Quanto è importante lo spogliatoio? Le 75 vittorie consecutive della Nuovalamp

La settimana scorsa, in una lezione del patentino Uefa C il docente Maurizio Giordani ha sottolineato alcune situazioni in cui il mister è protagonista nello spogliatoio con discorsi alla squadra sia prima della partita che nell’intervallo o alla fine facendoci vedere alcuni filmati di film famosi come spunto per la discussione.

Mentre scorrevano le immagini di Al Pacino che diceva che la vita è un gioco di centimetri nel famoso film “Ogni maledetta domenica” ripensavo alla mia esperienza nello spogliatoio nelle varie squadre che ho allenato e soprattutto a quanto vissuto in quella straordinaria realtà della Nuovalamp, squadra amatoriale di calcio a 5 (e a tratti calcio a 7) di Parma che ho avuto l’onore di fondare, esserne protagonista e allenare per oltre vent’anni (durante gli altri impegni calcistici e non).

I campionati amatoriali sono strani perché nella mentalità comune si ha sempre l’idea che gli amatori siano formati da gruppi di amici che all’occasione si ritrovano a dare due calci al pallone come scusa per poi mangiarsi la pizza.

Per fortuna nella maggior parte dei casi è così soprattutto nelle squadre di calcio a 11 dove volentieri nel terzo tempo si innaffia la pizza con una buona birra. Bisogna però tenere presente anche un altra realtà e cioè che nel calcio a 5 soprattutto, sin dalla fine degli anni 90, molte squadre Figc di serie B e C utilizzavano i campionati amatoriali come sedute “allenanti” al posto dei classici allenamenti.

Personalmente come Nuovalamp ci siamo infatti trovati a giocare campionati sia provinciali che regionali e nazionali con squadre sia di tipo pizza e birra come dicevamo prima che anche squadre di livello come Montemurlo (campione nazionale serie A2), Novara,  Milano, Roma, Castelli Romani, Rieti, Catania, Reggio Calabria, Trani, Ascoli ma anche Rimini, Modena, Ferrara per citarne alcune appartenenti per lo più alla serie B e C dei vari raggruppamenti regionali.

Nei campionati provinciali poi ci siamo sempre ritrovati di fronte squadre che contro di noi chiamavano personaggi di primo piano nel panorama del calcio a 11. Da ex giocatori di serie A a scendere su più “comuni” giocatori di serie D o eccellenza.

Spesso quindi per noi Nuovalamp tutti impegnati nelle varie società di appartenenza a vari livelli le partite del lunedì sera invece di essere considerate uno svago amatoriale sono diventate partite da preparare e da vivere in ogni aspetto soprattutto nello spogliatoio… perchè lo spogliatoio è fondamentale.

Non serve essere Al Pacino e non serve avere una finale importante. All’interno dello spogliatoio anche durante il campionato si trasmettono e si vivono senza “muri” le vere emozioni che si provano in partita.

Se come mister dici qualcosa di sbagliato o sbagli i tempi e dici una cosa giusta ma al momento sbagliato potresti fare disastri piuttosto che bene.

E’ così nel calcio degli adulti ma lo è soprattutto per le giovanili.

Sono passati alcuni anni dal record nazionale Nuovalamp di 68 risultati utili dal 2001 al 2003 e soprattutto le 75 vittorie consecutive da dicembre 2015 a ottobre 2017, ma vi posso assicurare che alcune situazioni vissute nello spogliatoio sono ancora vive con tutti i protagonisti.

Ad esempio quando in tutti e due i periodi abbiamo vissuto la prima sconfitta (sia dopo i 68 risultati positivi che la prima sconfitta dopo le 75 vittorie) l’effetto nello spogliatoio era più simile ad un disastro che a una sconfitta.

I giocatori aspettavamo sulla panca dello spogliatoio, erano dispiaciuti, silenziosi e faticavano a guardarmi in faccia.

MI ricordo abbastanza bene il volto di alcuni di loro (Fede, Mao e Franco pilastri  storici della squadra) con cui in uno scambio di sguardi veloci abbiamo deciso insieme condividendolo senza parlare quello che avrei detto subito nello spogliatoio a sconfitta appena subita e cioè:

“Finalmente è finita! Ragazzi GRAZIE GRAZIE GRAZIE per questa striscia positiva che da oltre due anni ci vede combattere, lottare e vincere assieme. Ora ci riposiamo e la prossima settimana si ricomincia senza questa pressione di dover vincere a tutti i costi ma riprendendo il piacere di giocare…tutto è partito da questa passione…dal voler sempre migliorare e divertirsi, giocando un bel calcio. E poi lo sapete, nel bene o nel male, LA COLPA E SEMPRE DEL MISTER…adesso pensiamo a mangiare e a che tipo di birra ordinare! Ale nuovalamp Ale!”

Un amico non ce l’ha fatta ed ha preferito smaltire la delusione da solo ritornando a casa ma tutti gli altri hanno mangiato e bevuto come nelle altre sere senza particolari disturbi emotivi. La cosa importante è che dal giorno dopo tra di noi ci fosse come unico pensiero: la partita della settimana successiva.

A mio parere un mister dello spogliatoio nella gestione dei vari giocatori deve darsi alcune semplici regole e prendendo spunto dall’esperienza di oltre vent’anni nella Nuovalamp dove oltre al nucleo storico sono passati giocatori del calibro di Osio, Pizzi, Bia, ecc.  oltre a un centinaio di altri splendidi giocatori provo a riassumere i punti per me più importanti.

Il Mister deve:

Riunire la squadra SOLO QUANDO C’E’ QUALCOSA DA DIRE. Può sembrare una banalità ma molti mister ci tengono a fare discorsi ad ogni allenamento. A mio parere non è una buona idea sia con gli adulti che con i ragazzi.

Essere estremamente SINTETICO E CHIARO. Non sai mai cosa i giocatori realmente apprendono dai tuoi discorsi.  Pochi concetti ma chiari con un linguaggio semplice e comprensibile da tutti, senza tecnicismi.

Capire il momento in cui la squadra HA BISOGNO DI SAPERE COME SENTIRSI COME COLLETTIVO. Non siamo tutti uguali e dopo alcune sconfitte specialmente (ma potrebbe essere anche in altri casi) il mister deve parlare per chiarire a tutti le emozioni e le aspettative che la SQUADRA si è data, non il singolo.

CONCENTRARSI SEMPRE SUL FUTURO e affrontare il passato con esercitazioni sul campo dopo qualche giorno. Essere efficaci (evitare sviluppi peggiori in futuro. Perdere dopo 75 vittorie poteva portare ad un crollo piuttosto che ad una sconfitta singola). Invece bisogna rimotivare verso i prossimi impegni.

AVERE PERSONALITA. Le persone sono trasparenti. La loro comunicazione non verbale rende “visibile” il carattere e se un mister non crede veramente nelle cose che dice può solo combinare disastri.

CREARE GRUPPO. Dopo la sconfitta “famosa” successiva alle 75 vittorie consecutive nessuno è stato incolpato e il mister deve prendersi la responsabilità secondo un percorso creato nel tempo in modo chiaro con i suoi giocatori.

Parlare NEL POSTO GIUSTO. In quel momento era meglio parlare nello spogliatoio. L’emozione la vivevamo tutti…bisognava essere immediati. Spostare il pensiero negativo comune nel pensiero positivo. Personalmente non ero preoccupato della sconfitta (anche se bruciava per come era avvenuta) ma per il possibile impatto sulle successive partite. Dopo quelle semplici parole la squadra si è sentita più tranquilla e tutti (o quasi) hanno cominciato a pensare al positivo di quei due anni appena passati a vincere e non alla sconfitta e ai possibili errori…c’era tempo per quello.

E’ chiaro che quando il mister fa un intervento o quando parla alla squadra deve stare attento a posizionarsi dove tutti i giocatori possano vederlo, guardare in faccia i giocatori, utilizzare un tono in modo da dare energia, scherzare sopra gli argomenti troppo seri per togliere un po’ di tensione. 

Con i ragazzi più giovani aiuta anche interagire con loro ed illustrare le situazioni con aneddoti o storie che loro possono capire. Utilizzare la tecnica dei punti elenco: quindi esporre non con una lunga storie ma incominciare dicendo ad esempio: “Ci sono 3 punti di cui voglio parlarvi oggi…”

Per finire negli ultimi anni, dove i mental coach e i comunicatori, sono entrati nel mondo del calcio è utile adottare un’altra tecnica che è quella del terminare sempre con un chiaro messaggio “da portare a casa”. Creare cioè una sorta di slogan che riassuma quanto detto prima facile da ricordare in modo che il giocatore se lo ripeta in testa e gli possa ricordare facilmente quanto detto.

Interagendo con il mio grande amico Remo Gandolfi per il sito www.ilnostrocalcio.it (che vi invito di visitare perchè molto ricco di aneddoti e storie vere) chiudo questo articolo con questo aneddoto che mi ha gentilmente girato:

Il miglior discorso di squadra – Brian Clough

La sua squadra del Nottingham Forest stava giocando male e perdeva 2-0 in casa. A metà tempo i giocatori hanno aspettato negli spogliatoi il loro allenatore. Hanno aspettato e aspettato e poco prima che dovessero andare avanti per il secondo tempo Brian Clough è apparso e ha detto: “Scusate ragazzi, colpa mia, ho scelto la squadra sbagliata”. Il  Forest è andato a vincere la partita 3-2.

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