Il goal setting

Quando abbiamo affrontato il tema del calo motivazionale, riscontrabile nei nostri giocatori al rientro post- lockdo wn, ho citato uno strumento fondamentale strettamente legato alla motivazione: il GOAL SETTING ovvero la pianificazione degli obiettivi

Come accennavo nell’ultimo articolo, nel momento in cui ci si pone un obiettivo, una meta, questo alimenta naturalmente la nostra motivazione: ci spinge a scegliere quella determinata attività, in questo caso il calcio, e a mantenerla nel tempo nonostante gli ostacoli che possono presentarsi.  In uno sport di squadra come il calcio però la motivazione del singolo individuo si interfaccia necessariamente con quella degli altri membri del gruppo; inoltre dobbiamo ricordarci che la squadra non è la mera somma dei soggetti che la compongono ma assume caratteristiche specifiche. Proprio per tale ragione è molto importante che ciascun giocatore individui, insieme al mister e allo psicologo dello sport, i suoi obiettivi che dovranno essere integrati e funzionali per gli obiettivi della squadra; abbiamo quindi una doppia direzione anche per il goal setting: attenzione al singolo e alla squadra. 

Qual è il momento giusto per pianificare gli obiettivi? a inizio stagione perché dobbiamo immaginarci questo strumento come una bussola, che permette di orientare la nostra attenzione, l’impegno e le azioni in una direzione specifica. 

Per essere efficace però deve rispettare alcune caratteristiche:

  • Coinvolgere differenti aree di obiettivi: fisici, tattici-strategici e psicologici 
  • Pianificare a breve, medio e lungo termine dove i primi alimentano la motivazione per giungere a quello a lungo termine 
  • Determinare goal setting individuali e di squadra                       

Inoltre, gli obiettivi per essere funzionali seguono l’acronimo SMART:

  • S = specifici, obiettivi generici infatti estremamente poco funzionali 
  • M = misurabili, gli obiettivi devono poter essere resi concreti e misurati al fine di monitorare i progressi 
  • A = accessibili, non prendiamo in considerazione obiettivi che implicano il compiere azioni non possibili 
  • R = realistici, gli obiettivi devono essere sfidanti ma al contempo realistici in base alle proprie capacità e abilità attuali 
  • T = basati sul tempo, devono infatti essere organizzati temporalmente in breve, medio e lungo termine; se abbiamo un ancoraggio temporale concreto sarà più facile confrontarci e monitorarli. 

Il goal setting è uno degli strumenti più potenti e che, se strutturato in un modalità corretta, può influenzare molto positivamente la prestazione; ecco perché è importante co-costruire la pianificazione con uno psicologo dello sport. Consiglio sempre poi di mettere gli obiettivi per iscritto e utilizzarli in modo flessibile, così da non creare troppa frustrazione nel momento in cui non sono stati raggiunti. 

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