine agonistica e faticavo ad entrare in sintonia con il percorso di crescita e formazione dell’attività di base.

Ricordo però un particolare dell’inizio del secondo anno: c’era un giovane l’anno prima che era qualche centimetro più alto degli altri, in certe cose faceva davvero fatica a coordinarsi.

Se voglio essere gentile diciamo che conduceva la palla quasi “spingendola” tanto era la sua difficoltà a governare gli arti inferiori, ma era molto appassionato, attento e un bel lavoratore.

Bene, il secondo anno era diventato un giocatore! La sua voglia e il suo impegno nell’estate evidentemente avevano dato i suoi frutti e da giovane con qualche difficoltà era diventato uno dei migliori in squadra.. ho pensato.. incredibile, che bello, rifacciamolo!

Qui a Piacenza nel 2018 ho avuto la fortuna di incontrare Franco Marchini che mi ha preso prima come collaboratore poi come istruttore per l’attività coi Pulcini misti (maschi e femmine, ritengo sia stato per me un periodo molto istruttivo, ho cercato di “rubare” ogni tipo di metodologia, principi, comportamento, comunicazione, specifica tecnica e tattica e credo sia stata un’ottima base da cui partire e progredire poi per il futuro, tra l’altro trovandomi per fortuna già allineato ai principi di formazione indicati nel corso UEFA C appena affrontato.

Ora sono sempre in staff con Marchini al USD Gossolengo-Pittolo, una società affiliata all’Atalanta con ottime prospettive e un’ottica di percorso molto positiva e formativa per l’attività di base, anche se siamo in un anno particolare e con le restrizioni in atto, allenamenti individuali e giocando solo 2 partite amichevoli… affrontiamo le difficoltà con organizzazione ed impegno sperando in meglio per il proseguo.

Tra l’altro mi capita anche di allenare mio figlio nei primi calci che ancora non riesce a chiamarmi “mister”, per ora almeno ha sostituito “papà” con “Michele”.. piano piano…

Da giocatore se dovessi scegliere un ruolo nella squadra allenata da te in quale sceglieresti di giocare?

Da calciatore ho ricoperto tutti i ruoli, un giocatore TOTALE ahahahah ..mi mancava il portiere e un anno si son rotti tutti e 2 negli allievi… grande occasione!!!.

Ho mollato la difesa e son andato in porta.. fra i pali ero un gatto, nelle uscite un disastro (io nel dubbio uscivo SEMPRE).

Son stato maggiormente punta centrale e centrale difensivo.. ma vorrei ripartire da centrocampista perché ahimè ho avuto troppo poche opportunità di farlo e credo che a livello formativo mi siano sempre mancate le indicazioni di massima sui principi da seguire in questo ruolo.. ricomincerei da li!

Come imposti il tuo programma di allenamento settimanale?

Il mio programma settimanale in una situazione non covid è composto da 2 allenamenti + partita.

Di solito scelgo un tema da approfondire in base a degli obbiettivi di massima che mi sono posto ad inizio anno, quando osservando i miei giocatori ho valutato dove potevamo migliorare, cosa andava consolidato e cosa del tutto magari mancava.

Cerco di dare molta importanza al “perché” delle cose.. qual è l’obbiettivo dell’esercitazione, cos’è meglio, cosa succede se faccio una cosa o l’altra.. cerco un dialogo per costruire in loro concetti e principi, perché mi sono accorto anche durante il corso che a me da calciatore questo tassello fondamentale è sempre mancato.

La mia sessione di allenamento è orientata all’acquisire competenze che poi ricerco nella partita usando tutti i mezzi possibili soprattutto situazionale, scomponendo in analitico qualora il livello sia ancora base.

Mi diverto un mondo coi piccoli nei giochi polivalenti che non mancano mai.. insieme al situazionale,  sono un FAN dei duelli da 1vs1 al 3vs3.

Quale è stata la partita che più ti ha regalato soddisfazioni nella tua carriera?

Ricordo un torneo a Gargnano in cui la mia squadra di soli 2010 è arrivata in finale perdendo ai rigori… erano però i più piccoli e per questo ho cerato di trasmettergli tutta la determinazione possibile a dimostrare nel campo il loro valore… azzardavo anche previsioni tra un tempo e l’altro in cui prevedevo i gol dei singoli.. incredibilmente indovinavo! Credo di aver scoperto in anticipo senza saperlo l’effetto pigmalione spiegatoci nel corso.

Che cosa ti porti del corso nel tuo essere allenatore?

A proposito del corso mi ritengo fortunato per essere riuscito a farlo seppur a distanza, son convinto sia stato utile sotto diversi aspetti, cogliendo oltretutto l’opportunità di conoscere davvero una squadra di ottime persone e grandi allenatori dai quali io con la mia misera esperienza ho cercato di apprendere il più possibile in tutte le differenti sfumature di carattere, personalità, metodo e approccio di ognuno.. ma tutte mosse dall’unico comune amore per il calcio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *